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Decisione

72.2007.35

Appropriazione indebita e amministrazione infedele aggravata ad opera di un pubblico notaio e avvocato ed altri reati connessi

8 novembre 2007Italiano159 min

Source ti.ch

Fatti

i suoi cementifici.”

(PP AC 1

4.12.2003 A8.)

Sulla

natura e l'esito delle trattative con l’_______ riguardo tale operazione (che,

va detto, si fece soltanto nell’aprile 2000, quindi un anno dopo la

costituzione dell’_______) ritorneremo dettagliatamente al momento dell'esame

del capo di accusa AA1.2.3. (consid. 11.8.).

Va detto,

comunque, già sin d'ora - per ragioni di natura puramente redazionale - che PC

6, una volta scoperte le appropriazioni indebite effettuate, e riconosciute

come tali da AC 1, nel contesto delle operazioni immobiliari che vedevano

coinvolta la _______, ha preteso che i suoi rapporti di dare e di avere con

l'avv. AC 1 fossero regolati per iscritto. Incaricò di questo l’avv. __________

– collega di studio di AC 1 - che redasse tre convenzioni, in parte predatate

- circostanza che ha fatto oggetto di un non luogo procedere per l'accusa di

falsità in documenti di data 29.7.2004 AI271 - sottoscritte da PC 6 e da AC 1

il 25 giugno 2003.

d) Tornando

ai fatti di cui all'imputazione AA1.2.5., AC 1 ha riconosciuto di avere chiesto

ed ottenuto da PC 6 la somma di fr. 1'200'000.- a titolo di prestito.

Secondo quel che ha riferito PC 6, AC 1 gli disse che tale importo gli era necessario per un'operazione di

speculazione immobiliare (PP confronto PC 6/AC 1 30.8.2005 A21.)

In

realtà, AC 1 con quei soldi non fece nessuna operazione immobiliare.

Li

utilizzò, invece, per sé.

Durante

l’inchiesta si è molto discusso del momento in cui avvenne il prestito di cui

sopra, con AC 1 che lo situava nell’autunno 1999 e PC 6,

invece, nel corso del 2000 (PP AC 1 31.5.2005 A18.; PP confronto PC 6/AC 1

30.8.2005 A21; PP confronto PC

6/AC 1 30.8.2005, A21.).

La

questione è stata definitivamente risolta il 6.9.2005

quando l'avv. __________ ha versato agli atti, per conto di PC 6, due estratti

conti e due contabili bancarie da cui risulta che PC 6 aveva trasferito

all'avv. AC 1 l'importo di CHF 1'200'000.- in data 25.10.2000 - e che la somma

di fr. 1'300'000.—(somma mutuata maggiorata degli interessi) gli venne

ritornata il 12.2.2001 sottoforma di assegno[xiii]

(AI438).

e) Per quanto concerne l'atto di disposizione del mutuo ipotecario di

fr. 1,6 Mio gravante in V rango la casa di __________, AC 1 ha ammesso di

averlo consegnato a PC 6 a titolo di garanzia per la restituzione della somma

mutuata contestualmente alla ricezione dell'importo (PP AC 1 26.7.2004 A14; PP AC 1 31.5.2005 A18; PP AC 1 31.5.2005 A18.)

Pertanto,

visto l’accertamento documentale di cui sopra, forza è concludere che la

consegna a PC 6 del mutuo ipotecario quale garanzia è avvenuta il 25.10.2000.

Così, con l’accordo delle parti, in aula,

l’imputazione è stata temporalmente corretta (verb. dib. pag. 4).

f) Al

momento della restituzione dell'importo mutuato, AC 1 non ha chiesto la

restituzione del mutuo ipotecario. L’imputato ha attribuito ad una sua

dimenticanza la mancata richiesta di restituzione della garanzia (PP AC 1 26.7.2004 A15; PP AC 1 31.5.2005

A18.; PP AC 1 26.7.2004 A15.)

Sempre

con l’accordo delle parti, la Presidente ha posto, per questi fatti,

l’imputazione subordinata di amministrazione infedele aggravata (verb. dib.

pag. 4).

g) Sul

destino del mutuo ipotecario è stato accertato che PC 6 ne ha chiesto

l'iscrizione a RF il 26.9.2003 (cfr. AI 217) ed ha, poi, avviato una procedura

di realizzazione del pegno (PP PC 6 3.11.2003 B7.)

Sull'esito

della procedura di realizzazione del pegno e quindi sul danno arrecato non vi

sono indicazioni agli atti.

h) In

data 5.10.2004, l'avv. RC 1 ha promosso un'istanza di sequestro, in nome e per

conto della signora PC 9, della cartella (recte: mutuo) ipotecario di fr.

1'600'000.-, contestando la buonafede di PC 6 (AI299).

La PP, in

data 23.2.2005, non avendo ancora elementi sufficienti per determinarsi sulla

natura di provento di reato, non ha dato seguito all'istanza di sequestro

(AI350).

L'avv. RC

1 ha rinnovato l'istanza in data 9.11.2005 (AI449), ed ancora in data 16.2.2006

(AI472). In data 29.5.2006 la PP ha respinto l'istanza di sequestro del mutuo

ipotecario in oggetto (AI490) e contro tale decisione è insorta la signora PC 9

con un reclamo 9.6.2006 al GIAR (AI494). Il GIAR ha respinto il reclamo il

24.7.2006 (AI505). In data 4.8.2006 la signora PC 9 è insorta alla CRP contro

la decisione del Giar (AI512). La CRP ha respinto il ricorso in data 3.10.2006

(AI530).

11.3. AC 1,

secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe, in

qualità di avvocato rispettivamente di persona privata, prelevato in contanti, il 07.07.2000 e il

21.08.2000, dal conto intestato alla _______, , presso PC 14, sul quale

disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore unico,

l’importo complessivo di fr. 238'000.-, di cui fr. 220'000.- versati in

contanti sul conto n. (rubr. notarile) intestato allo Studio legale e notarile __________,

presso PC 14, ed utilizzati per scopi estranei alla _______, (AA 1.2.7.).

a) La _______

è stata fondata nel 1999, nelle circostanze e per le ragioni già evocate al

consid. 11.2.)

Come

visto, AC 1 è stato amministratore di tale società

(prima unico, poi presidente del CdA) con diritto di firma individuale.

La

società era titolare di due relazioni bancarie, la prima presso la __________ - conto aperto il 21.2.2000 e chiuso il 10.4.

2003[xiv] - e

la seconda presso la PC 14, conto aperto il 27.4.1999[xv] .

b) Nella primavera 2003, dopo che PC 6, insospettito, incaricò un

suo uomo di ricostruire la contabilità dell’_______, vennero alla luce delle

incongruenze: fra queste, vennero scoperti due prelievi effettuati nel luglio e

nell’agosto 2000 da AC 1 per i quali non risultava una causale.

c) Dall'esame

incrociato degli estratti bancari della relazione intestata alla _______, e del

conto notarile __________ presso la PC 14, è stato possibile concludere che dei

fr. 238'000.- prelevati dal conto della _______ nei mesi di luglio e agosto

2000, fr. 220'000.- sono stati accreditati sul conto notarile __________ presso

la PC 14. Nel dettaglio si ha che il 07.07.2000 figura un addebito di fr.

118'000.- a contanti[xvi]. Con

medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 100'000.- sul conto

notarile __________ presso la PC 14[xvii]. In

data 21.08.2000 figura, sempre dagli estratti conto della società, un addebito

di fr. 120'000.- a contanti[xviii] e

con medesima valuta risulta un versamento in contanti di fr. 120'000.- sul

conto notarile __________ presso PC 14[xix].

d) Sui motivi di questi prelievi, AC 1 ha dato – ma è una sua costante

– versioni diverse. Ad __________ (l’uomo di fiducia di

PC 6) che gliene chiedeva conto, AC 1 disse che si trattava di provvigioni

relative all’acquisto degli immobili di __________ (PP __________

28.9.2004 B12.).

In seguito, durante l’inchiesta, AC 1 ha dichiarato di avere fatto

tali prelevamenti a contanti per sue necessità finanziarie puntualizzando

comunque di avere, in tempi successivi, fatto fronte personalmente a spese di

pertinenza della _______ (PP AC 1 12.1.2004 A9.)

In

seguito, ha detto – anche se non in modo chiarissimo - che, in realtà, già in

precedenza aveva effettuato personalmente pagamenti per conto dell’_______ ma che di questi pagamenti non

trovava più traccia documentale. (PP AC 1 14.2.2005

A16.; AI230).

In aula,

ha, poi, precisato – ma bisogna considerare che le “precisazioni” di AC 1

rimangono sempre molto approssimative – che, prima dei due prelevamenti, lui

aveva già effettuato pagamenti nell’interesse dell’_______ per un importo che

egli non sapeva quantificare con precisione ma che era

“elevato” e, in ogni caso, superava i fr. 150'000.- (verb. dib. pag. 7).

Perciò,

ritenuto che pure __________ aveva a suo tempo dichiarato che AC 1 aveva

effettuato per conto dell’_______ pagamenti per ca. fr. 400'000.-, in

applicazione del principio in dubio pro reo, la PP ha dichiarato di rinunciare

a chiedere la condanna dell’imputato per questo capo di accusa.

11.4. In data 27.2.2003 DF 1 avrebbe utilizzato, secondo l'ipotesi

accusatoria, agendo in qualità di avvocato o di persona privata, la cartella

ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. e la

cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 9'500'000.- gravante in I

rango le Part., di proprietà di __________, a lui affidate poiché consegnate

fiduciariamente da PC 14 in data 22.08.2000, per garantire un debito personale

di fr. 4,8 Mio nei confronti di __________ (AA1.2.2.).

In

relazione a queste circostanze, l'accusa rimprovera, inoltre, a AC 1 di avere formato un falso documento, modificando la stampata del sistema

Telebanking relativo al conto n. (rubrica clienti notarili) intestato allo

Studio legale e notarile __________, presso PC 14, aggiungendo con la macchina

da scrivere la cifra 17 davanti al saldo del conto bancario, facendo in seguito

uso del documento così modificato ed attestante falsamente un saldo del conto

di fr. 17'910'235.93, consegnandolo al fiduciario di __________, allo scopo di

temporeggiare nella restituzione del prestito da quest’ultimo ottenuto di fr.

4,8 Mio (AA 2).

AC 1 ha ammesso i fatti delle due imputazioni in esame.

Gli

accertamenti della Corte, a questo proposito, sono i seguenti.

a) Nel dicembre 2002 AC 1 era nel pieno del marasma finanziario.

Così,

nell’ansia di tappare qualche buco in una situazione che faceva acqua da tutte

le parti, aveva iniziato a chiedere soldi là dove poteva promettendo rendimenti

altissimi per prestiti brevissimi.

Lo aveva

fatto – e lo vedremo, poi – in novembre ottenendo da un certo Incollingo,

cittadino italiano, fr. 2'000'000.- promettendo la restituzione dopo 10 giorni

della somma mutuata maggiorata di fr. 400'000.-.

Lo ha

rifatto il mese successivo, appunto in dicembre, con __________.

In quel frangente, AC 1 chiese ad __________ di accompagnarlo da __________.

I due si recarono a __________, cenarono nel ristorante dell’albergo di

proprietà di __________ e __________ chiese al personale di avvertire __________

che lui desiderava parlargli. __________ li raggiunse al tavolo. __________ gli

spiegò che AC 1 aveva bisogno di soldi. AC 1, dal canto suo, gli spiegò che si

trattava di una questione di vita o di morte.

Così __________

ha descritto il loro incontro:

Non ho più rivisto l'avv. AC 1 fino al giorno

19.12.2002 quando mi è stato presentato da un mio conoscente __________ presso

il mio albergo __________. Quella sera sono stato infatti chiamato alla

ricezione perché mi avevano detto che una persona voleva parlare con me. Quando

sono arrivato alla ricezione ho visto __________ che mi ha presentato l'avv. AC

1. Ho notato che era un po' pallido. Mi sono poi intrattenuto con alcuni

clienti dell'albergo e dopo ca. mezz’ora l'avv. AC 1 mi ha chiamato al suo

tavolo, dove era ancora presente il signor __________. Quest'ultimo mi ha detto

che l'avv. AC 1 aveva bisogno di soldi. Ho notato che l'avvocato era abbastanza

agitato ed ha ripetuto in più occasioni che era una questione di vita o di

morte.” (PP

__________ 13.10.2003 B3.)

DF 1

spiegò a __________ che gli servivano fr. 4'800'000.- per concludere

un’operazione immobiliare con il __________ che prevedeva l’acquisto di una

serie di immobili (per il prezzo di fr. 17'500'000.- e per cui c’era già un’acquirente

- l’_______ – disposta ad acquistare gli immobili in questione per fr.

33'000'000.-).

Secondo quanto da lui detto alla PP, __________ non credette molto

all’affare:

Mi ha raccontato di avere preso impegni con l'_______

nei confronti della quale doveva dimostrare di avere sul proprio conto una

somma di fr. 17 Mio per concludere un'operazione immobiliare che gli avrebbe

permesso di guadagnare la somma di fr. 14 Mio. In sostanza l'avvocato mi ha

detto che era un affare che capita una volta sola nella vita. (…) Ad essere

sincero io non ho creduto molto all'operazione immobiliare che mi era stata

presentata in grandi linee perché so per esperienza che è difficile trovare un

affare che permetta un guadagno simile senza sudare.”

(PP __________ 13.10.2003 B3.)

Tuttavia,

il guadagno promesso era molto allettante e __________ accettò senza

preoccuparsi di fare puntuali verifiche che non ritenne necessarie poiché - come lui stesso ha detto – “stava trattando con un notaio svizzero”

per di più appartenente ad una famiglia ben conosciuta e questo era sufficiente

garanzia (cfr. PP __________ 13.10.2003 B3).

Così, il

giorno successivo, __________ accettò la proposta di AC 1 che, in sostanza,

prevedeva che __________ versasse fr. 4'800'000 sul conto notarile n. presso la

_______ , che questi soldi rimanessero bloccati su tale conto per 10 giorni

(dovevano servire da evidenza fondi per la banca), che, trascorsi i 10 giorni

venissero restituiti a __________ maggiorati di fr. 280'000.- in caso

l’operazione finanziaria prospettata non giungesse a buon fine e, infine, che,

nel caso in cui l’operazione si concludesse con successo, a __________ sarebbe

spettato il 50% degli utili ma almeno fr. 7'000'000.- (PP __________ 13.10.2003

B3; PP 16.10.2003 B5.).

Così, i fr. 4'800'000.- vennero versati sul conto notarile:

Ho quindi dato l'autorizzazione ad effettuare il

trasferimento a favore del conto notarile presso la _______. Come riferimento

ho fatto indicare il termine "prestito" (doc. 2) perché non ero in chiaro

sui termini della così detta operazione immobiliare. Il trasferimento è avvenuto

con valuta 23.12.2002.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

In

realtà, AC 1 non era intenzionato a fare nessuna operazione immobiliare.

Certo,

come ha detto in aula, l’operazione immobiliare era il suo miraggio, era il

sogno, era il progetto che, nei suoi pensieri, gli avrebbe permesso di

risolvere i suoi problemi.

Ma i soldi di __________ – così come quelli che gli erano stati dati

da altri in precedenza e che gli sarebbero, poi, stati dati in seguito - gli

servivano per far fronte alle sue scadenze: pagare le banche, restituire

prestiti precedenti, restituire il maltolto ai clienti.

Perciò,

come arrivarono sul conto, i soldi partirono subito verso destinazioni diverse

in cui, ben presto, si esaurirono.

In effetti, nel corso dell'inchiesta DF 1 ha finito per ammettere -

a fronte anche dei riscontri bancari - che la maggior parte dell'importo

versato da __________ il 20 dicembre 2002 sul conto 102594 rubrica notarile

intestato allo studio legale __________ presso la _______ di [xx] fu utilizzato "per far fronte ad una serie di impegni nei confronti di clienti di

notariato e di terze persone che vantavano pretese nei miei confronti per

impegni personali" (PP

AC 1 14.10.2003 A6; cfr. anche PP AC 1 23.9.2003 A3.).

A fine

dicembre 2002, il conto di cui s’è detto presentava un saldo di soli fr.

297'260,78.

Inutile dilungarsi per spiegare come la

situazione di AC 1 non facesse che peggiorare: oltre ai debiti precedentemente

contratti, AC 1 si trovava, così, a fine dicembre 2002, a dover far fronte agli

oneri assunti nei confronti di __________.

Ed ancora

una volta, senza avere i mezzi per poterlo fare.

b) __________,

già il 27 dicembre 2002, cercò di contattare AC 1 per ricordargli di restituire

i soldi.

Non ci

riuscì poiché AC 1 si fece negare. Allora chiamò __________ esprimendogli tutta

la sua contrarietà. Ma, poi, decise di attendere il 7 gennaio 2003.

Al 7

gennaio 2003, tuttavia, __________ non vide nemmeno l’ombra di AC 1.

Chiamò,

così, ancora una volta __________ dicendogli che la sua pazienza era al limite

e che voleva ad ogni costo vedere AC 1. Questo richiamo

all’ordine sortì i suoi effetti: AC 1 lo raggiunse a __________ e gli promise

che avrebbe fatto fronte ai suoi impegni

lui mi ha detto che avrebbe restituito l'importo

di fr. 4.8 Mio il venerdì 8.1.2003 assicurandomi che avrebbe mantenuto la

promessa. (Ein Man ein Wort). Io ho dato come ultimo termine il lunedì

13.1.2003 perché presumevo che non sarebbe riuscito a restituire la somma il

venerdì.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

In quel

frangente, naturalmente, AC 1 raccontò a __________ delle fandonie. I soldi non

c’erano ma lui gli disse che l’operazione era riuscita ma che i soldi si

trovavano in una banca nel __________ dove lui sarebbe andato a ritirarli. __________

pretese che, in quella trasferta, AC 1 si facesse accompagnare da __________.

Così fu. Per sostenere il suo inganno e convincere __________ a concedergli

qualche giorno di tregua, AC 1, con __________, andò davvero nel __________.

Naturalmente rientrò senza soldi e con un nuovo bagaglio di fandonie da

propinare all’impaziente creditore:

Comunque il venerdì 8.1.2003 AC 1 accompagnato,

come da me richiesto, da _______ si è recato nel Liechtenstein perché, come

aveva detto, avrebbe dovuto ritirare i soldi da restituire. Ho poi saputo che AC

1 si è recato in una banca la __________ lasciando __________ ad attenderlo in

un caffè. Quel giorno non è stato concluso nulla”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

Il lunedì

13 gennaio passò senza che AC 1 restituisse il dovuto a __________.

__________

lo cercò. Inutilmente. AC 1 era irreperibile.

Così, __________

fece intervenire le sue persone di fiducia:

Ho quindi chiesto al fiduciario __________ ed

alla signora __________ di occuparsi della questione e di trattare con l'avv. AC

1 per ottenere il rimborso. Per ciò che mi concerne avevo perso ogni e

qualsiasi fiducia e stima in lui e non avevo più nessun interesse ad

incontrarlo.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

c) Da

lì in poi, i giorni furono ancor meno facili per AC 1, pressato dalle

richieste di rimborso.

