72.2006.103
infrazione aggravata LFStup (importato, trasportato, venduto: 6 kg cocaina ad elevato grado di purezza)
12 ottobre 2006Italiano26 min
Source ti.ch
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Numero d'incarto:
72.2006.103
Data decisione, Autorità:
12.10.2006, PENAL
Titolo:
infrazione aggravata LFStup (importato, trasportato, venduto: 6 kg cocaina ad elevato grado di purezza)
IMPORTAZIONE O ESPORTAZIONE DI STUPEFACENTI
OFFERTA O VENDITA O DISTRIBUZIONE DI STUPEFACENTI
art. 19 cpv. 2 LSTUP
Incarto n.
72.2006.103
Mendrisio,
12 ottobre 2006/ep
In
nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dei giudici:
Claudio Zali (Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 1
AS 2
AS 3
AS 4
AS 5
con la segretaria:
Sonja Federspiel, vicecancelliera
Conviene oggi nell’aula penale di questo Pretorio
per giudicare
AC 1
e domiciliato a
detenuto dal 2 maggio 2006;
prevenuto colpevole di:
1. infrazione alla
LF sugli stupefacenti, aggravata
siccome riferita ad un
quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in
pericolo la salute di parecchie persone,
in particolare,
per avere, senza essere
autorizzato,
nel periodo maggio
2004/gennaio 2005,
tra Utrecht (Olanda),
Bruxelles (Belgio), Lussembrugo, Strasburgo (Francia), Basilea e Lugano,
detenuto, trasportato e
venduto, importandolo in Svizzera passando attraverso il valico di Basilea,
un quantitativo
complessivo di 6 chili di cocaina sostanza acquistata a credito a Utrecht
(Olanda) dal fornitore __________ al prezzo variante da € 28'000.- a € 38'000.-
al chilo ed importata in Svizzera in occasione di tre distinti viaggi
confezionata in 4 pacchetti da mezzo chilo rispettivamente in 6 sacchetti per
la terza fornitura ed occultata sotto il sedile lato passeggero della sua
vettura Opel Omega di colore blu con targa belga _____,
stupefacente consegnato al
medesimo prezzo d’acquisto ad _____e _____a Lugano che la procurarono a __________,
dietro compenso di €
3'300.- per ogni viaggio;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti art.
Fatti
19 cifra 2 LS;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 101/2006 del 23 agosto 2006, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il PP 1.
§ L'accusato AC 1 assistito dal
difensore di fiducia, DF 1
§ IE 1
Espleti i pubblici dibattimenti
- giovedì 12 ottobre 2006 dalle ore 09.30 alle ore 16.15.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria,
il quale ripercorre le fasi che hanno portato all’arresto di AC 1, reso
possibile grazie alle ammissioni di __________ e __________, già condannati per
infrazione aggravata alla LFStup. L’accusa descrive le modalità dell’agire
degli stessi.
AC 1 era uno dei fornitori
principali di __________. Essa sottolinea come __________ si sia sempre
preoccupato di disporre di cocaina di buona qualità, raramente inferiore al 60%
di purezza; sostanza che __________ faceva testare dal nipote __________, anch’egli
già condannato. Vi è quindi ragione di ritenere che la droga venduta da AC 1
fosse di qualità ben superiore alla media.
Riconosce all’accusato di
aver collaborato con gli inquirenti anche se dopo qualche iniziale reticenza;
il PP solleva però alcuni dubbi in merito a dei dettagli forniti da AC 1. Non
si capisce infatti come mai egli possa aver ottenuto quantitativi di cocaina
così elevati a credito, strano inoltre che egli abbia chiesto un credito alla
sua amica per saldare il suo debito con __________ e non già in precedenza per
risollevare la sua situazione finanziaria difficile.
Dal punto di vista
oggettivo il reato commesso da AC 1 è gravissimo; volendo ammettere un grado di
purezza del 10% si arriva comunque a 600 grammi di cocaina pura. Nel caso
concreto però vi è motivo di credere che la purezza fosse ben superiore,
ammettendo una purezza media di 40%/50% si arriva a 2.4/3 kg di cocaina pura.
