72.2006.67
Furti e rapine commesse in banda, con sequestro di persona
24 agosto 2006Italiano213 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2006.67
Data decisione, Autorità:
24.08.2006, PENAL
Ricorso:
CCRP, 17.2006.49, 17.2006.50, 08.11.2006
Titolo:
Furti e rapine commesse in banda, con sequestro di persona
DANNEGGIAMENTO
FURTO
LESIONE SEMPLICE
RAPINA
SEQUESTRO DI PERSONA O RAPIMENTO
art. 123 cf. 1 CPS
art. 139 cf. 1 CPS
art. 139 cf. 3 CPS
art. 140 cf. 1 CPS
art. 140 cf. 2 CPS
art. 140 cf. 3 CPS
art. 144 cf. 1 CPS
art. 183 cf. 1 CPS
art. 33 LARM
Incarto n.
72.2006.67 + 79
Lugano,
24 agosto 2006/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dei giudici:
Giovanna
Roggero-Will (Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 3
AS 4
AS 5
AS 6
AS 7
con la segretaria:
Orsetta Bernasconi, vicecancelliera
Conviene oggi nell’aula penale di questo Palazzo
di giustizia
per giudicare
1. AC 1 e domiciliato a
detenuta dal 21 dicembre 2005;
2. AC 2
e domiciliato a
detenuto dal 22 dicembre 2005;
3. AC 3 e domiciliato a
detenuto dal 23 dicembre 2005;
4. AC 4 e domiciliato a
detenuto dal 16 gennaio 2006;
5. AC 5
e domiciliato a
detenuto dal 23 dicembre 2005 al 3 marzo 2006;
6. AC 6
e
domiciliato a
detenuto dal 23 dicembre 2005 al 15 febbraio 2006;
prevenuti colpevoli di:
1. rapina
aggravata, in parte tentata
siccome hanno eseguito la rapina come associati
ad una banda intesa a commettere furti o rapine;
siccome per il modo in cui hanno perpetrato la
rapina si dimostrano particolarmente pericolosi;
sub. siccome l'accusato, per commettere la
rapina, si è munito di un'altra arma pericolosa (solo per AC 2, AC 1 e AC 5 nel
caso sotto sub. 1.2),
per avere, nelle sottoelencate occasioni e
circostanze, al fine di procacciarsi un indebito profitto, usando violenza
contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o
all'integrità corporale o rendendola incapace di resistenza, sottratto,
rispettivamente tentato (nel caso sotto sub. 1.2) di sottrarre allo scopo di
appropriarsene una cosa mobile altrui, e meglio per avere,
1.1. unicamente
AC 1, AC 2, AC 3, AC 4, AC 6,
la notte tra l'8 ed il 9 novembre 2005, a __________,
agendo in correità tra loro, ai danni del
Ristorante __________ e del suo titolare PC 5 (22.09.1939),
dopo averlo sorpreso mentre si accingeva ad
entrare in casa sua, usando violenza ossia gettando a terra ed immobilizzando
la vittima, sottratto una somma imprecisata ma compresa tra
Fatti
i fr. 15 e 20'000.-, ritenuto che:
-
AC 4, dopo aver discusso in __________ con AC 3
della possibilità del colpo, ha preso contatto a __________ con proponendogli
di eseguire un colpo nel Canton Ticino;
-
AC 1 ha contattato e proposto il colpo al
proprio fratello AC 2;
-
AC 4 con il proprio veicolo VW Bora, la sera
della rapina, ha portato i fratelli AC 1 da __________ al Ristorante __________
dove si sono poi incontrati con AC 3 e AC 6;
-
AC 4, AC 3, i fratelli AC 1 e AC 6 hanno poi
discusso insieme del colpo ai danni Pizzeria PC 5 presso il __________;
-
insieme, attorno alle 22.00, a bordo del veicolo
di AC 4, si sono quindi recati a __________ per eseguire un sopralluogo. AC 3 e
AC 1 sono scesi dal veicolo ed hanno eseguito un'ispezione esterna
dell'edificio, mentre gli altri hanno atteso in auto in disparte;
-
dovendo attendere la chiusura del locale, verso
le 23.00 sono rientrati a __________, i fratelli AC 1 sono stati ospitati a
casa di AC 6 (mentre AC 4 e AC 3 si erano assentati per un impegno);
-
dopo aver recuperato dall'automobile di AC 6
stazionata a __________ corda e nastro adesivo per immobilizzare ed
imbavagliare PC 5, i cinque, sempre a bordo del veicolo di AC 4, si sono
ridiretti a __________;
-
qui giunti verso le 00.50, AC 1 e AC 2 sono
scesi per eseguire materialmente il colpo, mentre AC 4, AC 3 e AC 6 si sono
recati presso il locale notturno __________ ad attendere che, terminato il
lavoro, i fratelli AC 1 li avvisassero con il cellulare che, in precedenza, AC
4 aveva consegnato loro;
-
AC 1 e AC 2 hanno atteso, appostati, la chiusura
del locale. Nel momento in cui il titolare dell'esercizio pubblico, AC 5, stava
per rientrare al proprio domicilio, situato accanto al ristorante, i fratelli AC
2 sono intervenuti, assalendo l'uomo, gettandolo sul pavimento e colpendolo con
pugni sul corpo e al viso. AC 1 e AC 2 hanno poi legato l'uomo mani e piedi.
Mentre AC 2 rimaneva a guardia del PC 5, AC 1 saliva al primo piano e con le
chiavi rinvenute sull'uomo apriva la cassaforte che si trovava nel locale
ufficio al primo piano, prelevandovi il denaro depositato. Prima di
allontanarsi i due imbavagliavano il PC 5, applicandogli del nastro adesivo
sulla bocca e sugli occhi e proferendo minacce di morte;
-
tramite il cellulare prestato loro da AC 4, essi
hanno poi chiamato lo stesso AC 4 (che utilizzava il cellulare di AC 3),
avvisando di aver portato a termine il colpo. Subito venivano raggiunti e
raccolti dagli altri tre ed insieme lasciavano __________ in direzione di __________,
percorrendo la strada del Passo del S. Gottardo;
-
arrivati a __________ si fermavano a casa di AC
1 dove procedevano alla suddivisione del bottino per una somma compresa tra i
15 ed i 20'000 franchi, ritenuto che ognuno ha ottenuto un importo pari a fr. 3/4000.-.
AC 3 ha trattenuto ulteriori fr. 1'000.- da consegnare a __________ che gli
aveva dato l'informazione;
-
suddiviso il bottino, AC 4, AC 3 e AC 6 se ne
sono andati. AC 4 ha ospitato brevemente AC 3 e AC 6 a casa sua,
riaccompagnandoli poi alla stazione ferroviaria di __________ affinché
potessero poi prendere il treno per rientrare in Ticino;
1.2 solo AC 1, AC 2, AC 3, AC 4, AC
5 in correità tra loro,
la notte tra il 14 ed il 15 dicembre 2005, a __________,
ai danni di PC 1 (30.05.1949) e PL 1 (17.12.1942),
ritenuto che AC 2 portava su di sé un coltello tipo "butterfly", dopo
essere entrati in casa, forzando una porta-finestra, usando violenza e minaccia
di un pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale, ovvero gettando a
terra, immobilizzando ed imbavagliando dapprima PL 2 che si era venuta a
trovare casualmente sul luogo del reato, inoltre, in un secondo momento, al suo
rientro verso le 01.45-02.00, gettandola a terra, picchiandola sul viso e sul
corpo, minacciandola con un pugnale ed una pistola a gas ed immobilizzando ed
imbavagliando PL 1,
tentato di sottrarre un'imprecisata somma di denaro, ma che speravano
potersi aggirare attorno i fr. 100'000.-, ritenuto peraltro che:
-
nelle settimane precedenti, AC 3 e AC 5 avevano
discusso tra loro della possibilità di eseguire un colpo ai danni di PC 1, per
sottrargli del denaro che immaginavano avesse con sé o tenesse in casa in una
cassaforte. Qualche giorno prima avevano proceduto ad un pedinamento dello
stesso PC 1 per verificarne gli spostamenti ed il luogo esatto dove abitava;
-
come da intesa AC 3 ha poi preso contatto con AC
4, facendolo venire in Ticino dove lo ha incontrato con AC 5, prospettando la
possibilità di commettere una rapina ai danni di PC 1, fornendo informazioni
sull'obiettivo e chiedendogli di reclutare i fratelli AC 1 per l'esecuzione
materiale del colpo;
-
alla fine di novembre 2005 AC 4 e i fratelli AC
1 giungevano a __________, incontrandosi con AC 3 e AC 5 a casa di quest'ultimo
dove si discusse del colpo da eseguire. Nella medesima circostanza AC 5, con il
proprio veicolo, accompagnò AC 3 e AC 1 ad effettuare un sopralluogo presso
l'abitazione di PC 1;
-
il giorno prima della rapina AC 3, AC 4, AC 5 ed
i fratelli AC 1 si incontravano nuovamente presso il domicilio di AC 5 dove
veniva nuovamente discusso il colpo;
-
il 14 dicembre 2005 tutti e cinque si riunivano
nuovamente a casa di AC 5. AC 1 e AC 3 hanno eseguito un ulteriore sopralluogo
accompagnati sul posto da AC 5 con il proprio autoveicolo;
-
rientrati al domicilio di AC 5 veniva ancora una
volta discusso il piano in base al quale i fratelli AC 1, accompagnati sul
posto da AC 5, sarebbero entrati nella casa di PC 1 e, se ci fosse stato,
avrebbero preso il denaro. Nel caso in cui vi fosse stata una cassaforte,
avrebbero atteso all'interno il rientro del proprietario allo scopo di farsi
aprire la cassaforte e consegnare il denaro. Fosse rientrata prima la sua
convivente, PL 1, l'avrebbero immobilizzata e atteso l'arrivo dell'uomo;
-
nel corso della medesima serata, essendo, in occasione
della precedente ispezione, state notate luci accese, AC 3 e AC 4 eseguivano un
terzo sopralluogo. Rientrati hanno comunicato il "via libera" ai
fratelli AC 1;
-
prima di partire AC 5 ha consegnato a AC 2 un
coltello "butterly" e, con AC 3, messo a disposizione dei due
fratelli nastro e corda oltre che due cacciaviti per entrare in casa. Con il
suo veicolo AC 5 ha poi accompagnato gli esecutori materiali sul luogo della
rapina;
-
AC 1 e AC 2 sono entrati in casa di PC 1,
forzando con i cacciaviti una portafinestra posta sul retro dell'edificio. Non
trovando la cassaforte si sono messi in attesa dell'arrivo dei proprietari;
-
verso le ore 22.20 è sopraggiunta PL 2 che
riportava i cani di PL 1. I AC 1 l'hanno aggredita, buttata a terra e colpita
in vari punti del corpo. L'hanno poi immobilizzata, legandole i piedi. In
seguito l'hanno fatta salire in camera da letto dove le hanno legato mani e
piedi ad una sedia;
-
nel corso della serata AC 5, d'intesa con i
correi, ha effettuato un sopralluogo presso __________ a __________ per
verificare se la PL 1 era presente nel locale;
-
verso le ore 01.45-02.00 è rientrata a casa PL 1.
Appena entrata è stata a sua volta aggredita e gettata sul pavimento. E' stata
ripetutamente colpita con pugni al volto; è stata minacciata di morte a parole;
le è stata puntata una pistola (nel corso dell'inchiesta rivelatasi poi arma
giocattolo) alla testa e al collo; le è stato puntato alla gola una baionetta.
In seguito è stata legata ed imbavagliata;
-
attorno alle 02.15 i AC 1 lasciavano l'appartamento
di PC 1 senza aver trovato il denaro né la cassaforte e venivano raccolti da AC
5 che li ha portati a casa sua a recuperare il proprio veicolo con il quale
hanno poi raggiunto il domicilio di AC 3 dove questi forniva loro indumenti per
cambiarsi;
Considerandi
2.
sequestro
di persona e rapimento
solo AC 1, AC 2, AC 3, AC 4, AC 5 in correità
tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 2.1,
ai danni di PL 1 e PL 2 (15.08.1926),
gettandole a terra e picchiandole, indi legando
loro mani e piedi e imbavagliandole, indebitamente arrestate e tenute
sequestrate più persone;
3.
atti preparatori punibili di rapina
solo AC 1, AC 2, AC 3, AC 4 e AC 5
per avere, il 30 novembre 2005, a __________,
agendo in correità tra loro, in conformità ad un
piano che prevedeva di intervenire al momento della chiusura del Ristorante __________
verso le ore 24.00, assalendo da tergo il gerente PL 4 mentre dall'esercizio
pubblico si dirigeva a piedi verso la sua automobile, se del caso gettandolo a
terra e colpendolo con alcuni pugni e calci, allo scopo di sottrargli una
valigetta contenente denaro per un importo atteso di ca. fr. 30'000.-,
appropriandosene al fine di procacciarsi un indebito profitto,
ritenuto
che a tale scopo hanno preso concrete disposizioni tecniche ed organizzative la
cui natura ed estensione mostravano che si accingevano a commettere una rapina
e meglio per avere:
-
AC 3 e AC 5 individuato l'obiettivo e fornito ai
compartecipi informazioni riguardo gli orari, il bottino previsto ed il
percorso della vittima;
-
AC 4 preso contatto e fatto venire in __________
a due riprese i fratelli AC 2 per eseguire materialmente il colpo;
-
effettuato incontri in almeno due occasioni,
l'ultima delle quali la sera in cui era prevista la rapina per discutere
dell'attuazione del progetto delittuoso;
-
eseguito un primo tentativo circa una settimana
prima: i due fratelli AC 1 venivano fatti scendere nei pressi dell'esercizio
pubblico, mentre AC 3 e AC 5 andavano a controllare la situazione e AC 4
attendeva in automobile a poca distanza. Gli accusati rinunciavano poi
all'attuazione poiché quella sera il gerente aveva lasciato in anticipo il
proprio locale;
-
la sera prevista, disposto l'appostamento dei
fratelli AC 1 in automobile con AC 4 nei pressi dell'esercizio pubblico in
attesa del segnale convenuto; AC 3 e AC 5 si posizionavano all'interno del __________,
situato di fronte, per seguire da quella postazione cosa avveniva all'interno
del __________ ed avvertire gli altri al momento della chiusura;
-
AC 3 e AC 5 avvertito al momento della chiusura
gli altri tre che, però, causa un malinteso, non si trovavano più in posizione
(si erano recati presso una stazione di servizio per rifornirsi di carburante);
4.
furto
aggravato, in parte tentato
siccome hanno agito come associati ad una banda
intesa a commettere furti o rapine,
per avere, nelle sottoelencate circostanze,
per procacciare a sé o ad altri un indebito
profitto, s
ottratto al fine di appropriarsene una cosa
mobile altrui,
e meglio per avere:
4.1
solo
AC 3, AC 4, AC 1 in correità tra loro e con __________
nella
notte tra il 15 ed il 16 ottobre 2005, a __________,
ai danni di __________, dopo aver eseguito un
sopralluogo, sperando di trovare una somma attorno i fr. 20'000.-, tentato di sottrarre denaro dall'abitazione della
vittima, rinvenendo tuttavia solo, stante le indicazioni della parte lesa, tre
cellulari del valore complessivo di fr. 1'800.-, ritenuto peraltro che:
-
__________ ha indicato agli altri l'obiettivo,
fornito le informazioni e accompagnato con il proprio veicolo i compartecipi
sul posto dove è stato eseguito un sopralluogo e dove, successivamente, avrebbe
dovuto essere eseguito il furto;
-
AC 3 ha verificato che il titolare
dell'appartamento si trovasse all'interno del locale notturno situato nello
stesso immobile dove abitava, fungendo in seguito da "palo";
-
AC 1 ha eseguito materialmente il tentativo di
furto, forzando una porta finestra ed entrando nell'appartamento;
-
__________ ha messo a disposizione il proprio
veicolo Golf di colore grigio per venire in Ticino e ha in seguito, durante il
tentativo di furto, funto da palo;
-
AC 4 ha atteso a bordo del proprio veicolo,
raccogliendo in seguito i compartecipi;
4.2
solo AC 3, AC 4, AC 1, AC 6 in correità tra loro e con __________
il 16 ottobre 2005, ad __________,
agendo ai danni di PC 9,
dopo essersi appostati nelle vicinanze del
Ristorante Bar __________ ed aver atteso l'arrivo della donna, rispettivamente
che questa scendesse dal proprio veicolo per entrare nell'esercizio pubblico,
sottratto dalla vettura lasciata aperta una borsetta contenente l'incasso della
serata del locale __________ ossia fr. 11'000.- circa, ritenuto peraltro che:
-
AC 6, pur rimanendo a casa sua durante la
commissione materiale del furto, ha fornito informazioni riguardo la presenza della
donna presso il suo luogo di lavoro, il denaro che portava, gli orari dei suoi
spostamenti. Ha inoltre fornito ospitalità ai correi prima che si compisse il
furto;
-
gli accusati si sono poi spostati ad __________
a bordo del veicolo di __________;
-
__________ e AC 1 sono scesi dal veicolo: __________
ha funto da "palo", mentre AC 1 ha eseguito materialmente la
sottrazione;
-
il bottino è poi stato successivamente suddiviso
tra i compartecipi, ritenuto che ognuno ha ricevuto tra i fr. 1'000.- ed i fr.
3'000.-;
4.3
solo AC 3 in correità con __________ ed altri tre individui non
identificati,
il 28 ottobre 2005, ad __________,
agendo ai danni __________ e del suo gerente PC 1,
forzando mediante scasso una delle porte d'accesso e così riuscendo ad entrare nei
locali dell'esercizio pubblico, sottratto una cassaforte contenente circa fr.
35'500.- (frs. 43'700.- + € 2'000 + gioielli ed orologi per fr. 17'900.-
secondo le indicazioni della parte lesa), ritenuto peraltro che:
-
__________ ha indicato l'obiettivo e fornito
informazioni;
-
AC 3 ha preso contatto con gli altri individui
non identificati;
-
__________, AC 3 ed i correi si sono incontrati
a __________ una decina di giorni prima di commettere il furto per discutere
delle modalità di esecuzione del piano;
-
__________ ha ospitato a casa sua a __________,
la notte del colpo, i correi, occasione in cui si è ancora discusso del furto;
-
__________ e AC 3, a bordo del veicolo del
primo, hanno indicato agli autori materiali l'esercizio pubblico in cui
effettuare il furto;
-
mentre i tre individui non identificati hanno
eseguito materialmente il furto __________ e AC 3 hanno atteso a qualche
distanza a bordo del veicolo di __________;
-
tutti e cinque si sono poi recati a __________
dove con una mazza è stata aperta la cassaforte;
-
rientrati a casa di __________, hanno proceduto
alla suddivisione in cinque parti del bottino, osservato che __________ e AC 3
avrebbero ricevuto in tutto fr. 10'000.-;
4.4
solo AC 1, AC 4 AC 3, AC 6 e AC 5 in correità tra loro,
il 15 novembre 2005, ad __________,
ai danni di PC 7, che lavorava quale prostituta
presso il medesimo stabilimento, dopo aver
discusso insieme delle modalità di esecuzione del progetto delittuoso ed aver
effettuato un sopralluogo, sottrattole la borsetta contenente, secondo la parte
lesa, denaro per un importo di fr. 11'000.-,
€ 5'000.-, un telefonino del valore di fr. 500.-
ed un braccialetto del valore di ca. fr. 200.-, ritenuto peraltro che:
-
AC 6 ha indicato l'obiettivo a AC 3 e AC 5 e
fornito informazioni in merito alla vittima;
-
AC 3 ha preso contatto con il AC 4 affinché
provvedesse a reclutare AC 1 cosa che poi AC 4 ha fatto;
-
AC 6, AC 3 e AC 5 hanno dapprima, comunque il
giorno del furto, effettuato un sopralluogo presso il __________AC 6 e AC 3
hanno dato ciascuno fr. 50.- a AC 1 affinché potesse avere un rapporto sessuale
con la donna che avrebbe poi dovuto derubare;
-
AC 3 e AC 5, con il veicolo di quest'ultimo,
hanno accompagnato AC 1 presso il __________. Qui AC 5 si è avvicinato alla PC
7.
per "segnalarla" a AC 1 che era entrato separatamente dagli altri
due e si era tenuto in disparte;
-
AC 3 e AC 5 si sono poi allontanati ed hanno
atteso in automobile AC 1. Questi, avvicinata la ragazza, mentre si faceva da
lei portare in stanza, le ha dato uno spintone, sottraendolo la borsetta e
dandosi poi alla fuga;
-
raggiunti AC 3 e AC 5 si sono allontanati dal
posto, rientrando poi presso il domicilio dello stesso AC 3 dove si ritrovavano
con AC 4 e AC 6 e provvedevano alla suddivisione tra i cinque della refurtiva;
4.5
solo AC 1, AC 4, AC 3, AC 5 e AC 2 in correità tra loro
il 30 novembre 2005, a __________,
ai danni di PC 9, dopo aver discusso insieme a
casa di AC 3 delle modalità di esecuzione del colpo e dopo aver effettuato un
sopralluogo, sottratto alla vittima una borsetta contenente un importo
complessivo indicato dalla parte lesa di
fr. 4'400.-, ritenuto tra l'altro che:
-
AC 3, AC 4 e AC 1 hanno effettuato dapprima un
sopralluogo presso l'abitazione della vittima;
-
dopo aver discusso nuovamente del furto tra i
cinque, AC 3, AC 4 e AC 2 a bordo del veicolo di quest'ultimo si sono spostati
presso l'abitazione della PC 9 attendendo che la donna rientrasse a casa dal
lavoro presso il night club __________ . AC 5 e AC 2 attendevano gli altri
presso un'area di sosta sull'autostrada;
-
mentre la donna, arrivata in automobile,
scendeva per aprire il cancello d'entrata, AC 2 si è avvicinato sottraendo la
borsetta che teneva all'interno del veicolo, fuggendo subito dopo;
-
raggiunti gli altri compagni, si sono avviati
verso l'autostrada, raggiungendo presso l'area di sosta di __________ AC 5 e AC
2.
e dove poi suddividevano tra tutti loro la refurtiva;
4.6
solo AC 3 e AC 5 in correità tra loro,
all'inizio del mese di dicembre 2005, a __________,
ai danni del PL 3 tentato di sottrarre denaro e
questo dopo aver forzato con un cacciavite la porta d'ingresso per introdursi
nell'edificio, desistendo poi però dall'intento poiché disturbati dal
sopraggiungere di un'autovettura;
4.7
solo AC 3 e AC 5 in correità tra loro e con __________
il 10 dicembre 2005, ad __________,
dopo essere penetrati nell'appartamento di PC 4,
in sua assenza, sottratto, secondo quanto
indicato dalla parte lesa, gioielli vari per un importo complessivo denunciato
di
fr. 4'077.-, ritenuto che:
-
obiettivo e vittima sono stati indicati da __________;
-
AC 3, AC 5 e __________ hanno discusso insieme
del progetto di eseguire il furto, considerando la possibilità di riuscire a
conseguire una refurtiva valutata attorno i fr. 30'000.-;
-
__________ ha avuto il compito di verificare la
presenza della donna presso il locale bar __________ mentre gli altri compivano
materialmente il furto e di avvertirli nel caso in cui la donna si fosse
allontanata anzitempo dall'esercizio pubblico;
-
AC 3 e AC 5 hanno eseguito materialmente il
furto, penetrando nell'appartamento dopo aver forzato una porta-finestra con un
cacciavite;
4.8
AC 3 e AC 5 in correità tra loro e con __________,
l'11 dicembre 2005, a __________ ,
ai danni del locale notturno PC 2,
avendo atteso la chiusura dell'esercizio pubblico
ed essere penetrati forzando una porta d'accesso, sottratto un borsellino
da cameriere contenente fr. 1'800.- (secondo la
parte lesa denaro contante per fr. 4'898.- e diversi oggetti per un valore
complessivo di fr. 6'868.-), ritenuto che:
-
i tre si sono spostati a __________ con
l'automobile di __________;
-
AC 3 è entrato nel locale notturno quando era
ancora aperto per controllare la situazione;
-
AC 5 e __________ si sono recati a __________
per recuperare due cacciaviti per effettuare lo scasso;
-
dopo la chiusura AC 3 e __________ sono entrati
nel locale, forzando una porta d'accesso ed impadronendosi del denaro, mentre AC
5.
attendeva in automobile;
-
rientrati al domicilio hanno suddiviso la
refurtiva tra loro;
4.9
solo AC 3 e AC 5 in correità tra loro e con __________,
il 19 dicembre 2005, a __________,
ai danni della PC 8,
dopo aver forzato con un cacciavite una porta
d'accesso
sottratto una cassaforte contenente denaro
contante per
fr. 20'000.- (fr. 30'000.- circa secondo la parte
lesa),
ritenuto in particolare che:
-
prima del furto si erano trovati tutti e tre a
casa di __________ per pianificare e discutere dell'esecuzione del furto;
-
__________ ha fornito indicazioni in merito alla
situazione nei locali occupati dalla macelleria, in particolare per quanto
riguardava l'assenza di sistemi di allarme;
-
AC 3 e AC 5 hanno eseguito materialmente il
furto, forzando la porta d'accesso con un cacciavite ed asportando in seguito
la cassaforte poi caricata sull'automobile di AC 5 e trasportata a casa di
quest'ultimo dove è stata aperta;
-
la refurtiva è poi stata suddivisa in tre parti:
AC 3 e AC 5 si sono tenuti fr. 8'000.- mentre a __________ andarono fr.
4'000.-;
5.
violazione
di domicilio, in parte tentato
per avere,
nelle circostanze di tempo e luogo elencate
sotto,
indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto,
fatto ingresso in una casa, in un'abitazione,
in un locale chiuso di una casa e meglio per:
5.1
AC 3, AC 1, AC 2, AC 4, AC 6, in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 1.1,
essere entrati nell'abitazione di__________ Franco;
5.2
AC 3, AC 1, AC 2, AC 4, AC 5, in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 1.2,
essere entrati nell'abitazione di PL 1 e PC 1;
5.3
AC 3, AC 1, AC 4, __________, in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.1.
essere entrati nell'abitazione di __________;
5.4
AC 3 in correità con __________ e altri tre individui non identificati,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.3.
essere e__________ quando già era chiuso;
5.5
AC 3 e AC 5 in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.6,
avere tentato di entrare nei locali del Garage S.
Paolo, rinunciandovi per il sopraggiungere di un autoveicolo;
5.6
AC 3 e AC 5 in correità con __________,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.7.,
essere entrati nell'appartamento di PC 4;
5.7
AC 3 e AC 5 in correità con __________,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.8,
essere entrati nei locali dell'esercizio pubblico
PC 2
quando già era chiuso;
5.8
AC 3 e AC 5 in correità con __________, nelle
circostanze di cui sopra sub. 4.9.
essere entrati nei locali della PC 8
quando era chiusa;
6.
danneggiamento
per avere,
nelle circostanze di tempo e luogo elencate
sotto,
deteriorato, distrutto o reso inservibile una
cosa altrui
e meglio per avere:
6.1
AC 3, AC 1, AC 2, AC 4, AC 5, in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 1.2,
operando lo scasso e quindi danneggiato una
porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1;
6.2
AC 3, AC 1, AC 4, __________, in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.1. rotto un
vetro e quindi danneggiato una porta-finestra dell'abitazione di __________;
6.3
AC 3 in correità con __________ e altri tre individui non identificati,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.3.,
forzando la serratura allo scopo di aprirla, reso
inservibile una cassaforte del valore indicato dalla parte lesa di fr. 4'700.-;
6.4
AC 3 e AC 5 in correità tra loro,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.6.,
con un cacciavite forzato e quindi danneggiato la
serratura
della porta d'entrata del PL 3;
6.5
AC 3 e AC 5 in correità con __________,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.7.,
operando lo scasso della serratura e quindi
danneggiato una porta-finestra dell'abitazione di PC 4;
6.6
AC 3 e AC 5 in correità con __________,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.8.,
operando lo scasso della serratura e, quindi,
danneggiato la porta d'accesso del locale PC 2;
6.7
AC 3 e AC 5 in correità con __________,
nelle circostanze di cui sopra sub. 4.9.,
-
operando lo scasso della serratura della porta
d'accesso alla PC 8, deteriorando un piano lavoro ed un armadio;
-
operando lo scasso della cassaforte contenente
il denaro,
danneggiato, rispettivamente reso inservibile
tali oggetti;
7.
infrazione
alla Legge federale sulle armi
per avere,
tra il 14 ed il 15 dicembre 2005, a __________, intenzionalmente, senza
diritto,
AC 2:
portato
con sé un coltello tipo "butterfly" messogli a disposizione da AC 5,
AC 5:
messo a
disposizione di AC 2 il coltello tipo "butterfly", sapendo che poi lo
avrebbe portato con sé fuori dal suo domicilio;
fatti avvenuti nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti art.
139.
cifra 3 in parte in rel.
con art. 21, 140 cifra 2 e 3 in
parte in rel. con art. 21, 144 cpv. 1, 183 cifra 1, 186 in parte in rel. con art. 21, 260bis
CP, art. 33 LARM;
e meglio come descritto
nell'atto d'accusa 65/2006 del 18 maggio 2006, emanato dal Procuratore
pubblico.
E inoltre
AC
2.
è prevenuto colpevole di:
1.
lesioni
semplici
per avere,
il 24 aprile 2005, a __________,
colpendo con una testata al volto ed in seguito
con calci e pugni al corpo e alla testa PC 10, provocandogli così ematomi ed
escoriazioni al volto oltre che una frattura dell'osso nasale (e meglio come al
certificato medico 3.6.2005 del dott. med. __________) intenzionalmente
cagionato un danno al corpo o alla salute di una persona;
2.
danneggiamento
nelle circostanze di cui sopra sub. 1,
rompendo un telefono cellulare marca Sony e la
giacca di PC 10, deteriorato una cosa altrui;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
art. 123 cifra 1 e 144 cpv. 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
aggiuntivo 76/2006 del 26
giugno 2006, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il PP 1.
§ Gli (GP) e AC 2 assistiti
dai difensori d'ufficio DUF 1 e __________.
§ L'accusato AC 3 assistito
dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 4.
§ L'accusato AC 4
assistito dal difensore di fiducia
avv. DF 1.
§ L'accusato AC 5
assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 3.
§ L'accusato AC 6
assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 2.
§ La dott.iur. __________ in
rappresentanza della PC PC 5i.
§ L'interprete IE
1.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 21 agosto 2006 dalle ore 9:30 alle ore 16:55
- martedì 22 agosto 2006 dalle ore 9:30 alle ore 17:00
- mercoledì 23 agosto 2006 dalle ore 9:30 alle ore 10:05
- giovedì 24 agosto 2006 dalle ore 9:00 alle ore 16:45
In merito
all'imputazione di furto di cui al punto 4.1. dell'atto di accusa, su invito
della presidente, il PP precisa che trattasi di furto tentato.
Con il
consenso delle parti, per i fatti descritti al punto 3 dell'atto di accusa si
pongono le imputazioni subordinate di tentata rapina aggravata in quanto
commessa in banda o di tentato furto aggravato in quanto commesso in banda.
Su invito
della presidente il PP specifica che l'aggravante della particolare
pericolosità è riferita ad entrambi gli episodi di rapina di cui ai punti 1.1 e
1.2
dell'atto di accusa. Per i soli AC 1 e AC 2 e AC 5 relativamente alla
tentata rapina di cui al punto 1.2 dell'atto di accusa si pone anche
l'aggravante del porto di altra arma pericolosa.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale,
dopo un primo pensiero per le vittime, illustra brevemente alla Corte l'iter
dell'inchiesta e passa in rassegna i fatti e le ipotesi giuridiche contenute
nell'atto di accusa.
Confermato l'atto di accusa, conclude chiedendo:
-
per AC 1, ritenuti da una parte i precedenti, la recidiva e il concorso di
reati e, dall'altra, la buona collaborazione prestata, la condanna a 4 anni e 3
mesi di reclusione, l'espulsione dalla Svizzera per 8 anni nonché la revoca
della sospensione condizionale dell'esecuzione dell'espulsione di cui alla
precedente condanna 29.5.2002 dell'Obergericht del Canton __________;
-
per AC 3, ritenuti i precedenti e il concorso di reati nonché la
collaborazione prestata, la condanna a 3 anni e 3 mesi di reclusione e la
revoca della sospensione condizionale concessa all'esecuzione delle pene di cui
alle decisioni 7.7.2004 della Corte delle Assise correzionali di __________ e
24.1.2005
del MP di __________;
-
per AC 2, ritenute in particolare l'incensuratezza, l'ampia collaborazione
fornita e la giovane età, considerato altresì il concorso di reati, la condanna
a 3 anni di reclusione nonché all'espulsione dalla Svizzera per 4 anni senza
opporsi all'eventuale concessione della sospensione condizionale;
-
per AC 4, considerati in particolare i precedenti, la recidiva e il concorso
di reati, la condanna a 3 anni di reclusione, all'espulsione dalla Svizzera per
5.
anni nonché la revoca della sospensione condizionale concessa all'esecuzione
delle pene di espulsione di cui ai decreti di accusa 7.4.2003 e 4.7.2000 del MP
di __________;
-
per AC 5, ritenuta una certa resistenza nel collaborare e in applicazione
dell'art. 68 CP, la condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione;
-
per AC 6, ritenuti in particolare i precedenti e il concorso di reati, la
condanna a 2 anni di reclusione nonché la proroga di un anno al periodo di
prova concesso all'esecuzione della pena di 12 mesi di detenzione inflitta con
sentenza 31.8.2004 dalle Assise correzionali di __________.
