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Decisione

72.2004.97

ripetuta appropriazione indebita aggravata - in qualità di curatrice prelevato a suo favore fr. 242'041.-- falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari - omissione d'iscrizione nell'inve

20 giugno 2006Italiano126 min

Source ti.ch

Fatti

i primi due prelevamenti. Non solo non vi è traccia di tale volontà ma la

stessa è altresì in aperta contraddizione con la natura dell'anziana signora

definita da tutti estremamente attenta ai propri averi. La signora PL 1 non ha

mai nemmeno in vita fatto dei regali alla AC 1 o ai suoi famigliari ad

eccezione di fr. 100.-- per il matrimonio della figlia, senza considerare il

fatto che la pretesa donazione è avvenuta dopo l'istituzione della curatela e

quindi in contrasto con le norme civili sulla tutela e curatela. Inoltre le

dichiarazioni della AC 1 circa il buono stato di salute della signora PL 1 nel

periodo in cui avrebbe disposto della donazione in questione sono scioccanti ed

in contrasto con gli accertamenti agli atti. La controprova poi del fatto che

la AC 1 menta su questa circostanza risiede nell'analisi della cronologia degli

eventi, e nelle numerose contraddizioni e cambiamenti di comodo delle versioni

rese dall'imputata sia prima sia dopo l'apertura dell'inchiesta penale.

Indicativa è la dichiarazione relativa alla mano tremante della AC 1 quando

doveva firmare la documentazione di apertura del conto ______. Lo stesso vale

per le dichiarazioni di __________ relativamente ai presunti, e poi ritrattati,

ordini telefonici ricevuti dalla signora PL 1 aggiunte alle sue dichiarazioni

relative alle presunte disposizioni della signora PL 1 sul destino dei suoi

soldi alla sua morte e ciò a proposito di prelevamenti effettuati quando la

signora era ancora in vita, in un momento in cui i suoi risparmi le sarebbero

certo tornati utili. Se la signora avesse voluto disporre del suo patrimonio a

favore della AC 1, prima dell'istituzione della curatela, lo avrebbe fatto. Lo

aveva infatti già fatto per altre persone sue conoscenti che le avevano

prestato aiuto. Non vi è quindi alcuno spazio per considerare che le

dichiarazioni della AC 1 come veritiere. Per quanto riguarda poi i prelevamenti

eseguiti dopo la morte della signora, al di là dell'accordo bonale raggiunto

con RL 1, nulla testimonia dell'entità della pretesa che AC 1 avrebbe fatto

valere. Non ci sono contratti, scambi di corrispondenza. Tutto ciò che esiste è

un contratto, per altro onorato regolarmente dalla signora ______, che

prevedeva una remunerazione di fr. 400.--/500.-- al mese. L'esistenza di una

pretesa nei confronti della signora ______da parte della AC 1 non è neppure

stata messa ad inventario. La tesi della compensazione altro non è che il

frutto a posteriori di discussioni tra legali per sistemare la situazione che

si era creata. Di sicuro la pretesa al momento dei prelievi non esisteva.

Chiede che venga altresì confermata l'aggravante di cui all'art. 138 n. 2 CP

anche per il periodo successivo alla morte della signora PL 1 poiché gli

obblighi del curatore di conservare i beni della curatelata non cessano certo

con la sua morte, bensì con lo scarico da parte delle competenti autorità di

nomina. Chiede poi che venga confermata pure l'accusa di falsità in documenti

poiché l'omessa iscrizione degli averi della signora PL 1 è stata intenzionale

e avvenuta a scopo di indebito profitto. A tal proposito è illuminante

l'analisi della cronologia dei fatti. Per quanto concerne la commisurazione

della pena, sottolinea la gravità oggettiva dei fatti commessi dall'accusata,

mitigati solo dalla sua incensuratezza, dalla limitata formazione scolastica e

dal relativo lungo tempo trascorso dai fatti. Conclude chiedendo che AC 1 venga

condannata alla pena di 16 mesi di detenzione, non opponendosi alla concessione

della sospensione condizionale.

§ Il Difensore,

il quale esordisce spiegando che è usuale per le persone anziane risolvere le

questioni ereditarie con il semplice conferimento di una procura post mortem.

Stigmatizza l'impegno profuso dalla sua patrocinata per la signora PL 1

sull'arco di dieci anni ed intensificatosi nei suoi ultimi tre anni di vita.

Descrive l'atteggiamento autoritario e poco generoso della signora PL 1 ed

evidenzia come l'importo pattuito di fr. 500.-- copriva a mala pena le spese,

aggiungendo che la signora ______non le ha mai accordato alcun aumento di

stipendio. La signora ______le conferì poi la procura sui conti presso la Banca

______ e già in quel periodo la signora manifestava la sua intenzione di

lasciarle i suoi averi dopo la sua morte. Sottolinea come la signora AC 1,

prima del 1.10.1998 non avesse mai fatto uso della procura conferitale sui

conti presso la __________ La signora è sempre stata lucida fino alla fine dei

suoi giorni. Gli accertamenti agli atti sullo stato di salute della PL 1 sono

sconfessati dal fatto che la signora in luglio e poi in settembre 1998 avesse

provveduto a dei prelevamenti in banca. Sottolinea come i primi due

prelevamenti dal conto della PL 1 fossero stati preceduti da una sua

telefonata. Mentre per gli altri era sempre __________ a dirle quando

effettuare i prelevamenti, così come fu __________ a consigliarle l'apertura

del conto __________ ed è per questioni di natura fiscale che le tremarono le

mani al momento dell'apertura. Dopo di che ogni operazione di prelievo avviene

senza preoccupazioni poiché si fidava del genero. Il suo atteggiamento era

tranquillo, non ha prelevato gli averi in un colpo solo. I problemi nascono

quando entra in scena l'avv. __________ AC 1 non gli parla dei conti della PL 1,

e dei prelevamenti poiché li considerava soldi suoi. __________ al contrario

teme e decide di aprire il conto __________, sperando in questo modo di

confondere le acque. Tuttavia ______ scopre il conto ed iniziano le bugie di AC

1 e di __________. Quando decidono di dire la verità nessuno crede loro.

Sottolinea che l'importo che le è stato riconosciuto dalla successione PL 1 è

di gran lunga inferiore rispetto al tempo messo a disposizione della signora PL

1. Sottolinea pure che la sua patrocinata ha sofferto sia sul piano

finanziario, sia sul piano sentimentale sia su quello fisico. Per quanto

concerne la signora PL 1 ed il suo profilo, sostiene che l'istruttoria è su

questo punto contraddittoria poiché da un lato viene considerata un persona

estremamente attaccata ai soldi e dall'altro elargisce somme di denaro

cospicue. Il caso __________ poi è considerato emblematico e caratteristico del

comportamento della signora PL 1 egli non era stato istituito erede finché era

in possesso di una procura post mortem. Passando all'esame dell'atto di accusa,

chiede, in via principale, che la sua assistita venga assolta dall'accusa di

appropriazione indebita poiché ha agito con l'accordo della signora PL 1. Tale

circostanza è stata testimoniata da __________ e dalla figlia nonché da __________

che non avevano alcun motivo per mentire. In via subordinata chiede che

l'applicazione dell'art. 19 CP ed ancora dell'art. 19 cpv. 2 CP. Chiede in via

ancor più subordinata la derubrica del reato di appropriazione indebita

aggravata in quello di appropriazione indebita, poiché la sua assistita ha

agito come procuratrice e non come curatrice. Chiede inoltre l'assoluzione dal

reato di falsità in documenti poiché fu per espresso volere della sua

curatelata che non iscrisse ad inventario i conti non dichiarati e quindi non

agì con lo scopo di indebito profitto ma per proteggere gli interessi della

signora PL 1. Chiede l'assoluzione anche del reato di falsità in atti formati

da pubblici ufficiali o funzionari, poiché, secondo dottrina, il curatore non

rientra in questa categoria. In caso di condanna chiede una massiccia riduzione

della pena in applicazione delle attenuanti specifiche dell'aver agito ad

incitamento di una persona a cui deve obbedienza, dell'aver agito in quanto

indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima e del lungo tempo

trascorso.

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

quesiti: AC 1

1. E’ autrice colpevole di:

1.1. ripetuta appropriazione

indebita

per essersi indebitamente

appropriata delle seguenti somme:

1.1.1. il 1.10.1998 di fr.

100'000.--;

1.1.2. il 27.10.1998 di fr.

20'000.--;

1.1.3. il 19.11.1998 di fr.

55'000.--;

1.1.4. il 28.12.1998 di fr.

20'000.--;

1.1.5. il 28.12.1998 di USD 19'737,98;

1.1.6. il 18.8.1999 di fr. 20'000.--?

1.1.7. trattasi di ripetuta appropriazione

indebita aggravata siccome commessa in qualità di curatrice?

1.2. falsità in documenti

per avere attestato in un

documento, contrariamente alla verità, un fatto d'importanza giuridica e meglio

per avere omesso,

nelle medesime circostanze di cui al sub. 1.1.,

in veste di curatrice, di iscrivere nell'inventario iniziale per

la curatela istituita a favore di PL 1, il conto __________ n. __________

(conto corrente) avente un saldo di fr. 47'159.--, il conto __________

n. __________ (deposito titoli) con un saldo di fr. 184'865.--,

nonché il conto __________ "cauzione affitto n. __________

con un saldo di fr. 3'131,40 di pertinenza della curatelata, quindi facendo

apparire una composizione ed un saldo patrimoniale diverso da quello reale;

e meglio come descritto dall’atto di accusa?

Considerandi

2.

In relazione al punto 1.2. AC

1.

è invece autrice colpevole di falsità in atti formati da pubblici

ufficiali o funzionari?

3.

Può

beneficiare dell'attenuante:

3.1

dell'aver

agito ad incitamento di una persona a cui deve obbedienza?

3.2

dell'aver

agito in quanto indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima?

3.3

del

lungo tempo trascorso?

4.

Può

beneficiare della sospensione condizionale della pena?

Considerando, in fatto

1.

AC 1 è incensurata.

È nata a __________ in provincia di Salerno il __________, dove ha frequentato

le scuole elementari. Dopo aver conseguito il diploma di quinta elementare, ha

iniziato quasi subito a lavorare come babysitter. Rimase nel suo paese fino al

1964, anno in cui convolò a nozze con __________, suo compaesano, e con il

quale si trasferì in Svizzera. I coniugi __________, arrivati in Svizzera

andarono ad abitare a __________. Dal loro matrimonio nacquero due figli, __________,

nel __________, e __________, nel __________ AC1era a quel tempo impiegata

presso una fabbrica di orologi. Il suo matrimonio ebbe vita breve poiché già

nel 1970 __________ abbandonò il tetto coniugale dall'oggi all'indomani senza

dare più sue notizie. Il divorzio venne pronunciato nel 19__________. AC 1

iniziò quindi a lavorare presso dei privati come donna di servizio. Nel 19__________

conobbe __________, con il quale ha convissuto fino al mese di agosto/settembre

del 1999 e dal quale ebbe una figlia, __________, nel __________. AC 1 e __________

abitarono insieme a __________, a __________ e poi, dal 1982, a __________.

Dopo la separazione l'imputata è tornata ad abitare a __________. Tra il mese

di dicembre 2003 ed il mese di aprile 2004 la AC 1 ha perso entrambi i suoi

genitori.

La salute dell'accusata si

è deteriorata nel tempo ed è oggi in invalidità al 50%. Percepisce dall'AI una

rendita di circa fr. 950.--. In aula AC 1 ha precisato di beneficiare anche di

una rendita complementare e di non avere debiti.

Sulla scorta delle

dichiarazioni di __________ - in assenza di altri accertamenti - si ha che __________

vive a __________ dove ha fondato la sua famiglia (cfr. VI PP __________

18.8.2004

AI A.7). __________, impiegata d'ufficio, si è invece sposata con __________

nel 1994. La coppia abita a __________ in una casa donata da __________ alla

figliastra per le sue nozze.

2.

PL 1, cittadina

svizzera, è nata a __________ il __________ ed è deceduta il __________. Era

figlia di un saldatore proprietario di una piccola fattoria, deceduto due anni

dopo la sua nascita, e di una casalinga. Era cresciuta con la mamma e la nonna

materna. Aveva frequentato a __________ le scuole

primarie e due anni di

scuole secondarie conseguendo il diploma di sarta. Aveva quindi svolto tale

attività a __________ fino ai 24 anni quando si trasferì a __________. Qui

insegnò presso una scuola di sartoria ed aprì un negozio. Nel corso di 20 anni

di attività arrivò ad impiegare 6 dipendenti. Nel 19__________ la signora PL 1

si sposò con un alto funzionario federale, deceduto nel 1983 e dal qual non

ebbe figli. Poco dopo la morte del marito la signora PL 1 si trasferì a __________

(cfr. dati anamnestici esposti nella lettera 9.10.1997 della dr.ssa __________

e del Dr. __________ alla dr.ssa __________ dell'ospedale distrettuale di Valle

Maggia, allegata alla cartella medica relativa alla degenza 28.8.1998 -

8.9

).

3.

L'imputata conobbe

la signora PL 1 nei primi anni '90 poiché le fu presentata dall'allora

fidanzato di sua figlia __________, __________

__________ - consulente

finanziario e gestore di patrimoni presso la sede di __________ della __________

di cui era vicedirettore al momento dei fatti oggetto del presente giudizio -

fece la conoscenza della signora __________ attorno alla metà degli anni '80

nella sua veste di consulente alla clientela privata presso __________ di __________.

La signora __________ era

da poco diventata vedova__________, già fiduciario commercialista dei signori PL

1.

e poi della vedova PL 1, ha dichiarato che quest'ultima incominciò a parlarle

del signor __________ dopo la morte del signor PL 1.

"

La signora PL 1 ha iniziato a parlarmi di un tale signor ______

quando era già vedova, credo verso la fine degli anni '80. So che il signor __________

lavorava ancora presso l'______, prima che passasse alla __________ di Lugano.

La signora PL 1 mi dava l'impressione di essere contenta e si fidava di questo

signor __________." (VI PP __________

9.5.2001

AI A.2)

In __________ la signora PL

1.

era, a quel tempo, intestataria e beneficiaria economica del conto no. __________.

Più tardi, la signora PL 1, aprirà, sempre in __________, una seconda relazione

bancaria: il conto cauzione affitto no. __________ (AI 2.2.).

Dall'esame della

documentazione bancaria del conto no. __________ emerge che la signora PL 1

aveva conferito al signor __________ una procura individuale sul conto no __________

il 20.3.1992 (allegato all'AI 2.2.). Tale procura non gli venne mai tolta,

neppure a seguito della revoca del mandato di fiduciario commercialista, di cui

si dirà qui sotto.

4.

Il rapporto di

fiducia tra la signora PL 1 ed il suo consulente finanziario si consolidò a tal

punto che, nel 1989, quando __________ lasciò __________ di __________ per

andare a lavorare presso la __________ di __________, la signora PL 1 trasferì

parte del suo patrimonio presso l'istituto bancario luganese.

a) __________ testimoniò tale

trasferimento di fondi.

"

Se non vado errato si tratta di conti che __________ sono poi

passati alla __________. Credo nel 1992, in ogni caso penso poco prima che non

mi venisse più confermato il mandato io ho chiesto alla signora ______di

controllare il corretto trasferimento dei conti, rispettivamente deposito

titoli dalla __________ alla __________, cosa che poi effettivamente abbiamo

fatto insieme. Tutto mi sembrava in ordine." (VI

PP __________ 9.5.2001 AI A.2)

A seguito del

consolidamento del rapporto di fiducia tra la signora PL 1 e __________, __________

si vide revocato, per atti concludenti, il mandato di fiduciario

commercialista. L'incombenza di allestire le dichiarazioni fiscali della

signora PL 1 venne assunta da __________, così come da quest'ultimo dichiarato

in inchiesta.

A tal proposito __________

ha dichiarato che, dopo essersi occupato per diversi anni dei signori PL 1,

"un bel giorno" la signora PL 1 non si fece più viva.

"

Suppongo che ad un certo momento ______ si sia offerto per farle

la dichiarazione dell'imposta gratuitamente e da lì quindi il venir meno del

mandato del sottoscritto." (VI PP __________

9.5.2001

AI A.2)

b) A seguito del decesso della

signora PL 1 è stato possibile accertare - sulla base dei testamenti che ella

redasse e consegnò al signor __________ ed al signor __________, suo vicino di

casa - che nel mese di maggio del 1992 e più precisamente il 1 maggio, il 2

maggio ed il 4 maggio, la signora ______ aveva disposto delle sue volontà in

tre testamenti olografi.

In questi testamenti la

signora PL 1 aveva istituito eredi il signor __________, il signor __________,

il signor PL 1, suo cognato, la signora __________ di Zurigo, la signora __________,

portinaia dello stabile dove abitava a Muralto, il dottor __________,

presidente della __________ facendoli beneficiare di somme che oscillavano fra

i fr. 3'000.-- ed i fr. 30'000.--, il resto del proprio patrimonio dovendo

essere destinato ad enti di beneficenza.

c) Come detto quindi, tornando

alla cronologia dei fatti, la signora PL 1, seguì il suo consulente finanziario

e trasferì parte del suo patrimonio presso la Banca __________ aprendo, in un

primo momento il conto no__________ in data 21.10.1988. Questa relazione venne chiusa

il 30.1.1990. Nel 1992 aprì un secondo conto corrente e più precisamente il

conto no. __________n data 17.2.1992. Su quest'ultimo conto corrente, la

signora PL 1 conferì procura generale ed individuale con effetto "post

mortem" al signor __________ di Langnau (cfr. AI 7.2.)

Il signor __________,

sentito in esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria intercantonale,

ha dichiarato, in data 24 ottobre 2001 (allegato all'AI 10.1), di avere

conosciuto la signora PL 1 all'inizio degli anni '90 tramite sua moglie in

occasione di un soggiorno di cura in __________ e di avere allacciato con

l'anziana signora un buon rapporto che, per lo meno fino al 1997, non

contemplava questioni di natura finanziaria. __________ ha confermato di avere

avuto la procura sui conti della signora PL 1, ma non ne ha indicato lo scopo

né la ragione. La coppia AC1 e la signora PL 1 - sempre sulla scorta delle

dichiarazioni di __________ - si frequentavano amichevolmente: i signori __________

la accompagnavano nei suoi soggiorni di cura, la signora __________ invitava

per le ferie i signori __________ a casa sua.

d) Sulla scorta delle

dichiarazioni di __________, in parte sostanziate da documentazione prodotta in

occasione del suo interrogatorio del 24.10.2001, la PL 1, nel periodo della

loro frequentazione, aveva disposto dei lasciti a favore dei coniugi __________

per le cure che le avevano prestato. In data 30 settembre 1993, l'anziana

signora aveva disposto a favore del signor __________ una cessione del credito

di fr. 200'000.-- che vantava nei confronti di __________ e più tardi, in data

5.

ottobre 1995, aveva disposto che alla sua morte il signor AC1 e sua moglie

beneficiassero ciascuno di fr. 10'000.--.

5.

Nel 1993 __________

lasciò l'istituto bancario luganese per trasferirsi a Bellinzona presso la

Banca __________.

La signora PL

1, seguì nuovamente il suo consulente e chiuse in data 31.1.1994 il suo

conto corrente presso la __________ e aprì in data 29.11.1993,

presso la sede di Bellinzona della Banca __________ un conto corrente creditore

no. __________ ed un deposito titoli no.__________.

