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Decisione

60.2017.98

Reclamo contro il dispositivo della sentenza della corte delle assise criminali relativo alla retribuzione del difensore d'ufficio

19 settembre 2017Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 6).

L’onorario

dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa

di CHF 180.--/ora (art. 4 cpv. 1 Rtar; tariffa confermata anche dall’Alta Corte

nella decisione TF 6B_502/2013 del 3.10.2013 consid. 3.2.).

Se

la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto

studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove e complesse

questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF 250.--/ora

(art. 4 cpv. 2 Rtar).

L’onorario

dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori fuori dall’orario di lavoro

usuale (tra le ore 20.00 e le ore 08.00 dei giorni feriali, nei giorni festivi

ufficiali e di sabato) è fissato a CHF 250.--/ora (art. 5a Rtar).

2.3.

Per

la determinazione dell’onorario a favore del difensore d’ufficio, tenute presenti

le citate tariffe orarie, fanno stato i principi dell’art. 21 cpv. 2 della

legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar), secondo i quali l’avvocato ha

riguardo alla complessità ed all’importanza del caso, al valore ed

all’estensione della pratica, alla sua competenza professionale ed alla sua

responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati, alla situazione personale

e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed alla sua prevedibilità

(decisione TF 6B_810/2010 del 25.5.2011 consid. 2.).

Ha

inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio,

riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar).

Quest’ultima

norma prevede che possa essere riconosciuto un importo forfetario in per cento

dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, di spedizione, di

comunicazione, di fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto (art. 6

cpv. 1 Rtar).

2.4.

2.4.1.

La

decisione relativa alla tassazione della nota professionale del difensore

d’ufficio deve inoltre essere motivata, come esatto dal diritto di essere

sentito.

Tale

diritto (cfr. art. 3 cpv. 2 lit. c CPP e 29 cpv. 2 Cost.) comprende infatti, oltre

al diritto di esprimersi prima che una decisione sia presa, di fornire prove

sui fatti rilevanti per il giudizio, di farsi rappresentare o assistere e di

poter consultare gli atti, anche il diritto di ottenere una decisione motivata.

Il

diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui violazione

comporta l’annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza

materiale del gravame, riservato il caso in cui l’autorità di ricorso goda di

pieno potere d’esame e davanti ad essa la parte sia reintegrata nell’esercizio

dei diritti che le erano stati negati (cfr., nondimeno, con riferimento alla

giurisdizione di reclamo, decisione TF 1B_604/2011 del 7.2.2012 consid. 2.3.).

2.4.2.

L’obbligo

di motivazione, previsto esplicitamente dal CPP all’art. 80 cpv. 2 prima frase,

impone di menzionare, almeno brevemente, i motivi che hanno spinto l’autorità a

decidere in un senso piuttosto che nell’altro, in modo da porre pertanto

l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del

provvedimento e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza

superiore, che deve poter esercitare il controllo sul medesimo (decisione TF

6B_502/2013 del 3.10.2013).

In

base alla giurisprudenza in materia di spese, la garanzia del diritto di essere

sentito implica che, qualora il giudice decida in base ad una lista

dettagliata, se intende scostarsi dalla stessa, deve indicare almeno brevemente

le ragioni per le quali ritenga ingiustificate determinate prestazioni, in modo

che il destinatario possa impugnare la decisione con conoscenza di causa (decisione

6B_1251/2016 del 19.4.2017 cons. 3.1)

3. Il

caso presente consente, a questa Corte, prima di entrare nel merito della tassazione

delle note professionali contestate, di formulare alcune considerazioni di

carattere generale.

3.1. Sul

ruolo del difensore d’ufficio

3.1.1.

Come indicato dalla dottrina, pur non

essendo il difensore penale considerato alla stregua di un “ausiliario della

giustizia” (non essendo tenuto alla ricerca della verità materiale e alla

giusta applicazione del diritto), assurge però a interlocutore privilegiato

delle autorità penali di perseguimento o di giudizio.

3.1.2.

Questo

ruolo di interlocutore privilegiato delle autorità penali di perseguimento o di

giudizio vale a maggior ragione per il difensore d’ufficio (ex art. 132 ss.

