72.2007.35
Appropriazione indebita e amministrazione infedele aggravata ad opera di un pubblico notaio e avvocato ed altri reati connessi
8 novembre 2007Italiano159 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2007.35
Data decisione, Autorità:
08.11.2007, PENAL
Titolo:
Appropriazione indebita e amministrazione infedele aggravata ad opera di un pubblico notaio e avvocato ed altri reati connessi
AMMINISTRAZIONE INFEDELE
APPROPRIAZIONE INDEBITA AGGRAVATA
FALSITÀ IN DOCUMENTI
SCEMATA IMPUTABILITÀ
TRATTAMENTO AMBULATORIALE
art. 19 CPS
art. 63 CPS
art. 138 cf. 1 CPS
art. 138 cf. 2 CPS
art. 158 cf. 2 CPS
art. 251 cf. 1 CPS
Incarto n.
72.2007.35 + 105
Bellinzona,
8 novembre 2007/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Giovanna
Roggero-Will (Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 2
AS 3
AS 4
AS 5
AS 7
con la segretaria:
Valentina Tuoni, vicecancelliera
Riunita nell’aula penale di questo Pretorio
per giudicare
AC 1
e domiciliato a
detenuto dal 16 settembre al 17 ottobre 2003;
prevenuto colpevole di:
1. ripetuta
appropriazione indebita in parte qualificata
per avere,
in più
occasioni, a __________,
nel
periodo gennaio 2000 – fine 2003,
allo
scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
impiegato
indebitamente valori patrimoniali a lui affidati,
1.1 agendo in
qualità di pubblico notaio iscritto all'albo (art. 138 cifra 2 CPS),
1.1.1 nel
periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003
ed in più occasioni,
utilizzato
somme di denaro a lui versate, nell’esercizio dell’attività di pubblico notaio,
da clienti del suo Studio legale e notarile sul conto bancario n. (rubr.
notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14 nonché
sui conti bancari n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________,
e n. (rubr. notarile) a lui personalmente intestato presso la __________,
per il
pagamento di spese proprie rispettivamente per il finanziamento di operazioni
commerciali di sua pertinenza,
e continuando ad utilizzare fondi a lui affidati
da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati
usati per gli scopi personali di cui sopra,
impiegando dunque indebitamente la somma
complessiva di almeno fr. 9'277'788.-, e creando un danno finale di almeno
fr. 2'358'178.-;
1.1.2 tra fine 2002 e fine 2003 utilizzato la cartella ipotecaria
al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC
1, a lui affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo
debito personale nei confronti di PC 13;
1.2 agendo in
qualità di avvocato (in attività non soggetta a monopolio) rispettivamente di
persona privata (art. 138 cifra 1 CPS)
1.2.1 nel periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003
ed in più occasioni,
utilizzato somme di denaro a lui versate in
qualità di avvocato, nell’ambito di attività non soggette a monopolio, da
clienti del suo Studio legale e notarile sul conto bancario n. (rubr. notarile)
intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14,
nonché sui conti bancari n. (rubr. notarile)
intestato allo Studio legale e notarile __________, e n. (rubr. notarile) a lui
personalmente intestato presso la __________,
per il pagamento di spese proprie rispettivamente
per il finanziamento di operazioni commerciali di sua pertinenza,
e continuando ad utilizzare fondi a lui affidati
da clienti per coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati
usati per gli scopi personali di cui sopra,
impiegando dunque indebitamente la somma
complessiva di almeno fr. 8'402'415.-, e creando un danno finale di almeno
fr. 3'901'874.-;
1.2.2 in data 27.02.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al
portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la cartella
ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le
Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate
fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale
di fr. 4,8 Mio nei confronti di __________;
1.2.3 in data 25.06.2003, dopo restituzione dei titoli da parte del
creditore __________ nel frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2 che precede),
nuovamente utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr.
7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore
di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________,
a lui affidate poiché consegnate fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000,
per garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6;
1.2.4 nel giugno 2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di
almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario rappresentante il capitale
azionario di fr. 100'000.- della __________, a lui affidato dalla co-azionista PC
9, per garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________;
1.2.5 in data imprecisata nel corso del 1999, utilizzato il mutuo
ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto
(prima dell’intavolazione a RFD, gravante in V rango la Part.), di proprietà
della società __________, a lui affidato da quest’ultima, per garantire un
debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6;
1.2.6 in data imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quoDF 1
almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000) del certificato azionario
rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- della __________, a lui
affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio
quantificabile nei confronti di __________;
1.2.7 in data 07.07.2000 e 21.08.2000, prelevato in contanti dal conto
intestato alla __________, presso PC 14, sul quale disponeva di diritto di
firma individuale in quanto amministratore unico, l’importo complessivo di fr.
238'000.-, di cui fr. 220'000.- versati in contanti sul conto n. (rubr.
notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________, presso PC 14, ed
utilizzati per scopi estranei alla __________;
1.2.8 in data 17.06.2003 e 24.06.2003, prelevato in contanti dal conto
intestato alla PC 5, presso la __________, sul quale disponeva di diritto di
firma individuale in quanto amministratore unico, l’importo complessivo di fr.
74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5;
2. falsità
in documenti
per avere,
a , nel
febbraio 2003,
al fine di procacciarsi un indebito vantaggio e
di nuocere al patrimonio altrui,
formato
un falso documento, modificando la stampata del sistema Telebanking relativo al
conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e notarile __________,
presso PC 14, aggiungendo con la macchina da scrivere la cifra 17 davanti al
saldo del conto bancario,
facendo
in seguito uso del documento così modificato ed attestante un saldo del conto
di fr. 17'910'235.93, consegnando l’estratto al fiduciario di __________,
allo
scopo di temporeggiare nella restituzione del prestito da quest’ultimo ottenuto
di fr. 4,8 Mio;
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti
art. 138 cifra 1 e cifra 2 CP, art. 251 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 34/2007 del 10 aprile 2007, emanato dal Procuratore
pubblico.
Inoltre prevenuto colpevole di:
tentata appropriazione indebita (recte:
appropriazione indebita consumata)
per avere
indebitamente consegnato all’avv. __________ nell’agosto-settembre 2003 le
seguenti 9 cartelle ipotecarie al portatore:
CIP di
nominali CHF 220'000.- in 1. rango
(doc. giust. di data 25.04.1985),
CIP di
nominali CHF 750'000.- in 1. rango
(doc. giust. di data 28.07.1976),
CIP di
nominali CHF 500'000.- in 2. rango
(doc. giust. di data 22.01.1986),
CIP di
nominali CHF 500'000.- in 2. rango
(doc. giust. di data 22.01.1986),
CIP di
nominali CHF 500’000.- in 3. rango
(doc. giust. di data 22.01.1986),
CIP di
nominali CHF 730'000.- in 8. rango
(doc. giust. di data 13.05.1991),
CIP di
nominali CHF 550’000.- in 8. rango
(doc. giust. di data 13.05.1991),
CIP di
nominali CHF 500'000.- in 10. rango
(doc. giust. __________ di data 13.05.1991),
CIP di
nominali CHF 500'000.- in 13. rango
(doc. giust. __________ di data 25.03.1992),
di
proprietà e pertinenza dei signori __________, e PC 15,
violando
in tal modo il rapporto di fiducia, disponendo dei titoli senza il consenso
degli aventi diritto, rispettivamente contrariamente alle istruzioni ricevute,
al fine di procacciare a sé o a terzi un indebito profitto e meglio:
1.1. per
avere ritirato, in qualità di avvocato e notaio espressamente dichiarata, in
data 28 agosto 2003 a __________ presso il signor IS 1, le 9 cartelle
ipotecarie sopramenzionate, scrivendo di proprio pugno quale ricevuta: “Ich,
PI 1, __________ und __________ in , erkläre die obenbeschriebenen Schuldbriefe
und Hypotheken (9 Stk.) treuhänderisch im Depot für Herr IS 1 zu übernehmen. Die Ablösung der obengenannten Titel muss spätestens Ende September
2003 erfolgen, anderenfalls werden die Titel wieder zurückgegeben”;
1.2. per
avere consegnato immediatamente dopo il ritiro le 9 cartelle ipotecarie al
portatore all’avv. ____________________, legale del signor __________, a sua
volta creditore nei confronti dell’accusato dell’importo di CHF 10'760'000.-.
Il tutto allo scopo di garantire il suo debito nei confronti del signor __________;
1.3. per avere in tal modo
disposto illecitamente di un bene che gli era stato affidato, disattendendo
dolosamente le istruzioni ricevute, abusando del rapporto di fiducia allo scopo
di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto;
1.4. il tutto senza
tuttavia ottenere il successo auspicato, poiché l’avv. __________ e/o il signor
__________ avrebbero dovuto nutrire dei dubbi e si trovavano quindi in
malafede, come evidenziato dal __________ con sentenza 23 gennaio 2007, di modo
che il reato è tentato (recte: consumato);
fatti avvenuti
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto
dagli art. 22 cpv. 1 e 138 cpv. 1 CP (recte: art. 138 cifra 1 CP);
e meglio come descritto nell'atto d'accusa
privato del 21 agosto 2007, emanato dalla Camera dei ricorsi penali.
Presenti
§ Il procuratore pubblico,
assistita dalla segretaria giudiziaria __________.
§ L'accusato AC
1 assistito dal difensore di fiducia avv. DF 1.
§ L'avv. RC 1 in
rappresentanza della PC PC 1.
§ L'avv. RC 4 in
rappresentanza della PC PC 4.
§ Il dott.iur. RC
12 per la PC PC 12.
§ L'avv. RC 11 in rappresentanza della PC PC 5.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 5 novembre 2007 dalle ore 9:50 alle ore 17:30
- martedì 6
novembre 2007 dalle ore 9:50 alle ore 17:30
- mercoledì
7 novembre 2007 dalle ore 9:30 alle ore 14:20
- giovedì 8
novembre 2007 dalle ore 9:20 alle ore 14:00
Lunedì 5 novembre 2007
D'accordo le
parti, l'imputazione del capo di accusa 1.2.5. viene modificata nel senso che
l'utilizzo del mutuo ipotecario a garanzia del prestito nei confronti di PC 6 è
avvenuto il 25.10.2000.
Le parti precisano che il debito personale garantito dal mutuo
ipotecario ammontava a fr. 1'200'000.- e che AC 1 ha restituito fr. 1'300'000.-
iI 12.2.2001.
La presidente pone la subordinata al capo di accusa 1.2.5 di amministrazione
infedele aggravata per avere, in qualità di amministratore unico della __________,
a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il mutuo ipotecario di nominali fr.
1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto, di proprietà della società
__________ a PC 6 per garantire un suo debito personale di fr. 1'200'000.-, e
avere poi omesso di recuperarlo al momento della restituzione del debito.
Con l'accordo delle parti, il capo di accusa
1.1.2. viene modificato come segue:
"(...) tra fine
2002 e fine 2003, utilizzato in due occasioni (...)"
Martedì 6 novembre 2007
Sulla base di
queste nuove dichiarazioni la PP dichiara di rinunciare a sostenere l'accusa
per l'imputazione 1.2.7. dell'AA.
Giovedì 8 novembre 2007
A domanda
della Presidente l'avvocato DF 1 corregge l'importo riconosciuto da AC 1 per la
pretesa della PC 4 in fr. 50'000.-.
È pervenuta alla Corte:
- la
lettera dell'avv. __________, rappresentante della PC PC 2 di data 5.11.2007
con cui comunica che la costituzione di PC del suo patrocinato è da ritenersi
decaduta. (doc. dib. 5).
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
chiede la conferma dei fatti e del diritto di cui all'atto di accusa - ad
eccezione dell'imputazione AA 1.2.7. - compresa quindi la duplice disposizione,
accertata in aula, della CIP della signora PC 1 nel mese di dicembre 2003.
Lascia alla Corte decidere se la fattispecie di cui al capo di accusa 1.2.5.
sia configurabile sotto l'art. 158 CP, così come prospettato in aula. Chiede,
inoltre, la conferma dell'atto di accusa privato PC 15. Per la commisurazione
della pena, sottolinea come la colpa di AC 1 sia grave, in considerazione del
fatto che AC 1 ha delinquito senza limiti, senza freni, senza scrupoli, per
indebito guadagno, e, in generale, per mantenere la sua immagine. La sua colpa
è poi ulteriormente aggravata dal fatto di avere persistito a delinquere anche
dopo essere stato scarcerato. Tale persistenza evidenzia una totale mancanza di
ritegno etico. L'ampiezza dell'agire dell'imputato è desumibile dall'ammontare
del danno transitorio, che è più importante di quello finale. AC 1 ha, sì, cercato
di coprire i buchi con dei prestiti privati, ma, per ottenere questi prestiti,
ha consegnato a pegno valori patrimoniali che gli erano stati affidati dai suoi
clienti. La colpa di AC 1 è grave in quanto ha agito in qualità di notaio. La
fiducia riposta dai suoi clienti è stata crassamente lesa, sull'arco di 3 anni
e nove mesi. Il pregiudizio è ingente. Le modalità sono esecrabili. AC 1 ha
utilizzato il conti terzi come se fosse il proprio personale borsellino. Tale
agire è inaccettabile poiché i soldi dei clienti sono sacri. AC 1, poi, non si
è fatto alcuno scrupolo ed è pure stato abile. Egli è, infatti, riuscito a
mantenere una situazione stabile per un tempo relativamente lungo. AC 1 era una
persona adulta e matura ed aveva una posizione personale che gli avrebbe
permesso di vivere dignitosamente. AC 1 ha scelto uno standard di vita elevato
ed ha malversato per mantenerlo e per mantenere anche il suo status
professionale. Ha delinquito per soddisfare la sua autostima. Ha usato beni di
terzi anche per acquistare le ville di sua proprietà e per onorare gli impegni
assunti con la sua ex moglie che erano, di tutta evidenza, proibitivi in
funzione del suo reale standard di vita. AC 1 si vantava di essere l'affarista
per eccellenza, aveva un'alta opinione di sé. La PP sottolinea come AC 1 non
abbia, a suo parere, compreso appieno la gravita del suo agire.
A favore dell'accusato, la PP riconosce
all'imputato l'incensuratezza ed il fatto di avere messo a disposizione delle
PC l'importo fr. 135'000.-.
Chiede che la scemata responsabilità venga
applicata nella misura del 30% unicamente per i reati commessi nel 2003: la
perizia, laddove estende tale scemata responsabilità al periodo 2000-2003, non
è, a suo parere, convincente.
Tutto considerato e partendo da una pena piena di
7 anni, 7 anni e 6 mesi, la PP chiede che AC 1 venga condannato ad una pena
detentiva di cinque anni e sei mesi. Lascia alla Corte decidere se pronunciare
l'interdizione dall'esercizio della professione di avvocato e di notaio. Chiede
il sequestro conservativo a garanzia delle pretese PC dei valori patrimoniali
sotto sequestro e la restituzione alla signora PC 1 della CIP di sua proprietà.
Stessa richiesta viene formulata per le CIP di proprietà del signor PC 15.
Chiede, in conclusione, la conferma delle pretese, ove comprovate e liquide,
delle PC che non sono presenti in aula, lasciando, per le altre, la parola ai
rispettivi rappresentanti legali.
§ L'avv. RC 1, in rappresentanza della PC PC 1, il quale
chiede la conferma del capo di accusa 1.1.2. con le modifiche apportate in aula
e la confisca della cartella ipotecaria al portatore con la conseguente
assegnazione della stessa alla signora PC 1. Chiede, quindi, che venga respinta
l'istanza di dissequestro presentata dalla signora PC 13.
§ L'avv. RC 4, in rappresentanza della PC PC 4, il quale
chiede la conferma del capo di accusa 1.1.1. limitatamente alla posizione della
PC da lui rappresentata e chiede la condanna di AC 1 al pagamento della somma
esposta nell'istanza di risarcimento agli atti.
§ L'avv. RC 11, in rappresentanza della PC PC 5 in
liquidazione, il quale chiede la conferma del capo di accusa 1.2.8. e la
condanna di AC 1 al pagamento di fr. 74'000.-.
§ Il dott. iur. RC 12, in rappresentanza della PC PC 12, il
quale chiede la conferma del capo di accusa 1.2.1. limitatamente alla posizione
della PC da lui rappresentata e chiede la condanna di AC 1 al pagamento di fr.
1'100'000.- oltre interessi al 5% a far tempo dal 28.7.2005.
§ Il Difensore, per la sua arringa, il quale chiede il
proscioglimento dal reato di appropriazione indebita semplice delle cartelle
ipotecarie al portatore di proprietà di PC 15 e dal capo di accusa 1.2.7.
dell'atto di accusa. Chiede, inoltre, l'applicazione dell'attenuante specifica
della grave angustia limitatamente ai capi di accusa 1.2.2. e 1.2.3. dell'atto
di accusa. Chiede che i fatti commessi da AC 1 vengano letti dalla Corte alla
luce delle patologie descritte dal perito nel suo referto. Aggiunge che AC 1
non ha agito per procurarsi lussi sproporzionati. Contesta la richiesta della
PP di applicare la scemata responsabilità solo al 2003. Chiede, quindi, una
riduzione della pena rispetto a quella proposta dalla PP che ritiene dovrebbe
situarsi tra i 3 e non oltre i 3 anni e 3 mesi. Chiede che venga ordinato un
trattamento ambulatoriale. Per quanto concerne le pretese delle PC, a livello
notarile, riconosce le seguenti pretese: fr. 73'000 alla signora __________,
fr. 26'600.- alla signora PC 8, fr. 99'929,90 al signor PC 6, fr. 250'000.- al
signor PC 2, fr. 72'428,20 PC 4, fr. 26'140.- al signor PC 7, fr. 95'000.- PC 10. Riconosce la pretesa del signor PC 15 di fr.
26'235,85, la pretesa del signor PC 11 per
fr. 1'000'000.- oltre interessi e la pretesa del
signor PC 12 di
fr. 1'100'000.- e la pretesa della PC 5 in
liquidazione.
Si oppone alla consegna della CIP alla signora PC
13, mentre non si oppone alla consegna delle CIP a PC 15.
§ Il Procuratore pubblico, per la replica, il quale contesta
l'applicazione dell'attenuante della grave angustia in quanto è stato AC 1 a
cercare __________ e __________ e non il contrario. Se si è trovato in una
situazione di fretta e di dover risolvere tutto all'ultimo minuto è perché
sapeva che stava per commettere un reato e, quindi, ha ben valutato le
circostanze ed ha ciononostante agito e delinquito. Inoltre contesta
l'applicazione dell'attenuate della grave angustia unita alla scemata
responsabilità accertata dal perito. Contesta, poi, la descrizione, fornita dal
difensore, del contesto in cui AC 1 ha agito in cui emerge la figura
dell'accusato come vittima di circostanze che, invero, è stato lui a creare e
se ha agito illecitamente non lo ha fatto per gratificare gli altri, ma
unicamente sé stesso.
§ Il Difensore, per la duplica, il quale si riconferma nelle
sue conclusioni e considerazioni.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i
seguenti
quesiti: AC 1
è autore colpevole di:
1.1. ripetuta
appropriazione indebita in parte qualificata
per avere, in più occasioni,
a , nel periodo gennaio 2000-fine 2003, allo
scopo
di procacciare a sé e ad altri un indebito
profitto, impiegato indebitamente valori patrimoniali a lui affidati
1.1.1. agendo in
qualità di pubblico notaio iscritto all'albo
1.1.1.1. nel periodo 1
gennaio 2000-11 settembre 2003 ed in più occasioni, utilizzato per sé somme di
denaro a lui affidate da clienti nell'esercizio dell'attività di pubblico
notaio e continuato ad utilizzare fondi per coprire le pretese di altri
clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi personali di cui sopra,
impiegando dunque indebitamente la somma
complessiva di almeno fr. 8'446'431.- e creando un danno finale di almeno
fr. 1'170'722.-;
1.1.1.2. tra fine 2002
e fine 2003 utilizzato in due occasioni la cartella ipotecaria al portatore di
nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la PPP di proprietà di PC 1 a lui
affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo debito
personale nei confronti di PC 13;
1.1.2. agendo in
qualità di avvocato rispettivamente di persona privata
1.1.2.1. nel periodo 1
gennaio 2000-11 settembre 2003 ed in più occasioni, utilizzato somme di denaro
a lui affidate da clienti in qualità di avvocato per il pagamento di spese
proprie e continuato ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire
le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli scopi
personali di cui sopra, impiegando dunque indebitamente la somma complessiva di
almeno fr. 10'120'778.- e creando un danno finale di almeno fr. 5'510'924.-;
1.1.2.2. in data
27.2.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000
gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali
di fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part. di proprietà di __________ a
lui affidate per garantire un debito personale di fr. 4.8 mio nei confronti di __________;
1.1.2.3. in data
25.6.2003 dopo restituzione dei titoli da parte del creditore __________ nel
frattempo rimborsato (cfr. punto 1.1.2.2. che precede), nuovamente utilizzato
le cartelle ipotecarie al portatore citate per garantire un debito personale
non meglio quantificato nei confronti di PC 6;
1.1.2.4. nel giugno
2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del
certificato azionario della __________ , a lui affidato dalla coazionista PC 9
per garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________;
1.1.2.5. in data
imprecisata nel corso del 1999, utilizzato il mutuo ipotecario di nominali fr.
1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto di proprietà della società _______,
a lui affidato da quest'ultima, per garantire un debito personale nei confronti
di PC 6;
1.1.2.5.1. trattasi di amministrazione
infedele aggravata,
per avere, in qualità di amministratore unico
della _______,
a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il
mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo
Parto, di proprietà della società _______ a PC 6 per garantire un suo debito
personale di fr. 1'200'000.-, e avere poi omesso di recuperarlo al momento
della restituzione del debito.;
1.1.2.6. in data
imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quota di almeno il 50% (per
un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario della _______, a
lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non
meglio quantificabile nei confronti di PC 11;
1.1.2.7. in data
7.7.2000 e 21.8.2000 prelevato in contanti dal conto intestato alla _______, ,
presso PC 14 sul quale disponeva di diritto di firma individuale l'importo
complessivo di fr. 238'000.- utilizzati poi per scopi estranei alla _______ ;
1.1.2.8. in data
17.6.2003 e 24.6.2003 prelevato in contanti dal conto
intestato alla PC 5 , presso _______, , sul quale
disponeva di diritto di firma individuale, l'importo complessivo di fr.
74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5 ;
1.2. appropriazione
indebita
per avere indebitamente consegnato all'avv. __________
nell'agosto-settembre 2003 le 9 cartelle ipotecarie al portatore per complessivi
fr. 4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di __________ a garanzia del debito
nei confronti di __________ di fr. 10'760'000.- oltre interessi;
1.3. falsità
in documenti
per avere a nel febbraio 2003
al fine di procacciarsi un indebito vantaggio,
modificato la stampata del sistema Telebanking
relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e
notarile __________, presso PC 14, aggiungendo con la macchina da scrivere la
cifra 17 davanti al saldo del conto bancario, facendo in seguito uso del
documento così modificato;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e
nell'atto di accusa privato.
2. Può
beneficiare dell'attenuante specifica della grave angustia per i capi di accusa
1.2.2. e 1.2.3.?
3. Ha agito
in stato di scemata imputabilità?
4. Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?
5. Deve
essere ordinata una misura, e se sì quale?
6. Deve un
risarcimento alle seguenti PC:
6.1. PC 3;
6.2. PC 4;
6.3. PC 5 in
liquidazione;
6.4. PC 6;
6.5. PC 7;
6.6. PC 8;
6.7. PC 9;
6.8. PC 10;
6.9. PC 11;
6.10. PC 15;
6.11. PC 12;
6.12. PC 2;
6.13. PC 14;
e se sì in che misura?
7. Deve
essere ordinata la confisca/restituzione/sequestro conservativo dei seguenti
valori patrimoniali:
7.1. del conto
1471203/400.109.001 intestato al MP (Rubr. AC 1), presso PC 14 con saldo di
fr. 135'832.67 al 25.10.2006;
7.2. del conto
() intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di
fr. 7'328,11 al 31.12.2006;
7.3. del conto
(, rubr. Clienti) intestato a AC 1 presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al
31.12.2006;
7.4. della
cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango
la PP di proprietà di PC 1, sequestrata in data 27.7.2006 ad PC 13;
7.5. delle 9
cartelle sequestrate nella mani dell'avv. __________ di proprietà del signor PC
15?
Considerato, in fatto
ed in diritto
A. Sulla
vita dell'imputato
1. AC
1 è nato il 7.10.1959 a .
Il padre,
nato nel 1925 e deceduto nel
1997, di professione avvocato e notaio, alto graduato
dell’esercito ( colonnello), ha rivestito diverse cariche istituzionali quale
rappresentante del __________ ed è stato per molti anni presidente dell'__________.
La madre, nata nel 1928, insegnante alle
scuole professionali, dopo il matrimonio si è dedicata esclusivamente alla
famiglia.
AC 1 è il
terzogenito di una fratria di sei: prima di lui sono nate due sorelle, dopo di
lui una terza sorella e due fratelli.
2.AC 1 ha frequentato
le cinque classi elementari e quattro anni di ginnasio presso l'Istituto __________
. Terminata la quarta ginnasio ha seguito uno Sprachkurs di un anno presso il
collegio privato __________. Successivamente ha frequentato due anni (quinta
ginnasio e prima liceo) presso l'Istituto di __________ retto dai benedettini
ed ha, poi, terminato il liceo presso l’Istituto diocesano di __________ dove
ha conseguito la maturità federale letteraria (tipo B).
