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Decisione

72.2004.110

stupefacenti (canapa) e sequestro di persona

23 dicembre 2004Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato

previsto: dall’art. 19 cfr. 2 lett. c LS;

2. sequestro

di persona e rapimento

per

avere, a Zurigo, Osco e Mezzovico, nonché sulla tratta Zurigo / Lucerna / Osco

/ Lucerna / Mezzovico / Lugano, dalle prime ore del mattino del 17.06.2003 alle

prime ore del mattino del 18.06.2003, agendo in correità con __________ e con

la complicità di __________, rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1,

tenendolo indebitamente sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà

personale,

in

particolare:

dopo che

la vittima, assieme a __________, che era alla guida del proprio taxi,

raggiunsero nelle prime ore del 17.06.2003 l’hotel __________ affinché PC 1

potesse discutere con AC 1 dell’avvenuta sottrazione la notte del 15/16.06.2003

da una cantina dell’hotel __________ del quantitativo di canapa di cui al punto

1.2, stupefacente rivendicato dall’accusato che lo doveva consegnare ai suoi

acquirenti o a loro emissari il 18.06.2003 e della cui sottrazione sospettava PC

1,

ritenuto

come dopo il paese di Sihlbrugg (Canton Zurigo) alla macchina condotta da __________

fece strada un secondo taxi alla cui guida vi era __________ con passeggeri AC

1 e __________,

per

avere:

▪ una volta riunitosi, ad eccezione

di __________ in una stanza del menzionato hotel verbalmente minacciato,

assieme a __________, PC 1 a cui __________ pure posizionò un coltello alla

gola, il tutto al fine di poter riottenere il quantitativo di canapa di cui al

punto 1.2 della cui sottrazione però PC 1 continuava a dichiararsi estraneo,

▪ lasciato predetta camera assieme a

__________ dopo aver preannunciato come dell’intera faccenda ne avrebbero

nuovamente discusso in mattinata, stanza dove PC 1 fu sorvegliato e controllato

da __________ per circa 10 / 15 minuti fino a quando non ricomparve AC 1 il

quale, dopo aver portato da mangiare a __________, comunicò a __________ che

poteva ritornare a Lugano all’hotel __________ assieme a __________ mentre lui,

__________ sarebbero rientrati all’hotel __________ di Lucerna, fermo restando

come durante quella notte PC 1 rimase sequestrato all’interno di predetta

camera da __________ che sistemò un materasso, per impedirgli di liberamente

uscire, contro la porta della stanza, materasso sul quale si sdraiò e che

utilizzò quale suo giaciglio sin verso le ore 10.30 del 17.06.2003 quando

all’albergo si ripresentarono AC 1 e __________ con il taxi di quest’ultimo,

▪ accompagnato, con predetto taxi, PC

1 sino a Lucerna sedendosi a fianco di __________ che ne era alla guida mentre

che la vittima e __________ presero posto sui sedili posteriori, viaggio

durante il quale AC 1 chiese a più riprese a PC 1, ma inutilmente, la

restituzione del quantitativo di canapa di cui al punto 1.2 per poi informarlo,

visto le sue continue negazioni, che allora se “la sarebbe vista con i suoi

clienti che stavano per arrivare”,

▪ proseguito il viaggio sino ad Osco

(località Vigera) dopo che a Lucerna si aggiunse al gruppo __________ che prese

posto sui sedili posteriori con in mezzo PC 1, il quale sulla tratta Lucerna / Osco

finalmente ammise di aver partecipato alla sottrazione del quantitativo di

canapa di cui al punto 1.2 ma solo dopo esser stato violentemente colpito a

mano aperta sul naso da __________,

▪ una volta raggiunto Osco e nel

seguito aver comunicato a __________ nonché a __________ di rientrare con il

taxi a Lugano, continuato il sequestro e il rapimento, assieme a __________, di

PC 1 all’esterno di uno châlet di proprietà del padre di __________, luogo in

cui rimasero per alcune ore e dove AC 1 ripetutamente minacciò verbalmente e

usò violenza nei confronti di PC 1 colpendolo, perlomeno, prima con un doppio

calcio al petto e quindi, una volta messolo a terra, con le braccia, con le

mani e con le gambe su varie parti del corpo ricordato altresì come, malgrado

le ulteriori ammissioni di PC 1, i tempi da lui promessi per la restituzione

della sottratta canapa non avrebbero permesso all’accusato di rispettare i suoi

termini di consegna con i suoi acquirenti che “stavano per arrivare” onde

chiarire la questione,

▪ informato __________, a cui chiese

di ritornare ad Osco con un altro taxi, dell’avvenuto arresto a Lugano di __________

che su sue direttive stava cercando di recuperare da __________ presso l’hotel __________

la sottratta canapa, ritenuto come nel frattempo allo châlet arrivò, assieme ad

un suo conoscente, anche __________ che oltre a fungere da traduttore tra

l’accusato e PC 1 fu poi utilizzato per farsi accompagnare, assieme alla

vittima e __________, in centro paese dove ad attendere il gruppo vi erano già

il nuovo taxista __________,

▪ proseguito nel sequestro e

rapimento di PC 1 che con il taxi di __________ che ne era alla guida, con

davanti __________, si sistemò sui sedili posteriori tra __________ e AC 1,

raggiungendo così, dopo una breve sosta sotto un cavalcavia all’altezza dell’uscita

autostradale di Faido, la città di Lucerna dove __________ fu lasciato

all’hotel __________ mentre che gli altri ridiscesero in Ticino dove, così come

precedentemente convenuto tra AC 1 e “quelli che stavano arrivando in

Svizzera”, si ricongiunsero sul parcheggio dell’area di servizio autostradale

di Stalvedro con una autovettura non meglio identificata con targhe italiane

che li seguì sino al posteggio esterno dell'hotel __________ di Mezzovico,

▪ luogo dove PC 1 fu ripetutamente

colpito da non meglio identificati personaggi dell’autovettura con targhe

italiane con vari pugni al viso e sulla parte superiore del corpo nonché

minacciato di morte con una pistola postagli alla tempia, violenza interrotta

anche grazie all’intervento dell’accusato e alla promessa di PC 1 di

riconsegnare il sottratto stupefacente da lì a qualche giorno,

ritenuto

come, dopo una nuova breve sosta in un altro parcheggio posto nelle vicinanze

dove __________ si trasferì sull’autovettura con targhe italiane che lasciò

definitivamente il luogo, AC 1, accompagnato dal taxista __________, raggiunse

Lugano assieme a PC 1 che fu liberato dinanzi al proprio domicilio nelle prime

ore del 18.06.2003 e che immediatamente si recò in Polizia per denunciare

quanto successogli,

mentre

che l’accusato, sempre con il taxi di __________, si recò prima alla stazione

di Lugano dove ad attenderlo vi era __________ che gli consegnò dei vestiti di

ricambio in quanto i suoi erano sporchi del sangue di PC 1, proseguendo poi il

viaggio sino a Lucerna dove si ricongiunse con __________ e la sua compagna __________

presso l’hotel __________ che lasciò la stessa notte, dandosi alla latitanza

assieme ai tre sino al 16.07.2004 quando fu arrestato a Losanna assieme alla

sua compagna;

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato

previsto: dall’art. 183 cfr. 1 CPS;

3. ripetuta

falsità in certificati

per

avere, a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna, nel periodo 14.06.2003 /

12.07.2003, alfine di migliorare la propria situazione, ripetutamente fatto

uso, a scopo di inganno, di certificati contraffatti o alterati da terzi,

in

particolare, per avere:

3.1. a

Lucerna, il 14.06.2003, al momento della sua notifica presso l’hotel __________,

presentato quale suo documento di legittimazione il falso passaporto inglese no.

intestato a __________, nato a Londra il 15.04.1966, su cui era stata apposta

la sua fotografia;

3.2. a

Zurigo, il 17.06.2003, alla momento della sua notifica presso l’hotel __________,

presentato quale suo documento di legittimazione il falso passaporto inglese di

cui al punto 3.1;

3.3. a Friborgo,

nel periodo giugno 2003 / 01.07.2003, al momento della sua notifica presso

quattro differenti hotel, presentato in ogni singola occasione quale suo

documento di legittimazione il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1;

3.4. a

Losanna, nel periodo giugno 2003 / 01.07.2003, al momento della sua notifica

presso due differenti hotel, presentato in ogni singola occasione quale suo

documento di legittimazione il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1;

3.5. a Friborgo,

il 05.07.2003, al momento del suo noleggio di una autovettura Volkswagen Golf,

targata FR presso l’agenzia, presentato quali suoi documenti di legittimazione

il falso passaporto inglese di cui al punto 3.1 e la falsa licenza di condurre

inglese intestata a __________ su cui era stata apposta la sua fotografia;

