72.2007.143
Amministrazione infedele qualificata e altri reati patrimoniali
12 giugno 2012Italiano36 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2007.143
Lugano,
12 giugno 2012/md
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise correzionali di Lugano
composta da:
giudice Marco Villa, Presidente
Orsetta Bernasconi, vicecancelliera
sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatori
privati:
ACPR_1,
rappresentato dall’avv. RAAP_1,
ACPR_2,
ACPR 3,
c/o
ACPR 4,
c/o
ACPR_5,
contro
AC 1,
patrocinato dall’avv. DUF 1
imputato, a norma dell'atto
d'accusa 139/2007 del 26.11.2007 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di
1. appropriazione indebita
per essersi
a __________, __________ e __________
nel periodo marzo-agosto 2003,
per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate, e
meglio per essersi
in qualità di procuratore con firma individuale della ditta ACPR_1
(ora (ora ACPR_1),
appropriato di due cartelle ipotecarie al portatore di CHF
500'000.--cadauna gravanti in secondo rango il fondo Part. n. __________ RFD __________
di proprietà della ACPR_1,
cartelle ipotecarie delle quali l’accusato aveva ottenuto l’emissione
dall’Ufficio dei registri di __________ mediante istanza del 26.03.2003 e
ch’egli ha consegnato in data 16.04.2003 per il tramite dell’avv. notaio __________
alla __________,
costituendole in pegno a favore di quest’ultima:
- l’una a garanzia di una
linea di credito di CHF 490'000.-- concessa da __________ alla __________,
società di cui l’accusato era amministratore con firma individuale ed avente
diritto economico, linea di credito interamente utilizzata dall’accusato,
segnatamente mediante prelievi in contanti effettuati nel periodo
01.04.2003-29.08.2003, a favore proprio, della ditta __________ nonché della
ditta ACPR_3 di cui l’accusato era amministratore unico,
- l’altra a garanzia
supplementare dell’esposizione debitoria (CHF 3'200'000 circa) di ACPR_3 nei
confronti di __________;
ritenuto che nel frattempo ACPR_1 e __________ hanno trovato un
accordo in base al quale le due cartelle ipotecarie sono state restituite a ACPR_1;
2. amministrazione infedele
qualificata siccome commessa per procacciare a sé e ad
altri un indebito profitto
per avere
a __________ e __________,
nel periodo marzo-novembre 2003
siccome obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il
patrimonio altrui, mancando al proprio dovere, danneggiato tale patrimonio, e
meglio per avere
in qualità di procuratore con firma individuale della ditta ACPR_1
(ora ACPR_1),
mancato al suo dovere di fedeltà, segnatamente concordando con __________
ed all’insaputa di ACPR_1, nell’ambito di un’operazione immobiliare consistente
nell’acquisto da parte di quest’ultima del fondo Part. n. __________ RF di __________,
una commissione di intermediazione a carico di ACPR_1 di CHF 300'000.--, di cui
CHF 150'000 destinati alla Banca e CHF 150'000.-- destinati alla ditta
Immobiliare __________, società di cui l’accusato era amministratore unico ed
avente diritto economico,
causando in tal modo un danno di almeno CHF 150'000.-- al
patrimonio della ACPR_1,
ritenuto che l’addebito (CHF 300'000.-- + IVA) della relazione
intestata a ACPR_1 presso __________ e l’accredito (CHF 150'000.--) sulla
relazione intestata a Immobiliare __________ presso la stessa Banca sono
avvenuti contestualmente con valuta 21.05.2003 e che l’importo di CHF
150'000.-- è stato interamente utilizzato dall’accusato, segnatamente mediante
prelievi in contanti e pagamenti postali effettuati nel periodo
22.05.2003-07.11.2003, a favore proprio, della ditta Immobiliare __________
nonché della ditta ACPR_3;
ritenuto altresì che nel frattempo ACPR_1 e __________ hanno trovato
un accordo in base al quale __________ ha restituito a ACPR_1 la somma pagata a
titolo di commissione di intermediazione;
3. distrazione di valori
patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale
per avere
a __________,
nell’aprile 2004
agendo in qualità di amministratore unico della ACPR_3,
arbitrariamente disposto in danno dei creditori di valori
patrimoniali compresi in un inventario della procedura di ritenzione, e meglio
per avere
3.1 venduto il 19.04.2004
per fr. 3'000.-- a tale __________ parte dei libri (libri editi da __________ e
un’enciclopedia) di cui alla posizione n. 12 dell’inventario 17.11.2003,
sapendo che gli stessi erano vincolati da diritto di ritenzione,
3.2 venduto il 26.04.2004
per fr. 13’500.-- a tale __________, cittadino spagnolo, un arazzo fiammingo “Oasi”,
un quadro “Suonatore di violoncello” ed una litografia astratta di Mirò di cui
alle posizioni n. 3, 6 e 7 dell’inventario 17.11.2003, sapendo che gli stessi
erano vincolati da diritto di ritenzione.
