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Decisione

72.2007.143

Amministrazione infedele qualificata e altri reati patrimoniali

12 giugno 2012Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

i loro capitali sarebbero stati utilizzati a fini a loro estranei, inducendoli

a versare complessivi CHF 290’341, e meglio singolarmente

Valori in CHF

Cliente

Riferimento

Apporti

Ritiri

Danno

ACPR_4

45'000

-2'500

42'500

__________

e ACPR_5

233’693

-131’131

102’562

__________

11'648

0

11'648

Totali CHF

290’341

156’710

mettendo in tal modo in

concreto pericolo, perlomeno temporaneo, i capitali raccolti,

rispettivamente causando ai citati clienti – al netto dei rimborsi effettuati -

un danno effettivo complessivo di CHF 156’710.

denaro utilizzato a favore proprio o della propria società __________,

di __________, di __________, della ACPR_3 e di altri clienti di quest’ultima;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo

indicate;

reati previsti: dall'art. art. 146 cpv. 1 CP;

Presenti: - il Procuratore pubblico PP_2, in

rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato AC 1, assistito

dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1.

Espletato il

pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 16:40.

Evase le

seguenti

questioni: Richiamato

l’art. 339 cpv. 2 lett. b) CPP, i punti 3 e 5 dell’AA139/2007, gli art. 97 cpv.

1 lett. c), 109, 169 e 325 CP nonché il doc. TPC 16, il Presidente e le parti

si danno atto dell’intervenuta prescrizione dei reati di distrazione di valori

patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale e inosservanza delle norme

legali sulla contabilità. Le imputazioni di cui ai punti 3 e 5 dell’AA 139/2007

vengono stralciate e l’AA è modificato di conseguenza.

In relazione all’AA 35/2011 il

Presidente, con l’accordo delle parti, richiamato il doc. TPC 10, rettifica

l’indicazione dell’accusatore privato ACPR_4, rappresentata dall’UEF di __________.

L’AA è modificato di conseguenza. Il Presidente ricorda pure come in forza ai

doc. TPC 18 e 28 ACPR_5 è accusatore privato.

L’DUF 1 in merito al capo d’accusa n. 4 dell’ACC 139/2007 chiede alla Corte, in virtù degli artt. 174 e 178

CP, di valutare l’intervenuta prescrizione dell’azione penale, ritenuto come i

fatti datino 23.6.2007 ed il termine di prescrizione sia di 4 anni.

Il PP concorda con l’eccezione

sollevata e pertanto, d’accordo tutte le parti, il punto 4 dell’ACC 139/2007 è

stralciato con conseguente modifica dell’atto d’accusa.

Il Presidente, richiamato l’art.

344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i

fatti di cui al punto 1 dell’AA 139/2007, qualificabili alternativamente in

amministrazione infedele qualificata ai sensi dell’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP

(siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, per

avere, a __________, __________ e __________, nel periodo marzo/agosto 2003,

obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio della ACPR_1

di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio dovere

danneggiandolo, facendo emettere e consegnando alla __________ due cartelle

ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 che

costituì in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata,

di fr. 490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare

dell’esposizione debitoria della ACPR_3) e dà loro facoltà di pronunciarsi in

merito.

Le parti ne prendono atto.

Il Presidente, richiamato l’art.

344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i

fatti di cui al punto 1 dell’AA 35/2011, qualificabili alternativamente in

ripetuta appropriazione indebita ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (per avere, a __________

ed in altre località, nel periodo marzo/settembre 2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a profitto proprio o di terzi

fr. 290'341.- affidatigli, con un danno effettivo per quattro clienti della ACPR_3,

al netto dei rimborsi effettuati, di fr. 156'710.-) e dà loro facoltà di

pronunciarsi in merito.

Le parti ne prendono atto.

Sentiti: - il Procuratore pubblico,

per la sua requisitoria, il quale postula la conferma dell’atto d’accusa,

precisato che per il punto 1 AA 139/2007 si debba comunque considerare il reato

di appropriazione indebita ritenuto come l’Ufficio dei registri abbia sanato

l’atto di amministrazione infedele dovuto alla mancanza di poteri del

procuratore AC 1 (cfr. 459 CO) e precisato quo all’atto d’accusa aggiuntivo che

la fattispecie ACPR_5/__________ può eventualmente realizzare il prospettato

reato di appropriazione indebita, e in considerazione della violazione del

principio di celerità conclude chiedendo che l’imputato sia condannato alla

pena detentiva di 15 mesi, posta al beneficio della sospensione condizionale

con un periodo di prova di 2 anni, a valere quale pena aggiuntiva ai due

decreti d’accusa del 2004.

