72.2004.97
ripetuta appropriazione indebita aggravata - in qualità di curatrice prelevato a suo favore fr. 242'041.-- falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari - omissione d'iscrizione nell'inve
20 giugno 2006Italiano126 min
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Numero d'incarto:
72.2004.97
Data decisione, Autorità:
20.06.2006, PENAL
Titolo:
ripetuta appropriazione indebita aggravata - in qualità di curatrice prelevato a suo favore fr. 242'041.--
falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari - omissione d'iscrizione nell'inventario di due conti bancari
APPROPRIAZIONE INDEBITA AGGRAVATA
FALSITÀ IN ATTI DA PUBBLICI UFFICIALI O FUNZIONARI
art. 138 cf. 2 CPS
art. 317 CPS
Incarto n.
72.2004.97
Lugano,
20 giugno 2006/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente della Corte delle assise correzionali
di Locarno
Presidente:
giudice Mauro Ermani
Segretaria:
Valentina Tuoni, vicecancelliera
Sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusata, con l’annuenza
del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,
per giudicare
AC 1
e domiciliata a
prevenuta colpevole di:
1. ripetuta appropriazione
indebita, qualificata
siccome ha commesso il fatto nella sua qualità di curatrice,
per avere,
nel periodo 1. ottobre 1998/18 agosto 1999, a Locarno,
per procacciarsi un indebito profitto,
con la complicità di __________, funzionario della Banca __________,
in cinque diverse occasioni,
di cui le prime due volte prima della morte e le altre dopo il
decesso della curatelata PL 1,
prelevando dai conti a questa intestati presso la __________
e trattenendo per sé somme di denaro per complessivi
fr. 215'000.-,
indebitamente impiegato a profitto proprio o di un terzo valori
patrimoniali affidatigli e, più in particolare,
per avere:
-
il 1.10.98
prelevato dal conto n. ______
intestato a PL 1 presso la __________
(ora __________)
la somma di fr. 100'000.-,
riversandoli sul proprio conto
cifrato “__________” presso __________;
-
il 27.10.98
prelevato dallo stesso conto
la somma di fr. 20'000.-
riversandoli sul proprio conto
cifrato “__________” presso __________;
-
il 19.11.98
prelevato dallo stesso conto
la somma di fr. 55'000.-
destinandoli all’acquisto di un’automobile;
-
il 28.12.98
prelevato dallo stesso conto
la somma di fr. 20'000.-
riversandoli sul proprio conto
cifrato “__________” presso __________;
-
il 18.08.99
prelevato dallo stesso conto
la somma di fr. 20'000.- per sue
spese personali;
2. falsità in documenti
per avere,
nelle medesime circostanze di cui sopra,
in veste di curatrice ed in correità con __________,
consulente bancario, al fine di procacciarsi un indebito profitto,
omettendo di iscrivere nell’inventario iniziale per la curatela istituita a
favore di __________ il conto__________ n. __________ (conto corrente) avente
un saldo di fr. 47'159.-, il conto __________
n. __________ (deposito titoli) con un saldo di fr. 184'865,
nonché il conto __________ “cauzione affitto” n. __________ con un
saldo di fr. 3'131.40, di pertinenza della curatelata,
quindi facendo apparire una composizione ed un saldo patrimoniale
diverso da quello reale, attestato in un documento, contrariamente alla verità,
un fatto d’importanza giuridica;
fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e luogo;
reati previsti dagli art. 138 cifra 2 e 251 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 45/2004 del 31 agosto 2004, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il
PP 1.
§ L'accusata AC 1 assistita dal
difensore d'ufficio (GP) DUF 1
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30 alle ore 11:40.
Il Presidente notifica ex art.
250 CPP, con l'accordo delle parti, un sesto capoverso al capo di accusa n. 1,
ovvero:
"il 28.12.1998 prelevato dallo stesso conto la somma di USD
19'737,98 riversandoli sul proprio conto cifrato "__________" presso __________.
In relazione al punto 1.2. il
Presidente prospetta ex art. 250 CPP in alternativa al reato di falsità in
documenti il reato di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o
funzionari.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale il quale chiede la conferma dell'atto di accusa con le
aggiunte prospettate dal Presidente in aula. Per quanto riguarda l'accusa di appropriazione
indebita, il PP chiede che venga respinta la tesi dell'accusata secondo cui la
signora PL 1 le avrebbe donato i suoi averi, in particolare per quanto concerne
Fatti
i primi due prelevamenti. Non solo non vi è traccia di tale volontà ma la
stessa è altresì in aperta contraddizione con la natura dell'anziana signora
definita da tutti estremamente attenta ai propri averi. La signora PL 1 non ha
mai nemmeno in vita fatto dei regali alla AC 1 o ai suoi famigliari ad
eccezione di fr. 100.-- per il matrimonio della figlia, senza considerare il
fatto che la pretesa donazione è avvenuta dopo l'istituzione della curatela e
quindi in contrasto con le norme civili sulla tutela e curatela. Inoltre le
dichiarazioni della AC 1 circa il buono stato di salute della signora PL 1 nel
periodo in cui avrebbe disposto della donazione in questione sono scioccanti ed
in contrasto con gli accertamenti agli atti. La controprova poi del fatto che
la AC 1 menta su questa circostanza risiede nell'analisi della cronologia degli
eventi, e nelle numerose contraddizioni e cambiamenti di comodo delle versioni
rese dall'imputata sia prima sia dopo l'apertura dell'inchiesta penale.
Indicativa è la dichiarazione relativa alla mano tremante della AC 1 quando
doveva firmare la documentazione di apertura del conto ______. Lo stesso vale
per le dichiarazioni di __________ relativamente ai presunti, e poi ritrattati,
ordini telefonici ricevuti dalla signora PL 1 aggiunte alle sue dichiarazioni
relative alle presunte disposizioni della signora PL 1 sul destino dei suoi
soldi alla sua morte e ciò a proposito di prelevamenti effettuati quando la
signora era ancora in vita, in un momento in cui i suoi risparmi le sarebbero
certo tornati utili. Se la signora avesse voluto disporre del suo patrimonio a
favore della AC 1, prima dell'istituzione della curatela, lo avrebbe fatto. Lo
aveva infatti già fatto per altre persone sue conoscenti che le avevano
prestato aiuto. Non vi è quindi alcuno spazio per considerare che le
dichiarazioni della AC 1 come veritiere. Per quanto riguarda poi i prelevamenti
eseguiti dopo la morte della signora, al di là dell'accordo bonale raggiunto
con RL 1, nulla testimonia dell'entità della pretesa che AC 1 avrebbe fatto
valere. Non ci sono contratti, scambi di corrispondenza. Tutto ciò che esiste è
un contratto, per altro onorato regolarmente dalla signora ______, che
prevedeva una remunerazione di fr. 400.--/500.-- al mese. L'esistenza di una
pretesa nei confronti della signora ______da parte della AC 1 non è neppure
stata messa ad inventario. La tesi della compensazione altro non è che il
frutto a posteriori di discussioni tra legali per sistemare la situazione che
si era creata. Di sicuro la pretesa al momento dei prelievi non esisteva.
Chiede che venga altresì confermata l'aggravante di cui all'art. 138 n. 2 CP
anche per il periodo successivo alla morte della signora PL 1 poiché gli
obblighi del curatore di conservare i beni della curatelata non cessano certo
con la sua morte, bensì con lo scarico da parte delle competenti autorità di
nomina. Chiede poi che venga confermata pure l'accusa di falsità in documenti
poiché l'omessa iscrizione degli averi della signora PL 1 è stata intenzionale
e avvenuta a scopo di indebito profitto. A tal proposito è illuminante
l'analisi della cronologia dei fatti. Per quanto concerne la commisurazione
della pena, sottolinea la gravità oggettiva dei fatti commessi dall'accusata,
mitigati solo dalla sua incensuratezza, dalla limitata formazione scolastica e
dal relativo lungo tempo trascorso dai fatti. Conclude chiedendo che AC 1 venga
condannata alla pena di 16 mesi di detenzione, non opponendosi alla concessione
della sospensione condizionale.
§ Il Difensore,
il quale esordisce spiegando che è usuale per le persone anziane risolvere le
questioni ereditarie con il semplice conferimento di una procura post mortem.
Stigmatizza l'impegno profuso dalla sua patrocinata per la signora PL 1
sull'arco di dieci anni ed intensificatosi nei suoi ultimi tre anni di vita.
Descrive l'atteggiamento autoritario e poco generoso della signora PL 1 ed
evidenzia come l'importo pattuito di fr. 500.-- copriva a mala pena le spese,
aggiungendo che la signora ______non le ha mai accordato alcun aumento di
stipendio. La signora ______le conferì poi la procura sui conti presso la Banca
______ e già in quel periodo la signora manifestava la sua intenzione di
lasciarle i suoi averi dopo la sua morte. Sottolinea come la signora AC 1,
prima del 1.10.1998 non avesse mai fatto uso della procura conferitale sui
conti presso la __________ La signora è sempre stata lucida fino alla fine dei
suoi giorni. Gli accertamenti agli atti sullo stato di salute della PL 1 sono
sconfessati dal fatto che la signora in luglio e poi in settembre 1998 avesse
provveduto a dei prelevamenti in banca. Sottolinea come i primi due
prelevamenti dal conto della PL 1 fossero stati preceduti da una sua
telefonata. Mentre per gli altri era sempre __________ a dirle quando
effettuare i prelevamenti, così come fu __________ a consigliarle l'apertura
del conto __________ ed è per questioni di natura fiscale che le tremarono le
mani al momento dell'apertura. Dopo di che ogni operazione di prelievo avviene
senza preoccupazioni poiché si fidava del genero. Il suo atteggiamento era
tranquillo, non ha prelevato gli averi in un colpo solo. I problemi nascono
quando entra in scena l'avv. __________ AC 1 non gli parla dei conti della PL 1,
e dei prelevamenti poiché li considerava soldi suoi. __________ al contrario
teme e decide di aprire il conto __________, sperando in questo modo di
confondere le acque. Tuttavia ______ scopre il conto ed iniziano le bugie di AC
1 e di __________. Quando decidono di dire la verità nessuno crede loro.
Sottolinea che l'importo che le è stato riconosciuto dalla successione PL 1 è
di gran lunga inferiore rispetto al tempo messo a disposizione della signora PL
1. Sottolinea pure che la sua patrocinata ha sofferto sia sul piano
finanziario, sia sul piano sentimentale sia su quello fisico. Per quanto
concerne la signora PL 1 ed il suo profilo, sostiene che l'istruttoria è su
questo punto contraddittoria poiché da un lato viene considerata un persona
estremamente attaccata ai soldi e dall'altro elargisce somme di denaro
cospicue. Il caso __________ poi è considerato emblematico e caratteristico del
comportamento della signora PL 1 egli non era stato istituito erede finché era
in possesso di una procura post mortem. Passando all'esame dell'atto di accusa,
chiede, in via principale, che la sua assistita venga assolta dall'accusa di
appropriazione indebita poiché ha agito con l'accordo della signora PL 1. Tale
circostanza è stata testimoniata da __________ e dalla figlia nonché da __________
che non avevano alcun motivo per mentire. In via subordinata chiede che
l'applicazione dell'art. 19 CP ed ancora dell'art. 19 cpv. 2 CP. Chiede in via
ancor più subordinata la derubrica del reato di appropriazione indebita
aggravata in quello di appropriazione indebita, poiché la sua assistita ha
agito come procuratrice e non come curatrice. Chiede inoltre l'assoluzione dal
reato di falsità in documenti poiché fu per espresso volere della sua
curatelata che non iscrisse ad inventario i conti non dichiarati e quindi non
agì con lo scopo di indebito profitto ma per proteggere gli interessi della
signora PL 1. Chiede l'assoluzione anche del reato di falsità in atti formati
da pubblici ufficiali o funzionari, poiché, secondo dottrina, il curatore non
rientra in questa categoria. In caso di condanna chiede una massiccia riduzione
della pena in applicazione delle attenuanti specifiche dell'aver agito ad
incitamento di una persona a cui deve obbedienza, dell'aver agito in quanto
indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima e del lungo tempo
trascorso.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. E’ autrice colpevole di:
1.1. ripetuta appropriazione
indebita
per essersi indebitamente
appropriata delle seguenti somme:
1.1.1. il 1.10.1998 di fr.
100'000.--;
1.1.2. il 27.10.1998 di fr.
20'000.--;
1.1.3. il 19.11.1998 di fr.
55'000.--;
1.1.4. il 28.12.1998 di fr.
20'000.--;
1.1.5. il 28.12.1998 di USD 19'737,98;
1.1.6. il 18.8.1999 di fr. 20'000.--?
1.1.7. trattasi di ripetuta appropriazione
indebita aggravata siccome commessa in qualità di curatrice?
1.2. falsità in documenti
per avere attestato in un
documento, contrariamente alla verità, un fatto d'importanza giuridica e meglio
per avere omesso,
nelle medesime circostanze di cui al sub. 1.1.,
in veste di curatrice, di iscrivere nell'inventario iniziale per
la curatela istituita a favore di PL 1, il conto __________ n. __________
(conto corrente) avente un saldo di fr. 47'159.--, il conto __________
n. __________ (deposito titoli) con un saldo di fr. 184'865.--,
nonché il conto __________ "cauzione affitto n. __________
con un saldo di fr. 3'131,40 di pertinenza della curatelata, quindi facendo
apparire una composizione ed un saldo patrimoniale diverso da quello reale;
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
Considerandi
2.
In relazione al punto 1.2. AC
1.
è invece autrice colpevole di falsità in atti formati da pubblici
ufficiali o funzionari?
3.
Può
beneficiare dell'attenuante:
3.1
dell'aver
agito ad incitamento di una persona a cui deve obbedienza?
3.2
dell'aver
agito in quanto indotta in grave tentazione dalla condotta della vittima?
3.3
del
lungo tempo trascorso?
4.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?
Considerando, in fatto
1.
AC 1 è incensurata.
È nata a __________ in provincia di Salerno il __________, dove ha frequentato
le scuole elementari. Dopo aver conseguito il diploma di quinta elementare, ha
iniziato quasi subito a lavorare come babysitter. Rimase nel suo paese fino al
1964, anno in cui convolò a nozze con __________, suo compaesano, e con il
quale si trasferì in Svizzera. I coniugi __________, arrivati in Svizzera
andarono ad abitare a __________. Dal loro matrimonio nacquero due figli, __________,
nel __________, e __________, nel __________ AC1era a quel tempo impiegata
presso una fabbrica di orologi. Il suo matrimonio ebbe vita breve poiché già
nel 1970 __________ abbandonò il tetto coniugale dall'oggi all'indomani senza
dare più sue notizie. Il divorzio venne pronunciato nel 19__________. AC 1
iniziò quindi a lavorare presso dei privati come donna di servizio. Nel 19__________
conobbe __________, con il quale ha convissuto fino al mese di agosto/settembre
del 1999 e dal quale ebbe una figlia, __________, nel __________. AC 1 e __________
abitarono insieme a __________, a __________ e poi, dal 1982, a __________.
Dopo la separazione l'imputata è tornata ad abitare a __________. Tra il mese
di dicembre 2003 ed il mese di aprile 2004 la AC 1 ha perso entrambi i suoi
genitori.
La salute dell'accusata si
è deteriorata nel tempo ed è oggi in invalidità al 50%. Percepisce dall'AI una
rendita di circa fr. 950.--. In aula AC 1 ha precisato di beneficiare anche di
una rendita complementare e di non avere debiti.
Sulla scorta delle
dichiarazioni di __________ - in assenza di altri accertamenti - si ha che __________
vive a __________ dove ha fondato la sua famiglia (cfr. VI PP __________
18.8.2004
AI A.7). __________, impiegata d'ufficio, si è invece sposata con __________
nel 1994. La coppia abita a __________ in una casa donata da __________ alla
figliastra per le sue nozze.
2.
PL 1, cittadina
svizzera, è nata a __________ il __________ ed è deceduta il __________. Era
figlia di un saldatore proprietario di una piccola fattoria, deceduto due anni
dopo la sua nascita, e di una casalinga. Era cresciuta con la mamma e la nonna
materna. Aveva frequentato a __________ le scuole
primarie e due anni di
scuole secondarie conseguendo il diploma di sarta. Aveva quindi svolto tale
attività a __________ fino ai 24 anni quando si trasferì a __________. Qui
insegnò presso una scuola di sartoria ed aprì un negozio. Nel corso di 20 anni
di attività arrivò ad impiegare 6 dipendenti. Nel 19__________ la signora PL 1
si sposò con un alto funzionario federale, deceduto nel 1983 e dal qual non
ebbe figli. Poco dopo la morte del marito la signora PL 1 si trasferì a __________
(cfr. dati anamnestici esposti nella lettera 9.10.1997 della dr.ssa __________
e del Dr. __________ alla dr.ssa __________ dell'ospedale distrettuale di Valle
Maggia, allegata alla cartella medica relativa alla degenza 28.8.1998 -
8.9
).
3.
L'imputata conobbe
la signora PL 1 nei primi anni '90 poiché le fu presentata dall'allora
fidanzato di sua figlia __________, __________
__________ - consulente
finanziario e gestore di patrimoni presso la sede di __________ della __________
di cui era vicedirettore al momento dei fatti oggetto del presente giudizio -
fece la conoscenza della signora __________ attorno alla metà degli anni '80
nella sua veste di consulente alla clientela privata presso __________ di __________.
La signora __________ era
da poco diventata vedova__________, già fiduciario commercialista dei signori PL
1.
e poi della vedova PL 1, ha dichiarato che quest'ultima incominciò a parlarle
del signor __________ dopo la morte del signor PL 1.
"
La signora PL 1 ha iniziato a parlarmi di un tale signor ______
quando era già vedova, credo verso la fine degli anni '80. So che il signor __________
lavorava ancora presso l'______, prima che passasse alla __________ di Lugano.
La signora PL 1 mi dava l'impressione di essere contenta e si fidava di questo
signor __________." (VI PP __________
9.5.2001
AI A.2)
In __________ la signora PL
1.
era, a quel tempo, intestataria e beneficiaria economica del conto no. __________.
Più tardi, la signora PL 1, aprirà, sempre in __________, una seconda relazione
bancaria: il conto cauzione affitto no. __________ (AI 2.2.).
Dall'esame della
documentazione bancaria del conto no. __________ emerge che la signora PL 1
aveva conferito al signor __________ una procura individuale sul conto no __________
il 20.3.1992 (allegato all'AI 2.2.). Tale procura non gli venne mai tolta,
neppure a seguito della revoca del mandato di fiduciario commercialista, di cui
si dirà qui sotto.
4.
Il rapporto di
fiducia tra la signora PL 1 ed il suo consulente finanziario si consolidò a tal
punto che, nel 1989, quando __________ lasciò __________ di __________ per
andare a lavorare presso la __________ di __________, la signora PL 1 trasferì
parte del suo patrimonio presso l'istituto bancario luganese.
a) __________ testimoniò tale
trasferimento di fondi.
"
Se non vado errato si tratta di conti che __________ sono poi
passati alla __________. Credo nel 1992, in ogni caso penso poco prima che non
mi venisse più confermato il mandato io ho chiesto alla signora ______di
controllare il corretto trasferimento dei conti, rispettivamente deposito
titoli dalla __________ alla __________, cosa che poi effettivamente abbiamo
fatto insieme. Tutto mi sembrava in ordine." (VI
PP __________ 9.5.2001 AI A.2)
A seguito del
consolidamento del rapporto di fiducia tra la signora PL 1 e __________, __________
si vide revocato, per atti concludenti, il mandato di fiduciario
commercialista. L'incombenza di allestire le dichiarazioni fiscali della
signora PL 1 venne assunta da __________, così come da quest'ultimo dichiarato
in inchiesta.
A tal proposito __________
ha dichiarato che, dopo essersi occupato per diversi anni dei signori PL 1,
"un bel giorno" la signora PL 1 non si fece più viva.