3.6. a

Zurigo e Losanna, nel periodo 18.06.2003 / 12.07.2003, in almeno una decina di

occasioni tra cui quelle sotto indicate, al momento dell’invio rispettivamente

della ricezione di somme di danaro presso degli uffici della __________,

presentato in ogni singola circostanza quale suo documento di legittimazione il

falso passaporto inglese di cui al punto 3.1,

in

particolare:

3.6.1. a

Losanna, il 28.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 786.-;

3.6.2. a

Losanna, il 29.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 6'407.-;

3.6.3. a

Losanna, il 30.06.2003, alfine di ricevere da __________ Fr. 3'330.-;

3.6.4. a

Losanna, il 04.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 4'000.-;

3.6.5. a

Losanna, il 08.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 2'300.-;

3.6.6. a

Losanna, il 12.07.2003, alfine di inviare a __________ Fr. 935.-;

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato

previsto: dall’art. 252 e 255 CPS;

4. lesioni

semplici

per

avere, nelle indicate circostanze di tempo e luogo di cui al punto 2, agendo in

correità con __________, intenzionalmente cagionato un danno alla salute fisica

e psichica di PC 1 così come attestato dai seguenti certificati e rapporti

medici agli atti:

▪ del 18.06.2003 e del 20.11.2003

dell’Ospedale __________ per la salute fisica,

▪ del 18.09.2003 e del 01.03.2004

del Dr. Med. __________, del 03.01.2004, del 30.01.2004, del 05.02.2004 e del

09.02.2004 del Dr. Med. __________ con relativi allegati dell’Ospedale generale

- reparto di psichiatria di __________ (Serbia) dove PC 1 è stato ricoverato

dal 18.11.2003 al 23.12.2003 e dal 09.02.2004 al 05.03.2004, del 09.02.2004

della Clinica dove fu degente dal 14.08.2003 al 30.08.2003, del 14.04.2004 e

del 15.04.2004 della Clinica Psichiatrica dove è stato ricoverato dal

06.04.2004 nonché in base al rapporto peritale del 21.05.2004 della Dr.ssa Med.

__________ per la salute psichica;

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato

previsto: dall’art. 123 cfr. 1 cpv. 1 CPS;

5. contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

per

avere, senza essere autorizzato, a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna,

Ginevra, Arosa ed in altre località non meglio precisate, nel periodo ottobre

2002 / 16.07.2003, consumato personalmente un imprecisato quantitativo di

canapa;

avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato

previsto: dall’art. 19a cfr. 1 LS;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 121/2004 del 29 settembre 2004, emanato dal Procuratore

pubblico.

Presenti

§ Il PP 1.

§ L'accusato AC 1

assistito dal difensore di fiducia avv. __________.

§ L'avv. __________, in

rappresentanza della PC PC 1;

§ L'interprete IE 1

Espleti i pubblici dibattimenti

- mercoledì 22.12.2004 dalle ore 09.30 alle ore 18.00

- giovedì 23.12.2004 dalle ore 09.30 alle ore 18.10 .

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale

dopo aver illustrato la personalità dissoluta dell'accusato, dedito alla bella

vita e ad attività illecite che la potessero finanziare, rileva come AC 1 sia

reo confesso per tutti i capi di accusa ad eccezione del AA n. 2.

Per

quanto concerne gli elementi oggettivi del reato di infrazione aggravata alla

legge federale sugli stupefacenti, sottolinea come la sostanza spacciata da AC

1 fosse dello stupefacente in considerazione dell'alto tenore di THC della

canapa (12,4-21,3%). Aggiunge inoltre, richiamando la giurisprudenza, che

l'infrazione è aggravata ai sensi dell'art. 19 n. 2 lett.c in funzione del

tempo messo a disposizione dell'attività illecita, dei mezzi impiegati, della

frequenza dell'agire e dei redditi regolarmente conseguiti al fine di

finanziare il proprio tenore di vita: infatti AC 1, nell'arco di qualche mese,

ha spacciato un grosso quantitativo di canapa, con una cifra di affari di fr.

1'900'000.-- ed un utile conseguito di ca. fr. 375'000.--

Per

quanto riguarda poi l'elemento soggettivo del reato il PP rileva come AC 1

fosse perfettamente a conoscenza dell'illiceità del suo agire e ciò in

considerazione dell'alto tenore di THC della canapa, del prezzo di vendita,

delle modalità di acquisto, della necessita di cambiare i luoghi in cui

depositava la canapa e delle singolari e notturne modalità di consegna della

sostanza. AC 1 non è uno sprovveduto e sapeva che in Svizzera così come in

quasi tutta l'Europa il commercio di canapa ad uso di stupefacente è illecito.

Il PP non nega che la realtà ticinese fosse a quei tempi ambigua circa la

coltivazione e l'apertura di diversi canapai ma ciò non è sufficiente per

avvalersi di un eventuale errore di diritto e non è nemmeno sufficiente per

beneficiare di una riduzione della pena in quanto, per consolidata

giurisprudenza, l'agente deve aver avuto delle ragioni sufficienti per poter

credere che la vendita fosse legale. AC 1 però non può beneficiare di tale attenuante

poiché egli non si è informato e ha dato per assodato quanto gli venne

raccontato da personaggi tutt'altro che affidabili. Anche se il commercio

organizzato da AC 1 aveva quale destinazione finale l'Inghilterra, il suo agire

è avvenuto in territorio elvetico. Chiede quindi integrale conferma del capo di

accusa AA n.1.

Per

quanto concerne i capi di accusa n. 3 e n. 5, gli stessi sono ammessi

dall'accusato in fatto ed in diritto. Il PP non si sofferma quindi se non per

osservare che l'ottenimento di documentazione falsificata è indice di una

frequentazione da parte dell'accusato di ambienti delinquenziali e per

anticipare il fatto che a AC 1 non deve essere riconosciuta la scemata

responsabilità ex art. 11 CP in funzione del suo consumo di canapa. L'accusato

non è un tossicodipendente bensì un grossista che consumava parte della

sostanza che vendeva.

Per

quanto concerne poi il reato di cui al capo di accusa AA n. 2, il PP ricorda

come l'imputazione si basi unicamente sulle dichiarazioni dell'accusato e dei

correi con i quali è stato possibile esperire il contraddittorio. AC 1 in

sostanza non contesta i fatti ma asserisce che PC 1 era libero di andarsene

indipendentemente dalla rivelazione del luogo in cui avesse nascosto la

refurtiva. Tale affermazione non merita conferma. Le dichiarazioni agli atti

comprovano che AC 1 ha privato PC 1 della sua libertà per 24 ore e ciò a

partire dalla sua entrata nella stanza d'albergo a Zurigo. Il sequestro va

confermato in diritto poiché la privazione della libertà è avvenuta con la

minaccia (l'uso di coltelli e la minaccia dell'incombente arrivo degli

acquirenti e di quello che gli avrebbero fatto se non avesse rivelato il luogo

ove aveva nascosto la canapa), con la violenza (i certificati medici e le

dichiarazioni delle persone coinvolte parlano di botte date a Osco, fino all'episodio

della pistola puntata in testa nel posteggio del __________) e con l'inganno (PC

1 viene invitato a Zurigo per parlare, lo scopo però era quello di tenerlo

segregato fino a quanto non avesse rivelato il nascondino della refurtiva). Non

è credibile AC 1 quanto afferma cha PC 1 era libero d'andarsene quando voleva e

ciò per il semplice fatto che AC 1 aveva bisogno di sapere dove fosse nascosta

la canapa visto l'arrivo degli acquirenti stranieri. Le circostanze di fatto

messe in atto da AC 1 e dai suoi uomini gli avevano oggettivamente impedito la

fuga, prima nella camera d'albergo e poi in macchina seduto tra due passeggeri.

L'unico momento in cui avrebbe potuto scappare era il mattino prima di risalire

sulla macchina in direzione del Ticino, ma cosa avrebbe potuto fare? E come

avrebbero reagito ad una sua fuga? PC 1 non aveva scampo, doveva rimanere con AC

1 anche per proteggere la sua famiglia da eventuali rappresaglie. Il

comportamento di AC 1 al __________, ovvero l'aver interceduto per la vita di AC

1 presso gli acquirenti stranieri, si spiega con il semplice fatto che

l'accusato non voleva essere accusato per assassinio. Un agire quindi puramente

egoistico. Chiede quindi la conferma dell'imputazione di sequestro di persona

ed anche di quello di lesioni semplici sulla base dei rapporti medici agli atti

e del dolo, per lo meno eventuale, dell'accusato nel recare danno a PC 1.