Risultano

inoltre, sempre presso la Banca __________, altri due conti correnti intestati

alla signora PL 1 e meglio il conto corrente no __________ "marchi

tedeschi" ed il conto corrente no __________ "dollari".

Gli averi

depositati dalla signora PL 1 presso la Banca ______ non vennero mai dichiarati

alle autorità fiscali.

Chiamato a

descrivere i suoi rapporti con la signora PL1, ______ ha dichiarato quanto

segue:

" Ricordo che la

signora ______ era abbastanza sola e che doveva stare attenta alle persone che

cercavano di approfittarsi di lei; subì anche delle perdite cui io attraverso

la mia consulenza ed il mio intervento riuscii in parte a rimediare. In

particolare aveva fatto dei prestiti a terze persone che non riuscì più a

recuperare." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

" La signora ______ era

molto attenta a quello che succedeva con i suoi soldi e questo fino in ultimo.

Voleva dei resoconti precisi e chiari di quello che avveniva con i suoi

soldi." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

" Le transazioni che io

effettuavo sui conti della signora ______ avvenivano dietro sua istruzione o

sua autorizzazione. È chiaro che lei agiva su mio consiglio. Negli ultimi anni

lei mi dava gli ordini telefonici verbalmente, io eseguivo l'operazione di cui

lei successivamente mi dava scarico controfirmando il ritiro della

corrispondenza e, ogni tanto, anche la dichiarazione di scarico. Quest'ultima

cosa succedeva più o meno una volta all'anno. Si tratta di una prassi usuale

della nostra banca, segnatamente quando esiste un rapporto di fiducia con il

cliente." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

" ADR

per quanto riguarda i rapporti con la signora ______, devo dire che la stessa

era, specialmente all'inizio, assai pignola di modo che voleva essere sempre

informata preventivamente degli investimenti che si intendevano fare e dava

solo in seguito il suo benestare. Più tardi, essendosi instaurato un rapporto

di fiducia, era sufficiente che le mostrassi l'estratto patrimoniale e lei,

conseguentemente, firmava lo scarico. Poteva capitare che la signora desse

degli ordini telefonici." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

6.

Il signor AC1 ha dichiarato-

sempre in occasione della sua audizione del 24 ottobre 2001 - che la signora ______,

nel corso del 1997, gli avrebbe confidato che il suo consulente, il signor ______,

la ingannava. AC1 si sarebbe quindi dichiarato disposto a gestire il suo

patrimonio.

In data 21.4.1997 venne

accreditato l'importo di fr. 30'000.-- su di un conto intestato alla signora ______ presso l'istituto di credito ______ di

Langnau sul quale AC1 beneficiava di una procura.

L'importo in questione

proveniva, con tutta verosimiglianza, dal conto corrente in Banca ______,

ritenuto come qualche giorno prima, e meglio in data 18.4.1997, su tale conto

si registra un prelevamento di fr. 40'000.--.

AC1 non ebbe però il tempo

di cominciare a gestire tale somma poiché la signora ______ dispose in data 29

agosto 1997 che la stessa le venisse stornata sul suo conto in ______ di

Locarno.

Lo storno avvenne in data

4.9.1997

Interrogato sui motivi di

tale ordine, AC1 ha dichiarato di essere stato sorpreso dall'agire della

signora ______aggiungendo che a suo parere fu ______ a consigliarla in tal

senso.

______, dal canto suo, ha fornito

un'altra chiave di lettura, dichiarando che:

"

Mi risulta tuttavia che negli anni '96-'97 fece alcuni importanti

prelevamenti per ca. 20'000-30'000.-- CHF alla volta e che consegnò ad un tale

signor AC1 di Berna. Con questa persona si offese poi a morte perché avendola

invitata a raggiungerlo nel canton Berna la fece collocare in una sorta di

ricovero per casi difficili. Mi sembra fu poi la signora AC1a recarsi nel

canton Berna a riprendere la signora ______ e riportarla in Ticino." (VI PP ______

20.9.2001

AI B.2.)

AC1 non fa

riferimento all'episodio nei termini esposti da ______. Ha però affermato -

sostanziando in parte il dire di ______ - che alla fine del mese di agosto del

1997.

andò a prendere la signora ______a ______ e la portò a Leissigen per le

ferie.

Qualunque

sia stata la ragione che indusse la signora ______ ad aprire il conto presso la

______ nel mese di aprile del 1997 ed a chiuderlo nel mese di agosto, si può

per lo meno dare per accertato che AC1 -così come da lui dichiarato - non ebbe

più contatti con la signora ______ a partire dal mese di settembre del 1997.

7.

Nel

1998.

______ si trasferì presso la sede di Locarno della Banca ______, ma rimase

consulente dei conti ______ presso la sede di Bellinzona.

8.

Sulla

defunta signora ______ sono state rese, dalle persone che la conobbero e che

non hanno avuto alcun ruolo nei fatti oggetto del presente giudizio, le

seguenti dichiarazioni:

a) Il signor ______, in una

lettera indirizzata all'avv. ______, ha ricordato la signora ______come una

persona che "cambiava spesso la sua opinione". (allegato D al VI PP ______

9.5.2001

AI A.2).

b) AC1 afferma che la signora ______

era una persona molto diffidente e molto volubile. (verbale AC1 24.10.2001 pag.

4, allegato all'AI 10.1.)

c) ______ ha

affermato che la signora ______era molto attaccata ai soldi e che difficilmente

faceva regali. Aggiungendo che

"

A noi, per esempio, dava ogni tanto, forse una volta all'anno CHF

10.

-- da spartire tra i 10 nipoti. Capitava che chiedesse a qualcuno se volesse

qualche cosa di suo, per esempio un tappeto, ma allora pretendeva che fosse

pagato. Al limite poteva regalare un paio di scarpe vecchie o qualche capo di

abbigliamento vecchio o usato. (…). Posso ancora aggiungere che due o tre dei

traslochi fatti dalla signora ______ negli ultimi tempi erano collegati a

questioni di soldi nel senso che le era stato chiesto di pagare delle spese

extra. Noi le avevamo detto che costavano più traslochi di quello che ci avrebbe

guadagnato, ma lei era abbastanza testarda in qual ramo e non sentiva ragione.

Mi ricordo ancora che ai tempi aveva fatto un prestito che poi non le venne

restituito e non fu per nulla contenta" (cfr.

VI PP ______18.5.2001

AI A.4)

d) Dichiarazioni più o meno

concordanti che vanno a dare credito alle dichiarazioni rese dall'imputata, dal

genero e dal suo convivente.

AC1 ha

dichiarato che la signora ______ "aveva

un carattere molto difficile: non le andava mai bene niente; quando le facevo

anche solo una piccola osservazione mi diceva "tu non mi comandi".

Era un atteggiamento che aveva con tutti. La signora ______ ordinava ed io

eseguivo " (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

______ ha dichiarato che

la signora ______ "Era decisamente

tirchia." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

______

ha dichiarato che la signora ______era "molto

tirchia ed egoista. Dico che era egoista perché quando le cose andavano bene

per lei, se ne fregava degli altri e se ne fregava della mia famiglia (…)

Quando si sposò la figlia di AC1, ______, con il signor ______, salvo errore la

______le versò quale regalo di matrimonio la somma di fr. 100.--. Non ricordo

se questa era la cifra esatta, comunque l'importo si aggirava attorno a questa

somma. Mi ricordo comunque che fra noi famigliari si commentò l'episodio."

(VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)

9.

Venendo quindi alle circostanze in cui AC1 conobbe la signora ______ la

Corte ha accertato quanto segue:

AC1ha

dichiarato di avere conosciuto la signora ______ siccome ______ le disse che

l'anziana signora stava cercando una donna di servizio.

"

La signora ______ l'ho conosciuta alla fine degli anni '80 inizio

anni '90. L'avevo conosciuta tramite il marito di mia figlia. Essa conosceva

mio genero poiché era cliente dell'______ quando lui lavorava ancora presso

quell'istituto di credito. Da lui venni a sapere che la signora ______ cercava

qualcuno che si occupasse di assisterla in casa con pulizie, la spesa,

trasporti, compagnia, ecc. Ricordo che abbiamo fatto tre traslochi assieme: da

ultimo ha abitato in un appartamento nello stabile "______"

a Locarno. (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

"

Convenimmo che mi avrebbe versato fr. 500/600.-- al mese per

coprire le spese, tipo quelle del costo della benzina per le passeggiate che

facevamo insieme. In questi fr. 500/600.-- era compreso anche qualcosa per la

mia remunerazione. Io percepii questa indennità fino alla morte della signora ______.

Poteva capitare che alle volte mi desse solo fr. 400.--. (…) Aggiungo ancora

che io in tutto questo tempo non ho mai chiesto aumenti alla ______." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

______ ha confermato tali

dichiarazioni:

" Fin dall'inizio la

signora AC1si è impegnata molto per la ______ sebbene questa inizialmente fosse

ancora autonoma. Inizialmente si occupava della pulizia di casa, l'accompagnava

dai medici qualche volta cucinava, lavava i vestiti. Con il tempo questo

impegno si è pure intensificato. Mi risulta che in ogni caso la signora AC1percepiva

uno stipendio su base oraria dalla signora ______. So che veniva pagata a

contanti. Non saprei dirlo con precisione ma credo che percepisse qualcosa come

400-500 CHF mensili. Assomigliava ad un rimborso spese." (VI PP ______

20.9.2001

AI B.2.)

Sempre ______

chiamato a descrivere la natura del rapporto tra le due donne ha dichiarato

che:

" Tra la signora ______

e la signora AC1 vi era sicuramente un rapporto di fiducia e di amicizia

quantunque, devo sottolineare che la signora ______ era anche dura nei suoi

confronti e approfittava anche un po’ della bontà della AC1. Indubbiamente il

rapporto era tale per cui la signora ______ ordinava e la signora AC1 eseguiva

quanto richiestole." (VI PP ______

20.9.2001

AI B.2.)

10.

In

data 14.12.1995, la signora ______ conferì procura a AC1

sul conto ______ presso il ______ con

effetto "post mortem". Più tardi, in data 20.9.1996, ______

conferì procura alla AC1 anche sul conto ______ in ______.

L'imputata ha affermato di avere ottenuto procura pure sul conto corrente

postale della signora ______, anche se tale circostanza non è stata appurata in

fase d'istruttoria.

Sul conferimento delle

suddette procure ed in particolare di quelle sui conti bancari, AC1, durante

l'inchiesta, ha dichiarato quanto segue:

"

Posso dire che la signora ______ si fidava molto di me. Ad un

certo punto mi fece una procura sui suoi conti, prima all'______ e poi alla

Banca ______. Successivamente estese anche questa procura alla Posta." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

" Ricordo ancora che

una sera, a casa della ______, giunse mio genero e insieme a loro due mi chiesero

di sottoscrivere un documento che mi spiegarono essere una procura a mio nome

sul conto della signora ______ c/o Banca ______. Quando chiesi spiegazioni,

entrambi mi dissero di non preoccuparmi, di stare tranquilla che non vi erano

problemi per me." (VI PP AC1 9.4.2002 AI

B.6)

Sebbene AC1 abbia

dichiarato che la signora ______ si fidasse molto di lei, ______ ha precisato

che la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse a conoscenza

dell'ammontare del suo patrimonio.

" Non mi risulta che la

signora AC1fosse al corrente delle disponibilità finanziarie della signora ______.

Del resto la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse presente quando

io mi recavo a casa sua ad illustrare la sua situazione patrimoniale". (VI

PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

In aula AC1ha

precisato che la procura, in particolare di quella sui conti presso la Banca ______,

le venne conferita unicamente per ragioni di praticità.

"

Il senso della procura era che se un giorno lei non poteva andare

in banca per praticità ci potevo andare io. Questo per desiderio della signora ______.

A precisa domanda a sapere se ci sono altri motivi per i quali fu allestita la

procura del 14.12.1995 rispondo che a mia conoscenza no. Era quindi solo per

facilitare le pratiche se doveva andare in banca. È capitato solo due volte,

non di più, che io sono andata in banca a fare delle operazioni. In quelle

circostanze la signora ______mi ha aspettato in macchina oppure nella hall

della banca. Ribadisco che altre finalità questa procura non ne aveva." (verb dib. pag. 2)

In realtà AC1 non andò mai

a prelevare sul conto della Banca ______, prima del 1.10.1998, mentre si recò

diverse volte in ______ e meglio come emerge dalla documentazione bancaria in

atti qui riassunta in una griglia che indica la data del prelevamento, il conto

addebitato, la somma prelevata e l'identità dell'autore materiale del

prelevamento desumibile dalle fiches di prelevamento agli atti.

In ______:

18.08.1997

______ 533.742.J1 P

50'000.--

______

22.01.1998

______ 533.742.J1 P

5'000.--

______

23.01.1998

______ 533.742.J1 P

5'000.--

AC1

02.02.1998

______ 533.742.J1 P

2'000.--

______

16.02.1998

______ 533.742.J1 P

4'000.--

AC1

23.02.1998

______ 533.742.J1 P

5'000.--

______

13.03.1998

______ 533.742.J1 P

2'000.--

______

30.03.1998

______ 533.742.J1 P

2'000.--

AC1

09.04.1998

______ 533.742.J1 P

3'000.--

AC1

04.05.1998

______ 533.742.J1 P

3'000.--

______

07.05.1998

______ 533.742.J1 P

1'000.--

AC1

07.05.1998

______ 533.742.J1 P

5'000.--

______

19.05.1998

______ 533.742.J1 P

3'000.--

______

20.05.1998

______ 533.742.J1 P

800.

--

AC1

17.06.1998

______ 533.742.J1 P

4'000.--

______

19.06.1998

______ 533.742.J1 P

1'000.--

AC1

02.07.1998

______ 533.742.J1 P

4'000.--

AC1

10.07.1998

______ 533.742.J1 P

4'000.--

AC1

17.07.1998

______ 533.742.J1 P

600.

--

AC1

24.08.1998

______ 533.742.J1 P

6'000.--

AC1

16.09.1998

______ 533.742.J1 P

35'000.--

______

In

Banca ______:

18.08.1997

BdS ______

45'000.--

______

30.01.1998

BdS ______

3'000.--

______

10.02.1998

BdS ______

13'000.--

______

23.03.1998

BdS ______

2'000.--

______

06.04.1998

BdS ______

3'000.--

______

09.04.1998

BdS ______

2'000.--

______

07.05.1998

BdS ______

406,25.--

______

22.05.1998

BdS ______

2'000.--

______

05.06.1998

BdS ______

3'000.--

______

28.07.1998

BdS ______

30'000.--

______

11.

Le condizioni di

salute della signora ______ peggiorarono gradualmente, ma progressivamente. La

signora ______venne ricoverata presso l'ospedale Valmaggese di Cevio nel 1997 e

nel 1998 per un totale di 10 degenze (cfr. AI 4.17)

AC1 ha dichiarato che la

sua assistenza all'anziana signora si fece più intensa negli ultimi tre anni.

"

Nel corso degli ultimi 3 anni il mio intervento si era molto

intensificato nel senso che la signora ______ richiedeva che io rimanessi per

12.

ore di fila; capitava così che io rimanessi a dormire con lei quando si

trovava al ricovero. Quando era a casa io dormivo da lei 3 notti la settimana

ed inoltre le preparavo i pasti. Sempre gli ultimi 3 anni io tutte le mattine

mi recavo da lei alle ore 9.00, le facevo fare il bagno, la vestivo, le

preparavo la colazione e le davo le medicine. Le medicine non le voleva da

nessun altro, tant'è vero che ha mandato via degli operatori del servizio di

aiuto domiciliare. In seguito nel corso della mattina uscivamo magari a fare

una passeggiata ed a mezzogiorno mangiavamo qualcosa insieme. Si trattava in

definitiva di una frequentazione molto intensa. Ricordo che l'accompagnavo per

esempio anche a fare le cure termali a Stabio ed a Abano: ciò succedeva al

minimo due volte all'anno ed io rimanevo con lei: ovviamente mi pagava tutto il

soggiorno. (…).Personalmente avevo investito tutta me stessa su di lei.

(…)" (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

Dichiarazioni confermate

da quelle rese da ______ ______ (cfr. VI PP 20.9.2001 AI A.6), da ______ (VI PP

18.8.2004

AI A.7) e da ______ (VI PP 2.10.2001 AI B.5.).

Per quanto concerne il

periodo in cui l'assistenza della signora AC1si sarebbe intensificata, si noti

che all'avv. ______ questo venne fatto risalire dall'imputata agli ultimi due

anni (cfr. dichiarazione 30.3.1999 della signora AC1, allegato E alla

segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000) e non agli ultimi tre

come dichiarato in istruttoria.

Va inoltre specificato

che, come vedremo qui di seguito, la signora ______ venne più volte ricoverata

presso l'ospedale Valmaggese nel 1997 e nel 1998 e che a partire dall'8

settembre 1998 la stessa fu collocata nella casa anziani ______.

In aula AC1 ha dichiarato

che il suo impegno per la signora ______ si era talmente intensificato che

doveva seguirla anche quando l'anziana signora veniva ricoverata in ospedale.

Dalle cartelle cliniche

agli atti non emerge una costante presenza della signora AC1 presso il

nosocomio. Emerge per contro che la signora AC1 non fosse costantemente

presente in ospedale al cospetto della signora ______.

12.

Per quanto attiene

alle disposizioni di ultima volontà formulate dalla signora ______ - sulla

scorta della documentazione assunta agli atti in occasione dell'audizione

dell'avv. ______ - si ha che nel mese di aprile del 1998 la signora ______formulò

un ultimo testamento in cui specificava di non avere eredi e di lasciare alla

famiglia ______ di Locarno la somma di fr. 15'000.-- (allegato H al doc. dib

4).

In precedenza e meglio in

data 2.1.1995, l'anziana signora formulò, in un altro testamento olografo, le

sue ultime volontà a favore dei signori ______ di ______, lasciando loro il suo appartamento ammobiliato (allegato

G al doc. dib 4)

Non vi è quindi traccia di

un testamento a favore dell'imputata.

13.

Nel mese di settembre

del 1998, le competenti autorità diedero inizio alla procedura di nomina di un

curatore per la signora ______.

a) La signora ______,

segretaria della delegazione tutoria di Locarno, ha illustrato le circostanze

che dettarono l'avvio di detta procedura.

"

Se ricordo bene il caso di ______ ci era stato segnalato

dall'ospedale di Cevio. Ci era stata inviata una lettera in cui si indicava che

l'interessata non era più in grado di provvedere alla gestione dei propri

interessi e che quindi si chiedeva un intervento dell'autorità tutoria. Mi

ricordo che vi era un problema pratico abbastanza importante nel senso che la

signora ______ non risultava più in grado di rientrare al proprio domicilio non

essendo sufficientemente autonoma. Mi ricordo che mi venne detto dagli

operatori dell'ospedale che l'interessata non era neppure in grado di avere un

colloquio, rispettivamente che aveva dei momenti di lucidità in cui non era in

grado di riconoscere le persone." (VI PP ______ 15.5.2001 AI A.3)

Nel corso della penultima

degenza della signora ______ presso l'ospedale Valmaggese i medici assistenti

ritennero di interpellare la delegazione tutoria in considerazione delle nuove

condizioni della paziente dovute al decorso della sua malattia:

"

La signora indicata a margine è degente presso il nostro istituto

dall'8.7.1998 per una malattia (vedi certificato medico) che non le permette

più di occuparsi dei propri interessi economici. Per la nuova situazione venutasi

a creare ritengo opportuno l'istituzione di una misura cautelare" (allegato B alla segnalazione della delegazione

tutoria del 21.7.2000, AI 1.1)

Dal certificato medico

allegato alla segnalazione si legge che

"la paziente menzionata si trova in condizioni psico fisiche tali da non

essere in grado di gestire i suoi interessi economici." (allegato B alla

segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000, AI 1.1)

Dalla disamina delle

cartelle mediche trasmesse dall'ospedale di Cevio, ed acquisite agli atti, ed

in particolare di quelle delle due ultime degenze della signora ______ avvenute

rispettivamente dal 8.7.1998 al 21.8.1998 e dal 28.8.1998 all'8.9.1998, emerge

il seguente stato di salute dalla paziente riassunto dal medico Primario dell'ospedale

Valmaggese, Dott.ssa ______ e dal Medico Assistente, Dott.