Egli ha delinquito
unicamente a scopo di lucro. Grave il suo agire reiterato. Solo l’arresto ha messo
fine al suo delinquere. Poco dopo aver effettuato le sue consegne in Svizzera
egli è stato arrestato in Germania sempre per traffico di cocaina. In
precedenza era egli già stato in carcere in Croazia per traffico di ecstasy,
questa esperienza non gli è certo servita da monito. L’imputato ha
effettivamente immesso sul mercato ticinese, in un lasso di tempo relativamente
breve, ben 6 kg di cocaina. Egli è inoltre una persona colta, istruita che
proprio per questo avrebbe dovuto aver maggior consapevolezza del suo agire
delinquenziale, egli avrebbe inoltre potuto reinserirsi più facilmente di molti
altri suoi connazionali proprio grazie a questa sue capacità.
Tutto questo considerato
l’accusa chiede, in applicazione dell’art. 68 cpv. 2 CP, una condanna a 3 anni
e 9 mesi di reclusione totalmente aggiuntiva a quella dell’Amtsgericht di Heilbronn
e l’espulsione effettiva dalla Svizzera per un periodo di 10 anni. Chiede
altresì la confisca del telefonino sequestrato.
§ Il Difensore,
il quale pone in risalto la personalità la figura e la vita anteriore del suo
patrocinato. Egli ricorda la vita dell’accusato prima che scoppiassero i
disordini nell’ex Jugoslavia e come la guerra gli abbia fatto perdere tutto ciò
che egli aveva costruito in molto anni di sacrifici: il suo lavoro prestigioso,
la famiglia, la casa. A causa della sua origine egli è stato vittima di varie
persecuzioni a carattere etnico e politico; è finito in carcere, dove ha
conosciuto __________, la persona che poi lo ha introdotto nel traffico di
droga. La difesa ricorda la situazione difficile in cui si trovava l’accusato
al momento in cui ha delinquito; egli ha iniziato a trafficare per garantire il
suo sostentamento, in un epoca in cui non aveva più nulla.
Osserva come i fatti
oggetto dell’atto d‘accusa siano ammessi; l’accusato ha attivamente collaborato
con gli inquirenti. Questo aspetto va tenuto in considerazione nell’ottica
dell’art. 63 come pure la sua vita e la sua età. L’accusato è pentito di quanto
commesso ed ha preso coscienza dei suoi sbagli.
La difesa conclude
pertanto chiedendo una riduzione della pena proposta dall’accusa.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. infrazione alla LF sugli
stupefacenti
per avere, senza essere
autorizzato, nel periodo maggio 2004/gennaio 2005, previo acquisto da tale __________,
in 3 occasioni, importato in Svizzera da Basilea, quindi trasportato a Lugano e
venduto, tramite __________ e __________ , a __________, complessivi 6 kg di
cocaina ad elevato grado di purezza?
E meglio come descritto
nell’atto di accusa.
1.1.1 trattasi di infrazione
aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva
presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone?
Considerandi
2.
Può beneficiare della
sospensione condizionale della pena:
2.1
privativa della libertà;
2.2
d’espulsione?
3.
Deve subire la confisca di
quanto in sequestro?
Considerato, in fatto ed in diritto:
1.
AC 1 ha versato in
atti un esaustivo curriculum vitae che viene qui quasi integralmente riprodotto
(doc. TPC 3):
"
Sono nato a Belgrado, Serbia (ex Jugoslavia), il __________. Mio
padre si chiamava __________, nato nel __________, di religione cristiana
cattolica, croato, di professione architetto ingegnere costruttore. Mia madre
si chiamava __________ nata a __________ nel __________, anche essa di
religione cristiana cattolica, di professione casalinga. Entrambi i miei
genitori sono deceduti. Ho un fratello che vive in Germania dal 1968 e tre
sorelle che vivono tutte a Belgrado. A Belgrado ho frequentato le scuole
dell'obbligo, le scuole medie superiori in ambito economico e l'università, la
facoltà di economia, specializzandomi nell'ambito finanziario e bancario, ho ottenuto
il diploma universitario nel 1965 in tempi record.
Nel 1968 mi sono sposato e il medesimo anno sono stato assunto
presso la Jugobanca a Belgrado.