Per la

commisurazione della pena, il PP chiede che vengano tenuti in considerazione la

gravità oggettiva dei reati commessi ed in particolare l'infrazione aggravata

alla legge sugli stupefacenti ed il sequestro di persona, il ruolo di capo

assunto dall'accusato all'interno di una organizzazione criminale da lui

importata nel nostro paese, il mero movente di lucro, la reiterazione

dell'agire illecito fino al momento del suo arresto, l'ingente cifra d'affari

ed il considerevole guadagno conseguito in un ristretto lasso di tempo. Chiede

che non gli venga riconosciuta l'applicazione dell'art. 11 CP poiché non è un

tossicodipendente e che non gli vengano riconosciute le attenuanti della grave

angustia, dell'agire poiché indotto in grave tentazione da parte della vittima,

della giusta provocazione o offesa e del sincero pentimento. Riconosce che AC 1

è reo confesso ma riduce subito tale attenuante in quanto egli confessa quanto

già a conoscenza della polizia: non ha infatti fornito alcuna concreta

collaborazione all'inchiesta. Neppure gli giova l'aver salvato PC 1 dalla morte

nel posteggio del __________ in quanto tale azione è stata dettata da puro

egoismo.

Chiede

quindi che AC 1 venga condannato alla pena di 6 anni e 9 mesi di reclusione,

all'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di 12 anni ed alla

confisca dei valori sequestrati quale risarcimento compensatorio per un guadagno

ammesso di fr. 350'000.--, nonché la confisca di quanto in sequestro ad

eccezione di due ricevute.

L'avv.

__________ rappr. PC, il quale si associa alle conclusioni del PP.

Sottolinea come la rinuncia a costituirsi PC da parte del suo assistito sia

avvenuta in un momento in cui non era consigliato dal proprio legale e che

quindi non deve essere tenuta in considerazione quale manifestazione di una

effettiva volontà di rinunciare ad esercitare i suoi diritti. Dopo aver

riassunto le conseguenze fisiche, psichiche ed economiche dei reati di cui è

stato vittima PC 1, chiede che AC 1 venga condannato al pagamento di fr.

10'000.-- a titolo di torto morale; di fr. 6'300.-- per perdita di guadagno e

di fr. 6'400.-- per spese legali.

§ Il Difensore, il quale dopo aver ripercorso la vita e le

abitudini del suo assistito afferma, in punto all'accusa di infrazione

aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, che AC 1 non è il capo di

nessuna organizzazione criminale. Egli è più semplicemente un uomo facoltoso

che una volta arrivato in Ticino e vista la situazione che vi regnava ha

pensato di poter commerciare con i prodotti derivati della canapa (birra),

commercio per la cui liceità in territorio britannico si era informato

preventivamente presso uno studio legale inglese. L'opera di convincimento in

merito alla legalità del commercio della canapa in Ticino è da ascrivere a __________

ed è proprio su richiesta di quest'ultimo che AC 1 contatta delle persone in

Inghilterra ed agisce nel commercio della canapa. In considerazione delle

dichiarazioni rese dal suo assistito in aula, in applicazione del principio in dubio

pro reo, la cifra di affari deve essere corretta in fr. 1'840'000.-- e l'utile

in fr. 70'000.--/110'000.--. La colpa di AC 1 va altresì ridimensionata se si

considera che la maggior parte dello stupefacente non è stato immesso sul

mercato e che egli agiva pensando che il commercio di canapa in Ticino fosse

legale alla stregua di un punto franco. Non può inoltre essere rimproverato a AC

1 l'assenza di collaborazione poiché egli ha collaborato con gli inquirenti

fornendo indicazioni a loro sconosciute sia sui suoi traffici che su quelli di

cui era venuto a conoscenza frequentando l'ambiente: se non ha fatto i nomi dei

suoi acquirenti è perché non li sapeva.

La difesa

contesta il reato di sequestro di persona. Ripercorrendo gli avvenimenti di

quei due giorni, sottolinea come l'atteggiamento assunto da PC 1 nella camera

di albergo non sia stato quello della persona sequestrata: egli aveva un

atteggiamento supponente e strafottente, disposto a rimanere in camera se AC 1

avesse coperto le spese. PC 1 è rimasto in albergo ed ha seguito la compagine

per chiarire la sua posizione e quindi per sua stessa volontà. Se __________ si

è messo davanti alla porta con il materasso non è stato per ordine di AC 1, il

quale ha persino offerto a PC 1 di chiamare la sua famiglia. È indubbio che gli

animi fossero riscaldati ma ciò era dovuto proprio al fatto che PC 1 non

sembrava avere coscienza del problema che aveva causato rubando la canapa

destinata alla consegna per il giorno successivo. Quando ha avuto la

possibilità di scappare non l'ha fatto, egli si è addirittura addormentato in

macchina russando sonoramente. Se di sequestro di persona si deve parlare

allora lo stesso va ridotto nel tempo in quanto non vanno contati i momenti in

cui si è addormentato in macchina, così come non vanno contati quei momenti in

cui era libero di girare per l'albergo e fumare delle sigarette. La colpa di AC

1 va ridimensionata in funzione del fatto che PC 1 è causa del suo male: il suo

consenso a risolvere la questione con la compagine toglie l'illiceità all'atto

ed in subordine ne costituisce un fatto giustificativo. PC 1 era libero di

mettersi d'accordo con i tassisti per la sua fuga ritenuto come questi fossero

amici suoi con i quali parlava tutti i giorni fuori dal suo albergo. AC 1

ammette che ad Osco ha perso il controllo ma è anche vero che gli altri hanno

infierito maggiormente. AC 1 perde la pazienza e lo percuote poiché PC 1 ha un

atteggiamento di sfida malgrado la pericolo che aveva generato con il suo

insano gesto. AC 1 soggettivamente non ha mai voluto limitare la libertà di PC

1 con minaccia, violenza o inganno tanto più che al momento dell'incontro con i

veri criminali egli salva la vita a PC 1, gesto per il quale viene da quest'ultimo

a più riprese ringraziato. Conclude affermando che non vi è stato alcun

sequestro di persona bensì tutti i personaggi erano legati da un comune stato

di necessità: "il denaro o la testa di qualcuno". Contesta inoltre la

qualità di parte civile di PC 1, così come contesta il reato di lesioni

semplici in mancanza del nesso di causalità. Si oppone alla confisca dei valori

sequestrati poiché la loro provenienza lecita è stata provata, ed un'eventuale

confisca penalizzerebbe eccessivamente il suo assistito. Evidenzia come la pena

proposta dal procuratore pubblico sia sorprendentemente eccessiva, avuto

riguardo ai precedenti in materia ed avuto riguardo alle circostanze

particolari del caso: AC 1 non pensava che il commercio di canapa fosse

illegale, nel gruppo lui era la persona meno pericolosa e non è un delinquente

abituale, ma era semplicemente spinto dalla necessità in cui lo aveva messo

proprio PC 1 di recuperare la

canapa da quest'ultimo sottratta, gli avvenimenti hanno poi assunto un'ampiezza

tale per nulla prevista o calcolata da AC 1. Va inoltre considerato il fatto

che l'attività delinquenziale è limitata nel tempo e che in fin dei conti AC 1

non ha conseguito alcun guadagno.

Chiede

inoltre che gli venga riconosciuta la scemata responsabilità visto il forte

consumo di canapa.

Chiede

che venga altresì riconosciuta l'attenuante specifica della grave angustia e

grave minaccia nella denegata ipotesi in cui dovesse essere confermato il reato

di sequestro di persona: la sua vita era in pericolo se non avesse ritrovato la

canapa sottratta da PC 1, l'arrivo degli acquirenti era infatti imminente,

persone delle quali ha ancora timore, per sé e per la sua famiglia. In certi

momenti poi ha agito in preda ad un impeto d'ira: PC 1 prima gli ruba la sua

sostanza e poi si dimostra del tutto noncurante delle conseguenze, proferendo

addirittura delle minacce di morte.

Chiede

inoltre che venga riconosciuta l'attenuante del sincero pentimento in

considerazione della collaborazione prestata dal suo assistito agli inquirenti

e del suo comportamento al __________ a favore di PC 1.

La difesa

chiede poi che venga tenuta in considerazione nella commisurazione della pena

le condizioni privative del carcere preventivo protrattesi per tre mesi e

chiede da ultimo che la pena venga debitamente individualizzata.