§ Il Difensore di AC 6, il quale, poste in risalto la vita
anteriore e la personalità del suo assistito che definisce "un debole che
si è lasciato invischiare dagli altri in qualcosa più grande di lui",
ritenuta la sua partecipazione marginale nella vicenda che lo qualifica alla
stregue di un complice e contestata l'aggravante della banda, conclude chiedendo
una riduzione della pena (non superiore a 18 mesi di reclusione) tale da
permetterne la sospensione condizionale. Si associa alla soluzione proposta dal
PP di prolungare il periodo di prova relativo alla sospensione condizionale
della precedente condanna a 12 mesi di detenzione.
§ Il Difensore di AC 5, il quale pone innanzitutto in
evidenza la difficile situazione personale del suo assistito al momento dei
fatti e il ruolo marginale da lui avuto nella vicenda. Senza porre in
discussione i fatti, con riferimento al punto 3 dell'atto di accusa, contesta
che il suo assistito si sia reso colpevole di atti preparatori punibili di
rapina o di tentata rapina sostenendo invece l'ipotesi del tentato furto
(eventualmente aggravato). Contesta, inoltre, l'imputazione di tentata rapina
di cui al punto 1.2 dell'atto di accusa sostenendo trattarsi invece di tentato
furto. Sostiene che l'aggravante della particolare pericolosità non può essere
ascritta al suo assistito.
Postulando, infine, l'applicazione dell'art. 11
CP, in ragione di una lieve scemata responsabilità, conclude chiedendo una
consistente riduzione della pena che non dovrà essere superiore ai 18 mesi di
reclusione e da porsi al beneficio della sospensione condizionale. Non si
oppone all’assegnazione di un lungo periodo di prova.
§ Il Difensore di AC 4, il quale, senza porre in discussione
i fatti che sono sostanzialmente ammessi, contesta in diritto l'aggravante
della banda per quanto attiene sia ai furti sia alle rapine. Contesta, inoltre,
l'imputazione di cui al punto 3 dell'atto di accusa e la prospettata
subordinata di tentata rapina sostenendo trattarsi di semplice tentato furto.
Contesta, altresì, l'imputazione di tentata rapina di cui al punto 1.2
dell'atto di accusa sostenendo trattarsi invece di correità in tentato furto. Chiede
il proscioglimento del suo assistito dall'accusa di sequestro di persona e
rapimento.
In ragione della spontanea collaborazione
fornita, di un atteggiamento processuale esemplare e del fatto che il suo
assistito è rientrato dal __________ pur sapendo che sarebbe stato arrestato, postula l'applicazione
dell'attenuante del sincero pentimento ex art. 64 CP.
Tutto ciò considerato conclude, infine, chiedendo
che:
- la
pena non superi i 18 mesi di reclusione e venga posta al beneficio della
sospensione condizionale;
- non
venga pronunciata l'espulsione;
- non
venga revocata la sospensione condizionale relativa alle precedenti espulsioni.
Per le pretese di parte civile chiede il loro rinvio
al foro civile.
§ Il Difensore di AC 3, il quale, passando in rassegna la
varie imputazioni indicate nell'atto di accusa, contesta l'applicazione dell'aggravante
della banda sia con riferimento ai reati di furto sia con riferimento a quelli
di rapina. Per quanto attiene in particolare ai punti 1.1, 1.2 e 3 dell'atto di
accusa, contesta altresì che il suo assistito abbia avuto la volontà di
commettere delle rapine e sostiene per questi casi l'applicazione dell'art. 139
CP (furto) vs. dell'art. 140 CP (nel secondo e terzo trattandosi di tentativo).
Richiamato l'art. 26 CP, conclude chiedendo che la pena non sia superiore ai 18
mesi di reclusione e sia posta al beneficio della sospensione condizionale. Per
il caso in cui fosse ammessa l'ipotesi accusatoria, chiede un'importante
riduzione della pena.
§ Il Difensore di AC 2 (e del fratello AC 1), il quale, in
merito al punto 1.1 dell'atto di accusa contesta in fatto che i suoi assistiti
abbiano gettato a terra PC 5, l'abbiamo colpito, l'abbiano minacciato di morte
e che gli abbiano causato un danno psichico permanente. In merito al punto 1.2.
contesta che i suoi assistiti abbiano colpito in più punti del corpo PL 2 e che
le lesioni certificate dal medico siano dovute ai due fratelli. Quo al reato
aggravato di rapina, non ritiene dati i presupposti per poter ammettere la
banda e la particolare pericolosità e neppure, nel caso della rapina a __________,
per ammettere il porto di altra arma pericolosa. Chiede pertanto la derubrica
del punto 1 dell'atto di accusa in rapina semplice, in parte tentata. Mancando
i presupposti della banda, chiede altresì che l'accusa di furto aggravato di
cui al punto 4 dell'atto di accusa sia derubricata in furto semplice.
Chiede
inoltre il proscioglimento dei suoi assistiti dall'imputazione di sequestro di
persona in quanto assorbita dal reato di rapina. E quo all'imputazione di cui
al punto 3 dell'atto di accusa, sostiene trattarsi di tentativo di furto vs.
atti preparatori di rapina risp. tentativo di rapina.
Ritenuti
infine ammessi e riconosciuti i fatti imputati a AC 2 nell'atto di accusa
aggiuntivo a suo carico, conclude chiedendo che a quest'ultimo sia riconosciuta
l'attenuante specifica del sincero pentimento e sia inflitta una pena ridotta a
18.
mesi di reclusione sospesa condizionalmente anche per un lungo periodo di
prova.
Per l'ipotesi
in cui venisse ritenuta la rapina aggravata, chiede una consistente riduzione
della pena che dovrà avvicinarsi al minimo legale dei due anni di reclusione.
In ogni caso, chiede che si prescinda dal
pronunciare l'espulsione.
Chiede, da ultimo, il rinvio delle PC al foro
civile.
§ Il Difensore di AC 1, il quale, ripercorsi brevemente i
fatti, ribadisce le richieste del collega di derubrica dei reati di cui ai
punti 1 (da rapina aggravata in rapina semplice, in parte tentata), 3 (da atti
preparatori punibili di rapina risp. tentativo di rapina aggravata in tentativo
di furto) e 4 (da furto aggravato a furto semplice) dell'atto di accusa e di
proscioglimento dal reato di sequestro di persona. Chiede l’applicazione
dell'attenuante del sincero pentimento, visto l'atteggiamento collaborante
dimostrato dal suo assistito durante l'inchiesta. Conclude chiedendo
un'importante riduzione della pena proposta dal PP. Si rimette al giudizio
della Corte quo alla pronuncia di una nuova espulsione e alla revoca della
sospensione condizionale relativa a quella inflitta precedentemente.
Chiede il
rinvio delle parti civili al competente foro civile.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, presente l'avv. DF 1 in rappresentanza del collegio difensivo, i
seguenti
quesiti: A. AC 1
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
rapina,
in parte tentata
1.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5;
1.1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1.1
della banda;
1.1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.2.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.2.1
della banda;
1.1.1.2.2
della particolare
pericolosità;
1.1.1.2.3
del porto di
altra arma pericolosa;
1.2
sequestro
di persona
1.2.1
in danno di PL
1;
1.2.2
in danno di PL
2;
1.3
atti
preparatori punibili di rapina
in danno
di PL 4;
1.3.1
trattasi
invece di tentata rapina;
1.3.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.3.2.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.4
furto, in
parte tentato
1.4.1
tentato ai
danni di __________ il 15 e 16 ottobre 2005 a __________;
1.4.2
consumato ai
danni di PC 9 il 16 ottobre 2005 ad __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di circa fr. 11'000.-;
1.4.3
consumato ai
danni di PC 7 il 15 novembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un valore denunciato di fr. 11'700.- e Euro 5'000.-;
1.4.3.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.4
consumato ai
danni di PC 9 il 30 novembre 2005 a __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di fr. 4'400.-;
1.4.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.5
violazione
di domicilio
1.5.1
per essere
entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 1.1.1;
1.5.2
per essere
entrato nell'abitazione di PC 1 e PL 1 nelle circostanze di cui sub 1.1.2;
1.5.3
per essere
entrato nell'abitazione di __________ nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
1.6
danneggiamento
1.6.1
per aver
scassinato una porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1 nelle circostanze
di cui sub 1.1.2;
1.6.2
per aver
rotto un vetro e quindi danneggiato una porta-finestra dell'abitazione di __________
nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2.
E’ egli
recidivo?
3.
Può
beneficiare dell’attenuante del sincero pentimento?
4.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
4.1
privativa
della libertà;
4.2
d’espulsione?
5.
Deve
subire la revoca della sospensione condizionale dell'esecuzione della pena
accessoria dell'espulsione inflittagli il 29.5.2002 dall'Obergericht del Canton
__________?
6.
Deve
essere condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili:
6.1
PC 3;
6.2
PC 6;
6.3
PC 9;
6.4
PC 5;
6.5
PC 7?
B. AC 2
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
rapina,
in parte tentata
1.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a__________ presso la pizzeria PC 5;
1.1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1.1
della banda;
1.1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.2.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.2.1.1
della banda;
1.1.2.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.2.1.3
del porto di
altra arma pericolosa;
1.2
sequestro
di persona
1.2.1
in danno di PL
1;
1.2.2
in danno di PL
2;
1.3
atti
preparatori punibili di rapina
in danno
di PL 4;
1.3.1
trattasi
invece di tentata rapina;
1.3.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.3.2.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.4
furto
1.4.1
ai danni di PC
9.
il 30 novembre 2005 a __________ avendo sottratto denaro per un importo
denunciato di fr. 4'400.-;
1.4.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.5
lesioni
semplici
commesse
in danno di PC 10 il 24.4.2005 a __________;
1.6
violazione
di domicilio
1.6.1
per essere
entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 1.1.1;
1.6.2
per essere
entrato nell'abitazione di PC 1 e PL 1 nelle circostanze di cui sub 1.1.2;
1.7
danneggiamento
1.7.1
per aver
rotto il telefono cellulare e la giacca di PC 10 nelle circostanze di cui sub
1.
;
1.7.2
per aver
scassinato una porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1 nelle circostanze
di cui sub 1.1.2;
1.8
Infrazione
alla LF sulle armi
per avere
portato con sé un coltello tipo "butterfly";
e meglio come descritto dagli atti di accusa?
2.
Può
beneficiare dell’attenuante del sincero pentimento?
3.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
3.1
privativa
della libertà;
3.2
d’espulsione?
4.
Deve
essere condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili:
4.1
PC 6;
4.2
PC 9;
4.3
PC 5;
4.4
PC 10?
C. AC 3
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
rapina,
in parte tentata
1.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5;
1.1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1.1
della banda;
1.1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.1.2
trattasi
invece di furto;
1.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.2.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.2.1
della banda;
1.1.1.2.2
della
particolare pericolosità;
1.1.2.2
trattasi
invece di furto tentato;
1.2
sequestro
di persona
1.2.1
in danno di PL
1;
1.2.2
in danno di PL
2;
1.3
atti
preparatori punibili di rapina
in danno
di PL 4;
1.3.1
trattasi
invece di tentata rapina;
1.3.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.3.2.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.4
furto, in
parte tentato
1.4.1
tentato ai
danni di __________ il 15 e 16 ottobre 2005 a __________;
1.4.2
consumato ai
danni di PC 9 il 16 ottobre 2005 ad __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di circa fr. 11'000.-;
1.4.3
consumato ai
danni PC 1 e del suo gerente PC 1 il 28 ottobre 2005 ad __________ avendo
sottratto una cassaforte contenente refurtiva per un valore denunciato di fr.
61'600.- e Euro 2'000.-;
1.4.3.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.4
consumato ai
danni di PC 7 il 15 novembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un valore denunciato di fr. 11'700.- e Euro 5'000.-;
1.4.4.1
trattasi di
refurtiva inferiore
1.4.5
consumato ai
danni di PC 9 il 30 novembre 2005 a __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di fr. 4'400.-;
1.4.6
tentato ai
danni di __________ verso inizio dicembre 2005 presso il PL 3;
1.4.7
consumato ai
danni di PC 4 il 10 dicembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un importo denunciato di fr. 4'077.-;
1.4.7.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.8
consumato ai
danni del locale notturno PC 2 e del suo gerente __________ l'11 dicembre 2005
a __________ avendo sottratto refurtiva per un valore denunciato di fr.
11'766.-;
1.4.8.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.9
consumato ai
danni della macelleria PC 8 il 19 dicembre 2005 a __________ avendo sottratto
una cassaforte contenente un importo denunciato di fr. 30'000.-;;
1.4.9.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.5
violazione
di domicilio, in parte tentata
1.5.1
per essere
entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 1.1.1;
1.5.2
per essere
entrato nell'abitazione di PC 1 e PL 1 nelle circostanze di cui sub 1.1.2;
1.5.3
per essere
entrato nell'abitazione di __________ nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
1.5.4
per essere
entrato nell'esercizio pubblico __________ nelle circostanze di cui sub 1.4.3;
1.5.5
per aver
tentato di entrare nei locali del PL 3 nelle circostanze di cui sub 1.4.6;
1.5.6
per essere
entrato nell'appartamento di PC 4 nelle circostanze di cui sub 1.4.7;
1.5.7
per essere
entrato nei locali dell'esercizio pubblico PC 2 nelle circostanze di cui sub
1.4
;
1.5.8
per essere
entrato nei locali della PC 8 nelle circostanze di cui sub 1.4.9;
1.6
danneggiamento
1.6.1
per aver
scassinato una porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1 nelle circostanze
di cui sub 1.1.2;
1.6.2
per aver
rotto un vetro e quindi danneggiato una porta-finestra dell'abitazione di __________
nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
1.6.3
per aver reso
inservibile una cassaforte del valore denunciato di fr. 4'700.- nelle
circostanze di cui sub 1.4.3;
1.6.4
per aver
forzato la serratura della porta d'entrata del PL 3 nelle circostanze di cui
sub 1.4.6;
1.6.5
per aver
operato lo scasso della serratura di una porta-finestra dell'abitazione di PC 4
nelle circostanze di cui 1.4.7;
1.6.6
per aver
operato lo scasso della serratura della porta d'accesso del locale PC 2 nelle
circostanze di cui sub 1.4.8;
1.6.7
per avere
deteriorato un piano di lavoro e un armadio e reso inservibile una cassaforte
nelle circostanze di cui sub 1.4.9;
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?
3.
Deve
subire la revoca della sospensione condizionale:
3.1
della pena
di 3 mesi di detenzione inflittagli il 7.7.2004 dalle Assise correzionali di __________;
3.2
della pena
di 15 giorni di detenzione inflittagli il 24.1.2005 dal MP __________?
4.
Deve
essere condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili:
4.1
PC 1;
4.2
PC 2;
4.3
PC 3;
4.4
PC 4;
4.5
PC 5;
4.6
PC 6;
4.7
PC 9;
4.8
PC 7;
4.9
PC 8?
D. AC 4
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
rapina,
in parte tentata
1.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5
1.1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1.1
della banda;
1.1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.1.2
trattasi
invece di furto;
1.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.2.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.2.1.1
della banda;
1.1.2.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.2.2
trattasi
invece di furto tentato;
1.2
sequestro
di persona
1.2.1
in danno di PL
1;
1.2.2
in danno di PL
2;
1.3
atti
preparatori punibili di rapina
in danno
di PL 4;
1.3.1
trattasi
invece di tentata rapina;
1.3.1.1
trattasi di reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.3.2.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.4
furto, in
parte tentato
1.4.1
tentato ai
danni di __________ il 15 e 16 ottobre 2005 a __________;
1.4.2
consumato ai
danni di PC 9 il 16 ottobre 2005 ad __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di circa fr. 11'000.-;
1.4.3
consumato ai
danni di PC 7 il 15 novembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un valore denunciato di fr. 11'700.- e Euro 5'000.-;
1.4.3.1
trattasi di
refurtiva inferiore
1.4.4
consumato ai
danni di PC 9 il 30 novembre 2005 a __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di fr. 4'400.-;
1.4.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.5
violazione
di domicilio
1.5.1
per essere
entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 1.1.1;
1.5.2
per essere
entrato nell'abitazione di PC 1 e PL 1 nelle circostanze di cui sub 1.1.2;
1.5.3
per essere
entrato nell'abitazione di __________ nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
1.6
danneggiamento
1.6.1
per aver
scassinato una porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1 nelle circostanze
di cui sub 1.1.2;
1.6.2
per aver rotto un vetro e quindi danneggiato una porta-finestra
dell'abitazione di __________ nelle circostanze di cui sub 1.4.1;
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2.
E’ egli
recidivo?
3.
Può beneficiare dell'attenuante del sincero pentimento?
4.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena:
4.1
privativa
della libertà;
4.2
d’espulsione?
5.
Deve
subire la revoca:
5.1
della
sospensione condizionale dell'esecuzione della pena accessoria dell'espulsione
per 3 anni inflitta con DA 4.7.2000 del MP __________;
5.2
della
sospensione condizionale dell'esecuzione della pena di 3 mesi e 15 giorni di
detenzione inflittagli il 7.4.2003 dalla Corte delle assise correzionali di __________?
6.
Deve
essere condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili:
6.1
PC 3;
6.2
PC 6;
6.3
PC 9;
6.4
PC 5;
6.5
PC 7?
E. AC 5
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
tentata
rapina
ai danni
di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1
della banda;
1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.1.3
del porto di
altra arma pericolosa;
1.1.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.2
sequestro
di persona
1.2.1
in danno di PL
1;
1.2.2
in danno di PL
2;
1.3
atti
preparatori punibili di rapina
in danno
di PL 4;
1.3.1
trattasi
invece di tentata rapina;
1.3.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3.2
trattasi
invece di tentato furto;
1.3.2.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.4
furto, in
parte tentato
1.4.1
consumato ai
danni di PC 7 il 15 novembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un valore denunciato di fr. 11'700.- e Euro 5'000.-;
1.4.1.1
trattasi di
refurtiva inferiore
1.4.2
consumato ai
danni di PC 9 il 30 novembre 2005 a __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di fr. 4'400.-;
1.4.3
tentato ai
danni di PL 3 verso inizio dicembre 2005 presso il PL 3;
1.4.4
consumato ai
danni di PC 4 il 10 dicembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un importo denunciato di fr. 4'077.-;
1.4.4.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.5
consumato ai
danni del locale notturno PC 2 l'11 dicembre 2005 a __________ avendo
sottratto refurtiva per un valore denunciato di fr. 11'766.-;
1.4.5.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.6
consumato ai
danni della PC 8 il 19 dicembre 2005 a __________ avendo sottratto una
cassaforte contenente un importo denunciato di fr. 30'000.-;
1.4.6.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.4.1.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.5
violazione
di domicilio
1.5.1
per essere
entrato nell'abitazione di PC 1 e PL 1 nelle circostanze di cui sub 1.1;
1.5.2
per aver
tentato di entrare nei locali del PL 3 nelle circostanze di cui sub 1.4.3;
1.5.3
per essere
entrato nell'appartamento di PC 4 nelle circostanze di cui sub 1.4.4;
1.5.4
per essere
entrato nei locali dell'esercizio pubblico PC 2 nelle circostanze di cui sub
1.4
;
1.5.5
per essere
entrato nei locali della PC 8 nelle circostanze di cui sub 1.4.6;
1.6
danneggiamento
1.6.1
per aver
scassinato una porta-finestra dell'abitazione di PL 1 e PC 1 nelle circostanze
di cui sub 1.1;
1.6.2
per aver
forzato la serratura della porta d'entrata del PL 3 nelle circostanze di cui
sub 1.4.3;
1.6.3
per aver
operato lo scasso della serratura di una porta-finestra dell'abitazione di PC 4
nelle circostanze di cui 1.4.4;
1.6.4
per aver
operato lo scasso della serratura della porta d'accesso del locale PC 2 nelle
circostanze di cui sub 1.4.5;
1.6.5
per avere
deteriorato un piano di lavoro e un armadio e reso inservibile una cassaforte
nelle circostanze di cui sub 1.4.6;
1.7
infrazione
alla LF sulle armi
per avere
messo a disposizione di AC 2 un coltello tipo "butterfly";
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2.
Ha egli
agito in stato di scemata responsabilità?
3.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?
4.
Deve
essere condannato al pagamento di un’indennità alle parti civili:
4.1
PC 2;
4.2
PC 6;
4.3
PC 9;
4.4
PC 4;
4.5
PC 7;
4.6
PC 8?
F. AC 6
1.
E’ autore
colpevole di:
1.1
rapina
consumata
ai danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5;
1.1.1
deve
sopportare l'aggravante:
1.1.1.1
della banda;
1.1.1.2
della
particolare pericolosità;
1.1.1.1
trattasi di complicità;
1.2
furto
1.2.1
consumato ai
danni di PC 9 il 16 ottobre 2005 ad __________ avendo sottratto denaro per un
importo denunciato di circa fr. 11'000.-;
1.2.1.1
trattasi di
complicità;
1.2.2
consumato ai
danni di PC 7 il 15 novembre 2005 ad __________ avendo sottratto refurtiva per
un valore denunciato di fr. 11'700.- e Euro 5'000.-;
1.2.2.1
trattasi di
refurtiva inferiore;
1.2.2.2
trattasi di
complicità;
1.2.1.1
trattasi di
reato aggravato siccome commesso in banda;
1.3
violazione
di domicilio
per
essere entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 1.1.
1.3.1
trattasi di
complicità;
e meglio come descritto dall’atto di accusa?
2.
E’ egli
recidivo?
3.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?
4.
Deve
subire la revoca della sospensione condizionale dell'esecuzione della pena di
12.
mesi di detenzione inflittagli il 31.8.2004 dalla Corte delle Assise correzionali
di __________?
5.
Deve
essere condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili:
5.1
PC 6;
5.2
PC 9;
5.3
PC 5;
5.4
PC 7?
G. CONFISCHE
1.
Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato, in fatto
1.
Le
vite
1.1
Sulla vita di AC 1 (nato il 4.8.1980) si ha quanto segue:
" …
ribadisco di essere nato a Innsbruck e di aver abitato in questa città con la
mia famiglia fino all’età di 9 anni. Preciso che attorno al 1985 mio padre si é
trasferito in Svizzera. Egli aveva avuto un problema con la giustizia e aveva
ricevuto una decisione di divieto di entrata in questo Paese della durata di 10
anni. Era quindi venuto a stabilirsi in Svizzera e più precisamente a __________.
Io l’ho seguito qualche anno dopo unitamente a mia madre ed in seguito anche il
resto della famiglia é venuta a stabilirsi in Svizzera.
Ho frequentato le scuole di questo Paese e in
particolare di Kriens fino alla quarta media (terza secundar schule). Ho poi
svolto un apprendistato quale falegname per due anni, quando la ditta presso
cui lavoravo era stata venduta. Con il nuovo proprietario non mi sono trovato
bene e, per finire, ho interrotto l’apprendistato. Di fatto non ho quindi
terminato la mia formazione di falegname e non ho conseguito il diploma. Ho poi
svolto lavori diversi per una ditta di pulizie di __________ ed in seguito
anche quale collaboratore di un’assicurazione che si occupava di polizze vita.
Lavoravo molto, ma guadagnavo piuttosto poco, tra CHF 1'500.-- e CHF 2'000.--
mensili. Lavoravo anche 18 o 19 ore al giorno. Ho poi svolto diversi lavori
temporanei cui giungevo attraverso agenzie di collocamento. A quel tempo avevo
continuato ad abitare con la mia famiglia. Preciso che nel 2000 mi ero sposato con __________ nata __________.
L’anno precedente era nato mio figlio __________ . Con loro abitavo presso i
miei genitori a __________ e in questo appartamento risiedevamo quindi in 8
persone.
Nel 2000 avevo poi commesso una rapina insieme a
due amici: avevamo rapinato dei giovani che si trovavano su una spiaggia del
lago dei Quattro Cantoni ed in una seconda rapina avevo guidato l’automobile
mentre due complici rapinavano due sale giochi. Per questi reati ho ricevuto
una condanna di 2 anni e 3 mesi di reclusione di cui ho scontato 18 mesi.
Con mia moglie mi sono separato da qualche tempo,
ma poi siamo tornati insieme. Devo dire che lei non ha un permesso per
risiedere stabilmente in Svizzera e risulta ancora domiciliata a Monaco di
Baviera. Veniva comunque a trovarmi regolarmente in Svizzera dove rimaneva ogni
volta fino a 3 mesi. Lo scorso mese di luglio ho affittato un nuovo
appartamento in __________. In questo appartamento abito io, con mia moglie ed
i miei due figli e con mio fratello AC 2. Lo scorso mese di agosto é nata mia
figlia Angelina. Quando non risiedono da me a __________ mia moglie e i miei
due figli abitano a __________. A __________ vivono anche i parenti di mia
moglie.
ADR che ero stato scarcerato da __________ il
1.7.2004
Alla mia scarcerazione avevo trovato lavoro presso la ditta __________.
Vi ho lavorato fino al mese di novembre 2005. Nel mese di settembre ero stato
finalmente impiegato al 100%, prima avevo lavorato solo al 60%; durante lo
stesso mese però avevo per me incomprensibilmente ricevuto disdetta del mio
contratto di lavoro ed ero stato quindi licenziato. A partire dalla fine del
mese di novembre mi sono quindi annunciato presso la cassa di disoccupazione. A
dir la verità mi ero dato da fare anche per trovare un nuovo lavoro che in
effetti avrei trovato per la metà del mese di gennaio quale operaio presso la
ditta di un mio amico che sarebbe stato in grado di tenermi per un periodo
prolungato di tempo.
Devo dire che oggi la mia lingua madre é il
tedesco, idioma che padroneggio meglio di qualsiasi altro. Malgrado abbia
sempre vissuto in Austria o in Svizzera sono comunque ancora cittadino serbo.
Per quanto riguarda la mia situazione finanziaria
devo dire che è tutt’altro che rosea: come spiegato prima ora sono disoccupato,
mentre prima guadagnavo circa CHF 2'000.--. Per l’appartamento devo pagare CHF
950.
-- mensili anche se poi cerco di dividerli con mio fratello AC 2; ho
inoltre debiti per circa CHF 60'000.--. Ho attestati di carenza beni per CHF
54'000.--. Per tutti questi debiti devo dire che anche attraverso un servizio
di patronato del Canton __________ mi era stato detto che verosimilmente
sarebbe stato possibile trovare una soluzione attraverso un pagamento parziale
limitato…"
(VI PP AC 1 27.12.2005,
p. 1-3).
AC 1 ha dichiarato di essere un consumatore
regolare di marijuana: dal mese di luglio 2004, ogni giorno prima di andare a
dormire, “si fuma una canna" (VI AC 1 30.12.2005, p. 1).
Al momento dell'arresto egli è, peraltro,
risultato positivo al THC (cfr. esame tossicologico delle urine, all. 11 rapp.
d'inchiesta 7.3.2006, AI 1.12).
1.2
A carico di AC 1 ci sono tre precedenti condanne penali (cfr.
estratto casellario giudiziale AI 7.2):
- con
decisione 1.7.1999 dell'Amtsstatthlteramt Luzern-Stadt egli è stato condannato
una prima volta a 14 giorni di detenzione per lesioni semplici (fatti del
13.5
), la pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di
2.
anni;
- a
seguito di fatti commessi nel corso del 2000, l'Obergericht des __________ lo
ha condannato il 29.5.2002 alla reclusione per 2 anni e 3 mesi nonché
all'espulsione dalla Svizzera per 4 anni, sospesa condizionalmente per 4 anni
per rapina ripetuta e aggravata poiché commessa in banda, estorsione ripetuta
(usando violenza) e coazione ripetuta.. Con medesima decisione gli è stata
revocata la sospensione condizionale della precedente pena.
- Il
1.7.2004
AC 1 ha ottenuto la liberazione condizionale assortita di un periodo
di prova di 2 anni e del Patronato (cfr. decisione 15.6.2004 del
Sicherheitsdepartemente des __________).
- Il
21.10.2004
è stato condannato dall'Amtsstatthateramt __________ a 2 mesi di
detenzione e ad una multa di fr. 3'000.- per infrazione grave della LCS e anche
guida in stato di ebrietà.
Il
24.11.2004
AC 1 è stato ammonito relativamente alla liberazione condizionale.
Essendo
AC 1 ancora debitore di parte della multa inflittagli (fr. 2'100.-),
l'Amtsstatthlteramt __________ ha deciso in data 12.5.2005 per la sua
commutazione in 70 giorni di arresto (da scontarsi prima della scarcerazione, scritto
Sepem 10.3.2006 a AC 1, AI 4.76).
1.3
Di sé AC 2 (nato il 1.9.1984) ha raccontato quanto segue:
" …
Sono nato a __________ dove ho abitato per 5 anni. Nel 1988 i miei genitori ed
il mio fratello maggiore sono venuti ad abitare in Svizzera. L’anno seguente li
abbiamo raggiunti io e mia sorella __________ . Fino al nostro passaggio in
Svizzera io e mia sorella, per il tempo durante il quale i miei genitori già
abitavano in Svizzera, abbiamo vissuto con i nostri nonni. Oltre a __________ e
a AC 1 ho ancora un fratello più piccolo, di undici anni, di nome __________ .
Quando sono arrivato in Svizzera ho frequentato dapprima ancora l’asilo e poi
le scuole elementari durante 5 anni a Kriens. Ho frequentato la sesta
elementare a __________. Sono poi andato alle scuole medie di __________ (Sekundarschüle).
Non avevo trovato un posto di apprendistato, ragione per cui ho seguito un
corso “ponte” organizzato dall’ufficio cantonale del lavoro. Durante questo
corso si riprendevano cose apprese a scuola e nel frattempo si continuava a
cercare un posto di apprendistato. Tuttavia solo due settimane dopo l’inizio
del corso mi ero rotto il bacino. Ero caduto da un muro alto 12 metri sull’asfalto. Sono rimasto per
cinque settimane e mezzo all’ospedale cantonale e durante 4 settimane e mezzo
in una clinica di riabilitazione in Bellikon dove rimasi fino al mese di
novembre 2000. Ho poi ricominciato il corso di cui parlavo prima previsto per
la durata di sei mesi. Nuovamente però non riuscii a trovare un posto di apprendistato.
Ho quindi presentato domanda presso una scuola privata per imparare il mestiere
di commerciante (recte: impiegato di commercio). Ho iniziato questa scuola nel
mese di agosto 2001 e l’ho conclusa nell’estate 2004 con un diploma di
commerciante (recte: diploma di impiegato commercio). A partire dall’estate
2004.
non ho però poi trovato una sistemazione lavorativa fissa per cui sono
entrato in disoccupazione. Dopo alcune settimane ho iniziato a lavorare per un
mio zio che si occupava di viaggi e che disponeva un torpedone: io lo
accompagnavo. Io mi occupavo dei clienti e vivevo delle mance che ricevevo da
loro. Sono rimasto ancora un po’ in disoccupazione e poi ho iniziato a lavorare
per la ditta di pulizie __________ , ditta presso cui lavorava anche mio
fratello e che era il mio capo. Presso questa ditta ho lavorato per un anno
fino al mese di ottobre 2005. Ero pagato ad ore e normalmente guadagnavo
attorno ai fr. 1'200.-/1'500.- mensili. Fino al mese di novembre 2004 ho
vissuto con i miei genitori quando poi ho traslocato con mio fratello e mia
cognata a Root dove siamo rimasti fino alla fine di luglio 2005. Da allora ci
siamo trasferiti in __________ dove tuttora abitiamo. Ho regolari contatti con
la mia famiglia. Risiedo qui in Svizzera sulla scorta di un permesso di
domicilio C. Dal punto di vista finanziario sono messo male. Ho debiti per
circa 65'000.- franchi. Una parte di questi debiti é dovuto ad un prestito che
avevo contratto a favore dei miei genitori, salvo errore circa fr. 50'000.-.
Questo prestito viene rimborsato dai miei genitori benché formalmente il
debitore sia io. Non ho risparmi. Fino adesso, ed eccezion fatta per una rissa
in cui sono stato coinvolto la scorsa primavera, non ho avuto problemi con la
giustizia. Per la verità mi ricordo che quando avevo 18-19 anni ero stato preso
una volta a guidare senza patenti. In termini generali posso dire che
fisicamente sto bene, ma mentalmente ho preoccupazioni in particolare per
quanto riguarda i debiti accumulati. Dal mese di ottobre ad oggi sono rimasto
in disoccupazione, benché abbia regolarmente cercato posti di lavoro. Per la
pigione dell’appartamento (4 locali) in __________ pagavo con mio fratello fr.
950.
- mensili che dividevamo tra noi…"
(VI PP AC 2 27.12.2005,
p. 1-2).
Anche AC 2 ha dichiarato di essere un consumatore
regolare di marijuana
" …faccio
questo prima di coricarmi, per rilassarmi. E' da circa tre anni che utilizzo
quotidianamente questa sostanza. Faccio comunque un uso personale non ho mai
offerto, venduto o ceduto tale sostanza a terze persone…" (VI AC 2 13.1.2005, p. 6).
Pure sottoposto all'esame tossicologico al
momento dell'arresto egli è risultato positivo al THC (cfr. esame tossicologico
delle urine, all. 18 rapp. d'inchiesta 7.3.2006, AI 1.12)
1.4
AC 2 è incensurato (cfr. estratto casellario giudiziale AI 7.1).
