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Decisione

60.2024.25

Reclamo della vittima, considerata dal PP come accusatore privato, contro il decreto di abbandono. violazione dell'art. 318 cpv. 1 CPP. violazione del diritto di essere sentito. violazione dell'obbligo di motivazione. istanza intesa alla nomina di un patrocinatore divenuta priva d'oggetto

30 gennaio 2025Italiano16 min

figli __________ (__________), __________ (__________) e __________ (__________).

Source ti.ch

Incarto n.

60.2024.25

Lugano

30 gennaio 2025/mr

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Nicola

Respini, presidente,

Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

cancelliera:

Daniela

Fossati

sedente per statuire sul reclamo 25/26.01.2024 presentato

da

RE

1

patr.

da: PR 1

contro

il decreto di abbandono 12.01.2024 emanato dal procuratore

pubblico Simone Barca nel procedimento penale a carico di PI 1, __________, per

titolo di lesioni semplici (limitatamente ai fatti del 2018) e minaccia (ABB __________);

richiamate le osservazioni 29/30.01.2024

del procuratore pubblico, con cui chiede di confermare il decreto impugnato,

rimettendosi comunque al prudente giudizio di questa Corte;

rilevato che PI 1, interpellato da

questa Corte, non ha presentato osservazioni;

preso atto dello scritto 19.12.2024, con

cui la reclamante ha prodotto copia del certificato per l’ammissione

all’assistenza giudiziaria del 17.12.2024;

letti ed esaminati gli atti;

considerato

in fatto

Fatti

a. RE

1 e PI 1, entrambi cittadini eritrei e con permesso di soggiorno C, si sono

uniti in matrimonio religioso il __________. Dalla loro unione sono nati i

figli __________ (__________), __________ (__________) e __________ (__________).

b. Il

21.11.2023 è pervenuta alla Polizia cantonale una segnalazione per una possibile

situazione di disagio nel suindicato nucleo familiare.

A

seguito di ciò, il 24.11.2023 RE 1 è stata sentita dalla polizia.

Il 30.11.2023 è stato sentito PI 1 come

imputato per i reati di vie di fatto, lesioni semplici e minaccia in relazione

a un episodio accaduto, a __________, il 25.07.2023, a un episodio analogo del

2018 e ad altri episodi di minaccia.

c. Il

12.12.2023 è stato aperto l’inc. MP __________ ed è stato acquisito agli atti

il rapporto di violenza domestica del 02.12.2023.

d. Con

scritto 20/27.12.2023 il dr. med. __________, dando seguito all’ordine di perquisizione

e sequestro 18.12.2023, ha trasmesso al procuratore pubblico copia della

cartella clinica della paziente RE 1.

e. Il

12.01.2024 il procuratore pubblico ha posto in stato di accusa dinanzi alla

Pretura penale PI 1 siccome ritenuto colpevole di lesioni semplici ex art. 123

cifra 2 cpv. 4 CP [“per avere, il

25.07.2023, in Via __________ a __________, intenzionalmente cagionato un danno

al corpo di RE 1, e meglio per avere, nel corso di un litigio, stringendole con

le mani il collo, cagionatole i graffi, i lividi e il rigonfiamento così come

accertato dalle fotografie agli atti], e ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di

CHF 600.00 (venti aliquote a CHF 30.00/aliquota), pena sospesa condizionalmente

per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF 100.00 e al pagamento

della tassa di giustizia e delle spese, rinviando nel contempo l’accusatrice

privata al competente foro per le pretese di natura civile, e meglio come

indicato nel DA __________.

Da informazioni assunte da questa Corte

il suindicato procedimento penale è pendente presso la Pretura penale.

f. Lo

stesso giorno il procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento penale nei

confronti di PI 1 per i reati di lesioni semplici (limitatamente ai fatti del

2018) e minaccia.

Il magistrato inquirente – ricostruiti i

fatti sulla base delle risultanze dell’inchiesta – ha dapprima reputato che le

versioni delle parti rese in occasione dei loro interrogatori in relazione ai

fatti del 2018 e alle asserite minacce proferite, ripetutamente, da PI 1 nei

confronti di RE 1, risultavano essere contrastanti (poiché divergenti).