4. calunnia
per avere
a __________
il 23 maggio 2007,
comunicando con terzi e sapendo di dire cosa non vera, incolpato
una persona di condotta disonorevole o di altri fatti che possono nuocere alla
di lei reputazione, e meglio per avere
presso gli uffici della ACPR_1 (già ACPR_1),
parlando con ACPR_2 in presenza di alcuni artigiani, incolpato
quest’ultimo di aver ucciso una persona in un incidente della circolazione
stradale, omettendo di prestare soccorso e scappando dal luogo dell’incidente,
sapendo che in realtà nessuno era rimasto ucciso e che ACPR_2 era
rimasto sul luogo dell’incidente;
5. inosservanza delle norme
legali sulla contabilità
per avere
a __________ e __________
dal febbraio 2003 in poi,
intenzionalmente o per negligenza omesso di ottemperare all’obbligo
imposto dalla legge di tenere regolarmente e conservare i libri di commercio, e
meglio per avere
in qualità di amministratore unico della ditta Immobiliare __________,
omesso di tenerne regolarmente e conservarne i libri di commercio,
segnatamente di allestirne la contabilità, il bilancio ed il conto economico,
ritenuto inoltre che nessun esercizio ha così potuto essere fatto
oggetto di revisione da parte dell’ufficio di revisione;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: art. 138 cifra 1 CP, 158 cifra 1 cpv. 3 CP,
169 CP, 174 cifra 1 CP e art. 325 CP;
ed inoltre imputato, a
norma dell’atto d’accusa aggiuntivo 35/2011 del 19 aprile 2012 emanato dal
Procuratore pubblico PP_2, di:
truffa, ripetuta
per avere
a __________ nonché in altre località,
nel periodo marzo-settembre 2002,
allo scopo di procacciar a sé e ad altri un indebito profitto,
ingannato con astuzia persone, affermando cose false e sottacendo
cose vere, inducendole ad atti pregiudizievoli del proprio patrimonio, e meglio
per avere
agendo in qualità di membro del CdA della ACPR_3,
in correità con __________, direttore della società, nonché,
parzialmente, con __________ (che aveva introdotto i clienti ACPR_5 e __________),
contro i quali si procede separatamente,
sottacendo la precaria situazione finanziaria della società ed in
particolare il fatto che i costi operativi erano superiori ai ricavi,
sottacendo inoltre che le liquidità conferite dai clienti non venivano impiegate come pattuito, segnatamente
investite o tenute in deposito, ma utilizzate per coprire le necessità
societarie e personali, come anche per rimborsare clienti i cui capitali non
erano più disponibili per gli stessi motivi,
ingannato con astuzia clienti della società, ignari del fatto che
Fatti
i loro capitali sarebbero stati utilizzati a fini a loro estranei, inducendoli
a versare complessivi CHF 290’341, e meglio singolarmente
Valori in CHF
Cliente
Riferimento
Apporti
Ritiri
Danno
ACPR_4
45'000
-2'500
42'500
__________
e ACPR_5
233’693
-131’131
102’562
__________
11'648
0
11'648
Totali CHF
290’341
156’710
mettendo in tal modo in
concreto pericolo, perlomeno temporaneo, i capitali raccolti,
rispettivamente causando ai citati clienti – al netto dei rimborsi effettuati -
un danno effettivo complessivo di CHF 156’710.
denaro utilizzato a favore proprio o della propria società __________,
di __________, di __________, della ACPR_3 e di altri clienti di quest’ultima;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: dall'art. art. 146 cpv. 1 CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP_2, in
rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato AC 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 16:40.
Evase le
seguenti
questioni: Richiamato
l’art. 339 cpv. 2 lett. b) CPP, i punti 3 e 5 dell’AA139/2007, gli art. 97 cpv.
1 lett. c), 109, 169 e 325 CP nonché il doc. TPC 16, il Presidente e le parti
si danno atto dell’intervenuta prescrizione dei reati di distrazione di valori
patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale e inosservanza delle norme
legali sulla contabilità. Le imputazioni di cui ai punti 3 e 5 dell’AA 139/2007
vengono stralciate e l’AA è modificato di conseguenza.
In relazione all’AA 35/2011 il
Presidente, con l’accordo delle parti, richiamato il doc. TPC 10, rettifica
l’indicazione dell’accusatore privato ACPR_4, rappresentata dall’UEF di __________.
L’AA è modificato di conseguenza. Il Presidente ricorda pure come in forza ai
doc. TPC 18 e 28 ACPR_5 è accusatore privato.
L’DUF 1 in merito al capo d’accusa n. 4 dell’ACC 139/2007 chiede alla Corte, in virtù degli artt. 174 e 178
CP, di valutare l’intervenuta prescrizione dell’azione penale, ritenuto come i
fatti datino 23.6.2007 ed il termine di prescrizione sia di 4 anni.
Il PP concorda con l’eccezione
sollevata e pertanto, d’accordo tutte le parti, il punto 4 dell’ACC 139/2007 è
stralciato con conseguente modifica dell’atto d’accusa.
Il Presidente, richiamato l’art.
344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i
fatti di cui al punto 1 dell’AA 139/2007, qualificabili alternativamente in
amministrazione infedele qualificata ai sensi dell’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP
(siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, per
avere, a __________, __________ e __________, nel periodo marzo/agosto 2003,
obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio della ACPR_1
di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio dovere
danneggiandolo, facendo emettere e consegnando alla __________ due cartelle
ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 che
costituì in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata,
di fr. 490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare
dell’esposizione debitoria della ACPR_3) e dà loro facoltà di pronunciarsi in
merito.
Le parti ne prendono atto.
Il Presidente, richiamato l’art.