______ in uno scritto datato 28.9.1998 all'attenzione del

dott. ______ di Locarno:

"

Si tratta di una paziente 88.enne, nota per numerosi ricoveri

all'ORL e presso il nostro Istituto negli ultimi anni, che ora ci viene

trasferita dall'ORL - Medicina, dopo un episodio di angor prolungato senza

movimento enzimatico /alterazioni ECG. Come problema principale attualmente

impone un'importante sindrome psico-organica con episodi confusionali, ideazioni

paranoici alternate ad episodi depressivi con suicidalità (sottolineatura ad opera del

redattore), motivo per il quale iniziamo una terapia neurolettica con

Haldol e antidepressiva con Tolvon oltre a Distraneurin per la notte. La

paziente in seguito piuttosto tranquilla e gestibile, dal lato

cardiocircolatorio asintomatica sotto la terapia stabilita all'ORL (Tenormin

subite, Aspirina Cardio, Nitroderm TTS). Dopo circa una settimana di degenza è

improvvisamente entrata in uno stato saporoso con ipotensione arteriosa

prolungata, senza deficit neurologici focali. Dopo la somministrazione di

infusioni con Glucosaline e Plasmasteril la pressione si è poi normalizzata

mentre lo stato di coscienza rimane alterato fino al giorno seguente.

Attribuiamo questo episodio all'effetto della terapia neurolettica con Haldol

che viene quindi sospesa e più tardi sostituita con piccole dosi di

Melleretten. La paziente è in seguito piuttosto gestibile e stabile dal lato

psichico (non più idee suicidali), ma comunque si evidenziano episodi di stato

confusionale notturni e incontinenza uro-fecale. Abbiamo approfittato della

degenza per eseguire la fisioterapia di mobilizzazione e antalgica per una

sindrome lombovertebrale esacerbata. Viene poi dimessa a casa in condizioni

discrete, ma dopo solo una settimana rientra in Ospedale in seguito ad una

caduta con contusione del ginocchio destro e del ramo schio-pubico. La paziente

appare questa volta molto deperita, disidratata, in uno stato confusionale con

sonnolenza (sottolineatura ad opera del redattore). Si è ripresa poi dopo

pochi giorni con la terapia del caso, ma la mobilizzazione rimane comunque

difficile a causa della grave poliartrosi. Resta sempre asintomatica dal lato

cardio-circolatorio (non angor né crisi di dispnea) ma per una tendenza

all'ipotensione arteriosa viene ulteriormente ridotta la terapia diuretica. Vista

l'evidente impossibilità di ritornare a domicilio, dove vive da sola, (indice

di Barthel 60/100), la paziente ha accettato una sistemazione definitiva presso

la casa Anziani Canfora, dove è entrata il giorno 8 settembre1998. (sottolineatura ad opera del

redattore)"

In aula la AC1, a domanda

del Presidente, ha dichiarato che la signora ______ stava bene di salute sino

agli ultimi suoi giorni.

Tale affermazione non solo

è in contraddizione con quanto osservato dai medici, con la conseguente

necessità di ricoverare la signora ______ in una casa per anziani, e con quanto

dichiarato dalla signora ______, riferendosi al colloquio

avuto con la signora AC1ed in particolare alle ragioni che dettavano la

necessità di nominare all'anziana signora un curatore:

"

Io le spiegai la situazione, che io potei constatare che lei

conosceva meglio di me." (VI PP ______15.5.2001

AI A.3.)

Ma è addirittura smentito

da ______, il quale dichiara che la signora ______ era talmente malata che non

ce la faceva più ad andare in banca a fare i prelevamenti:

"

AD del difensore risponde: per un periodo di tempo so che la ______andava

con la AC1a fare dei prelevamenti in banca, successivamente diede l'incarico

alla AC1e lei non ci andò più. Questo perché la ______era talmente malata che

non ce la faceva più." (VI PP ______

18.8.2004

AI A.7.)

Come visto in precedenza

l'ultimo prelevamento effettuato dalla signora ______ risale al 16.9.1998.

b) La signora ______ prese

informazioni presso l'Ospedale di Cevio e convocò la signora AC1:

"

Io mi informai presso l'assistente sociale dell'ospedale se vi

era qualcuno che si prendeva cura della signora rispettivamente che aveva

contatti con lei. Mi venne risposto che vi era una signora AC1che andava a

trovarla regolarmente e che le portava anche gli effetti personali quando ne

aveva bisogno. Non erano conosciuti famigliari con i quali la ______ avesse dei

contatti. Io chiesi se vi erano altre persone che avevano contatto con la ______

ma l'assistente sociale mi disse che a lui non risultava nessuno. Fu poi lui a

darmi il recapito telefonico della signora AC1con la quale poi io presi

contatto, invitandola a passare negli uffici della Delegazione tutoria: cosa

che fece forse una settimana dopo." (VI PP ______15.5.2001

AI A.3.)

La signora AC1si presentò

quindi presso gli uffici della Delegazione tutoria. La signora ______ ha

riferito, in inchiesta, del contenuto di quell'incontro.

"

Io le spiegai (…) cos'era la Delegazione tutoria e in cosa

consisteva l'istituzione di una misura quale la curatela. Io poi le chiesi se

era disposta ad assumere l'incarico di curatrice cosa che lei accettò subito.

Io naturalmente le spiegai anche che doveva allestire un inventario e come lo

doveva fare, dichiarando d'altra parte la disponibilità della Delegazione

tutoria ad aiutarla dove avesse incontrato dei problemi. (…). Non mi ricordo se

la signora AC1mi parlò di eventuali conti non dichiarati fiscalmente appartenenti

alla curatelata. È comunque pacifico che se lo avesse fatto io le avrei detto

che, conformemente anche alla prassi invalsa presso la nostra Delegazione

tutoria, avrebbe dovuto registrarli nell'inventario della curatela. Posso

escludere nel modo più assoluto che la sottoscritta o altri membri della

Delegazione tutoria abbiano detto alla signora AC1che poteva anche non

registrare ad inventario eventuali conti in nero non dichiarati fiscalmente.

Devo ancora aggiungere che io a titolo precauzionale spiegavo sempre ai

curatori o tutori che qualora successivamente all'allestimento dell'inventario

fossero emersi beni prima sconosciuti questi avrebbero dovuto in ogni caso

essere registrati nel primo rendiconto successivo alla scoperta." (VI PP ______15.5.2001 AI A.3.)

AC1ha confermato le

dichiarazioni della signora ______:

"

Confermo che io ad un certo punto venni convocata dalla

segreteria della Delegazione tutoria, la quale mi disse che dovevo allestire un

inventario: a me pareva che tutto fosse semplice anche perché la segretaria mi

disse che non vi erano problemi. Mi disse anche che se avessi incontrato

problemi mi avrebbero aiutata. (…) Io ricordo che chiesi alla Delegazione

tutoria cosa dovevo inserire nell'inventario: loro mi dissero di mettere tutto

quello che aveva la signora ______ e di tralasciare le cose inutili, cioè

quello che era da buttar via. Non mi hanno informata tutta via delle

conseguenze di un'eventuale omissione di una qualche posta

nell'inventario." (VI PP AC1

20.9.2001

AI B.1.)

Per quanto concerne poi le

istruzioni ricevute circa eventuali beni non dichiarati fiscalmente, AC1, in

aula, per la prima volta, ha dichiarato che: "la segretaria della

delegazione tutoria mi aveva spiegato che nell'inventario andavano iscritti

anche conti eventualmente non dichiarati." (verb dib. pag. 2)

c) AC1 venne quindi designata

curatrice della signora ______ dalla Delegazione Tutoria della città di Locarno

in occasione della seduta del 18 settembre 1998. I suoi compiti erano quelli di

amministrare la rendita e la sostanza della curatelata e assisterla in ogni suo

bisogno amministrativo e di presentare alla Delegazione tutoria i rendiconti

finanziari e morali annui. Le venne inoltre impartito un termine di 30 giorni

per presentare l'inventario dei beni della curatelata. (decisione di nomina del

curatore del 18/21 settembre 1998, allegato A alla segnalazione della

Delegazione Tutoria della città di Locarno del 21.7.2000 AI 1.1)

AC1si rivolse a ______ per

l'allestimento dell'inventario poiché - suo dire - ella non era in grado di

farlo da sola. ______ ha dichiarato di avere accettato tale incombenza poiché

aveva sempre allestito la dichiarazione delle imposte dell'anziana signora. Il

documento venne allestito dalla AC1insieme al signor ______, ma senza la partecipazione

della signora ______, così come dichiarato in aula dall'imputata (contra art.

367.

e 419 CC).

In fase di

allestimento dell'inventario, AC1si rivolse alla Delegazione tutoria per

ottenere dei chiarimenti limitatamente alla modalità d'iscrizione ad inventario

del mobilio di proprietà della signora ______, così come riferito dalla signora

______

"

Mi ricordo che qualche tempo dopo la designazione della curatrice

la stessa si presentò presso la Delegazione tutoria chiedendo un'informazione

circa il modo in cui doveva presentare la distinta dei mobili della casa. Mi

pare comunque che era arrivata con il modulo dell'inventario già parzialmente

compilato. " (VI PP ______15.5.2001 AI

A.3.)

Circostanza, quella della

registrazione dei mobili ad inventario, confermata anche da ______.

" Mi ricordo di essermi

recato con la signora AC1nell'appartamento della signora ______ dove abbiamo

verificato la presenza di mobili o altri oggetti da iscrivere eventualmente

nell'inventario" (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

d) L'inventario della sostanza

mobile e immobile spettante a ______ venne quindi presentato in data 30.9.1998 ed

approvato dalla Delegazione tutoria in data 6.11.1998.

Ad inventario, non

figuravano passivi, mentre vennero iscritti i seguenti attivi:

diversi beni mobili come

da lista d'inventario allegata dell'appartamento 2 ½ locali nel Palazzo ______,

via ______. ______ (valore assicurativo fr. 101'800). Valore commerciale (come

da tassazione al 1.1.1997): Valore: fr. 0.--;

alcuni effetti personali

in possesso della curatelata (orologio da polso, anello, catenina) Valore

commerciale. Valore: fr. 0.--;

1.

conto risparmio terza

età no. 593.742.J1 P c/o ______ Locarno, per l'accredito di AVS, pensione,

interessi attivi e pagamento delle fatture. Saldo al 25.0.1998. Valore: fr.

5'761,59;

fr. 200'000.-- 5% prestito

privato 1.7.1994 (int. annuo, pagabile in rate semestrali al 30.6. e 31.12.,

disdetta con preavviso di 6 mesi) a favore di ______, 6646 Contra (come da

tassazione). Valore. Fr. 200'000.--

Per un totale di fr.

205'761,59

e) AC1, in qualità di curatrice

della signora ______, partecipò all'allestimento e presentò un inventario nel

quale omise consapevolmente di indicare i conti della signora ______ presso la

Banca ______, della cui esistenza era a conoscenza, visto che le venne

conferita procura e che le venne pure detto che si trattava di conti non

dichiarati al fisco. Ed agì in questo modo malgrado la segretaria della

Delegazione Tutoria le disse che avrebbe dovuto indicare anche eventuali conti

in nero.

Ella ha pure omesso

consapevolmente di indicare l'esistenza del conto cauzione affitto presso l'______

in quanto era stata informata dalla signora ______ della sua esistenza ed era a

conoscenza, così come accertato in aula, del fatto che la cauzione è di

proprietà dell'inquilino.

"

A proposito della cauzione affitto ricordo che la signora ______mi

aveva detto che aveva un deposito ma non so di quanto. E meglio, mi disse che

quando aveva dei problemi con l'appartamento, che se se ne fosse andata non

avrebbe pagato l'affitto perché aveva in deposito l'affitto, io non so di

quanto. So però che i soldi depositati in garanzia sono dell'inquilino." (verb. dib. pag. 2)

Più precisamente AC1non

indicò ad inventario i seguenti attivi:

In Banca ______:

il conto corrente

creditore no. ______ che al 29.9.1998 presentava un saldo creditore di fr.

47'159.-- (cfr. estratto conto);

il conto corrente marchi

tedeschi no. ______;

il conto corrente dollari

no. ______;

il conto deposito titoli

no. ______ consistente prevalentemente in azioni che al 30.9.1998 avevano un

valore di fr. 184'865,55 (cfr. AI 3.5)

In ______:

il conto cauzione affitto

no. ______ che al 31.12.1998 presentava un saldo di fr. 3'218,75 (cfr. AI.2.3)

Per quanto

riguarda l'omissione dell'iscrizione del conto cauzione affitto, AC1non ha

saputo fornire una motivazione. Ha comunque affermato di non averlo fatto per

appropriarsi dei soldi in quanto tale conto non venne da lei mai toccato,

tant'è che fu estinto nel 2000 a favore della comunione ereditaria.

Per quanto

attiene, per contro, all'omissione dell'iscrizione ad inventario dei conti

presso la Banca ______, AC1 ha, in un primo tempo, dichiarato di avere

agito in tal senso poiché a suo tempo la signora ______ le avrebbe detto

che non doveva parlare con nessuno di questi conti che rappresentavano i

risparmi di una vita. Aggiungendo che fu lei a dissuadere ______ dall'inserire

tali averi nell'inventario.

"

Non ho inserito il conto che lei disponeva presso la Banca ______

perché a suo tempo la signora ______ mi aveva detto che di questa cosa non

dovevo parlare con nessuno, che era un segreto e che erano i risparmi di una

vita. Penso che ______ avrebbe dichiarato nell'inventario il conto segreto

presso la BdS: fui tuttavia io a dirgli di non inserirlo perché così voleva la

signora ______." (VI PP AC1 20.9.2001 AI

B.1)

In seguito ha dichiarato

che fu ______ a dirle che dei soldi in nero non doveva parlarne con nessuno,

nemmeno con la delegazione tutoria e che lei, non avendo studiato, si fidò del

genero.

"

Ribadisco ancora una volta che l'inventario iniziale della

curatela ______ è stato materialmente compilato da mio genero: io mi sono

limitato a firmarlo. Io mi sono fidata di lui e non ho posto domande

particolari. Mio genero mi diceva sempre che lui aveva studiato e che quindi

sapeva come si facevano le cose, che io non avevo studiato e che, quindi,

dovevo fidarmi di lui, mi disse anche che dei soldi "in nero" non

dovevo dire assolutamente nulla neppure alla delegazione tutoria." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

In aula AC1 ha nuovamente

cambiato versione affermando che lei fu d'accordo a non inserire i conti presso

la Banca ______, riconducendo tale agire alle volontà della signora ______.

"

Credo che l'inventario doveva allestirlo mio genero comunque

anche io ero d'accordo di non inserire il conto non dichiarato nello stesso

perché così voleva la signora ______." (verb.

dib. pag. 3)

E ciò in spregio ai suoi

obblighi di curatrice che le vennero esplicitamente chiariti dalla signora ______,

così come dichiarato dall'imputata stessa in aula.

Bertschart, dal canto suo,

in inchiesta, ha ricondotto l'omissione in questione alle volontà dell'anziana

signora (cfr. VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

14.

Sennonché

il giorno precedente la consegna dell'inventario alla Delegazione tutoria, e

più precisamente in data 29.9.1998, AC1 aprì in Banca ______ un

conto cifrato (______ 491) (cfr. AI 3.8).

a) Su questo conto vennero

fatti confluire gli importi di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--

rispettivamente in data 1.10.1998 e 27.10.1998. L'accredito avvenne tramite

versamento. Le suddette somme provenivano dal conto corrente creditore no. ______

in Banca ______ intestato alla signora ______.

In sostanza venne

addebitato quello stesso conto di cui venne sottaciuta l'esistenza alla

Delegazione tutoria poiché a detta della signora AC1, la ______voleva che nessuno

ne venisse a conoscenza poiché erano i risparmi di una vita.

Dichiarazioni che di tutta

evidenza si scontrano con l'ovvietà dei fatti e su cui si ritornerà in seguito.

L'addebito dal conto corrente

creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ avvenne

tramite prelevamento. Entrambe le fiches di prelevamento riportano la firma

della signora AC1.

L'operazione era così

stata fatta per non rendere possibile risalire alla provenienza delle somme

versate sul conto ______. Lo stesso dicasi per la destinazione finale dei

prelievi effettuati sul conto della signora ______.

b) Il 13.11.1998 la signora ______

muore.

Sul conto corrente

creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ si

registrano altri due prelevamenti di fr. 55'000.-- e di fr. 20'000.--

rispettivamente in data 19.11.1998 e 28.12.1999. Sul conto corrente dollari no.

______ si registra un addebito di USD 19'737,98 US$.--. Anche in questo caso

gli addebiti avvengono per prelevamento ad opera della signora AC1.

Ad eccezione della somma

di fr. 55'000.-- che venne utilizzata per l'acquisto di una autovettura per il

signor ______, le altre due somme trovano riscontro con due versamenti

registrati sul conto ______.

c) Il 25 febbraio 1999 la

Delegazione tutoria presentò un'istanza per la nomina di un amministratore alla

competente autorità giudiziaria, proponendo quale amministratore l'avv. ______.

(allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

L'avv. ______, in aula, ha

dichiarato di avere contattato la Delegazione tutoria, verosimilmente

all'inizio del 1999, poiché era in possesso di alcuni testamenti olografi della

defunta signora ______ che sapeva, poiché informato in tal senso da terze

persone, essere sotto curatela. Fu in quell'occasione che la Delegazione

tutoria chiese all'avv. ______ se fosse disponibile ad assumere l'amministrazione

della successione. (cfr. verb. dib. pag. 4)

Il 2 marzo 1999, il

Pretore della Giurisdizione di Locarno città, accolse l'istanza della Delegazione

tutoria e designò l'avv. ______ amministratore dell'eredità della defunta

signora ______. (allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del

21.7.2000

AI 1.1.)

Il 30 marzo 1999 la

signora AC1sottoscrisse una dichiarazione a richiesta dell'avv. ______ in cui,

tra l'altro, affermava di vantare un credito di fr. 48'000.-- per le cure

prestate alla signora ______ nel corso degli ultimi due anni ed in cui prendeva

atto che l'avv. ______ era stato nominato amministratore della successione per

cui ogni disposizione sui beni di spettanza della defunta signora ______erano

di sua esclusiva competenza. AC1si impegnò nel contempo ad allestire i conteggi

delle entrate e delle uscite del conto bancario presso l'______ di Locarno.