Chiede inoltre il riconoscimento della pretesa ACPR_4, mentre si

rimette al giudizio della Corte quo alla nota professionale del difensore;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputato, il quale contesta i reati di cui ai punti 1 e 2

dell’AA 139/2007 (e con riferimento al punto 1 anche nella prospettata forma di

amministrazione infedele) e la ripetuta truffa dell’atto d’accusa aggiuntivo

per la fattispecie __________/ACPR_5 per cui chiede il proscioglimento del suo

assistito, rilevando per le altre due fattispecie (ACPR_4 e __________) che è

piuttosto realizzato il reato di appropriazione indebita in mancanza

dell’inganno astuto. In applicazione dell’attenuante specifica del lungo tempo

trascorso e vista la violazione del principio di celerità conclude chiedendo

perlomeno una sostanziale riduzione della pena se non l’abbandono del

procedimento;

- Il

Procuratore pubblico, in replica dà lettura delle dichiarazioni di __________

nel VI PP 25.10.2007 e pone in risalto l’accordo 14.6.2007 tra ACPR_1 (già ACPR_1),

__________ e __________ (AI 56), non sottoscritto dall’imputato, a sostegno

della posizione di azionista di __________.

Considerato, in

fatto ed in diritto

1. che i presupposti

reati di distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento

giudiziale (articolo, di seguito solo art., 169 del codice penale svizzero, di

seguito solo CP), di calunnia (art. 174 cifra, di seguito solo n., 1 CP) ed

inosservanza delle norme legali sulla contabilità (art. 325 CP) di cui al primo

atto d’accusa (di seguito solo AA) 139/2007 del 25.11.2007 nei confronti di AC

1 (di seguito solo AC 1) risultano prescritti ai sensi degli art. 97 capoverso

(di seguito solo cpv.) 1 lettera (di seguito solo lett.) c), 109 e 178 cpv. 1

CP, da cui il susseguente stralcio delle imputazioni di cui ai punti (di

seguito solo pti.) 3, 4 e 5 dell’AA 139/2007 e relativa sua modifica (verbale

del dibattimento, di seguito solo VD, pagine, di seguito solo pag., 2 e 3

nonché documento, di seguito solo doc., del tribunale penale cantonale, di

seguito solo TPC, 16);

Considerandi

2.

che con preventivo

accordo delle parti e contestuale modifica dell’AA 35/2011 il Presidente della

Corte ha rettificato l’indicazione dell’accusatore privato (di seguito solo AP,

art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 seguenti, di seguito solo segg., del codice di

diritto processuale penale svizzero, di seguito solo CPP) ACPR_4 (di seguito

solo ACPR_4) rappresentata dall’ufficio di esecuzioni e fallimenti (di seguito

solo UEF) di __________ (doc. TPC 10 e VD pag. 2) ricordato come ACPR_5, in

forza ai doc. TPC 18 e 28, sia diventata pure lei AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e

118.

segg. CPP nonché VD pag. 2);

3.

che per quel che

concerne la vita anteriore, le condizioni personali e i precedenti penali di AC

1.

si richiamano, oltre che i doc. TPC 3, 17, 20 e 21 nonché il doc.

dibattimentale, di seguito solo DIB., 4 (VD pag. 3), l’atto istruttorio (di

seguito solo AI) 20/1199 dell’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero

Pubblico (di seguito solo MP) 2003.7243 ed il doc. TPC 27, i cui contenuti sono

stati confermati e precisati in aula dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111

segg. CPP, VD allegato, di seguito solo all., 1 pag. 1 risposta, di seguito

solo R, I, pag. 2 R I/II e doc. DIB. 2);

4.

che AC 1 compare in

aula per rispondere dell’AA 139/2007 datato 25.11.2007 per i presupposti reati

di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP), fatti avvenuti a __________, __________

e __________ nel periodo marzo/agosto 2003 a danno della __________, di seguito solo ACPR_1, ora ACPR_1, di seguito solo ACPR_1, e di amministrazione infedele

qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP), fatti avvenuti a __________ e __________,

nel periodo marzo/novembre 2003 sempre a danno della citata società;

5.

che l’imputato (art.

