72.2008.1
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22 febbraio 2008Italiano72 min
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Numero d'incarto:
72.2008.1
Data decisione, Autorità:
22.02.2008, PENAL
Titolo:
Tentato omicidio (ai danni dell'amante della propria compagna) dolo eventuale; lesioni semplici aggravate, guida in stato di ebrietà e malgrado la revoca, consumo ed offerta di stupefacenti - perizia psichiatrica - attenuanti, scemata imputabilità di grado medio, etilismo; trattamento ambulatoriale
COLTELLO
CONSUMO DI STUPEFACENTI
EBRIETÀ AL VOLANTE O ALCOL
GUIDA NONOSTANTE REVOCA DELLA LICENZA DI CONDURRE
LESIONE SEMPLICE
LESIONE SEMPLICE AGGRAVATA
MINACCIA
OMICIDIO INTENZIONALE
SCEMATA IMPUTABILITÀ
art. 19 CPS
art. 22 CPS
art. 111 CPS
art. 123 cf. 1 CPS
art. 123 cf. 2 CPS
art. 180 CPS
art. 91 LCSTR
art. 95 LCSTR
art. 19 cf. 1 LSTUP
art. 19 cpv. a LSTUP
Incarto n.
72.2008.1
Lugano,
22 febbraio 2008/nh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Claudio Zali
(Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 2
AS 3
AS 4
AS 5
AS 6
con la segretaria:
Sonja Federspiel, vicecancelliera
Conviene oggi mercoledì 20 febbraio 2008 nell’aula
penale di questo Palazzo di giustizia
per giudicare
AC 1
e domiciliato a
detenuto dal 9 aprile 2007;
prevenuto colpevole di:
1.
lesioni semplici aggravate
siccome procurate usando un oggetto pericoloso e su persona indifesa,
per avere
il 9 aprile 2007, verso le ore 02:30,
a __________, presso l’azienda agro-turistica __________,
previa effrazione della porta d’accesso con uno scalpello ed essere
entrato nell’immobile tenendo fra le mani un manico di ascia (lunghezza 49 cm e peso 309 grammi) appositamente portato seco dal
proprio domicilio, e nella tasca sinistra dei pantaloni un coltello,
raggiunto il piano superiore alla ricerca di PC 2 e PC 1, entrato
nella prima camera a destra,
acceso la luce e avvicinatosi al letto, notato PC 2 distesa
addormentata completamente vestita e al suo fianco PC 1, addormentato e
completamente nudo,
proferendo in dialetto “adesso come la mettiamo”,
ben presumendo che l’uomo era ubriaco,
intenzionalmente colpito con il manico d’ascia in pieno viso
all’altezza della bocca, almeno una volta, PC 1, provocandogli la frattura
scomposta del processo alveolare della mascella, come descritto dal rapporto
medico specialistico del 10.4.2007 agli atti,
lasciato poi la camera e imboccato il corridoio che porta alle scale
di accesso ai piani superiori della struttura edile;
fatti avvenuti nelle indicate
circostanze di tempo e di luogo;
reato
previsto art. 123 cifra 1 e 123 cifra 2 cpv. 1
e 2 CP;
2.
tentato omicidio intenzionale
per avere nelle circostanze di luogo e tempo descritte al punto 1
del presente atto di accusa,
dopo essersi accorto di aver imboccato un corridoio non voluto,
ritornato sui suoi passi, trovandosi di fronte PC 1 che nel
frattempo, essendosi portato sull’uscio della camera rispettivamente nel
corridoio del primo piano, gli ostacolava il passaggio verso la scala che
conduceva all’uscita dall’immobile,
retrocedendo qualche metro, lasciato cadere il manico d’ascia,
estratto dalla tasca sinistra il coltello a serramanico marca OPINEL
(lunghezza complessiva 21 cm,
lunghezza lama 9 cm) ed averlo aperto,
afferrato con la mano destra la vittima per il coppino (nuca) e
affermando di volerlo uccidere e squarciare,
ripetutamente colpito con il coltello PC 1 provocandogli almeno 14
lesioni lacero contuse prevalentemente “da punta e taglio” all’addome (3 di cui
1 con perforazione dell’intestino e 1 con perforazione del fegato), al viso
(7), al collo (1, in prossimità
di arterie, vene e nervi), al capo (1) e al braccio destro (almeno 2),
compiuto tutti gli atti
necessari all’uccisione di PC 1,
mancando nell’intento unicamente perché la vittima, benché ferita,
riusciva a bloccare a terra, bocconi, il suo aggressore, fino all’arrivo della
polizia;
fatti avvenuti nelle indicate
circostanze di tempo e di luogo;
reato
previsto art. 111 CP, richiamato l’art. 22 CP;
3. lesioni
semplici
per avere
il giorno 8 aprile 2007,
a __________, presso la sua abitazione,
colpendola con pugni, pedate e gettandola per terra,
procurato a PC 2 dei lividi paraorbicolari occhio destro, lividi ed
escoriazioni alla gamba distale, in zona tibia anteriore, delle lesioni da violento colpo orizzontale in zona
spina scapulare e in zona sottoscapulare, e meglio come dal certificato medico
del 9.4.2007 del Pronto soccorso dell’Ospedale __________;
Fatti
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato
previsto art. 123 cifra 1 CP;
4. minaccia
per avere
in particolare nei giorni 25 marzo e 7 aprile 2007,
usando il suo telefono con scheda n. 076/327.35.57, ed esprimendosi
segnatamente con le seguenti locuzioni:
“Va spachi la facia a tücc,..Ti par prima” (25.3.2007, ore
21:35), “io ti taglio sotto lo zigomo,…ti lascio con la bocca storta tutta
la vita….” (7.4.2007, ore 14:23), “ (C): Tu mi hai dato un sacco di
botte. Mi sono pisciata addosso quando mi strozzavi. (A) È l’inizio.”
