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Decisione

72.2007.106

Sedicente nigeriano venduto bolas di cocaina per totali 200-264 ca. e sottratto a scopo d'uso un velocipede. Pena detentiva e multa

19 settembre 2007Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato

previsto art. 94 cifra 3 LCStr;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 104/2007 del 30 agosto 2007, emanato dal Procuratore

pubblico.

Presenti

§ Il procuratore pubblico.

§ L'accusato AC 1

assistito dal difensore di fiducia (GP)

avv. DF 1.

§ L'interprete IE 1

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:35 alle ore 12:35.

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale

chiede la conferma dell’atto d’accusa e propone la condanna dell’accusato alla

pena detentiva di 30 mesi da espiare, essendo la prognosi sfavorevole.

Considerando che il secondo capo d’imputazione è una contravvenzione, chiede

l’inflizione di una multa di fr. 200.-. Conclude chiedendo la confisca di

quanto in sequestro.

§ Il Difensore, il quale ponendo in risalto il contesto in

cui si è trovato a delinquere il suo patrocinato, rileva che egli, per quanto

da lui ammesso, ha spacciato solo gr. 30. Nella denegata ipotesi che venga

ritenuto uno spaccio di complessivi gr. 220 (e non quindi di gr. 442 come

imputato nell’atto d’accusa che per questo quantitativo postula di non

accogliere), propone che il suo assistito sia condannato ad una pena detentiva

non superiore a 12 mesi. Per quanto attiene alla concessione della sospensione

condizionale integrale o parziale, si rimette al giudizio della Corte. Chiese

altresì che la multa sia ridotta a fr. 100.-.

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i

seguenti

quesiti: AC 1, sedicente

1. è autore

colpevole di:

1.1. infrazione

alla LStup

per

avere,

senza essere autorizzato, a __________,

nel

periodo primavera/estate 2005 sino al 2 aprile 2007,

ripetutamente

venduto almeno 442 bolas, corrispondenti ad un quantitativo di

ca. 442 gr lordi di cocaina con grado di purezza solo

in parte conosciuto (38%) al prezzo di fr. 100.- l’una?

1.1.1. oppure

trattasi di un quantitativo inferiore?

1.1.1.1. trattasi d’infrazione

aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o

comunque doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di

parecchie persone?

1.2. furto

d’uso

per

avere,

a

__________, il 2 aprile 2007,

sottratto

a scopo d’uso il velocipede di proprietà di PL 1?

2. può

beneficiare della sospensione condizionale?

3. deve

essere ordinata la confisca del cellulare marca Nokia con accumulatore e carta

SIM?

Considerando, in fatto ed

Considerandi

1.

AC 1,

in Svizzera senza documenti di identità, dice di sé di essere cittadino

nigeriano, di essere nato a Ihaiala l’1.7.1987, città che si trova nello stato

di __________. Siccome orfano e senza fratelli, sarebbe stato cresciuto da uno

zio. Parlerebbe la lingua “ibo” e l’inglese che avrebbe imparato a scuola.

Nello stato di __________ avrebbe frequentato la scuola dai sei ai sedici anni.

Non avrebbe imparato né mai praticato un mestiere. Sarebbe bravo nel gioco del

calcio. Nel 2004 si sarebbe trasferito a __________ presso uno zio paterno.

Sarebbe di religione cattolica romana. Sui motivi per i quali avrebbe lasciato __________,

fa riferimento ad una storia da lui già raccontata alle Autorità preposte

all’asilo che non l’hanno creduta: in sintesi egli sarebbe fuggito dalla __________

per sottrarsi ai seguaci di un oracolo che volevano costringerlo a dedicare la

sua vita all’oracolo. Con l’aiuto di un pastore di una chiesa di __________,

ancorché privo di documenti, sarebbe riuscito ad imbarcarsi a __________ il

2.7.2004

Avrebbe viaggiato per mare per quasi un mese e si sarebbe per finire ritrovato

in una città italiana (forse __________). Da lì, col treno, sarebbe giunto in

Svizzera. Ha chiesto l’asilo il 29.7.2004 e, figurando minorenne, fu collocato

presso il foyer __________. Fino al raggiungimento della maggiore età gli fu

anche nominato un tutore. Poi, diventato maggiorenne, è passato al __________

e, infine, in un appartamento in via __________ (e ciò dal 1.12.2006). Durante

il periodo in cui ha vissuto in Ticino ha frequentato corsi di italiano, ma

nella presente procedura penale ha sempre voluto (e anche al dibattimento)

esprimersi in lingua inglese.