1.5
Così AC 3 (nato il 14.7.1979) racconta di sé:
" …
Sono nato e cresciuto fino all’età di 14 anni al mio paese in Kossovo. Ho due
fratelli e tre sorelle. Io sono il più anziano. Mio padre venne in Svizzera nel
1987.
o 1988. Mio padre é sempre stato muratore di professione. Io in Kossovo ho
frequentato le scuole elementari (4 anni) e le scuole medie (4 anni). Avendo
iniziato le scuole a 5 anni ho terminato quando ho compiuto i 14 anni. All’età
di 14 anni e mezzo sono venuto anche io in Svizzera, a Biasca, dove ho
raggiunto mio padre nel 1994. Mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle sono
invece rimasti in Kossovo. Fino al 1999 ho vissuto a Biasca con mio padre. Al
mio arrivo e fino al 1996 ho poi frequentato la scuola di tirocinio a __________.
Nel 1996 ho iniziato un apprendistato presso la ditta __________. Dove lavoro
ancora oggi in qualità di idraulico. In effetti al termine della formazione ho
conseguito il diploma di idraulico. Nel 1999 sono andato a stare di casa per
conto mio, dapprima a __________ e poi, nel 2001, mi sono trasferito in __________ .
Da 5 mesi abito in __________ . In questo appartamento convivo con la mia
compagna __________ . Presso la ditta __________ mi sono trovato abbastanza bene;
sono pagato ad ore e guadagno circa fr. 4'500.- lordi al mese. Questo salario é
da intendersi senza tredicesima e senza vacanze. Mio padre abita oggi a __________
mentre mia madre, i miei fratelli e sorelle abitano ancora in Kosovo. Ho
regolari contatti con loro. Ho debiti per circa fr. 12/13'000.-, non lo so di
preciso. Sono già stato oggetto di procedure esecutive da parte dell’UEF. In
particolare sono rimasto indietro con il pagamento dei premi cassa malati.
Dispongo di un veicolo BMW del 1989. Non ho debito per questa automobile. Di
affitto per l’appartamento pago fr. 1'400.- mensili spese comprese. L’affitto
lo pago per intero io, la mia convivente al momento non lavora. Per quanto
riguarda la mia salute ho problemi di mal di schiena e mal di denti. Non
dispongo di attivi. Per quanto riguarda il mio tempo libero, fino a 3 anni fa
giocavo a calcio nel__________ , poi ho smesso. Parlo bene l’italiano e
l’albanese. Il 22 novembre scorso sono caduto, scivolando e battendo la
schiena. Da allora sono in INSAI…" (VI PP AC 3 4.1.2006, p. 1-2).
1.6
AC 3 ha a suo carico due precedenti penali (cfr. estratto casellario
giudiziale AI 7.4):
- con
sentenza 7.7.2004 delle Assise correzionali di __________ egli è stato
condannato per infrazione alla LStup e furto d'uso (fatti commessi tra il
settembre 2001 e il marzo 2002) a tre mesi di detenzione sospesi
condizionalmente per 2 anni.
- il
24.1.2005
è stato poi condannato dal MP di __________ per tentato furto e
danneggiamento (fatti del 29.8.2004) a 15 giorni di detenzione pure sospesi
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni. Con la medesima decisione è
stato inoltre prolungato di un anno il periodo di prova relativo alla
precedente condanna.
1.7
Sugli antecedenti di AC 4 (nato il 25.5.1976) si ha quanto segue:
" …
Sono nato e cresciuto a __________ con i miei genitori. Ho quattro fratelli
tutti più giovani. Ho seguito il ciclo delle scuole elementari (8 anni) e ho
frequentato poi le scuole medie (4 anni) a __________. Ho terminato le scuole
medie nel 1993 o 1994. Nel 1995 sono arrivato in Svizzera a __________. Mio
padre era arrivato in Svizzera e meglio qui in Ticino nel 1989. Mia madre ed i
miei fratelli sono rimasti in Kossovo, dove si trovano tuttora. Quando sono
arrivato in Svizzera dopo un po’ sono andato a stare di casa con mio padre a __________.
Questo era nel 1996, forse 1997. Sono rimasto qui in Ticino come richiedente
l’asilo e questo fino al 2000, anno in cui mi sono sposato con __________ .
Dopo quattro mesi ci siamo trasferiti insieme a __________ . Questo perché mia
moglie qui in Ticino non riusciva a trovare un lavoro ed inoltre non parlava
l’italiano. A __________ abitiamo ancora oggi. In questi anni ho lavorato come
manovale in diverse imprese edili o fabbriche della regione di __________.
Negli ultimi anni ho svolto lavori come “temporaneo”, quindi tramite agenzie di
collocamento. Dal matrimonio con mia moglie nel 2000 é nata una figlia di nome __________
. Svolgendo attività di lavoro temporaneo guadagnavo da ultimo tra i fr. 3'800
ed i 4'000.- mensili lordi. Evidentemente la tredicesima era già compresa. Ero
pagato all’ora. Non ho risparmi; ho invece dei debiti per circa fr.
40/50'000.-. Vi sono aperte
anche procedure esecutive nei miei confronti. Sono rimasto in dietro con il
pagamento dell’affitto per circa fr. 9'000.-, ho inoltre debiti con una banca
(piccolo credito) per fr. 21'000.- e altre cose diverse. Ho fatto il credito
quando alla mia famiglia é stata bruciata la casa in Kosovo ed ha dovuto essere
ricostruita. Con i miei famigliari ho contatti regolari. …"
(VI PP AC 4 31.1.2006,
p. 1-2).
Riguardo alla situazione finanziaria di AC 4 sono
stati versati in atti (cfr. scritto 22.2.2006 avv. __________ , AI 4.60), oltre
all’estratto UEF al 20.2.2006 che contempla 30 esecuzioni (dal 1.1.2003 al
20.2
) per un totale di fr. 30'852.40 e 33 attestati di carenza beni (dal
1.1.1995
al 20.2.2006) per un totale di fr. 52'627.70, il conteggio dell’
assistenza sociale mese di novembre 2005 per fr. 2'746.- mensili e l’avviso di
disdetta 26.9.2005 del contratto di locazione per l’appartamento di __________ a
causa del mancato pagamento della pigione.
1.8
AC 4 ha alle spalle quattro precedenti penali (cfr. estratto casellario
giudiziale AI 7.6):
- con
decreto d'accusa 4.7.2000 del MP di __________ egli è stato condannato per
istigazione al furto, ripetuto abuso di un impianto per l'elaborazione dati,
falsità in certificati, guida senza licenza di circolazione, abuso delle
targhe, guida senza licenza di condurre a 90 giorni di detenzione, ad una multa
di fr. 300.- nonché all'espulsione dalla Svizzera per 3 anni. L'esecuzione
della pena detentiva e d'espulsione è stata sospesa condizionalmente per un
periodo di prova di 3 anni.
Inizialmente
prolungato il periodo di prova di 1 anno e sei mesi (cfr. decisione 8.3.2001
dell'Amtsstatthalteramt __________), il beneficio della sospensione
condizionale gli è stato revocato con la sentenza 7.4.2003 della Assise
correzionali di __________. (AC 4 è stato, invece, soltanto ammonito in
relazione all’espulsione).
- Il
5.1.2001
l'Amtsstatthalteramt __________ ha condannato AC 4 per falsità in
certificati, guida senza licenza di condurre, guida di un veicolo difettoso e
contravvenzione alla OETV (fatti del 21.8.2000) ad 1 mese di detenzione e ad
una multa di fr. 500.-. L'esecuzione della pena detentiva è stata sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni. Questo beneficio è stato
poi revocato con decisione 29.9.2003 dell'Amtsstatthalteramt __________.
- Con
sentenza 7.4.2003 delle Assise correzionali di __________ AC 4 è, poi, stato
condannato per complicità in infrazione grave alla LStup e infrazione grave
alla LCS (fatti commessi tra il 1.1.2002 e il 2.10.2002) a 3 mesi e 15 giorni
di detenzione sospesi condizionalmente per 3 anni (come detto, in
quest'occasione gli fu revocata la sospensione condizionale relativa alla pena
detentiva inflitta il 4.7.2002 dal MP di __________ e fu solo ammonito circa
l'espulsione).
- Il
29.9.2003
AC 4 è stato infine condannato dall'Amtsstatthalteramt __________ a 3
mesi di detenzione per furto, danneggiamento e violazione di domicilio.
AC 4 ha scontato le pene detentive inflittegli
(esecuzione cumulativa, dedotti 34 giorni di carcere preventivo, cominciata il
9.2.2004
sino al 24.5.2004, giorno in cui ha raggiunto i 2/3 ed è stato
liberato su ordine della competente autorità del Canton __________ con un
periodo di prova di 1 anno e Patronato), tranne quella di 3 mesi e 15 giorni di
detenzione di cui alla sentenza 7.4.2003 delle Assise correzionali di __________
(cfr. doc. TPC 18).
Va detto che, con DA 9.4.1998, il MP aveva già
condannato AC 4 a 5 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per 2 anni
per titolo di lesioni semplici (AC 4 aveva colpito al capo con uno sgabello un
uomo che era intervenuto per sedare una lite che lo vedeva coinvolto).
1.9
Della sua vita AC 5 (nato il 23.3.1966) ha raccontato quanto segue:
" …
Sono nato a __________ nel 1966, ho un fratello e tre sorelle. Io sono il più
giovane. Fino all’età di 6 anni ho vissuto con i miei genitori a __________,
quando loro poi si sono separati. All’età di 7 anni mia madre mi ha messo in un
collegio fino all’età di 11 anni, svolgendovi tutte le scuole elementari. Ho
poi svolto due anni di scuole medie in un semi convitto, rimanevo cioè presso
l’istituto fin verso sera, quando poi rientravo a casa per dormire. All’età di
12/13 anni ho iniziato a lavorare, svolgendo diverse attività. A 14 anni ho
iniziato a lavorare come pellicciaio, lavoro che ho esercitato fino al luglio
1988.
quando poi sono venuto in Svizzera. Fino ad allora avevo continuato ad
abitare presso mia madre. Preciso che ero venuto in questo paese poiché avevo
conosciuto la donna che poi sarebbe diventata mia moglie e che era cittadina
Svizzera, di __________. Ci siamo sposati il 2.8.1989 ed io e mia moglie ci
siamo stabiliti a __________. Dall’unione con mia moglie é nata nostra figlia
Samanta il 28.8.1989. Appena ottenuto il permesso di lavoro ho iniziato a
lavorare presso la ditta __________. Presso questa società sono rimasto circa 1
anno. Ho poi iniziato a lavorare come magazziniere presso la __________ dove
sono rimasto per 5 anni. Avevo problemi di schiena e nel giugno 1995 ho smesso
la mia attività presso la __________. Sono rimasto in disoccupazione per un po’
di tempo iniziando poi una riqualifica professionale. Tuttavia a causa della
mia scoliosi non sono riuscito a portare a termine la mia riqualifica. Dal
giugno 1999 sono fermo. Di fatto ora sono al beneficio dell’assistenza sociale.
I miei medici mi avevano detto di stare tranquillo e che le cose si sarebbero
messe a posto per ottenere l’AI. Ad oggi però il problema non é risolto. Dal
mese di gennaio 1998 sono separato da mia moglie, siamo comunque rimasti in
buoni rapporti. Mia figlia é stata attribuita alla mamma. Nell’appartamento
dove risiedo ora sono entrato nel mese di maggio 1998. Per quanto riguarda la
mia situazione finanziaria osservo che ricevo poco più di fr. 1'500.- mensili
dall’assistenza sociale e dio mi devo pagare l’affitto fr. 430.- mensili, la
cassa malati circa fr. 110.- mensili. Devo anche dire che i miei famigliari
ogni tanto mi danno qualche cosa ed inoltre cerco di arrangiarmi, facendo
qualche piccolo lavoretto quando mi capita per arrotondare le mie entrate. Ho
debiti, ma solo con il Cantone, per l’anticipo alimenti e qualche cosa di cassa
malati: in totale si tratta di circa fr. 50'000.-. Nel frattempo ho chiesto che
mi venisse nominato un curatore amministrativo che però non é ancora stato
reperito. Per ciò che riguarda le mie condizioni di salute soffro di scogliosi,
ho subito degli interventi ai menischi e le ginocchia mi fanno male
specialmente se rimango seduto a lungo. Ho dolori ad una spalla. Sto inoltre
seguendo una terapia psicologica presso il Servizio psico-sociale di__________
. In effetti dopo il divorzio ho avuto una depressione, sono molto nervoso. E’
vero che recentemente avevo stretto un’amicizia con una donna rumena,
conosciuta al bar __________. Devo però anche dire che recentemente non ho più
saputo nulla da lei, in particolare da quando sono stato arrestato…"
(VI PP AC 5 18.1.2006,
p. 1-2).
Dall'analisi tossicologica effettuata al momento
dell'arresto AC 5 è risultato positivo al THC (cfr. all.60). In aula, AC 5 ha
ammesso di fumare degli spinelli.
1.10
AC 5 ha a suo carico un decreto d'accusa emanato il 24.2.2003 dal MP di __________
per ingiuria e vie di fatto (fatti del 10.12.2002) con il quale è stato
condannato ad una multa di fr. 300.- (cfr. estratto casellario giudiziale AI
7.
).
1.11
Della sua vita AC 6 (nato il 6.2.1977) ha raccontato quanto segue:
" …
Sono nato e cresciuto a __________. Mio padre già da tempo viveva e veniva a
lavorare in Svizzera, di professione é manovale. Io ho frequentato le scuole al
mio paese fino all’età di 14 anni. Ho 6 fratelli e una sorella. Quattro
fratelli e una sorella vivono ora in Svizzera. All’età di 15 anni sono venuto
in Svizzera a __________ dove vivevo con mio padre ed i miei fratelli. Sono
andato a scuola per un paio di mesi per imparare la lingua ed ho poi iniziato a
lavorare in un ristorante come aiuto cucina; nel 1995 ho iniziato a lavorare
come barista presso il Ristorante __________ dove sono rimasto per 3 anni. In
seguito ho lavorato per un anno presso il Ristorante __________, ho lavorato
per tre anni presso l’Hotel __________ di__________ ; ho poi fatto un anno e
mezzo presso il__________ ed in seguito per il night __________ ad __________
dove sono rimasto fino ad adesso. Da ultimo guadagnavo fr. 3’600/3'700.-
mensili lordi. Avevo un contratto mensile. Non era prevista la tredicesima. Mi
sono sposato nel 1999 con __________ con cui vivo ancora oggi. Dal nostro
matrimonio, nel 2002, é nato un figlio di nome __________. Mia moglie é
casalinga. Ho debiti per circa fr. 19/20'000.-. Si tratta di un debito non
rimborsato con la Procredito; inoltre sono rimasto un po’ indietro con imposte
e assicurazioni (cassa malati). Per questi debiti sono stati poi emessi degli
attestati carenza beni. Di salute sto bene, non ho problemi particolari. Di
lingua madre sono albanese, parlo l’italiano e un po’ di russo, rumeno e
francese. Mia madre vive ancora al nostro paese in Kosovo. Sono venuto in
Svizzera quando da noi c’era la guerra e non ho svolto il servizio militare.
Sono venuto in Svizzera con un permesso C per il “ricongiungimento famigliare”.
(VI PP AC 6 10.1.2006,
p. 1-2).
1.12
AC 6 ha a suo carico tre precedenti penali (cfr. estratto casellario
giudiziale AI 7.5):
- il
22.9.2003
egli venne condannato una prima volta dal MP di __________ per
falsità in certificati ripetuta e guida senza licenza di condurre (fatti
commessi tra il 1.1.1997 e il 5.7.2003) ad una pena di 15 giorni di detenzione
sospesi condizionalmente per 2 anni.
- il
2.12.2003
egli venne nuovamente condannato dal MP di Lugano per infrazione e
contravvenzione alla LStup (fatti commessi tra il 1.8.2002 e il 24.9.2003) a 15
giorni di detenzione. Con medesima decisione venne prolungato di un anno il
periodo di prova relativo alla precedente condanna.
- con
sentenza 31.8.2004 delle Assise correzionali di__________ AC 6 fu condannato
per infrazione aggravata e contravvenzione alla LStup (fatti commessi tra il
novembre 2003 e l'aprile 2004) a 12 mesi di detenzione sospesi condizionalmente
per 3 anni. Con medesimo giudizio gli venne inoltre revocata la sospensione condizionale
relativa alla precedente condanna del 22.9.2003.
2.
I
rapporti tra gli accusati
Sui rapporti tra gli accusati e gli altri
personaggi oggetto delle vicende in discussione, dalla lettura degli atti
emerge in particolare quanto segue.
AC 3 e AC 4 si sono conosciuti nel 1996 quando
erano entrambi residenti a __________ e sono subito diventati amici. Dopo la
partenza del AC 4 per __________ , i due hanno continuato a vedersi
regolarmente, in particolare durante le trasferte di AC 4 in Ticino (dove,
peraltro, veniva anche per far visita ad un’amica che qui risiede). Solitamente
i due si incontravano al bar __________, al bar __________ o casa del AC 3
(cfr. VI PP AC 4 31.1.2006, p. 2; VI AC 3 23.12.2005, p. 2).
AC 3 e AC 4 conoscono da lungo tempo (oltre 5
anni) anche AC 6, cameriere in vari esercizi pubblici del __________ da loro
(all'epoca) frequentati.
Al momento dei fatti AC 6 lavorava al bar __________
di __________ dove AC 3 si recava "tutte le sere" e dove AC 4 arrivava
di quando in quando (cfr. VI AC 3 23.12.2005, p. 3, VI PP AC 6 10.1.2006, p.
2).
Nell'ambito delle frequentazioni del bar __________
, AC 3 ha presentato AC 5 (conosciuto in questo locale nel corso dell'estate
2005) a AC 4.
AC 5 e AC 3 hanno cominciato a frequentare insieme
diversi esercizi pubblici della zona “animati”dalla presenza di prostitute (__________).
In queste peregrinazioni erano talvolta accompagnati anche dal AC 6, che pure AC
5.
conosceva "da tempo" siccome cameriere al __________ (VI PP AC 5
18.1
, p. 2).
Che AC 3, AC 6 e AC 5 si frequentassero
assiduamente (soprattutto negli ultimi mesi del 2005) è anche confermato da __________
(datrice di lavoro del AC 6 e vittima di due furti oggetto del presente
giudizio) che spesso li vedeva assieme sia al __________ (VI PC 9 16.1.2006, p.
2).
AC 4 ha conosciuto AC 1 nel 2004, quando entrambi
erano in carcere a __________. Nell'estate del 2005 i due si rividero
casualmente in un esercizio pubblico di __________ (cfr. VI PP AC 4 31.1.2006,
p.2). Attraverso AC 1, AC 4, qualche tempo dopo, conobbe anche il fratello AC 2.
AC 4 presentò, poi, i fratelli AC 1 a AC 3:
AC 1, se non prima, almeno in occasione del primo
colpo del 15/16 ottobre 2005, AC 2 in occasione della prima rapina dell'8/9
novembre a__________ . I due fratelli conobbero così anche AC 6 e AC 5 (dal
quale AC 1 compererà anche dei cuccioli dobermann).
Per le altre persone menzionate nell'atto di
accusa basti sapere che:
- __________
è un amico di AC 4, residente in __________, che a __________ conobbe AC 1.
- __________
conosce AC 3 dai tempi in cui era ancora gerente del locale __________ (tra
fine 2002 e fine 2004). Egli conosce pure AC 5 che definisce suo amico (VI __________
24.1
, p. 2). Anch'egli frequentatore del __________, è pure conosciuto da AC
6.
che spesso l'ha visto in compagnia di AC 3 e AC 5 (VI AC 6 27.1.2006, p. 3).
- __________
conosce da lunga data AC 3 (dal 1994) e AC 4 (dai tempi in cui abitava a __________).
Con AC 3 si incontrava nei diversi esercizi pubblici del __________ dove gli
capitava di vedere anche il AC 4. Viste le sue frequentazioni del bar __________,
__________ conosceva anche il AC 6 e il AC 5 (VI __________ 9.1.2006, p. 2-3).
3.
Circostanze
dell'arresto e ammissioni
3.1
Tra il 15 ottobre e il 19 dicembre 2005 alcune località del __________
sono state teatro di diversi furti e rapine che gli inquirenti hanno definito
"alquanto gravi e eclatanti" e, in ogni modo, "abbastanza
inusuali" a quelle latitudini (cfr. rapp. d'inchiesta 7.3.2006, AI 1.12,
p. 20).
A seguito dei rilevamenti effettuati dalla
polizia scientifica sul luogo di commissione della rapina ai danni di PC 5
avvenuta la notte tra l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ (AA 1.1), gli
inquirenti risalirono a AC 1, le cui tracce di DNA sono poi state ritrovate sul
nastro adesivo utilizzato per imbavagliare la vittima. I risultati dell'
analisi genetica sono pervenuti al PP il 20.12.2005 (cfr. rapporto di
comparazione 20.12.2005, all. AI 1.2). Lo stesso giorno è stato quindi diramato
un ordine di arresto per rapina nei suoi confronti. (AI 2.3).
Ritenuto che la sera in cui è avvenuta la rapina
a __________ la polizia aveva avuto modo di fermare e controllare la vettura su
cui AC 1 viaggiava in compagnia del fratello, di AC 3, di AC 6 e di AC 4 e che,
la notte in cui è avvenuta la rapina di __________, i due fratelli AC 1 sono
incappati in altri due controlli di polizia, il 21.12.2005 è stato emanato un
ordine di arresto anche nei confronti di AC 2 (AI 2.5).
AC 1 è stato arrestato dalla polizia lucernese la
mattina del 21.12.2005 presso il suo domicilio (cfr. rapporto 21.12.2005, all.
AI 1.2), il fratello AC 2 il giorno successivo (cfr. rapporto 22.12.2005).
Il 22.12.2005 i due fratelli sono stati tradotti
nel nostro cantone e, poi, alla fine dei primi interrogatori di polizia, sono
stati associati alle carceri pretoriali di __________ (AC 1) e __________ (AC 2)
come documenta il rapporto di arresto 22.12.2005 in atti (AI 1.2).
I due AC 1 hanno quasi da subito ammesso il loro
coinvolgimento nella rapina di __________ e in quella di __________ ai danni di
__________ (AA 1.2). Dal loro racconto è stato poi possibile risalire agli
altri partecipanti al colpo (cfr. VI AC 1 22.12.2005 e VI AC 2 22.12.2005
17h40).
Il 23.12.2005 sono quindi stati emanati gli
ordini di arresto a carico di AC 4 (AI 2.10), AC 3 (AI 2.13), AC 6 (AI 2.15) e AC
5.
(AI 2.17). Questi ultimi tre sono stati arrestati lo stesso giorno a __________
ed associati, AC 6 e AC 5 alle locali carceri, AC 3 a quelle di __________.
AC 4 ha invece potuto essere arrestato solo il
16.1.2006
all'aeroporto di __________, appena sbarcato dal volo proveniente da __________,
dove si era recato (con partenza al 23.12.2005) a trovare i familiari per il
Natale. Il giorno successivo è stato tradotto in __________ in forza
dell'ordine di arresto già emanato nei suoi confronti e quindi associato alle
carceri pretoriali di __________ (cfr. rapp. di arresto 17.1.2006, AI 1.7).
AC 6 e AC 5 sono stati scarcerati rispettivamente
il 15.2.2006 (cfr. ordine di scarcerazione 14.2.2006) e il 3.3.2006 (cfr.
istanza di libertà provvisoria 27.2.2006, AI 3.28 e ordine di scarcerazione
2.3
, AI 6).
Gli altri quattro accusati sono tuttora in
detenzione presso il penitenziario cantonale (AC 2 dal 9.7.2006; AC 1 dal
16.1
; AC 3 dal 13.2.2006; AC 4 dal 23.2.2006).
Si rileva inoltre che, nel corso dei mesi di
gennaio e febbraio 2006, sono state arrestate altre tre persone coinvolte nei
fatti contemplati nell'atto di accusa. Trattasi di __________ (rapp. di arresto
9.1
, AI 1.4); __________ (rapp. di arresto 24.1.2006, AI 1.8) e __________
(rapp. di arresto 20.2.2006, AI 1.9).
A parte il __________, anche loro sono
sostanzialmente rei confessi.
Essi sono perseguiti separatamente.
3.2
Chi prima e chi dopo, gli imputati hanno tutti ammesso le proprie
responsabilità.
I fratelli AC 1, i primi ad essere arrestati,
hanno in un primo tempo mentito sulla loro accertata presenza in __________ nei
giorni 8 novembre e 15 dicembre 2005, ossia - come accennato - nei giorni in
cui hanno avuto luogo le rapine di __________ (AA 1.1) e di __________ (AA
1.
).
Con riferimento alla seconda, hanno raccontato di
essere venuti in Ticino per pagare a tale__________ (ovvero a AC 5) l'importo
di fr. 1'000.- corrispondente al prezzo per l’acquisto di due cuccioli dobermann
già visionati in due precedenti occasioni. Dopo questo tentativo di depistaggio
- che avrebbe dovuto essere confortato dalle deposizioni dello stesso AC 5
(cfr. VI AC 5 22.12.2005) con il quale si erano accordati di dare questa
versione dei fatti in caso di arresto (cfr. VI PP AC 5 23.1.2006, p. 6 e cfr.
anche VI PP AC 3 4.1.2006, p. 5) - e dopo essere stati posti di fronte
all'evidenza delle tracce di DNA, essi hanno infine confessato di essere gli
autori materiali delle due rapine. AC 1 è stato il primo a parlare. AC 2, dopo
le primissime negazioni, ha capitolato su consiglio del fratello (cfr. VI AC 2
22.12
).
Nel susseguirsi degli interrogatori i due
fratelli hanno ammesso – a volte anche spontaneamente - il loro coinvolgimento
negli altri reati imputatigli.
A volte spontaneamente e a volte poiché
confrontati a schiaccianti chiamate di correo anche gli altri accusati, per
quanto coinvolti, hanno dapprima confessato la partecipazione alle rapine e
poi, via via, anche agli altri reati.
4.
Fatti
e motivi a delinquere
4.1
Premessa
Dalle risultanze istruttorie emerge che, a
partire in ogni caso da inizio autunno 2005, gli autori – tutti, chi per un
motivo chi per l’altro, in ristrettezze finanziarie o, perlomeno, con la
necessità o il desiderio di avere più soldi di quelli che effettivamente
avevano a disposizione - si sono costituiti in un vero e proprio sodalizio per
cercare di fare un po’ di soldi ai danni, in particolare, degli ambienti “a
luci rosse” dove, notoriamente, di soldi ne circolavano molti e non sempre in
regola con il fisco.
L’idea era nata così, quasi uno scherzo fra amici
oziosi e, soprattutto, sempre bisognosi di soldi poiché il ”divertirsi” con le
“donnine” o, in ogni caso, in certi ambienti costa.
E fu proprio la loro familiarità con l’ambiente
dei “bordelli” che spinse gli imputati a prendere di mira in particolare i
locali a luci rosse o i loro gerenti – senza farsi scrupoli nel derubare dei
loro guadagni anche le prostitute con cui avevano appena consumato un rapporto
sessuale o nel colpire persone che conoscevano bene - poiché lì giravano molti
soldi:
" avevo
conosciuto il AC 4 nel 1996 a __________ dove lui stava di casa. Ancora adesso
viene regolarmente in Ticino e noi capitava che ci incontrassimo. La cosa era
nata quasi per scherzo: insieme si era parlato di fare dei soldi prendendo di
mira degli EP, in particolare dei locali notturni" (AC 3, PP 4.1.2006 pag. 2; cfr. anche AC
3.
28.12.2005 in cui parla di “prendere di mira“ritrovi pubblici frequentati da
prostitute”; AC 4 19.1.2006; cfr, pure, verb 21.2.2006 in cui AC 4 afferma che
“era stato AC 3 ad invitarmi in Ticino poiché era in previsione di eseguire dei
“lavori” come abbiamo poi discusso al momento del nostro giungere”).
Le discussioni volte al reperimento degli
obiettivi o in cui gli obiettivi venivano individuati furono parecchie e
coinvolsero, oltre a AC 3 e AC 4, soprattutto AC 5, AC 6 - che lavorava,
all’epoca dei fatti, in due locali “animati” da prostitute (il __________ e il
__________ ) – e, in misura minore, __________. (cfr, ad esempio, AC 3, PP
4.1.2006
pag. 2; VI AC 3 28.12.2005, p. 1; AC 5 PP 23.1.2006; AC 4).
Bastava, per dare il via alle operazioni, che
qualcuno sapesse, più o meno attendibilmente, che il tale o la tal’altra
disponevano di soldi o che si poteva trovare in un luogo o nell’altro una
cassaforte presumibilmente piena di soldi.
Una volta reperito l’obiettivo, AC 3 (di sua
iniziativa o su suggerimento di altri) decideva con chi agire a dipendenza
delle situazioni.
In sintesi, se il colpo comportava per AC 3 e/o
gli altri frequentatori abituali dei bordelli bellinzonesi, in particolare, il
rischio di essere riconosciuti , AC 3 faceva capo a AC 4 (detto __________),
residente nel Canton __________, che, a sua volta, contattava i fratelli AC 1 (AC
2.
e AC 1 detto __________) e altre persone identificate (in particolare __________,
perseguito separatamente) e non identificate (cfr. rapp. d'inchiesta 7.3.2006,
AI 1.12, p. 20).
Questo è avvenuto, in particolare, per la rapina
ai danni di PC 5 (che, per la verità, AC 3 avrebbe voluto compiere
personalmente con AC 4 ma questi rifiutò), per il furto ai danni della
prostituta __________ (i “ticinesi” erano più o meno frequentatori abituali del
motel in cui la donna lavorava), la tentata rapina ai danni del bar __________
(AC 3 e gli altri erano habitués del locale), dei furti ai danni di __________
(che i “ticinesi” conoscevano bene) e, infine, della tentata rapina ai danni
di PC 1 e PL 1 (che , ancora, i “ticinesi” conoscevano bene).
" …in
poche parole posso dire che AC 3 e __________ ed in parte anche AC 6
organizzavano i vari reati. Il mio compito era quello di portare in __________
i AC 1 che sapevo essere capaci
di compiere questo…" (VI
17.1.2006
AC 4 p. 6)
" …in
tutti i colpi che sono stati commessi e a cui ho partecipato in __________
posso dire che qui da voi c'erano le persone che avevano le informazioni e che
organizzavano i reati. Queste persone sono AC 3, AC 6 e __________. Il compito
di AC 4 era quello invece di portare chi eseguiva il colpo in __________. Io, e
nelle occasioni delle rapine mio fratello __________, eseguivamo materialmente
i reati…"
(VI 12.1.2006 AC 1 p.
3)
" … AC
1.
… ogni volta che sono venuto in __________ per
eseguire un colpo sono stato contattato da AC 4. Devo però dire che quando lui
mi contattava non mi dava ancora spiegazioni riguardo il colpo che avrei poi
dovuto eseguire da solo o con mio fratello. Evidentemente quando si parlava di
eseguire un lavoro in Ticino si intendeva qualche cosa di illegale ma, ripeto, AC
4.
non scendeva in dettagli e del resto, da quello che ho capito, neppure AC 4 sapeva di cosa si trattasse. L’idea veniva
dagli altri. Io chiedevo delle informazioni a AC 4 ma lui non era in grado di
darmele. Prima che giungessimo in Ticino né io, né mio fratello e
apparentemente neppure AC 4 sapevamo cosa si andava a fare.
AC 4Quando io
parlavo con AC 1 in effetti non sapevo ancora di cosa si sarebbe trattato. Gli altri, cioè AC 3 e__________
mi dicevano di andare a contattarli ed era ciò che io facevo…".
" …AC
4.
contattava mio fratello e gli riferiva che vi erano dei "lavori" da
fare. Intendendo qualche cosa di illegale. Era mio fratello a volere anche la
mia presenza per garantire un evenutale aiuto se ce ne fosse stato bisogno.
Chiaramente è capitato di venire in Ticino e di non poter compiere nulla.
poiché qualche cosa non era andato per il verso giusto. In queste occasioni si
faceva poi rientro a mani vuote…" (VI AC 2 13.1.2006, p. 4).
Negli altri casi – quelli in cui, cioè, il furto
poteva essere eseguito in assenza delle vittime – AC 3 agiva da solo con AC 5
(tentato furto ai danni del __________, furto ai danni di __________, furto ai
danni dell’__________ e furto ai danni della __________).
In questi casi, in genere AC 3 era l'addetto allo
scasso che operava a mezzo di cacciavite.
Per la verità, nel primo furto ritenuto nell’AA
(quello tentato ai danni di __________, nella notte fra il 15 e il 16 ottobre
2005) - furto che doveva avvenire mentre la vittima era assente dall’appartamento
– hanno operato anche AC 1 e __________. La loro presenza in Ticino quella sera
– presenza non strettamente necessaria viste le caratteristiche del furto – non
ha trovato spiegazioni.
Nel furto ai danni dell’Osteria __________, AC 3
ha, invece, agito con __________ ed altri 3 suoi connazionali rimasti ignoti
cui fece ricorso perché l’esecuzione del furto gli sembrava fuori dalla sua
portata.
Poi, una volta deciso chi avrebbe partecipato, si
procedeva, se necessario, a dei sopralluoghi.
Alla pianificazione e alla preparazione dell’esecuzione
dei colpi partecipavano tutti coloro che, in un modo o nell’altro, vi avrebbero
preso parte.
Va detto che, in genere, si trattava di una
pianificazione molto semplice, quasi embrionale che avveniva, in genere, poco
prima del colpo stesso.