(7.4.2007, ore 14:27),
proferito
grave minaccia ed incusso timore a PC 2, già vittima in
più occasioni in passato di aggressioni fisiche e verbali da parte dell’autore;
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato previsto:art. 180 CP;
5. guida in
stato di inattitudine
per avere
a __________,
l’8 e 9 aprile 2007,
in stato
d’ebrietà (risultato alcoolemia da un minimo di 2,17 a un massimo di 2,58 g per mille) circolato alla guida
dell’automobile targata con una concentrazione qualificata di alcool nel
sangue;
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato
previsto art. 91 cpv. 1 seconda frase
LCStr;
6. guida senza
licenza di condurre o nonostante la revoca
per avere
a __________ e diversi tratti della regione __________,
dal 25 gennaio 2003 al 9 aprile 2007,
ripetutamente circolato alla guida di autovetture e segnatamente della
vettura marca Toyota Corolla, targata, malgrado sapesse essere in stato di
revoca della licenza di condurre (decisione della Sezione della circolazione
del 22.05.2003);
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato
previsto art. 95 cifra 2 LCStr;
7. infrazione
alla LF sugli stupefacenti
per avere
senza essere autorizzato,
dal 2003 all'8 aprile 2007,
a __________ ed altre imprecisate località,
offerto a PC 2 ca. 4,5 grammi di cocaina (3 o 4 volte all’anno, per dosi da 0,3 grammi cadauna) (grado di purezza
sconosciuto),
sostanza previamente acquistata a __________ da richiedenti l’asilo
al prezzo di fr. 100.-- la dose da 0,6 grammi;
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato
previsto art. 19 cifra 1 LS;
8. contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, nel medesimo periodo di cui al
p.to 7 del presente Atto di accusa, a __________ ed altre imprecisate località,
in diverse occasioni, consumato almeno 4,5 grammi di cocaina, previamente
acquistata a __________ da richiedenti l'asilo al prezzo di fr. 100.-- la dose
da 0,6 grammi;
avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e
di luogo;
reato
previsto art. 19a LS;
e meglio come
descritto nell'atto d'accusa 3/2008 del 4 gennaio 2008, emanato dal Procuratore
pubblico.
Presenti
§ Il procuratore
pubblico.
§ L'accusato AC 1
assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 1.
Espleti i pubblici dibattimenti
mercoledì 20 febbraio 2008 dalle ore 9:35 alle ore 16:45
giovedì 21 febbraio 2008 dalle ore 9:30 alle ore 16:30
venerdì 22 febbraio 2008 dalle ore 14:00 alle ore 17:30
AC 1 dà atto della correttezza dell’imputazione di guida nonostante la
revoca di cui al punto 6 AA. Le parti danno atto dell’avvenuta prescrizione di
parte del reato.
In relazione all’imputazione di cui al
punto 7 AA, dopo delucidazione da parte del Presidente, le parti concordano
nella derubrica del reato di infrazione alla LFStup in contravvenzione alla
LFStup.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
inizia parlando dell’inchiesta che ritiene sia stata fatta in modo diligente e
corretto; nulla può essere rimproverato agli inquirenti. Il PP ricorda i gravi
precedenti dell’accusato che compare per la terza volta davanti ad una assise
criminale. A suo dire il reato oggi a giudizio è il più grave, questa volta
infatti AC 1 ha attentato alla vita di un’altra persona, una persona
addormentata e quindi inerme. Il PP ripercorre le imputazioni contenute
nell’AA. Precisa sin da ora che non si soffermerà sulla contravvenzione alla
LFStup e sulle infrazioni alla LCS di cui ai punti da 5 a 7 AA. Il PP
sottolinea la pericolosità di AC 1; se in futuro egli dovesse commettere un
altro reato si arriverà verosimilmente al suo internamento sine die. L’accusa
si china quindi sulle imputazioni principali a suo carico. Spiega la scissione
tra i fatti avvenuti in camera, per cui nell’AA ha imputato le lesioni
aggravate, e quanto avvenuto in seguito nel corridoio, per cui ha imputato il
tentato omicidio. A mente dell’accusa, in camera AC 1 voleva dare una lezione
al PC 1, nel corridoio invece egli voleva eliminare il rivale, voleva togliere
di mezzo quella persona che gli impediva di andarsene. Il PP analizza la questione
delle lesioni aggravate dal punto di vista giuridico; spiega perché a suo dire
un bastone è un oggetto pericoloso. A questo proposito cita la sentenza 101 IV
286. L’aggravata è pure data perché egli ha agito volontariamente contro una
persona che egli sapeva stava dormendo e che era ubriaca, come da lui ammesso
nei suoi verbali 14.3.2007 e 9.4.2007. Cita quindi Trechsel nota 8 all’art. 123
CP. In merito al movente di AC 1 il PP ritiene possibile che egli abbia agito
per gelosia, per vendicarsi della presa per i fondelli, per rabbia. In realtà
ciò però poco importa in questo contesto; certo è che egli ha agito con
intenzione. Egli ha colpito volontariamente il PC 1; a mente dell’accusa pure
volontario è il fatto di aver mirato al volto. Sia PC 1 che PC 2 hanno
affermato che in precedenza AC 1 avevano minacciato il PC 1 di fargli mangiare
pappina e che avrebbe spaccato la faccia a tutti. A mente dell’accusa AC 1 ha
agito con dolo diretto sia per le lesioni che per quanto attiene l’obiettivo
colpito.
Il PP si china quindi sull’imputazione di tentato
omicidio. PC 1 presentava 14 ferite; alcune delle quali pericolose, in
particolare quella al collo e quelle all’addome. A suo avviso il reato dal
punto di vista oggettivo è dato. Per quanto attiene l’aspetto soggettivo
ritiene che vi sia intenzionalità nella forma del dolo eventuale. Dà atto che AC
1 quando ha estratto il coltello non voleva uccidere con dolo diretto PC 1,
nondimeno col suo agire egli se ne è assunto il rischio. AC 1 non poteva non
considerare che colpendo una persona in quel modo ne poteva causare la morte.
Il numero di colpi, ben 14, l’oggetto usato, un coltello, sono elementi
importanti per valutare la sua consapevolezza. Alla luce di queste
considerazioni il PP ritiene che egli abbia agito con intenzionalità. Spiega
poi perché esclude che AC 1 abbia agito per legittima difesa, pure esclusa è
l’ipotesi di legittima difesa discolpante.
Il PP passa quindi al punto 3 AA, imputazione
questa ammessa dal AC 1. In relazione al punto 4 AA osserva come non vi sia
dubbio che dal punto di vista oggettivo si tratta di minacce. Egli ritiene che
le stesse siano state percepite come tali anche dalla vittima, per il che il
reato è adempiuto anche dal punto di vista soggettivo. Viste le precedenti
aggressioni del AC 1 contro di lei - che il PP ripercorre - e la sua crescente
aggressività PC 2 aveva motivo di temere per la sua incolumità.
