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Decisione

60.2017.120

Reclamo del difensore d'ufficio contro i dispositivi della sentenza del tribunale di primo grado in materia di indennità al difensore d'ufficio

2 ottobre 2017Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

a. Con

giudizio 8.5.2017 la Corte delle assise criminali ha dichiarato e pronunciato,

tra gli altri, PI 2 (in carcerazione preventiva dal 25.11.2016 al 17.1.2017, in

anticipata esecuzione di pena dal 18.1.2017) autore colpevole di furto

aggravato (in parte tentato), ripetuto danneggiamento (in parte qualificato) e

ripetuta violazione di domicilio e lo ha condannato alla pena detentiva di

ventotto mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, e all’espulsione dal

territorio svizzero per la durata di dieci anni.

La

Corte ha approvato le note professionali 10.3.2017, 5.4.2017 e 26.4.2017 dell’avv.

RE 1, difensore d’ufficio di PI 2, per la somma di CHF 8'320.60, di cui CHF

6'687.00 di onorario, CHF 924.65 di spese e trasferte, CHF 608.95 di IVA e CHF

100.00 di esborsi (dispositivo n. 20.2.). Ha inoltre disposto che PI 2 fosse tenuto

a rimborsare detto importo allo Stato del Cantone Ticino non appena le sue

condizioni economiche glielo avrebbero permesso (dispositivo n. 20.2.1.).

La

sentenza motivata è stata intimata in data 27.6.2017.

b. Con

gravame 30.6/4.7.2017 l’avv. RE 1 – che il 10/11.5.2017, ricevuto il dispositivo

del giudizio, aveva comunicato a questa Corte di presentare reclamo contro la

quantificazione della retribuzione del difensore d’ufficio come ai dispositivi

n. 20.2. e n. 20.2.1. – postula che le note professionali 10.3.2017, 5.4.2017 e

26.4.2017 siano integralmente approvate e che i dispositivi n. 20.2. e n. 20.2.1.

della sentenza 8.5.2017 siano modificati nel senso che sono riconosciuti CHF

11'622.90.

La

reclamante rimprovera alla Corte della assise criminali di non avere indicato i

motivi a giustificazione delle decurtazioni delle note professionali, in

lesione dei più elementari principi di diritto federale e costituzionale. Il

legale, ricordati il diritto applicabile e i principi relativi alla motivazione

della decisione in tema di tassazione, elenca i punti della pronuncia che

contesta, precisando le ragioni per le quali la sentenza non sarebbe sostenibile.

Delle

ulteriori argomentazioni si dirà, se necessario, in seguito.

Considerandi

1.

Il

difensore d’ufficio, in applicazione dell’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP, può interporre

reclamo in materia di retribuzione contro la decisione del pubblico ministero o

del tribunale di primo grado.

Con

il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1

lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2

LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e

l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.

393.

cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.

393.

cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

Il

reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP),

con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed

all’art. 385 CPP per la motivazione.

Esso

deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,

i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati

(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

2.

2.1.

2.1.1

Il

pubblico ministero [se il procedimento non viene concluso dalla decisione di un

tribunale (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, 2. ed., art. 135 CPP n. 9)] o l’autorità

giudicante stabilisce l’importo della retribuzione al termine del procedimento

(art. 135 cpv. 2 CPP).

L’autorità

giudicante deve pronunciarsi sulla retribuzione del difensore d’ufficio, di principio,

nella sentenza di merito (giusta i combinati art. 81 cpv. 3 lit. a / cpv. 4

lit. b, 135 cpv. 2, 351 cpv. 1, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP) [decisioni

TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 2.2.1.;6B_659/2016 del 6.3.2017 consid.

2.3

;6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.3.;6B_652/2014 del 10.12.2014

consid. 1.2.;6B_211/2014 del 9.10.2014 consid. 1.1.;6B_212/2014 del 9.10.2014

consid. 1.1.;6B_985/2013 del 19.6.2014 consid. 1.1.;6B_48/2013 del 13.6.2013

consid. 2.1.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.1.; 140 IV 213 consid. 1.1.; 139 IV 199

consid. 5.1.; decisione TPF BB.2016.350 del 25.1.2017 consid. 3.1.; BSK StPO –

N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 12; ZK StPO – V. LIEBER, 2. ed., art.

135.

CPP n. 10; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed., art. 135 CPP n. 4].

2.1.2

Il

difensore d’ufficio – a differenza dell’imputato e del procuratore pubblico

che, quali parti (art. 104 cpv. 1 CPP), impugnano la sentenza con appello anche

per quanto riguarda l’indennità al difensore d’ufficio – contesta con reclamo

il giudizio di merito inerente all’entità della retribuzione (art. 135 cpv. 3

lit. a CPP) [decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.;6B_460/2016

del 27.2.2017 consid. 2.1.;6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1.;6B_919/2015

dell’11.12.2015 consid. 4.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.2.; 140 IV 213 consid.

1.4

; 139 IV 199 consid. 5.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP

n. 16; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 135 CPP n. 5].

2.1.3

Il

termine per aggravarsi contro l’entità della retribuzione, stante lo specifico

mezzo di ricorso, è disciplinato dall’art. 396 cpv. 1 CPP (decisioni TF

6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.;6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1.),

secondo il quale i reclami contro decisioni comunicate per scritto od oralmente

vanno presentati e motivati per scritto entro dieci giorni presso la giurisdizione

di reclamo. Il termine decorre dunque dalla notificazione della decisione motivata

(art. 384 lit. b CPP) – che il difensore d’ufficio medesimo deve richiedere,

entro dieci giorni dalla notificazione del dispositivo del giudizio, quale

terzo giusta i combinati art. 105 cpv. 1 lit. f / cpv. 2 e 82 cpv. 2 lit. a CPP

(decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.;6B_460/2016 del 27.2.2017

consid. 2.1.;6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1./2.2.; DTF 143 IV 40 consid.