Il motivo principe che ha spinto gli accusati a
commettere i reati ascritti loro è stato il bisogno di denaro o, comunque, la
prospettiva del guadagno facile. Se da una parte è vero, come emerge dai loro
trascorsi, che tutti avevano problemi finanziari, dall'altra è altresì vero che
tutti conducevano una vita piuttosto dissoluta (malgrado le famiglie a carico)
spesa in bar e postriboli vari.
Così, ad esempio, AC 3:
" …Ho
commesso questi furti perché avevo problemi finanzialri e perché sono rimasto
coinvolto in un giro di persone particolari…"
(VI PP AC 3 17.1.2006,
p. 5)
Sui motivi a delinquere AC 4 spiega anche che,
dopo i primi colpi, "vista la facilità con la quale avevamo preso
ingenti somme di denaro e vista la necessità di denaro da parte di __________ e
__________ non ci siamo fermati ma abbiamo commesso altri reati. Oltre a questo
ha avuto una certa importanza il fatto che la vittima di __________ avesse
denunciato unicamente fr. 11'000.-. Noi sapevamo che la somma era quasi il doppio. Abbiamo dunque capito che le
persone che gravitano attorno al mondo della prostituzione guadagnano soldi in
nero, soldi che potevamo rubare…" (VI AC 4
19.1
, p. 5)
La refurtiva veniva sempre spartita tra tutti i
partecipanti al colpo, indipendentemente dal ruolo avuto. Gli esecutori
materiali prendevano di norma qualcosina di più (non molto), mentre l'importo
più basso andava a chi aveva avuto nell’esecuzione un ruolo passivo, vigendo il
motto secondo cui tutti i partecipanti venivano, comunque, sempre pagati (cfr.
in part. VI AC 2 13.1.2006, p. 3).
4.2
Gli atti
incriminati
AC 3 ha partecipato a tutte le azioni criminose
imputate nell'atto di accusa (punti 1 a 6) avvalendosi, a dipendenza delle
circostanze, della collaborazione di una o più persone.
D'altronde, come emerge dalle varie deposizioni
in atti, l'idea partiva sostanzialmente spesso da lui e sempre lui, poi,
fungeva in qualche modo da coordinatore.
Anche AC 5 ha, spesso, avuto un ruolo, se non di
ideatore, almeno di agente propulsore tant’è che i due, spesso, si
attribuiscono vicendevolmente questa responsabilità.
Sebbene abbia partecipato in misura minore non va
neppure banalizzato il ruolo avuto da AC 6, comunque ancorato nell'ambiente e
spesso presente alle discussioni tra AC 3 e AC 5 e, quando era il caso, gli
altri.
AC 4, come visto sopra, era il punto di
collegamento fra il Ticino e i correi fuori Cantone ma ha pure avuto un ruolo
determinante nella messa a punto delle operazioni e nella loro esecuzione, pur
avendo sempre avuto cura (come ha più volte detto al dibattimento) di “non
sporcarsi le mani” nella manichea convinzione di avere meno responsabilità rispetto
ai colleghi che andavano a fare il “lavoro sporco”.
I fratelli AC 1, come visto, quando venivano chiamati,
rispondevano sempre senza esitazioni all’appello: l’unica remora – dimostrata
dal più grande – era quella di verificare, prima del colpo, se questo si
“poteva fare” con un sopralluogo.
Va detto che la stessa totale ed incondizionata disponibilità
a partecipare l’hanno, poi, dimostrata concretamente tutti: bastava, infatti,
una discussione al tavolino di uno dei tanti bar per “dare il via alle
polveri”.
4.2.1
Il primo furto imputato nell'atto di accusa (4.1) è stato commesso –
o meglio, tentato - a __________ la notte tra il 15 e il 16 ottobre 2005, tra
le 3h00 e le 3h15 ai danni di __________ (costituitosi PC al momento della
denuncia sporta il 16.10.2005, all. 98).
Quella sera, si trovarono al __________ AC 3 e AC
4.
che aveva portato con sé AC 1 e __________. Come spesso accadeva, tutti erano
a corto di soldi. Così, i quattro si impegnarono ad individuare un possibile
obiettivo (AC 4, 23.1.2006). A AC 3 venne in mente il __________ (gestore di un
grotto un po’ equivoco) e che, secondo quanto gli aveva detto in precedenza __________
(AC 3 PP 30.1.06 pag. 1), doveva tenere parecchi soldi in casa.
Senza indugi, i quattro lasciarono il __________
diretti a __________.
Raggiunsero l’abitazione del __________ e, dopo
che AC 3 verificò se effettivamente questi era, come sua abitudine, nel vicino
locale notturno, __________ e AC 1 si avviarono al lavoro.
__________ rimase a fare da palo mentre AC 1
raggiunse il balcone delll’abitazione e – secondo il piano (cfr. AC 3 PP
30.1.06
pag. 2) – tentò di introdursi nell’appartamento. Impegnato nel
tentativo di scasso della porta, inavvertitamente AC 1 ruppe un vetro che si
infranse con molto rumore.
Questo provocò la fuga dei malviventi senza che
il furto potesse essere portato a termine. AC 1 e __________ raggiunsero AC 4 e
AC 3 che – così come d’accordo (AC 3, PP 30.1.06 pag. 1) – li
aspettavano in macchina in un vicino posteggio e, poi, tutti si allontanarono.
AC 3, AC 4 e AC 1, chi prima e chi dopo, hanno
ammesso la loro partecipazione al furto secondo i ruoli e nelle modalità
descritte al punto 4.1. dell'atto di accusa e sopra riassunte.
Le loro dichiarazioni trovano sostanziale
conferma nella deposizione di __________.
__________, pure menzionato nell'atto di accusa,
nega invece ogni suo coinvolgimento nella vicenda.
Secondo le dichiarazioni della vittima,
all'interno dell'abitazione sono stati sottratti tre telefoni cellulari per un
valore complessivo dichiarato di fr. 1'900.- (cfr. all. 99).
Il PP – verosimilmente sulla base delle
dichiarazioni in atti (in particolare, VI PP AC 1 10.2.2006, p. 4; cfr, anche, AC
3.
PP 30.1.2006 pag. 2; VI __________ 20.2.2006, p. 1) – ha precisato al
dibattimento di limitare l’imputazione al tentato furto (verb. dib. pag. 4).
4.2.2
Quella
stessa notte, piuttosto seccati poiché lo sperato rimpolpamento dei portafogli
non era riuscito, i quattro andarono (subito dopo essere fuggiti
dall’appartamento di __________) alla discoteca __________ dove incontrarono AC
6.
cui raccontarono delle loro speranze deluse.
Allora AC 6 ricordò loro che PC 9 – la sua capa –
era un’obiettivo facile poiché ogni mattina presto lasciava il __________ con
l’incasso della serata e, prima di tornare a casa, si fermava al __________ che
apre a quell’ora per lasciare al cameriere di turno il fondo cassa (AC 3
10.1.2006
pag. 4; AC 6 conferma precisando che fu il AC 3 a chiedergli queste
informazioni, "poiché era sua intezione rubarglielo" in VI PP AC
6.
10.1.2006, p. 4; cfr. anche AC 1 che conferma che le informazioni
sulla vittima furono date da AC 6, "che conosceva le abitudini della
sua capa", VI AC 1 5.1.2006, p. 6 e conferme in aula).
Così, senza molte remore, i nostri decisero di
rifarsi del fallimento __________ con la __________.
Per attendere l’ora di chiusura del __________ e
per poter definire i dettagli del piano con maggiore tranquillità, i nostri
andarono tutti a casa di __________ (VI PP AC 3 17.1.2006, p. 2; cfr. anche AC
1.
che conferma che i particolari del furto furono discussi a casa di AC
6.
, VI AC 1 5.1.2006, p. 6; cfr, anche, __________ secondo cui quella sera
rimasero a casa di AC 6 fino al momento di entrare in azione; VI __________
20.2
, p. 2-4 e VI PP __________ 3.3.2006, p. 3; e conferme al
dibattimento).
Lì discussero del furto. AC 6 rispiegò nei
dettagli le abitudini della __________, in particolare il fatto che la donna,
quando entrava al __________ per consegnare il fondo cassa, lasciava l’incasso
del __________ nella vettura (cfr, a sostegno del dire concorde dei correi, le
dichiarazioni della __________ secondo cui AC 6 conosceva perfettamente le sue
abitudini, in particolare quella di consegnare il portamonete alla cameriera
del __________, VI __________ 16.1.2006).
Al momento buono (si era verso le 05.00 del
mattino), AC 3, AC 4 (alla guida) e AC 1 partirono a bordo della vettura di __________.
AC 6 rimase a casa. Da un lato, poiché – come
precisato al dibattimento - avrebbe dovuto presto riprendere il lavoro e
voleva dormire un po’. D’altro lato , poiché la cosa era per lui
particolarmente rischiosa poiché ad essere presi di mira erano proprio gli
esercizi pubblici in cui lui lavorava e la sua capa con cui aveva rapporti
quotidiani.
Così, conformemente al piano discusso e approvato
da tutti nell’appartamento di AC 6, mentre AC 4 e AC 3 – che __________
conosceva bene – aspettavano in macchina nel parcheggio di un EP vicino (il __________),
AC 1 e __________ si appostarono, nascosti, vicino al __________ in attesa dell’arrivo
della vettura della vittima designata.
Quando questa arrivò (erano circa le 05.30), con __________
che fungeva da palo, AC 1 si avvicinò alla vettura e, senza nessun problema (la
donna aveva lasciato le portiere aperte), sottrasse la borsa con i soldi.
Va detto che AC 6 – seguendo, come sua abitudine,
il motto “io non c’ero ma, se c’ero, dormivo” - ha anguillescamente cercato di
chiamarsi fuori, oltre che dall’esecuzione, anche dall'ideazione e dalla
pianificazione del colpo, cercando di far credere che, in realtà, lui era un
personaggio di contorno, trovatosi per caso in quella compagnia che aveva
continuato a frequentare soltanto per debolezza d’animo senza partecipare né
alle discussioni né, tantomeno, alle prese di decisioni che aveva soltanto
subito sempre per debolezza di carattere.
La Corte non gli ha creduto.
Da un lato, poiché le sue dichiarazioni non sono
né costanti né lineari (cfr., ad esempio, VI AC 6 9.1.2006, p. 2; VI PP
AC 6 10.1.2006, p. 5). D’altro canto, e soprattutto, perché esse sono smentite
dalle chiare, univoche e concordanti chiamate di correo fatte da tutti gli
altri partecipanti in sede d’inchiesta e, poi, al dibattimento.
Per il resto va detto che AC 3, AC 4, AC 1 – e
anche AC 6 pur se con i tentativi di cui s’è detto – hanno ammesso la loro
partecipazione al furto in questione secondo la dinamica e i ruoli indicati al
punto 4.2 dell'atto di accusa con dichiarazioni che, peraltro, trovano
conferma anche con quanto dichiarato da __________ .
Per evitare problemi che avrebbero magari potuto
derivare dall’intervento della polizia, il piano concordato prevedeva che, dopo
il furto, i quattro lasciassero subito il Ticino. Così venne fatto. AC 4, non
appena i due autori materiali raggiunsero l’autovettura, partì in direzione di __________
(AC 3 PP 17.1.06 pag. 3).
Durante il viaggio, AC 1 e Toni contarono i
soldi. Poi la refurtiva (che, a dire concorde della vittima e degli imputati
ammontava a ca fr. 11.000.- ) venne divisa.
Le dichiarazioni degli autori differiscono,
soltanto, sulla spartizione della refurtiva.
AC 1 parla di una divisione in cinque parti
uguali (VI AC 1 5.1.2006, p. 7). AC 3 riferisce invece di una divisione non
egualitaria, lui e il AC 4 avendo ricevuto fr. 2'000.-, il AC 6 fr.
700.
-/800.-, e il rimanente essendo andato a AC 1 e __________ (VI PP AC 3
17.1
, p. 3). AC 6 dice di aver ricevuto solo fr. 400.- (VI PP AC 6
10.1
, p. 5). Infine __________ asserisce di aver ricevuto fr. 1'000.-
oltre ad un pieno di benzina (VI PP __________ 3.3.2006).
Stanti queste divergenze, nell'atto di accusa è
stata ritenuta una suddivisione compresa tra i fr. 1'000.- ed i fr. 3'000.-
ciascuno.
4.2.3
La notte del 28.10.2005 (tra le 1h00 e 9h30) ad Arbedo veniva
commesso un furto con scasso (forzatura della porta secondaria a mezzo di un
attrezzo piatto di 10 mm, all. 101) ai danni dell' e del suo gerente PC 1
(costituitosi PC in occasione della denuncia presentata lo stesso 28.10.2005).
Oltre ai danni alla menzionata porta la PC ha
pure denunciato la sparizione di una cassaforte contenente denaro contante (fr.
43'700.- e Euro 2'000.- relativi agli incassi degli EP __________), diverso
materiale cartaceo, gioielli ed orologi per fr. 17'900.- (cfr. formulario all.
101).
Il giorno seguente, 29.10.2005, a __________ la
polizia ha rinvenuto la cassaforte sottratta e poi scassinata con sparpagliato
attorno diverso materiale cartaceo (azioni societarie e altro, v. foto all.
102) poi riconsegnate alla PC (cfr. VI PC 1 16.11.2005, all. 103).
Il furto in questione è ascritto a AC 3 in
correità con __________ __________. Il punto 4.3 dell'atto di accusa si fonda
sulle ammissioni rese dal AC 3 in corso di inchiesta (in part. VI PP AC 3
30.1
, p. 2). I tre correi menzionati nei suoi verbali non sono stati
rintracciati dagli inquirenti. In contrasto con le dichiarazioni del AC 3, __________
ammette solo un coinvolgimento suo malgrado, senza alcuna partecipazione alla
pianificazione ed all'esecuzione del colpo. Stando alle sue dichiarazioni egli
si sarebbe infatti limitato - e senza saperne il motivo - ad accompagnare il AC 3 a __________ (dove si doveva
aprire la cassaforte), ricevendo comunque il giorno seguente al colpo la somma
di fr. 3'800.- a pagamento di un presunto debito che il AC 3 aveva nei suoi
confronti.
Le versioni contrapposte di AC 3 e __________
sono state da ciascuno ribadite dianzi al PP in occasione del confronto
avvenuto il 21.2.2006, e meglio:
" … AC
3.
ADR confermo
innanzitutto che l’idea di questo furto era venuta per prima al __________; fu
lui a chiedermi se conoscevo qualcuno con cui si sarebbe potuto eseguire il
furto. Probabilmente mi disse anche che presso il bar degli __________ il
titolare teneva una cassaforte contenente gli incassi. Io allora ho fatto
venire dei miei conoscenti dalla __________. Ci siamo incontrati a __________
circa 10 giorni prima del furto. Ci siamo incontrati io, il __________, lo __________
e un suo amico kossovaro presso il ristorante __________ per discutere del
furto. In questa occasione non abbiamo eseguito sopralluoghi. Terminata la
discussione __________ e il suo amico kossovaro sono tornati a casa loro. Sono poi
tornati una decina di giorni dopo e ci siamo rincontrati alla stazione. Anche __________
era presente in questa circostanza. __________ era venuto con il suo amico
kossovaro e un suo amico jugoslavo. Di conseguenza eravamo in cinque. Insieme
ci siamo quindi recati a casa del __________ dove abbiamo ancora discusso del
furto. Verso le 01.00 ci siamo recati tutti a __________. Io mi sono spostato
unitamente a __________ a bordo del suo veicolo una Renault Espace. Insieme noi
due abbiamo mostrato a __________ e al suo amico jugoslavo dove si trovava l’EP
in cui eseguire il furto. I due hanno poi effettuato un sopralluogo, dopo
essere scesi dalla loro automobile. Terminato il sopralluogo siamo tornati
tutti a casa di __________ dove peraltro era rimasto ad aspettare l’amico
kossovaro di __________. Qui siamo rimasti fino alle 04.30. A quest’ora ci
siamo spostati tutti e cinque di nuovo in direzione di __________. Io e __________
non abbiamo eseguito materialmente il furto, ma abbiamo atteso a bordo della
sua auto nei posteggi vicino ai semafori dell’incrocio della strada che conduce
ad __________. Il furto è poi stato materialmente eseguito da __________ e dal
suo amico jugoslavo. Terminato il furto e dopo un piccolo malinteso che ha
ritardato un attimo il nostro incontro, ci siamo ritrovati tutti e cinque
presso la stazione di servizio __________. Gli altri hanno poi chiesto di
poter disporre di un posto tranquillo per aprire la cassaforte. __________ ed
io abbiamo detto loro di seguirci e __________ ha poi indicato il posto vicino
al campo sportivo di __________, dove effettivamente ci siamo recati. Il posto
per aprire la cassaforte è poi stato individuato sotto il ponte di __________,
prima del campo sportivo di __________. __________ ha fermato la sua automobile
ad una trentina di metri dal luogo in cui poi gli altri si sono messi all’opera
per aprire la cassaforte. Tutti e due, cioè io e __________, siamo scesi dalla
macchina e da questa distanza abbiamo guardato cosa facevano gli altri. Questi
hanno aperto la cassaforte con
una mazza. Loro avevano già chiesto in precedenza di procurare loro questa
mazza, ed in effetti l’attrezzo è poi stato fornito loro da __________. Non so
da dove abbia preso l’attrezzo. Aperta la cassaforte siamo tornati tutti a casa
di __________: io e __________ a bordo della sua auto mentre gli altri tre
erano a bordo di un loro veicolo Opel Zafira di colore grigio scuro con targhe
germaniche. A casa di __________ sono poi stati contati i soldi e gli altri ci
hanno lasciato fr. 10'000.- oltre a moneta varia. Io e __________ abbiamo poi
suddiviso tra noi due questo denaro.
__________
ADR è vero che
qualche volta si è discusso con AC 3 del fatto che queste ragazze tenessero dei
soldi, rispettivamente che presso il __________ vi poteva essere una
cassaforte. Io non ho però mai detto che si poteva eseguire un furto, né di
questo si è mai parlato. Oltretutto è da circa un anno e mezzo/due anni che io
non metto più piede nel bar degli __________. Io ricordo che quella sera mi
sono trovato al __________ fino alle 01.00 circa. Ero rimasto in questo posto a
giocare a biliardo. Verso le 01.15/01.30 a me è venuta fame e ho quindi chiesto
al AC 3 se voleva venire a mangiare con me un panino al botteghino del Kebab
vicino al bar degli __________. E così abbiamo fatto. Io ricordo che avevo poi
mangiato un panino, non ricordo se lo ha fatto anche AC 3. Sono rimasto a
parlare per un po’ con l’uomo del kebab. Presso questo botteghino siamo rimasti
per una mezz’oretta buona, fin verso le 02.00. AC 3 era in mia compagnia, non
aveva con se suoi amici. Terminata la discussione io ho riportato a casa AC 3 e
poi me ne sono andato a casa mia. Non era previsto che ci rincontrassimo. Verso
le 03.00 AC 3 è arrivato a casa mia con tre persone che non avevo mai visto e
sono entrati in casa mia e io ci sono anche rimasto un po’ poiché non avevo mai
visto quelle persone. Si sono seduti in sala ed hanno iniziato a parlare fra
loro. Io non capivo cosa si dicevano. Ho cercato un attimino di capire, ma ero
anche un po’ intimorito poiché tra i tre che non conoscevo ve ne era anche uno
grande, grosso e brutto. Avevo però intuito che c’era qualche cosa che dovevano
fare, intendendo con questo che probabilmente dovevano compiere un furto. A
dire la verità alla fine io chiesi a AC 3 cosa stava succedendo ed egli mi
rispose che i tre dovevano andare a compiere un lavoro, inteso come compiere un
furto in un locale. Io non ho chiesto maggiori dettagli. Vero le 04.30/04.45
gli altri se ne sono andati e dio sono rimasto solo a casa. Mi sono fumato una
sigaretta e poi sono andato a letto ed ero quasi addormentato quando sentì
nuovamente a suonare la porta. Era di nuovo AC 3 che mi disse di andare di
nuovo con lui. Io gli ho chiesto cosa voleva e lui mi ha detto di muovermi.
Allora io mi sono vestito ed ho preso la mia automobile, facendo salire AC 3.
Gli ho chiesto dove dovevo andare e lui mi ha detto che dovevo prendere la
direzione di __________. Arrivati all’altezza dell’intersezione che da __________
conduce verso il piano di __________ AC 3 mi ha detto di svoltare a sinistra, e
prima di passare il ponte sul fiume __________, di girare a destra.
(…)
Ho visto che nei pressi vi erano altre persone ed
ho arrestato la mia macchina ad una distanza di 70/100 metri. AC 3 è sceso
dall’automobile, mentre io sono rimasto a bordo. Ho sentito dei rumori, come
dei colpi forti metallici. Dopo 10/15 minuti AC 3 è tornato, è risalito
nell’automobile, e mi ha detto di andarcene. Con AC 3 mi sono recato a casa
mia. Ho fatto scendere AC 3 sotto casa mia ed io me ne sono andato a casa. Né AC
3.
né altre persone sono più entrate in casa mia quella sera. Il giorno dopo mi
sono rincontrato con AC 3 al __________: lui mi ha detto di andare a fare un
giro con la macchina insieme e mi ha consegnato fr. 3'800.-. Io avevo capito
che erano i soldi che provenivano dal furto commesso dagli altri la sera prima.
AC 3 mi doveva dei soldi e quindi io non ho chiesto spiegazioni da dove
provenisse la somma che lui mi aveva consegnato." (VI confronto __________ -AC 3 21.2.2006, p. 2-4)
Da notare che la loro presenza al botteghino del
kebab è stata confermata dal titolare del medesimo che si è ricordato che il AC
3.
e il __________ (poi riconosciuti anche in fotografia) si erano fermati
insieme per mangiare un panino, e meglio uno solo dei due aveva richiesto il
panino, l'altro niente (VI __________ 18.1.2006, p. 1, all. 108). La Corte ha
creduto che i fatti si sono svolti così come raccontati da AC 3, le cui
dichiarazioni sono sempre state univoche, costanti e confermate da indizi
esterni.
4.2.4
La notte tra l'8 e il 9 novembre 2005, a __________, PC 5
(22.9.1939), proprietario e gerente del ristorante-pizzeria PC 5 veniva
aggredito e derubato (VI PC 5 9.11.2005 e 11.1.2005).
Secondo il certificato medico – allestito, però,
6.
giorni dopo i fatti - la vittima ha riportato, oltre ad un trauma psichico,
una contusione mandibolare sinistra con ematoma infraorbitale e una contusione
all'emitorace sinistro (cfr. certificato medico 15.11.2005 in atti).
Sul luogo del misfatto intervenne anche la
scientifica. Furono trovati la corda e il nastro adesivo serviti per
immobilizzare la vittima. Sul nastro adesivo impiegato per imbavagliare la
vittima e nei prelievi effettuati sotto le unghie della mano destra della
vittima furono rilevate tracce di DNA maschile corrispondenti al AC 1 (cfr.
documentazione fotografica 6.3.2006 AI 1.11).
Fu proprio grazie a queste tracce che i fratelli AC
1.
poterono essere arrestati (cfr. rapp. di arresto 22.12.2005, AI 1.2).
Gli altri vennero fermati nei giorni successivi
grazie anche alle loro dichiarazioni.
I fratelli AC 1 - come accennato più sopra -
hanno quasi da subito ammesso di essere stati gli esecutori materiali dell'atto
in discussione riferendo della sua esecuzione in modo sostanzialmente conforme al
racconto della vittima con un’unica divergenza relativa alle percosse e alle
minacce. Secondo la vittima, i due malviventi, dopo che lui, credendo di
potersi così meglio difendere, si lasciò cadere a terra, lo colpirono con dei
pugni al volto. I due AC 1, invece, hanno sempre negato di avere picchiato il
signor__________ .
Detto questo, gli accertamenti pre e
dibattimentali hanno permesso di accertare che l'idea di derubare il gerente
della Pizzeria PC 5 (in realtà, un locale con prostitute) balenava in testa a AC
3.
da tempo, in ogni caso da più di un anno, e cioè da quando un suo amico, __________
(che aveva lavorato come cameriere presso quell'esercizio pubblico) gli parlò
del molto denaro contante che il proprietario della “pizzeria” teneva in casa. L’amico
aveva raccontato a AC 3 che aveva visto una cassaforte nell’ufficio del gerente
e che lui, come gli altri dipendenti, veniva sempre pagato in contanti. Da lì a
dedurre che il PC 5 tenesse in tale cassaforte ingenti somme di denaro, il
passo fu breve (VI PP AC 3 4.1.2006, p. 2; VI PP AC 3 12.1.2006, p. 1;
VI PP __________ 20.1.2006, p. 2). Dopo avere avuto conferma da parte del __________
sulla questione dei tanti soldi (VI PP __________ 20.1.2006, p. 2), AC 3
ritornò a rimuginare l’appetitoso progetto e ne parlò, dapprima, ripetutamente
(la prima volta, secondo AC 4, fu nel settembre 2005) con AC 4 (VI AC 3
28.12
, p. 1-2; VI PP AC 3 4.1.2006, p. 2; VI PP AC 4 31.1.2006, p.
2-3).
Secondo AC 4, AC 3 gli chiese di eseguire lui
materialmente il colpo. Lui rifiutò per paura di essere riconosciuto (VI PP AC
4.
31.1.2006, p. 2-3) ma gli disse che non avrebbe avuto problemi a reperire gli
uomini adatti (VI PP AC 3 4.1.2006, p. 2).
Del progetto di rapinare il PC 5, AC 3 parlò
anche con AC 6 “qualche tempo prima di eseguire il colpo” (VI PP AC 6
10.1
, p. 2). Tuttavia, secondo il suo stile, anche su questa questione AC
6.
ha cercato di sminuire le sue responsabilità dichiarando che lui, a dire il
vero, aveva creduto che l’amico scherzasse (VI PP AC 6
10.1
, p. 2)
Nemmeno su questa questione la Corte ha creduto a
AC 6. Non soltanto perché il suo pieno coinvolgimento emerge con evidenza dai
fatti ma anche perché le sue dichiarazioni non hanno mai avuto il pregio della
costanza. Ad esempio, lo stesso giorno in cui al PP aveva detto di avere
creduto ad uno scherzo, alla polizia aveva, invece, detto di avere “intuito”
che l’intenzione di AC 3 era quella di derubare il__________ (VI AC 6
10.1
, p. 2) mentre, il 30 dicembre precedente, alla polizia aveva detto di
avere partecipato alle discussioni sulla disponibilità di denaro del__________
e sulla possibilità di derubarlo (VI AC 6 30.12.2005, p. 2; partecipazione
confermata da AC 3 in VI AC 3 28.12.2005, p. 2).
La Corte non ha seguito il AC 6 in questo suo
chiamarsi fuori e l’ha ritenuto compartecipe a pieno regime nelle discussioni
di preparazione del colpo.
Poi, conformemente agli accordi, AC 4 contattò AC
1.
che accettò senza indugi e coinvolse il fratello minore AC 2 (VI AC 4
19.1
, p. 1-2; VI PP AC 4 31.1.2006, p. 3; VI AC 1 22.12.2005, p. 10; VI PP
AC 1 27.12.2005, p. 7).
I fratelli AC 1 hanno entrambi concordemente
dichiarato che AC 4 non spiegò loro nulla riguardo alla rapina ma si limitò a
dire che si trattava di “fare un lavoro con lui inteso come rubare dei soldi”
(AC 1 22.12.2005) colpendo un bordello (AC 2 27.12.2005). In sostanza, i
fratelli AC 1 sono partiti da __________ senza nulla sapere se non che si
trattava di rubare (“quando io partii da __________ non sapevo quante persone avrebbero
partecipato al colpo e, a dire il vero, non sapevo neppure in cosa esattamente questo sarebbe consistito” VI PP AC 2 27.12.2005, p. 2-3).
AC 3 decise che il colpo si sarebbe fatto l'8
novembre 2005.
Non va dimenticato che non erano passati ancora 10
giorni dall’ultimo colpo effettuato.
In sintesi, il piano – discusso dagli autori al __________
la stessa sera - prevedeva di sopraffare la vittima sottraendole il marsupio
in cui teneva l’incasso della giornata e le chiavi per aprire la cassaforte. Ai
fratelli AC 1 andava il compito di eseguire materialmente il colpo, agli altri,
dopo avere procurato il necessario per immobilizzare la vittima, di rimanere in
attesa per prelevarli alla fine.
Sia AC 3 che AC 6 che AC 4 si sono dati un gran
da fare per convincere gli inquirenti, prima, e, poi, la Corte che loro mai e
poi mai avevano pensato che si sarebbe reso necessario l’utilizzo della
violenza.
In realtà, quel che è certo è che il piano
discusso ed accettato da tutti i partecipanti prevedeva che il__________ avrebbe
dovuto venire sopraffatto, immobilizzato, legato ed imbavagliato mentre che per
il resto l’esecuzione era stata lasciata al buon volere dei due AC 1 . Ciò
risulta chiaramente dalle stentate e ondivaganti ammissioni fatte in sede
pre-dibattimentale dai correi “non-esecutori materiali”, dalle loro
maggiormente chiare ammissioni in aula e dalle chiare e credibili dichiarazioni
dei fratelli AC 1 (VI PP AC 4 31.1.2006, p. 3-4; VI confronto AC 1 -AC 4
22.2
, p. 7; VI AC 4 19.1.2006, p. 2; VI AC 3
28.12
, p. 3; VI PP AC 3 4.1.2006, p. 6; VI AC 6
27.12
, p. 3; VI AC 6 30.12.2005, p. 2; VI PP AC 6 10.1.2006, p. 4; VI PP AC
6.
10.1.2006, p. 3; VI AC 6 20.1.2006, p. 3; VI AC 2 13.1.2006, p. 2; VI PP AC 2
10.2
, p. 1-2; VI PP AC 1 27.12.2005, p. 7-8; VI confronto AC 1 -AC
4.
22.2.2006, p. 7).
Dunque, sulla base delle chiare dichiarazioni dei
due fratelli AC 1 – che risultano peraltro essere confermate anche dalle
stentate e parziali ammissioni dei correi – la Corte ha ritenuto accertato che
il piano, discusso e condiviso da tutti, prevedeva che il gerente della
pizzeria venisse immobilizzato, imbavagliato e legato.
E’ evidente che, pertanto, tutti avevano preso in
considerazione ed accettato l’eventualità che i due AC 1 ricorressero alla violenza:
questa poteva, in effetti, rendersi necessaria, a dipendenza della reazione
della vittima, per poterne vincere la resistenza o a causa di altre
circostanze, anche queste, come la prima, imprevedibili poiché legate a
causalità su cui nessuno di loro aveva alcuna possibilità di incidere.
In sintesi, definito il grosso (cioè,
l’immobilizzazione della vittima e la necessità di farsi dire da lei
l’ubicazione della cassaforte e farsi consegnare la chiave), il resto era
lasciato nelle mani dei AC 1 alla guisa di una delega in bianco.
Sulla base del racconto degli accusati (in part.
VI PP AC 4 31.1.2006, p. 2-5; VI PP AC 3 4.1.2006, p. 5ss; VI PP AC 2
27.12
, p. 2-4; VI PP AC 1 27.12.2005, p. 7-8; VI PP AC 6 10.1.2006, p.
2-4) gli avvenimenti di quella sera possono, poi, essere così riassunti.
AC 4 passò da __________ a prendere i fratelli AC
1.
e, così come convenuto, tra le 21h00 e le 22h00 (non tutti sono concordi
sull'orario), si incontrarono al bar __________ con AC 3 e AC 6.
Dopo avere discusso della cosa ed avere elaborato
il piano da seguire, tutti e cinque a bordo della VW Bora di AC 4 si recarono a__________
nei pressi della pizzeria per effettuare un sopralluogo. Giunti in loco, dalla
vettura scesero ed andarono in esplorazione AC 3 e AC 1 che si convinse che
"la cosa si poteva fare".
I cinque decisero di agire dopo la chiusura
dell'esercizio pubblico.
Così ripartirono per__________ intenzionati ad
aspettare l’orario di chiusura a casa di AC 6.
Durante il tragitto vennero anche fermati per un
controllo da una pattuglia della polizia (cfr. rapporto di arresto AC 1
22.12
, AI 1.2).
A__________ , i fratelli AC 1 rimasero con AC 6
nell’ appartamento di quest’ultimo mentre AC 3 e AC 4 si allontanarono per
incontrare due ragazze con cui avevano un appuntamento.
Verso mezzanotte il gruppo si riunì sotto casa
del AC 6.
Dalla vettura del fratello - posteggiata lì
vicino e senza targhe – AC 6 prese una corda e un rotolo di nastro adesivo che
sarebbero, poi, serviti a legare ed imbavagliare le vittime e li consegnò,
prima di partire, a AC 1 (cfr., in particolare, dichiarazioni di AC 4 in aula).
Così attrezzati, tutti e 5 partirono alla volta
di__________ .
Giunti in zona, i fratelli AC 1 scesero dalla
vettura.
AC 4 consegnò loro il suo cellulare che i
fratelli avrebbero poi dovuto usare per chiamare i correi a cose fatte e farsi
recuperare (AC 3 PP 4.1.2006 pag. 6).
I AC 1 andarono ad appostarsi vicino all’uscita
secondaria della pizzeria da cui, secondo le informazioni, dopo la chiusura dell’EP,
il__________ usciva per salire nell’appartamento sito al piano superiore
dell’edificio. I fratelli presero posizione avendo cura di non far scattare il
meccanismo d’accensione automatica delle luci.