In aula, AC

1 ha anche dichiarato che __________ minacciò lui e, soprattutto, la sua

famiglia dicendogli che avrebbe potuto far ricorso “agli albanesi” per

recuperare i suoi soldi.

Così, AC

1, pur di guadagnare un po’ di respiro, fece ogni genere di promessa (mentendo,

in particolare, millantando la buona riuscita dell’operazione immobiliare) e

firmò ogni genere di documento. Sottoscrisse diverse cambiali e firmò una serie

di riconoscimenti di debito per arginare le richieste sempre più pressanti:

Devo dire che __________ è diventato molto

insistente ed in data 21.2.2003 gli ho pure sottoscritto una cambiale per fr. 7

Mio, che mi è poi stata restituita nel marzo 2003, perché non sapevo più come

far fronte alle richieste di rimborso di __________.”

(PP AC 1

23.9.2003 A3.)

E' anche vero che nelle settimane che sono

seguite ho firmato di tutto: riconoscimenti di debito, cambiali per importi

diversi, dichiarazioni che non corrispondevano al vero (ed al proposito faccio

riferimento alla dichiarazione 21.2.2003 allegato doc. 6 al verbale __________

13.10.2003) e corrispondenza varia che aveva l'unico scopo di procrastinare il

risarcimento richiesto da __________.”

(PP AC 1

23.9.2003 A3.; cfr. anche PP __________ 13.10.2003 B3.)

d) In

quei mesi AC 1 arrivò persino a falsificare il saldo dell'estratto conto

bancario[xxi],

nella speranza di rassicurare __________ sulla sua disponibilità di liquidità e

tenerlo buono almeno per un po’:

confermo di avere personalmente modificato la

stampata del sistema Telebanking relativo al conto dello studio aggiungendo a

macchina la cifra 17 davanti al saldo del conto. Ho poi consegnato questo

documento al signor _______ sempre con l'intento di guadagnare tempo per la

restituzione della somma messami a disposizione da __________.”

(PP AC 1 23.9.2003 A3.)

A questo

proposito, __________, fiduciario di __________, ha riferito quanto segue:

Questo documento mi è stato fatto vedere

dall'Avv. DF 1 a dimostrazione del fatto che i soldi versati dal signor __________

erano ancora sul conto notarile dello Studio. Il fatto di sapere che i fondi

erano ancora depositati sul conto era una questione che ci premeva molto. Per

questo motivo ho chiesto che mi venisse dimostrata tale circostanza. Ho anche

chiesto che mi venisse consegnata copia del documento in questione, ma l'Avv. AC

1 ha voluto mettere la copia in una busta che gli sarebbe stata ritornata a

pagamento avvenuto, come tutti gli altri documenti che mi aveva consegnato

(cartelle ipotecarie, dichiarazione, cambiali, ecc.). Infatti a pagamento

avvenuto, tutto è stato restituito all'Avv. AC 1.”

(PP __________ 16.10.2003 B5.)

Sempre

per tener buono __________, il 27 febbraio 2003, AC 1 consegnò a __________ due

CIP che gravavano alcuni fondi di _______ per un valore complessivo di

17.000.000.- a "garanzia del contratto di mutuo".

La

consegna è stata documentata per iscritto[xxii]

(PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP __________ 13.10.2003 B3.)

e) E’ necessario, qui, chiarire l’origine delle cartelle ipotecarie che

AC 1 consegnò a __________.

Il 17

aprile 2000 la PC 14 aveva concesso alla _______ un credito in conto corrente

di fr. 5 mio.

Il

finanziamento era stato concesso per l'acquisto di un credito di fr.

17'844'906.- che l'_______ SA vantava nei confronti di _______, proprietario

dei fondi citati e delle relative garanzie, cioè una cartella ipotecaria al

portatore di fr. 7'500'000.- gravante in I rango le Part. ed una seconda di

nominali fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________.

La linea di credito avrebbe, poi, dovuto venire garantita con la

consegna al PC 14 delle due cartelle ipotecarie citate[xxiii].

Così fu.

AC 1, per

conto dell’_______ , acquisì il credito e le cartelle ipotecarie citate che

trasmise, come convenuto, alla PC 14 quale garanzia per la linea di credito

concessa.

Il 26

maggio 2000 l'Ufficio dei Registri del Distretto di __________ iscriveva la PC

14 nel registro dei creditori quale creditrice dei due titoli ipotecari[xxiv].

Così come

emerge dalla documentazione in atti, in data 22.8.2000, la PC 14 ha trasmesso a

AC 1 le cartelle ipotecarie a titolo fiduciario per la cessione del credito a

terzi. [xxv]Precisando,

nella lettera accompagnante le CIP; che "il ricavato servirà in primo

luogo al rimborso del credito in conto corrente con un limite di fr.

5'000'000.- ed un saldo attuale per capitali a nostro favore di fr. 4'576'360.-

concesso alla spettabile _______, ".

Sui motivi

di tale consegna, AC 1 ha – come suo solito – dato versioni diverse.

Dapprima, ha detto che le CIP gli vennero consegnate per essere

frazionate (PP 4.12.2003; 12.1.2004).

Poi ha

detto che il loro frazionamento era stato discusso – come una possibilità fra

altre – con il direttore della PC 14 ma di non ricordare più l’effettiva

causale della consegna (PP 26.7.2004).

In

realtà, così come emerge dalla lettera 22.8.2000 della PC 14 – controfirmata da

AC 1 – le CIP gli vennero consegnate fiduciariamente in vista della cessione

del credito a terzi.

Cessione

a terzi che non venne, però, mai perfezionata (non si sa se mai essa venne

discussa).

Inspiegabilmente,

nei tre anni successivi (cioè sino all’arresto di AC 1), la PC 14 non si

preoccupò più né della sorte della ventilata cessione del credito né di quella

delle CIP – che garantivano il suo credito - che rimasero in mano a AC 1 (si fa

per dire) che potè così farne l’uso che meglio gli aggradava.

f) Dopo

la consegna delle due CIP, __________ pretese di incontrare AC 1 poiché questi,

nonostante le promesse, non ottemperava ai suoi obblighi.

__________

aveva, infatti, davvero "perso la pazienza".

Il 18

marzo 2003 si tenne, presso lo studio legale dell'avv. __________ un incontro

cui parteciparono, oltre a __________ e a AC 1, gli avvocati __________.

Sono seguite comunicazioni telefoniche nelle

settimane successive fino a quando ho perso la pazienza ed in data 18.3.2003 ho

telefonato all'avv. AC 1 ed ho preteso che si presentasse dal mio legale avv. __________,

invitando pure telefonicamente _______ a fare pressione sull'avv. AC 1 perché

si presentasse all'incontro. L'avv. AC 1 si è quindi presentato a __________

accompagnato dall'avv. __________.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

Secondo

quanto dichiarato da __________ e da _______ , i partecipanti a questo incontro

si attivarono e decisero di chiedere aiuto all’avv. __________, fratello di

che, insieme a tutta la famiglia, provvide a rimborsare __________. (PP __________

13.10.2003 B3; PP __________ 16.10.2003 B5.)

In

realtà, le cose non andarono così.

__________

– così come vedremo in seguito - venne rimborsato grazie a un nuovo debito

contratto da AC 1 a condizioni pazzesche con _______ , altro uomo d’affari di

origini balcaniche che – sembra – aveva fatto fortuna in __________ con la

telefonia mobile.

g) Così,

finalmente, il 24 marzo 2003 __________ ottenne il dovuto:

so che tutte le persone coinvolte hanno lavorato

per diversi giorni fino ad ottenere in data 24.3.2003 il rimborso della somma

di fr. 4.8 Mio oltre a fr. 300'000.- che non sono interessi ma bensì il

rimborso delle spese dovute al mio cliente che per mettermi a disposizione

l'importo di fr. 4.8 Mio aveva dovuto interrompere un investimento con

conseguente perdita di interessi.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

A quel

momento, AC 1 rientrò in possesso delle due CIP e delle due cambiali. (PP __________ 13.10.2003 B3.)

h) Il 2

maggio 2003, __________ fece spiccare nei confronti di AC 1 un precetto

esecutivo per di fr. 7'000'000.-.

Chiamato

a spiegare le ragioni di tale gesto, __________ ha dichiarato quanto segue:

Ho agito in tal senso perché qualche tempo dopo

l'avvenuta restituzione ho ricevuto una telefonata del signor __________ che mi

proponeva un affare d'oro e meglio un investimento di fr. 4 Mio per ottenere in

breve tempo un utile di fr. 14 Mio. Ho capito che dietro questa offerta vi era

l'operazione dell'avv. AC 1 per cui mi è venuto il dubbio che egli avesse

effettivamente perfezionato l'affare che mi aveva proposto e che aveva fatto di

tutto per estromettermi dalla partecipazione all'utile. Da ciò il precetto

esecutivo.”

(PP __________

13.10.2003 B3.)

11.5. Secondo l'ipotesi accusatoria, nella primavera del 2003 AC

1, in qualità di avvocato o di persona privata, avrebbe utilizzato la quota di

almeno il 50% (per un valore di almeno fr. 50'000) del certificato azionario

rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.- dell’ _______, , a lui

affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non meglio

quantificabile nei confronti di PC 11.

AC 1 ha

ammesso i fatti imputatigli.

Gli

accertamenti della Corte, al riguardo, sono i seguenti.

a) La signora PC 11, antiquaria di cittadinanza tedesca, ha conosciuto

l'avv. AC 1 a cavallo tra gli anni 2000 e 2001 quando si era rivolta a lui per

l'ottenimento di un permesso di domicilio in Ticino per lei e per il marito

(poi deceduto nel maggio del 2001 (PP PC 11 15.10.2003 B4.).

Trasferitasi

in Ticino, la signora PC 11 ha cominciato a far confluire i suoi averi

patrimoniali - sin lì depositati presso l'_______ di __________ a nome di una

fondazione - sui conti di pertinenza dello studio __________ a valere quale

relazione di transito in attesa di regolare la sua

posizione con le autorità ticinesi.

Complessivamente,

la signora PC 11 accreditò sul cto 3318 __________

presso la PC 14 7.000.000.-: fr. 5.000.000.- vennero accreditati il 2.2.2001[xxvi], altri 2.000.000.- vennero accreditati

il 9.8.2001[xxvii].

La mia intenzione era quella di ottenere il

trasferimento dei miei fondi, una volta regolata la situazione sia di domicilio

che fiscale, su un conto a me intestato. Era anche mia intenzione costituire

una Anstalt che avrebbe detenuto i fondi.”

(PP PC 11 15.10.2003 B4.)

b) Con il tempo, AC 1 instaurò

anche con la signora PC 11 dei rapporti extra-professionali: i due divennero

“buoni conoscenti” e frequentarono le rispettive case legati dal comune

interesse per i libri antichi (PP PC 11 15.10.2003 B4.).

c) Nel

gennaio 2002 la signora PC 11 chiese a AC 1 il trasferimento di 3 mio a favore

dell'appena costituita __________.

L’accredito

non avvenne né tempestivamente né integralmente ma a rate.

La

signora dovette aspettare il 3.10.2002 per vedere il primo versamento di fr.

500'000.-[xxviii].

Per il secondo versamento – questa volta di fr. 1'500'000.-, la signora dovette

aspettare il 23.12.2002[xxix]. La

terza rata – di fr. 1'000'000.- – venne versata 3 mesi dopo, il 24.3.2003[xxx]. La quarta - di fr. 200'000.- – venne

versata il mese successivo, cioè il 22.4.2003[xxxi].

La quinta - di fr. 100'000.- - venne versata dopo un altro mese di attesa, il

15.5.2003[xxxii]. La

sesta - di fr. 200'000.- - venne versata il 22.5.2003[xxxiii].

Non so il motivo per cui i fondi non sono stati

trasferiti immediatamente a mia richiesta, ma so che l'avv. AC 1 aveva sempre

delle scuse per non effettuare il trasferimento.”

(PP PC 11 15.10.2003 B4.)

d) AC 1 ha in un primo tempo sostenuto che quei soldi – o almeno parte di

essi (ca. fr. 3'000'000.-) – gli erano stati dati dalla signora PC 11 a titolo

di prestito (PP AC 1 16.9.2003 A1, PP AC 1 14.10.2003 A6.).

Posta di

fronte alle dichiarazioni di AC 1, la donna ha negato di avergli concesso il

prestito indicato dall’imputato precisando che AC 1 l'aveva, sì, informata che

il suo capitale avrebbe reso degli interessi che le sarebbero stati

accreditati, ma che lei non aveva concesso al legale un prestito di fr. 3 mio

(PP PC 11 15.10.2003 B4.)

La

signora PC 11 ha, per contro, confermato di avere concesso, nel mese di

novembre 2000, a AC 1 un prestito di fr. 300'000.— senza pretendere interessi

ed ha precisato che l’importo prestato le fu debitamente rimborsato:

ADR è vero che nel novembre 2000 l'avv. AC 1 mi ha chiesto un prestito

perché aveva necessità di liquidità ed io gli ho versato la somma di fr.

300'000.- che alcuni mesi dopo mi ha restituito sul mio conto presso PC 14. Non

so se il rimborso è avvenuto per versamento in contanti sul mio conto oppure

per trasferimento bancario. Non ho ricevuto gli interessi su questo prestito.

Posso verificare le modalità di versamento e trasmetterò al MP copia del

giustificativo.”

(PP PC 11

15.10.2003 B4.)

Per

finire, l’avv. AC 1 ha ammesso che, in realtà, la signora PC 11 non gli aveva

mai concesso un prestito milionario, tant’è che l’utilizzo da parte sua di quei

soldi è stato considerato come appropriazione indebita nell’ambito dei punti

1.1.1. e 1.2.1. dell’AA.

e) In

occasione dell'interrogatorio del 15 ottobre 2003, la signora PC 11 non aveva

detto di detenere il pacchetto azionario della _______ .

È stato

l'avv. _______, il 4 giugno 2004, a riferire al PP che la signora PC 11

deteneva le azioni della _______:

per ciò che concerne il pacchetto azionario

della _______ faccio presente che alcuni giorni dopo l'arresto di AC 1 si è

presentata in studio la signora PC 11 che mi ha mostrato il pacchetto azionario

della _______ che mi ha detto di avere in garanzia. Quando ho spiegato alla

signora che la società aveva un debito di fr. 5 Mio, la signora mi ha lasciato

il pacchetto azionario che io ho messo sulla scrivania di AC 1.”

(PP

PC 6/_______ 4.6.2004 A13.)

f) Interrogato dalla PP sull’utilizzo del pacchetto azionario della _______,

AC 1 ha, dapprima, negato di averlo messo a pegno (PP AC 1 14.2.2005 A16.) pur non sapendo spiegare come mai il

pacchetto azionario fosse stato in mano della signora PC 11 (PP AC 1 14.2.2005 A16.; PP AC 1 14.2.2005 A16.).

Infine,

confrontato con le dichiarazioni della signora PC 11

che ha confermato di avere ricevute le azioni nella primavera del 2003 a

garanzia delle sue pretese nei confronti dell'avv. AC 1 in relazione ai soldi

di sua proprietà che aveva fatto trasferire, al momento del suo arrivo in

Ticino, sui conti dell’avvocato, di cui questi si era appropriato indebitamente

e che non aveva saputo restituire al momento della richiesta (PP PC 11 2.3.2005

B16.), l’avv. AC 1 ha dichiarato che, pur non ricordandosi di avere consegnato

il pacchetto azionario a terzi, "se la signora PC 11 afferma il

contrario non ho motivo di smentirla" (cfr. PP AC 1 31.5.2005 A18.).

g) L'accusa

imputa a AC 1 di avere disposto illecitamente di almeno il 50% dell'azionariato

della _______, ovvero delle azioni di spettanza di PC 6.

Sull'ammontare

della quota delle azioni della _______ di spettanza di PC 6, le dichiarazioni

di AC 1 non sono – come si è visto già in precedenza - univoche.

Nel 2000,

AC 1 informò la PC 14 - contestualmente al concessione di un mutuo per la _______

, di cui già si è detto al consid. 11.4. - che PC 6 era l'azionista

maggioritario (cfr. allegato M all'AI 292).

Durante

l’inchiesta, nel 2003, in occasione di uno dei primi verbali davanti alla PP, AC

1 ha, dapprima, affermato di essere azionista della _______ al 50% (PP AC 1 14.10.2003 A6.).

Nuovamente

interrogato nel 2005, egli ha affermato che PC 6 era azionista maggioritario

per oltre il 50% delle azioni della _______. (PP AC 1

14.2.2005 A16.)

In aula AC

1 ha dichiarato che PC 6 era l’azionista di maggioranza e che la sua quota era

di almeno l’80% delle azioni.

h) Ciò considerato, non occorre argomentare molto per concludere che,

dando in garanzia alla signora PC 11 l’intero pacchetto azionario della _______,

AC 1 si è appropriato ed ha disposto indebitamente di almeno il 50% del

pacchetto azionario della società citata.

i) La

signora PC 11 si è costituita PC in data 18 dicembre 2006 (AI569) ed ha chiesto

che AC 1 venga condannato al pagamento di fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5%

dal 30 maggio 2003. Tale pretesa si fonda sul fatto che la signora ha versato

all'avv. AC 1 7'000'000.- mio di franchi, di cui fr. 3'500'000.- le sono stati

restituiti e fr. 2'500'000.- sono stati utilizzati dall'imputato conformemente

al mandato ricevuto (cfr. conteggio allegato al verbale PC 1115.10.2003 B4 e

documentazione prodotta in aula dall’avv. Mattei).

11.6. Secondo l'ipotesi accusatoria, AC 1, il 17.06.2003 e il 24.06.2003,

avrebbe prelevato a contanti dal conto intestato alla PC 5 , presso la __________,

sul quale disponeva di diritto di firma individuale in quanto amministratore

unico, l’importo complessivo di fr. 74'000.-, utilizzati per scopi estranei

alla PC 5 (AA1.2.8.)

a) __________

cittadino germanico, di professione imprenditore, è azionista unico della PC 5

società anonima di cui AC 1 è stato, fino al 14 ottobre 2003, amministratore

unico (PP __________ 11.2.2004 B9.).

L'imputato

aveva diritto di forma individuale sul conto presso la __________

() di cui la società era titolare[xxxiv].

A seguito dell'arresto di AC 1, __________ ha proceduto ad un

controllo della movimentazione dei conti della PC 5, scoprendo due prelevamenti

in contanti che non avevano una giustificazione contabile:

Dopo l'arresto dell'avv. AC 1 ho avuto modo di

verificare nel dettaglio la movimentazione del conto ed ho rilevato due

prelevamenti in contanti e meglio fr. 24'000.- con valuta 17.6.2003 e fr.

50'000.- con valuta 24.6.2003. Tali prelevamenti non hanno giustificazione

contabile e non mi è dato di sapere la destinazione dei fondi.”