"
Suppongo che ad un certo momento ______ si sia offerto per farle
la dichiarazione dell'imposta gratuitamente e da lì quindi il venir meno del
mandato del sottoscritto." (VI PP __________
9.5.2001
AI A.2)
b) A seguito del decesso della
signora PL 1 è stato possibile accertare - sulla base dei testamenti che ella
redasse e consegnò al signor __________ ed al signor __________, suo vicino di
casa - che nel mese di maggio del 1992 e più precisamente il 1 maggio, il 2
maggio ed il 4 maggio, la signora ______ aveva disposto delle sue volontà in
tre testamenti olografi.
In questi testamenti la
signora PL 1 aveva istituito eredi il signor __________, il signor __________,
il signor PL 1, suo cognato, la signora __________ di Zurigo, la signora __________,
portinaia dello stabile dove abitava a Muralto, il dottor __________,
presidente della __________ facendoli beneficiare di somme che oscillavano fra
i fr. 3'000.-- ed i fr. 30'000.--, il resto del proprio patrimonio dovendo
essere destinato ad enti di beneficenza.
c) Come detto quindi, tornando
alla cronologia dei fatti, la signora PL 1, seguì il suo consulente finanziario
e trasferì parte del suo patrimonio presso la Banca __________ aprendo, in un
primo momento il conto no__________ in data 21.10.1988. Questa relazione venne chiusa
il 30.1.1990. Nel 1992 aprì un secondo conto corrente e più precisamente il
conto no. __________n data 17.2.1992. Su quest'ultimo conto corrente, la
signora PL 1 conferì procura generale ed individuale con effetto "post
mortem" al signor __________ di Langnau (cfr. AI 7.2.)
Il signor __________,
sentito in esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria intercantonale,
ha dichiarato, in data 24 ottobre 2001 (allegato all'AI 10.1), di avere
conosciuto la signora PL 1 all'inizio degli anni '90 tramite sua moglie in
occasione di un soggiorno di cura in __________ e di avere allacciato con
l'anziana signora un buon rapporto che, per lo meno fino al 1997, non
contemplava questioni di natura finanziaria. __________ ha confermato di avere
avuto la procura sui conti della signora PL 1, ma non ne ha indicato lo scopo
né la ragione. La coppia AC1 e la signora PL 1 - sempre sulla scorta delle
dichiarazioni di __________ - si frequentavano amichevolmente: i signori __________
la accompagnavano nei suoi soggiorni di cura, la signora __________ invitava
per le ferie i signori __________ a casa sua.
d) Sulla scorta delle
dichiarazioni di __________, in parte sostanziate da documentazione prodotta in
occasione del suo interrogatorio del 24.10.2001, la PL 1, nel periodo della
loro frequentazione, aveva disposto dei lasciti a favore dei coniugi __________
per le cure che le avevano prestato. In data 30 settembre 1993, l'anziana
signora aveva disposto a favore del signor __________ una cessione del credito
di fr. 200'000.-- che vantava nei confronti di __________ e più tardi, in data
5.
ottobre 1995, aveva disposto che alla sua morte il signor AC1 e sua moglie
beneficiassero ciascuno di fr. 10'000.--.
5.
Nel 1993 __________
lasciò l'istituto bancario luganese per trasferirsi a Bellinzona presso la
Banca __________.
La signora PL
1, seguì nuovamente il suo consulente e chiuse in data 31.1.1994 il suo
conto corrente presso la __________ e aprì in data 29.11.1993,
presso la sede di Bellinzona della Banca __________ un conto corrente creditore
no. __________ ed un deposito titoli no.__________.
Risultano
inoltre, sempre presso la Banca __________, altri due conti correnti intestati
alla signora PL 1 e meglio il conto corrente no __________ "marchi
tedeschi" ed il conto corrente no __________ "dollari".
Gli averi
depositati dalla signora PL 1 presso la Banca ______ non vennero mai dichiarati
alle autorità fiscali.
Chiamato a
descrivere i suoi rapporti con la signora PL1, ______ ha dichiarato quanto
segue:
" Ricordo che la
signora ______ era abbastanza sola e che doveva stare attenta alle persone che
cercavano di approfittarsi di lei; subì anche delle perdite cui io attraverso
la mia consulenza ed il mio intervento riuscii in parte a rimediare. In
particolare aveva fatto dei prestiti a terze persone che non riuscì più a
recuperare." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
" La signora ______ era
molto attenta a quello che succedeva con i suoi soldi e questo fino in ultimo.
Voleva dei resoconti precisi e chiari di quello che avveniva con i suoi
soldi." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
" Le transazioni che io
effettuavo sui conti della signora ______ avvenivano dietro sua istruzione o
sua autorizzazione. È chiaro che lei agiva su mio consiglio. Negli ultimi anni
lei mi dava gli ordini telefonici verbalmente, io eseguivo l'operazione di cui
lei successivamente mi dava scarico controfirmando il ritiro della
corrispondenza e, ogni tanto, anche la dichiarazione di scarico. Quest'ultima
cosa succedeva più o meno una volta all'anno. Si tratta di una prassi usuale
della nostra banca, segnatamente quando esiste un rapporto di fiducia con il
cliente." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
" ADR
per quanto riguarda i rapporti con la signora ______, devo dire che la stessa
era, specialmente all'inizio, assai pignola di modo che voleva essere sempre
informata preventivamente degli investimenti che si intendevano fare e dava
solo in seguito il suo benestare. Più tardi, essendosi instaurato un rapporto
di fiducia, era sufficiente che le mostrassi l'estratto patrimoniale e lei,
conseguentemente, firmava lo scarico. Poteva capitare che la signora desse
degli ordini telefonici." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
6.
Il signor AC1 ha dichiarato-
sempre in occasione della sua audizione del 24 ottobre 2001 - che la signora ______,
nel corso del 1997, gli avrebbe confidato che il suo consulente, il signor ______,
la ingannava. AC1 si sarebbe quindi dichiarato disposto a gestire il suo
patrimonio.
In data 21.4.1997 venne
accreditato l'importo di fr. 30'000.-- su di un conto intestato alla signora ______ presso l'istituto di credito ______ di
Langnau sul quale AC1 beneficiava di una procura.
L'importo in questione
proveniva, con tutta verosimiglianza, dal conto corrente in Banca ______,
ritenuto come qualche giorno prima, e meglio in data 18.4.1997, su tale conto
si registra un prelevamento di fr. 40'000.--.
AC1 non ebbe però il tempo
di cominciare a gestire tale somma poiché la signora ______ dispose in data 29
agosto 1997 che la stessa le venisse stornata sul suo conto in ______ di
Locarno.
Lo storno avvenne in data
4.9.1997
Interrogato sui motivi di
tale ordine, AC1 ha dichiarato di essere stato sorpreso dall'agire della
signora ______aggiungendo che a suo parere fu ______ a consigliarla in tal
senso.
______, dal canto suo, ha fornito
un'altra chiave di lettura, dichiarando che:
"
Mi risulta tuttavia che negli anni '96-'97 fece alcuni importanti
prelevamenti per ca. 20'000-30'000.-- CHF alla volta e che consegnò ad un tale
signor AC1 di Berna. Con questa persona si offese poi a morte perché avendola
invitata a raggiungerlo nel canton Berna la fece collocare in una sorta di
ricovero per casi difficili. Mi sembra fu poi la signora AC1a recarsi nel
canton Berna a riprendere la signora ______ e riportarla in Ticino." (VI PP ______
20.9.2001
AI B.2.)
AC1 non fa
riferimento all'episodio nei termini esposti da ______. Ha però affermato -
sostanziando in parte il dire di ______ - che alla fine del mese di agosto del
1997.
andò a prendere la signora ______a ______ e la portò a Leissigen per le
ferie.
Qualunque
sia stata la ragione che indusse la signora ______ ad aprire il conto presso la
______ nel mese di aprile del 1997 ed a chiuderlo nel mese di agosto, si può
per lo meno dare per accertato che AC1 -così come da lui dichiarato - non ebbe
più contatti con la signora ______ a partire dal mese di settembre del 1997.
7.
Nel
1998.
______ si trasferì presso la sede di Locarno della Banca ______, ma rimase
consulente dei conti ______ presso la sede di Bellinzona.
8.
Sulla
defunta signora ______ sono state rese, dalle persone che la conobbero e che
non hanno avuto alcun ruolo nei fatti oggetto del presente giudizio, le
seguenti dichiarazioni:
a) Il signor ______, in una
lettera indirizzata all'avv. ______, ha ricordato la signora ______come una
persona che "cambiava spesso la sua opinione". (allegato D al VI PP ______
9.5.2001
AI A.2).
b) AC1 afferma che la signora ______
era una persona molto diffidente e molto volubile. (verbale AC1 24.10.2001 pag.
4, allegato all'AI 10.1.)
c) ______ ha
affermato che la signora ______era molto attaccata ai soldi e che difficilmente
faceva regali. Aggiungendo che
"
A noi, per esempio, dava ogni tanto, forse una volta all'anno CHF
10.
-- da spartire tra i 10 nipoti. Capitava che chiedesse a qualcuno se volesse
qualche cosa di suo, per esempio un tappeto, ma allora pretendeva che fosse
pagato. Al limite poteva regalare un paio di scarpe vecchie o qualche capo di
abbigliamento vecchio o usato. (…). Posso ancora aggiungere che due o tre dei
traslochi fatti dalla signora ______ negli ultimi tempi erano collegati a
questioni di soldi nel senso che le era stato chiesto di pagare delle spese
extra. Noi le avevamo detto che costavano più traslochi di quello che ci avrebbe
guadagnato, ma lei era abbastanza testarda in qual ramo e non sentiva ragione.
Mi ricordo ancora che ai tempi aveva fatto un prestito che poi non le venne
restituito e non fu per nulla contenta" (cfr.
VI PP ______18.5.2001
AI A.4)
d) Dichiarazioni più o meno
concordanti che vanno a dare credito alle dichiarazioni rese dall'imputata, dal
genero e dal suo convivente.
AC1 ha
dichiarato che la signora ______ "aveva
un carattere molto difficile: non le andava mai bene niente; quando le facevo
anche solo una piccola osservazione mi diceva "tu non mi comandi".
Era un atteggiamento che aveva con tutti. La signora ______ ordinava ed io
eseguivo " (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
______ ha dichiarato che
la signora ______ "Era decisamente
tirchia." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
______
ha dichiarato che la signora ______era "molto
tirchia ed egoista. Dico che era egoista perché quando le cose andavano bene
per lei, se ne fregava degli altri e se ne fregava della mia famiglia (…)
Quando si sposò la figlia di AC1, ______, con il signor ______, salvo errore la
______le versò quale regalo di matrimonio la somma di fr. 100.--. Non ricordo
se questa era la cifra esatta, comunque l'importo si aggirava attorno a questa
somma. Mi ricordo comunque che fra noi famigliari si commentò l'episodio."
(VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)
9.
Venendo quindi alle circostanze in cui AC1 conobbe la signora ______ la
Corte ha accertato quanto segue:
AC1ha
dichiarato di avere conosciuto la signora ______ siccome ______ le disse che
l'anziana signora stava cercando una donna di servizio.
"
La signora ______ l'ho conosciuta alla fine degli anni '80 inizio
anni '90. L'avevo conosciuta tramite il marito di mia figlia. Essa conosceva
mio genero poiché era cliente dell'______ quando lui lavorava ancora presso
quell'istituto di credito. Da lui venni a sapere che la signora ______ cercava
qualcuno che si occupasse di assisterla in casa con pulizie, la spesa,
trasporti, compagnia, ecc. Ricordo che abbiamo fatto tre traslochi assieme: da
ultimo ha abitato in un appartamento nello stabile "______"
a Locarno. (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
"
Convenimmo che mi avrebbe versato fr. 500/600.-- al mese per
coprire le spese, tipo quelle del costo della benzina per le passeggiate che
facevamo insieme. In questi fr. 500/600.-- era compreso anche qualcosa per la
mia remunerazione. Io percepii questa indennità fino alla morte della signora ______.
Poteva capitare che alle volte mi desse solo fr. 400.--. (…) Aggiungo ancora
che io in tutto questo tempo non ho mai chiesto aumenti alla ______." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
______ ha confermato tali
dichiarazioni:
" Fin dall'inizio la
signora AC1si è impegnata molto per la ______ sebbene questa inizialmente fosse
ancora autonoma. Inizialmente si occupava della pulizia di casa, l'accompagnava
dai medici qualche volta cucinava, lavava i vestiti. Con il tempo questo
impegno si è pure intensificato. Mi risulta che in ogni caso la signora AC1percepiva
uno stipendio su base oraria dalla signora ______. So che veniva pagata a
contanti. Non saprei dirlo con precisione ma credo che percepisse qualcosa come
400-500 CHF mensili. Assomigliava ad un rimborso spese." (VI PP ______
20.9.2001
AI B.2.)
Sempre ______
chiamato a descrivere la natura del rapporto tra le due donne ha dichiarato
che:
" Tra la signora ______
e la signora AC1 vi era sicuramente un rapporto di fiducia e di amicizia
quantunque, devo sottolineare che la signora ______ era anche dura nei suoi
confronti e approfittava anche un po’ della bontà della AC1. Indubbiamente il
rapporto era tale per cui la signora ______ ordinava e la signora AC1 eseguiva
quanto richiestole." (VI PP ______
20.9.2001
AI B.2.)
10.
In
data 14.12.1995, la signora ______ conferì procura a AC1
sul conto ______ presso il ______ con
effetto "post mortem". Più tardi, in data 20.9.1996, ______
conferì procura alla AC1 anche sul conto ______ in ______.
L'imputata ha affermato di avere ottenuto procura pure sul conto corrente
postale della signora ______, anche se tale circostanza non è stata appurata in
fase d'istruttoria.
Sul conferimento delle
suddette procure ed in particolare di quelle sui conti bancari, AC1, durante
l'inchiesta, ha dichiarato quanto segue:
"
Posso dire che la signora ______ si fidava molto di me. Ad un
certo punto mi fece una procura sui suoi conti, prima all'______ e poi alla
Banca ______. Successivamente estese anche questa procura alla Posta." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
" Ricordo ancora che
una sera, a casa della ______, giunse mio genero e insieme a loro due mi chiesero
di sottoscrivere un documento che mi spiegarono essere una procura a mio nome
sul conto della signora ______ c/o Banca ______. Quando chiesi spiegazioni,
entrambi mi dissero di non preoccuparmi, di stare tranquilla che non vi erano
problemi per me." (VI PP AC1 9.4.2002 AI
B.6)
Sebbene AC1 abbia
dichiarato che la signora ______ si fidasse molto di lei, ______ ha precisato
che la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse a conoscenza
dell'ammontare del suo patrimonio.
" Non mi risulta che la
signora AC1fosse al corrente delle disponibilità finanziarie della signora ______.
Del resto la signora ______ non voleva che la signora AC1 fosse presente quando
io mi recavo a casa sua ad illustrare la sua situazione patrimoniale". (VI
PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
In aula AC1ha
precisato che la procura, in particolare di quella sui conti presso la Banca ______,
le venne conferita unicamente per ragioni di praticità.
"
Il senso della procura era che se un giorno lei non poteva andare
in banca per praticità ci potevo andare io. Questo per desiderio della signora ______.
A precisa domanda a sapere se ci sono altri motivi per i quali fu allestita la
procura del 14.12.1995 rispondo che a mia conoscenza no. Era quindi solo per
facilitare le pratiche se doveva andare in banca. È capitato solo due volte,
non di più, che io sono andata in banca a fare delle operazioni. In quelle
circostanze la signora ______mi ha aspettato in macchina oppure nella hall
della banca. Ribadisco che altre finalità questa procura non ne aveva." (verb dib. pag. 2)
In realtà AC1 non andò mai
a prelevare sul conto della Banca ______, prima del 1.10.1998, mentre si recò
diverse volte in ______ e meglio come emerge dalla documentazione bancaria in
atti qui riassunta in una griglia che indica la data del prelevamento, il conto
addebitato, la somma prelevata e l'identità dell'autore materiale del
prelevamento desumibile dalle fiches di prelevamento agli atti.
In ______:
18.08.1997
______ 533.742.J1 P
50'000.--
______
22.01.1998
______ 533.742.J1 P
5'000.--
______
23.01.1998
______ 533.742.J1 P
5'000.--
AC1
02.02.1998
______ 533.742.J1 P
2'000.--
______
16.02.1998
______ 533.742.J1 P
4'000.--
AC1
23.02.1998
______ 533.742.J1 P
5'000.--
______
13.03.1998
______ 533.742.J1 P
2'000.--
______
30.03.1998
______ 533.742.J1 P
2'000.--
AC1
09.04.1998
______ 533.742.J1 P
3'000.--
AC1
04.05.1998
______ 533.742.J1 P
3'000.--
______
07.05.1998
______ 533.742.J1 P
1'000.--
AC1
07.05.1998
______ 533.742.J1 P
5'000.--
______
19.05.1998
______ 533.742.J1 P
3'000.--
______
20.05.1998
______ 533.742.J1 P
800.
--
AC1
17.06.1998
______ 533.742.J1 P
4'000.--
______
19.06.1998
______ 533.742.J1 P
1'000.--
AC1
02.07.1998
______ 533.742.J1 P
4'000.--
AC1
10.07.1998
______ 533.742.J1 P
4'000.--
AC1
17.07.1998
______ 533.742.J1 P
600.
--
AC1
24.08.1998
______ 533.742.J1 P
6'000.--
AC1
16.09.1998
______ 533.742.J1 P
35'000.--
______
In
Banca ______:
18.08.1997
BdS ______
45'000.--
______
30.01.1998
BdS ______
3'000.--
______
10.02.1998
BdS ______
13'000.--
______
23.03.1998
BdS ______
2'000.--
______
06.04.1998
BdS ______
3'000.--
______
09.04.1998
BdS ______
2'000.--
______
07.05.1998
BdS ______
406,25.--
______
22.05.1998
BdS ______
2'000.--
______
05.06.1998
BdS ______
3'000.--
______
28.07.1998
BdS ______
30'000.--
______
11.
Le condizioni di
salute della signora ______ peggiorarono gradualmente, ma progressivamente. La
signora ______venne ricoverata presso l'ospedale Valmaggese di Cevio nel 1997 e
nel 1998 per un totale di 10 degenze (cfr. AI 4.17)
AC1 ha dichiarato che la
sua assistenza all'anziana signora si fece più intensa negli ultimi tre anni.
"
Nel corso degli ultimi 3 anni il mio intervento si era molto
intensificato nel senso che la signora ______ richiedeva che io rimanessi per
12.
ore di fila; capitava così che io rimanessi a dormire con lei quando si
trovava al ricovero. Quando era a casa io dormivo da lei 3 notti la settimana
ed inoltre le preparavo i pasti. Sempre gli ultimi 3 anni io tutte le mattine
mi recavo da lei alle ore 9.00, le facevo fare il bagno, la vestivo, le
preparavo la colazione e le davo le medicine. Le medicine non le voleva da
nessun altro, tant'è vero che ha mandato via degli operatori del servizio di
aiuto domiciliare. In seguito nel corso della mattina uscivamo magari a fare
una passeggiata ed a mezzogiorno mangiavamo qualcosa insieme. Si trattava in
definitiva di una frequentazione molto intensa. Ricordo che l'accompagnavo per
esempio anche a fare le cure termali a Stabio ed a Abano: ciò succedeva al
minimo due volte all'anno ed io rimanevo con lei: ovviamente mi pagava tutto il
soggiorno. (…).Personalmente avevo investito tutta me stessa su di lei.
(…)" (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
Dichiarazioni confermate
da quelle rese da ______ ______ (cfr. VI PP 20.9.2001 AI A.6), da ______ (VI PP
18.8.2004
AI A.7) e da ______ (VI PP 2.10.2001 AI B.5.).
Per quanto concerne il
periodo in cui l'assistenza della signora AC1si sarebbe intensificata, si noti
che all'avv. ______ questo venne fatto risalire dall'imputata agli ultimi due
anni (cfr. dichiarazione 30.3.1999 della signora AC1, allegato E alla
segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000) e non agli ultimi tre
come dichiarato in istruttoria.
Va inoltre specificato
che, come vedremo qui di seguito, la signora ______ venne più volte ricoverata
presso l'ospedale Valmaggese nel 1997 e nel 1998 e che a partire dall'8
settembre 1998 la stessa fu collocata nella casa anziani ______.
In aula AC1 ha dichiarato
che il suo impegno per la signora ______ si era talmente intensificato che
doveva seguirla anche quando l'anziana signora veniva ricoverata in ospedale.
