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Decisione

60.2017.225

Reclamo degli imputati contro la decisione emanata dal procuratore pubblico mediante la quale ha mantenuto il sequestro di diversi beni patrimoniali e non ha concesso loro l'accesso agli atti. sequest

22 dicembre 2017Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

c CPP).

Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,

per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare

all'art. 390 CPP per la forma scritta e all'art. 385 CPP per la motivazione.

In particolare il reclamo deve indicare i punti della

decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione

ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

La prevalenza dei principi della verità materiale e

della legalità impone alla giurisdizione di reclamo, investita di un gravame,

di decidere indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte

dalle parti, esprimendosi sugli argomenti rilevanti per il giudizio

conformemente all'obbligo di motivazione

giusta l'art. 81 cpv. 3 CPP, ed applicando

il diritto penale ‒ che deve imporsi d'ufficio ‒ senza con ciò ledere il diritto delle parti di essere

sentite, ancorato all'art. 29 cpv. 2

Cost. (Commentario CPP – M. MINI, art.

391 CPP n. 2; sentenze TF 6B_494/2015 del 25.5.2016 consid. 4.1.;6B_69/2014

del 9.10.2014 consid. 2.4.;6B_776/2013 del 22.7.2014 consid. 1.5.).

1.2.

Il gravame, inoltrato il 21/22.9.2017 alla Corte dei

reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro la decisione 7.9.2017 in

materia di dissequestro e di accesso agli atti (inc. MP __________), notificata

l'11.9.2017, è tempestivo e proponibile.

Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

RE

1 e RE 2, imputati e destinatari

della decisione impugnata, sono

pacificamente legittimati a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un

interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio.

Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

Considerandi

2.

2.1.

Giusta

l'art. 263 cpv. 1 CPP all'imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti

e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi

di prova (a), utilizzati per garantire le spese procedurali, le pene

pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai danneggiati (c) oppure

confiscati (d).

Il

sequestro, provvedimento eminentemente cautelare, ha perciò lo scopo di acquisire

e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e quindi per le

necessità dell'istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato

requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva – tra le altre

cose – della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio secondo

l'art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) e della decisione di confisca, restituzione

oppure devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro confiscatorio giusta l'art.

263.

cpv. 1 lit. d CPP) [sentenza TF 1B_198/2012 del 14.8.2012 consid. 2.].

Il

sequestro (quale misura coercitiva che restringe la garanzia della proprietà ex

art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l'art. 197 CPP – solo se si fonda su una

base legale, in presenza concorrente di sufficienti indizi di reato (sentenze

TF 1B_212/2014 del 14.10.2014 consid. 3.2.;1B_193/2014 del 2.9.2014 consid.

2.1

), se gli obiettivi con esso perseguiti non possono essere raggiunti

mediante misure meno severe (proporzionalità), se l'importanza del reato lo

giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione tra questo e l'oggetto che

così occorre salvaguardare per gli incombenti di istruttoria e, poi, di

giudizio (sentenza TF 1B_193/2014 del 2.9.2014 consid. 2.1.; BSK StPO II – F. BOMMER / P.

GOLDSCHMID, op. cit., vor art. 263-268 CPP n. 11 ss.).

La decisione sulla sorte degli oggetti e dei valori

patrimoniali sequestrati giusta l'art. 263 CPP è disciplinata dall'art. 267

CPP.

2.2

Giusta

l'art. 70 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca [nei confronti dell'imputato

oppure nei confronti di terzi (in quest'ultimo caso alle condizioni secondo l'art.

70.

cpv. 2 CP)] dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di un

reato oppure erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un

reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di

ripristinare la situazione legale (DTF 140 IV 57 consid. 4.1.1.).

La

confisca è assicurata con il sequestro giusta l'art. 263 CPP.