Dopo la
maturità si è iscritto alla facoltà di diritto dell’Università di __________
dove ha conseguito la licenza nel 1984.
Tornato in Ticino, AC 1 ha svolto alcuni mesi di pratica legale e
notarile presso lo studio del padre e, poi, ha lavorato quale Ufficiale presso __________
per circa 6 anni durante i quali ha, pure, superato gli esami per l’ottenimento
dei brevetti di avvocato e di notaio.
3. AC
1 ha svolto il servizio reclute nel 1979 ad __________ nella fanteria di
montagna. Ha ricoperto il ruolo di caporale per una settimana prima che il
medico militare lo dispensasse per presunti - ma, sembra, inesistenti -
problemi alla colonna vertebrale.
4. AC
1 si è sposato, la prima volta, nel 1985 con PC 9, una
donna di un anno più giovane di lui, figlia di un medico lucernese e conosciuta
a __________ durante il periodo degli studi universitari.
Dalla
loro unione nacque, nel 1985, il loro primogenito, __________.
L'unione
coniugale è stata sciolta per divorzio nel 1990.
Nel 1992 AC
1 conobbe __________ - la sua attuale moglie - ed intrattenne con lei una
relazione dalla quale nacque, nel 1995, la sua secondogenita, __________.
Nel 1994,
malgrado la sua relazione con __________ continuasse, l'imputato – a suo dire,
a causa delle insistenze del padre - risposò la sua ex-moglie, dopo averne
adottato la figlia __________, nata nel 1992 da una fugace relazione amorosa.
Anche
questo secondo matrimonio - come il primo – si concluse, il 21.12.1999, con un
divorzio, e ciò malgrado fosse stato allietato, nel 1996, dalla nascita del
terzogenito di AC 1, __________.
Nel 2000,
AC 1 sposò __________.
Il
primogenito e la secondogenita vivono con l'imputato, mentre gli altri due
figli vivono con la madre.
AC 1 ha
mantenuto buoni rapporti con tutti i suoi figli.
5. Lasciato
l'Ufficio __________, l'imputato ha lavorato per circa un anno nello studio
legale del padre per poi avviarsi ad un’attività indipendente aprendo un suo
ufficio con l’avv. __________.
Secondo
quanto dichiarato al dibattimento, AC 1 e _______ decisero, sin dall’inizio, di
puntare sull’apparenza. Vollero, così, da subito uno studio che potesse, con il
lusso, convincere gli eventuali clienti della validità degli avvocati che vi
operavano.
Scelsero,
perciò, un immobile di prestigio nel pieno centro di , vi affittarono un
appartamento di grandi dimensioni, lo arredarono con mobili costosi e lo
attrezzarono con le più nuove e migliori attrezzature.
Assunsero,
poi, sempre nell’ottica di fornire al cliente l’immagine di uno studio legale
di successo, ben tre segretarie (di cui una pagata ca. fr. 10'000.- al mese),
due avvocati dipendenti ed un praticante.
Nel tempo, le segretarie aumentarono a quattro e gli avvocati
dipendenti a tre.
In quello
studio AC 1 ha lavorato dal 1992 al giorno in cui venne arrestato.
A seguito
dell'avvio dell'inchiesta che ci occupa, e più precisamente il 18 settembre
2003, AC 1 ha rinunciato all'esercizio dell'attività di avvocato (AI 34).
In
precedenza egli aveva già rinunciato volontariamente all'esercizio del
notariato, (cfr. pubblicazione sul foglio ufficiale 71/2003 del 5 settembre
2003, allegato 1 all'AI171).
6. Dall'estratto dell'ufficio esecuzione di , aggiornato al 16
settembre 2003 (AI7), ovvero al giorno in cui AC 1 venne arrestato, la
situazione debitoria di AC 1 è caratterizzata da sei procedure esecutive per un
totale di fr. 23'421'882.-. Fra i creditori iscritti figuravano __________ e _______
, emissari di due precetti esecutivi rispettivamente di fr. 7'000'000.- e di
15'500'000.-. Sulla natura e la genesi di tali pretese ritorneremo in seguito.
Attualmente,
per sua ammissione, AC 1 ha debiti per circa fr. 20'000'000.-.
L'importo di spettanza dell'imputato, a seguito dello scioglimento
della comunione ereditaria fu __________, avvenuto nel dicembre 2003 - dedotte
le spese imminenti e dedotti gli oneri di patrocinio -, ammontava, al
30.4.2004, a fr. 135'000.-[i].
Tale
importo, messo spontaneamente a disposizione delle PC, è stato oggetto di un
ordine di sequestro in data 5.5.2004 (AI240) e, quindi, accreditato alla
relazione presso la __________ rif. inc. 7090/2003 Je. Fr. (AI241).
In aula, AC 1 ha dichiarato di vivere attualmente in una situazione
di disagio economico e di riuscire a tirare la fine del mese soltanto grazie all’aiuto della famiglia.
Lavora quando e come può: o come traduttore o come insegnante in una
scuola privata o come patrocinatore in ambito ecclesiastico.
7. Dopo
la sua scarcerazione, avvenuta il 17 ottobre 2003, AC 1 è stato ricoverato
presso il reparto aperto della Clinica psichiatrica privata __________ fino al
18 dicembre 2003.
Una volta
dimesso, AC 1 ha fatto capo, per alcuni mesi, alle cure
del dott. __________.
B. I precedenti penalI
8. AC 1 è incensurato.
Vi è agli
atti un decreto d’accusa datato 25.9.2006 con cui il Procuratore generale di __________,
ha proposto una pena di 4 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per tre
anni per titolo di falsità in documenti [ii]. I fatti oggetto
del DA risalgono al 1992. Contro tale DA AC 1 ha interposto opposizione. Al momento del dibattimento, la procedura non era ancora conclusa.
C. Le circostanze
dell'arresto e avvio dell’inchiesta
9. L'inchiesta ha preso avvio da una segnalazione del Consiglio di
disciplina notarile di trasmessa al Ministero pubblico in data 10 settembre
2003 (AI1).
L'allora
Presidente dell'organo di disciplina, giudice, era stato informato, in data 20
agosto 2003, dal Presidente dell'ordine dei notai, avv., del fatto che l'avv. AC
1 aveva utilizzato, per scopi estranei al mandato notarile, fr. 1'900'000.-
versati, nell'ambito della compravendita del fondo PPP, quota di comproprietà
di 660/1000 del fondo base Part. di proprietà del venditore __________,
dall'acquirente PC 8.
Il 3 settembre 2003, di fronte al giudice l’avv. AC 1 ha subito
ammesso i fatti oggetto della segnalazione ed ha dichiarato di avere, nel frattempo,
risarcito l'importo di cui si era appropriato grazie ai soldi prestatigli da un
amico (di cui non volle rivelare il nome fino al 14 ottobre 2003 quando rivelò
che si trattava di __________).
Nella
stessa occasione, AC 1 ha informato il Presidente del Consiglio di disciplina
notarile di avere rinunciato temporaneamente all'esercizio del notariato e di
avere depositato i suoi rogiti presso il notaio.
Sempre in
occasione di tale audizione, AC 1 ha manifestato la sua intenzione di
presentarsi spontaneamente al MP.
La sua
preannunciata costituzione però non è avvenuta, per lo meno non in modo
tempestivo.
È stato,
infatti, il PG, in data 16 settembre 2003, a seguito della ricezione della
predetta segnalazione del Consiglio di disciplina notarile, a convocare
l'imputato chiedendogli di presentarsi immediatamente al Ministero pubblico.
10. AC 1,
interrogato il 16 settembre 2003 dalla PP, ha nuovamente ammesso di avere
utilizzato, per il pagamento di debiti suoi personali, la somma citata così
che, al momento stabilito, egli non era più in grado di far fronte ai propri
obblighi. AC 1 ha, poi, precisato che non si trattava del primo episodio ma
che, già in precedenza, a partire da almeno 3/4 anni prima, lui, a più riprese
aveva utilizzato denaro di clienti per pagare spese sue, rispettivamente per
rimborsare clienti che aveva in precedenza danneggiato sempre per gli stessi
motivi e nelle stesse modalità (PP AC 1 16.9.2003 A.1).
Al
termine dell’interrogatorio, la PP ordinò l’arresto di AC 1 per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove.
AC 1
venne condotto presso la cella di sicurezza dell'Ospedale __________ di come da indicazioni del dr. __________, medico curante
dell'imputato (cfr. lettera 16.9.2003 Dr. __________ al
MP AI24).
AC 1 è stato scarcerato il 17 ottobre 2003, dopo 32 giorni di carcere
preventivo (ordine di scarcerazione AI 106).
D. I fatti
11. In
data 10 aprile 2007 la procuratrice pubblica ha posto l'imputato in stato di
accusa davanti alla Corte delle assise criminali di per titolo di ripetuta
appropriazione indebita in parte qualificata e per falsità in documenti.
A AC 1 la
Pubblica accusa rimprovera di avere, nel periodo gennaio 2000 – fine 2003,
impiegato indebitamente, in più occasioni, valori patrimoniali a lui affidati,
per un totale di fr. 54'801'209.-, agendo sia in qualità di avvocato, sia di
persona privata, sia in qualità di pubblico notaio iscritto all'albo e di avere
in tal modo cagionato un danno complessivo accertato di almeno fr. 6'681'646.-.
La pubblica
accusa gli rimprovera, inoltre, di avere allestito ed utilizzato un documento
falso, attestante un suo avere in conto corrente maggiorato di fr.
17'000'000.-, al fine di indurre un investitore ad accordargli un prestito.
A AC 1
viene, inoltre rimproverato, di avere disposto indebitamente, ai danni di __________,
di 9 cartelle ipotecarie al portatore per un valore nominale complessivo di fr.
4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di quest'ultimo a __________.
Quest'ultima fattispecie è stata oggetto di denuncia da parte dei signori PC 15,
decisa con un abbandono da parte della PP, impugnato alla CRP che ha accolto,
in data 21 agosto 2007, l'atto di accusa privato proposto dalla PC __________
per titolo di appropriazione indebita semplice.
Le imputazioni a carico di AC 1 sono state esaminate dalla Corte
ripercorrendo in ordine cronologico gli avvenimenti oggetto dell'accusa.
11.1. Secondo
l'ipotesi accusatoria, AC 1, avrebbe, nel periodo 01 gennaio 2000 - 11 settembre 2003, in più occasioni,
utilizzato somme di denaro a lui versate nell’esercizio dell’attività di
pubblico notaio ed in qualità di avvocato, da clienti del suo Studio legale e
notarile sul conto bancario n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e
notarile __________, presso PC 14, nonché sui conti bancari n. (rubr. notarile)
intestato allo Studio legale e notarile __________, e n. (rubr. notarile) a lui
personalmente intestato presso la __________ , per il pagamento di spese
proprie rispettivamente per il finanziamento di operazioni commerciali di sua
pertinenza, e, continuando ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per
coprire le pretese di altri clienti, i cui fondi erano stati usati per gli
scopi personali di cui sopra.
In
questo modo, AC 1 avrebbe impiegato indebitamente, nell'esercizio dell'attività
di pubblico notaio, la somma complessiva di almeno fr. 9'277'788.-, creando un
danno finale di almeno fr. 2'358'178.- (AA 1.1.1.) ed impiegato indebitamente, agendo in qualità di avvocato
rispettivamente di persona privata, la somma complessiva di almeno fr.
8'402'415.-, creando un danno finale di almeno fr. 3'901'874.- (AA 1.2.1.).
a) Come visto, AC 1 ha ammesso, praticamente dall’inizio
dell’inchiesta, di avere iniziato negli anni 1999/2000 ad utilizzare soldi che i
clienti gli avevano affidato, sia nella sua qualità di notaio sia in quanto avvocato, per necessità sue personali
e, poi, per rimborsare clienti che aveva in precedenza “derubato” (PP AC 1
16.9.2003 A1).
Richiesto
di precisare il motivo per cui lui si appropriò ed utilizzò per sé soldi
affidatigli da clienti, AC 1 ha detto di essersi trovato in grosse difficoltà
finanziarie.
Durante
l’inchiesta, ha collegato tali difficoltà finanziarie alle richieste della
prima moglie, donna (secondo il suo dire) capricciosa ed abituata a vivere nel
lusso cui non riusciva a negare nulla – anche perché lei (sembra) lo ricattava
minacciandolo di andarsene con i figli – e cui, dopo il divorzio, si impegnò a
versare un contributo alimentare aggirantesi sui fr. 200'000.- annui, alle
spese per l’acquisto e la ristrutturazione della casa di __________ - in cui ha
vissuto la moglie dopo il secondo il divorzio - e ad operazioni immobiliari
conclusesi in perdita (PP AC 1 23.9.2003 A3.).
In aula,
richiesto di precisare quali fossero queste operazioni finite male, AC 1 ha
finito per ammettere che si trattò soltanto di un paio di operazioni, e meglio
dell’acquisto, ristrutturazione e vendita di una casa colonica a Ibiza, fatta
più o meno a metà degli anni ‘90, il cui beneficio andò quasi interamente alla
moglie (anche perché, a quel che è dato sapere, l’operazione fu finanziata con
soldi prestati a AC 1 dai genitori della moglie) e un’altra operazione
immobiliare andata male, più o meno nello stesso periodo e sempre in __________.
Così,
sempre in aula, rispondendo alle domande della Presidente volte a capire dove
fossero andati a finire i soldi che mancano all’appello (in totale, fra soldi
malversati e soldi ricevuti in prestito e non restituiti, l’importo mancante
supera i fr. 20'000'000.-), AC 1 ha dichiarato che buona parte di essi sono
andati a finire nel buco nero rappresentato dai costi dello studio legale: tali
costi (approssimativamente, almeno fr. 1'000'000.- all’anno) erano - a quel che
è emerso – interamente assunti dall’imputato ed erano di molto superiori agli
incassi.
Infatti,
sempre stando agli accertamenti in atti, DF 1 – a fronte di costi annui, come
detto, aggirantesi attorno a fr. 1'000'000.- – ha fatturato, negli anni 2000,
2001 e 2002, circa fr. 300'000.- all’anno di onorari per prestazioni notarili
cui vanno aggiunti una media di fr. 40'000.- annui per prestazioni legali per
poi cadere a picco nel 2003 con una fatturazione di onorari notarili pari a
fr. 41'823,10.
Secondo
il dire di AC 1, la situazione negli anni precedenti – che non sono stati
oggetto di ricostruzione - non era migliore.
Si
trattava, nel complesso, di una situazione estremamente deficitaria che
l’imputato ha tenuto in piedi prima attingendo ai suoi beni personali (a fine
anni 1980 e all’inizio degli anni 1990, AC 1 fece due operazioni immobiliari
grazie alle quali guadagnò ca. fr. 2'000'000.-), poi attingendo ai conti dei
clienti e, infine, facendo capo a prestiti di amici, prima, conoscenti, poi, ed
“affaristi” infine verso i quali si impegnò – in ogni caso nel 2002 e nel 2003
– al pagamento di interessi altissimi e che contribuirono a farlo sprofondare
sempre di più.
Richiesto di spiegare come mai i costi dello studio legale fossero
interamente assunti da lui, AC 1 ha risposto di non avere mai trovato il tempo
di discutere della questione con il socio (sic!) e di avere sempre dovuto
rispondere, in urgenza, a richieste pressanti di banche, dipendenti e creditori
che si rivolgevano sempre e soltanto a lui.
b) La
quantificazione delle malversazioni e dell'eventuale danno è stata affidata dal
magistrato inquirente all'EFIN.
Il metodo
di analisi e di ricostruzione è stato concordato con l'imputato (sempre
assistito dal patrocinatore) così come i risultati della ricostruzione sono stati
costantemente e regolarmente discussi con l’imputato le cui osservazioni
critiche venivano sempre accolte in applicazione del principio in dubio pro reo
in modo che il rapporto finale risulta essere il condensato di un lavoro
portato avanti nella preoccupazione costante di non ledere i diritti
dell’imputato, a questi costantemente sottoposto nel suo dipanarsi e da questi
regolarmente approvato sia nel metodo che nei risultati (PP AC 1 19.9.2003 A2.;
PP AC 1 8.10.2003 AI A5; PP AC 1 14.10.2003 A6; PP AC 1 17.10.2003 A7; PP AC 1
26.7.2004 A14; PP AC 1 14.2.2004 AI A16.; PP AC 1 20.5.2005 A17; PP AC 1
16.6.2005 AI A19; PP AC 1 12.10.2005 AI A22).
Per
l’illustrazione del metodo di ricostruzione utilizzato – fondato sulla
movimentazione dei conti bancari rubr. notarile presso __________ intestato a
studio __________, rubr. notarile presso __________ intestato a studio __________
e rubr. notarile presso __________ intestato a AC 1 - si rinvia al rapporto
EFIN: si tratta di un sistema che la Corte ha riconosciuto essere il solo
praticabile, ritenuta l’assenza di una contabilità affidabile dello studio e
l’assenza di giustificazione documentale per molte delle operazioni eseguite.
Va detto che, ancora in aula e più volte, l’imputato ha riconosciuto
la bontà del metodo scelto e dei risultati ottenuti.
c) In
data 3 febbraio 2006, l'Efin ha versato agli atti il suo rapporto, in cui
vengono quantificate le malversazioni commesse da AC 1 nella sua qualità di
notaio in un totale di fr. 9'277'788.17 con un danno finale (tenuto conto di
quanto restituito) di fr. 2'358'178,82.
Le
malversazioni commesse da AC 1 nella sua qualità di avvocato e/o persona
privata sono, invece, state quantificate in un totale di fr. 8'402'415,52 con
un danno finale (tenuto conto di quanto restituito) di fr. 3'901'874,42[iii] (AI469).
Dagli accertamenti esperiti dalla PP presso l'ufficio dei registri,
volti a quantificare lo scoperto dell'avv. AC 1 in termini di tassa di bollo e
di spese di iscrizione generati dalla sua attività di notaio, è emerso uno
scoperto di complessivi fr. 76'075.- (fr. 19'569.- prima, fr. 6'249.-, poi) fr.
3'510.- di tasse di bollo e (fr. 72'645.- prima, fr. 73'455, poi) e fr.
72'565.- di tasse di iscrizione (AI31, AI87, AI90, AI162).
d) In
data 16 ottobre 2007[iv],
nell'imminenza del dibattimento, la PP ha trasmesso al tribunale penale una
correzione dell'imputazione in esame effettuata a
seguito della produzione di nuova documentazione da parte dell'imputato.
La
correzione è limitata alla quantificazione degli importi malversati
dall'imputato in qualità di notaio e di avvocato e dell'ammontare del danno
accertato.
Sulla base dei nuovi accertamenti, l'atto di accusa è stato
modificato nel senso che l'ammontare delle appropriazioni indebite aggravate
addebitate a AC 1 è di fr. 8'446'431.- [n.d.r.: fr. 831'357.- in meno
rispetto all'AA] ed il danno cagionato di fr. 1'170'722.- [n.d.r.: fr.
1'187'456.- in meno rispetto all'AA] (AA1.1.1) mentre l’ammontare delle
appropriazioni indebite semplici è di 10'120'778.- [n.d.r.: fr. 1'718'363.-
in più rispetto all'AA] ed il danno cagionato di fr. 5'510'924.- [n.d.r.:
fr. 1'609'050.- in più rispetto all'AA] (AA1.2.1.).
Chiamata
ad illustrare e motivare i singoli cambiamenti, la PP ha versato agli atti la
documentazione prodotta dall'imputato - dopo l'emissione dell'atto di accusa -
ed ha precisato che tale documentazione ha avuto come conseguenza di portare
delle eccezioni ad una delle regole di impostazione della ricostruzione che
voleva che i fondi versati dai clienti a titolo di onorario, rifusione di spese
(tassa RF imposta sugli utili immobiliari, tasse di bollo, ecc.) fossero
considerati come un'entrata di fondi propri e le relative uscite effettuate per
pagare dette spese fossero anch'esse registrate nella famiglia fondi propri.
Queste
correzioni hanno causato, a cascata, in funzione del metodo di ricostruzione
adottato in inchiesta, un cambiamento degli importi finali[v].
Oltre
alle poste corrette a seguito della produzione della sopraccitata
documentazione, un ulteriore importante cambiamento della tabella dell'EFIN lo
ha generato la diversa attribuzione dell'importo di fr. 1'100'000.- versati da PC
12, ora considerato non più, come nella precedente ricostruzione, quale fondo
proprio di AC 1, e quindi a sua libera disposizione, bensì come somma affidata
da PC 12 a AC 1 e da destinare ad un’operazione immobiliare che l’avvocato – di
cui il medico era cliente – gli aveva proposto e ciò in funzione, oltre che di
quanto allegato da PC 12 nella sua denuncia, anche delle nuove dichiarazioni di AC 1 (PP AC
1 3.10.2007, doc. TPC 8).
e) In
sintesi, sulla scorta della ricostruzione effettuata dall'EFIN, si può
considerare accertato che AC 1 ha operato in totale, dal 1.1.2000
all'11.9.2003, almeno 113 appropriazioni indebite aggravate e 111
appropriazioni semplici. Nel dettaglio si ha che nel 2000 ne ha commesse 18
aggravate e 5 semplici; nel 2001, 39 aggravate e 46 semplici; nel 2002, 49
aggravate e 20 semplici e nel 2003, 7 aggravate e 40 semplici, per gli importi
complessivi indicati alla lettera d).
11.2. Secondo
l'ipotesi accusatoria, nel corso del 1999, AC 1 avrebbe utilizzato - agendo in
qualità di avvocato o di persona privata, per garantire un suo debito personale
non meglio quantificato nei confronti di PC 6 - il mutuo ipotecario di nominali
fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto (prima dell’intavolazione a
RFD, gravante in V rango la Part.), di proprietà della società __________ , a
lui affidato da quest’ultima (AA 1.2.5.).
AC 1 ha
ammesso i fatti descritti nell'atto di accusa.
La Corte
ha, a questo proposito, accertato quanto segue:
a) In
data 3 maggio 2004, PC 9, ex-moglie dell'imputato, membro del Consiglio di
amministrazione della _______ con diritto di firma a due e azionista al 50% della
società, ha sporto denuncia contro l'ex-marito per titolo di appropriazione
indebita del mutuo ipotecario gravante in V rango il fondo di proprietà della
società _______ (AI239).
Questa
denuncia è stata preceduta, nel corso dell'inchiesta, da un'altra denuncia -
sporta sempre dalla signora PC 9 nei confronti dell'ex marito, sempre per
titolo di appropriazione indebita e sempre in relazione alla _______– con cui
la donna rimproverava all'ex marito di aver disposto, senza il suo consenso del
50% del pacchetto azionario di sua spettanza, consegnando a __________ l'intero
certificato azionario a pegno di un suo debito (consid. 11.7.).
È stato
proprio un accertamento emerso nel corso dell'istruzione della prima denuncia
che ha determinato l'inoltro della seconda. L'avv. __________, rappresentante
di __________ ha, infatti, versato agli atti, in data 10 marzo 2004, l'estratto
dei pegni gravanti il fondo n. 781 sito in territorio del comune di __________
di proprietà della _______ (AI217).
Tale
documento, trasmesso in copia all'avv. RC 1, patrocinatore della signora PC 9,
faceva stato di un'iscrizione - avvenuta il 26 settembre 2003 - in cui PC 6
figura quale portatore del mutuo ipotecario gravante in quinto rango per un
importo di fr. 1'600'000.- l'immobile di proprietà della _______[vi].
b) Dall'esame
dell'estratto del registro di commercio si evince che la società anonima _______
(iscritta il 25.5.1993) ha un capitale nominale di fr.
100'000.-, suddiviso in 100 azioni al portatore di fr. 1'000.- l'una.
Lo scopo
della società consiste nella "prestazione di servizi nel settore
fiduciario ed immobiliare ed in tutte le operazioni ad esso collegate, la
mediazione di affari e la consulenza aziendale. Fondare e collaborare con
imprese dello stesso genere o simili, rispettivamente parteciparvi o
acquistarle o costruirle. Può acquistare e vendere proprietà fondiarie.
Attività di intermediazione, mediazione, brokeraggio in ogni campo economico,
commerciale, industriale ed agricolo. Attività di acquisto, vendita,
importazione ed esportazione in ogni campo economico, commerciale, industriale
ed agricolo. In particolare la società intende acquistare le Part. No., per un
importo massimo di CHF 700'000.-".
In realtà, la _______ è stata costituita dai coniugi AC 1 primariamente
per l’acquisto della villa di __________.
AC 1 ha
ricoperto la carica di amministratore unico con firma individuale fino al 13.8.1997. In seguito, la composizione del consiglio di
amministrazione è stata modificata con l'iscrizione di AC 1, quale presidente,
e della signora PC 9, quale membro. Entrambi i membri del CdA avevano un
diritto di firma collettiva a due[vii].
Tale
modifica è stata iscritta a seguito della decisione dell'assemblea generale
della società _______ del 12 agosto1997[viii] (AI160).
Circa la
ripartizione dell'azionariato della _______, agli atti figurano due convenzioni
tra i coniugi AC 1 firmate rispettivamente in data 1/2. ottobre 1997[ix] e 16 dicembre 1999[x].
Nella
prima convenzione, redatta contestualmente alla
procedura di separazione, le parti concordavano per la ripartizione al 50% del
provento della vendita della casa di __________.
Nella
seconda, redatta contestualmente alla stipulazione
della convenzione sugli effetti accessori del divorzio, le parti davano atto
del fatto che la società _______ era proprietaria dell'immobile di __________ e
che entrambe le parti erano già, a qual momento, azioniste e amministratori
unici con firma collettiva a due.
c) Sulla
natura dei rapporti tra l'imputato e PC 6, la Corte ha
accertato quanto segue.