Egli analizza le attenuanti dell’art. 48 c) e b)
CP e spiega perché a suo avviso, nel caso concreto, non siano date. Relativizza
il contenuto degli sms inviati da PC 2 a AC 1 e nega che egli sia stato
volutamente provocato per spingerlo all’atto. Le risposte dello stesso erano
altrettanto provocatorie. Il rapporto tra i due era caratterizzato da vari tira
e molla, la colpa dell’ambiguità che regnava nella loro relazione non è però
imputabile solo alla PC 2. Entrambi vi hanno contribuito.
Il PP passa quindi alla commisurazione della
pena. Menziona la perizia del dott. PE 1 e ricorda come questi abbia
riconosciuto all’accusato una scemata imputabilità di grado medio, ciò che di
fatto comporta una riduzione della metà della pena base che andrebbe inflitta
al AC 1. Il PP spiega ai giurati che questa pena base può però anche essere
aumentata nel caso sussistano delle aggravanti.
Tutto considerato il PP ritiene adeguata per il AC
1 la condanna ad una pena detentiva di 4 anni e 6 mesi; pena unica comprensiva
della revoca della sospensione condizionale del DAC del 17 marzo 2003. Non si
oppone inoltre a che venga ordinata una misura ed invita la Corte a chinarsi sul problema. Qualora essa
decidesse di infliggere una misura il PP chiede però che la pena non venga
sospesa. Chiede inoltre la confisca di quanto in sequestro e postula il rinvio
al competente foro civile delle pretese di parte civile.
§ Il Difensore, il quale mette in risalto la personalità, la
figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Descrive pure gli altri
personaggi coinvolti nei fatti. Nega che PC 2 sia una povera vittima, essa ha
giocato un ruolo determinante per creare lo stato d’animo che ha portato il AC
1 all’atto. Ricorda le provocazioni sue e del PC 1 all’indirizzo del AC 1.
Il difensore distribuisce quindi ai giurati una
planimetria dei luoghi in cui sono avvenuti i fatti (doc. dib. 2) e degli
schemi che ricostruiscono i movimenti del PC 1 e del AC 1 (doc. dib. 3). Mostra
poi ai giurati le foto con le macchie di sangue sulle pareti e le ferite
riportate dal PC 1.
Il difensore si addentra poi in una dettagliata
ricostruzione dell’attacco di AC 1 al PC 1 e della reazione di questi.
Il patrocinatore nega che AC 1 abbia avuto la
volontà di uccidere il PC 1, neppure nella forma del dolo eventuale; dopo aver
sferrato la bastonata egli voleva semplicemente andarsene. La sua volontà al
massimo era quella di ferire il PC 1 ma non certo di ammazzarlo. AC 1 ha
colpito col coltello il PC 1 nel corridoio perché è stato a sua volta aggredito
da quest’ultimo. A dire del difensore, AC 1 ha commesso unicamente un eccesso
di legittima difesa. Cita quindi la sentenza del TF del 3 settembre 2007
relativa ad un caso ticinese.
Il difensore descrive le ferite subite dal PC 1 e
ne relativizza la gravità; sottolinea poi come questi non sia mai stato in
pericolo di vita. Legge poi i rapporti medici e le deposizioni rese dai dott. __________
dinanzi al PP.
A dire del difensore, le ferite inferte col
coltello dal AC 1 costituiscono dal punto di vista giuridico unicamente lesioni
semplici aggravate. Esse sono state inferte in una situazione di eccesso di
legittima difesa.
Il difensore si china quindi sull’imputazione di
minacce di cui al punto 4 AA. Rileva come la PC 2 abbia a sua volta
pesantemente provocato il AC 1. Nega che essa abbia percepito le affermazioni
dell’accusato come delle vere minacce visto che la sera stessa essa ha dormito
assieme al AC 1.
Nella denegata ipotesi che la Corte non ammetta
per il punto 2 AA le lesioni semplici aggravate il difensore chiede che il
reato venga qualificato come tentato omicidio passionale.
Sulle altre imputazioni il difensore non solleva
osservazioni particolari. A titolo abbondanziale rileva che con l’aiuto di
alcuni amici il AC 1 si sta impegnando per versare un indennizzo alla vittima.
Sarebbero in corso delle trattative per trovare un accordo bonale.
Il patrocinatore passa quindi alla commisurazione
della pena. Egli non si oppone a che venga ordinato un trattamento
ambulatoriale, chiede però che venga inflitta una pena che permetta al AC 1 di
uscire di prigione entro breve termine. Conclude chiedendo alla Corte di fare
giustizia.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i
seguenti
quesiti: AC 1
1. è autore
colpevole di:
1.1 lesioni
semplici
per avere,
il 9 aprile 2007, a __________,
presso l’azienda agricola __________, usando un manico
d’ascia, colpito al volto PC 1 provocandogli la frattura della mascella?
1.1.1 trattasi
di reato aggravato?
1.2 tentato
omicidio intenzionale
per avere,
il 9 aprile 2007, a __________, presso l’azienda
agricola __________, ripetutamente colpito con un coltello PC 1 con l’intento
di provocarne la morte?
1.2.1 Trattasi
invece di lesioni semplici aggravate?
1.2.2 Trattasi
invece di tentato omicidio passionale?
1.2.1.1 E’
data una situazione di legittima difesa discolpante giusta l’art. 16 cpv. 2 CP?
1.2.1.2 E’
data una situazione di legittima difesa discolpante giusta l’art. 16 cpv. 1 CP?
1.3 lesioni
semplici
per avere,
l’8 aprile 2007, a __________,
colpendola con pugni, pedate e gettandola per terra, ferito al volto, alla
gamba e alla schiena PC 2?
1.4 minaccia
per avere,
il 25 marzo ed il 7 aprile 2007, incusso timore a
PC 2 usando grave minaccia?
1.5 guida
in stato di inattitudine
per avere,
l’8 e 9 aprile 2007, a __________,
circolato alla guida della vettura in stato di
ebrietà (alcoolemia min. 2.17 - max 2.58)?
1.6 guida
senza licenza di condurre o nonostante la revoca
per avere,
tra il 1. gennaio
2005 ed il 9 aprile 2007, a __________ ed in altre località del __________,
ripetutamente
circolato alla guida della vettura Toyota Corolla malgrado la licenza di
condurre gli fosse stata revocata?
1.7 infrazione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza
essere autorizzato,
dal 2003 all’8 aprile
2007, a __________ ed in altre località,
offerto a PC 2 circa
4.5 grammi di cocaina?
1.8 contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza
essere autorizzato,
dal 22 febbraio 2005
all’8 aprile 2007, a __________ ed in altre località, consumato complessivi
circa 4.5 grammi di cocaina?
