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Decisione

72.2007.14

Atti sessuali consumati e tentati nella forma del reato impossibile ai danni di una ragazza minore di anni sedici. Proscioglimento dai reati di violenza carnale e coazione sessuale. Indennità per tort

23 aprile 2007Italiano242 min

Source ti.ch

Fatti

avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati

previsti Art. 187 Cifra 1 cpv. 1 CP, Art. 189 cpv. 1 CP, Art. 190 cpv. 1

CP;

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa 14/2007 del 8 febbraio 2007, emanato dal Procuratore

pubblico.

Presenti

§ Il procuratore

pubblico.

§ § L'accusato AC 1 AC 2 AC 3 assistito dai difensori di fiducia avv. __________ e lic. iur. AS 1.

§ L'avv. __________ in rappresentanza della parte civile __________

§ L'interprete IE 1.

Espleti i pubblici dibattimenti

- martedì 17 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 17:35.

- mercoledì 18 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 17:35

- giovedì 19 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 16:55

- lunedì 23

aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 18:45

Sentiti § Il Procuratore pubblico, il quale, in esito alla sua

requisitoria, chiede:

- per AC 1 l'assoluzione da ogni accusa;

- per AC 2, l’assoluzione dal reato di

violenza carnale e la condanna, per il reato di atti sessuali con fanciulli, ad

una pena detentiva di 9 mesi da porsi al beneficio della sospensione

condizionale per 2 anni;

- per

AC 3, l’assoluzione dalle imputazioni di violenza carnale ripetuta e coazione

sessuale e la condanna, per il reato di atti sessuali con fanciulli ripetuti,

ad una pena detentiva di 8 mesi sospesa condizionalmente.

§ L'avv. __________,

rappresentante della PC, si associa alle conclusioni del PP e conclude chiedendo

che AC 2 sia condannato a versare a __________, a titolo di risarcimento,

l'importo complessivo di fr. 61'738 oltre interessi del 5% dal 1. agosto 2005.

Chiede, inoltre, che AC 3 sia condannato a

versare a __________ a titolo di risarcimento l'importo complessivo di fr.

60'519.- oltre

interessi del 5% dal 1. febbraio 2003.

§ L'avv. DF 1, in difesa di AC 1, che conclude chiedendo

l'assoluzione del suo assisito da ogni accusa.

§ L'avv. DF 3, in difesa di AC 3, il quale conclude

chiedendo che, per il reato di atti sessuali con fanciulli ripetuti, il suo

assistito sia condannato ad una pena inferiore rispetto a quella formulata dal

PP, da porsi al beneficio della sospensione condizionale.

Contesta le pretese di PC.

In via subordinata, ne chiede il rinvio al foro

civile.

§ L'avv. DF 2 in difesa di AC 2 il quale, in esito alla sua

arringa, ritenuto il ridimensionamento delle richieste dell’ accusa, chiede che

il suo assistito venga prosciolto anche dall'imputazione di atti sessuali con

fanciulli.

La presidente pone quindi a giudizio, con

l’accordo delle parti, i seguenti

quesiti:

A. AC 1

1. è autore

colpevole di:

1.1. violenza

carnale

per

avere,

un

giorno dell'estate 2005, costretto __________ a subire

la congiunzione carnale contro la sua volontà;

1.2. coazione

sessuale ripetuta

per

avere,

nell'estate

2005 in cinque o sei occasioni, costretto __________ a subire atti

sessuali;

1.3. atti

sessuali con fanciulli ripetuti

per

avere,

nelle

circostanze di cui sub 1.1 e 1.2 ripetutamente compiuto atti sessuali

su __________, minore di anni sedici;

1.3.1. trattasi di

tentativo;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa?

Considerandi

2.

Può

beneficiare della sospensione condizionale?

3.

Deve un risarcimento

alla PC e, se sì, in quale misura?

4.

Deve

essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

B. AC 2

1.

è autore

colpevole di:

1.1

violenza

carnale

per

avere,

un

giorno dell'estate 2005, costretto __________ a subire

la congiunzione carnale contro la sua volontà;

1.2

atti

sessuali con fanciulli

per

avere,

nelle

circostanze di cui sub 1.1 compiuto atti sessuali su __________, minore di anni

sedici;

1.2.1

trattasi di

tentativo;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa?

2.

In

alternativa al punto B. 2 dell'atto di accusa, è egli autore colpevole di

2.1

atti

sessuali con fanciulli

per

avere,

un

sabato di fine luglio 2005, a __________, presso la propria abitazione, dopo

essersi sdraiato nudo sul proprio letto con __________, nata il

16.4

, sopra di lui, vestita, sfregato il proprio pene,

perlomeno in parziale erezione, contro i suoi genitali, per circa un minuto e

mezzo?

2.1.1

trattasi di

tentativo;

3.

Può

beneficiare della sospensione condizionale?

4.

Deve un

risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?

5.

Deve

essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

C. AC 3

1.

è autore

colpevole di:

1.1

violenza

carnale ripetuta

per

avere,

durante

il periodo fine 2002 - inizio 2003, in undici o docici occasioni, costretto __________,

minore di anni sedici, a subire la congiunzione carnale contro la sua volontà;

1.2

coazione

sessuale

per

avere,

precedentemente

ai fatti di cui sub 1.1, in un'occasione, costretto __________ a subire atti

sessuali;

1.3

atti

sessuali con fanciulli ripetuti

per

avere,

nelle

circostanze di cui sub 1.1 e 1.2 ripetutamente compiuto atti sessuali

su __________, minore di anni sedici;

1.3.1

trattasi di

tentativo;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa?

2.

In

alternativa al punto C.3 dell'atto di accusa, è egli autore colpevole di

2.1

atti

sessuali con fanciulli ripetuti

per

avere,

nella prima metà del 2003, a __________, presso

la propria abitazione, ripetutamente baciato sulla bocca con la lingua __________

minore di anni sedici, toccatole il seno, nonché, in tre occasioni, avuta con

la stessa rapporti sessuali completi?

2.1.1

trattasi di

tentativo;

3.

Può

beneficiare della sospensione condizionale?

4.

Deve un

risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?

5.

Deve

essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

Considerando, in fatto e in

diritto

1.

vita di

AC 3

Di sé, AC 3, appena arrestato, ha detto agli

inquirenti che la sua domanda d’asilo era stata respinta:

" Non

ho con me il permesso per richiedente l’asilo, visto che a breve dovrò lasciare

la Svizzera, come deciso dall’autorità. Il permesso è quindi all’ufficio

stranieri. Rientrerò in __________, dai miei genitori e dai miei sette

fratelli." (PS AC 3 5.9.2006 pag.. 1)

Poi ha raccontato di essere cittadino angolano e

di essere arrivato in Svizzera il __________ come richiedente l’asilo.

In __________ sarebbe rimasta tutta la sua

famiglia. Fra i familiari vi sarebbe anche un figlio di 11 anni che vivrebbe

con la madre con cui lui non sarebbe mai stato sposato.

Sin dal suo arrivo in Svizzera, AC 3 ha lavorato

come tuttofare presso __________. Ha smesso tale attività ad aprile 2006 quando

ricevette la comunicazione secondo cui gli veniva rifiutato lo statuto di rifugiato

e da allora ha vissuto grazie al contributo della Croce rossa:

" Io

sono cittadino __________, e sono venuto in Svizzera dal __________, quale

richiedente l’asilo. Tutti i miei famigliari, quindi padre, madre, e sette

fratelli risiedono in __________. Sono venuto in Svizzera perché il mio paese

non va bene, e là avevo un problema politico.

Io ho un figlio di 11 anni, che vive in __________,

con la mamma, e con i miei genitori (passa un po’ di tempo con l’una e un po’

con gli altri). Non sono sposato con questa donna, la madre di mio figlio, e

non sono neppure in contatto con lei, visto che ha un altro figlio.

Qui in Svizzera ho anche lavorato, in particolare

__________, e questo da quattro anni, da quando sono qui. Adesso non lavoro

più, dall’aprile scorso. Facevo il tutto fare, e l’aiuto cuoco. Lavorando

guadagnavo Frs. 3'000.—mensili lordi, e al netto avevo un salario di Frs.

1'200.—mensili (dedotti, quindi, gli oneri sociali). Avevo poi delle spese.

Frs. 750.—di affitto, e mandavo qualche soldo in Angola, a mio figlio e ai miei

genitori. Mandavo tra i duecento e i trecento dollari, a dipendenza un po’ del

mese. Adesso che non lavoro più, la Croce rossa mi da Frs. 450.—al mese, per le

mie spese. Per il resto, tutto è spesato (affitto e spese varie). Ho smesso di

lavorare al __________ mi ha mandato una lettera, che l’asilo era finito. E’

quindi da aprile 2006 che aspetto di dover partire.

Io provengo __________, un paese che ha dei

problemi, problemi che mi hanno spinto a venire qui in Svizzera a chiedere

asilo.

Tutta la mia famiglia è rimasta in __________."(PS

AC 3 5.9.2006 pag. 1)

Riguardo l’età, AC 3 ha dato agli inquirenti

versioni diverse.

Dapprima, ha detto di essere nato nel 1982:

" Durante

il tragitto di spostamento verso __________, per rispondere alle domande degli

interroganti, in particolare per rispondere alle loro perplessità circa la mia

età di trentatre anni, ho spiegato che a tutti gli effetti io ho ventiquattro

anni. La mia data di nascita giusta è 09 marzo 1982. Il mio nome è quello che

sapete, quello è giusto. La data di nascita 09 marzo 1973 la usavo già nel mio

paese, per poter far parte di una squadra di calcio locale, in particolare la

squadra __________. Poi, quando sono venuto qui in Svizzera, ho mantenuto

questa data di nascita.

Il mio passaporto ce l’ha la persona che mi ha

aiutato a venire qui in Svizzera a chiedere asilo. Non so che fine abbia fatto

questa persona. Il solo documento che avevo con me, quando sono arrivato qui in

Svizzera era la carta d’identità che avete trovato nel mio portamonete. Su

questa carta d’identità c’è la data di nascita del 1973, e questo per poter

giocare __________, come ho detto. Questo documento ufficiale mi è stato

rilasciato a __________, dalle competenti autorità, tramite un avvocato."

(PS AC 3 11.9.2006)

In seguito, nello stesso interrogatorio, ha detto

che, in realtà, lui è nato nel 1969:

" Per

rispondere alle contestazioni degli interroganti, in relazione alle ragioni che

mi avrebbero spinto a modificare la mia data di nascita, dico che

effettivamente sono nato il 09 marzo 1969. Ho modificato la mia età per la

questione del servizio militare, che al mio paese è molto pericoloso. Io ero

piccolo rispetto alla mia età, e quindi ho aumentato la data di nascita al

1973, così che ho dovuto fare solo la scuola reclute e non il servizio attivo,

e poi ho potuto giocare al pallone.

Per rispondere alle domande degli interroganti

posso dire che il fatto che io sono nato nel 1969 lo posso confermare mia

mamma, mio padre e i miei fratelli. " (PS AC 3 11.9.2006)

AC 3 ha ancora ribadito di essere nato nel 1969,

nel successivo interrogatorio:

" Io

sono nato il 9 marzo 1969. Poi ho modificato l’anno mettendo il 1973 come ho

spiegato" (PS AC 3 19.9.2006 pag.2)

In seguito, il 25 settembre 2006, al PP AC 3 ha

confermato di non avere documenti e ribadito ancora una volta di essere nato

nel 1969:

"

Sono nato il 9 marzo 1969. Non dimostrando la mia età ho potuto

giocare in una squadra di calcio con ragazzi più giovani. Si trattava di una

squadra di calcio delle forze dell’ordine, cosa che mi ha permesso di evitare

il servizio militare. Chi mi ha ingaggiato ha tuttavia ritenuto di modificare

la mia data di nascita portandola al 1973, come risulta dal mio documento che è

stato emesso dalle autorità sulla base di mie indicazioni. In aggiunta qui in

Svizzera i miei amici non credevano che fossi del 1973 e quindi hanno

cominciato a dirmi che ero dell’82 e io l’ho lasciato credere. Ovviamente non

ho alcun documento con tale data di nascita" (PP AC 3 26.9.2006 pag. 2)

Va detto, per inciso, che AC 3 dimostra molto meno dei 38 anni che

dice di avere: a tutti i membri della Corte, egli è apparso quasi un ragazzo.

Della sua vita, al PP ha detto ancora quanto segue:

"

ho fatto 9 anni di scolarità.

Il Magistrato mi chiede le ragioni per cui sono venuto in

Svizzera.

Avevi problemi politici, con il militare.

Ma se giocava a calcio e quindi era esentato?

Sì ma mi sono fatto male al ginocchio, non potendo più giocare

sono stato estromesso dalla squadra e quindi non avevo più il documento che mi

esentava di fatto dall’obbligo di prestare servizio militare.

Tra il 1992 e il 1998 la guerra in __________ era intensa e ciò è

continuato fino alla morte di __________. Durante la guerra i militari erano

molto cattivi con chi non faceva militare, talvolta stracciavano anche i

documenti di esenzione e arruolavano giovani con la forza. Ho smesso di giocare

a calcio tra il 1998 e il 1999. Poi ho fatto l’apprendista meccanico fino al

2001/2002 e poi sono venuto in Svizzera. Nel 2002 un amico mi ha chiesto di

portare un sacco di vestiti usati a __________ che un’altra città __________.

Io non lo sapevo, ma dentro vi erano dei vestiti militari. Mi ha fermato

l’esercito e poi sono riuscito a non essere arrestato perché vi era un mio

amico che lavorava per le forze dell’ordine. Egli mi ha fatto fuggire e mi ha

tenuto nascosto sino a che un altro mio amico mi ha procurato dei documenti per

partire, ritenuto che anche secondo il mio amico la mia posizione era divenuta

molto a rischio. Insieme a questa persona siamo volati in __________ e poi io

da solo sono volato a __________. Lì mi ha accolto un signore congolese che mi

ha ospitato una notte e il giorno dopo mi ha portato, dopo un lungo viaggio,

non so se attraverso la Svizzera, a __________ e lì ho chiesto l’asilo.

Non ho pagato il viaggio ma la persona che ha organizzato il mio

viaggio __________ sapeva che giocavo bene a calcio. Egli sperava quindi che

avrei potuto guadagnare bene come professionista e quindi lì avrei potuto ripagarlo."

(PP AC 3 26.9.2006 pag. 2)

AC 3 ha a suo carico una condanna di 3 giorni di

arresto, sospesa condizionalmente per 1 anno, inflittagli con DA 22.7.2002 del

Ministero pubblico per un furto di poca entità commesso il 17.5.2002 (AI 6).

2.

vita

di AC 2

Di sè, AC 2 ha detto quanto segue:

"

Mi viene chiesto di descrivere un po' la mia vita:

sono nato in __________ ed ho seguito le scuole dell'obbligo sino

a quindici anni. Poi non ho più continuato a studiare poiché i miei genitori

non potevano permettersi di mantenermi i miei studi. Così ho dovuto iniziare

subito a lavorare. Ho fatto molti lavori nella mia vita anche se non ho diplomi

specifici.

Il 26 gennaio del 1980 ho contratto matrimonio con __________ nata

il 12.04.1958. Dalla nostra unione è nata mia __________ nata il 04.08.1981 poi

il 13.04.1986 è nato mio __________. Dopo che mi sono sposato sono rimasto in __________

ancora per 10 anni. Ho sempre vissuto con la mia famiglia ed ho pure costruito

una casa. Purtroppo nel nostro paese non si riesce a trovare un lavoro ben

retribuito, così discutendo con mia moglie, ho deciso di emigrare per

guadagnare più soldi. Avevamo il debito della casa ed in qualche modo dovevamo pagarlo.

Il cugino di mia moglie riusciva a trovarmi un lavoro e così il 1 luglio 1990

dal __________ sono arrivato in Svizzera. Mi sono trasferito subito in __________.

A quell' epoca vivevo a __________ e lavoravo all'area di servizio __________

sud. Ero stato assunto in qualità di pasticciere, anche se non è la professione

che ho imparato. Presso il __________ sono rimasto per circa 9 anni e mezzo.

Poi un mio connazionale __________, mi chiedeva se volevo andare a lavorare

presso la ditta __________, poiché il datore di lavoro, TE 3, cercava nuovi

operai muratori. Così decidevo di andare a lavorare per questa ditta dove

lavoro tuttora.

Quando sono partito per la Svizzera, la mia intenzione era quella

di rimanere per qualche anno ma di fatto poi sono rimasto di più, perché non ero riuscito a pagare

tutti i debiti. Ora io e mia moglie dobbiamo anche mantenere gli studi dei

figli e così mi tocca restare ancora qui per un qualche anno.

Vedo la mia famiglia unicamente 3 volte all'anno, in estate (per 2

settimane e mezzo), a natale (per 2 settimane e mezzo), a pasqua (per 4

giorni). Questa è una mia abitudine che ho da quando sono arrivato in __________.

E' successo solo due volte, circa 7 o 8 anni fa, che mia moglie e i miei figli

mi avevano raggiunto.

Loro sono impossibilitati a venire sempre qui, a parte per i soldi

c'è anche il i problema dei figlio, loro studiano e la moglie lavora. Lei

lavora come aiuto infermiera in un ospedale a __________." (PS AC 2

12.7

)

AC 2 in Svizzera è incensurato (estratto

casellario giudiziale doc. TPC 27).

E’ opportuno qui sottolineare – per meglio

definire la personalità dell’imputato - che AC 2 ha saputo farsi apprezzare in

modo particolare da tutti coloro che l’hanno conosciuto sia in quanto persona

estremamente a modo, seria, rispettosa ed affidabile sia in quanto grande e

capace lavoratore.

A questo proposito, è opportuno riprendere quanto

dichiarato al dibattimento dai testi citati dalla Difesa.

Dapprima, è stato chiamato TE 1 (nato a __________

il 29.6.1947 e domiciliato a __________):

" Ho

conosciuto AC 2 quando abbiamo cominciato a costruire la casa. Lui lavorava per

l'impresa incaricata della costruzione. Noi l'abbiamo conosciuto durante i

lavori. Finita la costruzione, ho pregato AC 2 di aiutarmi nella cura del

giardino. Lui ha accettato e veniva da noi al sabato mattina e rimaneva tutto

il giorno ad occuparsi del giardino. In quelle occasioni lui pranzava sempre

con noi. Siamo così diventati amici e ci siamo scambiati delle confidenze. Di

regola, parlavamo del __________, della sua e della nostra famiglia. Ho anche

conosciuto il figlio maschio di AC 2. A mio parere AC 2 è una persona

estremamente educata e rispettosa. Per esempio, posso dire che, nonostante le

nostre proteste, ogni volta che entrava in casa nostra lui si toglieva le

scarpe. Noi avevamo piena fiducia in lui al punto che gli avremmo anche

lasciato, al bisogno, le chiavi di casa.

A domanda dell'avv. DF 2 rispondo che AC 2 non mi

ha mai dato l'impressione di essere una persona violenta. Al contrario. Io l'ho

sempre ritenuto un grande lavoratore che ama la famiglia e che soffre molto a

causa della lontananza da moglie e figli.

Anche per ciò che concerne, per esempio, il

consumo di vino durante i pasti, posso dire che il signor AC 2 è una persona

molto morigerata, e che rispetta le regole.

E' capitato, così come normalmente capita fra

adulti, di trattare l'argomento donne. Se ne parlava scherzando. Non abbiamo

mai trattato l'argomento sesso" (verb dib pag. 6)

Poi, è stato sentito TE 3 (nato a __________ il

24.10.1965

e domiciliato a __________,), il datore di lavoro di AC 2:

" Io

sono di __________. Sono proprietario di diverse ditte di costruzione. Inoltre

sono proprietario di un albergo in __________. Con le mie ditte di costruzione

lavoro in diversi paesi, __________ e anche in __________. Faccio questo

mestiere da vent'anni. Attualmente alle mie dipendenze dirette ci sono circa 50

operai (tra __________).

Conosco personalmente tutti i miei dipendenti.

Siccome ritengo importante avere con tutte le persone che lavorano per me un

buon rapporto, mi trovo regolarmente con i miei operai per dei momenti di convivialità

circa una volta al mese.

Ho conosciuto AC 2 circa 9/10 anni fa, quando ha

iniziato a lavorare per me. Lo ritengo una persona di fiducia, onesta,

estremamente pulita ed affidabile. Di lui professionalmente posso dire che è un

bravo operaio, molto capace, che riflette e lavora con intelligenza. A livello

personale, AC 2 è molto timido, molto riservato e tranquillo.

E' una persona onesta che io posso mandare a

lavorare in qualsiasi luogo, anche in appartamenti di livello alto e dove ci

sono suppellettili e mobili di lavoro (recte: valore) perché so che non si

permetterebbe mai nulla di scorretto.

A domanda dell'avv. DF 2, preciso che mi assumo

io i costi della difesa di AC 2. Inoltre, da quando lui è in prigione, pago io

per lui l'appartamento e tutti gli oneri ricorrenti (cassa malati, telefono,

ecc.). Inoltre, tutti i mesi mando fr. 1'500.- alla famiglia di lui in __________.

Faccio tutto questo perché ritengo che AC 2 lo

meriti, perché lui è una brava persona che merita di essere aiutata.

Preciso che non farei tutto questo per tutti.

Per esempio, adesso c'è un bravo operaio che ha

finito 3 o 4 mesi fa di lavorare per me. Quello che ho fatto per AC 2 non

l'avrei fatto per lui, anche se si tratta di un bravo operaio.

A domanda dell'avv. DF 2 rispondo che, per quel

che lo conosco, AC 2 non è tipo da costringere qualcuno a fare qualcosa. Non ho

mai visto AC 2 litigare con nessuno. Anzi, AC 2 è piuttosto uno che ha paura

della sua ombra.

Non ho mai sentito AC 2 parlare di sesso.

Quando AC 2 lavora in __________, come gli altri

operai, non torna in __________. Questo anche perché su lavoriamo anche al

sabato. Devo dire inoltre che AC 2 è un tipo che non si tira mai indietro di

fronte al lavoro nemmeno a quello straordinario. In sostanza lui qui pensa soltanto

a lavorare e a guadagnare i soldi per mandare avanti alla famiglia.

(…)

Preciso che riprenderò AC 2 a lavorare non appena

possibile." (verb dib pag.

12.

e 13)

3.

vita

di AC 1

Della sua vita, AC 1 ha raccontato agli

inquirenti quanto segue:

"

Sono nato il 9 aprile 1971 ad __________. Mio padre è commissario

dei conti, con ciò intendo che egli lavora per lo stato su mandato ed ha anche

uno studio di ragioneria privato. Mia madre ha studiato, nel senso che ha

finito il liceo ma fa la casalinga. In famiglia siamo quattro figli maschi e

tre femmine. Io sono il maggiore. Ho fatto il liceo scientifico iniziando

l’università, facoltà di economia, per un anno. Successivamente ho lavorato

come assistente del direttore e come aiuto ragioniere. Sono poi venuto in

Italia, nel 1993, volevo lavorare un paio d’anni per racimolare del denaro e

poi andare in __________ a conseguire un diploma di studi superiori di

contabilità. Ho quindi lavorato in Italia per un paio d’anni, in svariate

località, facendo il commesso, in __________ ed in molte altre località in

Italia che non ricordo, facendo anche lavori di riordino di archivi. Non sono

riuscito a risparmiare alcunché, anche perché erano lavori saltuari. Nel 1998

ho conosciuto mia moglie, a __________. Dopo un po’ di tempo abbiamo deciso di

sposarci. Io volevo che venisse lei in Italia a vivere. Lei ha invece insistito

e sono quindi andato a vivere a __________. Non sono nati figli dal nostro

matrimonio. Il nostro matrimonio è finito nel 2003 perché il lavoro nella ditta

dove lavoravo, che si chiama __________, cominciava a diminuire. Non avevo

quindi retribuzioni per straordinari e quindi sono nati i problemi essendo

diminuito il mio salario e dal momento che mia moglie non voleva mettersi a

lavorare. Preciso che praticamente mia moglie non ha mai lavorato durante il

matrimonio. In pratica non potevamo permetterci lo stesso tenore di vita di

prima. Preciso che il mio salario, incluso 600/700 CHF di straordinari,

ammontava a circa, netti, a 3'900.- CHF. Durante il nostro matrimonio, alla

fine, quando il nostro rapporto si era già deteriorato, da parte mia ci sono

state delle infedeltà, dopo che lei è andata in vacanza un mese con la madre.

Dopo la __________ ho lavorato in parecchi posti di lavoro tramite __________

ed anche la __________, impresa di pittura di __________. Attualmente, fino al

mio arresto, lavoravo, a partire da metà gennaio 2006, presso la __________.

Dal profilo dello stato civile sono separato. Da otto mesi sono insieme a __________,

di cui non so il cognome. Ella è la donna della mia vita, essendo incinta di

me. Nascerà nostro figlio tra tre mesi. Il figlio è nato per nostra scelta."

(PP AC 1 25.8.2006, pag. 3 e 4).

" …Io sono nato ad __________.

Sono andato a scuola in __________ e ho fatto un anno per fare la laura in

scienze economiche e gestione delle ditte. Un anno. Ho lavorato un po’, come

aggiunto amministrativo (adjoint administratif) e anche come aiuto ragioniere,

sempre in __________. Poi sono venuto in __________, per un po’ di tempo.

Questo verso fine 1993. Poi ho conosciuto mia moglie, __________, che abita a __________,

mi sembra. Ci siamo sposati nel 1999. Ero qui da lei, in Svizzera, e dopo

qualche mese ci siamo sposati. Ero in Svizzera con un visto d’ingresso in

Svizzera. L’invito me lo aveva fatto lei. A seguito del matrimonio ho ricevuto

il permesso B. Adesso siamo separati. Da ottobre 2003. Le cose non andavano

bene. Abitavamo in __________. Dalla separazione abito in __________. Qui in

Svizzera ho sempre fatto l’operaio, in fabbriche e magazzini. Attualmente

lavoro a __________, alla ditta __________. Faccio l’operaio generico.

Percepisco uno stipendio di circa Frs. 2'000.--. Prendo Frs. 17.—all’ora."

(PS AC 1 12.7.2006, p. 3)

In merito alla sua carriera lavorativa in

Svizzera AC 1 ha inoltre precisato quanto segue:

"

… Io sono arrivato in Svizzera nel

dicembre 1998. Mi sono stabilito proprio in Svizzera da quando mi sono sposato,

nel febbraio 1999. Prima andavo e venivo dall’Italia. Ho iniziato a lavorare in

giugno 1999 alla __________. Credo che era giugno. Lavoravo come operaio, in

magazzino. Poi ho lavorato fine 1999 o inizio 2000, non mi ricordo bene, ho

iniziato alla __________, qui come bobinatore qualificato di filo sintetico. Ho

lavorato qui fino a giugno 2003. Dopo ho timbrato alla disoccupazione. E

durante quel periodo della disoccupazione ho lavorato in diversi posti, tra

quale la __________, in parecchi posti. Dopo ho lavorato anche con la __________,

come manovale pittore. Insomma, tutto quello di cui mi ricordo. Poi c’è stato

ancora di nuovo la __________, e adesso la __________, dove lavoravo dal 21 o

23.

gennaio 2006, come operaio." (PS AC 1 30.8.2006, pag. 4)

AC 1 si definisce una persona istruita, che ha

ricevuto una buona educazione ed è cresciuta in un ambiente favorevole:

" …

sono una persona istruita. Ho seguito una laurea in scienze economiche, senza

ottenere il diploma. E mio padre è anche lui è istruito tantissimo. E’

commissario e conte presso la repubblica. Grazie a dio sono una persona che è

cresciuta in un ambiente famigliare, come dire, molto favorevole. Ho ricevuto

una buona educazione, ho sempre trovato due genitori a fianco. E i miei

genitori sono sempre stati insieme. Sono ancora insieme dopo trentotto anni di

matrimonio, e si vogliono ancora bene. Tra parentesi, parlo sette lingue" (PS AC 1 7.8.2006, pag.. 6).

Nel 2005 AC 1 voleva lasciare la Svizzera per tornare a vivere in __________.

Purtroppo in quel periodo gli venne diagnosticata una leucemia.

Potendo ottenere qui cure migliori, AC 1 ha abbandonato tale

progetto:

" Nei

miei progetti avevo intenzione di lasciare definitivamente la Svizzera e di

riconsegnare il permesso l’anno scorso, solamente che per la mia malattia c’è

più probabilità di guarigione in Svizzera rispetto __________. La mia famiglia

è benestante, ho debiti di cui sopra con i membri della mia famiglia. Quando

finirà questa storia sarò io a consegnare il mio permesso alle autorità

svizzere. Lascerò la Svizzera definitivamente perché voglio far fare il

trapianto di midollo al mio Paese. Faccio queste dichiarazioni sull’onore.

Prima di lasciare la Svizzera è comunque primordiale allontanare da me queste

accuse" (PP AC 1 25.8.2006, pag. 11).

AC 1 ha un precedente per infrazione grave alle

norme della circolazione stradale (fatti avvenuti il 19.1.2005, condanna al pagamento

di una multa di Fr. 1'500.- dal Staatsanwaltschaft des Kantons __________ in

data 8.2.2006; estratto casellario giudiziale doc. TPC 28).

4.

nascita

dell’inchiesta

4.1

Il 31

gennaio 2006, verso le 20h00, __________ si presentò, accompagnata da un compagno

di scuola più grande (__________, 1989), al domicilio privato dell'isp. __________

della polizia comunale di __________.

La ragazza raccontò di essere stata aggredita,

insieme ad altri compagni, con uno spray irritante da due ragazzi (che si

rivelarono essere già noti alla polizia per atti simili).

Il giorno successivo, il direttore delle scuole

medie di __________, __________, fu informato dell'accaduto e la mattina del 2

febbraio 2006, in un'aula dell'edificio scolastico, venne organizzato un

incontro con le vittime.

Oltre all'isp. __________ e ad un suo collega,

all'incontro presenziarono il direttore delle scuole, __________ e __________

(suo parente e compagno di scuola).

__________ raccontò i fatti relativi all'episodio

dello spray che, apparentemente, comportarono per la ragazza dei bruciori agli

occhi nei giorni successivi (cfr. certificato dr. TE 5 2.2.2006, all. al rapp.

informativo 2.2.2006, AI 27 ).

Concluso il racconto di questo episodio, il

direttore della __________ disse alla ragazza che “si vedeva che c’era

qualcos’altro che non andava”:

" Lei

stava parlando di quei ragazzi, quando io le ho detto qualcosa come che dal suo

comportamento (inteso in senso generale, ossia i suoi malesseri) si vedeva che

comunque c’era anche qualcos’altro che non andava. E’ stato abbastanza dirle

una frase del genere, che lei si è messa a raccontare" (PS __________

23.2

)

__________ cominciò così col raccontare di venire

seguita quasi ogni mattina da due individui, l'uno a bordo di un'auto rossa e l'altro

a bordo di un'auto grigia. Alternandosi, un giorno l'uno e un giorno l'altro, i

due individui le si avvicinerebbero facendole delle avances.

La ragazza raccontò, poi, di essere stata

violentata nel corso dell'estate 2005 da un uomo di origini portoghesi

residente nel suo stesso quartiere.

Dopo averla avvicinata e aver attaccato bottone,

l'uomo, sui 30/40 anni con barba e capelli grigi, sarebbe riuscito ad attirarla

nel proprio appartamento in via __________, dove l'avrebbe violentata.

La ragazza raccontò, infine, di un'altra violenza

carnale subita.

Quest’altro abuso sarebbe avvenuto verso novembre

2005.

in un appartamento di via __________, dove la ragazza sarebbe stata

attirata dall'individuo che la seguiva con la macchina rossa (nel rapporto

2.2.2006

a pag. 3 si legge: “la violenza sarebbe avvenuta un paio di mesi or

sono”).

__________ riferì, inoltre, che, in seguito, l'individuo

continuava ad avvicinarla, a scadenza quasi giornaliera, cercando

insistentemente altri approcci.

Raccontando di quest'ultimo episodio di violenza,

__________ fece intendere ai suoi interlocutori di conoscere l'individuo ma di

avere paura a farne il nome. Si limitò a dire che era amico di un certo __________

e, con titubanza, mostrò loro fugacemente un messaggio sms contenuto nel suo

cellulare che, però, si affrettò subito a cancellare.

Di questo messaggio gli ispettori di polizia

ricordano solo poche parole:

" non

parlare in giro….fai attenzione alla lingua…".

Come detto, subito dopo averlo fugacemente

mostrato ai suoi interlocutori, la ragazza cancellò il messaggio.

__________ mostrò, poi, ai due ispettori la

registrazione di una chiamata ricevuta dal numero, specificando che si trattava

del numero di telefono dell'individuo dell'auto rossa che l'aveva violentata e

che le aveva mandato il messaggio che lei aveva appena cancellato.

La ragazza raccontò, inoltre, che per toglierselo

di torno, lei aveva detto all’uomo che si sarebbe rivolta alla polizia. Questi

l'avrebbe, perciò, esortata a cancellare il suo numero dal cellulare inviandole

anche il citato messaggio (rapp. informativo 2.2.2006, pag. 3, all. 1 rapp.

d'inchiesta) .

4.2

A

seguito di queste rivelazioni, i due ispettori della polizia chiassese

avvisarono senza indugio la sezione RIP della polizia giudiziaria che accorse

subito sul posto (cfr. rapporto informativo 2.2.2006, all. 1 rapp.

d'inchiesta).

Nel primo pomeriggio di quello stesso 2 febbraio

2006, la ragazza fu accompagnata dal direttore delle scuole a __________ presso

gli uffici della sezione RIP e, nei locali LAV, si procedette, quindi, alla

prima audizione filmata di __________

La ragazza chiese espressamente di essere

interrogata da un uomo.

All'audizione – condotta dall’isp. __________ -

presenziarono, come da sua richiesta, il direttore __________ in qualità di

persona di fiducia e la signora __________, in qualità di specialista (il commc

__________ hanno seguito l'audizione dietro il vetro a specchio, nel locale

tecnico; cfr. rapp. d'esecuzione audizione video LAV 3.2.2006, all. 2 rapp.

d'inchiesta).

Nel corso di questa prima audizione, __________

fornì, in particolare, l'ubicazione degli stabili in cui vivevano i suoi due

presunti aggressori. Diede altresì una descrizione dei loro appartamenti (cfr.

schizzi allegati al rapp. d'esecuzione audizione video 3.2.2006, all. 2 rapp.

d'inchiesta).

4.3

La

sera del 2.2.2006, dopo l'audizione, __________ fu presa a carico dal PAO e provvisoriamente

collocata presso l'istituto __________ (cfr. AI 26 e osservazioni PAO

21.2

, all. 26 rapp. d'inchiesta).

Agli operatori del centro, oltre a ribadire

quanto riferito agli inquirenti, __________ racconterà, poi, di altri episodi o

tentativi di violenza ad opera del AC 1 (cfr. in particolare rapp. PAO

23.3

, pag. 1).

4.4

Nell'entourage

della ragazza furono raccolte le prime testimonianze volte a meglio

contestualizzare i suoi racconti.

Vennero interrogati la zia con cui la ragazza

viveva, il cugino, i maestri e gli operatori sociali (cfr. all. 4-9 rapp.

d'inchiesta).

4.5

La

zia della ragazza consegnò agli inquirenti quattro diari e un album fotografico

nei quali sono stati trovati scritti dei nomi e dei numeri di telefono di

uomini adulti (cfr. PS TE 4 3.2.2006, all. 6 al rapp. d'inchiesta e fotocopie

AI 29).

4.6

Sulla

base dell'elenco delle persone abitanti in uno degli stabili indicati dalla

ragazza e dopo aver effettuato dei sopralluoghi a mano delle relative

planimetrie, gli inquirenti poterono risalire all'identità di uno dei due

presunti aggressori della ragazza, ovvero a AC 2, "il __________ "

abitante in __________ (cfr. AI 27 e rapp. di segnalazione 15.3.2006, AI 41).

Successivamente, la ragazza - dopo un primo

tentennamento - lo riconoscerà tra altre otto fotografie (cfr. PS __________

24.4

, all. 10 rapp. d'inchiesta).

Fu così confermato che l’uomo indicato dalla

ragazza come uno dei suoi violentatori era AC 2

Sempre durante la prima audizione, __________

riconobbe, inoltre, tra altre nove fotografie, il secondo individuo che

l'avrebbe violentata (quello dell'auto rossa e dei messaggi sms),

corrispondente alla persona di AC 1 (cfr. fotografie allegate al rapp.

d'esecuzione audizione video 3.2.2006, all. 2 rapp. d'inchiesta).

Di quest'ultimo, come visto, gli inquirenti

avevano pure il numero del cellulare.