Ha poi esposto che, in difetto di

elementi oggettivi (tra cui certificati medici o testimoni) a sostegno della

versione di RE 1, non sarebbe stato possibile procedere all’assunzione di altri

mezzi di prova (“in particolare testi neutri”) per avvalorare una delle

contrapposte tesi. Non avendo potuto stabilire il reale svolgimento dei fatti e

le eventuali responsabilità penali dell’imputato, il procuratore pubblico ha

deciso di abbandonare il procedimento penale per insufficienza di comprovati e

fondati indizi in relazione ai reati ipotizzati.

Il procuratore pubblico ha infine

precisato che “… si è rinunciato a

emettere l’ordinanza di chiusura dell’istruzione ex art. 318 CP (recte 318 CPP), vista l’inutilità di fissare

all’imputato un termine per proporre istanze probatorie e siccome lo scrivente

Magistrato ritiene che l’imputato non abbia diritto ad alcun indennizzo, ai

sensi dell’art. 429 CPP, considerato che il procedimento penale si è di fatto

limitato a un suo unico verbale d’interrogatorio” (ABB __________, punto 4 p. 2).

g. Con

reclamo 25/26.01.2024 RE 1 chiede di annullare il decreto di abbandono

12.01.2024 emanato nei confronti di PI 1 e di ordinare al procuratore pubblico

l’audizione di tre testimoni. Ha altresì chiesto di essere ammessa al beneficio

del gratuito patrocinio ai sensi dell’art. 136 cpv. 2 CPP, con la designazione

dell’avv. PR 1, quale suo patrocinatore.

La reclamante – esposti i fatti –

censura la violazione dell’art. 318 CPP in relazione a quanto indicato dal

procuratore pubblico nel punto 4. dell’ABB __________ (che imporrebbe al

procuratore pubblico di notificare alle parti l’imminente chiusura

dell’istruzione, comunicando loro se è intenzionato a promuovere l’accusa o

abbandonare il procedimento e assegnando un termine per presentare eventuali

istanze probatorie).

Il

procuratore pubblico, nel caso in disamina, avrebbe pure violato l’art. 319

cpv. 1 CPP e il principio in dubio pro duriore.

Reputa

pertanto che il decreto impugnato debba essere annullato.

RE 1 ha infine chiesto di essere ammessa

al beneficio del gratuito patrocinio ai sensi dell’art. 136 CPP (essendo

sprovvista dei mezzi necessari e facendo valere la fondatezza del suo gravame).

h. Delle

ulteriori argomentazioni si dirà, laddove necessario, in seguito.

in diritto

Considerandi

1.

1.1.

Giusta

l’art. 322 cpv. 2 CPP un decreto di abbandono (secondo gli art. 319 ss. CPP)

può essere impugnato mediante reclamo.

Con

il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1

lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2

LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e

l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.

393.

cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.

393.

cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

Il

reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.

1.

CPP), con riferimento segnatamente all’art. 390 CPP per la forma scritta ed

all’art. 385 CPP per la motivazione.

Esso

deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,

i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati

(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

1.2

Il

gravame, inoltrato il 25/26.01.2024 contro il decreto di abbandono 12.01.2024

(ABB __________), è tempestivo (siccome presentato nel termine di dieci giorni

ai sensi dell’art. 322 cpv. 2 CPP) e anche proponibile (BSK StPO – M. HEINIGER

/ R. RICKLI, 3. ed., art. 322 CPP n. 5; BSK StPO – P. GUIDON, op. cit., art.

393.

CPP n. 10; ZK StPO – N. LANDSHUT / T. BOSSHARD, 3. ed., art. 322 CPP n. 7;

ZK StPO – A.J. KELLER, op. cit., art. 393 CPP n. 16).

1.3

RE

1, quale vittima (art. 116 cpv. 1 CPP), considerata dal procuratore pubblico

come accusatrice privata nel procedimento penale di cui all’inc. MP __________

(cfr. ABB __________, p. 1/2) e titolare dei beni giuridici tutelati dagli art.

123.