Da questo matrimonio sono nate due figlie, una si chiama __________,
nata il __________, la quale si è diplomata come architetto, la seconda si
chiama __________, nata il __________ e si è diplomata alla facoltà di
filosofia prendendo come materie inglese, francese e latino. Entrambe le mie
figlie vivono oggi a Belgrado.
Desidero precisare che ho studiato anche ingegneria e architettura
come vuole la tradizione della nostra famiglia. Devo altresì ricordare che per
quanto riguarda l'ambito bancario ho effettuato gli esami federali in
Jugoslavia, raggiungendo ottimi voti, ovvero 9.6 su 10. Tale risultato mi ha
permesso di intraprendere un ottima carriera nel mio ambito.
Infatti ho iniziato a lavorare come addetto allo sportello della
banca, poi sono sempre salito di grado e di responsabilità fino ad arrivare al
grado di direttore della banca. Nel 1974, infatti, sono divenuto direttore del
settore delle divise. Nel 1976 sono diventato responsabile del traffico
internazionale dei pagamenti e ho svolto il mio lavoro raggiungendo sempre
risultati positivi.
Il 24 dicembre 1980 ho ricevuto la medaglia d'oro per il lavoro
svolto. Sempre il medesimo anno sono divenuto mandatario della banca, sempre
nel ruolo di direttore.
Tra il 1984 e il 1985 sono iniziati i disordini politici e sociali
in Jugoslavia. Infatti in tali anni la situazione è molto peggiorata e sono iniziati
tra la Repubblica Serba, quella Croata e quella Slovena i primi disordini (....)
e hanno condotto alla rottura della ex Jugoslavia.
In queste circostanze sono giunto alla decisione di lasciare il
mio lavoro nell'ambito bancario per il semplice fatto che con un sistema
governativo simile non era più possibile essere un funzionario bancario come si
deve.
Nel 1986 ho divorziato dalla mia prima moglie e ho lasciato
l'ambito bancario, ho quindi aperto una ditta individuale per il trasposto di
passeggeri, sempre a Belgrado. La stessa ditta ho poi trasferita nel 1990 in
Croazia a __________ vicino a __________, dove mi sono infatti trasferito nella
casa di famiglia.
Nel 1989 a Bruxelles, in Belgio, mi sono sposato la seconda volta
e mi sono definitivamente trasferito a Bruxelles nel 1990 dove vivo tuttora.
Nel 1991 sono stato vittima di un enorme ingiustizia operata da
terroristi croati. Il 2 o i1 3 settembre del 1991 la polizia croata mi telefona
a Bruxelles e mi dice che la mia casa nativa, cioè la mia casa di famiglia di __________,
è stata fatta saltare in aria e che devo subito rientrare in patria. In questa
situazione il mio commento è inutile e io continuerò a vivere tale evento con
grande sofferenza e con grande disagio.
Nel 1992, nel mese di luglio, sempre in merito al danno
terroristico che ho subito alla mia proprietà, ho rilasciato un intervista al
giornale locale denominato __________, tale articolo ha occupato una pagina
intera del giornale e subito sotto questo mio articolo è stato inserito un
articolo sul Presidente croato allora chiamato __________
Anche questo fatto non mi ha certamente aiutato, la polizia mi ha
arrestato e mi ha tenuto 24 ore in prigione senza darmi alcuna spiegazione,
avendo soltanto scritto NO COMMENT.
Una piccola spiegazione è necessaria. Anche se sono di nazionalità
croata io non sono visto come un Croato, per il fatto che sono nato a Belgrado
nella Repubblica Serba e per il fatto che io parlo in modo __________ "che
è tipico dei Serbi". Infatti dalla pronuncia si capisce subito che io non
parlo come i Croati bensì come i Serbi.
Nel 1993 a Bruxelles apro una mia ditta individuale, denominata __________,
che si occupa di questioni turistiche e poi apro anche uno snack fritur denominato
__________ in cui svolgevo praticamente l'attività di snackbar.
Nel 1994 ho completamente saldato il debito della mia casa, che è
divenuta di mia proprietà, in tale proprietà era situato lo snackbar di qui ho
appena accennato.
Nel 1996 io e mia moglie abbiamo attraversato una grave crisi
coniugale che era originata dalla sua illimitata gelosia e dal suo egoismo. Lo
stesso anno abbiamo quindi divorziato.