CPP).

Come

ricordato dalla giurisprudenza e dalla dottrina, con la nomina di un difensore

d’ufficio si instaura un rapporto di diritto pubblico a tre, tra Stato,

avvocato d’ufficio e imputato (DTF 131 I 217, consid. 2.4): un “öffentlich-rechtliches Auftragsverhältnis

zugunsten eines Dritten” (ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n.

1).

Per un avvocato, l’assunzione della

funzione di difensore d’ufficio è un dovere civico, con riferimento all’art. 12

LLCA, secondo cui l’avvocato è

tenuto ad assumere le difese d'ufficio e ad accettare i mandati di gratuito

patrocinio nel Cantone nel cui registro è iscritto (lit. g.).

Il difensore penale concorre con i giudici, i pubblici ministeri e gli

eventuali patrocinatori degli accusatori privati, all’adempimento di una delle

funzioni essenziali dello Stato moderno.

3.1.3.

Pur vincolato da un rapporto di diritto

pubblico, nei confronti dell’imputato, il difensore d’ufficio ha i medesimi

obblighi professionali del difensore di fiducia (CR – CPP, art 132 CPP n. 6).

Deve in particolare assicurare una difesa effettiva ed efficace, fornendo tutto

il suo zelo e tutte le sue attenzioni agli interessi del suo cliente,

segnatamente assistendolo attivamente durante gli interrogatori, studiando con

cura l’incarto penale e stabilendo un sistema coerente di difesa (G. PIQUEREZ /

A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, 3. ed., n. 841).

3.1.4

Il diritto dell’imputato ad avere una

difesa sufficiente, efficace ed effettiva è un diritto fondamentale, convenzionale,

previsto dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU (decisione Eurofinacom c. Francia del

7.9.2004; G. PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 842).

3.1.5

Riguardo

la remunerazione dei difensori d’ufficio, la stessa dev’essere equa, segnatamente

coprire le spese generali sostenute dal legale e permettergli d’ottenere un

guadagno modesto che non sia solo simbolico.

Come

ricordato sopra, il difensore d’ufficio ha anzitutto l’obbligo di assumere

l’incarico.

Deve

garantire una difesa sufficiente, efficace ed effettiva: caso contrario, le

eventuali mancanze potrebbero essere rimproverate al difensore (con un’azione

disciplinare) e allo Stato di nomina, se adeguatamente informato di tali mancanze

o in presenza di carente manifeste (S. BARTOLE / P. DE SENA / V. ZAGREBELSKI -

Commentario breve alla CEDU, p. 235).

Il

difensore d’ufficio deve dar prova di diligenza e fedeltà, analogamente al difensore

di fiducia.

3.2. Principi generali

3.2.1.

Incombe alle autorità cantonali, che

dispongono di un largo potere di apprezzamento, determinare il carattere

ragionevole delle prestazioni del difensore d’ufficio (DTF 141 I 124 consid.

3.2; PC – CPP, 2. ed., art. 135 CPP n. 3a).

Nell’esercizio del potere di

apprezzamento, occorre dar prova di un certo riserbo.

Diversamente,

un esercizio restrittivo dello stesso, che riducesse eccessivamente le

prestazioni riconosciute e/o la loro durata, potrebbe concretamente privare gli

imputati di una difesa sufficiente, efficace ed effettiva, svuotando il senso di

questo diritto convenzionale.

Da qui il fatto che il TPF ritiene che

l’intervento del giudice si giustifica soltanto qualora esista una sproporzione

tra il valore della prestazione effettuata e l’onorario (decisione TPF

BB.2016.14 del 28.7.2016 cons. 7.2).

Il potere di apprezzamento, pur ampio,

va dunque esercitato con cautela anche tenendo presente il ruolo e la funzione

del difensore d’ufficio.

3.2.2.

Con riferimento all’esercizio del potere

di apprezzamento, ma anche per ragioni di economia di procedura, questa Corte

ha già deciso di escludere l’esame di eventuali decurtazioni della durata di

prestazioni, pari o inferiori a 5 minuti (cfr. decisione 14.4.2016, inc. CRP __________

Considerandi

consid. 4.1.).