Si fa notare che al termine dell'audizione, la

ragazza riconobbe tra le fotografie anche un altro individuo (quello ritratto

sulla foto no 5) di cui disse che "fa queste cose con le ragazzine":

" …Dopo

esserci tutti spostati nuovamente nel locale di accoglienza, la minore ha

chiesto con insistenza se conoscevamo tutte le persone delle quali le abbiamo

mostrato le fotografie [n.d.r.: foglio A4 allegato al presente, usato per il

riconoscimento]. Ha aggiunto che anche il numero 5 "fa queste cose con le

ragazzine". __________ ha chiesto se andavamo a casa di quel tipo, e ha

detto di voler essere presente al suo interrogatorio…" (rapp. d'esecuzione audizione video LAV

3.2

, pag. 3, all. 2 rapp. d'inchiesta).

Tale individuo è stato poi identificato in __________

(nato il 28.9.1970, di __________, persona nota alla polizia per infrazioni

alla LStup e LDDS; rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 5, all. 19 rapp.

d'inchiesta).

Va detto che, nel corso della sua audizione in

aula, rispondendo alla Presidente, __________ ha dapprima detto di avere saputo

che al no 5 piacevano i bambini da “persone che lo conoscevano”.

Richiesta di indicare chi fossero questi “persone”, la ragazza ha

nicchiato e, in sostanza, non ha voluto rispondere. Poi ha raccontato di un

giorno in cui quell’uomo tentò di adescarla lanciandole dei baci e degli inviti

da lontano:

" I: (…)

Ti dice qualcosa il numero 5? (nuovamente rivolta a D).

D: mh! (annuisce col capo)

I: e cosa ti dice?

D: che è il …non mi ricordo che avevo detto di lui quando ero qui,

già prima che lo conoscevo di vista. Non era una brava persona.

I: che lo conoscevi di vista e non era una brava persona.

D: sì.

I: e perché non era una brava persona?

D: perché …non era una brava persona perché …lui …cioè le storie

che sentivo su di lui dicevano guarda che (incomprensibile)

I: guarda che?

D: mi dicevano che questo, …questo qua è così e cosà.

I: chi è che ti dicevano, prima di tutto?

D: persone che lo conoscevano.

I: ma chi?

D: ragazze …che io non ricordo.

I: ma ragazze …delle tue amiche?

D: nnh …

I: eh?

D: no.

I: chi ti diceva così?

D: persone che mi conoscevano me.

I: ecco!

D: ma che io non avevo così tanta confidenza.

I: sì, ma chi sono? Delle ragazze che vanno nella tua scuola, dei

grandi…?

D: no. Non sono dei grandi. Sono dei ragazzi.

I: dei ragazzi! Che fanno cosa, che frequentano che scuola?

D: vanno a scuola però …

I: non lo sai. Ecco e quel signore lì dove l'avete visto?

D: io l'ho visto …ehmm, una volta al __________.

I: scusa?

D: l'ho visto una volta al __________!

I: al __________?

D: (annuisce col capo)

I: e cosa ti hanno detto questi ragazzi di lui?

D: che è un signore a cui piacciono i bambini.

I: che è un signore a cui piacciono i bambini. Ho capito. Ma a

te, ha dato fastidio quel signore lì.

D: mmh …sì, mi ha dato un po' fastidio, però non mi ha toccato.

I: che fastidio ti ha dato? Spiegami!

D: un fastidio quello che voleva che andassi da lui.

I: quando voleva che andassi da lui?

D: una volta che ero al __________.

I: quella volta lì che l'hai visto o un'altra?

D: no quella volta …

I: quella volta lì?

D: sì. Però da quel giorno non l'ho più visto né ho avuto

(incomprensibile) da lui.

I: ma lui come ha fatto a venire verso di te.

D: lui non veniva verso di me. È come se io sono qui e lui era là e

I: parla a voce più alta.

D: ecco, è come se io sono qui e lui è là e mi diceva e mi faceva

un gesto che mi diceva vieni e poi mi ricordo mi dava anche baci da lontano.

I: cioè, ti faceva, da lontano …eravate al __________, …cosa

c'era al __________?

D: al __________ cosa c'era?

I: sì.

D: a volte ogni tanto fanno …

I: no, quella sera, quel giorno lì che l'hai visto cosa c'era al __________?

D: c'era quelle, sa quelle macchinine piccole che ogni tanto fanno

girare.

I: ah!

D: non lo so come si chiamano.

I: le autoscontro?

D: sono piccole.

I: e voi cosa eravate lì a fare?

D: io ero lì quel giorno, perché, …ero lì perché volevo guardare.

I: volevi guardare cosa?

D: volevo guardare quelle macchinine, perché è un gioco che può

fare qualsiasi bambino.

I: sì, ecco.

D: e volevo farlo anch'io.

I: e dopo lì c'erano quei ragazzi che ti hanno detto che lui era

un uomo che…, cosa ti hanno detto?

D: che è un uomo cui piacciono i bambini.

I: è un uomo cui piacciono i bambini. Era una sera o pomeriggio?

D: un pomeriggio.

I: era un pomeriggio. E quel pomeriggio,… è stato quel pomeriggio

che lui da lontano ti faceva dei gesti?

D: sì.

I: e poi?

D: e poi niente. Io non ho …

I: no, cosa faceva oltre ai gesti? Hai detto che ti faceva dei

gesti così …

D: mi mandava baci da lontano.

I: ti dava baci da lontano?

D: sì.

I: e poi?

D: e poi niente. Io non gli ho dato retta, non mi sono avvicinata a

lui, non gli ho parlato. Niente. E l'ho lasciato stare. Non ho mai neanche

parlato con lui.

I: ho capito.

D: non so neanche di più. Non ho avuto mai a fare con lui."

(trascrizione pag. 74-77)

4.7

Tornando

agli inizi dell’inchiesta, va detto che il 9.2.2006 __________ fu sottoposta ad

una visita ginecologica in cui venne accertata la rottura dell'imene, senza

lesioni fresche (cfr. rapp. dott. __________ 14.2.2006, AI 14).

Agli atti venne, inoltre, assunta ulteriore

documentazione medica riguardante la ragazza.

Da questa si rileva, in particolare, che in

precedenza __________ aveva sempre rifiutato di sottoporsi ad una visita

ginecologica completa (cfr. cartella del pediatra curante dott. TE 5, AI 21, e

cartella __________ riguardante un brevissimo ricovero della ragazza avvenuto

ad inizio marzo 2005, AI 23).

Va, qui, notato che dalla cartella pediatrica

emerge che la ginecologa __________ sottopose la ragazza ad un'ecografia che

evidenziò un problema di ovario mobile compatibile con i dolori lamentati da __________

ad inizio 2005 (e, forse, già in precedenza).

Malgrado la richiesta del PP alla dottoressa __________,

agli atti non vi è nessuna documentazione concernente quella visita (cfr.

scritto PP 21.2.2006, AI 15).

A supporto di questi accertamenti medici il PP

richiese un parere al dr. __________ il quale ha, in sostanza, concluso per una

deflorazione (AI 31).

4.8

Nell'ambito

dei primi accertamenti fu anche esaminato il PC sequestrato il 24.2 2004 presso

l'abitazione della ragazza, senza però scoperte utili ai fini di inchiesta

(rapp. d'esecuzione analisi GCI 12.4.2006, all. 18 rapp. d'inchiesta).

4.9

Inoltre,

furono effettuate le analisi dei due telefoni cellulari in uso alla ragazza, un

Siemens e un Motorola (cfr. rapp. d'esecuzione 14.2.2006).

Stando alla polizia, soltanto "a

fatica" la ragazza mise a loro disposizione i suoi telefoni asserendo in

più di una circostanza che "toglierle i cellulari significava ucciderla"

" La

giovane vittima, cittadina angolana, richiedente l'asilo, tredicenne, aveva con

sé due apparecchi telefonici mobili, che a fatica ha messo a disposizione degli

inquirenti, malgrado le dovute spiegazioni della necessità delle verifiche dei

telefoni, ritenuto che lei aveva riportato durante l'audizione che uno degli

autori le inviava SMS. In più di una circostanza, __________ ha ribadito che

toglierle i cellulari significava ucciderla" (rapp. di segnalazione

9.3

, pag. 2, all. 19 rapp. d'inchiesta).

Nel rapporto si legge, inoltre, che, al momento

in cui la ragazza consegnò i suoi cellulari all'ispettore __________, gli disse

che non avrebbero trovato nulla di particolare nei suoi telefoni perché lei ,

nel tragitto tra __________, aveva cancellato molti dati:

" Al

momento in cui la vittima ha consegnato al sottoscritto gli apparecchi

cellulari, ha precisato che durante il tragitto __________ - aveva già

cancellato vari dati, e che non avremmo trovato nulla di particolare (senza

precisare oltre)" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 2, all. 19 rapp.

d'inchiesta).

La Corte si è posta molte domande in relazione a questa

cancellazione dei dati che sono, però, rimaste senza risposta.

4.10

Risulta dagli atti che il direttore della __________, poco prima

della sua prima audizione, chiese a __________ come mai lei possedesse due

cellulari.

La ragazza gli rispose che il primo lei l’aveva

bloccato per le chiamate in entrata per evitare di essere infastidita dall’uomo

che le dava sempre fastidio e che il secondo le era stato regalato dalla zia

che voleva che lei avesse un telefono su cui fosse possibile contattarla:

" …Il

direttore chiede per quale motivo possiede due natel, ___________risponde che

il primo natel l'ha bloccato in modo tale da poter effettuare unicamente

telefonate e non riceverle poiché quell'uomo le dava sempre fastidio, mentre

l'altro le è stato dato dalla zia così che poteva contattarla…" (cfr.

dichiarazioni della ragazza fatte al termine dell'audizione 2.2.2006 e

riportate nel rapp. di trasmissione 8.3.2006).

Va qui rilevato che, su questo punto, la ragazza

non ha detto il vero.

In effetti, risulta dai tabulati telefonici (di

cui si dirà in seguito) che __________ nel periodo dal 23 settembre 2005 al 2

febbraio 2006 , non solo effettuava chiamate, ma ne riceveva pure con entrambi

i cellulari in suo possesso, (cfr. rapp. di segnalazione per richiesta di

sorveglianza telefonica e richiesta dati retroattivi 10.4.2006, AI 50).

Nessuno, tuttavia, ha pensato di doverle

contestare tali contraddizioni.

Al direttore della __________ che le chiedeva di

spiegare come facesse a permettersi due cellulari, __________ ha dichiarato che

"faceva dei lavoretti" a pagamento, in particolare eseguiva treccine

presso la sua abitazione, in camera sua. A suo dire per i clienti con tanti

capelli poteva far pagare fino a fr. 250.-. Dei soldi guadagnati, lei

tratteneva piccole somme (ca fr. 20.- per volta) mentre il resto lo dava alla

zia

" …Il

direttore le chiedeva come faceva a permettersi due cellulari e lei diceva che

faceva dei lavoretti. Il ricavato lo consegna in parte alla zia e parte se lo

tiene. Dice che quando ci sono clienti che hanno tanto capelli, può far pagare

anche fino a CHF 250. Dice che ad esempio lei si tiene CHF 20 e gli altri soldi

li da alla zia. Domenica scorsa ha fatto le trecce ad un ragazzo e si è fatta pagare

CHF 50.-, mentre questa domenica ha due clienti (madre e figlia). I lavori li

fa a casa sua, nella sua camera…" (cfr. dichiarazioni della ragazza fatte

al termine dell'audizione 2.2.2006 e riportate nel rapp. di trasmissione

8.3

).

La zia ha parzialmente smentito queste dichiarazioni

della nipote.

Ella ha, infatti, dichiarato che generalmente è __________

a recarsi in casa delle persone a fare le treccine e che per il suo operato si

fa pagare Fr. 40.-

" …ADR:

è vero che la __________ fa le treccine sui capelli alle persone che ne

fanno richiesta. Principalmente sono persone di origine di __________,

uomini e donne.

…omissis…

ADR che __________ si reca a casa di

queste persone per fare le acconciature. Solo in un'occasione è capitato

che l'acconciature le ha fatte a casa nostra, in sala. Ora ricordo

che prima era in sala e poi, siccome stavo pulendo, le ho detto di spostarsi

in camera sua.

ADR che la persona a cui ha fatto

l'acconciatura quella volta erano due uomini ma solo uno di loro si era fatto

fare le treccine.

ADR che non conosco questi uomini.

…omissis…

ADR che era la prima volta che queste

persone entravano in casa mia anche perché non mi va che vengano estranei.

ADR che __________ fa le treccine

solitamente la domenica mattina.

ADR che __________ per le treccine si fa

pagare CHF. 40.-.

Mi viene chiesto se è sicura di

questa sua risposta ed io rispondo sicurissima. Mi viene se è sicura

che __________ non fa le treccine a casa e io rispondo di no…" (PS

TE 42.2.2006, pag. 9).

In aula, la ragazza ha parlato di prezzi per le

treccine che non corrispondono né a quelli da lei indicati in un primo tempo né

a quelli riferiti dalla zia.

Al di là di queste dichiarazioni divergenti –

rimaste tali fra molte altre contraddittorie – va detto che la Corte ha

raccolto con perplessità l’immagine di una zia che non vuole che la nipote

faccia entrare in casa degli estranei ma che permette alla stessa nipote di

andare a casa di questi estranei, uomini o donne.

4.11

Sia quel che sia, i collegamenti

in uso alla ragazza sono risultati intestati a due persone adulte, madre e

figlia: si trattava di __________, 21.5.1955, domiciliata a __________ (carta

SIM inserita nel Motorola) e __________, 29.12.1982, domiciliata a __________ (carta

SIM inserita nell'apparecchio Siemens).

In un primo tempo, gli inquirenti indicarono

erroneamente quale intestatario del secondo numero in uso a __________ un certo

__________, il cui numero risulta sì memorizzato nella rubrica di uno dei due

telefoni della ragazza, ma non corrisponde a quello della carta SIM inserita

nell'apparecchio Siemens (cfr. rapp. segnalazione 15.3.2006, all. 21 rapp.

d'inchiesta).

Stando a quanto indicato dagli inquirenti, le

suddette intestatarie non avrebbero - apparentemente - alcun legame con la

ragazza.

" I

collegamenti di apparecchi telefonici in uso alla vittima sono intestati a due

persone che apparentemente non hanno alcun legame con la stessa" (rapp. di

segnalazione 9.3.2006, pag. 3, all. 19 rapp. d'inchiesta).

Nonostante questo rilievo nel rapporto di

segnalazione, gli inquirenti non hanno ritenuto di dover esperire accertamenti

volti a verificare come mai la ragazza avesse in dotazione tali utenze (cfr. doc.

TPC 36)

In aula, sono stati chiesti chiarimenti alla zia

di __________ che ha detto - ma le cose non hanno potuto trovare migliori

riscontri – che si trattava di due sue buone conoscenti che si sono prestate a

prendere le carte SIM a loro nome poiché gli asilanti non potrebbero

acquistarne (cfr dichiarazione prodotta in aula dall’avv. __________).

4.12

Da un primo esame degli inquirenti, è risultato che gran

parte dei numerosi numeri telefonici memorizzati nelle

rubriche dei due cellulari della ragazza erano

intestati ad adulti. Tra questi non figuravano

i due presunti autori

" …In

base alle rubriche dei due cellulari, abbiamo ricostruito una vasta gamma di

contatti. La gran parte di questi contatti risultano essere di adulti, di ambo

i sessi, abitanti nella zona di __________, rispettivamente del __________.

in particolare segnaliamo:

__________, 14 dicembre 1977, __________, richiedente l'asilo

conosciuto presso i nostri servizi per traffico di stupefacenti.

__________,

16.

settembre 1959, __________, donna di origini domenicane, donna che in

passato è stato in attività presso il __________, noto postribolo __________.

__________,

11.

novembre 1990__________ (minore al quale risultano intestati diversi

collegamenti mobili, e che, da informazioni assunte presso le __________,

frequenta molto l'ambiente delle giovani africane. …omissis…

Tra questi contatti non sono stati identificati i

due presunti autori.

Sono stati identificati anche adulti che

risultavano avere figli dell'età della vittima. E' possibile (ma da accertare)

che questi collegamenti mobili siano in uso dei minori.

Nella rubrica di uno dei cellulari, abbiamo anche

identificato un numero di telefono inglese, appartenente ad uno sconosciuto

coinvolto in un'inchiesta del canton __________, per traffico di stupefacenti

da parte di cittadini africani (__________)" (rapp. di segnalazione

9.3

, pag. 2 e 3, all. 19 rapp. d'inchiesta).

4.13

Sospettando

che la ragazza fosse coinvolta in un giro di prostituzione minorile, gli

inquirenti richiesero l'analisi dei tabulati retroattivi delle utenze

utilizzate da __________ :

" …E'

chiaro che di fronte a tutti questi elementi, diversi sono gli scenari che

possono prospettarsi nel contesto di questa indagine.

Quello più preoccupante è che __________ fosse

inserita in uno contesto di prostituzione minorile, ritenuta soprattutto la sua

posizione sociale debole quale richiedente l'asilo. E' possibile che anche

altre minori richiedenti l'asilo siano coinvolte in questo giro.

Allo scopo di accertare la presenza o l'assenza

di un reato grave quale lo sfruttamento della prostituzione minorile, riteniamo

necessari i tabulati retroattivi oggetto della presente richiesta…" (rapp.

di segnalazione 9.3.2006, pag. 6, all. 19 rapp. d'inchiesta).

Va rilevato anche che, nello stesso rapporto, gli

inquirenti avevano – peraltro correttamente – anche precisato di non avere

ancora elementi che permettessero loro di agire contro i due uomini indicati

dalla ragazza come i suoi violentatori poiché la stessa non aveva “sostanziato

in modo particolare i fatti” esposti durante la sua audizione:

" La

giovane, durante l’audizione, non ha sostanziato in modo particolare i fatti

della quale è stata vittima. Questo, al momento attuale, è l’elemento

principale che non ci permette di intervenire sui due soggetti, presunti autori"

(rapporto di segnalazione 9.3.2006 pag. 2)

La richiesta fu accolta dal Giar e furono quindi

assunti agli atti i tabulati retroattivi relativi alle due utenze telefoniche

in uso a __________ (cfr. AI 37 e 45; autorizzazione Giar 16.3.2006 e

23.2

, AI 44 e 47; rapp. d'esecuzione 3.4.2006, all. 22 rapp. d'inchiesta e

dischetti annessi al rapp. d'inchiesta).

4.14

L'analisi

dei tabulati telefonici successivamente esperita, ha confermato l'esistenza di

numerosi contatti con numeri telefonici mobili e fissi intestati ad adulti:

"

… L'analisi dei

tabulati retroattivi dei due collegamenti in oggetto ha permesso di accertare

molti contatti con numeri telefonici mobili e fissi, intestati ad adulti.

I tabulati del collegamento mobile (scheda SIM inserita

nell'apparecchio MOTOROLA) risultano dal 22 dicembre 2005, mentre quelli per il

collegamento mobile (scheda SIM inserita nel telefono SIEMENS) risultano dal

23.

settembre 2005. A questo proposito va rilevato che, malgrado il

relativamente breve periodo di attività del collegamento mobile, il tabulato di

questo collegamento è molto più corposo rispetto a quello dell'altro collegamento

mobile (attivo, per altro, da molto più tempo)" (rapp. di segnalazione per

richiesta di sorveglianza telefonica e richiesta dati retroattivi, pag. 1, AI

50).

Non ci si può esimere dal riportare in questa

sede un estratto del rapporto di segnalazione 10.4.2006. I numerosi contatti

stabiliti fra la ragazza e diversi uomini adulti, in effetti, conferiscono

credibilità e forza alle preoccupanti ipotesi formulate dagli inquirenti:

"

… Collegamento

MOTOROLA

Risultano contatti

di una certa importanza con:

__________,

11.11

, domiciliato a __________ (ragazzo fotografato a torso nudo con la

vittima)

o

4.

SMS in

entrata su MOTOROLA, dal 28 al 30 dicembre 2005.

o

. 21 contatti in

uscita da MOTOROLA tra il 24 dicembre 2005 e il 31gennaio 2006;

. 9 SMS in

entrata su MOTOROLA tra il 27 gennaio e il 28 gennaio 2006.

o

. 3 chiamate in

uscita da MOTOROLA il 28 gennaio 2006.

o

. 1 SMS in

entrata su MOTOROLA il 31 gennaio 2006;

. 1 SMS in

entrata su MOTOROLA il 02 febbraio 2006 (quando l'apparecchio era presso i

nostri servizi).

. AC 1, 09 aprile

1971, __________ (indiziato nel procedimento penale)

o 3 contatti in

entrata su MOTOROLA dal 13 gennaio al 01 febbraio 2006 e (chiamate e SMS)

o 9 contatti in

uscita da MOTOROLA (chiamate e SMS) dal 01 febbraio 2006 al 02 febbraio 2006

(giorno in cui la vittima ha raccontato quanto subito a scuola, ed è stata

accompagnata presso i nostri uffici - ultimo SMS alle ore 0754).

. Che tenore /

contenuto avevano questi contatti, ritenuto che

__________, il

02.

febbraio 2006, ha poi deciso di raccontare quanto patito?

. __________, 01

ottobre 1939, __________

o 25 contatti in

entrata su MOTOROLA (tutte chiamate) tra il 18 gennaio 2006 e il 02

febbraio 2006 (ultima alle ore 1328, orario in cui la ragazza era già presso i

nostri uffici).

. __________,

06.

giugno 1986, __________ o 7 contatti in entrata su MOTOROLA (SMS e

chiamate, tra il 31 dicembre 2005 e il 29 gennaio 2006);

o 65 contatti in

uscita da MOTOROLA (SMS e chiamate, tra il 09 gennaio 2006 e il 01 febbraio

2006).

. Cabina

telefonica, __________

o 2 chiamate in

entrata su MOTOROLA, il14 e il28 gennaio 2006;

. Numero

conosciuto in __________ (stupefacenti).

. Nessun cliente

disponibile

o

. "Ale"

sotto rubrica apparecchio MOTOROLA;

. 1 SMS in uscita

da MOTOROLA il 01 febbraio 2006.

. __________, 14

dicembre 1977__________

o 410 contatti in

uscita da MOTOROLA

. tra il 23

dicembre 2005 e il 01 febbraio 2006 (in prevalenza SMS);

o 344 contatti in

entrata su MOTOROLA

. Tra il 25 dicembre

2005.

e il 02 febbraio 2006 (fino a tardo pomeriggio, quando la vittima era

presso i nostri uffici per l'audizione).

. __________,

1974, __________ (cfr. album fotografico, sul quale è riportato il numero di

telefono di questa persona)

o 1 SMS in uscita

da MOTOROLA il 23 gennaio 2006.

. __________

o 36 contatti in

uscita da MOTOROLA tra il 25 dicembre 2005 e il 22 gennaio 2006;

o 4 contatti in

entrata su MOTOROLA tra il 28 dicembre 2005 e il 22 gennaio 2006.

. __________,

15.11

, __________ o 1 chiamata in uscita da MOTOROLA il 23

dicembre 2005

o 3 chiamate in

entrata su MOTOROLA

. Una il 23

dicembre 2005

. Due il 02

febbraio 2005, la sera (cellulare MOTOROLA presso i nostri uffici).

Risultano anche

contatti nella Svizzera interna. Ad esempio:

. __________

o 3 chiamate in

uscita da MOTOROLA il 01 febbraio 2006.

. __________ o 1

chiamata in uscita da MOTOROLA il 24 dicembre 2005.

. __________, 23

novembre 1951, __________ (questa persona ha un figlio, omonimo, nato il14 maggio

1977)

. 3 chiamate in

uscita da MOTOROLA il14 gennaio 2006.

1.2.1

Standort dell'apparecchio telefonico mobile

In varie circostanze, l'apparecchio telefonico oggetto dei

tabulati si trovava collegato ad antenne della Svizzera interna, in

particolare del Canton __________.

1.3

Collegamento SIEMENS

In merito a

questo collegamento, risultano contatti di una certa importanza con:

. AC 1, 09

aprile 1971, __________ (indiziato)

o 5 contatti in

entrata su SIEMENS e 5 in uscita da SIEMENS, tra il 04 novembre e il 24

novembre 2005.

. __________, 18

agosto 1981, citt. CH,

o 22 contatti in

uscita (in prevalenza SMS) da SIEMENS tra il 22 ottobre e il 24 novembre 2005;

o 6 SMS in entrata

su SIEMENS tra il 23 ottobre e il16 novembre 2005.

1.3.1

Particolarità

Vi sono diversi

contatti di una sola volta o poche volte, in particolare in entrata e

sull'apparecchio SIEMENS.

. __________, 04

giugno 1960, __________

o 1 SMS in entrata

su SIEMENS il 01 ottobre 2005.

. __________,

05.

giugno 1961, __________

o Chiamata persa

il 04 febbraio 2006 su MOTOROLA vittima (cellulare presso i nostri uffici);

o 3 SMS in entrata

su SIEMENS tra il 04 e il 24 dicembre 2005.

. __________,

11.

novembre 1990

o

. 1 chiamata in

entrata su SIEMENS il19 ottobre 2005.

o

. 1 contatto in

entrata su SIEMENS il19 ottobre 2005.

o

. 1 contatto in

entrata su SIEMENS il 25 ottobre 2005.

. 1 chiamata in

uscita da SIEMENS il 23 novembre 2005.

o

.1 chiamata in

uscita da SIEMENS il 25 ottobre 2005.

. __________,

1974, Chiasso, __________

o 2 SMS in entrata

su SIEMENS il 10 ottobre 2005;

o 3 contatti in

uscita da SIEMENS (1 chiamata e 2 SMS) il17 ottobre 2005.

. __________,

06.

marzo 1963, __________

o 1 contatto in

entrata su SIEMENS il 23 settembre 2005.

. __________,

16.

giugno 1965, __________

o 2 chiamate in

entrata su SIEMENS, il 15 e il16 ottobre 2005.

. __________,

10.

giugno 1982, __________

o 1 chiamata in

uscita da SIEMENS il 15 ottobre 2005.

. Sconosciuto

o

. Numero mobile

portoghese, non ancora identificato

.2 SMS in

uscita da SIEMENS il 20 e il 21 novembre 2005.

. Sconosciuto

o

. Numero mobile

ìtaliano, non ancora identificato

. 4 SMS in

entrata su SIEMENS tra il 27 ottobre e il 23 novembre 2005;

. 2 chiamate in

uscita da SIEMENS il 19 e il 23 novembre 2005…" (rapp. di segnalazione

10.4

, pag. 2-6).

Giustamente, questi dati continuarono ad allarmare gli inquirenti

che, nel loro rapporto 10.4.2006, hanno ripreso l’ipotesi inizialmente fatta in

relazione ad un giro di prostituzione minorile, evidenziando, pure,

“un’ambiguità della vittima” che era “stata rilevata anche dagli educatori” e

che andava “tenuta sotto controllo”:

"

… In base ai rapporti che ci sono stati trasmessi dal PAO di __________,

la vittima ha raccontato di altri episodi di violenza, o tentativi di violenza,

ad opera di AC 1 [cfr. in particolare scritto del PAO del 23 marzo 2006, pag..o

1]. __________ continua a fare sogni particolari, ben descritti dagli educatori

nel loro rapporto. Esprime paura e disagio anche nei confronti della zia TE 4,

nonché nei confronti di __________, la figlia della zia, "che è piccola e

non sa difendersi" [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 9]. __________

ha esternato agli educatori una non meglio specificata paura nei confronti di

qualcuno all'interno della sua classe [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 9].

La vittima ha ammesso agli educatori di non aver ancora raccontato tutto alla

polizia. L'ambiguità della giovane è stata rilevata anche dagli educatori e

viene tenuta sotto controllo [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 5].

AI fine di verificare la portata delle responsabilità penali nei

confronti di __________ e/o di altri minori, si ritiene necessaria la messa

sotto censura dell'apparecchio telefonico in uso a AC 1 (numero e IMEI), con la

precisazione che, nel caso in cui dovessero risultare ulteriori collegamenti in

uso all'indiziato, la richiesta verrà estesa anche a questi ultimi.

Allo scopo di accertare se la vittima è tuttora contattata da AC 1,

rispettivamente dall'altro indiziato, AC 2, o da altre persone adulte che

potrebbero averla coinvolta in qualcosa di illegale, e/o messa sotto pressione

tramite minacce o altro, nonché per verificare che genere di contatti

intrattiene con le altre persone adulte scaturite dai tabulati telefonici, si

ritiene necessaria la messa sotto censura dei due apparecchi cellulari in uso

alla vittima (numero e IMEI), previo dissequestro e riconsegna degli stessi

alla giovane. Anche in questo caso, se nel corso degli ascolti dovessero

risultare ulteriori collegamenti in uso alla minore, la richiesta verrà estesa

anche a questi ultimi…" (rapp. di segnalazione 10.4.2006, pag. 7).

Tuttavia, dopo che venne respinta la richiesta di "sorveglianza telefonica dell'utenza in uso a AC 1 nella forma

della richiesta di tabulati retroattivi per il periodo massimo possibile"

(cfr. AI 51, 52 e 53; AI 54), non vennero più fatti atti d’inchiesta volti a

verificare l’inquietante ipotesi di un giro di prostituzione minorile

correttamente posta dagli inquirenti.

Nulla.

Gli inquirenti non ritennero nemmeno di dovere

interrogare né le intestatarie dei collegamenti telefonici in uso alla ragazza

né le persone adulte che risultavano essere in contatto telefonico con lei.

4.15

Da

quel che risulta dagli atti, non venne chiesto nulla in merito a queste

risultanze né a __________ né alla zia.

In aula, interrogata al proposito, la zia ha

detto, in sostanza, di non sapere nulla di quei contatti telefonici della

nipote e di non conoscere buona parte degli uomini con cui la ragazza

intratteneva queste relazioni (cfr verb dib pag. 16-18).

La donna ha, poi, detto di avere chiesto, nei

giorni immediatamente precedenti la sua audizione in aula, spiegazioni alla

nipote, ma questa le avrebbe detto di non avere fatto lei molte delle

telefonate indicate dai tabulati.

In aula, __________, pur dichiarando di non avere

mai prestato i suoi cellulari a nessuno, ha detto di non conoscere alcuni

uomini il cui nominativo è indicato dai tabulati e di non spiegarsi le

telefonate.

Ha, invece, ammesso di essere stata in contatto

con altri uomini (cfr trascrizione audizione pag. 79 e seg).

Fra questi, __________.

Con il primo (trentenne), la ragazza avrebbe

avuto una relazione: i due si sarebbero innamorati e frequentati incontrandosi

anche nell’appartamento dell’uomo.

Il secondo, invece, “avrebbe tradito la fiducia

della ragazza e della zia” (cfr audizione in aula) cercando insistentemente di

incontrare la ragazza da sola e regalandole anche due paia di mutande (tanga).

A questo proposito va detto che la Presidente non

ha voluto insistere molto con le domande alla ragazza.

Tuttavia, è evidente che la situazione descritta

dalla ragazza ha dei contorni poco chiari e financo inquietanti e che, perciò,

richiede approfondimenti e chiarimenti con mezzi di cui dispone soltanto la

magistratura inquirente.

4.16

Ritornando

agli inizi dell’inchiesta, si ha che, a luglio 2005 avanzato, senza altri

particolari approfondimenti - in ogni caso senza approfondimenti che possano

essere rilevati dall’incarto - gli inquirenti procedettero con l'arresto di AC

1.

e di AC 2.

Ciò senza che nulla – perlomeno nulla di

desumibile dagli atti – fosse giunto a colmare quelle lacune che gli stessi

inquirenti avevano rilevato nel marzo precedente e che allora, sempre secondo

gli inquirenti, non rendevano possibile l’arresto dei due uomini indicati dalla

ragazza:

" La

giovane, durante l’audizione, non ha sostanziato in modo particolare i fatti

della quale è stata vittima. Questo, al momento attuale, è l’elemento

principale che non ci permette di intervenire sui due soggetti, presunti autori"

(rapporto di segnalazione 9.3.2006 pag. 2)

4.17

Interrogato

in aula sul motivo per cui non vennero proseguite le indagini sui “contatti

telefonici” e su che cosa rese attuale e praticabile in luglio l’arresto di AC

1.

e di AC 2 che in precedenza non era stato ordinato (come visto, l’audizione

della ragazza è di inizio febbraio e l’identificazione dei due è di poco

successiva), il PP non ha saputo dare una risposta convincente che potesse in

qualche modo tranquillizzare la Corte.

Nel rapporto d’arresto si legge che il fermo dei

due uomini venne procrastinato a causa della difficile situazione in cui si era

venuta a trovare __________ dopo le sue rivelazioni e nell'attesa che la

medesima fornisse indicazioni più precise su quanto subito (cfr. rapp.

d'arresto AC 1/AC 2 12.7.2006, AI 72).

L’appunto non convince e non risponde alle

domande della Corte, in particolare ritenuto che la ragazza venne sentita per

la seconda volta soltanto il 21 luglio 2006, cioè ben 10 giorni dopo l’arresto

dei due uomini che lei aveva indicato come i suoi violentatori già il 2

febbraio 2006.

Non si sa, quindi, quando la ragazza possa avere

meglio sostanziato le sue iniziali dichiarazioni così da dare agli inquirenti

gli elementi necessari a giustificare l’arresto dei due che mancavano a

febbraio o a marzo o ad aprile o a maggio o a giugno 2005.

4.18

Così,

in data 11.7. 2006, il PP emise nei confronti dei due sospettati AC 1 e AC 2 un

ordine di traduzione forzata (AI 64 e 65) e un ordine di perquisizione e

sequestro delle loro abitazioni (AI 66 e 67).

La mattina del 12 luglio 2006, alle 6h25, la

polizia si presentò a casa di AC 1 al __________ piano di via __________ e,

contemporaneamente, a casa di AC 2 in __________.

Al momento della perquisizione, AC 1 si trovava

in casa. Non riuscì ad aprire la porta poiché il cilindro era rotto e gli

agenti dovettero quindi forzarla.

In casa con lui, nascosta nell'armadio, vi era

un'amica, una cittadina __________ in Svizzera senza permesso che, a causa di

un malore (si seppe, poi, che aspettava un bambino), venne portata all'ospedale

da dove, poi, fuggì facendo perdere le sue tracce (cfr. rapp. d'arresto, pag.

4-5 e rapp. d'inchiesta pag. 15).

A AC 1 furono sequestrate diverse cose, tra cui

chiavi, CD, DVD, fotografie, una macchina fotografica e medicinali vari

(verbale di sequestro 12.7.2006, all. 37 rapp. d'inchiesta).

Quando gli inquirenti si presentarono alla sua

porta, per contro, AC 2 si era già recato al lavoro. In sua assenza, la polizia

entrò nell’appartamento forzando la porta (rapp. di arresto 12.7.2006 e rapp.

d'inchiesta 26.10.2006, pag. 28).

Nel suo appartamento fu sequestrato del materiale

cartaceo (verbale di sequestro 12.7.2006, all. 92 rapp. d'inchiesta).

In una successiva perquisizione, alla presenza

dello stesso AC 2, venne sequestrata altra documentazione e 3 confezioni di

carte SIM (verbale di sequestro 12.7.2006 9h50, all. 97 al rapp. d'inchiesta).

La stessa mattina del 12 luglio, entrambi gli

indagati furono sentiti dalla polizia e, dopo l'interrogatorio, trattenuti in

arresto.

Inoltre, furono loro sequestrati i telefoni

cellulari: uno a AC 2 (cfr. verbale di sequestro all. 93 rapp. d'inchiesta) e

due a AC 1 (cfr. verbale di sequestro all. 38 rapp. d'inchiesta).

Delle schede SIM trovate in possesso del AC 1,

una è risultata essere italiana. Il numero corrispondente () è stato ritrovato

nei tabulati retroattivi concernenti una delle due utenze in uso a __________

().

In data 13.7.2006 l'arresto fu confermato dal

Giar (AI 78 per AC 2 e AI 82 per AC 1).

Per AC 1, dopo visita medica, fu inizialmente

disposta la carcerazione all' Ospedale __________ poiché egli soffre di una

forma di leucemia (cfr. rapp. di arresto 12.7.2006 e certificato medico

allegato, AI 72). Il 14.7.2006, fu trasferito alla __________ (AI 89).

AC 2, pure sottoposto a visita medica, fu invece

ritenuto normalmente carcerabile e associato alle carceri pretoriali di __________

(cfr. rapp. di arresto 12.7.2006 e certificato medico allegato). Il 14 agosto

2006, come da sua richiesta, fu portato al __________ (cfr. AI 130-132 e 159).

Entrambi gli imputati sono arrivati al

dibattimento in detenzione.

4.19

Il 21

luglio 2006 si procedette alla seconda audizione filmata della vittima, cui

ebbero accesso anche le difese (cfr. rapp. di esecuzione audizione video LAV

24.7

, AI 115).

Durante questa audizione volta a chiarire gli

episodi concernenti AC 1 e AC 2, __________ ammise per la prima volta di aver

già avuto - prima dell'estate 2005 - dei rapporti sessuali completi con

un'altra persona.

Va detto che, il 2.2.2006, la ragazza aveva

dichiarato il contrario (audizione 2.2.2006 pag. 21).