Ciò è avvenuto indipendentemente dalla mia volontà, la mia ex
moglie aiutata dal suo avvocato nel 1997 alla fine dell' anno è riuscita a
mettere all'asta la casa, in tale periodo ero quindi costretto a vivere come
meglio potevo: di espedienti e di quanto accumulato nel corso degli anni, anche
se non rimaneva granchè, mi aiutava la fondazione CPAS, che, mi dava Euro
700.00
al mese, sino al pensionamento vero e proprio. Si trattava infatti di
una prestazione prepensionistica in quanto non avevo ancora maturato l'età per
ottenere la pensione.
Nel 1999 mi sono recato a due riprese in Croazia, in quanto dovevo
sistemare la questione legata alla distruzione della mia casa nativa. Dovevo
infatti occuparmi del risarcimento del danno che vantavo nei confronti del
Governo croato. Senza successo, tuttavia. Infatti a causa dello stesso
Presidente croato __________ non è stato possibile ottenere nulla da tale
richiesta di risarcimento, in quanto dal Codice Penale Croato applicabile in
quel momento era stato cancellato l'art. 318 che prevedeva questo genere di
reato.
Il medesimo anno, ossia nel 1999, verso la fine del mese di
settembre, stavo percorrendo la strada Bruxelles - Spalato, quando, sulla
strada principale vicino a Spalato, mi ha fermato la polizia e mi ha perquisito
l'autovettura. Mi hanno fermato e arrestato con il pretesto che stavano
cercando dell'ecxtasi. Però senza trovare nulla. In realtà non si trattava
affatto di un'inchiesta di questo genere. Mi dicevano di non ritornare mai più
in Croazia, di non presentarmi mai più.
In tale occasione ho subito innumerevoli insulti e ho dovuto anche
subire un trattamento disumano. Ho infatti vissuto allora una situazione che di
sicuro non dimenticherò mai. Si sono infatti dimenticati della Convenzione di
Ginevra del 1949 che protegge i diritti umani, Convenzione per altro ratificata
dalla stessa Croazia nel 1997. Hanno infatti infranto l'art. 3 e l'art. 11 di
tale Convenzione.
Sono infatti stato torturato e vi posso solo elencare alcune delle
innumerevoli lesioni che mi sono rimaste fino ad oggi. Ho dovuto provvedere a
un intervento chirurgico alla testa a causa di un enorme ematoma che mi hanno
procurato con l'impugnatura di una pistola; mi hanno dovuto operare all'ernia
sinistra e all'ernia destra; mi hanno fratturato due vertebre, l'ottava e la
nona; sulla parte sinistra ero pieno di ematomi su tutto il corpo e non posso
nemmeno enumerare tutte le altre lesioni che ho subito. Possiedo il certificato
medico legale di quanto appena asserito.
L'apice dell'ingiustizia che vi sto raccontando è poi stato
raggiunto con la condanna a tre anni di carcere pronunciata dal Tribunale di
Spalato con chi sa quale altro pretesto, in realtà io sono stato semplicemente
vittima di un atto terroristico da parte del Governo croato.
Per me questa vicenda non è ancora chiusa, in quanto mi sono
rivolto alla Corte Europea dei diritti del 'uomo di Strasburgo. Mi sono infatti
rivolto a tale Tribunale nel 2004 nel mese di ottobre facendo altresì la mia
richiesta di risarcimento. Il giudizio di tale Tribunale è rimasto sospeso
durante tutta la mia carcerazione avvenuta nel 2002, nel mese di giugno, fino a
quando sono ritornato a Bruxelles.
Sempre nel 2002 in prigione ho conosciuto __________. Siamo
infatti stati insieme per tre mesi in carcere, poi io sono uscito prima di lui
in regime di libertà provvisoria. (…).
Nel 2004 ho preparato i documenti per ottenere la pensione o,
meglio, per trasferire il mio diritto di pensione dalla Serbia alla Croazia e
al Belgio. Tale procedimento ha comportato una grossa crisi finanziaria per me.
Infatti non avrei avuto alcuna entrata sino quando tale procedura non fosse
portata a conclusione. E' proprio in tale contesto che ho effettuato i tre
traffici che mi vengono ora contestati.