E meglio come descritto nell’atto d’accusa.
Considerandi
2.
Ha
egli agito in stato di scemata imputabilità?
3.
Può
beneficiare della sospensione condizionale?
4.
Deve essere ordinata la revoca della sospensione condizionale
della pena di 75 giorni di detenzione inflittagli in data 17 marzo 2003 dal
Ministero pubblico del Cantone Ticino?
5.
Deve
essere ordinata una misura terapeutica?
6.
Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato, in fatto
ed in diritto
1.
AC 1 è nato a __________ l’11 marzo 1958 ed è cresciuto a __________,
dove abita tuttora in un appartamento ricavato nella casa dei genitori. Figlio
di un padre che lavorava come operaio comunale, ora pensionato, e di madre
casalinga, l’accusato ha una sorella, __________, di 5 anni più giovane di lui,
sposata e anch’essa residente a __________ col marito. Dopo le scuole
elementari, AC 1 ha frequentato le maggiori presso l’Istituto __________ e ha
quindi seguito la scuola di avviamento professionale, che l’ha indirizzato ad
un apprendistato nel settore bancario, presso la __________. Ottenuto il
diploma nel 1976, è rimasto per un anno nel medesimo istituto. Dopo la scuola
reclute, nel 1977 egli è stato assunto come cassiere dalla __________ ed
impiegato presso la filiale di __________. Tra il 1977 ed 1979 l’accusato ha
subito almeno due gravi incidenti della circolazione, che oltre ad avergli
procurato varie lesioni e ripetute inabilità al lavoro (protrattesi per diversi
mesi), lo hanno prostrato psicologicamente al punto da dover essere ricoverato
nell’aprile/maggio 1979 presso la __________ per curare uno stato depressivo.
Egli ha quindi ripreso a lavorare anche se, stando alle sue parole, senza avere
più grande motivazione.
Il 18 ottobre 1979 egli è stato arrestato e
quindi processato per correità in rapina aggravata proprio in danno della
filiale della __________ in cui lavorava, oltre che per complicità in rapina
aggravata in danno dell’ufficio postale di __________. L’11 giugno 1980 egli è
stato condannato per questi fatti a 4 anni e mezzo di reclusione. Uscito dal
carcere il 18 ottobre 1982, ha trovato impiego come operaio alla __________,
dove è rimasto per circa 8 mesi.
Negli anni successivi l’accusato ha cambiato
spesso impiego, nel tentativo di migliorare la propria posizione professionale
ed economica. In un primo tempo egli ha lavorato come autista per una
lavanderia di __________, poi alla __________ con funzione di
autista-magazziniere ed in seguito __________ sempre come magazziniere. Nel
1984.
è stato assunto dal garage __________ in qualità di addetto alla
ricezione, impiego che ha mantenuto per circa 4 anni. Lì egli ha potuto tornare
a svolgere un’attività più consona alla sua formazione, occupandosi anche di
questioni amministrative e della fatturazione della ditta. Egli ha quindi
accettato un impiego presso la __________ - attratto dalle migliori condizioni
salariali che gli venivano offerte - dove è rimasto sino alla fine del 1991
quando, a seguito di una ristrutturazione aziendale, è stato licenziato.
Secondo il suo racconto, in quegli stessi anni egli sarebbe stato socio
fondatore della __________, ditta che costruiva tubi ad alta pressione per
motori, occupandosi in particolare degli aspetti tecnici. Non disponendo egli
del capitale necessario, la ditta sarebbe infine rimasta nelle sole mani del
suo socio. In seguito AC 1 non è più riuscito a trovare un’occupazione ed è
quindi rimasto per due anni in disoccupazione. Da allora egli si è contentato
di svolgere lavori saltuari come manovale, pur avendo seguito dei corsi di
viticoltura ed enologia a __________.
Nel 1989 AC 1, dopo breve frequentazione, ha
sposato __________, una cittadina dominicana conosciuta in un night-club. Dalla
relazione non sono nati figli e i coniugi sono separati dal giugno 1996. Stando
alle parole dell’accusato, già nel 1991 il rapporto con la moglie sarebbe
diventato assai difficoltoso, sino a condurlo ad avvicinarsi al mondo degli
stupefacenti, come consumatore prima e come spacciare poi. E proprio con
l’accusa di traffico di droga egli è stato arrestato nell’aprile 1997, ed è in
seguito stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per infrazione
aggravata alla LFStup oltre che per contravvenzione alla medesima legge e guida
in stato di ebrietà. Scarcerato il 18 giugno 1999, egli ha lavorato per un
breve periodo come magazziniere e poi come lavapiatti. Nel 2000/2001 ha deciso
di mettersi in proprio per svolgere piccoli lavori edili e/o per effettuare
manutenzione di giardini, attività che ha svolto sino al suo ultimo arresto.
Come si dirà meglio in seguito, nel 2000 egli ha
conosciuto PC 2 con cui ha iniziato una relazione sentimentale protrattasi, tra
alti e bassi, sino all’inizio del 2007.
Oltre ai 2 pesanti precedenti penali di cui si è
detto, AC 1 è stato condannato il 19 agosto 2002 a 60 giorni di detenzione, da
espiare, per lesioni semplici, e il 17 marzo 2003 a 75 giorni di detenzione,
sospesi per 5 anni, e alla multa di fr. 1'500.- per guida in stato di ebrietà.
2.
La Corte ha accertato come il AC 1 per anni sia stato gravato da un
serio problema di etilismo. Le due predette condanne per guida in stato di
ebrietà, e il terzo analogo episodio oggi ha giudizio (come pure la revoca a
tempo indeterminato della licenza di condurre) sono indizi di un problema più
serio. Interessanti, a questo proposito, i risultati della perizia esperita nel
gennaio 2003 dallo psicologo del traffico, dott. __________ (in: plico AI 108).
Già a quell’epoca il perito, con lungimiranza, aveva rilevato il quadro
problematico legato al consumo di bevande alcoliche, riscontrando anche
l’impulsività del carattere e la tendenza all’aggressività sotto l’influsso di
bevande alcoliche.