In

conclusione chiede una riduzione della pena in funzione del ridimensionamento

delle cifre relative alla cifra d'affari ed al guadagno in punto al capo di accusa

n. 1, dell'assoluzione per i capi di accusa n. 2 e n. 4. Chiede che la pena

venga ulteriormente ridotta in funzione della vita anteriore di AC 1,

dell'assenza di modelli di comportamento, della dissolutezza cui era abituato,

delle minacce subite, dell'ampia collaborazione con gli inquirenti, della quasi

incensuratezza, delle attenuanti specifiche sopra esposte e delle dure

condizioni di carcere preventivo. Si oppone alla confisca dei valori

sequestrati. Chiede una riduzione della pena dell'espulsione e chiede che le

pretese di parte civile vengano rinviate al foro civile.

Posti

dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

quesiti: AC

1:

1. E' autore

colpevole di:

1.1. infrazione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per

avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Cureglia, Magliaso, Melide, Cadenazzo, Bioggio, Zurigo e Coira,

nel periodo ottobre 2002 - 16 luglio 2003,

previo acquisto,

venduto ad acquirenti non meglio identificati almeno 500 chilogrammi di canapa

a fr. 3'500.-- il chilo,

nonché acquistato a scopo di rivendita, ulteriori 171 chilogrammi di canapa,

che sapeva o doveva presumere essere destinata al mercato degli stupefacenti,

realizzando così una cifra d'affari variante tra fr. 1'831'900.-- e fr.

1'894'400.--, rispettivamente un suo dichiarato guadagno netto variante tra fr.

150'000.-- e fr. 400'000.--?

1.1.1. trattasi

invece di un quantitativo di canapa inferiore, rispettivamente di una cifra

d'affari e/o di un guadagno netto minore?

1.1.1.1. trattasi di

infrazione aggravata siccome commessa per mestiere realizzando in tal modo una

grossa cifra d'affari o un guadagno considerevole?

1.2. sequestro

di persona e rapimento

per

avere,

a Zurigo, Osco, Mezzovico ed in altre località,

dalle prime ore del mattino del 17.6.2003 alle prime ore del mattino del

18.6.2003,

agendo in correità con __________ e con la complicità di __________,

rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1, tenendolo indebitamente

sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà personale?

1.3. ripetuta

falsità in certificati

per avere,

a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna,

nel periodo 14.6.2003 - 12.7.2003,

alfine di migliorare la propria situazione,

in 19 occasioni fatto uso a scopo d'inganno di certificati contraffatti o

alterati da terzi?

1.4. lesioni

semplici

per

avere,

nelle indicate circostanze di tempo e luogo di cui al punto n. 2, agendo in

correità con __________, intenzionalmente cagionato un danno alla salute fisica

e psichica di PC 1 così come attestato nei certificati e rapporti medici agli

atti?

1.5. contravvenzione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per

avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna, Ginevra, Arosa ed in altre

località non meglio precisate,

nel periodo ottobre 2002 - 16.7.2003, consumato personalmente un imprecisato

quantitativo di canapa,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa?

Considerandi

2.

Ha egli

agito in stato di scemata responsabilità?

3.

Ricorrono

attenuanti specifiche di cui all'art. 64 CP e se si quali?

4.

Può

beneficiare della sospensione condizionale della pena:

4.1

privativa

della libertà?

4.2

accessoria

d'espulsione?

5.

Deve

essere condannato al pagamento di una indennità alla Parte civile PC 1 e se si

di quanto?

6.

Deve

essere condannato al pagamento di un risarcimento compensatorio allo Stato per

l'illecito profitto conseguito e se si di quanto?

7.

Deve

essere ordinata la confisca, subordinatamente per taluni di essi il sequestro

conservativo, dei valori e degli oggetti elencati quali corpi di reato a pag. 8

dell'atto d'accusa?

Considerato in fatto ed in

diritto:

1.

AC

1, cittadino americano, è nato a __________ il 14

agosto 1967, ma durante l’infanzia ha vissuto prima in Germania, a, poi in

Inghilterra, a Londra, dove tuttora è domiciliato e dove vive suo fratello. AC

1, come ha dichiarato al dibattimento, proviene da una famiglia benestante, il

che gli ha consentito di frequentare solo scuole private, da quelle

dell’obbligo alle superiori, e soprattutto gli consente di non avere la necessità

lavorare per guadagnarsi da vivere, avendo ereditato dai genitori, entrambi

deceduti, una cospicua eredità. Dopo gli studi superiori, l’imputato ha

proseguito la formazione per due anni negli Stati Uniti, senza però conseguire

un diploma. Tornato a Londra, ha costituito una società di brokeraggio nel

settore dei contratti d’importazione di generi alimentari, attività che ha

cessato dopo la una condanna a tre anni e tre mesi di carcere per traffico di

cocaina. Uscito di prigione dopo avere scontato metà della pena, l’accusato ha

avviato un’attività nel settore discografico, ed in seguito ha aperto a Londra

degli esercizi pubblici, fino a possedere tre night club e cinque bar, che

tuttavia, a suo dire, avrebbe dovuto cedere alla malavita che aveva in parte

finanziato l’apertura dei locali, non riuscendo a ripagare il prestito.

Nel

ottobre del 2002 l’accusato è venuto in Ticino, intenzionato a mettersi in

affari nel commercio della canapa. Dapprima ha soggiornato in vari alberghi,

poi ha affittato un appartamento presso il lussuoso complesso residenziale e

alberghiero “__________.

Agli

inizi di giugno 2003, l’imputato per sfuggire alle attenzioni degli inquirenti

si è spostato a Lucerna, all’hotel __________, e dopo circa un mese è stato

arrestato a Losanna.

AC 1 ha

due figli, una figlia di sei anni avuta dalla ex moglie, sposata nel 1995, e un

figlio di due anni, nato da una relazione avuta dopo il divorzio durante un

periodo in cui era tornato a studiare negli Stati Uniti alla Columbia

University di New York.

L’accusato

non ha precedenti penali in Svizzera, mentre che risultano a suo carico sei

condanne dall’estratto del casellario inglese, di cui cinque per reati minori,

e una, risalente al novembre 1989, a tre anni e tre mesi di carcere per detenzione

e vendita di stupefacenti.

2.

Nell’ambito della sedicesima delle note inchieste “Indoor”, tese a

mettere fine al commercio ed alla coltivazione di canapa destinata ad essere

consumata come stupefacente, dalle dichiarazioni di alcuni trafficanti

arrestati, tra cui __________, emergeva che l’imputato aveva acquistato

importanti quantitativi di marijuana.

Gli

inquirenti il 6 giugno 2003

hanno perciò spiccato nei confronti di AC 1 un ordine di cattura internazionale

per infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti.

Di

seguito, il 17 giugno 2003, dopo la denuncia sporta da tale __________ per la

scomparsa del marito PC 1, ha avuto inizio nei confronti dell’imputato e degli

altri personaggi coinvolti l’inchiesta “Minerva” per sequestro di persona e

rapimento ed altri reati minori di cui si dirà di seguito.

L’accusato,

grazie alle intercettazioni telefoniche, è stato localizzato e quindi arrestato

a Losanna il 16 luglio 2003. Due giorni dopo, è stato trasferito in Ticino e

mantenuto in carcere preventivo sino al dibattimento.

3.

AC 1 durante l’inchiesta ha sostanzialmente ammesso i fatti

addebitatigli nell’atto d’accusa, tranne l’imputazione di sequestro di persona

e di rapimento, della quale ha riconosciuto il substrato fattuale, negando però

che queste circostanze, a mente propria, potessero essere costitutive

dell’ascritto reato.

Nonostante

la collaborazione, l’imputato ha sofferto un carcere preventivo particolarmente

lungo, della durata di oltre 17 mesi, senza che ciò sia riuscito a garantirgli

il dovuto contraddittorio con PC 1, asserita vittima del sequestro e rapimento.

Questo soprattutto a causa del progressivo peggioramento delle condizioni della

salute psichica di PC 1, al

punto da indurre il Procuratore Pubblico a chiedere l’allestimento di una

perizia volta a sapere se la parte lesa fosse in grado o meno di sostenere un

interrogatorio a confronto con l’accusato, quesito al quale il perito il 21

maggio 2004 ha risposto negativamente, responso poi confermato dai medici

curanti in prospettiva dell’eventuale audizione al dibattimento di PC 1,

tuttora degente all’ONC di Mendrisio.

In ogni

caso, quello del mancato contraddittorio è in concreto un problema più formale

che sostanziale, dato che le versioni sul sequestro e rapimento dell’accusato e

delle altre persone coinvolte collimano nelle grandi linee con quelle di PC 1.