344 CPP, comunica alle parti il suo apprezzamento giuridico divergente per i
fatti di cui al punto 1 dell’AA 35/2011, qualificabili alternativamente in
ripetuta appropriazione indebita ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (per avere, a __________
ed in altre località, nel periodo marzo/settembre 2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a profitto proprio o di terzi
fr. 290'341.- affidatigli, con un danno effettivo per quattro clienti della ACPR_3,
al netto dei rimborsi effettuati, di fr. 156'710.-) e dà loro facoltà di
pronunciarsi in merito.
Le parti ne prendono atto.
Sentiti: - il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale postula la conferma dell’atto d’accusa,
precisato che per il punto 1 AA 139/2007 si debba comunque considerare il reato
di appropriazione indebita ritenuto come l’Ufficio dei registri abbia sanato
l’atto di amministrazione infedele dovuto alla mancanza di poteri del
procuratore AC 1 (cfr. 459 CO) e precisato quo all’atto d’accusa aggiuntivo che
la fattispecie ACPR_5/__________ può eventualmente realizzare il prospettato
reato di appropriazione indebita, e in considerazione della violazione del
principio di celerità conclude chiedendo che l’imputato sia condannato alla
pena detentiva di 15 mesi, posta al beneficio della sospensione condizionale
con un periodo di prova di 2 anni, a valere quale pena aggiuntiva ai due
decreti d’accusa del 2004.
Chiede inoltre il riconoscimento della pretesa ACPR_4, mentre si
rimette al giudizio della Corte quo alla nota professionale del difensore;
- l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato, il quale contesta i reati di cui ai punti 1 e 2
dell’AA 139/2007 (e con riferimento al punto 1 anche nella prospettata forma di
amministrazione infedele) e la ripetuta truffa dell’atto d’accusa aggiuntivo
per la fattispecie __________/ACPR_5 per cui chiede il proscioglimento del suo
assistito, rilevando per le altre due fattispecie (ACPR_4 e __________) che è
piuttosto realizzato il reato di appropriazione indebita in mancanza
dell’inganno astuto. In applicazione dell’attenuante specifica del lungo tempo
trascorso e vista la violazione del principio di celerità conclude chiedendo
perlomeno una sostanziale riduzione della pena se non l’abbandono del
procedimento;
- Il
Procuratore pubblico, in replica dà lettura delle dichiarazioni di __________
nel VI PP 25.10.2007 e pone in risalto l’accordo 14.6.2007 tra ACPR_1 (già ACPR_1),
__________ e __________ (AI 56), non sottoscritto dall’imputato, a sostegno
della posizione di azionista di __________.
Considerato, in
fatto ed in diritto
1. che i presupposti
reati di distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento
giudiziale (articolo, di seguito solo art., 169 del codice penale svizzero, di
seguito solo CP), di calunnia (art. 174 cifra, di seguito solo n., 1 CP) ed
inosservanza delle norme legali sulla contabilità (art. 325 CP) di cui al primo
atto d’accusa (di seguito solo AA) 139/2007 del 25.11.2007 nei confronti di AC
1 (di seguito solo AC 1) risultano prescritti ai sensi degli art. 97 capoverso
(di seguito solo cpv.) 1 lettera (di seguito solo lett.) c), 109 e 178 cpv. 1
CP, da cui il susseguente stralcio delle imputazioni di cui ai punti (di
seguito solo pti.) 3, 4 e 5 dell’AA 139/2007 e relativa sua modifica (verbale
del dibattimento, di seguito solo VD, pagine, di seguito solo pag., 2 e 3
nonché documento, di seguito solo doc., del tribunale penale cantonale, di
seguito solo TPC, 16);
Considerandi
2.
che con preventivo
accordo delle parti e contestuale modifica dell’AA 35/2011 il Presidente della
Corte ha rettificato l’indicazione dell’accusatore privato (di seguito solo AP,
art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 seguenti, di seguito solo segg., del codice di
diritto processuale penale svizzero, di seguito solo CPP) ACPR_4 (di seguito
solo ACPR_4) rappresentata dall’ufficio di esecuzioni e fallimenti (di seguito
solo UEF) di __________ (doc. TPC 10 e VD pag. 2) ricordato come ACPR_5, in
forza ai doc. TPC 18 e 28, sia diventata pure lei AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e
118.
segg. CPP nonché VD pag. 2);
3.
che per quel che
concerne la vita anteriore, le condizioni personali e i precedenti penali di AC
1.
si richiamano, oltre che i doc. TPC 3, 17, 20 e 21 nonché il doc.
dibattimentale, di seguito solo DIB., 4 (VD pag. 3), l’atto istruttorio (di
seguito solo AI) 20/1199 dell’incarto (di seguito solo Inc.) del Ministero
Pubblico (di seguito solo MP) 2003.7243 ed il doc. TPC 27, i cui contenuti sono
stati confermati e precisati in aula dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111
segg. CPP, VD allegato, di seguito solo all., 1 pag. 1 risposta, di seguito
solo R, I, pag. 2 R I/II e doc. DIB. 2);
4.
che AC 1 compare in
aula per rispondere dell’AA 139/2007 datato 25.11.2007 per i presupposti reati
di appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP), fatti avvenuti a __________, __________
e __________ nel periodo marzo/agosto 2003 a danno della __________, di seguito solo ACPR_1, ora ACPR_1, di seguito solo ACPR_1, e di amministrazione infedele
qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP), fatti avvenuti a __________ e __________,
nel periodo marzo/novembre 2003 sempre a danno della citata società;
5.
che l’imputato (art.
