60.2022.215
Reclamo del denunciante contro decreto di abbandono implicito. irricevibile
20 marzo 2023Italiano15 min
i quali aveva continuato a svolgere la funzione di consulente anche in __________.
Source ti.ch
Incarto n.
60.2022.215
Lugano
20 marzo 2023/mr
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Ivano Ranzanici,
vicepresidente,
Giovan Maria Tattarletti, Andrea Pedroli (in
sostituzione di Nicola Respini, assente)
cancelliera:
Diana
Buetti, vicecancelliera
sedente per statuire sul reclamo 08/09.08.2022 presentato
da
RE 1
patr. da: PR 1
contro
il decreto di abbandono implicito 27.07.2022 del
procuratore pubblico Anna Fumagalli – per il reato di dichiarazione falsa di
una parte in giudizio – nel contesto del procedimento inc. MP __________
promosso a carico di PI 1, __________ (patr. da: avv. PR 2, __________);
richiamate le osservazioni 17/18.08.2022
del procuratore pubblico – che ha postulato la reiezione del gravame – e
29/30.08.2022 di PI 1 – che ha parimenti domandato il non accoglimento
dell’impugnativa –;
preso atto che RE 1, interpellato il 30.08.2022, non ha
replicato;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
Fatti
a. Con
esposto 01.12.2021, RE 1 ha sporto denuncia penale nei confronti di PI 1 – sua
moglie – per titolo di dichiarazione falsa di una parte in giudizio (art. 306
CP), calunnia (art. 174 CP), subordinatamente diffamazione (art. 173 CP).
I
fatti si sono svolti il 20.10.2021 davanti al Pretore ed alla funzionaria della
Pretura di __________ durante l’audizione di PI 1 nell’ambito della procedura
di divorzio dal marito. Ella avrebbe, infatti, dichiarato quanto segue: “…
La sua intenzione [ndr. del marito] era quella di continuare come
consulente, continuando a seguire i suoi clienti storici… […] aldilà dei
clienti commerciali di cui si occupava nel suo ruolo di responsabile retail e
aziendale, si occupava anche della gestione del patrimonio di alcuni clienti
privati. Si trattava di clienti di cui lui già si occupava in __________ e per
i quali aveva continuato a svolgere la funzione di consulente anche in __________.
[…] si dava da fare cercando di carpire clientela privata sia a __________
sia a __________. Tanto che a un certo punto qualcuno in __________ a __________,
non contento di questa sua attività, lo riprese. Io conosco diversi nominativi
di persone private per le quali mio marito si occupava di consulenza
patrimoniale” (cfr. verbale di udienza 20.10.2021 davanti alla Pretura di __________,
AI 1)
b. Con
decreto 27.07.2022 (DA __________) il procuratore pubblico ha posto PI 1 in
stato di accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuta colpevole di
diffamazione in merito ai fatti di cui sopra. Ella avrebbe leso l’onore del
marito, incolpandolo e rendendolo sospetto di condotta disonorevole, dinnanzi
al Pretore ed alla funzionaria delle Pretura di __________, accusandolo (senza
apportare nessun elemento di prova) di aver violato il segreto bancario e i
propri obblighi contrattuali nei confronti di __________ allorquando lavorava
alle sue dipendenze, svolgendo parallelamente e privatamente l’attività di
gestore patrimoniale.
Il
magistrato inquirente ha proposto la condanna dell’imputata alla pena
pecuniaria di CHF 1'500.-- (dieci aliquote giornaliere a CHF 150.--/aliquota),
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, nonché alla multa
di CHF 100.--, mettendo a suo carico tassa di giustizia e spese giudiziarie per
complessivi CHF 400.--.
Con
scritto 02/03.08.2022 PI 1 si è opposta al decreto.