Ad ogni buon conto, la Corte, in ossequio ai diritti della difesa, ha fondato

il proprio giudizio sulla scorta delle versioni dell’accusato, rispettivamente

dei complici e/o correi, senza necessità di fondarsi sui verbali del PC 1.

4.

Come

spiegato dall’accusato in corso d’inchiesta e ribadito al dibattimento,

l’inizio dei suoi traffici di canapa deriva dalla conoscenza di __________, il

più importante referente del traffico di marijuana in Ticino (attualmente

latitante in Italia), presentatogli a Londra dall’amico __________.

Attirato

dalle prospettive di guadagno, nell’ottobre 2002 l’accusato si è di fatto

insediato in Ticino per iniziare il commercio all’ingrosso della canapa

destinata ad essere usata come stupefacente.

AC 1 ha

affermato di avere creduto all’inizio che si trattasse di un’attività legale,

vista l’entità del fenomeno che aveva preso piede sotto gli occhi delle

autorità, a condizione di attenersi alle due regole illustrategli proprio dal __________:

la canapa non doveva essere esportata, ed inoltre non si doveva trattare canapa

indoor.

In questo

modo, l’accusato, che disponeva di ingente capitale proprio, nel novembre del

2002.

ha acquistato dal __________ una prima partita di 109 kg di fiori secchi

di canapa “outdoor” (cioè coltivata all’aperto) a fr. 2'700.-- al kg,

rivendendo poco dopo il lotto a fr. 3'400.-- al chilo, per il tramite di un

intermediario che aveva in Inghilterra, a non meglio identificati clienti.

Il mese

successivo AC 1 ha acquistato ancora dal __________ altri 225 kg di canapa

“outdoor” a fr. 2'300.-- al kg, rivenduti a fr. 3'400.-- al kg a clienti a lui

sconosciuti per il tramite del medesimo intermediario. In seguito, come

precisato al dibattimento, l’accusato ha dovuto restituire agli acquirenti

circa fr. 100'000.-- per il motivo della scadente qualità di questa marijuana.

Ciò ha

indotto l’accusato a cambiare fornitore, rivolgendosi a __________, che lo aveva

avvicinato in un locale notturno del luganese. Tramite il __________, AC 1

verso metà gennaio 2003 ha acquistato 177 kg di canapa “greenhouse” (ovvero

coltivata in serra) a fr. 2'700.-- al kg, rivendendola a fr. 3'400.—al kg,

sempre a ignoti clienti (comunque non svizzeri, e con logica destinazione

l’estero), procurati dall’intermediario.

All’inizio

di marzo 2003, AC 1 ha poi acquistato, a quattro riprese, altri complessivi 171

kg di canapa “greenhouse” da __________, pagando per 100 kg fr. 2'700.-- al kg

e per gli altri 71 kg fr. 3'200.-- al kg, per un totale di quindi fr. 497'200.—

Questa

partita, unitamente ad un residuo degli acquisti precedenti, è poi stata rubata

da PC 1, al quale il prevenuto l’aveva affidata in deposito, quando non meglio

identificati acquirenti avevano già anticipato fr. 450'000.-- per l’acquisto di

questa fornitura.

AC 1 con

questi traffici ha realizzato una cifra d’affari di almeno fr. 1'700'000.- e un

guadagno netto di circa fr. 200'000.-.

Egli deve perciò essere riconosciuto autore colpevole di infrazione alla

Legge federale sugli stupefacenti, aggravata ai sensi dell’art. art. 19 cifra 2

lett. c, per avere venduto 500 kg di canapa e per averne acquistato ai fini

della rivendita ulteriori 177 kg.

5.

Come

detto, AC 1, dopo la perquisizione del suo appartamento avvenuta ad inizio

giugno 2003, è riparato a Lucerna. In Ticino rimaneva tuttavia l’ultima partita

di 200 kg di canapa, pronta per essere consegnata agli acquirenti, che già

l’avevano pagata. Essa era custodita in un magazzino a Bioggio, ma l’accusato

temeva che essa potesse essere trovata dagli inquirenti, motivo per cui ha

deciso di spostarla in un altro luogo sicuro. In un primo tempo l’ha caricata

su di un furgone, parcheggiato per un paio di giorni in un’autofficina di Pregassona.

Poi, trattandosi di soluzione provvisoria, il 9 giugno 2003 ha trasferito

stupefacente nella vecchia centrale abbandonata della “” a Paradiso, aiutato in

ciò da __________, da lui ingaggiato come tuttofare, dal tassista __________, di

fatto autista del AC 1, e da __________, detto “il”, persona di fiducia degli

acquirenti della canapa, incaricata di controllare che l’operazione andasse a

buon fine.

La

vecchia centrale dei taxi non era però una soluzione soddisfacente: il povero __________,

incaricato di vegliare la canapa, doveva dormire per terra e non disponeva

neppure dei servizi igienici, ed inoltre vi erano ampie vetrate, che

permettevano la visuale dall’esterno.

Pertanto,

su consiglio di __________ (altro tassista al servizio di AC 1), la canapa due

giorni dopo è stata ulteriormente spostata, alla volta della cantina

dell’albergo Minerva di Lugano, dopo avere pattuito con il PC 1 (la cui moglie

era gerente dell’esercizio pubblico), ben consapevole di ciò che si depositava,

un compenso (pagato seduta stante) di fr. 2'000.-- per la prima settimana di

deposito.

__________,

nuovamente, è stato incaricato di fare la guardia alla canapa, ed ha perciò

preso alloggio in una camera dell’albergo, mentre che AC 1 e __________ sono

tornati a Lucerna all’hotel __________.

6.

PC

1, dopo avere sottratto un sacchetto di marijuana da una delle scatole di

cartone e dopo avere fatto provare lo stupefacente a tale __________, ha deciso

di procedere al furto della canapa confidatagli in deposito, reclutando alla

bisogna il nipote __________ e il __________ stesso. Il furto è stato commesso

nella notte sul 15 giugno 2003 trasportando le scatole in cui era contenuta la

canapa dalla cantina dell’albergo all’appartamento del __________, sito al quarto

piano dello stesso stabile del Minerva, avendo cura di spaccare il lucchetto che

chiudeva la porta della cantina per far credere che il furto fosse stato

perpetrato da ignoti.

Ciò

nonostante, l’imputato, appreso del furto, ha immediatamente intuito che doveva

essere opera dei titolari dell’albergo, da un lato perché __________ aveva

passato la notte, senza nulla notare, a fumare spinelli alla finestra della sua

camera, posta proprio sopra l’entrata di servizio dell’albergo, d’altro lato

perché era ben strana coincidenza che il furto nella cantina fosse avvenuto

proprio allorché vi era merce di valore, circostanza che era a conoscenza di

poche persone.

L’avvenuto

furto era nondimeno motivo di grave preoccupazione per l’accusato, consapevole

del fatto che avrebbe dovuto risponderne nei confronti degli acquirenti che già

avevano pagato fr. 450'000.-- che egli sui due piedi non era in grado di

restituire.

Convinto

della colpevolezza del PC 1, AC 1 ha deciso di incontrarlo, per discutere con

lui e convincerlo a restituirgli la droga. Non potendo venire a Lugano per

paura della polizia, il prevenuto ha incaricato il tassista __________ di

condurre da lui il PC 1, unitamente a __________ e a __________, anch’egli recatosi

al Minerva dopo avere appreso del furto.

E’ stato

così che PC 1 la sera del 16 giugno 2003 ha accettato di incontrare l’imputato

ed è salito spontaneamente sul taxi del __________, senza ben sapere dove sarebbe

stato condotto.

Il

rendez-vous era fissato vicino alla grande rotonda di Sihlbrugg, poco dopo la

fine dell’autostrada in direzione di Zurigo, nei pressi di un motel. Da qui l’accusato,

a bordo del taxi di __________ insieme a __________, ha fatto strada al taxi di

__________ con a bordo PC 1, __________ fino all’hotel __________, a Zurigo.

7.

Attorno alle 03.00 del 17 giugno 2003 AC 1 ha affittato una stanza

all’hotel __________, esibendo alla ricezione un passaporto inglese falso a

nome di __________.