CP (BSK StGB – A. ROTH / A. BERKEMEIER, 4. ed., vor

art. 122 CP n. 6

ss.) e 180 CP (BSK StGB – V. DELNON / B. RÜDY, op. cit., art. 180 CP n. 5 ss.),

è legittimata a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse

giuridicamente protetto alla modifica oppure all’annullamento del decreto di

abbandono che ha negato l’adempimento dei reati ipotizzati, che l’avrebbero lesa

direttamente nella sua integrità fisica, sessuale o psichica.

1.4

Le

esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

2.

Il reclamo contro il decreto di abbandono è

accolto, segnatamente, in presenza di sufficienti indizi di reato tali da

giustificare la promozione dell’accusa (art. 319 cpv. 1 lit. a CPP) oppure se

(contrariamente al giudizio del procuratore pubblico) sono adempiuti gli

elementi costitutivi di un reato (art. 319 cpv. 1 lit. b CPP).

Si

ricorda che l’azione penale – per principio – è essenzialmente pubblica (art. 7

cpv. 1 CPP) e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico, per cui non può

essere lasciata all’arbitrio o al sentimento soggettivo delle parti, ma deve

fondarsi su oggettivi, concreti e sufficienti elementi indizianti. In questo

senso non basta una diversa interpretazione delle risultanze da parte del

reclamante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado

circa altra conclusione che merita approfondimento.

3.

La reclamante chiede di annullare il decreto di

abbandono e di ritornare gli atti al magistrato inquirente affinché completi

l’inchiesta, in particolare con l’interrogatorio di tre testimoni, censurando,

in primo luogo, la violazione dell’art. 318 CPP.

Si

è detto che il procuratore pubblico nel decreto di abbandono 12.01.2024 ha

indicato le seguenti considerazioni:

“In

conclusione si precisa che si è rinunciato a emettere l’ordinanza di chiusura

dell’istruzione ex art. 318 CP (recte

318.

CPP), vista l’inutilità di fissare all’imputato un termine per proporre

istanze probatorie e siccome lo scrivente Magistrato ritiene che l’imputato non

abbia diritto ad alcun indennizzo, ai sensi dell’art. 429 CPP, considerato che

il procedimento penale si è di fatto limitato a un suo unico verbale

d’interrogatorio” (ABB __________,

punto 4 p. 2).

È

dunque necessario verificare se l’emanazione del decreto di abbandono sia

avvenuta nel rispetto delle norme del CPP.

4.

4.1.

La

procedura preliminare consta – come disciplinato dall’art. 299 cpv. 1 CPP

della procedura investigativa di polizia (art. 306 s. CPP) e dell’istruzione

del pubblico ministero (art. 308 ss. CPP).

4.2

Il

pubblico ministero apre l’istruzione, con decreto (art. 309 cpv. 3 CPP) [che ha

effetto dichiarativo (decisioni TF 6B_84/2020 del 22.06.2020 consid. 2.1.1.; 1B_13/2020

del 10.02.2020 consid. 3.2. in re Ministero pubblico del Cantone Ticino c.

Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello; DTF 141 IV 20 consid. 1.1.4.;

BSK StPO – A. VOGELSANG, op. cit., art. 309 CPP n. 39; PK StPO – D. JOSITSCH /

N. SCHMID, 4. ed., art. 309 CPP n. 2)], se: a. da informazioni o rapporti della

polizia, da una denuncia o da propri accertamenti emergono sufficienti indizi

di reato; b. dispone provvedimenti coercitivi; c. è stato informato dalla

polizia ai sensi dell’art. 307 cpv. 1 CPP (art. 309 cpv. 1 CPP) [BSK StPO – –

A. VOGELSANG, op. cit., art. 309 CPP n. 21 ss.; ZK StPO – N. LANDSHUT / T.

BOSSHARD, op. cit., art. 309 CPP n. 24 ss.].

4.3

Il

magistrato inquirente rinuncia tuttavia ad aprire l’istruzione qualora emani

immediatamente un decreto di non luogo a procedere oppure, anche, un decreto di

accusa (art. 309 cpv. 4 CPP) [BSK StPO – A. VOGELSANG, op. cit., art. 309 CPP

n. 47 ss.; ZK StPO – N. LANDSHUT / T. BOSSHARD, op. cit., art. 309 CPP n. 46

ss.].