Non appena il__________ fu sulla soglia, i due intervenirono:
" …
Abbiamo afferrato l’uomo e l’abbiamo sdraiato sul pavimento. Con la corda
l’abbiamo legato dappertutto. Lui ha un po’ gridato all’inizio ma poi si é
calmato. Gli ho allora preso le chiavi che erano legate ad un portachiavi. Mio
fratello é rimasto con lui di sotto ed io sono salito nella sua abitazione a
cercare la cassaforte. L’abitazione si trovava al primo piano così che ho avuto
solo una rampa di scale da salire. Ho trovato la cassaforte che ho aperto con la chiave recuperata dall’uomo.
Il denaro si trovava all’interno della cassaforte. Salvo errore all’interno
della cassaforte si trovavano anche altri documenti, forse azioni. Ma io ero
solo interessato ai soldi. Li ho ripresi e sono ridisceso. Qui mio fratello mi
ha detto che l’uomo no stava molto bene e gli ha quindi portato un bicchiere
d’acqua. Io vidi che poi lui cominciava di nuovo a sentirsi meglio. L’abbiamo
lasciato lì e ce ne siamo andati dalla stessa porta da cui eravamo entrati […]
Non avevamo preso con noi armi, quindi neppure coltelli o pistole a gas.…"
(VI PP AC 1 27.12.2005, p. 8
e 9).
" …
Abbiamo poi visto che qualcuno apriva la porta e allora ci siamo precipitati
all’interno. Il gerente si é spaventato ed é caduto, noi lo abbiamo
immobilizzato e non mi ricordo se lo abbiamo legato subito, ma credo proprio di
si. Va detto che l’uomo non aveva reagito molto. Non lo abbiamo picchiato e del
resto neppure sarebbe stato necessario. L’abbiamo quindi perquisito e mio
fratello ha trovato un mazzo di chiavi. Gli abbiamo chiesto dove teneva i soldi
e, per la verità, neppure abbiamo capito bene quello che diceva. Fatto sta che
mio fratello é poi salito al primo piano e ha perquisito l’appartamento,
cercando i soldi. Nell’appartamento ha trovato una borsa contenente soldi. Non
so se per caso la borsa si trovava all’interno della cassaforte, quello che so
é che lui é tornato con i soldi. Mentre mio fratello cercava i soldi io ero
rimasto da basso con l’uomo e questi mi diceva che stava male per cui gli ho
portato un bicchiere d’acqua. Prima di lasciarlo, lo abbiamo ancora
imbavagliato con il nastro adesivo. Nel nastro adesivo abbiamo fatto anche un
buchetto affinché potesse respirare. Prima di partire ho detto ancora a mio
fratello che l’uomo non stava bene e quindi lui é tornato ancora un attimo a
controllare se era tutto ok…"
(VI PP AC 2 27.12.2005,
p. 3-4).
Va, qui, precisato che, così come dai fratelli AC
1.
più volte precisato, risulta dalla stessa dichiarazione di__________ che
questi non fu gettato a terra dai due assalitori (come l’AA erroneamente
riporta) ma vi si lasciò cadere sperando di potersi così difendere meglio.
Nemmeno la Corte ha potuto accertare che i
fratelli AC 1 effettivamente si accanirono con dei pugni sulla vittima: loro
l’hanno pervicacemente negato e, in assenza di altri indizi, la Corte ha dovuto
ritenere che le contusioni di cui parla il certificato medico siano da
attribuire alla caduta e non ad altro.
Durante il colpo i fratelli AC 1 avevano messo
delle calze sulle mani. Così riferisce AC 3 (VI PP AC 3 4.1.2006, p. 7)
e conferma AC 2 che precisa che avevano pure utilizzato un berretto di lana per
la testa (indumenti dati loro quando erano nell'appartamento del AC 6, cfr. VI AC
2.
AC 1 13.1.2006, p. 2).
Secondo il piano, AC 4 AC 3 e AC 6, nell'attesa
della “fine dei lavori”, erano andati al locale notturno __________.
Lì vennero raggiunti dalla telefonata del AC 2
che, utilizzando il telefono di AC 4 ricevuto allo scopo, chiamò il numero di AC
3.
Fu AC 4 a rispondere. Il trio andò quindi a raccogliere i due fratelli e
tutti e cinque, a bordo della VW Bora di AC 4, si diressero verso __________.
Imboccarono la strada cantonale e, poi, fecero il
passo del S. Gottardo per evitare controlli della polizia più facili nella
galleria.
Durante il tragitto discussero di come era andato
il colpo.
Sul passo, buttarono dal finestrino gli oggetti
che avrebbero potuto collegarli alla rapina (VI AC 4 19.1.2006, p. 3-4; VI PP AC
4.
31.1.2006, p. 5; VI PP AC 3 4.1.2006, p. 7; VI PP AC
6.
10.1.2006, p. 4).
Giunti a __________, andarono tutti a casa dei
fratelli AC 1.
Lì dapprima contarono il bottino.
Tutti parteciparono alla conta poiché si trattava
di banconote di piccolo taglio.
Secondo gli imputati, la refurtiva si aggirava
sui fr. 20'000.-.
La vittima aveva però denunciato solo un ammanco
di fr. 10'000.-.
Richiesto di esprimersi a questo proposito PC 5
ha dichiarato che l'importo a suo tempo dichiarato "poteva benissimo
essere superiore", precisando che "il conteggio vero e proprio
l'avrei fatto solo alla fine del mese. Penso anche che sono stato determinato a
dichiarare una cifra contenuta, poiché alcuni giorni prima della rapina avevo
fatto un grosso versamento in banca" (cfr. VI__________ 3.3.2006).
Quest'ultimo particolare ha trovato peraltro
riscontro in una dichiarazione di AC 3 secondo cui "in occasione della
rapina era stato trovato anche uno scontrino della banca dal quale risultava
che qualche giorno prima il gerente della pizzeria aveva portato fr. 40'000.-
in banca. Era stato fortunato, almeno è quanto ho pensato io…" (VI
PP AC 3 4.1.2006, p. 8).
Poi il bottino venne diviso fra i vari
partecipanti. La divisione venne fatta in parti uguali (ognuno prese sui fr. 4.000.-),
con i fratelli AC 1 cui venne destinata qualcosina di più mentre
all’informatore (Idriz__________ ) vennero destinati circa fr. 1.000.- (VI
PP AC 3 4.1.2006, p. 7; VI PP AC 2 27.12.2005, p. 4; VI PP AC
1.
27.12.2005, p. 8; VI PP AC 6 10.1.2006, p. 4; VI PP AC 4 31.1.2006, p. 5; VI confronto AC 3-Bajgora 20.1.2006, p.
3).
Spartita la refurtiva, AC 3 e AC 6 seguirono AC 4
a casa sua.
Vi rimasero poche ore e, poi, fecero rientro in
Ticino con il treno (VI PP AC 6 10.1.2006, p. 4; VI PP AC 4 31.1.2006, p. 5).
4.2.5
Trascorsi appena 6 giorni dalla rapina (che, pure, aveva fruttato un
bel gruzzoletto), gli imputati decisero di passare nuovamente all’azione.
L’idea venne loro – o meglio, venne a AC 3, AC 6
e AC 5 – un pomeriggio passato al__________ (un EP con prostitute).
Mentre erano seduti e si guardavano in giro, AC 6
indicò ai compagni una prostituta –__________ – e spiegò loro che , essendo
giovane e bella, la donna aveva molti clienti e, soprattutto, conservava i suoi
lauti guadagni nella borsetta che teneva sempre con sé.
Così, allettati dalla prospettiva di una
refurtiva considerevole a portata di mano, i tre decisero di passare all’azione
(AC 3, VI 25 10.1.2006 pag. 1; VI PP confronto AC 5-AC 6 21.1.2006; VI PP AC 3 17.1.2006, p. 3 e VI PP AC 6 10.1.2006, p. 5).
Siccome tutti erano ben conosciuti al__________ ,
i tre decisero di far intervenire ancora una volta AC 2.
Perciò, AC 3 telefonò a AC 4. AC 4, senza porre
indugi, rispose che, salvo imprevisti, avrebbe potuto arrivare in Ticino con il
compare la sera stessa.
Così fu. Impevisti non ce ne furono e,
soprattutto, AC 2 non si fece pregare.
I due arrivarono al __________ già verso le
20.00
di quella sera.
Al __________ i cinque discussero sul procedere.
Decisero che AC 2 avrebbe dovuto contattare la ragazza – che gli
sarebbe stata indicata da AC 5 - contrattando una prestazione sessuale e che,
poi, l’avrebbe derubata mentre lasciavano la camera
" Quando
sono arrivati si è poi discusso del fatto di commettere il furto ai danni della
donna. Si decise quindi che io ed il__________ avremmo portato il __________ al__________
con l’automobile di __________. Mentre AC 4 e__________ avrebbero atteso al __________
. Siamo arrivati al Motel verso le 21.30. __________ si è seduto ad un tavolo
da solo, mentre__________ ed io ci siamo messi al bar a bere qualche cosa. La
ragazza era già presente ed il__________ si è avvicinato a lei a parlarle.
Questo era il segnale con cui__________ indicava la ragazza da derubare al AC
2.
Seduto al suo tavolo, sembrava che AC 2 si trovasse lì per conto suo." (AC 3 PP 17.1.2006 pag. 3 e 4)
Una volta indicata la donna al compare, AC 3 e AC
5.
lasciarono il locale e, come convenuto, attesero in macchina poco lontano che
AC 2 facesse quel che doveva e, poi, li raggiungesse.
Va detto che, prima di partire dal __________ , AC
3.
e AC 6 diedero ciascuno fr. 50.- al AC 2 affinché questi potesse pagare “il
dovuto” (anche se solo momentaneamente) alla prostituta dopo il rapporto (AC 3
PP 17.1.2006 pag. 3 e 4; VI PP AC 1 10.2.2006, p. 3).
__________ fece quanto previsto e, all’uscita dalla camera,
sottrasse la borsa alla donna (VI AC 1 5.1.2006, p. 4 e 5).
Poi raggiunse i compagni. Con loro si avviò verso
la casa di AC 3. Nel tragitto i nostri si liberarono della borsetta buttandola
dal finestrino.
La borsa, contenente ancora il
braccialetto da caviglia e i documenti della vittima verrà,
poi, ritrovata dalla polizia la mattina del 28.11.2005, in una strada
forestale in territorio di __________ (VI PC 7 28.11.2005).
A casa di AC 3, i tre vennero raggiunti da AC 6 e
da AC 4 e si spartirono il bottino.
Secondo la vittima, la borsa conteneva 11'000.-
fr. (guadagnati al__________ fornendo prestazioni sessuali), 5'000.- euro (che
la donna aveva con sé quando era giunta dalla __________ ad
inizio ottobre 2005); i documenti, un cellulare Nokia del valore di fr. 500.- e
una cavigliera in oro a maglie fini con ciondolo raffigurante un elefante del
valore di fr. 200.- (cfr. formulario di denuncia 16.11.2005, all. 112 e VI PC 7
16.11
, p. 2).
Nessuno degli imputati ha saputo dire con esattezza l’ammontare
del bottino. Tuttavia, le loro dichiarazioni (che danno atto di importi molto
vicini a quello dichiarato dalla vittima) confortano con sufficiente
verosimiglianza le dichiarazioni della donna.
La refurtiva fu poi divisa in cinque parti
uguali, con AC 4 e AC 1 che ricevettero “qualche cosa di più per le spese
sopportate” (VI PP AC 5 23.1.2006, p. 2; VI PP AC 6 10.1.2006, p. 6; VI AC
1.
5.1.2006, p. 5; VI PP AC 1 10.2.2006, p. 3;VI PP AC 4 6.2.2006, p. 4).
Dopo la spartizione del bottino, AC 4 e AC 1
rientrarono a __________.
Gli altri, invece, sono "andati un po' in
giro a spendere un po' di soldi che avevano preso" (cfr. in part. VI
PP AC 3 17.1.2006, p. 4 confermato da AC 5 in VI PP 23.1.2006, p. 2).
Va detto che di questo furto parlò per la prima
volta __________ AC 1 che ha subito chiamato in causa anche AC 4 e AC 6 (cfr.
in part. VI PP AC 1 10.2.2006, p. 3).
Tutti hanno, poi, ammesso il loro coinvolgimento nel furto.
Va precisato che le versioni rese da AC 3, AC 5, AC
6, AC 4 e AC 1 sono sostanzialmente concordanti tra loro (con le solite
“svicolate” di AC 6) e corrispondono altresì alla dinamica dei fatti descritta
al punto 4.4 dell'atto di accusa (VI PP AC 3 17.1.2006, p. 3; VI PP AC 5
23.1
, p. 1; VI PP AC 6 10.1.2006, p. 5; VI PP AC 4 6.2.2006, p. 3 e VI PP AC
1.
10.2.2006, p. 3).
4.2.6
Dopo soli 8 giorni dal furto ai danni della prostituta, i nostri
tentarono un altro colpo. Questa volta, ai danni del __________ , una pizzeria
di cui AC 3, AC 5 e AC 6 erano frequentatori abituali.
Una prima discussione in cui si ventilò l'idea di
commettere un furto ai danni del gerente del bar__________ di__________ avvenne
tra AC 3, AC 5 e AC 6 un sera di novembre, poco dopo il furto ai danni della
prostituta del__________ .
I tre – sempre alla ricerca di “colpi buoni” –
pensarono che il gerente di tale EP avrebbe potuto costituire una ghiotta e
facile preda dal momento in cui, come sua abitudine, lasciava il locale dopo
la chiusura con i soldi dell’incasso di diversi giorni se non, addirittura, del
mese (VI AC 3 26.1.2006, p. 4;VI PP AC 5 23.1.2006, p. 2; VI AC 5 25.1.2006, p. 4).
Fu AC 6 a dire agli amici dell’ abitudine del
gerente di andarsene in giro con molti soldi e a lanciare l’idea del furto (“si
sapeva che presso il bar__________ giravano parecchi soldi e
sembrava che il gerente se li portasse appresso tutte le sere. Mi pare che
l’informazione originale fosse partita dal__________ e che l’avesse riferita
a AC 3"; cfr. VI PP confronto AC 5-AC 3 17.2.2006, p. 2; VI AC 6 27.1.2003).
Dunque, in quella sera di novembre, mentre erano a cena al bar__________
, i tre cominciarono a discutere di come si potesse derubare il gerente:
" Si è
ventilato l'idea di attendere il titolare in oggetto, al momento della chiusura
del locale e di rubargli il denaro al momento in cui si dirigeva verso la sua
vettura per andare a casa." (VI AC 6 27.1.2003).
Maturata l’idea, AC 3 telefonò a AC 4 dicendogli
che c’era “un lavoro” da fare. Come sempre, senza indugiare, AC 4 contattò i
fratelli AC 1 che, come sempre, senza far domande, accettarono:
" …
non ricordo esattamente la data, comunque verso la fine del mese di novembre
2005, avevo ricevuto una telefonata da AC 3 il quale mi invitava di
raggiungerlo in Ticino, unitamente ai fratelli AC 1, poiché aveva in previsione
di fare un nuovo "lavoro". Per telefono non spiegava il luogo e di
cosa si trattava. Fatto sta' che ho contattato i fratelli AC 1 e loro si sono
dichiarati disponibili di seguirmi in Ticino" (VI AC 4 2.2.2006, p. 1; cfr, anche, VI AC 1 3.2.2006, p. 1).
Così, pochi giorni dopo, tutti si ritrovarono a
casa del __________ (VI AC
3.
8.2.2006, p. 2).
Lì ridiscussero del piano che venne precisato nel
senso che AC 4 con i due AC 1 avrebbe dovuto appostarsi nelle vicinanze
dell’autovettura del gerente (che parcheggiava sempre poco lontano dal locale) mentre
AC 3 e __________ avrebbero funto da vedetta per avvisare i compari al momento
in cui l’uomo avrebbe lasciato l’EP. I due AC 1 sarebbero entrati in azione e,
poi, concluso il lavoro, si sarebbero allontanati con la vettura guidata da AC
4.
(VI AC 3 13.2.2006, p.
2; VI AC 5 1.2.2006, p. 1; VI AC 4 2.2.2006, p. 1-2).
Secondo le loro previsioni, la refurtiva avrebbe
dovuto in ogni caso aggirarsi sui fr. 30/40.000.- fr. (VI PP AC 5 15.2.2006, p. 4; VI AC 2
2.2
, p. 2; VI PP AC 2 10.2.2006, p. 3; VI AC 1
3.2
, p. 1).
Va precisato che le informazioni di cui gli
imputati disponevano erano esatte.
Infatti, il gerente del bar__________ ,
ha in particolare confermato che tutte le sere dopo la chiusura del locale
percorre a piedi un pezzo di strada sino a raggiungere la sua automobile, una
Volvo, che normalmente posteggia nei parcheggi dello__________ verso __________
e che, durante questo tragitto, porta regolarmente una borsa dove vi è
contenuto l'incasso del bar__________ , ammontante, verso la fine del mese, a
circa fr. 30'000.-. Dalla sua deposizione emerge, poi, che è sempre lui a
provvedere alla chiusura del locale, a volte anche in anticipo (quando va a
prendere la moglie alla tombola), che lascia quando clienti personale se ne
sono andati (VI __________ 17.2.2006).
Pianificato il colpo, il quintetto si mise, la sera stessa, in
azione, ma era troppo tardi perché, quando arrivarono sul posto, scoprirono
che il gerente aveva già lasciato l’EP . Così, con la coda fra le gambe,
rientrarono a casa di AC 5 (VI AC 1 3.2.2006, p. 1-2; VI
PP AC 1 10.2.2006, p. 5; VI __________
2.2
, p. 1-2; VI PP AC 2 10.2.2006, p. 3; VI AC 3 8.2.2006, p. 2; VI AC 5 1.2.2006,
p. 2; VI AC 4 2.2.2006, p. 1-2)
Lì decisero di ritentare il colpo e, poi, i AC 1 e AC 4 fecero
rientro a __________ (VI AC 4 2.2.2006, p. 1-2).
Il colpo venne ritentato il 30 novembre, circa una settimana dopo
il primo fallimento.
Dunque, la sera del 30, i cinque presero i loro posti. AC 3 e AC 5
si appostarono in un bar di fronte al bar__________ da dove potevano
controllare le mosse del gerente. AC 4 e i due __________ andarono invece a
mettersi vicino al parcheggio, in attesa del segnale.
Ricevuto il segnale, i due AC 1 avrebbero dovuto scendere dalla
vettura ed affrontare il gerente.
Sul modo in cui si sarebbe dovuto affrontare la vittima le
versioni sono discordanti.
Da un lato, si hanno le dichiarazioni dei fratelli AC 1 e di AC 5
secondo le quali, durante la pianificazione del colpo, si era anche discusso di
eventualmente impiegare la violenza – intesa come pugni e/o calci – per
sopraffare la vittima nel caso in cui questa avesse opposto resistenza. Secondo
le dichiarazioni concordi dei tre imputati citati, durante la pianificazione
del colpo si era concordato che, nel caso in cui il gerente si fosse tenuta
stretta la valigetta, si sarebbe dovuto gettarlo a terra e che, se questi si
fosse difeso, si sarebbe dovuto metterlo fuori gioco picchiandolo con pugni e
calci. I fratelli AC 1 a questo proposito hanno precisato che dagli altri
componenti del gruppo venne il suggerimernto di picchiarlo “subito senza
stare troppo a pensarci “ ( VI PP AC 2 10.2.2006,
p. 4; cfr, anche, VI PP confronto AC 2 -AC 3 17.2.2006, p. 1-2; VI PP AC
1.
22.2.2006, p. 2; cfr, pure, VI PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006, p. 8; VI PP
AC 5 15.2.2006, p. 4, con conferma in VI PP confronto AC 5-AC 3 17.2.2006).
Dall'altro lato, AC 3 e AC 4, pur ammettendo che si era
effettivamente parlato di immobilizzare l’uomo e strappargli di mano la borsa e/o
di buttarlo a terra (“ma caso mai solo bloccarlo o buttarlo per
terra…": AC 3 nel confronto con AC 2 17.2.2006, p. 1-2), hanno tenuto
a dire che mai nel gruppo si discusse di usare violenza contro la vittima (VI
PP confronto AC 5-AC 3 17.2.2006, p. 3; cfr, anche, VI AC 3
13.2
, p. 1-2; VI PP AC 4 6.2.2006, p. 5)
Al di là del fatto che il contrasto fra i diversi
protagonisti è quasi soltanto apparente (in effetti, bloccare qualcuno e
buttarlo a terra è comunque usare violenza), su questa questione la Corte non
ha creduto né a AC 4 né a AC 3.
Ben più attendibili sono risultate essere le
dichiarazioni concordi, lineari e cristalline degli altri tre, in particolare
quelle di AC 2 che, in tutta l’inchiesta, è apparso, con il fratello, il più
sincero e, nonostante la giovane età, quello maggiormente in grado di assumersi
responsabilità senza mai giocare a scaricabarile.
Quindi, la Corte ha ritenuto accertato che,
effettivamente, durante la pianificazione del colpo, tutti furono d’accordo
che, se la vittima si fosse difesa, non ci si sarebbe dovuto limitare a buttarla
a terra ma si sarebbe dovuto vincerne le resistenze colpendola con pugni e
calci.
Come già detto, anche questo colpo sfumò.
Questa volta a causa di un malinteso di AC 4 sui tempi. Questi,
infatti, ritenendo di avere tempo a sufficienza, decise di andare a fare il
pieno in un vicino distributore dopo avere visto che il livello della benzina
nel serbatoio era troppo basso (“quasi a secco” VI PP AC 4 6.2.2006, p.
5).
Contrariamente alle previsioni di AC 4, però, l’esercente lasciò
l’EP prima del suo ritorno e, quindi, ancora una volta, il colpo sfumò
"
…. Verso le ore 24.00 ci siamo appostati nuovamente, con la
stessa modalità della volta precedente, verso il bar__________ . AC 3 e__________
in osservazione nei paraggi del bar __________ ed io con i due AC 1 nel piccolo
parcheggio in attesa del segnale telefonico convenuto da parte di AC 3. Giunta
l'ora della chiusura del bar__________ personalmente non ho capito il segnale
fattomi dal AC 3 e notando che la benzina della BMW era scarsa ho deciso di
recarmi a fare il pieno, pensando di riuscire in tempo a ritornare sul posto
prima della partenza del titolare del bar. Quando ho raggiunto il distributore __________,
siamo stati raggiunti da AC 3 e da__________ i quali, con stupore, ci
chiedevano il motivo per cui non avevamo portato a compimento il
"lavoro", poiché il titolare del bar__________ aveva già lasciato
il posto. Personalmente riferivo loro che non avevo capito il segnale convenuto
e pensavo di avere tutto il tempo necessario per fare benzina e per ritornare
ancora in luogo…"
(VI AC 4 2.2.2006, p. 2; cfr,
anche, VI AC 3 8.2.2006 9h40, p. 3; VI AC 2 2.2.2006, p. 2; VI AC 1 3.2.2006,
p. 2-3; VI PP AC 1 10.2.2006, p. 5; VI AC
5.
1.2.2006, p. 2;VI PP AC 5 15.2.2006, p. 4).
Il PP aveva ritenuto che questi fatti costituissero degli atti
preparatori di rapina.
Con il consenso delle parti, la Presidente in aula ha, invece,
posto come ipotesi alternative di reato quelle di tentata rapina o tentato
furto aggravato siccome commessa/o in banda (cfr. verb. dib. pag. 5).
Rispondendo ad una domanda della Presidente, in aula, AC 6 ha
detto di non avere partecipato al tentato colpo contro il gerente del bar__________
“perché quella sera lui lavorava”.
Poi, sollecitato dalla Difesa, ha aggiunto che, tuttavia, non era
sicuro che avrebbe partecipato anche se non avesse lavorato poiché “magari non
se la sarebbe sentita”.
Inutile dire che la precisazione non ha convinto la Corte,
ritenuto, da un lato, come essa sia stata sollecitata, e, dall’altro e soprattutto,
ritenuto che AC 6 non ha avuto remore a partecipare, per esempio, alla rapina
di__________ , ben più grave e rischiosa del progettato colpo ai danni del bar__________
.
4.2.7
Non
volendo sprecare la serata, dopo il fallimento del colpo ai danni del gerente
del bar__________ , i cinque compari decisero - senza il minimo indugio - di
ripiegare su un altro obiettivo così come avevano già fatto dopo il tentativo
andato a vuoto di derubare __________.
La scelta del nuovo obiettivo fu facile.
I nostri sapevano – e lo sapevano perché AC 6 glielo aveva detto –
che la sventurata PC 9 ogni mattina, alla chiusura del __________ , se ne
usciva con la borsa dell’incasso.
Quindi, decisero di ripetere il colpo già fatto, anche perché quel
colpo si era rivelato estremamente facile e redditizio, insomma un colpo con un
buonissimo rapporto “qualità/prezzo”.
Questa volta, i nostri decisero di cambiare
strategia rispetto al primo furto ai danni della donna e di aspettarla e
sorprenderla mentre rincasava. Ed è a questo scopo che AC 3 e AC 4 andarono
dapprima a fare un sopralluogo con AC 1 nei pressi dell'abitazione della __________.
Poi, invece, i nostri pensarono fosse meglio –
forse per rubarle anche il fondo-cassa che la donna lasciava al __________ -
aspettare la vittima all'uscita del __________ e derubarla così di tutti i
soldi.
Sennonché, quella sera la vittima uscì dal __________
in compagnia di altre persone. Il quintetto dovette così ripiegare sul progetto
iniziale. Velocemente i nostri si diressero verso l’abitazione della __________.
AC 1 si appostò vicino al muro di cinta in attesa
della donna.
Gli altri, con la macchina, lo attesero in un
vicino parcheggio.
AC 1, poi, non ebbe alcun problema a sottrarre la
borsa con i soldi dalla macchina mentre la donna ne era scesa per aprire la
porta del garage.
Quindi, con la vettura guidata da AC 4, i tre
raggiunsero AC 5 e AC 2 che, come convenuto, li attendevano in un’area di sosta
a __________ dove la refurtiva venne divisa. (cfr. in partic. VI PP AC 3
17.1
, p. 4 e VI AC 1 5.1.2006, p. 7-8 confermato da VI PP 10.2.2006, p.
4).
Va detto che, salvo alcuni particolari, comunque
irrilevanti ai fini del giudizio, le deposizioni rese dai cinque correi rispecchiano
la dinamica dei fatti indicata al punto 4.5 dell'atto di accusa (VI PP AC 1
10.2
, p. 4; VI PP AC 2 10.2.2006, p. 3; VI PP AC 3 17.1.2006, p. 4/5; VI
PP AC 5 23.1.2006, p. 2-3; VI PP AC 4 6.2.2006, p. 4).
La vittima ha denunciato di essere stata derubata
di fr. 4'400.- e meglio: fr. 4'000.- , una borsetta di pelle nera del valore di
fr. 200.-, un portamonete in pelle nera del valore di fr. 100.-, due carte di
credito, un borsellino da lavoro di colore nero e blu, un passaporto bulgaro
provvisorio (VI __________ 30.11.2005, p. 2).
Se gli imputati non sono stati univoci
nell’indicare l’ammontare della refurtiva (che quantificano, tuttavia, in
importi vicino a quello indicato dalla PC), tutti concordemente hanno
dichiarato (e l’hanno ribadito al dibattimento) che essa è stata suddivisa in
cinque parti uguali (VI PP AC 3 17.1.2006, p. 5; VI PP AC 5 23.1.2006,
p. 3; VI PP AC 1 10.2.2006, p. 4; VI PP AC 2
10.2
, p. 3; VI PP AC 4 6.2.2006, p. 4).
4.2.8
Ad inizio dicembre 2005 (il giorno non ha potuto essere precisato) AC
3.
e AC 5 hanno tentato un altro colpo.
Questa volta su indicazione di un dipendente del
garage S. Paolo che avrebbe detto a AC 3 che, nell’ufficio, il titolare teneva
una cassaforte con molti soldi, i due decisero di tentare il colpo.
Dovendo agire di notte, i due decisero di “lavorare”
da soli.
Si recarono sul posto ed operarono lo scasso
della porta con un cacciavite. Come sempre in questi casi, fu AC 3 ad operare
lo scasso.
Spaventati dall’arrivo di un’autovettura,
fuggirono, però, senza riuscire a sottrarre nulla.
Entrambi danno una versione sostanzialmente
concordante sul modus operandi (scasso a mezzo di un cacciavite) e sulla fuga
prematura (sopraggiungere di un'automobile), che corrisponde anche a quanto
indicato al punto 4.6 dell'atto di accusa (VI AC 5 25.1.2006, p. 12; VI AC
3.
25.1.2006, p. 2 con conferma in VI PP 30.1.2006).
Avvisato dagli inquirenti delle ammissioni dei
due, __________ (proprietario dell’autorimessa) ha presentato denuncia per
tentato furto, danneggiamento e violazione di domicilio, senza costituzione di
parte civile (cfr. formulario di denuncia 1.3.2006, all. 125).
4.2.9
Il 10 dicembre gli imputati decisero di passare nuovamente
all’azione e di farsi un po’ di soldi, come sempre, ai danni di personaggi che
lavorano nell’ambiente della prostituzione.
Questa volta si trattava di __________, cameriera
presso il __________, che, secondo quanto sosteneva __________, “teneva il
denaro per conto delle ragazze che lavoravano al Gottardo come prostitute”
(VI PP AC 3 30.1.2006 pag. 3 e 4).
Così, pensando di trovare in casa della donna
parecchi soldi, decisero di entrarvi di notte, sempre scassinando la porta del
balcone con dei cacciaviti.
Prima di farlo, tuttavia, __________ controllò
che la donna fosse, come sua abitudine a quell’ora, allo __________.
Ricevuta via libera, i due partirono.
Nel frattempo, __________ rimase allo __________
con il compito di avvertirli caso mai la donna avesse lasciato il locale.
AC 3 e AC 5 riuscirono ad entrare nell’appartamento
ma non vi trovarono soldi.
Così, prima di andarsene AC 5 si appropriò
soltanto di alcuni gioielli.
Secondo AC 5, si trattava di bigiotteria, senza
alcun valore (VI PP AC 5 15.2.2006, p. 3; AC 3, che nulla ha preso, ha riferito
che AC 5 ha sottratto solo "qualche ciondolo", cfr. in part. VI PP AC
3.
30.1.2006, p. 3).
La vittima ha, invece, denunciato il furto di
gioielli per un valore complessivo di circa fr. 4.000.-.
AC 3 e AC 5 hanno ammesso la commissione del
furto secondo le modalità descritte al punto 4.7 dell'atto di accusa e le loro
dichiarazioni sono concordanti anche per quanto concerne la refurtiva e il
coinvolgimento di __________, pure menzionato nell'atto di accusa.
Fruggiero, anche in sede di confronto con AC 3 e AC
5, ha negato ogni suo coinvolgimento nella vicenda ammettendo soltanto di aver
parlato con loro del fatto che __________ a volte custodiva i soldi delle
ragazze che lavoravano al __________ e di essersi - probabilmente - trovato
alla discoteca __________ la sera in cui fu perpetrato il furto, ma soltanto
perché gli capitava di andarci (cfr. in part. VI PP __________ 8.2.2006, p. 4;
VI PP confronto AC 3-__________ 21.2.2006, p. 4 e VI PP confronto __________ -AC
5.
24.2.2006, p. 1).
Il 10.12.2005 __________ ha sporto denuncia per furto,
danneggiamento (del telaio della porta finestra e di un cancello) e violazione
di domicilio, reati perpetrati tra le 1h00 e le 6h00 di quella notte e si è
costituita parte civile (cfr. formulario di denuncia 10.12.2005, all. 118).
4.2.10
AC 3 e AC 5 decisero di passare all’azione ancora una volta il giorno
successivo, questa volta sulla base dell’intuizione del momento poiché venne loro
in mente che nell’ufficio del gerente __________ - uno dei tanti locali
notturni che insieme frequentavano in modo, se non assiduo, perlomeno regolare
– potevano esserci molti soldi.
Così, l’11 dicembre 2005, AC 3, AC 5 e __________
decisero di andare in quel locale notturno.
AC 3 entrò nel locale. Gli altri due tornarono a __________
per prendere i cacciaviti necessari allo scasso. Dopo la chiusura del locale, AC
3.
incontrò i compagni sul piazzale e con __________ entrò, mediante scasso,
nell’ufficio dove sottrassero il borsello della cameriera trovato su una
scrivania.
Lasciato __________, i tre andarono a casa del AC
5.
dove divisero la refurtiva: secondo le loro dichiarazioni, ognuno prese 600.-
fr.
A parte il fatto che AC 5 non menziona il viaggio
a __________ per il recupero dei cacciaviti e che egli attribuisce l'idea
iniziale a AC 3 quando invece questi la imputa a lui, le loro dichiarazioni si
confermano vicendevolmente secondo i ruoli e nelle modalità descritte al punto
4.8
dell'atto di accusa. Le loro dichiarazioni trovano inoltre riscontro nella
deposizione di __________, l'altro compartecipe indicato nell'atto di accusa
(cfr. in part. VI AC 5 25.1.2006, p. 12; VI PP AC 3).
In particolare tutti e tre concordano
sull'ammontare della refurtiva: fr. 1'800.- (rispetto ai fr. 4'898.- indicati
dalla parte civile), divisi in tre parti uguali.
In casa di AC 5 è pure stata rinvenuta una
"borsa a tracolla color viola, con inserti marroni, marca PChoice"
che sia AC 3 sia AC 5 (e anche __________) hanno detto essere stata sottratta
all'Euronotte, precisando che conteneva solo dei documenti (cfr. VI AC 5
1.2
, p. 3, VI AC 3 6.2.2006, p. 2 e VI PP __________ 30.1.2006, p. 2).