Dalle cartelle cliniche
agli atti non emerge una costante presenza della signora AC1 presso il
nosocomio. Emerge per contro che la signora AC1 non fosse costantemente
presente in ospedale al cospetto della signora ______.
12.
Per quanto attiene
alle disposizioni di ultima volontà formulate dalla signora ______ - sulla
scorta della documentazione assunta agli atti in occasione dell'audizione
dell'avv. ______ - si ha che nel mese di aprile del 1998 la signora ______formulò
un ultimo testamento in cui specificava di non avere eredi e di lasciare alla
famiglia ______ di Locarno la somma di fr. 15'000.-- (allegato H al doc. dib
4).
In precedenza e meglio in
data 2.1.1995, l'anziana signora formulò, in un altro testamento olografo, le
sue ultime volontà a favore dei signori ______ di ______, lasciando loro il suo appartamento ammobiliato (allegato
G al doc. dib 4)
Non vi è quindi traccia di
un testamento a favore dell'imputata.
13.
Nel mese di settembre
del 1998, le competenti autorità diedero inizio alla procedura di nomina di un
curatore per la signora ______.
a) La signora ______,
segretaria della delegazione tutoria di Locarno, ha illustrato le circostanze
che dettarono l'avvio di detta procedura.
"
Se ricordo bene il caso di ______ ci era stato segnalato
dall'ospedale di Cevio. Ci era stata inviata una lettera in cui si indicava che
l'interessata non era più in grado di provvedere alla gestione dei propri
interessi e che quindi si chiedeva un intervento dell'autorità tutoria. Mi
ricordo che vi era un problema pratico abbastanza importante nel senso che la
signora ______ non risultava più in grado di rientrare al proprio domicilio non
essendo sufficientemente autonoma. Mi ricordo che mi venne detto dagli
operatori dell'ospedale che l'interessata non era neppure in grado di avere un
colloquio, rispettivamente che aveva dei momenti di lucidità in cui non era in
grado di riconoscere le persone." (VI PP ______ 15.5.2001 AI A.3)
Nel corso della penultima
degenza della signora ______ presso l'ospedale Valmaggese i medici assistenti
ritennero di interpellare la delegazione tutoria in considerazione delle nuove
condizioni della paziente dovute al decorso della sua malattia:
"
La signora indicata a margine è degente presso il nostro istituto
dall'8.7.1998 per una malattia (vedi certificato medico) che non le permette
più di occuparsi dei propri interessi economici. Per la nuova situazione venutasi
a creare ritengo opportuno l'istituzione di una misura cautelare" (allegato B alla segnalazione della delegazione
tutoria del 21.7.2000, AI 1.1)
Dal certificato medico
allegato alla segnalazione si legge che
"la paziente menzionata si trova in condizioni psico fisiche tali da non
essere in grado di gestire i suoi interessi economici." (allegato B alla
segnalazione della delegazione tutoria del 21.7.2000, AI 1.1)
Dalla disamina delle
cartelle mediche trasmesse dall'ospedale di Cevio, ed acquisite agli atti, ed
in particolare di quelle delle due ultime degenze della signora ______ avvenute
rispettivamente dal 8.7.1998 al 21.8.1998 e dal 28.8.1998 all'8.9.1998, emerge
il seguente stato di salute dalla paziente riassunto dal medico Primario dell'ospedale
Valmaggese, Dott.ssa ______ e dal Medico Assistente, Dott.
______ in uno scritto datato 28.9.1998 all'attenzione del
dott. ______ di Locarno:
"
Si tratta di una paziente 88.enne, nota per numerosi ricoveri
all'ORL e presso il nostro Istituto negli ultimi anni, che ora ci viene
trasferita dall'ORL - Medicina, dopo un episodio di angor prolungato senza
movimento enzimatico /alterazioni ECG. Come problema principale attualmente
impone un'importante sindrome psico-organica con episodi confusionali, ideazioni
paranoici alternate ad episodi depressivi con suicidalità (sottolineatura ad opera del
redattore), motivo per il quale iniziamo una terapia neurolettica con
Haldol e antidepressiva con Tolvon oltre a Distraneurin per la notte. La
paziente in seguito piuttosto tranquilla e gestibile, dal lato
cardiocircolatorio asintomatica sotto la terapia stabilita all'ORL (Tenormin
subite, Aspirina Cardio, Nitroderm TTS). Dopo circa una settimana di degenza è
improvvisamente entrata in uno stato saporoso con ipotensione arteriosa
prolungata, senza deficit neurologici focali. Dopo la somministrazione di
infusioni con Glucosaline e Plasmasteril la pressione si è poi normalizzata
mentre lo stato di coscienza rimane alterato fino al giorno seguente.
Attribuiamo questo episodio all'effetto della terapia neurolettica con Haldol
che viene quindi sospesa e più tardi sostituita con piccole dosi di
Melleretten. La paziente è in seguito piuttosto gestibile e stabile dal lato
psichico (non più idee suicidali), ma comunque si evidenziano episodi di stato
confusionale notturni e incontinenza uro-fecale. Abbiamo approfittato della
degenza per eseguire la fisioterapia di mobilizzazione e antalgica per una
sindrome lombovertebrale esacerbata. Viene poi dimessa a casa in condizioni
discrete, ma dopo solo una settimana rientra in Ospedale in seguito ad una
caduta con contusione del ginocchio destro e del ramo schio-pubico. La paziente
appare questa volta molto deperita, disidratata, in uno stato confusionale con
sonnolenza (sottolineatura ad opera del redattore). Si è ripresa poi dopo
pochi giorni con la terapia del caso, ma la mobilizzazione rimane comunque
difficile a causa della grave poliartrosi. Resta sempre asintomatica dal lato
cardio-circolatorio (non angor né crisi di dispnea) ma per una tendenza
all'ipotensione arteriosa viene ulteriormente ridotta la terapia diuretica. Vista
l'evidente impossibilità di ritornare a domicilio, dove vive da sola, (indice
di Barthel 60/100), la paziente ha accettato una sistemazione definitiva presso
la casa Anziani Canfora, dove è entrata il giorno 8 settembre1998. (sottolineatura ad opera del
redattore)"
In aula la AC1, a domanda
del Presidente, ha dichiarato che la signora ______ stava bene di salute sino
agli ultimi suoi giorni.
Tale affermazione non solo
è in contraddizione con quanto osservato dai medici, con la conseguente
necessità di ricoverare la signora ______ in una casa per anziani, e con quanto
dichiarato dalla signora ______, riferendosi al colloquio
avuto con la signora AC1ed in particolare alle ragioni che dettavano la
necessità di nominare all'anziana signora un curatore:
"
Io le spiegai la situazione, che io potei constatare che lei
conosceva meglio di me." (VI PP ______15.5.2001
AI A.3.)
Ma è addirittura smentito
da ______, il quale dichiara che la signora ______ era talmente malata che non
ce la faceva più ad andare in banca a fare i prelevamenti:
"
AD del difensore risponde: per un periodo di tempo so che la ______andava
con la AC1a fare dei prelevamenti in banca, successivamente diede l'incarico
alla AC1e lei non ci andò più. Questo perché la ______era talmente malata che
non ce la faceva più." (VI PP ______
18.8.2004
AI A.7.)
Come visto in precedenza
l'ultimo prelevamento effettuato dalla signora ______ risale al 16.9.1998.
b) La signora ______ prese
informazioni presso l'Ospedale di Cevio e convocò la signora AC1:
"
Io mi informai presso l'assistente sociale dell'ospedale se vi
era qualcuno che si prendeva cura della signora rispettivamente che aveva
contatti con lei. Mi venne risposto che vi era una signora AC1che andava a
trovarla regolarmente e che le portava anche gli effetti personali quando ne
aveva bisogno. Non erano conosciuti famigliari con i quali la ______ avesse dei
contatti. Io chiesi se vi erano altre persone che avevano contatto con la ______
ma l'assistente sociale mi disse che a lui non risultava nessuno. Fu poi lui a
darmi il recapito telefonico della signora AC1con la quale poi io presi
contatto, invitandola a passare negli uffici della Delegazione tutoria: cosa
che fece forse una settimana dopo." (VI PP ______15.5.2001
AI A.3.)
La signora AC1si presentò
quindi presso gli uffici della Delegazione tutoria. La signora ______ ha
riferito, in inchiesta, del contenuto di quell'incontro.
"
Io le spiegai (…) cos'era la Delegazione tutoria e in cosa
consisteva l'istituzione di una misura quale la curatela. Io poi le chiesi se
era disposta ad assumere l'incarico di curatrice cosa che lei accettò subito.
Io naturalmente le spiegai anche che doveva allestire un inventario e come lo
doveva fare, dichiarando d'altra parte la disponibilità della Delegazione
tutoria ad aiutarla dove avesse incontrato dei problemi. (…). Non mi ricordo se
la signora AC1mi parlò di eventuali conti non dichiarati fiscalmente appartenenti
alla curatelata. È comunque pacifico che se lo avesse fatto io le avrei detto
che, conformemente anche alla prassi invalsa presso la nostra Delegazione
tutoria, avrebbe dovuto registrarli nell'inventario della curatela. Posso
escludere nel modo più assoluto che la sottoscritta o altri membri della
Delegazione tutoria abbiano detto alla signora AC1che poteva anche non
registrare ad inventario eventuali conti in nero non dichiarati fiscalmente.
Devo ancora aggiungere che io a titolo precauzionale spiegavo sempre ai
curatori o tutori che qualora successivamente all'allestimento dell'inventario
fossero emersi beni prima sconosciuti questi avrebbero dovuto in ogni caso
essere registrati nel primo rendiconto successivo alla scoperta." (VI PP ______15.5.2001 AI A.3.)
AC1ha confermato le
dichiarazioni della signora ______:
"
Confermo che io ad un certo punto venni convocata dalla
segreteria della Delegazione tutoria, la quale mi disse che dovevo allestire un
inventario: a me pareva che tutto fosse semplice anche perché la segretaria mi
disse che non vi erano problemi. Mi disse anche che se avessi incontrato
problemi mi avrebbero aiutata. (…) Io ricordo che chiesi alla Delegazione
tutoria cosa dovevo inserire nell'inventario: loro mi dissero di mettere tutto
quello che aveva la signora ______ e di tralasciare le cose inutili, cioè
quello che era da buttar via. Non mi hanno informata tutta via delle
conseguenze di un'eventuale omissione di una qualche posta
nell'inventario." (VI PP AC1
20.9.2001
AI B.1.)
Per quanto concerne poi le
istruzioni ricevute circa eventuali beni non dichiarati fiscalmente, AC1, in
aula, per la prima volta, ha dichiarato che: "la segretaria della
delegazione tutoria mi aveva spiegato che nell'inventario andavano iscritti
anche conti eventualmente non dichiarati." (verb dib. pag. 2)
c) AC1 venne quindi designata
curatrice della signora ______ dalla Delegazione Tutoria della città di Locarno
in occasione della seduta del 18 settembre 1998. I suoi compiti erano quelli di
amministrare la rendita e la sostanza della curatelata e assisterla in ogni suo
bisogno amministrativo e di presentare alla Delegazione tutoria i rendiconti
finanziari e morali annui. Le venne inoltre impartito un termine di 30 giorni
per presentare l'inventario dei beni della curatelata. (decisione di nomina del
curatore del 18/21 settembre 1998, allegato A alla segnalazione della
Delegazione Tutoria della città di Locarno del 21.7.2000 AI 1.1)
AC1si rivolse a ______ per
l'allestimento dell'inventario poiché - suo dire - ella non era in grado di
farlo da sola. ______ ha dichiarato di avere accettato tale incombenza poiché
aveva sempre allestito la dichiarazione delle imposte dell'anziana signora. Il
documento venne allestito dalla AC1insieme al signor ______, ma senza la partecipazione
della signora ______, così come dichiarato in aula dall'imputata (contra art.
367.
e 419 CC).
In fase di
allestimento dell'inventario, AC1si rivolse alla Delegazione tutoria per
ottenere dei chiarimenti limitatamente alla modalità d'iscrizione ad inventario
del mobilio di proprietà della signora ______, così come riferito dalla signora
______
"
Mi ricordo che qualche tempo dopo la designazione della curatrice
la stessa si presentò presso la Delegazione tutoria chiedendo un'informazione
circa il modo in cui doveva presentare la distinta dei mobili della casa. Mi
pare comunque che era arrivata con il modulo dell'inventario già parzialmente
compilato. " (VI PP ______15.5.2001 AI
A.3.)
Circostanza, quella della
registrazione dei mobili ad inventario, confermata anche da ______.
" Mi ricordo di essermi
recato con la signora AC1nell'appartamento della signora ______ dove abbiamo
verificato la presenza di mobili o altri oggetti da iscrivere eventualmente
nell'inventario" (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
d) L'inventario della sostanza
mobile e immobile spettante a ______ venne quindi presentato in data 30.9.1998 ed
approvato dalla Delegazione tutoria in data 6.11.1998.
Ad inventario, non
figuravano passivi, mentre vennero iscritti i seguenti attivi:
diversi beni mobili come
da lista d'inventario allegata dell'appartamento 2 ½ locali nel Palazzo ______,
via ______. ______ (valore assicurativo fr. 101'800). Valore commerciale (come
da tassazione al 1.1.1997): Valore: fr. 0.--;
alcuni effetti personali
in possesso della curatelata (orologio da polso, anello, catenina) Valore
commerciale. Valore: fr. 0.--;
1.
conto risparmio terza
età no. 593.742.J1 P c/o ______ Locarno, per l'accredito di AVS, pensione,
interessi attivi e pagamento delle fatture. Saldo al 25.0.1998. Valore: fr.
5'761,59;
fr. 200'000.-- 5% prestito
privato 1.7.1994 (int. annuo, pagabile in rate semestrali al 30.6. e 31.12.,
disdetta con preavviso di 6 mesi) a favore di ______, 6646 Contra (come da
tassazione). Valore. Fr. 200'000.--
Per un totale di fr.
205'761,59
e) AC1, in qualità di curatrice
della signora ______, partecipò all'allestimento e presentò un inventario nel
quale omise consapevolmente di indicare i conti della signora ______ presso la
Banca ______, della cui esistenza era a conoscenza, visto che le venne
conferita procura e che le venne pure detto che si trattava di conti non
dichiarati al fisco. Ed agì in questo modo malgrado la segretaria della
Delegazione Tutoria le disse che avrebbe dovuto indicare anche eventuali conti
in nero.
Ella ha pure omesso
consapevolmente di indicare l'esistenza del conto cauzione affitto presso l'______
in quanto era stata informata dalla signora ______ della sua esistenza ed era a
conoscenza, così come accertato in aula, del fatto che la cauzione è di
proprietà dell'inquilino.
"
A proposito della cauzione affitto ricordo che la signora ______mi
aveva detto che aveva un deposito ma non so di quanto. E meglio, mi disse che
quando aveva dei problemi con l'appartamento, che se se ne fosse andata non
avrebbe pagato l'affitto perché aveva in deposito l'affitto, io non so di
quanto. So però che i soldi depositati in garanzia sono dell'inquilino." (verb. dib. pag. 2)
Più precisamente AC1non
indicò ad inventario i seguenti attivi:
In Banca ______:
il conto corrente
creditore no. ______ che al 29.9.1998 presentava un saldo creditore di fr.
47'159.-- (cfr. estratto conto);
il conto corrente marchi
tedeschi no. ______;
il conto corrente dollari
no. ______;
il conto deposito titoli
no. ______ consistente prevalentemente in azioni che al 30.9.1998 avevano un
valore di fr. 184'865,55 (cfr. AI 3.5)
In ______:
il conto cauzione affitto
no. ______ che al 31.12.1998 presentava un saldo di fr. 3'218,75 (cfr. AI.2.3)
Per quanto
riguarda l'omissione dell'iscrizione del conto cauzione affitto, AC1non ha
saputo fornire una motivazione. Ha comunque affermato di non averlo fatto per
appropriarsi dei soldi in quanto tale conto non venne da lei mai toccato,
tant'è che fu estinto nel 2000 a favore della comunione ereditaria.
Per quanto
attiene, per contro, all'omissione dell'iscrizione ad inventario dei conti
presso la Banca ______, AC1 ha, in un primo tempo, dichiarato di avere
agito in tal senso poiché a suo tempo la signora ______ le avrebbe detto
che non doveva parlare con nessuno di questi conti che rappresentavano i
risparmi di una vita. Aggiungendo che fu lei a dissuadere ______ dall'inserire
tali averi nell'inventario.
"
Non ho inserito il conto che lei disponeva presso la Banca ______
perché a suo tempo la signora ______ mi aveva detto che di questa cosa non
dovevo parlare con nessuno, che era un segreto e che erano i risparmi di una
vita. Penso che ______ avrebbe dichiarato nell'inventario il conto segreto
presso la BdS: fui tuttavia io a dirgli di non inserirlo perché così voleva la
signora ______." (VI PP AC1 20.9.2001 AI
B.1)
In seguito ha dichiarato
che fu ______ a dirle che dei soldi in nero non doveva parlarne con nessuno,
nemmeno con la delegazione tutoria e che lei, non avendo studiato, si fidò del
genero.
"
Ribadisco ancora una volta che l'inventario iniziale della
curatela ______ è stato materialmente compilato da mio genero: io mi sono
limitato a firmarlo. Io mi sono fidata di lui e non ho posto domande
particolari. Mio genero mi diceva sempre che lui aveva studiato e che quindi
sapeva come si facevano le cose, che io non avevo studiato e che, quindi,
dovevo fidarmi di lui, mi disse anche che dei soldi "in nero" non
dovevo dire assolutamente nulla neppure alla delegazione tutoria." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
In aula AC1 ha nuovamente
cambiato versione affermando che lei fu d'accordo a non inserire i conti presso
la Banca ______, riconducendo tale agire alle volontà della signora ______.
"
Credo che l'inventario doveva allestirlo mio genero comunque
anche io ero d'accordo di non inserire il conto non dichiarato nello stesso
perché così voleva la signora ______." (verb.
dib. pag. 3)
E ciò in spregio ai suoi
obblighi di curatrice che le vennero esplicitamente chiariti dalla signora ______,
così come dichiarato dall'imputata stessa in aula.
Bertschart, dal canto suo,
in inchiesta, ha ricondotto l'omissione in questione alle volontà dell'anziana
signora (cfr. VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
14.
Sennonché
il giorno precedente la consegna dell'inventario alla Delegazione tutoria, e
più precisamente in data 29.9.1998, AC1 aprì in Banca ______ un
conto cifrato (______ 491) (cfr. AI 3.8).
a) Su questo conto vennero
fatti confluire gli importi di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--
rispettivamente in data 1.10.1998 e 27.10.1998. L'accredito avvenne tramite
versamento. Le suddette somme provenivano dal conto corrente creditore no. ______
in Banca ______ intestato alla signora ______.
In sostanza venne
addebitato quello stesso conto di cui venne sottaciuta l'esistenza alla
Delegazione tutoria poiché a detta della signora AC1, la ______voleva che nessuno
ne venisse a conoscenza poiché erano i risparmi di una vita.
Dichiarazioni che di tutta
evidenza si scontrano con l'ovvietà dei fatti e su cui si ritornerà in seguito.
L'addebito dal conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ avvenne
tramite prelevamento. Entrambe le fiches di prelevamento riportano la firma
della signora AC1.
L'operazione era così
stata fatta per non rendere possibile risalire alla provenienza delle somme
versate sul conto ______. Lo stesso dicasi per la destinazione finale dei
prelievi effettuati sul conto della signora ______.
b) Il 13.11.1998 la signora ______
muore.
Sul conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ si
registrano altri due prelevamenti di fr. 55'000.-- e di fr. 20'000.--
rispettivamente in data 19.11.1998 e 28.12.1999. Sul conto corrente dollari no.
______ si registra un addebito di USD 19'737,98 US$.--. Anche in questo caso
gli addebiti avvengono per prelevamento ad opera della signora AC1.
Ad eccezione della somma
di fr. 55'000.-- che venne utilizzata per l'acquisto di una autovettura per il
signor ______, le altre due somme trovano riscontro con due versamenti
registrati sul conto ______.
c) Il 25 febbraio 1999 la
Delegazione tutoria presentò un'istanza per la nomina di un amministratore alla
competente autorità giudiziaria, proponendo quale amministratore l'avv. ______.
(allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)
L'avv. ______, in aula, ha
dichiarato di avere contattato la Delegazione tutoria, verosimilmente
all'inizio del 1999, poiché era in possesso di alcuni testamenti olografi della
defunta signora ______ che sapeva, poiché informato in tal senso da terze
persone, essere sotto curatela. Fu in quell'occasione che la Delegazione
tutoria chiese all'avv. ______ se fosse disponibile ad assumere l'amministrazione
della successione. (cfr. verb. dib. pag. 4)
Il 2 marzo 1999, il
Pretore della Giurisdizione di Locarno città, accolse l'istanza della Delegazione
tutoria e designò l'avv. ______ amministratore dell'eredità della defunta
signora ______. (allegato D alla segnalazione della Delegazione Tutoria del
21.7.2000
AI 1.1.)
Il 30 marzo 1999 la
signora AC1sottoscrisse una dichiarazione a richiesta dell'avv. ______ in cui,
tra l'altro, affermava di vantare un credito di fr. 48'000.-- per le cure
prestate alla signora ______ nel corso degli ultimi due anni ed in cui prendeva
atto che l'avv. ______ era stato nominato amministratore della successione per
cui ogni disposizione sui beni di spettanza della defunta signora ______erano
di sua esclusiva competenza. AC1si impegnò nel contempo ad allestire i conteggi
delle entrate e delle uscite del conto bancario presso l'______ di Locarno.
(cfr. dichiarazione del 30.3.1999 allegato E alla segnalazione della
Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)
In aula l'avv. ______ ha
precisato le circostanze che precedettero la sottoscrizione della suddetta
dichiarazione:
"
Per quanto concerne l'incontro del 30.3.1999, non ricordo se fu
il primo o se la signora AC1era già venuta da me, così come è possibile che il
30.
marzo 1999 era accompagnata dalla figlia, fatto sta che la dichiarazione
agli atti di tale data è il frutto delle discussioni avute con la signora AC1alla
quale ho ben spiegato che non poteva disporre del patrimonio della defunta,
anche perché io avevo avuto l'impressione che ella si ritenesse libera di
poterne disporre poiché diceva di vantare un credito per prestazioni
assistenziali fatte a favore della signora ______. Io le ho spiegato che queste
spese potevano essere onorate solo se giustificate. È così che è poi nato
l'importo che le è poi stato riconosciuto. A quanto diceva la signora AC1la
signora ______sarebbe stata d'accordo con queste sue pretese. Siccome la
situazione non era chiara, ho proceduto ad una grida affinché potesse essere
accertata l'entità del patrimonio e questo nell'aprile del 1999. Questo anche
perché da un lato i signori ______ e ______ in particolare mi avevano detto che
nutrivano qualche perplessità sul fatto che negli ultimi anni la signora non li
avrebbe più coinvolti e quindi ipotizzavano che questo ruolo sarebbe stato
assunto da ______. A loro pareva strano che nell'inventario non fosse indicato
alcun contro presso la Banca ______." (verb.dib.
pag. 4)
Quindi nel mese di aprile
vennero fatte le grida alle quali poi la Banca ______ rispose evidenziando la
presenza di conti intestati alla signora ______.
d) Nel frattempo e più
precisamente in data 13.8.1999 ______, di comune accordo con la AC1, provvedeva
ad estinguere il conto ______. In data 3.8.1999 veniva aperto, sempre in Banca ______
il conto cifrato ______. Dalla documentazione bancaria emerge che il titolare
del conto si firmava "______" e nessuna altra indicazione portava
alla sua identificazione. Il conto corrente beneficiava di una linea di credito
di fr. 100'000.--. La prima operazione contabile è registrata in data 13.8.1999
ed è un prelevamento di fr. 26'863.---. A garanzia della linea di credito il
conto ______ beneficiava di un conto deposito pegno composto da titoli che al
31.12.1999
erano valutati in fr. 240'949.-- (cfr. estratto di deposito pegno
intestato a ______ al 31.12.1999)
Beneficiario economico del
conto non desumibile dalla documentazione bancaria agli atti, bensì dalle
dichiarazioni dell'accusata nel corso dell'inchiesta, era la figlia ______.
e) Il 18.8.1999 il conto corrente
creditore no. ______ in Banca ______ intestato alla signora ______ registra un
ultimo prelevamento di fr. 20'000.-- ad opera di AC1.
Come detto, a seguito
delle grida, l'avv. ______ venne a conoscenza da parte del BdS dell'esistenza
di conti a nome della defunta signora ______ed in particolare dell'ultimo
prelevamento di fr. 20'000.-- effettuato dalla signora AC1. Ne informò la
Delegazione tutoria con scritto datato 14.9.1999 (allegato F alla segnalazione
della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).
Sempre dalla
documentazione allegata alla segnalazione si evince che in data 30.9.1999 la
signora AC1, accompagnata dalla figlia, ebbe un colloquio con la segretaria
della Delegazione Tutoria e in occasione di tale incontro la AC1- rifiutandosi
di firmare il verbale - aveva dichiarato di avere scoperto dell'esistenza del
conto in BdS solo dopo la morte della signora ______e che aveva prelevato fr.
20'000.-- quale parte del compenso che le era dovuto e che lei aveva stimato in
fr. 48'000.-- per le cure prestate alla defunta signora ______(cfr. allegato H
alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).
L'avv. ______ ebbe a sua
volta un secondo ed ultimo colloquio con la signora AC1il 4.10.1999. In quell'occasione
le contestò il prelievo di fr. 20'000.-- del quale ebbe notizia da parte della
Banca ______.
Chiamato a riferire di
quell'incontro, l'avv. ______ ha dichiarato che:
"
Ricordo che io rimproveravo alla signora AC1di aver prelevato fr.
20'000.-- nonostante le avessi detto chiaramente che non poteva farlo poiché io
ero stato designato amministratore. Ricordo che in una occasione mi fu
presentata sua figlia, non so quale, e con la stessa sosteneva di essere
titolare di una procura e quindi la legittimità di quell'operazione. Io ribadii
che da quando ero stato designato amministratore solo io potevo disporre. Si
giunse così all'accordo verbale che io ho poi messo per iscritto nella
dichiarazione 4.10.1999 che poi la signora AC1non volle più firmare. Ricordo che
la chiamai diverse volte ma non è mai più venuta nel mio studio."
La dichiarazione che AC1si
rifiutò di firmare aveva il seguente tenore:
"
1.
confermo di aver prelevato in data 18 agosto 1999 l'importo di
fr. 20'000.-- dal conto della signora ______presso la Banca ______ di Locarno.
L'importo è stato speso per necessità mie e non è più a mia disposizione. 2. il
prelevamento è avvenuto in base ad una procura rilasciatami dalla signora ______qualche
anno fa. 3. prima del prelevamento dei fr. 20'000.-- del 18.8.99 non avevo mai
effettuato alcun prelievo dal conto presso la Banca ______. 4. non ho
dichiarato l'esistenza del conto c/o la Banca ______ nell'inventario che ho
consegnato alla Delegazione tutoria di Locarno perché la signora ______mi aveva
detto che il conto doveva rimanere segreto e che quando sarebbe morta io avrei
avuto la facoltà di ritirare tutto l'importo come compenso (salario) per le mie
prestazioni a suo favore." (dichiarazione
non firmata del 4.10.1999 allegata al VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)
f) Al più tardi in data 9
novembre 1999 l'avv. ______ riuscì ad ottenere dalla Banca ______ gli estratti
conto corrente creditore no. ______ rubrica Franchi Svizzeri presso la Banca ______
intestato alla signora ______, aggiornati rispettivamente al 31.12.1998, al
31.3
, al 30.6.1999 e al 13.9.1999, nonché un estratto dell'elenco titoli
aggiornato al 13.11.1998. Tale documentazione venne quindi trasmessa alla Delegazione
tutoria (cfr. lettera avv. ______ alla Delegazione tutoria del 9.11.1999
allegato I alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.).
Grazie alla documentazione
trasmessa dalla Banca ______, l'avv. ______ venne a conoscenza di tutti i
prelevamenti effettuati prima e dopo la morte della signora ______.
"
Quando ebbi gli estratti conto dalla BdS, non senza qualche
difficoltà, constatai che dopo il decesso della signora ______ la signora AC1aveva
prelevato 55'000.-- CHF il 19.11.1998 e 20'000 CHF il 28.12.1998. (…). Dagli
estratti conto BdS rilevai pure due importanti prelevamenti nel corso del 1998
e meglio prima del decesso della signora ______. Si tratta di un prelevamento
di 100'000.-- CHF l'1.10.1998 e di 20'000.-- CHF il 27.10.1998. Ricordo che la
signora ______ è deceduta il 13.11.1998 e la signora AC1era stata nominata
curatrice il 18.9.1998. Io cercai di accertare il destino di questi importi
anche perché la questione aveva rilevanza dal profilo fiscale. La signora AC1disse
in sostanza che gli importi erano stati consegnati alla signora ______ la quale
ne aveva disposto ma senza essere in grado di precisarne la successiva
destinazione se non dicendo che le sembrava fossero stati dati a qualcuno che
parlava tedesco. La signora AC1disse anche che era eventualmente disposta a
sobbarcarsi l'eventuale carico fiscale di questi importi. Tengo a precisare che
queste trattative e queste richieste di chiarimento non vennero più
direttamente con la signora AC1ma con l'avv. ______ a cui la signora AC1si era
rivolta dopo che io le avevo contestato in particolare il prelevamento
dell'agosto 1999 cioè con l'amministrazione della successione in corso." (VI PP ______ 2.2.2001 AI A.1.)
Solo in data 26.4.2000
l'avv. ______, d'accordo il signor ______ sulla cui posizione si tornerà in
seguito, siglò un accordo con la signora AC1ed il signor ______, illustrato
nella lettera di pari data trasmessa all'avv. ______ ed in punto alla quale in
aula ha precisato quanto segue:
"
Mi viene chiesto di spiegare i termini dell'accordo riassunti nel
mio scritto 26.4.2000 all'avv. ______. Rispondo che per quanto riguarda ______
la successione vantava un credito di fr. 200'000.--. Come si evince dal mio
scritto 17.4.2001 al MP, a quel momento ______ aveva già restituito complessivi
fr. 95'000.--. Ne rimanevano ancora fr. 105'000.--. Come da accordo gli vennero
riconosciuti per onorari e spese fr. 20'000.-- da qui il saldo di fr. 85'000.--
indicato al punto 3 dello scritto 26.4.2000. Per quanto riguarda la signora AC1,
le vennero riconosciuti come al punto 2 dello scritto citato, fr. 80'000.--. Questo
importo è stato dedotto dall'importo di fr. 120'000.-- e quindi a favore della
successione è rimasto un credito di fr. 40'000.--. Questi due importi (fr.
85'000.-- + fr. 40'000.--) per complessivi fr. 125'000.-- sono stati versati conformemente
all'accordo il 4.5.2000, come da me indicato nello scritto 17.4.2001 al MP. Io,
al momento dell'accordo, non sapevo quanto esattamente la signora AC1aveva
prelevato. L'accordo è stato fatto sulla base della cifra di fr. 120'000.--
indicata dall'avv. ______. Prendo atto che non è logico che si trattasse dei
primi fr. 120'000 che sarebbero finiti, per le conoscenze che avevo a quel
momento, in base alle informazioni fornitemi dalla signora AC1e dall'allora suo
patrocinatore, nelle mani della signora ______e poi da questa ad anonimi
donatari, su cui la signora AC1si era pure impegnata a pagare fr. 28'050.--
quale tassa di donazione." (verb. dib. pag.
4.
e 5)
Il versamento dell'importo
concordato avvenne a debito del conto di ______ presso la Banca ______:
" I soldi che ho
versato all'avv. ______ per l'accordo stipulato con la successione ______ sono
stati da me prelevati dal mio conto presso la BdS. Ho effettuato i versamenti
ad ______ a cash perché vi era un problema di tempi e volevo rispettare questi
termini." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3.)
AC1ha
confermato che fu sua figlia ______ a prestarle l'importo che si era assunta di
pagare alle autorità di tassazione per i fr. 120'000.-- prelevati prima della
morte della signora ______.
"
Osservo che poi i soldi prelevati sul conto della ______ li ho
donati a mia figlia ______ di Muralto. L'altra figlia ______ mi ha poi prestato
fr. 45'000.-- che ho utilizzato per pagare le imposte dovute (personali e
quelle di successione e donazione, limitatamente a fr. 120'000.-- che mi sono
assunta in qualità di curatrice)". (VI PP AC1
20.9.2001
AI B.1)
A seguito del versamento
di fr. 125'000.--, in data 10 maggio 2000 si tenne un ulteriore incontro alla
presenza della signora AC1, dell'avvocato ______ altro suo patrocinatore e dell'avv.
______, i cui contenuti sono riassunti nel verbale agli atti (allegato S alla
segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.) ed in particolare
in cui venne dato atto che l'accordo era stato ossequiato.
In occasione di questo incontro
AC1ribadì nuovamente di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr.
120'000.-- prelevati prima del decesso della signora ______.
Dallo stesso verbale si
legge: "l'avv. ______ propone di sentire
il signor ______ per chiedergli se la signora ______l'aveva preventivamente
avvisato che la signora ______aveva chiesto alla AC1 di prelevare fr.
100'000.--" (allegato S alla segnalazione della Delegazione
Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.
Venne quindi sentito ______
il 16 maggio 2000 presso gli uffici della Delegazione Tutoria. Dal verbale, che
ne riassume i contenuti, si legge che: "il
signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda che la signora ______l'aveva
chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr. 20'000.-- erano a disposizione
e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a ritirarli. Non ricorda più con
esattezza gli importi ma ricorda di essere stato contattato diverse volte dalla
signora ______sia prima della nomina quale curatrice della signora AC1che dopo.
La signora ______amava/usava regalare anche delle somme consistenti a varie
persone, ma non rivelava mai il destinatario. Spesso la signora ______faceva
prelevamenti consistenti" (allegato
U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)
g) La Delegazione tutoria
segnalò, in data 31.5.2000, all'ufficio delle imposte di successione e
donazione la fattispecie relativa alla consegna a terzi dell'importo di fr.
120'000.-- per aver chiarimenti in merito alle conseguenze fiscali di tale
operazione.
In data 21.7.2000 la
Delegazione tutoria segnalò il caso ______ - AC1/______ anche al Ministero
pubblico.
L'inchiesta prese avvio,
ma il primo interrogatorio dell'accusata e del signor ______ da parte del
Procuratore pubblico avvenne solo in data 20.9.2001.
Prima di essere sentiti
dal magistrato inquirente, nel contesto della procedura speciale presso la
divisione delle contribuzioni (AI 6.1), AC1e ______ continuarono a tenere
nascosta la destinazione della somma di fr. 120'000.-- prelevata dai conti
della signora ______ prima del suo decesso.
"
L'avv. ______ (…). Precisa che l'importo di fr. 120'000.--
prelevato alcuni tempi prima del decesso della curatelata, sono stati
effettivamente versati a terza persona della quale la sua cliente non conosce
l'identità. Considerata come al momento di quest'operazione la signora AC1era
stata nominata curatrice della signora ______, l'avv. ______ ammette la
responsabilità della sua cliente quale debitrice dell'importa di donazione che
dovrà essere prelevata. Per quanto riguarda gli importi rivendicati dalla signora
AC1e dal signor ______ per prestazioni fornite i comparenti richiamano gli
accordi pattuiti con le liquidazioni già avvenute. La signora AC1ha percepito
un importo lordo per onorari, spese e prestazioni di fr 80'000.-- mentre il
genero ______ un importo di fr. 20'000.--. Questi importi non sono stati
dichiarati….".
La prima volta in cui AC1e
poi ______ ammisero di essere stati a conoscenza del destino dei fr. 120'000.--
prelevati prima della morte della signora ______fu in occasione del secondo
verbale davanti al PP.
15.
In sostanza le
dichiarazioni di AC1 davanti al PP in punto ai suoi prelevamenti sono le
seguenti:
15.1
Prelevamenti del
1.10.1998
e del 27.10.1998 rispettivamente di fr. 100'000.-- e di fr. 20'000.--,
entrambi riversati sul conto cifrato ______.
a) In occasione del suo primo
interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1 ripropose la versione già
illustrata all'avv. ______ (cfr. allegati S, U, R alla segnalazione 21.7.2000
AI 1.1. della Delegazione tutoria), alla Delegazione Tutoria (allegato R alla
segnalazione 21.7.2000 AI 1.1. della Delegazione tutoria) ed alle autorità
fiscali (verbale 7.11.2000 AI 6.1), secondo cui i primi due prelevamenti furono
eseguiti su ordine della signora ______, la quale avrebbe consegnato l'importo
di fr. 120'000.- ad una terza persona, della quale l'accusata non conosceva
l'identità.
"
La prima volta che ho fatto dei prelevamenti è stato nel 1998
quando mi chiese di prelevare una prima volta fr. 100'000.-- ed una seconda
volta fr. 20'000.--. (…). Riguardo ai prelevamenti effettuati l'1.10.98 (fr.
100'000.--) e il 27.10.98 (fr. 20'000.--) gli stessi furono preceduti da una
telefonata della signora ______ a mio genero. Lei gli disse di mettermi a
disposizione questi soldi. Io quindi mi recai in banca e per la prima volta
effettuai un prelevamento sul conto della ______. Presi i soldi e glieli
consegnai personalmente. Non mi feci fare alcuna ricevuta, né il signor ______
mi consigliò in questo senso. Non so cosa la signora fece di questi soldi. In
ogni caso non li ha consegnati a me, non li ha consegnati a mia figlia, né
tanto meno al signor ______. Con il signor ______ non ho mai discusso di questi
improvvisi prelevamenti della signora ______. Non mi è venuto in mente che come
curatrice avrei dovuto interessarmi meglio di quello che stava
succedendo." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
Stessa versione dei fatti
fu resa da ______ al Magistrato inquirente:
"
Quando la signora AC1passò a prelevare i due importi di CHF 100'000.--
e CHF 20'000.--, io venni preavvisato dalla sig.a ______ che mi avvertì che la AC1avrebbe
effettuato questa operazione. La signora ______ non mi disse lo scopo di questi
prelevamenti ma io pensai che si trattasse per dei regali poiché già in precedenza
aveva fatto dei prelevamenti che erano poi stati destinati a dei doni.
Sinceramente non saprei dire a chi avrebbe potuto regalare quelle cifre. In
ogni caso non li ha regalati né al sottoscritto né, mi risulta alla signora AC1né
tanto meno a mia moglie. (…). Non so invece cosa la signora AC1abbia fatto dei
CHF 120'000.-- prima del decesso ______ anche se ritengo li abbia consegnati a
quest'ultima. Dal momento che mi aveva preavvisato il prelevamento la signora ______
si sarebbe sicuramente fatta sentire se non li avesse ricevuti." (VI PP ______ 20.9.2001)
Finalmente, in occasione
del secondo verbale di interrogatorio davanti al Procuratore pubblico, AC1ha
ritrattato tale versione ammettendo di avere accreditato la somma di fr.
120'000.-- su di un suo conto aperto presso la Banca ______.
"
Ho chiesto di essere nuovamente interrogata dal Magistrato perché
volevo correggere alcune mie dichiarazioni fatte ieri. Volevo cioè precisare
che i fr. 120'000.-- prelevati poco prima del decesso della signora ______ li
ho collocati su un mio nuovo conto aperto presso la BdS. Ho effettuato questa
operazione su istruzione della signora ______. Lei mi diceva che questo importo
andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto dichiarali al fisco, lei in
particolare parlava della Città. Io di mia iniziativa ho deciso di aprire un
conto nuovo presso la BdS dove ho poi versato i fr. 120'000.-- in questione. Ho
lasciato questi soldi su quel conto per ca. un anno quando, poi, li ho
prelevati e versati su un conto a nome della figlia presso la BdS di Locarno. È
possibile che mia figlia abbia dovuto aprire un conto nuovo. L'idea di aprire
un nuovo conto presso la BdS è venuta a me unitamente ad ______. Penso che mia
figlia abbia chiesto delle spiegazioni anche a ______. Io a mia volta avevo
spiegato a mia figlia da dove questi soldi provenivano: in particolare le
spiegai che era stata la signora ______ a chiedermi di prendere questi soldi
prima che morisse e prima che fosse troppo tardi. Mia figlia era al corrente
per i lavori che ho svolto per la signora ______ e devo dire che non la
sopportava. Mi accusava di dedicarmi troppo a lei e di non essere presente per
la famiglia. Lei considerava questi soldi come provento del mio lavoro. Sapeva
comunque che erano depositati su un conto intestato alla ______." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)
L'imputata, dovendo dare
una spiegazione al PP del perché si era decisa a confessare il reale destino
della somma di fr. 120'000.--, prelevati prima della morte della signora ______,
ha dichiarato di essersi resa conto di avere commesso uno sbaglio.