104.
cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve parimenti rispondere dell’AA 35/2011
datato 19.4.2011 per il presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1
CP), fatti avvenuti a __________ ed in altre località, nel periodo
marzo/settembre 2002 a danno di quattro diversi clienti della ACPR_3 (di
seguito solo ACPR_3) per un valore, al netto dei rimborsi, di franchi (di
seguito solo fr.) 290'341.-;
6.
che in merito al
punto (di seguito solo pto.) 1 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di
appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP):
a) AC 1 non
contesta i fatti, ma l’accusa (VD all. 1 pag. 2 III R) argomentando
principalmente che al momento dei fatti era lui il proprietario delle azioni
della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 VII R e doc. DIB. 3);
b) che quo ai fatti, al momento
dei quali AC 1 era solo procuratore della ACPR_1 (VD all. 1 pag. 2 IV R), la
Corte richiama espressamente l’all. 1 del verbale d’interrogatorio (di seguito
solo VI) 20.9.2005 del procuratore pubblico (di seguito solo PP) a __________,
di seguito solo __________ (lettera 25.3.2003 di AC 1 alla __________, di
seguito solo __________, e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’all. 2 del VI PP AC 1
6.10.2005
(sua dichiarazione del 5.8.2003 e VD all. 1 pag. 2 IV R), l’AI 4 Inc.
MP 2005.7281 (lettera 9.9.2005 della __________ al PP), l’all. 2 del VI PP __________
20.9.2005
(lettera 3.4.2003 della __________ alla __________., di seguito solo __________),
l’all. 5 del VI PP __________ 20.9.2005 (lettera 28.4.2003 della __________
alla ACPR_1) nonché gli all. 4 e 5 del VI PP __________ (di seguito solo __________)
8.9.2005
(lettere 24.7.2003 della __________/ACPR_1 all’ufficio del registro di
commercio, di seguito solo RC, di _____, alla __________ e alla banca __________
nonché VD all. 1 pag. 2 VII R);
c) che la Corte ha parimenti
accertato come l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) ha dichiarato
nei suoi VI PP che __________ (di seguito solo __________) non era stato
informato della sua richiesta di “emissione di due cartelle ipotecarie a
carico della Part. no. __________ RFD di __________ per utilizzarle a favore di
ACPR_3. __________ l’ha saputo solo dopo, verso luglio 2003” (PP AC 1 6.10.2005 pag.
4.
e VD all. 1 pag. 2 V R) ed anche __________ ne è venuto a conoscenza solo
dopo la loro costituzione e messa a pegno (PP AC 1 6.10.2005 pag. 4 e 5);
d) che in merito all’uso fatto
da AC 1 delle due cartelle ipotecarie al portatore (di seguito solo CIP) la
Corte ha accertato come a dire dello stesso imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e
111.
segg. CPP) la così ottenuta linea di credito è stata utilizzata in favore
della ACPR_3, di sue altre società come, ad esempio, la __________ e a suo
diretto beneficio (PP AC 1 24.8.2007 pag. 2), ricordato come le due CIP,
sequestrate con decisione 19.1.2008 del PP (AI 21 Inc. MP 2005.7281) sono poi
state restituite alla ACPR_1 sulla scorta di un accordo sottoscritto il
14.6.2007
da questa società, da __________ e da __________ (AI 56, 58, 62 e 63
Inc. MP 2005.7281);
e) che relativamente a questa
imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico
divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di
amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP) per il cui testo
si rinvia al VD all. 2 pag. 3;
7.
che in merito al
pto. 2 dell’AA 139/2007 ed al presupposto reato di amministrazione infedele
qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 CP):
a) l’imputato (art. 104
cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) non contesta i fatti ma l’accusa argomentando
che si trattava di una commissione di vendita imposta da __________ (VD all. 1
pag. 3 I R) seppur riconoscendo le sue dichiarazioni nei VI PP confronto con __________
25.10.2007
a pag. 4 e 5 e 10.10.2005 a pag. 3 secondo ADR (VD all. 1 pag. 3
II/III R);
b) che gli atti all’incarto
attestano una richiesta di data 11.4.2002 della ACPR_1 a firma di AC 1 a __________ con cui si postulava l’emissione a debito di un conto della società di tre assegni e
di un bonifico per complessivi fr. 5'700'000.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 2), una
prima fattura datata 22.4.2003 dell’Immobiliare __________ (di seguito solo
Immobiliare __________, società interamente riconducibile a AC 1) alla banca
per fr. 150'000.- saldata con bonifico del 21.5.2003 (AI 1 doc. 18 Inc. MP
2005.
) e una seconda fattura del 12.5.2003 di questa banca a ACPR_1 per fr.
591'800.- (PP AC 1 10.10.2005 all. 4) corrisposta con due diversi ordini di
bonifico a danno della ACPR_1 eseguiti l’11.4.2003 per fr. 250'000.- e il
21.5.2003
per fr. 341'800.- (AI 1 doc. 6 e 7 Inc. MP 2005.7281);
c) che in merito all’utilizzo
di fr. 150'000.- accreditati il 21.5.2003 sul conto dell’Immobiliare __________
presso __________ la documentazione bancaria agli atti attesta delle uscite,
principalmente con prelevamenti via cassa, per circa fr. 140'000.-, di cui fr.