104.

cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve parimenti rispondere dell’AA 35/2011

datato 19.4.2011 per il presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1

CP), fatti avvenuti a __________ ed in altre località, nel periodo

marzo/settembre 2002 a danno di quattro diversi clienti della ACPR_3 (di

seguito solo ACPR_3) per un valore, al netto dei rimborsi, di franchi (di

seguito solo fr.) 290'341.-;

6.

che in merito al

punto (di seguito solo pto.) 1 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di

appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP):

a) AC 1 non

contesta i fatti, ma l’accusa (VD all. 1 pag. 2 III R) argomentando

principalmente che al momento dei fatti era lui il proprietario delle azioni

della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 VII R e doc. DIB. 3);

b) che quo ai fatti, al momento

dei quali AC 1 era solo procuratore della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 IV R), la

Corte richiama espressamente l’all. 1 del verbale d’interrogatorio (di seguito

solo VI) 20.9.2005 del procuratore pubblico (di seguito solo PP) a __________,

di seguito solo __________ (lettera 25.3.2003 di AC 1 alla __________, di

seguito solo __________, e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’all. 2 del VI PP AC 1

6.10.2005

(sua dichiarazione del 5.8.2003 e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’AI 4 Inc.

MP 2005.7281 (lettera 9.9.2005 della __________ al PP), l’all. 2 del VI PP __________

20.9.2005

(lettera 3.4.2003 della __________ alla __________., di seguito solo __________),

l’all. 5 del VI PP __________ 20.9.2005 (lettera 28.4.2003 della __________

alla ACPR_1) nonché gli all. 4 e 5 del VI PP __________ (di seguito solo __________)

8.9.2005

(lettere 24.7.2003 della __________/ACPR_1 all’ufficio del registro di

commercio, di seguito solo RC, di _____, alla __________ e alla banca __________

nonché VD all. 1 pag. 2 VII R);

c) che la Corte ha parimenti

accertato come l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) ha dichiarato

nei suoi VI PP che __________ (di seguito solo __________) non era stato

informato della sua richiesta di “emissione di due cartelle ipotecarie a

carico della Part. no. __________ RFD di __________ per utilizzarle a favore di

ACPR_3. __________ l’ha saputo solo dopo, verso luglio 2003” (PP AC 1 6.10.2005 pag.

4.

e VD all. 1 pag. 2 V R) ed anche __________ ne è venuto a conoscenza solo

dopo la loro costituzione e messa a pegno (PP AC 1 6.10.2005 pag. 4 e 5);

d) che in merito all’uso fatto

da AC 1 delle due cartelle ipotecarie al portatore (di seguito solo CIP) la

Corte ha accertato come a dire dello stesso imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e

111.

segg. CPP) la così ottenuta linea di credito è stata utilizzata in favore

della ACPR_3, di sue altre società come, ad esempio, la __________ e a suo

diretto beneficio (PP AC 1 24.8.2007 pag. 2), ricordato come le due CIP,

sequestrate con decisione 19.1.2008 del PP (AI 21 Inc. MP 2005.7281) sono poi

state restituite alla ACPR_1 sulla scorta di un accordo sottoscritto il

14.6.2007

da questa società, da __________ e da __________ (AI 56, 58, 62 e 63

Inc. MP 2005.7281);

e) che relativamente a questa

imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico

divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di

amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP) per il cui testo

si rinvia al VD all. 2 pag. 3;

7.

che in merito al

pto. 2 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di amministrazione infedele

qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP):

a) l’imputato (art. 104

cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) non contesta i fatti ma l’accusa argomentando

che si trattava di una commissione di vendita imposta da __________ (VD all. 1

pag. 3 I R) seppur riconoscendo le sue dichiarazioni nei VI PP confronto con __________

25.10.2007

a pag. 4 e 5 e 10.10.2005 a pag. 3 secondo ADR (VD all. 1 pag. 3

II/III R);

b) che gli atti all’incarto

attestano una richiesta di data 11.4.2002 della ACPR_1 a firma di AC 1 a __________ con cui si postulava l’emissione a debito di un conto della società di tre assegni e

di un bonifico per complessivi fr. 5'700'000.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 2), una

prima fattura datata 22.4.2003 dell’Immobiliare __________ (di seguito solo

Immobiliare __________, società interamente riconducibile a AC 1) alla banca

per fr. 150'000.- saldata con bonifico del 21.5.2003 (AI 1 doc. 18 Inc. MP

2005.