"
Non so perché ieri non ho raccontato la verità, devo dire che
quando sono uscita dall'ufficio ho subito pensato di aver commesso uno sbaglio
ed è questa la ragione per cui ne ho parlato con l'avvocato." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)
Questa spiegazione non ha
convinto questo Presidente. Si noti che fino al 20 settembre 2001 nessuno era a
conoscenza dell'esistenza di un conto presso la Banca ______ di cui AC1 era la
beneficiaria economica. Furono proprio AC1e ______ che in quella data - dopo
aver ribadito di non sapere a chi fossero stati consegnati i fr. 120'000.--
prelevati ante mortem -, chiamati, per la prima volta, a dare spiegazioni del
destino dei prelevamenti eseguiti post mortem, hanno entrambi dichiarato al PP
che erano stati versati su un conto in Banca ______ di spettanza della signora AC1:
"
Ho comunque prelevato prima fr. 55'000.-- e poi fr. 20'000.--
depositandoli su un conto che io nel frattempo ho aperto a mio nome. Questo
conto l'ho aperto a mio nome. Questo conto l'ho aperto presso la BdS a Locarno.
Anche il successivo prelevamento effettuato sul conto ______ l'ho riversato su
quello nuovo che avevo aperto presso la BdS." (VI
PP 20.9.2001 G.AC1)
"
Mi risulta che i soldi prelevati dalla AC1successivamente il
decesso della ______ sono stati collocati su un suo conto che ha aperto presso
la BSCT. Fui io a consigliarla in questo senso." (VI PP ______ 20.9.2001)
Il giorno seguente a
queste dichiarazioni, entrambi chiesero di essere sentiti dal PP poiché avevano
delle correzioni da fare.
È apparso evidente a
questo Presidente che le ammissioni rese il 21 settembre 2001 siano state
frutto di una repentina presa di coscienza che dalla documentazione che il
Magistrato inquirente avrebbe richiamato dalla Banca ______ relativa al conto
di spettanza della signora AC1, sarebbero emersi pure gli accrediti della somma
di fr. 120'000.--, prelevata dal conto della signora ______ nel mese di ottobre
del 1998.
b) AC1, ammessa la circostanza
relativa all'accredito della somma di fr. 120'000.-- a suo favore, ha comunque
persistito nell'affermare che fosse stata la signora ______ ad autorizzarla ad
effettuare tale prelevamento.
In un primo tempo afferma
genericamente che "l'operazione" fu autorizzata dalla signora ______,
la quale si sarebbe preoccupata pure degli oneri fiscali che la AC1avrebbe
dovuto assumersi.
"
Ho effettuato questa operazione su istruzione della signora ______.
Lei mi diceva che questo importo andava tenuto segreto altrimenti avrei dovuto
dichiarali al fisco, lei in particolare parlava della Città." (VI PP AC1 21.9.2001 AI B.4)
In seguito precisa che la
signora ______l'autorizzò a due riprese ad eseguire i prelevamenti in
questione: la prima volta il 1.10.1998 per la somma di fr. 100'000.-- e la
seconda volta il 27.10.1998 per la somma di fr. 20'000.--.
"
Prelevai i soldi dal suo conto nel mese di ottobre perché così mi
disse di fare la signora ______. Fu lei a dirmi di prelevare fr. 100'000.-- e,
in un secondo momento, mi disse di prelevarne altri 20'000.--. Lei mi disse di
andarci subito per cui penso che eseguii i prelevamenti il giorno stesso che mi
disse di farlo. Penso che, perché fu lui a riferirmelo, mio genero, ______,
telefonò alla signora ______ per verificare se effettivamente mi aveva dato
questa autorizzazione." (VI PP AC1 9.4.2002
AI B.6)
______, in un primo
momento, sia davanti al PP, sia davanti ai rappresentanti della Delegazione
tutoria, aveva dichiarato espressamente di essere stato informato da parte
della signora ______ del prelevamento che la AC1avrebbe eseguito:
" La signora ______ mi
aveva in ogni caso autorizzato a mettere a disposizione della signora AC1CHF
120'000.--." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)
"
il signor ______ è il genero della signora AC1. Egli si ricorda
che la signora ______l'aveva chiamato chiedendogli se i fr. 100'000.-- e fr.
20'000.-- erano a disposizione e se avrebbe potuto mandare la signora AC1a
ritirarli. Non ricorda più con esattezza gli importi ma ricorda di essere stato
contattato diverse volte dalla signora ______sa prima della nomina quale
curatrice della signora AC1che dopo." (allegato
U alla segnalazione della Delegazione Tutoria del 21.7.2000 AI 1.1.)
In un
secondo momento, ______ ritratta tale versione dichiarando che la signora ______
non lo aveva preavvisato espressamente. Aggiunge però che lui eseguì le
operazioni di addebito del conto della signora ______, poiché la signora gli
aveva sempre detto che alla sua morte gli attivi dei conti in Banca ______
sarebbero stati devoluti alla signora AC1.
" D: con riferimento ai
due prelevamenti di fr. 100'000.-- (del 1.10.1998) e di fr. 20'000.-- (del
27.10
), lei si ricorda di avere ricevuto una telefonata o una
comunicazione esplicita da parte della signora ______ di mettere a disposizione
queste somme della signora AC1? R: no, non mi ricordo. Devo tuttavia aggiungere
che per me era chiaro che queste somme erano destinate alla signora AC1e che
quindi lei poteva disporne. La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua
morte i soldi di quel suo conto presso la Banca ______ sarebbero stati
destinati alla signora AC1." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
A fronte di
tali dichiarazioni, si sottolinea che la signora ______, non solo non ha
preavvisato il suo consulente dei prelevamenti che AC1si apprestava a fare, ma soprattutto
era ancora in vita.
A ciò si
aggiunge che nel corso dell'inchiesta AC1ha precisato che tutti i prelevamenti
da lei effettuati avvenivano su indicazione di ______.
"
Effettuavo i prelevamenti quando me lo diceva mio genero; egli mi
spiegava che il denaro era investito in titoli e che quindi non si poteva
prelevare tutto in una volta sola. Egli non mi ha peraltro mai spiegato nulla
di come funzionavano queste cose, io mi limitavo ad eseguire quello che lui mi
diceva di fare. (…)." (VI PP AC1 9.4.2002
AI B.6)
______
conferma tale affermazione dichiarando che:
" Al riguardo osservo
che effettivamente ero io a spiegare alla signora AC1quando poteva disporre del
denaro sul conto ______ segnatamente per quello che riguardava gli investimenti
in titoli che dovevano giungere a scadenza per poter essere utilizzati. Vi era
cioè il problema della creazione di liquidità."
(VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
Ne consegue
che l'indicazione di recarsi una prima volta il 1.10.1998 a prelevare la somma
di fr. 100'000.-- ed una seconda volta il 27.10.1998 a prelevare la somma di
fr. 20'000.-- non può essere stata data dalla signora ______ poiché, da un
lato, ______ ha confermato di non aver ricevuto precise istruzioni telefoniche
a tal riguardo dalla signora ______. E dall'altro lato era ______ a comunicare
alla signora AC1quando poteva andare a prelevare le somme in funzione delle
scadenze dei titoli.
Quindi
l'ordine che AC1sostiene le sia stato dato dalla signora ______ di recarsi una
prima volta a prelevare fr. 100'000.-- ed una seconda volta a prelevare fr.
20'000.-- non regge.
c) Sulla
circostanza che la signora ______in vita avrebbe detto alla signora AC1che alla
sua morte le avrebbe donato i suoi averi, la Corte ha accertato quanto segue:
In
occasione del primo interrogatorio, a giustificazione dei prelevamenti
effettuati a seguito della morte della signora ______, AC1ha dichiarato che fu
la signora ______ a dirle che alla sua morte sarebbero stati suoi.
"
Del resto la signora ______ mi aveva detto che quando sarebbe
morta quei soldi sarebbero stati per me." (VI
PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
Anche ______, chiamato a
dare spiegazioni del perché permise alla AC1di effettuare i prelevamenti dopo
la sua morte dichiarò:
" Devo aggiungere che
personalmente e direttamente la signora ______ ebbe a più riprese a dirmi che
alla sua morte il denaro collocato sul conto che io gestivo sarebbe andato alla
signora AC1." (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
In
occasione del secondo interrogatorio AC1dichiara di non avere parlato dei fr.
120'000.-- poiché la signora ______le disse che l'importo doveva rimanere
segreto altrimenti la AC1avrebbe dovuto dichiarali al fisco.
In occasione del suo terzo
verbale l'accusata dichiara, nel contesto della descrizione della sua
remunerazione per i servizi resi all'anziana signora, che:
"
Ricordo comunque che mi diceva sempre che quando sarebbe morta
avrei preso io i soldi che lei aveva risparmiato a valere quale ricompensa del
mio impegno. Insisteva con me affinché non dicessi niente di questi suoi
risparmi che non erano dichiarati al fisco." VI (PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
______ ha dichiarato -
dovendo spiegare la ragione per la quale aveva permesso il prelevamento della
somma di fr. 120'000.-- prima della morte della signora ______- che:
"
La signora ______mi aveva sempre detto che alla sua morte i soldi
di quel suo conto presso Banca Stato sarebbero stati destinati alla signora AC1."
(VI PP 14.6.2004)
Ancora la AC1in occasione
del suo quarto verbale ha dichiarato che:
"
AD del difensore rispondo: che la signora ______diceva sempre a
me ma anche a ______ di portare pazienza per la sua presenza un po’ invadente,
che quando sarebbe morta avrebbe lasciato a me i suoi soldi. Ripeteva in
continuazione questa cosa, era diventata come un disco rotto." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)
A tal proposito ______ha
confermato che:
"
la signora ______mi disse che poi, quando sarebbe morta, la
signora AC1sarebbe stata bene e anzi mi disse esplicitamente che le avrebbe
lasciato tutto quello che aveva. Mi ricordo che la signora ______disse di avere
dei conti bancari sui quali aveva fatto una procura a favore di AC1." (VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7.)
Dichiarazione
quest'ultima, in aperta contraddizione con la preoccupazione dimostrata da ______e
riferita dall'imputata, chiamata ad illustrare la destinazione dei fr.
55'000.-- prelevati in data 19.11.1998:
"
Al signor ______avevo spiegato che avevo una procura sui conti
della signora ______ e che ero autorizzata a utilizzare questi soldi. Egli si
raccomandò con me di non creare pasticci nei suoi confronti." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)
In aula poi AC1ha
dichiarato che:
"
A domanda del difensore dichiaro che la signora ______mi ha detto
che mi avrebbe lasciato i suoi denari già quando mi diede la procura sul conto
Banca Stato. Prendo atto che queste affermazioni sono un novum e dico che non
posso ricordarmi sempre tutto e che da questo procedimento ho già sofferto
molto e per me è più importante la salute del processo." (verb. dib. pag. 7)
______, dal canto suo, ha
dichiarato:
"
Ho sentito spesso la signora ______ pronunciare frasi nel senso
che alla sua morte avrebbe lasciato in eredità a mia madre il suo
patrimonio." (VI PP 2.10.2001 AI B.5)
Pur avendo poco prima
affermato:
"
Io la signora ______ non la vedevo spesso, forse una volta ogni
due mesi, anche meno. Ci dicevamo "buongiorno, arrivederci, come
sta", tra noi non vi era un rapporto stretto." (VI PP 2.10.2001 AI B.5)
Non vi sono quindi altri
riscontri sulle volontà della signora ______, nei termini descritti da AC1, al
di là delle dichiarazioni, per altro poco lineari, dell'accusata e delle
persone a lei vicine che, per un verso o per l'altro, beneficiarono di parte
degli averi dell'anziana signora.
A ciò si aggiunge la
spiegazione, del tutto inverosimile, che AC1 ha fornito agli inquirenti dovendo
rispondere dell'assenza di un testamento della signora ______ a suo favore:
"
Lei non ha lasciato tracce di queste sue volontà perché
trattandosi di soldi in nero non voleva che venissero scoperti." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
d) La signora AC1poi
ha affermato di avere aperto il conto cifrato ______ contestualmente al
prelievo della somma di fr. 120'000.--.
Abbiamo già
visto che ciò avvenne in precedenza e meglio il 29.9.1998.
Ma
soprattutto AC1ha dichiarato che al momento della sottoscrizione dei documenti
di apertura del conto - di cui inizialmente non si ricordava - le tremavano le
mani.
"
Quando prelevai i fr. 120'000.-- (100'000.-- + 20'000.--) nel
mese di ottobre 1998 non li ebbi in mano fisicamente; di fatto mi recai in
banca e mi incontrai con ______; fu lui a dirmi che dovevo aprire un nuovo
conto cifrato che venne poi denominato ______ e dove avrei dovuto versare
questi soldi. Egli mi disse che dalla banca non doveva uscire nulla. A me non
rimase in mano nulla neppure un documento; tutto venne lasciato in banca.
Preciso ancora che non mi ricordo di avere firmato documenti di apertura del
conto in questione. Mi viene ora esteso il cartoncino firme relativo al conto
"______": la scrittura a mano figurante sullo stesso è la mia. Anche
in questo caso fu ______ a dirmi che dovevo fare così, io manca me lo sognavo e
mi ricordo che mi tremava la mano perché sentivo che c'era qualcosa di poco
chiaro e non mi sentivo sicura. Aggiungo ancora che io non ho mai visto
fisicamente il denaro depositato sul conto intestato alla signora ______ presso
la Banca ______." (VI PP AC1 9.4.2002 AI
B.6)
In aula, a domanda del
Presidente, AC1ha affermato che la ragione per cui le tremavano le mani era
legata al fatto che stava evadendo il fisco. Tale affermazione non ha convinto
questo Presidente e meglio come si dirà in seguito.
15.2
Prelevamenti del
19.11.1998
e del 28.12.1998 rispettivamente di fr. 55'000.-- e di fr.
20'000.--, di cui solo il secondo riversato sul conto cifrato ______.
a) Interrogata sulla ragione
dei prelevamenti in BdS effettuati dopo la morte della ______, l'accusata ha
dichiarato - in occasione del primo verbale di interrogatorio - che furono
eseguiti per compensare le prestazioni da lei effettuate a favore della signora
______ nel corso degli ultimi anni.
"
I prelevamenti che effettuai dopo il decesso della ______ furono per
compensare le prestazioni da me effettuate nel corso degli ultimi tre anni. Del
resto la signora ______ mi aveva detto che quando sarebbe morta quei soldi
sarebbero stati per me." (VI PP AC1
20.9.2001
AI B.1)
La pretesa che l'imputata
avrebbe vantato nei confronti della signora ______ non era certo né liquida né
esigibile al momento del prelievo, tant'è che non è mai stata quantificata con
precisione e ciò neppure nel corso delle trattative con l'avv. ______. AC1infatti
inizialmente fa valere una pretesa di fr. 48'000.-- che poi aumenta a fr.
80'000.--. Ciò che invece è evidente è che tale pretesa e stata costantemente
confusa con il fatto, asserito dall'accusata, che la ______ le avrebbe donato i
beni presenti sui conti presso la Banca ______ alla sua morte.
______, dal canto suo,
sempre in occasione del primo interrogatorio davanti al PP, fornisce le
motivazioni che lo spinsero ad autorizzare i prelevamenti effettuati dalla
signora AC1dopo il decesso della signora ______. Egli confonde non solo
l'asserita pretesa nei confronti della signora ______ con le pretese sue
volontà post mortem, ma vi aggiunge pure la validità della procura e la
funzione di curatrice della AC1.
" Chiaramente secondo
la prassi usuale, io come funzionario di banca, essendo a conoscenza del
decesso della signora ______ non avrei dovuto permettere i prelevamenti effettuati
dalla AC1dopo la morte della titolare del conto. Tuttavia la signora AC1era al
beneficio di una procura valida, era inoltre stata nominata curatrice per cui
ritenni che potesse prelevare quei soldi ed inoltre sapevo che vantava un
credito nei confronti della signora ______. (…). Devo aggiungere che
personalmente e direttamente la signora ______ ebbe a più riprese a dirmi che
alla sua morte il denaro collocato sul conto che io gestivo sarebbe andato alla
signora AC1. Voglio ancora aggiungere che prima del mese di ottobre 1998 la
signora AC1non mi ha mai fatto uso della procura che gli era stata rilasciata
sul conto BSCT dalla signora ______ né probabilmente si rendeva conto dei
poteri che le erano stati conferiti. " (VI PP ______ 20.9.2001 AI B.2.)
b) Chiamata a spiegare il
motivo per il quale non procedette ad un unico prelevamento a seguito della
morte della signora ______, la AC1, sempre in occasione del primo
interrogatorio davanti al PP, ha dichiarato che:
"
Non ho prelevato tutti i soldi in un colpo solo perché
consideravo di averne comunque il controllo ed il diritto. Ho comunque
prelevato prima fr. 55'000.-- e poi fr. 20'000.-- depositandoli su un conto che
io nel frattempo ho aperto a mio nome. Questo conto l'ho aperto a mio nome.
Questo conto l'ho aperto presso la BdS a Locarno. Anche il successivo
prelevamento effettuato sul conto ______ l'ho riversato su quello nuovo che
avevo aperto presso la BdS." (VI PP AC1
20.9.2001
AI B.1)
In seguito precisò che era
______ che le diceva quando doveva ritirare i soldi in funzione degli
investimenti in atto.
"
Alla morte della signora ______ effettuai i prelevamenti dal suo
conto a diverse riprese. Effettuavo i prelevamenti quando me lo diceva mio
genero; egli mi spiegava che il denaro era investito in titoli e che quindi non
si poteva prelevare tutto in una volta sola. Egli non mi ha peraltro mai
spiegato nulla di come funzionavano queste cose, io mi limitavo ad eseguire
quello che lui mi diceva di fare. (…)" (VI
PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
c) Chiamata ancora a dare
spiegazioni circa la mancata indicazione dell'esistenza di questo conto
all'avv. ______, AC1ha dichiarato che li riteneva soldi suoi.
"
Non ritenni di informare dell'esistenza di questo conto l'avv. ______
sempre per il motivo che ritenevo trattarsi di soldi miei." (VI PP AC1 20.9.2001 AI B.1)
La mancata indicazione dei
conti ad inventario era stata motivata in altro modo e principalmente fatta
risalire ad una esplicita volontà della signora ______.
AC1cerca di sostanziare il
fatto che questi soldi le spettassero con il fatto di non essersi per contro
appropriata di altri valori di spettanza della signora ______:
"
Rammento inoltre che ad un certo punto tornarono dall'ufficio di
tassazione due importi di denaro per alcune migliaia di franchi che io prelevai
direttamente alla posta e versai sul conto ______ della signora ______. Penso
che a quel tempo lei era già defunta. Feci questo perché ritenevo che questi
soldi, a differenza degli altri, non fossero destinati a me." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
In aula è stato prodotto
il giustificativo relativo a tale versamento. Trattasi della restituzione
dell'eccedenza dell'imposta comunale del 1997 per un ammontare di fr. 1'856,
25.
