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Decisione

72.2007.12

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

13 marzo 2007Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

i menzionati 5'000 dollari asseritamente pagati a sconosciuti passatori.

Con specifico riferimento ai documenti d'identità, l'accusato, sin

dalle prime audizioni rese alle Autorità preposte all'asilo il 7 e il

26.2.2003, ha univocamente dichiarato di essere stato in possesso, quando viveva

in Irak, di una carta d'identità e di una tessera attestante la sua appartenenza

alla milizia di __________.

In quelle sedi aveva dichiarato di non averle prese seco per il

viaggio, ma di essere disposto a farle arrivare in Svizzera tramite i suoi genitori.

In aula, l'accusato ha dovuto dare atto di non essersi mai attivato

(dal 2003 a oggi) per fare arrivare da casa i suoi documenti ufficiali e ciò

neppure dopo che è stato arrestato.

La scrivente Presidente, dopo l'emanazione dell'atto d'accusa, ha

ulteriormente insistito presso la patrocinatrice di AC 1, la quale ha potuto,

al dunque, produrre al dibattimento solo la fotocopia di uno scritto (in arabo)

recante la foto di AC 1, scritto che non è idoneo a costituire un valido,

autentico documento d'identità.

Per cui in definitiva, quello che viene qui giudicato è un

"sedicente" che conosce perfettamente -come è emerso in aula- vantaggi

e svantaggi che gli procura il fatto di non aver seco dei documenti d'identità,

che sa in particolare che il suo rimpatrio forzato, risp. il suo allontanamento

dalla Svizzera saranno praticamente impossibili fintanto che egli non si procurerà

un valido e autentico documento d'identità.

Dopo il suo arrivo in Svizzera, siccome asseritamente minorenne, AC

1 è stato sottoposto a tutela e ciò fino al compimento del 18.esimo anno di

età. Ha sempre vissuto in centri per asilanti e ha frequentato dei corsi tant'è

che attualmente si esprime bene in italiano. Dagli atti emerge che egli ha

interessato già prima del 18.esimo anno d'età la Magistratura dei minorenni, ma

non è noto per quali fatti e/o reati.

È invece certo e sicuro che, dopo il compimento della maggiore

età, ha accumulato ben sei condanne per decreto d'accusa e ciò,

- il 4.10.2004,

per ripetuti consumi di marijuana e hashish, sanzionati con fr. 100.- di multa;

- il 17.2.2005,

per furto di lieve entità, sanzionato con una multa di fr. 200.-;

- l'11.5.2005 per

ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionata con una multa di fr. 300.-;

- il 10.10.2005

per contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico, sanzionata con fr. 100.- di

multa;

- il 21.11.2005

per ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionata con la pena di 10 giorni di

arresto, pena sospesa per anni uno;

- il 13.3.2006

per ripetuta infrazione e ripetuta contravvenzione alla LS, sanzionate con la

detenzione per 90 giorni, sospesa per anni due (e con l'espulsione dal

territorio svizzero per anni tre, pure sospesa per anni due, pena oggi decaduta

dopo l'entrata in vigore della nuova parte generale del CP).

Da notare che

avendo l'accusato commesso il tentato furto in danno della PC 2 tra il 27.2.e

l'1.3.2006, la pena odierna è parzialmente aggiuntiva al citato DA 13.3.2006.

Considerandi

2.

L'accusato dichiara

di aver cominciato a sniffare eroina e cocaina dopo il suo arrivo in Svizzera.

Nel novembre 2005 si sarebbe rivolto al dottor __________ chiedendo di essere

ammesso al programma di somministrazione di metadone, di guisa da poter cessare

l'abuso di stupefacenti.

Il medico gli prescrisse il metadone e anche un sonnifero il

"dormicum", sostanza che egli dichiara di aver preso regolarmente in

ragione di due pastiglie al giorno. Sennonché, periodicamente, sarebbe ricaduto

anche nell'abuso di eroina o di cocaina oltre che di canapa.

