60.2023.15
Reclamo dell'accusatore privato contro il decreto di abbandono implicito del procuratore pubblico. irricevibilità del reclamo
5 febbraio 2024Italiano15 min
decreto di accusa 39/2023 del 10.1.2023, nel procedimento inc. MP 2021.11346, il
Source ti.ch
Incarto n.
60.2023.15
Lugano
5 febbraio 2024/mr
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Nicola Respini, presidente,
Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti
cancelliera:
Alessandra Mondada
sedente per statuire sul reclamo 23/25.1.2023 presentato dalla
RE 1,
ovvero – oggi – dalla massa fallimentare RE 1 in liquidazione, ,
rappr. da: Ufficio dei fallimenti del , ,
patr. da: avv. PR 1, ,
contro
il decreto di accusa 10.1.2023, “in ragione di un
abbandono implicito ivi contenuto” (reclamo, p. 2), del procuratore
pubblico Daniele Galliano emanato a carico di PI 1, __________ (patr. da:
avv. PR 2, __________), per titolo di amministrazione infedele aggravata,
appropriazione indebita e disobbedienza a decisioni dell’autorità (DA
39/2023);
richiamate le osservazioni 30/31.1.2023
e 23/24.2.2023 (duplica) del magistrato inquirente – che ha postulato la
reiezione del gravame –, 6/7.2.2023 e 6/7.3.2023 (duplica) di PI 1 – che ha
parimenti chiesto il non accoglimento dell’impugnativa – e 20/21.2.2023
(replica) della RE 1 – che si è confermata nelle sue argomentazioni –;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto
Fatti
a. Con
decreto di accusa 39/2023 del 10.1.2023, nel procedimento inc. MP 2021.11346, il
pubblico ministero ha posto PI 1 in stato di accusa davanti alla Pretura penale
siccome ritenuto colpevole di amministrazione infedele aggravata [“siccome
commessa a scopo di indebito profitto, per avere, nel periodo compreso dal 14
novembre 2016 al 17 maggio 2021, a __________, a __________ e in altre
imprecisate località, in qualità di direttore della succursale RE 1, obbligato
quindi per negozio giuridico e per legge a gestirne gli interessi patrimoniali,
mancando al proprio dovere, danneggiando il patrimonio per almeno CHF
143'600.15, e meglio, per avere, dopo aver assunto la carica di direttore della
succursale di RE 1 su richiesta di __________, società specializzata nella
bonifica di amianto e di materiali pericolosi, 1.1. nel periodo compreso dal 14
dicembre 2016 al 29 dicembre 2017, dopo aver costituito la __________ attiva
nel medesimo settore di RE 1, chiedendo prima agli amici __________ e poi a __________
di assumere per lui la carica di gerente, in quanto PI 1 si trovava in una
situazione di manifesto conflitto di interessi, e quindi, il 29 dicembre 2017
fatturando a RE 1 sue “prestazioni di consulenza” per conto di __________ per
complessivi CHF 80'640’00”, in realtà non dovute in quanto per quelle stesse
mansioni egli percepiva già uno stipendio da RE 1 in veste di direttore della
succursale, gravemente violato in questo modo il suo dovere di diligenza e
fedeltà, cagionando un danno a RE 1 pari a CHF 80'640.00”; 1.2. (…)”],
appropriazione indebita e disobbedienza a decisioni dell’autorità.
Il
magistrato inquirente ha proposto la condanna dell’imputato alla pena
pecuniaria di CHF 2'700.-- (novanta aliquote giornaliere a CHF 30.--/aliquota)
[pena parzialmente aggiuntiva ad una precedente pena pecuniaria], pena sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di tre anni, alla multa di CHF 500.00
ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese. Non ha revocato il
beneficio della condizionale concesso alla citata precedente pena pecuniaria,
ammonendo nondimeno formalmente l’imputato.