(doc. dib. 1)
d) Tornando alla destinazione
data alle somme prelevate dopo la morte della signora ______ e meglio
dell'importo di fr. 55'000.--, di cui non vi era traccia - contrariamente a
quello di fr. 20'000.-- - sul conto ______, AC1ha dichiarato di avere
utilizzato tale somma per l'acquisto di un'autovettura per il signor ______:
"
(…) con i fr. 55'000.-- di cui al primo prelevamento del
19.11.1998
avevo acquistato un'automobile di grossa cilindrata per il signor ______
con cui all'epoca convivevo. Ricordo che era mio compagno di una vita, avendo
con lui convissuto per 25 anni. Rammento che avevamo acquistato una Mercedes
d'occasione: si trattava di un veicolo costoso e di grossa cilindrata. Avevamo
acquistato questo veicolo presso il garage ______ di
Minusio. L'automobile era stata poi intestata al mio compagno signor ______.
Non mi ricordo esattamente quanto così [n.d.r.: recte: costò] questa mercedes,
anche perché ______ diede dentro il suo precedente veicolo. Ricordo comunque
che fu un'automobile costosa quella che acquistammo. Al signor ______avevo
spiegato che avevo una procura sui conti della signora ______ e che ero
autorizzata a utilizzare questi soldi. Egli si raccomandò con me di non creare
pasticci nei suoi confronti. (…) Quando ci siamo lasciati ______ ha venduto la
mercedes di cui dicevo prima ed ha acquistato un Golf. Dalla vendita di questa
mercedes io ho ricevuto ancora fr. 10'000.--, mentre ______ si è tenuto la
Golf. (…). D: ______ ha dichiarato che il Golf acquistato con il denaro
ricavato dalla vendita del Mercedes sarebbe poi stato intestato a lei: cosa
risponde? R: Ribadisco che il veicolo in questione è poi stato intestato a ______.
Io horicevuto semplicemente fr. 10'000.--. È senz'altro possibile che ______
non conosce i dettagli di questa operazione." (VI
PP AC1 23.6.2004 AI B.8)
In aula AC1ha poi
dichiarato che la macchina nuova era dovuta al suo convivente ritenuto come
egli avesse distrutto le sue autovetture precedenti a causa delle trasferte
effettuate a causa della signora ______.
______ in inchiesta aveva
infatti dichiarato che:
"
per portare in giro la ______avevo praticamente fatto fuori due
veicoli, avendo percorso una infinità di chilometri. Benché i veicoli fossero i
miei e pagassi la benzina non aveva mai ricevuto un compenso." (VI PP ______ 18.8.2004 AI A.7)
______ era al corrente
della destinazione dell'importo di fr. 55'000.--:
"
se non ricordo male ad un certo momento la signora AC1aveva
acquistato a contanti un autoveicolo piuttosto costoso presso il garage
Rivapiana. Si trattava di una Mercedes SL 500 d'occasione. Che costava più o
meno fr. 60'000.--. Salvo errore il veicolo venne intestato a nome del signor ______, che all'epoca era il convivente della signora AC1,
rispettivamente padre di ______."
e) Sul destino della macchina
si che:
" quando la signora AC1ha
lasciato il signor ______, il veicolo è stato venduto. Mi risulta che il
ricavato è andato alla signora AC1la quale, con i soldi così ottenuti, ha
comperato una Golf presso il garage Alramone di Bellinzona. Inoltre ha tenuto
per se la differenza tra il prezzo di vendita del Mercedes e il prezzo
d'acquisto del Golf. Non si trattava comunque di una grossa differenza: si
trattava di fr. 5'000/6'000.--, salvo errore. ______ non c'entrava nulla con
questa operazione." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
______ ha
fornito un'altra versione:
"
AD del difensore risponde: è vero che a un certo momento
acquistai una mercedes che in realtà voleva la AC1. Il veicolo venne acquistato
dopo la morte della signora ______presso il garage ______ di Minusio. A quel
tempo volevamo, io e la AC1 provare a rimanere insieme. Il veicolo venne
intestato al sottoscritto e fui io a pagarlo. La comperai costituendo
un'ipoteca sulla casa delle nostre figlie. Fu il signor ______ ad occuparsi
dell'ipoteca. È giusto dire che l'ipoteca venne poi sottoscritta da mia figlia ______.
D: Come mai decise di costituire un'ipoteca per acquistare un'automobile, non
si trattava di un'operazione un po’ insolita? R: Devo dire che i due
appartamenti delle nostre valevano e valgono circa un milione di franchi, per
cui la costituzione di un'ipoteca di fr. 70'000.-- non incideva molto. ADR non
so dire se dopo la morte della signora ______, AC1 ha prelevato dei soldi da
suoi conti. Ripeto ancora una volta che io delle vicende collegate alla ______non
volevo sapere nulla. ADR circa 2 anni fa il mercedes è poi stato venduto ad un
prezzo considerevolmente inferiore a quello dell'acquisto e io comperai allora
una Golf. Non so dire se la signora AC1abbia preso ancora dei soldi dalla
vendita della Mercedes. D: la signora AC1sostiene di avere incamerato la
differenza tra il prezzo della Merceds e quello del Golf, ovvero fr. 10'000.--
cosa dice? R: è una cosa a me non nota. Rammento nuovamente che a quel punto io
e AC1 eravamo in fase di rottura avanzata. AD del difensore risponde: sebbene
il mercedes fosse stato intestato a me, per non avere più storie con AC1 le
dissi di pur occuparsi lei della vendita del veicolo; poi lei comunque aveva
sempre ragione. AD del difensore risponde: ______non ha mai parlato di parenti
o possibili eredi, anzi diceva che era sola. So che faceva anche della
beneficenza. Questo per la verità non lo so direttamente ma era lei ad
affermarlo. ADR riguardo la questione dell'acquisto del Mercedes ribadisco
ancora una volta che io so di aver dovuto costituire un'ipoteca per via di
questa operazione Non so poi cosa abbiano fatto il ______ e la AC1. Salvo
errore ho pagato io a contanti il veicolo." VI PP ______ 18.8.2004
AI A.7.)
______ fornisce la chiave
di lettura del verbale del signor ______affermando che la costituzione
dell'ipoteca fu una sua idea per giustificare a livello fiscale un tale
acquisto:
" Successivamente
realizzai che la cosa non stava in piedi sul piano fiscale nel senso che prima
di allora AC1 non aveva avuto disponibilità finanziarie tali da consentirle un
acquisto di questa entità. Per questa ragione consigliai alla signora AC1di
aprire una ipoteca sulla sua casa che fino a quel momento non risultava gravata
o solo poco gravata da altri oneri. ADR ______ era marginalmente a conoscenza
di questa operazione dal momento che dovette sottoscrivere i documenti per la
costituzione dell'ipoteca avuto riguardo al fatto che l'appartamento risultava
essere di sua proprietà. Salvo errore comunque il veicolo era intestato a ______
e non a ______. Il conto in questione era denominato "______"
ovviamente aperto presso la Banca Stato." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
15.3
Prelevamento del
28.12.1998
di 19'737,98 US$.--riversato sul conto cifrato ______.
L'imputazione non
contemplata nell'atto di accusa è stata prospettata in aula dal Presidente con
l'accordo delle parti.
AC1, chiamata a dare
spiegazione di tale operazione ha dichiarato di non essere in grado di
rispondere:
"
Mi viene chiesto di spiegare la causale del prelevamento 28.12.1998
di USD 19'737,98 e dichiaro che non so rispondere. Mi viene fatto notare che ho
firmato io il giustificativo di prelevamento in banca." (verb dib. pag.3)
15.4
Prelevamento in
contanti del 18.8.1999 di fr. 20'000.--.
In merito a quest'ultimo
prelevamento, ed in particolare in merito al suo destino, l'accusata ha
dichiarato quanto segue:
"
D: Cosa ha fatto dei fr. 20'000.-- prelevati il 18.8.1999. R:
questi soldi li ho tenuti io. Ne avevo infatti bisogno dal momento che mi stavo
lasciando con il signor ______e dovevo cercarmi una nuova abitazione per la
quale ho dovuto versare un deposito di garanzia di fr. 2'500.-- e ,
naturalmente ho dovuto effettuare un trasloco." (VI PP AC1 23.6.2004 AI B.8)
______ ne ha confermato la
destinazione, affermando che l'importo fu utilizzato dalla signora AC1per sue
necessità personali:
" Ricordo comunque che la
signora AC1ha effettuato anche almeno un prelevamento sul conto ______ per suoi
bisogni personali. Ritengo che possa trattarsi dei fr. 20'000.-- in discussione."
(VI
PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
15.5
L'apertura
del conto ______
In punto al
conto ______ ed alle ragioni che ne dettarono l'apertura, si rileva che lo
stesso non fu aperto con lo scopo di donare alla figlia ______ gli importi che vi erano depositati, bensì quello di sottrarre gli
stessi alla comunione ereditaria fu ______ e ciò a seguito delle grida eseguite
nel mese di aprile 1999 da parte dell'avv. ______ di cui si è già detto.
Il regista
di tale operazione fu ______.
" ADR anche il conto
cifrato ______, intestato alla signora ______, venne aperto su mia indicazione
e mio consiglio. Il conto ______ venne aperto in conseguenza del problema che
era sorto con l'avv. ______ il quale ci aveva minacciato di denuncia in
relazione alla mancata dichiarazione dei fondi all'intenzione della comunione
ereditaria che lui rappresentava. Decidemmo quindi di spostare i soldi su un
conto terzo dove non poteva essere stabilita una relazione diretta con la
signora AC1." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
In aula
l'avv. ______ ha negato di avere mai minacciato ______ e AC1di denuncia in
merito alla mancata dichiarazione del conto in Banca ______.
Va qui
evidenziata la circostanza, accertata sulla scorta della documentazione agli
atti, che l'avv. ______ venne a conoscenza dei conti intestati alla signora ______
presso al Banca ______ solo nel mese di settembre del 1999. Il conto ______ non
venne quindi aperto a seguito, bensì prima che l'amministratore giudiziario
della successione venisse a conoscenza dei conti non dichiarati ad inventario.
______ ha
poi dichiarato che ______non era al corrente dei retroscena dell'apertura del
conto ______:
" D: cosa sapeva la
signora ______ dello spostamento di fondi dal conto ______ al suo denominato ______?
R: di fatto la signora ______non sapeva nulla o meglio sapeva che si trattava
di soldi che la signora ______ aveva destinato alla signora AC1e verosimilmente
sapeva anche che era sorto un problema con la Comunione ereditaria
rappresentata dall'avv. ______. Evidentemente non so cosa si sono dette poi la
signora AC1e la signora ______. Ribadisco comunque che a mio modo di vedere la
signora ______non conosceva i dettagli della questione." (VI PP ______
14.6.2004
AI B.7.)
______,
interrogata dal PP ha dichiarato in sostanza di avere ricevuto i soldi che la
madre aveva ricevuto dalla signora ______per non farli trovare al fisco. Ai
suoi occhi il conto ______ "era suo, ma non era suo":
"
Ad un certo momento, circa 2 anni fa, mia madre mi disse che
voleva darmi dei soldi che lei aveva ricevuto dalla signora ______. Mi spiegò
che non voleva che fossero trovati dal fisco. Io chiesi se ci sarebbero stati
dei problemi e lei mi rispose di no. Benché versati su un conto a me intestato,
di fatto io tenevo questi soldi in custodia per conto di mia madre. Ho
effettuato tre o quattro prelevamenti su richiesta sempre di mia madre la quale
utilizzava poi il denaro che io le rimettevo. Il conto in questione venne
aperto presso la Banca ______ del Canton Ticino, sede Locarno, dal signor ______.
Il conto recava denominazione "______". Io questi soldi non li ho mai
utilizzati e non ho mai effettuato dei prelevamenti per mio conto, sebbene
avessi la procura. Del conto ______ si occupava ______. Non so però cosa ______
facesse con quel conto e non mi interessava. Questo conto è mio ma non è mio.
Riguardo ai prelevamenti da me effettuati sul conto ______, ribadisco che
furono 3 o 4: uno di CHF 50'000.--, uno CHF 7'000.--- e uno di CHF 3'000.--;
tutte le volte consegnai i soldi a mia madre." (VI PP ______ 2.10.2001 AI B.5.)
15.6
Le ragioni
dell'agire di ______
a) Circa
l'interesse di ______ nell'operazioni addebitate alla signora AC1, si osserva
che quest'ultimo ha sempre sostenuto di avere agito senza alcun interesse
economico.
" Io non ho in alcun
modo beneficiato di questa somma o di parte di questa somma. La signora AC1mi
ha in ogni caso dato poi incarico di gestirle questi soldi a partire dal suo
conto. Ripeto che ne io ne mia moglie ne abbiamo beneficiato economicamente né
direttamente né indirettamente." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3.)
Facendo riferimento poi
all'ultimo dei prelevamenti effettuati dalla signora AC1sul conto della signora
______, ______ ha dichiarato che gli affari gli andavano bene e non aveva certo
bisogno dei soldi della ______ o della signora AC1.
" Tengo a sottolineare
che nel 1999 gli affari andavano bene in generale e anch'io non avevo alcun
problema di ordine finanziario. Non avevo certo bisogno dei fr. 20'000.-- della
signora ______ o della signora AC1. Rammento una volta di più che i problemi
sono sorti solo nel 2001 in seguito al tracollo dei mercati finanziari
conseguente all'attacco alle torri gemelle a New York." (VI PP ______
14.6.2004
AI B.7.)
Pure
l'accusata ha confermato di non aver mai dato dei soldi al signor ______:
"
A domanda del difensore l'imputata risponde di non avere mai dato
soldi al signor ______ provenienti dalla signora ______e che nemmeno il signor ______
gliene ha fatto richiesta." (verb. dib.
pag. 7)
b) Ciò posto la
Corte ha accertato che, indipendentemente dalla ragione resa da ______, non
solo fu lui a consigliare alla AC1di aprire un conto cifrato:
" Fui io a consigliare
alla signora AC1di aprire un conto cifrato e questo principalmente perché si
trattava di soldi in "nero". (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
"
Preciso ancora che fui io a suggerire alla signora AC1di aprire
un altro conto presso la BdS e di versare i 120'000 CHF prelevati dal conto ______.
" (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)
Ma
soprattutto fu lui ad imporre alla suocera che le somme provenienti dal conto
corrente della signora ______ non dovevano uscire dalla Banca ______.
"
Quando prelevai i fr. 120'000.-- (100'000.-- + 20'000.--) nel
mese di ottobre 1998 non li ebbi in mano fisicamente; di fatto mi recai in
banca e mi incontrai con ______; fu lui a dirmi che dovevo aprire un nuovo
conto cifrato che venne poi denominato ______ e dove avrei dovuto versare
questi soldi. Egli mi disse che dalla banca non doveva uscire nulla." (VI PP AC1 9.4.2002 AI B.6)
Quindi non si è limitato a
suggerire l'apertura di un conto presso la Banca ______, ma ne ha imposto
l'apertura. Il conto ______ rientrava nei conti di gestione di ______.
Fu poi ancora ______ a
decidere di estinguere il conto ______ e far confluire gli attivi sul conto ______
al fine di sottrarre alla comunione ereditaria gli attivi confluiti sul conto ______.
"
Non abbiamo detto prima che questi soldi erano stati collocati su
un conto intestato alla signora AC1perché temevamo che sarebbero stati
rivendicati dalla successione." (VI PP ______ 21.9.2001 AI B.3)
Anche il conto ______
faceva parte dei conti che ______ aveva in gestione.
" Il conto della
signora AC1è quindi stato estinto e quindi tutti gli averi sono stati
trasferiti alla figlia. Io gestisco pure il conto di questa figlia. Lei è
l'avente diritto economico di quel conto. Attualmente il denaro è stato
investito in azioni: il valore attuale si aggira attorno ai 150-200'000 CHF. La
figlia ______era evidentemente al corrente del fatto che i soldi provenivano da
un conto AC1e, prima, dal conto ______. Si tratta di un conto cifrato a nome ______."
(VI
PP ______ 21.9.2001 AI B.3)
In realtà il
denaro non era solo investito in azioni ma anche in derivati e proprio a causa
di questo genere di investimenti il conto ______ registrò delle perdite.
Lo stesso ______
ha affermato che il conto ______ registrò delle perdite dovute alle operazioni
con derivati.
" Io effettuai
operazioni con derivati sul conto ______, il quale registrò poi anche delle
perdite di queste stesse operazioni." (VI PP ______ 14.6.2004 AI B.7.)
AC1in aula
ha confermato non solo le perdite ma ha dichiarato che tutti gli attivi
esistenti sul conto ______ andarono in fumo a seguito della politica di
investimenti operata dal genero.
A tal
proposito è doveroso stigmatizzare che nel mese di settembre del 2001, ovvero
contestualmente alle dichiarazioni rese da ______ davanti al Procuratore
pubblico secondo cui:
" Attualmente il denaro
è stato investito in azioni: il valore attuale si aggira attorno ai 150-200'000
CHF",
il conto in
franchi svizzeri ______ (limite di credito fr. 100'000.--) registrava una
posizione debitoria di fr. 1'266'627,08.
Il valore
dei titoli a garanzia di tale conto era valutato al 31.12.2000 in fr.
124'510.-- (cfr. estratto di deposito pegno
intestato a ______ cinquecentoventiquattro al 31.12.2000). Non vi è per contro
agli atti l'estratto relativo al 31.12.2001.
Considerato, in diritto:
1.
Secondo l’art. 138
n. 1 cpv. 2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo
valori patrimoniali affidatigli è punito con la reclusione sino a cinque anni o
con la detenzione.
Se ha commesso il fatto in
qualità di curatore, il colpevole
è punito con la reclusione sino a dieci anni o con la detenzione (art. 138 n. 2
CP)
L’impiego indebito deve
essere ammesso unicamente quando “le azioni dell’autore riflettano la volontà
di non adempiere ai propri obblighi nei confronti del mandante” (Stratenwerth,
BT I, §13 n. 58; Rehberg, Z 92, 39; così come Schultz, ZBJV 109 [1973] 417 e ss.;
nel risultato anche DTF 98 IV 33 collegato a Noll, Z 71 [1956] 164 e ss., DTF
121.
IV 25; 119 IV 128, Corboz, Les infractions principales, I, ad art. 138, n.
22).
Da un punto di vista
soggettivo l'autore deve avere agito intenzionalmente con lo scopo di procurare
a sé o a terzi un indebito profitto.
Quest'ultima condizione è
realizzata quando la persona che aveva l'incombenza di tenere a disposizione
dell'avente diritto il bene affidato, ne fa uso a proprio profitto o a profitto
di un terzo senza avere la volontà e la disponibilità - nel senso della
possibilità - di restituire immediatamente la somma (6S.66/2005 del 14.4.2005;
DTF 118 IV 27). Se doveva tenere il bene affidato a disposizione dell'avente
diritto per una data determinata oppure entro un termine prestabilito, egli
deve avere la volontà e la possibilità di restituirlo alla data prestabilita o
alla scadenza prevista a questo scopo (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 118 IV
27).
Il presupposto soggettivo
dell'agire con lo scopo di procurare a sé o ad altri un indebito profitto viene
a cadere se, al momento dell'impiego illecito del bene affidato, l'autore ne
paga il controvalore (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 107 IV 166). Lo stesso vale
se egli aveva in ogni momento oppure alla data prestabilita, la volontà e la
possibilità di farlo (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 118 IV 32). Lo stesso vale
anche nel caso in cui l'autore metta in compensazione una sua pretesa nei
confronti dell'avente diritto dei beni affidati (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF
105.
IV 29)
Non v'è intento di
conseguire un indebito profitto nel caso di chi si appropria di una cosa
esclusivamente per soddisfare, o tentare di soddisfare, un proprio credito
d'importo almeno pari al valore della cosa di cui si appropria. Se l'agente ritiene
fermamente, ma erroneamente, che tale condizione sia adempiuta può essere
applicato nei suoi confronti l'art. 19 CP (DTF 105 IV 29)
L'assenza rispettivamente
il ritardo di una dichiarazione di mettere in compensazione, benché possa
costituire un indizio importante di assenza di una vera volontà di compensare,
non è per contro determinante (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 105 IV 29). L'onere
della prova della volontà di compensare spetta all'autore che nega di avere
avuto al momento dell'appropriazione l'intento di conseguire un indebito
profitto (SJ 1996 p. 482)
L'intento di indebito
profitto può essere realizzato per dolo eventuale (6S.66/2005 del 14.4.2005;
DTF 118 IV 32) ovvero quando il profitto appare all'autore come possibile e,
benché non lo desideri espressamente, egli accetta il caso in cui ciò si
produca (6S.66/2005 del 14.4.2005; DTF 105 IV 29; 123 IV 155; 121 IV 249)
2.