PC 6,
ricco commerciante di nazionalità tedesca, e AC 1 si sono conosciuti all'inizio
del 1999.
Fu
l'allora direttore della __________ , __________, a consigliare a PC 6, cliente
dell'istituto bancario intenzionato a stabilirsi in Ticino, di rivolgersi
all’avv. AC 1.
PC 6
decise di affidare all'avv. AC 1 la tutela dei suoi interessi dopo che __________
lo ebbe informato del fatto che si trattava del figlio maggiore del famoso
avvocato e politico ticinese __________, che per oltre 20 anni aveva
rappresentato il Canton Ticino
a __________ e che per diversi anni aveva ricoperto la carica di presidente del
partito popolare democratico. Il direttore della __________ gli aveva inoltre
confidato che l'avv. AC 1 sarebbe, di lì a poco, entrato nel consiglio di
amministrazione della __________ e che la banca riponeva in lui grande fiducia[xi].
Il
rapporto tra l'avv. AC 1 e PC 6 si trasformò ben presto anche in amicizia.
L'avv. __________,
interrogato sulla natura dei rapporti tra il suo socio ed il signor PC 6, ha
dichiarato che già nel 1999 i due strinsero una "grossa"
amicizia tanto che si scelsero
a vicenda quale testimone di nozze (PP confronto PC 6/__________ 4.6.2004 A13).
L'avv. AC
1 costituì e in data 12.4.1999, iscrisse a registro di commercio la società _______
con sede a , presso il suo studio legale. La società aveva un capitale nominale
di fr. 100'000.- suddiviso in 100 azioni al portatore di fr. 1'000.- l'una. Lo
scopo sociale iscritto era il seguente:
“
La progettazione, l'edificazione, la
realizzazione di opere edili. La consulenza e la intermediazione nel campo
dell'edilizia e della progettazione. La commercializzazione di materiali per
l'edilizia. Compiere operazioni commerciali ed industriali, finanziarie e
bancarie, ipotecarie ed immobiliari, compresi l'acquisto, la vendita e la
permuta di beni mobili, immobili e diritti immobiliari; ricorrere a qualsiasi
forma di finanziamento con istituti di credito, banche, società e privati,
concedendo le opportune garanzie reali e personali; concedere fideiussioni,
avalli e garanzie reali a favore di terzi; assumere partecipazioni in società
ed imprese; partecipare a consorzi ed a raggruppamenti di imprese.”
PC 6 fu
dall’inizio e rimase negli anni l’azionista di maggioranza di questa società.
AC 1 –
come suo solito - ha dato della questione diverse versioni.
Tuttavia,
in aula ha precisato che, nonostante gli avesse fatto diverse promesse di
cedergli parte delle azioni che deteneva, PC 6 rimase sempre azionista __________
almeno all’80%.
Al
momento dell'iscrizione a registro di commercio, l'avv. AC 1 figurava come
amministratore unico con diritto di firma individuale.
Pochi
giorni dopo, e meglio a partire dal 3 maggio 1999, la composizione del
Consiglio di Amministrazione venne modificata con l'iscrizione di PC 6 e di __________,
rispettivamente come vice presidente e membro del CdA, entrambi con firma
collettiva a due[xii].
PC 6 ha riferito che lo scopo della costituzione
di tale società era legata all'ottenimento del permesso di soggiorno ed a
ragioni di natura fiscale.
“
(…) nel 1999 è stata costituita la __________,
società di diritto svizzero, e che lo scopo della costituzione di tale società
era quello di permettermi di ottenere un permesso di dimora in attesa di
compiere i 55 anni, ciò che mi avrebbe permesso di ottenere un permesso di
dimora con tassazione globale.”
(PP PC 6 3.11.2003 pag. 2, B.7)
AC 1 ha
dato della cosa una versione diversa: secondo il suo dire, l’_______ fu
costituita per permettere a PC 6 di diventare attivo in campo immobiliare e, in
particolare, per l’acquisizione dei crediti che l'_______ vantava nei confronti
di __________ e delle due CIP che li garantivano.
“
Per procedere a tale acquisto (ndr: del credito
di fr. 17 Mio, garantito da titoli ipotecari gravanti diverse particelle di __________,
in zona __________, che l'_______ SA aveva nei confronti di tale _______) è
stata creata la _______ con capitale di fr. 100'000.-. La ragione sociale è
stata scelta da PC 6 ed era il nome della regione in _______ dove erano situati
Fatti
i suoi cementifici.”
(PP AC 1
4.12.2003 A8.)
Sulla
natura e l'esito delle trattative con l’_______ riguardo tale operazione (che,
va detto, si fece soltanto nell’aprile 2000, quindi un anno dopo la
costituzione dell’_______) ritorneremo dettagliatamente al momento dell'esame
del capo di accusa AA1.2.3. (consid. 11.8.).
Va detto,
comunque, già sin d'ora - per ragioni di natura puramente redazionale - che PC
6, una volta scoperte le appropriazioni indebite effettuate, e riconosciute
come tali da AC 1, nel contesto delle operazioni immobiliari che vedevano
coinvolta la _______, ha preteso che i suoi rapporti di dare e di avere con
l'avv. AC 1 fossero regolati per iscritto. Incaricò di questo l’avv. __________
– collega di studio di AC 1 - che redasse tre convenzioni, in parte predatate
- circostanza che ha fatto oggetto di un non luogo procedere per l'accusa di
falsità in documenti di data 29.7.2004 AI271 - sottoscritte da PC 6 e da AC 1
il 25 giugno 2003.
d) Tornando
ai fatti di cui all'imputazione AA1.2.5., AC 1 ha riconosciuto di avere chiesto
ed ottenuto da PC 6 la somma di fr. 1'200'000.- a titolo di prestito.
Secondo quel che ha riferito PC 6, AC 1 gli disse che tale importo gli era necessario per un'operazione di
speculazione immobiliare (PP confronto PC 6/AC 1 30.8.2005 A21.)
In
realtà, AC 1 con quei soldi non fece nessuna operazione immobiliare.
Li
utilizzò, invece, per sé.
Durante
l’inchiesta si è molto discusso del momento in cui avvenne il prestito di cui
sopra, con AC 1 che lo situava nell’autunno 1999 e PC 6,
invece, nel corso del 2000 (PP AC 1 31.5.2005 A18.; PP confronto PC 6/AC 1
30.8.2005 A21; PP confronto PC
6/AC 1 30.8.2005, A21.).
La
questione è stata definitivamente risolta il 6.9.2005
quando l'avv. __________ ha versato agli atti, per conto di PC 6, due estratti
conti e due contabili bancarie da cui risulta che PC 6 aveva trasferito
all'avv. AC 1 l'importo di CHF 1'200'000.- in data 25.10.2000 - e che la somma
di fr. 1'300'000.—(somma mutuata maggiorata degli interessi) gli venne
ritornata il 12.2.2001 sottoforma di assegno[xiii]
(AI438).
e) Per quanto concerne l'atto di disposizione del mutuo ipotecario di
fr. 1,6 Mio gravante in V rango la casa di __________, AC 1 ha ammesso di
averlo consegnato a PC 6 a titolo di garanzia per la restituzione della somma
mutuata contestualmente alla ricezione dell'importo (PP AC 1 26.7.2004 A14; PP AC 1 31.5.2005 A18; PP AC 1 31.5.2005 A18.)
Pertanto,
visto l’accertamento documentale di cui sopra, forza è concludere che la
consegna a PC 6 del mutuo ipotecario quale garanzia è avvenuta il 25.10.2000.
Così, con l’accordo delle parti, in aula,
l’imputazione è stata temporalmente corretta (verb. dib. pag. 4).
f) Al
momento della restituzione dell'importo mutuato, AC 1 non ha chiesto la
restituzione del mutuo ipotecario. L’imputato ha attribuito ad una sua
dimenticanza la mancata richiesta di restituzione della garanzia (PP AC 1 26.7.2004 A15; PP AC 1 31.5.2005
A18.; PP AC 1 26.7.2004 A15.)
Sempre
con l’accordo delle parti, la Presidente ha posto, per questi fatti,
l’imputazione subordinata di amministrazione infedele aggravata (verb. dib.
pag. 4).
g) Sul
destino del mutuo ipotecario è stato accertato che PC 6 ne ha chiesto
l'iscrizione a RF il 26.9.2003 (cfr. AI 217) ed ha, poi, avviato una procedura
di realizzazione del pegno (PP PC 6 3.11.2003 B7.)
Sull'esito
della procedura di realizzazione del pegno e quindi sul danno arrecato non vi
sono indicazioni agli atti.
h) In
data 5.10.2004, l'avv. RC 1 ha promosso un'istanza di sequestro, in nome e per
conto della signora PC 9, della cartella (recte: mutuo) ipotecario di fr.
1'600'000.-, contestando la buonafede di PC 6 (AI299).
La PP, in
data 23.2.2005, non avendo ancora elementi sufficienti per determinarsi sulla
natura di provento di reato, non ha dato seguito all'istanza di sequestro
(AI350).
L'avv. RC
1 ha rinnovato l'istanza in data 9.11.2005 (AI449), ed ancora in data 16.2.2006
(AI472). In data 29.5.2006 la PP ha respinto l'istanza di sequestro del mutuo
ipotecario in oggetto (AI490) e contro tale decisione è insorta la signora PC 9
con un reclamo 9.6.2006 al GIAR (AI494). Il GIAR ha respinto il reclamo il
24.7.2006 (AI505). In data 4.8.2006 la signora PC 9 è insorta alla CRP contro
la decisione del Giar (AI512). La CRP ha respinto il ricorso in data 3.10.2006
(AI530).
11.3. AC 1,
secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe, in
qualità di avvocato rispettivamente di persona privata, prelevato in contanti, il 07.07.2000 e il
21.08.2000, dal conto intestato alla _______, , presso PC 14, sul quale
disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore unico,
l’importo complessivo di fr. 238'000.-, di cui fr. 220'000.- versati in
contanti sul conto n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________,
presso PC 14, ed utilizzati per scopi estranei alla _______, (AA 1.2.7.).
a) La _______
è stata fondata nel 1999, nelle circostanze e per le ragioni già evocate al
consid. 11.2.)
Come
visto, AC 1 è stato amministratore di tale società
(prima unico, poi presidente del CdA) con diritto di firma individuale.
La
società era titolare di due relazioni bancarie, la prima presso la __________ - conto aperto il 21.2.2000 e chiuso il 10.4.
2003[xiv] - e
la seconda presso la PC 14, conto aperto il 27.4.1999[xv] .
b) Nella primavera 2003, dopo che PC 6, insospettito, incaricò un
suo uomo di ricostruire la contabilità dell’_______, vennero alla luce delle
incongruenze: fra queste, vennero scoperti due prelievi effettuati nel luglio e
nell’agosto 2000 da AC 1 per i quali non risultava una causale.
c) Dall'esame
incrociato degli estratti bancari della relazione intestata alla _______, e del
conto notarile __________ presso la PC 14, è stato possibile concludere che dei
fr. 238'000.- prelevati dal conto della _______ nei mesi di luglio e agosto
2000, fr. 220'000.- sono stati accreditati sul conto notarile __________ presso
la PC 14. Nel dettaglio si ha che il 07.07.2000 figura un addebito di fr.
118'000.- a contanti[xvi]. Con
medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 100'000.- sul conto
notarile __________ presso la PC 14[xvii]. In
data 21.08.2000 figura, sempre dagli estratti conto della società, un addebito
di fr. 120'000.- a contanti[xviii] e
con medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 120'000.- sul
conto notarile __________ presso PC 14[xix].
d) Sui motivi di questi prelievi, AC 1 ha dato – ma è una sua costante
– versioni diverse. Ad __________ (l’uomo di fiducia di
PC 6) che gliene chiedeva conto, AC 1 disse che si trattava di provvigioni
relative all’acquisto degli immobili di __________ (PP __________
28.9.2004 B12.).
In seguito, durante l’inchiesta, AC 1 ha dichiarato di avere fatto
tali prelevamenti a contanti per sue necessità finanziarie puntualizzando
comunque di avere, in tempi successivi, fatto fronte personalmente a spese di
pertinenza della _______ (PP AC 1 12.1.2004 A9.)
In
seguito, ha detto – anche se non in modo chiarissimo - che, in realtà, già in
precedenza aveva effettuato personalmente pagamenti per conto dell’_______ ma che di questi pagamenti non
trovava più traccia documentale. (PP AC 1 14.2.2005
A16.; AI230).
In aula,
ha, poi, precisato – ma bisogna considerare che le “precisazioni” di AC 1
rimangono sempre molto approssimative – che, prima dei due prelevamenti, lui
aveva già effettuato pagamenti nell’interesse dell’_______ per un importo che
egli non sapeva quantificare con precisione ma che era
“elevato” e, in ogni caso, superava i fr. 150'000.- (verb. dib. pag. 7).
Perciò,
ritenuto che pure __________ aveva a suo tempo dichiarato che AC 1 aveva
effettuato per conto dell’_______ pagamenti per ca. fr. 400'000.-, in
applicazione del principio in dubio pro reo, la PP ha dichiarato di rinunciare
a chiedere la condanna dell’imputato per questo capo di accusa.
11.4. In data 27.2.2003 DF 1 avrebbe utilizzato, secondo l'ipotesi
accusatoria, agendo in qualità di avvocato o di persona privata, la cartella
ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la
cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I
rango le Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate
fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale
di fr. 4,8 Mio nei confronti di __________ (AA1.2.2.).
In
relazione a queste circostanze, l'accusa rimprovera, inoltre, a AC 1 di avere formato un falso documento, modificando la stampata del sistema
Telebanking relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo
Studio legale e notarile __________, presso PC 14, aggiungendo con la macchina
da scrivere la cifra 17 davanti al saldo del conto bancario, facendo in seguito
uso del documento così modificato ed attestante falsamente un saldo del conto
di fr. 17'910'235.93, consegnandolo al fiduciario di __________, allo scopo di
temporeggiare nella restituzione del prestito da quest’ultimo ottenuto di fr.
4,8 Mio (AA 2).
AC 1 ha ammesso i fatti delle due imputazioni in esame.
Gli
accertamenti della Corte, a questo proposito, sono i seguenti.
a) Nel dicembre 2002 AC 1 era nel pieno del marasma finanziario.
Così,
nell’ansia di tappare qualche buco in una situazione che faceva acqua da tutte
le parti, aveva iniziato a chiedere soldi là dove poteva promettendo rendimenti
altissimi per prestiti brevissimi.
Lo aveva
fatto – e lo vedremo, poi – in novembre ottenendo da un certo Incollingo,
cittadino italiano, fr. 2'000'000.- promettendo la restituzione dopo 10 giorni
della somma mutuata maggiorata di fr. 400'000.-.
Lo ha
rifatto il mese successivo, appunto in dicembre, con __________.
In quel frangente, AC 1 chiese ad __________ di accompagnarlo da __________.
I due si recarono a __________, cenarono nel ristorante dell’albergo di
proprietà di __________ e __________ chiese al personale di avvertire __________
che lui desiderava parlargli. __________ li raggiunse al tavolo. __________ gli
spiegò che AC 1 aveva bisogno di soldi. AC 1, dal canto suo, gli spiegò che si
trattava di una questione di vita o di morte.
Così __________
ha descritto il loro incontro:
“
Non ho più rivisto l'avv. AC 1 fino al giorno
19.12.2002 quando mi è stato presentato da un mio conoscente __________ presso
il mio albergo __________. Quella sera sono stato infatti chiamato alla
ricezione perché mi avevano detto che una persona voleva parlare con me. Quando
sono arrivato alla ricezione ho visto __________ che mi ha presentato l'avv. AC
1. Ho notato che era un po' pallido. Mi sono poi intrattenuto con alcuni
clienti dell'albergo e dopo ca. mezz’ora l'avv. AC 1 mi ha chiamato al suo
tavolo, dove era ancora presente il signor __________. Quest'ultimo mi ha detto
che l'avv. AC 1 aveva bisogno di soldi. Ho notato che l'avvocato era abbastanza
agitato ed ha ripetuto in più occasioni che era una questione di vita o di
morte.” (PP
__________ 13.10.2003 B3.)
DF 1
spiegò a __________ che gli servivano fr. 4'800'000.- per concludere
un’operazione immobiliare con il __________ che prevedeva l’acquisto di una
serie di immobili (per il prezzo di fr. 17'500'000.- e per cui c’era già un’acquirente
- l’_______ – disposta ad acquistare gli immobili in questione per fr.
33'000'000.-).
Secondo quanto da lui detto alla PP, __________ non credette molto
all’affare:
“
Mi ha raccontato di avere preso impegni con l'_______
nei confronti della quale doveva dimostrare di avere sul proprio conto una
somma di fr. 17 Mio per concludere un'operazione immobiliare che gli avrebbe
permesso di guadagnare la somma di fr. 14 Mio. In sostanza l'avvocato mi ha
detto che era un affare che capita una volta sola nella vita. (…) Ad essere
sincero io non ho creduto molto all'operazione immobiliare che mi era stata
presentata in grandi linee perché so per esperienza che è difficile trovare un
affare che permetta un guadagno simile senza sudare.”
(PP __________ 13.10.2003 B3.)
Tuttavia,
il guadagno promesso era molto allettante e __________ accettò senza
preoccuparsi di fare puntuali verifiche che non ritenne necessarie poiché - come lui stesso ha detto – “stava trattando con un notaio svizzero”
per di più appartenente ad una famiglia ben conosciuta e questo era sufficiente
garanzia (cfr. PP __________ 13.10.2003 B3).
Così, il
giorno successivo, __________ accettò la proposta di AC 1 che, in sostanza,
prevedeva che __________ versasse fr. 4'800'000 sul conto notarile n. presso la
_______ , che questi soldi rimanessero bloccati su tale conto per 10 giorni
(dovevano servire da evidenza fondi per la banca), che, trascorsi i 10 giorni
venissero restituiti a __________ maggiorati di fr. 280'000.- in caso
l’operazione finanziaria prospettata non giungesse a buon fine e, infine, che,
nel caso in cui l’operazione si concludesse con successo, a __________ sarebbe
spettato il 50% degli utili ma almeno fr. 7'000'000.- (PP __________ 13.10.2003
B3; PP 16.10.2003 B5.).
Così, i fr. 4'800'000.- vennero versati sul conto notarile:
“
Ho quindi dato l'autorizzazione ad effettuare il
trasferimento a favore del conto notarile presso la _______. Come riferimento
ho fatto indicare il termine "prestito" (doc. 2) perché non ero in chiaro
sui termini della così detta operazione immobiliare. Il trasferimento è avvenuto
con valuta 23.12.2002.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
In
realtà, AC 1 non era intenzionato a fare nessuna operazione immobiliare.
Certo,
come ha detto in aula, l’operazione immobiliare era il suo miraggio, era il
sogno, era il progetto che, nei suoi pensieri, gli avrebbe permesso di
risolvere i suoi problemi.
Ma i soldi di __________ – così come quelli che gli erano stati dati
da altri in precedenza e che gli sarebbero, poi, stati dati in seguito - gli
servivano per far fronte alle sue scadenze: pagare le banche, restituire
prestiti precedenti, restituire il maltolto ai clienti.
Perciò,
come arrivarono sul conto, i soldi partirono subito verso destinazioni diverse
in cui, ben presto, si esaurirono.
In effetti, nel corso dell'inchiesta DF 1 ha finito per ammettere -
a fronte anche dei riscontri bancari - che la maggior parte dell'importo
versato da __________ il 20 dicembre 2002 sul conto 102594 rubrica notarile
intestato allo studio legale __________ presso la _______ di [xx] fu utilizzato "per far fronte ad una serie di impegni nei confronti di clienti di
notariato e di terze persone che vantavano pretese nei miei confronti per
impegni personali" (PP
AC 1 14.10.2003 A6; cfr. anche PP AC 1 23.9.2003 A3.).
A fine
dicembre 2002, il conto di cui s’è detto presentava un saldo di soli fr.
297'260,78.
Inutile dilungarsi per spiegare come la
situazione di AC 1 non facesse che peggiorare: oltre ai debiti precedentemente
contratti, AC 1 si trovava, così, a fine dicembre 2002, a dover far fronte agli
oneri assunti nei confronti di __________.
Ed ancora
una volta, senza avere i mezzi per poterlo fare.
b) __________,
già il 27 dicembre 2002, cercò di contattare AC 1 per ricordargli di restituire
i soldi.
Non ci
riuscì poiché AC 1 si fece negare. Allora chiamò __________ esprimendogli tutta
la sua contrarietà. Ma, poi, decise di attendere il 7 gennaio 2003.
Al 7
gennaio 2003, tuttavia, __________ non vide nemmeno l’ombra di AC 1.
Chiamò,
così, ancora una volta __________ dicendogli che la sua pazienza era al limite
e che voleva ad ogni costo vedere AC 1. Questo richiamo
all’ordine sortì i suoi effetti: AC 1 lo raggiunse a __________ e gli promise
che avrebbe fatto fronte ai suoi impegni
“
lui mi ha detto che avrebbe restituito l'importo
di fr. 4.8 Mio il venerdì 8.1.2003 assicurandomi che avrebbe mantenuto la
promessa. (Ein Man ein Wort). Io ho dato come ultimo termine il lunedì
13.1.2003 perché presumevo che non sarebbe riuscito a restituire la somma il
venerdì.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
In quel
frangente, naturalmente, AC 1 raccontò a __________ delle fandonie. I soldi non
c’erano ma lui gli disse che l’operazione era riuscita ma che i soldi si
trovavano in una banca nel __________ dove lui sarebbe andato a ritirarli. __________
pretese che, in quella trasferta, AC 1 si facesse accompagnare da __________.
Così fu. Per sostenere il suo inganno e convincere __________ a concedergli
qualche giorno di tregua, AC 1, con __________, andò davvero nel __________.
Naturalmente rientrò senza soldi e con un nuovo bagaglio di fandonie da
propinare all’impaziente creditore:
“
Comunque il venerdì 8.1.2003 AC 1 accompagnato,
come da me richiesto, da _______ si è recato nel Liechtenstein perché, come
aveva detto, avrebbe dovuto ritirare i soldi da restituire. Ho poi saputo che AC
1 si è recato in una banca la __________ lasciando __________ ad attenderlo in
un caffè. Quel giorno non è stato concluso nulla”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
Il lunedì
13 gennaio passò senza che AC 1 restituisse il dovuto a __________.
__________
lo cercò. Inutilmente. AC 1 era irreperibile.
Così, __________
fece intervenire le sue persone di fiducia:
“
Ho quindi chiesto al fiduciario __________ ed
alla signora __________ di occuparsi della questione e di trattare con l'avv. AC
1 per ottenere il rimborso. Per ciò che mi concerne avevo perso ogni e
qualsiasi fiducia e stima in lui e non avevo più nessun interesse ad
incontrarlo.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
c) Da
lì in poi, i giorni furono ancor meno facili per AC 1, pressato dalle
richieste di rimborso.
In aula, AC
1 ha anche dichiarato che __________ minacciò lui e, soprattutto, la sua
famiglia dicendogli che avrebbe potuto far ricorso “agli albanesi” per
recuperare i suoi soldi.
Così, AC
1, pur di guadagnare un po’ di respiro, fece ogni genere di promessa (mentendo,
in particolare, millantando la buona riuscita dell’operazione immobiliare) e
firmò ogni genere di documento. Sottoscrisse diverse cambiali e firmò una serie
di riconoscimenti di debito per arginare le richieste sempre più pressanti:
“
Devo dire che __________ è diventato molto
insistente ed in data 21.2.2003 gli ho pure sottoscritto una cambiale per fr. 7
Mio, che mi è poi stata restituita nel marzo 2003, perché non sapevo più come
far fronte alle richieste di rimborso di __________.”
(PP AC 1
23.9.2003 A3.)
“
E' anche vero che nelle settimane che sono
seguite ho firmato di tutto: riconoscimenti di debito, cambiali per importi
diversi, dichiarazioni che non corrispondevano al vero (ed al proposito faccio
riferimento alla dichiarazione 21.2.2003 allegato doc. 6 al verbale __________
13.10.2003) e corrispondenza varia che aveva l'unico scopo di procrastinare il
risarcimento richiesto da __________.”
(PP AC 1
23.9.2003 A3.; cfr. anche PP __________ 13.10.2003 B3.)
d) In
quei mesi AC 1 arrivò persino a falsificare il saldo dell'estratto conto
bancario[xxi],
nella speranza di rassicurare __________ sulla sua disponibilità di liquidità e
tenerlo buono almeno per un po’:
“
confermo di avere personalmente modificato la
stampata del sistema Telebanking relativo al conto dello studio aggiungendo a
macchina la cifra 17 davanti al saldo del conto. Ho poi consegnato questo
documento al signor _______ sempre con l'intento di guadagnare tempo per la
restituzione della somma messami a disposizione da __________.”
(PP AC 1 23.9.2003 A3.)
A questo
proposito, __________, fiduciario di __________, ha riferito quanto segue:
“
Questo documento mi è stato fatto vedere
dall'Avv. DF 1 a dimostrazione del fatto che i soldi versati dal signor __________
erano ancora sul conto notarile dello Studio. Il fatto di sapere che i fondi
erano ancora depositati sul conto era una questione che ci premeva molto. Per
questo motivo ho chiesto che mi venisse dimostrata tale circostanza. Ho anche
chiesto che mi venisse consegnata copia del documento in questione, ma l'Avv. AC
1 ha voluto mettere la copia in una busta che gli sarebbe stata ritornata a
pagamento avvenuto, come tutti gli altri documenti che mi aveva consegnato
(cartelle ipotecarie, dichiarazione, cambiali, ecc.). Infatti a pagamento
avvenuto, tutto è stato restituito all'Avv. AC 1.”
