72.2006.35
Ripetuta truffa (danno fr 50000.-), appropriazione indebita di fr 7'000.-, abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati
19 luglio 2007Italiano13 min
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Numero d'incarto:
72.2006.35
Data decisione, Autorità:
19.07.2007, PENAL
Titolo:
Ripetuta truffa (danno fr 50000.-), appropriazione indebita di fr 7'000.-, abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati
ABUSO DI UN IMPIANTO PER L'ELABORAZIONE DI DATI
APPROPRIAZIONE INDEBITA
TRUFFA
art. 34 CPS
art. 138 CPS
art. 146 CPS
art. 147 CPS
Incarto n.
72.2006.35
Lugano,
19 luglio 2007/ap
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente della Corte delle assise correzionali
di Blenio
Presidente:
giudice Claudio Zali
Segretaria:
Sonja Federspiel, vicecancelliera
Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza
del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,
per giudicare
AC 1
e domiciliato a
prevenuto colpevole di:
1. ripetuta truffa
per avere, a __________
e in altre località,
nel periodo
ottobre/novembre 2003 e fine luglio/inizio agosto 2004,
al fine di procacciare per
sè un indebito profitto,
ripetutamente ingannato
con astuzia PC 1 di __________ e la ditta “__________” di __________,
approfittando subdolamente dell’errore in cui gli stessi si venivano a trovare,
a seguito di sue affermazioni di cose false o per aver sottaciuto cose vere,
così da indurli ad atti pregiudizievoli del patrimonio proprio,
e meglio per avere:
1.1 a __________, nel
periodo ottobre/novembre 2003,
ingannato con astuzia PC 1,
inducendolo così a consegnargli, a titolo di “prestito”, in due riprese (dapprima
CHF 20'000.- e poi CHF 30'000.-), l’importo di complessivi CHF 50'000.-,
configurandosi
l’inganno astuto:
§ nell’aver
sfruttato una situazione di particolare vulnerabilità in cui versava la vittima
PC 1, persona ricoverata, a più riprese, in cliniche psichiatriche e
beneficiario di rendita AI per motivi psichici, vittima che l’accusato sapeva
essere persona benestante;
§ nell’aver
sfruttato il rapporto di fiducia che si era venuto a creare con la vittima PC 1
che frequentava il __________ di __________ nel quale l’accusato lavorava come
cameriere, rapporto di fiducia rafforzatosi dopo che l’accusato riusciva a
farsi assumere alle dipendenze di “__________”, a partire dal 01.11.2003;
§ nell’aver
prospettato alla vittima (suo datore di lavoro) - e formalizzato su contratto
datato 13.11.2003 - che il primo importo di CHF 20'000.- richiesto in prestito,
gli sarebbe servito per saldare delle fatture, sottacendo il fatto che in
realtà tale denaro sarebbe poi stato utilizzato per altri scopi personali;
§ nell’aver
prospettato alla vittima - e formalizzato su contratto datato 13.11.2003 - che
avrebbe restituito il citato importo di CHF 20'000.- “entro il 10.01.2004”,
data entro la quale avrebbe dovuto ricevere un indennizzo di pari importo
dall’assicurazione RC auto a seguito di un incidente stradale occorso al
proprio figlio, sottacendo il fatto che in realtà l’assicuratore gli aveva
comunicato (ancora con scritto 17.10.2003) che, al massimo, avrebbe versato CHF
2'000.- (duemila) per tale indennizzo;
§ nell’aver
prospettato alla vittima (suo datore di lavoro) - e formalizzato su successivo
contratto datato 20.11.2003 - che il secondo importo di CHF 30'000.- chiesto
come prestito, gli avrebbe permesso di “rimettere a posto la sua situazione
finanziaria”, ciò che gli avrebbe permesso di essere più performante sul
posto di lavoro, sottacendo il fatto che, in realtà, lo avrebbe abbandonato
entro breve termine;
§ nell’aver
prospettato alla vittima - e formalizzato su successivo contratto datato
20.11.2003 - di rinunciare al salario per i mesi di novembre/dicembre 2003 e di
essere d’accordo con una trattenuta salariale di CHF 2'200.- mensili, al fine
di restituire il secondo prestito, sottacendo il fatto che, in realtà, egli
avrebbe poi abbandonato il posto di lavoro (e domicilio) di lì a poco, come in
effetti avvenne;
§ nell’aver
prospettato alla vittima - e formalizzato su successivo contratto datato
20.11.2003 - l’ulteriore falsa circostanza che sua moglie (__________) sarebbe