Con
scritto 20/23.1.2023 l’imputato si è opposto al decreto di accusa. Con scritto
23/25.1.2023 si è opposta, con argomentazioni analoghe a quelle di cui all’impugnativa
a questa Corte (consid. e.), anche la RE 1, indicando di aver interposto
reclamo.
b. Il
medesimo giorno, con decreto 17/2023 del 10.1.2023, sempre nel contesto del
procedimento inc. MP 2021.11346, il procuratore pubblico ha abbandonato il
procedimento penale a carico di PI 1 per il reato di amministrazione infedele
limitatamente a due fattispecie avvenute nel 2021.
La
RE 1, accusatrice privata nel procedimento penale, non ha contestato il decreto
di abbandono, cresciuto in giudicato.
c. Il
25.1.2023 il pubblico ministero ha confermato il decreto di accusa e ha
trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento.
d. Il
magistrato inquirente, con scritto 25.1.2023, ha comunicato alla RE 1, con
riferimento alla sua opposizione, che quel giorno aveva confermato il decreto
di accusa. Per quanto riguardava la diversa interpretazione data al reato di
amministrazione infedele (punto 1.1. del decreto di accusa), ha osservato che
l’auspicato calcolo del danno subito relativo al ricarico del 30% di tutte le
fatture emesse da parte della __________ verso la RE 1 era un comportamento mai
ipotizzato prima dall’accusatrice privata, né contestato all’imputato in
occasione del verbale finale, e nemmeno avanzato mediante istanza probatoria.
Non appariva corretto (art. 3 cpv. 2 CPP) sostenere a posteriori tale
comportamento. Inoltre, il problema era che il margine di guadagno applicato
dalla __________ (attorno al 30%) sembrava conforme al mercato e applicato
dalla stessa verso tutti i clienti. Non si comprendeva quindi in che modo
avrebbe dovuto configurarsi il reato, anche perché, se (ipoteticamente)
l’imputato vi avesse rinunciato, probabilmente avrebbe infranto i suoi doveri
in qualità di gerente (di fatto) della __________, fatturando ad un terzo
prestazioni senza margine. Diverso era invece il discorso per le sole “prestazioni
di consulenza” dello stesso imputato, già incluse nei suoi doveri di lavoro
in qualità di direttore. La vendita dell’inventario era stata trattata nel
decreto di abbandono. La questione avrebbe potuto, semmai, essere sollevata
davanti al giudice di merito. Ha evidenziato che, secondo la giurisprudenza,
non poteva emettere un decreto di abbandono sulla base delle considerazioni
della RE 1, in quanto si trattava di una diversa qualifica giuridica del
medesimo complesso di fatti già addebitato all’imputato con decreto di accusa. Non
poteva esprimersi con una decisione separata stante il principio ne bis in
idem. Ha invitato la RE 1 a segnalare al giudice di merito la diversa
interpretazione data al reato di amministrazione infedele (con l’auspicato
diverso metodo di calcolo del danno).
e. Con
gravame 23/25.1.2023 la RE 1 postula che – in accoglimento dell’impugnativa –
gli atti dell’inc. MP 2021.11346 siano rinviati al procuratore pubblico per
ripronunciarsi.
La
RE 1 adduce che il reclamo verterebbe su un decreto di accusa, in ragione di un
abbandono implicito ivi contenuto. Essa ritiene che alcuni fatti non avrebbero
fatto oggetto né del decreto di abbandono né dell’atto di accusa. Il reclamo
concernerebbe in particolare il considerando 1.1. del decreto di accusa, e
meglio l’entità e le tempistiche ritenute quali amministrazione infedele in
merito all’attività dell’imputato nella __________ a di lei danno. Per la
reclamante, dagli atti risulterebbe che l’imputato avrebbe svolto tutta la
propria attività presso la __________ – in crassa violazione dei suoi obblighi
di direttore della succursale – non solamente fino al 29.12.2017, ma anche nel
corso degli anni seguenti, segnatamente tra il 30.12.2017 ed il 31.12.2020.