Il 24 gennaio 2005 sono partito per la Croazia con l'intenzione di
completare la mia procedura di richiesta di pensione e su suggerimento di un
mio conoscente ho in tale occasione portato con me 1 1/2 kg di hascisc, questo
chilo e mezzo di hascisc l'ho posto nel bagagliaio della mia auto.
Sulla via tra Bruxelles e Zagabria vicino alla città di Heilbronn,
mi ha fermato la polizia tedesca e per tale ragione sono stato scoperto che
stavo appunto trafficando hascisc. (…)”
In Svizzera AC 1 risulta
incensurato; nell’estratto del casellario giudiziale belga figura invece a suo
carico una condanna risalente al 1999 a 8 mesi di carcere, sospesi per un anno,
e ad una multa per danneggiamento, porto illegale d’armi e minacce. Come da lui
stesso accennato nella sua autobiografia, egli è inoltre stato condannato con
sentenza 27 maggio 2005 del Tribunale di Heilbronn, cresciuta in giudicato il 7
novembre 2005, a due anni e mezzo di detenzione per traffico di sostanze
stupefacente. Essendo questo giudizio relativo a fatti del 24 gennaio 2005 si
ha che l’odierno giudizio è totalmente aggiuntivo a quello pronunciato dalla
Corte germanica ai sensi dell’art. 68 cifra 2 CP.
In merito alle sue
vicissitudini con la giustizia AC 1 ha aggiunto di essere stato condannato dal
Tribunale di Spalato a 3 anni di prigione e di essere poi stato liberato il 21
giugno 2002; anche in questo caso l’accusa sarebbe stata legata al traffico di
droga. Di questa condanna non vi è però alcun riscontro negli atti.
Proprio durante
l’espiazione di questa pena egli avrebbe conosciuto __________, fratello di __________,
che, stante le sue dichiarazioni, lo avrebbe introdotto nel traffico di droga
oggetto del procedimento.
2.
Nell’ambito
dell’inchiesta denominata “Guasta 2”, riguardante un importante traffico di
cocaina gestito da cittadini della ex Yugoslavia, si è giunti all’arresto di __________
e di __________. Nel corso di un interrogatorio, quest’ultimo ha confessato di
aver funto da tramite tra __________ e tale AC 1, detto il “vecchio”, per
l’acquisto di complessivi 6 kg di cocaina. Questi fatti sono stati confermati
da __________ che ha ammesso di aver ricevuto da AC 1, in 3 distinte occasioni,
forniture di 2 kg di cocaina cadauna. Sia __________ che __________ sono stati
condannati dalla Corte delle Assise criminali il 2 febbraio 2006.
A seguito di questi
accertamenti è stato pertanto spiccato nei confronti di AC1 un ordine di
arresto internazionale datato 13 maggio 2005. Le autorità inquirenti svizzere
sono così venute a sapere che AC 1 era stato arrestato in Germania il 24
gennaio 2005 per traffico di stupefacenti, egli era infatti stato trovato in
possesso di 1.5 kg di hashish occultati nella sua autovettura. E’ stata
pertanto chiesta la sua estradizione, avvenuta il 2 maggio 2006, senza che in
Germania l’imputato abbia sofferto del carcere estradizionale, essendo stato
imprigionato in espiazione della predetta sentenza 27 maggio 2005 del Tribunale
di Heilbronn (AI 41).
L’accusato è stato
mantenuto in detenzione preventiva sino al dibattimento.
3.
Dopo un’iniziale
reticenza, AC 1 ha pienamente collaborato con gli inquirenti ed è pertanto reo
confesso. Egli ha ammesso sia nei verbali istruttori che nel corso del
dibattimento tutti gli addebiti mossigli nell’atto d’accusa, stilato sulla base
delle sue confessioni. Le sue dichiarazioni hanno altresì trovato riscontro in
quelle, convergenti, di __________ e __________.
__________ L’accusato è poi rientrato a Bruxelles
da dove ha chiamato __________. I due hanno quindi stabilito di incontrarsi a Lugano
una decina di giorni dopo per la consegna della cocaina. Giunto sul posto, AC 1
ha nuovamente contattato __________. Definiti gli ultimi dettagli, in una serie
di successivi incontri, i due hanno portato a termine la compravendita. Durante
quella sua prima permanenza a Lugano, a suo dire durata 5 o 6 giorni,
l’accusato ha avuto modo di conoscere anche __________, fratello di __________.