) e una seconda fattura del 12.5.2003 di questa banca a ACPR_1 per fr.

591'800.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 4) corrisposta con due diversi ordini di

bonifico a danno della ACPR_1 eseguiti l’11.4.2003 per fr. 250'000.- e il

21.5.2003

per fr. 341'800.- (AI 1 doc. 6 e 7 Inc. MP 2005.7281);

c) che in merito all’utilizzo

di fr. 150'000.- accreditati il 21.5.2003 sul conto dell’Immobiliare __________

presso __________ la documentazione bancaria agli atti attesta delle uscite,

principalmente con prelevamenti via cassa, per circa fr. 140'000.-, di cui fr.

60'000.- a favore della ACPR_3 (AI 66 e 67 Inc. MP 2005.7281);

d) che sulla scorta del già

ricordato accordo del 14.6.2007 tra ACPR_1, __________ e __________, la banca

ha riversato alla società fr. 550'000.- pari alla commissione di

intermediazione di fr. 300'000.- e alla penale di fr. 250'000.- a suo tempo

pagate da ACPR_1 alla banca, con successivo trasferimento di fr. 150'000.-

all’Immobiliare __________, e alla società __________ proprietaria della

particella __________ RF di __________ (AI 56 Inc. MP 2005.7281);

8.

che in merito al

pto. 1 dell’AA 35/2011 ed al presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146

cpv. 1 CP):

a) gli atti all’incarto,

segnatamente il rapporto dell’équipe finanziaria del MP del 5.8.2009 (AI

18/1151 Inc. MP 2003.7243) e il doc. TPC 18, attestano insindacabilmente

l’esattezza degli importi, sia per gli apporti effettuati che per il danno

effettivamente patito, così come indicati a pag. 2 dell’AA;

b) che AC 1 ammette di aver “accompagnato

in ACPR_3 i clienti ACPR_4 e __________” (VD all. 1 pag. 3 IV R) a cui però

sottacque come il denaro da loro depositato ai fini di investimento per

complessivi fr. 56'648.- sarebbe stato utilizzato per le esigenze di liquidità

di ACPR_3 o per gli altri scopi indicati a pag. 2 dell’AA (PP confronto AC 1/__________,

di seguito solo __________, 21.5.2008 pag. 8 e 9 nonché VD all. 1 pag. 4 I/III

R) mentre ha dichiarato di aver sempre ritenuto come gli apporti effettuati da __________

(di seguito solo __________) e da ACPR_5 (di seguito solo ACPR_5) per

complessivi fr. 233'693.-, clienti che conobbe personalmente solo dopo i fatti

esposti nell’AA (PP AC 1 21.9.2009 pag. 2), fossero soldi di sola spettanza di __________

(di seguito solo __________, PP AC 1 21.9.2009 pag. 2 e VD all. 1 pag. 4 II R);

c) che l’imputato (art. 104

cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP), membro del consiglio d’amministrazione di ACPR_3

dal 24.1.2002 e successivamente amministratore unico dal 21.2.2003 al

9.11

, non ha negato di esser stato operativo in ACPR_3 incontrandovi i

clienti già a partire da dopo marzo 2002 e di sapere che a quel momento già non

vi era più liquidità (VI PP AC 1 27.10.2005 pag. 4 e VD all. 1 pag. 4 VI R),

rispettivamente, per la posizione di __________ e ACPR_5, che i “soldi non

c’erano più, ma erano stati consumati per spese correnti della società, in

particolare per salari” (PP AC 1 27.10.2005 pag. 8);

d) che in relazione a questi

fatti nei confronti di __________ è stato emesso un decreto d’accusa (di

seguito solo DA) datato 19.4.2011, passato in giudicato (art. 437 segg. CPP),

con una sua condanna per il reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) a danno di __________

e AC 1 ad una pena pecuniaria di fr. 18'000.- pari a 180.- aliquote giornaliere

da fr. 100.- l’una (art. 34 segg. CP) sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1

CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP) oltre che al

pagamento di una multa di fr. 1'000.- (art. 106 CP, AI 23/1357 Inc. MP

2003.7243

e doc. TPC 28) mentre che __________ sarà processato, con altre

persone, in separata sede (AI 24 Inc. MP 2003.7243);

e) che relativamente a questa

imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico

divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di

ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) per il cui testo si rinvia

al VD all. 2 pag. 4 e 5;

9.

che in merito alle

norme del CP applicabili alla fattispecie si ricorda:

a) che giusta

l’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP chi, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio

giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliare la gestione,

mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga, se ha

agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto è punito con una

pena detentiva (art. 40 CP) da uno a cinque anni;

b) che giusta

l’art. 146 cpv. 1 CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere

oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti

pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui è punito con una pena detentiva

(art. 40 CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);

c) che giusta l’art. 138 n. 1

CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria una

cosa mobile altrui che gli è stata affidata rispettivamente indebitamente

impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è

punito con una pena detentiva (art. 40 CP) o con una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP);

10.

che in merito al punto

1.

dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del reato di

amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 e pto. 1.1.1 VD all.

2.

pag. 1) al posto di quello accusatorio di appropriazione indebita (art. 138

n. 1 CP e pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle seguenti

considerazioni:

a) che giusta l’art. 459

cpv. 2 del codice delle obbligazioni svizzero il procuratore, ciò che era AC 1 in seno alla ACPR_1 al momento dei fatti, non può alienare o vincolare la proprietà fondiaria se

non gli sia stata espressamente conferita questa facoltà, ciò che in specie non

fu mai il caso. Da ciò ne consegue come le due CIP non avrebbero mai potuto

essere costituite, e l’errore così commesso dai funzionari del RC di __________

non trovasi sanato (VD pag. 4) dalla loro successiva emissione in quanto

comunque nulle, né tantomeno AC 1 avrebbe mai potuto validamente appropriarsene

in assenza, proprio per questo motivo, di un qualsivoglia loro valido

affidamento;

b) che l’argomentazione

sollevata dalla difesa onde ottenere il proscioglimento dell’imputato (art. 104

cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) dal pto. 1 di questo AA e cioè,

indipendentemente o meno dalla sua veridicità, ciò che in questa sede può

restare irrisolto, che essendo lui e non __________ l’unico proprietario ed

avente diritto economico della ACPR_1 le due CIP non erano cose mobili altrui

ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (VD pag. 4, all. 1 pag. 2 e doc. DIB. 3), non

merita protezione alcuna dopo richiamo, oltre che del DTF 97 IV 10,

della massima in DTF 117 IV 259 secondo cui una società anonima con un

solo azionista costituisce una persona distinta anche per l’azionista unico ed

il suo patrimonio è pertanto per lui un patrimonio di terzi;

c) che la fattispecie, anche

solo per un evidente parallelismo con i fatti di cui la pto. 2 di questo stesso

AA, adempie invece pacificamente i presupposti oggettivi e soggettivi di legge

di cui all’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP essendosi trattato di un atto di gestione

contrario al dovere di AC 1 nei confronti della ACPR_1 visto come né __________

né __________ avessero mai dato il loro preventivo consenso a questa

operazione, procacciando così sia a sé che ad altri un indebito profitto grazie

alla successiva messa a pegno di queste due CIP e alla contestuale concessione

di una linea di credito di fr. 490'000.-, interamente utilizzata, in favore

della __________;

11.

che in merito al punto

2.

dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111

segg. CPP) colpevole del reato di amministrazione infedele qualificata (art.

158.

n. 1 cpv. 3 nonché pto. 1.1.2 VD all. 2 pag. 1 e 2) valendo sia quanto

sopra esposto nelle lett. b) e c) del considerando (di seguito solo cons.) 10

della presente sentenza senza altresì dimenticare, quo al danno, l’assoluta

infondatezza di una fatturazione di fr. 150'000.- per il suo reale

interessamento a questa transazione immobiliare, che lo stesso AC 1, del resto,

nel suo VI PP 10.10.2005 a pag. 3, aveva quantificato in fr. 10'000.-/12'000.-.