Il
16/17.08.2022 il magistrato inquirente ha confermato detto decreto e ha
trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento.
c. Con
gravame 08/09.08.2022, RE 1 postula l’annullamento del decreto d’abbandono
implicito e la riapertura dell’istruzione al fine di completare l’inchiesta
relativa all’ipotesi di reato di dichiarazione falsa di una parte in giudizio.
Il
reclamante sostiene che vi sia stato un abbandono implicito concernente il
reato di falsa dichiarazione di una parte in giudizio poiché il procuratore
pubblico “per mezzo del decreto di accusa 27 luglio 2022 si è limitato a
mettere in stato di accusa PI 1 per titolo di diffamazione”. Egli sostiene
poi che il magistrato non avrebbe esaminato i presupposti oggettivi e
soggettivi del reato ex art. 306 CP, dai quali risulterebbe chiaramente la sua realizzazione
nonché una violazione del principio in dubio pro duriore e una
violazione del diritto di essere sentito, in quanto il decreto di abbandono
sarebbe privo di motivazione.
d. Delle
ulteriori argomentazioni e delle osservazioni si dirà – se necessario – in seguito.
in diritto
Considerandi
1.
In
applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto,
entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e,
in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e,
ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui
esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra
impugnativa.
Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393.
cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393.
cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1.
CPP), con riferimento segnatamente all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.
L’atto
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
2.
Il
gravame, introdotto l’08/09.08.2022 contro l’asserito decreto di abbandono
implicito di data 27.07.2022, è tempestivo (perché presentato nel termine di
dieci giorni ai sensi dell’art. 322 cpv. 2 CPP).
3.
3.1.
Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale (decisioni TF 6B_1157/2019 del
12.11.2019
consid. 2.2.; 6B_819/2018 del 25.1.2019 consid. 1.3.2./1.3.3.; DTF
138.
IV 241 consid. 2.5. s.), se il procuratore pubblico, nel contesto
dell’emanazione di un decreto d’accusa, valuta solo una parte dei fatti oggetto
del procedimento, deve poi statuire sugli altri fatti secondo il CPP, vale a
dire pronunciando simultaneamente anche un decreto di abbandono parziale,
censurabile con reclamo. Qualora il magistrato inquirente non si esprima su
tutti i fatti, si è confrontati con un decreto di abbandono implicito,
omissione impugnabile con reclamo.
3.2
3.2.1
Il
reclamante rimprovera al pubblico ministero di avere emanato, per il reato di dichiarazione
falsa di una parte in giudizio, un decreto di abbandono implicito.
3.2.2
3.2.2.1
Come
indicato, se il magistrato inquirente, nel contesto dell’emanazione di un
decreto d’accusa, valuta solo una parte dei fatti oggetto del procedimento
penale, deve poi statuire sugli altri fatti pronunciando anche un decreto di
abbandono parziale.
Un
decreto di abbandono parziale entra quindi in considerazione solo se devono
essere valutati molteplici fatti oppure comportamenti che possono essere
oggetto di decisioni separate (sentenze TF 6B_888/2019 del 9.12.2019 consid.
1.3.1.; 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; 6B_819/2018 del 25.1.2019
consid. 1.3.2.; DTF 144 IV 362 consid. 1.3.1.; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, 3.
ed., art. 319 CPP n. 3).
Non
deve, al contrario, essere emanato un decreto di abbandono parziale se si è confrontati
con diverse qualifiche giuridiche di un medesimo fatto: in questo caso il
procuratore pubblico deve pronunciarsi unicamente con un decreto di accusa
(decisioni TF 6B_888/2019 del 9.12.2019 consid. 1.3.1.; 6B_1157/2019 del
12.11.2019
consid. 2.2.; 6B_819/2018 del 25.1.2019 consid. 1.3.2.; DTF 144 IV
362.
consid. 1.3.1.; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 319 CPP n. 3).
Se
è contestata la qualifica giuridica dei fatti oggetto del decreto di accusa, l’unico
rimedio è costituito dall’opposizione in base all’art. 354 CPP, non è invece
dato il rimedio del reclamo fondato sull’art. 393 CPP alla Corte dei reclami
penali (DTF 138 IV 241 consid. 2.6.).