Questa scelta è qui confermata, ritenuto

che decurtazioni di simile ristretta portata non possono essere il frutto di un

corretto esercizio del potere d’apprezzamento, proprio in ragione della loro

esiguità.

Inoltre, in senso analogo si era già

espresso a suo tempo anche il Consiglio di moderazione, con una decisione dell’1.7.2002

(pubblicata sul Bollettino dell’Ordine degli avvocati n. 24 del dicembre 2002,

p. 38):

“Certo, in regime di assistenza

giudiziaria si richiede all’avvocato anche stringatezza. D’altro lato però il

giudice della tassazione non deve defalcare a beneplacito. Se riduce la durata

di una prestazione, deve anche motivare la sua scelta in modo che il Consiglio

di moderazione possa seguire il suo ragionamento e valutare la legittimità

della decurtazione. Ridurre sistematicamente (o quasi) di 20, 100 anche di 5

minuti solo perché il patrocinatore ha operato in regime d’assistenza

giudiziaria non è ammissibile”.

3.2.3

Giusta l’art. 3 cpv. 2 lit. a CPP (cfr.

anche art. 5 cpv. 3 e 9 Cost.), le autorità penali si attengono al principio

della buona fede. In virtù di questo principio, che devono rispettare anche le

parti (decisione TF 6B_397/2015 del 26.11.2015 consid. 1.3.), unitamente al

divieto dell’abuso di diritto, le autorità penali hanno l’obbligo di rispettare

la lealtà nella ricerca della verità e nell’applicazione del diritto (PC - CPP,

2.

ed., art. 3 CPP n. 9 ss.).

Tal

principio è l’emanazione di un principio più generale, quello della fiducia,

che presuppone che i rapporti giuridici si fondino e si organizzino su una base

di lealtà (G. PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n.

423). Questa fiducia va applicata nei confronti dei difensori d’ufficio.

3.2.4

L’osservanza delle regole di procedura

(sia da parte dell’autorità che da parte dei prevenuti) s’impone per assicurare

il buon svolgimento del processo, l’uguaglianza di trattamento e prevenire ogni

abuso di potere. Tuttavia, come detto, l’applicazione del principio della

legalità ha i suoi limiti, in quanto le regole di procedura devono essere

interpretate secondo le regole della buona fede (G. PIQUEREZ / A. MACALUSO -

Procédure pénale suisse, op. cit., n. 189). Vi è infatti formalismo eccessivo

se la rigida applicazione di disposizioni formali non è giustificata da alcun

interesse degno di protezione, è fine a sé stessa e complica in maniera

insostenibile la realizzazione del diritto materiale oppure impedisce in modo

inammissibile l'accesso ai tribunali (decisione

TF 2P.89/2003 del 7.11.2003 consid. 3.2. e

riferimenti).

3.3

Obblighi istituzionali

3.3.1

Nella

decisione impugnata, un riferimento è fatto anche ai compiti istituzionali

incombenti alla Corte di merito.

3.3.2

Il compito istituzionale primario del

Tribunale di primo grado, se deve entrare nel merito dell’accusa, è quello di

prendere senza indugio le disposizioni necessarie per il dibattimento

(ex art. 330 cpv. 1 CPP; G. PIQUEREZ / A.

MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 1783), svolgere i dibattimenti ed emanare le relative

sentenze, con celerità e diligenza (G.

PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 495), nonché motivare

le sentenze nei termini fissati dalla legge.

In questi compiti istituzionali

rientrano anche le incombenze di tassazione delle note: si tratta di un compito

parziale, limitato, correlato all’insieme delle surriferite funzioni.

3.3.3

È indubbio che l’entrata in vigore del

CPP ha comportato, per il Canton Ticino così come per altri Cantoni, un aumento

dei costi delle difese d’ufficio e del gratuito patrocinio.

Si tratta di una problematica di portata

generale, conseguente all’applicazione della nuova normativa procedurale, e non

già il frutto di un’ipotetica prassi di sistematici abusi da parte dei patrocinatori.

In quanto problematica di carattere

generale, la stessa travalica i singoli casi che le Corti di merito sono

chiamati a giudicare: la problematica non può pertanto essere affrontata e

risolta con le singole decisioni di tassazioni, generalizzando ad esempio

criteri eccessivamente restrittivi per contenere le spese, né con esternazioni

di carattere generale al momento delle comunicazioni dei dispositivi. Nei

giudizi si può, anzi si deve, come sempre fatto, correggere eventuali singoli

abusi.