(PP __________ 16.10.2003 B5.)
Sempre
per tener buono __________, il 27 febbraio 2003, AC 1 consegnò a __________ due
CIP che gravavano alcuni fondi di _______ per un valore complessivo di
17.000.000.- a "garanzia del contratto di mutuo".
La
consegna è stata documentata per iscritto[xxii]
(PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP __________ 13.10.2003 B3.)
e) E’ necessario, qui, chiarire l’origine delle cartelle ipotecarie che
AC 1 consegnò a __________.
Il 17
aprile 2000 la PC 14 aveva concesso alla _______ un credito in conto corrente
di fr. 5 mio.
Il
finanziamento era stato concesso per l'acquisto di un credito di fr.
17'844'906.- che l'_______ SA vantava nei confronti di _______, proprietario
dei fondi citati e delle relative garanzie, cioè una cartella ipotecaria al
portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. ed una seconda di
nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________.
La linea di credito avrebbe, poi, dovuto venire garantita con la
consegna al PC 14 delle due cartelle ipotecarie citate[xxiii].
Così fu.
AC 1, per
conto dell’_______ , acquisì il credito e le cartelle ipotecarie citate che
trasmise, come convenuto, alla PC 14 quale garanzia per la linea di credito
concessa.
Il 26
maggio 2000 l'Ufficio dei Registri del Distretto di __________ iscriveva la PC
14 nel registro dei creditori quale creditrice dei due titoli ipotecari[xxiv].
Così come
emerge dalla documentazione in atti, in data 22.8.2000, la PC 14 ha trasmesso a
AC 1 le cartelle ipotecarie a titolo fiduciario per la cessione del credito a
terzi. [xxv]Precisando,
nella lettera accompagnante le CIP; che "il ricavato servirà in primo
luogo al rimborso del credito in conto corrente con un limite di fr.
5'000'000.- ed un saldo attuale per capitali a nostro favore di fr. 4'576'360.-
concesso alla spettabile _______, ".
Sui motivi
di tale consegna, AC 1 ha – come suo solito – dato versioni diverse.
Dapprima, ha detto che le CIP gli vennero consegnate per essere
frazionate (PP 4.12.2003; 12.1.2004).
Poi ha
detto che il loro frazionamento era stato discusso – come una possibilità fra
altre – con il direttore della PC 14 ma di non ricordare più l’effettiva
causale della consegna (PP 26.7.2004).
In
realtà, così come emerge dalla lettera 22.8.2000 della PC 14 – controfirmata da
AC 1 – le CIP gli vennero consegnate fiduciariamente in vista della cessione
del credito a terzi.
Cessione
a terzi che non venne, però, mai perfezionata (non si sa se mai essa venne
discussa).
Inspiegabilmente,
nei tre anni successivi (cioè sino all’arresto di AC 1), la PC 14 non si
preoccupò più né della sorte della ventilata cessione del credito né di quella
delle CIP – che garantivano il suo credito - che rimasero in mano a AC 1 (si fa
per dire) che potè così farne l’uso che meglio gli aggradava.
f) Dopo
la consegna delle due CIP, __________ pretese di incontrare AC 1 poiché questi,
nonostante le promesse, non ottemperava ai suoi obblighi.
__________
aveva, infatti, davvero "perso la pazienza".
Il 18
marzo 2003 si tenne, presso lo studio legale dell'avv. __________ un incontro
cui parteciparono, oltre a __________ e a AC 1, gli avvocati __________.
“
Sono seguite comunicazioni telefoniche nelle
settimane successive fino a quando ho perso la pazienza ed in data 18.3.2003 ho
telefonato all'avv. AC 1 ed ho preteso che si presentasse dal mio legale avv. __________,
invitando pure telefonicamente _______ a fare pressione sull'avv. AC 1 perché
si presentasse all'incontro. L'avv. AC 1 si è quindi presentato a __________
accompagnato dall'avv. __________.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
Secondo
quanto dichiarato da __________ e da _______ , i partecipanti a questo incontro
si attivarono e decisero di chiedere aiuto all’avv. __________, fratello di
che, insieme a tutta la famiglia, provvide a rimborsare __________. (PP __________
13.10.2003 B3; PP __________ 16.10.2003 B5.)
In
realtà, le cose non andarono così.
__________
– così come vedremo in seguito - venne rimborsato grazie a un nuovo debito
contratto da AC 1 a condizioni pazzesche con _______ , altro uomo d’affari di
origini balcaniche che – sembra – aveva fatto fortuna in __________ con la
telefonia mobile.
g) Così,
finalmente, il 24 marzo 2003 __________ ottenne il dovuto:
“
so che tutte le persone coinvolte hanno lavorato
per diversi giorni fino ad ottenere in data 24.3.2003 il rimborso della somma
di fr. 4.8 Mio oltre a fr. 300'000.- che non sono interessi ma bensì il
rimborso delle spese dovute al mio cliente che per mettermi a disposizione
l'importo di fr. 4.8 Mio aveva dovuto interrompere un investimento con
conseguente perdita di interessi.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
A quel
momento, AC 1 rientrò in possesso delle due CIP e delle due cambiali. (PP __________ 13.10.2003 B3.)
h) Il 2
maggio 2003, __________ fece spiccare nei confronti di AC 1 un precetto
esecutivo per di fr. 7'000'000.-.
Chiamato
a spiegare le ragioni di tale gesto, __________ ha dichiarato quanto segue:
“
Ho agito in tal senso perché qualche tempo dopo
l'avvenuta restituzione ho ricevuto una telefonata del signor __________ che mi
proponeva un affare d'oro e meglio un investimento di fr. 4 Mio per ottenere in
breve tempo un utile di fr. 14 Mio. Ho capito che dietro questa offerta vi era
l'operazione dell'avv. AC 1 per cui mi è venuto il dubbio che egli avesse
effettivamente perfezionato l'affare che mi aveva proposto e che aveva fatto di
tutto per estromettermi dalla partecipazione all'utile. Da ciò il precetto
esecutivo.”
(PP __________
13.10.2003 B3.)
11.5. Secondo l'ipotesi accusatoria, nella primavera del 2003 AC
1, in qualità di avvocato o di persona privata, avrebbe utilizzato la quota di
almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000) del certificato azionario
rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- dell’ _______, , a lui
affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio
quantificabile nei confronti di PC 11.
AC 1 ha
ammesso i fatti imputatigli.
Gli
accertamenti della Corte, al riguardo, sono i seguenti.
a) La signora PC 11, antiquaria di cittadinanza tedesca, ha conosciuto
l'avv. AC 1 a cavallo tra gli anni 2000 e 2001 quando si era rivolta a lui per
l'ottenimento di un permesso di domicilio in Ticino per lei e per il marito
(poi deceduto nel maggio del 2001 (PP PC 11 15.10.2003 B4.).
Trasferitasi
in Ticino, la signora PC 11 ha cominciato a far confluire i suoi averi
patrimoniali - sin lì depositati presso l'_______ di __________ a nome di una
fondazione - sui conti di pertinenza dello studio __________ a valere quale
relazione di transito in attesa di regolare la sua
posizione con le autorità ticinesi.
Complessivamente,
la signora PC 11 accreditò sul cto 3318 __________
presso la PC 14 7.000.000.-: fr. 5.000.000.- vennero accreditati il 2.2.2001[xxvi], altri 2.000.000.- vennero accreditati
il 9.8.2001[xxvii].
“
La mia intenzione era quella di ottenere il
trasferimento dei miei fondi, una volta regolata la situazione sia di domicilio
che fiscale, su un conto a me intestato. Era anche mia intenzione costituire
una Anstalt che avrebbe detenuto i fondi.”
(PP PC 11 15.10.2003 B4.)
b) Con il tempo, AC 1 instaurò
anche con la signora PC 11 dei rapporti extra-professionali: i due divennero
“buoni conoscenti” e frequentarono le rispettive case legati dal comune
interesse per i libri antichi (PP PC 11 15.10.2003 B4.).
c) Nel
gennaio 2002 la signora PC 11 chiese a AC 1 il trasferimento di 3 mio a favore
dell'appena costituita __________.
L’accredito
non avvenne né tempestivamente né integralmente ma a rate.
La
signora dovette aspettare il 3.10.2002 per vedere il primo versamento di fr.
500'000.-[xxviii].
Per il secondo versamento – questa volta di fr. 1'500'000.-, la signora dovette
aspettare il 23.12.2002[xxix]. La
terza rata – di fr. 1'000'000.- – venne versata 3 mesi dopo, il 24.3.2003[xxx]. La quarta - di fr. 200'000.- – venne
versata il mese successivo, cioè il 22.4.2003[xxxi].
La quinta - di fr. 100'000.- - venne versata dopo un altro mese di attesa, il
15.5.2003[xxxii]. La
sesta - di fr. 200'000.- - venne versata il 22.5.2003[xxxiii].
“
Non so il motivo per cui i fondi non sono stati
trasferiti immediatamente a mia richiesta, ma so che l'avv. AC 1 aveva sempre
delle scuse per non effettuare il trasferimento.”
(PP PC 11 15.10.2003 B4.)
d) AC 1 ha in un primo tempo sostenuto che quei soldi – o almeno parte di
essi (ca. fr. 3'000'000.-) – gli erano stati dati dalla signora PC 11 a titolo
di prestito (PP AC 1 16.9.2003 A1, PP AC 1 14.10.2003 A6.).
Posta di
fronte alle dichiarazioni di AC 1, la donna ha negato di avergli concesso il
prestito indicato dall’imputato precisando che AC 1 l'aveva, sì, informata che
il suo capitale avrebbe reso degli interessi che le sarebbero stati
accreditati, ma che lei non aveva concesso al legale un prestito di fr. 3 mio
(PP PC 11 15.10.2003 B4.)
La
signora PC 11 ha, per contro, confermato di avere concesso, nel mese di
novembre 2000, a AC 1 un prestito di fr. 300'000.— senza pretendere interessi
ed ha precisato che l’importo prestato le fu debitamente rimborsato:
“
ADR è vero che nel novembre 2000 l'avv. AC 1 mi ha chiesto un prestito
perché aveva necessità di liquidità ed io gli ho versato la somma di fr.
300'000.- che alcuni mesi dopo mi ha restituito sul mio conto presso PC 14. Non
so se il rimborso è avvenuto per versamento in contanti sul mio conto oppure
per trasferimento bancario. Non ho ricevuto gli interessi su questo prestito.
Posso verificare le modalità di versamento e trasmetterò al MP copia del
giustificativo.”
(PP PC 11
15.10.2003 B4.)
Per
finire, l’avv. AC 1 ha ammesso che, in realtà, la signora PC 11 non gli aveva
mai concesso un prestito milionario, tant’è che l’utilizzo da parte sua di quei
soldi è stato considerato come appropriazione indebita nell’ambito dei punti
1.1.1. e 1.2.1. dell’AA.
e) In
occasione dell'interrogatorio del 15 ottobre 2003, la signora PC 11 non aveva
detto di detenere il pacchetto azionario della _______ .
È stato
l'avv. _______, il 4 giugno 2004, a riferire al PP che la signora PC 11
deteneva le azioni della _______:
“
per ciò che concerne il pacchetto azionario
della _______ faccio presente che alcuni giorni dopo l'arresto di AC 1 si è
presentata in studio la signora PC 11 che mi ha mostrato il pacchetto azionario
della _______ che mi ha detto di avere in garanzia. Quando ho spiegato alla
signora che la società aveva un debito di fr. 5 Mio, la signora mi ha lasciato
il pacchetto azionario che io ho messo sulla scrivania di AC 1.”
(PP
PC 6/_______ 4.6.2004 A13.)
f) Interrogato dalla PP sull’utilizzo del pacchetto azionario della _______,
AC 1 ha, dapprima, negato di averlo messo a pegno (PP AC 1 14.2.2005 A16.) pur non sapendo spiegare come mai il
pacchetto azionario fosse stato in mano della signora PC 11 (PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP AC 1 14.2.2005 A16.).
Infine,
confrontato con le dichiarazioni della signora PC 11
che ha confermato di avere ricevute le azioni nella primavera del 2003 a
garanzia delle sue pretese nei confronti dell'avv. AC 1 in relazione ai soldi
di sua proprietà che aveva fatto trasferire, al momento del suo arrivo in
Ticino, sui conti dell’avvocato, di cui questi si era appropriato indebitamente
e che non aveva saputo restituire al momento della richiesta (PP PC 11 2.3.2005
B16.), l’avv. AC 1 ha dichiarato che, pur non ricordandosi di avere consegnato
il pacchetto azionario a terzi, "se la signora PC 11 afferma il
contrario non ho motivo di smentirla" (cfr. PP AC 1 31.5.2005 A18.).
g) L'accusa
imputa a AC 1 di avere disposto illecitamente di almeno il 50% dell'azionariato
della _______, ovvero delle azioni di spettanza di PC 6.
Sull'ammontare
della quota delle azioni della _______ di spettanza di PC 6, le dichiarazioni
di AC 1 non sono – come si è visto già in precedenza - univoche.
Nel 2000,
AC 1 informò la PC 14 - contestualmente al concessione di un mutuo per la _______
, di cui già si è detto al consid. 11.4. - che PC 6 era l'azionista
maggioritario (cfr. allegato M all'AI 292).
Durante
l’inchiesta, nel 2003, in occasione di uno dei primi verbali davanti alla PP, AC
1 ha, dapprima, affermato di essere azionista della _______ al 50% (PP AC 1 14.10.2003 A6.).
Nuovamente
interrogato nel 2005, egli ha affermato che PC 6 era azionista maggioritario
per oltre il 50% delle azioni della _______. (PP AC 1
14.2.2005 A16.)
In aula AC
1 ha dichiarato che PC 6 era l’azionista di maggioranza e che la sua quota era
di almeno l’80% delle azioni.
h) Ciò considerato, non occorre argomentare molto per concludere che,
dando in garanzia alla signora PC 11 l’intero pacchetto azionario della _______,
AC 1 si è appropriato ed ha disposto indebitamente di almeno il 50% del
pacchetto azionario della società citata.
i) La
signora PC 11 si è costituita PC in data 18 dicembre 2006 (AI569) ed ha chiesto
che AC 1 venga condannato al pagamento di fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5%
dal 30 maggio 2003. Tale pretesa si fonda sul fatto che la signora ha versato
all'avv. AC 1 7'000'000.- mio di franchi, di cui fr. 3'500'000.- le sono stati
restituiti e fr. 2'500'000.- sono stati utilizzati dall'imputato conformemente
al mandato ricevuto (cfr. conteggio allegato al verbale PC 1115.10.2003 B4 e
documentazione prodotta in aula dall’avv. Mattei).
11.6. Secondo l'ipotesi accusatoria, AC 1, il 17.06.2003 e il 24.06.2003,
avrebbe prelevato a contanti dal conto intestato alla PC 5 , presso la __________,
sul quale disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore
unico, l’importo complessivo di fr. 74'000.-, utilizzati per scopi estranei
alla PC 5 (AA1.2.8.)
a) __________
cittadino germanico, di professione imprenditore, è azionista unico della PC 5
società anonima di cui AC 1 è stato, fino al 14 ottobre 2003, amministratore
unico (PP __________ 11.2.2004 B9.).
L'imputato
aveva diritto di forma individuale sul conto presso la __________
() di cui la società era titolare[xxxiv].
A seguito dell'arresto di AC 1, __________ ha proceduto ad un
controllo della movimentazione dei conti della PC 5, scoprendo due prelevamenti
in contanti che non avevano una giustificazione contabile:
“
Dopo l'arresto dell'avv. AC 1 ho avuto modo di
verificare nel dettaglio la movimentazione del conto ed ho rilevato due
prelevamenti in contanti e meglio fr. 24'000.- con valuta 17.6.2003 e fr.
50'000.- con valuta 24.6.2003. Tali prelevamenti non hanno giustificazione
contabile e non mi è dato di sapere la destinazione dei fondi.”
(PP __________
11.2.2004 B9.)
I
giustificativi dei prelievi in parola sono stati richiesti dalla PP all'_______
in data 4.2.2004 (AI185) e prodotti in data 6.2.2004[xxxv].
Dal loro
esame è stato possibile accertare che AC 1 ne è stato l'autore.
__________
ha escluso di essere stato il mandatario di tali prelievi (PP __________ 11.2.2004 B9.)
b) In un
primo tempo, AC 1 ha dichiarato di avere prelevato l'importo di fr. 24'000.- a
titolo di pagamento di suoi onorari, debitamente fatturati ed ha dichiarato che, invece, i fr.
50'000.- prelevati successivamente erano “un acconto su prestazioni non
ancora fornite” (PP AC 1 5.3.2004 A12.)
AC 1 ha mantenuto la sua versione dei fatti anche quando la PP gli
contestò che, fra le fatture richiamate dalla __________ (e trasmesse l’8 marzo 2004, AI218) non vi erano quelle da lui
descritte a giustificazione dei prelievi del 17.6.2003 e del 24.6.2003[xxxvi] (PP AC 1
26.7.2004 A15.).
Ma non
solo. AC 1 ha pure insistito nella sua versione dei fatti affermando che
Niedecker doveva essere al corrente dei prelevamenti "perché li ha
notati avendo accesso all'E-Banking o perché ha visto la documentazione
bancaria presso lo studio, che visitava regolarmente per la verifica dei conti
dei suoi incarti" (PP AC
1 26.7.2004 A15.)
AC 1
mantenne la sua versione – esprimendo pure indignazione ed amarezza per il
comportamento di Niedecker - anche quando la PP lo informò che dagli
accertamenti eseguiti presso l’_______ era risultato che gli aventi diritto di
firma sulla relazione no., intestata a PC 5 non avevano mai sottoscritto un
contratto di E-Banking[xxxvii]
(PP AC 1 14.2.2005 A16.)
Soltanto
in aula, AC 1 si è deciso ad ammettere che, effettivamente, quei soldi lui li
prelevò senza alcuna valida causa e che di essi si appropriò indebitamente.
c) __________
si è costituito PC per la somma di fr. 74'000.- (cfr. PP __________ 11.2.2004
B9.)
11.7. Secondo
l'ipotesi accusatoria, nel corso del mese di giugno 2003, AC 1 avrebbe
utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del
certificato azionario rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.-
della _______, a lui affidato dalla co-azionista PC 9, per garantire un debito
personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________ (AA1.2.4.).
AC 1 è
reo confesso.
La Corte
ha, a questo proposito, accertato quanto segue.
a) In
data 16.12.2003 PC 9 ha sporto denuncia - costituendosi nel contempo PC - nei
confronti dell’ex marito per titolo di appropriazione indebita del 50% delle
azioni della società _______.
Come
detto, al consid. 11.2., si tratta della prima denuncia sporta dalla signora PC
9 nei confronti dell'ex marito.
Secondo
la denuncia, la signora PC 9 aveva chiesto all’imputato la restituzione delle
50 azioni di sua proprietà non appena erano sorti i problemi per il rispetto
della convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio. Malgrado diversi tentativi,
la denunciante non era riuscita a ottenere la consegna delle azioni. La signora
era, poi, stata informata, il 12.12.2003, dall'avv. __________ che "il
denunciato ha fatto uso delle azioni della denunciante per i propri affari
finanziari senza il consenso della denunciante. Questo fatto è confermato dalla
convenzione del 3.9.2003 tra il denunciato e __________ che concerne la
totalità delle azioni della _______."
Contestualmente,
la signora PC 9 seppe che il signor _______ aveva avviato una procedura di
realizzazione del pegno (AI160).
Dalla
documentazione allegata alla denuncia emerge, oltre ai dati relativi alla
società _______ già esposti al consid 11.2., che AC 1 aveva consegnato in data
3.9.2003 - in deposito all'avv. __________, - il certificato azionario n°1
pari all'intero capitale della _______, [xxxviii],
a garanzia del rimborso di un prestito di fr. 900'000.-, concessogli dal signor
__________.
b) __________,
vice direttore della banca __________ ed ex cognato di AC 1, è stato sentito dalla PP ed ha confermato di
avere ricevuto il certificato azionario n°1 pari
all'intero capitale della _______, a garanzia di un prestito di fr. 900'000.-
concesso a AC 1.
_______
ha contestualizzato il suo prestito, descrivendo quel che per lui era una precedente
operazione immobiliare proposta da AC 1 ad un suo cliente e che, per quel che
lui sapeva, aveva dato buoni frutti (cui lui pure partecipò incassando una
provvigione di ben fr. 170'000.--):
“
Nel novembre 2002 sono stato contattato
dall'avv. AC 1, (…).
L'avv. AC 1 mi ha spiegato che poteva
perfezionare un'operazione immobiliare che si sarebbe risolta nel giro di un
mese con la possibilità di ottenere un buon utile. In sostanza mi ha detto che
come ex ufficiale dell'UR aveva contatti con il __________
il quale gli avrebbe potuto vendere immobili a prezzo interessante. Mi ha detto
che per l'operazione erano necessari fr. 7 Mio, di cui fr. 5 Mio erano già a
sua disposizione e gli mancavano in sostanza fr. 2 Mio. Per questo cercava un
investitore al quale avrebbe versato un utile del 30% sul capitale investito.
Mi ha assicurato che si sarebbe trattato di un'operazione velocissima perché
già disponeva degli acquirenti, suoi clienti di nazionalità tedesca. Da parte
mia ho preso contatto con un mio buon cliente, __________, cittadino italiano
ottantenne, al quale ho sottoposto i termini dell'operazione. Il mio cliente ha
poi preso direttamente contatto con l'avv. AC 1 e so, per averlo visto, che
fra i due è stato concluso un contratto con il
quale venivano indicati
i termini dell'operazione immobiliare. (…) Se
non erro la somma di
fr. 2 Mio oltre l'utile doveva essere versata
dopo ca. un mese dalla firma del contratto. Trascorso questo termine il mio
cliente ha chiesto la restituzione dell'investimento ed ha preso contatto sia
con me che con l'avv. AC 1. Quest'ultimo gli ha assicurato che l'operazione era
andata a buon fine e che da lì a poco gli avrebbe restituito il capitale. Se
non erro la somma di fr. 2 Mio è infatti stata restituita al mio
cliente ad inizio febbraio 2003. Per il
versamento dell'utile vi sono invece state difficoltà poiché l'avv. AC 1 diceva
che aveva dovuto restituire il capitale facendo capo a beni della famiglia
visto che
la somma era bloccata a Vaduz. Comunque il mio
cliente e l'avvocato hanno trattato per un po' di tempo, so che hanno avuto
diversi incontri, ed alla fine hanno transato con il versamento da parte
dell'avvocato della somma di fr. 330'000.- versati a contanti. (…).
E' invece vero che l'avv. AC 1 mi ha versato in
contanti ed a rate sull'arco di ca. 4 mesi, da novembre 2002 a marzo 2003, la somma complessiva di
fr. 170'000.-.”
(PP __________
20.10.2003)
In
realtà, con i soldi di Incollingo non venne effettuata nessuna operazione
immobiliare.
Come in
precedenza – e come successe anche in seguito – AC 1 utilizzò quei soldi per
coprire debiti suoi, per lo studio e per rimborsare clienti dei cui beni si
era, in precedenza, indebitamente appropriato.
Comunque,
nel giugno 2003, AC 1 – che navigava in acque sempre più cattive (in
particolare, con _______ che pressava per riavere i soldi che gli aveva
prestato) - contattò nuovamente _______ per ottenere dei soldi. Anche a lui
propinò la solita storiella dell’operazione immobiliare miracolosa che
bisognava concludere subito. Come da copione, DF 1 raccontò a _______ che lui
disponeva già della maggior parte del capitale necessario e che, se _______
avesse messo la differenza, lui gli avrebbe versato un utile di almeno il 20%
del capitale investito.
Così,
allettato dall’affare e rassicurato da quel che per lui era il buon esito
dell’affare precedente, _______ accettò di dare a AC 1 i fr. 900'000.- che “gli
mancavano”:
“
Non ho più sentito l'avv. AC 1 fino al giugno
2003 quando ha nuovamente preso contatto con me dicendomi che aveva in corso
un'altra operazione immobiliare sempre con il __________. Anche in questo caso
si trattava di un'operazione velocissima, che si sarebbe risolta nel giro di 10
giorni. Mi ha accennato ad immobili in __________ e alla sua partecipazione
all'operazione con la somma di fr. 6 Mio. Comunque all'avvocato mancava la
cifra di fr. 900'000.- che necessitava praticamente il giorno dopo. Io ho
indicato all'avvocato che disponevo di fr. 300'000.- in contanti e che mi sarei
interessato presso miei clienti per ottenere la differenza. L'utile che mi era stato promesso era
del 20% sul capitale di fr. 900'000.-.”
(PP __________
20.10.2003)
Così, i due conclusero una convenzione (non datata e manoscritta su carta d'appunti intestata dello studio legale e
notarile __________) secondo la quale, appunto, _______
si impegnava a versare fr. 900'000.- in due tranches (una di fr. 300'000.- e
l’altra di fr. 600'000.-) a AC 1 “per garantire un’operazione di un cliente
di quest’ultimo” dietro consegna, in garanzia, dei certificati azionari
della __________.