Interrogato dal presidente della Corte, il
prevenuto ha affermato di essere stato consapevole dell’abuso di sostanze
alcoliche e di avere saputo che quando beve diventa aggressivo. Ha ammesso di
avere avuto comportamenti violenti, sia in danno della PC 2 che di terzi,
sempre e solo quando era in preda dei fumi dell’alcol. Secondo l’accusato, i
suoi abusi alcolici risalirebbero al periodo 2001/2002, epoca in cui sono
iniziati i problemi di coppia con la PC 2. A suo dire, avrebbe bevuto per sopire
la propria sofferenza, ma i consumi sarebbero aumentati con l’aggravarsi dei
problemi della relazione, che avrebbero raggiunto il culmine a partire dalla
fine del 2006.
Il grave problema di etilismo è stato evidenziato
anche nella perizia psichiatrica del dott. PE 1 (AI 124). Nell’opinione
dell’esperto (pag. 43):
“
E’chiaro comunque che l’alcol ha giocato un
ruolo importante nella vita del peritando, soprattutto negli ultimi anni (e
certo non negli ultimi mesi), poiché era sempre presente – e in alta
concentrazione – in occasione dei passaggi all’atto violenti da lui commessi.
Il problema configura una dipendenza cronica, e ciò malgrado l’assenza di
sintomi di astinenza al momento della carcerazione e in presenza di solo
limitati danni organici.”
Manifesto, secondo il perito, il nesso di
causalità tra lo stato di ebrietà e l’agire violento del AC 1.
3.
Il perito è ovviamente stato chiamato ad esprimersi anche
sull’imputabilità dell’accusato, al quale ha riconosciuto una scemata
imputabilità di grado medio (AI 124, pag. 47). Nell’opinione dell’esperto essa
trae origine da una parte dall’effetto disinibitorio dell’elevata alcolemia e
dall’altra dalle emozioni di cui il peritando era preda in quel momento
(rabbia, gelosia e forse paura). Nel contesto del rapporto con la PC 2, con
frustrazioni protrattesi per anni e umiliazioni più recenti, dopo vari tira e
molla e le avventate provocazioni di quella nottata, l’emotività del AC 1 -gia
instabile per il suo complesso disturbo della personalità- ha presentato uno
scompenso che si è aggiunto all’influsso dell’alcol e che con esso ha
interagito (AI 124, pag. 44 segg.).
4.
La mattina del 9 aprile 2007, Lunedì di Pasqua, alle ore 03.00, la
centrale operativa di polizia di __________ è stata allarmata dalla telefonata
di una donna, poi identificata in PC 2, che ha denunciato una violenta lite tra
due uomini presso l’agriturismo __________. Sul posto sono giunte 2 pattuglie
della polizia cantonale. Gli agenti sono stati accolti dalla PC 2 che li ha
condotti all’interno dell’edificio e li ha indirizzati al primo piano. Nel
corridoio, sporco di sangue, essi hanno trovato due uomini immobili e
apparentemente in stato di semi incoscienza distesi uno sopra l’altro. Il AC 1,
manifestamente autore dell’aggressione, sotto, e la vittima, PC 1,
completamente nudo e imbrattato di sangue, sopra di lui, intento a bloccarlo.
Gli agenti sono quindi intervenuti per immobilizzare il AC 1, permettendo così
al PC 1 di alzarsi. Questi sanguinava vistosamente dal braccio e presentava varie
ferite alla nuca ed all’addome.
Ricevute le prime cure in loco, il PC 1 è stato
accompagnato dai sanitari all’Ospedale __________, mentre che il AC 1 è stato
arrestato. Anche la PC 2 è stata accompagnata all’ospedale per una visita di
controllo, e poi subito dimessa.
5.
Sia l’aggressore che la vittima sono risultati pesantemente sotto
l’influsso dell’alcol. Secondo le analisi, AC 1 al momento dei fatti presentava
un tasso alcolemico compreso tra 2.17 e 2.58 g/kg (AI 65), mentre che PC 1 era
ancor più ubriaco, stante la concentrazione di alcol nel suo sangue compresa
tra 2.84 e 3.14 g/kg (RPG, all. 2.11).
Per completezza, si soggiunge che nemmeno la PC 2
era sobria: sottoposta alle ore 03.46 alla prova etanografica, ella presentava
un tasso del 1.76 per mille. Il prelievo del sangue, effettuato solo alle 12:00,
ha reso impreciso il calcolo a posteriori, secondo cui il tasso alcolemico al
momento dei fatti era compreso tra 0.94 e 1.95 g/kg (RPG all. 3.17).
6.
Sin dalle prime battute dell’inchiesta è emerso evidente il movente
della gelosia. PC 2 è infatti l’(ex) compagna del AC 1 ed il PC 1 il (presunto)
di lei nuovo amico. Stando agli accertamenti istruttori, la notte tra l’8 e il
9.
aprile 2007 il AC 1, sospettando una relazione tra i due, si è __________
proprio alla ricerca della PC 2 e del PC 1, per dare all’uomo “una lezione”.
Giunto sul posto, e sorpresi i due coricati nello stesso letto egli avrebbe
aggredito il PC 1 colpendolo ripetutamente prima con un bastone e poi, nel
corso di una colluttazione, con un coltello.
7.
Con atto d’accusa del 4 gennaio 2008 il Procuratore pubblico per
questi fatti ha imputato al AC 1 il reato di lesioni semplici, aggravate, per
aver colpito al volto a bastonate il PC 1, oltre al più grave capo
d’imputazione di tentato omicidio intenzionale, per avergli inferto 14
coltellate alla parte superiore del corpo. All’accusato sono inoltre state
addebitati, per degli episodi precedenti, i reati di lesioni semplici e di
minacce a danno della PC 2, alcune violazioni alla LCS nonché l’infrazione e la
contravvenzione alla LFStup. AC 1 è sostanzialmente reo confesso.
8.
Stando al loro racconto, AC 1 e PC 2 si sarebbero conosciuti ad una
cena, a fine 1999 o inizio 2000. La PC 2 si stava separando dal marito ed era
impegnata nel trasloco da __________, il AC 1 si sarebbe offerta di aiutarla. I
due avrebbe quindi iniziato a frequentarsi e dopo qualche tempo tra loro
sarebbe nata una storia sentimentale. Nei primi tempi la relazione sarebbe
stata serena, AC 1 sarebbe stato solito dormire a casa della compagna, avrebbe
instaurato un rapporto coi figli di lei e si sarebbe occupato di loro come un
padre. Già dopo un anno sarebbero però sorti i primi problemi, riconducibili
sostanzialmente al diverso coinvolgimento sentimentale dei due interessati e
all’imbarazzo provato dalla PC 2 per il passato penale del AC 1. Essa, di
conseguenza, non avrebbe mai accettato di rendere pubblica la relazione,
avrebbe rifiutato di presentare il AC 1 ai propri genitori, ed in genere lo
presentava come un semplice amico. Questa situazione, imposta al AC 1, ha
portato nel corso degli anni ad un’esasperazione del rapporto, con conseguente
aumento delle discussioni e dei litigi tra i due, alcuni dei quali culminati in
vie di fatto (ed anche lesioni) ai danni della donna. Legato sentimentalmente
alla PC 2 e profondamente affezionato ai di lei figli - ciò che l’accusato ha
confermato non senza emozione anche in aula – l’imputato avrebbe voluto
costruire un futuro comune con la donna, mentre che essa non avrebbe mai inteso
fare progetti in tal senso, provando per lui - a suo dire - unicamente affetto.