3.2.2.2
Emanare
un decreto di accusa ed un decreto di abbandono per i medesimi fatti è peraltro
errato con riferimento al principio del divieto di un secondo procedimento
giusta l’art. 11 cpv. 1 CPP, secondo cui chi è stato condannato oppure assolto
in Svizzera con decisione passata in giudicato non può essere nuovamente perseguito
per lo stesso reato (cpv. 1); sono fatte salve la riapertura dei procedimenti
penali per cui è stato deciso l’abbandono oppure il non luogo, nonché la
revisione (cpv. 2).
Il principio, oltre che dall’art. 11 CPP, è
disciplinato dall’art. 4 cifra 1 del protocollo addizionale n. 7 alla CEDU e
dall’art. 14 cifra 7 Patto ONU II (decisioni TF 6B_654/2019 del 12.3.2020
consid. 2.3.; 6B_888/2019 del 9.12.2019 consid. 1.3.2.; DTF 144 IV 362 consid.
1.3.2.; BSK StPO – B. TAG, 2.
ed., art. 11 CPP n. 3 s.; ZK StPO – W. WOHLERS, 3. ed., art. 11 CPP n. 1; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 11 CPP n. 1).
Esso, che entra in considerazione se i due
procedimenti riguardano una pena (decisione TF 6B_887/2016 del 6.10.2016
consid. 2.4.2.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art. 11 CPP n. 9), presuppone
che fatti ed autore siano identici (decisioni TF 6B_303/2019 del 9.4.2019
consid. 2.1.1.; 6B_122/2017 dell’8.1.2019 consid. 10.1.; DTF 144 IV 362 consid.
1.3.2.; BSK StPO – B. TAG, op. cit., art. 11 CPP n. 14 ss.; ZK StPO – W.
WOHLERS, op. cit., art. 11 CPP n. 13; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 11 CPP n. 2; N. SCHMID / D. JOSITSCH, Handbuch des
schweizerischen Strafprozessrechts, 3. ed., n. 244). Il postulato – corollario
della forza di cosa giudicata (art. 437 CPP) [decisione TF 6B_303/2019 del
9.4.2019
consid. 2.1.1.] – non vieta solo una doppia condanna, ma già un doppio
perseguimento (ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art. 11 CPP n. 2): l’imputato,
se invoca una violazione del divieto di un secondo procedimento, può impugnare
l’avvio della procedura penale (art. 300 cpv. 2 CPP). L’art. 11 CPP concerne
inoltre unicamente il divieto di un secondo procedimento da parte delle
autorità elvetiche, non delle autorità straniere (decisione TF 1B_56/2017
dell’8.3.2017 consid. 2.1.;
BSK StPO – B. TAG, op. cit., art. 11 CPP n. 12; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit.,
art. 11 CPP n. 4).
L’esistenza
di una decisione cresciuta in giudicato – che deve essere un giudizio di merito
(BSK StPO – B. TAG, op. cit., art. 11 CPP n. 13) – costituisce un impedimento
processuale (decisione TF 6B_888/2019 del 9.12.2019 consid. 1.3.2.; DTF 144 IV
362.
consid. 1.3.2.; BSK StPO – B. TAG, op. cit., art. 11 CPP n. 13; ZK StPO –
W. WOHLERS, op. cit., art. 11 CPP n. 2), impedimento che deve essere
considerato d’ufficio dall’autorità (decisione TF 6B_888/2019 del 9.12.2019
consid. 1.3.2.; DTF 144 IV 362 consid. 1.3.2.; BSK StPO – B. TAG, op. cit.,
art. 11 CPP n. 13).
In
merito alla portata del postulato ne bis in idem si distinguono il
principio della doppia identità ed il principio dell’identità semplice.