Egli, a

suo dire, sarebbe rimasto nella stanza dell’albergo per circa 10 minuti,

limitandosi a sollecitare PC 1 a confessare il furto e a restituirgli la

canapa, invitandolo altresì a telefonare alla moglie, o se preferiva ad

andarsene, ma rendendolo attento del fatto che in tal caso avrebbe poi dovuto

risponderne agli acquirenti della canapa, due pericolose bande criminali, che

erano in arrivo e che lo avrebbero se del caso rintracciato al Minerva. Secondo

AC 1 sarebbe stato PC 1, che si dichiarava estraneo al furto e proferiva

minacce di morte, a decidere di rimanere per risolvere la questione. L’imputato

ha però ammesso di essersi avventato sul PC 1, provocato dalle di lui minacce,

e di essere stato trattenuto da __________. Dopo la burrascosa discussione

-sempre secondo AC 1- egli sarebbe uscito dalla stanza con __________, facendo

ritorno più tardi con dei panini per __________ e PC 1, e dopo avere ammonito PC

1.

che gli lasciava la notte per pensarci, sarebbe rientrato a Lucerna con __________,

mentre che __________ è tornato a Lugano con il __________.

PC 1 ha pertanto trascorso il resto della

notte nella camera dell’hotel __________ con __________, il quale ha dichiarato

di avere dormito su di un materasso da lui sistemato per terra davanti alla

porta d’entrata della stanza per evitare che PC 1 fuggisse.

__________

hanno invece concordemente riferito che __________ in camera ha minacciato PC 1

con un coltello puntato alla gola, tanto che secondo __________, che fungeva da

interprete tra PC 1 e l’imputato, sembrava che __________ volesse ammazzarlo.

Secondo __________,

nella stanza non sarebbe stata usata violenza nei confronti del PC 1, e __________,

troppo grande per il minuscolo letto a castello della camera, avrebbe messo il

materasso davanti alla porta poiché non aveva altro posto dove dormire.

8.

La

mattina del 17 giugno 2003 PC 1 è stato ricondotto in direzione del Ticino. A

detta di AC 1, quando egli si recò a prenderlo con il taxi di __________, PC 1

vi sarebbe salito senza costrizione di sorta e senza essere limitato nella sua

libertà, tanto che prima di partire sarebbe andato da solo a comperarsi un

pacchetto di sigarette.

AC 1 ha

inoltre spiegato agli inquirenti di avere avuto l’intenzione

di riportare a casa PC 1, ma di avere poi cambiato programma visto che questi

si ostinava a negare il furto, e di averlo perciò condotto in un rustico di

montagna sito ad Osco, sopra Faido, appartenente alla famiglia di un suo amico,

tale __________, detto “”, con l’intento di costringerlo a confessare, se del

caso con la forza, se non l’avesse fatto spontaneamente.

Secondo

l’imputato, né prima né durante il tragitto PC 1 sarebbe stato oggetto di

aggressioni fisiche, eccezion fatta per una gomitata al volto sferratagli da __________

–infastidito dal fumo della sua sigaretta- al momento in cui questi è entrato

nel taxi a Lucerna, dove erano andati a recuperarlo.

Sempre

secondo AC 1, gli acquirenti, che stavano arrivando, quel giorno l’avrebbero

tempestato di telefonate, facendogli pressione affinché egli ritrovasse la

droga.

__________

hanno invece dichiarato che durante il tragitto PC 1 avrebbe confessato il

furto dopo essere stato colpito con un pugno al naso da __________. __________

inoltre ha riferito che AC 1 gli avrebbe detto che si doveva comunque andare al

rustico nonostante la confessione, poiché PC 1 non sarebbe stato liberato sino

alla restituzione della canapa.

9.

Arrivati al rustico, PC 1, secondo l’accusato, sarebbe sceso dalla

vettura senza costrizione, ma dopo essere stato nuovamente esortato a

confessare il furto il PC 1 l’avrebbe aggredito, al punto che l’accusato

avrebbe perso il controllo e lo avrebbe percosso brutalmente, buttandolo a

terra e colpendolo poi con le mani, le braccia e le gambe sino a che __________

sarebbe intervenuto per fermarlo.

Solo

allora, a detta dell’imputato, PC 1 avrebbe alfine ammesso di avere rubato la

canapa, facendo il nome dei correi, ossia di __________, e rivelando altresì il

luogo dove credeva fosse ancora depositata la canapa, ossia l’appartamento del __________.

In realtà

una parte della canapa, quella spettante a PC 1 e al nipote, era stata

depositata dal __________ nella cantina del cugino __________, dove è poi stata

rinvenuta dagli inquirenti, mentre che la parte spettante al __________ era

stata bruciata sul greto di un fiume da tale __________, amico del __________,

per paura di essere scoperti dalla polizia.

Poco dopo

l’arrivo al rustico, AC 1 ha congedato __________.

L’accusato, rimasto senza un mezzo di trasporto, ha chiamato, per farsi venire

a prendere, __________ (il predetto “”), giunto al rustico con l’amico __________.

10.

__________

ha accompagnato con la propria vettura l’accusato, __________ e PC 1 sino al

paese di Osco, dove ad attenderli vi erano __________ a bordo del taxi di __________,

convocato da __________ su richiesta di AC 1, dato che la vettura di __________

poteva essere stata segnalata alla polizia dopo che la moglie del PC 1 ne aveva

denunciato il rapimento.

Da qui, __________

è rientrato a Lugano con il __________, mentre che l’imputato, con __________ e

PC 1, ha fatto ritorno all’hotel __________ a Lucerna,

dove __________ ha fatto i bagagli in previsione di partire con gli acquirenti

della canapa.

Di

seguito AC 1 ha portato con sé il PC 1 all’incontro fissato con gli acquirenti

della canapa alla stazione di benzina “Stalvedro”, sita sull’autostrada A2, in

direzione sud, poco dopo la galleria del Gottardo. A detta dell’accusato,

sarebbe stato il PC 1 stesso a chiedergli di partecipare all’incontro per

parlare con gli acquirenti. __________ tuttavia, che in quel frangente aveva

funto da interprete tra PC 1 e l’accusato, ha smentito la tesi dell’imputato,

riferendo di avere tradotto a PC 1 la domanda volta a sapere dove erano le

chiavi dell’appartamento in cui era custodita la canapa, domanda alla quale PC

1.

avrebbe risposto che voleva andare a casa e che lì avrebbe messo a posto

tutto.

Giunti in

serata all’incontro con gli acquirenti presso la predetta stazione di servizio

“Stalvedro“, questi avrebbero preteso di discutere in un posto più appartato,

al che l’accusato avrebbe suggerito di recarsi a Mezzovico, dove si é fatto

sosta nel piazzale antistante la ditta “”, poco dopo il noto locale notturno “ “.

Qui,

sempre secondo l’imputato, quattro degli ignoti acquirenti avrebbero dapprima

preso a pugni il PC 1, poi, uno di questi gli avrebbe puntato una pistola alla

tempia, coperta con una calza, intenzionato ad ucciderlo, e solo grazie al suo

intervento ciò non sarebbe avvenuto, e al PC 1 sarebbe invece stato concesso un

termine per restituire la canapa.

Al

termine, __________ è partito con gli acquirenti, mentre che AC 1, con il taxi

di __________, ha riaccompagnato al proprio domicilio PC 1, che non smetteva di

ringraziarlo per avergli salvato la vita. Quindi l’accusato si è recato alla

stazione di Lugano, dove ha incontrato __________ che gli aveva portato degli

abiti di ricambio, dato che quelli che indossava erano sporchi del sangue di PC

1.

Fatto ciò, sempre accompagnato da __________, è ripartito per Lucerna, e nei

giorni successivi si è trasferito a Losanna, dove è rimasto sino all’arresto.

11.

PC 1, rientrato al proprio domicilio

la notte del 18 giugno verso le ore 22.30, è stato arrestato per infrazione

aggravata, subordinatamente semplice, alla legge federale sugli stupefacenti e

per furto. Prima di essere condotto in carcere è stato sottoposto a visita

medica presso il pronto soccorso dell’Ospedale Regionale di Lugano dal dott. __________,

il quale ha riscontrato (all. 160 RPG):

" -

ematoma e contusione a livello del viso in sede nasale e zigomatica dei due

lati

- ematoma e escoriazione al livello soprascapulare

della spalla sinistra, del dorso della mano destra, del gomito sinistro e della clavicola sinistra senza segni di frattura.

- contusione di entrambe le ginocchia con

mobilità conservata e versamento presente a destra.

- Non deficit neurologici

rx ginocchio destro: non segni per fratture

Diagnosi:

contusione e ematoma multiple sopraccitati che non necessita di un ricovero o

sorveglianza specialistica. Secondo parere medico, paziente carcerabile “

PC 1 ha

in seguito sviluppato disturbi di natura psichica, per i quali è stato degente

dal 14 al 31 agosto 2003 presso la Clinica Moncucco di Lugano, dal 18 novembre

al 23 dicembre 2003 e dal 9 febbraio al 5 marzo 2004 presso il reparto

psichiatrico di una clinica di Pozarevac, in Serbia, e dal 6 aprile 2004 sino

ad oggi presso la Clinica Psichiatrica Cantonale di Mendrisio, curato dai

dott. __________.