2.3

Gli

averi sequestrati giusta l'art. 71 cpv. 3 CP, per assicurare in favore dello

Stato un risarcimento compensativo, non devono necessariamente avere un nesso

con il reato perseguito: il provvedimento di cui all'art. 71 cpv. 3 CP si

differenzia dunque dal sequestro al fine di confisca (art. 263 cpv. 1 lit. d

CPP) e dal sequestro al fine di restituzione (art. 263 cpv. 1 lit. c CPP in relazione

agli art. 70 cpv. 1 e 73 cpv. 1 lit. b CP), per i quali deve sussistere un

nesso tra quanto sequestrato e il reato (sentenze TF 1B_208/2015 del 2.11.2015

consid. 4.3.;1B_343/2015 del 7.10.2015 consid. 4.; DTF 140 IV 57 consid.

4.1.2

; sentenza TPF BB.2015.29 del 10.9.2015 consid. 5.1.). Il sequestro secondo

l'art. 71 cpv. 3 CP, diversamente dal sequestro allo scopo di confisca, non è

la premessa di una confisca: per le pretese risarcitorie è infatti prevista la

via esecutiva, con la precisazione che il sequestro non fonda alcuna pretesa

privilegiata in favore dello Stato nell'ambito dell’esecuzione forzata,

trattandosi di un credito di terza classe (sentenza TF 1B_208/2015 del

2.11.2015

consid. 4.3.).

3.

3.1.

Nel

caso concreto si tratta di analizzare se sussistono le condizioni per il mantenimento

del sequestro dei beni in discussione.

Questa

Corte deve limitarsi ad esaminare l'esistenza dei presupposti formali per l'emanazione

della misura e non valutare nella sostanza l'esistenza di un reato, astenendosi

da considerazioni di merito premature e di competenza della sede di giudizio.

Essa

non può, né deve quindi esprimersi sulla colpevolezza o non colpevolezza degli

imputati, ma soltanto sull'esistenza o inesistenza dei presupposti esatti dalla

legge per l'emanazione, rispettivamente per il mantenimento della misura.

3.2

Nell'ambito

del procedimento penale di cui all'inc. MP __________ RE 1 e RE 2 rivestono il

ruolo di imputati per le ipotesi di riciclaggio di denaro giusta l'art. 305bis

cifra 1 CP [secondo il quale è punito chiunque compie un atto suscettibile di

vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori

patrimoniali sapendo oppure dovendo presumere che provengono da un crimine o da

un delitto fiscale qualificato (BSK Strafrecht II – M. PIETH, 3. ed., art. 305bis

CP n. 1 ss.) e di infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti giusta

l'art. 19 cpv. 1 LStup [secondo cui è punito con una pena detentiva sino a tre

anni o con una pena pecuniaria chiunque senza essere autorizzato, coltiva,

fabbrica o produce in altro modo stupefacenti (lit. a); senza essere

autorizzato, deposita, spedisce, trasporta, importa, esporta o fa transitare

stupefacenti (lit. b); senza essere autorizzato, aliena, prescrive, procura in

altro modo ad altri o mette in commercio stupefacenti (lit. c); senza essere

autorizzato, possiede, detiene, acquista o si procura in altro modo stupefacenti

(lit. d); finanzia il traffico illecito di stupefacenti o serve da

intermediario per il suo finanziamento (lit. e); incita pubblicamente al

consumo di stupefacenti o rende pubblicamente nota una possibilità di acquistare

o consumare stupefacenti (lit. f); fa preparativi per commettere una delle infrazioni

di cui alle lettere a-f (lit. g)] in relazione agli esiti del controllo a cui

sono stati sottoposti il 12.5.2017 alla dogana di __________, come indicato

anche nei due decreti di apertura dell'istruzione (AI 2, 3).

3.3

L'obbligo

di motivazione impone di menzionare, almeno brevemente, i motivi che hanno

spinto l’autorità a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e di porre

pertanto l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del

provvedimento e delle eventuali possibilità di impugnazione presso un'istanza

superiore, che deve poter esercitare il controllo (sentenza TF 1B_120/2017 del

30.6.2017

consid. 3.1.; sentenza CRP __________ del 21.8.2017 consid. 4.2.3.2.;

ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 80 CPP n. 2). Tale obbligo deve

essere ossequiato anche in materia di sequestro: con riferimento all'ipotesi di

riciclaggio di denaro giusta l'art. 305bis CP impone al magistrato

inquirente di esprimersi perlomeno brevemente sul crimine giusta l'art. 10 cpv.