Secondo
il principio della doppia identità, un reato è già stato giudicato unicamente
se i fatti in questione sono già stati oggetto del primo procedimento penale e
se essi sono stati considerati nella stessa maniera dal punto di vista del
diritto oppure perlomeno avrebbero potuto esserlo. Il concetto di “stesso
reato” è da riferirsi all’ipotesi di reato discussa nel giudizio già
passato in giudicato (decisione TF 6B_1056/2015 del 4.12.2015 consid. 1.2.).
Secondo
il principio dell’identità semplice, seguito dal Tribunale federale, l’identità
si riferisce al complesso di fatti giudicati e non alla qualifica giuridica a
cui questi fatti sono stati sussunti: l’identità del procedimento è dunque
definita, oltre che dall’identità dell’imputato, dal confronto con il complesso
delle circostanze che è già stato (o che avrebbe potuto essere) accertato
nell’ambito del precedente procedimento (decisione TF 6B_888/2019 del 9.12.2019
consid. 1.3.2.; DTF 144 IV 362 consid. 1.3.2.; 137 I 363 consid. 2.2.).
Se
per i medesimi fatti, oltre ad un decreto di accusa, viene emanato, in maniera
irrita, anche un decreto di abbandono, è esclusa una condanna per gli stessi
fatti secondo il principio ne bis in idem qualora il decreto di
abbandono sia cresciuto in giudicato (decisioni TF 6B_888/2019 del 9.12.2019
consid. 1.5.; 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; 6B_819/2018 del
25.1.2019
consid. 1.3.2.; DTF 144 IV 362 consid. 1.3.1./1.4.; 143 IV 104
consid. 4.2.). Determinante è che si tratti di fatti identici oppure di fatti
sostanzialmente uguali (decisione TF 6B_654/2019 del 12.3.2020 consid. 2.3.);
il rapporto di concorrenza tra le diverse norme penali applicabili è
irrilevante (decisioni TF 6B_888/2019 del 9.12.2019 consid. 1.5.; 6B_1053/2017
del 17.5.2018 consid. 4.1.).
4.
4.1.
Il
reclamante ha sporto denuncia nei confronti di sua moglie per i reati di
dichiarazione falsa di una parte in giudizio, di calunnia e subordinatamente di
diffamazione per quanto dichiarato da quest’ultima durante la sua audizione
dinnanzi al Pretore civile.
Nel
caso concreto, come rettamente indicato nelle osservazioni dal procuratore
pubblico e dalla denunciata, i fatti di cui alle ipotesi accusatorie di
dichiarazione falsa di una parte in giudizio sono gli stessi per cui il
magistrato inquirente aveva promosso l’accusa con il decreto 27.07.2022 (DA __________),
fatti che ha sussunto al reato di diffamazione. Data questa costellazione – in
ossequio alla giurisprudenza dell’Alta Corte (DTF 144 IV 362 consid. 1.3.1./1.4.4.)
– il procuratore pubblico non ha emanato, simultaneamente, un decreto di
abbandono.
Il
magistrato inquirente, al quale – solo – compete la messa in stato di accusa
(decisioni TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; 6B_819/2018 del
25.1.2019
consid. 1.3.2.), ha dunque ritenuto che i fatti per cui PI 1 era
stata inchiestata nel corso del procedimento per i reati di dichiarazione falsa
di una parte in giudizio, di calunnia e di diffamazione fossero da sussumere unicamente
al reato di diffamazione. Ha reputato che non ci fosse spazio per un decreto di
abbandono, i fatti essendo sempre i medesimi.
Ora,
il reclamante – al quale spettava l’onere di motivazione in applicazione dei
combinati art. 396 cpv. 1 (secondo cui i reclami vanno motivati) e 385 cpv. 1
CPP [le cui lit. a/b prevedono esplicitamente che devono essere indicati, con
precisione, i punti della decisione che si intendono impugnare e i motivi
(giuridici e fattuali: decisione TF 6B_721/2018 del 19.11.2018 consid. 2.1.) a
sostegno di una diversa decisione] (sentenza TF 6B_1273/2019 dell’11.3.2020
consid. 2.4.3.; cfr. anche sentenza TF 6B_653/2018 del 24.9.2018 consid. 3.4.)