(cfr. dichiarazione del 30.3.1999 allegato E alla segnalazione della

Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

In aula l'avv. ______ ha

precisato le circostanze che precedettero la sottoscrizione della suddetta

dichiarazione:

"

Per quanto concerne l'incontro del 30.3.1999, non ricordo se fu

il primo o se la signora AC1era già venuta da me, così come è possibile che il

30.

marzo 1999 era accompagnata dalla figlia, fatto sta che la dichiarazione

agli atti di tale data è il frutto delle discussioni avute con la signora AC1alla

quale ho ben spiegato che non poteva disporre del patrimonio della defunta,

anche perché io avevo avuto l'impressione che ella si ritenesse libera di

poterne disporre poiché diceva di vantare un credito per prestazioni

assistenziali fatte a favore della signora ______. Io le ho spiegato che queste

spese potevano essere onorate solo se giustificate. È così che è poi nato

l'importo che le è poi stato riconosciuto. A quanto diceva la signora AC1la

signora ______sarebbe stata d'accordo con queste sue pretese. Siccome la

situazione non era chiara, ho proceduto ad una grida affinché potesse essere

accertata l'entità del patrimonio e questo nell'aprile del 1999. Questo anche

perché da un lato i signori ______ e ______ in particolare mi avevano detto che

nutrivano qualche perplessità sul fatto che negli ultimi anni la signora non li

avrebbe più coinvolti e quindi ipotizzavano che questo ruolo sarebbe stato

assunto da ______. A loro pareva strano che nell'inventario non fosse indicato

alcun contro presso la Banca ______." (verb.dib.

pag. 4)

Quindi nel mese di aprile

vennero fatte le grida alle quali poi la Banca ______ rispose evidenziando la

presenza di conti intestati alla signora ______.

d) Nel frattempo e più

precisamente in data 13.8.1999 ______, di comune accordo con la AC1, provvedeva

ad estinguere il conto ______. In data 3.8.1999 veniva aperto, sempre in Banca ______

il conto cifrato ______. Dalla documentazione bancaria emerge che il titolare

del conto si firmava "______" e nessuna altra indicazione portava

alla sua identificazione. Il conto corrente beneficiava di una linea di credito

di fr. 100'000.--. La prima operazione contabile è registrata in data 13.8.1999

ed è un prelevamento di fr. 26'863.---. A garanzia della linea di credito il

conto ______ beneficiava di un conto deposito pegno composto da titoli che al

31.12.1999

erano valutati in fr. 240'949.-- (cfr. estratto di deposito pegno

intestato a ______ al 31.12.1999)

Beneficiario economico del

conto non desumibile dalla documentazione bancaria agli atti, bensì dalle

dichiarazioni dell'accusata nel corso dell'inchiesta, era la figlia ______.

e) Il 18.8.1999 il conto corrente

creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ registra un

ultimo prelevamento di fr. 20'000.-- ad opera di AC1.

Come detto, a seguito

delle grida, l'avv. ______ venne a conoscenza da parte del BdS dell'esistenza

di conti a nome della defunta signora ______ed in particolare dell'ultimo

prelevamento di fr. 20'000.-- effettuato dalla signora AC1. Ne informò la

Delegazione tutoria con scritto datato 14.9.1999 (allegato F alla segnalazione

della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

Sempre dalla

documentazione allegata alla segnalazione si evince che in data 30.9.1999 la

signora AC1, accompagnata dalla figlia, ebbe un colloquio con la segretaria

della Delegazione Tutoria e in occasione di tale incontro la AC1- rifiutandosi

di firmare il verbale - aveva dichiarato di avere scoperto dell'esistenza del

conto in BdS solo dopo la morte della signora ______e che aveva prelevato fr.

20'000.-- quale parte del compenso che le era dovuto e che lei aveva stimato in

fr. 48'000.-- per le cure prestate alla defunta signora ______(cfr. allegato H

alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

L'avv. ______ ebbe a sua

volta un secondo ed ultimo colloquio con la signora AC1il 4.10.1999. In quell'occasione

le contestò il prelievo di fr. 20'000.-- del quale ebbe notizia da parte della

Banca ______.

Chiamato a riferire di

quell'incontro, l'avv. ______ ha dichiarato che:

"

Ricordo che io rimproveravo alla signora AC1di aver prelevato fr.

20'000.-- nonostante le avessi detto chiaramente che non poteva farlo poiché io

ero stato designato amministratore. Ricordo che in una occasione mi fu

presentata sua figlia, non so quale, e con la stessa sosteneva di essere

titolare di una procura e quindi la legittimità di quell'operazione. Io ribadii

che da quando ero stato designato amministratore solo io potevo disporre. Si

giunse così all'accordo verbale che io ho poi messo per iscritto nella

dichiarazione 4.10.1999 che poi la signora AC1non volle più firmare. Ricordo che

la chiamai diverse volte ma non è mai più venuta nel mio studio."

La dichiarazione che AC1si

rifiutò di firmare aveva il seguente tenore:

"

1.

confermo di aver prelevato in data 18 agosto 1999 l'importo di

fr. 20'000.-- dal conto della signora ______presso la Banca ______ di Locarno.

L'importo è stato speso per necessità mie e non è più a mia disposizione. 2. il

prelevamento è avvenuto in base ad una procura rilasciatami dalla signora ______qualche

anno fa. 3. prima del prelevamento dei fr. 20'000.-- del 18.8.99 non avevo mai

effettuato alcun prelievo dal conto presso la Banca ______. 4. non ho

dichiarato l'esistenza del conto c/o la Banca ______ nell'inventario che ho

consegnato alla Delegazione tutoria di Locarno perché la signora ______mi aveva

detto che il conto doveva rimanere segreto e che quando sarebbe morta io avrei

avuto la facoltà di ritirare tutto l'importo come compenso (salario) per le mie

prestazioni a suo favore." (dichiarazione

non firmata del 4.10.1999 allegata al VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)

f) Al più tardi in data 9

novembre 1999 l'avv. ______ riuscì ad ottenere dalla Banca ______ gli estratti

conto corrente creditore no. ______ rubrica Franchi Svizzeri presso la Banca ______

intestato alla signora ______, aggiornati rispettivamente al 31.12.1998, al

31.3

, al 30.6.1999 e al 13.9.1999, nonché un estratto dell'elenco titoli

aggiornato al 13.11.1998. Tale documentazione venne quindi trasmessa alla Delegazione

tutoria (cfr. lettera avv. ______ alla Delegazione tutoria del 9.11.1999

allegato I alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).

Grazie alla documentazione

trasmessa dalla Banca ______, l'avv. ______ venne a conoscenza di tutti i

prelevamenti effettuati prima e dopo la morte della signora ______.

"

Quando ebbi gli estratti conto dalla BdS, non senza qualche

difficoltà, constatai che dopo il decesso della signora ______ la signora AC1aveva

prelevato 55'000.-- CHF il 19.11.1998 e 20'000 CHF il 28.12.1998. (…). Dagli

estratti conto BdS rilevai pure due importanti prelevamenti nel corso del 1998

e meglio prima del decesso della signora ______. Si tratta di un prelevamento

di 100'000.-- CHF l'1.10.1998 e di 20'000.-- CHF il 27.10.1998. Ricordo che la

signora ______ è deceduta il 13.11.1998 e la signora AC1era stata nominata

curatrice il 18.9.1998. Io cercai di accertare il destino di questi importi

anche perché la questione aveva rilevanza dal profilo fiscale. La signora AC1disse

in sostanza che gli importi erano stati consegnati alla signora ______ la quale

ne aveva disposto ma senza essere in grado di precisarne la successiva

destinazione se non dicendo che le sembrava fossero stati dati a qualcuno che

parlava tedesco. La signora AC1disse anche che era eventualmente disposta a

sobbarcarsi l'eventuale carico fiscale di questi importi. Tengo a precisare che

queste trattative e queste richieste di chiarimento non vennero più

direttamente con la signora AC1ma con l'avv. ______ a cui la signora AC1si era

rivolta dopo che io le avevo contestato in particolare il prelevamento

dell'agosto 1999 cioè con l'amministrazione della successione in corso." (VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)

Solo in data 26.4.2000

l'avv. ______, d'accordo il signor ______ sulla cui posizione si tornerà in

seguito, siglò un accordo con la signora AC1ed il signor ______, illustrato

nella lettera di pari data trasmessa all'avv. ______ ed in punto alla quale in

aula ha precisato quanto segue:

"

Mi viene chiesto di spiegare i termini dell'accordo riassunti nel

mio scritto 26.4.2000 all'avv. ______. Rispondo che per quanto riguarda ______

la successione vantava un credito di fr. 200'000.--. Come si evince dal mio

scritto 17.4.2001 al MP, a quel momento ______ aveva già restituito complessivi

fr. 95'000.--. Ne rimanevano ancora fr. 105'000.--. Come da accordo gli vennero

riconosciuti per onorari e spese fr. 20'000.-- da qui il saldo di fr. 85'000.--

indicato al punto 3 dello scritto 26.4.2000. Per quanto riguarda la signora AC1,

le vennero riconosciuti come al punto 2 dello scritto citato, fr. 80'000.--. Questo

importo è stato dedotto dall'importo di fr. 120'000.-- e quindi a favore della

successione è rimasto un credito di fr. 40'000.--. Questi due importi (fr.

85'000.-- + fr. 40'000.--) per complessivi fr. 125'000.-- sono stati versati conformemente

all'accordo il 4.5.2000, come da me indicato nello scritto 17.4.2001 al MP. Io,

al momento dell'accordo, non sapevo quanto esattamente la signora AC1aveva

prelevato. L'accordo è stato fatto sulla base della cifra di fr. 120'000.--

indicata dall'avv. ______. Prendo atto che non è logico che si trattasse dei

primi fr. 120'000 che sarebbero finiti, per le conoscenze che avevo a quel

momento, in base alle informazioni fornitemi dalla signora AC1e dall'allora suo

patrocinatore, nelle mani della signora ______e poi da questa ad anonimi

donatari, su cui la signora AC1si era pure impegnata a pagare fr. 28'050.--

quale tassa di donazione." (verb. dib. pag.

4.

e 5)

Il versamento dell'importo

concordato avvenne a debito del conto di ______ presso la Banca ______:

" I soldi che ho

versato all'avv. ______ per l'accordo stipulato con la successione ______ sono

stati da me prelevati dal mio conto presso la BdS. Ho effettuato i versamenti

ad ______ a cash perché vi era un problema di tempi e volevo rispettare questi

termini." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3.)

AC1ha

confermato che fu sua figlia ______ a prestarle l'importo che si era assunta di

pagare alle autorità di tassazione per i fr. 120'000.-- prelevati prima della

morte della signora ______.

"

Osservo che poi i soldi prelevati sul conto della ______ li ho

donati a mia figlia ______ di Muralto. L'altra figlia ______ mi ha poi prestato

fr. 45'000.-- che ho utilizzato per pagare le imposte dovute (personali e

quelle di successione e donazione, limitatamente a fr. 120'000.-- che mi sono

assunta in qualità di curatrice)". (VI PP AC1

20.9.2001

AI B.1)

A seguito del versamento

di fr. 125'000.--, in data 10 maggio 2000 si tenne un ulteriore incontro alla

presenza della signora AC1, dell'avvocato ______ altro suo patrocinatore e dell'avv.

______, i cui contenuti sono riassunti nel verbale agli atti (allegato S alla

segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.) ed in particolare

in cui venne dato atto che l'accordo era stato ossequiato.

In occasione di questo incontro

AC1ribadì nuovamente di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr.

120'000.-- prelevati prima del decesso della signora ______.

Dallo stesso verbale si

legge: "l'avv. ______ propone di sentire

il signor ______ per chiedergli se la signora ______l'aveva preventivamente

avvisato che la signora ______aveva chiesto alla AC1 di prelevare fr.

100'000.--" (allegato S alla segnalazione della Delegazione

Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.

Venne quindi sentito ______

il 16 maggio 2000 presso gli uffici della Delegazione Tutoria. Dal verbale, che

ne riassume i contenuti, si legge che: "il

signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda che la signora ______l'aveva

chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr. 20'000.-- erano a disposizione

e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a ritirarli. Non ricorda più con

esattezza gli importi ma ricorda di essere stato contattato diverse volte dalla

signora ______sia prima della nomina quale curatrice della signora AC1che dopo.

La signora ______amava/usava regalare anche delle somme consistenti a varie

persone, ma non rivelava mai il destinatario. Spesso la signora ______faceva

prelevamenti consistenti" (allegato

U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

g) La Delegazione tutoria

segnalò, in data 31.5.2000, all'ufficio delle imposte di successione e

donazione la fattispecie relativa alla consegna a terzi dell'importo di fr.

120'000.-- per aver chiarimenti in merito alle conseguenze fiscali di tale

operazione.

In data 21.7.2000 la

Delegazione tutoria segnalò il caso ______ - AC1/______ anche al Ministero

pubblico.

L'inchiesta prese avvio,

ma il primo interrogatorio dell'accusata e del signor ______ da parte del

Procuratore pubblico avvenne solo in data 20.9.2001.

Prima di essere sentiti

dal magistrato inquirente, nel contesto della procedura speciale presso la

divisione delle contribuzioni (AI 6.1), AC1e ______ continuarono a tenere

nascosta la destinazione della somma di fr. 120'000.-- prelevata dai conti

della signora ______ prima del suo decesso.

"

L'avv. ______ (…). Precisa che l'importo di fr. 120'000.--

prelevato alcuni tempi prima del decesso della curatelata, sono stati

effettivamente versati a terza persona della quale la sua cliente non conosce

l'identità. Considerata come al momento di quest'operazione la signora AC1era

stata nominata curatrice della signora ______, l'avv. ______ ammette la

responsabilità della sua cliente quale debitrice dell'importa di donazione che

dovrà essere prelevata. Per quanto riguarda gli importi rivendicati dalla signora

AC1e dal signor ______ per prestazioni fornite i comparenti richiamano gli

accordi pattuiti con le liquidazioni già avvenute. La signora AC1ha percepito

un importo lordo per onorari, spese e prestazioni di fr 80'000.-- mentre il

genero ______ un importo di fr. 20'000.--. Questi importi non sono stati

dichiarati….".

La prima volta in cui AC1e

poi ______ ammisero di essere stati a conoscenza del destino dei fr. 120'000.--

prelevati prima della morte della signora ______fu in occasione del secondo

verbale davanti al PP.

15.

In sostanza le

dichiarazioni di AC1 davanti al PP in punto ai suoi prelevamenti sono le

seguenti:

15.1

Prelevamenti del

1.10.1998

e del 27.10.1998 rispettivamente di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--,

entrambi riversati sul conto cifrato ______.

a) In occasione del suo primo

interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1 ripropose la versione già

illustrata all'avv. ______ (cfr. allegati S, U, R alla segnalazione 21.7.2000

AI 1.1. della Delegazione tutoria), alla Delegazione Tutoria (allegato R alla

segnalazione 21.7.2000 AI 1.1. della Delegazione tutoria) ed alle autorità

fiscali (verbale 7.11.2000 AI 6.1), secondo cui i primi due prelevamenti furono

eseguiti su ordine della signora ______, la quale avrebbe consegnato l'importo

di fr. 120'000.- ad una terza persona, della quale l'accusata non conosceva

l'identità.

"

La prima volta che ho fatto dei prelevamenti è stato nel 1998

quando mi chiese di prelevare una prima volta fr. 100'000.-- ed una seconda

volta fr. 20'000.--. (…). Riguardo ai prelevamenti effettuati l'1.10.98 (fr.

100'000.--) e il 27.10.98 (fr. 20'000.--) gli stessi furono preceduti da una

telefonata della signora ______ a mio genero. Lei gli disse di mettermi a

disposizione questi soldi. Io quindi mi recai in banca e per la prima volta

effettuai un prelevamento sul conto della ______. Presi i soldi e glieli

consegnai personalmente. Non mi feci fare alcuna ricevuta, né il signor ______

mi consigliò in questo senso. Non so cosa la signora fece di questi soldi. In

ogni caso non li ha consegnati a me, non li ha consegnati a mia figlia, né

tanto meno al signor ______. Con il signor ______ non ho mai discusso di questi

improvvisi prelevamenti della signora ______. Non mi è venuto in mente che come

curatrice avrei dovuto interessarmi meglio di quello che stava

succedendo." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

Stessa versione dei fatti

fu resa da ______ al Magistrato inquirente:

"

Quando la signora AC1passò a prelevare i due importi di CHF 100'000.--

e CHF 20'000.--, io venni preavvisato dalla sig.a ______ che mi avvertì che la AC1avrebbe

effettuato questa operazione. La signora ______ non mi disse lo scopo di questi

prelevamenti ma io pensai che si trattasse per dei regali poiché già in precedenza

aveva fatto dei prelevamenti che erano poi stati destinati a dei doni.

Sinceramente non saprei dire a chi avrebbe potuto regalare quelle cifre. In

ogni caso non li ha regalati né al sottoscritto né, mi risulta alla signora AC1né

tanto meno a mia moglie. (…). Non so invece cosa la signora AC1abbia fatto dei

CHF 120'000.-- prima del decesso ______ anche se ritengo li abbia consegnati a

quest'ultima. Dal momento che mi aveva preavvisato il prelevamento la signora ______

si sarebbe sicuramente fatta sentire se non li avesse ricevuti." (VI PP ______ 20.9.2001)

Finalmente, in occasione

del secondo verbale di interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1ha

ritrattato tale versione ammettendo di avere accreditato la somma di fr.

120'000.-- su di un suo conto aperto presso la Banca ______.

"

Ho chiesto di essere nuovamente interrogata dal Magistrato perché

volevo correggere alcune mie dichiarazioni fatte ieri. Volevo cioè precisare

che i fr. 120'000.-- prelevati poco prima del decesso della signora ______ li

ho collocati su un mio nuovo conto aperto presso la BdS. Ho effettuato questa

operazione su istruzione della signora ______. Lei mi diceva che questo importo

andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto dichiarali al fisco, lei in

particolare parlava della Città. Io di mia iniziativa ho deciso di aprire un

conto nuovo presso la BdS dove ho poi versato i fr. 120'000.-- in questione. Ho

lasciato questi soldi su quel conto per ca. un anno quando, poi, li ho

prelevati e versati su un conto a nome della figlia presso la BdS di Locarno. È

possibile che mia figlia abbia dovuto aprire un conto nuovo. L'idea di aprire

un nuovo conto presso la BdS è venuta a me unitamente ad ______. Penso che mia

figlia abbia chiesto delle spiegazioni anche a ______. Io a mia volta avevo

spiegato a mia figlia da dove questi soldi provenivano: in particolare le

spiegai che era stata la signora ______ a chiedermi di prendere questi soldi

prima che morisse e prima che fosse troppo tardi. Mia figlia era al corrente

per i lavori che ho svolto per la signora ______ e devo dire che non la

sopportava. Mi accusava di dedicarmi troppo a lei e di non essere presente per

la famiglia. Lei considerava questi soldi come provento del mio lavoro. Sapeva

comunque che erano depositati su un conto intestato alla ______." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

L'imputata, dovendo dare

una spiegazione al PP del perché si era decisa a confessare il reale destino

della somma di fr. 120'000.--, prelevati prima della morte della signora ______,

ha dichiarato di essersi resa conto di avere commesso uno sbaglio.

"

Non so perché ieri non ho raccontato la verità, devo dire che

quando sono uscita dall'ufficio ho subito pensato di aver commesso uno sbaglio

ed è questa la ragione per cui ne ho parlato con l'avvocato." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

Questa spiegazione non ha

convinto questo Presidente. Si noti che fino al 20 settembre 2001 nessuno era a

conoscenza dell'esistenza di un conto presso la Banca ______ di cui AC1 era la

beneficiaria economica. Furono proprio AC1e ______ che in quella data - dopo

aver ribadito di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr. 120'000.--

prelevati ante mortem -, chiamati, per la prima volta, a dare spiegazioni del

destino dei prelevamenti eseguiti post mortem, hanno entrambi dichiarato al PP

che erano stati versati su un conto in Banca ______ di spettanza della signora AC1:

"

Ho comunque prelevato prima fr. 55'000.-- e poi fr. 20'000.--

depositandoli su un conto che io nel frattempo ho aperto a mio nome. Questo

conto l'ho aperto a mio nome. Questo conto l'ho aperto presso la BdS a Locarno.