stata “garante” per la restituzione del secondo prestito di CHF 30'000.-, in
considerazione del fatto che era “beneficiaria” di sussidi statali e che quindi
anche con la citata trattenuta di salario di CHF 2'200.- mensili la sua
famiglia sarebbe riuscita a vivere;
§ nell’aver,
in definitiva, sottaciuto alla vittima che egli non intendeva restituire i
citati prestiti, circostanza peraltro comprovata, oltre che dall’ingiustificato
e repentino abbandono del posto di lavoro (e domicilio), anche dalla successiva
assoluta mancanza di denaro restituito;
inducendo così la vittima PC
1 a consegnargli i due citati importi di CHF 20'000.- e di CHF 30'000.- a
contanti, nel corso del mese di novembre 2003, importi che l’accusato ha poi
utilizzato per scopi diversi rispetto a quelli prospettati e che - in tutti i
casi - non ha mai restituito, ne è mai stato intenzionato a farlo;
1.2 a __________, nel
periodo fine luglio/inizio agosto 2004,
ingannato con astuzia i
responsabili della ditta “PC 3”, cagionando a tale ditta un danno al patrimonio
e meglio:
dopo aver fatto credere ai
citati collaboratori di “PC 3” – contrariamente alla verità – che era
intenzionato a costituire la società “__________” con sede in __________, per
la quale necessitava di materiale informatico e meglio di 2 personal computer
(PC),
ordinato la fornitura di 2
PC “HP” modello nX9110 P4-2” del valore di complessivi CHF 4'049,65 .-,
sottacendo il fatto che la nuova ditta “__________” non sarebbe in realtà mai
stata attiva e che, in ogni caso, a fronte della sua precaria situazione
finanziaria, egli non sarebbe stato in grado di personalmente pagare i 2 citati
PC;
inducendo quindi in data 5
agosto 2004 la ditta “PC 3” a fornire i 2 citati PC all’accusato con
contestuale fattura di CHF 4'049,65.- indirizzata alla “__________”, fattura
mai pagata dall’accusato, né dalla fantomatica “__________”,
ritenuto che i 2 citati PC
non vennero peraltro mai utilizzati né dalla citata ditta “__________”, né
dall’accusato stesso, il quale invece li rivendeva a terzi per racimolare
denaro destinato ad altri scopi (ad es. scommesse su cavalli);
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti Art.
Fatti
146 cpv. 1 CP;
2. ripetuta appropriazione
indebita
2.1. per avere, a __________,
nel corso del periodo
gennaio/luglio 2004, impiegato a proprio profitto una cosa mobile altrui che
gli era stata affidata e meglio,
per essersi appropriato e
per aver utilizzato illecitamente la carta di credito “__________” no. intestata
alla ditta “__________” che gli era stata affidata dal citato datore di lavoro
per il rifornimento di benzina del furgone utilizzato nell’ambito dell’attività
di distribuzione del pane e bibite,
ritenuto che mediante la
citata carta di credito, l’accusato ha eseguito diversi rifornimenti di
carburante presso vari distributori per la propria auto privata dopo aver
abbandonato il posto di lavoro nel dicembre 2003 e meglio come al punto 3.,
2.2. per avere, a __________,
nel
corso del periodo giugno/luglio 2004,
impiegato a proprio
profitto una cosa mobile altrui che gli era stata affidata dalla ditta “__________”
in __________, e meglio:
2.2.1. per essersi appropriato
illecitamente, nell’ambito della sua attività di rappresentante per la citata
ditta, di merce varia del valore complessivo di CHF 6’641.- che gli era stata
affidata dal datore di lavoro, rivendendola poi prezzi “stracciati” (“alla
marocchina”) a terze persone rimaste sconosciute e incassandone il relativo
provento che ha poi utilizzato per scopi personali;
2.2.2. per essersi appropriato
illecitamente di denaro contante per complessivi CHF 6’032,20.- costituito
da acconti che sono stati versati all’accusato dai clienti __________ (versato
CHF 600.- e poi CHF 3'600.-), __________ (versato CHF 1'572,60) e __________
(versato CHF 200.-), per acquisti di merce e che quindi erano stati affidati
all’accusato, affinché li consegnasse al datore di lavoro;
ritenuto che l’accusato ha
nel frattempo restituito alla ex datore di lavoro l’importo di CHF 1'700.-;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti Art.