Dopo l’ammissione di avere già avuto rapporti

sessuali completi prima della denunciata violenza carnale, la ragazza non

volle, però, rivelare il nome dell’uomo con cui aveva avuto tali rapporti (cfr.

trascrizione audizione 21.7.2006, pag. 35 e 36).

Allo scopo di chiarire quest'ultima rivelazione, __________

fu sentita una terza volta in data 29.8.2006 (cfr. rapp. d'esecuzione audizione

video LAV 29.8.2006, AI 192).

Nel corso di questa audizione, lei rivelò le

generalità del terzo uomo con cui aveva avuto rapporti sessuali.

Si trattava di AC 3, suo connazionale e

residente, come lei, in via __________ (che, peraltro, nella medesima occasione

la ragazza riconobbe in fotografia, cfr. rapp. d'esecuzione audizione video LAV

29.8

, AI 192).

4.20

Così, in forza dell'ordine di traduzione forzata emesso nei suoi

confronti il 31 agosto 2006 per titolo di violenza carnale e atti sessuali con

fanciulli (all. 129 rapp. d'inchiesta), AC 3 fu prelevato in casa sua la

mattina del 5.9.2006 e, dopo interrogatorio, arrestato (cfr. rapp. d'arresto

5.9

, AI 5 inc. MP 7523.2006).

In occasione dell'intervento della polizia fu

anche perquisito il suo appartamento e furono sequestrati diversi oggetti

(videocassette, DVD, CD, documentazione cartacea varia, un telefonino, un

apparecchio fotografico e alcuni rullini fotografici, cfr. verbale di sequestro

5.9

, all. 131 rapp. d'inchiesta).

A seguito di un'ulteriore perquisizione eseguita

presso un deposito che AC 3 aveva presso una ditta di Novazzano, furono poi

sequestrati altri CD e videocassette, un'altra macchina fotografica e un PC

(verbale di sequestro 11.9.2006, all. 134 rapp. d'inchiesta).

Il 6.9.2006 il Giar confermò il suo arresto

(verbale Giar 6.9.2006 all. 132 rapp. d'inchiesta).

Le successive analisi del telefono cellulare e

del PC sequestrati a AC 3 non hanno portato dati utili all'inchiesta (cfr.

rapp. di esecuzione 3.10.2006 all. 146 rapp. d'inchiesta, e rapp. d'inchiesta pag.

44).

Anche AC 3, come gli altri due accusati, è

arrivato in detenzione al dibattimento.

5.

vita

della ragazza

Della vita della ragazza non si sa molto.

Agli inquirenti, TE 4, zia della ragazza, ha

raccontato che __________ è figlia di un suo fratello – morto a causa di uno

dei molti conflitti che hanno insanguinato __________ – e di una donna di cui

non si sa nulla:

" Per

quel che concerne la madre di __________, nessuno sa chi sia perché il padre

non lo ha mai rivelato" (TE 4 PS 2.2.2006 pag. 2)

In aula, la stessa zia – forse maggiormente

sollecitata – è stata più generosa di informazioni sul passato della nipote ed

ha raccontato quanto segue:

" Il

papà di __________ era mio fratello."

" Mio

fratello è morto in guerra. A quel che mi risulta lui è morto fra il '95 e il

'96. Io e la mia famiglia abbiamo saputo della sua morte più o meno nel 1997:

la notizia ci è stata data da alcuni suoi amici che ci hanno appunto detto che

la sua morte era avvenuta in quegli anni, senza saperci dare altre

precisazioni.

Io e la mia famiglia abbiamo saputo della nascita

di __________ nel 1992: anche in quel periodo mio fratello era lontano da casa

perché era (a) militare e la notizia della nascita della bambina ci è stata

data da alcuni conoscenti.

Io ho visto la bambina per la prima volta nel

1994.

quando mio fratello me l'ha affidata poiché la mamma (che io non ho mai

visto) non poteva occuparsene.

Allora la bambina aveva circa due anni. Camminava

già. Era una bambina sveglia ma che parlava ancora poco.

__________ non è andata all'asilo e a scuola. Le

scuole erano quasi sempre chiuse a causa della guerra. Ogni tanto, la scuola

chiamava tutti i bambini per dar loro il latte.

__________ ha avuto la malaria. Non ha avuto

altre malattie importanti. Ha spesso sofferto di diarree che, a volte, duravano

anche una o due settimane. Ricordo che uno di questi episodi di diarrea è stato

talmente importante che la bambina era così debole da non poter più camminare.

Si è tuttavia ripresa in fretta anche perché abbiamo avuto la possibilità di

curarla con delle infusioni. Di altre malattie importanti __________ non ha

sofferto.

Da quando mio fratello me l'ha affidata, __________

ha sempre vissuto con me.

Devo dire che in __________ né io né la mia

famiglia, abbiamo mai sofferto la fame. Anche se eravamo poveri, trovavamo

sempre da mangiare." (verb dib pag. 15)

__________ è arrivata, poi, in Svizzera nel 2002

con la zia e altri membri della famiglia (__________, l’unico fratello della

zia rimasto in vita che ora ha 13 anni e frequenta la seconda media a __________,

la cugina __________ che adesso ha 10 anni e frequenta la quinta elementare e

il cugino __________, figlio della zia che ora ha vent'anni e fa il muratore).

Dal permesso di soggiorno risulta che __________

è entrata in Svizzera il 1.1.2002.

Sul permesso della zia vi è invece la data del

12.3.2002

(cfr. all. 157 rapp. d'inchiesta e doc. TPC 23)

In ogni caso, la domanda di asilo è stata

depositata il 12.3.2002 (cfr. verbale 12.3.2002 del centro di registrazione di

__________, all. 158 al rapp. d'inchiesta) e in aula la zia ha detto che la

ragazza è effettivamente arrivata in Svizzera con lei (verb dib pag. 15)

La ragazza (insieme agli altri due minori che

erano con lei) è stata inizialmente collocata presso l'Istituto __________.

L'8 maggio 2002 ha, poi, potuto ricongiungersi

con la zia nell'appartamento di via __________ (), dove ha vissuto fino al

2.2.2006

giorno in cui ha denunciato i presunti abusi subiti.

Dal 2.2.2006 al 31.7.2006 ha soggiornato presso

il Centro PAO di __________, dopodiché, e fino al 31.8.2006, è ritornata in __________

Dal 1.9.2006 vive in via __________.

A Chiasso frequenta attualmente la seconda media.

6.

età

della ragazza

Sul certificato di nascita consegnato alle nostre

autorità, si legge che __________ è figlia di __________ e di __________ ed è

nata il16 aprile 1992 a __________.

Di tale certificato di nascita “non è

possibile garantire l’autenticità” (dichiarazione dell’Ufficio giuridico,

Servizio rifugiati della Sezione Permessi e Immigrazione, in atti sub doc TPC

24).

Pertanto, accogliendo la richiesta dell’avv. DF 1

secondo cui tale certificato non poteva essere considerato fedefacente, la

presidente della Corte ha ordinato una perizia volta a determinare l’età ossea

– e da lì quella cronologica – della ragazza (doc TPC 25).

La perita, applicando il metodo Greulich e Pyle,

ha concluso quanto segue:

" L’età

ossea di __________ determinata con il metodo Greulich e Pyle risulta essere di

17.

anni +/- 1 anno e 3 mesi. Essendo __________ una ragazza, occorre correggere

questa età e diminuirla di circa 12 mesi (vedi capitolo 4). L’età ossea così

corretta varia dunque fra 14 anni e 9 mesi e 17 anni e 3 mesi: ciò rappresenta

la miglior stima possibile per l’età cronologica.

Questa stima parte infine dal presupposto che __________

goda di buona salute, non sia portatrice di malattie che influenzano la

crescita ed abbia potuto beneficiare nella sua vita di sufficiente ricchezza

per una normale alimentazione" (doc TPC 33 pag. 5)

In aula, dopo essere stata messa a conoscenza

delle informazioni sui trascorsi della ragazza fornite dalla zia, la perita ha

modificato le sue conclusioni come segue:

" L'avv.

DF 1 riferisce al perito quanto la zia di __________ ha raccontato

sull'infanzia della ragazza, le malattie sofferte e il modo di vita in __________

(malaria, frequenti episodi di diarrea, stato di povertà senza aver sofferto la

fame).

Chiede alla perita se, conto tenuto di queste

informazioni, ritiene dal profilo teorico ancora corretto operare in concreto

la riduzione di 12 mesi calcolata sulla base di studi recenti che hanno preso

in considerazione (così come la perita ha indicato) ragazzi cresciuti in Germania.

Il perito precisa che non può fare alcuna

valutazione concreta. Tuttavia ritiene che, dal profilo teorico, il quadro

descrittole potrebbe rendere inadeguata la correzione di 12 mesi.

In questo senso, preso atto delle condizioni in

cui la ragazza ha vissuto nei primi 2/3 della sua vita, si potrebbe

teoricamente rimanere all'età ossea indicata dall'Atlante Greulich e Pyle senza

operare alcuna riduzione". (verb dib pag. 23)

Pertanto, ritenute le riflessioni e conclusioni

effettuate dalla perita sulla base delle nuove informazioni ricevute al

dibattimento, la valutazione peritale da ritenere è la seguente:

" L’età

ossea di __________ determinata secondo il metodo Greulich e Pyle è quindi di

17.

anni +/- 1 anno e 3 mesi (il 95% delle ragazze con questa radiografia della

mano ha un’età ossea compresa tra 15 anni e 9 mesi e 18 anni e 3 mesi)"

(doc TPC 33 pag. 4)

Questo – in estrema sintesi – poiché, conto

tenuto delle condizioni di vita in cui la ragazza è vissuta per i 2/3 della sua

esistenza (in sostanza, malnutrizione o, comunque, regime alimentare molto meno

ricco di quello tipico delle società europee del dopoguerra) e delle malattie

sofferte, la perita ha ritenuto di non dovere più applicare la correzione del

valore risultante dall’Atlante di Greulich e Pyle (correzione che si pratica

poiché uno studio ha accertato che, in Germania, la maturazione ossea avviene

oggi più rapidamente che all’epoca di Greulich e Pyle).

La ragazza non ha vissuto, per la maggior parte

della sua vita, in condizioni di benessere quali quelle che contraddistinguono

la Germania degli ultimi 20/30 anni: è, quindi, stato ritenuto maggiormente

corretto paragonare il suo sviluppo osseo a quello dei ragazzi europei fino

agli anni 50.

Come visto, dal certificato di nascita risulta,

invece, che la ragazza ha oggi 15 anni.

Riguardo l’ottenimento di tale certificato –

rilasciato il 6

settembre 2001 – la zia di __________ ha

dichiarato quanto segue:

" Il

certificato di nascita di __________ l'ho fatto fare io prima di partire __________

perché per avere il passaporto bisognava avere il certificato di nascita. Così

sono andata al Registro di __________ e ho fatto registrare __________.

Sono io che ho dato all'impiegato del registro

civile i dati che sono scritti sul certificato di nascita. Preciso che sia il

nome della ragazza che quello della mamma che la data di nascita me li aveva

lasciati scritti mio fratello su un foglio quando mi ha affidato la bambina.

Io ho detto all'impiegato del registro civile che

__________ era nata a __________. In realtà, __________ è nata a __________ che

è una città sita nella provincia di __________.

Ho detto così perché __________ all'epoca era

occupata. Io avevo bisogno dei documenti in fretta e dicendo che era nata a __________

le cose erano più veloci.

Confermo però che la data di nascita che ho dato

al registro è quella che mi ha scritto mio fratello." (verb dib pag. 20)

La Corte non ha potuto credere che, sulla

questione dei dati comunicati all’ufficiale del Registro civile, la zia della

ragazza abbia detto la verità in aula.

Dapprima, non ha potuto crederle perché la donna

ha detto di avere riferito un dato sbagliato sul luogo di nascita della ragazza

soltanto dopo che la Presidente le ha contestato la contraddizione fra quanto

da lei detto al mattino (e, cioè, che la bambina era nata in un luogo lontano

da quello in cui lei risiedeva tanto che la vide per la prima volta quando il

fratello gliela portò almeno due anni dopo la sua nascita) e il luogo di

nascita della ragazza iscritto nel certificato di nascita (__________, cioè la

stessa città in cui la zia risiedeva).

Anche se la donna ha giustificato tale falsa

indicazione con la necessità di disporre in tempi brevi di un documento, il

fatto che ha dovuto essere sollecitata per ammettere la falsità di quel dato ha

gettato gravi ombre sulla sua credibilità.

E tali ombre si sono appesantite quando la Corte

ha dovuto constatare un’altra pesantissima contraddizione fra le diverse

dichiarazioni fatte dalla donna.

In effetti, durante l’inchiesta, alla polizia la

donna aveva detto:

" Per

quel che concerne la madre di __________, nessuno sa chi sia perché il padre

non lo ha mai rivelato" (TE 4 PS 2.2.2006 pag. 2)

In aula, invece, per sostenere la veridicità del

certificato di nascita, ha fatto una dichiarazione completamente diversa e cioè

ha detto che il fratello le aveva lasciato scritto su un foglio, al momento in

cui le affidò la ragazza, tutti i dati che lei diede all’ufficiale di stato

civile e, fra questi, in particolare il nome della madre della bambina.

E’ evidente che in una o nell’altra dichiarazione

la donna ha mentito.

E la Corte – esaminando spassionatamente la

questione – non ha potuto che concludere che la donna ha mentito in aula.

In effetti, quando ha detto alla polizia di non

sapere chi fosse la madre della ragazza poiché il fratello non lo aveva mai

rivelato, si trattava di una dichiarazione del tutto disinteressata e neutra.

La stessa cosa non può dirsi della sua

dichiarazione in aula, poiché a quel momento era ben chiaro alla donna che si

stava cercando di determinare la vera età della nipote.

Dunque, sulla questione dell’età della ragazza,

la Corte ha ritenuto del tutto inattendibile la donna sentita in aula.

Perciò, per la determinazione dell’età di __________,

la Corte ha ritenuto di non poter utilizzare il suo certificato di nascita.

Dapprima, perché si tratta di un documento di cui

non è possibile stabilire l’autenticità.

D’altra parte, perché è stato redatto molto tempo

dopo la nascita della ragazza.

D’altra parte, perché i dati registrati in tale

certificato sono stati forniti da una persona che non ha assistito alla nascita

della ragazza e che l’ha vista, per la prima volta, quando già questa

camminava, parlava ed “era sveglia”.

D’altra parte, e soprattutto, perché è accertato

che almeno due dei dati forniti all’ufficiale (luogo di nascita e nome della

madre) sono falsi e perché manca la garanzia che permetta di ritenere che gli

altri dati forniti dalla zia non siano altrettanto inveritieri.

Quindi, l’unico elemento su cui la Corte ha

potuto fondare l’accertamento dell’età della ragazza è la perizia giudiziaria

che, valutata ed interpretata secondo il principio in dubbio pro reo, porta a

ritenere che __________, oggi, ha 18 anni e 3 mesi.

7.

dichiarazioni

della ragazza in merito alle autovetture che la seguirebbero

7.1

La ragazza ha detto, durante il colloquio con il direttore di SME e

i due ispettori, di essere costantemente seguita da due uomini che si darebbero

il cambio seguendola un giorno l’uno e un giorno l’altro, a bordo di due autovetture

diverse:

" “_________

racconta di venire seguita quasi ogni mattina da 2 individui che, a bordo dei

rispettivi veicoli (uno grigio e l’altro rosso) le si avvicinano e le fanno

avances. Il veicolo grigio è stato visto anche da __________. Precisiamo che

questi individui agiscono separatamente, un giorno si avvicina quello dell’auto

grigia ed un altro giorno quello dell’auto rossa" ( rapporto informativo

2.2.2006

pag. 2)

La ragazza dirà, poi, ai suoi interlocutori che

l’uomo che la violentò a novembre 2005 (AC 1) era lo stesso che la seguiva con

la vettura rossa:

" Dopo

i fatti, il violentatore si avvicinava ancora alla ragazzina a scadenza quasi

giornaliera, cercando insistentemente approcci.

Ci confessava che il soggetto è sempre lo stesso

che la segue con la vettura rossa la mattina" (rapporto informativo

2.2.2006

pag. 3)

7.2

Nell’audizione

che fece immediatamente seguito a questo colloquio, la ragazza, a proposito

delle vetture che la seguivano, ha detto quanto segue:

" D:

che quando esco di casa, ci sono le macchine che mi seguono. Che quando esco di

scuola, c’è uno in macchina che mi chiede “vuoi salire?” , mi dice sei carina,

sei bella, mi ha raccontato (incomprensibile per interferenza natel) in __________

(incomprensibile per interferenza natel) nel mio palazzo non si sentiva ancora.."

(trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 5)

Poi, sempre nella stessa audizione, ha ripetuto

la storia degli uomini che la seguirebbero e di cui avrebbe paura precisando

che si tratta di “altri” uomini.

“Altri” , evidentemente, rispetto a quelli

che l’avrebbero violentata.

Quindi, ha detto – contrariamente alla versione

precedente (quella del mattino) in cui era AC 1 a guidare la vettura rossa –

che quello sulla macchina rossa è uno di colore che “passa sempre e che lei

non riesce mai a vedere”:

"

D: …aggiungere… che ho già detto che ho paura,

di quei … che ho paura di uscire che quelli mi seguono, che non so, altri

uomini mi seguono in macchina. E… cosa volevo dire ancora …

F:

il problema della macchina rossa? Chi è?

D:

Ah, quello della macchina rossa che passa lì, che ogni tanto mi chiama,

però lui passa sempre e io non riesco mai a vederlo. E’ uno di colore. Ho paura

… E poi se io vado a scuola, è una cosa che devo ma vado anche perché mi piace,

ma però… dipendesse da me, io non andavo, proprio solo per quello, per quelle

persone che mi seguono, ma non perché a me non piace la scuola ma proprio per

quello. Con il giorno che esco devono … io non so, magari, magari sanno a che

ora che esco e a che ora che rientro. E’ per quello che sto tutto il giorno a

casa" .." (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 18)

7.3

Nelle

successive audizioni, la ragazza non ha più ripreso l’argomento degli uomini in

macchina.

Lo ha fatto in aula dove ha detto che queste due

macchine l’avrebbero seguita regolarmente, al mattino quando lei andava a

scuola, “da prima di Natale della prima media” fino al giorno del colloquio del

2.

febbraio e che alla guida di quelle autovetture c’erano il AC 1 e il AC 2 ma

che lei, allora, non li conosceva ancora:

"

…I: era in febbraio. Inizio febbraio. Adesso

torniamo alle macchine. Tu hai detto che queste macchine ti seguivano, quando

tu eri in prima media, prima di Natale, eh?

D:

(annuisce a capo chino).

I:

quando sei andata a parlare col direttore, ti seguivano ancora le

macchine?

D:

sì.

I:

sì? Sei sicura?

D:

sì.

I:

tu, ehmm … conosci gli uomini che erano sulle macchine o no?

D:

adesso sì che so chi sono.

I:

allora non li conoscevi?

D:

non li conoscevo. Però, una volta che mi hanno chiamato e poi tutto

quello che è successo, sapevo che erano loro che mi seguivano.

I:

ecco, e chi sono? E adesso ce lo puoi dire chi sono quelli che erano

sulle macchine?

D:

mh! (annuisce col capo)

I:

chi sono?

D:

uno è stato il AC 1 …

I:

uno il AC 1! Che sarebbe poi il AC 1. E l'altro?

D:

il __________ che non so il nome.

I:

e l'altro il AC 2! Eh?

D:

(annuisce col capo).

I:

quindi, il AC 1 su che macchina era?

D:

su una macchina piccola rossa.

I:

su una macchina piccola rossa. E il AC 2?

D:

sulla macchina grigia.

I:

sulla macchina grigia. Quindi sono loro due che ti seguivano, quasi

tutte le mattine, dimmi se sbaglio, quasi tutte le mattine, da prima di Natale

della prima media, fino al fine gennaio, inizio febbraio della prima media.

Erano loro?

D:

sì.

I:

parla forte.

D:

sì, sì.

I:

quindi, sulla macchina rossa c'era il AC 1 e sulla macchina grigia il __________.

D:

sì.

I:

ho capito. E il __________ …parliamo un po' del __________: quando

l'hai conosciuto il __________? Ma no, aspetta: quando ti seguivano, fino a lì

tu non sapevi che era il __________?

D:

no.

I:

no. E non sapevi neanche che era il AC 1?

D:

no." (trascrizione audizione 19.4.2007 pag. 18 e 19)

7.4

Già in relazione a questo primo argomento, non possono essere

passati sotto silenzio i cambiamenti di versione della ragazza.

Dapprima, a seguirla sono AC 1 (alla guida della

macchina rossa) e un altro non meglio definito.

Poi, i due che la seguono sono “altri” rispetto

ai suoi pretesi violentatori (quindi, non sono né il AC 1 né il __________).

Poi, alla guida della macchina rossa dove

all’inizio c’era AC 1, c’è un uomo di colore che la ragazza non riesce mai a

vedere perché “lui passa sempre”.

Infine (ed è l’ultima versione, quella

dell’aula), a seguirla sino a poco prima della sua denuncia sono i suoi

violentatori (cioè AC 1 e il AC 2) che, però, lei non conosceva ancora.

8.

dichiarazioni

della ragazza in relazione a AC 2

prima audizione

8.1

Nel pomeriggio del 2 febbraio 2006, la ragazza - in una soluzione

di ininterrotta continuità con la storia dei due uomini che la seguirebbero in

macchina – ha cominciato a raccontare del __________ che, un giorno, mentre

stava andando da un’amica per chiederle una videocassetta, la obbligò a salire

in casa sua “buttandola nell’ascensore” e, una volta nell’appartamento, le

diede qualcosa da bere dopodiché lei, in sostanza, si ritrovò nel letto di lui

dove avrebbe perso molto sangue e questo sarebbe l’unica cosa che ricorda.

Oltre a questo, la ragazza ricorderebbe soltanto

che, dopo, l’uomo l’accompagnò di sotto e le disse di andare a casa:

" D:

che quando esco di casa ci sono le macchine che mi seguono. Che quando esco di

scuola c’è uno in macchina che mi chiede “vuoi salire?” , mi dice sei carina,

sei bella, mi ha raccontato in __________ …nel mio palazzo non si sentiva

ancora … e lui un giorno, stavo andando a chiedere un film , un film indiano,

perché a me piacciono tanto i film indiani, a una amica, a mia cugina e poi lui

dice, io ho tanti film a casa, in portoghese, e così; e lui mi dice vieni a

prenderli e io ho detto non posso perché non ho avvisato la zia che vengo a

casa tua. Ho detto vado a casa, vai da solo. Dice: “non c’è problema, è qui

vicino, non ti faccio niente”. E mi ha preso, mi ha buttato nell’ascensore, poi

mi ha detto scusa e io niente. Siamo andati a casa sua … e poi mi ha tolto i

vestiti. E’ tutto. Mi ha dato un bicchier d’acqua. Poi un secondo bicchiere

d’aranciata. Io mi sentivo debole, non sapevo cosa fare. Poi qualcuno ha

bussato, e allora lui poi si è fermato e io non ho neanche urlato perché non …

io non potevo neanche parlare. E poi mi ha messo nel suo letto e e so solo che

nel suo letto ho perso tanto sangue. Perché questo so … e mi ha detto non dirlo

mai a nessuno, perché sennò succede quello che … e io ho detto adesso vado e

lui aveva paura che qualcuno mi trovasse debole … nella strada. Mi ha accompagnato

giù e mi ha detto: “vai a casa”. E così sono arrivata a casa…" (audizione

2.2.2006

pag. 5)

8.2

A casa, la ragazza avrebbe perso molto sangue:

" E

..in bagno a fare la pipì e poi da lì sono andata in bagno e perdevo molto

sangue, non so perché ma perdevo tanto sangue. Poi passato, sono già passate

tre settimane, quattro da quel giorno che sono andata in bagno e che perdevo

tanto sangue. E poi quel giorno è venuta la zia , io sono andata in bagno, ho

perso, poi, ho fatto la pipì e ho perso sangue. Così tanto" (audizione

2.2.2006

pag. 5)

8.3

Così, sempre secondo quel primo racconto, la zia – cui, tuttavia, la

ragazza non aveva detto nulla, se non che aveva mal di pancia - la portò,

prima, dal medico e, poi, dalla ginecologa:

" L’ho

detto alla zia. E la zia mi ha detto, allora andiamo dal medico e siamo andati

dal medico. Il medico ha detto “non so che cosa ha lei “poi siamo andati dalla

medica della zia e ha detto e, …ho visto che lei ha detto, può fare che …si

spostano sempre, io quando si stirano, quando si stirano gli fa tanto male."

(audizione 2.2.2006 pag. 5)

8.4

La

ragazza ha, poi, proseguito il suo racconto dicendo di avere continuato a

stare male:

" E,

poi da lì, da quel giorno sono stata ancora male che non potevo neanche

mangiare. Perché quando mangiavo vomitavo. Ogni cosa che mangiavo vomitavo."

(audizione 2.2.2006 pag. 5)

Quindi, la ragazza ha raccontato che la portarono

__________ dove rimase degente per accertamenti .

Anche lì - racconta la ragazza – lei rifiutò la

visita ginecologica interna:

" E

…poi, il giorno seguente mi sentivo ancora male, molto debole, mi hanno portato

all’ospedale di __________; sono stata lì e mi hanno domandato se avevo già

avuto rapporto sessuale, e ho detto di no. Mi hanno domandato cinque o sei

volte! Dicevo sempre, no, di no. Mi volevano fare la prova. Però io ho detto

che potevano fare di tutto che però non volevo la prova. Ho detto di no, perché

ho detto se accetto, tanto scopriranno perché non so se quello mi ha fatto

(incomprensibile, rumore di sottofondo). Scopriranno, (incomprensibile) e

dicevo sempre di no e no." (audizione 2.2.2006 pag. 5)

La zia della ragazza ha confermato il ricovero

all’ospedale per un giorno (cfr TE 4 PS 2.2.2006 pag. 5).

Tuttavia, va detto che la ragazza è stata

ricoverata al __________ di __________ ad inizio marzo 2005 (dal 7 all’8 marzo;

AI 21).

Cioè, in un periodo precedente all’estate 2005 in

cui lei ha situato, durante questa prima deposizione, l’episodio di abuso ad

opera di AC 2.

8.5

Sempre

nel corso della sua prima audizione, alla ragazza venne chiesto di precisare

quanto successe a casa dell’uomo che venne, poi, identificato in AC 2.

Come visto sopra, all’inizio la ragazza aveva

detto di ricordare soltanto una grande “debolezza” piombatale addosso dopo

avere bevuto la bevanda offertale dall’uomo, una debolezza così grande da non

riuscire nemmeno a parlare, e di essersi ritrovata nel letto dell’uomo dove

aveva perso molto sangue:

" Mi

ha dato un bicchier d’acqua. Poi un secondo bicchiere d’aranciata. Io mi

sentivo debole, non sapevo cosa fare. Poi qualcuno ha bussato, e allora lui poi

si è fermato e io non ho neanche urlato perché non … io non potevo neanche

parlare. E poi mi ha messo nel suo letto e e so solo che nel suo letto ho

perso tanto sangue. Perché questo so" (audizione 2.2.2006 pag. 5,

sott. del redattore)

Richiesta, però, di precisare cosa fosse

avvenuto, la ragazza ha aggiunto quei particolari che, secondo quanto

dichiarato sin lì, non avrebbe dovuto ricordare.

Dapprima, ha detto di avere avuto, dopo avere

bevuto l’acqua, un sonno improvviso e talmente grande da non riuscire nemmeno a

stare in piedi, così che l’uomo la prese in braccio e poi la portò sul letto:

" D:

prima acqua, mi ha dato l’acqua, poi quando ho finito di bere l’acqua ho fatto

così (strofina la mano sinistra sulla fronte) ho detto sono stanca adesso, lui

mi ha detto no, magari è con il caldo adesso, lui mi ha detto te l’aranciata un

bicchiere, io l’ho messo sotto…primo mi ha dato l’ho bevuto, poi l’ha preso e

l’ha messo nel frigorifero e ha preso mi pare che ha preso un’altra bottiglia e

l’ha messa sopra il tavolo e mi ha detto se vuoi prendi ancora; io non ho preso

non volevo perché l’altro l’ho bevuto ho finito tutto quello che lui mi ha

dato. Ho detto che non voglio più, non mi sento bene.

I: cosa ricordi ..riesci a descrivere che cosa

sentivi quando non stavi bene e ti sentivi stanca?

D: come se c’era qualcosa e poi quello mi sono

immaginata magari se c’era qualcosa perché a casa solo perché da lì non, …mi

sentivo debole e appena finito di bere l’acqua poi ho detto non mi sento

bene poi ho detto, ho bevuto quell’aranciata, poi ho detto, mi sentivo non

avevo neanche forza di camminare fino a lì mi sono (incomprensibile) lui mi

ha preso in braccio (incomprensibile) ho detto dove mi porti; lui ha detto no

adesso ti faccio solo lì, ti metto solo lì. Mi ha messo lì sul letto. E io

avevo sonno e poi gli dicevo…non lo so perché avevo sonno,

(incomprensibile)…sonno e poi mi ha detto: “non stai bene?” e io ho detto di

no, non sto bene e dopo mi dice “ma dopo ti passa, qualche volta capita a me".

(audizione 2.2.2006 pag. 13, sott. del red)

8.6

Contestualmente,

la ragazza ha detto che l’uomo spense la luce.

Va detto che, però, la stessa ragazza aveva

precisato che si era d’estate, all’una del pomeriggio.

" E

poi lui ha spento la luce, …e ha spento la luce e così." (audizione

2.2.2006

pag. 13)

8.7

Poi,

la ragazza - nonostante prima avesse detto di non ricordare nulla se non di

essersi ritrovata nel letto dove aveva perso molto sangue – è entrata nei

particolari di quel che sarebbe successo.

Ha detto che l’uomo si mise sopra di lei. Lei gli

disse di non riuscire a respirare. Allora lui le disse di andare alla finestra.

Così lei si alzò ma, mentre camminava, cadde. Lui si alzò a sua volta, la

prese in braccio, la mise sul letto e nuovamente si mise sopra di lei.

A questo punto del racconto, l’interrogante le

chiese “quando è salito sopra di te, cosa è successo?”

Qui, la ragazza dapprima disse “ehm,… mi

immagino..”.

Poi disse che l’uomo cominciò a baciarla tanto

da farle male, con la saliva di lui che le entrava “proprio dentro nella

bocca”.

Poi, disse che l’uomo le mise le mani lungo i

fianchi.

Poi, dopo avere detto “non ricordo”, ha

ripreso il suo racconto dicendo che l’uomo “ha fatto sesso” con lei

precisando che “io dico così, ma non perché ho visto, perché lui era tutto

(incomprensibile) perché io mi sentivo quello che lui faceva. Dico perché era

sopra di me, lui, così (posa la mano sinistra sul ventre). Poi ha finito di

baciarmi e (incomprensibile) sopra, e io sentivo di nuovo così (agita

lateralmente la propria mano sinistra tra le gambe) e poi lo spingevo così,

lasciami andare che non mi sentivo bene …e lui mi baciava”.

La ragazza ha, poi, continuato dicendo che l’uomo

voleva che lei prendesse “il suo coso” in mano e, poi, anche in bocca.

Gesti che lei ha detto di non sapere se, poi, effettivamente ha fatto. Quindi –

la ragazza ha detto – l’uomo la lasciò andare:

"

I: e poi?

D:

e poi è venuto a letto, nel letto dove ero io, e era sopra di me. E io ero

lì, dicendo, tirandolo via sopra di me, dicendo, non riesco, dicevo, non

riesco, non sto bene, non sto bene, poi all’improvviso non riesco a

respirare e lui mi ha detto vai nella finestra (incomprensibile, parla piano e

vi sono rumori di sottofondo) dal letto per aprire la finestra poi io mi sono,

…sono uscita dal suo letto e stavo camminando e sono caduta per terra. Mi ha

detto non dovevi uscire dal letto. Mi ha messo di nuovo nel letto e mi è venuto

ancora sopra di me.

I:

posso capire __________ che è difficile ad affrontare queste cose, ci

mancherebbe, però ti dicevo prima che è importante per noi capire esattamente

cosa è capitato. Quando è salito sopra di te, cosa è successo, poi?

D:

ehm …mi immagino …(incomprensibile, parla troppo piano) cominciava a

baciarmi.

I:

come ti baciava?

D:

uhff, qui (porta la mano alla bocca) che mi faceva male i denti, e anche

…non so come si dice, che mi stava soffocando e quella saliva mi è entrata

proprio dentro (porta nuovamente la mano alla bocca) nella bocca. E mi teneva

tutte le mani, mi ha preso le mani e mi ha messo così (pone le braccia lungo i

fianchi), e mi baciava e mi …..(incomprensibile, parla troppo piano) …ehmm

…poi, mi …(incomprensibile)

I:

poi, scusami, non ho capito.

D:

non ricordo.

I:

non ti ricordi?

D:

ha fatto sesso con me. Si è (incomprensibile parla troppo piano) ma io dico

così, ma non perché ho visto, perché lui era tutto (incomprensibile) perché io

mi sentivo quello che lui faceva. Dico perché era sopra di me, lui, così (posa

la mano sinistra sul ventre). Poi ha finito di baciarmi e (incomprensibile)

sopra, e io sentivo di nuovo così (agita lateralmente la propria mano sinistra

tra le gambe) e poi lo spingevo così, lasciami andare che non mi sentivo bene

…e lui mi baciava e poi ha preso le mie mani e …non posso dirlo …niente …poi,

solo, mi ha lasciato stare.

I:

perché non puoi dirlo, __________?

D:

mah, …voleva …ha preso le mie mani, voleva che io, …prendessi nelle mani il

suo coso e poi io (incomprensibile, parla troppo piano) …e poi anche con la

bocca. Poi non lo so se lo ho fatto, non mi sentivo neanche bene. E poi

mi ha lasciato andare." (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 13, sott. del

red)

Qui la ragazza ha ribadito che l’uomo, dopo

averle raccomandato di non dire niente a nessuno, l’accompagnò fuori dal

palazzo:

" D:

lui mi ha detto di non dire niente quello che è successo, poi ha domandato che

cosa è successo, che io gli (incomprensibile) solo quello (incomprensibile) mi

dava di farmi quello, dice ah, no, magari ha fatto quello. Apro la finestra,

per esempio. Poi lui mi ha detto di non dire a nessuno. Mi ha accompagnato giù

e io sono andata a casa.(frase completamente incomprensibile, voce troppo

bassa) "(audizione 2.2.2006 pag. 13)

8.8

Continuando

nel racconto, la ragazza, poi, disse che l’uomo le aveva tolto anche le mutande.

Inoltre, la ragazza ha raccontato che, poi,

l’uomo l’aiutò a rivestirsi poiché lei non ce la faceva da sola:

" Solo,

non posso neanche dire solo (incomprensibile) perché lui mi ha tolto anche le

mutande.

I: ti ha tolto le mutande.

D: sì.

I: questo te lo ricordi?

D: me lo ricordo perché quando stavo per vestire, lui, non so era

lui ad aiutarmi a vestire perché non riuscivo da sola, non so cosa mi ha dato

sicuramente col suo bicchiere, lui stesso sapeva che io non avevo la forza, di

vestirmi da sola.” (audizione 2.2.2006 pag. 21 e 22)

seconda

audizione

8.9

Come visto, la ragazza è stata nuovamente sentita il 21 luglio 2006.

In quest’occasione, ha nuovamente raccontato

dell’approccio di AC 2: lei stava andando da un’amica per farsi prestare un

DVD e l’uomo – che lei vedeva per la prima volta – le rivolse la parola e, poi,

la fece salire nel suo appartamento:

" con

lui è cominciato tutto quando io prima ero a casa mia con zia e poi stavamo

facendo la pulizia e ordine nella casa. E poi io chiesi alla zia di andare un

attimo dalla mia amica e poi quando sono scesa giù ho …ho visto …ho visto lui

perché quando stavo andare a chiedere un film, volevo come da una amica di mia

cugina piccola e io stavo andando da lei, però io l’ho incontrato quando stavo

…quando sono passata cioè mi parlava e poi quando io ..lui mi ha domandato dove

vado e ho detto vado a chiedere un film però dopo lui mi dice che aveva film,

che aveva dei film a casa sua, così, e poi mi domanda che lingua parlavo e io

portoghese e lui mi ha detto anch’io così mi ha detto che anche lui portoghese.

E poi mi chiede di andare con lui a casa sua, ma io non volevo andare"

(audizione 21.7.2006 pag. 3)

La ragazza ha ribadito di essere stata costretta

a seguire l’uomo:

" ma

io non volevo andare e lui mi dice: “no, no, andiamo, ho dei bei film” e poi

stavamo andando a casa sua e lui mi costringeva a salire nell’ascensore…"

(audizione 21.7.2006 pag. 3)

" I: e

tu mi hai detto che a un certo punto ti ha costretto a entrare nel lift.