Certo è che alla data dell'arresto del 21.9.2006 egli era negativo

alle sostanze stupefacenti e positivo solo al metadone e alle benzodiazepine (a

causa dell'assunzione di dormicum).

In occasione del fermo del 23.5.2006 (conseguente al fatto che la Polizia

scientifica aveva trovato le sue impronte sui vetri della porta secondaria del PC

3.

ove -come ha poi ammesso- ha commesso furto), l'accusato è risultato positivo

alla cocaina, alla canapa, alle benzodiazepine e al metadone.

In occasione del fermo di qualche giorno dopo (ovvero del

30.5

) conseguente al furto commesso nell'auto, parcheggiata fuori del __________,

di PC 4, l'accusato è stato sottoposto al controllo etanografico e a quello del

Drug Wipe, entrambi con esito negativo.

3.

In esito alla

laboriosa inchiesta predibattimentale e dibattimentale, si ha che, la notte sul

1.

marzo 2006, l'accusato ha deciso di commettere furto presso il

negozio-magazzino che la PC 2 possiede in __________.

Che l'accusato abbia perlomeno tentato di commettere tale furto è

certo e sicuro e egli non l'ha potuto negare, stante che, sul posto, sono state

ritrovate le sue impronte.

In sede predibattimentale l'accusato aveva nel primo verbale

ammesso di aver tentato il furto in questione insieme all'amico, pregiudicato, __________.

Insieme si sarebbero recati sul luogo verso la mezzanotte del 28.2.2006. L'idea

era quella di rubare capi d'abbigliamento di marca. È certo e sicuro che

l'accusato aveva seco un lampada che doveva servirgli per fare luce all'interno

dello stabile.

A dire dell'accusato in aula, come egli ebbe a rompere il vetro

della finestra attraverso la quale intendeva entrare (in aula AC 1 ha negato

che __________ fosse con lui, adducendo di aver avuto l'intenzione di fare il

furto da solo, il che è -a non averne dubbio- una bugia) la lampada gli sarebbe

cascata all'interno.

Sarebbe scattato l'allarme ed egli sarebbe fuggito, senza

consumare il furto.

__________, rappresentante della parte lesa, ha dichiarato che

l'allarme non è collegato né alla Polizia né a altra ditta di sicurezza. Lo

spense lui la mattina del 1.3.2006, verso le 7:15, tosto che arrivò nel

magazzino-negozio. Chiamò la Polizia e denunciò il furto di numerosa merce, tra

cui calzoni Lewis 501, per oltre fr. 13'000.-. Dagli atti non emerge dove fu

trovata la lampada con le impronte dell'accusato. Dal verbale di __________

parrebbe di capire che la lampada era vicina ai vetri infranti da AC 1, il che

non contraddice la di lui tesi secondo cui essa gli sarebbe caduta di mano

mentre eseguiva lo scasso.

L'allarme ha rilevato la presenza di una persona all'interno dello

stabile ma non è noto se la persona fosse AC 1 o __________ o altri ancora.

Della refurtiva (che si sarebbe potuta portare via con due

borsoni) nulla è dato di sapere: perquisita la camera di AC 1, la Polizia vi ha

trovato (oltre 4 gr. di eroina e mezzo gr. di marijuana che vanno qui

confiscati) un paio di jeans Lewis 501 dall'etichetta seminuova che PC 2 ha

riconosciuto come facenti parte della partita a lui rubata. Sennonché la Polizia

ha restituito a PC 2 tali pantaloni per cui questa Presidente nulla può oggi

verificare al riguardo. Nel dubbio si può quindi riconoscere l'accusato quale

autore di tentato furto, ma non di furto consumato.

Sempre a corto di danaro, AC 1 la notte sul 4.5.2006 ha infranto

il vetro della porta secondaria del PC 3; è entrato nell'esercizio pubblico e

ha rubato quanto ha trovato nella cassa: a suo dire fr. 40.-/50.-, a dire della

responsabile del Bar fr. 3'600.- e euro 260.-.