Anche il successivo prelevamento effettuato sul conto ______ l'ho riversato su

quello nuovo che avevo aperto presso la BdS." (VI

PP 20.9.2001 G.AC1)

"

Mi risulta che i soldi prelevati dalla AC1successivamente il

decesso della ______ sono stati collocati su un suo conto che ha aperto presso

la BSCT. Fui io a consigliarla in questo senso." (VI PP ______ 20.9.2001)

Il giorno seguente a

queste dichiarazioni, entrambi chiesero di essere sentiti dal PP poiché avevano

delle correzioni da fare.

È apparso evidente a

questo Presidente che le ammissioni rese il 21 settembre 2001 siano state

frutto di una repentina presa di coscienza che dalla documentazione che il

Magistrato inquirente avrebbe richiamato dalla Banca ______ relativa al conto

di spettanza della signora AC1, sarebbero emersi pure gli accrediti della somma

di fr. 120'000.--, prelevata dal conto della signora ______ nel mese di ottobre

del 1998.

b) AC1, ammessa la circostanza

relativa all'accredito della somma di fr. 120'000.-- a suo favore, ha comunque

persistito nell'affermare che fosse stata la signora ______ ad autorizzarla ad

effettuare tale prelevamento.

In un primo tempo afferma

genericamente che "l'operazione" fu autorizzata dalla signora ______,

la quale si sarebbe preoccupata pure degli oneri fiscali che la AC1avrebbe

dovuto assumersi.

"

Ho effettuato questa operazione su istruzione della signora ______.

Lei mi diceva che questo importo andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto

dichiarali al fisco, lei in particolare parlava della Città." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)

In seguito precisa che la

signora ______l'autorizzò a due riprese ad eseguire i prelevamenti in

questione: la prima volta il 1.10.1998 per la somma di fr. 100'000.-- e la

seconda volta il 27.10.1998 per la somma di fr. 20'000.--.

"

Prelevai i soldi dal suo conto nel mese di ottobre perché così mi

disse di fare la signora ______. Fu lei a dirmi di prelevare fr. 100'000.-- e,

in un secondo momento, mi disse di prelevarne altri 20'000.--. Lei mi disse di

andarci subito per cui penso che eseguii i prelevamenti il giorno stesso che mi

disse di farlo. Penso che, perché fu lui a riferirmelo, mio genero, ______,

telefonò alla signora ______ per verificare se effettivamente mi aveva dato

questa autorizzazione." (VI PP AC1 9.4.2002

AI B.6)

______, in un primo

momento, sia davanti al PP, sia davanti ai rappresentanti della Delegazione

tutoria, aveva dichiarato espressamente di essere stato informato da parte

della signora ______ del prelevamento che la AC1avrebbe eseguito:

" La signora ______ mi

aveva in ogni caso autorizzato a mettere a disposizione della signora AC1CHF

120'000.--." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)

"

il signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda

che la signora ______l'aveva chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr.

20'000.-- erano a disposizione e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a

ritirarli. Non ricorda più con esattezza gli importi ma ricorda di essere stato

contattato diverse volte dalla signora ______sa prima della nomina quale

curatrice della signora AC1che dopo." (allegato

U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)

In un

secondo momento, ______ ritratta tale versione dichiarando che la signora ______

non lo aveva preavvisato espressamente. Aggiunge però che lui eseguì le

operazioni di addebito del conto della signora ______, poiché la signora gli

aveva sempre detto che alla sua morte gli attivi dei conti in Banca ______

sarebbero stati devoluti alla signora AC1.

" D: con riferimento ai

due prelevamenti di fr. 100'000.-- (del 1.10.1998) e di fr. 20'000.-- (del

27.10

), lei si ricorda di avere ricevuto una telefonata o una

comunicazione esplicita da parte della signora ______ di mettere a disposizione

queste somme della signora AC1? R: no, non mi ricordo. Devo tuttavia aggiungere

che per me era chiaro che queste somme erano destinate alla signora AC1e che

quindi lei poteva disporne. La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua

morte i soldi di quel suo conto presso la Banca ______ sarebbero stati

destinati alla signora AC1." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

A fronte di

tali dichiarazioni, si sottolinea che la signora ______, non solo non ha

preavvisato il suo consulente dei prelevamenti che AC1si apprestava a fare, ma soprattutto

era ancora in vita.

A ciò si

aggiunge che nel corso dell'inchiesta AC1ha precisato che tutti i prelevamenti

da lei effettuati avvenivano su indicazione di ______.

"

Effettuavo i prelevamenti quando me lo diceva mio genero; egli mi

spiegava che il denaro era investito in titoli e che quindi non si poteva

prelevare tutto in una volta sola. Egli non mi ha peraltro mai spiegato nulla

di come funzionavano queste cose, io mi limitavo ad eseguire quello che lui mi

diceva di fare. (…)." (VI PP AC1 9.4.2002

AI B.6)

______

conferma tale affermazione dichiarando che:

" Al riguardo osservo

che effettivamente ero io a spiegare alla signora AC1quando poteva disporre del

denaro sul conto ______ segnatamente per quello che riguardava gli investimenti

in titoli che dovevano giungere a scadenza per poter essere utilizzati. Vi era

cioè il problema della creazione di liquidità."

(VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

Ne consegue

che l'indicazione di recarsi una prima volta il 1.10.1998 a prelevare la somma

di fr. 100'000.-- ed una seconda volta il 27.10.1998 a prelevare la somma di

fr. 20'000.-- non può essere stata data dalla signora ______ poiché, da un

lato, ______ ha confermato di non aver ricevuto precise istruzioni telefoniche

a tal riguardo dalla signora ______. E dall'altro lato era ______ a comunicare

alla signora AC1quando poteva andare a prelevare le somme in funzione delle

scadenze dei titoli.

Quindi

l'ordine che AC1sostiene le sia stato dato dalla signora ______ di recarsi una

prima volta a prelevare fr. 100'000.-- ed una seconda volta a prelevare fr.

20'000.-- non regge.

c) Sulla

circostanza che la signora ______in vita avrebbe detto alla signora AC1che alla

sua morte le avrebbe donato i suoi averi, la Corte ha accertato quanto segue:

In

occasione del primo interrogatorio, a giustificazione dei prelevamenti

effettuati a seguito della morte della signora ______, AC1ha dichiarato che fu

la signora ______ a dirle che alla sua morte sarebbero stati suoi.

"

Del resto la signora ______ mi aveva detto che quando sarebbe

morta quei soldi sarebbero stati per me." (VI

PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

Anche ______, chiamato a

dare spiegazioni del perché permise alla AC1di effettuare i prelevamenti dopo

la sua morte dichiarò:

" Devo aggiungere che

personalmente e direttamente la signora ______ ebbe a più riprese a dirmi che

alla sua morte il denaro collocato sul conto che io gestivo sarebbe andato alla

signora AC1." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

In

occasione del secondo interrogatorio AC1dichiara di non avere parlato dei fr.

120'000.-- poiché la signora ______le disse che l'importo doveva rimanere

segreto altrimenti la AC1avrebbe dovuto dichiarali al fisco.

In occasione del suo terzo

verbale l'accusata dichiara, nel contesto della descrizione della sua

remunerazione per i servizi resi all'anziana signora, che:

"

Ricordo comunque che mi diceva sempre che quando sarebbe morta

avrei preso io i soldi che lei aveva risparmiato a valere quale ricompensa del

mio impegno. Insisteva con me affinché non dicessi niente di questi suoi

risparmi che non erano dichiarati al fisco." VI (PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

______ ha dichiarato -

dovendo spiegare la ragione per la quale aveva permesso il prelevamento della

somma di fr. 120'000.-- prima della morte della signora ______- che:

"

La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua morte i soldi

di quel suo conto presso Banca Stato sarebbero stati destinati alla signora AC1."

(VI PP 14.6.2004)

Ancora la AC1in occasione

del suo quarto verbale ha dichiarato che:

"

AD del difensore rispondo: che la signora ______diceva sempre a

me ma anche a ______ di portare pazienza per la sua presenza un po’ invadente,

che quando sarebbe morta avrebbe lasciato a me i suoi soldi. Ripeteva in

continuazione questa cosa, era diventata come un disco rotto." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

A tal proposito ______ha

confermato che:

"

la signora ______mi disse che poi, quando sarebbe morta, la

signora AC1sarebbe stata bene e anzi mi disse esplicitamente che le avrebbe

lasciato tutto quello che aveva. Mi ricordo che la signora ______disse di avere

dei conti bancari sui quali aveva fatto una procura a favore di AC1." (VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)

Dichiarazione

quest'ultima, in aperta contraddizione con la preoccupazione dimostrata da ______e

riferita dall'imputata, chiamata ad illustrare la destinazione dei fr.

55'000.-- prelevati in data 19.11.1998:

"

Al signor ______avevo spiegato che avevo una procura sui conti

della signora ______ e che ero autorizzata a utilizzare questi soldi. Egli si

raccomandò con me di non creare pasticci nei suoi confronti." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

In aula poi AC1ha

dichiarato che:

"

A domanda del difensore dichiaro che la signora ______mi ha detto

che mi avrebbe lasciato i suoi denari già quando mi diede la procura sul conto

Banca Stato. Prendo atto che queste affermazioni sono un novum e dico che non

posso ricordarmi sempre tutto e che da questo procedimento ho già sofferto

molto e per me è più importante la salute del processo." (verb. dib. pag. 7)

______, dal canto suo, ha

dichiarato:

"

Ho sentito spesso la signora ______ pronunciare frasi nel senso

che alla sua morte avrebbe lasciato in eredità a mia madre il suo

patrimonio." (VI PP 2.10.2001 AI B.5)

Pur avendo poco prima

affermato:

"

Io la signora ______ non la vedevo spesso, forse una volta ogni

due mesi, anche meno. Ci dicevamo "buongiorno, arrivederci, come

sta", tra noi non vi era un rapporto stretto." (VI PP 2.10.2001 AI B.5)

Non vi sono quindi altri

riscontri sulle volontà della signora ______, nei termini descritti da AC1, al

di là delle dichiarazioni, per altro poco lineari, dell'accusata e delle

persone a lei vicine che, per un verso o per l'altro, beneficiarono di parte

degli averi dell'anziana signora.

A ciò si aggiunge la

spiegazione, del tutto inverosimile, che AC1 ha fornito agli inquirenti dovendo

rispondere dell'assenza di un testamento della signora ______ a suo favore:

"

Lei non ha lasciato tracce di queste sue volontà perché

trattandosi di soldi in nero non voleva che venissero scoperti." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

d) La signora AC1poi

ha affermato di avere aperto il conto cifrato ______ contestualmente al

prelievo della somma di fr. 120'000.--.

Abbiamo già

visto che ciò avvenne in precedenza e meglio il 29.9.1998.

Ma

soprattutto AC1ha dichiarato che al momento della sottoscrizione dei documenti

di apertura del conto - di cui inizialmente non si ricordava - le tremavano le

mani.

"

Quando prelevai i fr. 120'000.-- (100'000.-- + 20'000.--) nel

mese di ottobre 1998 non li ebbi in mano fisicamente; di fatto mi recai in

banca e mi incontrai con ______; fu lui a dirmi che dovevo aprire un nuovo

conto cifrato che venne poi denominato ______ e dove avrei dovuto versare

questi soldi. Egli mi disse che dalla banca non doveva uscire nulla. A me non

rimase in mano nulla neppure un documento; tutto venne lasciato in banca.

Preciso ancora che non mi ricordo di avere firmato documenti di apertura del

conto in questione. Mi viene ora esteso il cartoncino firme relativo al conto

"______": la scrittura a mano figurante sullo stesso è la mia. Anche

in questo caso fu ______ a dirmi che dovevo fare così, io manca me lo sognavo e

mi ricordo che mi tremava la mano perché sentivo che c'era qualcosa di poco

chiaro e non mi sentivo sicura. Aggiungo ancora che io non ho mai visto

fisicamente il denaro depositato sul conto intestato alla signora ______ presso

la Banca ______." (VI PP AC1 9.4.2002 AI

B.6)

In aula, a domanda del

Presidente, AC1ha affermato che la ragione per cui le tremavano le mani era

legata al fatto che stava evadendo il fisco. Tale affermazione non ha convinto

questo Presidente e meglio come si dirà in seguito.

15.2

Prelevamenti del

19.11.1998

e del 28.12.1998 rispettivamente di fr. 55'000.-- e di fr.

20'000.--, di cui solo il secondo riversato sul conto cifrato ______.

a) Interrogata sulla ragione

dei prelevamenti in BdS effettuati dopo la morte della ______, l'accusata ha

dichiarato - in occasione del primo verbale di interrogatorio - che furono

eseguiti per compensare le prestazioni da lei effettuate a favore della signora

______ nel corso degli ultimi anni.

"

I prelevamenti che effettuai dopo il decesso della ______ furono per

compensare le prestazioni da me effettuate nel corso degli ultimi tre anni. Del

resto la signora ______ mi aveva detto che quando sarebbe morta quei soldi

sarebbero stati per me." (VI PP AC1

20.9.2001

AI B.1)

La pretesa che l'imputata

avrebbe vantato nei confronti della signora ______ non era certo né liquida né

esigibile al momento del prelievo, tant'è che non è mai stata quantificata con

precisione e ciò neppure nel corso delle trattative con l'avv. ______. AC1infatti

inizialmente fa valere una pretesa di fr. 48'000.-- che poi aumenta a fr.

80'000.--. Ciò che invece è evidente è che tale pretesa e stata costantemente

confusa con il fatto, asserito dall'accusata, che la ______ le avrebbe donato i

beni presenti sui conti presso la Banca ______ alla sua morte.

______, dal canto suo,

sempre in occasione del primo interrogatorio davanti al PP, fornisce le

motivazioni che lo spinsero ad autorizzare i prelevamenti effettuati dalla

signora AC1dopo il decesso della signora ______. Egli confonde non solo

l'asserita pretesa nei confronti della signora ______ con le pretese sue

volontà post mortem, ma vi aggiunge pure la validità della procura e la

funzione di curatrice della AC1.

" Chiaramente secondo

la prassi usuale, io come funzionario di banca, essendo a conoscenza del

decesso della signora ______ non avrei dovuto permettere i prelevamenti effettuati

dalla AC1dopo la morte della titolare del conto. Tuttavia la signora AC1era al

beneficio di una procura valida, era inoltre stata nominata curatrice per cui

ritenni che potesse prelevare quei soldi ed inoltre sapevo che vantava un

credito nei confronti della signora ______. (…). Devo aggiungere che

personalmente e direttamente la signora ______ ebbe a più riprese a dirmi che

alla sua morte il denaro collocato sul conto che io gestivo sarebbe andato alla

signora AC1. Voglio ancora aggiungere che prima del mese di ottobre 1998 la

signora AC1non mi ha mai fatto uso della procura che gli era stata rilasciata

sul conto BSCT dalla signora ______ né probabilmente si rendeva conto dei

poteri che le erano stati conferiti. " (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)

b) Chiamata a spiegare il

motivo per il quale non procedette ad un unico prelevamento a seguito della

morte della signora ______, la AC1, sempre in occasione del primo

interrogatorio davanti al PP, ha dichiarato che:

"

Non ho prelevato tutti i soldi in un colpo solo perché

consideravo di averne comunque il controllo ed il diritto. Ho comunque

prelevato prima fr. 55'000.-- e poi fr. 20'000.-- depositandoli su un conto che

io nel frattempo ho aperto a mio nome. Questo conto l'ho aperto a mio nome.

Questo conto l'ho aperto presso la BdS a Locarno. Anche il successivo

prelevamento effettuato sul conto ______ l'ho riversato su quello nuovo che

avevo aperto presso la BdS." (VI PP AC1

20.9.2001

AI B.1)

In seguito precisò che era

______ che le diceva quando doveva ritirare i soldi in funzione degli

investimenti in atto.

"

Alla morte della signora ______ effettuai i prelevamenti dal suo

conto a diverse riprese. Effettuavo i prelevamenti quando me lo diceva mio

genero; egli mi spiegava che il denaro era investito in titoli e che quindi non

si poteva prelevare tutto in una volta sola. Egli non mi ha peraltro mai

spiegato nulla di come funzionavano queste cose, io mi limitavo ad eseguire

quello che lui mi diceva di fare. (…)" (VI

PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

c) Chiamata ancora a dare

spiegazioni circa la mancata indicazione dell'esistenza di questo conto

all'avv. ______, AC1ha dichiarato che li riteneva soldi suoi.

"

Non ritenni di informare dell'esistenza di questo conto l'avv. ______

sempre per il motivo che ritenevo trattarsi di soldi miei." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)

La mancata indicazione dei

conti ad inventario era stata motivata in altro modo e principalmente fatta

risalire ad una esplicita volontà della signora ______.

AC1cerca di sostanziare il

fatto che questi soldi le spettassero con il fatto di non essersi per contro

appropriata di altri valori di spettanza della signora ______:

"

Rammento inoltre che ad un certo punto tornarono dall'ufficio di

tassazione due importi di denaro per alcune migliaia di franchi che io prelevai

direttamente alla posta e versai sul conto ______ della signora ______. Penso

che a quel tempo lei era già defunta. Feci questo perché ritenevo che questi

soldi, a differenza degli altri, non fossero destinati a me." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

In aula è stato prodotto

il giustificativo relativo a tale versamento. Trattasi della restituzione

dell'eccedenza dell'imposta comunale del 1997 per un ammontare di fr. 1'856,

25.

(doc. dib. 1)

d) Tornando alla destinazione

data alle somme prelevate dopo la morte della signora ______ e meglio

dell'importo di fr. 55'000.--, di cui non vi era traccia - contrariamente a

quello di fr. 20'000.-- - sul conto ______, AC1ha dichiarato di avere

utilizzato tale somma per l'acquisto di un'autovettura per il signor ______:

"

(…) con i fr. 55'000.-- di cui al primo prelevamento del

19.11.1998

avevo acquistato un'automobile di grossa cilindrata per il signor ______

con cui all'epoca convivevo. Ricordo che era mio compagno di una vita, avendo

con lui convissuto per 25 anni. Rammento che avevamo acquistato una Mercedes

d'occasione: si trattava di un veicolo costoso e di grossa cilindrata. Avevamo

acquistato questo veicolo presso il garage ______ di

Minusio. L'automobile era stata poi intestata al mio compagno signor ______.

Non mi ricordo esattamente quanto così [n.d.r.: recte: costò] questa mercedes,

anche perché ______ diede dentro il suo precedente veicolo. Ricordo comunque

che fu un'automobile costosa quella che acquistammo. Al signor ______avevo

spiegato che avevo una procura sui conti della signora ______ e che ero

autorizzata a utilizzare questi soldi. Egli si raccomandò con me di non creare

pasticci nei suoi confronti. (…) Quando ci siamo lasciati ______ ha venduto la

mercedes di cui dicevo prima ed ha acquistato un Golf. Dalla vendita di questa

mercedes io ho ricevuto ancora fr. 10'000.--, mentre ______ si è tenuto la

Golf. (…). D: ______ ha dichiarato che il Golf acquistato con il denaro

ricavato dalla vendita del Mercedes sarebbe poi stato intestato a lei: cosa

risponde? R: Ribadisco che il veicolo in questione è poi stato intestato a ______.

