60.2022.22
Reclamo dell'imputato contro il fatto che la titolarità di procedimenti a suo carico sia stata assunta da un altro procuratore pubblico. ricevibilità del reclamo
18 agosto 2022Italiano8 min
pubblico Daniele Galliano il procedimento penale inc. MP 2021.595 per – segnatamente
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Incarto n.
60.2022.22
Lugano
18 agosto 2022/mr
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Nicola Respini, presidente,
Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti
cancelliera:
Alessandra Mondada, vicecancelliera
sedente per statuire sul reclamo 20/21.1.2022 presentato da
RE 1, ,
patr. da: PR 1, ,
contro
gli atti di modifica del pubblico ministero titolare
dei procedimenti inc. MP 2017.9201 e 2018.3911 promossi nei suoi confronti,
assunti dal procuratore pubblico Daniele Galliano in sostituzione dell’allora
procuratore pubblico Francesca Piffaretti-Lanz;
richiamate le osservazioni 25.2.2022 del
magistrato inquirente, che ha postulato la reiezione del gravame;
preso atto che RE 1, interpellato il
28.2.2022, non ha replicato;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
Fatti
a. A
carico di RE 1 l’allora procuratore pubblico Francesca Piffaretti-Lanz ha
promosso i procedimenti inc. MP 2017.9201 e 2018.3911 per, segnatamente, reati
contro il patrimonio.
b. Nei
confronti dell’imputato è stato successivamente promosso dal procuratore
pubblico Daniele Galliano il procedimento penale inc. MP 2021.595 per – segnatamente
– i reati di truffa, amministrazione infedele, falsità in documenti e
contravvenzione all’ordinanza del Consiglio federale sulle fideiussioni
solidali Covid-19.
c. Con
decreto 30.6.2021 l’allora procuratore pubblico Francesca Piffaretti-Lanz ha
disgiunto il procedimento penale promosso
a carico di RE 1 per i fatti di cui agli inc. MP 2017.9201 e 2018.3911 dal
procedimento penale promosso a carico di terzi.
Con
giudizio 60.2021.206 del 26.10.2021 questa Corte ha respinto il reclamo
12/14.7.2021 di RE 1 contro il decreto.
d. Il
7.7.2021, come risulta dai rispettivi verbali dei procedimenti penali, gli inc.
MP 2017.9201 e 2018.3911 sono stati
congiunti.
e. Il
procuratore pubblico Daniele Galliano, come emerge dai predetti verbali dei
procedimenti, ha assunto la titolarità degli inc. MP 2017.9201 e 2018.3911 nel corso dell’estate/autunno 2021.
f. Con
reclamo 20/21.1.2022 RE 1 si aggrava contro gli
atti di modifica del pubblico ministero titolare dei procedimenti inc. MP
2017.9201 e 2018.3911 promossi nei suoi confronti, assunti dal procuratore
pubblico Daniele Galliano in sostituzione dell’allora procuratore pubblico Francesca
Piffaretti-Lanz, avvicendamento che sarebbe stato effettuato senza emissione di
una decisione formale. Il reclamante postula che tali atti di modifica siano
annullati.
L’imputato,
ricordato l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP, adduce che sarebbe venuto a conoscenza
del cambiamento del magistrato titolare dei citati procedimenti in occasione
del suo verbale di interrogatorio 10.1.2022 (inc. MP 2021.595), giorno in cui
avrebbe chiesto ed ottenuto una copia aggiornata dei verbali dei procedimenti
di cui agli inc. MP 2017.9201 e 2018.3911.
Il cambio del titolare dei procedimenti sembrerebbe essere avvenuto tra i mesi
di agosto e novembre 2021. Esso non sarebbe stato formalizzato in una
decisione, che non gli sarebbe mai stata intimata. Sarebbe nullo. La necessità
dell’emanazione di una decisione formale e motivata si sarebbe imposta giusta
gli art. 29, 29a e 30 Cost., ritenuto che avrebbe il diritto di conoscere le
ragioni per cui era mutato il procuratore pubblico titolare dei procedimenti
inc. MP 2017.9201 e 2018.3911, condotti sin dall’inizio da un altro magistrato.