3.6

) – e non dalla consegna oppure dalla notificazione del dispositivo scritto

(art. 384 lit. a CPP) [decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1./2.3.;

6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1./2.3.;6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid.

2.1

; DTF 143 IV 40 consid. 3.4.].

2.2

Il

gravame, inoltrato il 30.6/4.7.2017 contro i dispositivi n. 20.2. e n. 20.2.1.

della sentenza 8.5.2017, intimata motivata il 27.6.2017, della Corte delle

assise criminali (che si è pronunciata in applicazione dei combinati art. 135

cpv. 2 e 81 cpv. 4 lit. b CPP) è tempestivo siccome presentato nel termine di

dieci giorni (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP) dall’intimazione del giudizio di

merito motivato, recapitato all’avv. RE 1 il 30.6.2017.

Esso

è anche proponibile secondo l’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

L’avv.

RE 1, designata difensore d’ufficio di PI 2 con decreto 19.12.2016 giusta gli art.

132.

s. CPP, è legittimata a reclamare a’ sensi dell’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

Le

esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

L’impugnativa,

in queste circostanze, è ricevibile in ordine.

3.

3.1.

Chi

dirige il procedimento nella relativa fase procedurale (giusta l’art. 61 CPP) dispone

(giusta l’art. 133 cpv. 1 CPP) una difesa d’ufficio se: a. in caso di difesa

obbligatoria 1. nonostante ingiunzione, l’imputato non designa un difensore di

fiducia; 2. il mandato è revocato al difensore di fiducia oppure questi lo

rimette e l’imputato non designa un nuovo difensore entro il termine impartito;

b. l’imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa si impone per

tutelare i suoi interessi (art. 132 cpv. 1 CPP).

3.2

Il

decreto di nomina del difensore d’ufficio fonda un rapporto di diritto pubblico,

a favore di una terza persona, tra la Confederazione rispettivamente il Cantone

e il legale designato (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 18.3.1.;6B_894/2015

del 13.1.2016 consid. 2.2.2.;6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 4.1.;

6B_325/2015 del 19.5.2015 consid. 2.1.;6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.;

DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; 141 I 124 consid. 3.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139

IV 261 consid. 2.2.1.; 131 I 217 consid. 2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit.,

art. 132 CPP n. 1 / art. 135 CPP n. 1), sulla base del quale quest’ultimo – che

non svolge un mandato privato, ma adempie un compito pubblico (decisioni TF 6B_824/2016

del 10.4.2017 consid. 18.3.1.;6B_986/2015 del 23.8.2016 consid. 5.2.;

6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 4.1.;6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.1./2.4.;

6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV 344 consid. 3.2./4.2.; 141 I

124.

consid. 3.1./4.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; ZK

StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1) – ha un credito di diritto

pubblico nei confronti dello stato, che deriva dall’art. 29 cpv. 3 Cost., ad un

indennizzo (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 18.3.1.;6B_986/2015

del 23.8.2016 consid. 5.2.;6B_894/2015 del 13.1.2016 consid. 2.2.2.;6B_919/2015

dell’11.12.2015 consid. 4.1.;6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;6B_325/2015

del 19.5.2015 consid. 2.1.;6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV

344.

consid. 3.2./4.2.; 141 I 124 consid. 3.1.).

La

designazione di un patrocinatore d’ufficio (prevista anche, tra l’altro, dall’art.

6.

cifra 3 lit. c CEDU) discende invero dall’interesse pubblico (decisione TF

6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.): è un mezzo dello Stato per adempiere i

suoi doveri finalizzati segnatamente a garantire un processo equo, ad attuare

il principio della parità delle armi e ad assolvere il suo obbligo di assistenza

(DTF 141 IV 344 consid. 4.2.). In applicazione dell’art. 12 lit. g della legge

federale sulla libera circolazione degli avvocati l’avvocato è di conseguenza tenuto

ad assumere le difese d’ufficio e ad accettare i mandati di gratuito patrocinio

del Cantone nel cui registro egli è iscritto (decisioni TF 6B_919/2015

dell’11.12.2015 consid. 5.3.;6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.1.; DTF 141

IV 344 consid. 4.2.; 141 I 70 consid. 6.1.).

3.3

3.3.1

Il

legale d’ufficio – che ha un incarico ben definito e delimitato, ovvero che ha

il compito di assistere l’imputato nel procedimento penale e di difenderlo

dalle imputazioni mosse a suo carico dalle autorità penali (decisione TF

6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) – ha una pretesa costituzionale alla retribuzione

soltanto per quanto necessario alla tutela dei diritti dell’imputato stesso.

Secondo

questo parametro la pretesa si determina dal profilo qualitativo e quantitativo:

possono essere indennizzate unicamente quelle prestazioni – necessarie e proporzionali

– in nesso causale con/per la cura dei diritti dell’imputato nel procedimento a

suo carico (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 18.3.1.;6B_618/2015

del 16.12.2015 consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.; decisioni TPF BB.2017.97

del 21.8.2017 consid. 4.2.1.; BB.2017.60 del 18.7.2017 consid. 3.2.; BB.2016.249

del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016 consid. 6.1.; BSK StPO –

N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 3; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art.

135.

CPP n. 3/6; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 135 CPP n. 3).