D: (annuisce col capo)

I: ecco, cosa …quando dici mi ha costretta a

entrare nel lift, cosa intendi dire, mi puoi spiegare come si è

svolta questa scena, te la ricordi?

D: sì.

I: spiegami un po’!

D: come un momento, mi ha messo …forza, mi ha

…dicendomi: "entra!" come …mi ha spinto.

I: mmh!

D: e …e lui mi ha messo nell’ascensore, ha

schiacciato e io sono andata. Perché non è stata mia volontà.

I: ecco, ti ha spinto come?

D: mi ha presa il braccio, mi ha detto: "sali!",

lui ha preso l’ascensore …mi ha preso qua, il braccio, così (porta la

mano destra sull’avambraccio sinistro) e mi ha detto: “entra, andiamo!”

e poi siamo andati su.

I: ho capito. E quando lui ti ha detto così,

che atteggiamento aveva? Capisci cosa voglio dire con la parola

atteggiamento?

D: sì.

D: cattivo. Perché io …però io non capivo,

perché prima fuori parlava gentile, poi all’ascensore era un po’

aggressivo per buttarmi su, "(audizione 21.7.2006 pag. 5 e

6)

8.10

In

seguito, la ragazza ha nuovamente raccontato di avere bevuto dell’acqua - va

detto, però, che , qui, la ragazza ha detto (contrariamente all’audizione

precedente) che l’uomo le offrì anche della birra - dopo di che non si sarebbe

sentita molto bene “come se stesse per addormentarsi”:

" lui

mi domandò se volevo l’acqua o la birra o la …e però io ho detto non volevo

niente. Lui mi serve lo stesso e mi ha dato da bere. Ma io poi, quando ho

bevuto, non mi sentivo molto bene. Però dopo lui mi diceva che, …mi

raccontava di sua moglie e di suo figlio dicendomi che lui è venuto da solo

qui, e che ha lasciato suo figlio e sua moglie a __________ che stanno per

arrivare; mi ricordo che mi ha detto così. Io non capivo perché mi raccontava

tutte quelle cose se mi chiamò per il film. Poi, io …mi sentivo un po’ …un

po’ così, come se stessi per addormentarmi e ho detto: "sono stanca

voglio andare a casa” e lui mi ha detto: “no, no, stai qui.“ " (audizione

21.7.2006

pag. 3, sott. del red)

8.11

Dopo

di ché, la ragazza ha proseguito il suo racconto dicendo che l’uomo la mise sul

letto.

A questo punto – per la prima ed unica volta – la

ragazza ha poi raccontato che l’uomo le prese il telefonino e lei si accorse

che lui voleva prenderle il suo numero:

" E

poi lì mi, mi metti nel suo letto, mi toglieva i vestiti che poi tra l’altro,

anche prima nel divano, lui prese il mio telefono, il mio telefonino e io non

ho capito quello che faceva. Poi mi accorgevo che voleva prendere il mio numero

ma non lo so.” (trascrizione

aud. 21.7.06 pag 3)

Di questo particolare, la ragazza non ha più

parlato in seguito e va notato che esso non appare molto congruente né con il

personaggio né con gli accertamenti nella misura in cui non risulta che AC 2

abbia mai telefonato alla ragazza.

La ragazza ha continuato dicendo che l’uomo le

tolse i vestiti e, dopo averla baciata, le mise “il suo pene dentro” senza

smettere nonostante lei tentasse di respingerlo e gli dicesse che le faceva

male:

" E

mi mette nel suo letto, e (incomprensibile) …e poi sento che lui toglieva i

vestiti e mi baciava e non mi piaceva per niente e poi …sentivo che …io sentivo

male (pone la mano destra sul ventre), proprio che sentivo male perché lui era andato

a …metà (incomprensibile)

I: come te la senti, con le tue parole.

D: mi ha messo il suo pene dentro di me. E io lo spingevo (fa

l’atto di respingere con le due mani) e dicevo “fa male, fa male, basta” e

dicevo “non mi sento bene”, poi lui mi prendeva a forza" (audizione

21.7.2006

pag. 3)

8.12

E’

opportuno rilevare che, in questa seconda audizione, la ragazza non ha più

raccontato di essersi alzata dal letto (perché le mancava il respiro), di

essere caduta e poi ripresa in braccio dall’uomo che la riportò sul letto.

Né ha più raccontato che l’uomo le chiese di

prendere in mano e in bocca il suo pene.

8.13

Sempre secondo il racconto della

ragazza, una volta che ebbe finito, l’uomo la rivestì.

Poi – questa volta ha detto modificando le sue

precedenti dichiarazioni – l’uomo avrebbe voluto accompagnarla a casa ma lei

rifiutò:

" e

poi anche quando ha finito di toccarmi, di fare tutto, (incomprensibile) mi ha

vestito di nuovo. E voleva accompagnarmi a casa ma io non volevo, perché io non

stavo bene."(audizione 21.7.2006 pag. 3)

Nella prima audizione, invece, la ragazza aveva

detto in due occasioni che l’uomo l’accompagnò di sotto.

8.14

Poi, su richiesta dell’interrogante, la ragazza, per la prima volta

(ed anche, ultima volta, a dire il vero), ha raccontato che, mentre l’uomo le

toglieva i vestiti e, poi, ancora mentre erano sul letto, lei cercava di

scappare senza tuttavia riuscirci poiché lui la “teneva a forza”:

" I: e

poi, sempre prima, tu mi hai detto, appunto, mi prendeva a forza, ti

ricordi che mi hai detto così?

D: sì.

I: ecco, che cosa vuoi dire, che cosa è

successo quando mi dici mi prendeva a forza, cosa intendi dire?

D: che …che quando lui mi toglieva i vestiti, io

cercavo di uscire, di andare, e anche dal letto, lui mi prendeva a

forza e mi metteva di nuovo nel letto, anche quando ero a letto, io

facevo …cercavo di evitare, di andare via, lui andava, …mi teneva a

forza.

I: ti teneva dove, ti ricordi?

D: sì, nelle mani. E poi mi dava anche fastidio

perché mi toccava il seno e mi faceva male. A volte anche adesso

sento male." (audizione 21.7.2006 pag. 7)

Va, qui, ancora rilevato che di questi suoi

tentativi di fuga, la ragazza non aveva mai parlato prima né ha parlato in

seguito.

E non può essere passato sotto silenzio il fatto

che tali pretesi tentativi di fuga sono in palese contrasto con lo stato di

profondo torpore e stanchezza in cui la stessa ragazza ha raccontato di essere

caduta dopo avere bevuto la bevanda offertale dall’uomo.

audizione

in aula

8.15

In aula, __________ ha ancora detto di avere visto per la prima

volta il __________ un giorno d’estate - era un sabato - che lei era in

vacanza e che era caldo (trascrizione pag. 21).

La ragazza ha detto che, di fronte al palazzo,

con lui parlò di film e lui la invitò a salire dicendosi disposto a prestarle

dei “film portoghesi __________”.

Tuttavia, anche su questo particolare ha cambiato

versione.

In precedenza, la ragazza aveva detto che lei

aveva rifiutato l’invito dell’uomo e che lui la costrinse a salire nel suo appartamento

“buttandola nell’ascensore”.

Questa volta, invece, __________ ha raccontato

che lei seguì di buon grado il __________ nel suo appartamento poiché voleva

avere da lui qualche film __________ che anche la zia sarebbe stata contenta di

vedere:

"

D: sì. Mi ha chiamato e mi ha detto

"ciao" e io ho detto "ciao", e lui mi ha detto "dove

vai" e io gli ho detto "vado a chiedere un film", solo che lì

lui si è messo già a parlare portoghese e io ho capito che era un __________.

Mi ha chiesto "da dove vieni", ho detto "vengo __________ ",

lui mi ha detto "io, anch'io parlo __________ " e mi diceva che

conosceva tante persone che parlano __________ e lui mi ha detto che aveva dei

film a casa, dei film portoghesi a casa, perché noi a casa non guardiamo mai, e

lui mi diceva che aveva dei film, così tanti __________ …

I: ti diceva che aveva dei film __________?

D: sì. Che parlavano portoghese.

I: mh!

D: e poi …e mi ha chiesto di andare a casa sua e

quindi così ho detto "va bene".

I: ah! Allora: lui ti ha chiesto, …avete

chiacchierato un attimo in portoghese lì di sotto e lui ti ha detto

"vieni a casa mia".

D: sì.

I: e tu hai detto va bene?

D: sì.

I: ecco …

D: e lui mi ha detto "vieni da me a

prendere il film". E poi tra me ho pensato (incomprensibile) a

guardare un film.

I: ah, quindi tu eri contenta di andare da lui

perché pensavi di prendere un film?

D: sì. E lui mi parlava e mi diceva che aveva

tutti quei film e io ho detto "va bene, anche a mia zia piacerà".”

(trascrizione pag. 22)

Poi la ragazza ha nuovamente raccontato di come

si sentì debole dopo avere bevuto l’acqua.

" D: e

io ho domandato l'acqua.

I: sì.

D: e dopo mi ha chiesto se e mi ha detto che

c'era il suo (incomprensibile) e un'altra cosa

I: sì

D: e dopo mi ha dato anche del succo.

I: ti ha dato anche del succo e dopo?

D: e dopo, in, non dopo, c'era ancora un momento

che io non mi sentivo molto bene.

I: spiegami un po' questo.

D: nel senso che mi girava un po' la testa.

I: ti girava un po' la testa?

D: sì e non mi sentivo, mi sentivo un po'

debole, mi sentivo un po' debole e non stavo molto bene e gli ho detto che …

I: allora ti girava la testa, ti sentivi un

po' debole e non stavi molto bene e dopo?

D: io ho detto a lui di andare, di portare a

casa (incomprensibile) il film

I: sì.

D: di portare a casa, che lui ha detto no, no,

devi prendere il film, ha chiuso la porta e poi mi ha….mi

incominciava a togliermi i vestiti e mi ha messo nel suo letto.

I: e tu cosa dicevi?

D: io sa gli dicevo, io parlavo italiano, dicevo

"ma cosa fai", "non mi sento bene", "devo

andare a casa", lui mi ha detto, "no, no tranquilla, e poi mi

sentivo levare anche i pantaloni, solo che io ero così debole che non sapevo

che cosa fare.

I: eri così debole che non sapevi cosa fare?

D: sì, non stavo proprio bene.

I: cosa vuol dire non stavo proprio bene?

D: anche perché sentivo che andava qualcosa

dentro di me e non mi sentivo bene, perché, non sapevo il perché non mi

sentivo bene.

I: spiegami bene come ti sentivi?

D: sentivo il corpo che …

I: no, tu come ti sentivi, dopo che hai

bevuto, come ti sentivi?

D: non mi sentivo, mi sentivo che non avevo

forza.

I: ti sentivi che non avevi forza?

D: sì.

I: prima stavi bene?

D: prima stavo bene, quando sono andata su stavo

bene

I: e dopo hai bevuto e ti sentivi che non

avevi più forza, questo?

D: sì." (trascrizione pag. 24 e 25)

La ragazza ha, poi, proseguito dicendo che lei si

tolse i vestiti (trascrizione pag. 25) per poi dire, poco dopo, che, invece, fu

lui a toglierle i vestiti (trascrizione pag. 26).

Poi, la ragazza ha continuato dicendo che lui

cominciò a toccarla ma che lei non ricorda molto bene .

Richiesta di spiegare come mai non ricordasse ,

la ragazza ha detto:

" I: e

perché non potevi ricordare molto bene?

D: perché ero un po'….un mistero…ero un po' come

se lui potesse, poteva fare quello che voleva con me, non potevo

difendermi.

I: non riuscivi, non potevi, era un po' come

se lui potesse fare quello che voleva con te perché non potevi

difenderti; e perché non potevi difenderti?

D: perché io non stavo bene.

I: perché non stavi bene! non stavi bene.

Come, allora?

D: che mi sentivo, non mi sentivo bene, mi

sentivo un po' debole, mi sentivo che mi girava la testa."

(trascrizione pag. 26)

Poi, la ragazza, interrogata su quel particolare,

ha negato di essersi mai alzata dal letto contraddicendosi, così, con la

precedente dichiarazione:

" I: tu

ti sei alzata dal letto?

D: no, lui mi ha aiutato, mi ha messo i vestiti.

I: dopo?

D: mh!

I: ma non ti sei mai alzata dal letto, prima

che lui ti mettesse i vestiti?

D: no." (trascrizione pag. 26)

Quindi, interrogata su cosa le fece il __________,

__________ ha nuovamente detto di ricordar poco, ma di ricordare che lui mise

il suo pene dentro di lei, che le toccava il seno e le baciava il collo.

Tuttavia, la ragazza qui ha detto che il __________

non la baciò mai sulla bocca perché lei, schifata, girava il volto dall’altra

parte:

" D.

quello che mi ricordo è andato dentro lui che ha avuto…che… è andato

con il suo pene dentro lì (fa segno con la mano la pancia)

I: ha messo il suo pene dentro di te, quello

te lo ricordi?

D: sì, anche senza mutande.

I: sì, e poi cosa ti ricordi ancora?

D: mi toccava.

I: che cosa ti toccava?

D. mi toccava il seno, mi toccava…e poi mi

baciava.

I: ti baciava, dove?

D: mi baciava qui (con la mano accarezza il

collo) e nella bocca no, perché poi io facevo così (volta la testa

sul lato).

I: nella bocca no, non ti ha baciata nella

bocca?

D: no.

I: parla a voce alta. Allora, hai detto … ti

accarezzava il seno, eh?

D: sì.

I: ti baciava sul collo, ma non sulla bocca?

D: sì.

I: ecco, e poi cosa ha fatto?

D: e poi, ha…dopo lui aveva già fatto, aveva già

avuto anche… era già dentro di me, poi (incomprensibile)" (trascrizione pag. 27)

__________

ha, poi, detto che il __________ non le fece né le chiese altre cose:

" I: cioè,

ecco dopo avere fatto queste cose, dici è entrato dentro di me, ha

messo il suo pene dentro di te? Ti ha fatto altre cose?

D: no.

I: non ha fatto altre cose?

D: no." (trascrizione pag. 27)

Poi, dopo avere detto che il __________ l’aiutò a

rivestirsi, la ragazza ha dichiarato che lui si limitò ad aprirle la porta e a

chiamarle l’ascensore:

" I: sei

andata a casa, da sola?

D: sì.

I: lui non ti ha accompagnato?

D: no, ha solo aperto la porta e ha chiamato

l'ascensore e sono andata.

I: ha solo aperto la porta e ha chiamato

l'ascensore.

D: sì.

I: e tu sei salita da sola sull'ascensore?

D: sì, lui aveva con l'ascensore tu potevi

schiacciare anche già prima di andare.

I: mmh, …e quindi sei andata a casa da sola,

lui non è sceso con te?

D: no." (trascrizione pag. 29)

Inoltre, interrogata dalla presidente, la ragazza

ha detto di non ricordare se avesse perso sangue in casa del __________:

" E a

casa del __________ hai perso sangue?

D: ehm …non mi ricordo." (trascrizione pag. 34)

Infine – per non dire di tutte le altre modifiche

di versione – la ragazza, dopo avere raccontato di questa pretesa violenza, ha

detto che il __________, dopo quel giorno, non cercò più né di avvicinarla né

di parlare con lei (trascrizione pag. 35).

8.16

Ancora

una volta, non possono essere passati sotto silenzio i macroscopici cambiamenti

di versione di __________

Dapprima, la contraddizione evidente su come lei

salì nell’appartamento dell’uomo.

In aula, ha detto che lei salì di buon grado

allettata dall’idea di avere dei nuovi DVD che anche la zia avrebbe visto con

piacere, mentre in precedenza aveva detto di avere risposto di no all’invito

dell’uomo che, però, la prese per un braccio, la buttò nell’ascensore e la

costrinse a salire da lui.

Poi, in aula la ragazza ha detto che l’uomo non

la baciò sulla bocca mentre in precedenza aveva detto che l’uomo la baciava

con forza sulle labbra tanto da farle male con la saliva che entrava tutta

dentro di lei.

Ancora in aula la ragazza ha detto che l’uomo,

oltre a penetrarla e ad accarezzarle il seno, non le fece nient’altro, mentre

in precedenza aveva detto che lui le chiese di prendere in mano e in bocca il

suo pene.

Poi, in aula ha detto che lei non si alzò dal

letto mentre prima aveva detto che aveva dovuto alzarsi perché le mancava il

respiro e che cadde e che non poteva più rialzarsi tanto che l’uomo dovette

alzarsi per prenderla in braccio e riportarla sul letto.

Infine, sempre in aula, la ragazza ha detto che

l’uomo si limitò, dopo averla violentata, ad aprirle la porta ed a chiamarle

l’ascensore, mentre in precedenza aveva detto che lui l’aveva accompagnata fino

sotto casa (dell’uomo).

Infine, da rilevare è il fatto che la ragazza ha

detto di non ricordare se avesse perso sangue in casa del __________ quando

all’inizio la sola cosa che sembrava ricordare bene, la sola cosa che le era

rimasta impressa (“perché questo so”) era di essersi ritrovata nel letto

dell’uomo dove aveva perso molto sangue.

Da ultimo, va ancora rilevato che, nonostante

all’inizio della sua audizione, la ragazza avesse detto che il __________ la

seguiva con l’autovettura un giorno si ed uno no cercando di adescarla fino al

giorno in cui lei, finalmente, si decise a parlare con il direttore della

scuola, dopo avere finito di raccontare della pretesa violenza subita -

collocata questa volta durante l’estate – ha detto che l’uomo non cercò più,

dopo il fatto, di contattarla in nessun modo.

9.

elementi

oggettivi in relazione alle dichiarazioni della ragazza su AC 2

Non vi sono riscontri oggettivi delle

dichiarazioni della ragazza in relazione a AC 2.

In particolare, nessun atto di inchiesta è stato

fatto in relazione al materasso/letto dell’imputato su cui – come visto –

secondo le sue prime dichiarazioni, la ragazza avrebbe perso molto sangue.

10.

dichiarazioni

della ragazza in relazione a AC 1

prima

audizione

10.1

Durante

la sua prima audizione, dopo avere raccontato dell’episodio con AC 2 e del

periodo di sofferenza che ne seguì (mal di pancia, emorragie, visite mediche e

ricovero in ospedale), la ragazza ha detto che lei non voleva più uscire di

casa. Agli amici ed alla zia diceva che non ne aveva voglia.

In realtà – ha detto – non voleva più uscire di

casa per paura degli uomini che la seguivano con la macchina:

" La

zia mi ha domandato ma perché in questi giorni non esci mai? Ho detto no, non

ho voglia. La zia …e poi l’altro giorno …tutti escono e mia cugina anche lei a

chiedere e io dico no, oggi non ho voglia di uscire, sto in casa. Invece è

solo per evitare quei problemi che mi succedono, subito in strada e le macchine

che mi seguono." (audizione

2.2.2006

pag. 7, sott. del red)

Va, qui, già rilevato che, in aula, la ragazza ha

detto che le due autovetture l’hanno seguita nel periodo precedente il Natale

della prima media (cioè, il Natale 2005) e l’inizio febbraio 2006.

Qui, la ragazza, invece, situa l’inizio degli

inseguimenti e dei tentativi di abbordaggio delle due vetture a prima

dell’episodio del __________, cioè – a dipendenza delle sue mutevoli versioni –

a prima dell’estate 2005 oppure a prima di inizio marzo 2005.

Tornando alle sue prime dichiarazioni (quelle del

2.2

), la ragazza ha continuato, dopo avere detto del __________, parlando

di un altro uomo che pure “mi ha tirato a fare qualcosa con me”:

" Poi

un altro, …un altro che abita vicino al mio palazzo anche lui mi ha tirato a

fare qualcosa con me" (audizione

2.2.2006

pag. 7)

In relazione a quest’altro uomo, la ragazza ha

raccontato che lui cominciò ad inviarle degli SMS di invito e che, poi,

l’attirò in casa sua dove avrebbe “tentato di fare qualcosa” con lei:

" lui

mi mandava dei messaggi dicendo vieni, e io dicevo sempre no. Lui mi dice ti dò

cinque minuti che io, che se io non vado da lui …e poi un’altra volta lui mi ha

visto e mi ha portato a casa sua, e da lì, lì ha tentato di fare qualcosa con

me." (audizione 2.2.2006

pag. 7)

Secondo il racconto della ragazza, anche questo

uomo – come già aveva fatto il __________ – le diede da bere qualcosa che la

fece sentire così “vuota” e “debole” che quasi si addormentò:

" Lo

stesso mi ha dato un bicchier d’acqua fredda, e poi non mi dava, lui stesso mi

ha dato il bicchier d’acqua, da lì stesso mi sentivo vuota e poi mi sentivo un

po’ debole così e poi quasi mi sono addormentata (incomprensibile)" (audizione 2.2.2006 pag. 7)

Secondo il suo racconto, la ragazza si sentì

tanto debole e vuota da non sapere nemmeno cosa fosse successo tanto che,

quando l’uomo le disse di andare, lei gli chiese cosa fosse successo al che lui

le rispose che non era successo nulla, che avevano soltanto parlato:

" e

alla fine lui mi ha detto se sto bene e ho detto sì, ma sentivo che avevo

sonno. Poi mi ha detto puoi andare e io ho detto ma che cosa ho fatto qui e mi

ha detto niente, abbiamo solo parlato e ti ho dato un bicchiere di acqua. Poi

mi ha detto come fai a ricordarti che stai qui a parlare con me. Ho detto, no,

ho solo un po’ di sonno. Sono andata a casa e poi mi sono addormentata

(incomprensibile)"

(audizione 2.2.2006 pag. 7)

10.2

La

ragazza ha continuato il suo racconto – siamo sempre al 2 febbraio 2006 –

affermando che a questo episodio seguì un periodo difficile, ritornando a

parlare degli stessi dolori e delle stesse visite mediche di cui aveva già parlato

prima, in relazione all’episodio con AC 2:

" E

poi da lì non volevo più uscire, neanche per andare a scuola. A volte mi

chiedo, anche la zia, che mi sento male …che mi sentivo male, l’ho, anche il

giorno che non sentivo male io mentivo solo per non andare alla scuola per

paura che mi succedeva ancora quello. E il giorno seguente, io da lì mi sentivo

sempre male, la zia mi ha detto …ha detto che non sapeva più cosa fare con me,

che sto male però i medici non riescono a trovare quello che ho. Vogliono farmi

quella analisi però io non voglio farla. E poi non sto così e fino a oggi la

zia non sa di queste cose e io …non volevo dirle niente con tanti problemi che

lei ha già da risolvere. Se ci dico …se le dico ancora quelle cose, se dicevo

il primo giorno sarebbe magari già risolto, però adesso che è tardi che se le

dico, dovrà occuparsi dei miei problemi al posto di occuparsi dei suoi quindi

non volevo dire niente; non perché avevo paura perché …non è che …perché una

cosa che mi è successo ma non ho fatto io. Non è perché magari ho paura che la

zia mi sgridasse o mi picchiasse, che lei non lo farebbe mai. Lei mi ascoltava,

ma è una cosa che è successa a me. Ma io non ho mai avuto il coraggio di

dirglielo." (audizione

2.2.2006

pag. 7)

10.3

In

seguito, sempre durante quell’audizione, l’interrogante ha chiesto alla ragazza

precisazioni in relazione al “tipo che ti mandava dei messaggi”.

La ragazza ha detto che l’uomo le mandava

messaggi del tipo “vieni, ho voglia di stare con te” oppure “cosa

stai facendo mia principessa” oppure ancora “questa sera voglio vederti

tutta per me”.

La ragazza ha detto di non sapere come mai l’uomo

avesse il suo numero:

" I: lui

come ha avuto il tuo numero di telefono, __________?

D: non lo so.

I: non lo sai?

D: no. (frase totalmente incomprensibile)" (audizione 2.2.2006 pag. 16)

Quindi, sempre rispondendo all’interrogante,la

ragazza ha detto che l’uomo le inviò quegli SMS “quando era ancora a casa in

vacanze”.

10.4

L’interrogante ha chiesto

alla ragazza come avesse potuto collegare

l’uomo degli SMS con quello che, poi, la portò nel suo appartamento:

" I: ma

tu come facevi a sapere che era questo …questo tipo? Tu mi hai detto

che sai dove abita …

D: sì. Sapevo che era lui perché un giorno che

stavo uscendo di casa, stavo andando in giro, l’ho trovato lui sotto il suo

palazzo. All’improvviso mi ha detto …prima ha fischiato, poi ha

detto: “hai letto i miei messaggi?”. Io ho

detto, ma quello è matto, non lo conosco

nemmeno di vista e sono andata avanti. Lui ha detto, (incomprensibile)

allora ho pensato allora è lui che manda quei messaggi.

E lì ho scoperto chi era. Che io non sapevo, perché lui era

di questa zona e non sapevo neanche che era in giro. Per questo

che lui, che prima avevo detto (incomprensibile) ho riflettuto perché mi ha

chiesto se avevo letto i suoi messaggi, allora deve essere lui che mi

manda quei messaggi."

(audizione 2.2.2006 pag. 16)

10.5

La

ragazza ha, poi, detto di non avere più il numero di telefono dell’uomo ed

anche di avere cancellato tutti i suoi SMS:

" I: tu

hai ancora il numero di telefono di questa persona che ti continua a

mandare i messaggi?

D: ehm …no.

I: cosa è successo ai messaggi?

D: li ho cancellati.

I: li hai cancellati!

D: oggi ho fatto, li ho fatti leggere a uno dei

poliziotti (incomprensibile) quello che ho mandato a lui (incomprensibile), perché

lui ieri sera mi ha telefonato e poi l’ho scritto che se non vuoi

che ti denuncio lasciami in pace, sto dormendo, non farmi alzare

dal letto solo per chiamare la Polizia." (audizione 2.2.2006 pag.

16.

e 17)

10.6

In

seguito ma sempre durante la stessa audizione, alla ragazza è stato chiesto di

precisare cosa fosse avvenuto con l’uomo degli SMS.

La ragazza ha ribadito che lui la portò in casa

sua, poi le diede l’acqua e tentò di baciarla. Tuttavia, a questo punto, la

ragazza ha aggiunto un particolare, dicendo che lei aveva tentato di scappare

ma non ci era riuscita poiché la porta era chiusa a chiave:

" I: no,

la domanda è cosa è successo, cioè io voglio capire che cosa è successo

con questa persona perché francamente prima, ho capito che ti ha mandato

questi messaggi …

D: e, che mi ha portato anche a casa sua, ..

I: mmh!

D: e poi (incomprensibile), lui mi ha detto, mi

ha dato l’acqua, e …io ero seduta qui e io lì, lui (incomprensibile)

e lui voleva avvicinarsi, e poi voleva darmi un bacio, io ho fatto

così (fa l’atto di ritrarsi), poi io volevo aprire la

porta, sono arrivata lì non c’era la chiave. E ho

domandato la chiave e lui dice è chiuso," (audizione 2.2.2006 pag.

22)

La ragazza ha detto di ricordare “tutto così”:

" e

(incomprensibile) ricordo, tutto così, "(audizione 2.2.2006 pag. 22)

Poi, la ragazza ha aggiunto che l’uomo l’ha

portata sul letto ma ha detto di non sapere se, poi, lui avesse fatto qualcosa:

" e

…lui mi aveva spento la luce, aveva lasciato la luce accesa, e il suo

tapparello non era ben chiuso, si vedeva l’altro palazzo, un’altra casa, non so

se c’era qualcuno fuori che ha visto tutto questo (incomprensibile) e poi ha

portato nel suo letto (frase incomprensibile) e poi, …non so se lui ha

fatto, se ha fatto qualcosa."

(audizione 2.2.2006 pag. 22 e 23, sott. del red)

10.7

Dunque, in questa prima audizione, la ragazza ha detto che, dopo

averle mandato quegli SMS di invito, Bendiri l’avrebbe portata in casa sua dove

avrebbe tentato di fare qualcosa con lei ma che lei, a causa della stanchezza e

del senso di vuoto che la colpirono dopo avere bevuto l’acqua offertale

dall’uomo, non sa né se successe qualcosa né cosa sia eventualmente successo.

seconda

audizione

10.8

Come

visto, la ragazza è stata sentita una seconda volta il 21 luglio 2006.

Anche in relazione all’uomo degli SMS – che venne

identificato come AC 1 – la sua versione è, questa seconda volta, sensibilmente

cambiata.

Avantutto, __________, questa volta, ha detto che

AC 1 l’ invitò a casa sua e che lei accettò l’invito. A questo stadio, la

ragazza ha detto di non ricordare quale fu il pretesto per quell’invito – “ non

mi ricordo veramente cosa voleva e perché voleva che io stessi a casa sua” – ma

di sapere solamente che lei ci andò, vi trovò un gran disordine e che lui le

spiegò che stava facendo trasloco :

" Con

lui …è …ehm …è cominciato che io, non sono stata, che io stavo andando …mi

invitò (incomprensibile) a casa sua. E …non mi ricordo veramente cosa voleva,

cosa mi ha detto e perché voleva che io stessi a casa sua, e poi sono andata a

casa sua, sono salita, …e non ha detto niente (incomprensibile), io sono andata

con lui, e poi siamo entrati a casa sua e era tutto in disordine. Era tutto in

disordine e lui mi dice non preoccuparti che la casa è in disordine e poi mi

dice che stava facendo trasloco e poi.." (audizione 21.7.2006 pag. 14)

La ragazza ha continuato il suo racconto

ripetendo che l’uomo le offrì da bere.

Tuttavia, questa volta, la ragazza non ha più

detto della debolezza di cui aveva parlato nella prima audizione:

" e

poi …mi chiede se volevo bere. Io ho detto no grazie, ma poi lui mi ha dato da

bere io ho detto di no lo stesso ma poi lui di sicuro così mi ha dato e io

bevuto. Ho visto che aveva un letto piccolo, basso, o forse non aveva neanche

un letto, un letto piccolo, e …mi ha dato un’aranciata e ho bevuto. E lui …lì

cominciava a toccarmi, io lo sentivo bene, e mi portò nel suo letto, …" (audizione 21.7.2006 pag. 14)

10.9

Come visto, nella prima audizione la ragazza aveva detto di non

ricordare se AC 1 avesse fatto qualcosa oppure no a causa dello stato di

“debolezza e vuoto” che la bevanda le aveva causato tanto che, prima di

lasciare l’appartamento di AC 1, lei gli aveva chiesto se era successo qualcosa

e l’uomo l’aveva rassicurata dicendole che avevano soltanto parlato.

Nella seconda versione del suo racconto, invece,

la ragazza ha ricordato tutto, anche i particolari:

" D:

sul suo letto …e poi lì ha cominciato a baciarmi. E io …non sai, …uhmm,…anche

se dicevo non voglio che tu mi baci, e così, io sentivo male e mi

faceva schifo i suoi baci e lui andava avanti a baciarmi,

…e poi ha cominciato a togliermi i vestiti, …e nella sua casa

c’era una finestra credo …che era vicino al letto che era per terra,

e non c’era nessuno che vedeva perché era talmente basso, che lui …mi

toglieva i vestiti e faceva …faceva sesso con me. Poi mi toccava nel

seno, mi, mi toccava …

(incomprensibile)

." (audizione 21.7.2006

pag. 15)

Dopo che l’interrogante le disse di “prendersi il

tempo per spiegare”, la ragazza continuò dicendo che l’uomo le fece usare una

frusta nonostante lei stesse male “per questa cosa che stava facendo con me”:

" I: usa

le tue parole, __________, prenditi il tempo per spiegare …

D: per dire quelle cose a me …e poi, lui, mi

…comincia a …farmi a usarmi una frusta …ma io, io stavo male, stavo

molto male anche perché, …stavo male per questa cosa che lui sta

facendo con me e quando quell’uomo ha osato farlo con … "(audizione 21.7.2006 pag.

15)

La ragazza, qui, ha poi parlato di “un altro” ed

ha detto di sapere che “non era la prima persona perché con l’altro io ero

più così”:

" e io

lì avevo anche, avevo, ero più, più il carattere di spingerlo, di dirlo basta,

…perché sapevo che non era la prima persona, perché con l’altro io ero più

così, e con lui io dicevo, lo spingevo anche, ma lui resisteva tanto,

…resisteva tanto …" (audizione

21.7.2006

pag. 15)

Nessuno ha chiesto alla ragazza di chi parlasse.

10.10

La

ragazza ha, poi, raccontato che lei e AC 1 erano entrambi nudi e che lei

cercava di coprirsi ma che lui le diceva di non preoccuparsi:

" io

ero senza vestiti e anche lui …che io l’ho visto nudo, ma io non so tanto come

fa a rimanere nudo così …e io era normale che lo vedessi nudo ma io, non

…cercavo di coprirmi, ma …ma lui diceva di non preoccuparmi" …""(audizione 21.7.2006 pag. 15)

Poi, la ragazza ha detto che l’uomo, prima che

lei andasse a casa, l’aiutò a rivestirsi ed ha detto che lei non riusciva

neanche a camminare:

" e io

dicevo voglio andare a casa, voglio andare a casa e quando sono andata c’era la

chiave nella porta …(incomprensibile) la chiave. E poi lui mi aiuta a vestirmi.

Io mi sono vestita, e non riuscivo neanche a camminare e poi lui mi ha preso e

ha aperto la porta e mi lasciò andare e sono andata a casa. Non riuscivo a

camminare molto bene. Camminavo un po’ con le gambe aperte." …""(audizione 21.7.2006 pag. 15)

10.11

In

seguito, sempre nella stessa audizione, la ragazza, su richiesta

dell’interrogante, ha precisato che salì in casa del AC 1 perché lui – che

stava facendo trasloco - le chiese di aiutarlo:

" I: spiegami

quello che ti ricordi, non farti un problema.

D: lui stava facendo …momento …trasloco

…ehmm…stava portando delle cose nella casa. Io sono passata lì, poi,

…l’ho aiutato …l’ho aiutato perché lui mi parlava così poi mi ha

invitata ad andare su e così lo aiutai a portare

…a andare su e poi quando siamo arrivati a casa sua e anche sono …

successe quelle cose.

I: mmh! Lui stava, mi hai detto, portando su

dei mobili?

D: sì, stava traslocando.

I: stava traslocando perché era appena

arrivato lì di casa o …?

D: no, era uscito dalla casa che non so dove era

e stava andando ad abitare in quella.

I: e questo come fai a saperlo?

D: perché lui me l’ha detto.

I: te l’ha raccontato lui.

D: sì.

I: ho capito.

D: e poi mi ha detto che stava traslocando e mi

ha anche detto che la casa era in disordine e poi un’altra volta che

mi ha chiamato …un giorno mi ha chiamato e mi ha detto, mi dice: “vieni

a casa mia, adesso ho già finito di

traslocare, adesso è tutto in ordine, vieni

a vedere come è bello”. È stato lui a dirmi queste cose.

I: e questa era la prima volta che ti ha

incontrato?

D: mmh! (annuisce col capo)

I: prima non l’avevi mai visto in giro questo

uomo?

D: no.

I: e se ho ben capito, in base a quello che mi

hai raccontato prima, è stata la prima volta ed è stata anche la

volta in cui hai subito quel che hai raccontato.

D: sì.

I: okay. Quindi se ho ben capito, ancora: ti

riformulo un po’ quello che ho capito per vedere se ho capito giusto, eh. Tu

vedi fuori di casa questa persona che sta traslocando e hai voluto dargli

una mano a portar su i mobili, o te l’ha chiesto lui, ti

ricordi se te l’ha chiesto lui?

D: no. Non ho visto che poi ho voluto aiutarlo.

Io non ho visto che stava traslocando. Io sono scesa giù dal mio palazzo per

andare da un’altra parte. E poi è lì io ho visto che lui trasportava i

suoi mobili e lui quando mi chiamò mi

parlò e mi disse che stava cambiando casa. Non perché ho visto e volevo

aiutarlo." (audizione

21.7.2006

pag. 20 e 21)

Questa contestualizzazione, questo inserire

l’andare nell’appartamento di AC 1 poiché lui, che stava traslocando, le aveva

chiesto di aiutarlo, non può non sorprendere un ascoltatore anche soltanto un

poco vigile.

Non può non sorprendere e non può non essere

vista che come un ennesimo cambiamento di versione poiché poco prima – nella

stessa audizione - la ragazza aveva detto di non sapere, di non ricordare il

motivo per cui era salita nell’appartamento di AC 1:

" non

mi ricordo veramente cosa voleva e perché voleva che io stessi a casa sua"

(audizione 21.7.2006 pag.

14)

10.12

Va,

poi, qui notato che, in questa seconda audizione, la ragazza disse che quando AC

1.

l’invitò a salire in casa sua dove abusò di lei nel modo descritto, lei non

lo aveva mai visto prima.

" D: e

poi mi ha detto che stava traslocando e mi ha anche detto che la casa

era in disordine e poi un’altra volta che mi ha chiamato …un giorno mi

ha chiamato e mi ha detto, mi dice: “vieni a casa mia,

adesso ho già finito di traslocare, adesso è tutto in ordine, vieni

a vedere come è bello”. È stato lui a dirmi queste cose.