60'000.- a favore della ACPR_3 (AI 66 e 67 Inc. MP 2005.7281);
d) che sulla scorta del già
ricordato accordo del 14.6.2007 tra ACPR_1, __________ e __________, la banca
ha riversato alla società fr. 550'000.- pari alla commissione di
intermediazione di fr. 300'000.- e alla penale di fr. 250'000.- a suo tempo
pagate da ACPR_1 alla banca, con successivo trasferimento di fr. 150'000.-
all’Immobiliare __________, e alla società __________ proprietaria della
particella __________ RF di __________ (AI 56 Inc. MP 2005.7281);
8.
che in merito al
pto. 1 dell’AA 35/2011 ed al presupposto reato di ripetuta truffa (art. 146
cpv. 1 CP):
a) gli atti all’incarto,
segnatamente il rapporto dell’équipe finanziaria del MP del 5.8.2009 (AI
18/1151 Inc. MP 2003.7243) e il doc. TPC 18, attestano insindacabilmente
l’esattezza degli importi, sia per gli apporti effettuati che per il danno
effettivamente patito, così come indicati a pag. 2 dell’AA;
b) che AC 1 ammette di aver “accompagnato
in ACPR_3 i clienti ACPR_4 e __________” (VD all. 1 pag. 3 IV R) a cui però
sottacque come il denaro da loro depositato ai fini di investimento per
complessivi fr. 56'648.- sarebbe stato utilizzato per le esigenze di liquidità
di ACPR_3 o per gli altri scopi indicati a pag. 2 dell’AA (PP confronto AC 1/__________,
di seguito solo __________, 21.5.2008 pag. 8 e 9 nonché VD all. 1 pag. 4 I/III
R) mentre ha dichiarato di aver sempre ritenuto come gli apporti effettuati da __________
(di seguito solo __________) e da ACPR_5 (di seguito solo ACPR_5) per
complessivi fr. 233'693.-, clienti che conobbe personalmente solo dopo i fatti
esposti nell’AA (PP AC 1 21.9.2009 pag. 2), fossero soldi di sola spettanza di __________
(di seguito solo __________, PP AC 1 21.9.2009 pag. 2 e VD all. 1 pag. 4 II R);
c) che l’imputato (art. 104
cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP), membro del consiglio d’amministrazione di ACPR_3
dal 24.1.2002 e successivamente amministratore unico dal 21.2.2003 al
9.11
, non ha negato di esser stato operativo in ACPR_3 incontrandovi i
clienti già a partire da dopo marzo 2002 e di sapere che a quel momento già non
vi era più liquidità (VI PP AC 1 27.10.2005 pag. 4 e VD all. 1 pag. 4 VI R),
rispettivamente, per la posizione di __________ e ACPR_5, che i “soldi non
c’erano più, ma erano stati consumati per spese correnti della società, in
particolare per salari” (PP AC 1 27.10.2005 pag. 8);
d) che in relazione a questi
fatti nei confronti di __________ è stato emesso un decreto d’accusa (di
seguito solo DA) datato 19.4.2011, passato in giudicato (art. 437 segg. CPP),
con una sua condanna per il reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) a danno di __________
e AC 1 ad una pena pecuniaria di fr. 18'000.- pari a 180.- aliquote giornaliere
da fr. 100.- l’una (art. 34 segg. CP) sospesa condizionalmente (art. 42 cpv. 1
CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP) oltre che al
pagamento di una multa di fr. 1'000.- (art. 106 CP, AI 23/1357 Inc. MP
2003.7243
e doc. TPC 28) mentre che __________ sarà processato, con altre
persone, in separata sede (AI 24 Inc. MP 2003.7243);
e) che relativamente a questa
imputazione il Presidente, facendo uso di un suo apprezzamento giuridico
divergente (art. 344 CPP), ha alternativamente prospettato a AC 1 il reato di
ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP) per il cui testo si rinvia
al VD all. 2 pag. 4 e 5;
9.
che in merito alle
norme del CP applicabili alla fattispecie si ricorda:
a) che giusta
l’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP chi, obbligato per legge, mandato ufficiale o negozio
giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a sorvegliare la gestione,
mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette che ciò avvenga, se ha
agito per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto è punito con una
pena detentiva (art. 40 CP) da uno a cinque anni;
b) che giusta
l’art. 146 cpv. 1 CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere
oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui è punito con una pena detentiva
(art. 40 CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
c) che giusta l’art. 138 n. 1
CP chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria una
cosa mobile altrui che gli è stata affidata rispettivamente indebitamente
impiega a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è
punito con una pena detentiva (art. 40 CP) o con una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP);
10.
che in merito al punto
1.
dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del reato di
amministrazione infedele qualificata (art. 158 n. 1 cpv. 3 e pto. 1.1.1 VD all.