Quale

criterio per rispondere alla domanda inerente al dispendio necessario per una

difesa corretta nel procedimento penale si fa riferimento ad un avvocato di

esperienza, che dispone di solide conoscenze nell’ambito del diritto penale materiale

e processuale e che può svolgere la difesa in modo mirato ed efficiente fin

dall’inizio del procedimento (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.

18.3.1

;6B_264/2016 dell’8.6.2016 consid. 2.4.1.; decisione TPF BB.2016.58 del

26.8.2016

consid. 6.1.).

Per

determinare il dispendio si deve tenere conto, segnatamente, della natura,

dell’importanza, della complessità, delle difficoltà particolari in fatto e/o

in diritto della causa, del tempo consacrato dal difensore allo studio e alla

trattazione dell’incarto, del numero dei colloqui con l’imputato prima e/o dopo

gli interrogatori, della partecipazione alle udienze e al processo, del tempo

delle trasferte, delle visite indispensabili in carcere e del tempo necessario

per la preparazione dell’arringa e del dibattimento (decisioni TPF BB.2016.369

del 12.7.2017 consid. 2.2.; BB.2016.249 del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58

del 26.8.2016 consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.1.; DTF 141 IV

344.

consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 4).

Il

legale deve esaminare ogni operazione che potrebbe essere utile per il suo

cliente. Il difensore d’ufficio ha in effetti il medesimo dovere di diligenza

di un avvocato di fiducia (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER,

op. cit., art. 134 CPP n. 13): l’imputato difeso d’ufficio ha diritto ad un

legale efficiente, esperto e dedicato alla tutela dei suoi interessi [art. 32

cpv. 2 Cost.] (decisioni TF 1B_192/2017 del 3.7.2017 consid. 3.1.;1B_103/2017

del 27.4.2017 consid. 2.3.;1B_259/2016 dell’11.1.2017 consid. 2.4.;

6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.1./1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op.

cit., art. 132 CPP n. 1 / art. 134 CPP n. 12/13). Secondo l’art. 12 lit. a

della legge federale sulla libera circolazione degli avvocati l'avvocato deve

esercitare la sua attività professionale con cura e diligenza. Sebbene legato

allo Stato dal suddetto particolare rapporto, il difensore d’ufficio è del

resto vincolato, entro i limiti della legge e delle norme deontologiche,

unicamente agli interessi dell’imputato (art. 128 CPP): gli incombe di conseguenza,

operando in completa indipendenza, di fronteggiare l’azione penale e di adoperarsi

per ottenere il proscioglimento dell’imputato oppure una condanna la più

clemente possibile per lui (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N.

RUCKSTUHL, op. cit., art. 128 CPP n. 1/5; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art.

128.

CPP n. 4/5; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 128 CPP n. 1).

Il

difensore ha un ampio margine di apprezzamento sulla conduzione della difesa e

sulla scelta della strategia di difesa (decisioni TF 6B_307/2016 del 17.6.2016

consid. 2.3.4.;6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER,

op. cit., art. 134 CPP n. 15). Il rimprovero di avere effettuato operazioni superflue

deve dunque essere mosso con riserbo (decisioni TPF BB.2016.58 del 26.8.2016

consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), proprio tenuto conto che

il difensore deve avere un margine di manovra e deve poter svolgere il mandato

a favore dell’imputato in maniera efficace (decisione TF 6B_618/2015 del

16.12.2015

consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,

op. cit., art. 135 CPP n. 3).

Il

difensore d’ufficio che trascurasse i suoi obblighi dovrebbe peraltro essere sostituito

(art. 134 cpv. 2 CPP) [DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,

op. cit., art. 134 CPP n. 11 ss.] e si esporrebbe ad un procedimento

disciplinare.

L’intervento

del giudice sulla nota professionale si giustifica di conseguenza soltanto

qualora esista una sproporzione tra il valore delle operazioni effettuate e

l’onorario (decisione TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.). Il difensore

d’ufficio, anche se gli si richiedono determinate prestazioni nel pubblico interesse,

non deve prestare “Frondienste”, termine che si può tradurre con opere

di volontariato (decisione TF 6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 5.3.; DTF 141

I 124 consid. 4.2.). La rimunerazione dell’avvocato d’ufficio – che può essere

inferiore a quella di un mandatario privato – deve pertanto essere equa

(decisioni TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; DTF 141 I 124 consid.

3.2

; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; 137 III 185 consid. 5.1.; ZK StPO – V. LIEBER,

op. cit., art. 135 CPP n. 5). Per essere considerata equa, la remunerazione del

legale non deve soltanto coprire le spese generali dell’avvocato, ma deve anche

permettergli di ottenere un reddito modesto, che non sia unicamente simbolico

(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op.

cit., art. 135 CPP n. 5).

Non

devono comunque essere indennizzate spese inutili, superflue e estranee al

procedimento (decisione TF 6B_652/2014 del 10.12.2014 consid. 2.3.; decisione

TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), di sostegno morale (decisioni TPF BB.2017.94

del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.; ma cfr. decisione

TF 6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) o inerenti all’attività di

aggiornamento dei parenti del difeso (decisione TPF BB.2016.249 del 31.8.2016

consid. 4.2.).

3.3.2

Giusta

l’art. 135 cpv. 1 CPP il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa

d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento

penale a carico del patrocinato.

Nel

Canton Ticino si applica il regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio

d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili

(Rtar), in vigore dall’1.1.2008 [art. 4 della legge sull’assistenza giudiziaria

e sul patrocinio d’ufficio (LAG)].

Il

predetto regolamento stabilisce la tariffa per le prestazioni dell’avvocato nel

caso della sua nomina a patrocinatore d’ufficio, nel caso di concessione del

beneficio dell’assistenza giudiziaria e, ancora, per la fissazione delle

ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar).