2.

CP oppure sul delitto fiscale qualificato a monte del reato di riciclaggio

ipotizzato a carico di RE 1 e di RE 2.

Reato

a monte che in concreto non può essere l'ipotizzata infrazione alla LStup

giusta l'art. 19 cpv. 1 LStup, poiché sanzionata con una pena detentiva sino a

tre anni o con una pena pecuniaria; non si tratta, pertanto, di un crimine,

bensì di un delitto giusta l'art. 10 cpv. 3 CP.

Nemmeno

è menzionata, nella decisione 7.9.2017, un'altra ipotesi di reato che possa

costituire il crimine, o il reato fiscale qualificato, a monte dell'ipotizzato

riciclaggio di denaro.

3.4

Di

conseguenza, si ha che le motivazioni addotte dal procuratore pubblico a fondamento

del mantenimento del sequestro dei beni patrimoniali in parola risultano

sicuramente sufficienti e, all'attuale stadio d’inchiesta, fondate, per quanto

attiene all'ipotizzata infrazione alla LStup; non bastano, per contro, a

motivare sufficienti indizi dell'ipotesi di riciclaggio di denaro, per difetto

di riferimento al reato a monte.

Anche

se incompleto, allo stadio attuale del procedimento il sequestro dei beni

patrimoniali qui in discussione appare ancora fondato.

4.

Gli

insorgenti postulano l'accesso agli atti del procedimento penale a

loro carico.

4.1

Il

diritto di essere sentiti, sancito in generale dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e in

ambito penale dagli art. 32 cpv. 2 Cost., 3 cpv. 2 lit. c in fine CPP (ZK StPO

– W. WOHLERS, 2. ed., art. 3 CPP n. 33 ss.) e, ancora, 107 CPP, rappresenta un

aspetto della garanzia fondamentale dell'equo processo di cui agli art. 29

Cost. e 6 CEDU (sentenza TF 6B_614/2016 del 23.3.2017 consid. 1.1.).

4.2

4.2.1

In

relazione allo specifico diritto di accedere agli atti previsto dall'art. 107

cpv. 1 lit. a CPP, i presupposti e la procedura per l'esame degli atti di un

procedimento penale pendente (ovvero avviato giusta l'art. 300 CPP) sono

disciplinati dagli art. 101 s. CPP (BSK StPO I – M. SCHMUTZ, op. cit., art. 101

CPP n. 4).

4.2.2

Per

l'art. 101 cpv. 1 CPP le parti [secondo gli art. 104 cpv. 1 e 105 cpv. 1 CPP

(BSK StPO I – M. SCHMUTZ, op. cit., art. 101 CPP n. 5; ZK StPO – D.

BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 101 CPP n. 9; StPO PK ‒ N.

SCHMID, 2. ed., art. 101 CPP n. 7)] possono esaminare gli atti del procedimento

penale al più tardi dopo il primo interrogatorio dell'imputato e,

cumulativamente, dopo l'assunzione delle altre prove principali da parte del

pubblico ministero; è fatto salvo l'art. 108 CPP.

In

merito all'esame degli atti decide [in un termine ragionevole (sentenze TF

1B_55/2017 del 24.5.2017 consid. 3.4.;1B_4/2017 del 3.3.2017 consid. 3.5.)]

chi dirige il procedimento penale. Questi adotta le misure necessarie per

evitare abusi e ritardi e per tutelare i legittimi interessi al mantenimento

del segreto (art. 102 cpv. 1 CPP). Gli atti si esaminano presso la sede dell'autorità

interessata oppure, per mezzo dell'assistenza giudiziaria, presso un'altra

autorità penale. Alle altre autorità e ai patrocinatori delle parti gli atti

vengono di norma recapitati (art. 102 cpv. 2 CPP) [cfr. sentenza CRP __________

del 21.7.2014 consid. 2.1.5.]. Colui che ha diritto di esaminare gli atti può

chiedere che gliene siano allestite copie contro emolumento (art. 102 cpv. 3

CPP).