In Ticino non ha mai lavorato. La sua domanda

d’asilo è stata respinta il 24.1.2007. Con l’assistenza legale di Soccorso

operaio, ha ricorso contro la suddetta decisione davanti al Tribunale

amministrativo federale. Con decisione incidentale dell’1.6.2007, detta

Autorità gli ha chiesto di versare un anticipo e, giacché alla richiesta egli

non ha dato seguito, il suo ricorso, il 28.6.2007, è stato dichiarato

inammissibile. Tutte le citate decisioni sono in atti, sub AI 51.

In aula è stato accertato che egli aveva

incaricato il giurista di Soccorso operaio di comunicare l’esito della

procedura d’asilo a __________, cittadina dominicana nata il 24.3.1973, domiciliata

a Bellinzona, cosa che il giurista, signor __________, ha scritto al

Procuratore pubblico di aver fatto. Ad ogni buon conto gli agenti della Polizia

cantonale il 22.8.2007 l’hanno personalmente informato circa l’esito negativo

della domanda d’asilo e del ricorso (cfr. il verbale 22.8.2007 prodotto dal PP

al dibattimento). Il 18.9.2007, nell’imminenza del dibattimento, l’accusato è

stato di nuovo informato partitamente in merito alle suddette decisioni e pure

circa il divieto d’entrata in Svizzera di durata illimitata, fattogli intimare

in carcere dall’Ufficio federale della migrazione, e datato 7.9.2007 (cfr. la

ulteriore documentazione prodotta dal PP in aula).

Per quanto attiene la conoscenza dell’accusato

con __________, cittadina dominicana, al beneficio di un permesso di domicilio

C, già coniugata con __________ ed ora divorziata, emerge dagli atti che essa

risalirebbe più o meno all’aprile 2006, a prima cioè che l’accusato fosse

trasferito a Chiasso. I due si sarebbero conosciuti presso la discoteca “__________”

di __________ e sarebbero abbastanza presto diventati intimi, col che, dato che

l’accusato, anche dopo il trasferimento a __________, ha mantenuto stretti

legami con __________, spesso egli alloggiava presso l’amica. L’accusato

dichiara che la gravidanza della __________, conclusasi lo scorso 6.9.2007 con

la nascita di un bambino, è a lui riconducibile.

Richiesto di spiegare come mai, dopo il suo

arrivo in Svizzera, neppure dopo aver saputo che la __________ era incinta,

egli nulla abbia fatto per farsi mandare dagli zii che vivono in __________

(uno dei quali sarebbe avvocato) un qualche documento idoneo a provare la sua

identità, di guisa da poter tentare di regolarizzare la sua posizione, risp. da

poter riconoscere il nascituro (la gravidanza risale quantomeno al dicembre

2006/gennaio 2007), l’accusato, al dibattimento, non ha saputo dare una

plausibile risposta, accennando solo al suo statuto di detenuto che gli avrebbe

impedito di agire in tal senso (quando invece gli è ed era noto che poteva

quantomeno incaricare della bisogna il suo legale!). Senza dimenticare che il 7

agosto u.s. egli si è fatto condurre a __________ dove ha avuto un incontro con

un rappresentante del Consolato di __________, incontro che anch’esso ha

portato a un nulla di fatto, col che ancora oggi l’accusato è un sedicente, di

cui nulla è dato di sapere se non che è giovane, che è africano e che parla

l’inglese.

In Svizzera egli è incensurato.

Il giorno dell’arresto è risultato negativo alle

analisi tossicologiche. In aula ha dichiarato di non essere tossicodipendente.

Solo occasionalmente avrebbe fumato -a suo dire- piccoli quantitativi di canapa

(neppure essi rilevati dalle analisi).

2.

Il

2.4

, verso le 20:00, una pattuglia della Polizia cantonale conduceva un

servizio di “prevenzione spaccio stupefacenti” a __________. Gli agenti

avvistavano l’accusato mentre circolava in bicicletta e decidevano di

controllarlo, al che egli non si fermava all’alt intimatogli e cercava di

fuggire. Veniva fermato mentre andava con la bicicletta a urtare un’auto in

sosta, alla cui guida c’era __________, giunto in loco da qualche minuto,

previo accordo telefonico, via SMS, con l’accusato, per comprare da lui bolas

di cocaina.

L’intervento della Polizia impediva la

compra-vendita. Una volta fermato, l’accusato è risultato essere in possesso di

un natel Nokia, con accumulatore e carta SIM, rispondente al nr..