Da ciò anche la pacifica concretizzazione dell’aspetto soggettivo del reato, ad

ulteriore riprova del suo “siete matti” ai funzionari della __________

(PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007 pag. 4) e l’ulteriore sua accettata

proposta di emettere “una fattura tramite la __________ di CHF 150'000 e poi

pensiamo anche alla ACPR_3” (PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007

pag.4);

12.

che in merito

all’unica imputazione dell’AA 35/2011 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del

reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) limitatamente alla posizione di ACPR_4

(pto. 1.2 VD all. 2 pag. 2), condannandolo invece quo alle posizioni di __________,

ACPR_5 e __________ (di seguito solo __________) al reato di ripetuta

appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD all. 2 pag. 2) con

contestuale proscioglimento dal reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP)

per l’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle

seguenti considerazioni:

a) che la concretizzazione del

reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) nei confronti di ACPR_4 per averlo

manifestamente ingannato con astuzia alfine di perseguire gli illeciti scopi

indicati nell’AA trovasi data sia dalle stesse dichiarazioni di questo AP (art.

104.

cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) nel suo VI PP 28.11.2007 a pag. 2 sia dalle

relative ammissioni dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) nel

suo VI PP di confronto con __________ 21.5.2008 a pag. 8;

b) che l’assenza di una

specifica audizione di __________ così come la constatazione come la conoscenza

dell’accusato di __________ e ACPR_5 sia postuma ai loro apporti esclude

pacificamente la realizzazione del presupposto reato di ripetuta truffa (art.

146.

cpv. 1 CP e pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2);

c) che l’imputato (art. 104

cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve invece rispondere per queste tre posizioni

del reato di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD

all. 2 pag. 2) essendo pacifico che, limitatamente all’importo di fr.

245'341.-, gli apportati capitali sono stati malversati, richiamato il cons. 8

c) della presente sentenza, dopo gennaio/marzo 2002, e per delle finalità che

nulla avevano a che vedere con gli scopi per cui erano stati affidati;

13.

che quo alla

commisurazione della pena si ricorda:

a) che giusta

l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo

conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita, ricordato come giusta l’art. 47

cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o

esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità

dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle

circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di

evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;

b) che giusta l’art. 40 CP di

regola la durata della pena detentiva è di almeno sei mesi, la durata massima è

di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;

c) che

giusta l’art 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una

pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37

segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una

pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal

commettere nuovi crimini o delitti ritenuto come in base all’art. 42 cpv. 2 CP

se nei cinque anni prima del reato l’autore è stato condannato a una pena

detentiva (art. 40 CP) di almeno sei mesi con o senza condizionale o a una pena

pecuniaria (art. 37 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere la sospensione

è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli;

d) che giusta

l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte

l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a

cinque anni;

e) che giusta l’art. 48 lett.

e) CP il giudice attenua la pena se la stessa ha manifestamente perso di senso

visto il tempo trascorso dal reato e da allora l’autore ha tenuto buona

condotta, riduzione che, conformemente all’art. 48a CP, comporta come il

giudice non sia vincolato alla pena minima comminata (art. 48a cpv. 1 CP) e

possa pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato pur restando

legato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena (art. 48a cpv. 2

CP);

f) che giusta l’art. 49 cpv. 1

CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di

più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista

per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ricordato come non può aumentare

di oltre la metà il massimo della pena comminata, che è in ogni modo vincolato

al massimo legale del genere di pena e che se deve essere giudicato un reato

che l’autore ha commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto,

il giudice determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito

più gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati

compresi in un unico giudizio (art. 49 cpv. 2 CP);

14.

che AC 1, potendo

ancora beneficiare di una prognosi non negativa e quindi dell’applicazione

dell’art. 42 cpv. 1 CP malgrado i suoi datati due DA che comunque non adempiono

le condizioni di legge di cui all’art. 42 cpv. 2 CP, è stato condannato ad una

pena detentiva (art. 40 CP) di tredici mesi a valere quale pena parzialmente

aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a quelle inflittagli il 29.3.2004 ed il