I: e questa era la prima volta che ti ha

incontrato?

D: mmh! (annuisce col capo)

I: prima non l’avevi mai visto in giro questo

uomo?

D: no.

I: e se ho ben capito, in base a quello che mi

hai raccontato prima, è stata la prima volta ed è stata anche la

volta in cui hai subito quel che hai raccontato.

D: sì" (audizione 21.7.2006 pag. 21)

Invece, nella prima audizione, la ragazza aveva

detto che AC 1 aveva iniziato a mandarle degli SMS, che poi lei lo incontrò in

cortile dove lui le rivolse la parola chiedendole se aveva ricevuto i messaggi

così lei capì che quell’uomo era quello degli SMS e che la violenza avvenne

dopo quell’incontro.

10.13

Nuovamente

interrogata (sempre nel corso della seconda audizione) su come mai fosse andata

in casa dell’uomo, la ragazza non ha più fatto menzione dell’aiuto nel trasloco

(di cui aveva, peraltro, detto poco prima) ma ha detto che l’uomo fu gentile

con lei e l’invitò a bere qualcosa. Arrivati nell’appartamento, lui chiuse la

porta a chiave ma lei non se ne preoccupò perché lo faceva sempre anche lei a

casa sua:

" D: lui

mi chiede se volevo bere qualcosa. Io ho detto no grazie. E lui, no,

dai almeno a bere qualcosa, così …e così e allora siamo andati su,

poi lì …lui ha …lui non è stato aggressivo giù nell’ascensore,

niente, gentile. Siamo andati, mi ha portato all’ascensore gentilmente e

poi siamo arrivati, quando …aprì la sua porta e l’ha chiusa a chiave sono

rimasta dentro e poi …quando l’ho visto chiudere a chiave non ho detto

niente, perché è una cosa che faccio sempre anche a casa mia, chiudiamo sempre;

magari anche lui lo fa. Non mi sono neanche fatta pensiero, ho lasciato

perdere perché ho visto che chiudeva e basta." (audizione 21.7.2006 pag. 20 e 21)

Poi – sempre in questa nuova versione del

racconto della ragazza – lui le offrì da bere.

In questo frangente, la ragazza non ha più

parlato di un effetto strano della bevanda.

Anzi, qui dice che lei rifiutò di bere.

" E

poi è lì che lui mi chiese se volevo da bere, ho detto di no e poi." (audizione 21.7.2006 pag. 22)

Nel racconto della ragazza, l’uomo poi spense la

luce, la portò sul suo letto e poi la spogliò. Cominciò a baciarla “forte”, “perché

la sua lingua entrava nella mia bocca”, come se la “stesse soffocando”.

Poi, la baciò introducendo la lingua nella sua bocca e la morse sul seno. Poi,

dopo essersi spogliato, “abusò di lei”:

" …ha

anche spento la luce. Ehmm …mi ha portato nel suo letto e comincia a

togliermi i vestiti e poi (incomprensibile)

I: sì, adesso qui è chiaro, devo farmi

spiegare un po’ bene, no. Allora tu mi hai detto che ha cominciato a baciarti,

eccetera. Com’è che ti baciava, ti ricordi?

D: mmh?

I: mi puoi spiegare?

D: con la bocca, mi baciava con la sua bocca

sulla bocca e poi anche qua e qua (porta la mano sinistra al collo),

forte, mi baciava forte.

I: forte cosa intendi dire? Perché sai, se no

è un po’ difficile capirsi.

D: come per dire …perché la sua lingua entrava

nella mia bocca. Come se …fosse una persona che conosceva e non ha più visto da

tanto e visto che l’ha ritrovato, e così, lo baciava …mi baciava come

se mi stesse (incomprensibile)

I: come mi stesse, scusa?

D: come mi stesse soffocando.

I: ah, soffocando!

D: lui mi baciava forte, ..però il bacio mi

faceva male, ecco, la bocca …poi anche …poi mi ha anche messo la sua

bocca nel mio seno …mi ha anche morso. E poi …scese giù, quando era

sopra di me, si tolse i vestiti, che era anche nudo,

(incomprensibile) ha usato ..ha abusato di

me a fare sesso con me. Che io non riesco tanto a dire

le cose così (incomprensibile)." (audizione 21.7.2006 pag. 22)

Quindi, la ragazza ha aggiunto che AC 1 la

costringeva a toccare il suo pene:

" I: so,

__________, mi rendo conto che è difficile, neh. Ti ho anche spiegato

già la volta scorsa, te l’ho anche spiegato anche questa mattina, è importante

per me di sapere questi dettagli. So che è difficile

parlarne ma è molto importante. Proprio per capire bene come

sono andate le cose, capisci? Cosa è successo esattamente, neh.

D: e poi un’altra cosa, lui mi costringeva che

io toccassi il suo coso.

I: in che modo ti costringeva?

D: mi prendeva la mia mano forte, mi prendeva e

mi diceva: “tocca, tocca!”, poi quando io facevo così (ritira il

braccio verso il proprio corpo) alla fine è riuscito a fare che io

lo toccassi." (audizione

21.7.2006

pag. 22)

10.14

Di

fronte a questa profusione di particolari, non può – per una corretta lettura

delle dichiarazioni della ragazza – essere dimenticato che, nel corso della sua

prima audizione, __________ aveva detto di non ricordare assolutamente nulla di

quel che era avvenuto a casa di AC 1.

E non può non essere rilevato che la storia

raccontata il 21 luglio 2006 in relazione a AC 1 è una storia che non ha quasi

più alcun punto comune con quella raccontata il 2 febbraio precedente.

10.15

Sempre

il 21 luglio 2006, la ragazza ha continuato il suo racconto dicendo che AC 1

l’aiutò a rivestirsi e poi la lasciò “andare tranquilla”:

" I: e

tu mi hai raccontato prima che lui ti ha aiutata a vestirti, …

D: sì.

I: ma come è che ..come mai?

D: mi ha rimesso la maglietta, i pantaloni mi ha

…e poi ha aperto la porta e mi lasciò andare, tranquilla e io sono

andata a casa, …detto niente." (audizione 21.7.2006 pag. 23)

11.

racconto

della ragazza in relazione ad altri abusi attribuiti a AC 1

11.1

Per la

prima volta nell’ audizione del 21 luglio 2006, la ragazza ha raccontato che,

dopo averla violentata, AC 1 continuò ad abusare di lei nel senso che la

costrinse a più riprese a compiere con lui altri atti sessuali:

" I: ho

capito. Ecco, tu, sempre nel tuo racconto di prima mi hai raccontato di

alcuni altri avvenimenti che ci sono stati con questo AC 1.

D: sì.

I: tu sai dirmi, quanti sono stati dopo questo

primo …avvenimento che mi hai raccontato dell’appartamento, intendo

dire, quando ti chiedo quanti sono stati, non intendo dire due, tre quattro,

ma intendo dire sono state dieci, sono state venti,

in quel senso lì, capisci? Un ordine di grandezza per capirci.

D: io sono stata anche tante volte

…(incomprensibile) tante volte anche a spogliarmi giù in cantina.

I: ecco, ma quando dici tante volte, cosa

…cosa intendi?

D: intendo che …che cinque o sei volte così che

lui ha tentato di …abusarsi di me.

I: che ti ha messo un po’ le mani addosso,

insomma?

D: sì." (audizione 21.7.2006 pag. 23)

All’interrogante che le chiedeva di precisare

cosa fosse capitato in cantina, la ragazza ha detto che lui, dopo averle levato

la maglietta, la baciava tanto forte da farle male dicendole che lei gli era

mancata ed invitandola a tornare a casa sua:

" D: cioè

che …siamo andati giù in cantina …e lui mi ha messo per terra i vestiti, la

maglietta, non mi ha tolto i pantaloni, ha levato la maglietta, il

reggiseno, mi baciava forte che mi faceva male, mi baciava,

lui mi diceva mi sei mancata, vieni che ti aspetto a casa mia,

(incomprensibile) poi io dicevo quando gli rispondevo di no, …dicevo,

non potevo scegliere di no, dicevo di no lui mi stringeva ancora

più forte. Poi io sì va bene, (incomprensibile) a casa tua, poi

(incomprensibile) io dicevo che avevo la mamma e il papà a casa.

Detto no, perché il papà ha tolto la chiave e la mamma è (incomprensibile). E

lui mi diceva non ci credo, non ci credo che lui ti ha fatto questo.

(incomprensibile) no, no, no, non è questo che non è che non voglio venire."

(audizione 21.7.2006 pag. 24)

11.2

La ragazza

ha anche raccontato che lei pensava che, “dopo quel giorno”, lui l’avrebbe

lasciata in pace. E invece no. Ogni volta che lui la vedeva, lui la prendeva,

la baciava dappertutto e le diceva di seguirlo in cantina. Inoltre, in una

circostanza, dopo la violenza carnale, AC 1 salì nell’appartamento di lei e lì

lui la baciò e la toccò dappertutto:

" però

io pensavo che da quel giorno lui mi avrebbe lasciata in pace,… a volte, io so

che sempre, quando uscivo di casa, lui lo vedevo e io quando lo vedevo scappavo

e lui guardava sempre nel mio palazzo, mi vedeva, mi prendeva, mi baciava, mi

diceva andiamo giù in cantina, perché c’è la scala che si scende giù, e io

dicevo no, no, no, devo andare a casa mia e quello saliva con l’ascensore, andò

con me a casa mia, e poi ho aperto la porta, ero da sola, lui mi baciava anche

lì, mi toccava tutta.. e zia, solo citofono, mi domandò se sono da sola, ho

detto si, e poi lui mi ha detto vieni a casa mia, io ho detto di no, mi ha

detto vieni, perché se tu non vieni, io ti prenderà ancora, allora, così, e io

ho detto va bene, verrò a casa tua e poi lui se ne è andato e mia zia stava

venendo, io sono andata in cucine e piangevo, e quando è arrivata zia mi sono

pulita subito e poi ho detto, no no, perché ero qui da sola e cercavo una cosa

e poi lui lì se ne è andato" (trascrizione audizione 21.7.2006 pag. 15)

11.3

Poi, sempre

nella sua seconda audizione, la ragazza ha raccontato di essere andata una

seconda volta nell’appartamento di AC 1.

Pur se il suo racconto non brilla – come sempre –

per chiarezza, sembrerebbe tuttavia che, questa seconda volta, si sia trattato

di una visita spontanea poiché la ragazza voleva vedere come AC 1 aveva

sistemato l’appartamento.

Raccontando di questa seconda visita

nell’appartamento di AC 1, la ragazza ha dapprima detto che quella volta non

era successo niente.

Poi, poco dopo, ha, invece, detto che AC 1 abusò

di lei – “mi ha ancora toccato” - anche in quell’occasione:

" I: tu

sei poi ancora andata a casa sua?

D: (annuisce leggermente col capo)

I: sì?

D: sì.

I: ed è successo qualcosa di particolare?

D: ehmm …no …non è successo niente. Sono andata

perché voglio …gli ho detto che quando aveva finito di mettere tutto

nella casa, io …io volevo vedere adesso come era la casa, …quando sono andata

a casa sua e …non perché lui mi ha portato, è stato lui a portarmi,

no …perché tante volte che io l’ho preso in giro mentendo che non

posso, non posso, allora lui l’altra volta mi chiama, mi dice, mi stai

prendendo in giro e quando mi ha detto questo io ho detto: “no, non

ti sto prendendo in giro, vengo, vengo” e non ho fatto altro che andare a

casa sua. Ho detto, e cosa, sono venuta e poi lui mi ha detto: “ti

aspettavo”. E poi …poi (incomprensibile)

I: e poi, scusa?

D: ha abusato di me.

I: ha abusato di te?

D: sì, mi ha ancora toccato …

I: questa seconda volta che sei salita?

D: sì. Ha abusato ancora di me perché quel

giorno …lui doveva andare a __________ … a __________ perché

(incomprensibile) sport, mi ha detto, …mi ha detto vieni in fretta

perché io devo …perché lui fa quel sport per avere muscoli …

I: sport per avere muscoli?

D: sì. Sai quelli che fanno per avere i muscoli

così, (porta la mano destra alla spalla sinistra), che lui a casa sua mi ha

fatto vedere la sua rivista che ci sono tanti uomini con muscoli grandi;

lui mi ha detto io faccio sport così, per

diventare così. Quel giorno lì lui non è

andato a fare questo sport perché mi ha detto che mi aspettava. Ma

ogni volta che a volte lui era in ritardo, mi diceva che era perché

era colpa mia perché io non andavo a casa sua. Io prima di

partire che lui andasse a questo sport che mi ha detto che è a Mendrisio,

mi diceva fai in fretta perché devo andare, devo andare. Ma io sempre …"

(trascrizione audizione

21.7.2006

pag. 24 e 25)

11.4

Quindi,

alla ragazza è stato chiesto di spiegare bene che cosa fosse avvenuto quella

seconda volta nell’appartamento di AC 1.

La ragazza rispose che lì, lui tentò di toglierle

i vestiti, nonostante lei non volesse. Poi l’abbracciò e la baciò come “se

fosse la sua fidanzata” dicendole che lei gli era mancata. Lui continuò a

toccarla dappertutto. Finirono sul letto. Lui riuscì a toglierle la maglietta

ma poi la lasciò andare:

I: ecco, ehmm …una cosa che, al Procuratore e

agli avvocati non è chiara, è cosa è esattamente successo la seconda

volta che sei salita in casa di questo AC 1. Quindi quando lui ti aveva

detto, correggimi se sbaglio, che l’appartamento era in

ordine, che era bello di andare a vederlo.

D: mmh! mh!

I: ecco, cosa è successo in quella

circostanza?

D: lì ha tentato di togliermi i vestiti. E

…anche se io gli dico …lo fermavo, così, …dicevo che no, lui mi

abbracciava, come se io fossi la sua fidanzata, mi abbracciava, mi

baciava, mi diceva mi sei mancata, e …poi, mi metteva le mani da

ogni parte. E …e poi siamo finiti nel suo letto,

però, lui, quella volta, non mi ha fatto tanto male come la prima volta; ma

però mi ha toccato tutta, mi ha messo nel suo letto, mi baciava e mi ha

tolto la maglietta (incomprensibile) e poi mi ha lasciato andare." (audizione 21.7.2006 pag.

41)

Quella volta, fra i due non vi fu un rapporto

sessuale:

" I: quindi

quel giorno, se ho ben capito, lui ti ha tolto la maglietta, ti ha baciata, ti

ha toccata, c’è stato anche un rapporto sessuale?

D: no.

I: no, quindi solo la prima volta c’è stato.

D: (annuisce col

capo).” (audizione 21.7.2006 pag. 41)

11.5

La

ragazza ha raccontato che queste cose sono successe “tante volte” per poi dire

che si è trattato di 5 o 6 volte:

" I: Tu

sai dirmi , quanti sono stati, dopo questo primo .. avvenimento che mi

hai raccontato dell’appartamento, intendo dire, quando ti chiedo quanti sono

stati, non intendo dire 2, 3,4 ma intendo dire sono

state 10, sono state 20, in quel senso lì, capisci?

D: io sono stata anche tante volte ..

(incomprensibile) tante volte anche a spogliarmi giù in cantina

I: ecco …

D: intendo che .. che 5 o 6 volte così che lui

ha tentato di … abusarsi di me” ” (trascrizione audizione 21.7.2006 pag. 23)

11.6

La

ragazza ha, poi, detto di essersi sentita obbligata a fare quelle cose con AC 1

poiché lui minacciava la sua famiglia:

" I: ad

un certo punto del racconto che mi hai fatto prima, mi hai detto che

durante uno di questi incontri, …lui ti ha detto: ”vieni se no ti prendo ancora”.

D: sì.

I: giusto?

D: sì.

I: vieni se no ti prendo ancora. Ecco, tu ti

ricordi un po’ come ti ha detto questa cosa? Tu cosa hai sentito in

quel momento?

D: paura.

I: paura?

D: sì, mi sentivo come se fossi costretta a

farlo.

I: come se fossi costretta a farlo?

D: sì. Delle sue minacce io (incomprensibile) mi

sentivo come se io dovevo prender su gli ordini e come se io non lo

faccio lui …lui mi minaccia, minaccia la mia famiglia.

I: minaccia la tua famiglia cosa vuol dire?

D: che lui ogni tanto mi diceva anche che …se no

va a casa mia, che lui sarebbe capace di prendere i miei cugini, mia zia, sai

…minaccia come se mi sta ricattando ...come, non so come dire. Sai

lui mi dice se tu non vieni io faccio quello a tua cugina.

I: ho capito.

D: e io avevo (incomprensibile) prima io non

lasciavo però perdere la mia famiglia mi sentivo costretta di fare ciò

che voleva lui. Anche se a volte io andavo a casa sua pensavo che

lui mi prendesse che io andavo lui mi dicesse __________

a domani tu vieni io

dovevo andare. Che lui mi aveva chiamato mille volte per

gridarmi, dicendo che “tu mi stai prendendo in giro”, “adesso basta”, “adesso

non ce la faccio più”. E io (incomprensibile) queste cose." (audizione 21.7.2006 pag. 25 e 26)

Anche qui, non può non essere passato sotto

silenzio il fatto che di questi altri atti cui AC 1 l’avrebbe costretta, la

ragazza non aveva detto nulla nell’audizione precedente in cui si era limitata

a raccontare di una visita a casa dell’uomo di cui lei non aveva memoria a

causa della famigerata bevanda che le avrebbe provocato l’altrettanto

famigerato stato di obnubilazione.

12.

audizione

in aula

12.1

Anche in relazione a AC 1, nel corso della sua audizione in aula, la

ragazza ha offerto una nuova versione dei fatti, ancora totalmente diversa

dalle prime.

La ragazza ha ribadito di avere conosciuto AC 1 quando

questi stava traslocando affermando di non ricordare bene quando ciò fosse

avvenuto, ma soltanto che era caldo e che lei andava a scuola (trascrizione pag.

41).

Tuttavia, nemmeno su questo particolare la sua

versione può dirsi costante, poiché, per la prima volta, la ragazza ha detto

che, nella stessa occasione, lei conobbe __________ che era lì con lui e che

pure lo aiutava a portare i mobili nell’appartamento.

In quell’occasione – secondo il nuovo racconto

della ragazza – lei salì nell’appartamento di AC 1, aiutandolo a portare su

qualcosa.

Ma nell’appartamento non successe nulla se non

una normale pacifica conversazione dopo di che lei se ne andò tranquillamente

lasciando il AC 1 che “continuava a traslocare”.

Va ricordato qui che, invece, nel racconto del 21

luglio 2006, AC 1 la violentò proprio quando lei salì da lui aiutandolo a

portare su qualcosa.

Secondo l’ultima versione di __________, vi

sarebbe poi stato un nuovo incontro con AC 1, a circa una settimana dal primo:

lei lo vide mentre andava a scuola, lui era in macchina con un amico, lui la

salutò e lei rispose al saluto.

Dopo circa un’altra settimana, lei lo incontrò

sotto casa. Lì lui cominciò a farle dei complimenti e, poi, visto che c’era

intorno gente, la portò giù in cantina. Lì lui le tolse la maglietta ma, poi,

sentendo che veniva qualcuno, si nascose e lei ne approfittò per scappare:

" D: lui

ha preso me e …e mi ha detto "come sei carina oggi". Ho detto "grazie",

però ho detto "perché sei qui e lui mi ha detto "perché voglio

parlare con te". E io ho detto "no, perché adesso devo andare"

e così e lui ha visto che c'era gente, intorno c'erano gente, e poi mi ha

portata giù in cantina.

I: sì, ti ha portata in cantina. In quale

cantina ti ha portata?

D: del mio palazzo.

I: del tuo palazzo.

D: in cantina, però non giù dove avevamo dentro

le nostre cose, e siamo arrivati lì e lui voleva …

I: ma lì dove?

D: giù lì, in cantina!

I: in cantina? Ma mi hai detto non nella

cantina dove abbiamo le nostre cose.

D: ma è una cantina, però nella cantina ci sono

tanti posti.

I: d'accordo!

D: allora dico, non dentro dove ci sono le

nostre cose ma dentro una cantina fuori.

I: dove tutti potevano venire?

D: sì.

I: ecco, ti ha portata lì e lì cosa è

successo?

D: ha cominciato a togliermi la maglietta e io

dicevo "guarda lasciami stare" e poi c'era anche gente che ha

sentito e lui si è nascosto.

I: chi ha sentito?

D: qualcuno che prendeva l'ascensore. E scendeva

giù, perché c'è anche la scala che si può scendere, e …e io poi sono

andata via." (trascrizione

pag. 45 e 46)

Sempre secondo il nuovo racconto della ragazza,

lei rivide AC 1 circa 2/3 settimane dopo l’episodio della cantina.

Se lo trovò davanti alla fermata del bus. Lei non

gli diede retta e andò da un’amica. Quando scese, se lo ritrovò davanti. Lei

cercò di entrare in casa ma lui la seguì e salì con lei:

" D: l'ho

ritrovato sotto casa mia. Quando l'ho ritrovato lui continuava a seguirmi.

E …e poi quando ha visto, lui ha visto che stavo andando via ha parcheggiato

e io ho chiamato l'ascensore, lui è venuto

subito ed è salito in ascensore insieme a me.

I: cioè, allora, lui ha visto che tu prendevi

l'ascensore, ha parcheggiato, ed è venuto e ha preso l'ascensore con te?

D: sì.

I: e cosa ti ha detto?

D: è salito con me. Io, …io ho detto che non

volevo più vederlo non sono contenta di ciò che mi aveva fatto

l'altro giorno, e lui mi ha detto "cosa ti ho fatto", "quale

altro giorno" io non ti ho fatto niente" e poi

ha aperto la porta di casa, io ero anche da sola e dentro in casa, lui, io ho

detto che c'era la mia zia dentro, di lasciarmi stare in pace, ho detto

"c'è mia zia", ma lui ha visto, ha notato che ero da sola.

I: come ha fatto a vedere che eri da sola?

D: perché ha suonato il citofono e ho risposto,

quando ho aperto la porta, io ho suonato, ho risposto ed era mia

zia, ha domandato se ero sola a casa e ha detto di sì. Ho detto mia

zia sta salendo e lei che ha domandato sono da sola a casa.

Che voleva sapere se sono a casa o no.

I: perché la tua …perché lui è entrato con te

nell'appartamento?

D: sì.

I: e quando lui era con te nell'appartamento è

suonato il citofono?

D: sì.

I: ed era la zia?

D: sì. Mi ha domandato se ero da sola a casa e

io ho detto di sì.

I: e perché hai detto di sì alla zia?

D: perché se io dicevo che non ero da sola avevo

paura che lui mi facesse del male, e anche perché non volevo dire

alla zia.

I: ma tu avevi paura di lui?

D: sì.

I: però non l'hai detto alla zia.

D: no. Alla zia non ho mai detto niente.

I: ecco, ma neanche lì quando era al citofono

hai detto che eri da sola.

D: sì.

I: ma la zia stava salendo o no?

D: no.

I: non saliva?

D: no. Ha solo detto se ero da sola, perché ha detto

che arrivo, ma voleva solo sapere se era tutto bene, se ero a casa e

poi mi ha detto che fra dieci minuti o così sono a casa, però io ho detto a

lui "mia zia sta salendo", ma lui non ascoltò,

continuò era nella porta, mi toglieva la maglietta,

I: come eravamo nella porta?

D: una porta, una porta aperta della casa.

I: siete entrati?

D: sì, era dentro.

I: era dentro. E dopo cosa faceva?

D: era vicino al citofono.

I: sì, vicino al citofono. E la zia aveva

appena chiamato, aveva appena suonato?

D: sì.

I: e lui? Tu hai detto che eri sola e lui?

D: e lui era contento che ero da sola.

I: era contento?

D: e sì. E se dicevo che ero insieme a lui

(incomprensibile) io ho detto no, sono da sola e (incomprensibile, parla a

voce bassa)

I: e dopo cosa ti ha fatto?

D: dopo lui, io avevo già pensato che dopo lui

andava via, io dicendo a lui che mia zia arriva, però lui continuava.

I: continuava a fare cosa?

D: mi ha tolto la maglietta, mi baciava e mi

toccava il seno, così, e poi mi ha detto "ti aspetto a casa

mia e se non vieni io farò del male a tua famiglia".

I: ti ha detto così?

D: sì. Mi ha minacciato.

I: e dopo?

D: e dopo io dovevo fare quello che ha detto.

I: come?

D: dovevo fare quello che lui ha detto. Lui ha

detto "se tu non vieni io faccio del male alla tua famiglia"

e dopo lui è sceso le scale e poi se n'è andato. E io mi sono

(incomprensibile) e dopo è arrivata zia, mi ha visto un

po' così, però detto "no, no, ero in camera", sai o

inventato una scusa, ero in camera che facevo quello e poi sono

rimasta …zia è andata a cena e io sono andata in camera mia

e ho pensato ciò che lui mi ha detto. Non fare del male alla mia

famiglia.

I: da quando non avete capito (parla con gli

altri interlocutori in alta sala). Le minacce. Devi parlare a voce

più alta d'accordo? Allora, siamo nell'appartamento, hai detto che lui,

vicino al citofono ti ha tolto la maglietta, e ti toccava il

seno e poi cosa faceva?

D: mi toccava il seno, mi baciava e …mi toccava

(porta le mani al petto).

I: ti baciava?

D: sì, però (incomprensibile)

I: cosa?

D: bèh, non era una cosa piacevole

(incomprensibile)

I: ti faceva schifo?

D: sì.

I: perché?

D: perché era una cosa orrorrosa.

I: era una cosa?

D: era un orrore.

I: era un orrore.

D: è una cosa, quando non voglio io, se non mi

piace, non mi piace.

I: e già!

D: e io non volevo!

I: ho capito. E poi cosa ti ha detto?

D: e mi ha detto "ti aspetto a casa mia e

se non vieni faccio del male alla tua famiglia".

I: ecco. Ma ti ha detto cosa avrebbe fatto

alla tua famiglia?

D: no.

I: ti ha detto solo così?

D: solo quello. E lui dice solo quello e io

posso immaginarmi altre cose. Facendo del male, può anche …non so. Sapevo

anche che zia, andando a lavorare poteva aspettare di mattina, come ai miei cugini.

I miei cugini …nessuno della mia famiglia sapeva della storia. E solo io ero

quella che sapeva e lo tenevo dentro di me. Dovevo fargli qualcosa,

parlargli o così e io non volevo.

I: perché non volevi?

D: primo perché io …ho sempre tenuto le mie cose

dentro di me." (trascrizione

pag. 49- 53)

Così, in questa nuova storia, la ragazza ha

raccontato che, circa due giorni dopo quell’incontro, lei trovò AC 1 sotto

casa. L’uomo le disse “andiamo a casa mia”. Lei, sacrificandosi per il bene

della famiglia, lo seguì fin nel suo appartamento dove lui la violentò:

" D: no.

Da lì non è passato tanto tempo perché …avevo già anche quella paura che se io

aspetto ancora…

I: ecco, allora quanto tempo è passato?

D: ehmm …un giorno o due. Forse due giorni sono

passati.

I: ah! Dopo due giorni cosa è successo?

D: che l'ho trovato sotto il suo palazzo e lui

mi ha detto "andiamo a casa mia" e siamo andati a casa

sua.

I: ed era quasi sera?

D: sì.

I: e tu andavi a scuola?

D: sì.

I: che classe facevi?

D: che classe facevo? Mah, …non mi ricordo.

I: andavi alle elementari o alle medie?

D: mmh …stavo finendo forse la …la quinta.

I: stavi finendo la quinta elementare?

D: sì.

I: ed era sera. Era caldo?

D: lì non mi ricordo.

(…)

I: e tu sei uscita?

D: sì.

I: perché sei uscita?

D: sono uscita perché volevo …perché io non

sapevo cosa c'era come compito e volevo chiedere a una compagna.

I: volevi chiedere a una tua compagna che

compito dovevi fare …

D: perché io non c'ero quel giorno lì.

I: ho capito. E quindi arrivi in strada e lo

incontri e ti ha detto cosa lui?

D: "andiamo a casa mia".

I: andiamo a casa mia.

D: e io lì …era ancora giorno e io sapevo che

dovevo andare per forza …

I: tu sapevi che dovevi andare per forza?

D: sì. Da ciò che lui mi aveva detto a me. O

vado io o lui fa del male alla mia famiglia.

I: te l'ha ripetuto lì?

D: no, io dicevo! Lui come quello che mi ha

detto quel giorno …

I: tu ti sei ricordata quello che ti aveva

detto e allora hai detto vado, devo andare.

D: o vado o lui … e io ho scelto di andare.

I: tu hai scelto di andare.

D: sì.

I: e come siete saliti?

D: lui era contento perché sapeva della minaccia

che mi aveva fatto e sapeva che ad ogni costo quello che voleva dovevo

fare e rideva anche.

I: rideva?

D: sì. Io no per niente!

I: ho capito. E dopo cosa è successo?

D: è successo che …io sono arrivata lì, lui

sembrava contento, e a tal punto mi faceva vedere delle riviste di

…alcuni uomini, riviste che sono piene di alcuni uomini.

I: cioè lui era contento. Siete arrivati

nell'appartamento, ecco, lui era contento, hai detto?

D: lui era contento che ero lì.

I: te l'ha detto?

D: sì.

I: cosa ti ha detto?

D: mi ha detto "sono contento che tu sei

qui", anche …e mi ha detto "pensavo che non avresti accettato".

I: pensavo che non avresti accettato…

D: a ciò che aveva detto quel giorno.

I: e tu cosa hai risposto?

D: io ho detto "no, pensavo che tu dovessi

aspettare che venivo perché se l'unica volta che mi hai visto mi hai detto

che facevi del male alla mia famiglia se non vengo e io, come persona, preferisco

sacrificarmi e tu lasciare stare la mia famiglia".

I: e lui?

D: e lui mi ha detto "ah, vedo che ragioni

bene". Mi ha detto così.

I: ti ha detto così?

D: sì." (trascrizione pag. 54 - 59)

Poi, sempre secondo l’ultima versione data da __________

AC 1 le ordinò di spogliarsi. Lei rifiutò. Allora lui disse “faccio io”. Chiuse

la porta a chiave, spense la luce, abbassò le tapparelle. La mise sul letto e

poi la spogliò:

" I: e

dopo?

D: e dopo mi ha detto "spogliati".

I: ti ha detto spogliati?

D: sì, però io non volevo. E allora ha detto

"allora faccio io". Ha chiuso la porta a chiave e ha spento la

luce.

I: ha spento la luce?

D: sì. Ha spento la luce. Il fatto che ha spento

la luce io c'avevo sempre (incomprensibile, parla a voce bassa)

(…)

D: e c'è là una finestra che guarda un altro

palazzo, una finestra così che guarda un altro palazzo e lui ha tirato

giù.

I: ha tirato giù cosa?

D: la finestra, nel senso che ha chiuso.

I: ha chiuso la finestra, ha chiuso le

tapparelle?

D: sì.

I: e dopo?

D: e dopo aveva un piccolo letto, non so neanche

se è un letto, un materassino, perché non aveva finito di mettere

in ordine le cose che cambiavano.

I: non aveva ancora finito di mettere a posto.

D: c'era ancora in giro un casino. E …e poi mi

ha messo lì in quel letto, mi ha tolto i pantaloni, mi ha tolto la

maglietta e tutto e ha avuto un rapporto con me …

I: ti ha tolto che cosa?

D: la maglietta.

I: la maglietta e…

D: e i panta …e la gonna che arrivava

fino lì (indica metà stinco)…

I: ah, sì, la gonna che arrivava fino lì, sì …" (trascrizione pag. 54- 59)

Va sottolineato che la ragazza qui è incorsa in

una contraddizione interna al nuovo racconto. In effetti, pur avendo detto poco

prima, che quella sera lei indossava una gonna (trascrizione pag. 54 in fine),

quando si è trattato di dire che cosa AC 1 le tolse, lei ha parlato di

pantaloni.

Tuttavia, a seguito delle domande della

Presidente , si è subito corretta:

" I: la

maglietta e…

D: e i panta …e la gonna che arrivava

fino lì (indica metà stinco)…

I: ah, sì, la gonna che arrivava fino lì, sì …" (trascrizione pag. 54- 59)

Comunque, la ragazza ha continuato il suo

racconto dicendo che AC 1, sul letto, cominciò a succhiarle i seni e poi la penetrò:

" D: e

…e dopo…ha avuto un rapporto con me e poi ha detto che per non

seguirmi più …

I: aspetta! Ha avuto un rapporto con te:

spiegami che cosa ha fatto.

D: ha messo la sua bocca sul mio seno … (quasi

incomprensibile, parla a voce bassa)

I: cosa?

D: ha messo la sua bocca nel mio seno.

I: ha messo la sua bocca sul tuo seno. E cosa

faceva?

D: mah, non so, come …ehmm …ha…non so spiegare.

Ha messo la sua bocca nel mio seno come fanno i bambini con la mamma.

(…)

D: mi faceva male, tra l'altro.

I: ti faceva male. Ahe!

D: e poi mi ha ..ha avuto un rapporto con me.

I: spiegami. Allora mi hai detto, mi ha tolto

i vestiti, poi mi ha messo la sua bocca sul mio seno, ha fatto come i

bambini con la mamma, e poi? Cosa vuol dire ha avuto un rapporto con me?

D: ha …(fa un grande respiro) entra dentro di

me, (pone entrambe le mani sul ventre) come posso spiegare, viene sopra

di me.

I: ha messo il suo pene dentro di te?

D: sì. (incomprensibile, parla a voce bassa)" (trascrizione pag. 54 - 59)

Quindi, __________ ha continuato dicendo che AC 1

voleva che lei gli toccasse il pene ma lei rifiutò (trascrizione pag. 59 e 60).

Va ricordato a questo proposito che, invece,

nell’audizione del 21 luglio 2006, la ragazza aveva detto che “alla fine è

riuscito a fare che io lo toccassi” (trascrizione pag. 22).

A questo proposito, va anche rilevato che, nel

suo nuovo racconto, la ragazza non ha più fatto menzione di una frusta (si

ricorda che __________ nella sua seconda audizione, aveva invece detto che AC 1

le fece usare una frusta).

Interrogata dalla Presidente verso la fine della

sua audizione, la ragazza, mostrando sorpresa, ha detto di non avere mai

nemmeno avuto in mano un simile oggetto:

" I: Senti

__________, qualcuno ti ha mai pic.., ha mai usato una frusta con te?

D: frusta, cos'è la frusta?

I: non sai cos'è la frusta?

D: cos'è?

I: come si dica in portoghese io non lo so. La

frusta, una cosa per picchiare?

D: ah, un bastone?

I: non un bastone, un bastone molle. Come se

io prendo con un filo, (agita il braccio destro su e giù) una cosa così

che ti picchio?

D: no, nessuno mi ha mai picchiato.

I: nessuno ti ha mai picchiato con la frusta?

tu hai mai avuto in mano una frusta?

D: mai.

I: mai?

D: cosa mi serve a me la frusta?

I: mai, non ti ricordi?

D: no.

I: eh?

D: avrei picchiato.

I: no, ti chiedo se l'hai mai avuta in mano?

D: ah, no.

I: no.

D: cosa serve a me la frusta?

I: ah, e qualcuno ti ha chiesto di tenerla in

mano?

D: una frusta?

I: una frusta.

D: no.

I: no, nessuno mai.

D: mmh.

I: ho capito. altro? (rivolta agli

interlocutori in altra sala). Frusta si dice scicote. Hai capito cos'è'?

D: ah, il scicote. Chi è che ha tradotto?

I: una signora.

D: ah!

I: no, non hai mai avuto in mano?

D: il scicote no." (trascrizione pag. 101)

Inoltre, non può essere dimenticato che, in

questa nuova versione, è sparita completamente la bevanda che provocava oblio,

confusione e stanchezza.

Questo, tanto per dire che, in questa nuova

versione dei fatti, sono cambiati, non soltanto il contesto, i modi e la

consecutio temporum, ma anche i gesti fatti e/o subiti.

Tornando al racconto fatto in aula, dopo che AC 1

le fece quanto descritto, lei si rivestì da sola e dovette andarsene quasi di

corsa perché l’uomo aveva fretta di andare in palestra.

Nei racconti precedenti, invece, l’uomo aveva

dovuto aiutarla a rivestirsi perché lei non era in grado di farlo da sola.

Sempre secondo il nuovo racconto, dopo

quell’episodio __________ non salì più nell’appartamento di AC 1 e lei non lo

vide più da solo.

Lo rivide soltanto una volta che lui era in compagnia

di un’altra ragazza.

Inoltre, lo sorprese alcune altre volte mentre la

spiava dal suo appartamento e da lì le urlava dei complimenti (“ma che bel

corpo che hai”,…) oppure cercava di spaventarla facendole delle boccacce, dei

gestacci, urlando come un animale oppure ancora mostrandole dei pezzi di carne

(trascrizione pag. 62 -63).