Secondo

l’art. 2 cpv. 1 Rtar all’avvocato è riconosciuto l’onorario per le prestazioni

necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi e le

disposizioni del regolamento.

L’onorario

dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa

di CHF 180.00/ora [art. 4 cpv. 1 Rtar (tariffa che l’Alta Corte ritiene

corretta, quale minimo: decisioni TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;

6B_502/2013 del 3.10.2013 consid. 3.2.; DTF 141 I 124 consid. 3.2.; 139 IV 261

consid. 2.2.1.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 5)]. Se la

pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto

studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove e

complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF

250.

/ora (art. 4 cpv. 2 Rtar). L’onorario del praticante legale è calcolato

sulla base della tariffa di CHF 90.00/ora (art. 4 cpv. 3 Rtar). L’onorario

dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori fuori orario di lavoro (tra

le ore 20.00 e le ore 08.00 dei giorni feriali, nei giorni festivi ufficiali e

di sabato) è fissato a CHF 250.00/ora; l’onorario del praticante legale è

stabilito in CHF 110.00/ora (art. 5a Rtar).

Per

la determinazione dell’onorario a favore del difensore d’ufficio, tenute presenti

le citate tariffe orarie, fanno stato i principi dell’art. 21 cpv. 2 della

legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar) – norma che concretizza la giurisprudenza

citata più sopra – secondo i quali l’avvocato ha riguardo alla complessità ed

all’importanza del caso, al valore ed all’estensione della pratica, alla sua competenza

professionale ed alla sua responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati,

alla situazione personale e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed

alla sua prevedibilità.

Ha

inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio,

riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar). Quest’ultima norma prevede che possa

essere riconosciuto un importo forfetario in per cento dell’onorario quale rimborso

per le spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopie e di

apertura e archiviazione dell’incarto (art. 6 cpv. 1 Rtar).

3.4

Il

diritto di essere sentito a’ sensi degli art. 3 cpv. 2 lit. c CPP e 29 cpv. 2

Cost. – garanzia di natura formale, la cui violazione comporta l’annullamento

della decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza materiale del

gravame, riservato il caso in cui l’autorità di ricorso goda di pieno potere

d’esame e davanti ad essa la parte sia reintegrata nell’esercizio dei diritti

che le erano stati negati o se il rinvio all’autorità inferiore costituisca una

mera formalità che cagiona un inutile allungamento della procedura,

incompatibile con gli interessi della parte alla celerità del procedimento (decisione

TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.; decisioni TPF BB.2017.94 del

4.7.2017

consid. 4.1.; BB.2016.263 del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.14 del

28.7.2016

consid. 6.1.) – comprende, oltre al diritto di esprimersi prima che

una decisione sia presa, di fornire prove sui fatti rilevanti per il giudizio,

di farsi rappresentare o assistere e di poter consultare gli atti, il diritto

di ottenere una decisione motivata.

L’obbligo

di motivazione (art. 80 cpv. 2 prima frase CPP) impone di menzionare, almeno

brevemente, i motivi che hanno spinto l’autorità a decidere in un senso

piuttosto che nell’altro e di porre pertanto l’interessato nelle condizioni di

rendersi conto della portata del provvedimento e delle eventuali possibilità di

impugnazione presso un’istanza superiore, che deve poter esercitare il

controllo (decisione TF 6B_20/2017 del 6.9.2017 consid. 3.1.1.; ZK StPO – D.

BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 80 CPP n. 2).

Principio

che vale anche in materia di tassazione della nota professionale del difensore

d’ufficio: tale obbligo comporta che l’autorità di tassazione, qualora decida

sulla base di un elenco di spese presentato dal legale, indichi – se intende

discostarsene – almeno brevemente i motivi per cui ritiene certe operazioni ingiustificate

(decisioni TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.;6B_329/2014 del

30.6.2014

consid. 2.2./2.4.;6B_389/2013 del 26.11.2013 consid. 1.;6B_502/2013

del 3.10.2013 consid. 3.4.; DTF 141 I 70 consid. 5.2.; decisioni TPF BB.2017.98

del 4.9.2017 consid. 2.1.; BB.2017.94 del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.263

del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016 consid. 5.1.; BB.2016.14

del 28.7.2016 consid. 6.1.).

4.

4.1.

La

procedura dibattimentale di primo grado è disciplinata agli art. 328 ss. CPP,

che regolamentano i compiti del giudice (rispettivamente, in determinati casi,

di chi dirige il procedimento), tra cui quello di pronunciarsi con sentenza –

al termine del procedimento penale, da condurre nel rispetto del principio di

celerità (art. 5 CPP) [che anche le autorità giudicanti devono ossequiare (decisioni

TF 6B_647/2017 del 10.8.2017 consid. 3.2.;1B_103/2017 del 27.4.2017 consid.

3.2

)] – sulla colpevolezza dell’imputato, sulle sanzioni e sulle altre conseguenze

(art. 351 cpv. 1 CPP).

Tra

le “altre conseguenze” di cui all’art. 351 cpv. 1 in fine CPP rientra

anche l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 81 cpv. 3 lit.

a / cpv. 4 lit. b, 135 cpv. 2, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP), che deve

essere fissata al termine del procedimento penale nella sentenza di merito

(cfr. consid. 2.1.1.).