Questa

situazione è evidentemente stata d’ostacolo all’inchiesta, avendo il PC 1

addotto il proprio stato di salute per sottrarsi alla verbalizzazione, ed in

particolare al contraddittorio con l’accusato. Per uscire dalla situazione di

stallo, il Procuratore Pubblico ha quindi opportunamente chiesto l’allestimento

di una perizia alla dott. __________.

Essa nel

proprio referto del 21 maggio 2004, esclusa la simulazione da parte del PC 1,

ha diagnosticato un disturbo post-traumatico da stress e una grave depressione

con sintomi psicotici ed elevato rischio suicidali, al punto da non esserci

certezza del recupero (AI 257).

Stante

questa diagnosi, si è necessariamente dovuto rinunciare ad ulteriori audizioni

del PC 1, sia in sede d’inchiesta che al dibattimento.

12.

Quanto agli altri personaggi implicati nella vicenda, il 18 giugno

2003.

gli inquirenti hanno arrestato __________, mentre che __________ si è

consegnato dopo l’arresto dell’accusato. __________ il 17 febbraio 2004 è stato

condannato da una Corte delle Assise correzionali a 12 mesi di detenzione sospesi

per 3 anni e all’espulsione effettiva dalla Svizzera per 5 anni, per complicità

in sequestro di persona nonché infrazione e contravvenzione alla LF sugli

stupefacenti.

__________,

un mese più tardi, è stato a sua volta condannato da una Corte delle Assise

correzionali alla pena di 15 mesi di detenzione sospesi per 2 anni e

all’espulsione effettiva dalla Svizzera per 5 anni, per sequestro di persona e

rapimento, nonché per infrazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.

I personaggi minori, tranne il __________, sono stati sanzionati con decreti

d’accusa, mentre che i procedimenti nei confronti di __________ e PC 1 non sono

ancora conclusi, dovendosi attendere la definitiva evoluzione della situazione

di salute del PC 1.

13.

Per l’art. 183 n. 1 CP chiunque indebitamente arresta o tiene

sequestrata una persona o la priva in altro modo della libertà personale,

chiunque rapisce una persona con violenza, inganno minaccia, è punito con la

reclusione sino a cinque anni o con la detenzione. In caso di sequestro i presupposti

di legge sono adempiuti se la persona è privata della

libertà di andare, di venire e di scegliere il luogo dove vuole stare (DTF

128.

IV 74, Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a

ed., Zurigo, 1997, n. 7 ad art. 183 CP) e poco importa il modo in cui l'agente

trattiene la sua vittima (Schubarth, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht

(Kommentar), Vol. 3, Berna, 1994, n. 14-20 ad art. 183 CP). Commette invece

rapimento colui che, con minaccia, l’inganno o violenza, conduce una persona

illecitamente in un luogo diverso da quello in cui si trova, ponendo la vittima

sotto il suo dominio (DTF 118 IV 63 consid. 2b). Con la riunione dei due

reati sotto lo stesso articolo il legislatore ha voluto evitare problemi di

delimitazione e di concorso. Il sequestro e il rapimento sono pertanto varianti

di uno stesso comportamento, per cui costituiscono una sola, medesima

infrazione. Quanto all’aspetto soggettivo, è sufficiente che l’autore agisca

con dolo eventuale (Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol.I, Ed.2002,

n. 40/69, ad art. 183, pag. 672/678).

14.

Sulla base delle risultanze dell’inchiesta, delle deposizioni rese

dall’imputato, nonché delle concordanti testimonianze di __________, la Corte

ha concluso che AC 1 ha dapprima sequestrato e rapito PC

1, con l’ausilio degli altri implicati, tenendolo

prigioniero nella stanza dell’hotel __________ dove, dopo una burrascosa

discussione in cui PC 1 è stato minacciato di morte con un coltello, gli è

stato impedito di fuggire da __________, che proprio a tale fine ha dormito su

un materasso collocato davanti alla porta d’entrata della stanza, circostanza

addebitabile all’imputato per effetto della correità con il __________.

La Corte

non invece ritenuto che il reato sia stato consumato anche nelle prime ore della

mattina seguente, risultando al contrario che PC 1 è salito sul taxi di __________

seguendo liberamente i suoi sequestratori, senza violenza o minaccia da parte

dell’accusato nonostante la possibilità di allontanarsi indisturbato,

probabilmente in quanto convinto che l’accusato lo avrebbe ricondotto a Lugano,

cosa che del resto era negli intenti iniziali dell’imputato.

La

situazione è però nuovamente mutata a partire dal momento in cui AC 1 ha deciso

di condurre PC 1 (per malmenarlo) al rustico di Osco, poi a Lucerna e quindi

agli sgradevoli e pericolosi incontri con gli acquirenti in località “Stalvedro”

e a Mezzovico.

Secondo

la Corte, infatti, in quelle circostanze non può più essere desunto il consenso

del PC 1, che desiderava unicamente tornare a casa, motivo per cui si deve

ritenere che __________, contro la sua volontà, abbia ripreso a trattenerlo

sotto sequestro e rapimento.

Ne

consegue che, a parte l’intervallo di cui si è detto, l’imputazione di cui al

punto 2 dell’atto d’accusa deve essere confermata.

15.

L’imputazione di lesioni semplici ex art. 123 CP riguarda asserite

lesioni sia della salute fisica che di quella psichica, come si evince dal

rinvio ai vari certificati medici di cui al punto 4 AA.

Il primo

rilievo che si impone è quello per cui le asserite lesioni fisiche sono in

realtà, visti i certificati medici 18 giugno 2003 e del 20 novembre 2003 (che

si limita a confermare il certificato precedente), delle semplici vie di fatto,

trattandosi di ematomi, contusioni, ed escoriazioni.

L’imputazione

è però stata formalmente abbandonata dalla pubblica accusa, motivo per cui il AC

1.

non può essere sanzionato.

Ciò che

qualifica nel suo complesso l'asserito reato come lesioni semplice è a ben

vedere il danno, accertato, alla salute psichica del PC 1, che però non può

essere senz’altro ascritto all’accusato.

Infatti,

sulla scorta dei certificati medici non può evidentemente essere stabilito

quali siano le lesioni psichiche ascrivibili al prevenuto a seguito dei reati

da lui commessi, e quali invece siano conseguenti ai (ben più gravi)

comportamenti della banda di acquirenti (dei quali l’imputato non può essere

chiamato a rispondere), che l’hanno pesantemente percosso e concretamente

minacciato di morte, puntandogli la pistola alla testa a facendogli credere per

lunghi istanti che sarebbe stato ucciso.

Vi è

pertanto motivo di dubitare se quanto fatto dal solo AC 1 sia la causa adeguata

delle conseguenze alla salute psichica del PC 1. In questo contesto ci si deve

pure chiedere se dette conseguenze non siano riconducibili ad una

predisposizione costituzionale del PC 1, avendo i medici affermato che di

regola ci si dovrebbe riprendere in poco tempo da traumi del genere, e che solo

una sparuta minoranza di persone riporta conseguenze permanenti.

Da

ultimo, vi sono problemi anche al riguardo dell’aspetto soggettivo del reato,

non potendosi ammettere in concreto, nemmeno nella forma del dolo eventuale,

che vi fosse la volontà di AC 1 di arrecare danno alla salute psichica di PC 1.

L’accusato

deve perciò essere prosciolto dall’imputazione di lesioni semplici.

16.

L’imputato

tra il 14 giugno e il 12 luglio 2003, a Lugano, Lucerna, Friborgo, Zurigo e

Losanna, ha fatto uso, a scopo d’inganno, in sei occasioni, di un passaporto

falso n., a nome di __________, in particolare al momento della notifica nei

vari alberghi in cui ha alloggiato, per ricevere o per inviare somme di denaro

tramite __________, e per noleggiare un’autovettura, circostanza in cui ha

altresì esibito una licenza di condurre falsa anch’essa a nome di __________.

Merita

pertanto integrale conferma l’imputazione di ripetuta falsità in certificati

giusta gli art. 252 e 255 CP (punto 3 AA).

17.

AC 1 ha confessato di avere fumato quotidianamente dai quindici ai venti

spinelli al giorno tra il mese d’ottobre 2002 e il giorno dell’arresto, per il

che è confermata l’imputazione di contravvenzione alla legge federale sugli

stupefacenti addebitatagli al punto 5 dell’atto d’accusa.

18.