La problematica di portata generale

assurge a questione organizzativa dello Stato, con rilevanza politica.

Non incombe in primis alle

autorità giudiziarie risolvere questa tematica: compete alle autorità politiche

(legislativo ed esecutivo) eventualmente affrontarla e disciplinarla.

A queste autorità dello Stato si

possono, se del caso, indirizzare le preoccupazioni e gli eventuali auspici,

consigli e raccomandazioni delle autorità giudiziarie.

Anche questa Corte (chiamata in passato

e anche ora a tassare delle note o verificare delle tassazioni) è sensibile a

questa problematica: ha fatto presente nelle opportune sedi (al parlamento in

primis, cui spetta l’alta vigilanza, ma anche all’esecutivo) l’eventualità di

intervenire, facendo ad esempio riferimento ad una sentenza del TF che aveva

ammesso la possibilità di una remunerazione forfetaria (decisione TF

6B_730/2014 del 2.3.2015, pubblicata in DTF 141 I 124 consid. 4.2 e 4.3). Si rimanda

al Rendiconto del Tribunale d’Appello del 2015, nella parte riferita a questa

Corte (p. 20).

4.

4.1.

Nella fattispecie in esame, la Corte delle assise criminali

ha approvato le note professionali dell’avv. RE 1, di complessivi CHF 4'580.50

(onorario e spese), per l’importo totale di CHF 4'332.15 (onorario e spese).

Le prestazioni riconosciute e non decurtate dal

Tribunale di primo grado sono ammesse senza ulteriore esame da parte di questa

Corte.

Analogamente

avviene, come detto, per le prestazioni che hanno subìto delle decurtazioni inferiori

o pari a 5 minuti.

Nei

punti seguenti saranno perciò esaminate le altre decurtazioni.

4.2

Nota professionale 11.1.2017

- 11.11.2016 -

“(...), trasferta __________ (55 km esposti per CHF 55.-- di spesa: 54 Km

riconosciuti, per CHF 54.- di spesa da parte del Tribunale di primo grado. I costi di trasferta vengono riconosciuti in modo

integrale, come esposti dall’avv. RE 1, in quanto occorre tener presente che lo

studio del difensore è sito a __________: anche se “__________è ora __________”

(osservazioni del presidente della Corte delle assise criminali 9/12.6.2017, p.

1), determinante è il quartiere di partenza (data la particolare estensione del

comune di __________). Inoltre, una rettifica di 1 km su 55 km, di 1.-- CHF su

55.

-- CHF (ovvero dell’1.81%) assurge a formalismo eccessivo.

Analoga

conclusione s’impone per la riduzione del tempo esposto in medesima data (da

250.

minuti esposti a 246 minuti riconosciuti: meno di 5 minuti, meno

dell’1,6%). Una differenza di 4 minuti può comodamente trovare giustificazione

con le formalità di apertura e di chiusura del verbale.

- 13.11.2016 - “esame rapporto arresto + osservazioni

a istanza carcerazione per GPC” 40 minuti. La prestazione viene riconosciuta

integralmente in quanto tale prestazione consta nella lettura del Rapporto di

arresto provvisorio di 5 pagine (cfr. AI 1), nonché nella stesura delle

osservazioni all’istanza di carcerazione inoltrate al GPC il 13.11.2016 di quasi due pagine (cfr. in AI 9). Il

tempo indicato nella nota appare proporzionato alla prestazione effettuata.

- 5.1.2017 - “posteggio __________” CHF 3.10. È

indubbio che non è stato versato agli atti un documento giustificativo del

parcheggio, come richiesto con lettera raccomandata al difensore.

Applicando un creterio ragionevole, derivato

dall’esperienza quotidiana (“secondo il

corso normale delle cose e l’esperienza della vita”), si può riconoscere che il

costo esposto (posteggio: CHF 3.10) sia in rapporto adeguato con la correlata

prestazione (trasferta per l’interrogatorio dell’imputato presso il Ministero

pubblico di __________ in data 5.1.2017).