Inoltre,

il giudice, se deve motivare la sentenza, la notifica entro sessanta giorni,

eccezionalmente entro novanta giorni, all’imputato e al pubblico ministero con

la motivazione completa e alle altre parti soltanto con i punti concernenti le

loro conclusioni (art. 84 cpv. 4 CPP). Si tratta di termini d’ordine, per cui

la loro eventuale inosservanza non tocca la validità del giudizio (decisione TF

6B_782/2017 del 9.8.2017 consid. 6.); la loro inosservanza potrebbe comunque

costituire indizio di una violazione del principio di celerità (decisioni TF

6B_870/2016 del 21.8.2017 consid. 4.1.;6B_782/2017 del 9.8.2017 consid. 6.).

4.2

4.2.1

Il

giudice deve esprimersi sulla retribuzione tenendo presente i compiti del difensore

d’ufficio in relazione all’imputato stesso.

Si

deve anzitutto ricordare che l’imputato ha diritto ad un procedimento leale,

principio che deriva dall’obbligo delle autorità penali di trattare con equità

tutti i partecipanti al procedimento (art. 3 cpv. 2 lit. c CPP). All’imputato

deve dunque essere garantito il diritto ad una difesa effettiva (decisione TF

6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.1.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art.

3.

CPP n. 22), previsto peraltro dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU.

Lo

Stato ha quindi l’obbligo di assicurare una simile difesa, designando – qualora

ne siano dati i presupposti (art. 132 CPP) – un difensore d’ufficio, obbligato

ad assumere la difesa (art. 12 lit. g della legge federale sulla libera

circolazione degli avvocati).

Si

deve poi aggiungere – come già anticipato (consid. 3.3.1.) – che il difensore

d’ufficio, pur essendo nominato dalle autorità penali e adempiendo un compito

di interesse pubblico, è vincolato unicamente agli interessi dell’imputato

(art. 128 CPP), di modo che deve procedere con la medesima diligenza di un difensore

di fiducia, svolgendo al meglio la difesa: deve perciò avere, pur senza

dimenticare che le sue prestazioni devono essere necessarie e proporzionali, un

margine di manovra per esaminare gli atti che potrebbero essere utili per il

patrocinio dell’imputato.

Ne

discende dunque – come esposto più sopra al considerando 3.3.1. – che la

censura di avere effettuato operazioni superflue deve essere mossa al legale con

cautela. In caso contrario, infatti, all’imputato potrebbe essere messa in pericolo

rispettivamente non essere garantita una difesa effettiva, in violazione dei

diritti medesimi dell’imputato, in ragione delle restrizioni che si potrebbe

imporre il difensore per non vedersi poi rimproverato dal giudice di avere

presentato una nota professionale non corretta. Al legale d’ufficio deve essere

riconosciuto, in altre parole, un certo margine di apprezzamento

nell’impostazione degli atti di difesa.

Il

procuratore pubblico rispettivamente il giudice interverranno quindi sulla nota

professionale soltanto qualora esista una sproporzione tra quanto esposto – con

riferimento a onorario e spese – e le esigenze per garantire una difesa

effettiva, tenuto presente – in ogni caso – il margine di apprezzamento del

legale.

Si

ricorda peraltro che giusta l’art. 3 cpv. 2 lit. a CPP le autorità penali si

attengono al principio della buona fede, da cui discende il divieto di

formalismo eccessivo, forma particolare del diniego di giustizia: esso è realizzato

quando la rigorosa applicazione delle regole procedurali non è giustificata da

alcun interesse degno di protezione, diviene fine a sé stessa, complica in

maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l’accesso al

tribunale (decisioni TF 6B_520/2016 del 18.5.2017 consid. 2.1.;6B_901/2016 del 18.1.2017 consid.

3.2.1

; DTF 142 IV 299 consid. 1.3.2.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art. 3

CPP n. 11).

4.2.2

Questa

Corte, nel giudizio inc. 60.2016.15 del 14.4.2016 (consid. 4.1.), aveva ritenuto

che, per ragioni di economia procedurale, non dovevano essere esaminate le

decurtazioni delle note professionali pari o inferiori a cinque minuti, per cui

le prestazioni toccate dalle defalcazioni erano da riconoscere come esposte.

Questa

scelta è confermata: decurtazioni di simile ristretta portata non possono

essere il frutto di un corretto esercizio del potere di apprezzamento, proprio

in considerazione della loro esiguità.

In

senso analogo a questa Corte si era del resto già espresso anche il Consiglio

di moderazione con decisione 1.7.2002 (pubblicata sul Bollettino dell’Ordine degli

avvocati n. 24, mese di dicembre 2002, p. 38): “Certo, in regime di

assistenza giudiziaria si richiede all’avvocato anche stringatezza. D’altro

lato però il giudice della tassazione non deve defalcare a beneplacito. Se riduce

la durata di una prestazione, deve anche motivare la sua scelta in modo che il

Consiglio di moderazione possa seguire il suo ragionamento e valutare la

legittimità della decurtazione. Ridurre sistematicamente (o quasi) i colloqui

di 20, 100 anche (recte: 10 o anche) di 5 minuti solo perché il patrocinatore

ha operato in regime di assistenza giudiziaria non è ammissibile”.

5.

5.1.

Con

giudizio 8.5.2017 la Corte delle assise criminali ha approvato le note professionali

di data 10.3.2017, 5.4.2017 e 26.4.2017 dell’avv. RE 1 per la somma di CHF 8'320.60,

di cui CHF 6'687.00 di onorario, CHF 924.65 di spese e trasferte, CHF 608.95 di

IVA e CHF 100.00 di esborsi (dispositivo n. 20.2.).

5.2

La

reclamante postula che le note professionali 10.3.2017, 5.4.2017 e 26.4.2017

siano integralmente approvate e che i dispositivi n. 20.2. e n. 20.2.1. della

sentenza 8.5.2017 siano modificati nel senso che è riconosciuto l’importo di

CHF 11'622.90.