Sempre secondo il nuovo racconto della ragazza,

soltanto dopo che tutto questo accadde AC 1 cominciò a darle fastidio con il

telefono.

Va, a questo proposito, rilevato che, invece,

nelle sue precedenti versioni, le molestie e gli inviti telefonici (chiamate o

SMS) la ragazza li ha situati all’inizio: nei primi racconti, gli SMS le

arrivavano quando lei ancora non aveva mai visto AC 1 e furono i suoi primi

approcci.

Comunque, tornando alla versione data in aula, la

ragazza ha detto che – dopo tutto quel che già era successo (abusi in cantina,

in casa di lei e in casa di lui) – l’uomo cominciò a chiamarla:

" D: mi

ha cominciato a chiamare dopo che sono stata da lui.

I: dopo che sei stata da lui quando? La prima

volta a portare su il legno o …?

D: no, quando ho avuto il rapporto.

I: ah, dopo che hai avuto il rapporto con lui

ha cominciato a chiamarti! Non prima?

D: (scuote il capo).

I: rispondi

D: no.

I: rispondi a voce alta.

D: no!

I: allora, lui ha cominciato a chiamarti dopo

aver avuto un rapporto con te, nell'appartamento, eh?

D: mmh! (annuisce col capo)

I: prima non ti aveva mai chiamato.

D: no." (trascrizione pag. 64 e 65)

__________ ha detto che AC 1 la chiamava

dicendole di volerla rivedere e che le mandava dei messaggi in cui la chiamava

“amore”, le diceva che lei gli mancava e che voleva rivederla:

" D: ehmm

…lui mi chiamava dicendo che mi voleva rivedermi. E …poi non sapevo che

fosse lui ed era un numero che non conoscevo. Ho risposto

"pronto" e lui fa "sono io, vorrei rivederti". E

io ho spento il telefono. E lui mi mandava i messaggi.

I: che messaggi ti mandava?

D: mi scriveva "amore" …

I: amore, ti scriveva?

D: sì e altre cose banali.

I: e spiegami che cose banali.

D: amore, voglio rivederti, mi manchi e queste

cose qui.

I: ti scriveva amore e, dopo aver avuto

rapporto con te, ti scriveva amore voglio rivederti, mi manchi."

(trascrizione pag. 66 e 67)

Così – e stiamo sempre riferendo dell’ultima

versione data dalla ragazza – lei, seccata, si decise a richiamarlo per dirgli

di lasciarla in pace.

Si era – ha detto – a qualche giorno prima del

suo colloquio con il direttore della __________:

" D: sì,

scriveva queste cose. E che, …e che io visto che mi stancavo se lui

scriveva queste cose, una sera io l'ho chiamato e gli ho detto lasciami

in pace. E così se non mi lascia in pace …

I: parla a voce alta.

D: io l'ho chiamato…

I: ti ricordi quando era?

D: quando l'ho chiamato …sì, mi ricordo, …era la

sera …era un giorno che dopo, passati due giorni sono andata a parlare …

I: ah, tu l'hai chiamato allora …

D: dicendolo …

I: due giorni prima che tu parlassi con il

direttore. Quindi eravamo alla fine di gennaio.

D: mah.

I: sì, va bene! Te lo dico io, eravamo lì.

Quindi tu l'hai chiamato per la prima volta …prima non l'avevi mai

chiamato?

D: mmh ….non lo so.

I: non lo sai. Non ti ricordi. Tu come facevi

ad avere il suo numero?

D: c'era sul mio telefono. Una volta che lui

chiama io ce l'ho.

I: ah, ho capito. Allora due giorni prima di

andare a parlare col tuo direttore, tu l'hai chiamato per dirgli di

lasciarti stare.

D: sì. Ho detto di lasciarmi stare perché se no

avrei parlato.

I: ecco. E dopo? Non avevi più paura che lui

facesse male alla tua famiglia?

D: sì, e quello ho continuata ad averla, perché

se lui mi dice che se vado a casa lui mi lascia in pace e però

continua a chiamare, continua a fare queste cose, la paura l'avevo

ancora. Ho finito di averla il giorno in cui ho

parlato e mi sono assicurata che lui non aveva

più fatto niente.

I: allora lui l'hai chiamato per dirgli di

lasciarti in pace e lui cosa ti ha risposto?

D: lui mi ha detto "adesso sono un uomo

sposato, e non chiamarmi più". Mi ha detto così. Io lo chiamo

per dirgli così e lui mi risponde ormai sono un uomo sposato.

I: non chiamarmi più?

D: sì.

I: prima l'avevi mai chiamato?

D: sì, ma …non mi ricordo! Magari. Ma lui ha

risposto così.

I: ma tu l'avevi chiamato prima, oppure no?

D: si, …boh, non mi ricordo.

I: non ti ricordi?

D: no.

I: ma tu avevi paura di lui?

D: sì. Per quello l'ho detto (incomprensibile,

parla a voce bassa)

I: ecco! Ma non ti ricordi se l'hai chiamato

prima?

D: no.

I: pensi di averlo fatto?

D: no, penso di no.

I: pensi, eh?

D: no, penso di no." (trascrizione pag. 66

e 67)

In seguito, la ragazza ha precisato di essere

stata in cantina con AC 1 una sola volta (trascrizione pag. 70)

12.2

E’

evidente come sia superfluo tentare di rilevare le contraddizioni fra il

racconto fatto dalla ragazza in aula e le sue versioni precedenti, poiché il

racconto di quel che sarebbe successo con AC 1 è totalmente cambiato.

Cambiati sono i tempi.

Cambiati sono gli approcci.

Cambiati sono i metodi.

Cambiati sono i personaggi e il loro inserimento

nella vicenda .

Cambiati sono soprattutto i rapporti temporali

fra i diversi pretesi abusi.

Cambiato è quel che lui le fece e quel che lui

pretese.

Alcune cose sono sparite totalmente dalla scena.

Sparita, ad esempio, è la bevanda che, nel suo

primo racconto, non le fece ricordare nulla. Sparita è la frusta.

Sono rimaste soltanto piccole cose.

Rimasta è la visita di lui nell’appartamento di

lei (anche se situata in epoca completamente diversa rispetto alla seconda

audizione) con la zia che suona al citofono mentre lui la tocca dappertutto e

lei che dice, incomprensibilmente, alla zia di essere sola.

Sono rimaste le urla di AC 1 e la carne usata per

spaventarla.

Queste sono, praticamente, le uniche cose che si

ritrovano nelle diverse e successive versioni.

Di questi elementi costanti non può non essere

sottolineata la pochezza e, nemmeno, l’inverosimiglianza.

13.

racconto

della ragazza su AC 1 e __________ che la guardano dalla finestra

13.1

La

ragazza, durante la sua seconda audizione, ha raccontato che AC 1 la guardava

continuamente dal suo appartamento:

" Poi

le altre volte vengo a scoprire che mi spiava quando mi vestivo. E da lì ho

deciso di cambiarmi in camera della zia; zia non capiva il perché. Tutti i

giorni mi cambiavo lì. E io ero sempre zitta, non dicevo niente, perché poi…

anche perché questa, questa cosa là del cambiare a casa mia, zia non so se già

la sa …" (trascrizione

audizione 21.7.2006 pag. 16)

" I: Tu

mi hai detto che sei venuta a scoprire che il AC 1 ti spiava mentre ti

cambiavi in camera.

D: si

I: in che senso sei venuta a saperlo?

D: perché durante le telefonate mi diceva: “hai

un bel corpo” e diceva ..ehm, che bel seno che hai e a me sembrava

strano che mi vedeva il corpo; beh a parte che mi aveva già visto quando ero

con lui, e poi io ho detto ma mi dici come mi

stai guardando e lui ha detto, ma, dalla

finestra. Io ho guardato e ho visto lì. E poi da lì (incomprensibile)

che mi spiava" (trascrizione

audizione 21.7.2006 pag. 28)

La ragazza ha, poi, detto che, non soltanto AC 1,

ma anche un suo amico – che lei conosce come __________ - la spiava dalle

finestre dell’appartamento di AC 1.

Ma non solo. La ragazza ha raccontato di un

episodio in cui __________ si sarebbe fatto vedere nudo dicendole di guardarlo

e chiedendole a gran voce di mostrargli i seni:

" D: mi

ricordo perché,… perché anche lui mi spiava dalla finestra, anche il __________.

E … e poi ho scoperto che anche (incomprensibile) sono amici, perché mi

sembrava strano che anche lui mi guardava dalla finestra, che alle volte …

quello che mi ricordo (incomprensibile) io che mi ricordo che ero in

camera mia ed era lì alla sua finestra ed era lì, si è spogliato e si

è alzato nudo e mi ha detto guardami e poi mi dice “fammi vedere il tuo seno”.

E io sono andata in camera della zia.

I: mmh. Ma questo __________ tu lo conoscevi

già prima?

D: __________ … ehm , io è la prima volta che

l’avevo visto è quando sono andata a Carnevale, Carnevale dell’anno

scorso, io sono … ehm io l’ho trovato lì insieme a sua moglie. Ho visto che

erano tutti e due lì e poi … e, lui, il __________

guardava a me e ovunque io vada, quando vado lì

lo trovo e mi guarda, poi anche AC 1

..omissis..

D: si. (incomprensibile) amici. E anche lui …

però __________ non mi ha fatto niente. Non che lui ci stava quasi perché

diceva anche lui strane cose, mi chiamava dalla finestra, diceva sei bella

e così" (trascrizione

audizione 21.7.2006 pag. 27)

13.2

In aula, la ragazza ha modificato la sua versione.

Parlando di quel __________, si è limitata a dire

che lui le faceva dei gesti “come per dire vieni” e, alla domanda della

Presidente che le chiedeva se quel __________ non avesse fatto altro, la

ragazza ha più volte risposto negativamente:

" I: e

cosa faceva quando l'hai visto? Cosa stava facendo __________?

D: non lo so. Era lì sulla finestra con lui. Non

so cosa faceva. Lui, il AC 1, cucinava perché usciva il fumo …

I: ecco, e __________?

D: e __________ …era lì e …e …

I: se non ti ricordi, mi dici che non ti

ricordi, neh

D: no, però non so come dire.

I: perché?

D: era lì lui. Perché il AC 1 era sulla

finestra, l'altro cucinava e __________ era sull'altra e io ho visto

che __________, lui …come si dice …mi faceva gli occhi, mi faceva dei

gesti, mi urlava …

I: parla a voce alta

D: mi faceva dei gesti, mi guardava e poi …mi

faceva così (alza la mano sinistra facendo il gesto di avvicinare)

I: che gesti ti faceva?

D: mi faceva così (ripete il gesto con la mano

sinistra) come per dire "vieni!".

I: ti faceva così come per dire

"vieni".

D: sì, e io ho chiuso la porta e tutto, ho

chiuso tutto e poi da quel giorno che quasi (incomprensibile) e tutte

queste cose e da quel giorno ho deciso di cambiarmi in camera di zia, nel

senso di vestirmi e di tutte queste cose.

I: ho capito, ho capito. (…) E altre cose di __________

non hai visto?

D: no." (trascrizione pag. 73)

13.3

Non

può, qui, non essere rilevata l’inverosimiglianza del racconto su quel __________

che si sarebbe denudato urlando inviti alla ragazza.

E che quel racconto fosse un’invenzione, è, poi,

ancora dimostrato dal fatto che, in aula, la ragazza, nonostante sia stata

sollecitata (anche se non esplicitamente), non lo ha più ricordato: una scena

del genere – se realmente accaduta – è una scena di quelle che non si possono

dimenticare.

14.

rapporto

cronologico fra gli abusi nei racconti della ragazza

14.1

Nel

corso del colloquio con il direttore della __________ e i due ispettori di

polizia, __________ aveva detto che il __________ abusò di lei “l’estate

scorsa” (rapporto informativo 2.2.2006 pag. 2 all. 1 al rapporto d’inchiesta).

Nell’ audizione che fece immediatamente seguito

al citato colloquio, __________ ha ancora situato la violenza nell’estate

precedente, dunque nel corso dell’estate 2005:

" I: …

questa prima cosa che è capitata …mi sai indicare quando è successo,

più o meno? Non ti chiedo il giorno…

D: l’estate scorsa.

I: L’estate scorsa! C’è qualcosa che ti aiuta

magari a situare un po’ meglio … l’estate scorsa? Sei andata in

vacanza da qualche parte l’estate scorsa?

D: No, ero …ero giù nel mio palazzo …ero a casa

che stavo lavorando. Era un sabato. Poi quando ho visto che stavo lavorando

e la zia (incomprensibile) io ho approfittato a uscire … perché

poi sa che io mi piace stare fuori. Sono uscita fuori, sono scesa

giù e ho detto allora approfitto un attimo andare a chiedere quale

(incomprensibile) e io nell’estate vado sempre dappertutto nelle

case, solo per divertimento … Sono, ho detto, vado a chiedere

film e poi da lì che è successo, quel signore e proprio quel sabato, quando

sono tornata a casa che … non ho potuto neanche lavorare, che … stavo

lavorando … non ho proprio, non era vero perché non stavo bene" (trascrizione audizione 2.2.2006 pag.

7.

e 8)

14.2

In

relazione a AC 1, nel colloquio del 2 febbraio 2006 avuto con il direttore

della __________ e i due ispettori, la ragazza situò la violenza più o meno a

fine novembre 2005:

" La

violenza sarebbe avvenuta un paio di mesi or sono in un appartamento …" (rapporto informativo 2.2.2006 pag.

3.

all. 1 al rapporto d’inchiesta).

Nell’audizione immediatamente successiva, la

ragazza sembra avere invece situato la violenza subita ad opera di AC 1 verso

la fine dell’estate:

" I: ecco,

lui ti ha mandato questi messaggi e questo è capitato più o meno

quando, me lo sai indicare?

D: Tardi (incomprensibile) estate

I: Verso la fine dell’estate!

D: si

I: Avevi già ricominciato la scuola o eri

ancora a casa in vacanza?

D: ero ancora a casa in vacanza…”(trascrizione audizione 2.2.2006 pag.

16)

" I: Si.

Ecco, questo fatto, con questo tipo dei messaggi, è capitato verso

la fine dell’estate, mi hai detto.

D: si" (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 23)

14.3

Nella

seconda audizione (quella di luglio 2006), interrogata, la ragazza ha precisato

che, prima, vi fu l’episodio con AC 2 e, poi, quelli con AC 1:

" I: non

ti piace? Beata te! Io invece vado matto per il caffè dopo la sera arrivo con

tu-tuc, tu-tuc (fa segno con le mani delle pulsazioni della

carotide). Era giusto per cercare di capire quando è

successo, quando sono successi questi fatti. Nella prima audizione

mi hai detto che sono successi durante la scorsa estate.

D: sì.

I: prima, quello con, colui che abbiamo

definito il __________ e poi con il AC 1. Tu confermi questa cosa?

D: sì." (audizione 21.7.2006 pag. 33)

14.4

La

ragazza ha, poi, dichiarato che la degenza all’ospedale avvenne dopo l’episodio

con AC 2.

" I: adesso

c’è un’altra cosa che io vorrei capire. Tu nella prima audizione mi hai

detto che a seguito delle …di queste perdite di sangue dopo la situazione

vissuta col __________, eri andata dal medico,

rispettivamente all’ospedale, ti ricordi?

D: sì mi ricordo, sono stata con zia.

I: ecco. Quindi, tu sei sicura che

all’ospedale sei andata dopo che è successo con il __________ quello

che tu hai raccontato.

D: no. Io …ecco è come ieri, mi è successo ieri

e poi oggi io mi sveglio, sento male e debole, poi lì zia chiama

l’assistente, la Croce Rossa e loro me portato all’ospedale, che

poi volevano farmi controllo ginecologico ma io

non ho voluto; ho detto no, non ho mai avuto

rapporti e anche se non mi credevano, non mi credono, poi a me hanno detto va

bene, però ho dovuto dormire lì una notte, se ben ricordo.

I: e questo è capitato dopo?

D: sì. " (audizione 21.7.2006 pag. 33)

A questo punto, l’interrogante le contestò che

risultava dalla cartella clinica che il ricovero __________ aveva avuto luogo

all’inizio di marzo 2005.

Ciò nonostante, la ragazza ha ribadito che quel

ricovero avvenne dopo l’episodio con il __________. Così, la ragazza ha

dichiarato di non essere più sicura che la cosa con AC 2 fosse avvenuta in

estate:

I: perché, ti spiego, è un problema

semplicemente di date. Perché noi abbiamo ricostruito in base alla

documentazione medica, sai che quando vai dal medico lui scrive, no, si

presenta al primo di gennaio eccetera, eccetera, che

praticamente tu sei stata all’ospedale

tra il 7 e l’8 marzo dell’anno scorso, quindi prima dell’estate. Allora le

possibilità sono due: o ti confondi e all’ospedale ci sei andata prima e

i fatti sono capitati dopo, effettivamente in estate, oppure ti

confondi sui fatti che sono capitati in estate e invece sono capitati

prima del mese di marzo. È per quello che

vorrei capire, capisci?

D: (annuisce col capo ma guarda l’interrogante)

I: cioè a dire la verità questa domanda non

l’ho capita neanche io. Quindi a te la risposta!

D: non l’ho capita neanche io.

I: esatto!

D: non ho capito cosa intendete dire.

I: allora, noi sappiamo che, facciamo così,

tra in marzo tu sei andata all’Ospedale __________.

D: sì.

I:

tu l’altra volta mi hai detto che prima è

capitato quello che mi hai raccontato, con il __________

e poi sei andata all’ospedale. Allora il problema è semplicemente questo: dal

racconto che tu mi hai detto, i fatti sono capitati in estate, durante la

scorsa estate. Allora io non riesco a capire se i fatti sono successi veramente

in estate e quindi siamo dopo il mese di marzo, e quindi tu all’ospedale ci sei

andata prima, oppure se ti confondi e dici i fatti sono capitati, che so io,

gennaio o febbraio e all’ospedale ci sei andata effettivamente dopo e quindi in

marzo.

D: adesso ho capito. Non mi ricordo …

I: ti ricordi o non ti ricordi?

D: ma adesso mi …facendo questi riassunti non

sono sicura che è successo in estate.

I: non sei sicura che è successo in estate?

D: sì. Perché mi ricordo di quando sono andata

all’ospedale …

I: tu ti ricordi che sei andata all’ospedale

dopo comunque che è successo con il __________.

D: sì." (audizione 21.7.2006 pag. 33 e 34)

Poi, la ragazza ha ancora una volta dichiarato

che la cosa con il AC 2 era avvenuta prima del ricovero in ospedale,

precisando che tra l’una e l’altro poteva essere passata una settimana:

"

I: bene, almeno abbiamo risolto il problema

perché l’altra volta ci siamo convinti di una cosa, però qui è un altro fatto

oggettivo. Noi lo sappiamo perché è scritto nero su bianco che tu al 7 di marzo

sei stata ricoverata all’ospedale e che all’8 ti hanno lasciata andare. E

quindi possiamo situare nel tempo, come si suol dire, quello che è il discorso.

Se tu sei sicura che è successo prima allora ti sei confusa sull’estate.

Giusto?

D: (annuisce col capo).

I: che già l’altra volta, ti ricordi, io ti avevo chiesto quand’è

e tu mi avevi detto non sono sicura, non mi ricordo bene, eccetera.

D: sì.

I: e, un’ultima domanda in merito a questo: tu mi hai detto

prima, è come se fosse oggi poi domani mi sveglio che non sto bene, eccetera, e

allora vado all’ospedale. Sei andata all’ospedale il giorno dopo che è successo

o alcuni giorni dopo?

D: mmmh …alcuni giorni.

I: alcuni giorni?

D: sì.

I: quanti saranno stati, più o meno? Anche questo, scopo della

domanda, __________, è dire, se tu sei andata all’ospedale il 7 e sei rimasta

fino all’8 di marzo e alcuni giorni dopo sei andata all’ospedale, possiamo

riuscire a situare nel tempo quando si è verificato questo avvenimento con il __________.

Capisci perché ti chiedo se ti ricordi più o meno quanti giorni dopo sei andata

all’ospedale. Cioè, nel senso, quindici giorni dopo, un mese dopo, due o tre

giorni, neh, ti chiedo un po’ questo se riesci a ricordarti.

D: mmmh ….ho, non è che era tanto, forse circa

un settimana, o così.

I: circa una settimana?

D: sì." (audizione 21.7.2006 pag. 34; lo ha ancora ribadito

con sicurezza in seguito, cfr trascrizione 21.7.2006 pag. 40)

14.5

La ragazza ha, poi, ancora precisato che la cosa con AC 1 successe

dopo il ricovero in ospedale, quindi dopo l’episodio con il __________:

" I: okay.

Mentre con il AC 1 è successo dopo che sei andata all’ospedale.

D: sì." (audizione 21.7.2006 pag. 34)

14.6

Durante

l’audizione del 21 luglio 2006, la ragazza ha detto che, quando AC 1 l’attirò

nell’appartamento per violentarla, lei vide un grande disordine e lui le spiegò

che stava facendo trasloco:

" siamo

entrati a casa sua e era tutto in disordine. Era tutto in disordine e lui mi

dice non preoccuparti che la casa è in disordine e poi mi dice che stava

facendo trasloco…"

(trascrizione audizione 21.7.2006.)

In seguito, durante la stessa audizione, la

ragazza ha modificato le sua versione. Tuttavia, ha mantenuto nel trasloco di AC

1.

il collocamento temporale della violenza:

" D: lui

stava facendo …momento … trasloco… ehm… stava portando delle cose nella

casa. Io sono passata lì, poi … l’ho aiutato … l’ho aiutato perché lui

mi parlava così poi mi ha invitato ad andare su e così lo

aiutai a portare … a andare su e poi quando siamo arrivati a casa sua e

anche sono … successe quelle cose

I: mmh! Lui stava, mi hai detto, portando su

dei mobili?

D: si, stava traslocando.

I: stava traslocando perché era appena

arrivato lì di casa o…?

D: no, era uscito dalla casa che non so dov’era

e stava andando ad abitare in quella.

I: e questo come fai a saperlo?

D: perché lui me l’ha detto.

I: Te l’ha raccontato lui

D: si" (trascrizione audizione 21.7.2006 pag. 20 e 21)

Secondo quanto risulta dagli atti, AC 1 si è

trasferito nell’appartamento di via __________ nell’ottobre 2004 (PS AC 1

12.7.2006

pag. 13).

14.7

In aula, la ragazza ha nuovamente detto che il __________ la

violentò un sabato durante le vacanze d’estate.

Tuttavia, poco dopo, ha nuovamente detto che fu

dopo quel che successe con il __________ che lei dovette andare all’ospedale

(trascrizione pag. 39).

Con riferimento a AC 1, cambiando le precedenti

versioni, in aula, la ragazza ha detto che quando AC 1 la violentò, lei

frequentava la 5. Elementare (la stava finendo) precisando di non sapere se fosse

caldo e che lei stava andando da una compagna per sapere quali compiti

bisognasse fare perché quel giorno lei non era andata a scuola.

Dunque, sembrerebbe che __________ abbia in aula

situato la violenza di AC 1 prima dell’estate 2005.

14.8

Sempre

in aula, la ragazza ha, poi, detto di avere fatto sesso con il AC 1 prima che

lei conoscesse __________, l’amico di AC 1 (trascrizione pag. 72).

Durante l’audizione del 21 luglio 2006, __________

aveva detto di avere conosciuto AC 1 durante un carnevale.

Ora, nella misura in cui le prime rivelazioni

della ragazza si situano ad inizio febbraio 2006, il carnevale cui si riferisce

può essere, al più presto, quello del 2005.

Ora, se la dichiarazione in aula fosse corretta,

l’episodio con AC 1 sarebbe accaduto prima di carnevale 2005.

Tuttavia, nemmeno su questo la ragazza può essere

creduta, poiché, durante la stessa audizione, poco prima, la ragazza aveva

detto di avere conosciuto il __________ lo stesso giorno che conobbe il AC 1:

dunque, evidentemente, non poteva ancora avere fatto sesso con lui.

14.9

Anche

in merito alla collocazione temporale degli abusi denunciati, non possono non

essere rilevati i continui cambiamenti di versione della ragazza.

L’abuso operato dal __________ è stato, infatti,

collocato dalla ragazza, dapprima, nel corso dell’estate 2005. Poi nell’ultima

settimana di febbraio 2005. Poi, ancora, durante delle vacanze estive (non

meglio precisate) ed ancora, però, poco prima del ricovero in ospedale.

L’abuso operato – o gli abusi operati - da AC 1,

invece, sono stati situati, dapprima, a fine novembre 2005, poi verso la fine

dell’estate 2005 (o, meglio, verso la fine delle vacanze scolastiche estive) e,

poi, invece, a ottobre 2004 (con la sua contestualizzazione con l’arrivo di AC

1.

nell’appartamento di via Tell) e, poi, ancora, prima del carnevale 2005 e,

poi, ancora, a primavera 2005 inoltrata (fine della quinta elementare).

Non può, neppure, essere sottaciuto che l’atto di

accusa – che ha scelto, senza che sia possibile comprenderne le ragioni, di

collocare entrambi gli abusi nel corso dell’estate 2005 - non riprende le

dichiarazioni della ragazza relativamente al succedersi nel tempo delle due

violenze poiché ha collocato prima le violenze attribuite a AC 1 e, poi, quella

attribuita a AC 2.

La Corte non può che sottolineare come – nemmeno

su questo punto – le dichiarazioni della ragazza abbiano anche soltanto una

parvenza di costanza e univocità.

Di fronte ad esse non si può che rimanere

perplessi e da esse l’unica conclusione che si può trarre è che da esse nulla

si può concludere.

15.

versione

di AC 2

15.1

L’uomo

è stato interrogato per la prima volta dalla polizia il 12 luglio 2006.

In quell’occasione, dopo essere stato avvertito

che veniva sentito “in qualità d’indiziato in relazione ad un’inchiesta in

corso” ed avere risposto ad una serie di domande sulla sua vita sessuale e ad

una volta a sapere se lui conoscesse persone di colore, AC 2 ha parlato di una

ragazza di colore che gli avrebbe fatto visita – un anno o due prima

dell’interrogatorio, un sabato pomeriggio – nel suo appartamento. Lui le offrì

qualcosa da bere ma poi, una volta saputa l’età della ragazza, l’avrebbe

invitata ad allontanarsi (AC 2, PS 12.7.2006 pag. 7)

Nello stesso verbale, AC 2 ha negato di avere

avuto rapporti di natura sessuale con la ragazza:

" Non

è assolutamente vero che io ho avuto rapporti sessuali con lei. Non è vero che

l’ho costretta a fare sesso. Questa ragazza era giovane, avevo capito che era

minorenne, è stato per quello che le ho chiesto l’età e poi, avendo la conferma

che aveva 15 o 16 anni, magari anche meno, l’ho invitata ad uscire" (AC 2, PS 12.7.2006 pag. 13)

15.2

Nell’interrogatorio

successivo, che ha avuto luogo due giorni dopo il primo, AC 2, dichiarandosi

molto pentito, ha ammesso di avere avuto degli approcci di natura sessuale con

la ragazza di cui aveva parlato.

La ragazza si sarebbe presentata nel suo

appartamento chiedendo di vedere i suoi CD. Poi, dopo una breve conversazione,

la cosa avrebbe preso una via inattesa e imprevista nel senso che vi furono

fra loro degli abbracci e degli sfregamenti. Tuttavia, AC 2 ha precisato che la

cosa fu – oltre che consensuale – brevissima perché lui, non appena resosi

conto di quel che stava facendo, allontanò la ragazza (AC 2, PS 14.7.2006 pag.

2-7)

Nel corso di questa prima ammissione, AC 2 ha

dichiarato di non essere in grado di situare l’episodio in un preciso periodo

dell’anno:

"

L'anno scorso, non ricordo in che periodo dell'anno, ma ricordo

essere stato un sabato o domenica durante il pomeriggio,…" (AC 2, PS 14.7.2006)

Il 17 luglio 2006 AC 2 ha confermato di “non

avere fatto sesso con la ragazza“ intendendo con ciò, evidentemente, di non

averla penetrata.

In quell’occasione, AC 2 ha tuttavia modificato

parzialmente la sua prima versione dei fatti precisando di avere avuto con la

ragazza un incontro poco prima che lei andasse nel suo appartamento. L’incontro

aveva avuto luogo nel cortile dove lui aveva visto questa ragazza che gli

sorrideva e con cui, perciò, “attaccò bottone”. Per il resto, la versione precedente

è stata confermata. (AC 2, PS 17.7.2006 pag. 2 e 3 e 6)

Secondo questa nuova versione dei fatti, da quel

primo incontro passò appena una mezz’oretta che la ragazza suonò al campanello

dell’appartamento dell’uomo:

" Dopo

circa mezz’ora, la ragazza si presentava alla mia porta e poi è successo quello

che ho detto" (AC 2, PS

17.7.2006

pag. 3)

Anche in questo verbale – come in tutti quelli

successivi - AC 2 ha detto di avere smesso non appena recuperata la lucidità

necessaria a comprendere quel che stava facendo:

" Infatti,

mi sono venuti i sensi di colpa, mi sono alzato, l’ho allontanata e le ho

chiesto l’età. Lei mi rispondeva che aveva 14 anni e io le dicevo che quello

che stavamo per fare non andava bene perché lei era troppo giovane. Lei mi

rispondeva che non avrebbe aspettato i 18 anni per fare sesso. Le dicevo di

sistemarsi i vestiti e la invitavo ad uscire, cosa che faceva." (AC 2, PS

17.7.2006

pag. 6)

In seguito, AC 2 ha sempre ribadito che non fu

lui ad invitare la ragazza nel suo appartamento ma che fu lei a presentarsi

spontaneamente. Inoltre, AC 2 ha sempre ripetuto che fra loro non vi fu un

rapporto sessuale completo (AC 2, PS 25.7.2006 pag. 3; pag. 4; cfr , anche,

In aula, AC 2 ha sostanzialmente ribadito la sua

versione dei fatti modificandola leggermente nel senso che ha detto che lui non

baciò la ragazza poiché fu proprio quando le labbra della ragazza sfiorarono le

sue che lui si rese conto di star facendo qualcosa di brutto:

" Per

quanto riguarda il dettaglio di quel che accadde nel suo appartamento con la

ragazza, AC 2 precisa che tra loro vi fu soltanto un abbraccio. Poi, loro due

si sedettero sul letto. Lei, con una leggera spinta sul ventre, lo indusse a

sdraiarsi. Cosa che lui fece. In quel momento lui si tolse i pantaloncini e rimase

nudo. La ragazza gli si mise sopra a cavalcioni e - rimanendo vestita -

cominciò a sfregare i suoi genitali sopra i suoi. Il suo pene cominciò a

diventare duro. E lui, per circa un minuto e mezzo, ebbe una parziale

eccitazione.

Il signor AC 2 dichiara che non le toccò il seno.

Precisa ancora che non la baciò con la lingua.

Precisa ancora che, non appena la ragazza abbassò il viso verso di lui e gli

sfiorò le labbra, lui si rese conto che stava facendo una cosa sbagliata e la

respinse. Le disse di andare via perché non stavano facendo niente di

bello". (verb dib pag.

28)

15.3

Nel

verbale 17.8.2006, AC 2 ha detto che, per lui, la ragazza all’epoca poteva

avere 13/14 anni:

" D. E

al tempo, quanti anni le dava?

R: Non lo so… al tempo, 13 o 14 anni" (PS AC 2 17.8.2006 pag. 8)

In aula, a proposito delle sue valutazioni circa

l’età della ragazza AC 2 ha, più o meno ribadito le sue precedenti

dichiarazioni:

" Il

signor AC 2 dichiara di avere pensato, quando la ragazza gli si presentò

davanti nell'appartamento, che lei poteva avere 14 o 15 anni". (verb dib pag. 27)

16.

versione

di AC 1

16.1

AC 1

ha raccontato che un giorno, mentre stava pulendo il parabrezza della sua Fiat

Uno color amaranto, parcheggiata a una decina di metri dal portone del suo

palazzo, trovò un bigliettino infilato sotto la maniglia della portiera.

Sul biglietto c’era scritto soltanto un numero di

cellulare.

AC 1, durante l’inchiesta pre-dibattimentale, non

ha saputo situare nel tempo l’episodio.

In aula, invece, ha detto che si era, all’incirca,

a qualche settimana prima del Natale 2005.

Incuriosito – e immaginando che fosse una donna (AC

1.

è un tombeur de femmes) – lui inviò un messaggio SMS al numero indicato per

sapere chi fosse la persona che gli aveva lasciato il bigliettino.

Non ricevette nessuna risposta.

Al primo SMS, AC 1 ne fece seguire altri che, per

un po’ rimasero senza risposta.

Passati alcuni giorni, AC 1 cominciò a ricevere

chiamate e SMS .

La maggior parte delle volte dall'altra parte del

filo nessuno parlava e AC 1 sentiva solo respirare.

Altre a rispondere era una voce di donna che si

limitava a poche parole e poi riappendeva.

AC 1 sollecitò a più riprese l'interlocutrice

misteriosa a rivelare la sua identità, ma questa si limitava a dire - perlopiù

via SMS, ma anche a voce - che lo vedeva tutti i giorni, che sapeva tutto

quello che lui faceva e che presto sarebbe arrivato il momento in cui l'avrebbe

conosciuta.

16.2

Passarono

alcuni giorni.

Poi, mentre AC 1 era intento ad armeggiare

attorno alla auto, una ragazza (che AC 1 ha riconosciuto come __________) gli

si avvicinò dicendogli che era lei a mandargli i messaggi.

AC 1, visto che si trattava di una ragazzina, la

esortò subito a trovarsi qualcuno della sua età.

La ragazza gli disse che voleva solo conoscerlo perché

lui le piaceva e lo guardava tutti i giorni dalla finestra.

Gli disse anche che abitava proprio davanti al

suo palazzo e che, se avesse guardato dalla finestra, l'avrebbe potuta vedere

anche lui.

16.3

Sempre

secondo il racconto di AC 1, a partire da quel momento, la ragazza si fece

vedere spesso sul balcone o attraverso la finestra.

A suo dire, la ragazza si mostrava vestita in

modo succinto e provocante ("vestiti stretti, corti, pantaloncini

cortissimi"), a volte anche in reggiseno e, a volte, anche assumendo

atteggiamenti ambigui ("mentre si stendeva sul letto").

In sostanza, a dire di AC 1, la ragazza cercava

in ogni modo di attirare la sua attenzione dimostrandogli, più o meno

esplicitamente, di essere molto attratta da lui.

Ben presto, per lui – che non era interessato

alle ragazzine - quella presenza divenne non soltanto indesiderata ma pure

fastidiosa.

16.4

Trascorsa

circa una settimana dal primo incontro vicino alla Fiat Uno, AC 1, che era in

casa col fratello ed un amico, sentì suonare il citofono.

Scese per vedere chi fosse e, davanti al portone,

trovò __________

In quella circostanza, lui si arrabbiò con la

ragazza e le disse severamente di non permettersi più di disturbarlo.

16.5

Verso

fine 2005, però, AC 1 – che aveva sempre avuto fortuna con le donne – si

innamorò, ricambiato, di una ragazza (quella che fu trovata nascosta

nell'armadio il giorno del suo arresto e che ha, poi, dato alla luce il suo

primogenito).

Nel gennaio 2006 questa ragazza venne a vivere

con lui.

Quando lui usciva con la nuova amica (in

precedenza, AC 1 ne aveva avute altre, una di esse ha pure testimoniato in

aula), capitava che __________ si avvicinasse loro e li guardasse in modo

imbarazzante.

16.6

Un

giorno di gennaio 2006 la ragazza si avvicinò a AC 1 mentre era intento, da

solo, a scaricare la spesa dall'auto.

Fermatasi a pochi passi da lui, la ragazza gli

disse, sorridendo e toccandosi la pancia, che aspettava un bambino da lui.

AC 1 rise, dandole della pazza.

Lei lo minacciò di denunciarlo in polizia. Lui

la mandò a quel paese.

Tuttavia, la ragazza diede a AC 1 il suo nuovo

numero di cellulare.

A dire di AC 1, quella fu l'ultima volta che vide

la ragazza poiché a quell’incontro seguì soltanto, verso fine gennaio, uno

scambio di telefonate e SMS in cui l’uomo cercò di convincere la ragazza a

lasciarlo stare.

Durante una telefonata, AC 1 passò il telefono

all’amica che viveva con lui, sperando che, sentendosi rispondere da una donna,

la ragazza si rassegnasse e lo lasciasse in pace.