La
mancanza di motivazione non permetterebbe di conoscere (e discutere) le ragioni
ed i criteri con i quali si sarebbe proceduto al cambiamento del magistrato,
assegnando l’incarto al procuratore pubblico Daniele Galliano, piuttosto per
esempio che il contrario, ove non vi sarebbe alcuna ragione per la quale non
potesse essere il procuratore pubblico Francesca Piffaretti-Lanz ad occuparsi
di tutti i procedimenti pendenti, tra cui l’inc. MP 2021.595.
g. Delle
ulteriori argomentazioni e delle osservazioni del pubblico ministero si dirà,
se necessario, in corso di motivazione.
h. Con
atto di accusa 39/2022 del 24.2.2022, per i fatti di cui agli inc. MP
2017.9201, 2018.3911 e 2021.595, il procuratore pubblico ha promosso l’accusa a
carico di RE 1 davanti alla Corte delle assise criminali per truffa, ripetuta,
falsità in documenti, ripetuta, omissione della contabilità, ripetuta, cattiva
gestione, appropriazione indebita d’imposta alla fonte, ripetuta, e inganno nei
confronti delle autorità, tentato. Il procedimento è sub iudice.
in diritto
Considerandi
1.
1.1.
In
applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto,
entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e,
in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e,
ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui
esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra
impugnativa.
Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393.
cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393.
cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1.
CPP), con riferimento segnatamente all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.
Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
1.2
Ai
sensi dell’art. 393 CPP il reclamo è ammissibile contro decisioni, atti
procedurali o omissioni che si manifestano all’esterno e che toccano direttamente
gli interessi giuridicamente protetti delle parti (BSK StPO – P. GUIDON, 2.
ed., art. 393 CPP n. 6; ZK StPO – A.J. KELLER, 3. ed., art. 393 CPP n. 10; N.
SCHMID / D. JOSITSCH – StPO Praxiskommentar, 3. ed., art. 393 CPP n. 2).
Non
ogni atto delle autorità di perseguimento penale è un atto procedurale ex art.
393.
CPP. Deve infatti trattarsi di un atto che faccia avanzare il procedimento penale
e che in tal modo tocchi la posizione giuridica dei suoi partecipanti (BSK StPO
– P. GUIDON, op. cit., art. 393 CPP n. 6; ZK StPO – A.J. KELLER, op. cit., art.
393.
CPP n. 11). Non è un atto procedurale in tal senso l’attribuzione di un
incarto ad un determinato procuratore pubblico: si tratta di una decisione di
natura amministrativa interna (sentenze TPF BB.2015.81 del 26.1.2016 consid.
1.3.; BB.2006.12 del 10.5.2006 consid. 1.2.; ZK StPO – A.J. KELLER, op. cit.,
art. 393 CPP n. 11).
1.3
Il
fatto che il procuratore pubblico Daniele Galliano abbia assunto la titolarità
dei procedimenti inc. MP 2017.9201 e 2018.3911 (già nella titolarità del
procuratore pubblico Francesca Piffaretti-Lanz, che peraltro ha dimissionato
dal Ministero pubblico per il 30.6.2022, circostanza comunemente nota fin dal mese
di dicembre 2021) è questione che concerne l’attribuzione interna al Ministero
pubblico degli incarti (art. 67/68 LOG): non si tratta perciò di un atto
procedurale, ma di una decisione amministrativa interna.
La
contestata attribuzione non è quindi un atto impugnabile.
Il
gravame presentato da RE 1 è dunque irricevibile.
Più
in generale si può evidenziare che le parti ad un procedimento non possono
scegliere il titolare dell’incarto, questione – questa – disciplinata da
regolamentazioni interne al Ministero pubblico.
1.4
Il
reclamo in questione non può del resto essere considerato un’istanza di
ricusazione ai sensi degli art. 56 ss. CPP nei confronti del procuratore
pubblico Daniele Galliano, ritenuto che RE 1 non censura una parzialità del
magistrato nella trattazione dei procedimenti penali a suo carico a lui
assegnati.
L’impugnativa
20/21.1.2022 non può nemmeno essere reputata un reclamo contro la congiunzione
dei procedimenti inc. MP 2017.9201, 2018.3911 e 2021.595: RE 1 non solleva
alcun argomento inteso a contestare il principio dell’unità della procedura ex
art. 29 CPP (secondo cui più reati sono perseguiti e giudicati congiuntamente
se: a. sono stati commessi da uno stesso imputato; oppure b. vi è correità o
partecipazione; per motivi sostanziali, giusta l’art. 30 CPP, il pubblico
ministero e il giudice possono disgiungere oppure riunire i procedimenti
penali).
2.
Il
gravame è irricevibile. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del
reclamante, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,
pronuncia
1. Il
reclamo è irricevibile.
2. La
tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
550.-- (cinquecentocinquanta), sono poste a carico di RE 1, __________.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.
4. Intimazione:
Per la Corte dei reclami penali
Il presidente La
cancelliera