In un
impegno, datato 16.6.2003, sempre manoscritto e sottoscritto solo da AC 1, si
legge poi che, "a condizione che il pagamento previsto venga effettuato
in data odierna (accredito __________) il sottoscritto s'impegna a consegnare a
titolo di garanzia il certificato az. rappresentante tutte le azioni _______, ."[xxxix]
AC 1
avrebbe avrebbe dovuto restituire i fr. 900'000.- a _______
entro il 30 giugno 2003, maggiorati di fr. 180'000.- a titolo di interessi.
Naturalmente,
al momento convenuto i soldi da restituire non c’erano poiché se ne erano
andati in quelle moltitudine di spese cui AC 1 s’era impegnato nei modi
descritti.
Così, a _______
che gli chiedeva conto, AC 1 raccontò le fandonie che già aveva propinato ad
altri in precedenza:
“
Trascorso il termine di 10 giorni ho preso
contatto con l'avvocato il quale mi ha detto che l'operazione era riuscita, che
i soldi erano bloccati a __________, e che avrebbe provveduto a versarli non
appena possibile. Il tempo trascorreva ed io ho messo sotto pressione
l'avvocato per ottenere la restituzione, tanto da mettermi a disposizione per
andare con lui a __________ dove mi avrebbe spiegato il motivo per cui i soldi
erano bloccati. All'ultimo momento comunque la trasferta veniva sempre
rinviata. Ho preso anche contatto con il fratello avv. __________ e con il
socio di studio avv. __________. Entrambi mi hanno detto che gli avrebbero
parlato per cercare di risolvere la pendenza.”
(PP _______
20.10.2003)
Non
ottenendo nulla nonostante le sollecitazioni e le promesse, nel corso del mese
d’agosto 2003, _______ incaricò l’avv. __________ di tutelare i suoi interessi.
Fu grazie all’intervento di quest’avvocato che, il 3 settembre 2003, AC 1
sottoscrisse una convenzione secondo cui egli avrebbe restituito i fr.
900'000.- entro 15 giorni e avrebbe versato i fr. 180'000.- pattuiti quale
interesse entro tre mesi.
Fu in
occasione di tale incontro che AC 1 consegnò a _______ il certificato azionario
della _______ “a valere quale pegno per il signor _______”.
Le cose,
poi, precipitarono nel modo che sappiamo.
Saputo
dell'arresto di AC 1, _______ diede mandato al suo legale di avviare una
procedura esecutiva. (PP _______ 20.10.2003)
c) La PP ha disposto in data 2.2.2004 il sequestro del 50% delle
azioni al portatore depositate presso l'avv. __________ (AI 184). Contro tale
ordine, è insorto _______ con un reclamo al GIAR di data 12.2.2004 (AI189).
Tale reclamo è divenuto privo d'oggetto (comunicazione al GIAR 8.3.2004, AI213
e decisione di stralcio 8.3.2004 AI215) a seguito dell'accordo intervenuto tra
le parti in occasione del verbale di confronto tra _______ e AC 1, alla
presenza dell'avv. RC 1 (patrocinatore di PC 9).
“
Dopo discussione fra le parti, si giunge, almeno
per ciò che concerne gli aspetti civili della questione, ad un accordo, nel
senso che _______ e AC 1 concordano nel lasciare a garanzia del credito di _______
il 50% del pacchetto azionario della _______. Verranno dunque emessi due
certificati azionari di cui uno resterà a disposizione del signor _______ e uno
verrà consegnato all'Avv. RC 1 in rappresentanza della signora PC 9. La PP dunque procede al formale
dissequestro della quota del 50% del capitale azionario della _______ di
pertinenza di PC 9. L'Avv. __________ si impegna a procedere, previo
ottenimento della firma dei due amministratori della _______ che si
presenteranno presso il suo ufficio, ad emettere due certificati azionari in
sostituzione di quello esistente. Uno dei certificati azionari pari al 50% del
capitale azionario verrà consegnato dall'Avv. __________ all'Avv. RC 1. L'Avv. AC
1 conferma la dazione in pegno del certificato di futura nuova emersione per la
quota di sua pertinenza al signor _______, coerentemente con gli intendimenti
avuti sin dall'inizio e qui riconfermati.”
(PP _______/DF 1 5.3.2004 A11.)
Il 18
maggio 2004 si è tenuta l'asta pubblica per la realizzazione del certificato
azionario no. pari a 50 azioni al portatore di nominali fr. 1'000.- cadauna,
per un totale di fr. 50'000.- della _______ , del certificato azionario no.
pari a 94 azioni al portatore di nominali fr. 10'000.- cadauna per un totale di
fr. 940'000.- della __________, del certificato azionario no. pari a 206 azioni
al portatore di nominali fr. 10'000.- cadauna per un totale di fr. 2'060'000.-
della __________ e dell'azione al portatore no. di fr. 1'000.- della __________,
(estratto del Foglio ufficiale39/2004 del 14 maggio 2004 pag. 3672).
Nel mese
di febbraio 2005, AC 1 non aveva ancora risarcito il signor _______ (PP AC 1 14.2.2005 A16).
11.8. AC 1,
secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe, in qualità di avvocato o di persona
privata, in data 25.06.2003, dopo restituzione dei titoli da parte del
creditore __________ nel frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2 che precede),
nuovamente utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.-
gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali
fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________, a lui
affidate poiché consegnate fiduciariamente dalla PC 14 il 22.08.2000, per
garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6 (AA
1.2.3.).
AC 1 è reo confesso.
La Corte
ha accertato quanto segue.
a) Della
conoscenza e dei rapporti di amicizia fra PC 6 e AC 1 già s’è detto.
Parimenti
già s’è detto della costituzione dell’_______ e delle sue finalità, in
particolare già s’è detto che essa venne costituita per effettuare, sotto la
sua egida, delle operazioni immobiliari (PP AC 1 4.12.2003 A8.).
b) Dagli
atti risulta che PC 6 effettuò tra il 1999 e l'inizio del 2000 due versamenti
sul conto di AC 1 per un totale di fr. 5'050'000.-.
L’esame
dei conti dello studio evidenziano, infatti, un primo versamento di fr.
2'050'000.- il 28.7.1999 ed un secondo di fr. 3'000'000.- il 9.9.1999.
Secondo
le convenzioni che i due sottoscrissero nel giugno 2003, vi sarebbero stati
altri due versamenti da PC 6 a AC 1: un terzo il 30.11.1999 di fr. 5'200'000.- ed
un quarto il 28.2.2000 di fr. 3'700'000.-.
Di questi
versamenti o accrediti, tuttavia, i conti dello studio non portano traccia
1) primo
versamento di fr. 2'050'000.-
Il primo
versamento di fr. 2'050'000.- è avvenuto con valuta 29.7.1999 a debito della
società __________ a favore del cto intestato a __________ presso la PC 14[xl] (PP AC 1 4.12.2003
A8.)
La
causale riportata nell'ordine di bonifico è "compravendita casa
villaggio olivella 29 vico morcote".
PC 6 ha spiegato tale versamento nel seguente modo:
“
Quest'ultima somma era un anticipo che io facevo
all'acquirente del mio appartamento a __________, Dott. __________ (la PP mi
dice che è il rogito no. della rubrica). Quest'ultimo infatti aveva un ritardo
sul pagamento del prezzo.”
(PP PC 6
3.11.2003 B7.)
Anche AC
1 ha motivato quel versamento con la necessità (imposta dalla LAFE) di
iscrivere il trapasso di proprietà appartamento del villaggio __________ – in
cui viveva sin lì PC 6 – per permettere a PC 6 di acquistare una villa a __________:
in sostanza, PC 6 avrebbe voluto dare all’acquirente dell’appartamento, tale
signor __________, i soldi con cui pagare detto appartamento poiché egli, in
quanto cittadino straniero, non poteva comprare una seconda casa senza vendere
la prima (PP AC 1 4.12.2003 A8; PP AC 1 12.1.2004 A9.)
Sia quel che sia, i fr. 2'050'000.- sono giunti
sul conto di AC 1.
Non si sa cosa AC 1 ne abbia fatto.
Dal canto
suo, tramite un accredito di data 6.7.2000 sul conto
intestato a PC 6 presso la __________[xli], __________ ha pagato quanto doveva a PC 6 (PP AC 1
4.12.2003 A8; PP PC 6 3.11.2003 B7.)
AC 1 ha
sostenuto di avere restituito i fr. 2'050'000.- a PC 6.
“
Per ciò che mi concerne, sono sicuro di avere
restituito detta somma a PC 6.”
(PP AC 1
12.1.2004 A9.)
Non vi è
però prova di tale restituzione.
Ad un
certo punto, AC 1 ha preteso che non vi sarebbe traccia della restituzione
poiché i fr. 2'050'000.- gli sarebbero stati versati da PC 6 tramite un assegno
che lui non avrebbe mai incassato e che avrebbe poi ridato a PC 6
“
Posso avanzare un'ipotesi nel senso che i fr.
2'050'000.- mi sono stati versato sottoforma di assegno che poi non ho
incassato su alcun conto ma ho semplicemente ritornato a PC 6 che poi ha
incassato l'assegno a suo favore. Per ciò che mi concerne, sono sicuro di avere
restituito detta somma a PC 6.”
(PP AC 1
12.1.2004 A9.)
Ma si
tratta di un’ipotesi del tutto infondata ritenuto come sia accertato che PC 6
ha versato i fr. 2'050'000.- a AC 1 tramite un accredito bancario (estratto
della PC 14 conto 3320 da cui emerge in data 30.9.1999 un accredito di fr.
2'050'000.- con valuta 29.7.1999 i[xlii]).
PC 6, dal canto suo, ha detto di avere lasciato quei 2.050.000.- a AC 1
affinché li investisse nelle famigerate (e confuse) operazioni immobiliari. (PP
PC 6 3.11.2003 B7.)
2) secondo versamento (fr. 3'000'000.-)
Un
secondo versamento di fr. 3'000'000.- è stato effettuato da PC 6 con valuta
08.09.1999 sul conto intestato a AC 1 e __________ presso PC 14[xliii].
La somma
proveniva da una relazione bancaria della __________ intestata alla __________[xliv].
AC 1 ha affermato - in un primo momento - che quei 3.000.000.- gli
vennero versati da PC 6 per un’operazione che lui stava trattando in quel
momento con l’_______ e che prevedeva – oltre alla cessione del credito nei
confronti di __________ – anche l’acquisto di altri fondi siti in altre zone
del Sopraceneri (PP AC 1 12.1.2004 A9. PP AC 1 4.12.2003 A8.)
In un
verbale successivo AC 1 ha modificato le sue dichiarazioni dicendo che, invece,
PC 6 gli aveva versato quei soldi per il caso in cui si fosse presentata
l’occasione di concludere un buon affare:
“
In sostanza dunque avevo a disposizione tale
somma che nel caso in cui non si fosse concretizzato nulla avrei dovuto prima o
poi restituire a PC 6.”
(PP AC 1
30.1.2004 A10.)
Comunque,
quei soldi AC 1 non li utilizzò per concludere “qualche buon affare” ma
li usò per sé.
AC 1 ha
ammesso di avere fatto un uso personale di quei 3.000.000.-. L’”uso personale”
non è stato meglio definito:
“
I fondi versati da PC 6 sono stati utilizzati
non nell'interesse di PC 6, ma per altri scopi miei personali. Io ho infatti
ritenuto entrambe le somme come prestito da parte di PC 6. Ribadisco comunque
che ritengo di avere restituito, ma non so in che forma, la somma di fr.
2'050'000.- a PC 6.”
(PP AC 1
30.1.2004 A10.)
Naturalmente
AC 1 non ha informato PC 6 di avere utilizzato i suoi milioni per scopi
diversi dalle operazioni immobiliari (forse) più o meno ventilate e/o descritte.
Non è dato sapere cosa AC 1 effettivamente raccontò a PC 6.
Sembra –
ma la cosa non è ben chiara (e risulta sostanzialmente solo dalle dichiarazioni
di PC 6) – che AC 1 gli raccontò di una prima operazione, fatta nell’autunno
’99, che consisteva nell’acquisto di una serie di immobili i cui crediti
ipotecari erano detenuti dalla PC 14 per un investimento complessivo di 11,8
mio di cui 5 avrebbero dovuto essere forniti da PC 6, 4 da AC 1 e dalla sua
famiglia e 2,8 da investitori terzi:
“
Nell'autunno 1999 (…). La prima proposta di
investimento mi è stata fatta dall'avv. AC 1 nel medesimo periodo. Si trattava
in sostanza di acquistare una serie di immobili i cui crediti ipotecari erano
detenuti dalla PC 14. L'operazione richiedeva un investimento di complessivi
fr. 11,8 Mio di cui fr. 5 Mio che avrei investito io, fr. 4 Mio li avrebbero
investiti l'avv. AC 1, suo fratello e sua mamma, mentre fr. 2,8 Mio sarebbero
stati investiti da terzi. Secondo l'avv. AC 1, il gruppo di investitori aveva
già a disposizione gli acquirenti per alcuni degli immobili. Ho versato all'avv. AC 1, ma non ricordo più su quale conto bancario
e provvederò a comunicarlo al MP, la somma di fr. 3 Mio in provenienza
dall'istituto bancario a __________ dove avevo i miei conti. (…). ADR in
relazione a questa prima offerta di operazione immobiliare io non ho visto
alcun documento e mi sono limitato a prendere appunti durante i colloqui con
l'avv. AC 1. Lui mi ha detto che non poteva darmi ulteriori informazioni visto
che rappresentava un gruppo di investitori i cui nomi non era autorizzato a
rivelare. Nemmeno ho visto se gli ulteriori importi di fr. 4 Mio e di fr. 2.8
Mio erano stati messi a disposizione dalla famiglia dell'avv. AC 1 e dagli
ulteriori partecipanti all'operazione. L'avv. AC 1, con riferimento alla prima
operazione, mi ha dato informazioni prevalentemente verbali, che ho riassunto
nel mio memoriale a pag. 5 in
alto.”
(PP PC 6 3.11.2003 B7.)
3) terzo versamento (fr. 5'200'000.-)
Poi – ma
è sempre un’ipotesi non chiaramente verificata – AC 1 raccontò a PC 6 di una
seconda operazione immobiliare, comprendente l’acquisto di immobili a __________.
Sembra –
secondo quel che PC 6 ha dichiarato – che AC 1 gli disse che per
quest’operazione si sarebbero utilizzati gli utili (non ancora divisi) della
prima operazione ed una linea di credito, garantita dagli averi di PC 6 in __________.
“
Nel gennaio 2000, senza che l'utile della prima
operazione venisse ancora calcolato, l'avv. AC 1 mi ha fatto un'ulteriore
proposta di investimento, portandomi a vedere immobili a __________. La
proposta era quella di utilizzare le somme investite nella prima operazione e
nel frattempo liberatesi e l'utile, sempre della prima
operazione, per acquistare, sempre tramite la _______,
gli immobili che mi aveva mostrato.”
(PP PC 6 3.11.2003 B7.)
Sembra
che PC 6, prima di aderire alla seconda operazione proposta, chiese a AC 1 il
conteggio della prima.
Ciò che –
sembra – AC 1 fece consegnando a PC 6 un conteggio redatto a mano:
“
Prima di decidere se partecipare o meno alla
seconda operazione, ho chiesto che venisse allestito il conteggio relativo alla
prima. L'avv. AC 1 mi ha consegnato un conteggio redatto a mano, che produrrò,
in base al quale sul conto notarile dell'avv. AC 1 doveva essere a disposizione
la somma di fr. 13'708'000.-. Preciso che con riferimento alla prima operazione
l'avv. AC 1 mi ha pure mostrato, nel febbraio di quest'anno, titoli ipotecari
che si riferivano ad un immobile di __________. L'avvocato mi ha detto che si
trattava di un immobile acquistato nel contesto della prima operazione
immobiliare. Visto l'esito, quantomeno sulla carta, della prima operazione ho
deciso di partecipare alla seconda, che prevedeva l'acquisto dall'_______ di un
pacchetto di ipoteche su beni immobili di __________. Per effettuare questa
operazione l'avv. AC 1 ha mi ha chiesto di garantire con i miei averi presso la
_______ una linea di credito sul conto _______, ciò che io ho fatto. ADR come
detto prima di accettare di garantire per la seconda operazione, l'avv. AC 1 mi
ha mostrato diversi immobili a Piotta ed ha allestito il conteggio relativo
alla prima operazione. Secondo le indicazioni fornite dall'avvocato poco tempo
dopo gli immobili erano stati acquistati per la somma di fr. 6.7 Mio.”
(PP PC
6 3.11.2003 B7.)
In data
12 novembre 2003[xlv], PC 6
ha effettivamente prodotto la documentazione promessa alla PP. Tra questa
figurano dei conteggi.
AC 1, dal
canto suo, ha dichiarato – ed è
forse la sola cosa chiara che ha detto – che con l’_______ , e quindi con PC 6
fece una sola operazione, e cioè quella di __________, e meglio quella che
comprendeva l'acquisto del credito di fr. 17 Mio che __________ aveva nei
confronti di __________, garantito da titoli ipotecari gravanti diverse
particelle di __________ (PP AC 1 4.12.2003 A8.; cfr. anche PP AC 1 12.1.2004
A9.).
Per
quanto attiene ai conteggi consegnati a PC 6, AC 1 ha dichiarato che essi non
riguardavano operazioni andate a buon fine ma previsioni future sul loro esito:
“
Vorrei precisare che i conteggi prodotti da PC 6
ed allegati alla lettera 12.11.2003 dell'avv. RC 6 (rendiconto) non riguardano
conteggi relativi ad operazioni immobiliari che si sono realizzate, ma
semplicemente conteggi in previsione di operazioni che si intendevano
effettuare. Ribadisco che PC 6 ha concretizzato un'unica operazione immobiliare
relativa agli immobili di __________.”
(PP AC 1
4.12.2003 A8.)
Così –
sembra - PC 6 versò a AC 1 fr. 5.200.000.-.
Tuttavia,
va detto che sull'effettivo versamento di questa somma e sulla sua destinazione
non abbiamo migliori accertamenti se non quanto emerge dalla convenzione
firmata da PC 6 e AC 1 nel mese di giugno del 2003 e predatata al 30 agosto
1999.
Di questo
versamento – che AC 1 sembra ora contestare (cfr. dichiarazioni in aula) - non
v’è altra prova in atti.
Secondo
quanto emerge da tale convenzione, il versamento di quei 5.200.000.- avrebbe
dovuto avvenire entro il 30.11.99 ed era da intendersi quale prestito fatto a AC
1 che intendeva farsi cedere dall’_______ i crediti e le relative garanzie che
la banca vantava nei confronti di _______ (operazione di __________).
Sempre
volendo fare fede alle convenzioni sottoscritte da AC 1 e PC 6, i fr.
5.200.000.- vennero effettivamente versati da PC 6 entro il termine stabilito.
Quel che
è certo è che AC 1 - sempre nell’ipotesi in cui li ricevette - non utilizzò i
soldi di PC 6 per finanziare l’operazione di __________.
4) quarto versamento (fr. 3'700'000.-)
Sempre
come emerge dalla convenzione datata 14.2.2000 (ma firmata da AC 1 e PC 6 nel
giugno 2003), PC 6 versò – entro il 28 febbraio 2000 – a AC 1 altri fr.
3'700'000.-.
Anche in questo caso, come in quello che precede, non abbiamo migliori accertamenti se non il contenuto della
convenzione firmata nel mese di giugno del 2003 da AC 1 e da PC 6.
Nemmeno
di questo versamento v’è altra prova in atti: in ogni caso, tale importo non
risulta essere entrato nei conti dello studio _______ (ricostruzione EFIN che
parte da 1.1.2000).
Anche in
questa seconda convenzione, viene fatto riferimento all'operazione di __________
ed alla volontà di PC 6 di finanziare tale operazione con ulteriori fondi.
Anche
qui, l’unica cosa certa è che AC 1 non usò quei soldi – se mai li ricevette –
per l’operazione di __________.
c) ragioni
delle convenzioni pre-datate
Non è
dato da sapere la ragione per cui le parti firmarono quelle convenzioni
pre-datate.
Si sa
solo quel che ha detto l’avv. __________ e , cioè, che così venne fatto perché
le parti volevano "cristallizzare la situazione dei rapporti di dare ed
avere a quelle date precise" (PP __________ 4.6.2004).
d) utilizzo
da parte di AC 1 dei soldi di PC 6
Del
destino dei fr. 3'000'000.- versati da PC 6 l’8.9.1999 già s’è detto: AC 1 ha
dichiarato di averli usati per sé (PP AC 1 30.1.2004 A10.).
Sul
destino degli ulteriori fr. 8'900'000.- - se mai questi gli furono davvero
versati - non si hanno migliori informazioni così come non si sa che fine
abbiano fatto i fr. 2'050'000.- che PC 6 aveva inteso, secondo le spiegazioni
dategli da AC 1, versare come “uno strano anticipo” per la vendita del suo
appartamento.
In aula AC 1 non ha saputo precisare nulla al riguardo.
Di certo, i milioni di PC 6 non vennero utilizzati per finanziare,
l'unica operazione immobiliare conclusa da AC 1 per il tramite della _______,
ovvero quella che comprendeva la cessione di crediti che gravano diverse
particelle site in territorio di __________, di proprietà del signor _______ .
La stessa fu infatti finanziata, nella misura di fr. 1'600'000.- con fondi
della _______ presso la _______ e nella misura di fr. 4'000'000.- con fondi
della PC 14 che aveva concesso alla _______ una linea di credito garantita di
fr. 5'000'000.-- garantita dalle stesse cartelle ipotecarie oggetto del
contratto di cessione tra la _______ e l'_______ (convenzione _______/_______
22.2.2000[xlvi];
atto aggiuntivo _______/_______ alla convenzione 22.2.2000 di data 15.3.2000[xlvii]; decisione PC 14 di concessione del
mutuo[xlviii];
bonifico 3.5.2000 a favore di _______ di fr. 4'000'000.--[xlix])
e) presa
di coscienza della situazione da parte di PC 6
Sembra
che solo nel corso della primavera del 2003, PC 6 si rese conto che le cose non
erano andate così come AC 1 gli aveva raccontato. Alla delusione per il
tradimento dell'amicizia seguì immediatamente la necessità di definire la
posizione debitoria di AC 1.
Così, nel
giugno 2003, di fronte all'avv. __________, PC 6 e AC 1 definirono i loro
rapporti finanziari con la conclusione delle tre convenzioni di cui s’è detto.
In
sostanza, con esse, AC 1 si riconobbe debitore nei confronti di PC 6 di una
somma di fr. 9'800'000.-.
Fu
proprio per garantire tale debito, che AC 1 consegnò in quell’occasione a PC 6
le cartelle ipotecarie che la PC 14 gli aveva consegnato a titolo fiduciario il
22 agosto 2000, disponendone quindi illecitamente.
f) PC
6 chiede all’avv. _______ di avviare la procedura esecutiva nei confronti di
AC 1
Dopo
l'arresto di AC 1, PC 6 si recò dall'avv. __________, sollecitando l'avvio di
una procedura di realizzazione dei pegni in suo possesso, quello gravante le
particelle di __________ e quello gravante l’immobile di proprietà della _______
(PP confronto PC 6/_______ 4.6.2004 A13).
Poi, della questione venne incaricato lo studio legale __________.
(PP PC 6/_______ 4.6.2004 A13.)
In data 24.10.2003 vennero promosse due esecuzioni (nri. 310600 e
310601) di realizzazione del pegno immobiliare[l].
g) fallimento
dell’_______
In data
15.4.2004 PC 6 si è spossessato delle CIP a favore della __________[li].
In data
5.5.2004 è stato pronunciato il fallimento della _______ (cfr. estratto foglio
ufficiale no 44/2004 del 1.6.2004 allegato all'AI330)
h) Sequestro
delle CIP
Le due
cartelle ipotecarie sono state sequestrate in data 24.1.2005 (AI325), su
richiesta 23.9.2004 della PC 14 (AI292). La questione ha conosciuto sviluppi
diversi, con una serie di reclami e decisioni giudiziarie (AI331; AI 336;
AI337;AI355; AI354; AI357; AI362; AI 339; AI366; AI365; AI367, AI368, AI388,
AI409; AI372, AI404; AI411; AI447; AI 453; AI454; AI455; AI458; AI459 e AI460;
AI482; AI475; AI533; AI501; AI502; AI503; AI509; AI578; AI580; AI 452; AI487;
AI489; AI571; AI576).
i) Dissequestro
delle CIP
In data 8
marzo 2007, la PP, su richiesta congiunta delle PC PC 14 e di PC 6 - che nel
frattempo erano giunti ad un accordo circa le pretese di risarcimento a seguito
delle disposizioni delle cartelle ipotecarie – ha pronunciato il dissequestro
delle cartelle ipotecarie, delle pigioni incassate e da incassare dall'Ufficio
esecuzione e fallimenti nel contesto delle esecuzioni in via di realizzazione
del pegno immobiliare n. e n., degli averi patrimoniali su tutte le relazioni
di PC 6 presso la __________ e delle particelle e intestate a PC 6 (AI 588).
Con
lettera 6.9.2007 al TPC (doc. TPC 5), la PC 14 ha comunicato il suo
disinteresse nei confronti del procedimento penale ed ha ritirato la sua
costituzione di PC, a seguito dell’ accordo raggiunto con PC 6 e la __________.
Il
rappresentante legale di PC 6 ha, dal canto suo, chiesto il rinvio al foro
civile delle pretese avanzate da PC 6.
11.9. Il 2 ottobre 2003, PC 15
e __________ hanno sporto denuncia (con contestuale costituzione di PC ) contro
AC 1 per titolo di appropriazione indebita di 9 cartelle ipotecarie gravanti le
particelle e e (di proprietà di __________ ) per un valore nominale di fr.