Secondo l’art. 251
CP è autore colpevole di falsità in documenti, ed è punibile con la reclusione
sino a cinque anni o con la detenzione, colui che al fine di nuocere al
patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri
un indebito profitto, forma un documento falso od altera un documento vero,
oppure abusa dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico
per formare un documento suppostizio, oppure attesta o fa attestare in un
documento contrariamente alla verità un fatto di importanza giuridica o fa uso
a scopo d’inganno di un tale documento.
Secondo l'art. 317 CP è
autore colpevole di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari,
ed è punibile con la reclusione sino a cinque anni o con la detenzione, i
funzionari o i pubblici ufficiali che intenzionalmente formano un atto falso od
alterano un atto vero (cpv. 1). Lo stesso vale per i funzionari o i pubblici
ufficiali che intenzionalmente, in un documento attestano in modo contrario
alla verità un fatto di importanza giuridica.
Il tutore ufficiale, ma
anche il curatore, che redige un inventario e presenta i conti nonché le
relazioni previsti dal diritto tutorio, agisce in qualità di funzionario. È
quindi reo di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari
qualora ometta di indicare nell'inventario destinato alle autorità di tutela
l'esistenza di beni appartenenti al proprio pupillo (DTF 121 IV 216, JdT 1997
IV 70, NZZ 1995 I N 215).
3.
Ciò
che una persona sa e vuole è una questione di fatto. Ed è nei fatti accertati
che il giudice deve ricercare la volontà dell’autore.
3.1
Quo ai primi due prelevamenti.
a) Come visto è stato accertato
che fino al 20 settembre 2001 e meglio fino al primo verbale d’interrogatorio
davanti al PP, sia ______ sia AC1 hanno sempre sostenuto che si trattava di
soldi prelevati per conto della signora ______, la quale li avrebbe poi a sua
volta donati a terzi sconosciuti per beneficenza. Tesi evidentemente fallace,
architettata con l’evidente scopo di nascondere le vere finalità di quel
prelievo e meglio di impossessarsi del denaro della curatelata, sostenuta fino
a costo di pagare, come è stato il caso, ben CHF 28'050.- a titolo di imposta
di donazione. Come visto, consci del fatto che il Ministero pubblico avrebbe
evidentemente scoperto, a mano della documentazione bancaria di ______ relativa
al conto di spettanza dell’accusata, pure l’accredito di CHF 120'000.-, la AC1ed
il genero hanno repentinamente, il giorno dopo, cambiato versione affermando
che si sarebbe trattato di una donazione in vita, da loro sottaciuta per
ragioni fiscali. Sennonché di tale donazione non vi è traccia cartacea in atti.
Al riguardo AC1, tra le tante menzogne raccontate, in aula ha pure preteso che
la donazione sarebbe per lei intervenuta già con la sottoscrizione della
procura post mortem del 14 dicembre 1995, salvo poi contraddirsi con la precisazione
che quella procura non aveva quale fine la donazione bensì doveva costituire un
documento che doveva servire a sbrigare affari correnti, in caso di necessità “Il
senso della procura era che se un giorno lei non poteva andare in banca per
praticità ci potevo andare io. Questo per desiderio della signora ______. A
precisa domanda a sapere se ci sono altri motivi per i quali fu allestita la
procura del 14.12.1995 rispondo che a mia conoscenza.” (verb. dib. p. 2).
b) Per quel che è della
rimunerazione per l’impegno profuso a favore dell’anziana, vi è da rilevare che
da un lato l’imputata aveva, sia che sia, accettato di lavorare quale donna
tutto fare con una remunerazione di fr. 400.-/600.- al mese senza che ne fosse
evidentemente costretta e, dall’altro non è mai stata questione di
compensazione di un presunto credito a tale titolo per i prelevamenti
antecedenti la morte, per i quali l’accusata, dopo aver sostenuto che i soldi
erano stati prelevati dietro indicazione della signora ______che li avrebbe poi
destinati a terzi sconosciuti, ha affermato che si sarebbe trattato di soldi
già donatile dall’anziana.
Al riguardo AC1(e anche
gli altri membri della famiglia sentiti in istruttoria) ha senz’altro esagerato
nel riferire i termini dell’impegno svolto a favore dell’anziana,
enfatizzandone le conseguenze, fino a sostenere, e con lei il ______, che
l’invadenza della ______e la situazione creatasi a fronte dell’assillante
presenza dell’anziana nella sua vita, sarebbe la causa della dissoluzione della
loro relazione sentimentale. Circostanza smentita però nei fatti dalla stessa AC1allorquando
ha precisato che il suo trasloco è avvenuto ben nove mesi dopo il decesso della
______e meglio in corrispondenza dell’ultimo prelevamento di fr. 20'000.-
destinati appunto alle spese di trasloco. Aggiungasi che, dalle cartelle
sanitarie dell'ospedale Valmaggese nemmeno emerge che, contrariamente
all'assunto dell'accusata, la stessa fosse quotidianamente al capezzale
dell'anziana signora.
c) Quanto all’interesse di ______
dapprima a raccontare del prelievo su ordine della ______che avrebbe poi
destinato il denaro a terzi e, successivamente, a narrare della donazione a AC1,
è apparso fin troppo evidente. Come visto egli è stato il regista principale di
tutta l’operazione. Poco importa che non ne abbia beneficiato personalmente,
fermo restando che per lui la cosa principale era che i soldi non uscissero da ______
(consid. 15.6), dove lui operava. E, sul conto ______ 524, dove sono poi in
definitiva confluiti gli averi provenienti dal conto della ______, egli ha poi
eseguito quelle operazioni speculative di cui dovrà rispondere. Del resto lo
stesso ______ ha, come visto, ammesso di non aver riferito del collocamento dei
soldi di ______su un conto della suocera, per timore che venissero rivendicati
dalla successione (condis. 15.6, b).
d) E ______ non è l’unico ad
avere avuto interesse a non raccontare la verità. ______ in definitiva, da
tutta la vicenda, ha ricavato un’automobile di non poco valore, una Mercedes
che ha finito poi per commutare con una Golf nuova oltre ad un saldo in danaro
contante di fr. 10'000.- che ha dato alla AC1. La moglie di ______ aveva
anch’ella un interesse evidente a far apparire la ______come ossessiva, onde
giustificare l’asserito impegno del marito a suo favore. Quanto alla figlia ______
é vero che ha riferito di avere sentito spesso la signora ______dire che
avrebbe lasciato in eredità alla madre il suo patrimonio, ma altrettanto vero
che ha altresì dichiarato di non vederla spesso e di non intrattenere con lei
un rapporto stretto. Decisiva é comunque la circostanza emersa dal suo stesso
interrogatorio che le sue principali preoccupazioni sono quelle di non farsi
coinvolgere nelle attività del cognato in relazione al conto ______ di cui era beneficiaria.
e) Per contro tutte le altre persone
sentite in istruttoria hanno dal canto loro riferito, a proposito della signora
______, di una persona certo attenta, tirchia e a volte mutevole, senza
tuttavia descriverla come ossessiva, al punto da richiedere quell’impegno e
quelle energie che AC1vorrebbe far credere. Anzi, essi hanno pure precisato che
era poco incline a fare donazioni (cfr. VI PP ______ 9.5.2001, p. 3 ultimo
capoverso), circostanza peraltro confermata, nei fatti, dalla stessa AC1allorquando
ha riferito che, in occasione del matrimonio di sua figlia, le ha regalato fr.
100.
-. Rilevasi al riguardo che anche il teste ______ ha riferito di regali
annuali di fr. 10.- (dieci!) da spartirsi fra 10 nipoti. Tutti i testi hanno
riferito di non essere a conoscenza di donazioni a terzi di importi cospicui da
parte della ______che peraltro non era certo una donna solita effettuare questo
genere di liberalità, contrariamente a quanto vuol far credere l'imputata,
senza minimamente sostanziare la sua tesi. D’altra parte nulla in atti e dalle
risultanze dibattimentali permette di affermare che ella abbia mai donato,
peraltro senza nemmeno lasciare nulla di scritto, a terzi importi consistenti,
nemmeno a favore di chi, come ad esempio i coniugi AC1, si era prodigato in suo
favore. A favore degli stessi, per contro, aveva lasciato una disposizione di
ultima volontà con la quale li beneficiava di un legato di CHF 10'000.- a
testa.
f) Anche sulle circostanze
del prelevamento di fr. 100'000.- il 1. ottobre 1998, nella misura in cui ha
preteso che la ______avrebbe chiamato in banca per preavvisare l’operazione, AC1ha
mentito: è lo stesso ______, nel suo verbale del 14 giugno 2004, a non
confermare la circostanza relativa a quella telefonata, della quale non vi è
nemmeno traccia nei documenti bancari nonostante si tratti di un importo
consistente, per il cui prelevamento, un diligente funzionario di banca, al di
là della procura, è solito cerziorarsi della reale volontà del titolare.
g) Tornando alla procura,
secondo AC1già con la firma della stessa si sarebbe materializzata la volontà
della ______di donarle il denaro depositato. Sennonché, come visto, la stessa AC1ha
precisato in aula che le finalità di quella procura erano altre: non di donare
gli averi in conto ma di farne uso, nell’interesse della titolare, in caso di
bisogno.
h) A mente della difesa la
tesi della donazione troverebbe analogie e, quindi, indiretto riscontro con
l’agire della signora ______nei confronti dei coniugi AC1, nella misura in cui,
fintanto che era vigente la procura post-mortem, per la signora ______non
sarebbe stato necessario allestire un testamento poiché i soldi già erano del
beneficiario, tant’è che fino ad allora ______non ha ritenuto di allestire
disposizioni di ultima volontà a favore del titolare della procura. Falso. E'
stato accertato che fino al 31 gennaio 1994 era titolare di un conto presso la ______
di Lugano su cui AC1 disponeva della procura individuale post mortem. E’ inoltre
stato accertato che l’anziana nell’aprile 1997 consegnò al sig. AC1 l’importo
di fr. 30'000.- che questi versò, il 21 aprile di quell’anno, su un conto da
lui aperto a nome della signora ______presso la Bank in Langnau. Questi soldi
erano stati dati dalla signora ______ad AC1 affinché questi li gestisse. Poi,
nel settembre dello stesso anno, senza che vi fossero state particolari
movimentazioni sul conto, ______fece trasferire la somma sul suo conto presso ______
Locarno. Già il 30 settembre 1993, allorquando la relazione bancaria presso la
Bank in Langnau ancora nemmeno era stata aperta e ancora non era chiusa la
relazione presso la ______ su cui, come visto, AC1 aveva la procura, la signora
______aveva allestito una disposizione olografa secondo la quale, in caso di
morte, il prestito fatto al ______ di fr. 200'000.- sarebbe passato a AC1: “Im
Todesfall wird das Darlehen zu Gunsten von Herrn AC1 in Langnau übertragen”
(disposizione olografa 30.09.93 in calce al contratto di prestito 19.02.93).
Successivamente, il 5 ottobre 1995, ______aveva pure allestito un’altra
disposizione olografa nella quale confermava che, essendo senza eredi, nel suo
testamento aveva lasciato un legato di fr. 10'000.- a testa a favore dei
coniugi AC1 “Bestätigung. Unterzeichnete ist ohne Erben und hat
im Testament je 10'000.- eingetragen 1. Frau AC1 2. AC1 im Langnau für stete
Hilfe“. Segno evidente che la signora sapeva perfettamente come agire in
relazione al suo patrimonio in caso di morte, cosa significava una procura post
mortem, che non andava confusa con una donazione e che, se intendeva esprimere
un desiderio per causa di morte, allestiva un testamento olografo. Così ha
fatto con i coniugi AC1, mentre così non ha fatto con AC1. E la disposizione di
ultima volontà del 30 settembre 1993 (peraltro mai revocata) é stata allestita
allorquando la procura post mortem sul conto in ______ ancora era in vigore.
Altro che analogie!
i) Quanto alle condizioni di
salute di ______si ha, come visto, che già il 17 luglio 1998 l’anziana,
ricoverata presso l’ospedale di Cevio, era in condizioni psicofisiche tali da
non essere in grado di gestire i suoi interessi economici (cf. certificato
medico 17.07.98 dott. ______; dichiarazione assistente sociale ospedale
valmaggese e verbale MP ______ 15.05.01), al punto da giustificare l’istituzione
di una curatela. Segno evidente che non era più in grado di determinarsi
autonomamente circa la destinazione del suo patrimonio. E’ ben vero che,
successivamente, emergono due nuovi prelevamenti eseguiti dalla signora ______il
28.
luglio 1998 (fr. 30'000.- dal conto in ______) e il 16 settembre 1998 (fr.
30'000.- dal conto ______), di cui però non sono note le circostanze e meglio
si sa solo che la donna è stata in banca a prelevare (accompagnata da chi? Per
quali fini? Come sono stati impiegati quei soldi? Per pagare cosa?, ecc), ciò
che ancora nulla dice circa le sue capacità di agire. Aggiungasi di poi che,
successivamente, la donna non ha più eseguito operazioni sul conto e i
prelevamenti successivi, gli unici che risultano dagli estratti conto, sono
quelli oggetto del presente procedimento.
l) Come visto la curatela è
stata istituita il 18 settembre 1998. Il 29 settembre successivo AC1ha aperto
il conto ______ a lei intestato in ______. In quell’occasione, per sua stessa
ammissione, le tremò la mano. Il 30 settembre ha consegnato l’inventario alla
DT di Locarno senza fare menzione del conto ______ già intestato alla
curatelata. Il giorno dopo (dicasi: il giorno dopo!), e meglio il 1. ottobre
1998.
viene effettuato il prelevamento dal conto ____________ in ______ di fr.
100'000.- che vengono accreditati il giorno stesso sul conto ______ di AC1in ______.
Questa consecutio temporis di straordinaria linearità la dice lunga sul disegno
criminoso di AC1(e del suo complice): dapprima ha preparato il campo aprendo il
conto a suo nome, poi ha presentato l’inventario della curatelata alla DT
sottacendo l’esistenza degli averi dell’anziana ed il giorno dopo si è
appropriata di parte di tali averi non dichiarati depositandoli sul suo conto
aperto due giorni prima. Il tutto con un solo fine possibile e meglio quello di
appropriarsi indebitamente dei soldi della curatelata. Al riguardo le
argomentazioni della difesa circa l’illogicità di aver prelevato, nell’ipotesi
accusatoria, soltanto una parte degli averi, sono inconferenti: certo è infatti
che il conto della donna è rimasto segreto e quindi non si appalesa necessario
vuotarlo completamente in una sola occasione.
m) Pretendere, come fa la
difesa, che quei soldi le sarebbero stati destinati per causa di morte, è,
ancora una volta, cercare di confondere le carte. Al riguardo basta infatti la
constatazione che i prelievi in questione sono avvenuti allorquando ______ancora
era in vita!
n) A mente della difesa
l’esistenza del conto ______ di ______in ______ sarebbe stata sottaciuta per
esigenze di natura fiscale. Ancora una volta AC1mente. A parte il fatto che AC1ha
ammesso di aver prelevato ed incamerato i primi fr. 120'000.-, forza è
constatare come l’accusata ha accettato, il 7 novembre 2000, ossia molto prima
di raccontare la verità circa il destino dei due prelevamenti di complessivi
fr. 120'000.-, una transazione con le autorità fiscali mediante la quale si è
assunta il pagamento di ben fr. 28'050.- quale imposta di donazione in virtù
del principio della responsabilità solidale "non essendo stato possibile
risalire ai donatari". Questa assunzione di debito altrimenti non si
spiega se non con la volontà dell’accusata di mascherare la vera destinazione
dei soldi prelevati dal conto della ______quando ancora viveva e non già per
aggirare il fisco, giacché proprio al fisco è stato accettato di pagare la
somma di quasi fr. 30'000.-.
Lo stesso dicasi
relativamente alla circostanza che, in occasione della firma dei documenti di
apertura del conto ______ a AC1tremò la mano: non già perché sapeva di fare una
cosa scorretta dal profilo fiscale, bensì perché sapeva che stava
appropriandosi degli averi della sua curatelata. La semplice apertura del
conto, da sola, non costituiva ancora un illecito fiscale, tale da giustificare
il tremorio delle mani. Diverso sarebbe stato il caso in cui tale tremore fosse
sopraggiunto al momento dell'allestimento della sua personale dichiarazione
fiscale nella quale avrebbe omesso di dichiarare tali averi. Del resto,
relativamente alle pratiche fiscali, non le tremò la mano allorquando accettò
il citato accordo con l’ufficio imposte di donazione e successione.
o) Alla luce degli accertamenti
fattuali di cui ai considerandi in fatto ed alle considerazioni testè esposte,
ne va tratta l’unica conseguenza logica e possibile e meglio che l’anziana non
ha mai espresso né fatto intendere di voler donare, né mai ha donato, a AC1gli
importi oggetto dei due prelevamenti di complessivi fr. 120'000.- eseguiti
allorquando ancora era vita: nulla in atti e dalle risultanze dibattimentali
permette anche solo di dubitare che nell’anziana vi fosse il benché minimo
animus donandi a favore della AC1.
3.2
Quo ai (4)
prelevamenti dopo il decesso.
a) E’ stato accertato che, con
il prelevamento di 19'737,98 U$, l’importo complessivo dei quattro prelevamenti
post-mortem si aggira attorno ad una cifra (fr. 120'000.-) analoga a quella
relativa ai due prelevamenti illeciti effettuati prima del decesso della
signora ______.
b) Come visto ______ha lasciato
diverse disposizioni di ultima volontà. Nessuna di queste contiene anche solo
una piccola clausola a favore di AC1. Ciò dimostra innanzi tutto come
l’anziana, finché ne ha avuto la capacità, ha sempre inteso disporre del suo
patrimonio in caso di decesso e, se non ha indicato la AC1tra i suoi
beneficiari è semplicemente perché non voleva lasciarle dei suoi averi. Per il
resto è emerso, come visto, che l’unico accordo passato con l’accusata,
consisteva nell’assisterla per 400.-/600.- CHF al mese. Punto!
c) Quanto alla pretesa per il
lavoro svolto a favore della signora ______la Corte ha accertato che AC1ha
certamente dedicato del tempo all’anziana, ma questo tempo era concordemente
remunerato con il versamento di ca. fr 400/600.- al mese, a seconda dei mesi. AC1non
ha mai manifestato, prima del decesso della signora ______, alcuna pretesa
riguardo a sue prestazioni fornite allorquando l’anziana era ancora in vita e
mai onorate. Dall’inventario prodotto alla DT di Locarno, presentato come visto
meno di un mese e mezzo prima della morte della signora ______, nulla emerge al
riguardo. Orbene, se davvero avesse vantato (o anche solo inteso vantare) un
credito nei confronti della curatelata per il lavoro svolto a suo favore,
qualsiasi persona dotata di un minimo di senno (e la AC1era assistita dal
genero, vice-direttore di un importante istituto bancario) l’avrebbe inserito
nell’inventario alla voce passivi, tanto più che, a suo dire l’assistenza
prestata si estendeva su più anni ed aveva richiesto un impegno fuori dal
comune tanto da diventare la causa dello scioglimento della sua relazione
sentimentale con il ______. Il non averlo fatto è segno evidente che AC1non
solo non intendeva far valere alcun credito, ma anche che tale credito in
realtà non esisteva e non è mai esistito.
d) Non tragga in inganno poi la
transazione intervenuta con l’amministratore della successione avv. ______, il
quale ha riconosciuto alla AC1, in data l’importo, in via transattiva, di fr.