Sulla sua persona non è stata trovata droga, col

che è certo che egli o è riuscito a disfarsene, sputandola (nell’inchiesta che

ne è seguita è stato dichiarato da terzi che egli era uso nascondere in bocca

le bolas), o la teneva nascosta nei pressi. L’avesse ingerita, v’è da ritenere

che le analisi l’avrebbero depistata. Tradotto al posto di Polizia, l’accusato

ha negato ogni e qualsiasi coinvolgimento in un’attività di spaccio di droga,

in particolare di cocaina. A suo dire, egli era testè giunto a __________ col

treno, in provenienza da __________. In stazione ha visto una bicicletta e,

credendo che fosse abbandonata, l’ha presa con l’intenzione di recarsi in un

bar di via __________.

All’arresto è risultato avere seco fr. 57.-

circa.

Benché sin dal primo interrogatorio, gli

inquirenti gli abbiano comunicato di essere in possesso delle dichiarazioni di

cinque persone (rilasciate in tempi diversi, ricompresi tra il 31.7.2006 e il

2.4

) che lo chiamavano in causa come loro fornitore di cocaina, l’accusato

ha negato ogni responsabilità al riguardo.

Davanti al GIAR ha ammesso l’utilizzo di una

bicicletta non sua, protestandosi innocente in relazione a un qualsiasi spaccio

di droga. Anche nel verbale di polizia del 4.2.2007 ha mantenuto un

atteggiamento completamente negativo. Solo nel verbale del 12.4.2007,

l’accusato è pervenuto ad ammettere quanto, per finire, ha ribadito anche

all’odierno dibattimento e cioè di avere, tra il gennaio e il 2.4.2007, venduto

al dettaglio in totale gr. 30 circa di cocaina, già confezionata in “bolas” che

gli forniva non meglio noto “__________”, bolas contenenti circa 0,6 gr. di

cocaina l’una, bolas che egli pagava a “__________” fr. 80.- l’una e che ha

rivenduto a fr. 100.- l’una, con un utile globale che egli calcola esser stato

di fr. 600.- circa. Sollecitato -a suo dire- a più riprese dagli acquirenti,

egli avrebbe fornito singole bolas a __________ (nomi questi, fattigli dagli

inquirenti ovviamente e non certo fatti da lui che ha, nei verbali, comunque

riconosciuto le rispettive fotografie ostensegli).

In realtà, la laboriosa inchiesta ha portato

all’interrogatorio non solo delle cinque menzionate persone, bensì di ben 17

persone che hanno tutte indicato nell’accusato il, rispettivamente uno dei

loro fornitore/i di cocaina per un quantitativo che, sommato, ha portato a

vendite per circa 442 bolas. A richiesta del patrocinatore dell’accusato, sette

dei diciassette succitati acquirenti - chiamanti in causa, sono stati sentiti

in contraddittorio con lui.

Tutti hanno mantenuto le loro versioni, ovvero

hanno dichiarato di avere, nei rispettivi periodi, acquistato da lui (che hanno

riconosciuto anche vedendolo di persona) bolas di cocaina che pagavano fr.

100.

- l’una.

Per nessuno dei citati 17 acquirenti, l’accusato

ha saputo indicare un qualsiasi motivo di rancore. Per la verità una tale tesi

egli nemmeno l’ha adombrata, limitandosi a dichiarare di non conoscere le

persone che lo accusavano (salvo, evidentemente, le cinque già da lui

riconosciute nei verbali del 12.4.2007 e del 24.4.2007, e, nel seguito, anche __________).

Col che, in conclusione, diventa una vera e propria “fanfaluca” la sua tesi

(adombrata ancora al dibattimento) secondo cui coloro che l’hanno accusato si

sarebbero sbagliati già nel riconoscerlo, stante che -a suo dire- i bianchi non

saprebbero distinguere i neri. Una tesi invero pretestuosa, in ogni caso non applicabile

nella presente fattispecie, stante che, su 17 persone che l’han riconosciuto,

ben 13, per finire, ha dovuto ammettere di averle conosciute (talune quantomeno

di vista) anche lui.

Per il resto, che __________ si sia sbagliato nel

riconoscere AC 1 è escluso già per il fatto che ha financo ricordato che

quest’ultimo aveva portato le “treccine”. __________ comprava da AC 1 già

dall’estate 2005.

Nemmeno si è sbagliato __________, visto che è

stato mandato da AC 1 dall’amico __________ e che è stato fermato dalla Polizia

il 31.7.2006, subito dopo aver comprato dall’accusato due bolas (le uniche per

le quali è stato possibile fare il controllo di purezza). __________ ha riconosciuto

l’accusato senza esitazione nell’interrogatorio subìto immediatamente dopo il

fermo.