(PP __________

11.2.2004 B9.)

I

giustificativi dei prelievi in parola sono stati richiesti dalla PP all'_______

in data 4.2.2004 (AI185) e prodotti in data 6.2.2004[xxxv].

Dal loro

esame è stato possibile accertare che AC 1 ne è stato l'autore.

__________

ha escluso di essere stato il mandatario di tali prelievi (PP __________ 11.2.2004 B9.)

b) In un

primo tempo, AC 1 ha dichiarato di avere prelevato l'importo di fr. 24'000.- a

titolo di pagamento di suoi onorari, debitamente fatturati ed ha dichiarato che, invece, i fr.

50'000.- prelevati successivamente erano “un acconto su prestazioni non

ancora fornite” (PP AC 1 5.3.2004 A12.)

AC 1 ha mantenuto la sua versione dei fatti anche quando la PP gli

contestò che, fra le fatture richiamate dalla __________ (e trasmesse l’8 marzo 2004, AI218) non vi erano quelle da lui

descritte a giustificazione dei prelievi del 17.6.2003 e del 24.6.2003[xxxvi] (PP AC 1

26.7.2004 A15.).

Ma non

solo. AC 1 ha pure insistito nella sua versione dei fatti affermando che

Niedecker doveva essere al corrente dei prelevamenti "perché li ha

notati avendo accesso all'E-Banking o perché ha visto la documentazione

bancaria presso lo studio, che visitava regolarmente per la verifica dei conti

dei suoi incarti" (PP AC

1 26.7.2004 A15.)

AC 1

mantenne la sua versione – esprimendo pure indignazione ed amarezza per il

comportamento di Niedecker - anche quando la PP lo informò che dagli

accertamenti eseguiti presso l’_______ era risultato che gli aventi diritto di

firma sulla relazione no., intestata a PC 5 non avevano mai sottoscritto un

contratto di E-Banking[xxxvii]

(PP AC 1 14.2.2005 A16.)

Soltanto

in aula, AC 1 si è deciso ad ammettere che, effettivamente, quei soldi lui li

prelevò senza alcuna valida causa e che di essi si appropriò indebitamente.

c) __________

si è costituito PC per la somma di fr. 74'000.- (cfr. PP __________ 11.2.2004

B9.)

11.7. Secondo

l'ipotesi accusatoria, nel corso del mese di giugno 2003, AC 1 avrebbe

utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del

certificato azionario rappresentante il capitale azionario di fr. 100'000.-

della _______, a lui affidato dalla co-azionista PC 9, per garantire un debito

personale di fr. 900'000.- nei confronti di __________ (AA1.2.4.).

AC 1 è

reo confesso.

La Corte

ha, a questo proposito, accertato quanto segue.

a) In

data 16.12.2003 PC 9 ha sporto denuncia - costituendosi nel contempo PC - nei

confronti dell’ex marito per titolo di appropriazione indebita del 50% delle

azioni della società _______.

Come

detto, al consid. 11.2., si tratta della prima denuncia sporta dalla signora PC

9 nei confronti dell'ex marito.

Secondo

la denuncia, la signora PC 9 aveva chiesto all’imputato la restituzione delle

50 azioni di sua proprietà non appena erano sorti i problemi per il rispetto

della convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio. Malgrado diversi tentativi,

la denunciante non era riuscita a ottenere la consegna delle azioni. La signora

era, poi, stata informata, il 12.12.2003, dall'avv. __________ che "il

denunciato ha fatto uso delle azioni della denunciante per i propri affari

finanziari senza il consenso della denunciante. Questo fatto è confermato dalla

convenzione del 3.9.2003 tra il denunciato e __________ che concerne la

totalità delle azioni della _______."

Contestualmente,

la signora PC 9 seppe che il signor _______ aveva avviato una procedura di

realizzazione del pegno (AI160).

Dalla

documentazione allegata alla denuncia emerge, oltre ai dati relativi alla

società _______ già esposti al consid 11.2., che AC 1 aveva consegnato in data

3.9.2003 - in deposito all'avv. __________, - il certificato azionario n°1

pari all'intero capitale della _______, [xxxviii],

a garanzia del rimborso di un prestito di fr. 900'000.-, concessogli dal signor

__________.

b) __________,

vice direttore della banca __________ ed ex cognato di AC 1, è stato sentito dalla PP ed ha confermato di

avere ricevuto il certificato azionario n°1 pari

all'intero capitale della _______, a garanzia di un prestito di fr. 900'000.-

concesso a AC 1.

_______

ha contestualizzato il suo prestito, descrivendo quel che per lui era una precedente

operazione immobiliare proposta da AC 1 ad un suo cliente e che, per quel che

lui sapeva, aveva dato buoni frutti (cui lui pure partecipò incassando una

provvigione di ben fr. 170'000.--):

Nel novembre 2002 sono stato contattato

dall'avv. AC 1, (…).

L'avv. AC 1 mi ha spiegato che poteva

perfezionare un'operazione immobiliare che si sarebbe risolta nel giro di un

mese con la possibilità di ottenere un buon utile. In sostanza mi ha detto che

come ex ufficiale dell'UR aveva contatti con il __________

il quale gli avrebbe potuto vendere immobili a prezzo interessante. Mi ha detto

che per l'operazione erano necessari fr. 7 Mio, di cui fr. 5 Mio erano già a

sua disposizione e gli mancavano in sostanza fr. 2 Mio. Per questo cercava un

investitore al quale avrebbe versato un utile del 30% sul capitale investito.

Mi ha assicurato che si sarebbe trattato di un'operazione velocissima perché

già disponeva degli acquirenti, suoi clienti di nazionalità tedesca. Da parte

mia ho preso contatto con un mio buon cliente, __________, cittadino italiano

ottantenne, al quale ho sottoposto i termini dell'operazione. Il mio cliente ha

poi preso direttamente contatto con l'avv. AC 1 e so, per averlo visto, che

fra i due è stato concluso un contratto con il

quale venivano indicati

i termini dell'operazione immobiliare. (…) Se

non erro la somma di

fr. 2 Mio oltre l'utile doveva essere versata

dopo ca. un mese dalla firma del contratto. Trascorso questo termine il mio

cliente ha chiesto la restituzione dell'investimento ed ha preso contatto sia

con me che con l'avv. AC 1. Quest'ultimo gli ha assicurato che l'operazione era

andata a buon fine e che da lì a poco gli avrebbe restituito il capitale. Se

non erro la somma di fr. 2 Mio è infatti stata restituita al mio

cliente ad inizio febbraio 2003. Per il

versamento dell'utile vi sono invece state difficoltà poiché l'avv. AC 1 diceva

che aveva dovuto restituire il capitale facendo capo a beni della famiglia

visto che

la somma era bloccata a Vaduz. Comunque il mio

cliente e l'avvocato hanno trattato per un po' di tempo, so che hanno avuto

diversi incontri, ed alla fine hanno transato con il versamento da parte

dell'avvocato della somma di fr. 330'000.- versati a contanti. (…).

E' invece vero che l'avv. AC 1 mi ha versato in

contanti ed a rate sull'arco di ca. 4 mesi, da novembre 2002 a marzo 2003, la somma complessiva di

fr. 170'000.-.”

(PP __________

20.10.2003)

In

realtà, con i soldi di Incollingo non venne effettuata nessuna operazione

immobiliare.

Come in

precedenza – e come successe anche in seguito – AC 1 utilizzò quei soldi per

coprire debiti suoi, per lo studio e per rimborsare clienti dei cui beni si

era, in precedenza, indebitamente appropriato.

Comunque,

nel giugno 2003, AC 1 – che navigava in acque sempre più cattive (in

particolare, con _______ che pressava per riavere i soldi che gli aveva

prestato) - contattò nuovamente _______ per ottenere dei soldi. Anche a lui

propinò la solita storiella dell’operazione immobiliare miracolosa che

bisognava concludere subito. Come da copione, DF 1 raccontò a _______ che lui

disponeva già della maggior parte del capitale necessario e che, se _______

avesse messo la differenza, lui gli avrebbe versato un utile di almeno il 20%

del capitale investito.

Così,

allettato dall’affare e rassicurato da quel che per lui era il buon esito

dell’affare precedente, _______ accettò di dare a AC 1 i fr. 900'000.- che “gli

mancavano”:

Non ho più sentito l'avv. AC 1 fino al giugno

2003 quando ha nuovamente preso contatto con me dicendomi che aveva in corso

un'altra operazione immobiliare sempre con il __________. Anche in questo caso

si trattava di un'operazione velocissima, che si sarebbe risolta nel giro di 10

giorni. Mi ha accennato ad immobili in __________ e alla sua partecipazione

all'operazione con la somma di fr. 6 Mio. Comunque all'avvocato mancava la

cifra di fr. 900'000.- che necessitava praticamente il giorno dopo. Io ho

indicato all'avvocato che disponevo di fr. 300'000.- in contanti e che mi sarei

interessato presso miei clienti per ottenere la differenza. L'utile che mi era stato promesso era

del 20% sul capitale di fr. 900'000.-.”

(PP __________

20.10.2003)

Così, i due conclusero una convenzione (non datata e manoscritta su carta d'appunti intestata dello studio legale e

notarile __________) secondo la quale, appunto, _______

si impegnava a versare fr. 900'000.- in due tranches (una di fr. 300'000.- e

l’altra di fr. 600'000.-) a AC 1 “per garantire un’operazione di un cliente

di quest’ultimo” dietro consegna, in garanzia, dei certificati azionari

della __________.

In un

impegno, datato 16.6.2003, sempre manoscritto e sottoscritto solo da AC 1, si

legge poi che, "a condizione che il pagamento previsto venga effettuato

in data odierna (accredito __________) il sottoscritto s'impegna a consegnare a

titolo di garanzia il certificato az. rappresentante tutte le azioni _______, ."[xxxix]

AC 1

avrebbe avrebbe dovuto restituire i fr. 900'000.- a _______

entro il 30 giugno 2003, maggiorati di fr. 180'000.- a titolo di interessi.

Naturalmente,

al momento convenuto i soldi da restituire non c’erano poiché se ne erano

andati in quelle moltitudine di spese cui AC 1 s’era impegnato nei modi

descritti.

Così, a _______

che gli chiedeva conto, AC 1 raccontò le fandonie che già aveva propinato ad

altri in precedenza:

Trascorso il termine di 10 giorni ho preso

contatto con l'avvocato il quale mi ha detto che l'operazione era riuscita, che

i soldi erano bloccati a __________, e che avrebbe provveduto a versarli non

appena possibile. Il tempo trascorreva ed io ho messo sotto pressione

l'avvocato per ottenere la restituzione, tanto da mettermi a disposizione per

andare con lui a __________ dove mi avrebbe spiegato il motivo per cui i soldi

erano bloccati. All'ultimo momento comunque la trasferta veniva sempre

rinviata. Ho preso anche contatto con il fratello avv. __________ e con il

socio di studio avv. __________. Entrambi mi hanno detto che gli avrebbero

parlato per cercare di risolvere la pendenza.”

(PP _______

20.10.2003)

Non

ottenendo nulla nonostante le sollecitazioni e le promesse, nel corso del mese

d’agosto 2003, _______ incaricò l’avv. __________ di tutelare i suoi interessi.

Fu grazie all’intervento di quest’avvocato che, il 3 settembre 2003, AC 1

sottoscrisse una convenzione secondo cui egli avrebbe restituito i fr.

900'000.- entro 15 giorni e avrebbe versato i fr. 180'000.- pattuiti quale

interesse entro tre mesi.

Fu in

occasione di tale incontro che AC 1 consegnò a _______ il certificato azionario

della _______ “a valere quale pegno per il signor _______”.

Le cose,

poi, precipitarono nel modo che sappiamo.

Saputo

dell'arresto di AC 1, _______ diede mandato al suo legale di avviare una

procedura esecutiva. (PP _______ 20.10.2003)

c) La PP ha disposto in data 2.2.2004 il sequestro del 50% delle

azioni al portatore depositate presso l'avv. __________ (AI 184). Contro tale

ordine, è insorto _______ con un reclamo al GIAR di data 12.2.2004 (AI189).

Tale reclamo è divenuto privo d'oggetto (comunicazione al GIAR 8.3.2004, AI213

e decisione di stralcio 8.3.2004 AI215) a seguito dell'accordo intervenuto tra

le parti in occasione del verbale di confronto tra _______ e AC 1, alla

presenza dell'avv. RC 1 (patrocinatore di PC 9).

Dopo discussione fra le parti, si giunge, almeno

per ciò che concerne gli aspetti civili della questione, ad un accordo, nel

senso che _______ e AC 1 concordano nel lasciare a garanzia del credito di _______

il 50% del pacchetto azionario della _______. Verranno dunque emessi due

certificati azionari di cui uno resterà a disposizione del signor _______ e uno

verrà consegnato all'Avv. RC 1 in rappresentanza della signora PC 9. La PP dunque procede al formale

dissequestro della quota del 50% del capitale azionario della _______ di

pertinenza di PC 9. L'Avv. __________ si impegna a procedere, previo

ottenimento della firma dei due amministratori della _______ che si

presenteranno presso il suo ufficio, ad emettere due certificati azionari in

sostituzione di quello esistente. Uno dei certificati azionari pari al 50% del

capitale azionario verrà consegnato dall'Avv. __________ all'Avv. RC 1. L'Avv. AC

1 conferma la dazione in pegno del certificato di futura nuova emersione per la

quota di sua pertinenza al signor _______, coerentemente con gli intendimenti

avuti sin dall'inizio e qui riconfermati.”

(PP _______/DF 1 5.3.2004 A11.)

Il 18

maggio 2004 si è tenuta l'asta pubblica per la realizzazione del certificato

azionario no. pari a 50 azioni al portatore di nominali fr. 1'000.- cadauna,

per un totale di fr. 50'000.- della _______ , del certificato azionario no.

pari a 94 azioni al portatore di nominali fr. 10'000.- cadauna per un totale di

fr. 940'000.- della __________, del certificato azionario no. pari a 206 azioni

al portatore di nominali fr. 10'000.- cadauna per un totale di fr. 2'060'000.-

della __________ e dell'azione al portatore no. di fr. 1'000.- della __________,

(estratto del Foglio ufficiale39/2004 del 14 maggio 2004 pag. 3672).

Nel mese

di febbraio 2005, AC 1 non aveva ancora risarcito il signor _______ (PP AC 1 14.2.2005 A16).

11.8. AC 1,

secondo l'ipotesi accusatoria avrebbe, in qualità di avvocato o di persona

privata, in data 25.06.2003, dopo restituzione dei titoli da parte del

creditore __________ nel frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2 che precede),

nuovamente utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000.-

gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali

fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part., di proprietà di __________, a lui

affidate poiché consegnate fiduciariamente dalla PC 14 il 22.08.2000, per

garantire un debito personale non meglio quantificato nei confronti di PC 6 (AA

1.2.3.).

AC 1 è reo confesso.

La Corte

ha accertato quanto segue.

a) Della

conoscenza e dei rapporti di amicizia fra PC 6 e AC 1 già s’è detto.

Parimenti

già s’è detto della costituzione dell’_______ e delle sue finalità, in

particolare già s’è detto che essa venne costituita per effettuare, sotto la

sua egida, delle operazioni immobiliari (PP AC 1 4.12.2003 A8.).

b) Dagli

atti risulta che PC 6 effettuò tra il 1999 e l'inizio del 2000 due versamenti

sul conto di AC 1 per un totale di fr. 5'050'000.-.

L’esame

dei conti dello studio evidenziano, infatti, un primo versamento di fr.

2'050'000.- il 28.7.1999 ed un secondo di fr. 3'000'000.- il 9.9.1999.

Secondo

le convenzioni che i due sottoscrissero nel giugno 2003, vi sarebbero stati

altri due versamenti da PC 6 a AC 1: un terzo il 30.11.1999 di fr. 5'200'000.- ed

un quarto il 28.2.2000 di fr. 3'700'000.-.

Di questi

versamenti o accrediti, tuttavia, i conti dello studio non portano traccia

1) primo

versamento di fr. 2'050'000.-

Il primo

versamento di fr. 2'050'000.- è avvenuto con valuta 29.7.1999 a debito della

società __________ a favore del cto intestato a __________ presso la PC 14[xl] (PP AC 1 4.12.2003

A8.)

La

causale riportata nell'ordine di bonifico è "compravendita casa

villaggio olivella 29 vico morcote".

PC 6 ha spiegato tale versamento nel seguente modo:

Quest'ultima somma era un anticipo che io facevo

all'acquirente del mio appartamento a __________, Dott. __________ (la PP mi

dice che è il rogito no. della rubrica). Quest'ultimo infatti aveva un ritardo

sul pagamento del prezzo.”

(PP PC 6

3.11.2003 B7.)

Anche AC

1 ha motivato quel versamento con la necessità (imposta dalla LAFE) di

iscrivere il trapasso di proprietà appartamento del villaggio __________ – in

cui viveva sin lì PC 6 – per permettere a PC 6 di acquistare una villa a __________:

in sostanza, PC 6 avrebbe voluto dare all’acquirente dell’appartamento, tale

signor __________, i soldi con cui pagare detto appartamento poiché egli, in

quanto cittadino straniero, non poteva comprare una seconda casa senza vendere

la prima (PP AC 1 4.12.2003 A8; PP AC 1 12.1.2004 A9.)

Sia quel che sia, i fr. 2'050'000.- sono giunti

sul conto di AC 1.

Non si sa cosa AC 1 ne abbia fatto.

Dal canto

suo, tramite un accredito di data 6.7.2000 sul conto

intestato a PC 6 presso la __________[xli], __________ ha pagato quanto doveva a PC 6 (PP AC 1

4.12.2003 A8; PP PC 6 3.11.2003 B7.)

AC 1 ha

sostenuto di avere restituito i fr. 2'050'000.- a PC 6.

Per ciò che mi concerne, sono sicuro di avere

restituito detta somma a PC 6.”

(PP AC 1

12.1.2004 A9.)

Non vi è

però prova di tale restituzione.

Ad un

certo punto, AC 1 ha preteso che non vi sarebbe traccia della restituzione

poiché i fr. 2'050'000.- gli sarebbero stati versati da PC 6 tramite un assegno

che lui non avrebbe mai incassato e che avrebbe poi ridato a PC 6

Posso avanzare un'ipotesi nel senso che i fr.

2'050'000.- mi sono stati versato sottoforma di assegno che poi non ho

incassato su alcun conto ma ho semplicemente ritornato a PC 6 che poi ha

incassato l'assegno a suo favore. Per ciò che mi concerne, sono sicuro di avere

restituito detta somma a PC 6.”

(PP AC 1

12.1.2004 A9.)

Ma si

tratta di un’ipotesi del tutto infondata ritenuto come sia accertato che PC 6

ha versato i fr. 2'050'000.- a AC 1 tramite un accredito bancario (estratto

della PC 14 conto 3320 da cui emerge in data 30.9.1999 un accredito di fr.