Concluso l’affare, AC 1 è poi subito rientrato in Belgio e il giorno successivo
si è incontrato in Olanda con __________ a cui ha pagato la cocaina.
Questa prima trasferta in
Svizzera dell’accusato è stata seguita da ulteriori due viaggi di analogo
tenore. Nel corso del mese di novembre del 2004, __________ lo ha nuovamente
contattato chiedendogli la fornitura di ulteriori 2 kg di cocaina. AC 1 si è
quindi recato all’albergo Ibis di Utrecht dove sapeva di poter trovare __________.
Pochi giorni dopo questi gli ha consegnato la droga a credito, ma ad un prezzo
lievemente superiore (ca. Euro 30'000.- al chilo) in ragione di una pretesa
migliore qualità. Rientrato a Bruxelles e avvertito __________, l’imputato è
partito con la cocaina alla volta di Lugano. Giunto al Mc Donald’s di Noranco
si è incontrato con __________; assieme i due si sono poi recati da “__________”,
ossia da __________, a cui hanno consegnato la sostanza. La droga è stata
scaricata nel parcheggio retrostante il domicilio di __________ e poi portata
nell’appartamento di questi. La sera stessa AC 1 ha ricevuto da Nedzbi una
prima parte del pagamento della cocaina (circa Euro 40'000.- / 45'000.-) ed il
compenso spettantegli per il trasporto. Dopo aver pernottato presso __________
il mattino successivo è rientrato in Belgio. Non essendo in possesso di tutto
il denaro necessario per pagare la cocaina ricevuta a credito, l’imputato ha
dichiarato di aver chiesto un prestito di circa Euro 15'000.- ad una sua amica
e di essersi poi recato presso l’albergo di Utrecht per pagare quanto dovuto a __________.
Nel dicembre 2004 egli si
è incontrato a Zurigo con __________ e __________, che hanno provveduto a
saldare quanto ancora dovuto per la precedente fornitura di cocaina. Con questi
soldi AC 1 ha potuto estinguere il debito contratto con l’amica.
Sempre nel corso di quel
mese, l’imputato è stato nuovamente contattato da __________ e __________. Con
quest’ultimo, giunto con un non meglio identificato terzo, egli si è pure
incontrato a Zurigo il 26 dicembre 2004. In quell’occasione __________ avrebbe
sollecitato la fornitura di ulteriori 2 kg di cocaina destinati a __________.
Malgrado qualche iniziale reticenza, AC 1 ha accettato. Come da lui stesso
ammesso, rientrato in Belgio egli ha nuovamente contattato __________, sempre
con le stesse modalità, all’inizio del gennaio 2005. La consegna a AC 1 è
avvenuta alcuni giorni dopo. In questa occasione la droga è stata fornita in 6
pani, mentre che il prezzo è lievitato a Euro 37'000.-/ 38'000.- il chilo,
sempre per il motivo di asseriti miglioramenti della qualità della sostanza.
L’imputato è quindi partito per Lugano dove si è incontrato, sempre presso il Mc
Donald’s di Noranco, con __________; con il quale si è poi recato presso
l’abitazione di __________, che ha preso in consegna la cocaina. Alcune ore
dopo i tre, a cui si era nel frattempo aggiunto anche __________, si sono
ritrovati in un ristorante. Qui Radovic ha dato a __________ i soldi per la
droga, a sua volta questi li ha consegnati a AC 1. L’accusato ha dichiarato di
non aver ricevuto il compenso per il trasporto, ma solo il prezzo dello
stupefacente. Ciò malgrado, egli è rientrato in Belgio il giorno successivo ed
ha poi dato quando dovuto a __________. Sempre secondo le sue dichiarazioni, in
seguito egli avrebbe nuovamente contattato __________ reclamando il suo
compenso, questi avrebbe però tergiversato ed affermato che sarebbe stato
tacitato in occasione della successiva consegna. Ciò che l’accusato ha però
dichiarato di non aver avuto intenzione di fare.
Il 24 gennaio 2005 AC 1 è
poi stato arrestato dalla autorità tedesche mentre trasportava sulla sua
autovettura 1.5 kg di hashish.