Come __________, anche __________ ha fatto

riferimento alle “treccine” che l’accusato ha dato atto di aver talvolta

portato. Per quanto riguarda __________ è significativo che lo stesso, oltre a

riconoscere l’accusato nelle fotografie ostensegli, ha menzionato circostanze

che sono proprio a lui rapportabili, in particolare il fatto che lo spacciatore

arrivava all’appuntamento “in bicicletta”, che lo scambio droga-danaro avveniva

presso il __________ (luogo menzionato anche da altri acquirenti), che nel

corso del dicembre 2006 egli ebbe da terzi il numero di telefono in uso allo

spacciatore, il quale ebbe nel seguito a fornirgliene un altro in sostituzione

del primo (è provato infatti che l’utenza in uso a AC 1 all’atto dell’arresto,

è stata attivata ai primi di gennaio del 2007 ed è altresì provato che in

precedenza AC 1 aveva un’altra utenza a disposizione: ciò è stato dichiarato da

diversi acquirenti e, soprattutto, confermato dall’amica __________ che, nel

verbale del 6.4.2007, ha esplicitamente dichiarato che prima del gennaio 2007 AC

1.

disponeva di altro numero telefonico).

Ciò detto, va altresì annotato che, a fronte

delle comprovate bugie dell’accusato protestatosi innocente in ben tre verbali,

le dichiarazioni rese dagli acquirenti, oltre che disinteressate, risultano

essere tanto più credibili in quanto, in sette casi, esse sono state rese anche

in contraddittorio, e, perdipiù, esse sono risultate essere intrinsecamente

coerenti ciascuna per sé e tutte nel loro complesso. Gli acquisti sono infatti

stati in genere contestualizzati dagli acquirenti con il racconto della loro

caduta/ricaduta nell’abuso di cocaina, con conseguente esigenza di

procurarsene, con l’indicazione delle circostanze in cui è avvenuta la

conoscenza con l’accusato (in diversi casi presso la discoteca “__________”

sicuramente da AC 1 frequentata visto che ivi ha conosciuto anche l’amica __________),

risp. la compra-vendita della cocaina (spesso nei pressi dello __________,

risp. nei pressi di altri bars siti nei dintorni di __________ ove era ubicato

il __________).

Per quanto ne è dei quantitativi venduti l’atto

d’accusa si diparte dalla vendita di complessive 442 bolas, corrispondenti a

442.

grammi lordi. Nella tabella da lui allestita, l’attento e diligente

Difensore perviene ad un totale di 401 bolas, cui fa corrispondere 220 grammi

circa di cocaina, considerando per ogni “bola” mezzo grammo circa di cocaina e

non un grammo intero.

La sottoscritta Presidente ha dovuto constatare

che le uniche “bolas” pesate, sicuramente vendute da AC 1, sono quelle

sequestrate dalla Polizia a __________ per le quali vi sono in atti e il

rapporto di pesata (ciascuna conteneva 0,56 gr. di cocaina) e il rapporto

dell’analisi di purezza (esse sono risultate pure per il 38 per cento circa). __________,

nei suoi verbali, ha dichiarato che egli usava pesare con una bilancia la

cocaina che comprava dall’accusato, col che ha constatato che ogni “bola” conteneva

non già “un grammo lordo (con involucro)”, bensì gr. 0,6 netti (cfr. AI 42 p.

7). Anche l’accusato sia nei verbali di polizia, sia in aula ha ribadito che le

“bolas” che vendeva contenevano gr. 0,6 ciascuna.

Col che ne deriva che, accertato senza ombra di

dubbio che l’accusato, tra l’estate del 2005 e il 2.4.2007, ha venduto a terzi

bolas per un numero ricompreso tra 401-442 (e i diecimila contatti telefonici

-tra chiamate vere e proprie e/o SMS- registrati a fronte dell’ultimo natel che

ha avuto in uso dai primi di gennaio del 2007 al 2.4.2007,comprovano ampiamente

un traffico d’intensità invero straordinaria; peccato che i tabulati, una volta

acquisiti, non siano stati elaborati e fatti oggetto di un rapporto da poter

contestare all’accusato!), ritenuto che ogni “bola” abbia contenuto almeno 0,6

gr. di cocaina (peso netto), si conviene con il Difensore che l’accusato ha

spacciato complessivamente un quantitativo di cocaina dell’ordine di 220-264

grammi netti.

Con ciò si ha che la soglia dei 18 grammi a

partire dalla quale l’infrazione è aggravata è stata, nel concreto caso,

superata. In effetti, quand’anche, in forza del principio “in dubio pro reo” si

calcolasse che la cocaina aveva valori minimi di purezza, dell’ordine del 10

per cento (non si dimentichi che quella sequestrata a __________ raggiungeva

valori del 38 per cento circa), si ha che gr. 220-264 di cocaina tagliata

portano comunque su gr. 22-26 di cocaina pura.