2'050'000.- con valuta 29.7.1999 i[xlii]).

PC 6, dal canto suo, ha detto di avere lasciato quei 2.050.000.- a AC 1

affinché li investisse nelle famigerate (e confuse) operazioni immobiliari. (PP

PC 6 3.11.2003 B7.)

2) secondo versamento (fr. 3'000'000.-)

Un

secondo versamento di fr. 3'000'000.- è stato effettuato da PC 6 con valuta

08.09.1999 sul conto intestato a AC 1 e __________ presso PC 14[xliii].

La somma

proveniva da una relazione bancaria della __________ intestata alla __________[xliv].

AC 1 ha affermato - in un primo momento - che quei 3.000.000.- gli

vennero versati da PC 6 per un’operazione che lui stava trattando in quel

momento con l’_______ e che prevedeva – oltre alla cessione del credito nei

confronti di __________ – anche l’acquisto di altri fondi siti in altre zone

del Sopraceneri (PP AC 1 12.1.2004 A9. PP AC 1 4.12.2003 A8.)

In un

verbale successivo AC 1 ha modificato le sue dichiarazioni dicendo che, invece,

PC 6 gli aveva versato quei soldi per il caso in cui si fosse presentata

l’occasione di concludere un buon affare:

In sostanza dunque avevo a disposizione tale

somma che nel caso in cui non si fosse concretizzato nulla avrei dovuto prima o

poi restituire a PC 6.”

(PP AC 1

30.1.2004 A10.)

Comunque,

quei soldi AC 1 non li utilizzò per concludere “qualche buon affare” ma

li usò per sé.

AC 1 ha

ammesso di avere fatto un uso personale di quei 3.000.000.-. L’”uso personale”

non è stato meglio definito:

I fondi versati da PC 6 sono stati utilizzati

non nell'interesse di PC 6, ma per altri scopi miei personali. Io ho infatti

ritenuto entrambe le somme come prestito da parte di PC 6. Ribadisco comunque

che ritengo di avere restituito, ma non so in che forma, la somma di fr.

2'050'000.- a PC 6.”

(PP AC 1

30.1.2004 A10.)

Naturalmente

AC 1 non ha informato PC 6 di avere utilizzato i suoi milioni per scopi

diversi dalle operazioni immobiliari (forse) più o meno ventilate e/o descritte.

Non è dato sapere cosa AC 1 effettivamente raccontò a PC 6.

Sembra –

ma la cosa non è ben chiara (e risulta sostanzialmente solo dalle dichiarazioni

di PC 6) – che AC 1 gli raccontò di una prima operazione, fatta nell’autunno

’99, che consisteva nell’acquisto di una serie di immobili i cui crediti

ipotecari erano detenuti dalla PC 14 per un investimento complessivo di 11,8

mio di cui 5 avrebbero dovuto essere forniti da PC 6, 4 da AC 1 e dalla sua

famiglia e 2,8 da investitori terzi:

Nell'autunno 1999 (…). La prima proposta di

investimento mi è stata fatta dall'avv. AC 1 nel medesimo periodo. Si trattava

in sostanza di acquistare una serie di immobili i cui crediti ipotecari erano

detenuti dalla PC 14. L'operazione richiedeva un investimento di complessivi

fr. 11,8 Mio di cui fr. 5 Mio che avrei investito io, fr. 4 Mio li avrebbero

investiti l'avv. AC 1, suo fratello e sua mamma, mentre fr. 2,8 Mio sarebbero

stati investiti da terzi. Secondo l'avv. AC 1, il gruppo di investitori aveva

già a disposizione gli acquirenti per alcuni degli immobili. Ho versato all'avv. AC 1, ma non ricordo più su quale conto bancario

e provvederò a comunicarlo al MP, la somma di fr. 3 Mio in provenienza

dall'istituto bancario a __________ dove avevo i miei conti. (…). ADR in

relazione a questa prima offerta di operazione immobiliare io non ho visto

alcun documento e mi sono limitato a prendere appunti durante i colloqui con

l'avv. AC 1. Lui mi ha detto che non poteva darmi ulteriori informazioni visto

che rappresentava un gruppo di investitori i cui nomi non era autorizzato a

rivelare. Nemmeno ho visto se gli ulteriori importi di fr. 4 Mio e di fr. 2.8

Mio erano stati messi a disposizione dalla famiglia dell'avv. AC 1 e dagli

ulteriori partecipanti all'operazione. L'avv. AC 1, con riferimento alla prima

operazione, mi ha dato informazioni prevalentemente verbali, che ho riassunto

nel mio memoriale a pag. 5 in

alto.”

(PP PC 6 3.11.2003 B7.)

3) terzo versamento (fr. 5'200'000.-)

Poi – ma

è sempre un’ipotesi non chiaramente verificata – AC 1 raccontò a PC 6 di una

seconda operazione immobiliare, comprendente l’acquisto di immobili a __________.

Sembra –

secondo quel che PC 6 ha dichiarato – che AC 1 gli disse che per

quest’operazione si sarebbero utilizzati gli utili (non ancora divisi) della

prima operazione ed una linea di credito, garantita dagli averi di PC 6 in __________.

Nel gennaio 2000, senza che l'utile della prima

operazione venisse ancora calcolato, l'avv. AC 1 mi ha fatto un'ulteriore

proposta di investimento, portandomi a vedere immobili a __________. La

proposta era quella di utilizzare le somme investite nella prima operazione e

nel frattempo liberatesi e l'utile, sempre della prima

operazione, per acquistare, sempre tramite la _______,

gli immobili che mi aveva mostrato.”

(PP PC 6 3.11.2003 B7.)

Sembra

che PC 6, prima di aderire alla seconda operazione proposta, chiese a AC 1 il

conteggio della prima.

Ciò che –

sembra – AC 1 fece consegnando a PC 6 un conteggio redatto a mano:

Prima di decidere se partecipare o meno alla

seconda operazione, ho chiesto che venisse allestito il conteggio relativo alla

prima. L'avv. AC 1 mi ha consegnato un conteggio redatto a mano, che produrrò,

in base al quale sul conto notarile dell'avv. AC 1 doveva essere a disposizione

la somma di fr. 13'708'000.-. Preciso che con riferimento alla prima operazione

l'avv. AC 1 mi ha pure mostrato, nel febbraio di quest'anno, titoli ipotecari

che si riferivano ad un immobile di __________. L'avvocato mi ha detto che si

trattava di un immobile acquistato nel contesto della prima operazione

immobiliare. Visto l'esito, quantomeno sulla carta, della prima operazione ho

deciso di partecipare alla seconda, che prevedeva l'acquisto dall'_______ di un

pacchetto di ipoteche su beni immobili di __________. Per effettuare questa

operazione l'avv. AC 1 ha mi ha chiesto di garantire con i miei averi presso la

_______ una linea di credito sul conto _______, ciò che io ho fatto. ADR come

detto prima di accettare di garantire per la seconda operazione, l'avv. AC 1 mi

ha mostrato diversi immobili a Piotta ed ha allestito il conteggio relativo

alla prima operazione. Secondo le indicazioni fornite dall'avvocato poco tempo

dopo gli immobili erano stati acquistati per la somma di fr. 6.7 Mio.”

(PP PC

6 3.11.2003 B7.)

In data

12 novembre 2003[xlv], PC 6

ha effettivamente prodotto la documentazione promessa alla PP. Tra questa

figurano dei conteggi.

AC 1, dal

canto suo, ha dichiarato – ed è

forse la sola cosa chiara che ha detto – che con l’_______ , e quindi con PC 6

fece una sola operazione, e cioè quella di __________, e meglio quella che

comprendeva l'acquisto del credito di fr. 17 Mio che __________ aveva nei

confronti di __________, garantito da titoli ipotecari gravanti diverse

particelle di __________ (PP AC 1 4.12.2003 A8.; cfr. anche PP AC 1 12.1.2004

A9.).

Per

quanto attiene ai conteggi consegnati a PC 6, AC 1 ha dichiarato che essi non

riguardavano operazioni andate a buon fine ma previsioni future sul loro esito:

Vorrei precisare che i conteggi prodotti da PC 6

ed allegati alla lettera 12.11.2003 dell'avv. RC 6 (rendiconto) non riguardano

conteggi relativi ad operazioni immobiliari che si sono realizzate, ma

semplicemente conteggi in previsione di operazioni che si intendevano

effettuare. Ribadisco che PC 6 ha concretizzato un'unica operazione immobiliare

relativa agli immobili di __________.”

(PP AC 1

4.12.2003 A8.)

Così –

sembra - PC 6 versò a AC 1 fr. 5.200.000.-.

Tuttavia,

va detto che sull'effettivo versamento di questa somma e sulla sua destinazione

non abbiamo migliori accertamenti se non quanto emerge dalla convenzione

firmata da PC 6 e AC 1 nel mese di giugno del 2003 e predatata al 30 agosto

1999.

Di questo

versamento – che AC 1 sembra ora contestare (cfr. dichiarazioni in aula) - non

v’è altra prova in atti.

Secondo

quanto emerge da tale convenzione, il versamento di quei 5.200.000.- avrebbe

dovuto avvenire entro il 30.11.99 ed era da intendersi quale prestito fatto a AC

1 che intendeva farsi cedere dall’_______ i crediti e le relative garanzie che

la banca vantava nei confronti di _______ (operazione di __________).

Sempre

volendo fare fede alle convenzioni sottoscritte da AC 1 e PC 6, i fr.

5.200.000.- vennero effettivamente versati da PC 6 entro il termine stabilito.

Quel che

è certo è che AC 1 - sempre nell’ipotesi in cui li ricevette - non utilizzò i

soldi di PC 6 per finanziare l’operazione di __________.

4) quarto versamento (fr. 3'700'000.-)

Sempre

come emerge dalla convenzione datata 14.2.2000 (ma firmata da AC 1 e PC 6 nel

giugno 2003), PC 6 versò – entro il 28 febbraio 2000 – a AC 1 altri fr.

3'700'000.-.

Anche in questo caso, come in quello che precede, non abbiamo migliori accertamenti se non il contenuto della

convenzione firmata nel mese di giugno del 2003 da AC 1 e da PC 6.

Nemmeno

di questo versamento v’è altra prova in atti: in ogni caso, tale importo non

risulta essere entrato nei conti dello studio _______ (ricostruzione EFIN che

parte da 1.1.2000).

Anche in

questa seconda convenzione, viene fatto riferimento all'operazione di __________

ed alla volontà di PC 6 di finanziare tale operazione con ulteriori fondi.

Anche

qui, l’unica cosa certa è che AC 1 non usò quei soldi – se mai li ricevette –

per l’operazione di __________.

c) ragioni

delle convenzioni pre-datate

Non è

dato da sapere la ragione per cui le parti firmarono quelle convenzioni

pre-datate.

Si sa

solo quel che ha detto l’avv. __________ e , cioè, che così venne fatto perché

le parti volevano "cristallizzare la situazione dei rapporti di dare ed

avere a quelle date precise" (PP __________ 4.6.2004).

d) utilizzo

da parte di AC 1 dei soldi di PC 6

Del

destino dei fr. 3'000'000.- versati da PC 6 l’8.9.1999 già s’è detto: AC 1 ha

dichiarato di averli usati per sé (PP AC 1 30.1.2004 A10.).

Sul

destino degli ulteriori fr. 8'900'000.- - se mai questi gli furono davvero

versati - non si hanno migliori informazioni così come non si sa che fine

abbiano fatto i fr. 2'050'000.- che PC 6 aveva inteso, secondo le spiegazioni

dategli da AC 1, versare come “uno strano anticipo” per la vendita del suo

appartamento.

In aula AC 1 non ha saputo precisare nulla al riguardo.

Di certo, i milioni di PC 6 non vennero utilizzati per finanziare,

l'unica operazione immobiliare conclusa da AC 1 per il tramite della _______,

ovvero quella che comprendeva la cessione di crediti che gravano diverse

particelle site in territorio di __________, di proprietà del signor _______ .

La stessa fu infatti finanziata, nella misura di fr. 1'600'000.- con fondi

della _______ presso la _______ e nella misura di fr. 4'000'000.- con fondi

della PC 14 che aveva concesso alla _______ una linea di credito garantita di

fr. 5'000'000.-- garantita dalle stesse cartelle ipotecarie oggetto del

contratto di cessione tra la _______ e l'_______ (convenzione _______/_______

22.2.2000[xlvi];

atto aggiuntivo _______/_______ alla convenzione 22.2.2000 di data 15.3.2000[xlvii]; decisione PC 14 di concessione del

mutuo[xlviii];

bonifico 3.5.2000 a favore di _______ di fr. 4'000'000.--[xlix])

e) presa

di coscienza della situazione da parte di PC 6

Sembra

che solo nel corso della primavera del 2003, PC 6 si rese conto che le cose non

erano andate così come AC 1 gli aveva raccontato. Alla delusione per il

tradimento dell'amicizia seguì immediatamente la necessità di definire la

posizione debitoria di AC 1.

Così, nel

giugno 2003, di fronte all'avv. __________, PC 6 e AC 1 definirono i loro

rapporti finanziari con la conclusione delle tre convenzioni di cui s’è detto.

In

sostanza, con esse, AC 1 si riconobbe debitore nei confronti di PC 6 di una

somma di fr. 9'800'000.-.

Fu

proprio per garantire tale debito, che AC 1 consegnò in quell’occasione a PC 6

le cartelle ipotecarie che la PC 14 gli aveva consegnato a titolo fiduciario il

22 agosto 2000, disponendone quindi illecitamente.

f) PC

6 chiede all’avv. _______ di avviare la procedura esecutiva nei confronti di

AC 1

Dopo

l'arresto di AC 1, PC 6 si recò dall'avv. __________, sollecitando l'avvio di

una procedura di realizzazione dei pegni in suo possesso, quello gravante le

particelle di __________ e quello gravante l’immobile di proprietà della _______

(PP confronto PC 6/_______ 4.6.2004 A13).

Poi, della questione venne incaricato lo studio legale __________.

(PP PC 6/_______ 4.6.2004 A13.)

In data 24.10.2003 vennero promosse due esecuzioni (nri. 310600 e

310601) di realizzazione del pegno immobiliare[l].

g) fallimento

dell’_______

In data

15.4.2004 PC 6 si è spossessato delle CIP a favore della __________[li].

In data

5.5.2004 è stato pronunciato il fallimento della _______ (cfr. estratto foglio

ufficiale no 44/2004 del 1.6.2004 allegato all'AI330)

h) Sequestro

delle CIP

Le due

cartelle ipotecarie sono state sequestrate in data 24.1.2005 (AI325), su

richiesta 23.9.2004 della PC 14 (AI292). La questione ha conosciuto sviluppi

diversi, con una serie di reclami e decisioni giudiziarie (AI331; AI 336;

AI337;AI355; AI354; AI357; AI362; AI 339; AI366; AI365; AI367, AI368, AI388,

AI409; AI372, AI404; AI411; AI447; AI 453; AI454; AI455; AI458; AI459 e AI460;

AI482; AI475; AI533; AI501; AI502; AI503; AI509; AI578; AI580; AI 452; AI487;

AI489; AI571; AI576).

i) Dissequestro

delle CIP

In data 8

marzo 2007, la PP, su richiesta congiunta delle PC PC 14 e di PC 6 - che nel

frattempo erano giunti ad un accordo circa le pretese di risarcimento a seguito

delle disposizioni delle cartelle ipotecarie – ha pronunciato il dissequestro

delle cartelle ipotecarie, delle pigioni incassate e da incassare dall'Ufficio

esecuzione e fallimenti nel contesto delle esecuzioni in via di realizzazione

del pegno immobiliare n. e n., degli averi patrimoniali su tutte le relazioni

di PC 6 presso la __________ e delle particelle e intestate a PC 6 (AI 588).

Con

lettera 6.9.2007 al TPC (doc. TPC 5), la PC 14 ha comunicato il suo

disinteresse nei confronti del procedimento penale ed ha ritirato la sua

costituzione di PC, a seguito dell’ accordo raggiunto con PC 6 e la __________.

Il

rappresentante legale di PC 6 ha, dal canto suo, chiesto il rinvio al foro

civile delle pretese avanzate da PC 6.

11.9. Il 2 ottobre 2003, PC 15

e __________ hanno sporto denuncia (con contestuale costituzione di PC ) contro

AC 1 per titolo di appropriazione indebita di 9 cartelle ipotecarie gravanti le

particelle e e (di proprietà di __________ ) per un valore nominale di fr.

4'750'000.- (AI 61).

Secondo

i denuncianti, le cartelle sarebbero state consegnate all’avv. AC 1 il 28

agosto 2003, a __________ da PC 15 affinché lui le offrisse quale pegno per

l’ottenimento di un credito a favore dei fratelli PC 15.

Saputo dell’arresto di AC

1, i fratelli PC 15 hanno cercato di riavere le cartelle ipotecarie e, saputo

che esse si trovano in mano all’avv. __________ hanno sporto denuncia.

I fatti esposti nella

denuncia sono stati oggetto di inchiesta e di un decreto di abbandono di data

10 aprile 2007[lii]. A

mente della PP, quanto accertato in corso d'inchiesta non permetteva di

concludere che AC 1 avesse disposto delle CIP in modo indebito.

Contro tale decisione PC

15 è insorto con un atto d'accusa privato alla CRP, che, in data 21/27 agosto

2007, ha accolto l'istanza della PC[liii].

Secondo l'ipotesi

accusatoria confermata dalla CRP AC 1 avrebbe,

contrariamente a quanto convenuto con i denuncianti, consegnato

le 9 cartelle ipotecarie al portatore all’avv. __________, patrocinatore di _______

, per garantire il suo debito di fr. 10'760'000.- nei confronti di

quest'ultimo.

Dopo la trasmissione della

decisione di rinvio a giudizio della CRP di AC 1 per l'atto di accusa privato

del signor PC 15, la Corte ha assunto d'ufficio agli atti l'incarto relativo ad

un'istanza di dissequestro delle CIP presentata al GIAR dal patrocinatore di PC

15 (doc. TPC 10), acquisendo, così, la sentenza 23 gennaio 2007 del __________[liv]

con cui è stata accolta l'istanza di restituzione delle cartelle ipotecarie

promossa da PC 15 nei confronti dell'avv. __________ e la sentenza 15 maggio

2007 del Tribunale cantonale del canton __________[lv],

cresciuta in giudicato il 30.6.2003, con cui è stata confermata la sentenza di

primo grado e respinto l'appello promosso dall'avv. __________.

Il Tribunale distrettuale

di __________ è, in sostanza, giunto alla conclusione, da un lato, che la

volontà di AC 1, al momento della consegna all'avv. __________ dei titoli

litigiosi, era quella di porre detti titoli a garanzia del prestito concessogli

da __________ e, dall'altro, che quest'ultimo, vista l'inaffidabilità di cui AC

1 aveva dato prova nell'ambito della restituzione della somma mutuata, avrebbe

dovuto esperire maggiori accertamenti per verificare l'effettivo potere di

disposizione del legale sulle garanzie prestate. È stata, pertanto, negata la

buona fede di _______ e, quindi, accolta l'istanza di restituzione delle CIP

al signor PC 15.