4'750'000.- (AI 61).
Secondo
i denuncianti, le cartelle sarebbero state consegnate all’avv. AC 1 il 28
agosto 2003, a __________ da PC 15 affinché lui le offrisse quale pegno per
l’ottenimento di un credito a favore dei fratelli PC 15.
Saputo dell’arresto di AC
1, i fratelli PC 15 hanno cercato di riavere le cartelle ipotecarie e, saputo
che esse si trovano in mano all’avv. __________ hanno sporto denuncia.
I fatti esposti nella
denuncia sono stati oggetto di inchiesta e di un decreto di abbandono di data
10 aprile 2007[lii]. A
mente della PP, quanto accertato in corso d'inchiesta non permetteva di
concludere che AC 1 avesse disposto delle CIP in modo indebito.
Contro tale decisione PC
15 è insorto con un atto d'accusa privato alla CRP, che, in data 21/27 agosto
2007, ha accolto l'istanza della PC[liii].
Secondo l'ipotesi
accusatoria confermata dalla CRP AC 1 avrebbe,
contrariamente a quanto convenuto con i denuncianti, consegnato
le 9 cartelle ipotecarie al portatore all’avv. __________, patrocinatore di _______
, per garantire il suo debito di fr. 10'760'000.- nei confronti di
quest'ultimo.
Dopo la trasmissione della
decisione di rinvio a giudizio della CRP di AC 1 per l'atto di accusa privato
del signor PC 15, la Corte ha assunto d'ufficio agli atti l'incarto relativo ad
un'istanza di dissequestro delle CIP presentata al GIAR dal patrocinatore di PC
15 (doc. TPC 10), acquisendo, così, la sentenza 23 gennaio 2007 del __________[liv]
con cui è stata accolta l'istanza di restituzione delle cartelle ipotecarie
promossa da PC 15 nei confronti dell'avv. __________ e la sentenza 15 maggio
2007 del Tribunale cantonale del canton __________[lv],
cresciuta in giudicato il 30.6.2003, con cui è stata confermata la sentenza di
primo grado e respinto l'appello promosso dall'avv. __________.
Il Tribunale distrettuale
di __________ è, in sostanza, giunto alla conclusione, da un lato, che la
volontà di AC 1, al momento della consegna all'avv. __________ dei titoli
litigiosi, era quella di porre detti titoli a garanzia del prestito concessogli
da __________ e, dall'altro, che quest'ultimo, vista l'inaffidabilità di cui AC
1 aveva dato prova nell'ambito della restituzione della somma mutuata, avrebbe
dovuto esperire maggiori accertamenti per verificare l'effettivo potere di
disposizione del legale sulle garanzie prestate. È stata, pertanto, negata la
buona fede di _______ e, quindi, accolta l'istanza di restituzione delle CIP
al signor PC 15.
La Corte ha poi richiamato
dal predetto tribunale distrettuale, i verbali resi nell'ambito del procedimento
civile (doc. TPC 24 e 26).
AC 1 ha contestato
l'accusa.
Gli accertamenti della Corte, a questo proposito, sono i seguenti.
a) Nel marzo 2003, come
visto, la situazione di AC 1 era praticamente disperata, in particolare, perché
egli non sapeva dove trovare i soldi per rimborsare __________ che, abbiamo
visto, insisteva per essere risarcito.
Alla ricerca di qualcuno
che potesse in qualche modo dargli dei soldi, AC 1 si rivolse a __________,
collaboratore di __________ (con cui lui aveva effettuato quelle operazioni in
Spagna di cui s’è detto), che gli presentò _______ , un ricco uomo d’affari
serbo che – sembra – aveva fatto fortuna in __________ con la telefonia mobile (PP AC 1 23.9.2003 A3.; PP AC 1 12.10.2005 A
22.)
AC 1 ha,
in un primo tempo, detto che lui propose a _______ di subentrare a __________
nell’operazione immobiliare che gli aveva, a suo tempo, offerto (PP AC 1
16.9.2003 A1.)
Poi, ha
cambiato versione affermando che, in realtà, a _______ lui non propose
un’operazione ben definita (PP AC 1 23.9.2003 A3.)
Infine,
il 14.10.2003, AC 1 sostenne che l’operazione che lui propose a _______ era
simile a quella proposta a __________ poiché comportava l'acquisto di immobili
della __________ (PP AC 1 14.10.2003 A6.)
La realtà
delle cose è che, qualunque sia la proposta che fece a _______ , AC 1 non aveva
in previsione nessun affare: a _______ – come agli altri in precedenza – AC 1
raccontò delle frottole pur di ottenere i soldi che gli permettessero di tirare
avanti almeno un po’.
Ciò
detto, i documenti acquisiti agli atti hanno permesso di accertare che il 20
marzo 2003 AC 1 e _______ hanno sottoscritto un primo contratto di mutuo[lvi].
Le premesse di tale
contratto fanno stato – falsamente - dell'esistenza di una, non meglio
specificata, operazione commerciale in corso che comprendeva l'acquisto per fr.
17 mio di diversi titoli ipotecari al portatore gravanti numerosi fondi dalla __________.
Sempre nelle premesse del
contratto è menzionata la presenza di un non meglio definito potenziale
acquirente dei fondi gravati dalle suddette cartelle ipotecarie disposto ad
acquistarli per la somma di fr. 24 mio.
Secondo le intenzioni
delle parti, i soldi che _______ si impegnava a versare sul conto di AC 1
avrebbero dovuto rimanervi bloccati sino al loro rimborso. Essi dovevano
soltanto fungere da “evidenza fondi” nei confronti dell’_______ così da
rassicurare l'istituto bancario sulle disponibilità di AC 1 e spingerlo a
concludere il contratto sulla cessione dei crediti e a consegnargli i titoli
ipotecari.
La somma mutuata
ammontava, al momento della sottoscrizione del primo contratto, a fr. 8 mio e
doveva essere restituita al mutuante dopo dieci giorni dal versamento,
maggiorata di fr. 3 mio, quale partecipazione all'utile dell'operazione.
In data 24 marzo 2003[lvii],
le parti cambiarono i termini del contratto di mutuo, aumentando l'importo
della somma mutuata e dell'utile spettante a _______ : la somma prestata
ammontava a fr. 10'764'000.- e, al momento della restituzione della somma,
questa doveva essere maggiorata di un importo di fr. 3'500'000.-.
_______ ha versato la
somma promessa sul conto __________ in due tranches con valuta
21 e 24 marzo 2003 (PP AC 1 16.9.2003 A1.)
b) AC 1 ha,
naturalmente, destinato la somma mutuata a scopi diversi da quelli indicati con
_______ .
Egli ha ammesso di averla utilizzata per il pagamento di interessi
ed altri oneri che, però, si è detto impossibilitato a ricostruire nel
dettaglio (PP AC 1 16.9.2003 A1.)
Così come
già rilevato (11.4), dagli atti risulta che , di quanto versatogli da _______ ,
fr. 5'100'000.- vennero destinati da AC 1 al rimborso di __________.
Altri fr.
700'000.- se ne andarono nel pagamento di commissioni per l’intermediazione:
fr. 500'000.- a __________ e fr. 200'000.- a __________
(PP AC 1 23.9.2003 A3; PP AC 1 12.10.2005 A 22.).
Il
resto se ne andò, disperso nei soliti rivoli infiniti.
c) Così, secondo un copione ormai noto, trascorsi i 10 giorni convenuti
con _______ , AC 1 non aveva più i soldi necessari al rimborso.
Per
far fronte ai solleciti di _______ , AC 1 ha affermato di
avere, in un primo tempo, cercato altri investitori – leggasi, altri personaggi
facoltosi, ma esosi, cui estorcere dei soldi con la promessa di fantasmagorici
guadagni - ma senza successo:
“
Vista l'insistenza di _______ che voleva a
tutti i costi riavere subito il suo capitale comprensivo di interessi
(insistenza che per altro aveva delle sfumature minacciose), già avevo
intavolato trattative con un cliente italiano che intendeva portare in Svizzera
la somma di ca. fr. 37 Mio e che era disposto a prestarmi ca. il 40% ovvero ca.
fr. 15 Mio che avrebbero permesso di ampiamente risolvere il problema di _______
. A questo cliente avrei pagato al massimo il 6% di interessi. Con il rimanente
60% avrei acquistato su incarico del cliente titoli ipotecari o immobili a
reddito. La speranza era che con il reddito conseguito con questi investimenti,
visto l'interesse del cliente di avere unicamente un 7% di reddito, sarei
riuscito a diminuire la mia esposizione nei suoi confronti. Comunque questa
operazione non è andata in porto anche se dispongo di un contratto misto
mandato/prestito che è stato negoziato tra le parti tra cui il cliente, il suo
avvocato di __________, il suo commercialista di __________ nello studio
dell'avvocato milanese. Il mio interesse preponderante era quello di poter
risarcire _______ che veramente stava diventando insistente.”
(PP
AC 1 23.9.2003 A.3)
In
seguito, AC 1, messo alle strette da _______ , ha incominciato – così come già
aveva fatto con __________ - a sottoscrivere di tutto.
Il 2 aprile e 10 giugno
2003 le parti hanno sottoscritto altri accordi aggiuntivi a quello del 20 marzo
2003 che però non sono stati versati gli atti.
Il 30 giugno 2003[lviii]
le parti hanno concordato un piano di rimborso che, in sostanza, prevedeva il
versamento a _______ di fr. 15'500'000 già il 1 luglio 2003, quindi il giorno
successivo.
In precedenza, a garanzia
della restituzione dei soldi, AC 1 aveva anche consegnato a _______ due
cambiali:
“
Aggiungo che per far fronte alle richieste di _______
, ad un certo punto ho iniziato a sottoscrivere: cambiali, riconoscimenti di
debito, contratti successivi con i quali mi impegnavo a restituire importi
progressivamente superiori, ecc., senza tenere più il controllo di quello stavo
facendo.”
(PP AC 1
23.9.2003 A3.)
d) Naturalmente, AC 1
non restituì quanto dovuto a _______ nemmeno il 1. luglio 2003.
Così, quel giorno[lix],
le parti, alla presenza di __________, sottoscrissero un ulteriore additional
agreement in cui il mutuante da istruzioni al mutuatario di accreditare la
somma di fr. 15,5 mio su una relazione, intestata a _______ , presso la __________.
e) E’
opportuno ricordare che, in quei giorni, AC 1, oltre al problema _______ , aveva
sul gobbo gli altri suoi soliti pensieri. Doveva trovare i soldi per far fronte
alle richieste dei clienti defraudati, doveva trovare i soldi per la moglie,
per pagare lo studio e le diverse ipoteche.
Così
continuava le sue ricerche.
Si
ricorda che è di questi tempi la consegna dei fr. 900'000.- ad opera di _______
(nei cui confronti pure si era impegnato ad una quasi immediata restituzione
dell’importo prestato con la maggiorazione del 20% di interessi) e di poco
successivo è il prestito di più di fr. 1'000'000.- fattogli da un amico per
rimborsare la cliente PC 8.
f) Non è difficile
immaginare che AC 1 non rispettò nessuno dei termini concordati con _______ per
la restituzione della somma mutuata.
Non sapendo più come far
fronte agli impegni presi, probabilmente consigliato dallo stesso _______ , AC
1 decise di chiedere un prestito ad un istituto bancario
moscovita (PP AC 1 23.9.2003 A3; PP AC 1 8.10.2003 A5).
Decise,
pure, di coinvolgere in questa richiesta di credito __________, un suo cliente
di vecchia data, che si era rivolto a lui poiché era alla ricerca di
finanziamenti per costruire, sui suoi terreni, un Acqua-Park (PP AC 1
8.10.2003 A5.)
L’intenzione
di AC 1 era quella di chiedere un finanziamento che bastasse per le necessità di
entrambi, ponendo in garanzia le particelle di __________ (dimenticando, però,
che non erano ancora di proprietà dell’_______, ma passi, la cosa non stupisce
avendo l’avv. AC 1 fatto di peggio), i fondi di __________ e __________ di
proprietà di __________ e le CIP che gravano questi fondi per ca. fr.
25'000'000.- (PP __________ 10.10.2003 B1).
PC 15 ha
detto di non essere stato informato del fatto che anche AC 1 personalmente
avrebbe beneficiato del prestito ma ha pure aggiunto che la cosa, per lui, non
avrebbe cambiato nulla.
Così agli inizi di agosto
2003, AC 1 si recò a __________ accompagnato da __________ e da _______ : è
evidente che era _______ ad avere a __________ i contatti necessari.
Il 7 agosto i tre
incontrarono __________, il direttore della banca __________.
L’8 agosto 2003 venne
formalizzata per iscritto la richiesta di credito. Con essa, AC 1, millantando
di avere per le mani una grossa operazione immobiliare, chiedeva una linea di
credito di fr. 25'000'000.- offrendo, come detto, quali garanzie l'area
industriale "__________", i fondi siti a __________ e le cartelle
ipotecarie per un valore di ca. fr. 25'000'000.- riconducibili ad una fantomatica
"__________".
g) Dopo il rientro da __________,
AC 1 si recò a __________ dal fratello di __________ per farsi consegnare le
CIP da dare in pegno alla banca moscovita (PP __________
10.10.2003 B1).
PC 15 gli consegnò le 9
CIP di cui s’è detto sopra. Non poté, invece, consegnargli la CIP del valore
nominale di 20.000.000.- poiché questa era detenuta da un istituto di credito
(cfr. verbale AC 1, __________, 22.11.2006, pag. 3 e anche verbale __________,
, 26.10.2006, pag. 2, entrambi allegati al doc. TPC 26).
Nel rientrare da __________,
AC 1 fece tappa a __________ dove consegnò le CIP ricevute all’avv. __________,
patrocinatore di _______ .
Non è stato sottoscritto
nulla che indicasse la causale di tale consegna.
h) Davanti al PP, AC 1
ha sempre detto di avere consegnato le CIP all’avv. __________ affinché le
stesse - insieme a quella di 20.000.000.- che, poi, PC 15 avrebbe ancora dovuto
fornire - venissero consegnate alla banca moscovita, non appena questa avesse
deciso per la concessione del prestito ed ha sempre categoricamente escluso di
averle consegnate quale pegno per il suo debito nei confronti di _______ (PP AC 1 8.10.2003 A5.; PP AC 1 26.7.2004 A14.; AC 1 14.2.2005 A16.)
La
linearità di AC 1 su questa questione ha preso un brutto colpo nell’ambito
della causa civile intentata da PC 15: il 22 novembre 2006, davanti al giudice
grigionese, infatti, AC 1 ha detto tutto e il contrario di tutto.
Proprio
per la contraddittorietà della deposizione resa da AC 1 davanti al giudice
grigionese, la Corte ha ritenuto di non poterle dare valenza alcuna poiché
l’unica cosa che da essa si evince con sufficiente certezza è la grande
confusione dell'interrogato.
Del
resto, in aula, AC 1 ha detto di non sapere spiegarsi le sue dichiarazioni
dell’anno precedente ed ha ribadito di non avere consegnato le CIP quale pegno
per _______ ma quale pegno per la banca moscovita.
i) _______
, l'avv. __________ e __________ hanno invece tutti e tre dichiarato
(nell’ambito della citata causa civile) che, in realtà, AC 1 aveva consegnato
le CIP gravanti i fondi di __________ a pegno del suo debito nei confronti di _______
.
I tre
hanno, peraltro, aggiunto che, al momento della consegna delle CIP, non vi
erano più in corso trattative per l'ottenimento di una linea di credito presso
la __________ visto che l’istituto aveva già dato il suo responso negativo
nella prima metà del mese di agosto 2003 (cfr. sentenza __________
23.1.2007, pagina 24-26).
AC 1,
confrontato con queste dichiarazioni, ha negato di essere stato messo al
corrente di tale rifiuto (cfr. sentenza __________ 23.1.2007, pagina 25).
l) Rilevato
che sia __________, che __________ che _______ erano fortemente interessati
alla questione, la Corte ha ritenuto di non potere dare eccessivo credito alle
loro dichiarazioni.
Pertanto, ritenuto che del
rifiuto della banca moscovita non c’è alcuna traccia documentale mentre che i
documenti in atti (in particolare, la richiesta di credito formulata
all’attenzione della banca di __________) sembrano sostenere la tesi di AC 1,
la Corte ha ritenuto di non avere sufficienti elementi a sostegno della
versione dei fatti ritenuta nell’atto di accusa privato.
Questo tanto più che lo
stesso _______ ha, a suo tempo (il 4.9.2003), avviato nei confronti di AC 1
una procedura esecutiva ordinaria e non una procedura in realizzazione del
pegno.
m) Su richiesta delle PC PC
15, la PP, in data 17.11.2003, ha ordinato il sequestro dei titoli al portatore
nelle mani dell'avv. __________ (AI136). Detti titoli sono tuttora sotto
sequestro ed hanno, come visto in ingresso, fatto oggetto di una domanda di
dissequestro, respinta dal GIAR in data 19.10.2007[lx].
11.10. Tra la
fine del 2002 e la fine del 2003 AC 1 avrebbe, secondo l'ipotesi accusatoria,
utilizzato la cartella ipotecaria al
portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1,
a lui affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo
debito personale nei confronti di PC 13
(AA1.1.2.).
AC 1 ha
ammesso i fatti.
La Corte
ha, a questo proposito, accertato quanto segue:
a) In
data 21 giugno 2004, la signora PC 1, ex suocera dell'imputato, per il tramite
del suo patrocinatore avv. RC 1 ha denunciato AC 1 per titolo di appropriazione
indebita per avere - tra l'altro - trasferito a terza persona, senza il suo
consenso e contrariamente al mandato ricevuto, una cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di sua
proprietà.
La signora PC 1 aveva, a suo tempo, nell’ambito della compravendita
della, lasciato in deposito a AC 1 – che aveva rogato
l’atto - la cartella ipotecaria (AI 259).
b) Dall'estratto
del registro fondiario definitivo - allegato alla denuncia 21.6.2004 - emerge
che la signora PC 1 è proprietaria dal settembre 2001 della e che per tale fondo è stata costituita, nel 1985, una cartella
ipotecaria al portatore di 1°grado di fr. 240'000.-[lxi].
Dal
rogito di compravendita del predetto fondo - rogato da AC 1 - risulta che
rientrava nelle incombenze del notaio il riscatto della cartella ipotecaria al
portatore dietro versamento di fr. 125'000.- oltre agli interessi maturati,
alla banca __________ a copertura del debito ipotecario esistente e garantito
da tale cartella[lxii].
c) AC 1, sentito dalla PP, ha ammesso di avere indebitamente consegnato
tale cartella ipotecaria ad un terzo (di cui non ha voluto fare il nome) in
garanzia della restituzione di una somma di denaro che aveva ricevuto in
prestito.
In seguito, le cose si sono chiarite nel senso che si è potuto
accertare che AC 1 aveva consegnato la CIP alla signora PC 13 nelle circostanze
che vengono di seguito descritte.
AC 1 e la
signora PC 13 si erano conosciuti nel 1996: la signora lavorava all’epoca per __________,
un facoltoso uomo d’affari tedesco, che si rivolse a AC 1 – secondo quel che
quest’ultimo ha dichiarato - affinché occultasse del denaro che era rivendicato
dalla Repubblica Federale Tedesca nell'ambito di un procedimento penale (sembra
per reati fiscali) aperto nei suoi confronti, in parte depositandolo su un
conto aperto a nome della signora RC 13:
“
Nel 1997 in seguito alla vendita di un grosso immobile
di proprietà del signor __________ ancora pendente la procedura penale nei
confronti dello stesso signor __________ e temendo che l'avv. __________ a suo
tempo patrocinatore della Repubblica Federale Tedesca (denunciante) chiedesse
il sequestro del provento di questa vendita, il signor __________ mi diede
incarico di aprire due conti presso una banca per occultare questi fondi e
versare a favore della sua segretaria, signora RC 13, un determinato importo.
Ho aperto due conti presso la __________, di cui uno intestato ad una società,
con beneficiaria economica la signora PC 13 la quale in seguito ha modificato
questo conto in un conto cifrato. Su tale conto è stato versato parte del
provento della vendita in ragione di fr. 1 Mio.”
(PP AC 1
2.12.2004 B14)
Anche con
la signora PC 13, il rapporto non rimase di natura esclusivamente professionale
ma si trasformò in amicizia. Lo ha detto la signora PC 13 (PP PC 13 2.12.2004
B14). Lo ha confermato AC 1 anche al dibattimento dicendo che la signora “gli
voleva molto bene”.
E’ forse
vero che la signora gli voleva molto bene. Ma è altrettanto vero che l’affetto
che nutriva per lui non fece perdere di vista alla signora PC 13 il suo
interesse tanto che lei aiutò, si, a più riprese finanziariamente AC 1 prestandogli
dei soldi ma non dimenticò di chiedergli, in cambio, oltre ad adeguate
garanzie, il pagamento di interessi tanto esorbitanti da essere, è il caso di
dirlo, ben poco usuali.
E’,
infatti, accertato che la signora, un anno dopo
l'apertura del conto cifrato presso la __________, prestò
a AC 1 fr. 500'000.— pretendendo un interesse annuo del
20%[lxiii].
Questo
prestito gli venne concesso e rinnovato in 5 occasioni, dal 1998 al 2003 (PP PC 13 2.12.2004 B14) senza che le successive consegne di denaro e restituzioni venissero
registrate per iscritto.
Evidentemente
prudente nel maneggiare il proprio danaro, la signora PC 13 aveva anche chiesto
a AC 1 delle garanzie.
L’imputato,
a tale titolo, le aveva, in un primo tempo, consegnato una polizza di
assicurazione de La Suisse.
Ad un
certo punto, secondo la versione di AC 1, la signora si rese conto che, in
realtà, la polizza non valeva più nulla visto che AC 1 non aveva più pagato i
premi e, perciò, gliela restituì (PP AC 1 2.12.2004 B14) pretendendo che lui la
sostituisse con una garanzia effettiva. Fu così che AC 1 consegnò alla signora PC
13 la CIP gravante il fondo dell'ex-suocera:
“
La signora PC 13 che è sempre stata molto
precisa si è accorta che questa polizza non aveva nessun valore in quanto non
avevo pagato i premi. Si trattava di una polizza "puro rischio".. (…)
nei primi mesi del 2003 era ancora in essere l'ultimo prestito di fr.
500'000.-. Visto che la signora si era accorta che la polizza della __________
non aveva più valore, mi ha chiesto un'ulteriore garanzia ed io le ho
consegnato la CIP di nominali fr. 240'000.-.”
(PP AC 1 2.12.2004 B14; cfr. anche, PP AC 1 14.2.2005 A16.)
Secondo
la signora PC 13, invece, fu AC 1 a chiederle la restituzione della polizza e
lei accondiscese alla richiesta dell’amico senza chiedere né la ragione di tale
richiesta né un altro pegno (PP PC 13 2.12.2004 B14).
La Corte
non ha creduto alla signora PC 13: non è, infatti, verosimile che una donna
accorta quale la signora PC 13 restituisca, senza motivo, una garanzia quando
il suo credito è ancora in essere e, per di più, lo faccia senza chiederne, in
cambio, un’altra.
Vi sono
altri due importanti elementi che sostengono la versione di AC 1.
Dapprima
vi è il fatto che il contratto concluso nel dicembre 2003 fra AC 1 e PC 13 (di
cui si dirà in seguito) vale – secondo la volontà in esso manifestata dalle
parti - quietanza per la consegna del denaro ma non per la consegna della CIP,
ciò che indica che questa era, a quel momento, già in possesso della signora PC
13.
Inoltre,
vi è il fatto che nello stesso contratto non viene fatta alcuna descrizione
della CIP. Se ne indica soltanto il valore e il rango ma non si dice quale
fondo grava: anche questo ad ulteriore prova che la CIP era già in mano della
donna.
Così, la
Corte ha accertato che, così come sostenuto da AC 1, ad inizio 2003, quando
ancora il prestito non era stato rimborsato interamente, dopo la restituzione
della polizza e in sua sostituzione, AC 1 consegnò alla signora PC 13 la CIP di
cui s’è detto sopra, a valere quale pegno sostitutivo di quello che non aveva
più valore,
A dicembre 2003 – cioè dopo che venne rilasciato – AC 1 si rivolse
nuovamente alla signora PC 13 per chiederle dei soldi. Le disse che era stato
arrestato, che si trovava in difficoltà e che necessitava di soldi per mettere
a posto certe sue pendenze con la giustizia:
“
Nel dicembre del 2003 l'avv. AC 1 mi ha chiesto
di aiutarlo finanziariamente perché aveva delle difficoltà e necessitava la
somma di fr. 240'000.- per risolvere le sue questioni penali presso il MP.
L'avvocato necessitava di un prestito urgente e per un breve periodo,
quantificato dall'avvocato, in ca. due settimane. Più precisamente io sapevo
che l'avvocato era stato arrestato e rimesso in libertà. Egli mi ha detto che
aveva fatto degli errori nella contabilità e che poteva risolvere la situazione
con i suoi clienti che aveva danneggiato. Ho deciso di aiutarlo.”
(PP PC 13
2.12.2004 B14)
La donna
acconsentì alla richiesta di AC 1 e, il 10 dicembre 2003, i due conclusero un
contratto secondo cui la signora concedeva a AC 1 un prestito di fr. 240'000.-
(in realtà, la donna gli consegnò una cifra inferiore poiché parte della somma
era quanto ancora AC 1 le
doveva). Secondo i termini dell’accordo, il prestito era garantito, oltre che
da una polizza vita, “da una CIP di fr. 240'000.- in I rango” (PP PC 13
2.12.2004 B14).
Si trattava della CIP gravante il fondo di proprietà della signora PC
1 che AC 1 lasciò in mano alla signora PC 13, questa volta a garanzia, oltre che
del residuo di quello precedente, del debito nuovamente contratto.