5.3

5.3.1

Ad

eccezione delle poste di cui si dirà successivamente, le prestazioni del legale

che hanno subito decurtazioni pari oppure inferiori a cinque minuti sono riconosciute

come esposte nelle relative note professionali, senza esame da parte di questa

Corte.

Seguendo

questo criterio, per la nota professionale del 10.3.2017, ai minuti già ammessi

dalla Corte delle assise criminali, si devono dunque aggiungere 32 minuti,

di cui +3 per “tel da commissario __________, spiega caso e

interventi di martedì e mercoledì che verranno effettuati” (19.12.2016)

[punto 22.2.b) della sentenza 8.5.2017 (di seguito sentenza)], +10 per “ric/es

da PP un permesso telefonico per moglie”, “ric/es da PP permessi per me”,

“redigo ed invio fax a PP, chiedo permessi settimanali da sett prossima per

moglie”, “ric/es e-mail da Comm __________ per prossimi sopralluoghi e

verbali correi” (23.12.2016) [punto 22.2.c) sentenza], +5 per “ric/es

e-mail da Comm. __________ per nuovi verbali”, “ric/es e-mail da Comm. __________

anticipa verbale mio assistito”, “tel ad __________ chiamo per dire che

a quell’ora sono già impegnata” (5.1.2017) [punto 22.2.d) sentenza], +1

per “ric/es fax da PP copia di fax inviato all’avv. __________”, “ric/es

fax da PP copia di fax inviato ad avv. __________” (10.1.2017) [punto 22.2.f)

sentenza], +1 per “tel da segretaria PP per verbale assistito”, “ric/es

fax da PP, citazione mio assistito” (11.1.2017) [punto 22.2.g) sentenza], +2

per “tel da PP” (20.1.2017) [punto 22.2.j) sentenza], +3 per “ric/es

e-mail da __________ Carcere”, “redigo ed invio e-mail succitata”

(1.2.2017) [punto 2.2.m) sentenza], +5 per “ric/es tel da assistito,

chiede (se ben comprendo) un incontro e stato pratica”, “redigo ed invio

e-mail a assistente sociale __________ chiedo di ribadire ad assistito nella

rispettiva difficoltà di comprenderci che non vi è necessità di un incontro e

di chiedere a assistito che urgenza vi sarebbe” (6.2.2017) [punto 22.2.n)

sentenza], +2 per “ric/es decisione di chiusura dell’istruzione da PP”

(9.3.2017) [punto 22.2.q) sentenza]. Per la nota professionale di data

5.4

, ai minuti già ammessi dalla Corte delle assise criminali l’8.5.2017,

si devono aggiungere +3 minuti per “ric/es citazione da Giudice Villa”,

“ric/es termine per istanze probatorie da Giudice Villa” (29.3.2017) [punto

22.3

c) sentenza].

5.3.2

Per

quanto concerne le spese di trasferta è corretto, come ha ritenuto la Corte,

utilizzare l’ “indicatore delle distanze chilometriche da Bellinzona,

Lugano, Locarno”, di modo da considerare le stesse distanze per tutti i

legali d’ufficio [punto 22.1.a) sentenza].

Al

difensore d’ufficio deve essere retribuito anche il tempo di trasferta

(decisione TPF BB.2015.47 del 16.12.2015 consid. 4.5.). Questa Corte (decisioni

inc. 60.2014.26 del 2.6.2014

consid. 4.2.2.; inc. 60.2013.455 del

6.5.2014

consid. 3.5.; inc. 60.2011.204 del 5.7.2011 consid. 3.2.) ha riconosciuto il principio secondo cui,

nella tassazione della nota per prestazioni riferite a trasferte, si deve

considerare la situazione concreta in relazione alla praticabilità delle

strade: il tempo di percorrenza delle vie di transito ticinesi dipende infatti molto

dalla situazione del traffico, che muta in maniera importante a dipendenza del

giorno (feriale o festivo) e del momento della giornata (mattina, pomeriggio o

sera). Nell’esame dei tempi di percorrenza si deve tenere presente la situazione

concreta, valutando la plausibilità della durata delle tratte e non operando

una decurtazione standardizzata.

Il

tempo di percorrenza esposto per le trasferte è sostenibile, per cui deve

essere approvato come indicato. Ai minuti riconosciuti dalla Corte delle assise

criminali [punto 22.1.b)] si aggiungono 418 minuti, di cui +20 (tratta __________

del 21.12.2016), +13 (tratta __________ del 22.12.2016), +35

(tratta __________ del 21.12.2016), +35 (tratta __________ del

17.1

), +35 (tratta __________ del 22.2.2017), +35 (tratta __________

del 6.3.2017), +40 (tratta __________ dell’8.5.2017), +35 (tratta

__________ del 9.1.2017), +35 (tratta __________ del 4.4.2017) e +135

[tratta __________ del 2.5.2017 (omessa nella tassazione della Corte)]. La

trasferta del 9.5.2017 non viene riconosciuta: il dibattimento è terminato il

giorno precedente. Si deducono 100 min [ammessi dalla Corte al punto 22.1.b)

della sentenza, in contraddizione con il punto 22.4.f) del giudizio: “tutte

le poste 9.5.2017 “__________”, “dibattimento”, “posteggio” e “__________” non

sono state riconosciute in quanto il dibattimento è terminato l’8.5.2017”].

Si ammettono +318 minuti.