L’atto d’accusa trova
pertanto integrale conferma negli accertamenti della Corte.
5.
Giusta l’art 63 CP il
giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a
delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali. La
gravità della colpa è pertanto il criterio fondamentale per la fissazione della
pena.
6.
Nelle proprie
valutazioni la Corte ha innanzitutto dovuto considerare la gravità oggettiva
notevole dei reati commessi da AC 1. Egli è infatti responsabile del trasporto
e della vendita in Svizzera di ben 6 chili di cocaina, sostanza che egli sapeva
essere destinata allo spaccio. Nel caso di specie trattasi altresì di droga con
un grado di purezza sicuramente superiore al presunto 10% che la giurisprudenza
ammette in assenza di migliori riscontri. In concreto i migliori riscontri sono
dati in primis dagli accertamenti effettuati su __________, destinatario della
sostanza trasportata da AC 1, e sul modus operandi di questi; __________ ha
infatti sempre avuto cura di procurarsi cocaina di buona qualità facendola
preventivamente testare, laddove possibile, dal nipote, __________. Questo allo
scopo di poter poi tagliare la sostanza ed aumentare così il proprio utile,
conseguito proprio grazie all’aumento della droga disponibile. Non a caso la
purezza dello stupefacente rivenuto al domicilio di __________ al momento del
fermo aveva una purezza di 26-33% dopo essere stata tagliata (cfr. sentenza 2
febbraio 2006 __________ pag. 34). Nel corso di quell’inchiesta è pure stato
accertato che la sostanza che __________ vendeva al nipote (non tagliata)
poteva raggiungere un grado di purezza di circa 60% (cfr. sentenza __________
pag. 13 e segg.).
In secondo luogo il prezzo
della sostanza acquistata e trasportata dall’accusato, stabilito da __________,
è un evidente indizio della buona qualità della stessa. Prezzo che, va
ricordato, in occasione della prima consegna è stato fissato in Euro 28'000.-
al chilo per poi aumentare a Euro 30'000.- e raggiungere Euro 37'000.- in
occasione della terza. La ragione di questa lievitazione del prezzo non era
certo un mistero per AC 1; avendo egli ammesso che __________ l’aveva
giustificata con la migliore qualità della cocaina fornita. L’imputato era
pertanto perfettamente cosciente di trasportare droga di elevata qualità, fatto
questo per altro neppure contestato dalla difesa.
La gravita dei reati
commessi da AC 1 è quindi innegabile. Biasimevole appare pure la motivazione
del suo agire, dettato unicamente dallo scopo di lucro. Egli ha dato altresì
prova di non poca intraprendenza criminale, dimostrandosi disposto ad
attraversare mezza Europa per andare a procurarsi la cocaina, in Olanda, e
consegnare la stessa ai suoi acquirenti in Svizzera. Grave anche il fatto che
egli abbia agito in modo reiterato, effettuando ben 3 consegne. La Corte ha di
contro ritenuto poco credibili le dichiarazioni dell’accusato quo all’asserita
volontà di smettere dopo la terza fornitura, anzi essa è giunta al
convincimento che solo l’arresto effettuato dalle autorità germaniche - va
ricordato, per un reato analogo a quello qui in discussione - abbia messo
temine al traffico di AC 1.
Dal lato soggettivo, si
rileva che AC 1 non è incensurato, a suo carco figura una condanna delle
autorità belghe, ed egli ha già conosciuto il carcere in Croazia. A suo favore
la Corte ha nondimeno considerato la collaborazione fattiva fornita e i problemi
legati alla sua difficile situazione personale. Stanti le sue dichiarazioni, di
cui non vi è motivo di dubitare, AC1 è passato da una posizione sociale ed
familiare invidiabile a quella di uomo solo, prossimo alla pensione e costretto
a vivere con un modesto sussidio. L’accusato è sicuramente stato segnato dagli
eventi che hanno scosso la ex Jugoslavia, restando a sua volta vittima delle
persecuzioni etniche messe in atto in quel periodo. Pur dimostrando
comprensione per la situazione disagevole in cui versava l’accusato al momento
dei fatti qui in esame, questa Corte non può certo giustificare il suo agire.