27.9.2004

dal MP (pto. 3.1 VD all. 2 pag. 2), sospesa condizionalmente (art. 42

cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e pto. 4 VD

all. 2 pag. 3). Tale condanna tiene conto, ponderandoli equamente ex art. 47

CP, dei vari aspetti propri a questo caso tra cui si ricordano, in particolare,

la violazione del principio di celerità per entrambi gli AA ed il lungo tempo

trascorso dai fatti limitatamente all’AA 35/2011 (art. 48 lett. e CP e pto. 3

VD all. 2 pag. 2), la gravità del comportamento dell’imputato (art. 104 cpv. 1

lett. a e 111 segg. CPP) e quindi la sua colpa (art. 47 cpv. 1 CP) tenuto conto

anche solo della reiterazione del suo agire e del danno occasionato alla ACPR_1

e ai clienti della ACPR_3, della prestata sua collaborazione ma non confessione

in sede d’inchiesta, della sua età e stato di salute (VD all. 1 pag. 2 e doc.

DIB. 2) oltre che del fatto che dal 2004 non ha più interessato le autorità

penali;

15.

che giusta l’art. 122

cpv. 1 CPP il danneggiato (art. 115 CPP) può, in veste di AP (art. 104 cpv. 1

lett. b e 118 segg. CPP), far valere in via adesiva nel procedimento penale

pretese di diritto civile desunte dal reato ricordato come sia AP (art. 104

cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) il danneggiato (art. 115 CPP) che dichiara

espressamente a un’autorità di perseguimento penale, per scritto o oralmente a

verbale, ma al più tardi alla conclusione della procedura preliminare, di voler

partecipare al procedimento penale con un’azione penale, con la quale può

chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del reato,

rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con la quale può far valere

in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte dal reato (art. 118

cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP). In quest’ultimo caso la pretesa fatta valere deve

per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione scritta o verbale

di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente motivata per iscritto, ma al più

tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di prova invocati (art. 123 CPP);

16.

che in merito alla

posizione ACPR_4 l’UEF di __________ con scritto 16.5.2012 ha postulato “la

condanna del signor AC 1 alla restituzione della somma di Fr. 42'500.-, pari al

danno patito dal signor ACPR_4” (doc. TPC 31), richiesta non contestata

dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) in sede dibattimentale

(VD all. 1 pag. 5 I R) e innegabilmente da lui dovuta in base alle risultanze

agli atti (pto. 3.2 VD all. 2 pag. 2);

17.

che giusta l’art. 135

cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del

difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando

come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche

glielo permettano, l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) condannato

a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la

retribuzione alla Confederazione o al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP)

rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione

ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP), ricordato come

un eventuale reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da

inoltrare, in un termine di 10 gg. (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei

reclami penali (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP). Ciò posto si

ricorda allora che:

a) per la determinazione

della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) si richiama, in

merito all’onorario, l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi

di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1.) così come l’art. 6 cpv. 1 e 2 della

stessa normativa per quel che concerne il computo delle spese;

b) che l’avv. DUF 1,

patrocinatore d’ufficio (art. 132 e 133 CPP) di AC 1 dal 25.6.2009 (doc. TPC 5)

ha consegnato alla Corte una nota professionale datata 8.6.2012 per il periodo

26.6

/9.6.2012 (doc. TPC 36 e VD pag. 3), indicante un importo totale,

comprensivo di spese, onorario ed IVA, di fr. 11'727.36 con un dispendio orario

di 54 ore (di seguito solo h), pari a 3’240 minuti (di seguito solo min) a fr.

180.