In
conclusione, la Corte ha accertato che AC 1 ha disposto illecitamente della
cartella ipotecaria, una prima volta all'inizio del 2003, consegnandola alla
signora PC 13, in sostituzione di una precedente garanzia che nel frattempo
aveva perso valore, per il prestito di fr. 500'000.-; e una seconda volta nel
mese di dicembre 2003, dopo essere stato scarcerato, lasciandola nelle mani
della signora PC 13 a garanzia, oltre che del residuo del citato debito, di un
altro prestito concessogli il 10 dicembre 2003 (fr. 150'000.-).
In aula,
con l’accordo delle parti e, in particolare del Difensore, la Presidente ha
introdotto, in relazione all’utilizzo di questa CIP, una nuova imputazione così
come risulta dal verbale dibattimentale (pag 5).
d) La
signora PC 13 ha dichiarato di non avere chiesto nulla né a AC 1 né ad altri in
relazione alla CIP pur avendo visto perfettamente che essa gravava un fondo di
proprietà di terzi:
“
Preciso che io avevo piena fiducia nell'avv. AC
1 ed inoltre, trattandosi di un titolo al portatore, chi ha il possesso del
documento, lo può trasferire a terzi.”
(PP PC 13
2.12.2004 B14)
AC 1 ha,
invece, detto di avere informato la signora PC 13 del fatto che la cartella
ipotecaria gravava il fondo dell'ex-suocera, che lui non avrebbe potuto
disporne ma che lo faceva ugualmente con l’intenzione di sostituirlo, a breve,
con garanzie sue personali:
“
Quando ho consegnato la CIP alla signora le ho
detto che il titolo gravava un immobile di proprietà della mia ex suocera e che
consegnavo il titolo in previsione di sostituirlo a breve con delle mie
garanzie personali. Ho anche specificato che il titolo era di proprietà della
mia ex suocera dicendo alla signora che non poteva disporne perché era della
mia ex suocera e che era mia intenzione di sostituire il titolo con mie
garanzie personali.”
(PP AC 1
2.12.2004 B14; cfr. anche PP AC 1 14.2.2005 A16.)
Anche su
questa questione, la Corte ha dato maggior credito a quanto detto da AC 1
rispetto alle affermazioni della signora PC 13. Come detto, la signora PC 13 –
che è stata per anni la persona di fiducia di __________ ciò che comporta una
buona consuetudine alla gestione finanziaria - è una donna avveduta che, in
particolare nella gestione delle sue finanze, non si lascia accecare dalle
emozioni o dagli affetti (cfr. sopra) ed arriva al punto da chiedere interessi
altissimi e garanzie anche a persone per le quali nutre sentimenti di amicizia.
E’ donna
che sa – e lo ha dimostrato parlandone con naturalezza (cfr. PP PC 13 2.12.2004
B14) – che cosa è una cartella ipotecaria al portatore e che sa che cosa se ne
può fare.
Ora, è
impensabile che una donna del genere non si ponga delle domande quando ad
offrirle in garanzia una CIP che grava il fondo di un terzo è un uomo che, da
anni, lei sa essere costantemente in difficoltà finanziarie (al punto che, in
pochi anni, lei ha dovuto per ben 5 volte prestargli complessivamente fr.
2'500'000.-) e che, per di più, a dicembre 2003 lei sa che ha avuto problemi
con la giustizia tanto da essere arrestato e che le dice di avere bisogno di
soldi per liquidare alcune pendenze penali.
Ben più
verosimile è la versione di AC 1 secondo cui lui spiegò alla donna come stavano
le cose, già ad inizio 2003, nei termini di cui ha riferito nel verbale citato
(PP AC 1 2.12.2004 B14; cfr. anche, PP AC 1 14.2.2005 A16.).
e) In
data 24.8.2004, l'avv. RC 1 ha introdotto un'istanza di sequestro della
cartella ipotecaria presso la signora PC 13 (AI280).
La PP non
ha dato seguito immediatamente alla richiesta di sequestro della cartella
ipotecaria ma ha convocato la signora PC 13 per un interrogatorio, riservandosi
la facoltà di procedere al sequestro una volta esperito tale atto istruttorio
(AI283).
L'avv. RC
1 ha rinnovato l'istanza di sequestro della cartella ipotecaria in data
9.11.2005 (AI450) In data 29.5.2006 la PP ha respinto l'istanza (AI491) e
contro tale decisione è insorta la signora PC 1 con un reclamo 8.6.2006
(AI493), accolto dal GIAR in data 24.7.2006 (AI506) e, quindi, con emissione,
da parte della PP, dell'ordine di sequestro della CIP in data 27.7.2006
(AI507). Contro tale decisione e contro quella del GIAR è insorta la signora PC
13, rispettivamente con ricorso alla CRP di data 4.8.2006 (AI510) e con un
reclamo al Giar di data 7.8.2006 (AI511).
In data
23.8.2006 il GIAR ha respinto il reclamo della signora PC 13 (AI520) ed il
3.10.2006 la CRP ha respinto il ricorso (AI531). La CIP è stata, quindi,
consegnata in data 4.12.2006 al MP (AI560).
E. Esiti peritali
12. AC 1,
su istanza del suo difensore, è stato sottoposto a perizia psichiatrica. Il
perito, dr. PE 1, nel suo referto 20.8.2004 (AI 278), ha diagnosticato nel
peritando un disturbo di personalità misto, con tratti presenti nel modello
strutturale della personalità depressivo-masochista e di quella narcisista, ed
ha concluso che la capacità di AC 1 di valutare il carattere illecito e quella
di determinarsi in funzione di tale valutazione erano, entrambe, parzialmente
compromesse.
La
scemata imputabilità è stata valutata di grado medio-leggero.
Il
perito, in aula, ha precisato che la scemata imputabilità del peritando
raggiungeva un grado variante tra il 30% ed il 40% per tutto il periodo
compreso nell'atto di accusa (cfr. verb. dib. pag. 3).
F. Il
diritto
13. Secondo l'art. 138 n. 1 cpv. 1 CP chiunque, per procacciare a sé o
ad altri un indebito profitto, si appropria di una cosa mobile altrui che gli è
stata affidata, oppure chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di
un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a
cinque anni o con una pena pecuniaria.
Per 138
n. 1 cpv. 1 CP, l’autore si appropria indebitamente di una cosa mobile
(corporea) affidatagli da un terzo, esclusi quindi gli immobili, i crediti non
incorporati in un titolo, i dati non materializzati (DTF 111 IV 74, 100
IV 31; 72 IV 118; Cassani, in: FJS 953, 1986).
Secondo il Tribunale Federale, una cosa è
affidata quando l’autore ne acquista il possesso sulla base di un rapporto di
fiducia per farne un uso determinato
nell’interesse altrui, secondo un accordo espresso o tacito, in particolare per
amministrare, conservare, consegnare il bene affidato (DTF 120 IV 278,
106 IV 250, 86 IV 167).
Si appropria di una cosa mobile o del suo
controvalore colui che, in dispregio del rapporto di fiducia, l’integra
economicamente nel suo patrimonio per conservarla, utilizzarla, venderla a
terzi, prestarla, darla in pegno, o per disporne in altro modo come se fosse il
proprietario (DTF 118 IV 148). Secondo la dottrina, pertanto, quali
elementi caratteristici vi sono da un lato la durevole sottrazione al possesso
del proprietario, e d'altra parte, cumulativamente, l’esplicitazione della
volontà di comportarsi come titolare del bene, anche solo provvisoriamente,
disponendone a proprio profitto (DTF 118 IV 148 e rif: 114 IV 136, 104
IV 158, 95 IV 4, 85 IV 19, 81 IV 234; Corboz, Les infractions en droit
suisse, Berna, 2002, volume 1, pag. 226).
Ai sensi
dell’art. 138 n. 1 cpv. 2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio
o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva
sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.
Nei casi previsti invece all'art. 138 cifra 1
cpv. 2 CP l'autore impiega senza diritto un valore patrimoniale e quindi anche
valori incorporali, ossia crediti, o altri diritti che hanno un valore
patrimoniale (FF 1991 II 825).
In questo caso, la norma non protegge la
proprietà, bensì l’obbligo di restituire in ogni tempo il controvalore del bene
affidato che deriva dal contratto che lega l’affidante e l’affidatario (DTF
124 IV 9, 120 IV 117), laddove la nozione di bene affidato comprende non solo
cose fungibili, bensì anche crediti, in particolare bancari o postali (DTF
109 IV 27; Cassani, in: FJS 953, 1986; Corboz, opera citata, n.
17, pag. 228).
Secondo
l’art. 138 n. 2 CP, è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una
pena pecuniaria se ha commesso il fatto nell'esercizio di una professione per
la quale ha ottenuto l'autorizzazione da un'autorità.
Dal
profilo soggettivo, l’autore deve sapere che si tratta di beni di terzi di cui
si appropria con coscienza e volontà (DTF 91 IV 131), e deve agire con
l’intento illecito di arricchire sé stesso o un terzo (DTF 118 IV 34).
In specie, egli deve avere voluto, anche soltanto nella forma del dolo
eventuale, conseguire un indebito profitto - cioè un vantaggio economico,
ancorché provvisorio o temporaneo (DTF 118 IV 29; Corboz, opera citata,
pag. 226).
14. Giusta l’art. 251 CP è autore colpevole di falsità in documenti, ed
è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria,
colui che al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o
di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma un documento falso
od altera un documento vero, oppure abusa dell’altrui firma autentica o
dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppostizio, oppure
attesta o fa attestare in un documento contrariamente alla verità un fatto di
importanza giuridica o fa uso a scopo d’inganno di un tale documento.
15. La
connotazione giuridica - peraltro pacifica - dei fatti esposti nell'atto di
accusa e confermati dalla Corte non ha dato adito a particolari contestazioni.
AC 1,
laddove ha destinato a scopi contrari al mandato ricevuto gli averi (somme di
denaro, crediti e cartelle ipotecarie) affidatigli nella sua veste di notaio e
nella sua veste di avvocato o di persona privata dai suoi clienti, si è reso
autore colpevole di appropriazione indebita, rispettivamente aggravata e
semplice. Egli si è inoltre reso autore colpevole di falsità in documenti nel
caso di cui al punto 2 dell'atto di accusa.
16. Ciò
detto, la Corte ha ritenuto di dover prospettare alle parti, nel corso del
dibattimento, l'imputazione di amministrazione infedele aggravata in
alternativa a quella di appropriazione semplice di cui al capo di accusa 1.2.5.
La
Procuratrice Pubblica si è rimessa al giudizio della Corte, sottolineando come
la scelta da lei operata sia stata dettata dalla natura sussidiaria del reato
di amministrazione infedele rispetto agli altri reati patrimoniali (cfr. Marcel
Alexander Niggli, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, ed. 2003, ad art.
158 CP, n. 155).
Il
difensore ha, per contro, affermato che, nella fattispecie in esame, il reato
di amministrazione infedele aggravata, se confermato, poteva trovare
applicazione limitatamente alla quota azionaria di proprietà della signora AC 1,
avendo l'imputato la facoltà di disporre dei beni di sua spettanza in qualità
di amministratore della società ed azionista al 50%.
17. Ai
sensi dell'art. 158 cpv. 2 CP è autore di amministrazione infedele aggravata ed
è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria,
chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, abusa della
qualità di rappresentante conferitagli dalla legge, da un mandato ufficiale o
da un negozio giuridico e cagiona in tal modo un danno al patrimonio del
rappresentato.
E’ tenuto a curare il patrimonio altrui ai sensi
della norma colui che conduce negozi giuridici per conto di terzi (DTF
102 IV 92, 100 IV 36, 80 IV 246, 77 IV 204) ed è autorizzato a disporre in modo
autonomo dei beni che gli sono rimessi (DTF 105 IV 31, 102 IV, 92, 101
IV 167, 100 IV 36, 172, 95 IV 66).
Dall'autonomia e indipendenza della persona che è
tenuta a curare il patrimonio derivano uno specifico e particolare obbligo di
fedeltà, la cui violazione assurge a grave torto. Questo è ad esempio il caso
per l’amministratore di società, per l’amministratore fiduciario (con gestione
di affari), per l’agente commerciale indipendente nell’esecuzione delle sue
mansioni, e per gli organi di persone giuridiche (FJ S n°1035).
L’oggetto del contratto che lega l’autore alla
vittima deve pertanto consistere essenzialmente nella cura degli interessi
patrimoniali di quest’ultima, che devono essere “bedeutsam und von Gewicht”
(DTF 105 IV 312).
L’amministratore è punibile solo quando l’atto o
l’omissione pregiudizievole sono contrari ai suoi obblighi contrattuali o
legali (DTF 105 IV 313, 80 IV 247). Si impone quindi un esame, caso per
caso, degli obblighi che spettano all’amministratore ed in particolare se gli
incombe l’obbligo di mantenere intatto il patrimonio esistente oppure, come
nella maggior parte dei casi di gestione di operazioni o di aziende (industrie)
commerciali, se deve provvedere all’aumento dello stesso, cosa che dipende dal
tenore degli accordi intercorsi tra le parti o previsti dalla legge (DTF
105 IV 313, 80 IV 148). Accertati in concreto i doveri dell’amministratore,
possono essere dedotti quei comportamenti indubbiamente contrari ai doveri e
quindi generatori di un’amministrazione infedele.
Dal profilo soggettivo è necessaria l’intenzione
dell'autore, almeno nella forma del dolo eventuale (Stratenwerth, BT I,
4. Auflage, § 19 e riferimenti).
18. I
reati ai appropriazione indebita e di amministrazione infedele risultano
accomunati da una situazione di violazione del rapporto di fiducia, come pure
dal fatto che in entrambi i reati sussiste l'affidamento di elementi
patrimoniali dalla vittima all'autore, unitamente alla prerogativa di disporre
di questi beni secondo le istruzioni che essa ha conferito.
In casi
limite è perciò difficile distinguere i due reati, anche se in teoria gli
elementi oggettivi costitutivi degli stessi sono di per sé ben distinti e fra i
due reati non sussiste concorso ideale (DTF 111 IV 62), ritenuta
comunque la natura sussidiaria dell'amministrazione infedele rispetto agli
altri reati patrimoniali (DTF 111 IV 61; per il rapporto con
l'appropriazione indebita: Trechsel, Kurzkommentar, 2. edizione, n. 25
ad art. 158 CP; Corboz, opera citata, pag. 401, n. 25).
Andreas Donatsch, evidenziando le difficoltà che possono esistere
nel distinguere i due reati, ritiene comunque che
“
sollte im Grundsatze pflichtwidriges Verhalten
der Geschäftsführer von Handelsgesellschaften bei Ausübung der
Geschäftstätigkeit entgegen Lehre und Rechtsprechung nicht unter den Tatbestand
der Veruntreuung, sondern ausschliesslich unter denjenigen des ungetreuen
Geschäftsführung fallen.”
(Donatsch, Aspekte der ungetreuen
Geschäftsbesorgung nach Art. 158 StGB, in: ZStrR 1996, pag. 219),
e aggiunge che
“
… die Veruntreuung als Aneigungsdelikt
konzipiert ist. Bei der Auslegung von Art. 138 Ziff. 1 Abs. 2 StGB ist daher
darauf zu achten, dass der Bezug zur Aneignung nicht verlorengeht.”
(Donatsch, Aspekte der ungetreuen
Geschäftsbesorgung nach Art. 158 StGB, in: ZStrR 1996, pag. 219).
Niggli/Riedo, invece, per il caso di organi di
società ravvisano il criterio distintivo tra i due reati soprattutto nella
questione a sapere se il patrimonio sociale deve essere considerato come
affidato agli organi nella forma di un esclusivo potere di disporne. Se questo
è il caso si è in presenza di appropriazione indebita, in caso contrario di
amministrazione infedele (Niggli/Riedo, Basler Kommentar,
Strafgesetzbuch II, ed. 2003, n. 195, pag. 283).
A titolo generale nell'amministrazione infedele
risulta preminente l'elemento gestionale in danno del patrimonio, mentre
nell'appropriazione indebita è l'elemento appropriativo a porsi in primo piano.
19. AC 1
era, al più tardi alla fine del 1999, insieme all'ex moglie PC 9, azionista e amministratore con firma collettiva a due della società _______
il cui patrimonio era composto dall'immobile particella 781 sita nel comune di __________
del valore, così come indicato in aula da AC 1, di ca. fr. 2'000'000.-. Il
fondo era gravato da tre oneri ipotecari a favore della PC 14 per un importo
complessivo di fr. 1'806'000.- (in primo rango dal 22.12.1989 di fr. 706'000.-
oltre interessi del 7%; in secondo rango dal 19.1.1990 di fr. 700'000.- oltre
interessi del 7% e in terzo rango dal 6.7.1994 di fr. 400'000.- oltre interessi
del 10%).
Oltre
agli onori ipotecari suddetti, dal registro fondiario figurava pure
l'iscrizione di un mutuo ipotecario al portatore di fr. 1'600'000.- gravante in
quinto rango la proprietà.
Tale
mutuo ipotecario era detenuto dall'imputato in virtù del suo ruolo di
amministratore unico.
Già dal
1997 ed in ogni modo dal 1999, ovvero dalla sottoscrizione della convenzione di
cui si è detto al consid 11.2. lett. b), a AC 1 incombeva l'onere di vendere la
proprietà della _______ e di ripartire il dividendo tra i due azionisti.
Con la
consegna a PC 6 del mutuo a garanzia del suo debito e, poi, una volta questo
rimborsato, il suo mancato recupero, AC 1 ha permesso a PC 6 di ottenere, in
data 26.9.2003, la sua iscrizione nel registro dei creditori e,
successivamente, l'avvio di una procedura di realizzazione del pegno. Con ciò
l'imputato ha gravato il fondo con un ulteriore debito di 1'600'000.-, ciò che
non era, di tutta evidenza, compatibile con i suoi doveri di amministratore
relativi alla gestione diligente degli interessi della società e, più in
generale dei suoi azionisti.
Prevale
in questo caso l'elemento gestionale in danno del patrimonio della società
rispetto a quello appropriativo. AC 1 era, infatti, tenuto, più che all'obbligo
di custodire il mutuo ipotecario, all'obbligo di preservare ed amministrare il
bene societario al fine di conseguire un utile dalla vendita della proprietà di
__________.
A torto,
il difensore di AC 1 ha sostenuto che, in quanto proprietario del 50% delle
azioni della società, egli avrebbe avuto il diritto di disporre dei beni della
stessa in ragione del 50% del loro valore.
La
giurisprudenza del TF ha, infatti, precisato che una società anonima con un
solo azionista costituisce una persona distinta anche per l'azionista unico
solo amministratore della società; il suo patrimonio è pertanto per lui un
patrimonio altrui. (DTF 117 IV 259). Questo discorso vale quindi, a maggior
ragione per l'amministratore di una società anonima detentore solo del 50%
delle azioni. Inoltre la giurisprudenza del TF ha precisato che
l'amministratore unico di una società che è anche azionista unico può disporre
dei beni della stessa unicamente quando il patrimonio netto - attivi meno i
debiti della società - rimanente dopo il prelevamento è sufficiente a coprire
il capitale sociale e le riserve obbligatorie (DTF 117 IV 259). AC 1,
disponendo, come ha fatto, del mutuo ipotecario in oggetto, ha gravato un fondo
già oberato di debiti ipotecari tanto da ridurre considerevolmente, se non
annullare del tutto, il valore del fondo e con esso il capitale sociale.
AC 1 è
stato quindi ritenuto autore colpevole di amministrazione infedele aggravata
per avere, in qualità di amministratore della _______, a cavallo tra il 2000 ed
il 2001 consegnato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in
IV rango il fondo Parto, di proprietà della società _______ a PC 6 per
garantire un suo debito personale di fr. 1'200'000.-, e avere poi omesso di
recuperarlo al momento della restituzione del debito, con il conseguente
proscioglimento dall'accusa di appropriazione indebita semplice.
G. Commisurazione
della pena
20. Ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla
colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni
personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. Ai
sensi del cpv. e del citato articolo la colpa è determinata secondo il grado di
lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la
reprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché,
tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
Ai sensi
dell'art. 49 cpv. 1 CP quando per uno o più reati risultano adempiute le
condizioni per l'inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice
condanna l'autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in
misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della
pena comminata. È in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena.
La colpa
dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei
reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che ha fatto volendolo
fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito
e il risultato ottenuto, elementi cui già si ha accennato in narrativa e che
vanno tenuti presenti evitando inutili ripetizioni (Corboz, La
motivation de la peine, in ZbJV 1995 24).
21. In concreto, la Corte ha ritenuto che la colpa di AC 1 è
particolarmente grave. L'ha ritenuta grave per l'impressionante numero di reati
commessi: AC 1 risponde per 233 reati. L'ha ritenuta
grave per il lungo lasso di tempo in cui AC 1 ha delinquito: i reati si
estendono, ininterrotti e regolari, sull'arco di quasi 4 anni. L'ha ritenuta
grave per l'entità impressionante dell'importo malversato: in totale, si tratta
di fr. 78'138'418.-. L'ha ritenuta grave per l'importo comunque considerevole
del danno causato: il danno finale è di almeno fr. 6'755'646.-. La Corte ha,
poi, ritenuto quale pesante aggravante della colpa di AC 1 il fatto che egli ha
delinquito, in 115 episodi, in qualità di pubblico notaio, violando così in
modo esecrabile, non soltanto
il rapporto di fiducia insito nella natura del mandato dato al notaio dal
cliente, ma violando anche la fiducia che le istituzioni pubbliche hanno
riposto in lui al momento in cui AC 1 è stato autorizzato all'esercizio di tale
professione. Infine, la Corte ha ritenuto grave la colpa di AC 1 per le
motivazioni a delinquere. AC 1 ha delinquito per permettersi uno standing
professionale e personale superiore alle sue reali possibilità e capacità, per
dare di sé l'immagine del vincente, del professionista di successo con uno
studio prestigioso nel pieno centro di , con la casa a Ibiza, la villa a __________,
gli affari che lo portavano di qua e di là per il mondo e che era in grado di
assicurare alla famiglia (moglie, ex-moglie e 4 figli) un alto tenore di vita,
prima soddisfacendo tutti i cap_______ della moglie e, poi, impegnandosi, in
particolare, al versamento di un contributo alimentare superiore al salario dei
più alti funzionari pubblici ticinesi.
Quindi,
per la Corte AC 1 ha delinquito per puro scopo di lucro. In particolare, in
quest'ottica, la Corte ha considerato che nulla distingue il motivo che ha
spinto a delinquere AC 1 dal motivo che ha spinto a delinquere altri avvocati e
notai che sono stati citati in quest'aula (in particolare, si fa riferimento al
caso giudicato con sentenza 15.12.2004 dalla Corte delle Assise Criminali di
in re). Se il notaio condannato nel 2003 - tanto per riprendere il caso citato
sia dalla Difesa che dall'accusa - ha delinquito per finanziare l'attività di
una società sportiva e l'acquisto di una villa sul lago, AC 1 ha delinquito per
finanziare lo studio legale prestigioso con lo stuolo impressionante di
dipendenti e di oneri, per finanziare la villa di __________, forse anche
quella di Ibiza e il tenore di vita alto della moglie o dell'ex-moglie e dei
figli. Quindi, per dirla in parole povere, quel che ha spinto AC 1 a delinquere
- come quel che ha spinto l'altro notaio citato dalle parti - era il desiderio
di trovare i soldi necessari a permettersi un livello di vita superiore alle
reali possibilità.
Che, poi
- in un'analisi di tipo psicologico -questi soldi servissero (per usare
un'espressione della PP) a "coccolare l'ego'' di AC 1 così da permettergli
di illusoriamente superare le sue frustrazioni non cambia nulla alla realtà
delle cose, e cioè al fatto che AC 1 ha delinquito per vivere al di sopra delle
sue possibilità.
Certo,
secondo gli accertamenti del perito che sono vincolanti per la Corte, a
differenza di altri, AC 1 ha agito in parte sotto l'influsso di turbe
psichiche. Tuttavia, tali turbe non cambiano l'oggettività delle sue
motivazioni a delinquere. Tali turbe hanno determinato l'accertamento di una
scemata responsabilità. Se se ne tenesse conto anche nell'analisi dei motivi a
delinquere - così come sembra avere fatto la Difesa - si farebbero giocare due volte
gli stessi elementi e ciò non è corretto.
Ciò
considerato, tenuto conto della gravità dei reati commessi, ad un autore
incensurato come AC 1 ma pienamente responsabile, la Corte avrebbe inflitto una
pena detentiva variante fra i 7 anni e i 7 anni e mezzo.
22. Tuttavia,
ad attenuazione della colpa di AC 1 - e quindi ad attenuazione della pena - la
Corte ha considerato due elementi di peso.
a) Dapprima
la scemata responsabilità.
Il perito
ha stabilito che AC 1 ha sempre agito -per tutto il periodo compreso fra il
2000 e la fine del 2003 -in uno stato di scemata responsabilità.