80'000.- a fronte di una pretesa finale di CHF 120'000.-. Dallo scambio di
corrispondenza in atti fra l’amministratore della successione e l’avv. ______
allora patrocinatore di AC1nonché dall’audizione in aula del primo, si ha che
il 10 febbraio 2000 l’avv. ______ ha avanzato una pretesa di fr. 120'000.- mentre
in passato l’accusata ne aveva richiesti 48'000.- quale compenso per l’impegno
profuso a favore della ______(cf. dichiarazione AC130 marzo 1999 redatta su
carta intestata dell’avv. ______). Con scritto 29 marzo 2000 l’avv. ______, nel
frattempo accortosi dei primi due prelevamenti di complessivi fr. 120'000.-
eseguiti da AC1sul conto della ______ancora in vita, ha chiesto spiegazioni al
patrocinatore dell’accusata. Ne discende che, a non averne dubbi, l’importo di
fr. 120'000.- indicato dall’avv. ______ nel suo scritto 10 febbraio 2000 faceva
riferimento ai 120'000.- CHF prelevati dopo il decesso (cifra arrotondata per
difetto) di quelli prelevati prima del decesso ancora non si sapeva. Le parti
sono quindi giunte all’accordo 26 aprile 2000 che prevedeva la restituzione da
parte di ______ dell’intero prestito di fr. 200'000.- ed il contestuale
riconoscimento di una pretesa per spese ed onorari di fr 20'000.- nonché la
restituzione da parte di AC1dei 120'000.- CHF prelevati dopo il decesso,
deduzion fatta di fr. 80'000.- riconosciutile in via bonale per le sue
prestazioni a favore di ______. La restituzione è poi avvenuta mediante
versamento di data 2 maggio 2000 (cf scritto 17.04.01 avv. ______ a Ministero
Pubblico). Così l’avv. ______ in aula:
"
Come si evince dal mio scritto
17.4.2001
al MP, a quel momento ______ aveva già restituito complessivi fr.
95'000.--. Ne rimanevano ancora fr. 105'000.--. Come da accordo gli vennero
riconosciuti per onorari e spese fr. 20'000.-- da qui il saldo di fr. 85'000.--
indicato al punto 3 dello scritto 26.4.2000.
Per quanto riguarda la signora AC1,
le vennero riconosciuti come al punto 2 dello scritto citato, fr. 80'000.--.
Questo importo è stato dedotto dall'importo di fr. 120'000.-- e quindi a favore
della successione è rimasto un credito di fr. 40'000.--.
Questi due importi (fr. 85'000.-- +
fr. 40'000.--) per complessivi fr. 125'000.-- sono stati versati conformamente
all'accordo il 4.5.2000, come da me indicato nello scritto 17.4.2001 al MP. Io,
al momento dell'accordo, non sapevo quanto esattamente la signora AC1aveva
prelevato.” (verb. dib. p. 4-5).
Presupposto di
quell’accordo era, ovviamente, l’ammissione da parte dell’amministratore che i
primi CHF 120'000.- erano effettivamente stati dati a ______e da questa donati
a terzi, e non certo che li avesse incamerati proprio AC1. Del resto, come
visto, fino al verbale del 21 settembre 2001 reso davanti al PP, AC1e ______
avevano sempre sostenuto la tesi della donazione a terzi, tant’è che ancora il
7.
novembre 2000 l’avv. ______ aveva dichiarato, davanti alle autorità fiscali,
l’accordo della sua cliente ad assumersi le relative imposte di donazione
ammontanti a fr. 28'050.-. Al riguardo sempre l’avv. ______ in aula:
"
L'accordo
è stato fatto sulla base della cifra di fr. 120'000.-- indicata dall'avv. ______.
Prendo atto che non è logico che si trattasse dei primi fr. 120'000 che
sarebbero finiti, per le conoscenze che avevo a quel momento, in base alle
informazioni fornitemi dalla signora AC1e dall'allora suo patrocinatore, nelle
mani della signora ______e poi da questa ad anonimi donatari, su cui la signora
AC1si era pure impegnata a pagar fr. 28'050.-- quale tassa di donazione.” (verb. dib. p. 5)
Stanti tali accertamenti
il disegno truffaldino emerge in modo evidente: AC1ha dapprima sottaciuto dei
primi prelevamenti, una volta scoperti ha affermato che si trattava di soldi
consegnati alla signora ______da destinare a terzi cosicché, complice anche la
confusione dettata dalla corrispondenza degli importi prelevati prima e dopo la
morte (120'000 i primi e approssimativamente 120'000.- i secondi), ha potuto
trovare un accordo soddisfacente con l’amministratore della successione nel
quale da un lato faceva apparire la volontà di restituire parte del maltolto e
dall’altra poteva conservare i primi 120'000.- grazie alla menzogna di averli
dati alla ______(cf anche scritto 2 maggio 2000 dell’avv. ______ alla DT di
Locarno), salvo poi, per evitare ulteriori disagi, assumersi il pagamento delle
imposte di donazione. Il tutto, come detto, sottacendo di aver incamerato i
primi 120'000.- franchi.
Ne discende che la
transazione mediante la quale è stata riconosciuta una pretesa di fr. 80'000.-
a favore di AC1altro non è stato che un accordo bonale senza che da parte
dell’amministratore fossero stati esperiti ulteriori accertamenti, sulla
fondatezza della stessa. La sua maggiore preoccupazione era infatti da un lato
evitare che la successione dovesse poi accollarsi anche le imposte di donazione
sui primi prelievi e dall’altro che si potesse giungere ad una rapida
liquidazione di ogni pendenza. Non è questa la sede per sindacare sull’operato
dell’amministratore e meglio se rientrasse nelle sue competenze allestire una
transazione di questo tipo senza l’autorizzazione dell’autorità di sorveglianza
e soprattutto se fosse legittimo ritenere il ______ quale erede istituito senza
la notifica di tutte le disposizioni di ultima volontà a tutti gli eredi legali
(non solo quelli necessari) che il Pretore avrebbe eventualmente dovuto
indicargli (art 559 CC e 83 LAC); certo è che, sia che sia, l’avv. ______ ha
ritenuto il sig. ______ quale unico erede istituito ed è a lui che ha chiesto
l’accordo di agire in tal senso. ______, che nulla pretendeva dalla successione
se non di poter poi destinare il saldo finale ad enti di beneficenza, come poi
ha fatto, ha dato il suo accordo senza sindacare sulla destinazione dei primi
120'000.- franchi. In altri termini, non vantando pretese personali, egli ha di
fatto manifestato un certo disinteresse, accontentandosi di raccogliere quanto
rimaneva da destinare poi in beneficenza. Ecco spiegato perché, in fondo, non
vennero esperiti ulteriori e più puntuali accertamenti, al momento della firma
della transazione, in relazione alla vera destinazione dei soldi prelevati da AC1prima
della morte di ______. Così infatti l’avv. ______ in aula:
"
ADR il signor ______ ha rinunciato
a fungere da esecutore testamentario. ADR che tutte le decisioni che prendevo,
le sottoponevo al signor ______ come erede istituito. Questo anche per quanto
concerne gli accordi presi con la signora AC1e con il signor ______. Alla fine
il signor ______ ha ricevuto l'importo di fr. 35'447.-- oltre al legato e li ha
destinati tutti in beneficenza." (verb. dib. p. 5)
Tutto ciò considerato si
deve concludere che, al momento dell’effettuazione dei prelevamenti eseguiti
dopo la morte della ______, AC1non ha agito in compensazione di una pretesa
liquida e fondata o che riteneva tale, bensì per “spazzare il conto”
appropriandosi degli averi ivi depositati.
3.3
Dal profilo soggettivo
non vi sono dubbi che AC1ha agito intenzionalmente. Lo dimostrano ancora una
volta sia le modalità di prelevamento con la precedente apertura del suo conto ______
su cui sono stati accreditati parte degli averi della curatelata e la
straordinaria concordanza di date tra l’apertura del conto ______ e l’accredito
sullo stesso, nonché l’assenza di qualsiasi atto che dimostri l’animus donandi
della ______sia in vita che per causa di morte. Inoltre, per i prelevamenti
eseguiti prima del decesso, evidente è risultato lo scopo del mancato
inserimento nell’inventario alla DT di Locarno del conto ______ in ______ e
meglio per sottacere che già aveva preparato il campo per impadronirsi degli
averi della ______con l’apertura del conto ______. Per quelli dopo il decesso ______sapeva,
a partire almeno dall’incontro del 30 marzo 2000 con l’avv. ______, che non era
più autorizzata ad eseguire atti di disposizione sul patrimonio della defunta.
Ciononostante ha prelevato ulteriori fr. 20'000.- il 18 agosto 1999! Per quel
che è dei tre prelevamenti post mortem precedenti l’ultimo, stanti gli
accertamenti fattuali di cui si è detto, non vi sono dubbi che AC1sapeva
perfettamente che non aveva diritto di appropriarsi di quegli averi. Ne discende
che l’accusa va integralmente confermata.
3.4
La difesa ha
contestato l’applicazione dell’aggravante di cui alla cifra 2 dell’art. 138 CP
dell’aver agito in qualità di curatrice poiché era in realtà titolare di una
procura post mortem di guisa che ha agito in qualità di procuratrice sia per i
prelevamenti effettuati prima sia per quelli effettuati dopo il decesso di ______.
A torto.
Innanzi tutto va detto
che, sia che sia, a prescindere dalla procura, AC1era stata designata
curatrice. Il primo prelevamento lo ha persino eseguito due giorni dopo
l’apertura del conto ______ ed il giorno dopo la presentazione dell’inventario
alla DT, segno evidente che voleva approfittare proprio della sua funzione di
curatrice. Aggiungasi poi che AC1rivestiva entrambe le funzioni, ossia era sia
curatrice che procuratrice ed una funzione non escludeva l’altra. Per ammettere
l’aggravante infatti basta la costatazione che l’agente è il curatore e che
egli ne ha la consapevolezza.
Per i prelevamenti
eseguiti dopo il decesso va detto che la funzione di curatore non si estingue
eo ipso con il decesso del curatelato, il curatore dovendo amministrare i beni
in modo conservativo fino alla consegna agli eredi o ai loro rappresentanti,
alla designazione di un amministratore o di un esecutore testamentario (per
analogia cf. DTF 53 II 198).Ne discende che l’aggravante citata deve essere
applicata anche agli atti eseguiti dopo il decesso di ______.
4.
Per quel che è
dell’omessa indicazione nell’inventario dei beni della curatelata presentato
alla DT di Locarno, già si è detto come AC1abbia agito volontariamente in
relazione all’esistenza del conto ______ in ______ nonostante fosse stata
avvertita dalla funzionaria responsabile che avrebbe dovuto inserire anche beni
eventualmente non dichiarati al fisco.
Per quel che del conto
garanzia presso ______ oltre alla constatazione che lo stesso non è stato
inserito in inventario, al dibattimento è stato accertato che AC1ne conosceva
l’esistenza e che sapeva che, giuridicamente, i soldi depositati in garanzia
del pagamento delle pigioni appartengono all’inquilino e non al proprietario.
Ciò basta per ammettere che si è trattato di un atto intenzionale.
Quanto alla qualifica
giuridica di tali atti va detto, come evocato sopra, che l’unica differenza tra
l’art. 251 CP e l’art. 317 CP, al di là dell’identità dell’autore e
conseguentemente del bene giuridico protetto, è il fatto che il reato di
falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari, contrariamente a
quello di falsità in documenti, non necessita che l’autore abbia agito per
indebito profitto.
Nella fattispecie vi è da
ritenere che al curatore è riconosciuta, oltre all’obbligo di agire
nell’interesse della persona beneficiaria della misura, una funzione di
interesse generale (DTF 121 IV 216) a prescindere che si tratti di un tutore
che svolge le sue mansioni in quanto dipendente dell’amministrazione o meno,
determinante essendo la funzione stessa per la quale è stato designato. Ciò
posto AC1va ritenuta colpevole di aver violato l’art. 317 CP e non l’art. 251
CP, non senza precisare la questione ha avuto nella fattispecie un peso
puramente accademico, del tutto irrilevante nella commisurazione della pena.
Sia che sia, è appena il caso di precisare che, volendo applicare l’art. 251
CP, l’indebito profitto è comunque stato accertato nella misura in cui AC1ha
sottaciuto l’esistenza del conto in ______ al solo scopo di appropriarsi del
denaro ivi depositato (basterebbe al riguardo, per ammettere il reato, anche
solo se avesse agito, ma non è il caso, per sottrarli al fisco in quanto beni
non dichiarati), mentre per il deposito garanzia vi é da ritenere che
l'omissione é avvenuta nell'ambito dell'intero disegno, nella misura in cui é
convenuto all'accusata non indicare nessuno degli averi non dichiarati al fisco
("Besserstellung").
5.
Per l'art. 63 CP, il
giudice commisura la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa
del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e
delle sue condizioni personali.
La colpa dell'accusato va
innanzi tutto valutata considerando la portata oggettiva del reato
intenzionalmente commesso: considerando cioè quel che ha fatto volendolo fare,
le motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito e il
risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in ZbVJ, 1995 24).
Occorre, inoltre, considerare la situazione familiare e professionale
dell’autore, la sua educazione e la formazione seguita, l’integrazione sociale,
gli eventuali precedenti penali e, in generale, la sua reputazione. In linea di
conto entrano anche il comportamento dopo la perpetrazione del reato, la
qualità della sua collaborazione con gli inquirenti, il pentimento e la sua
volontà di emendamento (DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112
consid. 1; 116 IV 289 consid. 2a). Per contro, criteri ispirati alla parità di
trattamento con casi analoghi hanno una portata relativa (DTF 124 IV 47 consid.
2c) e le esigenze di prevenzione generale rivestono un ruolo secondario (DTF
118.
IV 350). L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il reo incorre in più
pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena prevista per il
reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più della metà della
pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale della specie di
pena. La gravità della colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della
pena.
a) Nella fattispecie ha da
essere ritenuta una colpa assai importante già solo per la gravità oggettiva
dei fatti riferita all’entità della somma maltolta. Inoltre va considerato che
l’imputata ha tradito sia la fiducia dell’anziana sia, e soprattutto, quella
della DT di Locarno, istituzione preposta all’adozione di misure a tutela delle
persone allorquando queste non sono in grado di gestire autonomamente il loro
patrimonio. Ed in definitiva è proprio di aver tradito, per meri fini di lucro
personali, per arricchirsi in modo indebito, questa fiducia che AC1deve
rispondere. A ciò aggiungasi un disegno truffaldino ben architettato,
preparato a dovere con prelievi in contanti ed accrediti sul proprio conto
cifrato, aperto due giorni prima. L’imputata ha pure sottaciuto alle autorità,
al solo scopo, per finire, di nascondere l’appropriazione indebita, fatti
importanti come l’esistenza del conto non dichiarato dalla defunta su cui
proprio il giorno dopo ha eseguito la prima operazione illecita, ha mentito
spudoratamente sulla reale destinazione dei primi prelievi inventandosi la
storiella della donazione a terzi; ha ingannato sia l'amministratore della
successione facendogli credere di aver incassato unicamente i 120'000.- franchi
provenienti dai prelevamenti fatti dopo la morte, sia le autorità fiscali
davanti alle quali si è assunta l’onere del pagamento delle imposte di
donazione al solo fine di evitare che venissero esperiti ulteriori e migliori
accertamenti, così come ha tergiversato nel presentare il proprio rapporto
morale sull’attività di curatrice, conscia dell’attività illecita commessa:
sono fatti che la dicono lunga sulla volontà di nascondere fino all’ultimo le
proprie responsabilità. Per tacere del fatto che AC1ha avuto un atteggiamento
processuale di continua negazione delle proprie responsabilità che non merita
attenuanti e, di conseguenza, sconti di pena.
Nè va infine sottovalutato
il concorso di reati nella misura in cui anche la mancata iscrizione, in
particolare del conto ______ della ______, nell’inventario presentato alla DT
di Locarno, a prescindere dalla qualifica giuridica di tale comportamento é un
elemento importante dell'intensità delinquenziale e, quindi, della colpa,
perché dimostra come l'accusata, sin dall'inizio, non solo ha inteso
appropriarsi del patrimonio della sua curatelata, ma ha pure inteso nascondere
le tracce del suo agire, nel caso in cui fosse stata chiamata a dare
spiegazioni.
b) A favore dell’imputata sono
state considerate la sua incensuratezza, la sua scarsa scolarità, la sua età
ormai prossima alla vecchiaia, le sue condizioni di salute nonchè la
constatazione che, molto probabilmente, ella non è stata la regista principale
dell’operazione.
Non è stata ritenuta
l’attenuante specifica del lungo tempo trascorso poiché, tecnicamente, i
requisiti dell’art. 64 ultimo capoverso CP non sono dati non essendo ancora
trascorsi i due terzi del periodo assoluto di prescrizione. Certo, anche il
lasso di tempo trascorso e il fatto che, da allora, non risulta che AC1abbia
mai più interessato le autorità penali, sono stati valutati attentamente dalla
corte che ha quindi considerato tali fattori quali importanti ragioni di
diminuzione della colpa e, quindi, della pena. Inoltre, a favore di AC1è pure
stato considerato che, in definitiva, pur se con finalità non proprio corrette,
una parte del maltolto è stata restituita.
Per finire non sono state
considerate le due attenuanti invocate dalla difesa dell’essere stata indotta
in grave tentazione dalla vittima poiché la signora ______non ha avuto nella
fattispecie alcun comportamento provocatorio (a meno che si voglia far passare
per incitamento la semplice sottoscrizione di una procura sul conto) ma è stata
vittima dell’eccessiva fiducia riposta in AC1(ed in ______) e dell’aver agito
ad incitamento di persona a cui deve obbedienza, poiché AC1era del tutto
consapevole di ciò che faceva e ______ in particolare, pur avendo giocato un
ruolo non trascurabile, non ha esercitato quella pressione anche solo
psicologica esatta dalla giurisprudenza per ammettere tale attenuante.
Con il che, la prognosi
non potendosi dire del tutto sfavorevole malgrado il comportamento processuale
dell’imputata, ben si giustifica di infliggerle una pena di quindici mesi di
detenzione con il beneficio della sospensione condizionale per due anni.
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti,
tranne al quesiti no. 3, 3.1., 3.2. e 3.3.;
visti gli art. 18, 19, 36, 41, 63, 64, 65, 68,
138.
n. 1 e n. 2 e 251 n. 1, 317 CP;
9.
segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
AC1 è autrice
colpevole di:
1.1
ripetuta appropriazione
indebita, aggravata
siccome ha commesso il
fatto nella sua qualità di curatrice,
per avere,
nel periodo 1.10.1998/18 agosto 1999 a Locarno
per procacciarsi un indebito profitto,
con la complicità di ______, funzionario della Banca
______ del Canton Ticino, in sei diverse occasioni,
di cui le prime due volte prima della morte e le altre dopo il
decesso della curatelata ______,
prelevando dai conti a questa intestati presso la BSCT e
trattenendo per sé somme di denaro per complessivi
fr. 242'041.--, indebitamente impiegato a profitto proprio o di
un terzo valori patrimoniali affidatigli;
1.2
falsità in atti formati da
pubblici ufficiali o funzionari
per avere intenzionalmente
attestato in un documento, contrariamente alla verità,
un fatto d'importanza giuridica e meglio per avere omesso,
in veste di curatrice, di iscrivere nell'inventario iniziale per
la curatela istituita a favore di ______,
conto BSCT n. ______ (conto corrente) avente un saldo di
fr. 47'159.--, il conto BSCT n. ______ (deposito titoli) con un saldo
di fr. 184'865.--, nonché il conto ______ cauzione affitto
n. ______ con un saldo di fr. 3'131,40 di pertinenza della
curatelata, quindi facendo apparire una composizione ed un saldo patrimoniale
diverso da quello reale;
e meglio come descritto nell’atto di accusa, prospettato in aula e
precisato nei considerandi.
2.
Di conseguenza AC1 è
condannata:
2.1
alla pena di 15 (quindici)
mesi di detenzione;
2.2
al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 500.-- e delle spese processuali.
3.
L’esecuzione della pena
detentiva inflitta alla condannata è condizionalmente sospesa con un periodo di
prova di 2 (due) anni.
4.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di
ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque
giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della
sentenza integrale.
Intimazione a:
-
-
- PP 1
- Comando della
Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali),
Via S. Franscini
3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico,
SERCO, 6501 Bellinzona
- Sezione
dell'esecuzione delle pene e delle misure, cp
238,
6807.
Taverne
- Sezione dei
permessi e dell'immigrazione, Ufficio stranieri,
6501.
Bellinzona
terzi implicati
PL 1
Per la Corte delle assise correzionali
Il presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Testi fr. 78.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 828.--
===========
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
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