La Corte ha poi richiamato

dal predetto tribunale distrettuale, i verbali resi nell'ambito del procedimento

civile (doc. TPC 24 e 26).

AC 1 ha contestato

l'accusa.

Gli accertamenti della Corte, a questo proposito, sono i seguenti.

a) Nel marzo 2003, come

visto, la situazione di AC 1 era praticamente disperata, in particolare, perché

egli non sapeva dove trovare i soldi per rimborsare __________ che, abbiamo

visto, insisteva per essere risarcito.

Alla ricerca di qualcuno

che potesse in qualche modo dargli dei soldi, AC 1 si rivolse a __________,

collaboratore di __________ (con cui lui aveva effettuato quelle operazioni in

Spagna di cui s’è detto), che gli presentò _______ , un ricco uomo d’affari

serbo che – sembra – aveva fatto fortuna in __________ con la telefonia mobile (PP AC 1 23.9.2003 A3.; PP AC 1 12.10.2005 A

22.)

AC 1 ha,

in un primo tempo, detto che lui propose a _______ di subentrare a __________

nell’operazione immobiliare che gli aveva, a suo tempo, offerto (PP AC 1

16.9.2003 A1.)

Poi, ha

cambiato versione affermando che, in realtà, a _______ lui non propose

un’operazione ben definita (PP AC 1 23.9.2003 A3.)

Infine,

il 14.10.2003, AC 1 sostenne che l’operazione che lui propose a _______ era

simile a quella proposta a __________ poiché comportava l'acquisto di immobili

della __________ (PP AC 1 14.10.2003 A6.)

La realtà

delle cose è che, qualunque sia la proposta che fece a _______ , AC 1 non aveva

in previsione nessun affare: a _______ – come agli altri in precedenza – AC 1

raccontò delle frottole pur di ottenere i soldi che gli permettessero di tirare

avanti almeno un po’.

Ciò

detto, i documenti acquisiti agli atti hanno permesso di accertare che il 20

marzo 2003 AC 1 e _______ hanno sottoscritto un primo contratto di mutuo[lvi].

Le premesse di tale

contratto fanno stato – falsamente - dell'esistenza di una, non meglio

specificata, operazione commerciale in corso che comprendeva l'acquisto per fr.

17 mio di diversi titoli ipotecari al portatore gravanti numerosi fondi dalla __________.

Sempre nelle premesse del

contratto è menzionata la presenza di un non meglio definito potenziale

acquirente dei fondi gravati dalle suddette cartelle ipotecarie disposto ad

acquistarli per la somma di fr. 24 mio.

Secondo le intenzioni

delle parti, i soldi che _______ si impegnava a versare sul conto di AC 1

avrebbero dovuto rimanervi bloccati sino al loro rimborso. Essi dovevano

soltanto fungere da “evidenza fondi” nei confronti dell’_______ così da

rassicurare l'istituto bancario sulle disponibilità di AC 1 e spingerlo a

concludere il contratto sulla cessione dei crediti e a consegnargli i titoli

ipotecari.

La somma mutuata

ammontava, al momento della sottoscrizione del primo contratto, a fr. 8 mio e

doveva essere restituita al mutuante dopo dieci giorni dal versamento,

maggiorata di fr. 3 mio, quale partecipazione all'utile dell'operazione.

In data 24 marzo 2003[lvii],

le parti cambiarono i termini del contratto di mutuo, aumentando l'importo

della somma mutuata e dell'utile spettante a _______ : la somma prestata

ammontava a fr. 10'764'000.- e, al momento della restituzione della somma,

questa doveva essere maggiorata di un importo di fr. 3'500'000.-.

_______ ha versato la

somma promessa sul conto __________ in due tranches con valuta

21 e 24 marzo 2003 (PP AC 1 16.9.2003 A1.)

b) AC 1 ha,

naturalmente, destinato la somma mutuata a scopi diversi da quelli indicati con

_______ .

Egli ha ammesso di averla utilizzata per il pagamento di interessi

ed altri oneri che, però, si è detto impossibilitato a ricostruire nel

dettaglio (PP AC 1 16.9.2003 A1.)

Così come

già rilevato (11.4), dagli atti risulta che , di quanto versatogli da _______ ,

fr. 5'100'000.- vennero destinati da AC 1 al rimborso di __________.

Altri fr.

700'000.- se ne andarono nel pagamento di commissioni per l’intermediazione:

fr. 500'000.- a __________ e fr. 200'000.- a __________

(PP AC 1 23.9.2003 A3; PP AC 1 12.10.2005 A 22.).

Il

resto se ne andò, disperso nei soliti rivoli infiniti.

c) Così, secondo un copione ormai noto, trascorsi i 10 giorni convenuti

con _______ , AC 1 non aveva più i soldi necessari al rimborso.

Per

far fronte ai solleciti di _______ , AC 1 ha affermato di

avere, in un primo tempo, cercato altri investitori – leggasi, altri personaggi

facoltosi, ma esosi, cui estorcere dei soldi con la promessa di fantasmagorici

guadagni - ma senza successo:

Vista l'insistenza di _______ che voleva a

tutti i costi riavere subito il suo capitale comprensivo di interessi

(insistenza che per altro aveva delle sfumature minacciose), già avevo

intavolato trattative con un cliente italiano che intendeva portare in Svizzera

la somma di ca. fr. 37 Mio e che era disposto a prestarmi ca. il 40% ovvero ca.

fr. 15 Mio che avrebbero permesso di ampiamente risolvere il problema di _______

. A questo cliente avrei pagato al massimo il 6% di interessi. Con il rimanente

60% avrei acquistato su incarico del cliente titoli ipotecari o immobili a

reddito. La speranza era che con il reddito conseguito con questi investimenti,

visto l'interesse del cliente di avere unicamente un 7% di reddito, sarei

riuscito a diminuire la mia esposizione nei suoi confronti. Comunque questa

operazione non è andata in porto anche se dispongo di un contratto misto

mandato/prestito che è stato negoziato tra le parti tra cui il cliente, il suo

avvocato di __________, il suo commercialista di __________ nello studio

dell'avvocato milanese. Il mio interesse preponderante era quello di poter

risarcire _______ che veramente stava diventando insistente.”

(PP

AC 1 23.9.2003 A.3)

In

seguito, AC 1, messo alle strette da _______ , ha incominciato – così come già

aveva fatto con __________ - a sottoscrivere di tutto.

Il 2 aprile e 10 giugno

2003 le parti hanno sottoscritto altri accordi aggiuntivi a quello del 20 marzo

2003 che però non sono stati versati gli atti.

Il 30 giugno 2003[lviii]

le parti hanno concordato un piano di rimborso che, in sostanza, prevedeva il

versamento a _______ di fr. 15'500'000 già il 1 luglio 2003, quindi il giorno

successivo.

In precedenza, a garanzia

della restituzione dei soldi, AC 1 aveva anche consegnato a _______ due

cambiali:

Aggiungo che per far fronte alle richieste di _______

, ad un certo punto ho iniziato a sottoscrivere: cambiali, riconoscimenti di

debito, contratti successivi con i quali mi impegnavo a restituire importi

progressivamente superiori, ecc., senza tenere più il controllo di quello stavo

facendo.”

(PP AC 1

23.9.2003 A3.)

d) Naturalmente, AC 1

non restituì quanto dovuto a _______ nemmeno il 1. luglio 2003.

Così, quel giorno[lix],

le parti, alla presenza di __________, sottoscrissero un ulteriore additional

agreement in cui il mutuante da istruzioni al mutuatario di accreditare la

somma di fr. 15,5 mio su una relazione, intestata a _______ , presso la __________.

e) E’

opportuno ricordare che, in quei giorni, AC 1, oltre al problema _______ , aveva

sul gobbo gli altri suoi soliti pensieri. Doveva trovare i soldi per far fronte

alle richieste dei clienti defraudati, doveva trovare i soldi per la moglie,

per pagare lo studio e le diverse ipoteche.

Così

continuava le sue ricerche.

Si

ricorda che è di questi tempi la consegna dei fr. 900'000.- ad opera di _______

(nei cui confronti pure si era impegnato ad una quasi immediata restituzione

dell’importo prestato con la maggiorazione del 20% di interessi) e di poco

successivo è il prestito di più di fr. 1'000'000.- fattogli da un amico per

rimborsare la cliente PC 8.

f) Non è difficile

immaginare che AC 1 non rispettò nessuno dei termini concordati con _______ per

la restituzione della somma mutuata.

Non sapendo più come far

fronte agli impegni presi, probabilmente consigliato dallo stesso _______ , AC

1 decise di chiedere un prestito ad un istituto bancario

moscovita (PP AC 1 23.9.2003 A3; PP AC 1 8.10.2003 A5).

Decise,

pure, di coinvolgere in questa richiesta di credito __________, un suo cliente

di vecchia data, che si era rivolto a lui poiché era alla ricerca di

finanziamenti per costruire, sui suoi terreni, un Acqua-Park (PP AC 1

8.10.2003 A5.)

L’intenzione

di AC 1 era quella di chiedere un finanziamento che bastasse per le necessità di

entrambi, ponendo in garanzia le particelle di __________ (dimenticando, però,

che non erano ancora di proprietà dell’_______, ma passi, la cosa non stupisce

avendo l’avv. AC 1 fatto di peggio), i fondi di __________ e __________ di

proprietà di __________ e le CIP che gravano questi fondi per ca. fr.

25'000'000.- (PP __________ 10.10.2003 B1).

PC 15 ha

detto di non essere stato informato del fatto che anche AC 1 personalmente

avrebbe beneficiato del prestito ma ha pure aggiunto che la cosa, per lui, non

avrebbe cambiato nulla.

Così agli inizi di agosto

2003, AC 1 si recò a __________ accompagnato da __________ e da _______ : è

evidente che era _______ ad avere a __________ i contatti necessari.

Il 7 agosto i tre

incontrarono __________, il direttore della banca __________.

L’8 agosto 2003 venne

formalizzata per iscritto la richiesta di credito. Con essa, AC 1, millantando

di avere per le mani una grossa operazione immobiliare, chiedeva una linea di

credito di fr. 25'000'000.- offrendo, come detto, quali garanzie l'area

industriale "__________", i fondi siti a __________ e le cartelle

ipotecarie per un valore di ca. fr. 25'000'000.- riconducibili ad una fantomatica

"__________".

g) Dopo il rientro da __________,

AC 1 si recò a __________ dal fratello di __________ per farsi consegnare le

CIP da dare in pegno alla banca moscovita (PP __________

10.10.2003 B1).

PC 15 gli consegnò le 9

CIP di cui s’è detto sopra. Non poté, invece, consegnargli la CIP del valore

nominale di 20.000.000.- poiché questa era detenuta da un istituto di credito

(cfr. verbale AC 1, __________, 22.11.2006, pag. 3 e anche verbale __________,

, 26.10.2006, pag. 2, entrambi allegati al doc. TPC 26).

Nel rientrare da __________,

AC 1 fece tappa a __________ dove consegnò le CIP ricevute all’avv. __________,

patrocinatore di _______ .

Non è stato sottoscritto

nulla che indicasse la causale di tale consegna.

h) Davanti al PP, AC 1

ha sempre detto di avere consegnato le CIP all’avv. __________ affinché le

stesse - insieme a quella di 20.000.000.- che, poi, PC 15 avrebbe ancora dovuto

fornire - venissero consegnate alla banca moscovita, non appena questa avesse

deciso per la concessione del prestito ed ha sempre categoricamente escluso di

averle consegnate quale pegno per il suo debito nei confronti di _______ (PP AC 1 8.10.2003 A5.; PP AC 1 26.7.2004 A14.; AC 1 14.2.2005 A16.)

La

linearità di AC 1 su questa questione ha preso un brutto colpo nell’ambito

della causa civile intentata da PC 15: il 22 novembre 2006, davanti al giudice

grigionese, infatti, AC 1 ha detto tutto e il contrario di tutto.

Proprio

per la contraddittorietà della deposizione resa da AC 1 davanti al giudice

grigionese, la Corte ha ritenuto di non poterle dare valenza alcuna poiché

l’unica cosa che da essa si evince con sufficiente certezza è la grande

confusione dell'interrogato.

Del

resto, in aula, AC 1 ha detto di non sapere spiegarsi le sue dichiarazioni

dell’anno precedente ed ha ribadito di non avere consegnato le CIP quale pegno

per _______ ma quale pegno per la banca moscovita.

i) _______

, l'avv. __________ e __________ hanno invece tutti e tre dichiarato

(nell’ambito della citata causa civile) che, in realtà, AC 1 aveva consegnato

le CIP gravanti i fondi di __________ a pegno del suo debito nei confronti di _______

.

I tre

hanno, peraltro, aggiunto che, al momento della consegna delle CIP, non vi

erano più in corso trattative per l'ottenimento di una linea di credito presso

la __________ visto che l’istituto aveva già dato il suo responso negativo

nella prima metà del mese di agosto 2003 (cfr. sentenza __________

23.1.2007, pagina 24-26).

AC 1,

confrontato con queste dichiarazioni, ha negato di essere stato messo al

corrente di tale rifiuto (cfr. sentenza __________ 23.1.2007, pagina 25).

l) Rilevato

che sia __________, che __________ che _______ erano fortemente interessati

alla questione, la Corte ha ritenuto di non potere dare eccessivo credito alle

loro dichiarazioni.

Pertanto, ritenuto che del

rifiuto della banca moscovita non c’è alcuna traccia documentale mentre che i

documenti in atti (in particolare, la richiesta di credito formulata

all’attenzione della banca di __________) sembrano sostenere la tesi di AC 1,

la Corte ha ritenuto di non avere sufficienti elementi a sostegno della

versione dei fatti ritenuta nell’atto di accusa privato.

Questo tanto più che lo

stesso _______ ha, a suo tempo (il 4.9.2003), avviato nei confronti di AC 1

una procedura esecutiva ordinaria e non una procedura in realizzazione del

pegno.

m) Su richiesta delle PC PC

15, la PP, in data 17.11.2003, ha ordinato il sequestro dei titoli al portatore

nelle mani dell'avv. __________ (AI136). Detti titoli sono tuttora sotto

sequestro ed hanno, come visto in ingresso, fatto oggetto di una domanda di

dissequestro, respinta dal GIAR in data 19.10.2007[lx].

11.10. Tra la

fine del 2002 e la fine del 2003 AC 1 avrebbe, secondo l'ipotesi accusatoria,

utilizzato la cartella ipotecaria al

portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1,

a lui affidata in qualità di pubblico notaio, al fine di garantire un suo

debito personale nei confronti di PC 13

(AA1.1.2.).

AC 1 ha

ammesso i fatti.

La Corte

ha, a questo proposito, accertato quanto segue:

a) In

data 21 giugno 2004, la signora PC 1, ex suocera dell'imputato, per il tramite

del suo patrocinatore avv. RC 1 ha denunciato AC 1 per titolo di appropriazione

indebita per avere - tra l'altro - trasferito a terza persona, senza il suo

consenso e contrariamente al mandato ricevuto, una cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di sua

proprietà.

La signora PC 1 aveva, a suo tempo, nell’ambito della compravendita

della, lasciato in deposito a AC 1 – che aveva rogato

l’atto - la cartella ipotecaria (AI 259).

b) Dall'estratto

del registro fondiario definitivo - allegato alla denuncia 21.6.2004 - emerge

che la signora PC 1 è proprietaria dal settembre 2001 della e che per tale fondo è stata costituita, nel 1985, una cartella

ipotecaria al portatore di 1°grado di fr. 240'000.-[lxi].

Dal

rogito di compravendita del predetto fondo - rogato da AC 1 - risulta che

rientrava nelle incombenze del notaio il riscatto della cartella ipotecaria al

portatore dietro versamento di fr. 125'000.- oltre agli interessi maturati,

alla banca __________ a copertura del debito ipotecario esistente e garantito

da tale cartella[lxii].

c) AC 1, sentito dalla PP, ha ammesso di avere indebitamente consegnato

tale cartella ipotecaria ad un terzo (di cui non ha voluto fare il nome) in

garanzia della restituzione di una somma di denaro che aveva ricevuto in

prestito.

In seguito, le cose si sono chiarite nel senso che si è potuto

accertare che AC 1 aveva consegnato la CIP alla signora PC 13 nelle circostanze

che vengono di seguito descritte.

AC 1 e la

signora PC 13 si erano conosciuti nel 1996: la signora lavorava all’epoca per __________,

un facoltoso uomo d’affari tedesco, che si rivolse a AC 1 – secondo quel che

quest’ultimo ha dichiarato - affinché occultasse del denaro che era rivendicato

dalla Repubblica Federale Tedesca nell'ambito di un procedimento penale (sembra

per reati fiscali) aperto nei suoi confronti, in parte depositandolo su un

conto aperto a nome della signora RC 13:

Nel 1997 in seguito alla vendita di un grosso immobile

di proprietà del signor __________ ancora pendente la procedura penale nei

confronti dello stesso signor __________ e temendo che l'avv. __________ a suo

tempo patrocinatore della Repubblica Federale Tedesca (denunciante) chiedesse

il sequestro del provento di questa vendita, il signor __________ mi diede

incarico di aprire due conti presso una banca per occultare questi fondi e

versare a favore della sua segretaria, signora RC 13, un determinato importo.

Ho aperto due conti presso la __________, di cui uno intestato ad una società,

con beneficiaria economica la signora PC 13 la quale in seguito ha modificato

questo conto in un conto cifrato. Su tale conto è stato versato parte del

provento della vendita in ragione di fr. 1 Mio.”

(PP AC 1

2.12.2004 B14)

Anche con

la signora PC 13, il rapporto non rimase di natura esclusivamente professionale

ma si trasformò in amicizia. Lo ha detto la signora PC 13 (PP PC 13 2.12.2004

B14). Lo ha confermato AC 1 anche al dibattimento dicendo che la signora “gli

voleva molto bene”.

E’ forse

vero che la signora gli voleva molto bene. Ma è altrettanto vero che l’affetto

che nutriva per lui non fece perdere di vista alla signora PC 13 il suo

interesse tanto che lei aiutò, si, a più riprese finanziariamente AC 1 prestandogli

dei soldi ma non dimenticò di chiedergli, in cambio, oltre ad adeguate

garanzie, il pagamento di interessi tanto esorbitanti da essere, è il caso di

dirlo, ben poco usuali.

E’,

infatti, accertato che la signora, un anno dopo

l'apertura del conto cifrato presso la __________, prestò

a AC 1 fr. 500'000.— pretendendo un interesse annuo del

20%[lxiii].

Questo

prestito gli venne concesso e rinnovato in 5 occasioni, dal 1998 al 2003 (PP PC 13 2.12.2004 B14) senza che le successive consegne di denaro e restituzioni venissero

registrate per iscritto.

Evidentemente

prudente nel maneggiare il proprio danaro, la signora PC 13 aveva anche chiesto

a AC 1 delle garanzie.