4.2.3

La

nozione di “primo interrogatorio dell'imputato” di cui all'art. 101 cpv.

1.

CPP può essere messa in relazione all'art. 158 CPP, in particolare alla

lettera a [“All'inizio del primo interrogatorio la polizia o il pubblico

ministero informano l'imputato in una lingua a lui comprensibile che: a. è

stata avviata una procedura preliminare nei suoi confronti e su quali reati;

(…)”] (StPO PK – N. SCHMID,

op. cit., art. 101 CPP n. 3).

Il

concetto di “primo interrogatorio” è pertanto connesso all'oggetto del

procedimento penale, come si evince dal messaggio (concernente l'unificazione del diritto processuale penale

del 21.12.2005, in FF 2006 p. 989 ss., p. 1098). Esso deve consentire di

contestare all'imputato che determinati

atti compiuti in un luogo e ad un'ora precisi assurgono a un tale reato (BSK

StPO I – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 158 CPP n. 21 ss.). Il “primo interrogatorio”

è allora ogni audizione nel corso della quale l'inquirente comunica e contesta

all'imputato una fattispecie per la prima volta. Il concetto di “primo

interrogatorio” non è una nozione meramente temporale, ma piuttosto

sostanziale. Un imputato, nel corso dello stesso procedimento, si può di

conseguenza trovare più di una volta confrontato con un “primo interrogatorio”.

Il

“primo interrogatorio”, alla stregua del quale è da considerare anche il

primo interrogatorio condotto dalla polizia su delega del procuratore pubblico

in applicazione degli art. 158 e 312 cpv. 2 CPP, è reputato eseguito anche se è

stato effettuato in maniera sommaria oppure non approfondita (BSK StPO I – M.

SCHMUTZ, op. cit., art. 101 CPP n. 14) rispettivamente anche qualora – dal punto

di vista del magistrato inquirente – non sia stato fruttuoso oppure l'imputato

si sia rifiutato di rispondere alle domande postegli (sentenza TF 1B_368/2014

del 5.2.2015 consid. 1.2.; sentenze TPF BB.2016.346 del 3.2.2017 consid.

2.3.1

; BB.2016.13 del 19.5.2016 consid. 2.2.1.; BSK StPO I – M. SCHMUTZ, op.

cit., art. 101 CPP n. 14; ZK StPO

– D. BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 101 CPP n. 4; StPO PK – N. SCHMID, op. cit.,

art. 101 CPP n. 3).

4.2.4

L'art.

101.

cpv. 1 CPP implica, quale ulteriore (cumulativa: sentenza TF 1B_264/2013

del 17.10.2013 consid. 2.1.1.) condizione per l'esame degli atti, l'“assunzione

delle altre prove principali”.

La

formulazione della norma richiede un'interpretazione del concetto di “prove

principali”, che va valutato

per determinare di volta in volta, nel

caso concreto, se la prova rivesta qualità di prova “principale” per la

fattispecie. Si possono ritenere “prove principali” – per esempio – gli

interrogatori del danneggiato o della vittima, le audizioni di testimoni

determinanti, l'assunzione agli atti di documentazione bancaria e di rapporti

tecnici o medici su fatti decisivi per il procedimento e il compimento di

perquisizioni e sequestri (BSK StPO – M. SCHMUTZ, op. cit., art. 101 CPP n. 15;

ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, op.

cit., art. 101 CPP n. 5; StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 101 CPP n. 4).

In

presenza di mezzi di prova rilevanti, deve essere possibile interrogare l'imputato

prima che questi ne abbia conoscenza al fine di contestargli dette risultanze.

Tra le “prove principali” si deve perciò annoverare anche un'altra

audizione dell'imputato sui nuovi mezzi di prova (BSK StPO – M. SCHMUTZ, op.

cit., art. 101 CPP n. 15). È ipotizzabile concedere il diritto di accesso agli

atti per le prove già contestate, non per quelle da contestare (StPO PK – N. SCHMID, op. cit., art. 101 CPP n. 4).