La PP ha
chiesto alla Corte di considerare tale scemata responsabilità soltanto per il 2003. La Corte non ha potuto
aderire a tale richiesta. Non ha potuto farlo perché, per costante
giurisprudenza, una perizia giudiziaria è vincolante per la Corte. Ci si può
scostare dalle conclusioni di un perito giudiziario - e il dotto Mari è tale
poiché nominato dalla PP - soltanto se il perito ha adottato un metodo scientificamente non
riconosciuto, oppure se ha applicato un metodo scientificamente riconosciuto in
modo scorretto oppure, ancora, se le conclusioni peritali sono sconclusionate
od astruse. Ciò non è manifestamente il caso in concreto. Il dottor PE 1 ha
applicato metodi che vanno considerati scientificamente riconosciuti e le sue
conclusioni non appaiono assolutamente insostenibili tant'è che esse hanno
ricevuto il conforto di ben due altri psichiatri e di uno psicologo la cui esperienza nell'applicazione e
nell'interpretazione del test di Rorschach è ben nota alle Corti ticinesi.
Ciò
detto, quindi, la Corte è tenuta a seguire le conclusioni peritali e, pertanto,
a ritenere che, effettivamente, AC 1 ha delinquito in stato di scemata
responsabilità.
Il perito
ha accertato che il grado della scemata responsabilità di AC 1 variava fra il
30 e il 40%. Anche tale accertamento è vincolante per la Corte che, in
applicazione del principio in dubio pro reo, deve considerare il grado più alto
e, quindi, il 40%.
Ciò
comporta una riduzione di pari grado della pena che verrebbe applicata per gli
stessi reati ad un autore pienamente responsabile.
Perciò,
dalla pena detentiva di 7 anni circa si passa a quella di ca. 4 anni e 3 mesi.
b) La
Corte ha, poi, riconosciuto, accogliendo parzialmente la richiesta della
Difesa, che AC 1 ha agito in stato di grave angustia nell'episodio della
consegna a __________ delle due CIP gravanti i fondi di __________ (cfr. per un
caso analogo, Rep 1992 pag. 320; Niggli/Wiprächtiger, Basler Kommentar, pag.
933). In quel periodo, AC 1 era pressato in continuazione da __________
affinché estinguesse il suo debito. Sotto tali pressioni, AC 1 ha firmato di
tutto e di più pur di guadagnare alcuni giorni. Dai riconoscimenti di debito è
passato alle cambiali per poi arrivare alle fandonie sui soldi bloccati a __________
e poi passare ai viaggi a __________ con l'uomo di __________ per ritirare i
soldi che lui sapeva benissimo che non c'erano. Insomma, in quei giorni AC 1 ha
fatto di tutto pur di guadagnare anche solo qualche giorno di respiro.
Alla fine
di febbraio, AC 1 aveva esaurito le frottole ma i soldi continuavano a non
esserci e __________ continuava a incombere. In aula, AC 1 ha parlato anche di
minacce e lo ha fatto in un modo per cui la Corte gli ha creduto. In questo
contesto, alla fine di febbraio 2003, AC 1 era con __________ in una situazione
che - in ogni caso, dal profilo soggettivo - era senza via d'uscita e, in
questo contesto, la consegna delle due CIP era l'unico modo che AC 1
soggettivamente aveva per guadagnare un po' di respiro nell'attesa di
concludere con _______ . E la prova che AC 1 considerava davvero senza uscita
la sua situazione è il fatto che, per rimborsare __________, è andato ad
impegnarsi, con gli oneri che abbiamo visto, con _______ passando (è il caso
di dirlo) dalla padella alla brace.
La Corte
non ha invece riconosciuto l'attenuante della grave angustia per la consegna
delle CIP a PC 6. In quell'occasione, AC 1 era certamente "molto
affranto" (cfr PP __________ 4.6.2004) ma non ci sono elementi che possano
in qualche modo sostenere la tesi secondo cui, quel giorno di giugno 2003,
davanti all'avv. __________, AC 1 fosse soggetto a pressioni pesanti al punto
da realizzare le condizioni della grave angustia, cioè pesanti al punto da
fargli ritenere il delinquere come l'unica via praticabile.
Ciò
detto, il riconoscimento dell'attenuante specifica della grave angustia in
relazione al reato commesso con __________ impone un'ulteriore riduzione della
pena che è stata, così, determinata in 4 anni.
Questa
pena viene accompagnata dalla misura del trattamento psicoterapico
ambulatoriale.
H. Le
pretese delle parti civili
23. Per quanto concerne le pretese di parte civile, la Corte ha
condannato AC 1 al pagamento delle seguenti indennità, tutte riconosciute
dall'imputato stesso:
- fr.
74'000.- a favore della PC 5 in liquidazione SA;
-
fr. 1'100'000.- oltre interessi al 5% a partire dal 28 luglio 2003 a favore di PC
12 ;
- fr.
26'235,85 a favore di PC 15;
-
fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5% dal 30 maggio 2006 a favore di PC 11 ;
-
fr. 26'140.- a favore di PC 7. L'istanza della PC è stata così accolta solo
parzialmente in quanto la somma
di fr. 3'000.- fatta valere a titolo di spese legali è stata solo stimata e non
quantificata né comprovata;
-
fr. 50'000.- a favore della PC PC 4, così come richiesto.
24. L'istanza
presentata dalla PC PC 10 è stata accolta nella sua interezza e, quindi, AC 1 è
stato condannato al pagamento della somma di fr. 99'470, 50 oltre interessi del
5% su fr. 93'968 a far tempo dal 31 luglio 2005.
25. La
Corte ha, per contro, rinviato al foro civile la pretesa di risarcimento di PC
9 laddove chiedeva la condanna di AC 1 al pagamento di fr. 50'000.- pari alla
somma da lei versata al signor _______ per la liberazione del 50% del capitale
azionario, poiché tale versamento non è stato comprovato.
Il rinvio
al foro civile è stato inoltre pronunciato - per richiesta stessa delle PC -
per le pretese di PC 6, PC 8, PC 2 e PC 14.
La pretesa
della PC PC 1 consistente nella richiesta di confisca ed assegnazione della
cartella ipotecaria al portatore di sua proprietà verrà ripresa qui di seguito
nel capitolo sequestri.
I. I
sequestri
26. La
Corte, accogliendo la richiesta della PP, non contestata dalla difesa, ha
ordinato la confisca e l'assegnazione alle PC, in proporzione del credito
riconosciuto in questa sede, previa cessione del rispettivo credito allo Stato,
dei valori patrimoniali sequestrati presso i conti di pertinenza di AC 1 presso
la PC 14 e meglio del conto () intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di
fr. 7'328,11 al 31.12.2006 e del conto (, rubr. Clienti) intestato a AC 1
presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al 31.12.2006.
Per
quanto concerne l'importo fr. 135'832.67 versato da AC 1 a favore delle parti
civili e sequestrato sul conto intestato al MP (Rubr. AC 1) presso PC 14, la
Corte ne ha pronunciato il sequestro conservativo a favore delle pretese delle
parti civili, deduzion fatta della tassa e delle spese processuali.
27. Delle
9 CIP sequestrate nelle mani dell'avv. __________ in data 17.11.2003 (AI 136 e
AI 140) la Corte ha ordinato la restituzione a PC 15 ritenuto l’accertamento
secondo cui esse non sono state date a _______ a garanzia del suo credito nei
confronti di AC 1 (cfr, inoltre, dispositivo della sentenza 23.1.2007 del __________
e della sentenza 15.5.2007 dal Tribunale cantonale dei __________).
28. La
cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango
la di proprietà di PC 1, sequestrata in mano della signora PC 13, è stata
oggetto di due istanze di restituzione da parte, rispettivamente, della
proprietaria del fondo gravato e del terzo possessore.
PC 1 ha
presentato, in aula, per il tramite del suo patrocinatore avv. RC 1, la
richiesta di confisca del titolo ipotecario di sua proprietà - in quanto
provento di reato - e la conseguente sua assegnazione a sé stessa.
PC 13, in
qualità di terzo possessore, con istanza 25.10.2007, ha chiesto il dissequestro
della cartella, facendo valere la sua buona fede al momento della consegna del
titolo essendone entrata in possesso ignara della sua provenienza illecita e
dietro consegna di una adeguata controprestazione.
La sua
buona fede sarebbe inoltre comprovata dalla menzione del titolo ipotecario
litigioso nelle sue dichiarazioni fiscali relative agli anni 2005 e 2006.
29. La
Corte ha accolto l'istanza di PC 1, respingendo, di conseguenza, quella di PC
13, per i motivi che seguono, in parte già esposti al consid. 1.10.
Secondo
gli accertamenti della Corte, la signora PC 13 ha ricevuto, all'inizio del
2003, la cartella ipotecaria in esame a garanzia del mutuo di fr. 500'000.-
concesso all'imputato, in sostituzione di una precedente garanzia che, nel
frattempo, si era rivelata priva di valore.
Al
momento della consegna, AC 1 le disse che egli non avrebbe potuto disporre del
titolo ipotecario poiché di proprietà della ex-suocera e che, quindi, era sua
intenzione sostituire al più presto tale garanzia con altre garanzie personali.
Ciò non
fu, però, il caso e ancora, nel dicembre del 2003, PC 13 accettò che la
cartella ipotecaria al portatore, già in suo possesso, fosse posta a garanzia
di un ulteriore prestito che AC 1 le chiese a causa di sue impellenti necessità
economiche nate a seguito del procedimento penale aperto nei suoi confronti nel
mese di settembre precedente.
È
evidente che, alla luce delle dichiarazioni di AC 1, ritenute credibili dalla
Corte (cfr. consid. 11.10 lett. d. e lett. e.), PC 13 non può, certo, dirsi in
buona fede poiché sapeva perfettamente che AC 1 non poteva disporre della
cartella ipotecaria.
Ma
la buona fede di PC 13 non può essere ammessa nemmeno ritenendo credibile – per
denegata ipotesi e per puro esercizio accademico - la sua versione dei fatti.
Ella,
infatti, sostiene di avere ricevuto la cartella ipotecaria, per la prima volta,
nel mese di dicembre del 2003 quando AC 1, dopo averla messa al corrente delle
sue disavventure giudiziarie, le chiese un prestito che (sempre secondo la
versione della donna) gli serviva per mettere a posto alcune pendenze con il
Ministero pubblico.
Nonostante
questo e nonostante la donna sapesse che AC 1 era ormai da anni in precarie
condizioni economiche (tanto che lei dovette più volte prestargli dei soldi),
lei (ed è sempre la sua versione dei fatti) accettò in garanzia una cartella
ipotecaria che lei sapeva gravare il fondo di un terzo senza porre a AC 1
alcuna domanda, senza in alcun modo verificare il potere di disposizione di AC
1 sulla stessa e ciò, semplicemente, perché, nonostante le circostanze,
riponeva nell'amico grande fiducia.
Si
tratta, con evidenza, di un atteggiamento irresponsabile, che non può essere
protetto.
La
conoscenza delle croniche difficoltà economiche di AC 1 e la notizia del
procedimento penale che lo vedeva coinvolto avrebbero dovuto farle sorgere dei
dubbi sull'effettivo potere di disposizione di AC 1 sul titolo in questione: la
fiducia che la signora PC 13 afferma di avere sempre riposto nell'imputato non
poteva persistere acriticamente, anche dopo l'apertura del procedimento penale
nei suoi confronti, ritenuto come le fosse noto che l'amico fosse costantemente
alla ricerca di prestiti.
Di
nessuna rilevanza, poi, ai fini del presente giudizio, é il fatto di avere
dichiarato - peraltro in periodi fiscali relativi al 2005 ed al 2006 e non al
2003 o al 2004 - il titolo ipotecario alle autorità fiscali.
PC
13 avrebbe dovuto - sempre nell'ipotesi che qui si considera a titolo puramente
scolastico - prima di accettare la cartella ipotecaria quale garanzia mettere
in atto le opportune e necessarie verifiche onde accertare se, davvero, AC 1
poteva disporre della cartella gravante un fondo di terzi.
In
realtà – sempre nella sua versione dei fatti - la donna non fece nulla,
limitandosi ad accettare il pegno che le veniva offerto, forte della sua
convinzione secondo cui "trattandosi di
un titolo al portatore, chi ha il possesso del documento lo può trasferire a
terzi.“ (PP PC 13
2.12.2004.)
L'istante
non può, pertanto, ragionevolmente sostenere di avere acquisito in buona fede
la cartella ipotecaria in esame.
Ne
consegue che il titolo ipotecario deve essere confiscato ed assegnato alla PC PC
1.
Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno
che 1.1.2.5., 1.1.2.7., 1.2., 4., 6.1., 6.4., 6.6., 6.7., 6.12, 6.13 e
parzialmente al quesito 2.;
visti gli articoli 12, 19,
40, 42, 47, 48, 49, 51, 63, 69, 70, 71, 73, 138 n. 1 e n. 2, 158 n. 2 , 251 n.
1 CP;
9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1. AC 1 è
autore colpevole di:
1.1. ripetuta
appropriazione indebita in parte qualificata
per avere, in più occasioni,
a , nel periodo gennaio 2000-fine 2003,
1.1.1. agendo in
qualità di pubblico notaio iscritto all'albo
1.1.1.1. utilizzato per
sé somme di denaro a lui affidate da clienti e continuato ad utilizzare fondi a
lui affidati per coprire le pretese di altri clienti, impiegato dunque
indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 8'446'431.- e creato un danno
finale di almeno fr. 1'170'722.-;
1.1.1.2. tra fine 2002
e fine 2003 utilizzato in due occasioni la cartella ipotecaria al portatore di
nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1, al fine di
garantire un suo debito personale nei confronti di PC 13;
1.1.2. agendo in
qualità di avvocato, rispettivamente di persona privata
1.1.2.1. utilizzato
somme di denaro a lui affidate da clienti per il pagamento di spese proprie e
continuato ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese
di altri clienti ed impiegato indebitamente la somma complessiva di almeno fr.
10'120'778.- e creato un danno finale di almeno fr. 5'510'924.-;
1.1.2.2. in data
27.2.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000
gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali
di fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part. di proprietà di __________ per
garantire un debito personale di fr. 4.8 mio nei confronti di __________;
1.1.2.3. in data
25.6.2003 dopo restituzione dei titoli da parte del creditore __________ nel
frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2. che precede), nuovamente utilizzato le
cartelle ipotecarie al portatore citate per garantire un debito personale non
meglio quantificato nei confronti di PC 6;
1.1.2.4. nel giugno
2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del
certificato azionario della _______, a lui affidato dalla coazionista PC 9 per
garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di _______;
1.1.2.5. in data
imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quota di almeno il 50% (per
un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario della _______, a
lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non
meglio quantificabile nei confronti di PC 11;
1.1.2.6. in data
17.6.2003 e 24.6.2003 prelevato in contanti dal conto
intestato alla PC 5 presso __________ , sul
quale disponeva di diritto di firma individuale, l'importo complessivo di fr.
74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5 ;
1.2. falsità
in documenti
per avere a nel febbraio 2003
al fine di procacciarsi un indebito vantaggio,
modificato la stampata del sistema Telebanking
relativo al conto (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e
notarile __________, presso PC 14 e facendo in seguito uso del documento così
modificato;
1.3. amministrazione
infedele aggravata
per avere, in qualità di amministratore unico
della _______, a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il mutuo ipotecario
di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto, di proprietà
della società _______ a PC 6 per garantire un suo debito personale di fr.
1'200'000.-, e avere poi omesso di recuperarlo al momento della restituzione
del debito;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e
precisato nei considerandi.
Considerandi
2.
AC 1 è
prosciolto dall'imputazione di appropriazione indebita in riferimento:
2.1
al mutuo
ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto di
proprietà della società _______;
2.2
al
prelevamento in contanti dal conto intestato alla _______, presso PC 14 di fr.
238'000.-;
2.3
alle 9
cartelle ipotecarie al portatore per complessivi
fr. 4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di __________
e consegnate all'avv. __________.
3.
Di
conseguenza, avendo agito in stato di scemata imputabilità del 40%, ed avendo
agito in stato di grave angustia nelle circostanze di cui al capo di accusa
1.2.2
, AC 1 è condannato:
3.1
alla pena
detentiva di 4 anni, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto;
3.2
al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 3'500.- e delle spese processuali.
4.
È ordinata
l'esecuzione di un trattamento ambulatoriale.
5.
AC 1 è
condannato a versare le seguenti indennità:
5.1
alla PC PC 4
fr. 50'000.-;
5.2
alla PC PC 5
in liquidazione fr. 74'000.-;
5.3
alla PC PC 7
fr. 26'140.-, per il resto la PC è rinviata al foro civile;
5.4
alla PC PC
10.
fr. 99'470,50 oltre interessi del 5% su fr. 93'968 a far tempo dal 31 luglio
2005;
5.5
alla PC PC
11.
fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5% dal 28.7.2003;
5.6
alla PC PC
15.
fr. 26'235,85;
5.7
alla PC 12
Fr. 1'100'000.- oltre interessi a15% dal 28.7.2003.
6.
Le PC PC
14, PC 6, PC 2, PC 3, PC 8 e PC 9 sono rinviate al foro civile.
7.
È ordinata
la confisca della cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.-
gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1 e la sua assegnazione alla PC PC 1.
8.
È ordinata
la restituzione a PC 15 delle 9 CIP sequestrate nelle mani dell'avv. __________
(1 CIP di nominali CHF 220'000.- in 1. rango doc. giusto di data 25.4.1985; 1
CIP di nominali CHF 750'000.- in 1. rango, doc. giusto di data 28.7.1976; 1
CIP di nominali CHF 500'000.- in 2. rango doc. giusto di data 22.1.1986; 1 CIP
di nominali CHF 500'000.- in 2. rango, doc. giusto di data 22.01.1986; 1 CIP
di nominali CHF 500'000.- in 3. rango, doc. giusto di data 22.01.1986,1 CIP di
nominali CHF 730'000.- in 8. rango, doc. giusto di data 13.5.1991, 1 CIP di
nominali CHF 550'000.- in 8. rango, doc. giusto di data 13.5.1991.1 CIP di
nominali CHF 500'000.- in 10. rango doc. giusto di data 13.5.1991 1 CIP di
nominali CHF 500'000.- in 13. rango doc. giusto di data 25.3.1992).
9.
È ordinata
la confisca e l'assegnazione alle PC, in proporzione del credito riconosciuto
in questa sede, previa cessione del rispettivo credito allo Stato, dei seguenti
valori patrimoniali:
9.1
del conto
() intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di
fr. 7'328,11 al 31.12.2006;
9.2
del conto
(, rubr. Clienti) intestato a AC 1 presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al
31.12.2006
10.
È mantenuto
il sequestro conservativo sul saldo di fr. 135'832.67 al 25.10.2006 del conto
intestato al MP (Rubr. AC 1), presso PC 14, a garanzia - deduzion fatta della
tassa e delle spese processuali - dei crediti qui riconosciuti alle parti
civili.
11.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 3'500.-
Inchiesta preliminare fr. 490.-
Perizia fr. 8'000.-
Interprete fr. 438.-
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.-
fr. 12'528.-
===========
Intimazione a:
e ai rappresentanti di Parte civile:
terzi implicati
1.
PC 1
2.
PC 2
3.
PC 3
4.
PC 4
5.
PC 5
6.
PC 6
7.
PC 7
8.
PC 8
9.
PC 9
10.
PC 10
11.
PC 11
12.
PC 12
13.
PL 1
14.
PL 2
15.
GI 1
16.
GI 2
17.
AS 1
18.
AS 2
19.
AS 3
20.
AS 4
21.
AS 5
22.
AS 6
23.
AS 7
24.
PE 1
25.
PC 13
26.
PC 14
27.
PC 15
Per la Corte delle assise criminali
La presidente La
segretaria
[i] Lettera 30.4.2004 avv. DF 1 (AI238)
[ii] ordonnance de condamnation 25.9.2006 del PG de la République et canton
de __________ AI558
[iii] Rapporto EFIN 3.2.2006 AI469
[iv] lettera PP al TPC 16.10.2007 doc. TPC 8
[v] lettera PP 24.10.2007 doc. TPC 16
[vi] Estratto del Registro Fondiario Provvisorio Comune di _______,
part., allegato allo scritto dell’avv. _______ del 10 marzo 2004, AI217
[vii] estratto del registro di commercio della __________, AI541;
[viii] verbale dell'assemblea generale della _______ allegato B e C alla -
prima -denuncia 16.12.2003 della signora PC 9, AI160;
[ix] allegata allo scritto dell'avv. RC 1 di data 8.7.2005, AI414;
[x] allegato E alla - prima -denuncia 16.12.2003 della signora PC 9, AI160;
[xi] memoriale di PC 6, doc. 1 al PP PC 6 3.11.2003 B.7
[xii] estratto del registro di commercio della _______
Ai 542
[xiii] estratti conti allegati alla lettera avv. RC 6 6.9.2005 AI438
[xiv] lettera _______ 14.10.2003, allegata nel classeur 6 e classeur 11
[xv] documentazione PC 14 d'apertura cto in classeur 11
[xvi] estratto 29.9.2000 conto e ricevuta di prelevamento 7.7.2000,
classeur 8
[xvii] estratto PC 14 30.12.2000 in documentazione sequestrata a AC 1 /classeur 2000 conti PC 14
[xviii] ricevuta di prelevamento 21.8.2000, classeur 8
[xix] estratto PC 14 30.12.2000 in documentazione sequestrata a AC 1 /classeur
2000.
contri PC 14
[xx] ordine di bonifico 20.12.2002 allegato doc. 2 al PP _______
13.10.2003
B3
[xxi] estratto conto doc. 10 allegato al PP _______ 13.10.2003 B3
[xxii] dichiarazione 27.2.2002, doc. 9 allegato al PP _______ 13.10.2003
B3
[xxiii] lettera concessione di credito PC 14 17.4.2000 (doc. A), atto di
costituzione di pegno 17.4.2000 (doc. C), atto complementare di pegno (doc. D),
cessione di credito _______/ PC 14 (doc. E), ordine di pagamento
3.5.2000
PC 14 a _______ (doc. F1), lettera raccomandata 3.5.2000 PC 14
a _______ (doc. F2), lettera racc. 3.5.2000 _______a PC 14 (doc.
G) allegati all’istanza di sequestro presentata il 23.9.2004 dalla PC 14, AI292
[xxiv] 2 istanze di iscrizione a registro creditori con annotazioni UR,
doc. H1 e H2 allegati all’istanza di sequestro presentata il 23.9.2004 dalla PC
14, AI292
[xxv] lettera RC 15 16.2.2004 AI194 e allegato doc. 1 al PP AC 1 12.1.2004
A9
[xxvi] avviso di addebito __________ del 2.2.2001, allegato 1 all'AI569
[xxvii] avviso di addebito __________ del 9.8.2001, allegati 2 all'AI569
[xxviii] avviso di accredito cto __________ 3.10.2002, allegato 3 all’AI569
[xxix] avviso di accredito cto __________ 23.12.2002, allegato 4 all’AI569
[xxx] avviso di accredito cto __________ 24.3.2003, allegato 5 all’AI569
[xxxi] avviso di accredito cto __________ 22.4.2003, allegato 6 all’AI569
[xxxii] avviso di accredito cto __________ 15.5.2003, allegato 7 all’AI569
[xxxiii] avviso di accredito cto __________ 22.5.2003, allegato 8 all’AI569
[xxxiv] documenti di apertura della relazione intestata alla PC 5 in __________, allegati documentazione
bancaria, classeur 7
[xxxv] lettera __________ con allegati i giustificativi, in documentazione
bancaria, classeur7
[xxxvi] Lettera __________ 16.3.2004 AI218
[xxxvii] Lettera __________ 29.7.2004 AI273
[xxxviii] Convenzione 3.9.2003 _______/ AC 1 allegato G all'AI160
[xxxix] Impegno di AC 1 di data 16.6.2003 AI110
[xl] giusitificativo _______, AI180A e relativo SIC, AI183A
[xli] lettera 6.7.2000 di AC 1 alla __________ doc. 2 allegato al verbale
di PC 6
[xlii] estratto PC 14 allegato AI335
[xliii] estratto del 30.12.1999 conto PC 14 in doc. PC 14 1 classeur 2
[xliv] ricevuta di addebito conto c/o del 7.9.1999 allegato all’AI134
[xlv] lettera avv. __________ 12.11.2003 AI134
[xlvi] convenzione __________ SA 22.2.2000, allegata all’AI157A
[xlvii] atto aggiuntivo alla convenzione 22.2.2000 __________ 15.3.2000
allegata all’AI157A
[xlviii] lettera RC 15 16.2.2004 AI194, e decisione concessione del mutuo
allegata allo scritto 19.11.2003 di PC 14, in documentazione bancaria, classeur
8.
[xlix] Lettera PC 14 26.11.2003 in documentazione bancaria, classeur 8.
[l] lettera RC 15 17.2.2005 AI339
[li] lettera avv. RC 6 a GIAR del 2.3.2005, AI357
[lii] decreto di abbandono AC 1 / PC 15 10.4.2007 AI598
[liii] sentenza CRP 21.8.2007 in re PC 15
[liv] decisione 23.1.2007 __________
[lv] decisione 15.5.2007 Tribunale cantonale dei Grigioni Camera Civile
[lvi] agreement __________ / AC 1 20.3.2003 allegato all'AI287
[lvii] additional agreement __________ / AC 1 24.3.2003 allegato all’AI287
[lviii] additional agreement __________ / AC 1 30.6.2003 allegato all'AI287
[lix] additional ageement __________ / AC 1 1.7.2003 allegato all’AI287
[lx] decisione del GIAR 19.10.2007
[lxi] Estratto RF, allegato 3 alla denuncia AI259
[lxii] Punti 2. e 3. del rogito n° , AI361
[lxiii] Contratto di prestito, versato agli atti con lettera 18.1.2005
dell’avv. RC 1, AI323
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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