Anche su questo luogo sono state ritrovate le impronte

dell'accusato.

A prescindere dal valore della refurtiva, è certo e sicuro che

l'accusato è autore del citato furto con scasso.

Per non si sa quale motivo, AC 1 non è stato arrestato neppure

dopo che si è scoperto che aveva commesso, oltre al tentato furto in danno

della PC 2, anche quello nel PC 3. Anche nella seconda occasione, benché

detenesse 4 gr. di eroina e due coltelli in camera, dopo l'interrogatorio e la

prova tossicologica (positiva), AC 1 è stato rilasciato. Era il 23.5.2006.

È stato fermato e interrogato sette giorni dopo (il 30.5.2006;

verso le 22:30), siccome scoperto da una testimone (che ha chiamato la Polizia)

a commettere furto nel parcheggio del __________ (al verbale in atti, assai

significativo, della testimone si rinvia).

Era infatti accaduto che PC 4 aveva lasciato aperto un finestrino

della sua Mercedes. L'accusato che si trovava nel posteggio intenzionato a

operare furti nelle macchine, tosto che se ne accorse, entrò nell'auto. Trovò

solo una macchina fotografica (del valore di circa fr. 300.-) e se ne

impadronì.

Trattasi di furto e non di furto di lieve entità giacché in questo

-come nell'altro furto nelle auto di cui si dirà- il dolo di AC 1

era quello di rubare tutto ciò che gli era possibile reperire nelle singole

auto. Egli non entrava nelle auto per rubare oggetti di poco valore (≤ fr.

300.

-). No! egli vi entrava per rubare ciò che gli era possibile trovare.

Il fermo successivo è del 22.8.2006, ore 17:50 circa, dopo che AC

1, aggiratosi nel parcheggio delle ex-Scuole di Lugano con l'intenzione di

commettere furto, vide un'auto il cui finestrino non era chiuso completamente. Con

la forza abbassò il finestrino, aprì la portiera ed entrò nell'auto. Mentre

cercava oggetti o danaro da rubare, sopraggiunse il proprietario, tale PC 7,

che ebbe la presenza di spirito di chiudere dall'esterno la macchina e di

chiamare la Polizia. Colto in flagranza, l'accusato non ha potuto non

confessare il mancato furto.

Dopo l'interrogatorio è stato di nuovo rilasciato. Il giorno

successivo, AC 1 era di nuovo attorno a cercare di commettere furto. Lo fermò

la Polizia comunale nel parcheggio FFS di Lugano: munito di un coltellino, sostava

vicino ai veicoli con l'intenzione di scassinare un'auto. Anche in questa occasione

è stato tosto rilasciato.

Nell'interrogatorio del 22.8.2006 eseguito subito dopo il tentato

il furto in danno di PC 7, l'accusato, che ricordava esattamente gli

accadimenti, ebbe a mettere a verbale che aveva ingerito quattro pastiglie di

dormicum.

Il 31.8.2006 e il 4.9.2006, l'accusato è stato sorpreso mentre

rubava generi alimentari presso i negozi PC 5. In entrambe le occasioni è stato

interrogato e ha puntualmente e lucidamente riferito sui fatti commessi.

È pacifico e incontestato che tra il 5.4.2006 e il 23.7.2006,

l'accusato ha circolato sui bus della città di Lugano o privo di biglietto o

privo del biglietto necessario per la tratta percorsa. Venendo ai fatti del

18.9

, si ha che, verso le 13:30, il giovane __________, appena quindicenne

si recava a scuola, al __________ di Lugano. Stava percorrendo __________

quando gli si è affiancato un giovane (poi identificato nell'accusato). Con un

braccio lo ha "abbracciato" alle spalle e con l'altro gli ha

avvicinato qualcosa che poteva sembrare un coltello contro il ventre. Nel

frattempo gli ha detto qualcosa del tipo "mi devi 20 franchi".