D'altro canto tutti e tre contestano di avere
sottratto gli altri oggettii indicati dalla parte civile (cfr. VI AC 5
1.2
, p. 3, VI AC 3 25.1.2006, p. 2 e VI __________ 30.1.2006, p. 2; cfr. VI
__________ 16.12.2005).
4.2.11
Nel frattempo, gli imputati avevano continuato a cercare di
individuare degli obiettivi “appetitosi”.
AC 5 e AC 3 – visto anche il relativamente
considerevole bottino che AC 3 aveva ottenuto con il furto __________ - cominciarono
a chiedersi dove il PC 1 - il gerente __________ (che, a dispetto del nome, è
pure un locale dove ci sono prostitute) – tenesse i soldi degli incassi.
Incassi che entrambi pensavano fossero consistenti dal momento che il PC 1,
oltre __________, gestiva anche il __________, un altro locale notturno.
Vista il recente furto subito (cfr. consid. 4.2.3),
i due ipotizzarono che PC 1 non tenesse più i soldi nell’EP ma li conservasse
in casa (VI AC 4 17.1.2006, p. 3).
Così, quando una sera, sembra per caso, uscendo
dal __________, i due incrociarono la vettura di PC 1, la seguirono per
scoprire dove l’uomo abitasse.
In seguito, AC 3 e __________ parlarono del
progetto a AC 4 e insieme decisero di far nuovamente capo ai fratelli AC 1 (VI
PP AC 3 4.1.2006, p. 5; VI PP AC 3 12.1.2006, p. 2; VI PP confronto AC 1
- AC 5 22.2.2006, p. 3; VI PP confronto AC 4 - AC 5 22.2.2006, p. 1; VI PP AC 4 31.1.2006, p. 5; VI PP confronto AC 4 - AC 5
22.2
, p. 1).
Durante una loro trasferta in __________ a fine
novembre, AC 4 e i fratelli AC 1 discussero del “colpo” con AC 3 e AC 5 a casa
di quest’ultimo.
Quella stessa sera, AC 3, AC 5 e AC 1 fecero un
primo sopralluogo con l’autovettura di AC 5. Poi, vedendo parcheggiata vicino a
casa l’autovettura della vittima designata, gli imputati decisero di
rinunciare, per il momento, a porre in atto il loro progetto (VI AC 3
28.12
, p. 6; VI PP AC 3 12.1.2006, p. 2-3).
Circa una settimana dopo, i cinque si ritrovarono
nuovamente a casa del AC 5 a parlare del colpo ai danni del PC 1 precisandone i
dettagli e, già in quell’occasione, ipotizzarono due scenari: “ovvero che si
entrasse in casa del __________ e si commettesse il furto oppure che si
entrasse in casa del __________, si attendesse il suo rientro e ci si facesse
consegnare il denaro” (VIPP AC 3, 12.1.2006 pag. 3; cfr., pure, VI AC
3.
28.12.2005, p. 6-7).
Quella sera non si tentò nulla poiché “i AC 1
ci dissero che non erano pronti ad eseguire il colpo poiché non avevano con
sé indumenti con cui mascherarsi” (VI PP AC 3 12.1.2006 pag. 3).
Va detto che tutti si aspettavano dal nuovo colpo
ai danni di PC 1 un bottino considerevole. Le dichiarazioni degli imputati su
questa questione variano e passano dai 100.000.-, ai 200.000.- ai 500.000.- fr:
"
Secondo gli altri nella cassaforte si sarebbero
trovati circa CHF 200'000 " (VI PP AC
1.
27.12.2005, p. 3-4)
" …Un
giorno AC 4 ha proposto a me e a mio fratello un altro colpo. Ci disse che in
Ticino vi era un uomo che probabilmente teneva a casa sua una somma importante
di denaro da lui quantificata in fr. 500'000.-. Ci disse anche che si trattava
di denaro nero, non annunciato al fisco. Ne deducemmo che se avesse subito un
furto difficilmente avrebbe potuto denunciare il denaro scomparso."
(VI PP AC 2 27.12.2005, p. 4-5;
cfr, anche, VI AC 2
22.12.2005
17h40, p. 2 e 3).
Secondo gli accordi , il bottino – comunque considerevole –
sarebbe stato ripartito in 5 parti (VI PP confronto AC 1 -AC 4
22.2
, p. 6;VI PP confronto AC 4-AC 5 22.2.2006, p. 3; VI PP AC 1
27.12
, p. 3-4: “la refurtiva avrebbe poi dovuto essere
divisa fra tutti e cinque anche se io avrei insistito per ricevere 3 o 4 MILA
CHF di più dal momento che io e mio fratello avremmo assunto i rischi maggiori.
In ogni caso anche gli altri avrebbero ricevuto la loro parte" ).
Il giorno successivo, cioè il 13 dicembre, tutti
si ritrovarono a casa di AC 5. Lì si discusse nuovamente su come fare il colpo.
In questo frangente, gli imputati ripresero
quanto già discusso precisandolo nel senso che, se i AC 1 non fossero riusciti
a trovare da soli il denaro, avrebbero dovuto attendere il rientro del PC 1,
immobilizzarlo, legarlo, farsi dire da lui dove fosse nascosta la cassaforte con il denaro e farsi consegnare la chiave. La stessa cosa si
sarebbe dovuta fare con la convivente del PC 1 se questa fosse rientrata prima:
"
…Loro, cioè AC 4, AC 3 e “__________”, ci dissero nuovamente che
il “lavoro” si poteva eseguire e che bastava entrare in casa ed aspettare il
ritorno dell’uomo e, eventualmente della donna. Se arrivava prima l’uomo era
meglio poiché così avremmo potuto prendergli la chiave della cassaforte. Se
invece arrivava prima la donna avremmo dovuto immobilizzare lei e poi attendere
nuovamente l’arrivo dell’uomo. I tre ci dissero che la chiave normalmente
l’aveva l’uomo anche se non era escluso che pure la donna potesse averne
una." (VI PP AC 1 27.12.2005, p. 4 e 5;
cfr., pure, VI AC 3
28.12
, p. 7; VI PP AC 3 12.1.2006, p. 3-5; VI PP confronto AC 5-AC 3 17.2.2006, p. 1; VI PP AC 1 22.2.2006, p. 1-2; VI PP confronto AC 1 -AC
5.
22.2.2006, p. 2; VI PP confronto AC 1 -AC
4.
22.2.2006; VI PP AC 2 27.12.2005, p. 5-6; VI PP AC 2 10.2.2006, p. 2; VI PP
confronto AC 2 -AC 5 16.2.2006, p. 2; VI PP confronto AC 2 -AC 3 17.2.2006, p.
3; VI PP AC 4 6.2.2006, p. 1-2; VI PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006).
Va detto che AC 5 ha negato di avere mai parlato
dell’eventualità che la PL 1 arrivasse a casa prima del convivente e, quindi,
della necessità di immobilizzare anche lei.
La Corte non gli ha creduto.
Anche qui, come in molti altri frangenti, AC 5 ha
mentito.
Ciò risulta in modo evidente dalle chiare,
concordi e costanti dichiarazioni dei coimputati che hanno sempre e con
chiarezza dichiarato che ai preparativi e alle discussioni parteciparono tutti
i correi. Per tutti, valga la seguente dichiarazione:
"
… era chiaro a tutti che in quella casa oltre al padrone viveva
anche una donna e che sussisteva la possibilità che questa rientrasse prima
dell’uomo. La cosa era stata discussa tra tutti i partecipanti e quindi era
stata presa in considerazione la possibilità da tutti che ove la donna fosse
rientrata per prima noi l’avremmo dovuta immobilizzare. Per quanto mi ricordo
io, ripeto, alle discussioni erano presenti tutti e se poi qualcuno si
assentava per un momento veniva subito dopo informato dagli altri
dell’evoluzione e del contenuto della discussione condotta in sua
assenza…" (VI PP AC 2 10.2.2006, p. 2; cfr.
anche , VI PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006; VI PP AC 1 22.2.2006, p. 1-2; VI PP confronto AC 5-AC 3 17.2.2006, p. 1; VI PP AC 4
6.2
, p. 1-2).
Poi, AC 1, AC 5 e AC 3 fecero un nuovo
sopralluogo. Giunti nelle vicinanze della casa AC 3 e AC 1 scesero dalla
vettura, si avvicinarono alla casa e AC 1 fece un giro dell’edificio, da un
lato, per trovare la via d’accesso più facile e, dall’altro, per verificare se
vi fosse qualcuno all’interno. Poi, insieme tornarono a casa del AC 5 dove
c’erano, ad aspettarli, AC 4 e AC 2. Lì decisero di agire soltanto verso le
23.00
Dopo un po’, AC 3 e AC 4 partirono per un nuovo sopralluogo, alfine di
accertarsi che la casa fosse effettivamente deserta. Avutane conferma,
tornarono a casa di AC 5 a dare il via libera (VI AC 3 28.12.2005, p. 7; VI PP AC
3.
12.1.2006, p. 3-5; VI PP confronto AC 1 -AC 5 22.2.2006, p. 3; VI PP AC 5 23.1.2006, p. 4; VI AC 5 25.1.2006, p. 6-7; VI PP
confronto AC 1 -AC 5 22.2.2006, p. 3; VI PP AC 4 31.1.2006, p.
8; VI PP confronto AC 4-AC 5 22.2.2006, p. 2; VI PP AC 2 27.12.2005, p.
5-6).
I AC 1 si prepararono. Indossarono i vestiti
portati per l’occasione. AC 2 si tolse anche orologio e gioielli così da
evitare di lasciare tracce nel caso li perdesse.
Poi tutti partirono.
I AC 1 – che si erano equipaggiati già da __________
con calzamaglie per alterare i lineamenti del viso e guanti - avevano con sé i
cacciaviti per scassinare la porta nonché la corda e il nastro necessari a
legare le vittime che AC 5 aveva dato loro (VI PP AC 1 22.2.2006, p. 1; VI
PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006, p. 4; VI PP confronto AC 1 -AC 5 22.2.2006,
p. 1; VI PP AC 2 27.12.2005, p. 5-6; VI PP AC 2 10.2.2006, p. 4; VI PP
confronto AC 2 -AC 3 17.2.2006, p. 2; VI AC 3 10.1.2006, p. 6; VI PP AC 3
12.1
, p. 4; VI PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006, p. 2).
Per completezza, va detto che AC 5 ha negato di avere dato lui la
corda e il nastro adesivo ai fratelli AC 1.
La Corte non gli ha creduto, sulla base delle concordanti e
costanti dichiarazioni contrarie degli altri.
La menzogna di AC 5 su questa circostanza – peraltro non molto
rilevante – è, ancora una volta, rivelatrice dell’atteggiamento dell’imputato,
incapace di assumersi una benché minima responsabilità e teso unicamente a
sminuire il suo ruolo nella vicenda.
AC 1 aveva inoltre con sé una pistola giocattolo (VI
AC 1 12.1.2006, p. 3-4).
AC 2 aveva, invece, con sé un coltello a farfalla
che gli aveva dato AC 5 proprio quella sera, poco prima di partire per la casa
di PC 1 (da quel che risulta, del coltello erano a conoscenza soltanto i
fratelli AC 1 e AC 5).
Come sempre tentando di sminuire le proprie
responsabilità, AC 5 ha cercato di negare questa circostanza affermando che, in
realtà, lui il coltello l’aveva dato al ragazzo già la sera prima.
La Corte non gli ha creduto ed ha, invece,
ritenuto come accertata la versione – chiara, costante e disinteressata – di AC
2.
(confortata, peraltro, dalla versione di AC 1 data in VI 12.1.2006, p. 3-4 e
confermata in VI 10.2.2006, p. 2).
AC 5 accompagnò i due AC 1 sul posto. Era inteso
che lui avrebbe poi dovuto attendere il loro segnale per andare a riprenderli.
AC 3 e AC 4, invece, nell’attesa della “conclusione
dei lavori”, cominciarono il solito giro degli EP. Ad un certo punto della
serata, AC 5 si unì a loro, dopo avere fatto, come convenuto con i compagni, un
giretto di ricognizione all’ per verificare se il PC 1 fosse lì oppure no (VI PP AC 5 15.2.2006, p. 1; AC 3
VI PP 12.1.2006, p. 5; VI PP 10.2.2006, p. 2 e 4-5)
Nel frattempo, i due AC 1 erano riusciti a
penetrare nella casa di PC 1 dopo avere scassinato con i cacciaviti una
portafinestra.
All’interno, i due cercarono, invano, la
cassaforte.
Così, conformemente al piano e alle indicazioni
degli altri, decisero di aspettare il rientro del PC 1 o della donna:
"
… Ad un certo momento, come già riferito, avevamo trovato una
chiave di una cassaforte ed avevamo quindi mandato un messaggio (SMS) a AC 4 per
sapere come dovevamo comportarci. Da lui ci arrivò la comunicazione che
dovevamo attendere in casa. Suppongo che AC 4 ne abbia discusso e concordato la
decisione con AC 3…" (VI PP confronto AC 2
-AC 3 17.2.2006, p. 3).
"
…mentre erano in casa del __________ per eseguire il colpo i AC 1
mi hanno contattato al telefono per chiedere che cosa dovevano fare. Io poi ho
chiesto al AC 3 ed in seguito ho riferito al AC 1 che dovevano rimanere ancora
in casa un po' di tempo e questo come da indicazioni del AC 3…" (VI PP confronto AC 4-AC 5 22.2.2006, p. 2; cfr.,
anche, VI PP confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006; VI PP confronto AC 1 -AC 5
22.2
,
p. 3)
Verso le 22.20, PL 2, una vicina, entrò in casa
intenzionata a riportare, come sempre, i cani della signora __________ di cui
si occupava durante l’assenza della proprietaria.
La malcapitata si vide piombare addosso due
energumeni che la buttarono a terra. Subito, tuttavia, i due compresero che non
si trattava della convivente del PC 1. Perciò, la fecero sedere e le legarono i
piedi (le lasciarono libere le mani per permetterle di tamponare il sangue che
le usciva dal labbro, feritosi nella caduta). Poi, la portarono al piano di
sopra, nella camera da letto dove la fecero sedere e le legarono mani e piedi
alla sedia:
" Ad un certo orario é
arrivata una donna. Non so l’ora precisa, ma potevano essere circa le 23.00. La
donna era con due cani piccoli. Si trattava di una signora anziana che noi
avevamo scambiato per la padrona. Lei ci fece capire che non era la padrona di
casa e l’abbiamo quindi tenuta sul sofà. L’abbiamo legata alle mani e ad un
certo punto abbiamo notato che sanguinava da un labbro. Preciso che non
l’avevamo picchiata ma quando l’avevamo messa per terra forse si era morsa il
labbro. Io le ho poi dato un po’ di carta e di acqua per togliersi il sangue.
L’abbiamo tenuta con noi per circa mezz’ora poi l’ho portata di sopra in camera
da letto. Era mia intenzione metterla a letto ma lei disse di no perché
altrimenti avrebbe avuto mal di schiena. L’ho quindi fatta sedere su una sedia
e l’ho legata ad essa. Le mani erano legate davanti e i piedi alle gambe della
sedia. Le ho poi dato una giacca per coprirsi poiché diceva che aveva
freddo…" (VI PP AC 1 27.12.2005, p. 5-6;
cfr., anche, VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6 che conferma le dichiarazioni rese nel
VI 22.12.2005 17h40, p. 11;
VI PL 2 15.12.2005 che, sostanzialmente, conferma le dichiarazioni dei due)
Dopo questo, i due inviarono un SMS a AC 4
chiedendo che qualcuno li raggiungesse perché avevano bisogno di parlare.
Nessuno volle farlo. In aula, AC 4 disse – ma era
l’atteggiamento anche di AC 5 - che lui non aveva esaudito la richiesta d’aiuto
perché “non voleva sporcarsi le mani”:
"
A questo punto a AC 4 sul suo cellulare é arrivato un SMS dove i AC
1.
comunicavano che avevano bisogno di uno di noi per dire qualche cosa. AC 4
aveva capito che loro chiedevano che qualcuno di noi andasse da loro. Io dissi
al AC 4 che non ci andavo e il AC 4 ha detto che neppure lui ci sarebbe
andato. (…omissis…)
Io dissi poi al AC 4 di rispondere la messaggio che aveva ricevuto
dai due AC 1, dicendo loro di uscire e quindi di lasciare la casa del Nino. Il AC
4.
mi disse che non avrebbe utilizzato il suo cellulare per una comunicazione di
questo tipo e, per quanto mi risulta, comunicò loro unicamente che non si
sarebbe recato da loro." (VI PP
AC 3 12.1.2006, p. 5; cfr., anche, VI PP
confronto AC 2 -AC 3 17.2.2006, p. 3).
All’interno della casa i due AC 1 continuarono
l’attesa.
Ormai le cose erano talmente avanti – hanno
detto in aula – che tanto valeva arrivare fino in fondo:
"
Abbiamo quindi chiamato al telefono AC 4, rispettivamente gli
abbiamo mandato dei messaggi sms, chiedendogli cosa succedeva. AC 4 ci rispose
che se avevamo aspettato fino a quel momento, dovevamo aspettare ancora."
(VI PP AC 1 27.12.2005, p. 5-6)
L’attesa si prolungò poiché PL 1 rientrò soltanto
poco prima delle 02.00.
La donna subì un trattamento peggiore della
vicina.
Non soltanto venne buttata a terra e, poi, legata
ed imbavagliata ma venne pure picchiata. Il risultato è ben visibile sulle
foto agli atti: la donna ha riportato la frattura dello zigomo sinistro con
lesione di un nervo, lo strappo della retina all'occhio sinistro; la rottura di
un dente e contusioni varie, lesioni per cui ha dovuto essere ricoverata
all’ospedale __________ per alcuni giorni (cfr. certificato medico 20.12.2005
doc. TPC 4; VI PL 1 20.12.2005; rapp. di arresto fratelli AC 1 22.12.2006, AI
1.2
e documentazione fotografica 20.3.2006, AI 1.14, foto 31 e 32).
I fratelli AC 1 si sono entrambi assunti la
responsabilità di quel pestaggio.
In particolare, lo ha fatto – cercando anche di
scagionare il fratello più grande - AC 2 che ha affermato di avere perso la
testa a causa del nervosismo e della tensione maturata nell’attesa e della
reazione della signora che, senza perdersi d’animo, reagì al loro attacco con
pugni e morsi e, soprattutto, urlando:
"
Appena entrata l’abbiamo presa e lei ha cominciato a strillare.
Mio fratello é caduto con lei sul pavimento e lei continuava ad urlare. Noi le
dicevamo di stare tranquilla ma lei si agitava. Io l’ho quindi minacciata con
la mia pistola, ma lei non si calmava. Le dicevamo che volevamo solo i soldi e
solo dopo un po’ ha iniziato a diventare più tranquilla anche se subito dopo ha
ripreso a strillare nuovamente. Io sono andato in panico ed é vero che io ad un
certo punto l’ho colpita con dei pugni al capo. Non so se mio fratello
picchiava, in ogni caso la teneva ferma. L’abbiamo quindi messa sul sofà ma lei
continuava ad agitarsi. Abbiamo quindi provato a legarla con il nastro adesivo
ma lei riusciva ancora a divincolarsi e mi ha anche colpito con dei calci. A
questo punto credo di averla colpita nuovamente alla testa. Solo allora ha
cominciato a diventare più calma e siamo quindi riusciti a legarla alle mani e
ai piedi."
(VI PP AC 1 27.12.2005, p. 6).
" …
Abbiamo poi continuato ad aspettare e finalmente verso le due é arrivata la
donna. Come é entrata io le sono andato addosso e ho cercato di metterla a
terra ma lei si é difesa con grande forza. Era così spaventata che non
ascoltava quello che le dicevo. Anche a lei ho incominciato a spiegare che
volevamo solo i soldi e non farle del male. Anche lei si difendeva con pugni
calci e graffi, poi siamo caduti entrambi. E continuava a gridare forte.
Abbiamo cercato di tranquillizzarla ma ad un certo momento non ci ho più visto
e l’ho colpita con un paio di pugni in faccia. Ho picchiato solo io."
(VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6-7).
Sulla scorta delle dichiarazioni di AC 1 e della
vittima (cfr. VI PL 1 20.12.2005 e VI 29.12.2005) – che ha indicato AC 1 come
il più brutale dei suoi aggressori - la Corte non ha creduto all’assunzione
esclusiva di responsabilità di AC 2 per il pestaggio ed ha ritenuto che la
paternità di quei deprecabili gesti fosse di entrambi i fratelli.
Oltre alle botte, nel tentativo di far tacere la
donna, AC 1 l’ha minacciata con la sua pistola-giocattolo:
"
E’ vero che a un certo momento mio fratello ha
tirato fuori la pistola e gliel’ha puntata contro, mentre io cercavo di tenerla
ferma. Continuavamo a dire “solo soldi”."
(VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6-7).
Per contro, la Corte non ha trovato sufficienti elementi che
permettessero di inficiare le costanti e concordi dichiarazioni dei due
fratelli secondo cui la baionetta (che era appesa al muro della cucina) non
venne mai usata per minacciare la donna (VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6-7;
VI PP AC 1 27.12.2005, p. 6).
Per il resto, la Corte ha accertato che AC 2 non usò il coltello
datogli poco prima da AC 5 per minacciare la donna.
Le brutali percosse raggiunsero lo scopo e i due riuscirono ad immobilizzare
la signora __________ . Le chiesero dove fosse la cassaforte con i soldi e la
donna riuscì a far capire loro che il convivente, dopo il furto subito il mese
precedente, aveva preso l’abitudine di depositare regolarmente l’incasso dei
due EP in banca e che, perciò, in casa non c’erano soldi:
"
Dopo averla colpita, la signora si tranquillizzò
un po’ ed iniziò ad ascoltarci. Noi ripetemmo nuovamente che volevamo solo i
soldi e che sapevamo che in quella
casa c’erano soldi. Lei ci disse che il suo uomo non teneva soldi in quella
casa ma in un altro ristorante che mi pare ricordare si chiamasse __________ .
La donna ci spiegò che lui era già stato rapinato una volta e che quindi non
portava più i soldi a casa ma che generalmente li trasferiva direttamente dal
ristorante in banca." (VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6-7).
Capito che ormai il piano era fallito, i due fratelli decisero di
darsi alla fuga. Prima di lasciare la casa legarono ed imbavagliarono la donna:
"
Quando poi ci disse questo noi la legammo mani e
piedi e, salvo errore, la imbavagliammo anche. Poi fuggimmo. Passammo da una
finestra di una camera situata al primo piano e non utilizzammo più il
balconcino. Ci parve più semplice passare da questa finestra…"
(VI PP AC 2 27.12.2005, p. 6-7).
" La
signora ci ha detto che non teneva i soldi in casa quindi ci siamo spaventati e
siamo fuggiti dalla finestra della camera…"
(VI AC 1 22.12.2005, p.
11)
Fu AC 5 ad andare a recuperare i due fratelli con
la macchina:
" …io
approfittai dell’occasione per chiedere al __________ di darmi la sua macchina
per andare a prendere i AC 1, ma lui non volle poiché diceva che era targata __________
e si sarebbe notata troppo facilmente. Anch’io per la verità non voleva prendere
la mia macchina, poiché si notava troppo era grigia con un cofano verde. Sono
quindi tornato a casa. E’ a questo punto che ho poi ricevuto il messaggio di AC
3.
che mi diceva di andare, al qual e io ho risposto chiedendo “dove?” ed egli
mi disse di andare a prenderli. Mentre mi recavo sul posto, ho ricevuto poi
ancora un messaggio da AC 3 che mi diceva “aspetta” ed io sono tornato a casa.
Dopo un altra mezzora ho ricevuto una altro messaggio da AC 3 che mi diceva
nuovamente di andare a prenderli e così ho fatto…"
(VI PP AC 5 23.1.2006,
p. 5).
Tutti erano molto nervosi:
" Li ho presi a bordo,
erano molto agitati, non avevano con se niente di visibile. Ho chiesto com'è
andata e mi hanno risposto "niente, niente. Poco dopo ho svoltato a
sinistra raggiungendo la cantonale all'incrocio del garage __________ per
procedere verso_________ . Poco dopo abbiamo incrociato un'auto della polizia
che procedeva normalmente ma il __________, che era seduto davanti ha cercato
di scivolare in avanti sul sedile per abbassarsi, come per nascondersi e nel
contempo ha detto "police, police". lo gli ho detto di stare
tranquillo che stavo procedendo piano ma lui ha borbottato qualcosa come per
chiedermi di cambiare strada. lo comunque ho proseguito normalmente raggiungendo
casa mia…"
(VI PP AC 5 25.1.2006,
p. 8-9).
A casa di AC 5, i AC 1 ripresero la loro vettura.
Poi, si diressero verso il domicilio di AC 3 dove tutti si
ritrovarono.
Prima di raggiungere i compagni, i AC 1 si
liberarono delle armi e dei cacciaviti, che nascosero in un prato nelle
vicinanze dell'abitazione del AC 5 (VI PP AC 1 27.12.2005, p. 7; VI PP
confronto AC 1 -AC 4 22.2.2006; VI PP AC 2 27.12.2005, p. 7; VI PP AC 2
27.12
, p. 2; VI PP AC 5 23.1.2006, p. 5; VI PP AC 3
17.1
, p. 1-2).
A casa di AC 3, i due AC 1, dopo avere brevemente
riferito ai colleghi quanto successo, si cambiarono d’abito, AC 2 si rimise i
suoi gioielli e, poi, si
avviarono verso __________ (VI PP AC 2 27.12.2005, p. 7).
Nel tragitto, i due incapparono in un controllo
della polizia.
" All’entrata
dell’autostrada siamo ancora stati fermati da una pattuglia della polizia che
ha controllato la nostra identità e l’automobile. Hanno guardato nel
bagagliaio, nell’abitacolo e sotto i sedili. Naturalmente non hanno trovato
nulla poiché noi ci eravamo già liberati di tutto.” (VI PP AC 1 27.12.2005, p. 7).
Anche gli altri si divisero velocemente e
rientrarono ognuno al rispettivo domicilio (VI PP AC 3 17.1.2006, p. 1-2; VI PP
AC 5 25.1.2006, p. 9).
Per la cronaca, va rilevato che il 7.1.2006,
mentre era impegnato sistemare della legna nel suo prato sito in via Salvioni
12.
a__________ (e confinante con dei box), __________ trovò due cacciaviti
infilzati nella terra. Pensando ad una dimenticanza, li ripose in un suo
scaffale.
Due giorni dopo, recatosi di nuovo nel prato, il
signor __________ notò ancora qualcosa spuntare da sotto un sasso e scoprì
così, avvolti in un sacchetto di garza, anche una pistola e un coltello a
farfalla (che si rivelarono poi essere quelli usati dai AC 1).
A questo punto, il signor __________ avvisò la
polizia che procedette al sequestro degli oggetti ritrovati (cfr. VI __________
11.1
).
Intanto a __________, PL 1 riuscì a liberarsi
velocemente. Chiese aiuto ad una vicina di casa che, subito, chiamò la polizia
che, a sua volta, intervenne in modo rapido.
"
Immediatamente ho tentato di liberarmi: Con le mani ho tastato
il tavolino dove avevo visto l'Individuo gettare le mie chiavi. Preciso infatti
che, come portachiavi, tengo un coltellino e con questo sono riuscita a
tagliare il nastro adesivo che mi teneva bloccato i polsi e le caviglie. Sono
poi facilmente riuscita a slegare la corda da mani e piedi. Correndo sono
uscita in strada ed ho raggiunto la palazzina di fronte con l'intenzione di
allarmare la mia vicina __________. Ho suonato il suo campanello senza ricevere
risposta. Finalmente un' altra vicina mi ha aperto e dopo aver I saputo cosa mi
era successo ha avvertito la polizia. lo ho poi personalmente avvertito il mio
convivente.
(…) Quando è arrivata la pattuglia di polizia ho mostrato loro il
mio domicilio e li ho seguiti all'interno. Improvvisamente dal piano superiore
si sono sentiti dei rumori.
Spaventata ho pensato che fossero ancora presenti i due
rapinatori. Uno dei poliziotti è salito e poco dopo quando è tornato mi ha
messo al corrente che __________ aveva subito la mia stessa sorte e che era
stata legata su una sedia in camera da letto."
(VI PL 1 20.12.2005).
La signora __________ venne liberata dalle
forze dell’ordine poco dopo il loro intervento:
" …Successivamente
ho udito aprirsi una porta o una finestra e poi più nulla. Ho atteso ancora
qualche minuto e poi ho chiamato la signora senza ottenere risposta. Dopo una
decina di minuti sono entrati nella camera due gendarmi che mi hanno illuminato
con la loro pila e mi hanno chiesto come stavo. Sono poi scesi e
successivamente è arrivato anche il PC 1 che mi ha slegata.”
(VI PL 2 15.12.2005)
4.2.12
AC 3 e AC 5 non si fecero scoraggiare né dal fallimento del colpo di __________
né dal clamore mediatico scatenato da tale episodio.
Senza alcuna remora, cercarono di individuare un
altro obiettivo che potesse rendere un po’ di soldi. Questa volta lo trovarono
grazie alle informazioni date loro da __________ (che abita nell’edificio in
cui è sita la __________ ) la sera del 18 dicembre quando i due gli resero
visita. Bastò che l’amico raccontasse che la macelleria
funzionava bene e che, perciò, lì dentro si potevano trovare dei bei soldi, per
farli decidere ad agire immediatamente:
" Nell’occasione,
si è deciso di commettere il furto in questione proprio quella notte” (AC 3 26.1.2006 pag. 2)
Secondo i piani, AC 3 e AC 5 sarebbero entrati
come sempre forzando la porta con i cacciaviti.
Fruggiero sarebbe rimasto di vedetta alla
finestra del suo appartamento:
" in
precedenza __________ aveva detto che lui, mentre noi eseguivamo il colpo,
avrebbe guardato dalla finestra e controllato se arrivava qualcuno." (AC 3 VIPP 30.1.2006 4)
Così, dopo avere fatto un giro per i soliti EP in
attesa dell’ora più propizia (attorno alle 03.00), AC 3 e AC 5 entrarono, nel
modo progettato, nella macelleria.
Va detto che i due si preoccuparono di non
lasciare impronte:
" preciso
che pernon lasciare delle eventuali impronte, abbiamo messo delle calze alle
mani" (AC 3 VI 26.1.2006
pag. 2)
Il colpo si rivelò particolarmente laborioso
poiché la cassaforte era un modello piuttosto ingombrante (del peso di 150 kg)
e, in più, era fissata al suolo.
Ma i due non si lascarono scoraggiare e, dopo ben
due viaggi alla ricerca degli attrezzi più adatti, riuscirono a staccare la
cassaforte dal pavimento e a trafugarla nell’appartamento di AC 5 dove, infine,
riuscirono ad aprirla:
" Arrivando
sul posto io e__________ avevamo con noi due cacciaviti per forzare la
serratura. Siamo entrati da una porta secondaria. Una volta dentro abbiamo
visto dapprima la cassa registratrice, ma era vuota. Siamo allora entrati
nell’ufficio dove abbiamo visto la cassaforte. Abbiamo tentato di aprirla su
posto, ma senza riuscirci. Siamo quindi andati a casa del__________ a prendere
un seghetto e siamo tornati sul posto ed abbiamo tagliato una cerniera, però
non si apriva. A__________ é poi venuto in mente che aveva un piccone da
qualche parte a __________ e ci siamo quindi recati in quel posto a recuperarlo.
Con il piccone siamo poi di nuovo tornati presso la __________ e siamo poi
riusciti a staccare la cassaforte. E’ vero che mentre facevamo questo sono
caduti dei classatori ed abbiamo fatto rumore. Abbiamo quindi preso la
cassaforte e l’abbiamo trasportata fuori.__________ ha quindi recuperato la
sua auto e a marcia indietro si é avvicinato alla porta sotto la tettoia.
Abbiamo quindi caricato la cassaforte sulla sua auto. Non so quanto pesasse la
cassaforte, comunque tanto. Ciò nondimeno siamo riusciti a sollevarla io ed il__________
da soli. Non vi é stato l’intervento di terze persone. Ci siamo quindi recati a
casa del__________ dove é poi stata aperta." (AC 3 VI PP 30.1.2006 pag. 4)
Per aprirla, i due usarono martello e scalpello.
La refurtiva venne divisa in tre parti non
uguali:
" All’interno
abbiamo trovato circa fr. 20'000.- oltre a moneta. Io pensavo che avremmo
suddiviso il bottino in tre parti uguali, ma il__________ disse che la fatica
l’avevamo fatta noi e che, quindi, al __________ avremmo dato solo fr.
4'000.-. Di conseguenza per me ed il __________ vi erano fr. 8'000.-
ciascuno. I fr. 4'000.- per il __________ li ha presi il __________ ."
(AC 3 VI PP 30.1.2006 pag. 4; cfr., anche, VI PP AC 3 31.1.2006, p. 5; VI AC 5
1.2
, p. 3 e VI PP 15.2.2006, p. 3).
I due gettarono, poi, la cassaforte in un dirupo
sui monti di Carasso (dove la polizia l’ha, in seguito, ritrovata sulla base
delle indicazioni di AC 3, cfr. VI AC 3 26.1.2006, p. 1; VI AC 5 25.1.2006, p.
10.
e fotografie 5-11 di cui alla documentazione fotografica AI 1.15).