Io horicevuto semplicemente fr. 10'000.--. È senz'altro possibile che ______

non conosce i dettagli di questa operazione." (VI

PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

In aula AC1ha poi

dichiarato che la macchina nuova era dovuta al suo convivente ritenuto come

egli avesse distrutto le sue autovetture precedenti a causa delle trasferte

effettuate a causa della signora ______.

______ in inchiesta aveva

infatti dichiarato che:

"

per portare in giro la ______avevo praticamente fatto fuori due

veicoli, avendo percorso una infinità di chilometri. Benché i veicoli fossero i

miei e pagassi la benzina non aveva mai ricevuto un compenso." (VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7)

______ era al corrente

della destinazione dell'importo di fr. 55'000.--:

"

se non ricordo male ad un certo momento la signora AC1aveva

acquistato a contanti un autoveicolo piuttosto costoso presso il garage

Rivapiana. Si trattava di una Mercedes SL 500 d'occasione. Che costava più o

meno fr. 60'000.--. Salvo errore il veicolo venne intestato a nome del signor ______, che all'epoca era il convivente della signora AC1,

rispettivamente padre di ______."

e) Sul destino della macchina

si che:

" quando la signora AC1ha

lasciato il signor ______, il veicolo è stato venduto. Mi risulta che il

ricavato è andato alla signora AC1la quale, con i soldi così ottenuti, ha

comperato una Golf presso il garage Alramone di Bellinzona. Inoltre ha tenuto

per se la differenza tra il prezzo di vendita del Mercedes e il prezzo

d'acquisto del Golf. Non si trattava comunque di una grossa differenza: si

trattava di fr. 5'000/6'000.--, salvo errore. ______ non c'entrava nulla con

questa operazione." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

______ ha

fornito un'altra versione:

"

AD del difensore risponde: è vero che a un certo momento

acquistai una mercedes che in realtà voleva la AC1. Il veicolo venne acquistato

dopo la morte della signora ______presso il garage ______ di Minusio. A quel

tempo volevamo, io e la AC1 provare a rimanere insieme. Il veicolo venne

intestato al sottoscritto e fui io a pagarlo. La comperai costituendo

un'ipoteca sulla casa delle nostre figlie. Fu il signor ______ ad occuparsi

dell'ipoteca. È giusto dire che l'ipoteca venne poi sottoscritta da mia figlia ______.

D: Come mai decise di costituire un'ipoteca per acquistare un'automobile, non

si trattava di un'operazione un po’ insolita? R: Devo dire che i due

appartamenti delle nostre valevano e valgono circa un milione di franchi, per

cui la costituzione di un'ipoteca di fr. 70'000.-- non incideva molto. ADR non

so dire se dopo la morte della signora ______, AC1 ha prelevato dei soldi da

suoi conti. Ripeto ancora una volta che io delle vicende collegate alla ______non

volevo sapere nulla. ADR circa 2 anni fa il mercedes è poi stato venduto ad un

prezzo considerevolmente inferiore a quello dell'acquisto e io comperai allora

una Golf. Non so dire se la signora AC1abbia preso ancora dei soldi dalla

vendita della Mercedes. D: la signora AC1sostiene di avere incamerato la

differenza tra il prezzo della Merceds e quello del Golf, ovvero fr. 10'000.--

cosa dice? R: è una cosa a me non nota. Rammento nuovamente che a quel punto io

e AC1 eravamo in fase di rottura avanzata. AD del difensore risponde: sebbene

il mercedes fosse stato intestato a me, per non avere più storie con AC1 le

dissi di pur occuparsi lei della vendita del veicolo; poi lei comunque aveva

sempre ragione. AD del difensore risponde: ______non ha mai parlato di parenti

o possibili eredi, anzi diceva che era sola. So che faceva anche della

beneficenza. Questo per la verità non lo so direttamente ma era lei ad

affermarlo. ADR riguardo la questione dell'acquisto del Mercedes ribadisco

ancora una volta che io so di aver dovuto costituire un'ipoteca per via di

questa operazione Non so poi cosa abbiano fatto il ______ e la AC1. Salvo

errore ho pagato io a contanti il veicolo." VI PP ______ 18.8.2004

AI A.7.)

______ fornisce la chiave

di lettura del verbale del signor ______affermando che la costituzione

dell'ipoteca fu una sua idea per giustificare a livello fiscale un tale

acquisto:

" Successivamente

realizzai che la cosa non stava in piedi sul piano fiscale nel senso che prima

di allora AC1 non aveva avuto disponibilità finanziarie tali da consentirle un

acquisto di questa entità. Per questa ragione consigliai alla signora AC1di

aprire una ipoteca sulla sua casa che fino a quel momento non risultava gravata

o solo poco gravata da altri oneri. ADR ______ era marginalmente a conoscenza

di questa operazione dal momento che dovette sottoscrivere i documenti per la

costituzione dell'ipoteca avuto riguardo al fatto che l'appartamento risultava

essere di sua proprietà. Salvo errore comunque il veicolo era intestato a ______

e non a ______. Il conto in questione era denominato "______"

ovviamente aperto presso la Banca Stato." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

15.3

Prelevamento del

28.12.1998

di 19'737,98 US$.--riversato sul conto cifrato ______.

L'imputazione non

contemplata nell'atto di accusa è stata prospettata in aula dal Presidente con

l'accordo delle parti.

AC1, chiamata a dare

spiegazione di tale operazione ha dichiarato di non essere in grado di

rispondere:

"

Mi viene chiesto di spiegare la causale del prelevamento 28.12.1998

di USD 19'737,98 e dichiaro che non so rispondere. Mi viene fatto notare che ho

firmato io il giustificativo di prelevamento in banca." (verb dib. pag.3)

15.4

Prelevamento in

contanti del 18.8.1999 di fr. 20'000.--.

In merito a quest'ultimo

prelevamento, ed in particolare in merito al suo destino, l'accusata ha

dichiarato quanto segue:

"

D: Cosa ha fatto dei fr. 20'000.-- prelevati il 18.8.1999. R:

questi soldi li ho tenuti io. Ne avevo infatti bisogno dal momento che mi stavo

lasciando con il signor ______e dovevo cercarmi una nuova abitazione per la

quale ho dovuto versare un deposito di garanzia di fr. 2'500.-- e ,

naturalmente ho dovuto effettuare un trasloco." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)

______ ne ha confermato la

destinazione, affermando che l'importo fu utilizzato dalla signora AC1per sue

necessità personali:

" Ricordo comunque che la

signora AC1ha effettuato anche almeno un prelevamento sul conto ______ per suoi

bisogni personali. Ritengo che possa trattarsi dei fr. 20'000.-- in discussione."

(VI

PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

15.5

L'apertura

del conto ______

In punto al

conto ______ ed alle ragioni che ne dettarono l'apertura, si rileva che lo

stesso non fu aperto con lo scopo di donare alla figlia ______ gli importi che vi erano depositati, bensì quello di sottrarre gli

stessi alla comunione ereditaria fu ______ e ciò a seguito delle grida eseguite

nel mese di aprile 1999 da parte dell'avv. ______ di cui si è già detto.

Il regista

di tale operazione fu ______.

" ADR anche il conto

cifrato ______, intestato alla signora ______, venne aperto su mia indicazione

e mio consiglio. Il conto ______ venne aperto in conseguenza del problema che

era sorto con l'avv. ______ il quale ci aveva minacciato di denuncia in

relazione alla mancata dichiarazione dei fondi all'intenzione della comunione

ereditaria che lui rappresentava. Decidemmo quindi di spostare i soldi su un

conto terzo dove non poteva essere stabilita una relazione diretta con la

signora AC1." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

In aula

l'avv. ______ ha negato di avere mai minacciato ______ e AC1di denuncia in

merito alla mancata dichiarazione del conto in Banca ______.

Va qui

evidenziata la circostanza, accertata sulla scorta della documentazione agli

atti, che l'avv. ______ venne a conoscenza dei conti intestati alla signora ______

presso al Banca ______ solo nel mese di settembre del 1999. Il conto ______ non

venne quindi aperto a seguito, bensì prima che l'amministratore giudiziario

della successione venisse a conoscenza dei conti non dichiarati ad inventario.

______ ha

poi dichiarato che ______non era al corrente dei retroscena dell'apertura del

conto ______:

" D: cosa sapeva la

signora ______ dello spostamento di fondi dal conto ______ al suo denominato ______?

R: di fatto la signora ______non sapeva nulla o meglio sapeva che si trattava

di soldi che la signora ______ aveva destinato alla signora AC1e verosimilmente

sapeva anche che era sorto un problema con la Comunione ereditaria

rappresentata dall'avv. ______. Evidentemente non so cosa si sono dette poi la

signora AC1e la signora ______. Ribadisco comunque che a mio modo di vedere la

signora ______non conosceva i dettagli della questione." (VI PP ______

14.6.2004

AI B.7.)

______,

interrogata dal PP ha dichiarato in sostanza di avere ricevuto i soldi che la

madre aveva ricevuto dalla signora ______per non farli trovare al fisco. Ai

suoi occhi il conto ______ "era suo, ma non era suo":

"

Ad un certo momento, circa 2 anni fa, mia madre mi disse che

voleva darmi dei soldi che lei aveva ricevuto dalla signora ______. Mi spiegò

che non voleva che fossero trovati dal fisco. Io chiesi se ci sarebbero stati

dei problemi e lei mi rispose di no. Benché versati su un conto a me intestato,

di fatto io tenevo questi soldi in custodia per conto di mia madre. Ho

effettuato tre o quattro prelevamenti su richiesta sempre di mia madre la quale

utilizzava poi il denaro che io le rimettevo. Il conto in questione venne

aperto presso la Banca ______ del Canton Ticino, sede Locarno, dal signor ______.

Il conto recava denominazione "______". Io questi soldi non li ho mai

utilizzati e non ho mai effettuato dei prelevamenti per mio conto, sebbene

avessi la procura. Del conto ______ si occupava ______. Non so però cosa ______

facesse con quel conto e non mi interessava. Questo conto è mio ma non è mio.

Riguardo ai prelevamenti da me effettuati sul conto ______, ribadisco che

furono 3 o 4: uno di CHF 50'000.--, uno CHF 7'000.--- e uno di CHF 3'000.--;

tutte le volte consegnai i soldi a mia madre." (VI PP ______ 2.10.2001 AI B.5.)

15.6

Le ragioni

dell'agire di ______

a) Circa

l'interesse di ______ nell'operazioni addebitate alla signora AC1, si osserva

che quest'ultimo ha sempre sostenuto di avere agito senza alcun interesse

economico.

" Io non ho in alcun

modo beneficiato di questa somma o di parte di questa somma. La signora AC1mi

ha in ogni caso dato poi incarico di gestirle questi soldi a partire dal suo

conto. Ripeto che ne io ne mia moglie ne abbiamo beneficiato economicamente né

direttamente né indirettamente." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3.)

Facendo riferimento poi

all'ultimo dei prelevamenti effettuati dalla signora AC1sul conto della signora

______, ______ ha dichiarato che gli affari gli andavano bene e non aveva certo

bisogno dei soldi della ______ o della signora AC1.

" Tengo a sottolineare

che nel 1999 gli affari andavano bene in generale e anch'io non avevo alcun

problema di ordine finanziario. Non avevo certo bisogno dei fr. 20'000.-- della

signora ______ o della signora AC1. Rammento una volta di più che i problemi

sono sorti solo nel 2001 in seguito al tracollo dei mercati finanziari

conseguente all'attacco alle torri gemelle a New York." (VI PP ______

14.6.2004

AI B.7.)

Pure

l'accusata ha confermato di non aver mai dato dei soldi al signor ______:

"

A domanda del difensore l'imputata risponde di non avere mai dato

soldi al signor ______ provenienti dalla signora ______e che nemmeno il signor ______

gliene ha fatto richiesta." (verb. dib.

pag. 7)

b) Ciò posto la

Corte ha accertato che, indipendentemente dalla ragione resa da ______, non

solo fu lui a consigliare alla AC1di aprire un conto cifrato:

" Fui io a consigliare

alla signora AC1di aprire un conto cifrato e questo principalmente perché si

trattava di soldi in "nero". (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

"

Preciso ancora che fui io a suggerire alla signora AC1di aprire

un altro conto presso la BdS e di versare i 120'000 CHF prelevati dal conto ______.

" (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)

Ma

soprattutto fu lui ad imporre alla suocera che le somme provenienti dal conto

corrente della signora ______ non dovevano uscire dalla Banca ______.

"

Quando prelevai i fr. 120'000.-- (100'000.-- + 20'000.--) nel

mese di ottobre 1998 non li ebbi in mano fisicamente; di fatto mi recai in

banca e mi incontrai con ______; fu lui a dirmi che dovevo aprire un nuovo

conto cifrato che venne poi denominato ______ e dove avrei dovuto versare

questi soldi. Egli mi disse che dalla banca non doveva uscire nulla." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)

Quindi non si è limitato a

suggerire l'apertura di un conto presso la Banca ______, ma ne ha imposto

l'apertura. Il conto ______ rientrava nei conti di gestione di ______.

Fu poi ancora ______ a

decidere di estinguere il conto ______ e far confluire gli attivi sul conto ______

al fine di sottrarre alla comunione ereditaria gli attivi confluiti sul conto ______.

"

Non abbiamo detto prima che questi soldi erano stati collocati su

un conto intestato alla signora AC1perché temevamo che sarebbero stati

rivendicati dalla successione." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)

Anche il conto ______

faceva parte dei conti che ______ aveva in gestione.

" Il conto della

signora AC1è quindi stato estinto e quindi tutti gli averi sono stati

trasferiti alla figlia. Io gestisco pure il conto di questa figlia. Lei è

l'avente diritto economico di quel conto. Attualmente il denaro è stato

investito in azioni: il valore attuale si aggira attorno ai 150-200'000 CHF. La

figlia ______era evidentemente al corrente del fatto che i soldi provenivano da

un conto AC1e, prima, dal conto ______. Si tratta di un conto cifrato a nome ______."

(VI

PP ______ 21.9.2001 AI B.3)

In realtà il

denaro non era solo investito in azioni ma anche in derivati e proprio a causa

di questo genere di investimenti il conto ______ registrò delle perdite.

Lo stesso ______

ha affermato che il conto ______ registrò delle perdite dovute alle operazioni

con derivati.

" Io effettuai

operazioni con derivati sul conto ______, il quale registrò poi anche delle

perdite di queste stesse operazioni." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)

AC1in aula

ha confermato non solo le perdite ma ha dichiarato che tutti gli attivi

esistenti sul conto ______ andarono in fumo a seguito della politica di

investimenti operata dal genero.

A tal

proposito è doveroso stigmatizzare che nel mese di settembre del 2001, ovvero

contestualmente alle dichiarazioni rese da ______ davanti al Procuratore

pubblico secondo cui:

" Attualmente il denaro

è stato investito in azioni: il valore attuale si aggira attorno ai 150-200'000

CHF",

il conto in

franchi svizzeri ______ (limite di credito fr. 100'000.--) registrava una

posizione debitoria di fr. 1'266'627,08.

Il valore

dei titoli a garanzia di tale conto era valutato al 31.12.2000 in fr.

124'510.-- (cfr. estratto di deposito pegno

intestato a ______ cinquecentoventiquattro al 31.12.2000). Non vi è per contro

agli atti l'estratto relativo al 31.12.2001.

Considerato, in diritto:

1.

Secondo l’art. 138

n. 1 cpv. 2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo

valori patrimoniali affidatigli è punito con la reclusione sino a cinque anni o

con la detenzione.

Se ha commesso il fatto in

qualità di curatore, il colpevole

è punito con la reclusione sino a dieci anni o con la detenzione (art. 138 n. 2

CP)

L’impiego indebito deve

essere ammesso unicamente quando “le azioni dell’autore riflettano la volontà

di non adempiere ai propri obblighi nei confronti del mandante” (Stratenwerth,

BT I, §13 n. 58; Rehberg, Z 92, 39; così come Schultz, ZBJV 109 [1973] 417 e ss.;

nel risultato anche DTF 98 IV 33 collegato a Noll, Z 71 [1956] 164 e ss., DTF

121.

IV 25; 119 IV 128, Corboz, Les infractions principales, I, ad art. 138, n.

22).

Da un punto di vista

soggettivo l'autore deve avere agito intenzionalmente con lo scopo di procurare

a sé o a terzi un indebito profitto.

Quest'ultima condizione è

realizzata quando la persona che aveva l'incombenza di tenere a disposizione

dell'avente diritto il bene affidato, ne fa uso a proprio profitto o a profitto

di un terzo senza avere la volontà e la disponibilità - nel senso della

possibilità - di restituire immediatamente la somma (6S.66/2005 del 14.4.2005;

DTF 118 IV 27). Se doveva tenere il bene affidato a disposizione dell'avente

diritto per una data determinata oppure entro un termine prestabilito, egli

deve avere la volontà e la possibilità di restituirlo alla data prestabilita o

alla scadenza prevista a questo scopo (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 118 IV

27).

Il presupposto soggettivo

dell'agire con lo scopo di procurare a sé o ad altri un indebito profitto viene

a cadere se, al momento dell'impiego illecito del bene affidato, l'autore ne

paga il controvalore (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 107 IV 166). Lo stesso vale

se egli aveva in ogni momento oppure alla data prestabilita, la volontà e la

possibilità di farlo (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 118 IV 32). Lo stesso vale

anche nel caso in cui l'autore metta in compensazione una sua pretesa nei

confronti dell'avente diritto dei beni affidati (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF

105.

IV 29)

Non v'è intento di

conseguire un indebito profitto nel caso di chi si appropria di una cosa

esclusivamente per soddisfare, o tentare di soddisfare, un proprio credito

d'importo almeno pari al valore della cosa di cui si appropria. Se l'agente ritiene

fermamente, ma erroneamente, che tale condizione sia adempiuta può essere

applicato nei suoi confronti l'art. 19 CP (DTF 105 IV 29)

L'assenza rispettivamente

il ritardo di una dichiarazione di mettere in compensazione, benché possa

costituire un indizio importante di assenza di una vera volontà di compensare,

non è per contro determinante (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 105 IV 29). L'onere

della prova della volontà di compensare spetta all'autore che nega di avere

avuto al momento dell'appropriazione l'intento di conseguire un indebito

profitto (SJ 1996 p. 482)

L'intento di indebito

profitto può essere realizzato per dolo eventuale (6S.66/2005 del 14.4.2005;

DTF 118 IV 32) ovvero quando il profitto appare all'autore come possibile e,

benché non lo desideri espressamente, egli accetta il caso in cui ciò si

produca (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 105 IV 29; 123 IV 155; 121 IV 249)

2.

Secondo l’art. 251

CP è autore colpevole di falsità in documenti, ed è punibile con la reclusione

sino a cinque anni o con la detenzione, colui che al fine di nuocere al

patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri

un indebito profitto, forma un documento falso od altera un documento vero,

oppure abusa dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico

per formare un documento suppostizio, oppure attesta o fa attestare in un

documento contrariamente alla verità un fatto di importanza giuridica o fa uso

a scopo d’inganno di un tale documento.

Secondo l'art. 317 CP è

autore colpevole di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari,

ed è punibile con la reclusione sino a cinque anni o con la detenzione, i

funzionari o i pubblici ufficiali che intenzionalmente formano un atto falso od

alterano un atto vero (cpv. 1). Lo stesso vale per i funzionari o i pubblici

ufficiali che intenzionalmente, in un documento attestano in modo contrario

alla verità un fatto di importanza giuridica.