Per

quanto concerne le spese di posteggio [punto 22.1.d) sentenza], si osserva che

il normale corso delle cose e l’esperienza della vita permettono di riconoscerle

anche se non documentate qualora esse siano in un rapporto ragionevole con la

prestazione a cui si riferiscono: si ammettono quindi CHF +47.00, di cui

CHF 2.00 (21.12.2016), CHF 2.00 (22.12.2016), CHF 4.00 (22.2.2017), CHF 5.00 (6.3.2017)

e CHF 34.00 (8.5.2017).

5.3.3

Correttamente

la Corte delle assise criminali non ha approvato le spese telefoniche, ritenuto

che i principali servizi di telefonia non addebitano più i costi per le

telefonate in Svizzera, limitandosi a richiedere i costi di abbonamento [punto

22.1

c) sentenza].

La

reclamante si riduce a sostenere che le chiamate in entrata e in uscita genererebbero

costi (gravame 30.6/4.7.2017, p. 8), senza però neppure tentare di dimostrare

le da lei asserite spese.

5.3.4

La

Corte non ha riconosciuto onorario e spese per le prestazioni “lettera breve

a assistito, invio copia di quanto trasmesso a PP” (15.2.2017), “lettera

breve a assistito, invio copia di quanto ricevuto da PP” (20.2.2017) e “memo

a assistito, trasmetto copia fax suddetto” (23.2.2017) siccome l’imputato

era cittadino __________ che non conosceva la lingua italiana [punto 22.1.f1)

sentenza].

A

ragione. Il fatto che l’imputato avrebbe chiesto al legale di trasmettergli gli

atti perché essi sarebbero stati tradotti da un compagno di cella e/o di passeggio

(gravame 30.6/4.7.2017, p. 10) non è sufficiente, ammesso che le regole carcerarie

permettano un tale agire, per riconoscere dette prestazioni in mancanza di

imperativa urgenza delle comunicazioni, che non è sostenuta.

La

medesima conclusione si applica per “tel da famigliari assistito, difficoltà

di comprensione reciproca” (24.1.2017) [punto 22.2.l) sentenza]: visti i

problemi linguistici, inutile per il caso.

5.3.5

E’

corretto non riconoscere la prestazione “anticipo memo suddetto per fax”

(2.5.2017) [punto 22.1.f2) sentenza]: l’invio riguardava la fattura

dell’interprete, per cui – anche qualora essa per ipotesi fosse stata smarrita

dalla posta – avrebbe senz’altro potuto essere ripresentata, senza nocumenti

(apparenti) di sorta.

5.3.6

Devono

essere ammessi come esposti i colloqui con l’imputato prima degli interrogatori

del 9.1.2017 (20 min) e del 17.1.2017 (15 min): il diritto dell’imputato ad una

difesa effettiva comprende infatti anche il diritto di colloquiare con il

legale prima delle audizioni, in assenza di terze persone, segnatamente del

magistrato inquirente. Il fatto che durante l’audizione, e dunque alla presenza

di quest’ultimo e di eventuali altre parti, il legale avrebbe potuto porre a PI

2.

domande o richieste di delucidazioni non può evidentemente supplire al

diritto di colloqui tra difensore e imputato prima oppure eventualmente dopo

l’interrogatorio.

Si

approvano +15 min in aggiunta ai minuti già accettati (20 min) (punto

22.2

e) / i) sentenza], considerata inoltre l’esigenza di un interprete, con

inevitabile prolungamento dei colloqui medesimi.

Viene

ammesso come esposto (+15, oltre ai 30 min riconosciuti dalla Corte) [punto

22.4

c) sentenza] il “colloquio con assistito ed interprete” (2.5.2017):

si trattava dell’ultimo colloquio prima del dibattimento, che – anche se PI 2

era reo confesso – doveva essere preparato e discusso con l’imputato, anche

solo per spiegargli come si sarebbe svolto. La presenza necessaria

dell’interprete ha evidentemente allungato la durata dell’incontro.

5.3.7

Onorario

e spese per “anticipo scritto per fax” (13.1.2017) [punto 22.2.h)

sentenza] in cui si chiedeva l’esecuzione anticipata della pena rispettivamente

la procedura abbreviata devono essere riconosciuti (+3 min di onorario e

CHF +2.-- di spese): si tratta di richieste con effetti diretti sulla

carcerazione dell’imputato e sul seguito del procedimento a carico di

quest’ultimo, di modo che è ragionevole anticipare le istanze già per fax,

dando così modo al procuratore pubblico di, se del caso, disporre le relative

decisioni, nel rispetto del principio di celerità secondo l’art. 5 CPP.

5.3.8

Non

sono riconosciute le poste “ric/es da PP quanto già trasmesso con fax del

17.1

” (24.1.2017) [punto 22.2.k) sentenza] e “ric/es per posta

quanto anticipato via fax da PP” (20.2.2017) [punto 22.2.p) sentenza] perché

– come a ragione ha considerato la Corte – si tratta di prestazioni di

segretariato (a carico del legale), già esaminate e fatturate in precedenza.

Deve

essere ammessa la posta – +3 min – “tel da segretaria PP comunica di

levare AI 48 dagli atti, siccome non attinente al procedimento” (22.3.2017)

[punto 22.3a) sentenza]: spettava al legale, non al suo segretariato,

verificare di quale atto si trattava e controllare se effettivamente fosse da

togliere dagli atti.

Non

è riconosciuta la prestazione “ric/es fattura per prestazioni da interprete

per e-mail” (2.5.2017) [punto 22.4d) sentenza] siccome incombenza di

cancelleria: il fatto che l’interprete avrebbe trasmesso la fattura alla

reclamante e non al suo segretariato non muta il fatto che, comunque, si tratta

di un compito prettamente di cancelleria, con i costi a carico dello studio

legale.