Giusta

l’art. 310 cpv. 1 CPP il pubblico ministero emana un decreto di non luogo a

procedere non appena, sulla base della denuncia o del rapporto di polizia,

accerta che: a. gli elementi costitutivi di reato o i presupposti processuali

non sono adempiuti; b. vi sono impedimenti a procedere; c. si giustifica di

rinunciare all’azione penale per uno dei motivi di cui all’art. 8 CPP (BSK StPO

– A. VOGELSANG, op. cit., art. 310 CPP n. 9 ss.; ZK StPO – N. LANDSHUT / T.

BOSSHARD, op. cit., art. 310 CPP n. 2 ss.).

Secondo

la giurisprudenza (decisioni TF 6B_1385/2019 del 27.02.2020 consid. 1.1.; 1B_13/2020

del 10.02.2020 consid. 3.2. in re Ministero pubblico del Cantone Ticino c.

Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello; DTF 141 IV 20 consid. 1.1.4.)

l’istruzione è considerata aperta non appena il procuratore pubblico cominci ad

occuparsi del caso, anche nell’ipotesi in cui non emani un decreto formale di

apertura dell’istruzione, atto che – come già detto – ha soltanto effetto

dichiarativo. L’istruzione si apre comunque con l’adozione di misure coercitive

(decisione TF 6B_84/2020 del 22.06.2020 consid. 2.1.1.; DTF 141 IV 20 consid.

1.1.4.).

Il

pubblico ministero può tuttavia emanare un decreto di non luogo a procedere

anche dopo avere effettuato alcune verifiche (decisione TF 6B_810/2019 del

22.07.2019

consid. 2.1.), procedendo a propri semplici accertamenti (art. 309

cpv. 1 lit. a CPP), segnatamente consultando incarti o informazioni disponibili

o chiedendo alla parte una semplice presa di posizione sui fatti.

Il

decreto di non luogo a procedere in applicazione dell’art. 310 CPP interviene

prima di ogni istruzione e non può dunque essere cumulato con l’apertura

dell’istruzione (decisione TF 1B_13/2020 del 10.02.2020 consid. 3.2. in re

Ministero pubblico del Cantone Ticino c. Corte dei reclami penali del Tribunale

d’appello).

4.4

La

differenza tra aprire o non aprire l’istruzione non è trascurabile.

L’apertura

dell’istruzione comporta infatti, tra l’altro, il diritto delle parti di

esaminare gli atti, di partecipare agli atti procedurali [per esempio

all’assunzione delle prove secondo l’art. 147 CPP (decisione TF 6B_1385/2019

del 27.02.2020 consid. 1.1.)], di fare capo ad un patrocinatore, di esprimersi

sulla causa e sulla procedura e, ancora, di presentare istanze probatorie (art.

107.

cpv. 1 CPP).

4.5

Secondo

l’art. 318 cpv. 1 CPP, se ritiene che l’istruzione sia completa, il pubblico

ministero emana un decreto di accusa oppure notifica per scritto alle parti con

domicilio noto l’imminente chiusura dell’istruzione, comunicando loro se

intende promuovere l’accusa o abbandonare il procedimento penale; nel contempo,

impartisce alle parti un termine per presentare istanze probatorie.

Di

principio per ogni fattispecie esaminata si deve precisare se verrà promossa

l’accusa oppure se sarà decretato l’abbandono; deve essere comunicato anche per

quali titoli di reato il procuratore pubblico intende promuovere l’accusa. Solo

così le parti saranno in grado di valutare eventuali richieste di prove (ZK

StPO – N. LANDSHUT / T. BOSSHARD, op. cit., art. 318 CPP n. 3).

L’esito

prospettato della conclusione dell’istruzione formale non è tuttavia

vincolante: il magistrato inquirente può infatti, dopo la comunicazione scritta

alle parti, ancora cambiare il proprio orientamento (BSK StPO – D. WIPRÄCHTIGER

/ M. HANS / S. STEINER, op. cit., art. 318 CPP n. 5).