L’imputato, in questo periodo, avrebbe continuato a svolgere la sua attività di
amministratore di fatto della __________, come si evincerebbe chiaramente dagli
interrogatori agli atti. L’agire di PI 1 nel periodo 30.12.2017-31.12.2020
dovrebbe con ogni verosimiglianza essere ritenuto amministrazione infedele
aggravata, che le avrebbe cagionato un danno, da meglio quantificare in
istruttoria. Non sarebbe inoltre stato considerato nel decreto di accusa l’atto
di alienazione dell’inventario della succursale della società.
f. Delle
ulteriori argomentazioni e della replica, così come delle osservazioni e delle
dupliche, si dirà se necessario in seguito.
in diritto
Considerandi
1.
In
applicazione dell’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto,
entro il termine di dieci giorni, contro le decisioni e gli atti procedurali e,
in ogni momento, contro le omissioni della polizia, del pubblico ministero e,
ancora, delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui
esso è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra
impugnativa.
Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393.
cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393.
cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1.
CPP), con riferimento segnatamente all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.
Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
2.
Il
gravame, introdotto il 23.1.2023 contro l’asserito decreto di abbandono
implicito di data 10.1.2023, è tempestivo (perché presentato nel termine di
dieci giorni ai sensi dell’art. 322 cpv. 2 CPP).
3.
La
RE 1 è fallita con decisione 14.8.2023 del Tribunale di __________, con effetto
dal 14.8.2023, ore 8:20. Con decisione 7.12.2023 è stata ordinata la
liquidazione in via sommaria.
Con
scritto 30/31.1.2024 l’avv. PR 1, interpellato da questa Corte, ha comunicato
che la RE 1 in liquidazione, e per essa l’Ufficio dei fallimenti del __________,
gli aveva confermato il mandato e che essa manteneva il reclamo. Ha trasmesso
la relativa procura della società rappresentata dal citato Ufficio.
Alla
RE 1 è subentrata per legge giusta l’art. 121 cpv. 2 CPP la massa fallimentare RE
1.
in liquidazione (DTF 145 IV 351 consid. 4.2.; BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M.
POSTIZZI, 3. ed., art. 121 CPP n. 13; ZK StPO – V. LIEBER, 3. ed., art. 121 CPP
n. 8a). Essa può agire con l’azione civile (art. 119 cpv. 2 lit. b CPP) [BSK
StPO – G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 121 CPP n. 20; BSK StPO –
G. MAZZUCCHELLI / M. POSTIZZI, op. cit., art. 119 CPP n. 4]. L’amministrazione del fallimento rappresenta
la massa fallimentare nel procedimento penale (DTF 140 IV 155 consid. 3.4.4.).
Ritenuto
l’esito del gravame, irricevibile, può restare irrisolta la questione a sapere
se la massa fallimentare RE 1 in liquidazione sia legittimata, in concreto, ad
impugnare il decreto di accusa rispettivamente il decreto di abbandono
implicito.
4.
4.1.
Con
decreto 39/2023 del 10.1.2023 il procuratore pubblico ha posto l’imputato in
stato di accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di
amministrazione infedele aggravata, appropriazione indebita e disobbedienza a
decisioni dell’autorità.
4.2
La
RE 1 sostiene che alcuni fatti non avrebbero fatto oggetto né del decreto di
abbandono né dell’atto di accusa. Il reclamo concernerebbe in particolare il
considerando 1.1. del decreto di accusa, e meglio l’entità e le tempistiche
ritenute quali amministrazione infedele in merito all’attività dell’imputato
nella __________ a di lei danno. Dagli atti risulterebbe che l’imputato avrebbe
svolto tutta la propria attività presso la __________ – in crassa violazione
dei suoi obblighi di direttore della succursale – non solamente fino al
29.12.2017, ma anche in seguito, segnatamente tra il 30.12.2017 ed il
31.12.2020
Nel decreto di accusa non sarebbe inoltre stato considerato l’atto
di alienazione dell’inventario della succursale della società.