L’imputato,

a tale titolo, le aveva, in un primo tempo, consegnato una polizza di

assicurazione de La Suisse.

Ad un

certo punto, secondo la versione di AC 1, la signora si rese conto che, in

realtà, la polizza non valeva più nulla visto che AC 1 non aveva più pagato i

premi e, perciò, gliela restituì (PP AC 1 2.12.2004 B14) pretendendo che lui la

sostituisse con una garanzia effettiva. Fu così che AC 1 consegnò alla signora PC

13 la CIP gravante il fondo dell'ex-suocera:

La signora PC 13 che è sempre stata molto

precisa si è accorta che questa polizza non aveva nessun valore in quanto non

avevo pagato i premi. Si trattava di una polizza "puro rischio".. (…)

nei primi mesi del 2003 era ancora in essere l'ultimo prestito di fr.

500'000.-. Visto che la signora si era accorta che la polizza della __________

non aveva più valore, mi ha chiesto un'ulteriore garanzia ed io le ho

consegnato la CIP di nominali fr. 240'000.-.”

(PP AC 1 2.12.2004 B14; cfr. anche, PP AC 1 14.2.2005 A16.)

Secondo

la signora PC 13, invece, fu AC 1 a chiederle la restituzione della polizza e

lei accondiscese alla richiesta dell’amico senza chiedere né la ragione di tale

richiesta né un altro pegno (PP PC 13 2.12.2004 B14).

La Corte

non ha creduto alla signora PC 13: non è, infatti, verosimile che una donna

accorta quale la signora PC 13 restituisca, senza motivo, una garanzia quando

il suo credito è ancora in essere e, per di più, lo faccia senza chiederne, in

cambio, un’altra.

Vi sono

altri due importanti elementi che sostengono la versione di AC 1.

Dapprima

vi è il fatto che il contratto concluso nel dicembre 2003 fra AC 1 e PC 13 (di

cui si dirà in seguito) vale – secondo la volontà in esso manifestata dalle

parti - quietanza per la consegna del denaro ma non per la consegna della CIP,

ciò che indica che questa era, a quel momento, già in possesso della signora PC

13.

Inoltre,

vi è il fatto che nello stesso contratto non viene fatta alcuna descrizione

della CIP. Se ne indica soltanto il valore e il rango ma non si dice quale

fondo grava: anche questo ad ulteriore prova che la CIP era già in mano della

donna.

Così, la

Corte ha accertato che, così come sostenuto da AC 1, ad inizio 2003, quando

ancora il prestito non era stato rimborsato interamente, dopo la restituzione

della polizza e in sua sostituzione, AC 1 consegnò alla signora PC 13 la CIP di

cui s’è detto sopra, a valere quale pegno sostitutivo di quello che non aveva

più valore,

A dicembre 2003 – cioè dopo che venne rilasciato – AC 1 si rivolse

nuovamente alla signora PC 13 per chiederle dei soldi. Le disse che era stato

arrestato, che si trovava in difficoltà e che necessitava di soldi per mettere

a posto certe sue pendenze con la giustizia:

Nel dicembre del 2003 l'avv. AC 1 mi ha chiesto

di aiutarlo finanziariamente perché aveva delle difficoltà e necessitava la

somma di fr. 240'000.- per risolvere le sue questioni penali presso il MP.

L'avvocato necessitava di un prestito urgente e per un breve periodo,

quantificato dall'avvocato, in ca. due settimane. Più precisamente io sapevo

che l'avvocato era stato arrestato e rimesso in libertà. Egli mi ha detto che

aveva fatto degli errori nella contabilità e che poteva risolvere la situazione

con i suoi clienti che aveva danneggiato. Ho deciso di aiutarlo.”

(PP PC 13

2.12.2004 B14)

La donna

acconsentì alla richiesta di AC 1 e, il 10 dicembre 2003, i due conclusero un

contratto secondo cui la signora concedeva a AC 1 un prestito di fr. 240'000.-

(in realtà, la donna gli consegnò una cifra inferiore poiché parte della somma

era quanto ancora AC 1 le

doveva). Secondo i termini dell’accordo, il prestito era garantito, oltre che

da una polizza vita, “da una CIP di fr. 240'000.- in I rango” (PP PC 13

2.12.2004 B14).

Si trattava della CIP gravante il fondo di proprietà della signora PC

1 che AC 1 lasciò in mano alla signora PC 13, questa volta a garanzia, oltre che

del residuo di quello precedente, del debito nuovamente contratto.

In

conclusione, la Corte ha accertato che AC 1 ha disposto illecitamente della

cartella ipotecaria, una prima volta all'inizio del 2003, consegnandola alla

signora PC 13, in sostituzione di una precedente garanzia che nel frattempo

aveva perso valore, per il prestito di fr. 500'000.-; e una seconda volta nel

mese di dicembre 2003, dopo essere stato scarcerato, lasciandola nelle mani

della signora PC 13 a garanzia, oltre che del residuo del citato debito, di un

altro prestito concessogli il 10 dicembre 2003 (fr. 150'000.-).

In aula,

con l’accordo delle parti e, in particolare del Difensore, la Presidente ha

introdotto, in relazione all’utilizzo di questa CIP, una nuova imputazione così

come risulta dal verbale dibattimentale (pag 5).

d) La

signora PC 13 ha dichiarato di non avere chiesto nulla né a AC 1 né ad altri in

relazione alla CIP pur avendo visto perfettamente che essa gravava un fondo di

proprietà di terzi:

Preciso che io avevo piena fiducia nell'avv. AC

1 ed inoltre, trattandosi di un titolo al portatore, chi ha il possesso del

documento, lo può trasferire a terzi.”

(PP PC 13

2.12.2004 B14)

AC 1 ha,

invece, detto di avere informato la signora PC 13 del fatto che la cartella

ipotecaria gravava il fondo dell'ex-suocera, che lui non avrebbe potuto

disporne ma che lo faceva ugualmente con l’intenzione di sostituirlo, a breve,

con garanzie sue personali:

Quando ho consegnato la CIP alla signora le ho

detto che il titolo gravava un immobile di proprietà della mia ex suocera e che

consegnavo il titolo in previsione di sostituirlo a breve con delle mie

garanzie personali. Ho anche specificato che il titolo era di proprietà della

mia ex suocera dicendo alla signora che non poteva disporne perché era della

mia ex suocera e che era mia intenzione di sostituire il titolo con mie

garanzie personali.”

(PP AC 1

2.12.2004 B14; cfr. anche PP AC 1 14.2.2005 A16.)

Anche su

questa questione, la Corte ha dato maggior credito a quanto detto da AC 1

rispetto alle affermazioni della signora PC 13. Come detto, la signora PC 13 –

che è stata per anni la persona di fiducia di __________ ciò che comporta una

buona consuetudine alla gestione finanziaria - è una donna avveduta che, in

particolare nella gestione delle sue finanze, non si lascia accecare dalle

emozioni o dagli affetti (cfr. sopra) ed arriva al punto da chiedere interessi

altissimi e garanzie anche a persone per le quali nutre sentimenti di amicizia.

E’ donna

che sa – e lo ha dimostrato parlandone con naturalezza (cfr. PP PC 13 2.12.2004

B14) – che cosa è una cartella ipotecaria al portatore e che sa che cosa se ne

può fare.

Ora, è

impensabile che una donna del genere non si ponga delle domande quando ad

offrirle in garanzia una CIP che grava il fondo di un terzo è un uomo che, da

anni, lei sa essere costantemente in difficoltà finanziarie (al punto che, in

pochi anni, lei ha dovuto per ben 5 volte prestargli complessivamente fr.

2'500'000.-) e che, per di più, a dicembre 2003 lei sa che ha avuto problemi

con la giustizia tanto da essere arrestato e che le dice di avere bisogno di

soldi per liquidare alcune pendenze penali.

Ben più

verosimile è la versione di AC 1 secondo cui lui spiegò alla donna come stavano

le cose, già ad inizio 2003, nei termini di cui ha riferito nel verbale citato

(PP AC 1 2.12.2004 B14; cfr. anche, PP AC 1 14.2.2005 A16.).

e) In

data 24.8.2004, l'avv. RC 1 ha introdotto un'istanza di sequestro della

cartella ipotecaria presso la signora PC 13 (AI280).

La PP non

ha dato seguito immediatamente alla richiesta di sequestro della cartella

ipotecaria ma ha convocato la signora PC 13 per un interrogatorio, riservandosi

la facoltà di procedere al sequestro una volta esperito tale atto istruttorio

(AI283).

L'avv. RC

1 ha rinnovato l'istanza di sequestro della cartella ipotecaria in data

9.11.2005 (AI450) In data 29.5.2006 la PP ha respinto l'istanza (AI491) e

contro tale decisione è insorta la signora PC 1 con un reclamo 8.6.2006

(AI493), accolto dal GIAR in data 24.7.2006 (AI506) e, quindi, con emissione,

da parte della PP, dell'ordine di sequestro della CIP in data 27.7.2006

(AI507). Contro tale decisione e contro quella del GIAR è insorta la signora PC

13, rispettivamente con ricorso alla CRP di data 4.8.2006 (AI510) e con un

reclamo al Giar di data 7.8.2006 (AI511).

In data

23.8.2006 il GIAR ha respinto il reclamo della signora PC 13 (AI520) ed il

3.10.2006 la CRP ha respinto il ricorso (AI531). La CIP è stata, quindi,

consegnata in data 4.12.2006 al MP (AI560).

E. Esiti peritali

12. AC 1,

su istanza del suo difensore, è stato sottoposto a perizia psichiatrica. Il

perito, dr. PE 1, nel suo referto 20.8.2004 (AI 278), ha diagnosticato nel

peritando un disturbo di personalità misto, con tratti presenti nel modello

strutturale della personalità depressivo-masochista e di quella narcisista, ed

ha concluso che la capacità di AC 1 di valutare il carattere illecito e quella

di determinarsi in funzione di tale valutazione erano, entrambe, parzialmente

compromesse.

La

scemata imputabilità è stata valutata di grado medio-leggero.

Il

perito, in aula, ha precisato che la scemata imputabilità del peritando

raggiungeva un grado variante tra il 30% ed il 40% per tutto il periodo

compreso nell'atto di accusa (cfr. verb. dib. pag. 3).

F. Il

diritto

13. Secondo l'art. 138 n. 1 cpv. 1 CP chiunque, per procacciare a sé o

ad altri un indebito profitto, si appropria di una cosa mobile altrui che gli è

stata affidata, oppure chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di

un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a

cinque anni o con una pena pecuniaria.

Per 138

n. 1 cpv. 1 CP, l’autore si appropria indebitamente di una cosa mobile

(corporea) affidatagli da un terzo, esclusi quindi gli immobili, i crediti non

incorporati in un titolo, i dati non materializzati (DTF 111 IV 74, 100

IV 31; 72 IV 118; Cassani, in: FJS 953, 1986).

Secondo il Tribunale Federale, una cosa è

affidata quando l’autore ne acquista il possesso sulla base di un rapporto di

fiducia per farne un uso determinato

nell’interesse altrui, secondo un accordo espresso o tacito, in particolare per

amministrare, conservare, consegnare il bene affidato (DTF 120 IV 278,

106 IV 250, 86 IV 167).

Si appropria di una cosa mobile o del suo

controvalore colui che, in dispregio del rapporto di fiducia, l’integra

economicamente nel suo patrimonio per conservarla, utilizzarla, venderla a

terzi, prestarla, darla in pegno, o per disporne in altro modo come se fosse il

proprietario (DTF 118 IV 148). Secondo la dottrina, pertanto, quali

elementi caratteristici vi sono da un lato la durevole sottrazione al possesso

del proprietario, e d'altra parte, cumulativamente, l’esplicitazione della

volontà di comportarsi come titolare del bene, anche solo provvisoriamente,

disponendone a proprio profitto (DTF 118 IV 148 e rif: 114 IV 136, 104

IV 158, 95 IV 4, 85 IV 19, 81 IV 234; Corboz, Les infractions en droit

suisse, Berna, 2002, volume 1, pag. 226).

Ai sensi

dell’art. 138 n. 1 cpv. 2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio

o di un terzo valori patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva

sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

Nei casi previsti invece all'art. 138 cifra 1

cpv. 2 CP l'autore impiega senza diritto un valore patrimoniale e quindi anche

valori incorporali, ossia crediti, o altri diritti che hanno un valore

patrimoniale (FF 1991 II 825).

In questo caso, la norma non protegge la

proprietà, bensì l’obbligo di restituire in ogni tempo il controvalore del bene

affidato che deriva dal contratto che lega l’affidante e l’affidatario (DTF

124 IV 9, 120 IV 117), laddove la nozione di bene affidato comprende non solo

cose fungibili, bensì anche crediti, in particolare bancari o postali (DTF

109 IV 27; Cassani, in: FJS 953, 1986; Corboz, opera citata, n.

17, pag. 228).

Secondo

l’art. 138 n. 2 CP, è punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una

pena pecuniaria se ha commesso il fatto nell'esercizio di una professione per

la quale ha ottenuto l'autorizzazione da un'autorità.

Dal

profilo soggettivo, l’autore deve sapere che si tratta di beni di terzi di cui

si appropria con coscienza e volontà (DTF 91 IV 131), e deve agire con

l’intento illecito di arricchire sé stesso o un terzo (DTF 118 IV 34).

In specie, egli deve avere voluto, anche soltanto nella forma del dolo

eventuale, conseguire un indebito profitto - cioè un vantaggio economico,

ancorché provvisorio o temporaneo (DTF 118 IV 29; Corboz, opera citata,

pag. 226).

14. Giusta l’art. 251 CP è autore colpevole di falsità in documenti, ed

è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria,

colui che al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o

di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma un documento falso

od altera un documento vero, oppure abusa dell’altrui firma autentica o

dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppostizio, oppure

attesta o fa attestare in un documento contrariamente alla verità un fatto di

importanza giuridica o fa uso a scopo d’inganno di un tale documento.

15. La

connotazione giuridica - peraltro pacifica - dei fatti esposti nell'atto di

accusa e confermati dalla Corte non ha dato adito a particolari contestazioni.

AC 1,

laddove ha destinato a scopi contrari al mandato ricevuto gli averi (somme di

denaro, crediti e cartelle ipotecarie) affidatigli nella sua veste di notaio e

nella sua veste di avvocato o di persona privata dai suoi clienti, si è reso

autore colpevole di appropriazione indebita, rispettivamente aggravata e

semplice. Egli si è inoltre reso autore colpevole di falsità in documenti nel

caso di cui al punto 2 dell'atto di accusa.

16. Ciò

detto, la Corte ha ritenuto di dover prospettare alle parti, nel corso del

dibattimento, l'imputazione di amministrazione infedele aggravata in

alternativa a quella di appropriazione semplice di cui al capo di accusa 1.2.5.

La

Procuratrice Pubblica si è rimessa al giudizio della Corte, sottolineando come

la scelta da lei operata sia stata dettata dalla natura sussidiaria del reato

di amministrazione infedele rispetto agli altri reati patrimoniali (cfr. Marcel

Alexander Niggli, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch II, ed. 2003, ad art.

158 CP, n. 155).

Il

difensore ha, per contro, affermato che, nella fattispecie in esame, il reato

di amministrazione infedele aggravata, se confermato, poteva trovare

applicazione limitatamente alla quota azionaria di proprietà della signora AC 1,

avendo l'imputato la facoltà di disporre dei beni di sua spettanza in qualità

di amministratore della società ed azionista al 50%.

17. Ai

sensi dell'art. 158 cpv. 2 CP è autore di amministrazione infedele aggravata ed

è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria,

chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, abusa della

qualità di rappresentante conferitagli dalla legge, da un mandato ufficiale o

da un negozio giuridico e cagiona in tal modo un danno al patrimonio del

rappresentato.

E’ tenuto a curare il patrimonio altrui ai sensi

della norma colui che conduce negozi giuridici per conto di terzi (DTF

102 IV 92, 100 IV 36, 80 IV 246, 77 IV 204) ed è autorizzato a disporre in modo

autonomo dei beni che gli sono rimessi (DTF 105 IV 31, 102 IV, 92, 101

IV 167, 100 IV 36, 172, 95 IV 66).

Dall'autonomia e indipendenza della persona che è

tenuta a curare il patrimonio derivano uno specifico e particolare obbligo di

fedeltà, la cui violazione assurge a grave torto. Questo è ad esempio il caso

per l’amministratore di società, per l’amministratore fiduciario (con gestione

di affari), per l’agente commerciale indipendente nell’esecuzione delle sue

mansioni, e per gli organi di persone giuridiche (FJ S n°1035).

L’oggetto del contratto che lega l’autore alla

vittima deve pertanto consistere essenzialmente nella cura degli interessi

patrimoniali di quest’ultima, che devono essere “bedeutsam und von Gewicht”

(DTF 105 IV 312).

L’amministratore è punibile solo quando l’atto o

l’omissione pregiudizievole sono contrari ai suoi obblighi contrattuali o

legali (DTF 105 IV 313, 80 IV 247). Si impone quindi un esame, caso per

caso, degli obblighi che spettano all’amministratore ed in particolare se gli

incombe l’obbligo di mantenere intatto il patrimonio esistente oppure, come

nella maggior parte dei casi di gestione di operazioni o di aziende (industrie)

commerciali, se deve provvedere all’aumento dello stesso, cosa che dipende dal

tenore degli accordi intercorsi tra le parti o previsti dalla legge (DTF

105 IV 313, 80 IV 148). Accertati in concreto i doveri dell’amministratore,

possono essere dedotti quei comportamenti indubbiamente contrari ai doveri e

quindi generatori di un’amministrazione infedele.

Dal profilo soggettivo è necessaria l’intenzione

dell'autore, almeno nella forma del dolo eventuale (Stratenwerth, BT I,

4. Auflage, § 19 e riferimenti).

18. I

reati ai appropriazione indebita e di amministrazione infedele risultano

accomunati da una situazione di violazione del rapporto di fiducia, come pure

dal fatto che in entrambi i reati sussiste l'affidamento di elementi

patrimoniali dalla vittima all'autore, unitamente alla prerogativa di disporre

di questi beni secondo le istruzioni che essa ha conferito.

In casi

limite è perciò difficile distinguere i due reati, anche se in teoria gli

elementi oggettivi costitutivi degli stessi sono di per sé ben distinti e fra i

due reati non sussiste concorso ideale (DTF 111 IV 62), ritenuta

comunque la natura sussidiaria dell'amministrazione infedele rispetto agli

altri reati patrimoniali (DTF 111 IV 61; per il rapporto con

l'appropriazione indebita: Trechsel, Kurzkommentar, 2. edizione, n. 25

ad art. 158 CP; Corboz, opera citata, pag. 401, n. 25).