138 cpv. 1 CP;
3. abuso di un impianto per
l'elaborazione di dati
per avere, nel corso del
periodo gennaio/luglio 2004
a __________, presso varie
stazioni di servizio e distributori di benzina,
allo scopo di procacciarsi
un indebito profitto, servendosi della carta di credito “__________” no. intestata
alla ditta “__________” che gli era stata affidata dal datore di lavoro, nelle
modalità di cui al punto 2.1.,
illecitamente influito su
un processo di elaborazione dei dati, nella fattispecie di un apparecchio per
la distribuzione automatica di carburante, effettuando rifornimenti vari di
benzina alla sua automobile privata per complessivi CHF 984, 75,
fatti avvenuti
nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;
reato previsto
dall'art. 147 CPS;
e meglio come descritto
nell'atto d'accusa 30/2006 del 13 marzo 2006, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il
procuratore pubblico.
§ L'accusato AC 1 assistito dal
difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.
§ L'avv.
RC 1 patrocinatore della PC PC 1.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 14:15 alle ore 16:55.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale ripercorre i fatti oggetto dell’atto d’accusa. Descrive
la malattia dell’PC 1 ed il modo in cui l’accusato ne ha approfittato per
portare a termine la sua truffa. AC 1 non poteva non essersi accorto della
malattia del PC 1. Sottolinea gli elementi dell’inganno astuto, sicuramente
dati in relazione al punto 1.1 AA. Il PP si rimette al prudente giudizio della
Corte in relazione al punto 1.2 AA. Osserva come gli altri reati sono
sostanzialmente ammessi. A favore dell’imputato riconosce unicamente la sua
incensuratezza.
Il PP, confermato
integralmente l’AA, chiede la condanna ad una pena detentiva di 6 mesi, senza
opporsi alla sospensione condizionale della stessa. Chiede altresì
l’accoglimento delle pretese di parte civili agli atti per quanto siano liquide
e comprovate.
§ Il Rappresentante
di PC (avv. RC 1), il quale descrive la malattia dell’PC 1 e ribadisce come
la stessa fosse rilevabile anche per i terzi. Riprovevole che AC 1 abbia
approfittato di questo stato. Conclude chiedendo l’accoglimento delle pretese
di PC per fr 50'000.- oltre interessi, come da istanza.
§ Il Difensore,
il quale contesta il reato di cui al punto 1.1 AA non essendo date le premesse
dell’inganno astuto. AC 1 ignorava lo stato di PC 1 e la malattia si è
manifesta dopo la concessione dei prestiti. Tra AC 1 e la vittima non esisteva
un reale rapporto di fiducia o di amicizia; i due si conoscevano da poco ed
anche il rapporto di lavoro è stato breve. L’aver prospettato la possibilità di
ricevere un rimborso dalla __________ all’PC 1 non costituisce truffa; AC 1 era
convinto in buona fede di riceverlo. La colpa di AC 1 è di aver chiesto un
prestito che poi non ha restituito, questione di natura prettamente civile.
Il difensore contesta pure
la truffa di cui al punto 1.2 AA. Dà atto dell’ammissione da parte del suo
assistito dei fatti di cui ai punti 2 .1 e 2.2 AA, anche se contesta in parte
gli importi addebitatigli.
A favore del suo assistito
invoca la sua difficile situazione - finanziaria e personale - e la sua
incensuratezza.
Il difensore conclude
pertanto chiedendo, in via principale, l’assoluzione dal reato di ripetuta
truffa e la condanna ad una pena pecuniaria di 60 aliquote da fr 15.- cadauna,
sospese per 2 anni. In via subordinata, nella denegata ipotesi che venga
riconosciuto il reato di truffa, chiede la condanna ad una pena di 150 aliquote
da fr. 15.- l’una, anche in questo caso sospesa per 2 anni.
Il difensore riconosce le
pretese della parte civile PC 1, dedotti i versamenti sin qui effettuati,
mentre che chiede il rinvio delle altre PC al foro civile.