La povera vittima, terrorizzata chiedeva di poter prendere il borsello dallo

zaino che aveva seco. Indi lo consegnava al rapinatore che lo aprì e prese il

danaro che conteneva (25 euro). Dopo di ciò il rapinatore si allontanava. La

vittima si recava a scuola e avvisava la madre di quanto occorsogli mandandole

col natel degli SMS.

Nel verbale del 19.8.2006 la vittima ha ben descritto il suo

rapinatore.

Tre giorni dopo, il 21.9.2006, verso la stessa ora e nella stessa

zona, la vittima di nuovo andava a scuola. Ad un certo punto si trovò davanti

il rapinatore di tre giorni prima che gli disse qualcosa come: "mi devi

ancora 20 franchi". La vittima rispose di non avere soldi con sé. Ad

ogni buon conto, dopo aver inutilmente cercato aiuto presso un passante, riuscì

a rifugiarsi in un vicino negozio di kebab. Da lì telefonò al 117, col che

subito giunse la Polizia. La vittima mostrò agli agenti il rapinatore che

ancora si aggirava in zona. Fermato che fu, lo stesso fu identificato nella

persona dell'accusato. La vittima l'ha riconosciuto con assoluta certezza. La

vittima ha subito uno chock dopo la rapina del 18.9.2006 e ancor più dopo che,

tre giorni dopo, AC 1 di nuovo gli si avvicinava.

Per due settimane la vittima non è più andata a scuola e ha avuto

disturbi per i quali ha dovuto rivolgersi a medici.

L'accusato è stato arrestato -come cennato- il 21.9.2006. In sede

d'inchiesta ha dichiarato di non escludere di aver rapinato il 18.9.2006 __________,

ma di non ricordarsene e ciò perché, quello stesso giorno, avrebbe ingerito,

oltre al metadone, tre pastiglie di dormicum.

Per il giorno 21.9.2006, AC 1 ha ammesso di aver chiesto danaro ad

un giovane, ma non per rapinarlo, bensì perché credeva che la persona da lui

incontrata fosse il suo conoscente "__________", al quale aveva

prestato 20 franchi e al quale era lecito quindi chiedere la restituzione.

Anche in aula, l'accusato ha propinato alla scrivente Presidente

la storia del "non ricordo" per l'episodio del 18.9.2006 e la storia

di "__________" per quello del 21.9.2006, dando di sé l'immagine di persona

dotata di non comune capacità a trarsi d'impaccio.

In realtà, AC 1 ha capito che il 18.9.2006 "l'ha fatta

grossa", che ha fatto un salto di qualità sulla strada del delinquere. Temendo

le conseguenze, si è rifugiato nelle menzogne.

Chi scrive è certa che AC 1 si ricorda benissimo di aver puntato

un oggetto di metallo appuntito al ventre del giovane __________ e di avergli

preso, con tale minaccia, i soldi dal borsello. Chi scrive è certa che il

21.9.2006

AC 1 intendeva ripetere l'azione, ma non ne ha avuto il tempo per la

pronta reazione del ragazzo __________. Tale certezza si fonda sulle

dichiarazioni di __________ -limpide e chiare- che trovano riscontro nel fatto

che AC 1, perquisito il 21.9.2006, è risultato avere con sé un paio di forbici,

dotate di lame lunghe cm. 15. Al riguardo egli ha dichiarato di portare sempre

con sé forbici del genere per tagliare i filtri degli spinelli. Sta di fatto

che la lama vista da __________ trova riscontro nelle forbici che AC 1 portava

abitualmente seco. A ciò aggiungasi che AC 1 ha assunto il dormicum dal

novembre/dicembre 2005, col che egli ben può dirsi assuefatto. Anche in

precedenza, in occasione di alcuni dei fermi di cui si è detto,egli aveva preso

del dormicum (e talvolta anche cocaina in più). Nondimeno sempre egli è stato

in grado di raccontare a verbale quanto aveva commesso. Per il che si accerta

che AC 1 era in grado di intendere e di volere il 18.9.2006, verso le 13:30,

quando, minacciandolo verosimilmente con delle forbici, ha costretto __________

a consegnargli il borsello. Al massimo gli si può concedere che l'uso di

dormicum, ancorché consuetudinario, abbia lievemente diminuito la sua

responsabilità. L'episodio del 21.9.2006 non s'è tradotto in reato (e difatti l'atto