5.3.9

La

prestazione “ric/es atto di accusa da PP” (24.3.2017) [punto 22.3.b)

sentenza] deve essere approvata come esposta: il legale diligente, anche se

l’imputato è reo confesso, deve esaminare l’atto di accusa verificandone il

contenuto. Sebbene la promozione dell’accusa non sia impugnabile (art. 324 cpv.

2.

CPP), le parti possono infatti formulare all’indirizzo di chi dirige il

procedimento istanze (art. 109 cpv. 1 CPP) (BSK StPO – J. STEPHENSON / R.

ZALUNARDO-WALSER, op. cit., art. 329 CPP n. 1; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar,

op. cit., art. 329 CPP n. 6).

Oltre

a quanto già ammesso, si riconoscono dunque +25 minuti.

5.3.10

Per

quanto concerne “disamino atti all’incarto” e “allestisco arringa”

(7.4.2017), riconosciute per 180 min [punto 22.4.a) sentenza], vanno ammesse

come esposte per 230 min (+50 min): il legale, anche se PI 2 era reo

confesso, doveva – quale patrocinatore diligente, che doveva assicurare una

difesa effettiva all’imputato, deferito davanti ad una Corte delle assise

criminali – confrontarsi con gli atti e difendere, al meglio, il suo

patrocinato, segnatamente per quanto riguardava i temi (aggravanti) della

commissione dei reati per mestiere e in banda e la commisurazione della pena.

Ciò che giustifica detto dispendio.

5.3.11

Sono

riconosciute come esposte (CHF 6.30, +5.30) le spese inerenti a “redigo

ed invio raccomandata a Giudice Villa” (26.4.2017) [punto 22.4.b) sentenza].

Si trattava di uno scritto in risposta alla richiesta del giudice sulle spese

di posteggio, che dovevano essere documentate. Siccome prove a giustificazione

delle spese della reclamante, era corretto l’invio raccomandato.

5.3.12

La

Corte delle assise criminali ha approvato 301 min per la giornata dibattimentale

8.5

, di cui 256 min (ore 9:30 – ore 12.36 e ore 14.00 – ore 15.10) per il

processo e 45 min per la lettura del dispositivo e per un primo colloquio con

il condannato PI 2 dopo il dibattimento [punto 22.4.e) sentenza].

Ora,

un simile calcolo è troppo rigoroso: si deve tenere conto che è ragionevole

ritenere che il legale arrivi a palazzo di giustizia qualche minuto prima

dell’inizio del dibattimento e che lasci l’aula qualche minuto dopo la sua

chiusura. Di modo che deve essere remunerato anche questo tempo. Inoltre, dal

verbale del dibattimento risulta che “Il Presidente convoca seduta stante le

parti a ricomparire alle ore 17.30 per la pubblicazione della sentenza. (…) Il

Presidente dichiara riaperto il pubblico dibattimento alle ore 18.03. (…) Il

Presidente dichiara chiuso il pubblico dibattimento alle ore 18.33.” (p.

8). Si deve pertanto considerare un dispendio orario di 360 min (+59

min). L’onorario per le trasferte è già stato conteggiato in precedenza (consid.

5.3.2

).

5.4

In

aggiunta alla somma ammessa nel giudizio 8.5.2017 dalla Corte [CHF 8'320.60, di

cui CHF 6'687.00 di onorario, CHF 924.65 di spese e trasferte, CHF 608.95 di

IVA e CHF 100.00 di esborsi (dispositivo n. 20.2.)], si riconosce l’importo di

CHF 1'753.15, di cui CHF 1'569.00 di onorario [523 min a CHF

180.

--/ora (35 min, consid. 5.3.1.; 318 min, consid. 5.3.2.; 30 min, consid.

5.3.6

; 3 min, consid. 5.3.7.; 3 min, consid. 5.3.8.; 25 min, consid. 5.3.9.;

50.

min, consid. 5.3.10.; 59 min, consid. 5.3.12.)], CHF 54.30 di spese

(CHF 47.00, consid. 5.3.2.; CHF 2.00, consid. 5.3.7.; CHF 5.30, consid.

5.3.11

) e CHF 129.85 di IVA (8%).

Le

note dell’avv. RE 1 sono perciò approvate per CHF 10’073.75, di cui CHF

8’256.00 di onorario, CHF 978.95 di spese e trasferte, CHF 738.80 di IVA e CHF

100.00

di esborsi.

6.

Il

gravame è parzialmente accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo

Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante, parzialmente

vincente, adeguate ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 135, 379 ss. e 393 ss. CPP e ogni

altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo è parzialmente accolto. Di conseguenza:

§ Il

dispositivo n. 20.2. della sentenza 8.5.2017 della Corte delle assise criminali

(inc. TPC 72.2017.54) è riformato nel senso che:

Le

note professionali del 10.3.2017, del 5.4.2017 e del 26.4.2017 dell’avv. RE 1, __________,

sono approvate per:

onorario CHF

8'256.00

spese

e trasferte CHF 978.95

IVA

(8%) CHF 738.80

esborsi CHF

100.00

totale CHF

10'073.75

§§ Il

dispositivo n. 20.2.1. della sentenza 8.5.2017 della Corte delle assise

criminali (inc. TPC 72.2017.54) è riformato nel senso che:

PI

2 è tenuto a rimborsare allo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino

l’importo di CHF 10'073.75 non appena le sue condizioni economiche glielo

permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone

Ticino rifonderà all’avv. RE 1, __________, CHF 800.-- (ottocento) a titolo di

ripetibili.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La

cancelliera