Il tutore ufficiale, ma

anche il curatore, che redige un inventario e presenta i conti nonché le

relazioni previsti dal diritto tutorio, agisce in qualità di funzionario. È

quindi reo di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari

qualora ometta di indicare nell'inventario destinato alle autorità di tutela

l'esistenza di beni appartenenti al proprio pupillo (DTF 121 IV 216, JdT 1997

IV 70, NZZ 1995 I N 215).

3.

Ciò

che una persona sa e vuole è una questione di fatto. Ed è nei fatti accertati

che il giudice deve ricercare la volontà dell’autore.

3.1

Quo ai primi due prelevamenti.

a) Come visto è stato accertato

che fino al 20 settembre 2001 e meglio fino al primo verbale d’interrogatorio

davanti al PP, sia ______ sia AC1 hanno sempre sostenuto che si trattava di

soldi prelevati per conto della signora ______, la quale li avrebbe poi a sua

volta donati a terzi sconosciuti per beneficenza. Tesi evidentemente fallace,

architettata con l’evidente scopo di nascondere le vere finalità di quel

prelievo e meglio di impossessarsi del denaro della curatelata, sostenuta fino

a costo di pagare, come è stato il caso, ben CHF 28'050.- a titolo di imposta

di donazione. Come visto, consci del fatto che il Ministero pubblico avrebbe

evidentemente scoperto, a mano della documentazione bancaria di ______ relativa

al conto di spettanza dell’accusata, pure l’accredito di CHF 120'000.-, la AC1ed

il genero hanno repentinamente, il giorno dopo, cambiato versione affermando

che si sarebbe trattato di una donazione in vita, da loro sottaciuta per

ragioni fiscali. Sennonché di tale donazione non vi è traccia cartacea in atti.

Al riguardo AC1, tra le tante menzogne raccontate, in aula ha pure preteso che

la donazione sarebbe per lei intervenuta già con la sottoscrizione della

procura post mortem del 14 dicembre 1995, salvo poi contraddirsi con la precisazione

che quella procura non aveva quale fine la donazione bensì doveva costituire un

documento che doveva servire a sbrigare affari correnti, in caso di necessità “Il

senso della procura era che se un giorno lei non poteva andare in banca per

praticità ci potevo andare io. Questo per desiderio della signora ______. A

precisa domanda a sapere se ci sono altri motivi per i quali fu allestita la

procura del 14.12.1995 rispondo che a mia conoscenza.” (verb. dib. p. 2).

b) Per quel che è della

rimunerazione per l’impegno profuso a favore dell’anziana, vi è da rilevare che

da un lato l’imputata aveva, sia che sia, accettato di lavorare quale donna

tutto fare con una remunerazione di fr. 400.-/600.- al mese senza che ne fosse

evidentemente costretta e, dall’altro non è mai stata questione di

compensazione di un presunto credito a tale titolo per i prelevamenti

antecedenti la morte, per i quali l’accusata, dopo aver sostenuto che i soldi

erano stati prelevati dietro indicazione della signora ______che li avrebbe poi

destinati a terzi sconosciuti, ha affermato che si sarebbe trattato di soldi

già donatile dall’anziana.

Al riguardo AC1(e anche

gli altri membri della famiglia sentiti in istruttoria) ha senz’altro esagerato

nel riferire i termini dell’impegno svolto a favore dell’anziana,

enfatizzandone le conseguenze, fino a sostenere, e con lei il ______, che

l’invadenza della ______e la situazione creatasi a fronte dell’assillante

presenza dell’anziana nella sua vita, sarebbe la causa della dissoluzione della

loro relazione sentimentale. Circostanza smentita però nei fatti dalla stessa AC1allorquando

ha precisato che il suo trasloco è avvenuto ben nove mesi dopo il decesso della

______e meglio in corrispondenza dell’ultimo prelevamento di fr. 20'000.-

destinati appunto alle spese di trasloco. Aggiungasi che, dalle cartelle

sanitarie dell'ospedale Valmaggese nemmeno emerge che, contrariamente

all'assunto dell'accusata, la stessa fosse quotidianamente al capezzale

dell'anziana signora.

c) Quanto all’interesse di ______

dapprima a raccontare del prelievo su ordine della ______che avrebbe poi

destinato il denaro a terzi e, successivamente, a narrare della donazione a AC1,

è apparso fin troppo evidente. Come visto egli è stato il regista principale di

tutta l’operazione. Poco importa che non ne abbia beneficiato personalmente,

fermo restando che per lui la cosa principale era che i soldi non uscissero da ______

(consid. 15.6), dove lui operava. E, sul conto ______ 524, dove sono poi in

definitiva confluiti gli averi provenienti dal conto della ______, egli ha poi

eseguito quelle operazioni speculative di cui dovrà rispondere. Del resto lo

stesso ______ ha, come visto, ammesso di non aver riferito del collocamento dei

soldi di ______su un conto della suocera, per timore che venissero rivendicati

dalla successione (condis. 15.6, b).

d) E ______ non è l’unico ad

avere avuto interesse a non raccontare la verità. ______ in definitiva, da

tutta la vicenda, ha ricavato un’automobile di non poco valore, una Mercedes

che ha finito poi per commutare con una Golf nuova oltre ad un saldo in danaro

contante di fr. 10'000.- che ha dato alla AC1. La moglie di ______ aveva

anch’ella un interesse evidente a far apparire la ______come ossessiva, onde

giustificare l’asserito impegno del marito a suo favore. Quanto alla figlia ______

é vero che ha riferito di avere sentito spesso la signora ______dire che

avrebbe lasciato in eredità alla madre il suo patrimonio, ma altrettanto vero

che ha altresì dichiarato di non vederla spesso e di non intrattenere con lei

un rapporto stretto. Decisiva é comunque la circostanza emersa dal suo stesso

interrogatorio che le sue principali preoccupazioni sono quelle di non farsi

coinvolgere nelle attività del cognato in relazione al conto ______ di cui era beneficiaria.

e) Per contro tutte le altre persone

sentite in istruttoria hanno dal canto loro riferito, a proposito della signora

______, di una persona certo attenta, tirchia e a volte mutevole, senza

tuttavia descriverla come ossessiva, al punto da richiedere quell’impegno e

quelle energie che AC1vorrebbe far credere. Anzi, essi hanno pure precisato che

era poco incline a fare donazioni (cfr. VI PP ______ 9.5.2001, p. 3 ultimo

capoverso), circostanza peraltro confermata, nei fatti, dalla stessa AC1allorquando

ha riferito che, in occasione del matrimonio di sua figlia, le ha regalato fr.

100.

-. Rilevasi al riguardo che anche il teste ______ ha riferito di regali

annuali di fr. 10.- (dieci!) da spartirsi fra 10 nipoti. Tutti i testi hanno

riferito di non essere a conoscenza di donazioni a terzi di importi cospicui da

parte della ______che peraltro non era certo una donna solita effettuare questo

genere di liberalità, contrariamente a quanto vuol far credere l'imputata,

senza minimamente sostanziare la sua tesi. D’altra parte nulla in atti e dalle

risultanze dibattimentali permette di affermare che ella abbia mai donato,

peraltro senza nemmeno lasciare nulla di scritto, a terzi importi consistenti,

nemmeno a favore di chi, come ad esempio i coniugi AC1, si era prodigato in suo

favore. A favore degli stessi, per contro, aveva lasciato una disposizione di

ultima volontà con la quale li beneficiava di un legato di CHF 10'000.- a

testa.

f) Anche sulle circostanze

del prelevamento di fr. 100'000.- il 1. ottobre 1998, nella misura in cui ha

preteso che la ______avrebbe chiamato in banca per preavvisare l’operazione, AC1ha

mentito: è lo stesso ______, nel suo verbale del 14 giugno 2004, a non

confermare la circostanza relativa a quella telefonata, della quale non vi è

nemmeno traccia nei documenti bancari nonostante si tratti di un importo

consistente, per il cui prelevamento, un diligente funzionario di banca, al di

là della procura, è solito cerziorarsi della reale volontà del titolare.

g) Tornando alla procura,

secondo AC1già con la firma della stessa si sarebbe materializzata la volontà

della ______di donarle il denaro depositato. Sennonché, come visto, la stessa AC1ha

precisato in aula che le finalità di quella procura erano altre: non di donare

gli averi in conto ma di farne uso, nell’interesse della titolare, in caso di

bisogno.

h) A mente della difesa la

tesi della donazione troverebbe analogie e, quindi, indiretto riscontro con

l’agire della signora ______nei confronti dei coniugi AC1, nella misura in cui,

fintanto che era vigente la procura post-mortem, per la signora ______non

sarebbe stato necessario allestire un testamento poiché i soldi già erano del

beneficiario, tant’è che fino ad allora ______non ha ritenuto di allestire

disposizioni di ultima volontà a favore del titolare della procura. Falso. E'

stato accertato che fino al 31 gennaio 1994 era titolare di un conto presso la ______

di Lugano su cui AC1 disponeva della procura individuale post mortem. E’ inoltre

stato accertato che l’anziana nell’aprile 1997 consegnò al sig. AC1 l’importo

di fr. 30'000.- che questi versò, il 21 aprile di quell’anno, su un conto da

lui aperto a nome della signora ______presso la Bank in Langnau. Questi soldi

erano stati dati dalla signora ______ad AC1 affinché questi li gestisse. Poi,

nel settembre dello stesso anno, senza che vi fossero state particolari

movimentazioni sul conto, ______fece trasferire la somma sul suo conto presso ______

Locarno. Già il 30 settembre 1993, allorquando la relazione bancaria presso la

Bank in Langnau ancora nemmeno era stata aperta e ancora non era chiusa la

relazione presso la ______ su cui, come visto, AC1 aveva la procura, la signora

______aveva allestito una disposizione olografa secondo la quale, in caso di

morte, il prestito fatto al ______ di fr. 200'000.- sarebbe passato a AC1: “Im

Todesfall wird das Darlehen zu Gunsten von Herrn AC1 in Langnau übertragen”

(disposizione olografa 30.09.93 in calce al contratto di prestito 19.02.93).

Successivamente, il 5 ottobre 1995, ______aveva pure allestito un’altra

disposizione olografa nella quale confermava che, essendo senza eredi, nel suo

testamento aveva lasciato un legato di fr. 10'000.- a testa a favore dei

coniugi AC1 “Bestätigung. Unterzeichnete ist ohne Erben und hat

im Testament je 10'000.- eingetragen 1. Frau AC1 2. AC1 im Langnau für stete

Hilfe“. Segno evidente che la signora sapeva perfettamente come agire in

relazione al suo patrimonio in caso di morte, cosa significava una procura post

mortem, che non andava confusa con una donazione e che, se intendeva esprimere

un desiderio per causa di morte, allestiva un testamento olografo. Così ha

fatto con i coniugi AC1, mentre così non ha fatto con AC1. E la disposizione di

ultima volontà del 30 settembre 1993 (peraltro mai revocata) é stata allestita

allorquando la procura post mortem sul conto in ______ ancora era in vigore.

Altro che analogie!

i) Quanto alle condizioni di

salute di ______si ha, come visto, che già il 17 luglio 1998 l’anziana,

ricoverata presso l’ospedale di Cevio, era in condizioni psicofisiche tali da

non essere in grado di gestire i suoi interessi economici (cf. certificato

medico 17.07.98 dott. ______; dichiarazione assistente sociale ospedale

valmaggese e verbale MP ______ 15.05.01), al punto da giustificare l’istituzione

di una curatela. Segno evidente che non era più in grado di determinarsi

autonomamente circa la destinazione del suo patrimonio. E’ ben vero che,

successivamente, emergono due nuovi prelevamenti eseguiti dalla signora ______il

28.

luglio 1998 (fr. 30'000.- dal conto in ______) e il 16 settembre 1998 (fr.

30'000.- dal conto ______), di cui però non sono note le circostanze e meglio

si sa solo che la donna è stata in banca a prelevare (accompagnata da chi? Per

quali fini? Come sono stati impiegati quei soldi? Per pagare cosa?, ecc), ciò

che ancora nulla dice circa le sue capacità di agire. Aggiungasi di poi che,

successivamente, la donna non ha più eseguito operazioni sul conto e i

prelevamenti successivi, gli unici che risultano dagli estratti conto, sono

quelli oggetto del presente procedimento.

l) Come visto la curatela è

stata istituita il 18 settembre 1998. Il 29 settembre successivo AC1ha aperto

il conto ______ a lei intestato in ______. In quell’occasione, per sua stessa

ammissione, le tremò la mano. Il 30 settembre ha consegnato l’inventario alla

DT di Locarno senza fare menzione del conto ______ già intestato alla

curatelata. Il giorno dopo (dicasi: il giorno dopo!), e meglio il 1. ottobre

1998.

viene effettuato il prelevamento dal conto ____________ in ______ di fr.

100'000.- che vengono accreditati il giorno stesso sul conto ______ di AC1in ______.

Questa consecutio temporis di straordinaria linearità la dice lunga sul disegno

criminoso di AC1(e del suo complice): dapprima ha preparato il campo aprendo il

conto a suo nome, poi ha presentato l’inventario della curatelata alla DT

sottacendo l’esistenza degli averi dell’anziana ed il giorno dopo si è

appropriata di parte di tali averi non dichiarati depositandoli sul suo conto

aperto due giorni prima. Il tutto con un solo fine possibile e meglio quello di

appropriarsi indebitamente dei soldi della curatelata. Al riguardo le

argomentazioni della difesa circa l’illogicità di aver prelevato, nell’ipotesi

accusatoria, soltanto una parte degli averi, sono inconferenti: certo è infatti

che il conto della donna è rimasto segreto e quindi non si appalesa necessario

vuotarlo completamente in una sola occasione.

m) Pretendere, come fa la

difesa, che quei soldi le sarebbero stati destinati per causa di morte, è,

ancora una volta, cercare di confondere le carte. Al riguardo basta infatti la

constatazione che i prelievi in questione sono avvenuti allorquando ______ancora

era in vita!

n) A mente della difesa

l’esistenza del conto ______ di ______in ______ sarebbe stata sottaciuta per

esigenze di natura fiscale. Ancora una volta AC1mente. A parte il fatto che AC1ha

ammesso di aver prelevato ed incamerato i primi fr. 120'000.-, forza è

constatare come l’accusata ha accettato, il 7 novembre 2000, ossia molto prima

di raccontare la verità circa il destino dei due prelevamenti di complessivi

fr. 120'000.-, una transazione con le autorità fiscali mediante la quale si è

assunta il pagamento di ben fr. 28'050.- quale imposta di donazione in virtù

del principio della responsabilità solidale "non essendo stato possibile

risalire ai donatari". Questa assunzione di debito altrimenti non si

spiega se non con la volontà dell’accusata di mascherare la vera destinazione

dei soldi prelevati dal conto della ______quando ancora viveva e non già per

aggirare il fisco, giacché proprio al fisco è stato accettato di pagare la

somma di quasi fr. 30'000.-.

Lo stesso dicasi

relativamente alla circostanza che, in occasione della firma dei documenti di

apertura del conto ______ a AC1tremò la mano: non già perché sapeva di fare una

cosa scorretta dal profilo fiscale, bensì perché sapeva che stava

appropriandosi degli averi della sua curatelata. La semplice apertura del

conto, da sola, non costituiva ancora un illecito fiscale, tale da giustificare

il tremorio delle mani. Diverso sarebbe stato il caso in cui tale tremore fosse

sopraggiunto al momento dell'allestimento della sua personale dichiarazione

fiscale nella quale avrebbe omesso di dichiarare tali averi. Del resto,

relativamente alle pratiche fiscali, non le tremò la mano allorquando accettò

il citato accordo con l’ufficio imposte di donazione e successione.

o) Alla luce degli accertamenti

fattuali di cui ai considerandi in fatto ed alle considerazioni testè esposte,

ne va tratta l’unica conseguenza logica e possibile e meglio che l’anziana non

ha mai espresso né fatto intendere di voler donare, né mai ha donato, a AC1gli

importi oggetto dei due prelevamenti di complessivi fr. 120'000.- eseguiti

allorquando ancora era vita: nulla in atti e dalle risultanze dibattimentali

permette anche solo di dubitare che nell’anziana vi fosse il benché minimo

animus donandi a favore della AC1.

3.2

Quo ai (4)

prelevamenti dopo il decesso.

a) E’ stato accertato che, con

il prelevamento di 19'737,98 U$, l’importo complessivo dei quattro prelevamenti

post-mortem si aggira attorno ad una cifra (fr. 120'000.-) analoga a quella

relativa ai due prelevamenti illeciti effettuati prima del decesso della

signora ______.

b) Come visto ______ha lasciato

diverse disposizioni di ultima volontà. Nessuna di queste contiene anche solo

una piccola clausola a favore di AC1. Ciò dimostra innanzi tutto come

l’anziana, finché ne ha avuto la capacità, ha sempre inteso disporre del suo

patrimonio in caso di decesso e, se non ha indicato la AC1tra i suoi

beneficiari è semplicemente perché non voleva lasciarle dei suoi averi. Per il

resto è emerso, come visto, che l’unico accordo passato con l’accusata,

consisteva nell’assisterla per 400.-/600.- CHF al mese. Punto!

c) Quanto alla pretesa per il

lavoro svolto a favore della signora ______la Corte ha accertato che AC1ha

certamente dedicato del tempo all’anziana, ma questo tempo era concordemente

remunerato con il versamento di ca. fr 400/600.- al mese, a seconda dei mesi. AC1non

ha mai manifestato, prima del decesso della signora ______, alcuna pretesa

riguardo a sue prestazioni fornite allorquando l’anziana era ancora in vita e

mai onorate. Dall’inventario prodotto alla DT di Locarno, presentato come visto

meno di un mese e mezzo prima della morte della signora ______, nulla emerge al

riguardo. Orbene, se davvero avesse vantato (o anche solo inteso vantare) un

credito nei confronti della curatelata per il lavoro svolto a suo favore,

qualsiasi persona dotata di un minimo di senno (e la AC1era assistita dal

genero, vice-direttore di un importante istituto bancario) l’avrebbe inserito

nell’inventario alla voce passivi, tanto più che, a suo dire l’assistenza

prestata si estendeva su più anni ed aveva richiesto un impegno fuori dal

comune tanto da diventare la causa dello scioglimento della sua relazione

sentimentale con il ______. Il non averlo fatto è segno evidente che AC1non

solo non intendeva far valere alcun credito, ma anche che tale credito in

realtà non esisteva e non è mai esistito.

d) Non tragga in inganno poi la

transazione intervenuta con l’amministratore della successione avv. ______, il

quale ha riconosciuto alla AC1, in data l’importo, in via transattiva, di fr.

80'000.- a fronte di una pretesa finale di CHF 120'000.-. Dallo scambio di

corrispondenza in atti fra l’amministratore della successione e l’avv. ______

allora patrocinatore di AC1nonché dall’audizione in aula del primo, si ha che

il 10 febbraio 2000 l’avv. ______ ha avanzato una pretesa di fr. 120'000.- mentre

in passato l’accusata ne aveva richiesti 48'000.- quale compenso per l’impegno

profuso a favore della ______(cf. dichiarazione AC130 marzo 1999 redatta su

carta intestata dell’avv. ______). Con scritto 29 marzo 2000 l’avv. ______, nel

frattempo accortosi dei primi due prelevamenti di complessivi fr. 120'000.-

eseguiti da AC1sul conto della ______ancora in vita, ha chiesto spiegazioni al

patrocinatore dell’accusata. Ne discende che, a non averne dubbi, l’importo di

fr. 120'000.- indicato dall’avv. ______ nel suo scritto 10 febbraio 2000 faceva

riferimento ai 120'000.- CHF prelevati dopo il decesso (cifra arrotondata per

difetto) di quelli prelevati prima del decesso ancora non si sapeva. Le parti

sono quindi giunte all’accordo 26 aprile 2000 che prevedeva la restituzione da

parte di ______ dell’intero prestito di fr. 200'000.- ed il contestuale

riconoscimento di una pretesa per spese ed onorari di fr 20'000.- nonché la

restituzione da parte di AC1dei 120'000.- CHF prelevati dopo il decesso,

deduzion fatta di fr. 80'000.- riconosciutile in via bonale per le sue

prestazioni a favore di ______. La restituzione è poi avvenuta mediante

versamento di data 2 maggio 2000 (cf scritto 17.04.01 avv. ______ a Ministero

Pubblico). Così l’avv. ______ in aula:

"

Come si evince dal mio scritto

17.4.2001

al MP, a quel momento ______ aveva già restituito complessivi fr.