d'accusa per esso nulla imputa ad AC 1) solo per la pronta reazione della

vittima.

4.

Tutto ciò premesso,

l'atto d'accusa va confermato con le seguenti modifiche:

4.1

AC 1

va prosciolto dal reato di furto imputatogli al punto 2.4 dell'atto d'accusa,

perché se è vero che AC 1 teneva in camera una chiave d'albergo che è stata

sottratta dall'auto di PC 1, nondimeno nulla di più è dato di sapere circa il

luogo, il tempo e le modalità dell'asserito furto, di cui neanche il

danneggiato sembra essersi accorto;

4.2

il

reato di danneggiamento del vetro della porta secondaria del PC 3 è sicuramente

da confermare. Non altrettanto vale per il danneggiamento di due condizionatori

che erano dentro il bar (posti -apparentemente- vicino alla porta) poiché la loro

rottura -se davvero AC 1 l'ha provocata- parrebbe essere stata accidentale;

4.3

la

ripetuta contravvenzione alla LS per consumi di eroina e di cocaina parrebbe essere

stata commessa solo tra il gennaio 2006 e il 23.5.2006, l'analisi tossicologica

effettuata dopo l'arresto del 21.9.2006 avendo dimostrato solo la consumazione

di metadone e di benzodiazepine ma non anche di droghe.

5.

Avuto riguardo alla commisurazione

della pena vanno considerati da un lato la reiterazione nel delinquere, col

graduale passaggio a reati sempre più gravi, ovvero dai furti, tentati e/o

consumati, alla rapina in danno di un quindicenne al quale è stato causato

forte spavento.

AC 1, dall'autunno 2004 in poi, ha collezionato ben sei condanne,

ma esse non sembrano aver esercitato un qualche effetto su di lui. Giovane di

età, privo da quando è venuto in Svizzera del sostegno di una famiglia, risp.

di un minimo di controllo sociale, il condannato nel nostro paese, aldilà dell'aver

imparato l'italiano, null'altro di buono sembra aver recepito, se non le cattive

abitudini di oziare, di frequentare cattive compagnie, di assumere

indifferentemente droghe pesanti e leggere, senza peraltro avvisare di ciò il

dottor __________ che -ignaro- ha continuato a dispensargli metadone e dormicum.

Altresì AC 1 ha dato l'impressione di credere che nel nostro Paese

sia lecito procurarsi vestiti e oggetti di marca nonché il danaro da spendere commettendo

furti.

In tali condizioni, la prognosi per AC 1 che, nel settembre 2006,

è arrivato, senza remore di sorta, a puntare delle forbici al ventre di un

ragazzo, è pessima, ovvero negativa in modo che preoccupa e allarma.

Il condannato appare infatti incapace di osservare delle regole, piccole

o grandi che siano: non si preoccupa di viaggiare sui bus senza biglietto,

abusa, quando ha voglia, di stupefacenti pur sapendo che nuocciono alla salute,

ruba e financo commette

rapina, incurante dei vari decreti d'accusa che gli sono stati

notificati e incurante dei fermi che hanno preceduto l'arresto del 21.9.2006.

La sua è una noncuranza di fondo che è dimostrata anche dal fatto

che dal febbraio 2003 nulla egli ha fatto per procurarsi un valido e autentico

documento d'identità, tale da permettere alle Autorità svizzere di accertare in

modo ufficiale le sue generalità.