A fronte di un commercio che configura comunque

l’infrazione grave alla LStup, consumata da persona non tossicodipendente, a

puro ed egoistico scopo di lucro (un utile di fr. 20.- per bolas equivale, per

almeno 400 bolas, a un guadagno netto di

fr. 8'000.-!), per lungo periodo, mancando dopo

l’arresto quella collaborazione che è segno di un minimo di resipiscenza, anzi

mantenendo l’accusato, ad oltranza, anche in aula, un atteggiamento processuale

proteso solo a cavarsela col minor danno possibile, una pena detentiva di mesi

sedici è da considerare, tutto ben pesato (in particolare la giovane età, la

condizione personale e socioeconomica difficile di persona proveniente __________,

la durata del carcere preventivo sofferto) mite e clemente.

La misura della pena considera altresì che essa

deve essere espiata. AC 1 è, per sua scelta, un “sedicente”. È entrato in

Svizzera senza documenti perché negli ambienti degli emigranti-asilanti è noto

che, senza documenti, il rimpatrio forzato diventa pressoché impossibile.

Non ha mai provveduto ad attivarsi per

procurarseli né dopo il suo arrivo, né dopo essersi legato con __________ e

nemmeno dopo che essa è rimasta incinta (posto che egli sia davvero il padre

del bambino), col che ne deriva che solo a parole egli intende far chiarezza

sulla sua identità, giacché, di fatto, egli si comporta proprio all’opposto. Privo

di documenti com’è, egli si ritrova, specie dopo la reiezione della sua domanda

d’asilo e del suo ricorso (pur considerando che il divieto d’entrata testè

intimatogli non è ancora cresciuto in giudicato) in una situazione che in

Svizzera nemmeno gli consente di avere un lavoro col quale mantenersi. Senza

documenti, nemmeno può sperare di riconoscere il bambino nato da __________.

Nella sua situazione, il rischio, ove egli ritrovasse la libertà, di ricaduta

nello spaccio di droga o in altri reati al fine di procurarsi i mezzi

finanziari che non ha, è forte, concreto ed imminente, per il che le condizioni

per un’applicazione degli art. 42 e 43 nella fattispecie non sono dati, la

prognosi essendo nettamente sfavorevole.

Il furto d’uso è punito, giusta l’art. 94 cpv. 3

LCStr con la multa.

Avuto riguardo all’attuale precaria situazione

finanziaria del condannato, la multa viene contenuta in fr. 180.-. Se non sarà

pagata, essa è sin d’ora commutata in 6 giorni di pena detentiva (da espiare)

ex art. 106 cpv. 2 CP. Per il criterio di commutazione la sottoscritta

Presidente si è attenuta a quello che è stato applicato fino alla fine del 2006

quando, per legge, fr. 30.- di multa equivalevano a un giorno d’arresto.

Rispondendo affermativamente ai

quesiti posti, meno che ai quesiti 1.1. e 2,

visti gli art. 12, 40,

42, 43, 47, 49, 51, 69, 103 e ss., 106 CP;

19.

cifre 1 e 2 LStup,

94.

cifra 3 LCStr;

9.

e segg. CPP e 39 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC 1,

sedicente, è autore colpevole di:

1.1

infrazione aggravata alla LStup

siccome

riferita a un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva

presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie

persone,

per

avere, senza essere autorizzato,

venduto

bolas di cocaina per complessivi gr. 220-264 circa,

a

__________, nel periodo estate 2005 sino al 2 aprile 2007;

1.2

furto d’uso

per

avere sottratto a scopo d’uso il velocipede di proprietà di PL

1,

a

__________, il 2 aprile 2007,

e meglio come

descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

2.

Di conseguenza, AC 1, sedicente,

è condannato:

2.1

alla pena detentiva

di 16 (sedici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2

alla multa

di fr. 180.-, ritenuto che in caso di mancato pagamento sarà sostituita con una

pena detentiva sostitutiva di 6 (sei) giorni;

2.3

al pagamento

delle tasse di giustizia di fr. 150.- e delle spese processuali.

3.

È ordinata

la confisca del cellulare marca Nokia con accumulatore e carta SIM.

4.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la

dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte

entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla

notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

terzi implicati

1.

PL 1

2.

IE 1

Per la Corte delle assise correzionali

La presidente La

segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 150.--

Inchiesta preliminare fr. 700.--

Multa fr. 180.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--

fr. 1'080.--

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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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