2.
pag. 1) al posto di quello accusatorio di appropriazione indebita (art. 138
n. 1 CP e pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle seguenti
considerazioni:
a) che giusta l’art. 459
cpv. 2 del codice delle obbligazioni svizzero il procuratore, ciò che era AC 1 in seno alla ACPR_1 al momento dei fatti, non può alienare o vincolare la proprietà fondiaria se
non gli sia stata espressamente conferita questa facoltà, ciò che in specie non
fu mai il caso. Da ciò ne consegue come le due CIP non avrebbero mai potuto
essere costituite, e l’errore così commesso dai funzionari del RC di __________
non trovasi sanato (VD pag. 4) dalla loro successiva emissione in quanto
comunque nulle, né tantomeno AC 1 avrebbe mai potuto validamente appropriarsene
in assenza, proprio per questo motivo, di un qualsivoglia loro valido
affidamento;
b) che l’argomentazione
sollevata dalla difesa onde ottenere il proscioglimento dell’imputato (art. 104
cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) dal pto. 1 di questo AA e cioè,
indipendentemente o meno dalla sua veridicità, ciò che in questa sede può
restare irrisolto, che essendo lui e non __________ l’unico proprietario ed
avente diritto economico della ACPR_1 le due CIP non erano cose mobili altrui
ai sensi dell’art. 138 n. 1 CP (VD pag. 4, all. 1 pag. 2 e doc. DIB. 3), non
merita protezione alcuna dopo richiamo, oltre che del DTF 97 IV 10,
della massima in DTF 117 IV 259 secondo cui una società anonima con un
solo azionista costituisce una persona distinta anche per l’azionista unico ed
il suo patrimonio è pertanto per lui un patrimonio di terzi;
c) che la fattispecie, anche
solo per un evidente parallelismo con i fatti di cui la pto. 2 di questo stesso
AA, adempie invece pacificamente i presupposti oggettivi e soggettivi di legge
di cui all’art. 158 n. 1 cpv. 3 CP essendosi trattato di un atto di gestione
contrario al dovere di AC 1 nei confronti della ACPR_1 visto come né __________
né __________ avessero mai dato il loro preventivo consenso a questa
operazione, procacciando così sia a sé che ad altri un indebito profitto grazie
alla successiva messa a pegno di queste due CIP e alla contestuale concessione
di una linea di credito di fr. 490'000.-, interamente utilizzata, in favore
della __________;
11.
che in merito al punto
2.
dell’AA 139/2007 la Corte ha ritenuto l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111
segg. CPP) colpevole del reato di amministrazione infedele qualificata (art.
158.
n. 1 cpv. 3 nonché pto. 1.1.2 VD all. 2 pag. 1 e 2) valendo sia quanto
sopra esposto nelle lett. b) e c) del considerando (di seguito solo cons.) 10
della presente sentenza senza altresì dimenticare, quo al danno, l’assoluta
infondatezza di una fatturazione di fr. 150'000.- per il suo reale
interessamento a questa transazione immobiliare, che lo stesso AC 1, del resto,
nel suo VI PP 10.10.2005 a pag. 3, aveva quantificato in fr. 10'000.-/12'000.-.
Da ciò anche la pacifica concretizzazione dell’aspetto soggettivo del reato, ad
ulteriore riprova del suo “siete matti” ai funzionari della __________
(PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007 pag. 4) e l’ulteriore sua accettata
proposta di emettere “una fattura tramite la __________ di CHF 150'000 e poi
pensiamo anche alla ACPR_3” (PP confronto AC 1/__________ 25.10.2007
pag.4);
12.
che in merito
all’unica imputazione dell’AA 35/2011 la Corte ha ritenuto AC 1 colpevole del
reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) limitatamente alla posizione di ACPR_4
(pto. 1.2 VD all. 2 pag. 2), condannandolo invece quo alle posizioni di __________,
ACPR_5 e __________ (di seguito solo __________) al reato di ripetuta
appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD all. 2 pag. 2) con
contestuale proscioglimento dal reato di ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP)
per l’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2) e ciò in forza alle
seguenti considerazioni:
a) che la concretizzazione del
reato di truffa (art. 146 cpv. 1 CP) nei confronti di ACPR_4 per averlo
manifestamente ingannato con astuzia alfine di perseguire gli illeciti scopi
indicati nell’AA trovasi data sia dalle stesse dichiarazioni di questo AP (art.
104.
cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) nel suo VI PP 28.11.2007 a pag. 2 sia dalle
relative ammissioni dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) nel
suo VI PP di confronto con __________ 21.5.2008 a pag. 8;
b) che l’assenza di una
specifica audizione di __________ così come la constatazione come la conoscenza
dell’accusato di __________ e ACPR_5 sia postuma ai loro apporti esclude
pacificamente la realizzazione del presupposto reato di ripetuta truffa (art.
146.
cpv. 1 CP e pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2);
c) che l’imputato (art. 104
cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) deve invece rispondere per queste tre posizioni
del reato di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 n. 1 CP e pto. 1.3 VD
all. 2 pag. 2) essendo pacifico che, limitatamente all’importo di fr.