Andreas Donatsch, evidenziando le difficoltà che possono esistere

nel distinguere i due reati, ritiene comunque che

sollte im Grundsatze pflichtwidriges Verhalten

der Geschäftsführer von Handelsgesellschaften bei Ausübung der

Geschäftstätigkeit entgegen Lehre und Rechtsprechung nicht unter den Tatbestand

der Veruntreuung, sondern ausschliesslich unter denjenigen des ungetreuen

Geschäftsführung fallen.”

(Donatsch, Aspekte der ungetreuen

Geschäftsbesorgung nach Art. 158 StGB, in: ZStrR 1996, pag. 219),

e aggiunge che

… die Veruntreuung als Aneigungsdelikt

konzipiert ist. Bei der Auslegung von Art. 138 Ziff. 1 Abs. 2 StGB ist daher

darauf zu achten, dass der Bezug zur Aneignung nicht verlorengeht.”

(Donatsch, Aspekte der ungetreuen

Geschäftsbesorgung nach Art. 158 StGB, in: ZStrR 1996, pag. 219).

Niggli/Riedo, invece, per il caso di organi di

società ravvisano il criterio distintivo tra i due reati soprattutto nella

questione a sapere se il patrimonio sociale deve essere considerato come

affidato agli organi nella forma di un esclusivo potere di disporne. Se questo

è il caso si è in presenza di appropriazione indebita, in caso contrario di

amministrazione infedele (Niggli/Riedo, Basler Kommentar,

Strafgesetzbuch II, ed. 2003, n. 195, pag. 283).

A titolo generale nell'amministrazione infedele

risulta preminente l'elemento gestionale in danno del patrimonio, mentre

nell'appropriazione indebita è l'elemento appropriativo a porsi in primo piano.

19. AC 1

era, al più tardi alla fine del 1999, insieme all'ex moglie PC 9, azionista e amministratore con firma collettiva a due della società _______

il cui patrimonio era composto dall'immobile particella 781 sita nel comune di __________

del valore, così come indicato in aula da AC 1, di ca. fr. 2'000'000.-. Il

fondo era gravato da tre oneri ipotecari a favore della PC 14 per un importo

complessivo di fr. 1'806'000.- (in primo rango dal 22.12.1989 di fr. 706'000.-

oltre interessi del 7%; in secondo rango dal 19.1.1990 di fr. 700'000.- oltre

interessi del 7% e in terzo rango dal 6.7.1994 di fr. 400'000.- oltre interessi

del 10%).

Oltre

agli onori ipotecari suddetti, dal registro fondiario figurava pure

l'iscrizione di un mutuo ipotecario al portatore di fr. 1'600'000.- gravante in

quinto rango la proprietà.

Tale

mutuo ipotecario era detenuto dall'imputato in virtù del suo ruolo di

amministratore unico.

Già dal

1997 ed in ogni modo dal 1999, ovvero dalla sottoscrizione della convenzione di

cui si è detto al consid 11.2. lett. b), a AC 1 incombeva l'onere di vendere la

proprietà della _______ e di ripartire il dividendo tra i due azionisti.

Con la

consegna a PC 6 del mutuo a garanzia del suo debito e, poi, una volta questo

rimborsato, il suo mancato recupero, AC 1 ha permesso a PC 6 di ottenere, in

data 26.9.2003, la sua iscrizione nel registro dei creditori e,

successivamente, l'avvio di una procedura di realizzazione del pegno. Con ciò

l'imputato ha gravato il fondo con un ulteriore debito di 1'600'000.-, ciò che

non era, di tutta evidenza, compatibile con i suoi doveri di amministratore

relativi alla gestione diligente degli interessi della società e, più in

generale dei suoi azionisti.

Prevale

in questo caso l'elemento gestionale in danno del patrimonio della società

rispetto a quello appropriativo. AC 1 era, infatti, tenuto, più che all'obbligo

di custodire il mutuo ipotecario, all'obbligo di preservare ed amministrare il

bene societario al fine di conseguire un utile dalla vendita della proprietà di

__________.

A torto,

il difensore di AC 1 ha sostenuto che, in quanto proprietario del 50% delle

azioni della società, egli avrebbe avuto il diritto di disporre dei beni della

stessa in ragione del 50% del loro valore.

La

giurisprudenza del TF ha, infatti, precisato che una società anonima con un

solo azionista costituisce una persona distinta anche per l'azionista unico

solo amministratore della società; il suo patrimonio è pertanto per lui un

patrimonio altrui. (DTF 117 IV 259). Questo discorso vale quindi, a maggior

ragione per l'amministratore di una società anonima detentore solo del 50%

delle azioni. Inoltre la giurisprudenza del TF ha precisato che

l'amministratore unico di una società che è anche azionista unico può disporre

dei beni della stessa unicamente quando il patrimonio netto - attivi meno i

debiti della società - rimanente dopo il prelevamento è sufficiente a coprire

il capitale sociale e le riserve obbligatorie (DTF 117 IV 259). AC 1,

disponendo, come ha fatto, del mutuo ipotecario in oggetto, ha gravato un fondo

già oberato di debiti ipotecari tanto da ridurre considerevolmente, se non

annullare del tutto, il valore del fondo e con esso il capitale sociale.

AC 1 è

stato quindi ritenuto autore colpevole di amministrazione infedele aggravata

per avere, in qualità di amministratore della _______, a cavallo tra il 2000 ed

il 2001 consegnato il mutuo ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in

IV rango il fondo Parto, di proprietà della società _______ a PC 6 per

garantire un suo debito personale di fr. 1'200'000.-, e avere poi omesso di

recuperarlo al momento della restituzione del debito, con il conseguente

proscioglimento dall'accusa di appropriazione indebita semplice.

G. Commisurazione

della pena

20. Ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla

colpa dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni

personali dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. Ai

sensi del cpv. e del citato articolo la colpa è determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

reprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché,

tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.

Ai sensi

dell'art. 49 cpv. 1 CP quando per uno o più reati risultano adempiute le

condizioni per l'inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice

condanna l'autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in

misura adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della

pena comminata. È in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena.

La colpa

dell’accusato va innanzitutto valutata considerando la portata oggettiva dei

reati intenzionalmente commessi: considerando cioè quel che ha fatto volendolo

fare, le sue motivazioni, il modo di esecuzione, le circostanze in cui ha agito

e il risultato ottenuto, elementi cui già si ha accennato in narrativa e che

vanno tenuti presenti evitando inutili ripetizioni (Corboz, La

motivation de la peine, in ZbJV 1995 24).

21. In concreto, la Corte ha ritenuto che la colpa di AC 1 è

particolarmente grave. L'ha ritenuta grave per l'impressionante numero di reati

commessi: AC 1 risponde per 233 reati. L'ha ritenuta

grave per il lungo lasso di tempo in cui AC 1 ha delinquito: i reati si

estendono, ininterrotti e regolari, sull'arco di quasi 4 anni. L'ha ritenuta

grave per l'entità impressionante dell'importo malversato: in totale, si tratta

di fr. 78'138'418.-. L'ha ritenuta grave per l'importo comunque considerevole

del danno causato: il danno finale è di almeno fr. 6'755'646.-. La Corte ha,

poi, ritenuto quale pesante aggravante della colpa di AC 1 il fatto che egli ha

delinquito, in 115 episodi, in qualità di pubblico notaio, violando così in

modo esecrabile, non soltanto

il rapporto di fiducia insito nella natura del mandato dato al notaio dal

cliente, ma violando anche la fiducia che le istituzioni pubbliche hanno

riposto in lui al momento in cui AC 1 è stato autorizzato all'esercizio di tale

professione. Infine, la Corte ha ritenuto grave la colpa di AC 1 per le

motivazioni a delinquere. AC 1 ha delinquito per permettersi uno standing

professionale e personale superiore alle sue reali possibilità e capacità, per

dare di sé l'immagine del vincente, del professionista di successo con uno

studio prestigioso nel pieno centro di , con la casa a Ibiza, la villa a __________,

gli affari che lo portavano di qua e di là per il mondo e che era in grado di

assicurare alla famiglia (moglie, ex-moglie e 4 figli) un alto tenore di vita,

prima soddisfacendo tutti i cap_______ della moglie e, poi, impegnandosi, in

particolare, al versamento di un contributo alimentare superiore al salario dei

più alti funzionari pubblici ticinesi.

Quindi,

per la Corte AC 1 ha delinquito per puro scopo di lucro. In particolare, in

quest'ottica, la Corte ha considerato che nulla distingue il motivo che ha

spinto a delinquere AC 1 dal motivo che ha spinto a delinquere altri avvocati e

notai che sono stati citati in quest'aula (in particolare, si fa riferimento al

caso giudicato con sentenza 15.12.2004 dalla Corte delle Assise Criminali di

in re). Se il notaio condannato nel 2003 - tanto per riprendere il caso citato

sia dalla Difesa che dall'accusa - ha delinquito per finanziare l'attività di

una società sportiva e l'acquisto di una villa sul lago, AC 1 ha delinquito per

finanziare lo studio legale prestigioso con lo stuolo impressionante di

dipendenti e di oneri, per finanziare la villa di __________, forse anche

quella di Ibiza e il tenore di vita alto della moglie o dell'ex-moglie e dei

figli. Quindi, per dirla in parole povere, quel che ha spinto AC 1 a delinquere

- come quel che ha spinto l'altro notaio citato dalle parti - era il desiderio

di trovare i soldi necessari a permettersi un livello di vita superiore alle

reali possibilità.

Che, poi

- in un'analisi di tipo psicologico -questi soldi servissero (per usare

un'espressione della PP) a "coccolare l'ego'' di AC 1 così da permettergli

di illusoriamente superare le sue frustrazioni non cambia nulla alla realtà

delle cose, e cioè al fatto che AC 1 ha delinquito per vivere al di sopra delle

sue possibilità.

Certo,

secondo gli accertamenti del perito che sono vincolanti per la Corte, a

differenza di altri, AC 1 ha agito in parte sotto l'influsso di turbe

psichiche. Tuttavia, tali turbe non cambiano l'oggettività delle sue

motivazioni a delinquere. Tali turbe hanno determinato l'accertamento di una

scemata responsabilità. Se se ne tenesse conto anche nell'analisi dei motivi a

delinquere - così come sembra avere fatto la Difesa - si farebbero giocare due volte

gli stessi elementi e ciò non è corretto.

Ciò

considerato, tenuto conto della gravità dei reati commessi, ad un autore

incensurato come AC 1 ma pienamente responsabile, la Corte avrebbe inflitto una

pena detentiva variante fra i 7 anni e i 7 anni e mezzo.

22. Tuttavia,

ad attenuazione della colpa di AC 1 - e quindi ad attenuazione della pena - la

Corte ha considerato due elementi di peso.

a) Dapprima

la scemata responsabilità.

Il perito

ha stabilito che AC 1 ha sempre agito -per tutto il periodo compreso fra il

2000 e la fine del 2003 -in uno stato di scemata responsabilità.

La PP ha

chiesto alla Corte di considerare tale scemata responsabilità soltanto per il 2003. La Corte non ha potuto

aderire a tale richiesta. Non ha potuto farlo perché, per costante

giurisprudenza, una perizia giudiziaria è vincolante per la Corte. Ci si può

scostare dalle conclusioni di un perito giudiziario - e il dotto Mari è tale

poiché nominato dalla PP - soltanto se il perito ha adottato un metodo scientificamente non

riconosciuto, oppure se ha applicato un metodo scientificamente riconosciuto in

modo scorretto oppure, ancora, se le conclusioni peritali sono sconclusionate

od astruse. Ciò non è manifestamente il caso in concreto. Il dottor PE 1 ha

applicato metodi che vanno considerati scientificamente riconosciuti e le sue

conclusioni non appaiono assolutamente insostenibili tant'è che esse hanno

ricevuto il conforto di ben due altri psichiatri e di uno psicologo la cui esperienza nell'applicazione e

nell'interpretazione del test di Rorschach è ben nota alle Corti ticinesi.

Ciò

detto, quindi, la Corte è tenuta a seguire le conclusioni peritali e, pertanto,

a ritenere che, effettivamente, AC 1 ha delinquito in stato di scemata

responsabilità.

Il perito

ha accertato che il grado della scemata responsabilità di AC 1 variava fra il

30 e il 40%. Anche tale accertamento è vincolante per la Corte che, in

applicazione del principio in dubio pro reo, deve considerare il grado più alto

e, quindi, il 40%.

Ciò

comporta una riduzione di pari grado della pena che verrebbe applicata per gli

stessi reati ad un autore pienamente responsabile.

Perciò,

dalla pena detentiva di 7 anni circa si passa a quella di ca. 4 anni e 3 mesi.

b) La

Corte ha, poi, riconosciuto, accogliendo parzialmente la richiesta della

Difesa, che AC 1 ha agito in stato di grave angustia nell'episodio della

consegna a __________ delle due CIP gravanti i fondi di __________ (cfr. per un

caso analogo, Rep 1992 pag. 320; Niggli/Wiprächtiger, Basler Kommentar, pag.

933). In quel periodo, AC 1 era pressato in continuazione da __________

affinché estinguesse il suo debito. Sotto tali pressioni, AC 1 ha firmato di

tutto e di più pur di guadagnare alcuni giorni. Dai riconoscimenti di debito è

passato alle cambiali per poi arrivare alle fandonie sui soldi bloccati a __________

e poi passare ai viaggi a __________ con l'uomo di __________ per ritirare i

soldi che lui sapeva benissimo che non c'erano. Insomma, in quei giorni AC 1 ha

fatto di tutto pur di guadagnare anche solo qualche giorno di respiro.

Alla fine

di febbraio, AC 1 aveva esaurito le frottole ma i soldi continuavano a non

esserci e __________ continuava a incombere. In aula, AC 1 ha parlato anche di

minacce e lo ha fatto in un modo per cui la Corte gli ha creduto. In questo

contesto, alla fine di febbraio 2003, AC 1 era con __________ in una situazione

che - in ogni caso, dal profilo soggettivo - era senza via d'uscita e, in

questo contesto, la consegna delle due CIP era l'unico modo che AC 1

soggettivamente aveva per guadagnare un po' di respiro nell'attesa di

concludere con _______ . E la prova che AC 1 considerava davvero senza uscita

la sua situazione è il fatto che, per rimborsare __________, è andato ad

impegnarsi, con gli oneri che abbiamo visto, con _______ passando (è il caso

di dirlo) dalla padella alla brace.

La Corte

non ha invece riconosciuto l'attenuante della grave angustia per la consegna

delle CIP a PC 6. In quell'occasione, AC 1 era certamente "molto

affranto" (cfr PP __________ 4.6.2004) ma non ci sono elementi che possano

in qualche modo sostenere la tesi secondo cui, quel giorno di giugno 2003,

davanti all'avv. __________, AC 1 fosse soggetto a pressioni pesanti al punto

da realizzare le condizioni della grave angustia, cioè pesanti al punto da

fargli ritenere il delinquere come l'unica via praticabile.

Ciò

detto, il riconoscimento dell'attenuante specifica della grave angustia in

relazione al reato commesso con __________ impone un'ulteriore riduzione della

pena che è stata, così, determinata in 4 anni.

Questa

pena viene accompagnata dalla misura del trattamento psicoterapico

ambulatoriale.

H. Le

pretese delle parti civili

23. Per quanto concerne le pretese di parte civile, la Corte ha

condannato AC 1 al pagamento delle seguenti indennità, tutte riconosciute

dall'imputato stesso:

- fr.

74'000.- a favore della PC 5 in liquidazione SA;

-

fr. 1'100'000.- oltre interessi al 5% a partire dal 28 luglio 2003 a favore di PC

12 ;

- fr.

26'235,85 a favore di PC 15;

-

fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5% dal 30 maggio 2006 a favore di PC 11 ;

-

fr. 26'140.- a favore di PC 7. L'istanza della PC è stata così accolta solo

parzialmente in quanto la somma

di fr. 3'000.- fatta valere a titolo di spese legali è stata solo stimata e non

quantificata né comprovata;

-

fr. 50'000.- a favore della PC PC 4, così come richiesto.

24. L'istanza

presentata dalla PC PC 10 è stata accolta nella sua interezza e, quindi, AC 1 è

stato condannato al pagamento della somma di fr. 99'470, 50 oltre interessi del

5% su fr. 93'968 a far tempo dal 31 luglio 2005.

25. La

Corte ha, per contro, rinviato al foro civile la pretesa di risarcimento di PC

9 laddove chiedeva la condanna di AC 1 al pagamento di fr. 50'000.- pari alla

somma da lei versata al signor _______ per la liberazione del 50% del capitale

azionario, poiché tale versamento non è stato comprovato.

Il rinvio

al foro civile è stato inoltre pronunciato - per richiesta stessa delle PC -

per le pretese di PC 6, PC 8, PC 2 e PC 14.

La pretesa

della PC PC 1 consistente nella richiesta di confisca ed assegnazione della

cartella ipotecaria al portatore di sua proprietà verrà ripresa qui di seguito

nel capitolo sequestri.

I. I

sequestri

26. La

Corte, accogliendo la richiesta della PP, non contestata dalla difesa, ha

ordinato la confisca e l'assegnazione alle PC, in proporzione del credito

riconosciuto in questa sede, previa cessione del rispettivo credito allo Stato,

dei valori patrimoniali sequestrati presso i conti di pertinenza di AC 1 presso

la PC 14 e meglio del conto () intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di

fr. 7'328,11 al 31.12.2006 e del conto (, rubr. Clienti) intestato a AC 1

presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al 31.12.2006.

Per

quanto concerne l'importo fr. 135'832.67 versato da AC 1 a favore delle parti

civili e sequestrato sul conto intestato al MP (Rubr. AC 1) presso PC 14, la

Corte ne ha pronunciato il sequestro conservativo a favore delle pretese delle

parti civili, deduzion fatta della tassa e delle spese processuali.

27. Delle

9 CIP sequestrate nelle mani dell'avv. __________ in data 17.11.2003 (AI 136 e

AI 140) la Corte ha ordinato la restituzione a PC 15 ritenuto l’accertamento

secondo cui esse non sono state date a _______ a garanzia del suo credito nei

confronti di AC 1 (cfr, inoltre, dispositivo della sentenza 23.1.2007 del __________

e della sentenza 15.5.2007 dal Tribunale cantonale dei __________).

28. La

cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango

la di proprietà di PC 1, sequestrata in mano della signora PC 13, è stata

oggetto di due istanze di restituzione da parte, rispettivamente, della

proprietaria del fondo gravato e del terzo possessore.

PC 1 ha

presentato, in aula, per il tramite del suo patrocinatore avv. RC 1, la

richiesta di confisca del titolo ipotecario di sua proprietà - in quanto

provento di reato - e la conseguente sua assegnazione a sé stessa.

PC 13, in

qualità di terzo possessore, con istanza 25.10.2007, ha chiesto il dissequestro

della cartella, facendo valere la sua buona fede al momento della consegna del

titolo essendone entrata in possesso ignara della sua provenienza illecita e

dietro consegna di una adeguata controprestazione.

La sua

buona fede sarebbe inoltre comprovata dalla menzione del titolo ipotecario

litigioso nelle sue dichiarazioni fiscali relative agli anni 2005 e 2006.