Malgrado le difficoltà derivanti da questa situazione, ed acuite dagli abusi
alcolici di entrambi, la relazione, in un clima di crescente tensione, è andata
avanti, tra alti e bassi, per circa 5/6 anni.
In merito al suo rapporto con la PC 2, AC 1 ha
raccontato (AI 68, verbale 12 giugno 2007, pag. 2):
“
… L'ho conosciuta ad una cena organizzata da __________
delle acque minerali __________ presso un ristorante a __________. Anche lei
era invitata. I giorni seguenti ci siamo sentiti al telefono. Lei stava
traslocando e quindi mi sono offerto di aiutarla e sono andato a casa sua a
montarle degli armadi. Da li abbiamo iniziato a frequentarci sempre più spesso.
A partire da aprile 2000, la nostra relazione era divenuta stabile;
praticamente io tutte le sere mi recavo presso il suo appartamento a __________.
È li che ho conosciuto anche i suoi due figli.
In merito ai due ragazzi di PC 2 (__________oggi
12.
anni e __________ 14 anni) affermo di essermi affezionato moltissimo a loro.
Quando ho iniziato a frequentare la PC 2 i bambini erano ancora piccoli, __________
andava ancora all'asilo. Ad un certo punto ho iniziato a comportarmi come un
padre con loro, anche perché il loro padre naturale era spesso assente per
lavoro in Svizzera interna ed esercitava con irregolarità il diritto di visita.
Voglio precisare che quando però veniva a far visita ai figli, lui dormiva
dalla PC 2 mentre io dovevo tornare a dormire dai miei genitori. E questo in
quanto il marito di PC 2 non sapeva della nostra relazione.
Capitava, non di rado, che la sera mi occupavo di
dare la cena ai bambini e a volte vegliavo quando la loro madre lavorava fino a
tardi alla __________. Prima di me, in quelle sere, era la mamma della PC 2 che
si occupava dei bambini.
ADR non se se la madre di PC 2 sapesse della
nostra relazione; non so se la PC 2 glielo ha mai detto. Non ho mai capito
questo suo atteggiamento. Sta di fatto che, in quelle sere, io potevo recarmi
nel suo appartamento solamente quando sua madre se ne era andata.
ADR questo atteggiamento
di PC 2 trovava conferma quando incontravamo dei conoscenti o degli amici. PC 2
si affrettava a precisare che noi eravamo solo amici. Sembra impossibile da
credere ma questa situazione si è protratta per ben 7 anni. lo non ricordo una
sola circostanza nella quale PC 2 mi abbia presentato a conoscenti o parenti
come il suo compagno. Voglio precisare che da parte della mia famiglia la
nostra relazione era cosa nota; malgrado la PC 2 non li voleva incontrare (in
occasione di una festa o pranzo,..); quest'ultimi in occasione delle festività
facevano dei regali sia a noi che ai bambini.
Ricordo anche la prima comunione di __________
dove io ho organizzato il pranzo, la torta ed ho dato alla PC 2 fr. 1000.-- da
versare sul libretto bancario del figlio. Tutto questo con la speranza di
essere invitato ed anche accettato nella famiglia di lei. Ma tutto ciò non è
avvenuto. ADR quando uscivamo ero io che pagavo qualsiasi cosa.
ADR di questo suo comportamento io non ho mai
avuto da parte sua una spiegazione malgrado avessimo discusso diverse volte.
A domanda dell'avv. DUF 1 rispondo che io avevo
chiesto alla PC 2 se si vergognasse di me (in particolare in merito al mio
passato giudiziario) ma lei non mi dava mai risposta.”
Dal canto suo la PC 2 si è così espressa (AI 71,
verbale 21 giugno 2007, pag. 2):
“
… Voglio precisare che la nostra relazione non è
mai stata resa pubblica siccome io ero in fase di separazione e considerato che
AC 1 aveva dei precedenti penali di non poco conto; e questo in relazione ad
es, ai miei genitori, che forse non avrebbero poi preso molto bene una mia
relazione con lui.
Voglio precisare che io ero più affezionata che
innamorata di AC 1. In vero ero molto affezionata a AC 1.
Lui era di contro innamorato di me. Per questa
ragione non era molto d'accordo che la relazione rimanesse di dominio
riservato. Spesso discutevamo di questo e AC 1 mi esprimeva il suo dissenso.
Alla fine però di ogni discussione si concludeva che la relazione doveva
continuare ad essere segreta. Lui non era però contento. In altri termini
"ingoiava" il rospo.
Concretamente questa segretezza (che comunque non
era assoluta nel senso che alcune persone come ad es. il PC 1 e il __________
lo sapevano, mentre altre persone che lavorano e frequentano il __________ lo
immaginavano) comportava che io non lo presentassi come compagno di vita. Ai
miei genitori non l'ho mai presentato come il mio compagno. Solamente mia madre
l'ha forse visto un paio di volte. Mio padre non l'ha mai visto. lo i suoi
genitori li ho conosciuti un po' di più, anche se la frequentazione non è mai
stata intensa. Ad es. ricordo solamente un paio di pranzi e un paio di cene con
la loro presenza.
Quasi mai durante questi 5 anni siamo usciti con
amici. In vero di amici che frequentavo regolarmente, praticamente non ne
avevo. Solamente da un paio di anni è nata l'amicizia con PC 1, e con una nuova
amica (__________). Anche AC 1 aveva pochi amici sebbene avesse diverse conoscenze.
E anche con questi le relazioni sociali erano limitate. In vero stavamo
piuttosto fra di noi.
I miei figli erano a conoscenza della nostra
relazione. AC 1 durante questo periodo si è affezionato ai miei figli. A
dipendenza dei periodi AC 1 si comportava, da un punto di vista affettivo, come
un padre con i miei figli. Ha insegnato loro e a me diverse cose belle,
soprattutto nell'ambito della natura (insegnato ad apprezzare le cose della
natura, piante e animali). Per quanto è delle vacanze, una volta siamo andati
al lago di __________.