– non spiega quali fatti non sarebbero stati considerati dal procuratore
pubblico nel decreto di accusa, ovvero quali fatti avrebbero dovuto essere
oggetto di un decreto di abbandono siccome del tutto distinti e differenti.
In
queste circostanze, senza indicazione alcuna da parte del reclamante sulle
fattispecie asseritamente omesse, non compete a questa Corte procedere ad una
valutazione delle ipotesi accusatorie oggetto del decreto di accusa per
stabilire se i fatti tema del procedimento possano essere sussunti ai reati
ipotizzati rispettivamente dovevano essere oggetto di un decreto di abbandono.
Si
ricorda infatti che la promozione dell’accusa, il decreto di accusa e la sua
conferma non sono impugnabili (art. 324 cpv. 2 CPP) [decisioni TF 1B_63/2020
del 9.3.2020 consid. 2.2.; 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.1.; DTF 144 IV
81.
consid. 2.3.1.], per cui non si può, con l’impugnazione di un asserito
decreto di abbandono implicito, attribuire a questa Corte il compito di procedere
ad una valutazione anticipata delle ipotesi accusatorie oggetto di promozione
dell’accusa o di decreto di accusa.
Spetterà
al giudice di merito [che non è vincolato alla qualifica giuridica data dal
pubblico ministero, ma solo ai fatti (art. 350 cpv. 1 CPP) (BSK StPO – M. HAURI
/ P. VENETZ, op. cit., art. 344 CPP n. 2; BSK StPO – S. HEIMGARTNER / M. A.
NIGGLI, op. cit., art. 325 CPP n. 41 / art. 350 CPP n. 4; ZK StPO – W. WOHLERS,
op. cit., art. 9 CPP n. 15)] valutare se i fatti come indicati nel decreto di
accusa siano sussumibili al reato di diffamazione, come ritenuto dal magistrato
inquirente. Gli art. 329, 333 e 344 CPP permettono peraltro al giudice di dare
la possibilità al procuratore pubblico di modificare o di completare l’atto di
accusa (decisione TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; 6B_819/2018 del
25.1.2019
consid. 1.3.2./1.3.5.).
Va
ribadito che, se venisse emanato, e crescesse in giudicato, un decreto di
abbandono per i medesimi fatti oggetto del decreto di accusa, il decreto di
abbandono – quale decisione finale assolutoria (art. 320 cpv. 4 CPP) –
osterebbe ad un giudizio sul decreto di accusa (decisione TF 6B_888/2019 del
9.12.2019
consid. 1.5.).
4.2
Il
reclamo di PI 1, in difetto di un decreto di abbandono implicito fondato su
fatti diversi da quelli ritenuti nel decreto d’accusa, è irricevibile
(decisione TF 6B_819/2018 del 25.1.2019 consid. 1.3.5.), senza necessità di
esaminare la legittimazione del reclamante ad impugnare un tale decreto.
5.
Il
gravame è irricevibile. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del
reclamante soccombente (art. 428 cpv. 1 CPP). Lo Stato della Repubblica e
Cantone Ticino rifonderà a PI 1 un’adeguata indennità (art. 436 cpv. 1 i.c.c.
art. 429 cpv. 1 lit. a CPP).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,
pronuncia
1. ll
reclamo è irricevibile.
2. La
tassa di giustizia di CHF 750.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
800.-- (ottocento), sono poste a carico di RE 1, __________. Lo Stato della Repubblica e Cantone Ticino rifonderà a
PI 1, Mendrisio, CHF 800.-- (ottocento) a titolo di indennità.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
a 98 LTF (art. 78 L
Per la Corte dei reclami penali
Il vicepresidente La
cancelliera