Anzi l'assenza di un documento appare alla luce dei fatti come intenzionale

e voluta, così da impedire alle Autorità svizzere il suo eventuale rimpatrio.

Nel dubbio viene riconosciuto al condannato di aver commesso i

reati ascrittigli in stato di lieve scemata imputabilità, col che la pena

detentiva può esser contenuta in soli dieci mesi, tenendo conto che egli li

dovrà espiare e altresì dovrà espiare i 90 giorni di detenzione inflittigli il

13.3.2006

e ciò perché la sospensione condizionale ivi graziosamente

concessagli deve ora essere imperativamente revocata.

Le pretese della PC __________, liquide ed incontestate, devono

qui integralmente essere accolte.

Quanto in sequestro (oltre alle forbici, gli evocati quantitativi

di stupefacenti) deve essere confiscato.

rispondendo affermativamente ai quesiti posti,

salvo che ai quesiti 1.2.1., 1.2.3.1., 1.2.4., 1.2.5.1., 1.7., in modo solo

parzialmente affermativo ai quesiti 1.3.2., 3., 4.1;

visti gli art. 12, 19, 22, 40, 42, 46, 47,

48a, 49, 51, 139, 140, 144, 172ter, 186 CP;

51.

LTP;

19a LStup;

la LAVI;

9.

e ss. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC 1, sedicente, è

autore colpevole di:

1.1

rapina

in danno di __________, vittima quindicenne, a Lugano il

18.9

;

1.2

ripetuto furto

1.2.1

consumato, in due

occasioni,

ovvero in danno dello PC 3 e

in danno di PC 4;

1.2.2

tentato, in due

occasioni,

ovvero in danno della PC 2 e

in danno di PC 7,

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei

considerandi.

1.3

ripetuto danneggiamento e

ripetuta violazione di domicilio

commessi infrangendo vetri in danno della PC 2

e dello PC 3 e introducendosi in detti luoghi senza essere

autorizzato e contro la volontà degli aventi diritto,

a Lugano, nel periodo 27.2./1.3.2006 e il 3/4.5.2006;

1.4

ripetuto furto di lieve

entità

commesso a Lugano, in due occasioni, in danno della PC 5,

il 31.8. e il 4.9.2006;

1.5

ripetuta contravvenzione

alla LF sul trasporto pubblico

commessa in sei occasioni,

tra il 5.4. e il 23.7.2006;

1.6

ripetuta contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

commessa in ripetute occasioni,

tra il gennaio 2006 e il 23.5.2006,

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei

considerandi.

2.

AC 1, sedicente, è

prosciolto dalle imputazioni di:

2.1

furto

in danno di PC 1;

2.2

danneggiamento

in danno del PC 3 con riferimento alla rottura di due

condizionatori;

2.3

ripetuta contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti

con riferimento a consumi di sostanze stupefacenti

nel periodo 24.5. - 21.9.2006.

3.

Di conseguenza, avendo

agito in stato di scemata imputabilità

e trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella di 90

giorni di detenzione inflittagli con DA 13.3.2006,

AC 1, sedicente, è condannato:

3.1

alla pena detentiva di mesi

10.

(dieci);

3.2

a versare al rappresentante

legale di __________, minorenne,

l'importo di fr. 40.- a titolo di risarcimento del danno,

l'importo di fr. 2'975.15 per spese legali,

l'importo di fr. 500.- a titolo di torto morale;

3.3

al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 100.- e delle spese processuali.

4.

È ordinata la revoca della

sospensione condizionale della pena detentiva di 90 giorni inflittagli con DA

13.3.2006

5.

È ordinata la confisca di

quanto in sequestro.

Intimazione a:

terzi implicati

1.

PC 1

2.

PC 2

3.

PC 3

4.

PC 4

5.

PC 5

6.

PC 6

7.

PC 7

8.

PC 8

9.

PL 1

Per la Corte delle assise correzionali

La presidente La

segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 100.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--

fr. 350.--

===========

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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