Le

formalità dell’art. 318 cpv. 1 CPP sono essenziali e obbligatorie a tutela del

diritto di essere sentito (decisione TF 6B_98/2016 del 09.09.2016 consid. 3.3.;

BSK StPO – S. STEINER, op. cit., art. 318 CPP n. 15), per cui la loro

violazione comporta l’annullabilità della decisione resa in seguito (rinvio a

giudizio, abbandono oppure sospensione) [decisione TF 6B_646/2017 del 1°.05.2018

consid. 4.].

5.

5.1.

Nel

caso concreto, nonostante l’assenza di un decreto formale di apertura

dell’istruzione ex art. 309 cpv. 3 CPP (che secondo il Tribunale federale ha

comunque effetto dichiarativo), l’istruzione è stata in ogni caso materialmente

aperta d’ufficio a seguito degli atti esperiti dalla polizia giudiziaria (l’interrogatorio

di RE 1 e quello dell’imputato con l’allestimento del rapporto di violenza

domestica). Inoltre, in virtù dell’ordine di perquisizione e sequestro del

pubblico ministero, è stato acquisito agli atti la cartella medica di RE 1.

Il

magistrato inquirente, prima di emanare il decreto di abbandono, avrebbe però

dovuto notificare per iscritto alle parti l’imminente chiusura dell’istruzione comunicando loro la

sua intenzione di abbandonare il procedimento penale, impartendo allo stesso

tempo un termine per presentare eventuali istanze probatorie e/o eventuali

pretese di indennizzo.

Nella

motivazione della decisione impugnata il procuratore pubblico ha spiegato le

ragioni per cui ha rinunciato a notificare alle parti l’imminente chiusura

dell’istruzione ai sensi dell’art. 318 CPP: ha reputato che fosse inutile

impartire un termine all’imputato per presentare istanze probatorie e che il

medesimo non avesse diritto ad alcun indennizzo ex art. 429 CPP, essendosi il

procedimento penale limitato a un suo unico interrogatorio.

Sui

diritti procedurali di RE 1 – che nel decreto di abbandono è stata peraltro

considerata come accusatrice privata (cfr. ABB __________) – il procuratore

pubblico è rimasto totalmente silente. Ne discende che in tal modo è stato

violato l’obbligo di motivazione, ma anche il diritto di essere sentita di RE 1.

Si

ricorda come lo scopo della comunicazione scritta di cui all’art. 318 CPP sia

quello di informare tutte le parti nei medesimi tempi e modalità, rispettando

così l’imperativo di parità di trattamento, in relazione al prospettato esito

del procedimento, sia di impartire loro

un termine per presentare eventuali istanze probatorie e/o pretese di

risarcimento, ossequiando così il loro diritto di essere sentite.

5.2

Visto

quanto precede, essendo stato violato il diritto di essere sentito di RE 1 (che

ha chiesto l’audizione di tre testimoni quali ulteriori prove da assumere) e

anche dell’imputato, e in mancanza di rispetto delle formalità (essenziali e

obbligatorie) di cui agli art. 318 cpv. 1

CPP, il decreto di abbandono deve essere annullato.

Si può dunque prescindere dall’entrare

nel merito delle ulteriori considerazioni sollevate dalla reclamante nel suo

gravame.

Di

conseguenza gli atti sono ritornati al magistrato inquirente per i suoi

incombenti ai sensi dell’art. 318 cpv. 1 CPP.

6.

Il reclamo è accolto ai sensi dei precedenti

considerandi. Non si prelevano tassa di giustizia e spese (art. 428 cpv. 4

CPP). Lo Stato della Repubblica e

del Canton Ticino rifonderà alla reclamante un’adeguata indennità (art. 436

cpv. 3 CPP, in analogia). L’istanza intesa alla nomina dell’avv. PR 1 quale suo

patrocinatore con il beneficio del gratuito patrocinio (cfr. in fatto

consid. g.) è divenuta priva d’oggetto.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss. CPP e ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo è accolto ai sensi dei considerandi.

§ Il decreto di abbandono 12.01.2024 (ABB __________)

emanato dal procuratore pubblico Simone Barca è annullato.

§§ Gli

atti dell’incarto MP __________ sono ritornati al pubblico ministero per

procedere nei suoi incombenti.

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del

Cantone Ticino rifonderà a titolo di indennità a RE 1, __________, CHF 500.--

(cinquecento).

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95

a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata d

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La

cancelliera