Spesso andavamo a mangiare la pizza. Lo scorso
anno è andato a pescare con il __________. Assieme siamo andati anche al luna
park.
Notavo che si preoccupava degli esiti scolastici
dei bambini. Ultimamente dava anche dei premi (in denaro) a chi andava bene a
scuola. Dava loro anche dei consigli sullo studio.
ADR la sera, quando io
non ero a casa, lui veniva da me dopo che mia madre se ne andava. Lo faceva
però per incontrare me. Non mi risulta che AC 1 però arrivasse a casa mia prima
di me, anche perché non avrebbe potuto entrare non avendo la chiave di casa.
(…) ADR non abbiamo mai fatto progetti per il
futuro. Invero AC 1 ventilava dei progetti come ad es. sistemare il pianterreno
dell'abitazione dei suoi genitori ove lui abitava. Mai però abbiamo seriamente
parlato di andare a vivere assieme, di aver un'abitazione comune o altro. lo
sono sempre stata molto prudente. Non volevo che lui entrasse in casa mia senza
la mia presenza.”
Nel dicembre 2006/gennaio 2007 la PC 2 avrebbe
comunicato, quantomeno a parole, al AC 1 la sua decisione di porre termine al
loro rapporto. Ciò malgrado, essa avrebbe continuato a cercarlo e frequentarlo,
facendolo vivere in situazione di durevole incertezza, una sorta di “tira e molla”,
di lascia e riprendi, dipendente dalle sensazioni del momento della PC 2. Non
riuscendo a staccarsi del tutto dal AC 1, essa avrebbe cercato di mantenere con
lui un legame definito di “amicizia”. Questa situazione non è però stata capita
né, e quindi nemmeno accettata dal AC 1. Questa la versione della PC 2 sulle
modalità in cui essa avrebbe interrotto il rapporto sentimentale (AI 4, all. 9,
verbale 9 aprile 2007, pag. 3):
“
Come detto, ad un certo punto, in dicembre o
gennaio, ho deciso di interrompere definitivamente la relazione con il AC 1.
Nonostante ciò capitava che ci sentissimo per telefono oppure capitava che
c’incontrassimo per chiacchierare. AC 1 non era comunque d’accordo con la
decisione da me presa e non l’ha accettata neanche vedendola nero su bianco.
Non ha mai accettato il fatto che io volessi chiudere la nostra storia. Ancora
oggi è convinto che siamo assieme. Dopo la fine della storia con AC 1 ho avuto
una “storiella” che è durata poco (…). AC 1 ad un certo punto è venuto a
conoscenza di questa storia. Sono stata io a volerglielo comunicare anche
perché, fra me ed AC 1 la storia era conclusa ma rimaneva un rapporto di
amicizia, se così si può chiamare. AC 1 comunque capiva definendosi il cornuto
di turno.”
Per ribadire la fine della loro storia, la PC 2
ha inviato al AC 1 due lettere, il 14 febbraio e il 10 marzo 2007 (AI 4, all.
11.
e 12), senza con ciò riuscire a fare chiarezza. Malgrado i due scritti,
infatti, essa ha continuato a mantenere strettissimi legami con il AC 1. I
continui incontri, le frequenti telefonate, il fatto che i due avessero avuto
ancora dei rapporti intimi, hanno mantenuto viva nel AC 1 la speranza che la
loro relazione potesse ancora essere recuperata, malgrado il momento di crisi,
ciò che egli ha chiaramente spiegato (AI 68, verbale 12 giugno 2007, pag. 4):
“
Non era quello che io volevo; io volevo avere
una relazione con lei in tutti i sensi. In questo desiderio ero rafforzato dal
fatto che PC 2 tornava sempre da me. Ad esempio, malgrado il 10 marzo 2007 mi
avesse scritto che “la nostra relazione era finita”, il giorno 11 (mio
compleanno), la stessa con i bambini (previa telefonata) erano venuti a casa
mia a portarmi i regali. La PC 2 si era addirittura messa in ginocchio davanti
a me dicendomi che “mi voleva un bene dell’anima”, e questo in presenza dei
bambini. In serata sono poi tornato con loro a casa della PC 2 e ci sono
rimasto fino alle 4 del mattino, durante la notte abbiamo avuto una relazione
amorosa.”
Questa situazione di incertezza ha avuto un
effetto devastante sull’accusato. Egli si è chiuso in se stesso, appariva
depresso e trascorreva le giornate a piangere ed a bere. Univoche al riguardo
le dichiarazioni delle persone a lui vicine. La sorella ha riferito che (all.
4.10
RPG, verbale __________ 14 maggio 2007, pag. 2):
“
Erano alcuni mesi che AC 1 mi diceva che stava
male perché con la sua compagnia PC 2 non andava proprio bene, il rapporto tra
loro era decisamente in crisi. (…) Negli ultimi due mesi, AC 1 era perennemente
a casa e passava le giornate rinchiuso e verosimilmente a piangere e bere alcol
questo per i problemi sentimentali, in particolare per la mancanza dei figli di
PC 2.”
Dello stesso tenore le dichiarazioni di __________,
amica dell’accusato (all. 4.11 RPG, verbale 30 agosto 2007, pag. 1):
“
Ultimamente, per essere più precisi circa dal
mese di febbraio 2007 sino al momento dell’arresto, AC 1 veniva sempre più
spesso da noi a casa. Spesso era ubriaco. Infatti aveva aumentato il suo consumo
di bevande alcoliche. Lui palava dei problemi che c’erano tra lui e la PC 2.
Infatti lui per questa situazione era “disperato”. Lei in sostanza lo voleva
lasciare ma poi andava a cercarlo. Lui continuava ad illudersi e non riusciva a
farsene una ragione. Preciso che lei andava a cercarlo a casa dei genitori di AC
1, che anche loro, gli dicevano di lasciarla perdere e di non farla più andare
a casa loro (…). Il venerdì Santo, 6.4.2007, AC 1 era venuto al salone
parrucchiera verso sera, e si era messo, per l’ennesima volta a piangere.
Diceva sempre le stesse cose, e meglio che aveva speso tutti i soldi, che
voleva vedere i figli della PC 2, che lui le voleva bene, ecc.”