95'000.--. Ne rimanevano ancora fr. 105'000.--. Come da accordo gli vennero

riconosciuti per onorari e spese fr. 20'000.-- da qui il saldo di fr. 85'000.--

indicato al punto 3 dello scritto 26.4.2000.

Per quanto riguarda la signora AC1,

le vennero riconosciuti come al punto 2 dello scritto citato, fr. 80'000.--.

Questo importo è stato dedotto dall'importo di fr. 120'000.-- e quindi a favore

della successione è rimasto un credito di fr. 40'000.--.

Questi due importi (fr. 85'000.-- +

fr. 40'000.--) per complessivi fr. 125'000.-- sono stati versati conformamente

all'accordo il 4.5.2000, come da me indicato nello scritto 17.4.2001 al MP. Io,

al momento dell'accordo, non sapevo quanto esattamente la signora AC1aveva

prelevato.” (verb. dib. p. 4-5).

Presupposto di

quell’accordo era, ovviamente, l’ammissione da parte dell’amministratore che i

primi CHF 120'000.- erano effettivamente stati dati a ______e da questa donati

a terzi, e non certo che li avesse incamerati proprio AC1. Del resto, come

visto, fino al verbale del 21 settembre 2001 reso davanti al PP, AC1e ______

avevano sempre sostenuto la tesi della donazione a terzi, tant’è che ancora il

7.

novembre 2000 l’avv. ______ aveva dichiarato, davanti alle autorità fiscali,

l’accordo della sua cliente ad assumersi le relative imposte di donazione

ammontanti a fr. 28'050.-. Al riguardo sempre l’avv. ______ in aula:

"

L'accordo

è stato fatto sulla base della cifra di fr. 120'000.-- indicata dall'avv. ______.

Prendo atto che non è logico che si trattasse dei primi fr. 120'000 che

sarebbero finiti, per le conoscenze che avevo a quel momento, in base alle

informazioni fornitemi dalla signora AC1e dall'allora suo patrocinatore, nelle

mani della signora ______e poi da questa ad anonimi donatari, su cui la signora

AC1si era pure impegnata a pagar fr. 28'050.-- quale tassa di donazione.” (verb. dib. p. 5)

Stanti tali accertamenti

il disegno truffaldino emerge in modo evidente: AC1ha dapprima sottaciuto dei

primi prelevamenti, una volta scoperti ha affermato che si trattava di soldi

consegnati alla signora ______da destinare a terzi cosicché, complice anche la

confusione dettata dalla corrispondenza degli importi prelevati prima e dopo la

morte (120'000 i primi e approssimativamente 120'000.- i secondi), ha potuto

trovare un accordo soddisfacente con l’amministratore della successione nel

quale da un lato faceva apparire la volontà di restituire parte del maltolto e

dall’altra poteva conservare i primi 120'000.- grazie alla menzogna di averli

dati alla ______(cf anche scritto 2 maggio 2000 dell’avv. ______ alla DT di

Locarno), salvo poi, per evitare ulteriori disagi, assumersi il pagamento delle

imposte di donazione. Il tutto, come detto, sottacendo di aver incamerato i

primi 120'000.- franchi.

Ne discende che la

transazione mediante la quale è stata riconosciuta una pretesa di fr. 80'000.-

a favore di AC1altro non è stato che un accordo bonale senza che da parte

dell’amministratore fossero stati esperiti ulteriori accertamenti, sulla

fondatezza della stessa. La sua maggiore preoccupazione era infatti da un lato

evitare che la successione dovesse poi accollarsi anche le imposte di donazione

sui primi prelievi e dall’altro che si potesse giungere ad una rapida

liquidazione di ogni pendenza. Non è questa la sede per sindacare sull’operato

dell’amministratore e meglio se rientrasse nelle sue competenze allestire una

transazione di questo tipo senza l’autorizzazione dell’autorità di sorveglianza

e soprattutto se fosse legittimo ritenere il ______ quale erede istituito senza

la notifica di tutte le disposizioni di ultima volontà a tutti gli eredi legali

(non solo quelli necessari) che il Pretore avrebbe eventualmente dovuto

indicargli (art 559 CC e 83 LAC); certo è che, sia che sia, l’avv. ______ ha

ritenuto il sig. ______ quale unico erede istituito ed è a lui che ha chiesto

l’accordo di agire in tal senso. ______, che nulla pretendeva dalla successione

se non di poter poi destinare il saldo finale ad enti di beneficenza, come poi

ha fatto, ha dato il suo accordo senza sindacare sulla destinazione dei primi

120'000.- franchi. In altri termini, non vantando pretese personali, egli ha di

fatto manifestato un certo disinteresse, accontentandosi di raccogliere quanto

rimaneva da destinare poi in beneficenza. Ecco spiegato perché, in fondo, non

vennero esperiti ulteriori e più puntuali accertamenti, al momento della firma

della transazione, in relazione alla vera destinazione dei soldi prelevati da AC1prima

della morte di ______. Così infatti l’avv. ______ in aula:

"

ADR il signor ______ ha rinunciato

a fungere da esecutore testamentario. ADR che tutte le decisioni che prendevo,

le sottoponevo al signor ______ come erede istituito. Questo anche per quanto

concerne gli accordi presi con la signora AC1e con il signor ______. Alla fine

il signor ______ ha ricevuto l'importo di fr. 35'447.-- oltre al legato e li ha

destinati tutti in beneficenza." (verb. dib. p. 5)

Tutto ciò considerato si

deve concludere che, al momento dell’effettuazione dei prelevamenti eseguiti

dopo la morte della ______, AC1non ha agito in compensazione di una pretesa

liquida e fondata o che riteneva tale, bensì per “spazzare il conto”

appropriandosi degli averi ivi depositati.

3.3

Dal profilo soggettivo

non vi sono dubbi che AC1ha agito intenzionalmente. Lo dimostrano ancora una

volta sia le modalità di prelevamento con la precedente apertura del suo conto ______

su cui sono stati accreditati parte degli averi della curatelata e la

straordinaria concordanza di date tra l’apertura del conto ______ e l’accredito

sullo stesso, nonché l’assenza di qualsiasi atto che dimostri l’animus donandi

della ______sia in vita che per causa di morte. Inoltre, per i prelevamenti

eseguiti prima del decesso, evidente è risultato lo scopo del mancato

inserimento nell’inventario alla DT di Locarno del conto ______ in ______ e

meglio per sottacere che già aveva preparato il campo per impadronirsi degli

averi della ______con l’apertura del conto ______. Per quelli dopo il decesso ______sapeva,

a partire almeno dall’incontro del 30 marzo 2000 con l’avv. ______, che non era

più autorizzata ad eseguire atti di disposizione sul patrimonio della defunta.

Ciononostante ha prelevato ulteriori fr. 20'000.- il 18 agosto 1999! Per quel

che è dei tre prelevamenti post mortem precedenti l’ultimo, stanti gli

accertamenti fattuali di cui si è detto, non vi sono dubbi che AC1sapeva

perfettamente che non aveva diritto di appropriarsi di quegli averi. Ne discende

che l’accusa va integralmente confermata.

3.4

La difesa ha

contestato l’applicazione dell’aggravante di cui alla cifra 2 dell’art. 138 CP

dell’aver agito in qualità di curatrice poiché era in realtà titolare di una

procura post mortem di guisa che ha agito in qualità di procuratrice sia per i

prelevamenti effettuati prima sia per quelli effettuati dopo il decesso di ______.

A torto.

Innanzi tutto va detto

che, sia che sia, a prescindere dalla procura, AC1era stata designata

curatrice. Il primo prelevamento lo ha persino eseguito due giorni dopo

l’apertura del conto ______ ed il giorno dopo la presentazione dell’inventario

alla DT, segno evidente che voleva approfittare proprio della sua funzione di

curatrice. Aggiungasi poi che AC1rivestiva entrambe le funzioni, ossia era sia

curatrice che procuratrice ed una funzione non escludeva l’altra. Per ammettere

l’aggravante infatti basta la costatazione che l’agente è il curatore e che

egli ne ha la consapevolezza.

Per i prelevamenti

eseguiti dopo il decesso va detto che la funzione di curatore non si estingue

eo ipso con il decesso del curatelato, il curatore dovendo amministrare i beni

in modo conservativo fino alla consegna agli eredi o ai loro rappresentanti,

alla designazione di un amministratore o di un esecutore testamentario (per

analogia cf. DTF 53 II 198).Ne discende che l’aggravante citata deve essere

applicata anche agli atti eseguiti dopo il decesso di ______.

4.

Per quel che è

dell’omessa indicazione nell’inventario dei beni della curatelata presentato

alla DT di Locarno, già si è detto come AC1abbia agito volontariamente in

relazione all’esistenza del conto ______ in ______ nonostante fosse stata

avvertita dalla funzionaria responsabile che avrebbe dovuto inserire anche beni

eventualmente non dichiarati al fisco.

Per quel che del conto

garanzia presso ______ oltre alla constatazione che lo stesso non è stato

inserito in inventario, al dibattimento è stato accertato che AC1ne conosceva

l’esistenza e che sapeva che, giuridicamente, i soldi depositati in garanzia

del pagamento delle pigioni appartengono all’inquilino e non al proprietario.

Ciò basta per ammettere che si è trattato di un atto intenzionale.

Quanto alla qualifica

giuridica di tali atti va detto, come evocato sopra, che l’unica differenza tra

l’art. 251 CP e l’art. 317 CP, al di là dell’identità dell’autore e

conseguentemente del bene giuridico protetto, è il fatto che il reato di

falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari, contrariamente a

quello di falsità in documenti, non necessita che l’autore abbia agito per

indebito profitto.

Nella fattispecie vi è da

ritenere che al curatore è riconosciuta, oltre all’obbligo di agire

nell’interesse della persona beneficiaria della misura, una funzione di

interesse generale (DTF 121 IV 216) a prescindere che si tratti di un tutore

che svolge le sue mansioni in quanto dipendente dell’amministrazione o meno,

determinante essendo la funzione stessa per la quale è stato designato. Ciò

posto AC1va ritenuta colpevole di aver violato l’art. 317 CP e non l’art. 251

CP, non senza precisare la questione ha avuto nella fattispecie un peso

puramente accademico, del tutto irrilevante nella commisurazione della pena.

Sia che sia, è appena il caso di precisare che, volendo applicare l’art. 251

CP, l’indebito profitto è comunque stato accertato nella misura in cui AC1ha

sottaciuto l’esistenza del conto in ______ al solo scopo di appropriarsi del

denaro ivi depositato (basterebbe al riguardo, per ammettere il reato, anche

solo se avesse agito, ma non è il caso, per sottrarli al fisco in quanto beni

non dichiarati), mentre per il deposito garanzia vi é da ritenere che

l'omissione é avvenuta nell'ambito dell'intero disegno, nella misura in cui é

convenuto all'accusata non indicare nessuno degli averi non dichiarati al fisco

("Besserstellung").

5.

Per l'art. 63 CP, il

giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa

del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e

delle sue condizioni personali.

La colpa dell'accusato va

innanzi tutto valutata considerando la portata oggettiva del reato

intenzionalmente commesso: considerando cioè quel che ha fatto volendolo fare,

le motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il

risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbVJ, 1995 24).

Occorre, inoltre, considerare la situazione familiare e professionale

dell’autore, la sua educazione e la formazione seguita, l’integrazione sociale,

gli eventuali precedenti penali e, in generale, la sua reputazione. In linea di

conto entrano anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato, la

qualità della sua collaborazione con gli inquirenti, il pentimento e la sua

volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112

consid. 1; 116 IV 289 consid. 2a). Per contro, criteri ispirati alla parità di

trattamento con casi analoghi hanno una portata relativa (DTF 124 IV 47 consid.

2c) e le esigenze di prevenzione generale rivestono un ruolo secondario (DTF

118.

IV 350). L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più

pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il

reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della

pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale della specie di

pena. La gravità della colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della

pena.

a) Nella fattispecie ha da

essere ritenuta una colpa assai importante già solo per la gravità oggettiva

dei fatti riferita all’entità della somma maltolta. Inoltre va considerato che

l’imputata ha tradito sia la fiducia dell’anziana sia, e soprattutto, quella

della DT di Locarno, istituzione preposta all’adozione di misure a tutela delle

persone allorquando queste non sono in grado di gestire autonomamente il loro

patrimonio. Ed in definitiva è proprio di aver tradito, per meri fini di lucro

personali, per arricchirsi in modo indebito, questa fiducia che AC1deve

rispondere. A ciò aggiungasi un disegno truffaldino ben architettato,

preparato a dovere con prelievi in contanti ed accrediti sul proprio conto

cifrato, aperto due giorni prima. L’imputata ha pure sottaciuto alle autorità,

al solo scopo, per finire, di nascondere l’appropriazione indebita, fatti

importanti come l’esistenza del conto non dichiarato dalla defunta su cui

proprio il giorno dopo ha eseguito la prima operazione illecita, ha mentito

spudoratamente sulla reale destinazione dei primi prelievi inventandosi la

storiella della donazione a terzi; ha ingannato sia l'amministratore della

successione facendogli credere di aver incassato unicamente i 120'000.- franchi

provenienti dai prelevamenti fatti dopo la morte, sia le autorità fiscali

davanti alle quali si è assunta l’onere del pagamento delle imposte di

donazione al solo fine di evitare che venissero esperiti ulteriori e migliori

accertamenti, così come ha tergiversato nel presentare il proprio rapporto

morale sull’attività di curatrice, conscia dell’attività illecita commessa:

sono fatti che la dicono lunga sulla volontà di nascondere fino all’ultimo le

proprie responsabilità. Per tacere del fatto che AC1ha avuto un atteggiamento

processuale di continua negazione delle proprie responsabilità che non merita

attenuanti e, di conseguenza, sconti di pena.

Nè va infine sottovalutato

il concorso di reati nella misura in cui anche la mancata iscrizione, in

particolare del conto ______ della ______, nell’inventario presentato alla DT

di Locarno, a prescindere dalla qualifica giuridica di tale comportamento é un

elemento importante dell'intensità delinquenziale e, quindi, della colpa,

perché dimostra come l'accusata, sin dall'inizio, non solo ha inteso

appropriarsi del patrimonio della sua curatelata, ma ha pure inteso nascondere

le tracce del suo agire, nel caso in cui fosse stata chiamata a dare

spiegazioni.

b) A favore dell’imputata sono

state considerate la sua incensuratezza, la sua scarsa scolarità, la sua età

ormai prossima alla vecchiaia, le sue condizioni di salute nonchè la

constatazione che, molto probabilmente, ella non è stata la regista principale

dell’operazione.

Non è stata ritenuta

l’attenuante specifica del lungo tempo trascorso poiché, tecnicamente, i

requisiti dell’art. 64 ultimo capoverso CP non sono dati non essendo ancora

trascorsi i due terzi del periodo assoluto di prescrizione. Certo, anche il

lasso di tempo trascorso e il fatto che, da allora, non risulta che AC1abbia

mai più interessato le autorità penali, sono stati valutati attentamente dalla

corte che ha quindi considerato tali fattori quali importanti ragioni di

diminuzione della colpa e, quindi, della pena. Inoltre, a favore di AC1è pure

stato considerato che, in definitiva, pur se con finalità non proprio corrette,

una parte del maltolto è stata restituita.

Per finire non sono state

considerate le due attenuanti invocate dalla difesa dell’essere stata indotta

in grave tentazione dalla vittima poiché la signora ______non ha avuto nella

fattispecie alcun comportamento provocatorio (a meno che si voglia far passare

per incitamento la semplice sottoscrizione di una procura sul conto) ma è stata

vittima dell’eccessiva fiducia riposta in AC1(ed in ______) e dell’aver agito

ad incitamento di persona a cui deve obbedienza, poiché AC1era del tutto

consapevole di ciò che faceva e ______ in particolare, pur avendo giocato un

ruolo non trascurabile, non ha esercitato quella pressione anche solo

psicologica esatta dalla giurisprudenza per ammettere tale attenuante.

Con il che, la prognosi

non potendosi dire del tutto sfavorevole malgrado il comportamento processuale

dell’imputata, ben si giustifica di infliggerle una pena di quindici mesi di

detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni.

Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti,

tranne al quesiti no. 3, 3.1., 3.2. e 3.3.;

visti gli art. 18, 19, 36, 41, 63, 64, 65, 68,

138.

n. 1 e n. 2 e 251 n. 1, 317 CP;

9.

segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC1 è autrice

colpevole di:

1.1

ripetuta appropriazione

indebita, aggravata

siccome ha commesso il

fatto nella sua qualità di curatrice,

per avere,

nel periodo 1.10.1998/18 agosto 1999 a Locarno

per procacciarsi un indebito profitto,

con la complicità di ______, funzionario della Banca

______ del Canton Ticino, in sei diverse occasioni,

di cui le prime due volte prima della morte e le altre dopo il

decesso della curatelata ______,

prelevando dai conti a questa intestati presso la BSCT e

trattenendo per sé somme di denaro per complessivi

fr. 242'041.--, indebitamente impiegato a profitto proprio o di

un terzo valori patrimoniali affidatigli;

1.2

falsità in atti formati da

pubblici ufficiali o funzionari

per avere intenzionalmente

attestato in un documento, contrariamente alla verità,

un fatto d'importanza giuridica e meglio per avere omesso,

in veste di curatrice, di iscrivere nell'inventario iniziale per

la curatela istituita a favore di ______,

conto BSCT n. ______ (conto corrente) avente un saldo di

fr. 47'159.--, il conto BSCT n. ______ (deposito titoli) con un saldo

di fr. 184'865.--, nonché il conto ______ cauzione affitto

n. ______ con un saldo di fr. 3'131,40 di pertinenza della

curatelata, quindi facendo apparire una composizione ed un saldo patrimoniale

diverso da quello reale;

e meglio come descritto nell’atto di accusa, prospettato in aula e

precisato nei considerandi.

2.

Di conseguenza AC1 è

condannata:

2.1

alla pena di 15 (quindici)

mesi di detenzione;

2.2

al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 500.-- e delle spese processuali.

3.

L’esecuzione della pena

detentiva inflitta alla condannata è condizionalmente sospesa con un periodo di

prova di 2 (due) anni.

4.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di

ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque

giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della

sentenza integrale.

Intimazione a:

-

-

- PP 1

- Comando della

Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali),

Via S. Franscini

3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico,

SERCO, 6501 Bellinzona

- Sezione

dell'esecuzione delle pene e delle misure, cp

238,

6807.

Taverne

- Sezione dei

permessi e dell'immigrazione, Ufficio stranieri,

6501.

Bellinzona

terzi implicati

PL 1

Per la Corte delle assise correzionali

Il presidente La

segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Testi fr. 78.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--

fr. 828.--

===========

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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