245'341.-, gli apportati capitali sono stati malversati, richiamato il cons. 8
c) della presente sentenza, dopo gennaio/marzo 2002, e per delle finalità che
nulla avevano a che vedere con gli scopi per cui erano stati affidati;
13.
che quo alla
commisurazione della pena si ricorda:
a) che giusta
l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo
conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita, ricordato come giusta l’art. 47
cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o
esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità
dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle
circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di
evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;
b) che giusta l’art. 40 CP di
regola la durata della pena detentiva è di almeno sei mesi, la durata massima è
di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
c) che
giusta l’art 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37
segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una
pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal
commettere nuovi crimini o delitti ritenuto come in base all’art. 42 cpv. 2 CP
se nei cinque anni prima del reato l’autore è stato condannato a una pena
detentiva (art. 40 CP) di almeno sei mesi con o senza condizionale o a una pena
pecuniaria (art. 37 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere la sospensione
è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli;
d) che giusta
l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte
l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a
cinque anni;
e) che giusta l’art. 48 lett.
e) CP il giudice attenua la pena se la stessa ha manifestamente perso di senso
visto il tempo trascorso dal reato e da allora l’autore ha tenuto buona
condotta, riduzione che, conformemente all’art. 48a CP, comporta come il
giudice non sia vincolato alla pena minima comminata (art. 48a cpv. 1 CP) e
possa pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato pur restando
legato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena (art. 48a cpv. 2
CP);
f) che giusta l’art. 49 cpv. 1
CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione di
più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena prevista
per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ricordato come non può aumentare
di oltre la metà il massimo della pena comminata, che è in ogni modo vincolato
al massimo legale del genere di pena e che se deve essere giudicato un reato
che l’autore ha commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto,
il giudice determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito
più gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati
compresi in un unico giudizio (art. 49 cpv. 2 CP);
14.
che AC 1, potendo
ancora beneficiare di una prognosi non negativa e quindi dell’applicazione
dell’art. 42 cpv. 1 CP malgrado i suoi datati due DA che comunque non adempiono
le condizioni di legge di cui all’art. 42 cpv. 2 CP, è stato condannato ad una
pena detentiva (art. 40 CP) di tredici mesi a valere quale pena parzialmente
aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a quelle inflittagli il 29.3.2004 ed il
27.9.2004
dal MP (pto. 3.1 VD all. 2 pag. 2), sospesa condizionalmente (art. 42
cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44 cpv. 1 CP e pto. 4 VD
all. 2 pag. 3). Tale condanna tiene conto, ponderandoli equamente ex art. 47
CP, dei vari aspetti propri a questo caso tra cui si ricordano, in particolare,
la violazione del principio di celerità per entrambi gli AA ed il lungo tempo
trascorso dai fatti limitatamente all’AA 35/2011 (art. 48 lett. e CP e pto. 3
VD all. 2 pag. 2), la gravità del comportamento dell’imputato (art. 104 cpv. 1
lett. a e 111 segg. CPP) e quindi la sua colpa (art. 47 cpv. 1 CP) tenuto conto
anche solo della reiterazione del suo agire e del danno occasionato alla ACPR_1
e ai clienti della ACPR_3, della prestata sua collaborazione ma non confessione
in sede d’inchiesta, della sua età e stato di salute (VD all. 1 pag. 2 e doc.
DIB. 2) oltre che del fatto che dal 2004 non ha più interessato le autorità
penali;
15.
che giusta l’art. 122
cpv. 1 CPP il danneggiato (art. 115 CPP) può, in veste di AP (art. 104 cpv. 1
lett. b e 118 segg. CPP), far valere in via adesiva nel procedimento penale
pretese di diritto civile desunte dal reato ricordato come sia AP (art. 104
cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) il danneggiato (art. 115 CPP) che dichiara
espressamente a un’autorità di perseguimento penale, per scritto o oralmente a
verbale, ma al più tardi alla conclusione della procedura preliminare, di voler
partecipare al procedimento penale con un’azione penale, con la quale può
chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del reato,
rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con la quale può far valere
in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte dal reato (art. 118
cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP). In quest’ultimo caso la pretesa fatta valere deve
per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione scritta o verbale
di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente motivata per iscritto, ma al più
tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di prova invocati (art. 123 CPP);
16.
che in merito alla
posizione ACPR_4 l’UEF di __________ con scritto 16.5.2012 ha postulato “la
condanna del signor AC 1 alla restituzione della somma di Fr. 42'500.-, pari al
danno patito dal signor ACPR_4” (doc. TPC 31), richiesta non contestata
dall’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) in sede dibattimentale
(VD all. 1 pag. 5 I R) e innegabilmente da lui dovuta in base alle risultanze
agli atti (pto. 3.2 VD all. 2 pag. 2);
17.
che giusta l’art. 135
cpv. 2 CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del
difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando
come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche
glielo permettano, l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP) condannato
a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la
retribuzione alla Confederazione o al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP)
rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione
ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP), ricordato come
un eventuale reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da
inoltrare, in un termine di 10 gg. (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei
reclami penali (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP). Ciò posto si
ricorda allora che:
a) per la determinazione
della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) si richiama, in
merito all’onorario, l’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi
di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle
ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1.) così come l’art. 6 cpv. 1 e 2 della
stessa normativa per quel che concerne il computo delle spese;
b) che l’avv. DUF 1,
patrocinatore d’ufficio (art. 132 e 133 CPP) di AC 1 dal 25.6.2009 (doc. TPC 5)
ha consegnato alla Corte una nota professionale datata 8.6.2012 per il periodo
26.6
/9.6.2012 (doc. TPC 36 e VD pag. 3), indicante un importo totale,
comprensivo di spese, onorario ed IVA, di fr. 11'727.36 con un dispendio orario
di 54 ore (di seguito solo h), pari a 3’240 minuti (di seguito solo min) a fr.
180.