16.7

In

aula, AC 1 ha raccontato la stessa versione dei fatti:

" Sono

andato in __________ per gli esami medici a fine luglio 2005. Ci sono rimasto

fino a fine agosto 2005. Al mio rientro non avevo più lavoro. Sono rimasto

disoccupato fino a inizio gennaio 2006. Ho iniziato a lavorare per la __________

dopo l'Epifania 2006. Ricordo di avere trovato infilato sotto la maniglia della

macchina il biglietto con il numero di cellulare nell'inverno 2005. Non ricordo

quando fosse esattamente, era comunque nel periodo in cui io non lavoravo

ancora. Non so essere preciso. Posso dire che era qualche settimana prima di

Natale 2005. Quel biglietto mi ha incuriosito, così ho mandato degli sms per

sapere chi fosse. Il giorno in cui ho trovato il biglietto ho mandato

sicuramente più di un sms. In tutto, prima di ricevere riposta, ne ho mandati

almeno tre. Ho ricevuto risposta più o meno dopo due o tre giorni. Si è

trattato di diversi sms di cui non ricordo con precisione il contenuto. Ricordo

che erano frasi del tipo "ti vedo sempre", "non sono lontana da

te", "mi piaci". Ricordo che poi ho ricevuto delle chiamate in

cui nessuno parlava e io sentivo solo il respiro. Così io richiamavo per

cercare di capire. Qualche giorno dopo, mentre stavo togliendo il ghiaccio dal

parabrezza, sono stato avvicinato da una ragazza che mi ha detto che era lei

che mi mandava gli sms. C'è stato poi un breve colloquio in cui io ho mandato

via la ragazza dicendole che lei era giovane e che doveva cercarsi un ragazzo

della sua età. Ricordo che questo è successo ancora pirma di Natale 2005.

Non ricordo più come le cose sono continuate. Nel

senso che non ricordo più se ho ricevuto altre telefonate. Ricordo comunque che

qualcosa c'è stato, nel senso che ci sono stati degli sms e delle chiamate, ma

non ricordo più se da parte mia o da parte sua. Ricodo però che un giorno - si

era sempre prima di Natale 2005 - è suonato il mio citofono. Ha suonato due o

tre volte, ho chiesto chi fosse, ma nessuno rispondeva. Così sono sceso per

vedere (per esempio il postino non sale mai). Sul portone ho trovato la

ragazza. La prima cosa che le ho detto è che lei non doveva permettersi mai di

venire lì. Allora lei mi ha chiesto perché io ero così cattivo e se lei non mi

piaceva e se io avessi un'altra ragazza. Io le ho risposto che quelle non erano

cose che dovevano interessarla, di andare via e di non tornare più, che

altrimenti avrei avvertito i suoi parenti.

In seguito, per un po' di tempo non ho più visto

la ragazza.

Poi, ed eravamo già dopo le feste, perché c'era

già la mia attuale compagna che è arrivata a __________ ad inizio gennaio 2006,

sicuramente dopo Capodanno, ho nuovamente visto la ragazza. Io avevo

parcheggiato e stavo togliendo le borse della spesa dal baule. La ragazza è

venuta vicino a me e, ridendo e toccandosi la pancia, mi ha detto che era

incinta di me. Ricordo che aveva un'aria sfottente. Io le ho risposto che lei

era fuori di testa. Subito dopo la ragazza se n'è andata.

Ricordo che in seguito vedevo la ragazza

dappertutto. La vedevo ogni volta che ero in giro con la mia compagna. Ricordo

di averla incontrata anche al __________.

Io ero preoccupato perché avevo paura che la

ragazza dicesse qualcosa alla mia compagna per dispetto. Così io ho raccontato

alla mia ragazza che c'era questa tizia che continuava a farmi degli scherzi.

Gliel'ho detto perché la mia ragazza era spesso a casa e poteva darsi che

rispondeva al telefono e così lei sapeva di cosa si trattava.

Io ho voluto chiamare la ragazza al telefono per

dirle di lasciarmi stare. Allora l'ho fatto chiamando il nuovo numero di

cellulare che lei mi aveva dato. Non ricordo bene quando la ragazza mi ha dato

questo nuovo numero. Di sicuro, gliel'ho chiesto dopo che è arrivata la mia compagna.

Così ho telefonato alla ragazza. Non ricordo di

preciso quando fosse. Durante la telefonata le ho detto ancora una volta di

lasciarmi stare altrimenti avrei avvisato i suoi genitori. Ricordo che la

ragazza non ha risposto nulla, semplicemente si è messa a ridere.

Non ricordo più cosa è successo poi.

Ricordo che la storia si è più o meno conclusa la

volta in cui io ho passato il telefono alla mia ragazza e la mia ragazza le ha

detto di lasciarmi stare che io ero un uomo sposato.

Ricordo che la mia ragazza le ha detto anche

qualche parolaccia in italiano. Erano le uniche parole che sapeva in italiano.

Per il resto la mia ragazza ha parlato in francese.

Da lì -. non ricordo se ci furono altre chiamate

o sms - comunque da lì non ho più sentito nulla della ragazza fino al giorno

del mio arresto. Non l'ho nemmeno più vista in giro." (verb dib pag. 10 e 11)

" A

domanda dell'avv. __________ rispondo che ricordo bene che nel mese di gennaio

2006.

io vedevo la ragazza dappertutto. Per me era una cosa insopportabile. Mi

faceva gli occhi dolci, guardava la mia ragazza. Io cercavo in ogni modo di

evitarla." (verb dib pag.

11)

17.

elementi

oggettivi relativi agli abusi attribuiti a AC 1

17.1

I soli

elementi oggettivi relativi ai rapporti fra AC 1 e la ragazza sono i contatti

telefonici intercorsi fra loro e che sono registrati nei tabulati retroattivi

.

In questi si legge che, fra il 27 ottobre e il

24.

novembre 2005 vi fu, fra i due, uno scambio di SMS e telefonate.

Vi si legge, inoltre, che il 13 gennaio 2006

AC 1 chiamò la ragazza e la telefonata durò 46 secondi.

Vi si legge, infine, che il 1 febbraio, ci

fu un ulteriore scambio fra i due.

Iniziò la ragazza con due chiamate alle ore 12.40

(una di 2 secondi e l’altra di 4). Poi ce ne fu un’altra, sempre della ragazza,

alle 21.51 che durò 4 secondi.

Alle 22.11, AC 1 chiamò la ragazza e la

telefonata durò 73 secondi.

Alle 22.38 la ragazza gli inviò un SMS.

AC 1 gliene inviò un altro alle 22.41.

Infine, la ragazza, fra le 22.55 e le 7.54 del

mattino dopo, inviò all’uomo 3 SMS.

Pur non ricordando nel dettaglio questi approcci

telefonici, AC 1 ha ammesso che vi furono.

Coerentemente con il suo dire, egli ha sostenuto

che i contatti telefonici del periodo ottobre/novembre 2005 sono i primi di cui

lui ha detto, cioè sono quei contati finalizzati a conoscere la misteriosa

donna che gli aveva lasciato il bigliettino infilato nella maniglia della

macchina.

I successivi, invece, sono - sempre secondo il AC

1.

- i contatti di quando lui cercava di convincere la ragazzina a lasciarlo in

pace.

Anche se sono rimaste alcune zone d’ombra nella

versione di AC 1 (in particolare, non è chiaro perché egli si sia fatto dare

dalla ragazza il numero del suo nuovo cellulare), le sue dichiarazioni in

relazione ai loro contatti telefonici sono apparse più verosimili e più

credibili di quelle date dalla ragazza.

Da un lato, perché l’intensità e i tempi dei

contatti accertati dai tabulati sono congruenti con il racconto di AC 1:

contatti intensi nel periodo fine ottobre/fine novembre corrispondenti ai

“contatti con la donna misteriosa”, assenza di contatti sino a metà gennaio, un

contatto il 13 gennaio compatibile con la telefonata che AC 1 dice di avere

fatto dopo l’incontro in cui __________ gli disse di aspettare un bambino da

lui, assenza di contatti fino al 1. febbraio giorno in cui vi fu una serie di

SMS (iniziata peraltro dalla ragazza) ed alcune telefonate, serie perfettamente

compatibile con la versione di AC 1 di una ragazza che lo cerca e di lui che

cerca di convincerla a lasciarlo in pace (va detto che, in quest’ultimo giorno,

la ragazza fece tre chiamate a AC 1 e gli inviò 4 SMS mentre l’uomo si limitò a

farle una chiamata – quella in cui le passò l’amica - e ad inviarle un SMS).

D’altro lato, la versione di AC 1 appare più

verosimile dell’altra perché le sue dichiarazioni sono avvalorate da quelle

rese dalla stessa __________ che, raccontando degli ultimi contatti avuti col AC

1, ha riferito di averlo chiamato più volte. Se è vero che lei ha detto che

voleva essere gentile con lui, voleva convincerlo a lasciarla in pace e

chiedergli che parlasse con la zia, è anche e soprattutto vero che la versione

di __________ non è credibile perché non è congruente con l’immagine di una

ragazzina violentata, più volte costretta ad altri atti sessuali e terrorizzata

dal suo violentatore. Perché, infatti, questa ragazzina avrebbe dovuto aver

voglia di chiamare insistentemente il suo violentatore? Perché voler essere

gentile con lui? E perché volere che parlasse con la zia visto che lei alla zia

non aveva rivelato nulla?

Nemmeno è congruente con l’immagine di una

ragazzina terrorizzata che cerca di sfuggire al suo violentatore, il fatto che __________

abbia inviato a AC 1, fra le 22.55 del 1 febbraio 2006 e le 7.54 del mattino

dopo, ben tre SMS.

Questo a maggior ragione se si pensa che lei

stessa ha dichiarato che, in precedenza, durante quella stessa sera, una donna

al telefono le aveva detto di non più telefonare e di lasciare in pace AC 1 che

è un uomo sposato e che non voleva più parlare con lei.

Visto che il suo preteso scopo – quello di fare

in modo che AC 1 la lasciasse in pace – era già stato raggiunto, perché inviare

ancora ben tre SMS, a tarda sera e al mattino presto?

Che AC 1, invece, si sentisse importunato e

esortasse __________ a lasciarlo stare, è confortato dalle stesse dichiarazioni

della ragazza che ha detto che, durante una di quelle chiamate, lui "non

era molto gentile" e che le passò anche una donna che si presentò come sua

moglie e che le disse che lui non voleva parlarle e che lei doveva lasciarlo

stare perché lui era un uomo sposato (cfr. audizione 21.7.2006, pag..

29-30).

D'altro canto, è ancora la stessa __________ a

confortare la versione di AC 1 anche affermando che capitava che a volte lei

chiamava il AC 1 ma che poi, quando lui rispondeva, lei rimaneva in silenzio.

Forza è, quindi, concludere che gli unici

riscontri oggettivi in atti confortano e sostengono la versione di AC 1 - che,

sciolte le reticenze iniziali, ha sempre sostenuto con costanza e linearità la

tesi dell'uomo importunato che cercava di "togliersi di torno",

possibilmente con le buone, un'impertinente ragazzina - mentre contrastano in

modo evidente e macroscopico quella della ragazza.

18.

conclusioni

Cosa rimane, quindi, a sostegno dell’impianto

accusatorio nei confronti di AC 2 e di AC 1?

Sostanzialmente nulla.

Nessun elemento oggettivo a carico di AC 2.

Nessun elemento oggettivo nemmeno a carico di AC

1.

Che dire delle dichiarazioni della ragazza?

Non occorre spendere molte parole per dimostrare

come esse manchino della più elementare coerenza, come esse manchino di una pur

minima parvenza di costanza nel tempo, di come esse non siano state né lineari

né univoche.

Non può, qui, essere sottaciuto il fatto che, se

è vero che al dibattimento la ragazza ha dato una nuova (rispetto alle

precedenti) versione dei fatti, è anche vero che, già in precedenza, lei aveva

più volte modificato le sue dichiarazioni.

Lo aveva fatto durante la stessa audizione.

Lo aveva fatto tra un’audizione e l’altra.

E si trattava di modifiche importanti, che

coinvolgevano i nodi centrali delle sue dichiarazioni.

Dapprima – e si esaminano qui soltanto le

dichiarazioni rese prima del dibattimento - la ragazza non è stata né lineare

né costante in relazione al collocamento temporale dei pretesi abusi subiti.

Come visto, la ragazza, parlando con il direttore della __________ e i due

ispettori, ha detto che AC 1 abusò di lei “un paio di mesi prima”, cioè attorno

a fine novembre/inizio dicembre 2005. Poi, ha raccontato che la cosa avvenne

nel periodo in cui AC 1 traslocò in via __________ e, quindi, secondo gli

accertamenti, nell’ottobre 2004. In seguito, ha detto che, invece, la cosa

accadde verso la fine dell’estate. La ragazza non è stata costante nemmeno

riguardo al momento in cui il __________ abusò di lei. Ha dapprima detto che la

cosa accadde in estate, un sabato pomeriggio. Poi, come visto, ha detto e

ripetuto che, invece, AC 2 abusò di lei prima del suo ricovero __________, cioè

attorno a fine febbraio/inizio marzo 2005.

Poi, la Corte non ha potuto non rilevare che la

ragazza non è stata né costante né lineare in merito alla descrizione delle

violenze subite.

Riguardo a AC 2, la ragazza ha, dapprima, detto

di non ricordare nulla poiché, dopo avere bevuto quanto offertole dall’uomo, si

sarebbe sentita improvvisamente senza forze e, poi, l’uomo l’avrebbe messa nel

suo letto dove avrebbe perso molto sangue (audizione 2.2.2006 pag. 5).

Tuttavia, poco dopo, la ragazza, rispondendo alle

domande dell’interrogante, ha aggiunto dei particolari: che sul letto le mancò

il respiro, che lui le disse di andare alla finestra, che lei si alzò e poi

cadde, che lui la sollevò e la rimise sul letto. A questo punto, rispondendo

all’interrogante che le chiedeva cosa fosse successo poi, la ragazza, dopo

avere detto “mi immagino”, ha proseguito dicendo che l’uomo la baciava in modo

tale da farle male ai denti e, poi, dopo avere detto che non ricordava, ha

detto che l’uomo ha fatto sesso con lei e voleva che lei gli prendesse il pene

in mano e anche in bocca.

Nel corso della seconda audizione, la ragazza ha

ribadito che, dopo che bevve la bevanda che l’uomo le offrì, lei non si sentì

molto bene, anzi si sentì “come se stesse per addormentarsi”. Qui

aggiunse che lei voleva andarsene a casa ma l’uomo la trattenne. Continuando

nel racconto, la ragazza aggiunse dei nuovi elementi: da un lato, che l’uomo le

tolse i vestiti e, dall’altro, che le tolse il telefonino e che cercò di

prenderle il numero. Fatte queste aggiunte, la ragazza, in questa seconda

audizione, non ha più raccontato né di essersi alzata dal letto (perché le

mancava il respiro) né di essere caduta e poi ripresa in braccio dall’uomo che

la riportò sul letto. Né ha più raccontato che l’uomo le aveva chiesto di

prendere in mano e in bocca il suo pene.

Ha aggiunto, invece, che, nonostante lei cercasse

di respingerlo, l’uomo la penetrò a forza facendole male.

Come si vede, nella descrizione dell’atto di

violenza, la ragazza è stata, da un lato, contradditoria sostenendo, dapprima,

di non sapere nulla se non di essersi ritrovata nel letto dell’uomo dove avrebbe

perso molto sangue e, poi, invece, sollecitata dall’interrogante che le

chiedeva precisazioni, addentrandosi nei dettagli di quel che l’uomo fece e

pretese.

D’altro lato, la ragazza non è stata costante nel

suo racconto. Nella prima audizione, non ha parlato di penetrazione ma si è

limitata a dire che l’uomo pretendeva che lei gli prendesse il pene in mano e,

poi, in bocca (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 13)

Nella seconda audizione, invece, __________ ha

detto che l’uomo la penetrò con la forza e non ha più parlato né di fellatio né

di masturbazione.

Del pari ha fatto con AC 1. Dapprima, ha, in

sostanza, detto che quel che le diede AC 1 da bere, la stordì al punto che lei

non sa se successe qualcosa nel suo appartamento. Poi, invece, nella seconda audizione,

ha fornito ampi ed estesi dettagli – parlando anche di una frusta che l’uomo le

avrebbe fatto usare - su quel che l’uomo le avrebbe fatto subire non senza

contraddirsi nel corso della stessa audizione su molti aspetti della vicenda

raccontata (cfr consid 12).

Il PP, non soltanto non ha saputo o voluto

rilevare l’evidente mancanza di costanza e linearità delle dichiarazioni

pre-dibattimentali della ragazza e trarne le dovute conclusioni, ma neppure ha

saputo cogliere l’evidente inverosimiglianza di molti suoi racconti che pure

avrebbe dovuto fungere da ulteriore campanello d’allarme e suggerire maggiore

prudenza e maggior rigore istruttorio.

Che dire, infatti, del racconto delle due vetture

che ogni mattina avrebbero seguito la ragazza, alternandosi, un giorno la

vettura rossa e un altro quella grigia, con a bordo due uomini diversi che

continuerebbero a farle complimenti e avances: si tratta di un racconto che

presuppone una sorta di concertazione fra i due uomini volta ad una

suddivisione temporalmente rigida (un giorno l’uno, un giorno l’altro) del

compito di seguire la ragazza ed un’assunzione particolarmente diligente di

tale compito (tutti i giorni) che non può non mettere in allarme e non può non

suggerire la necessità di una seria ed approfondita verifica.

Nemmeno maggior prudenza è stata suggerita al PP

dal racconto – in sé altrettanto inverosimile – secondo cui due uomini, che

non si conoscono e che non hanno nulla in comune, utilizzino entrambi per

abusare di una ragazza lo stesso metodo (peraltro, in sé, poco abituale) di

somministrarle qualcosa che la renda incapace, non solo a resistere, ma anche a

ricordare correttamente quanto successo.

Va, a questo proposito, segnalato che, nelle

dichiarazioni rese prima del dibattimento, l’incoscienza dovuta alla bevanda

era uno degli elementi centrali del racconto della ragazza.

E’ vero che tale elemento di fatto non ha trovato

collocazione nell’AA: questa mancata ripresa – in caso contrario, si sarebbe

avuto una diversa qualifica giuridica dei fatti -

non può essere interpretata che come una valutazione fatta dal PP di

inattendibilità di quella dichiarazione (se così non fosse, infatti, si sarebbe

di fronte ad una mancata attenzione del PP nella lettura degli atti, ma si

tratta di un’ipotesi che la Corte non vuole considerare).

Tuttavia, tali dichiarazioni ci sono state ed

hanno avuto un peso tale che, passarle sotto silenzio come se non ci fossero

state, è un approccio metodologicamente sbagliato poiché esse andavano

considerate nell’esame di credibilità delle dichiarazioni della ragazza nel

loro complesso e da esse andavano tratte le opportune conclusioni sulla

necessità di meglio verificare la fattispecie .

Altrettanto poco credibile era il racconto

secondo cui l’amico di AC 1 – nell’appartamento di quest’ultimo - si sarebbe

denudato e si sarebbe messo in mostra alla finestra attirando l’attenzione

della ragazza cui avrebbe chiesto di mostrargli il seno.

Il racconto è, in sé, inverosimile se solo si

pensa che l’amico di AC 1 – che viveva clandestinamente nell’appartamento di

quest'ultimo – era preoccupato (e lo si evince dalla sua deposizione) solamente

di non far notare a nessuno la sua presenza nell’appartamento per evitare ogni

possibile rischio di denuncia: non è credibile che, in una simile precaria

situazione, qualcuno metta a repentaglio tutto al solo scopo di farsi vedere

nudo da una ragazzina.

Il racconto è, poi, ancora inverosimile poiché

mal si comprende come l’uomo abbia potuto, in quel frangente che vedeva lui in

un palazzo e la ragazza nel palazzo di fronte, dire a quest’ultima di fargli

vedere il seno. Comunicare da un palazzo all’altro è possibile soltanto a

condizione di urlare ed è poco credibile che l’uomo – già soltanto a causa

della sua posizione di clandestino – lo abbia fatto.

E’, poi, poco credibile, in generale, il racconto

che la ragazza ha fatto dei suoi rapporti con AC 1.

Già non si capisce – ed è strano – come mai

quell’uomo fatto abbia potuto avere il numero di cellulare della ragazza per

inviarle i primi SMS (questo nella prima versione).

La ragazza non ha saputo spiegare questa

circostanza mentre AC 1 ha dato di essa una versione plausibile e credibile, a

maggior ragione se la si inserisce nel contesto delle visioni e delle

immaginazioni fantastiche tipiche del mondo adolescenziale, che sono ben

illustrate e evidenziate dalle annotazioni sui diari fatte dalla ragazza. E’,

infatti, tipico del mondo adolescenziale immaginare, ricamare e fantasticare

dando significati del tutto abnormi a gesti o atteggiamenti del tutto banali

(come, ad esempio, uno sguardo) e corteggiare o cercare di attirare

l’attenzione di qualcuno lasciando bigliettini anonimi con numeri di telefono a

guisa di invito ad un approccio.

Inoltre, non appare per nulla credibile – poiché

non conforme al normale andamento della vita – la versione secondo cui la

ragazza telefonava o mandava SMS a AC 1 – in particolare nel novembre 2005 e

poi nel gennaio/febbraio 2006 – per dirgli di lasciarla in pace così come __________

ha preteso.

La ragazza ha, in sintesi, raccontato di essere

stata terrorizzata da AC 1 che, dopo averla violentata, avrebbe continuato ad

angariarla pretendendo da lei altre prestazioni sessuali. In un simile

contesto, una ragazza terrorizzata non si mette ripetutamente in contatto con

il suo stupratore. Cerca, invece, di sfuggirgli, di evitarlo. Nella migliore

delle ipotesi, cerca aiuto da terzi. Ma non telefona al suo stupratore. Perché

sa – e lo sa anche una ragazza – che contro lo stupratore le sue forze non

bastano. Tantomeno bastano le sue parole. E lo sa perché lo stupro - cioè la

prevaricazione, la vittoria della forza sulla debolezza - è già avvenuto.

Inoltre, sempre in questo contesto, è ancora più

inverosimile che la ragazza abbia voluto – dopo avere subito la violenza

carnale - recarsi una seconda volta nell’appartamento di AC 1 – luogo in cui,

appunto, la pretesa violenza ebbe luogo - per vedere come questi avesse

sistemato l’appartamento dopo il trasloco.

Non è necessario spendere molte parole per

dimostrare che una tale visita spontanea non è congruente, non è compatibile

con la figura della vittima terrorizzata dal suo stupratore.

E’, invece, molto più congruente con la figura

della ragazzina in qualche modo infatuata di un uomo su cui ha fantasticato

così come alla versione dei fatti sostenuta da AC 1.

Tutto questo avrebbe dovuto suonare come un

ulteriore campanello d’allarme e spingere gli inquirenti – e, in particolare,

il PP – ad un maggior rigore indagatorio.

Un maggior rigore si imponeva tanto più che,

all’inizio, si erano fatte ipotesi di lavoro diverse ed inquietanti e poiché

tali ipotesi sembravano confortate e sostenute dagli elementi raccolti con i

controlli telefonici.

Detto questo, la Corte non ha potuto che salutare

positivamente – anche se non ha potuto non rilevare che più opportuna

sarebbe stata una maggior riflessione preventiva

– la dichiarazione fatta dal PP al quarto giorno di dibattimento di essere

intenzionato a chiedere l’assoluzione di AC 1 da tutte le imputazioni e

l’assoluzione di AC 2 dall’ accusa di violenza carnale.

19.

dichiarazioni

della ragazza in relazione a AC 3

19.1

Nel

corso della sua terza audizione, la ragazza ha raccontato che, quando si

trasferì da __________ (dove stava in un foyer) a __________, conobbe AC 3:

" D: perché

prima ero in un foyer a __________. Mia zia era già a __________. E poi,

sono uscita da lì, c’hanno portata a __________, e passando …delle

…settimane, …tre o quattro, così, ho …ho conosciuto

meglio quella persona che lui mi conosceva già prima, quando

(incomprensibile) per andare a __________, solo che non ha mai,

non si è più amici, …non si è mai avuto il coraggio di avvicinarsi a me

per parlarmi." (audizione

29.8.2006

pag. 1)

19.2

Alla

ragazza è stato chiesto di precisare quando si fosse spostata da __________.

La ragazza ha spiegato che, in quel momento,

stava finendo la seconda elementare:

" I: tu

ti ricordi quando è stato, visto che da __________ ti sei spostata a __________?

D: è stato …non lo so, però quel giorno, il

primo giorno che sono andata lì a casa mia, pioveva. Stava piovendo. Però,

mi sa che (incomprensibile)

I: era estate? Bèh, tu facevi che classe in

quel periodo lì, di scuola?

D: stavo finendo la seconda.

I: finivi la seconda?

D: sì. No, quando sono arrivata lì, mi hanno già

portata a scuola per presentarmi. Io quando ho cominciato ho ripreso

a studiare lì a __________ stavo finendo la seconda e andavo in terza." (audizione 29.8.2006

pag. 5)

19.3

Secondo

il racconto della ragazza, passarono circa due settimane dalla loro conoscenza,

prima che iniziassero a scambiarsi le prime parole:

" I: ecco,

esattamente! Lo spazio da quando l’hai conosciuto a quando avete

cominciato a scambiare le prime parole, quanto sarà stato?

D: saranno passate un paio di settimane." (audizione 29.8.2006 pag. 6)

19.4

Sempre secondo il

racconto della ragazza, AC 3 cominciò a rivolgerle

dei complimenti:

" Poi,

…un giorno, un paio di giorni, lui, io, lui mi ha trovato e mi dice che, …mi ha

detto che sono, ..mi ha domandato “sei la cugina di __________?” che mio cugino

ha detto di sì e mi ha detto che mi guardava da sempre, che ero carina, ma …non

sapeva come dirmi ma quel giorno lì mi ha detto che mi …che ero bella e che ero

carina e che provava qualcosa per me " (audizione 29.8.2006 pag. 1)

Sulle prime, la ragazza non reagì:

" E

io, io non ho detto niente, perché era la prima volta che potevo parlare così

con lui, che quando lo vedevo ci salutavamo solo così, e così andai a casa

…ehmm "(audizione

29.8.2006

pag. 1)

Poi, a casa cominciò a pensare a lui:

" c’è

stata una sera che a un momento non dormivo e pensavo solo a lui, a ciò che mi

ha detto " (audizione

29.8.2006

pag. 1)

19.5

Poco

dopo, la ragazza andò a casa di AC 3 – che abitava al secondo piano dello

stesso palazzo – insieme al cugino (che era amico di AC 3). Dopo avere un po’

chiacchierato, rimasta sola con lui, la ragazza disse a AC 3 che, da quella

sera, lei non aveva fatto altro che pensare a lui:

" Un

giorno siamo venuti, e l’ho visto di nuovo, e mi chiese se potevo andare a casa

sua. Io non sapevo delle …sapevo che era il mio palazzo ma non di quello …che

mio cugino lo conosceva meglio, che sono molto amici. Così una volta, sono

andata insieme a mio cugino da lui, …e sono stata lì e parlavo con lui, parlavo

con mio cugino, e domandavo da quando era qui in Svizzera e così, poi mio

cugino è andato via, è andato a casa, e mi ha lasciato lì con lui. Poi da lì mi

sono ricordata solo ciò che mi ha detto, io gli ho detto che “da quella sera

che mi hai parlato non ho fatto che pensare a te”. Solo questo. " (audizione 29.8.2006 pag. 1)

Sentita quella dichiarazione, AC 3 le chiese “se

voleva stare con lui”. La ragazza gli disse di sì. Poi, vista la differenza

d’età, insieme decisero di tenere segreta la loro relazione:

" E

lui quasi, lui mi ha detto se io volevo stare con lui. Gli ho detto di sì. Ma

ho detto, però, non possiamo stare insieme, perché tanto …io, se rimaniamo

insieme ci scoprono e poi non possiamo neanche andare da mia zia perché sei

grande e poi c’è mio cugino che viene sempre qui da te e tu lo dai assieme, e

lui mi ha detto “no, facciamo il possibile che nessuno scopra che stiamo

insieme”. E così (incomprensibile)." (audizione 29.8.2006 pag. 1)

Così, la storia fra i due continuò, con lui che

l’aspettava fuori da scuola e lei che andava da lui:

" Poi

c’è stata la volta che uscivo dalla scuola, lui mi aspettava, erano dei giorni

che lui lavorava e io … faceva (incomprensibile, rumori di sottofondo), veniva

a casa e mi ha domandato se potevo passare da lui e gli ho detto di sì. E sono

andata da lui …" (audizione

29.8.2006

pag. 1 e 2)

19.6

Di

quegli incontri, la ragazza ha parlato come di classici (naturalmente facendo

astrazione dall’età dei protagonisti) incontri fra innamorati con scambio di

frasi più o meno dolci e di effusioni e tentativi dell’uomo di passare a gesti

di natura più marcatamente sessuale che, la prima volta – sembra - non

risultarono molto graditi alla ragazza tanto che lei, quando lui cominciò,

mentre si baciavano, ad allungare le mani, se ne tornò a casa sua:

" e

lui mi diceva se gli mancavo e così, perché erano cose che io quando ero con

lui non dicevo mai mi sei mancato e queste cose così, e lui, …lui voleva che

sentirlo che le dicessi e mi domandava. E io gli dicevo, sì, (incomprensibile).

Però c’è stata una volta che lui, che ha tentato, …che lui mi ha toccato,

…tentava di toccarmi a forza, nel senso che era previsto che stavo con lui e

stavamo già (incomprensibile) pensava già che gli permettessi di usarmi come

voleva; lui mi baciava, però quando mi baciava io non facevo niente solo che

dopo cominciava a toccarmi delle parti e io …sono uscita da lì subito e sono

andata a casa mia e sono andata in camera mia …" (audizione 29.8.2006 pag. 1 e 2)

Nonostante questo primo approccio un po’

difficile, le visite della ragazza continuarono.

Infatti, non appena AC 3 le telefonò, la ragazza

accettò subito di fargli nuovamente visita:

" Poi

lui, un altro giorno, mi telefona e mi dice cosa sto facendo, niente, sono in

camera mia, bon allora vieni da me. Io ho detto no, oggi no perché ho tanto da

fare e mi dice oggi come è andata. E ogni volta che andavo da lui dicevo sempre

a mia zia che vado a …vado via zia un attimo che arrivo. Dicevo sempre così.

Visto che era il mio palazzo non pensavo che tardavo. Quando sono andata da

lui, lui ha chiuso la porta a chiave, siamo stati lì assieme e io l’ho detto a

lui che non sono che non mi ero innamorata. E lui mi ha detto, solo che lui

sapeva che io ero innamorata di lui e lui, sapendo quello, se ne approfittava

anche, per il fatto che poteva farmi quel che voleva e che se mi lasciava io

non me ne andavo perché io volevo sempre stare con lui.…" (audizione 29.8.2006 pag. 1 e 2)

Così, dopo che convennero che la ragazza era

innamorata, i due ebbero il loro primo rapporto sessuale completo. O, almeno,

tentarono di averlo poiché la cosa si presentò un po’ difficoltosa siccome la

ragazza sentiva - come spesso capitava nei primi rapporti sessuali – dolore

alla penetrazione:

" E

quella sera io sono stata insieme a lui. Abbiamo avuto un rapporto. E …però mi

faceva male perché, …mi faceva male perché io …perché lui faceva troppa forza.:

" (audizione 29.8.2006 pag.

1.

e 2)

Interrogata al proposito, la ragazza ha detto di

avere sentito dolore perché AC 3 “faceva troppa forza” nel senso che lui

voleva che il suo pene penetrasse nella vagina. Lei, avvertendo il dolore, lo

respingeva.

La ragazza non ha precisato se AC 3 smettesse a

seguito delle sue lamentele.

Ha detto soltanto che l’uomo le spiegava che, una

volta superato lo scoglio della verginità, non avrebbe avuto più dolori:

" I: okay.

Tu mi hai parlato di questo primo rapporto, dicendomi che ti faceva

male.

D: (annuisce col capo)

I: perché faceva troppa forza. Mi puoi spiegare meglio che cosa

intendi dire con questa frase?

D: che …lui cercava di …voleva (incomprensibile per rumori di

fondo) che …che …non so come dire, …perché prima di tutto faceva, …non so come

dirlo …

I: dillo molto semplicemente, __________, poi se non capisco ti

chiedo.

D: lui cercava di, …quando abbiamo avuto il rapporto, …lui mi

diceva di stare tranquilla e poi cercava, …che …lui voleva che entrasse proprio

tutto dentro di me.

I: mmh!

D: però io dicevo di no, perché …mi faceva male, cioè lui voleva

che lo entrasse tutto. E io lo spingevo sulla sua pancia per spingerlo

(congiunge le mani all’altezza del ventre e fa il gesto di respingere) perché

non volevo, non ce la facevo e lui mi ha detto, mi ricordo che mi ha detto: “ti

tolgo la tua verginità”. Mi ha detto così. E mi ha detto, mi dice che adesso

che ti tolgo la tua verginità e che stiamo insieme non ti farà più male." (audizione 29.8.2006 pag. 7)

19.7

La

ragazza ha precisato che il primo rapporto completo avvenne circa dopo due

settimane dall’inizio delle loro frequentazioni:

" D: dalle

due settimane che ci parlavamo, che ci scambiavamo le prime parole, …poi

passando due o tre giorni, ci siamo visti ed è lì che c’è stato il primo

rapporto." (audizione

29.8.2006

pag. 7)

19.8

I due

continuarono ad avere rapporti sessuali completi a casa di AC 3, luogo dei loro

incontri amorosi più o meno clandestini.

Secondo la ragazza, nell’arco di un mese e mezzo,

ve ne furono circa 11/12.

"

I: okay. Poi tu mi hai detto che è capitato

tante volte, così mi hai detto.

D:

sì.

I:

tante volte cosa intendi dire? Riesci a dare un ordine di grandezza? Cosa

vuol dire tante?

D:

praticamente ogni volta che stavamo insieme c’era sempre un rapporto.

I:

ah!

D:

devo dire un numero?

I:

no, non è che mi devi dire un numero. Se riesci a dirmi penso che sia

stato 10 volte, penso che sia stato 50, penso che sia stato, …capisci cosa

voglio dire, come ordine di grandezza, eh.

D:

sì. Ehmm, …sarà stato più o meno 11 o 12 volte.

I:

11.

o 12 volte?

D:

sì; perché poi mi diceva sempre (incomprensibile) che lo chiedeva poi da

quando che ho visto che c’era quell’altra lì, non ci andavo più.

I:

mh! Ecco e più o meno mi sai dire quando è stato l’ultimo, te lo ricordi

l’ultimo?

D:

sì. …ehmm, …più o meno il tempo quando era?

I:

sì, giusto per capire quanto tempo, circa, sempre in questo senso, cioè un

ordine di grandezza; quanto tempo è trascorso tra il primo rapporto sessuale

che avete avuto e l’ultimo.

D:

un mese e qualcosa." (audizione

29.8.2006

pag. 8)

19.9

Secondo

la ragazza, con l’andare del tempo i dolori diminuirono:

"

… tu riesci a spiegarmi come hai vissuto questi

rapporti sessuali con questo AC 3?

D:

non molto bene. …A volte, a volte non c’avevo niente, perché …perché come ha

detto lui che passando il tempo non mi faceva male, non sentivo quasi molto

male, però ci siamo, ci sono stati dei rapporti che io mi sentivo male. Nel

senso che non solo male che lui mi faceva male, perché, nel senso che ero

stanca, che ogni volta che ero con lui, lui pensava solo al sesso. E …ho visto

che non andava così tanto bene. Come ho visto che lui ha detto che mi voleva e

io…" (audizione

29.8.2006

pag. 8)

19.10

La

ragazza ha raccontato che AC 3 le diceva che, se lei avesse avuto 18 anni, lui

avrebbe chiesto alla zia il permesso di sposarla:

" La

sera che eravamo lì mi ha detto che se io avessi 18 anni, andava da mia zia e

diceva che voleva sposarmi. (incomprensibile).Poi mi ha detto che stava con me

e non mi lasciava mai." (audizione

29.8.2006

pag. 3)

19.11

Però,dopo

poco, AC 3 divenne sempre più freddo e la ragazza capì che lui si interessava

ad un’altra donna:

" Quello

che dopo io, dopo io ho scoperto che stava con me però voleva un’altra persona.

E così io ero (incomprensibile) molto meglio a fare, che so che il sabato lui è

a casa, che lava e io sono stata (incomprensibile) lui lavava e parlava. Noi

stavamo discutendo e poi ho detto “come mai in questi giorni non parli così

tanto con me?” e lui non mi rispondeva o mi diceva ”perché sono stanco” o

“perché ho da fare”. Ehmm …e invece aveva già un‘altra, aveva un’altra persona.

Però io, io quando stavo con lui sapevo già che …che lui voleva quella persona.

Ma però, visto che lui voleva stare con me, non mi lasciava mai, poi voleva

andare anche dalla zia perché voleva sposarmi…quando avevo 18 anni, io non ho

pensato a quell’altra persona che lui voleva. Ho fatto finta, come se lei non

esistesse. " (audizione

29.8.2006

pag. 3)

19.12

La

ragazza ha raccontato di avere sofferto molto e di stare ancora soffrendo a

causa dell’abbandono di AC 3:

" e

lui non mi ha chiamato, non mi ha detto niente, non mi ha dato neanche una

spiegazione “guarda non posso stare più con te”, “ho un’altra persona”, non so

“quella lì è un’altra cosa”. E tutto perché, tutto così, di quello non abbiamo

parlato niente. Ma io volevo parlare con lui! Però non è un problema. Questa è un’impressione.