Anzi proprio la sua formazione superiore e la sua esperienza di vita avrebbero
dovuto renderlo più cosciente della gravità degli atti che stava commettendo.
Nella valutazione la Corte
non ha omesso di considerare che il prevenuto ha oramai superato i 60 anni di
età e che proprio per questo la pena che verrà qui comminata risulterà per lui
particolarmente incisiva.
AC 1 risulta aver già
subito una condanna per fatti commessi posteriormente a quelli qui in esame,
essendo stato condannato dall’Amtsgericht di Heilbronn ad una pena di 2 anni e
6.
mesi di detenzione per il trasporto di 1.5 chili di hashish. Di questa
condanna si deve tenere integralmente conto nell’ambito del concorso
retrospettivo previsto dall’art 68 cifra 2 CP, come correttamente riconosciuto
dallo stesso procuratore pubblico.
Alla luce di quanto
precede, la Corte ritiene adeguata alla colpa del AC 1 una pena complessiva di
5.
anni e 6 mesi di reclusione, tenuto conto anche degli addebiti di cui alla
precitata sentenza estera. Computata la pena comminatagli in Germania, ne
discende che la pena aggiuntiva a carico dell’accusato ammonta a 3 anni di
reclusione, con computo del carcere preventivo sofferto.
7.
La pubblica accusa
ha chiesto per AC 1 la pronuncia della pena accessoria dell’espulsione, ex art.
55.
CP, per 10 anni effettiva dal territorio Svizzero. Dopo valutazione di tutte
circostanze la Corte ha ritenuto che questa richiesta vada senza alcun dubbio
accolta, intendendo in questo modo preservare la pubblica sicurezza con
l’allontanamento di un individuo che si è reso colpevole di un reato
particolarmente grave per la collettività quale il traffico di stupefacenti.
Essa ha altresì considerato l’assenza di legami dell’accusato con il nostro
Paese dove egli è giunto con l’unico scopo di delinquere.
Avuto riguardo alla durata
della pena principale, la Corte ha aderito alla proposta dell’accusa
determinando in 10 anni la durata dell’espulsione, sanzione che la Corte non ha
ritenuto di dovere sospendere condizionalmente.
8.
In virtù
dell’articolo 58 CP è ordinata la confisca del telefonico sequestrato, in
quanto strumento di reato.
9.
L’accusato è
condannato al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1000.- e delle spese
giudiziarie.
Rispondendo affermativamente a tutti i quesiti,
tranne al no. 2;
visti gli art. 18, 35, 36, 41, 50, 55, 58, 60,
63, 64, 65, 66, 69 CP;
19.
cifra 2 LFstup;
9.
segg. CPP e 39 TG sulle
spese;
dichiara e pronuncia
1.
AC 1 è autore colpevole di
1.1
infrazione aggravata alla
LF sugli stupefacenti
siccome riferita ad un
quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in
pericolo la salute di parecchie persone,
per avere, senza essere
autorizzato, nel periodo maggio 2004/gennaio 2005, previo acquisto da tale _______,
in 3 occasioni, importato in Svizzera da Basilea, quindi trasportato a Lugano e
venduto, tramite _______, e _______, a _______ , complessivi 6 kg di cocaina
ad elevato grado di purezza;
e meglio come descritto
nell’atto di accusa e precisato nei considerandi
2.
Di conseguenza AC 1 è
condannato:
2.1
alla pena di 3 (tre) anni di
reclusione a valere quale pena aggiuntiva a quella di 2 anni e 6 mesi
inflittagli dall’Amtsgericht Heilbronn in data 27 maggio 2005, nella quale è
computato il carcere preventivo sofferto a far tempo dal 2 maggio 2006;
2.2
all’espulsione
dal territorio svizzero per un tempo di 10 (dieci) anni;
2.3
al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 1’000.- e delle spese processuali.
3.
È ordinata la confisca di
quanto in sequestro.
4.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di
ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque
giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della
sentenza integrale.
Intimazione a:
terzi implicati
1.
AS 1
2.
AS 2
3.
AS 3
4.
AS 4
5.
AS 5
6.
AS 6
7.
AS 7
8.
IE 1
9.
GI 1
10.
GI 2
Per la Corte delle assise criminali
Il presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 1'300.--
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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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