Il presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle
parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. E’ autore colpevole di:
1.1. ripetuta truffa
per avere, a __________ e
in altre località, per procacciarsi un indebito profitto,
1.1.1 nel novembre 2003, in 2
occasioni, ingannato con astuzia PC 1, inducendolo a compiere atti
pregiudizievoli al proprio patrimonio per complessivi fr. 50'000.-?
1.1.2 tra fine luglio e inizio
agosto 2004, ingannato con astuzia i collaboratori della ditta “PC 3”
inducendoli a compiere atti pregiudizievoli al patrimonio di predetta ditta per
complessivi fr. 4'049,65?
1.2 ripetuta
appropriazione indebita
per essersi, a __________
e altre località, tra gennaio e luglio 2004, appropriato,
1.2.1 della
carta di credito “__________” n. affidatagli dalla sua datrice di lavoro “__________”,
e ad essa intestata?
1.2.2 di merce varia per fr. 6'641.-
e dell’importo di fr. 6'032,20 di pertinenza della “PC 2” nell’ambito della sua
attività di rappresentante?
1.3
abuso di un impianto per l’elaborazione di dati
per avere, tra gennaio e
luglio 2004, a __________, in più occasioni, allo scopo di procacciarsi un
indebito profitto, servendosi della carta di credito “__________” n.
illecitamente influito su un processo di elaborazione dati, nella fattispecie
di un apparecchio per la distribuzione automatica di carburante, ottenendo
l’erogazione di benzina a suo favore per fr. 984,75?
E meglio come descritto nell’atto di accusa.
Considerandi
2.
Può beneficiare della
sospensione condizionale?
3.
Deve un risarcimento alla
PC e se sì in che misura?
4.
Deve essere ordinata la
confisca di quanto in sequestro?
Preso atto che, avvalendosi dei disposti dell’art.260 cpv. 4
CPP, le parti hanno rinunciato alla motivazione scritta della presente
sentenza.
Rispondendo affermativamente
ai quesiti posti, meno che ai no. 1.1.2,
visti gli art. 12, 34, 42, 43, 44, 47, 49, 69, 138, 146, 147 CP,
9.
segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e
pronuncia:
1.
AC 1 è autore colpevole di
1.1
ripetuta truffa
per avere, a __________ e
altre località, per procacciarsi un indebito profitto, nel novembre 2003, in 2 occasioni,
ingannato con astuzia PC 1, inducendolo a compiere atti pregiudizievoli al
proprio patrimonio per complessivi fr. 50'000.-;
1.2
ripetuta appropriazione
indebita
per essersi, a __________
e altre località, tra gennaio e luglio 2004, appropriato,
1.2.1
della
carta di credito “__________” n. affidatagli dalla sua datrice di lavoro “__________”,
e ad essa intestata;
1.2.2
di merce varia per fr. 6'641.-
e dell’importo di fr. 6'032,20 di pertinenza della “PC 2” nell’ambito della sua
attività di rappresentante;
1.3
abuso di un impianto per
l’elaborazione di dati
per avere, tra gennaio e luglio
2004, a __________, in più occasioni, allo scopo di procacciarsi un indebito
profitto, servendosi della carta di credito “__________” n. illecitamente influito
su un processo di elaborazione dati, nella fattispecie di un apparecchio per la
distribuzione automatica di carburante, ottenendo l’erogazione di benzina a suo
favore per fr. 984,75;
e meglio come descritto nell’atto di accusa.
2.
AC 1 è
prosciolto dall’imputazione di truffa di cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa (“PC
3”)
3.
Di
conseguenza AC 1 è condannato:
3.1
alla
pena pecuniaria di fr. 2'700.-, corrispondenti a 180 aliquote giornaliere di fr.
15.
- cadauna;
3.2
a
pagare fr. 50'000.-, dedotti Euro 150.-, oltre interessi al 5% dal 30.11.2003 a
PC 1, __________;
3.3
al pagamento della tassa di
giustizia di fr.200.- e delle spese processuali.
4.
L’esecuzione della pena pecuniaria
è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
5.
E’
ordinata la confisca di quanto in sequestro menzionato nell’AA.
6.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro
cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione
della sentenza integrale.
Intimazione a:
terzi implicati
1.
PC 1
2.
PC 2
3.
PC 3
Per la Corte delle assise correzionali
Il presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 200.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 450.--
===========
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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