29. La

Corte ha accolto l'istanza di PC 1, respingendo, di conseguenza, quella di PC

13, per i motivi che seguono, in parte già esposti al consid. 1.10.

Secondo

gli accertamenti della Corte, la signora PC 13 ha ricevuto, all'inizio del

2003, la cartella ipotecaria in esame a garanzia del mutuo di fr. 500'000.-

concesso all'imputato, in sostituzione di una precedente garanzia che, nel

frattempo, si era rivelata priva di valore.

Al

momento della consegna, AC 1 le disse che egli non avrebbe potuto disporre del

titolo ipotecario poiché di proprietà della ex-suocera e che, quindi, era sua

intenzione sostituire al più presto tale garanzia con altre garanzie personali.

Ciò non

fu, però, il caso e ancora, nel dicembre del 2003, PC 13 accettò che la

cartella ipotecaria al portatore, già in suo possesso, fosse posta a garanzia

di un ulteriore prestito che AC 1 le chiese a causa di sue impellenti necessità

economiche nate a seguito del procedimento penale aperto nei suoi confronti nel

mese di settembre precedente.

È

evidente che, alla luce delle dichiarazioni di AC 1, ritenute credibili dalla

Corte (cfr. consid. 11.10 lett. d. e lett. e.), PC 13 non può, certo, dirsi in

buona fede poiché sapeva perfettamente che AC 1 non poteva disporre della

cartella ipotecaria.

Ma

la buona fede di PC 13 non può essere ammessa nemmeno ritenendo credibile – per

denegata ipotesi e per puro esercizio accademico - la sua versione dei fatti.

Ella,

infatti, sostiene di avere ricevuto la cartella ipotecaria, per la prima volta,

nel mese di dicembre del 2003 quando AC 1, dopo averla messa al corrente delle

sue disavventure giudiziarie, le chiese un prestito che (sempre secondo la

versione della donna) gli serviva per mettere a posto alcune pendenze con il

Ministero pubblico.

Nonostante

questo e nonostante la donna sapesse che AC 1 era ormai da anni in precarie

condizioni economiche (tanto che lei dovette più volte prestargli dei soldi),

lei (ed è sempre la sua versione dei fatti) accettò in garanzia una cartella

ipotecaria che lei sapeva gravare il fondo di un terzo senza porre a AC 1

alcuna domanda, senza in alcun modo verificare il potere di disposizione di AC

1 sulla stessa e ciò, semplicemente, perché, nonostante le circostanze,

riponeva nell'amico grande fiducia.

Si

tratta, con evidenza, di un atteggiamento irresponsabile, che non può essere

protetto.

La

conoscenza delle croniche difficoltà economiche di AC 1 e la notizia del

procedimento penale che lo vedeva coinvolto avrebbero dovuto farle sorgere dei

dubbi sull'effettivo potere di disposizione di AC 1 sul titolo in questione: la

fiducia che la signora PC 13 afferma di avere sempre riposto nell'imputato non

poteva persistere acriticamente, anche dopo l'apertura del procedimento penale

nei suoi confronti, ritenuto come le fosse noto che l'amico fosse costantemente

alla ricerca di prestiti.

Di

nessuna rilevanza, poi, ai fini del presente giudizio, é il fatto di avere

dichiarato - peraltro in periodi fiscali relativi al 2005 ed al 2006 e non al

2003 o al 2004 - il titolo ipotecario alle autorità fiscali.

PC

13 avrebbe dovuto - sempre nell'ipotesi che qui si considera a titolo puramente

scolastico - prima di accettare la cartella ipotecaria quale garanzia mettere

in atto le opportune e necessarie verifiche onde accertare se, davvero, AC 1

poteva disporre della cartella gravante un fondo di terzi.

In

realtà – sempre nella sua versione dei fatti - la donna non fece nulla,

limitandosi ad accettare il pegno che le veniva offerto, forte della sua

convinzione secondo cui "trattandosi di

un titolo al portatore, chi ha il possesso del documento lo può trasferire a

terzi.“ (PP PC 13

2.12.2004.)

L'istante

non può, pertanto, ragionevolmente sostenere di avere acquisito in buona fede

la cartella ipotecaria in esame.

Ne

consegue che il titolo ipotecario deve essere confiscato ed assegnato alla PC PC

1.

Rispondendo affermativamente ai quesiti posti, meno

che 1.1.2.5., 1.1.2.7., 1.2., 4., 6.1., 6.4., 6.6., 6.7., 6.12, 6.13 e

parzialmente al quesito 2.;

visti gli articoli 12, 19,

40, 42, 47, 48, 49, 51, 63, 69, 70, 71, 73, 138 n. 1 e n. 2, 158 n. 2 , 251 n.

1 CP;

9 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1. AC 1 è

autore colpevole di:

1.1. ripetuta

appropriazione indebita in parte qualificata

per avere, in più occasioni,

a , nel periodo gennaio 2000-fine 2003,

1.1.1. agendo in

qualità di pubblico notaio iscritto all'albo

1.1.1.1. utilizzato per

sé somme di denaro a lui affidate da clienti e continuato ad utilizzare fondi a

lui affidati per coprire le pretese di altri clienti, impiegato dunque

indebitamente la somma complessiva di almeno fr. 8'446'431.- e creato un danno

finale di almeno fr. 1'170'722.-;

1.1.1.2. tra fine 2002

e fine 2003 utilizzato in due occasioni la cartella ipotecaria al portatore di

nominali fr. 240'000.- gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1, al fine di

garantire un suo debito personale nei confronti di PC 13;

1.1.2. agendo in

qualità di avvocato, rispettivamente di persona privata

1.1.2.1. utilizzato

somme di denaro a lui affidate da clienti per il pagamento di spese proprie e

continuato ad utilizzare fondi a lui affidati da clienti per coprire le pretese

di altri clienti ed impiegato indebitamente la somma complessiva di almeno fr.

10'120'778.- e creato un danno finale di almeno fr. 5'510'924.-;

1.1.2.2. in data

27.2.2003, utilizzato la cartella ipotecaria al portatore di fr. 7'500'000

gravante in I rango le Part. e la cartella ipotecaria al portatore di nominali

di fr. 9'500'000.- gravante in I rango le Part. di proprietà di __________ per

garantire un debito personale di fr. 4.8 mio nei confronti di __________;

1.1.2.3. in data

25.6.2003 dopo restituzione dei titoli da parte del creditore __________ nel

frattempo rimborsato (cfr. punto 1.2.2. che precede), nuovamente utilizzato le

cartelle ipotecarie al portatore citate per garantire un debito personale non

meglio quantificato nei confronti di PC 6;

1.1.2.4. nel giugno

2003, utilizzato la quota del 50% (per un valore di almeno fr. 50'000.-) del

certificato azionario della _______, a lui affidato dalla coazionista PC 9 per

garantire un debito personale di fr. 900'000.- nei confronti di _______;

1.1.2.5. in data

imprecisata nella primavera del 2003, utilizzato la quota di almeno il 50% (per

un valore di almeno fr. 50'000.-) del certificato azionario della _______, a

lui affidato dal co-azionista PC 6, per garantire un debito personale non

meglio quantificabile nei confronti di PC 11;

1.1.2.6. in data

17.6.2003 e 24.6.2003 prelevato in contanti dal conto

intestato alla PC 5 presso __________ , sul

quale disponeva di diritto di firma individuale, l'importo complessivo di fr.

74'000.- utilizzati per scopi estranei alla PC 5 ;

1.2. falsità

in documenti

per avere a nel febbraio 2003

al fine di procacciarsi un indebito vantaggio,

modificato la stampata del sistema Telebanking

relativo al conto (rubrica clienti notarili) intestato allo Studio legale e

notarile __________, presso PC 14 e facendo in seguito uso del documento così

modificato;

1.3. amministrazione

infedele aggravata

per avere, in qualità di amministratore unico

della _______, a cavallo tra il 2000 ed il 2001 consegnato il mutuo ipotecario

di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto, di proprietà

della società _______ a PC 6 per garantire un suo debito personale di fr.

1'200'000.-, e avere poi omesso di recuperarlo al momento della restituzione

del debito;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa e

precisato nei considerandi.

Considerandi

2.

AC 1 è

prosciolto dall'imputazione di appropriazione indebita in riferimento:

2.1

al mutuo

ipotecario di nominali fr. 1'600'000.- gravante in IV rango il fondo Parto di

proprietà della società _______;

2.2

al

prelevamento in contanti dal conto intestato alla _______, presso PC 14 di fr.

238'000.-;

2.3

alle 9

cartelle ipotecarie al portatore per complessivi

fr. 4'750'000.- gravanti fondi di proprietà di __________

e consegnate all'avv. __________.

3.

Di

conseguenza, avendo agito in stato di scemata imputabilità del 40%, ed avendo

agito in stato di grave angustia nelle circostanze di cui al capo di accusa

1.2.2

, AC 1 è condannato:

3.1

alla pena

detentiva di 4 anni, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto;

3.2

al pagamento

della tassa di giustizia di fr. 3'500.- e delle spese processuali.

4.

È ordinata

l'esecuzione di un trattamento ambulatoriale.

5.

AC 1 è

condannato a versare le seguenti indennità:

5.1

alla PC PC 4

fr. 50'000.-;

5.2

alla PC PC 5

in liquidazione fr. 74'000.-;

5.3

alla PC PC 7

fr. 26'140.-, per il resto la PC è rinviata al foro civile;

5.4

alla PC PC

10.

fr. 99'470,50 oltre interessi del 5% su fr. 93'968 a far tempo dal 31 luglio

2005;

5.5

alla PC PC

11.

fr. 1'000'000.- oltre interessi al 5% dal 28.7.2003;

5.6

alla PC PC

15.

fr. 26'235,85;

5.7

alla PC 12

Fr. 1'100'000.- oltre interessi a15% dal 28.7.2003.

6.

Le PC PC

14, PC 6, PC 2, PC 3, PC 8 e PC 9 sono rinviate al foro civile.

7.

È ordinata

la confisca della cartella ipotecaria al portatore di nominali fr. 240'000.-

gravante in 1 rango la di proprietà di PC 1 e la sua assegnazione alla PC PC 1.

8.

È ordinata

la restituzione a PC 15 delle 9 CIP sequestrate nelle mani dell'avv. __________

(1 CIP di nominali CHF 220'000.- in 1. rango doc. giusto di data 25.4.1985; 1

CIP di nominali CHF 750'000.- in 1. rango, doc. giusto di data 28.7.1976; 1

CIP di nominali CHF 500'000.- in 2. rango doc. giusto di data 22.1.1986; 1 CIP

di nominali CHF 500'000.- in 2. rango, doc. giusto di data 22.01.1986; 1 CIP

di nominali CHF 500'000.- in 3. rango, doc. giusto di data 22.01.1986,1 CIP di

nominali CHF 730'000.- in 8. rango, doc. giusto di data 13.5.1991, 1 CIP di

nominali CHF 550'000.- in 8. rango, doc. giusto di data 13.5.1991.1 CIP di

nominali CHF 500'000.- in 10. rango doc. giusto di data 13.5.1991 1 CIP di

nominali CHF 500'000.- in 13. rango doc. giusto di data 25.3.1992).

9.

È ordinata

la confisca e l'assegnazione alle PC, in proporzione del credito riconosciuto

in questa sede, previa cessione del rispettivo credito allo Stato, dei seguenti

valori patrimoniali:

9.1

del conto

() intestato a AC 1 presso PC 14, con un saldo di

fr. 7'328,11 al 31.12.2006;

9.2

del conto

(, rubr. Clienti) intestato a AC 1 presso PC 14 con saldo di euro 342.06 al

31.12.2006

10.

È mantenuto

il sequestro conservativo sul saldo di fr. 135'832.67 al 25.10.2006 del conto

intestato al MP (Rubr. AC 1), presso PC 14, a garanzia - deduzion fatta della

tassa e delle spese processuali - dei crediti qui riconosciuti alle parti

civili.

11.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la

dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte

entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla

notificazione della sentenza integrale.

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 3'500.-

Inchiesta preliminare fr. 490.-

Perizia fr. 8'000.-

Interprete fr. 438.-

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.-

fr. 12'528.-

===========

Intimazione a:

e ai rappresentanti di Parte civile:

terzi implicati

1.

PC 1

2.

PC 2

3.

PC 3

4.

PC 4

5.

PC 5

6.

PC 6

7.

PC 7

8.

PC 8

9.

PC 9

10.

PC 10

11.

PC 11

12.

PC 12

13.

PL 1

14.

PL 2

15.

GI 1

16.

GI 2

17.

AS 1

18.

AS 2

19.

AS 3

20.

AS 4

21.

AS 5

22.

AS 6

23.

AS 7

24.

PE 1

25.

PC 13

26.

PC 14

27.

PC 15

Per la Corte delle assise criminali

La presidente La

segretaria

[i] Lettera 30.4.2004 avv. DF 1 (AI238)

[ii] ordonnance de condamnation 25.9.2006 del PG de la République et canton

de __________ AI558

[iii] Rapporto EFIN 3.2.2006 AI469

[iv] lettera PP al TPC 16.10.2007 doc. TPC 8

[v] lettera PP 24.10.2007 doc. TPC 16

[vi] Estratto del Registro Fondiario Provvisorio Comune di _______,

part., allegato allo scritto dell’avv. _______ del 10 marzo 2004, AI217

[vii] estratto del registro di commercio della __________, AI541;

[viii] verbale dell'assemblea generale della _______ allegato B e C alla -

prima -denuncia 16.12.2003 della signora PC 9, AI160;

[ix] allegata allo scritto dell'avv. RC 1 di data 8.7.2005, AI414;

[x] allegato E alla - prima -denuncia 16.12.2003 della signora PC 9, AI160;

[xi] memoriale di PC 6, doc. 1 al PP PC 6 3.11.2003 B.7

[xii] estratto del registro di commercio della _______

Ai 542

[xiii] estratti conti allegati alla lettera avv. RC 6 6.9.2005 AI438

[xiv] lettera _______ 14.10.2003, allegata nel classeur 6 e classeur 11

[xv] documentazione PC 14 d'apertura cto in classeur 11

[xvi] estratto 29.9.2000 conto e ricevuta di prelevamento 7.7.2000,

classeur 8

[xvii] estratto PC 14 30.12.2000 in documentazione sequestrata a AC 1 /classeur 2000 conti PC 14

[xviii] ricevuta di prelevamento 21.8.2000, classeur 8

[xix] estratto PC 14 30.12.2000 in documentazione sequestrata a AC 1 /classeur

2000.

contri PC 14

[xx] ordine di bonifico 20.12.2002 allegato doc. 2 al PP _______

13.10.2003

B3

[xxi] estratto conto doc. 10 allegato al PP _______ 13.10.2003 B3

[xxii] dichiarazione 27.2.2002, doc. 9 allegato al PP _______ 13.10.2003

B3

[xxiii] lettera concessione di credito PC 14 17.4.2000 (doc. A), atto di

costituzione di pegno 17.4.2000 (doc. C), atto complementare di pegno (doc. D),

cessione di credito _______/ PC 14 (doc. E), ordine di pagamento

3.5.2000

PC 14 a _______ (doc. F1), lettera raccomandata 3.5.2000 PC 14

a _______ (doc. F2), lettera racc. 3.5.2000 _______a PC 14 (doc.

G) allegati all’istanza di sequestro presentata il 23.9.2004 dalla PC 14, AI292

[xxiv] 2 istanze di iscrizione a registro creditori con annotazioni UR,

doc. H1 e H2 allegati all’istanza di sequestro presentata il 23.9.2004 dalla PC

14, AI292

[xxv] lettera RC 15 16.2.2004 AI194 e allegato doc. 1 al PP AC 1 12.1.2004

A9

[xxvi] avviso di addebito __________ del 2.2.2001, allegato 1 all'AI569

[xxvii] avviso di addebito __________ del 9.8.2001, allegati 2 all'AI569

[xxviii] avviso di accredito cto __________ 3.10.2002, allegato 3 all’AI569

[xxix] avviso di accredito cto __________ 23.12.2002, allegato 4 all’AI569

[xxx] avviso di accredito cto __________ 24.3.2003, allegato 5 all’AI569

[xxxi] avviso di accredito cto __________ 22.4.2003, allegato 6 all’AI569

[xxxii] avviso di accredito cto __________ 15.5.2003, allegato 7 all’AI569

[xxxiii] avviso di accredito cto __________ 22.5.2003, allegato 8 all’AI569

[xxxiv] documenti di apertura della relazione intestata alla PC 5 in __________, allegati documentazione

bancaria, classeur 7

[xxxv] lettera __________ con allegati i giustificativi, in documentazione

bancaria, classeur7

[xxxvi] Lettera __________ 16.3.2004 AI218

[xxxvii] Lettera __________ 29.7.2004 AI273

[xxxviii] Convenzione 3.9.2003 _______/ AC 1 allegato G all'AI160

[xxxix] Impegno di AC 1 di data 16.6.2003 AI110

[xl] giusitificativo _______, AI180A e relativo SIC, AI183A

[xli] lettera 6.7.2000 di AC 1 alla __________ doc. 2 allegato al verbale

di PC 6

[xlii] estratto PC 14 allegato AI335

[xliii] estratto del 30.12.1999 conto PC 14 in doc. PC 14 1 classeur 2

[xliv] ricevuta di addebito conto c/o del 7.9.1999 allegato all’AI134

[xlv] lettera avv. __________ 12.11.2003 AI134

[xlvi] convenzione __________ SA 22.2.2000, allegata all’AI157A

[xlvii] atto aggiuntivo alla convenzione 22.2.2000 __________ 15.3.2000

allegata all’AI157A

[xlviii] lettera RC 15 16.2.2004 AI194, e decisione concessione del mutuo

allegata allo scritto 19.11.2003 di PC 14, in documentazione bancaria, classeur

8.

[xlix] Lettera PC 14 26.11.2003 in documentazione bancaria, classeur 8.

[l] lettera RC 15 17.2.2005 AI339

[li] lettera avv. RC 6 a GIAR del 2.3.2005, AI357

[lii] decreto di abbandono AC 1 / PC 15 10.4.2007 AI598

[liii] sentenza CRP 21.8.2007 in re PC 15

[liv] decisione 23.1.2007 __________

[lv] decisione 15.5.2007 Tribunale cantonale dei Grigioni Camera Civile

[lvi] agreement __________ / AC 1 20.3.2003 allegato all'AI287

[lvii] additional agreement __________ / AC 1 24.3.2003 allegato all’AI287

[lviii] additional agreement __________ / AC 1 30.6.2003 allegato all'AI287

[lix] additional ageement __________ / AC 1 1.7.2003 allegato all’AI287

[lx] decisione del GIAR 19.10.2007

[lxi] Estratto RF, allegato 3 alla denuncia AI259

[lxii] Punti 2. e 3. del rogito n° , AI361

[lxiii] Contratto di prestito, versato agli atti con lettera 18.1.2005

dell’avv. RC 1, AI323

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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