Rifiutarsi di rimborsare detta spesa unicamente in

ragione dell’assenza di un documento giustificativo assurge manifestamente a

formalismo eccessivo.

La nota professionale 11.1.2017 è dunque approvata integralmente

per complessivi CHF 3'566.10, di cui CHF 3'308.-- di onorario e CHF 258.10 di

spese e trasferte .

4.3

Nota professionale 10.4.2017

- 23.1.2017 - “ricezione e lettura rapporto di

inchiesta” 0.33 h. (esposto-decurtato). È riconosciuta integralmente, in quanto

il rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria consta di 7 pagine oltre i

numerosi allegati (cfr. AI 52): il tempo indicato dal legale appare adeguato e

comunque non eccessivo.

- 7.4.2017 - “ripresa verbali e incarto in vista di

incontro con cliente e di preparazione al processo” 0.67 h. Tale prestazione è

riconosciuta integralmente, considerato che, come rettamente indicato dall’avv.

RE 1, “i verbali resi dall’imputato (...), risalgono (...) ad almeno 4/5

mesi prima della data del dibattimento” [cfr. reclamo motivato 26.5.2017,

p. 2]. Si giustifica una rilettura, sia per discutere con il cliente, sia per

preparare il dibattimento. Di conseguenza il tempo esposto non appare eccessivo.

- 7.4.2017 - “sessione con cliente c/o Stampa,

rilettura con cliente dei passi principali dei verbali + AA + spiegazione

processo + trasferta a/r ufficio (30 min)” 1.50 h. Anche tale prestazione viene

riconosciuta integralmente in quanto 60 minuti relativi al colloquio con

l'imputato non appaino eccessivi, considerati anche i tempi morti che tali visite

comportano (entrata/uscita dal carcere, attesa del detenuto,...) e in ragione

dell’imminente dibatimento da preparare.

- 10.4.2017 - “preparazione dibattimento e arringa” 3.00

h. Pure questa prestazione viene riconosciuta in modo integrale, così come

esposta nella suddetta nota. La preparazione al dibattimento, peraltro dinnanzi

ad una Corte delle assise criminali, presentava almeno quattro questioni che

andavano valutate compiutamente: l’aggravante della banda, l’espulsione

dell’imputato (nuova problematica giuridica), la revoca della sospensione

condizionale di una precedente condanna e la commisurazione della pena.

Nel calcolo totale, ai surrifeiriti

importi vanno aggiunti 165 minuti (2.75 h) relativi alla durata del

dibattimento, così come indicato nella sentenza impugnata.

Le spese di trasferta chieste

(unicamente) in sede di reclamo nella misura di 20 minuti, non possono essere

riconosciute, non essendoci una previa decisione da parte del Tribunale di

primo grado su tale prestazione.

In siffatte circostanze, la nota

professionale 10.4.2017 è dunque approvata per complessivi CHF 1'509.40, di cui

CHF 1'499.40 di onorario e CHF 10.-- di spese.

5.

Il gravame è parzialmente accolto, con riforma

del punto 9.1. della decisione 11.4.2017 della Corte delle assise criminali,

per i motivi indicati.

Le

note professionali 11.1.2017 e 10.4.2017 sono approvate per la somma complessiva

di CHF 5'075.50 (comprensiva di onorari e spese).

Non si prelevano tassa di giustizia e spese.

Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante, in considerazione

della vertenza (art. 135 CPP), adeguate ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 3, 5, 132 ss., 379 ss. e 393 ss.

CPP, 1 ss. e 25 LTG, il Rtar ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il reclamo è parzialmente accolto.

§. Il

punto 9.1. del dispositivo della sentenza 11.4.2017 della Corte delle assise criminali

è riformato come segue:

Le

note professionali 11.1.2017 e

10.4.2017 dell’avv. RE 1 sono approvate per:

onorario fr. 4'807.40

spese

e trasferte fr. 268.10

totale fr. 5'075.50

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone

Ticino rifonderà all’avv. RE 1, __________, CHF 500.-- (conquecento) a titolo

di ripetibili.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla

notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia

penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

.

Per

la Corte dei reclami penali

Il

presidente La cancelliera