Prima di disfarsene, i due dipinsero la
cassaforte così da cancellare ogni impronta lasciata durante l’impegnativo
lavoro di apertura:
" ritornando
al momento in cui si è deciso di gettare la cassaforte, di comune accordo con
il __________ , si è deciso di pitturarla usando una bomboletta spray di color
bianco. La bomboletta l’abbiamo acquistata presso la “Coop fatelo da voi” di
Castione. Il motivo di pitturarla era dovuto al fatto che volevamo cancellare
le nostre eventuali impronte che a casa del __________ avevamo lasciate al
momento di aprirla"
(AC 3 26.1.2006 pag. 3)
Questo furto - l’ultimo menzionato nell'atto di
accusa (AA 4.9) - è stato denunciato il 19 dicembre 2005 da __________.
Stando alle dichiarazioni del denunciante, la
cassaforte, del peso di 150 kg, conteneva, oltre a documentazione e oggetti
vari, circa fr. 30'000 in banconote di vario taglio e moneta (gli imputati
parlano, invece, di soli fr. 20.000.-, cfr. in part. VI AC 3 26.1.2006, p. 3;
VI AC 5 25.1.2006, p. 11).
Al proposito __________ ha versato in atti lo
scontrino di chiusura della cassa al 17.12.2005 riportante un saldo di fr.
33'467.95 che sarebbe riferito all'incasso complessivo della settimana dal 13
al 17 dicembre 2005. Egli ha inoltre fornito una fotocopia dei dati tecnici
dell cassaforte rubata, marca Juwel Serie 65/4 (cfr. VI __________ 13.1.2006).
Costituendosi parte civile egli ha formulato
anche querela per il titolo di danneggiamento (al piano lavoro e ad un armadio)
e violazione di domicilio (cfr. formulario di denuncia 19.12.2005, all. 129).
Dalla constatazione del furto emergevano anche
segni di scasso sulla porta d'entrata della macelleria (cfr. VI __________ 16.1.2006,
p. 2).
I danni provocati sono stati quantificati dallo __________
in fr. 2'000.- circa, comunque non supportati da documentazione alcuna (cfr. VI
__________ 7.3.2006).
Va detto che AC 3 e AC 5, in relazione a questo
episodio, hanno dato una versione lineare e concordante della dinamica dei
fatti che è sostanzialmente stata riportata al punto 4.9 dell'atto di accusa
(cfr. in part. VI PP AC 3 30.1.2006, p. 4-5; VI PP AC 5 23.1.2006, p. 3; VI AC
5.
1.2.2006, p. 3; VI PP AC 5 15.2.2006, p. 2-3).
Si rileva, soltanto, che AC 3 ha riferito da
subito del coinvolgimento di __________, mentre __________, (forse in nome
dell'amicizia che lo lega a quest'ultimo), ne ha parlato soltanto alla fine
(cfr. VI __________ 1.2.2006, p. 3).
__________, dal canto suo, si è dichiarato
estraneo ai fatti (cfr. in part. VI PP confronto __________ -AC 3 21.2.2006, p.
5-6 e VI PP confronto __________ -AC 5 24.2.2006, p. 2).
Degli altri documenti e cose che erano contenute
nella cassaforte, alcuni sono stati trovati a casa degli autori (banconote
fuori corso) altri invece sono stati gettati da AC 5 (cfr. VI AC 5 1.2.2006, p.
3; VI AC 3 26.1.2006, p. 3 e verbale di sequestro AC 5 1.2.2006, all. 47;
verbale di sequestro AC 3 23.12.2005, all. 19).
5.
L’attività degli imputati si è conclusa quel 19 dicembre.
Questo perché, come detto sopra, dopo 2,
rispettivamente 3 e 4 giorni vennero tutti arrestati.
6.
A carico di AC 2 vi è, infine, un atto di accusa aggiuntivo che
riguarda fatti avvenuti nell’ aprile 2005 al centro giovanile di __________.
In sintesi, durante una festa, AC 2 colpì
ripetutamente un animatore (__________) di un centro giovanile causandogli la
frattura dell’osso nasale e diverse escoriazioni al volto (cfr. AI 1.6 e 1.7
nonché fotografia AI 1.8).
Quella sera al centro giovanile era stata
organizzata una festa.
Verso le 3h10, ormai scoccato l'orario di
chiusura, l’animatore esortò AC 2 e altri ragazzi renitenti a lasciare il
centro. Ne seguì una breve discussione che vide l’intervento di un altro
animatore volto a far allontanare i ragazzi. Alla fine, quasi tutti si
allontanarono tranne __________ e AC 2 che rimasero seduti ai loro sgabelli
davanti al bar. Improvvisamente, mentre era nei pressi dell'entrata, l’animatore
udì un frastuono provenire dal bar. Ritornato sui suoi passi, trovò il bar
deserto e gli sgabelli per terra.Andò alla ricerca dei due ragazzi. Li incontrò
nel piazzale e li diffidò dal ritornare al centro giovanile. Subito, AC 2 gli
assestò una testata.
Valland cadde sulle ginocchia mentre i due
ragazzi fecero per andarsene.
Appena potè rialzarsi, l’operatore inseguì i
ragazzi.
A questo punto, AC 2 lo colpì di nuovo, questa
volta con dei pugni e, poi, quando l’uomo fu a terra, con i piedi. (VI __________
25.4
, AI 1.9).
Poi, AC 2 si allontanò con l’amico.
Alcuni giorni dopo AC 2 si presentò alla polizia.
Riguardo i fatti (confermati, peraltro, nella versione data dall’animatore
riguardo le due fasi del pestaggio da __________, cfr. VI Zugerpolizei __________
25.4
, AI 1.10; VI __________ 25.4.2005, AI 1.11 e AI
1.
), AC 2 ha ammesso di avere dato la testata all’operatore e, poi, di averlo
ancora picchiato affermando di averlo fatto poiché si era sentito minacciato.
Poi, dopo che gli venne contestata la versione della vittima, AC 2 ha detto di
non ricordare bene quanto avvenuto poiché, quella sera, avrebbe bevuto un po’ troppo.
Dichiarandosi molto dispiaciuto, AC 2 ha inoltre
dichiarato di essere disposto a pagare i danni causati (cfr. VI __________ AC 2
24.5
, AI 1.12).
Queste dichiarazioni l’imputato le ha ripetute in
aula.
in
diritto
1.
Per l'art. 140 CP commette rapina ed è punito con la reclusione fino
a 10 anni o la detenzione non inferiore a sei mesi chiunque commette un furto
usando violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente
alla vita o all'integrità corporale o rendendola incapace di resistenza (n. 1
cpv. 1), oppure commette uno dei predetti atti di coazione per conservare la
cosa rubata allorché sorpreso in flagrante reato di furto (n. 1 cpv. 2).
La
comminatoria di pena si estende però alla reclusione senza limite superiore e
prevede un minimo di un anno di detenzione se il colpevole si è munito di
un'arma da fuoco o di un'altra arma pericolosa (n. 2); di due anni di
reclusione se ha agito come associato a una banda intesa a commettere furti o
rapine oppure si è comunque dimostrato particolarmente pericoloso per il modo
in cui ha perpetrato la rapina (n. 3); di cinque anni di reclusione se ha
esposto la vittima a pericolo di morte, le ha cagionato una lesione personale
grave o l'ha trattata con crudeltà (n. 4).
Ovviamente
la fattispecie più grave comprende, se del caso, e "consuma" le altre
(Trechsel, Kurzkommentar, all'art. 140 n. 19).
L'aggravante
di cui all'art. 140 n. 2 CP presuppone che l'autore si sia munito di un'arma da
fuoco funzionante e in grado di procurare la morte o ferite gravi, le munizioni
dovendo in ogni caso almeno essere a portata di mano (DTF 113 IV 61; 111 IV
51), oppure di un'altra arma (e non di un oggetto) pericolosa: va precisato che
quest'ultima aggravante implica che l'autore si sia "solo" munito di
un'arma da fuoco, senza poi realmente farne uso.
Secondo
la giurisprudenza l'aggravante della banda è data qualora due o più persone
manifestano, espressamente o per atti concludenti, la volontà di associarsi in
vista di commettere in futuro più azioni criminose, indipendenti, qualificate
come furto oppure come rapina, anche se non ancora ben definite e/o
pianificate. Secondo il Tribunale federale per l'applicazione di questa
aggravante, è sufficiente che gli autori prevedevano o ipotizzino più di due
future azioni criminose (DTF 122 IV 265, 100 IV 219, 102 IV 166;
Schubarth, Komm., all’art. 137 n. 129 ss; Trechsel, Kurzkomm., all’art. 139 n.
16.
s.; Rehberg - Schmid, Strafrecht III, § 8 n. 4.2.; Stratenwerth, Schweiz. Strafrecht, BT I, § 13 n. 100-102; Noll, Schweiz. Strafrecht, BT I,
p. 140 s.).
Con riferimento al quesito a sapere se due persone fossero sufficienti a costituire una banda il TF
ha stabilito che, per decidere se sussista una banda, vanno valutati, più
che il numero di partecipanti, il grado d'organizzazione e l'intensità della
collaborazione esistente tra gli autori.
In particolare, è data l'affiliazione ad una
banda se l’organizzazione (almeno accennata con la ripartizione dei ruoli o del
lavoro) e l'intensità della collaborazione raggiungono una dimensione tale che
si possa parlare di una squadra solida e stabile ancorché durata poco tempo (DTF
124.
IV 86; 124 IV 286).
Dal profilo soggettivo è
sufficiente che l'autore abbia voluto e conosciuto le circostanze di fatto che
corrispondono alla definizione di banda. L'elemento della banda deve essere
ammesso solo se l'intenzione dell'autore porta sulla perpetrazione in comune di
più infrazioni (DTF 124 IV 86; 122 IV 265, 120 IV 317; 105 IV 181).
Come è
già stato rilevato in numerose sentenze (cfr. in particolare la sentenza delle
Assise criminali del 6.11.97 in re C.S.), l'aggravante della banda si
giustifica per la maggior pericolosità dei singoli componenti derivante dal
fatto che, detto in parole povere, l’unione fa la forza o, meglio, influisce
psichicamente e fisicamente in modo negativo sul loro comportamento e sulla
loro determinazione (DTF 78 IV 233).
L'ulteriore aggravante della pericolosità
speciale va ammessa quando l’illiceità dell’atto appaia, tenuto conto delle
circostanze e del grado di colpa che esso implica, come specialmente grave (STF
6S.250/2003 del 28.8.2003; STF 20.3.1997 in re P.; DTF 117 IV 135; 116 IV 312; DTF
109.
IV 161; Rehberg/Schmid Strafrecht III, 7 Edizione, p.130; cfr. Marcel __________ Niggli e Christof Riedo in Basler Kommentar,
Strafgesetz II, ad art. 140, Note 96 e 97; Stratenwerth/Jenny, BT I, 6°
Auflage, pag. 310).
Dal punto di vista soggettivo occorre inoltre che
l'autore prenda almeno in considerazione la possibilità che la vittima sia
sottoposta a un pericolo accentuato (DTF 116 IV 319, cons. 4).
Al riguardo il Tribunale federale nella sentenza
del 12.3.1997 in re D.P. ha sottolineato quanto segue:
" ... a) Secondo la giurisprudenza - relativa al
precedente art. 139 n. 2 cpv. 2 CP ma senz'altro applicabile al nuovo art. 140
n. 3 cpv. 2 CP, in vigore dal 1. gennaio 1995 - del Tribunale federale, per
ammettere il carattere particolarmente pericoloso è necessario che l'illiceità
dell'atto manifesti un grado di gravità considerevolmente maggiore di quello
della rapina non qualificata (DTF 116 IV 312 consid. 2d). Secondo un'altra
formulazione, la sussistenza di una particolare pericolosità va ammessa solo se
l'atto appare, tenuto conto delle circostanze nonché dell'illiceità e del grado
di colpa che esso implica, come specialmente grave. Tale pericolosità è stata
ad esempio negata, alla luce delle circostanze concrete (carattere improvviso
della determinazione, mediocrità del bottino preso di mira, assenza di rischio
di lesioni), in una fattispecie in cui il rapinatore aveva minacciato in due
casi una donna con un coltello da tasca aperto
(DTF 117 IV 135 consid. 1b). Per converso, giurisprudenza e dottrina ammettono
l'esistenza di un caso di particolare pericolosità quando l'agente agisce in
modo particolarmente audace, temerario, perfido o senza scrupoli (DTF 117 IV
135.
consid. 1a; 116 IV 312 consid. 2e; 109 IV 161 consid. 3) oppure, ancora,
quando l'agente opera in modo caparbio, ostinato o subdolo (DTF 116 IV 312 consid.
2e; Günter Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 1995, § 13 n. 131).
Criteri determinanti sono altresì ritenuti l'entità del bottino auspicato, il
superamento di ostacoli morali o tecnici nonché l'impegno profuso per la
pianificazione o l'organizzazione del reato (DTF 116 IV 312 consid. 2e; Stefan Trechsel, Schweizerisches
Strafrecht, 1989, art. 139 n. 15 in collegamento con art. 137 n. 23) ..."
Giusta l’art. 139 CP è punito con la reclusione
fino a cinque anni o con la detenzione chiunque, a scopo d’indebito profitto,
sottrae una cosa mobile altrui alfine di appropriarsene.
Il furto è segnatamente aggravato, e perciò
passibile di una pena massima di dieci anni di reclusione e di una pena minima
di sei mesi di detenzione, se l’autore ha agito in qualità di affiliato ad una
banda intesa a commettere furti.
Per l'aggravante della banda valgono i medesimi
presupposti indicati più sopra nell'ambito del reato di rapina ai quali si
rimanda.
In caso di furto con scasso, sussiste concorso
perfetto tra i reati di danneggiamento e di furto ai sensi dell’art. 139 CP (DTF
123.
IV 113).
Il simultaneo verificarsi di più circostanze
aggravanti non consente di superare il limite superiore della pena edittale, ma
può essere considerato ai fini della determinazione della pena nel contesto
dell'applicazione dell’art. 63 CP (DTF 120 IV 330; SJ 1997, 181).
Per l’art. 183 n. 1 CP commette il reato di
sequestro di persona e rapimento, ed è punito con la reclusione sino a cinque
anni o con la detenzione, chiunque indebitamente arresti o tenga sequestrata
una persona o la privi in altro modo della libertà personale oppure la rapisca
con violenza, inganno o minaccia.
Il bene protetto è la libertà di movimento, e
meglio il diritto di ognuno di spostarsi da un luogo all'altro e di trattenersi
nel luogo prescelto.
Secondo la giurisprudenza e la dottrina (Corboz,
Les infractions en droit suisse, vol. I, agli art. 183 e 184 CP e riferimenti),
l'arresto e il sequestro consistono nel fatto di impedire a una persona di
lasciare il luogo in cui si trova (la differenza essendo solo che nel secondo
caso la vittima già si trova per sua volontà sotto il dominio dell'autore),
mentre il rapimento sta nel fatto di obbligare una persona a portarsi o essere
portata in un altro luogo, con uno spostamento non insignificante e tale da
porla alla mercé del rapitore.
In tutti i casi, la privazione della libertà
dev'essere illecita (ossia sprovvista di buon diritto) e di una certa durata
(anche se, a seconda delle circostanze, pochi minuti possono bastare).
Circa l'aspetto soggettivo, è sufficiente che
l'autore agisca con dolo eventuale ed è indifferente a quale scopo o per quale
motivo egli compia l'illecito.
Tra il reato di rapina e il sequestro di persona
sussiste concorso reale unicamente quando la privazione della libertà, diretta
nei confronti del "Gewahrsamsinhaber oder -hüter" (Rehberg/ Schmid,
III, § 9 cifra 4.), si è protratta al di là di quanto richiesto per la
consumazione della rapina (Schubarth, BT, 3. Band ad
Art. 183 N 66; DTF 98 IV 104; CCRP in re S. C. 24.3.1998).
Se invece il sequestro di persona coincide con la
rapina e ne rappresenta il mezzo di esecuzione esso è consumato dall'art.140 CP
(Schubarth, BT, 2. Band ad Art. 139 N 96 e riferimenti; Rehberg/Schmid, III, §
9.
cifra 4).
Vi è concorso imperfetto anche quando la rapina e
il sequestro di persona sono in così stretta connessione di tempo da farli
naturalmente considerare come un atto unitario ed omogeneo (DTF 98 IV 314:
privazione della libertà viene protratta oltre l'esecuzione della rapina per
garantire la via di fuga; Stratenwerth, BT I, §13 N 141; sentenza criticata da:
Schubarth, BT, 2. Band ad Art. 139 N 96 e riferimenti; Rehberg/Schmid,
III, § 9 cifra 4; Trechsel, Kurzkommentar, ad art. 183 N 12).
L'art. 144 CP n. 1 punisce, a querela di parte,
con la detenzione o con la multa chiunque deteriora, distrugge o rende
inservibile una cosa altrui, o su cui grava un diritto d'uso o d'usufrutto a
favore di altri.
Giusta l'art. 186 CP chiunque
indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto, s'introduce in una casa,
in un'abitazione, in un locale chiuso di una casa, od in uno spiazzo, corte o
giardino cintati e attigui ad una casa, od in un cantiere, oppure vi si
trattiene contro l'ingiunzione d'uscirne fatta da chi ne ha diritto, è punito,
a querela di parte, con la detenzione o con la multa.
2.
Non occorre spendere molte parole per sostenere che quel che è stato
fatto a __________ e a __________ si qualifica giuridicamente come rapina
consumata, rispettivamente tentata, ai sensi dell’art. 140 CP.
Secondo le Difese di AC 4, AC 3 e AC 5, questo
reato non può essere ascritto ai loro assistiti poiché non sarebbe mai stata
loro intenzione far uso di violenza contro le vittime.
La Corte non ha condiviso tale opinione.
Emerge con chiarezza dagli atti e dalle
risultanze del dibattimento che, in entrambi i casi, il piano ideato ed
accettato da tutti i partecipanti prevedeva di sopraffare le vittime, legarle e
imbavagliarle per farsi indicare il luogo della cassaforte, farsi consegnare la
chiave e, poi, assicurarsi la fuga.
Questo, da solo, basta a configurare in diritto
il reato di rapina.
Le Difese hanno, pure, sostenuto che l’episodio
ai danni della pizzeria__________ non può configurarsi come una tentata
rapina ma soltanto come un tentato furto poiché, in sintesi, il piano non
prevedeva né di spintonare né di colpire l’esercente ma soltanto di strappargli
la borsa con i soldi.
La Corte non ha condiviso neppure tale opinione.
Da un lato, la Corte ha accertato che il piano
condiviso da tutti prevedeva, in caso di resistenza della vittima, che questa
venisse almeno spintonata, magari anche gettata a terra e, magari ancora, presa
a calci.
Ma, anche se si dovesse ritenere che il piano
prevedeva soltanto che la borsa venisse strappata dalle mani dell’esercente,
questo basterebbe, secondo consolidata giurisprudenza e dottrina, a qualificare
l’episodio come rapina (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. I
all'art. 140 CP, n. 8, p. 248; DTF 107 IV 108).
Le Difese hanno concordemente sostenuto che non
può essere considerato che gli imputati hanno eseguito le rapine come associati
ad una banda ai sensi del numero 3 dell’art. 140 CP.
La Corte è stata di diversa opinione.
Si è potuto con tranquillità accertare che gli
imputati hanno
- alcuni (AC 3 e AC 4) esplicitamente, altri per
atti concludenti - espresso la volontà di associarsi per commettere insieme più
infrazioni indipendenti.
AC 3 e AC 4 hanno esplicitamente ammesso di
essersi trovati d’accordo sul cercare di fare soldi prendendo di mira degli
esercizi pubblici in cui si esercitava la prostituzione (cfr., ad esempio, AC 3,
PP 4.1.2006 pag. 2).
Gli altri questa volontà l’hanno manifestata per
atti concludenti.
Da un lato, con l’effettiva commissione in comune
di un numero consistente di reati in un ristretto lasso di tempo, a breve, se
non brevissima, distanza l’uno dall’altro.
D’altro lato, con la totale ed incondizionata
loro disponibilità a partecipare ai diversi reati non appena questi venivano
proposti o non appena questi venivano discussi.
In effetti, nessuno dei diversi protagonisti ha
mai dovuto essere convinto a partecipare ad un reato: bastava la proposta o la
manifestazione dell’idea per avere l’immediata e incondizionata adesione degli
imputati.
Nemmeno la proposta o l’idea doveva essere
esplicitata o definita per avere l’adesione di un membro del gruppo. AC 3
chiamava gli uomini e faceva partire “i lavori” non appena qualcuno gli parlava
di un conoscente con un po’ di soldi. Contattati, AC 4 e i AC 1 venivano in
Ticino senza nemmeno sapere in cosa consistesse il “lavoro”. AC 5 neppure
doveva essere pregato né per portare nuove idee né per partecipare o mettersi
in moto: anche di lui significativa ed esemplare è la prontezza d’adesione ad
ogni nuova idea e la facilità e la spregiudicatezza con cui cercava nuovi
obiettivi (senza, peraltro, farsi nessuno scrupolo nel colpire gente che
conosceva o che, in un modo o nell’altro, frequentava).
Ciò era il caso anche per AC 6.
La sua partecipazione a “soli” tre reati non è
indicativa del contrario.
Da un lato, perché tre reati sono, comunque,
secondo la giurisprudenza, sufficienti.
D’altro lato, perché la sua disponibilità a
delinquere è sempre stata del tutto spontanea e incondizionata. E, infine,
perché è stato accertato che la sua mancata partecipazione ad altri reati (in
particolare, alla tentata rapina al gestore del bar__________ ) non era dovuta
ad un suo rifiuto del sodalizio ma soltanto ad altri impegni (per esempio, la
sera del tentativo al bar__________ lui lavorava) o, nella migliore delle
ipotesi, al fatto che lui si riservava di condizionare la sua partecipazione
alle caratteristiche del reato (“magari non me la sarei sentita”).
Infine, la volontà degli imputati di partecipare
ad un sodalizio intenzionato a mettere a segno diversi furti e/o rapine (nel
senso di più di due e fra loro indipendenti reati) si rivela nel fatto – che si
ritrova in parecchie dichiarazioni degli imputati (cfr., fra gli altri, AC 5 VI
PP 23.1.2006 pag. 2 e pag. 4) – che, mentre preparavano un furto o una rapina,
già parlavano di un altro/a tanto che, quando un colpo falliva, prontamente
(spesso la sera stessa) ne mettevano a segno un altro
(vedi i furti alla __________ compiuti tutti e due la sera del fallimento di un
altro colpo).
Le Difese hanno sostenuto che non può essere
ritenuta l’aggravante della banda in assenza di accertamenti sull’aspetto
soggettivo.
Il TF ha già avuto modo di precisare che dal
profilo soggettivo occorre, perché sia data l’aggravante della banda, che gli
autori abbiano voluto e conosciuto le circostanze di fatto che corrispondono
alla definizione di banda (DTF 124 IV 86; 105 IV 81).
Ciò è manifestamente realizzato in concreto.
È evidente, infatti, che gli imputati, sempre
pronti all'azione hanno avuto sin dal primo "lavoro" il cosciente
proposito di delinquere a più riprese per fare soldi e in sodalizio proprio
perché l'unione fa la forza e poiché, per il reato da commettere, l'essere in
due o più era una necessità (vedi l'appello ai fratelli AC 1 oltre Gottardo) o,
comunque, rendeva il lavoro meno rischioso.
Le Difese hanno, poi, affermato che gli imputati
hanno commesso un numero insufficiente di reati perché si possa ammettere la
banda.
A torto.
Il TF ha più volte stabilito che basta che il
proposito comune si riferisca a più di due azioni criminose.
In concreto, ciò è chiaramente indicato, oltre
che dal numero di reati effettivamente commessi, dalla loro vicinanza nel tempo
(fra un reato e l’altro non passava mai più di qualche giorno) e dalla facilità
con cui gli imputati passavano, oltre che all’atto (vedasi, ad esempio, furto
ai danni della prostituta), da un atto all’altro (per esempio, dopo il
fallimento di un’operazione, passavano subito ad un’altra).
E’, poi, stato sostenuto che non può essere
ammessa la banda in assenza di una chiara definizione iniziale dei furti che si
intendevano compiere.
In realtà, questo è irrilevante poiché la
giurisprudenza e la dottrina sono concordi nel dire che non è necessaria una
preventiva pianificazione dei reati che si intendono compiere in comune.
Infine, è stato sostenuto che, in concreto , non
può esservi banda poiché i colpi non erano pianificati in modo serio (si è
detto che gli imputati erano dei dilettanti) e poiché non vi era una vera
organizzazione della banda.
Nemmeno questa censura ha trovato accoglimento.
Se è vero che il TF ha parlato dell’esigenza di
una “certa organizzazione” perché si possa parlare di banda, è anche vero che
lo ha fatto in relazione ad una banda composta da sole due persone rilevando
che, più che il numero di affiliati, è la loro organizzazione e collaborazione
a trasformarli in una banda. Ma, soprattutto, in quella
sentenza, il TF ha precisato che la presenza di due soli membri non esclude la
banda “pour autant qu’un minimum de début d’organisation (par ex. un partage
des ròles ou du travail) et l’intensité de la collaboration atteignent une
dimension telle qu’on peut parler d’une équipe soudée jusqu’à un certain degré
et stable, même si celle-ci n’a vécu à la rigueur que peu de temps” (DTF 124 IV
86.
= JdT 1999 IV 138).
Non è necessario spendere molte parole per
dimostrare che ciò era il caso in concreto.
Fra gli imputati vi è stata, sin dall’inizio, una
chiara e stabile divisione dei ruoli, definita in funzione delle caratteristiche
del reato da compiere e delle attitudini e situazioni personali così che ben si
può affermare che gli imputati hanno formato, per tutto il periodo ritenuto
dall’AA, una squadra ben rodata ed affiatata.
Dunque, la Corte ha ritenuto che gli imputati
hanno commesso le rapine e i furti in qualità di associati ad una banda ai
sensi dell’art. 140 n. 3 CP.
Questo, ad eccezione del furto ai danni .
In atti non vi sono accertamenti sufficienti a
concludere che quel sodalizio la cui esistenza è stata accertata negli imputati
fra loro, sia venuto in essere anche fra AC 3, __________ e i tre correi
rimasti sconosciuti.
Per quell’episodio, dunque, AC 3 è stato
dichiarato autore colpevole di furto semplice.
I reati di danneggiamento e violazione di
domicilio (AA 5 e 6) connessi alle varie azioni criminose ascritte agli
accusati sono stati accertati sulla base delle dichiarazioni suesposte e
ritenuto come per tali reati sia stata sporta valida querela.
3.
La Corte ha ritenuto di lasciare indecisa la questione della
realizzazione dell’aggravante della particolare pericolosità.
Stante l’accertamento della banda, infatti, il n.
3.
dell’art. 140 è già applicabile e, con esso, il minimo di pena previsto.
L’eventuale accertamento della realizzazione
dell’altra ipotesi di aggravamento prevista da questo stesso numero dell’art.140
CP, nulla porterebbe in più proprio perché l’accertamento di cui sopra comporta
già da solo l’applicazione di una pena della durata minima di due anni.
4.
Le modalità di commissione dei reati sono state considerate dalla
Corte per la valutazione della gravità oggettiva dei reati e di conseguenza –
così come imposto dall’art. 63 CP – nella valutazione della colpa dei diversi
imputati.
A questo proposito, la Corte non ha ritenuto di
poter addebitare la brutalità dell’esecuzione della rapina di __________ (cioè
le botte date alla signora PL 1) ai correi che non hanno eseguito materialmente
la rapina poiché essa non era prevista dal piano né era stata presa in
considerazione dai correi.
Prevista ed accettata era soltanto la forza - o
violenza che dir si voglia – necessaria alla immobilizzazione e l'imbavagliamento
delle vittime.
I pugni inferti alla signora __________ –
imputabili, per quanto attiene a AC 2, al panico di cui il ragazzo cadde
vittima – e le minacce con la pistola costituiscono un eccesso (non previsto
dal piano iniziale) che va addebitato soltanto agli autori materiali.
Ciò detto, tutti gli imputati devono comunque
rispondere dell’esecuzione – per alcuni ripetuta e per altri no – di una rapina
consumata ed una tentata oggettivamente gravi a causa delle modalità
d’esecuzione di tali rapine.
Da un lato, e dapprima, gravi per il previsto
utilizzo della forza necessaria ad immobilizzare, legare ed imbavagliare le
vittime e, quindi, l’accettazione da parte di tutti gli autori di infliggere
alle vittime un certo grado di sofferenza.
Poi, perché si è trattato oggettivamente di
rapine abbastanza elaborate con piani che prevedevano, oltre l’esecuzione di
sopralluoghi e una buona conoscenza dei luoghi e delle vittime, anche la messa
in atto di strategie difensive con l’utilizzo di guanti, berretti o calze per
alterare i lineamenti del viso, con la costituzione di alibi per gli autori
conosciuti e la scelta di percorsi di fuga sicuri.
Relativamente alla tentata rapina al bar__________
, la colpa degli imputati è stata valutata, dal profilo oggettivo, in
considerazione dell’arditezza e della spregiudicatezza insite nel piano che
prevedeva di passare all’atto in un luogo pubblico e nei confronti di un uomo
nel pieno delle sue forze.
Per la tentata rapina di __________, i fratelli AC
1.
devono, poi, rispondere anche delle brutali percosse inflitte alla signora PL
1.
5.
L’aggravante dell’essersi munito di un’arma pericolosa del numero 2
dell’art. 140 CP - che prevede un minimo di 1 anno di detenzione - perde
evidentemente d’interesse visto l’accertamento dell’aggravante dell’avere agito
in banda.
6.
Gli imputati hanno agito tutti come correi.
Anche AC 6 che, nei reati cui ha partecipato, non
si è limitato a prestare assistenza, ma ha partecipato in modo determinante
alla pianificazione e/o all’esecuzione dei reati di cui è stato dichiarato
autore colpevole (STF 6P.68/2005 consid. 7.2 e rif.; DTF 125 IV 134; 120
IV 17 consid. 2d e 3d, 118 IV 397 consid. 2d, 115 IV 161 consid. 2d; 108 IV 88
consid. 2°).
Riguardo ai colpi cui ha partecipato, AC 6 ha, come gli altri, preso
parte in modo attivo alle discussioni preparatorie. Come gli altri, ha dato un
contributo determinante. Come gli altri, ha partecipato alla spartizione del
bottino.
7.
Il sequestro della signora PL 1 è assorbito dal reato di rapina.
Non così, quello della signora PL 2.
Esso, tuttavia, costituisce un imprevisto nel
vero senso della parola, cioè un’evenienza che non era stata nemmeno presa in considerazione
da AC 3, AC 4 e AC 5.
Nemmeno si è potuto accertare che di quel
sequestro ci sia stata una ratifica in corso d’esecuzione.
Pertanto, esso è addebitabile unicamente ai due
autori materiali, cioè unicamente ai fratelli AC 1.
8.
Per il possesso e la consegna del coltello a farfalla, AC 2 e AC 5
sono, poi, stati dichiarati autori colpevoli di infrazioni alla LFarm (DTF 118
IV 142 consid. 3d).
9.
AC 2 è, infine, stato dichiarato autore colpevole di lesioni semplici e
danneggiamento per i fatti di cui all’AA aggiuntivo.
10.
Per l'art. 63 CP, il giudice commisura
la pena, nei limiti della comminatoria edittale, alla colpa del reo, tenendo
conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni
personali.
A tale riguardo,
entrano in considerazione numerosi fattori quali il movente e le circostanze
esterne, l’intensità del proposito, l’eventuale assenza di scrupoli, i modi
d’esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la
durata o reiterazione dell’illecito, il ruolo in seno ad una banda, la
recidiva, le difficoltà personali e psicologiche, il pentimento, la volontà di
emendamento, la collaborazione con gli organi inquirenti, gli imperativi di
prevenzione generale, ecc..
In relazione alla portata dell'art. 63 CP, la
Corte di cassazione e revisione penale ha stabilito quanto segue (cfr. sentenza
23.10.2000
__________):
" La
gravità della colpa è il criterio fondamentale per la fissazione della pena. A
tale riguardo entrano in considerazione numerosi fattori: movente e circostanze
esterne, intensità del proposito (determinazione) o della negligenza, risultato
ottenuto, assenza di scrupoli, modi di esecuzione del reato, entità del
pregiudizio arrecato volontariamente, durata o reiterazione dell'illecito,
ruolo in seno a una banda, recidiva, difficoltà personali o psicologiche e così
via. Per quanto riguarda l'autore, in particolare, occorre considerare la sua
situazione familiare e professionale, l'educazione ricevuta e la formazione
seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la
reputazione in genere."
(DTF 124 IV 47 consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 e 116 IV 289
consid. 2a)
La colpa
dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei
reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che egli ha fatto
volendolo fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in
cui ha agito e il risultato ottenuto (Corboz, La motivation de la peine, in
ZbJV 1995 24).
Il criterio essenziale è, dunque, quello della
gravità della colpa e, pertanto, il giudice
deve prendere in considerazione, in primo luogo, gli elementi che portano
sull'atto in quanto tale, in particolare sul risultato dell'attività illecita,
sui modi di esecuzione e, dal punto di vista soggettivo, sull'intensità del
dolo così come dei motivi del delinquere. L'importanza della colpa dipende
altresì dalla libertà di decisione di cui ha disposto l'autore: più gli sarebbe
stato facile rispettare la norma violata, più fortemente pesa la sua decisione
di trasgredirla e quindi più è grave la sua colpa (DTF 127 IV 101; 122 IV 241 consid. 1 p. 243 e
sentenze citate).