4.3
4.3.1
Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 148 IV 124 consid. 2.6.6.;
decisione TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.), se il procuratore
pubblico, nel contesto dell’emanazione di un decreto d’accusa o della
promozione dell’accusa, valuta solo una parte dei fatti oggetto del
procedimento, deve poi statuire sugli altri fatti secondo il CPP, vale a dire
pronunciando simultaneamente anche un decreto di abbandono parziale,
censurabile con reclamo. Se il magistrato inquirente non si esprime su tutti i
fatti, si è confrontati con un decreto di abbandono implicito, omissione
impugnabile con reclamo (art. 393 ss. CPP).
Un
decreto di abbandono parziale entra quindi in considerazione solo se devono
essere valutati molteplici fatti oppure comportamenti che possono essere
oggetto di decisioni separate (DTF 148 IV 124 consid. 2.6.6.; 144 IV 362
consid. 1.3.1.; sentenza TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; StPO Praxiskommentar – D. JOSITSCH / N.
SCHMID, 4. ed., art. 319 CPP n. 3).
Non
deve, al contrario, essere emanato un decreto di abbandono parziale se si è
confrontati con diverse qualifiche giuridiche di un medesimo fatto: in questo
caso il procuratore pubblico deve pronunciarsi unicamente con un decreto di
accusa o con la promozione dell’accusa (DTF 144 IV 362 consid. 1.3.1.;
decisione TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.; StPO Praxiskommentar – D. JOSITSCH / N. SCHMID, op.
cit., art. 319 CPP n. 3).
Se
è contestata la qualifica giuridica dei fatti oggetto del decreto di accusa,
quale unico rimedio si ha l’opposizione ex art. 354 CPP, non il reclamo ex art.
393.
CPP (DTF 138 IV 241 consid. 2.6.).
Promuovere
l’accusa ed emanare contemporaneamente un decreto di abbandono concernente i
medesimi fatti è peraltro errato anche con riferimento al principio del divieto
di un secondo procedimento giusta l’art. 11 cpv. 1 CPP [da interpretarsi
restrittivamente (decisione TF 6B_111/2022 del 24.8.2022 consid. 2.2.2.)].
4.3.2
Si
è esposto che con scritto 25.1.2023 il magistrato inquirente ha comunicato alla
RE 1 che l’invocata diversa interpretazione del reato di amministrazione
infedele avrebbe potuto essere segnalata al giudice di merito. Non avrebbe
potuto esprimersi con una decisione separata stante il principio ne bis in
idem.
4.3.3
Ora,
in detto scritto [atto non impugnabile, trattandosi di una mera comunicazione
senza conseguenze giuridiche vincolanti, con cui si è limitato ad informare
sulla sua scelta inerente al decreto di accusa (BSK StPO – P. GUIDON, op. cit.,
art. 393 CPP n. 6; ZK StPO – A.J. KELLER, op. cit., art. 393 CPP n. 10;
decisione CRP 60.2021.211/241 dell’8.10.2021 consid. 4.3.)] il procuratore
pubblico ha indicato che i fatti erano stati sussunti al reato di amministrazione
infedele aggravata. Il magistrato inquirente, a cui – solo – compete la messa
in stato di accusa (decisione TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.2.), ha
dunque ritenuto che i fatti per cui l’imputato era stato inchiestato nel
procedimento fossero da sussumere a detto reato, oggetto del decreto di accusa.
Ha reputato che non ci fosse spazio per un decreto di abbandono che andasse
oltre le fattispecie ivi descritte rispettivamente che taluni fatti non fossero
mai stati ipotizzati in precedenza, di modo che non erano stati oggetto del
procedimento penale. E’ manifesto che non si possa impugnare un decreto di
abbandono implicito per fatti neppure oggetto del procedimento.