-/h (art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1.) e delle spese forfetarie, calcolate al
10% dell’onorario, di fr. 972.- (art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1);
c) che in relazione a questa
parcella (doc. TPC 36) la Corte ha unicamente proceduto ad una parziale
riduzione delle poste “visione atti”, “consultazioni verbali”, “lettura
atti” e “dispendio orario stimato per preparazione e svolgimento
pubblico dibattimento e trasferta” con conseguente diminuzione delle
indicate 54 h a 51 h e 30 min, corrispondenti a 3090 min, da cui il seguente
conteggio:
onorario (3090 min . x fr. 3.-/min) fr. 9'270.00
spese (6% di fr. 9'270.-) fr. 556.20
IVA fr. 786.10
totale fr. 10'612.30
anticipato dallo Stato (art. 135 cpv. 4 CPP nonché pti. 6 e 6.1 VD
all. 2 pag. 3);
18.
che visto il parziale
proscioglimento di AC 1 dalle imputazioni di appropriazione indebita (art. 138
n. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 139/2007 (pto. 2.1 VD all. 2 pag. 2) e di
ripetuta truffa (art. 146 cpv. 1 CP) di cui al pto. 1 dell’AA 35/2011
limitatamente all’importo di fr. 245'341.- (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 2), la
tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali (art. 422 CPP) sono
poste a carico del condannato in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a
carico dello Stato (art. 418 cpv. 1 CPP e pto. 5 VD all. 2 pag. 3).
Visti gli art. 12, 40, 42, 44,
47, 49, 97 cpv. 1 lett. c, 109, 138 n. 1, 146 cpv. 1, 158 n. 1 cpv. 3, 169,
174.
n. 1, 178 e 325 CP;
80.
segg., 84 segg., 135, 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle
spese;
dichiara e pronuncia:
AC 1
1.
è autore colpevole di:
1.1
amministrazione infedele
qualificata
siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto, obbligato per legge o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio
della ACPR_1 di cui era procuratore con firma individuale, mancato al proprio
dovere danneggiandolo, per avere,
1.1.1
a __________, __________ e __________,
nel periodo marzo/agosto 2003, fatto emettere e consegnato alla __________ due
cartelle ipotecarie al portatore di fr. 500'000.- cadauna a danno della ACPR_1 costituite
in pegno a garanzia di una linea di credito, interamente utilizzata, di fr.
490'000.- in favore della __________ e a garanzia supplementare
dell’esposizione debitoria della ACPR_3;
1.1.2
a __________ e __________, nel
periodo marzo/novembre 2003, , concordato con __________, a carico e
all’insaputa della ACPR_1, una commissione di intermediazione nell’ambito di
un’operazione immobiliare di fr. 300'000.-, di cui fr. 150'000.- accreditati su
una relazione intestata dall’Immobiliare __________ per essere utilizzati in
suo favore, di questa società e della ACPR_3;
1.2
truffa
per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo 10.5.2002/27.5.2002,
in correità con __________ e __________ __________, per procacciare a sé o ad
altri un indebito profitto, ingannato con astuzia ACPR_4, cliente della ACPR_3,
inducendolo a versare complessivamente fr. 45’000 e causandogli un danno
effettivo di fr. 42’500.-;
1.3
ripetuta appropriazione
indebita
per avere, a __________ ed in altre località, nel periodo marzo/settembre
2002, in correità con __________ e __________, indebitamente impiegato a
profitto proprio o di terzi fr. 245'341.- affidatigli, con un danno effettivo
per __________, ACPR_5 e __________, clienti della ACPR_3, di fr. 114'210.-;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa nonché precisato nel
verbale del dibattimento e nei considerandi.
2.
AC 1 è prosciolto
dall’imputazione di:
2.1
appropriazione indebita
di cui al punto 1 dell’atto d’accusa 139/2007;
2.2
ripetuta truffa di cui
al punto 1 dell’atto d’accusa 35/2011 limitatamente all’importo di fr.
245'341.-.
3.
Di conseguenza AC 1, considerata
la violazione del principio di celerità per entrambi i due atti d’accusa ed il
lungo tempo trascorso dai fatti limitatamente all’atto d’accusa 35/2011, è
condannato:
3.1
alla pena detentiva di 13
(tredici) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva a quelle
inflittagli il 29.3.2004 ed il 27.9.2004 dal Ministero pubblico del Canton
Ticino;
3.2
a versare all’accusatore
privato ACP_4 fr. 42'500.- a titolo di risarcimento danni.
4.
L’esecuzione della pena detentiva
inflitta a AC 1 è condizionalmente sospesa con un periodo di prova di 2 (due)
anni.
5.
La tassa di giustizia di
fr. 1’000.- (mille) e le spese procedurali sono poste a carico di AC 1 in ragione di 7/10 e per il resto di 3/10 a carico dello Stato.
6.
Le spese di difesa di AC 1
sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.
6.1
La nota professionali
dell’8.6.2012 dell’avv. DUF 1 è approvata per fr. 10'612.30, comprensiva di
onorario, spese e IVA.
§ La quantificazione della
retribuzione del difensore è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel
termine di 10 giorni (art. 135 cpv. 3 e 393 cpv. 1 lett. b CPP).
Per la Corte delle assise correzionali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese (7/10):
Tassa di giustizia fr. 700.--
Inchiesta preliminare fr. 140.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 88.70
fr. 928.70
===========
Il rimanente è a carico
dello Stato.