Anche il
comportamento dopo la perpetrazione del reato entra in linea di conto, compresa
la collaborazione con gli inquirenti e la volontà di emendamento (DTF 124 IV 47
consid. 2d con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 e 116 IV 289 consid. 2a).
Criteri ispirati alla parità di trattamento con casi analoghi hanno, invece,
portata relativa (DTF 124 IV 47 consid. 2c), mentre esigenze di prevenzione
generale svolgono solo un ruolo di second’ordine (DTF 118 IV 350 consid. 2g).
L'art. 68 n. 1 CP dispone inoltre che quando il
reo incorre in più pene privative della libertà, il giudice lo condanna alla pena
prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata, ma non più
della metà della pena massima comminata e senza andar oltre al massimo legale
della specie di pena.
9.1
Per AC 6, il PP ha chiesto la pena di 2 anni di detenzione
Vista l’applicazione dell’art. 140 numero 3 CP,
la sola partecipazione alla rapina di__________ comporterebbe per AC 6 una
pena minima di 2 anni.
Tuttavia, AC 6 deve rispondere anche di altri due
reati e, cioè, del furto ai danni della prostituta del__________ e di quello
ai danni di __________.
Si tratta di furti che non vanno banalizzati.
Da un lato, perché il bottino atteso era in
entrambi i casi di una certa rilevanza.
D’altro lato, perché la loro esecuzione prevedeva
una certa abilità.
Ma, soprattutto, tali
furti non vanno banalizzati dal profilo soggettivo, perché per AC 6 sono
indizianti di una particolare assenza di scrupoli ritenuto che, in uno, veniva
derubato l’esercizio pubblico per il quali lui lavorava e che, nell’altro, si
trattava di derubare una prostituta secondo un piano che prevedeva il furto
soltanto dopo avere ottenuto da lei una prestazione
sessuale.
Inoltre, sempre dal profilo soggettivo, la colpa
di AC 6 – che, pure, è recidivo anche se non specifico - appare di non poco
conto, da un lato, poiché egli aveva un lavoro stabile e regolare con cui
avrebbe potuto vivere almeno dignitosamente e, d’altro lato, poiché egli ha
delinquito nel periodo di prova di una precedente condanna, dopo che l’autorità
penale gli aveva dato fiducia concedendogli la sospensione condizionale della
pena di 12 mesi.
Siamo, dunque, di fronte ad un concorso di reati,
ciò che comporta, obbligatoriamente, un aumento della pena minima prevista
dall’art. 140 numero 3 CP e ad una colpa che imporrebbe, pure, un aggravio di
pena.
Tuttavia, per mantenere un certo equilibrio fra
le pene inflitte ai correi (non volendo andare oltre le richieste del PP),
nonostante la gravità della sua colpa (cui si aggiunge anche la recidiva ai
sensi dell’art. 67 CP) giustificasse, di per sé, anche una pena superiore, la
Corte ha ritenuto di dovere mostrare una certa clemenza limitando la pena da
infliggere a AC 6 a 2 anni e 1 mese di reclusione.
In accoglimento della richiesta del PP, la Corte
non ha revocato la sospensione condizionale della pena precedente ma ne ha
prolungato il periodo di prova del massimo consentito.
9.2
AC 5 deve rispondere di 6 furti di cui uno tentato (con relativi
eventuali reati di violazione di domicilio e di danneggiamento), di due
tentate rapine e di infrazione alla Legge sulle armi.
Stante la gravità oggettiva delle rapine di cui
già s’è detto e di cui AC 5 risponde come gli altri nonostante il suo farisaico
chiamarsi fuori (nemmeno lui, come AC 4 e AC 3, voleva “sporcarsi le mani”), e
il ruolo attivo ed importante avuto in ogni reato e che qualifica già di per sé
la sua colpa, AC 5 risponde, per quella di __________, anche dell’assenza di
scrupoli dimostrata con la consegna del coltello a AC 2 poco prima della sua
partenza per __________.
Inoltre, la Corte ha considerato il movente
puramente egoistico che lo ha spinto ad agire poiché AC 5 ha delinquito per
puro spirito di lucro, nonostante le assicurazioni e l’assistenza sociale lo
ponessero già al riparo dal bisogno.
Come per gli altri, la Corte ha, poi, considerato,
ad aggravamento della colpa di AC 5, la dimostrata totale ed incondizionata
disponibilità a delinquere: come per gli altri, il passaggio all’atto era
facile, spontaneo e naturale a dimostrazione di una preoccupante – soprattutto
ritenuta l’età di AC 5 e la maturità che tale età dovrebbe comportare – assenza
di valori.
Per il resto, ad attenuazione della colpa di AC 5,
la Corte ha considerato il momento di disagio esistenziale da lui vissuto e
messo in evidenza dal suo avvocato. Non ha , tuttavia, ritenuto di dovergli
riconoscere un grado di responsabilità diminuito in assenza di qualsiasi
elemento che sostenesse la richiesta avanzata dal suo difensore .
Sempre a suo favore, la Corte ha considerato la
sua sostanziale incensuratezza.
Non ha potuto, però, considerare, a vantaggio
dell’accusato, nessuna collaborazione poiché sia durante l’inchiesta che
durante il dibattimento, AC 5 non ha fatto altro che cercare di sminuire le sue
responsabilità ed ha ammesso qualcosa soltanto quando vi era costretto da una
serie di altre emergenze. In questo contesto, va detto che la Corte non ha
apprezzato l’evidente suo tentativo di scaricare sugli altri la colpa di quanto
accaduto: emblematico a tale riguardo (ed è solo un esempio) è stato il
deprecabile tentativo di addossare, per il furto ai danni della __________ ,
tutta la responsabilità a AC 3 affermando, in aula, contrariamente alle
risultanze istruttorie, che fu l’amico a fare tutto.
Così, tutto considerato, è stata ritenuta
adeguata alla colpa del AC 5 la pena di 2 anni e 10 mesi di reclusione così
come richiesto dal PP.
9.3
AC 4 - recidivo - deve rispondere di 4 furti di cui uno
tentato (con relativi eventuali reati di violazione di domicilio e di
danneggiamento) e di tre rapine , di cui due tentate.
Della gravità oggettiva delle rapine (consumate e
tentate) che porta con sé una corrispondente ed oggettiva gravità della colpa
già s’è detto. Relativamente ai furti di cui deve rispondere, la Corte ha
considerato, nella valutazione del grado di colpa, oltre l’arditezza che essi
presupponevano, il fatto che AC 4 (con gli altri) si muoveva soltanto se si
poteva preventivare (per un motivo o per l’altro) un bottino di una certa
entità e il fatto che essi cercavano soltanto soldi a riprova di una certa
professionalità dell’agire.
Inoltre, la Corte ha considerato, come fattore
aggravante della colpa, la reiterazione nell’illecito di AC 4 che, nell’arco di
soli due mesi, si è reso colpevole di ben 7 reati (12 se si considerano anche
le violazione di domicilio e i danneggiamenti).
All’oggettiva gravità dei reati commessi si
aggiunge la gravità soggettiva della colpa di AC 4 dimostrata, dapprima, dalla
sua recidiva ai sensi dell’art. 67 CP: egli ha delinquito facendosi beffe del
monito che la precedente carcerazione avrebbe dovuto costituire. Sulla sua
colpa hanno, poi, pesato i suoi precedenti che, nella loro evoluzione,
dimostrano come egli si sia, in qualche modo, accomodato nella delinquenza,
passando da reati tutto sommato di lieve gravità ad altri di natura più preoccupante
per arrivare a quelli ancor più gravi per cui oggi è stato giudicato e nella
cui esecuzione egli ha dimostrato ben pochi scrupoli, in particolare facendo
intervenire AC 1, conosciuto in carcere dove già scontava una pena per rapine,
quindi una persona con precedenti specifici e, perciò, potenzialmente
pericolosa.
Ritenuto, dunque, il minimo di pena imposto dal
riconoscimento dell’aggravante dell’aver agito in banda e dell’aumento di pena
imposto dall’art. 68 CP in caso di concorso di reati (e, qui, si hanno per tre
rapine di cui due tentate, quattro furti di cui uno tentato, due danneggiamenti
e tre violazioni di domicilio), la Corte ha ritenuto di non poter infliggere a AC
4.
una pena inferiore ai tre anni di reclusione chiesti dal PP.
La Difesa ne aveva chiesto una sensibile
riduzione con il riconoscimento dell’attenuante specifica del sincero
pentimento considerato che AC 4 è tornato in Svizzera ad inizio gennaio 2006
nonostante avesse saputo dell’arresto dei correi.
La Corte non ha accolto tale richiesta poiché non
è riuscita, nonostante gli sforzi, a percepire nessun reale pentimento
nell’atteggiamento dell’imputato. L’imputato è, sì, tornato in Svizzera a
gennaio ma è anche vero che tale rientro era, oltre che già previsto (si
trattava del normale rientro dopo le festività natalizie) sostanzialmente
obbligato dal fatto che, ormai, la vita di AC 4 è in Svizzera dove vivono
moglie e figlia (oltre, si è tentati di dire, all’amica che vive in Ticino)
mentre il Kossovo è, soltanto, il luogo, sì, dove vivono i genitori ma in cui
lui non ha alcun desiderio di tornare a vivere . Perché possa assurgere ad
attenuante specifica, il rientro in Svizzera avrebbe dovuto palesarsi come la
chiara manifestazione della presa di coscienza degli errori commessi e del
pentimento spontaneo e disinteressato di persona disposta a pagare le sue
colpe. In concreto, il rientro di AC 4 non può essere letto in quel senso: in
particolare, manca totalmente una chiara ed incondizionata assunzione di
responsabilità ed è totalmente assente da quel gesto una reale e sincera presa
di coscienza del male fatto ed una volontà di emendamento, così come il
condannato ha ampiamente dimostrato al dibattimento tenendo sempre un
atteggiamento caratterizzato da un sorprendentemente superficiale chiamarsi
fuori pretendendo di non “essersi mai sporcato le mani”.
Così, la Corte ha ritenuto di non potersi
scostare (nel senso richiesto dalla Difesa) dalla richiesta di pena del PP che,
vista la gravità dei reati commessi, il loro concorso e la recidiva del
condannato, evidentemente, già considerava generosamente tutte le circostanze a
favore, in particolare quelle che sono state chiamate a sostegno della
realizzazione dell’attenuante specifica. In effetti, non vi fosse stato quel
rientro e, soprattutto, non vi fosse stata la buona collaborazione offerta agli
inquirenti dopo l’arresto, la gravità della colpa di DUF 4 avrebbe imposto alla
Corte di infliggergli (e, quindi, al PP di richiedere) una pena ben superiore
ai tre anni.
9.4
AC
3.
deve rispondere di tre rapine (di cui due
tentate), di 9 furti
(di cui due tentati),
di 8 violazioni di domicilio e 7 danneggiamenti.
Non ha più da essere sottolineata la gravità
oggettiva dei reati, in particolare la gravità delle rapine in cui, per pura
avidità, è stata messa a repentaglio l’integrità fisica delle vittime e la
natura dei furti commessi caratterizzati, da un lato, dal bottino ricercato
(soltanto soldi) e, dall’altro, da una certa grettezza d’animo dimostrata dalla
scelta degli obiettivi (gli autori, e AC 3 in particolare, non si facevano
scrupolo alcuno nel derubare “buoni” conoscenti o, perlomeno, persone che
frequentavano regolarmente).
Alla gravità della colpa che deriva da queste
caratteristiche, si ha una gravità soggettiva particolare ritenuto che, non
soltanto AC 3 ha alle spalle due condanne ed ha delinquito nel periodo di prova
della sospensione condizionale di una di esse, ma, soprattutto, la seconda
condanna si riferisce ad un tentato furto ai danni di un EP di__________ ciò
che non può non preoccupare siccome indicativo della refrattarietà del
condannato ai richiami dell’autorità penale.
La Corte, nella valutazione della sua colpa, ha
poi considerato che AC 3 è stato, in un certo senso, il “perno” di tutte le
operazioni, ciò che non fa di lui “un capo” ma lo rende, comunque, un
organizzatore il che aggrava, certamente, la sua colpa.
Anche per lui è stata considerata, quale fattore
aggravante, la reiterazione del delinquere: nell’arco di appena due mesi,
infatti, egli si è reso colpevole di ben 12 reati (27 se si considerano anche
le violazioni di domicilio e i danneggiamenti).
Infine, la Corte ha considerato che AC 3 ha
delinquito nonostante avesse un lavoro che gli garantiva un salario più che
dignitoso con il quale avrebbe potuto vivere senza problemi.
Per lui il PP ha chiesto 3 anni e tre mesi.
Anche qui la Corte ha ritenuto di non doversi
scostare da tale richiesta di pena: il numero dei reati commessi, la loro
gravità oggettiva, gli aspetti soggettivi e i precedenti dell’accusato non
hanno permesso di effettuare alcun sconto di pena.
Senza la buona collaborazione offerta agli
inquirenti, infatti, la Corte avrebbe inflitto a AC 3, tenuto conto di tutte le
circostanze evocate e quelle legate al minimo di pena previsto dall’art. 140
cifra 3 e al suo aumento imposto dall’art. 68 CP, una pena certamente superiore
ai tre anni e tre mesi.
Inoltre, la Corte ha revocato la sospensione
condizionale delle condanne precedentemente erogate.
9.5
AC 2 deve rispondere di tre rapine (di cui due tentate), di sequestro di
persona, di 1 furto, di 2 violazioni di domicilio, di due danneggiamenti, di
lesione semplice e di infrazione alla LArm.
AC 2 si è macchiato di reati oggettivamente molto
gravi.
Della “qualità” delle rapine già s’è detto e le
considerazioni già esposte a questo proposito sono state ritenute dalla Corte
nella valutazione della colpa del condannato. La Corte ha, poi, considerato la
brutalità dimostrata da AC 2 nel corso della tentata rapina di __________: la
Corte ha creduto che le brutali percosse inferte alla signora PL 1 non fossero
state preventivate, tuttavia questa circostanza non toglie loro gravità ma
contribuisce soltanto ad attenuare la colpa dell’autore. Parimenti, la Corte ha
considerato, ad aggravamento della colpa di AC 2 la determinazione dimostrata
in quell’occasione, aspettando nella casa, dopo avere immobilizzato e legato la
signora __________, per ben quattro ore il rientro della signora __________ .
La Corte ha, comunque, considerato che la gravità
della sua colpa sia, comunque, temperata dalla sua giovane età (all’epoca dei
fatti aveva soltanto 21 anni), dalla sua inesperienza ma, soprattutto, dal
fatto che egli ha delinquito soltanto perché spinto dal fratello - con cui
viveva - che costituiva e costituisce per lui un evidente importante punto di
riferimento e che lo ha spinto ad entrare a far parte della banda così da
potere più in fertta risolvere i loro problemi finanziari partecipando non per
una ma per due parti alla spartizione dei vari bottini.
Per quanto riguarda i fatti avvenuti la notte dell’aprile
2005, la Corte ha considerato, ad attenuazione della colpa del condannato, il
fatto che egli fosse in una certa misura alterato dall’alcool (questo in
applicazione del principio in dubio pro reo, ritenuto che non vi sono
accertamenti in tal senso) e il fatto che si è spontaneamente presentato in
polizia.
D’altra parte, la Corte ha considerato che, nel
suo complesso, la colpa di AC 2 è ancora attenuata dall’ampia e cristallina
collaborazione che ha saputo fornire agli inquirenti e di cui, in requisitoria,
il PP ha dato atto sottolineando la differenza, in quest’ambito,
dell’atteggiamento del ragazzo rispetto a quello dei correi, tutti più adulti.
Ancora a favore del condannato la Corte ne ha
considerato l’incensuratezza.
Infine, la Corte ha considerato quale ulteriore
elemento di attenuazione della pena l’assunzione di responsabilità chiara e
lineare che AC 2 ha saputo fare e, infine, il profondo pentimento dimostrato.
La Corte ha ritenuto che, se tutto questo ancora
non realizza il sincero pentimento di cui all’art. 64 CP, vi si avvicina molto
e, perciò, ha potuto limitare la pena da infliggere a AC 2 in 2 anni e 9 mesi
di reclusione.
9.6
AC 1 deve rispondere di tre rapine (di cui due tentate), di un sequestro
di persona, di 4 furti (di cui uno tentato), di tre
violazioni di domicilio e di due danneggiamenti.
Nella valutazione della colpa del condannato, la
Corte ha considerato, oltre all’oggettiva gravità delle rapine e dei furti, la
brutalità dimostrata da AC 1 – più navigato e più "scafato" del
fratello e, quindi, meglio in grado di controllarsi – ai danni della signora __________
che lo ha chiaramente identificato come il più brutale e cattivo dei suoi due
aggressori. Inoltre, ne ha considerato la forte determinazione dimostrata nella
lunga attesa dell’arrivo di PC 1 o della signora PL 1. D’altra parte, ha
considerato, quale preoccupante indizio di abilità delinquenziale e, quindi,
motivo di aggravamento della colpa, la prontezza dimostrata nella gestione dell’imprevisto
rappresentato dall’arrivo della signora __________ . In sostanza, AC 1 ha
dimostrato con il suo agire, con la sua disponibilità ad assumersi rischi
importanti e la sua capacità a gestire le situazioni e i rapporti con le
vittime di possedere una personalità di un certo spessore delinquenziale.
Più in generale, la Corte ha considerato – quale
elemento aggravante – la disponibilità nel delinquere dimostrata dal condannato
nei due mesi considerati dall’AA: bastava la chiamata di AC 4 perché lui partisse
per una nuova spedizione in Ticino. Null’altro serviva. A AC 1, per partire per
una nuova scorribanda, bastava sapere che qualcuno in Ticino aveva individuato
un obiettivo. E ciò è indizio di una propensione a delinquere particolare che
non può non incidere pesantemente sulla valutazione della colpa.
D’altra parte, la Corte ha considerato, sempre ad
aggravamento della colpa di AC 1, il fatto che è stato lui a trascinare il
fratello – giovane ed incensurato – nella delinquenza: ciò ad ulteriore dimostrazione
di una preoccupante assenza di scrupoli.
Come per gli altri (in particolare, per AC 3, AC
4.
e AC 5), la Corte ha, poi, considerato, sempre quale elemento aggravante, la
reiterazione nel delinquere: nell’arco di un paio di mesi, infatti, AC 1 si è
macchiato di ben 13 reati.
D’altra parte, la Corte ha tenuto della recidiva
specifica, del fatto che il condannato ha delinquito dopo poco più di un anno
dalla sua rimessa in libertà (era uscito da prigione nel luglio 2004) dopo
avere scontato per identici reati una lunga pena detentiva.
Per tutte queste considerazioni, la colpa di AC 1
è apparsa alla Corte come particolarmente grave e tale da mettere una pesante
ipoteca sulla credibilità delle molte dichiarazioni di pentimento da lui fatte
al dibattimento e che sono apparse alla Corte, più che una reale assunzione di
responsabilità, un mezzo con il quale il condannato ha cercato di porre rimedio
ad una situazione che ai suoi occhi di persona dotata di buona intelligenza
appariva come estremamente compromessa così da potere – come lui ha detto al
dibattimento – tornare prima possibile dalla moglie e dai figli.
Così soltanto l’ampia collaborazione fornita agli
inquirenti – che non realizza, però, ancora l’attenuante specifica del sincero
pentimento - ha permesso alla Corte di contenere la pena a suo carico in 4 anni
di reclusione. Senza tale buona collaborazione, la Corte gli avrebbe inflitto
una pena ben superiore, in ogni caso aggiratesi almento sui 5 anni.
10.
Per quanto riguarda le espulsioni, è stata revocata la sospensione
condizionale concessa all’espulsione inflitta a AC 1 il 29.5.2002.
Non è stata revocata, invece, la sospensione
dell’espulsione inflitta a AC 4 poiché il condannato ha delinquito quando già
il periodo di prova era trascorso.
La Corte ha, poi, ritenuto di non dover
pronunciare nessuna espulsione ritenuto che, con l’entrata in vigore al 1
gennaio prossimo della nuova parte generale del CP, tali pene non potrebbero
comunque venire eseguite (art. 1 cpv. 2 delle disposizioni transitorie della
modifica del 13.12.2002 del CP).
11.
Le richieste delle PC sono state rinviate, così come richiesto dal
PP, al foro civile.
Rispondendo A. per AC 1
affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.1.2,
1.1.1.2
, 1.1.1.2.3, 1.2.1, 1.3, 1.3.2, 1.3.2.1,
1.4.3
, 3, 4 e 6;
B. per AC 2
affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.1.2, 1.1.2.1.2,
1.1.2.1
, 1.2.1, 1.3, 1.3.2, 1.3.2.1, 2, 3 e 4;
C. per AC 3
affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.1.2, 1.1.1.2,
1.1.1.2
, 1.1.2.2, 1.2, 1.3, 1.3.2, 1.3.2.1, 1.4.4.1, 1.4.9.1, 2, 4 e
parzialmente affermativamente al quesito 1.4.1.1;
D. per AC 4 affermativamente
a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.1.2, 1.1.1.2, 1.1.2.1.2, 1.1.2.2,
1.
, 1.3, 1.3.2, 1.3.2.1, 1.4.3.1, 3, 4, 5.1 e 6;
E. per AC 5
affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.2, 1.1.1.3,
1.1
, 1.2, 1.3, 1.3.2, 1.3.2.1, 1.4.1.1, 1.4.6.1, 2, 3 e 4;
F. per AC 6
affermativamente a tutti i quesiti, tranne ai quesiti n. 1.1.1.2, 1.1.1.1,
1.2.1
, 1.2.2.1, 1.2.2.2, 1.3.1, 3, 4, 5;
G. per le
confische parzialmente affermativamente al quesito;
visti gli art. 11, 18, 21,
25, 35, 41, 55, 58, 59, 60, 63, 64, 65, 66, 67, 68,
69, 123 n. 1, 139 n. 1 e 3; 140 n. 1, 2 e 3; 144
n. 1, 183 n. 1; 260bis CP;
art. 33 LArm;
9.
segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
AC 1 è
autore colpevole di:
1.1
rapina
aggravata, in parte tentata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine
1.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5
avendo sottratto usando violenza una somma di almeno fr. 15'000.-;
1.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
1.1.3
tentata ai
danni di PL 4 il 30.11.2005 a __________;
1.2
sequestro
di persona
in danno
di PL 2;
1.3
furto
aggravato, in parte tentato
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere,
tra il
15.10.2005
e il 30.11.2005, in 4 occasioni di cui una tentata, sottratto, risp.
tentato di sottrarre cose mobili altrui per un valore complessivo denunciato di
fr. 27'100.- e Euro 5'000.-;
1.4
violazione
di domicilio
per
essere entrato in 3 occasioni in abitazioni contro la volontà degli aventi
diritto e meglio nelle circostanze di cui sub 1.1.2 e 1.3;
1.5
danneggiamento
per avere
in 2 occasioni nelle circostanze di cui sub 1.1.2 e 1.3., deteriorato cose altrui;
2.
AC 2 è
autore colpevole di:
2.1
rapina
aggravata, in parte tentata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine
2.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a__________ presso la pizzeria PC 5
avendo sottratto usando violenza una somma di almeno fr. 15'000.-;
2.1.2
tentata ai
danni di __________ e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione
di __________;
2.1.3
tentata ai
danni di PL 4 il 30.11.2005 a __________;
2.2
sequestro
di persona
in danno
di PL 2;
2.3
furto
aggravato
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere
il 30
novembre 2005 ai danni di PC 9 a __________ sottratto refurtiva per un importo
denunciato di fr. 4'400.-;
2.4
lesioni
semplici
commesse
in danno di PC 10 il 24.4.2005 a __________;
2.5
violazione
di domicilio
per
essere entrato in 2 occasioni in abitazioni contro la volontà degli aventi
diritto e meglio nelle circostanze di cui sub 2.1.1 e 2.1.2;
2.6
danneggiamento
2.6.1
in danno di PC
10.
per aver deteriorato il di lui telefono cellulare e la di lui giacca nelle
circostanze di cui sub 1.5;
2.6.2
in danno di PC
1.
e PL 1 per aver scassinato una porta-finestra della loro abitazione nelle circostanze
di cui sub 2.1.2;
2.7
Infrazione
alla LF sulle armi
per avere
portato con sé un coltello tipo "butterfly";
3.
AC 3 è
autore colpevole di
3.1
rapina
aggravata, in parte tentata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine;
3.1.1
consumata ai
danni di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5
avendo sottratto usando violenza una somma di almeno fr. 15'000.-;
3.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
3.1.3
tentata ai
danni di PL 4 il 30.11.2005 a __________;
3.2
furto
aggravato, in parte tentato
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere
tra il
15.10.2005
e il 19.12.2005, in 9 occasioni di cui 2 tentate, sottratto, risp.
tentato di sottrarre cose mobili altrui per un valore di almeno fr. 94'400.-;
3.3
violazione
di domicilio, in parte tentata
per
essere entrato in 8 occasioni di cui 1 tentata risp. in una casa, in un'
abitazione, in un locale chiuso di una casa contro la volontà degli aventi
diritto e meglio nelle circostanze di cui sub 3.1.1; 3.1.2 e 3.2;
3.4
danneggiamento
per avere
in 7 occasioni nelle circostanze di cui sub. 3.1.2 e 3.2 deteriorato,
distrutto, risp. reso inservibile una cosa altrui;
4.
AC 4 è
autore colpevole di:
4.1
rapina
aggravata, in parte tentata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine;
4.1.1
consumata ai danni
di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5 avendo
sottratto usando violenza una somma di almeno fr. 15'000.-;
4.1.2
tentata ai
danni di PC 1 e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
4.1.3
tentata ai
danni di PL 4 il 30.11.2005 a __________; reato aggravato siccome commesso come
associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine,
4.2
furto
aggravato, in parte tentato
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere
tra il
15.10.2004
e il 30.11.2005, in 4 occasioni di cui una tentata, sottratto cose
mobili altrui per un valore complessivo denunciato di fr. 27'100.- e Euro
5'000.-;
4.3
violazione
di domicilio
per essere entrato in 3 occasioni in abitazioni
contro la volontà degli aventi diritto e meglio nelle circostanze di cui sub
4.1
, 4.1.2 e 4.2 ;
4.4
danneggiamento
per avere
in 2 occasioni nelle circostanze di cui sub. 4.1.2 e 4.2 deteriorato
inservibile una cosa altrui;
5.
AC 5 è
autore colpevole di:
5.1
tentata
rapina aggravata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine
5.1.1
ai danni di PC
1.
e PL 1 il 14 e 15 dicembre 2005 presso la loro abitazione di __________;
5.1.2
tentata ai
danni di PL 4 il 30.11.2005 a __________;
5.2
furto
aggravato, in parte tentato
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere
tra il
15.11.2005
e il 19.12.2005, in 6 occasioni di cui una tentata, sottratto, risp.
tentato di sottrarre cose mobili altrui per almeno fr. 47'900.- un valore
complessivo e Euro 5'000.-;
5.3
violazione
di domicilio, in parte tentata
per
essere entrato in 8 occasioni di cui 1 tentata risp. in una casa, in un' abitazione,
in un locale chiuso di una casa contro la volontà degli aventi diritto e meglio
nelle circostanze di cui sub 5.1.1 e 5.2;
5.4
danneggiamento
per avere
in 5 occasioni nelle circostanze di cui sub. 5.1.1 e 5.2 deteriorato,
distrutto, risp. reso inservibile una cosa altrui;
5.5
Infrazione
alla LF sulle armi
per avere
messo a disposizione a AC 2 un coltello tipo "butterfly";
6.
AC 6 è
autore colpevole di:
6.1
rapina
aggravata
siccome
commessa come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine
ai danni
di PC 5 l'8 e il 9 novembre 2005 a __________ presso la pizzeria PC 5 avendo
sottratto usando violenza una somma di almeno fr. 15'000.-;
6.2
furto
aggravato ripetuto
siccome
commesso come associato ad una banda intesa a commettere furti o rapine, per
avere in 2 occasioni, il 15/16.10.2005 e il 15.11.2005, sottratto cose mobili
altrui per un valore complessivo denunciato di fr. 22'700.- e Euro 5'000.- ;
6.3
violazione
di domicilio
per
essere entrato nell'abitazione di PC 5 nelle circostanze di cui sub 6.1;
e meglio come descritto negli atti di accusa e
precisato nei considerandi.
7.
AC 2, AC
2, AC 3, AC 4 e AC 5 sono prosciolti dall'accusa di sequestro di persona e
rapimento in danno di PL 1.
8.
AC 3, AC
4.
e AC 5 sono prosciolti dall'accusa di sequestro di persona in danno di PL
2.
9.
Di
conseguenza:
9.1
AC 1,
essendo recidivo, è condannato:
9.1.1
alla pena di
4.
(quattro) anni di reclusione nella quale è computato il carcere preventivo
sofferto;
9.2
AC 2 è
condannato:
9.2.1
alla pena di
2.
(due) anni e 9 (nove) mesi di reclusione nella quale è computato il carcere
preventivo sofferto;
9.3
AC 3 è
condannato:
9.3.1
alla pena di
3.
(tre) anni e 3 (tre) mesi di reclusione nella quale è computato il carcere
preventivo sofferto;
9.4
AC 4,
essendo recidivo è condannato:
9.4.1
alla pena di
3.
(tre) anni di reclusione nella quale è computato il carcere preventivo
sofferto;
9.5
AC 5 è
condannato:
9.5.1
alla pena di
2.
(due) anni e 10 (dieci) mesi di reclusione nella quale è computato il carcere
preventivo sofferto;
9.6
AC 6,
essendo recidivo, è condannato:
9.6.1
alla pena di
2.
(due) anni e 1 (un) mese di reclusione nella quale è computato il carcere
preventivo sofferto.
10.
Revocata la
sospensione condizionale, è ordinata l’esecuzione della pena accessoria
dell'espulsione per 4 anni inflitta a AC 1 il 29.5.2002 dall'Obergericht del
Canton __________.
11.
Revocata la
sospensione condizionale, è ordinata l’esecuzione della pena di 3 mesi di
detenzione inflitta a AC 3 il 7.7.2004 dalla Corte delle Assise correzionali di
__________ e della pena di 15 giorni di detenzione inflittagli il 24.1.2005 dal
MP di __________.
12.
Revocata la
sospensione condizionale, è ordinata l’esecuzione della pena di 3 mesi e 15
giorni di detenzione inflitta a AC 4 il 7.4.2003 dalla Corte delle assise
correzionali di __________.
13.
La
sospensione condizionale della pena di 12 mesi di detenzione inflitta a AC 6 il
31.8.2004
dalla Corte delle Assise correzionali di __________ non è revocata,
ma il relativo periodo di prova è prolungato di 1 (un) anno e 6 (sei) mesi.
14.
È ordinata
la confisca di quanto in sequestro ad eccezione dei seguenti oggetti e valori
che vanno restituiti a:
14.1
PC 8
14.1.1
1 banconota da
fr. 100.- fuori corso
14.1.2
1
banconota da Lit. 5'000.--
14.1.3
9 banconote da Lit. 1'000.--
14.1.4
1 banconota da Lit. 500.--
14.1.5
2 banconote da 50 Dirhams
14.1.6
1 banconota da 20 Dirhams
14.1.7
1 banconota da 20 Pounds
inglesi
14.1.8
2 banconote da 10 Tiengulden
(NL)
14.1.9
2 banconote da 50 Reais
(Brasile)
14.2
__________
(PC 2)
14.2.1
1 borsa a
tracolla color viola marca PChoice
14.3
AC 5
14.3.1
4
calzini neri in cotone
14.3.2
un nastro adesivo marrone nuovo
della __________ (nel baule)
14.3.3
una sciarpa a quadretti
verde/blu/bianco.
15.
La tassa di giustizia di fr. 3'000.- e le spese processuali sono
poste a carico dei condannati in solido in ragione di 1/6 (un sesto) ciascuno.
16.
Per quanto
attiene alla pretese delle parti civili, le medesime sono rinviate al foro
civile.
17.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese: Tassa
di giustizia fr. 3'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 5'584.60
Perizia fr. 247.50
Spese
diverse fr. 204.35
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 9'136.45
============
Distinta
spese a carico di AC 1
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.75
Perizia fr. 41.25
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.70
fr. 1'488.70
============
Distinta
spese a carico di AC 2
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.75
Perizia fr. 41.25
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.70
fr. 1'488.70
============
Distinta
spese a carico di AC 4
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.75
Perizia fr. 41.25
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.70
fr. 1'488.70
============
Distinta
spese a carico di AC 5
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.75
Perizia fr. 41.25
Spese postali,tel.,affr.
in blocco fr. 16.70
fr. 1'488.70
============
Distinta
spese a carico di AC 6
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.75
Perizia fr. 41.25
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.70
fr. 1'488.70
============
Distinta
spese a carico di AC 3
Tassa di
giustizia fr. 500.--
Inchiesta
preliminare fr. 930.85
Perizia fr. 41.25
Spese diverse fr. 204.35
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.50
fr. 1'692.95
============
Intimazione a:
e alle Parti civili:
terzi implicati
1.
PC 1
2.
PC 2
3.
PC 3
4.
PC 4
5.
PC 5
6.
PC 6
7.
PC 7
8.
PC 8
9.
PL 1
10.
PL 2
11.
PL 3
12.
PL 4
13.
AS 1
14.
AS 2
15.
AS 3
16.
AS 4
17.
AS 5
18.
AS 6
19.
AS 7
20.
IE 1
21.
GI 1
22.
GI 2
23.
PC 9
24.
PC 10
Per la Corte delle assise criminali
La presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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