-/h (art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1.) e delle spese forfetarie, calcolate al

10% dell’onorario, di fr. 972.- (art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1);

c) che in relazione a questa

parcella (doc. TPC 36) la Corte ha unicamente proceduto ad una parziale

riduzione delle poste “visione atti”, “consultazioni verbali”, “lettura

atti” e “dispendio orario stimato per preparazione e svolgimento

pubblico dibattimento e trasferta” con conseguente diminuzione delle

indicate 54 h a 51 h e 30 min, corrispondenti a 3090 min, da cui il seguente

conteggio:

onorario (3090 min . x fr. 3.-/min) fr. 9'270.00

spese (6% di fr. 9'270.-) fr. 556.20

IVA fr. 786.10

totale fr. 10'612.30

anticipato dallo Stato (art. 135 cpv. 4 CPP nonché pti. 6 e 6.1 VD

all. 2 pag. 3);

18.

che visto il parziale

proscioglimento di AC 1 dalle imputazioni di appropriazione indebita (art. 138

n. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 139/2007 (pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e di

ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 35/2011

limitatamente all’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2), la

tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali (art. 422 CPP) sono

poste a carico del condannato in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a

carico dello Stato (art. 418 cpv. 1 CPP e pto. 5 VD all. 2 pag. 3).

Visti gli art. 12, 40, 42, 44,

47, 49, 97 cpv. 1 lett. c, 109, 138 n. 1, 146 cpv. 1, 158 n. 1 cpv. 3, 169,

174.

n. 1, 178 e 325 CP;

80.

segg., 84 segg., 135, 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle

spese;

dichiara e pronuncia:

AC 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

amministrazione infedele

qualificata

siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito

profitto, obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio

della ACPR_1 di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio

dovere danneggiandolo, per avere,

1.1.1

a __________, __________ e __________,

nel periodo marzo/agosto 2003, fatto emettere e consegnato alla __________ due

cartelle ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 costituite

in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata, di fr.

490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare

dell’esposizione debitoria della ACPR_3;

1.1.2

a __________ e __________, nel

periodo marzo/novembre 2003, , concordato con __________, a carico e

all’insaputa della ACPR_1, una commissione di intermediazione nell’ambito di

un’operazione immobiliare di fr. 300'000.-, di cui fr. 150'000.- accreditati su

una relazione intestata dall’Immobiliare __________ per essere utilizzati in

suo favore, di questa società e della ACPR_3;

1.2

truffa

per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo 10.5.2002/27.5.2002,

in correità con __________ e __________ __________, per procacciare a sé o ad

altri un indebito profitto, ingannato con astuzia ACPR_4, cliente della ACPR_3,

inducendolo a versare complessivamente fr. 45’000 e causandogli un danno

effettivo di fr. 42’500.-;

1.3

ripetuta appropriazione

indebita

per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo marzo/settembre

2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a

profitto proprio o di terzi fr. 245'341.- affidatigli, con un danno effettivo

per __________, ACPR_5 e __________, clienti della ACPR_3, di fr. 114'210.-;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa nonché precisato nel

verbale del dibattimento e nei considerandi.

2.

AC 1 è prosciolto

dall’imputazione di:

2.1

appropriazione indebita

di cui al punto 1 dell’atto d’accusa 139/2007;

2.2

ripetuta truffa di cui

al punto 1 dell’atto d’accusa 35/2011 limitatamente all’importo di fr.

245'341.-.

3.

Di conseguenza AC 1, considerata

la violazione del principio di celerità per entrambi i due atti d’accusa ed il

lungo tempo trascorso dai fatti limitatamente all’atto d’accusa 35/2011, è

condannato:

3.1

alla pena detentiva di 13

(tredici) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva a quelle

inflittagli il 29.3.2004 ed il 27.9.2004 dal Ministero pubblico del Canton

Ticino;

3.2

a versare all’accusatore

privato ACP_4 fr. 42'500.- a titolo di risarcimento danni.

4.

L’esecuzione della pena detentiva

inflitta a AC 1 è condizionalmente sospesa con un periodo di prova di 2 (due)

anni.

5.

La tassa di giustizia di

fr. 1’000.- (mille) e le spese procedurali sono poste a carico di AC 1 in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a carico dello Stato.

6.

Le spese di difesa di AC 1

sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.

6.1

La nota professionali

dell’8.6.2012 dell’avv. DUF 1 è approvata per fr. 10'612.30, comprensiva di

onorario, spese e IVA.

§ La quantificazione della

retribuzione del difensore è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel

termine di 10 giorni (art. 135 cpv. 3 e 393 cpv. 1 lett. b CPP).

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese (7/10):

Tassa di giustizia fr. 700.--

Inchiesta preliminare fr. 140.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 88.70

fr. 928.70

===========

Il rimanente è a carico

dello Stato.