4.2.5

L'imputato

ha il diritto di vedere tutti gli atti del procedimento (come collezionati ex

art. 100 CPP) in ragione della qualità di parte (art. 104 cpv. 1 lit. a CPP),

senza necessità di dimostrare un interesse (BSK StPO – M. SCHMUTZ, op. cit.,

art. 101 CPP n. 5/8). Il suo diritto di consultare gli atti non è però

assoluto.

Secondo

l'art.

108.

cpv. 1 CPP le autorità penali possono infatti sottoporre a restrizioni il

diritto di essere sentiti se: a. vi è il sospetto fondato che una parte abusi

dei suoi diritti; b. la restrizione è necessaria per garantire la sicurezza di

persone oppure per tutelare interessi pubblici o privati al mantenimento del

segreto (ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 108 CPP n. 3 ss.). Le restrizioni

nei confronti dei patrocinatori sono ammesse soltanto se il patrocinatore stesso

ne dà motivo (cpv. 2) [ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 108 CPP n. 11 ss.].

Le restrizioni vanno limitate nel tempo o circoscritte a singoli atti

procedurali (art. 108 cpv. 3 CPP) [sentenza TF 1B_130/2014 del 2.9.2014 consid.

1.4.1

; ZK StPO – V. LIEBER,

op. cit., art. 108 CPP n. 12 ss.]. Secondo

il cpv. 4 se il motivo della restrizione persiste, le autorità possono fondare

le loro decisioni anche su atti a cui una parte non ha avuto accesso, ma solo

nella misura in cui detta parte sia stata informata del contenuto essenziale

degli atti medesimi. Se il motivo della restrizione viene meno, il diritto di

essere sentiti va accordato a posteriori in forma adeguata (art. 108 cpv. 5

CPP).

4.3

Con

decisione 7.9.2017 il procuratore pubblico ha respinto l'istanza di accesso

atti del procedimento penale di cui all'inc. MP __________ “richiamato l'art.

101.

cpv. 1 CPP”.

L'obbligo

di motivazione, di cui si è già discusso al consid. 3.3. e da ossequiare anche

in materia di accesso agli atti, implica che il magistrato inquirente deve

esprimersi perlomeno sulla questione a sapere se un interrogatorio già

avvenuto, in sede di polizia alla presenza di un difensore, costituisca o meno

un “primo interrogatorio”, così come di almeno indicare se vi siano

ancora prove principali ‒ senza dover menzionare quali ‒ da

contestare all'imputato.

Un

semplice richiamo all'art. 101 cpv. 1 CPP, senza alcuna ulteriore indicazione,

non soddisfa i presupposti di una motivazione sufficiente, già solo perché da

una simile argomentazione non è possibile capire se e per quale motivo il magistrato

inquirente non ritenesse “primi interrogatori” le audizioni sostenute

dai reclamanti il 12.5.2017 in sede di polizia alla presenza degli allora

rispettivi difensori.

4.4

Di

conseguenza, per quanto concerne l'accesso agli atti la decisione 7.9.2017 va

annullata, con rinvio degli atti al procuratore pubblico affinché statuisca

nuovamente.

5.

Il

gravame è parzialmente accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Agli

insorgenti vengono assegnate congrue ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 101, 263 ss., 379 ss. e 393 ss. CPP,

1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo è parzialmente accolto.

§ La

decisione 7.9.2017 emanata dal procuratore pubblico Nicola Respini (inc. MP __________)

è annullata relativamente all'accesso agli atti.

§§ Gli

atti dell'inc. MP __________ sono rinviati al magistrato inquirente per nuova decisione sull'accesso agli atti.

2. Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a RE 1 e RE 2, CHF

400.-- (quattrocento) ciascuno a titolo di ripetibili.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla

notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia

penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF.

4. Intimazione:

-

-

Per

la Corte dei reclami penali

Il

presidente Il cancelliere