Si
ricorda che la promozione dell’accusa, il decreto di accusa e la sua conferma
non sono impugnabili (art. 324 cpv. 2 CPP) [DTF 144 IV 81 consid. 2.3.1.;
decisione TF 6B_1157/2019 del 12.11.2019 consid. 2.1.], per cui non si può, con
l’impugnazione di un asserito decreto di abbandono implicito, attribuire a
questa Corte il compito di procedere ad una valutazione anticipata delle accuse
oggetto di promozione dell’accusa o di decreto di accusa.
Spetterà
al giudice di merito [che non è vincolato alla qualifica giuridica data dal
pubblico ministero, ma solo ai fatti (art. 350 cpv. 1 CPP) (BSK StPO – S.
WIPRÄCHTIGER, op. cit., art. 344 CPP n. 2; BSK StPO – S. HEIMGARTNER / M. A.
NIGGLI, op. cit., art. 325 CPP n. 41 / art. 350 CPP n. 4; ZK StPO – W. WOHLERS,
op. cit., art. 9 CPP n. 15)] valutare se i fatti come indicati nel decreto di
accusa siano sussumibili al reato di amministrazione infedele aggravata, come
ritenuto dal magistrato inquirente. Gli art. 329, 333 e 344 CPP permettono
peraltro al giudice di dare la possibilità al procuratore pubblico di
modificare o di completare l’atto di accusa (decisione TF 6B_1157/2019 del
12.11.2019
consid. 2.2.).
Si
rammenta che, se venisse emanato, e crescesse in giudicato, un decreto di
abbandono per i medesimi fatti oggetto del decreto di accusa, il decreto di
abbandono – quale decisione finale assolutoria (art. 320 cpv. 4 CPP) – osterebbe
ad un giudizio sul decreto di accusa (decisione TF 6B_888/2019 del 9.12.2019
consid. 1.5.).
La
reclamante non vuole del resto un decreto di abbandono. Vorrebbe al contrario
la completazione del decreto di accusa. Non si può nondimeno impugnare un
decreto di abbandono implicito per far completare un decreto di accusa ritenuto
lacunoso.
Le
censure invocate rientrano nell’esame spettante a chi dirige il procedimento
penale in applicazione dell’art. 329 CPP rispettivamente, in seguito, al
giudice di merito nel corso del dibattimento.
4.4
Il
reclamo, in difetto di un decreto di abbandono implicito che il procuratore
pubblico dovrebbe motivare, è pertanto irricevibile (decisione TF 6B_819/2018
del 25.1.2019 consid. 1.3.5.).
5.
Il
gravame è irricevibile. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della
reclamante, ovvero della massa fallimentare RE 1 in liquidazione, soccombente
(art. 428 cpv. 1 CPP). Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà
a PI 1 un’adeguata indennità (art. 436 cpv. 2 CPP) [di modo che l’istanza
intesa alla nomina quale difensore d’ufficio dell’avv. PR 2 è divenuta priva di
oggetto].
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG e ogni altra disposizione applicabile,
pronuncia
1. ll
reclamo è irricevibile.
2. 2.1.
La
tassa di giustizia di CHF 1'500.-- e le spese di CHF 80.--, per complessivi CHF
1'580.-- (millecinquecentoottanta), sono poste a carico della massa
fallimentare RE 1 in liquidazione, __________. Lo Stato della Repubblica e del
Cantone Ticino rifonderà a PI 1, __________, CHF 800.-- (ottocento) a titolo di
indennità.
2.2.
L’istanza
di PI 1 intesa alla nomina dell’avv. PR 2 quale difensore d’ufficio è priva di
oggetto.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.
4. Intimazione:
Per
conoscenza:
Per la Corte dei reclami penali
Il presidente La
cancelliera