Giusta l’art. 63 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo,

tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue

condizioni personali. A tale riguardo entrano in considerazione numerosi

fattori, tra i quali il movente e le circostanze esterne, l’intensità del proposito,

l’eventuale assenza di scrupoli, i modi di esecuzione del reato, l’entità del

pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o reiterazione dell’illecito,

il ruolo in seno ad una banda, la recidiva, le difficoltà personali e

psicologiche, il pentimento, la volontà di emendamento, la collaborazione con

gli organi inquirenti, gli imperativi di prevenzione generale.

L’art. 68

cifra 1. CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più pene privative

della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il reato più grave

aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della pena massima

comminata e senza andare oltre al massimo legale della specie di pena.

19.

Nel

caso in esame il primo rilievo è quello per cui dal profilo oggettivo l’infrazione

aggravata alla LF sugli stupefacenti è il reato più grave compiuto

dall’imputato, atteso che la comminatoria di pena raggiunge i 20 anni di

reclusione, mentre che per sequestro di persona e rapimento è di 5 anni.

La Corte

ha ritenuto che l’imputato in tema di stupefacenti abbia agito a scopo di

lucro, venendo in Ticino con l’unico intento di trarre profitto dal commercio

di canapa.

Siffatto

traffico è stato messo in atto con poche operazioni riguardanti importanti

quantitativi, in un lasso di tempo limitato, e coinvolgendo varie altre persone

(__________), sino ad ingaggiare __________ in Inghilterra per i lavori di

manovalanza. All’accusato va riconosciuta una lieve

attenuazione della colpa in considerazione della particolarità della situazione

creatasi in Ticino sulla questione della canapa.

Per

quanto attiene invece al sequestro di persona, si ritiene che dal profilo

oggettivo si è tratto di un episodio limitato a meno di 24 ore, quindi un tempo

non particolarmente lungo, commesso in danno non già di un onesto cittadino, ma

di un correo nel traffico di canapa che aveva trasgredito alle consegne,

rubando quanto gli era stato affidato.

Oggettivamente

gli altri reati minori non hanno un peso significativo nella commisurazione

della pena.

Dal

profilo soggettivo si ha che l’imputato non è incensurato, ma in suo favore

concorrono due importanti circostanze d’attenuazione della pena. In primo luogo

va considerato l’assai lungo carcere preventivo sofferto per oltre 17 mesi, ed

in secondo luogo si ritiene l’importante collaborazione fornita agli

inquirenti, ai quali già ad un mese dall’arresto aveva fornito tutte le

indicazioni corrispondenti agli accertamenti compiuti dalla Corte.

Inoltre,

sempre in favore dell’accusato, la Corte ha considerato le circostanze

particolari del sequestro, e meglio la forte pressione che esercitavano gli

acquirenti su AC 1 (che temeva per la propria vita) per riottenere lo

stupefacente, cosa che rende in

parte scusabile il perdurare del sequestro, come pure il fatto che l’accusato

ha in sostanza salvato la vita al PC 1.

La Corte

ha invece negato il sussistere per l’imputato di attenuanti specifiche, come

pure di una situazione di scemata responsabilità.

Tutto ciò

considerato, la Corte ha reputato adeguata alla colpa del AC 1 la pena di due

anni e nove mesi di reclusione con computo del carcere preventivo sofferto.

20.

AC 1 è venuto in Ticino esclusivamente per svolgere traffici illeciti

con la canapa e tolto ciò egli non ha legami di sorta con il nostro paese. Si

giustifica quindi, sia dal profilo dell'intento punitivo, che da quello della

tutela dell'ordine pubblico, la sua espulsione effettiva dalla Svizzera per

sette anni, il che appare proporzionato per rapporto alla durata della pena

principale.

21.

Le

pretese della parte civile PC 1 di fr. 10'000.-- per torto morale, di fr.

6'300.-- per perdita di guadagno e di fr. 6'400.-- per spese legali, non

supportate da un’istanza scritta e da giustificativi, sono apparse alla Corte

siccome fondate essenzialmente sulle lesioni psichiche da lui sofferte, reato

per il quale AC 1 è stato prosciolto, mentre che le stesse non sono apparse

liquide nella misura in cui le si volesse ritenere fondate sulla sola accusa di

sequestro di persona e rapimento, ragione per cui la Corte ha deciso il loro

rinvio al foro civile.

22.

AC 1 è inoltre condannato a versare allo Stato l’importo di fr.

50'000.-- a valere quale risarcimento compensatorio per l’illecito profitto

conseguito.

La Corte

pronuncia inoltre la confisca di tutto quanto sequestrato, con distruzione

dello stupefacente, eccezion fatta per l’importo in denaro eccedente i predetti

fr. 50'000.--, sul quale è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle

spese e tasse di giustizia che, con una tassa di giustizia di fr. 3'000.--,

sono a carico dell’imputato.

Rispondendo affermativamente a

tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.4., 2, 3, 4.1. e 4.2., 5, ;

visti gli art. 11, 18, 35,

41, 55, 58, 59, 60, 63, 64, 65, 66, 68, 69, 123 cfr. 1 cpv. 1, 183 cfr. 1, 252,

255.

CPS;

19.

cfr. 1 e 2, 19a cfr. 1 LFstup.

9.

segg.

CPPT e 39 TG sulle spese

dichiara e pronuncia:

1.

AC 1 è

autore colpevole di:

1.1

infrazione

aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti

siccome

commessa per mestiere realizzando in tal modo una grossa cifra d'affari o un

guadagno considerevole,

per avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Cureglia, Magliaso, Melide, Cadenazzo, Bioggio, Zurigo e Coira,

nel periodo ottobre 2002 - 16 luglio 2003,

previo acquisto, venduto ad acquirenti non meglio identificati almeno 500

chilogrammi di canapa a fr. 3'400.-- il chilo, nonché acquistato a scopo di

rivendita ulteriori 171 chilogrammi di canapa,

che sapeva o doveva presumere essere destinata al mercato degli stupefacenti,

realizzando così una cifra d'affari di circa almeno fr. 1'700'000.--,

rispettivamente guadagno netto di fr. 200'000.--;

1.2

sequestro

di persona e rapimento

per

avere,

a Zurigo, Osco, Mezzovico ed in altre località,

nelle prime ore del mattino del 17.6.2003 e dal pomeriggio del 17.6.2003, alle

prime ore del mattino del 18.6.2003,

agendo in correità con __________ e con la complicità di __________,

rapito con violenza, inganno e minaccia PC 1, tenendolo indebitamente

sequestrato e privandolo in tal modo della sua libertà personale;

1.3

ripetuta

falsità in certificati

per avere,

a Lucerna, Zurigo, Friborgo e Losanna,

nel periodo 14.6.2003 - 12.7.2003,

alfine di migliorare la propria situazione,

in 19 occasioni fatto uso a scopo d'inganno di certificati contraffatti o

alterati da terzi;

1.4

contravvenzione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per

avere, senza essere autorizzato,

a Lugano, Zurigo, Lucerna, Friborgo, Losanna, Ginevra, Arosa ed in altre

località non meglio precisate,

nel periodo ottobre 2002 - 16.7.2003, consumato personalmente un imprecisato

quantitativo di canapa,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.

2.

AC 1 è

prosciolto dall'imputazione di lesioni semplici.

3.

Di

conseguenza AC 1 è condannato:

3.1

alla pena di

2.

anni e 9 mesi di reclusione, nella quale è computato il carcere preventivo

sofferto;

3.2

all'espulsione

dal territorio svizzero per 7 anni;

3.3

a versare

allo Stato l'importo di fr. 50'000.-- a valere quale risarcimento compensatorio

per l'illecito profitto conseguito;

3.4

al pagamento

della tassa di giustizia di fr. 3'000.-- e delle spese processuali.

4.

La PC PC 1

è rinviata al foro civile per il riconoscimento delle proprie pretese civili.

5.

È ordinata

la confisca di tutto quanto in sequestro, lo stupefacente da distruggere e il

denaro da devolvere allo Stato, eccezion fatta per l'importo eccedente fr.

50'000.-- sul quale è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle

spese e tasse di giustizia e per 6 ricevute e 1 contratto di locazione che

vengono dissequestrati.

6.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP. La

dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte

entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla

notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

terzi implicati

1.

PC 1

2.

AS 1

3.

AS 2

4.

AS 3

5.

AS 4

6.

AS 5

7.

AS 6

8.

AS 7

9.

IE 1

10.

GI 1

11.

GI 2

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente La

segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 3'000.--

Inchiesta preliminare fr. 10'313.35

Spese diverse fr. 799.70

Devoluzione fr. 50'000.--

Perizie fr. 791.40

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--

fr. 65'004.45

===========

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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