Ma lui non voleva né parlare né niente. E lui mi ha lasciato così, come se

nulla fosse. Però, quando ero da sola, mi sentivo male. Andavo sempre al mio

diario, scrivevo le sue cose. Il mio diario era pieno delle cose sue che

scrivevo. Quando ero con lui, ogni giorno che ero con lui, scrivevo sul diario.

E poi un giorno …ho deciso di buttare via il diario ma non ce l’ho fatta. L’ho

tenuto via. A volte, …ogni sera, andavo sempre con lui non pensavo a

nient’altro, non ero più quella che mi occupavo sempre di altre cose, che

aiutavo in a casa, …l’avevo sempre nella mia testa, pensavo sempre a lui. E poi

ha detto che non vale niente che vado avanti a pensare a lui perché se lui ne

ha già un’altra è meglio che non faccio niente …ma non ce l’ho fatta. Ho preso

il mio diario, mi sono messa a letto e lo leggevo e poi ho detto a lui guarda

che io ho scritto tutte le cose che abbiamo …che abbiamo vissuto, nel diario.

Glie l’ho detto! E poi ho detto anche (incomprensibile). Il diario alla fine se

l’è tenuto lui. (incomprensibile) non sapevo più cosa dirgli. Perché io …quando

ero (incomprensibile) pensavo di stare con lui, non volevo più stare con

nessuno. È come se fossi stata con lui e …che fino adesso …non riesco a

togliermelo dalla testa, lo vedo sempre, quando passo. "(audizione

29.8.2006

pag. 3 e 4)

" E

che ci sono dei momenti, anche quando dormo, che non riesco a dormire perché

c’è lui nella mia mente. E poi è finita così. Una volta ho preso, ero con lui,

ho preso la sua giacca, non so perché, magari avevo freddo, ho preso la sua

giacca e me la sono portata a casa. Era a casa sua, l’ho portata a casa mia. E

non è mai stata tanta come quella giacca e poi lui voleva la giacca indietro e

io non volevo dargliela. Quando mi vedeva mi diceva sempre dammi la mia giacca

e io dicevo (incomprensibile), poi un giorno ho deciso di dargliela indietro.

Quando sono andata a portare la sua giacca …ho portato una cosa per lui. Ho

messo del profumo che ha lui e l’ho dato a lui. E lui ha messo nella …i miei

gioielli (incomprensibile). "

(audizione 29.8.2006 pag. 4)

19.13

Va

detto che tutti i testi sentiti durante l’inchiesta pre-dibattimentale hanno

confermato che fra i due si trattò di una storia d’amore e che la ragazza

soffrì molto quando AC 3 l’abbandonò (cfr PS __________ 15.9.2006 pag. 2; PS __________

6.9.2006

pag. 4, 6, 7; PS __________ 15.9.2006 pag. 3 e 4).

19.14

Sulle agende della ragazza si leggono, fra le altre, delle annotazioni

relative a ragazzi o uomini.

Fra

queste, ve ne sono alcune relative a AC 3, che sono molto indicative dei

sentimenti che la ragazza nutriva nei suoi confronti:

" AC 3,

ti amo da morire anche quando sono andata a casa tua a …(illeggibile) sono

arivata il mio cuore mi (illeggibile )… mi hai tolti la mia cintura e il mio

reggiseno e mi ai buttata sul divano e tuai sdraiato il mio corpo ha sentito

il tuo cuore che diceva __________ ti amo." (bigliettino datato 4.3.04 incollato nell’agenda

2005)

" AC 3

voglio sapere quando compi gli ani perché per me e molto importanti

(illeggibile) perché voglio regalarti una cosa ci ti (illeggibile) tantissimo

faro questo regalo e molto bello ci quando ti do dobiamo (illeggibile) Sali

nella tua casa amore mio ciao dalla __________ " (bigliettino datato 1.1.04 incollato nell’agenda

2005)

dichiarazioni

della ragazza in aula

19.15

In aula, la ragazza ha sostanzialmente confermato le proprie

iniziali dichiarazioni precisando – in risposta alle domande della Presidente –

che, effettivamente, lei era contenta di fare l’amore con AC 3.

In aula, tuttavia, la ragazza ha detto che i

rapporti sessuali completi con AC 3 furono tre e non dieci o undici come detto

in precedenza:

"

D: sono andate avanti che poi ci sono stati

periodi che ci trovavamo, io e lui ci trovavamo anche sotto il palazzo , quando

lui usciva, io salutavo lui, egli salutava me, e poi …e poi …io, lui diceva

che a me che sono carina e così e poi io dicevo grazie e 'ste cose, e …poi più

in là, più avanti si stava già facendo qualcosa.

I:

più in là, andando avanti, quanto tempo è passato?

D:

due settimane, penso.

I:

dopo un paio di settimane, lui ti faceva i complimenti, tu eri contenta,

stava già nascendo qualcosa; cosa stava nascendo?

D:

che non era più un'amicizia ma qualcosa che non lo so.

I:

ti sei innamorata di lui?

D:

sì.

I:

ecco! E dopo?

D:

e dopo …lui ha detto che era innamorato di me.

I:

ecco. Quindi vi siete innamorati, vi siete piaciuti e quindi vi siete

innamorati. E questo già dopo un paio di settimane dalla vostra conoscenza?

D:

sì.

I:

giusto?

D:

sì, giusto!

I:

e dopo cosa è successo? Cosa facevate insieme?

D:

ehm …lui lavorava e dopo lui, quando usciva dal lavoro e mi diceva che

andava a casa, mi diceva di andare a casa sua e io sapendo che doveva arrivare

andavo a casa sua, ero lì con lui e lui mi diceva delle frasi carine, ..

I:

tu le dicevi a lui?

D:

sì.

I:

ecco e poi?

D:

e poi …ehm …lui mi baciava …

I:

sì, e a te piaceva?

D:

sì.

I:

sì, sì …ehm…e poi… e poi come sono andate avanti le cose?: sono andate

avanti che siamo rimasti d'accordo tutti anche così, che io andavo a casa sua.

I:

D: e…c'è stato anche un momento che lui voleva

qualche cosa di più.

I: sì,

D: voleva arrivare al punto di avere ancora

rapporti sessuali.

I:

sì, prima hai detto, si, quando vi baciavate… vi baciavate a lungo?

D:

sì.

I:

sì, lui allungava un po' le mani?

D:

sì.

I:

dove ti toccava?

D:

nel seno.

I:

nel seno, e a te dava fastidio, o no?

D:

sì.

I:

sei sicura?

D:

sì perché, non credevo che lui andasse proprio così molto veloce.

I:

ah..

D:

perché lui non mi baciava così, e allora poi quando mi toccava nel seno…e

anche io non mi piaceva così tanto.

I:

cosa vuol dire non mi piaceva così tanto?

D:

nel senso che non volevo, e io non contavo…

I:

scusa?

D:

non volevo e io non contavo e lui arrivava anche al punto di toccarmi il

seno.

I:

ah, e tu non pensavi che lui sarebbe arrivato al punto di toccarti il

seno?

D:

mmh!

I:

questo vuoi dire?

D:

(annuisce col capo).

I:

ma glielo dicevi che non volevi che ti toccasse il seno?

D:

io lo spingevo, tirando via la mano.

I:

e dopo.

D:

però lui mi diceva, no, no tranquilla, dopo ti abituerai, così, mi diceva

così

I.

eh..

D:

e poi non facevo più niente, lo lasciavo, e lui mi toccava il seno

I:

lo lasciavi?

D:

sì.

I:

e ti piaceva se ti toccava il seno dopo, la prima volta ti dava un po'

fastidio non pensavi, e dopo?

D:

e dopo no.

I:

dopo non ti dava più fastidio?

D:

no.

I:

ecco e dopo. Dopo mi hai detto che lui voleva un rapporto sessuale

completo?

D:

sì.

I:

ecco…spiegami come te l'ha detto?

D:

lui non mi ha detto che voleva un rapporto, lui mi stava già tirando via i

pantaloni.

I:

quando vi baciavate?

D:

sì.

I:

in quei momenti lì. In uno di quei momenti, eh…e poi lui ti toccava un po'

e dopo, lui ti tirava via i pantaloni?

D:

sì, mi tirava via i pantaloni, e mi tirava, poi mi toglieva anche le

mutande.

I:

sì.

D:

e dopo lui cercava di andare dentro di me e io …mi faceva anche male, lui mi

ha detto no dopo ti abituerai, dopo non ti farà più male e…poi lui andava

avanti, ma sentivo anche un po' …

I:

no, aspetta; raccontami tranquillamente la prima volta che ti ha tirato

giù i pantaloni, eh, ti ricordi?

D:

no.

I:

non ti ricordi più?

D:

no, so che l'ha fatto, però la prima volta.

I:

no, non voglio sapere quando è successo, ti ricordi la prima volta che lui

ti ha tirato giù i pantaloni, che voleva entrare dentro di te, te la ricordi?

D:

(annuisce col capo).

I:

ecco, spiegami bene cosa stavate facendo?

D:

io ero a casa sua, sul suo divano.

I:

sì.

D:

lui era in bagno.

I:

sì.

D:

io l'aspettavo.

I:

e tu lo aspettavi, sì.

D:

io lo aspettavo perché lui stava preparandosi perché doveva ritornare al

lavoro

I:

ecco.

D:

solo che poi quel giorno, lui ha detto che non andava più al lavoro.

I:

sì.

D:

ha chiamato per dire che non andava più al lavoro.

I:

sì, ecco.

D:

ed è stato lì con me.

I:

è stato lì con te, è venuto sul divano con te?

D:

sì.

I:

ecco e cosa avete fatto?

D:

stavamo facendo…stavamo facendo l'amore.

I:

ah, stavate facendo, vi baciavate e poi? Cosa vuol dire..

D:

e poi è andato oltre.

I:

è andato oltre, nel senso che oltre a toccarti il seno ti ha tirato giù i

pantaloni?

D:

sì.

I:

ecco, e tu come hai reagito, ti ricordi?

D:

sì, mi ricordo.

I:

ecco, come hai reagito?

D:

io, in quel momento io ero contenta, perché sapevo che non andava al lavoro

e rimaneva tutto il giorno con me.

I:

ecco, quindi sì.

D:

e sono stata lì con lui e poi da divano siamo finiti nel suo letto.

I:

mmh… ma tu eri contenta?

D:

sì.

I:

sì, ecco. E dopo nel letto?

D:

mi ha tolto già tutto.

I:

sì.

D:

e poi mi ha detto, in quel momento mi ricordo mi ha detto che voleva fare

sesso con me.

I:

ecco; e fare sesso con te cosa vuol dire, spiegami bene?

D:

voleva un rapporto.

I:

ecco. E tu cosa gli hai detto?

D:

che non sono d'accordo.

I:

e lui?

D:

lui ha detto, ma no perché quel giorno no che le avevo detto che sì, che

piano piano tu, dopo non avresti più sentito male.

I:

ecco …

D:

io gli ho detto, fatto il coraggio che ho avuto male …

I:

sì ma è la prima volta questa, stiamo parlando della prima volta?

D:

mmh, mmh!

I:

quindi spiegami bene. La prima volta che voi eravate lì, prima sul divano

tu eri contenta perché lui non andava più a lavorare, poi siete andati sul

letto, lui ti ha detto che voleva fare sesso con te, tu gli hai detto, ma non

sono pronta, e lui ma no guarda facciamo che dopo va bene e dopo?

D:

l'abbiamo fatto.

I:

l'avete fatto?

D:

sì.

I:

ma tu eri contenta di farlo con lui?

D:

ero un po' triste anche.

I:

ecco, no aspetta, prima rispondi: eri contenta, un po' contenta eri?

D:

sì.

I:

un po' contenta eri?

D:

mmh.

I:

e perché eri un po' contenta?

D:

perché….lui…mi aveva mi ha dimostrato, io ero sicura che mi voleva bene.

I:

ho capito. Perché?

D:

perché me l'aveva detto che mi voleva.

I:

ecco e quindi eri contenta, almeno un po' contenta di fare l'amore con

lui, è giusto?

D:

sì.

I:

ecco, e dopo ha detto che eri anche un po' triste, cosa vuol dire, perché

eri un po' triste?

D:

ero un po' triste perché sapevo che era un qualcosa di nascosto.

I:

ah.

D:

che nessuno doveva sapere.

I:

e perché nessuno doveva sapere?

D:

perché lui ha detto che era una cosa che rimanere solo tra noi

I:

e come mai? tu lo sapevi perché, mi sembra che l'hai detto le altre volte,

come mai quella cosa lì doveva rimanere un segreto vostro?

D:

perché non voleva che gli altri vengano a sapere, anche la zia.

I:

ecco, ma perché non voleva che venissero a saperlo?

D:

perché ero più piccola di lui.

I:

perché sei più piccola di lui.

D:

sì.

I:

per questo. Insomma tu eri contenta di fare l'amore con lui. Ascoltami

bene, che se così mi dice se sbaglio, se ho capito bene o se ho capito male. Tu

eri contenta di fare l'amore con lui perché tu gli volevi bene e lui ti voleva

bene, eh?

D:

sì.

I:

eri un po' triste però perché non potevi dirlo a nessuno, perché tu eri

troppo piccola.

D:

sì.

I:

ecco, ho capito. Dopo, ah, ti faceva un po' male quando lui entrava dentro

di te?

D:

sì.

I:

e dopo, glielo dicevi?

D:

sì, quando lui andava dentro, io mi faceva anche un po' male.

I:

sì.

D:

io respingevo anche un po'.

I:

sì, ecco, un po' e lui usciva?

D:

no, lui andava avanti, e allora dopo…quando è uscito mi ha detto che non

avrei più sentito (incomprensibile).

I:

ecco, questo era la prima volta, ecco, ma lo spingevi come, spiegami un

po'?

D:

lo tiravo (fa l'atto di sospingere lontano dal proprio corpo con entrambe le

mani) nella pancia; lui per fare meglio, io poi lo spingevo, non so come

spiegare.

I:

piangevi?

D:

no.

I:

no. Gli dicevi mi fai male?

D:

sì.

I:

e lui? Cosa ti rispondeva?

D:

stai tranquilla.

I:

stai tranquilla?

D:

non ti fa più male.

I:

ah! E tu sei stata tranquilla?

D:

(incomprensibile, parla a voce bassa)

I:

eh?

D:

non sono stata tranquilla, perché …non sapevo come sarebbe stata dopo

tornando a casa.

I:

ah! Ma lì con lui, la prima volta, …in complesso ti è piaciuto? Sei stata

contenta di aver fatto l'amore con lui?

D:

sì.

I:

eh?

D:

sì!

I:

ecco. Le altre …poi ci sono state …hai fatto l'amore altre volte con lui?

D:

sì, ci sono state altre due volte.

I:

altre due volte! Quindi tre volte in tutto?

D:

mmh …

I:

è giusto?

D:

si, è giusto.

I:

la prima poi adesso hai detto due volte ancora. Ecco. E le altre due volte

come è andata?

D:

mmh ….le altre due volte, …è andata più tranquilla.

I:

è stato …non hai più avuto male?

D:

no, nel senso lui non è stato molto …come dire ….molto aggressivo.

I:

ma la prima volta è stato aggressivo?

D:

sì, perché quando io spingevo (fa l'atto con entrambe le mani di sospingere

indietro qualcosa dal proprio corpo) lui andava avanti …nel senso lui mi faceva

male. Però quando gli dicevo che lui fa male, lui usciva.

I:

ah, quando gli dicevi mi fa male, lui usciva!

D:

sì.

I:

e poi dopo lui diceva proviamo ancora e dopo tu dicevi di sì?

D:

no.

I:

ma avete provato ancora?

D:

sì.

I:

ah! E tu volevi provare ancora per vedere se ti faceva ancora male o no?

D:

no.

I:

eh?

D:

no.

I:

ma glie l'hai detto a lui?

D:

sì.

I:

e lui?

D:

lui non ha detto niente.

I:

non ha detto niente! E la seconda volta non ti faceva più male?

D:

sì, però non come prima.

I:

e ti è piaciuto? Eri contenta?

D:

mmh …già lì non ero molto contenta.

I:

perché non eri molto contenta …e allora la prima volta eri più contenta

della seconda?

D:

mmh!

I:

e perché non eri molto contenta la seconda volta?

D:

perché …lui doveva andare a lavorare, solo che poi invece di andare a

lavorare l'ho visto andare con un'altra persona.

I:

ah, dopo hai cominciato a vedere che lui aveva un'altra persona. È per

quello che non eri contenta?

D:

sì.

I:

però, …rispondimi …allora: tu eri innamorata di AC 3, eh?

D:

sì.

I:

ti piaceva baciarlo?

D:

sì.

I:

ti piaceva anche un po' fare l'amore con lui?

D:

sì.

I: sì. Ehmm …non eri tanto contenta perché non

potevi dirlo a nessuno …

D:

sì …

I:

ecco, e dopo non ti piaceva e non eri molto contenta dopo perché hai visto

che lui ne aveva un'altra!

D:

sì.

I:

ah! È per quello. Però di fare l'amore con lui tu eri contenta?

D:

sì.

I:

sì. Si sente? (rivolta agli altri interlocutori in altra sala) Quindi ripetimi

un po' quante volte hai fatto l'amore con AC 3?

D: tre volte …

I:

l'amore …sesso completo eh; che lui è venuto dentro di te. Tre volte?

D:

tre ..

I:

tre volte! Quando facevate …quando vi baciavate, quando lui ti toccava,

quando avete fatto l'amore, AC 3 è stato cattivo con te?

D:

no.

I:

no! Non è mai stato cattivo in quei momenti?

D:

no.

I:

e dopo cosa è successo? Allora vi siete conosciuti, vi siete piaciuti, c'è

stato questo periodo in cui voi avete fatto un po' l'amore e dopo, hai detto,

ha trovato un'altra?

D:

mh! (annuisce col capo) (incomprensibile, voce troppo bassa)

I:

e a te non l'ha detto?

D:

no.

I:

e dopo?

D:

dopo, una volta, sono andato da lui per parlargli; l'ho trovato che era in

bagno, che stava lavando. Io gli ho detto perché in questi giorni non sei più

così, non eri come eri prima e lui non mi rispondeva, però poi è arrivata una

ragazza. E parlava con lui come se era il suo moroso.

I:

ho capito!

D:

e io poi ho capito già che allora c'era qualcuno. E io poi sono venuta a

scoprire che (incomprensibile, parla a voce bassa)

I:

ho capito! Tu hai dovuto scoprire da sola che lui aveva un'altra e questo

ti ha fatto …cosa hai sentito dopo aver scoperto questo?

D:

che …mi ha ingannato.

I:

che ti ha ingannato?

D:

sì.

I:

e dopo?

D:

è rimasto con quella tal persona e io sono andata avanti a volergli bene.

I:

ecco, lui è rimasto con questa ragazza e tu ai continuato a volergli bene.

E adesso gli vuoi ancora bene?

D:

sì.

I:

si. E ti dispiace ancora che lui ti ha lasciata?

D:

sì.” (trascrizione

audizione pag. 1-3)

20.

dichiarazioni

di AC 3

20.1

AC 3

ha dapprima negato di avere avuto rapporti sessuali con __________

" Io

preciso che non sono stato insieme alla __________. Lei è piccolina. Non so

quanti anni ha, ma gli do sui tredici anni. E’ questo che intendo dire quando

dico “piccolina”

…omissis…

Da parte mia dichiaro che io con la __________

non ci sono mai stato, non ho mai avuto rapporti sessuali con lei. E’ lei che

andava in giro a dire a tutte le sue amiche che eravamo insieme.." (PS AC 3 5.9.2006 pag. 4)

In seguito, sempre nello stesso interrogatorio,

ha ammesso di avere avuto un rapporto sessuale con la ragazza (PS AC 3 5.9.2006

pag. 14)

20.2

Nel

corso del secondo interrogatorio – quello del 8.9.2006 – AC 3 ha ammesso che,

in realtà, i rapporti sessuali con la ragazza furono più di uno:

" Ammetto

che con __________ ho avuto più di un rapporto. Penso di poter dire che sono

stati tre, quattro rapporti. Io avrei voluto stare con lei, ma era minorenne.

E’ per quello che le ricordavo che avevo moglie e figlio. Se fosse stata più

grande, mi sarei innamorato di lei." (PS AC 3 8.9.2006 pag. 5)

Poi, richiesto di precisare come avvenne, AC 3 ha

raccontato che ha cominciato ad avere contatti con la ragazza quando è andato a

vivere da solo, nell’appartamento del secondo piano. Quindi, in sostanza ha

situato i primi contatti con la ragazza a circa tre anni prima

dell’interrogatorio, cioè a settembre 2003 (PS AC 3 8.9.2006 pag. 6; cfr AI35

da cui risulta che AC 3 si è trasferito nell’appartamento al secondo piano di

via __________ il 25.11.2002)

20.3

Quindi,

AC 3 ha dato di quel che successe con la ragazza una versione sostanzialmente

sovrapponibile a quella di quest’ultima, tranne che per il numero dei rapporti

sessuali che lui ha sempre quantificato in “al massimo in 4”.

Dunque, AC 3 ha raccontato che i primi contatti

con __________ avvennero in gruppo, tra compaesani che si ritrovavano per

parlare insieme del paese che si erano lasciati alle spalle:

" Questi

contatti sono avvenuti, sono cominciati visto che entrambi venivamo dallo

stesso paese, eravamo compaesani. Eravamo sempre in gruppo, con gli altri

angolani. Parlavamo del nostro paese, della guerra." (PS AC 3 8.9.2006 pag. 6)

E così i due divennero amici:

" E’

così, tra gli amici angolani, parlando in portoghese, che io e __________ ci

siamo conosciuti. E siamo diventati amici. Ma non c’era nulla di più. A quel

tempo pensavo ancora a mia moglie e mio figlio in __________. Mi incontravo con

la __________ quando eravamo con la __________. Diego è arrivato dopo." (PS AC 3 8.9.2006 pag. 6)

Con il passare del tempo, AC 3 – sempre secondo

la sua versione – si accorse di piacere alla ragazza:

" Con

il passare del tempo, diversi mesi, non so dire con maggiore precisione, mi

sono accorto che la __________ mi stava dietro. Mi sono accorto per come si

comportava, per come parlava, si vedeva che lei era piccola, ma ragionava da

donna. Lei mi dimostrava che mi voleva, senza dirmelo direttamente. Metteva la

gonna e mostrava le mutande, voleva farsi vedere, e quindi, per la nostra cultura,

mi dimostrava che le interessavo. Mi corteggiava con il vestito, mostrandomi le

mutande sotto la gonna o i pantaloni, oppure mostrandosi a me con il top. Era

vestita in modo provocante. Dopo ancora un po’ di tempo, lei ha cominciato

anche a dirmi direttamente che mi voleva, che le piacevo. Lei veniva da me.

Prima a guardare film con gli altri compaesani, anche con __________.

Guardavano i film, con i DVD che portavano a casa loro. " (PS AC 3 8.9.2006 pag. 6)

Così, ad un certo punto, AC 3 capitolò – probabilmente

la sua non fu una resistenza strenua - e i due ebbero dei rapporti sessuali.

AC 3 li quantifica in quattro:

" Dopo

lei cominciava a dirmi che mi voleva, e io le dicevo che ero contrario perché

lei era minorenne. Durante un certo periodo, che non so quantificare, abbiamo

avuto dei rapporti sessuali. Questi avvenivano a casa mia. Lei veniva sempre da

me, diceva che mi voleva bene. E io, malgrado che sapevo che era minorenne, le

davo tredici quattordici anni (lei non mi ha mai detto quanti anni aveva), alla

fine avevo questi rapporti. In sostanza cedevo alle sue avances. In tutto

abbiamo avuto, secondo me, quattro rapporti sessuali completi, non di più. Il

primo è avvenuto sul letto. Altre volte l’abbiamo fatto sul divano o ancora sul

letto."(PS AC 3 8.9.2006

pag. 7)

AC 3 ha raccontato che la penetrazione era

difficoltosa poiché la ragazza provava dolore e che, perciò, lui, ogni volta

che se ne accorgeva, smetteva (AC 3 PS 19.9.2006

pag. 7, 8, 9 e 10).

In seguito, il 26.9.2006, davanti al PP, AC 3 ha

ribadito di non avere mai forzato la ragazza a fare sesso con lui (PS AC 3

8.9.2006

pag. 7) e confermato di avere sempre smesso quando la ragazza diceva

di sentire dolore (PP AC 3 26.9.2006 pag. 6).

AC 3 ha dichiarato di avere voluto bene alla

ragazza.

Dopo un inizio in cui la respingeva proprio a

causa della giovane età, AC 3 si lasciò “andare all’affetto per la ragazza” che

divenne “la sua ragazza” ancorché la relazione fosse stata tenuta segreta

proprio a causa dell’età di lei:

" all’inizio

io respingevo la __________, anche perché era minorenne, e io me ne ero reso

conto, ma anche perché pensavo a mia moglie e a mio figlio. Poi, con il passare

del tempo, io ho cominciato a rispondere all’affetto che lei aveva nei miei

confronti. Come ho detto, se non fosse stata minorenne, sarei stato d’accordo

di innamorarmi di lei." (PS

AC 3 8.9.2006 pag. 8)

per me, __________, era la mia ragazza (ma non

ufficiale vista la sua età)." (PS AC 3 8.9.2006 pag. 7; PS 19.9.2006 pag.

2.

e 3)

La relazione finì poiché l’uomo cercava

“qualcuno di più grande” e si allontanò da lei senza, tuttavia, mai dirle che

la lasciava:

" Io

cercavo qualcuno di più grande con cui avere una relazione fissa. Non è che con

la __________ mi sono lasciato ufficialmente. Non le ho detto un giorno “adesso

basta”. Ho cominciato, piano, piano, a vederla sempre meno. Dopo ho trovato una

congolese, che abitava a __________, che aveva ventiquattro anni. Sono stato

con lei circa tre mesi. Ma poi lei è dovuta partire. E dopo c’era ancora

un’altra, che lavorava al __________. Ma lei, per questioni religiose, non

poteva stare con me. E poi ho conosciuto la __________, e la sua madre, come ho

raccontato." (PS AC 3

8.9.2006

pag. 8)

AC 3 ha dichiarato che la ragazza non prese bene l’abbandono:

" La __________

ha reagito male quando mi vedeva con la __________. Faceva la faccia da gelosa.

Dopo, col tempo, quando ci incontravamo sulla strada, __________ diceva che mi

mettevo con una bianca. Mi diceva “se te non stai insieme a me, non stai

neanche con lei”.

Per rispondere alle domande degli interroganti, posso dire che __________

era delusa del fatto che io l’avevo un po’ abbandonata, anche se io le avevo

detto più volte che non potevamo stare insieme ufficialmente, perché lei era

troppo piccola.

Quando io mi sono messo insieme alla __________,

la __________, per farmela, tempo dopo, ha parlato con la __________, e ha

detto loro che io e lei avevamo fatto l’amore insieme. Lei ha detto questo a

loro per far sì che la __________ mi lasciasse. Tutti insieme sono poi venuti a

chiedermi delle spiegazioni, come ho indicato l’altro giorno durante

l’interrogatorio. Io ci sono rimasto male, ma ho ammesso a tutti loro presenti

che avevo fatto sesso con la __________. Dopo quando sono andati via, la __________

è rimasta un po’, e m’ha detto che ero un porco, in sostanza mi ha insultato. E

aveva ragione. Io le ho spiegato che avevo fatto l’amore con la __________

prima di stare con lei. C’è stato un periodo di crisi con la __________. Ma poi

ci siamo riavvicinati." (PS AC 3 8.9.2006 pag. 8 e 9)

Va detto che della gelosia della ragazza e delle

sue reazioni hanno detto anche tutti i testi sentiti e citati sopra (cfr consid.

21.

).

21.

conclusione

La fattispecie relativa a AC 3 merita una

collocazione particolare nell’ambito del presente giudizio poiché le

dichiarazioni della ragazza su questa questione hanno caratteristiche

sostanzialmente diverse da quelle rese in relazione a AC 2 e a AC 1.

L’audizione del 28 agosto 2006 presenta, infatti,

una sostanziale coerenza, una logica intrinseca ed una linearità che non si

ritrovano nelle altre sue dichiarazioni.

Infatti, correttamente interpretate, le

dichiarazioni rese dalla ragazza a fine agosto sono la chiara descrizione di un

rapporto sentimentale nel cui contesto i due partners hanno avuto rapporti

sessuali che, all’inizio, essendo la ragazza vergine, hanno presentato qualche

difficoltà.

Ma era chiaro sin da quella prima dichiarazione

che si trattava di rapporti cui la ragazza aveva consentito.

Infatti, se è vero che la ragazza aveva detto di

avere provato dolore durante la prima penetrazione - e che, per questo, cercava

di spingere il partner a ritirarsi - è anche vero che mai la ragazza ha detto

di essere stata costretta a subire qualcosa.

Se dubbio vi era nelle menti degli inquirenti su

questa questione, sarebbe bastato porre alla ragazza qualche domanda

supplementare e la cosa sarebbe stata chiarita oltre ogni dubbio – ragionevole

o non – come è stato fatto in aula.

Oppure, sarebbe bastato dare una scorsa ai diari

della ragazza e leggervi le annotazioni relative a AC 3 (cfr consid. 19.14) per

comprendere appieno la reale natura dei rapporti fra la ragazza e AC 3 e dare

alla questione la corretta dimensione fattuale e giuridica.

Anche per AC 3, al dibattimento, dopo avere

sentito la ragazza, il PP ha chiesto l’assoluzione dalle imputazioni di

coazione sessuale e ripetuta violenza carnale (l’AA parlava di ben 11/12

episodi).

La Corte ha salutato positivamente tale

decisione.

Tuttavia, la Corte si è anche chiesta dopo quale e

quanta riflessione il PP abbia deciso un rinvio a giudizio per ben 11/12

violenze carnali, visto come sia bastata una semplice precisazione della

versione della ragazza a far chiedere allo stesso PP che aveva disposto il

rinvio a giudizio che le accuse venissero lasciate cadere.

22.

cosa

rimane dunque dell’impianto accusatorio?

Nulla a carico di AC 1 che, pertanto, è stato

assolto da tutte le accuse.

A carico di AC 3 – che, nel 2003, ha avuto tre

rapporti sessuali completi con la ragazza che allora aveva 14 anni – rimane

l’imputazione di atti sessuali con fanciulli che è stata confermata dalla

Corte.

Quando AC 2 ha fatto quel che ha fatto con la

ragazza (estate 2005), questa aveva, secondo le conclusioni peritali, poco più

di 16 anni.

Tuttavia, AC 2 era convinto che lei avesse

soltanto 14/15 anni.

Quindi, AC 2 ha fatto quel che ha fatto convinto

che la ragazza avesse meno di 16 anni.

Ciò facendo, egli si è reso autore colpevole di

atti sessuali con fanciulli tentati, nella forma del reato impossibile ai sensi

dell’art. 22 cpv. 1 CP.

23.

pena

Per l’art 47 CP, il giudice commisura la pena

alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni

personali dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (cpv.

1).

La colpa è determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto

conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore

aveva di evitare l’esposizione a pericolo e la lesione (cpv. 2).

Per la commisurazione della colpa di AC 3, la

Corte ha, dapprima, considerato l’oggettiva gravità dei gesti compiuti e la

loro ripetitività. Tuttavia, considerato, da un lato, che si trattava di atti

sessuali compiuti nel contesto di una relazione sentimentale e valutata,

d’altra parte, la sostanziale incensuratezza del condannato e il suo generale

buon comportamento nel nostro paese, ha ritenuto adeguata alla sua colpa la

pena detentiva di 7 mesi.

Per AC 2, dopo avere valutato la valenza

oggettiva dei gesti sessuali compiuti con la ragazza, la Corte ha considerato

che si è trattato della caduta di un attimo nel contesto di una vita

irreprensibile, interamente dedicata al lavoro ed alla famiglia.

Pertanto, pur se i gesti commessi non possono

essere banalizzati, la Corte, rilevato anche il pentimento da lui mostrato in

aula, ha considerato lieve la colpa di AC 2 e, pertanto, ha ritenuto adeguata

la pena di 90 aliquote giornaliere.

L’ammontare di tali aliquote è stato determinato

– sulla scorta dei documenti prodotti al dibattimento (cfr doc dib 12 e verb

dib pag. 27) – in fr 20.- l’una.

Entrambe le pene – considerato che si deve fare

per entrambi gli imputati una prognosi favorevole – sono sospese

condizionalmente per un periodo di 2 anni.

24.

Tenuto conto dell’entità di quanto commesso, AC 2 è condannato a

risarcire alla PC fr. 1'000.- a titolo di torto morale e fr. 5'000.- per le

spese legali.

AC 3 dovrà, invece, versare alla ragazza fr. 4'000.-

per torto morale e fr. 5'000.- per le spese legali.

Per il resto la PC è rinviata al foro civile.

25.

Il materiale sequestrato ai tre accusati va tutto

dissequestrato.

Rispondendo A. per AC 1

negativamente a tutti i quesiti posti;

B. per AC

2.

affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti n. 1.1, 1.2., 1.2.1, 5;

C. per AC

3.

affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti n. 1.1, 1.2, 1.3,

1.3

, 2.1.1, 5;

visti gli art. 12, 22

cpv. 1, 34, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 73, 187 n. 1, 189 n. 1 e 190 n. 1 CP;

9.

e segg.

(260, 264) CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC 1 è

prosciolto dalle accuse di:

1.1

violenza

carnale;

1.2

coazione

sessuale ripetuta;

1.3

atti

sessuali con fanciulli ripetuti.

2.

AC 2 è prosciolto

dall'accusa di violenza carnale.

3.

AC 3 è

prosciolto dalle accuse di:

3.1

violenza

carnale ripetuta;

3.2

coazione

sessuale.

4.

AC 2 è

autore colpevole di:

4.1

atti

sessuali con fanciulli tentati

per

avere compiuto gli atti sessuali descritti al punto B. 2.1 dei quesiti con __________,

che credeva minore di 16 anni;

e meglio come precisato nei considerandi.

5.

AC 3 è

autore colpevole di:

5.1

atti

sessuali con fanciulli ripetuti

per avere

compiuto gli atti sessuali descritti al punto C. 2.1 dei quesiti, con __________

minore di anni sedici;

e meglio come precisato nei considerandi.

6.

Di conseguenza,

6.1

AC 2 è condannato:

6.1.1

alla pena

pecuniaria di fr. 1'800.- (milleottocento), corrispondenti a 90 (novanta)

aliquote giornaliere di fr. 20.- (venti) cadauna, da dedursi il carcere

preventivo sofferto;

6.1.2

a

versare alla parte civile __________ l’importo di fr. 1'000.- (mille) a titolo

di torto morale e di fr. 5'000.- (cinquemila) per spese legali.

Per

il resto la PC è rinviata al foro civile.

6.2

AC 3 è condannato:

6.2.1

alla pena

detentiva di 7 (sette) mesi, da dedursi il carcere

preventivo sofferto;

6.2.2

a versare

alla parte civile __________ l’importo di fr. 4'000.- (quattromila) a titolo di

torto morale e di fr. 5'000.- (cinquemila) per spese legali.

Per il

resto la PC è rinviata al foro civile.

7.

L’esecuzione

della pena pecuniaria inflitta a AC 2 è sospesa e al condannato è impartito un

periodo di prova di anni 2 (due).

8.

L’esecuzione

della pena detentiva inflitta a AC 3 è sospesa e al condannato è impartito un

periodo di prova di anni 2 (due).

9.

E'

ordinato il dissequestro di quanto in sequestro.

10.

La tassa di giustizia di fr. 5'000.- (cinquemila) e le spese

processuali sono a carico dello Stato in ragione di fr. 4'500.-

(quattromilacinquecento), di AC 2 in ragione di fr. 200.- (duecento) e di AC 3

in ragione di fr. 300.- (trecento).

11.

Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per

cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al

Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro

venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.

Distinta

spese:

Tassa di

giustizia fr. 5000.--

Inchiesta

preliminare fr. 3508.50

Perizia fr. 2750.-

Interprete fr. 2562.50

Teste fr. 245.20

Spese

diverse fr. 392.--

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--

fr. 14558.20

============

Distinta

spese a carico di AC 2 fr. 200.--

Distinta spese

a carico di AC 3 fr. 300.--

Il

rimanente a carico dello Stato

Intimazione a:

terzi implicati

1.

AS 1

2.

AS 2

3.

AS 3

4.

AS 4

5.

AS 5

6.

AS 6

7.

AS 7

8.

GI 1

9.

GI 2

10.

IE 1

11.

TE 1

12.

TE 2

13.

TE 3

14.

TE 4

15.

PE 1

16.

TE 5

Per la Corte delle assise criminali

La presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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