Allo stesso modo, __________, amico e confidente
del AC 1, ha confermato che negli ultimi mesi questi “era veramente giù di
corda” e “non usciva più e beveva spesso e volentieri” (all. 4.9
RPG, verbale 6 giugno 2007, pag. 2).
9.
PC 1, classe 1954, è comparso nella vita della PC 2 circa 3 anni prima
dei fatti. I due hanno allacciato un rapporto di amicizia che si è consolidato
di pari passo con l’aggravarsi della crisi tra la PC 2 ed il AC 1. Malgrado i
diretti interessati abbiano smentito che si trattasse di una relazione amorosa
ed abbiano sostenuto di essere uniti unicamente da un’amicizia fraterna, il
sospetto è più che legittimo a fronte dei riscontri di fatto e delle
dichiarazioni degli stessi. Non è un mistero che PC 1 e PC 2 si frequentassero
in modo assiduo, l’uomo oltretutto possedeva le chiavi di casa della donna
(verbale PC 2 16 luglio 2007, AI 82, pag. 2), chiavi per inciso che la stessa
non ha mai dato al AC 1 malgrado i 5/6 anni di relazione. La PC 2 ha pure
ammesso che poteva capitare che lei ed il PC 1 dormissero assieme come pure che
si scambiassero in pubblico “un bacio affettivo sulla bocca” (verbale PC
2.
28 agosto 2007 AI 116 pag. 2). Essi hanno pure dichiarato di aver fatto il
bagno assieme nudi, circostanza di cui hanno anche informato il AC 1 (verbale
cit. PC 2 AI 116, pag. 2). Di fronte a simili affermazioni diventa difficile
sostenere, come ha fatto il PC 1, che il AC 1 aveva mal interpretato il
rapporto esistente tra i due (verbale PC 1 12 aprile 2007 RPG 2.1 pag. 1 seg.).
Ed infatti, se in un primo tempo il AC 1 aveva
dato fiducia alla compagna e creduto all’innocenza del suo rapporto con il PC 1,
a partire da gennaio 2007 egli ha iniziato a sospettare che i due avessero una
tresca (all. 1.6 RPG, verbale 24 aprile 2007, pag. 5), confortato in ciò dalle
voci che giravano sul conto dei due a __________. Divorato dai sospetti, il AC
1.
è diventato sempre più geloso, al punto da uscire di notte a fare delle ronde
nei pressi della casa della PC 2 per controllarla. Una mattina egli avrebbe
visto il PC 1 uscire dalla casa della donna, e i figli gli avrebbero poi
confidato che il PC 1 si recava spesso a casa loro. Proprio in questo contesto
di sospetti e gelosia, alcune settimane prima dei fatti a giudizio il AC 1 ha
avuto una sorta di incontro chiarificatore con il PC 1, che non è però stato
sufficiente, nonostante le rassicurazioni ricevute, a fugare i suoi sospetti.
10.
L’istruttoria predibattimentale non ha chiarito in modo definitivo
dove (e con chi) la PC 2 abbia passato la notte del 7/8 aprile 2007, stanti le
discordanti versioni fornite al riguardo dalla diretta interessata e dalle
altre persone coinvolte. L’ipotesi più verosimile è quella secondo cui essa
avrebbe dormito dal AC 1 (in questo senso AI 71, verbale PC 2 21 giugno 2007,
pag. 4, e AI 87, verbale AC 1 20 luglio 2007, pag. 1 e 2 ). La questione non è
però decisiva ai fini dell’odierno giudizio, per il che essa non è stata
ulteriormente approfondita da parte della Corte.
Certo è però che la mattina dell’8 aprile 2007,
verso le ore 10.00, essa si trovava a casa del AC 1 e accertato è altresì che i
due hanno avuto una violenta lite, nel corso della quale il AC 1 ha colpito la
donna con pugni e pedate, ciò che hanno confermato sia la vittima che
l’accusato (cfr. verbale dibattimentale, pag. 8; AI 71, verbale PC 2 21 giugno
2007, pag. 3 e segg.; cfr. anche inc. 2007/3249, querela 12 aprile 2007 in:
classeur AI n. 2, in fine).
Dopo il litigio la PC 2 si è recata al __________
mentre che il AC 1 è rimasto in casa.
L’arrivo della PC 2 all’agriturismo è stato
notato da più persone, essa appariva infatti già alticcia. Quel giorno al __________
vi era molta gente che partecipava al brunch di Pasqua in fattoria. Sul posto
si trovava anche il PC 1, che aiutava __________, titolare dell’esercizio, nel
servizio ai tavoli e dietro il bancone del bar. Stando al racconto dei
presenti, la PC 2 si sarebbe seduta ad un tavolo ed avrebbe continuato a bere
sino quasi ad addormentarsi. __________ l’avrebbe quindi invitata ad andarsene
ciò che essa ha fatto Non essendo in condizione di guidare, la PC 2 è stata
accompagnata in auto dal PC 1 sino a casa, dove ha dormito sino alle 21.00 circa
(verbale Calamai 9 aprile 2007, all. 9 ad AI 4, pag. 5). Per sua parte il PC 1
è tornato all’agriturismo, dove ha lavorato tutta la giornata.
11.
Anche il AC 1, come la PC 2, ha trascorso il giorno di Pasqua
bevendo e dormendo (AI 48, verbale 14 maggio 2007, pag. 2 e segg.):
“
Per tornare a quel giorno, dopo che lei se ne è
andata, sono salito e ho mangiato con mio padre, mia madre, mia sorella __________
e suo marito. Durante il pranzo ho bevuto qualcosa ma poco, forse un bottiglia
da 0.75 dl. Mi sarò trattenuto circa mezz’ora e poi sono tornato in camera mia,
ho guardato un po’ di televisione e poi mi sono addormentato, ogni tanto mi
svegliavo, mi bevevo un bicchiere, guardavo ancora un po’ di tele, e poi mi
riaddormentavo. Questo dormiveglia è durato più o meno sino alle 17:00/17:30.
Mi sono quindi alzato e mi sono recato (se ben ricordo) con la vettura al
campeggio __________, lì non ho incontrato nessuno. Mi sono lo stesso fermato,
ho sorbito se non sbaglio un paio di bicchieri di vino, guadando la tele. Penso
di essermi poi recato al bar/pizzeria __________, dove ho ancora bevuto del
vino, e mi sono fermato a parlare, infatti conosco sia il proprietario, che il
cameriere e il pizzaiolo. Sarò rientrato verso le 19:00 e mi sembra che mi sono
diretto subito in camera mia senza salire dai miei, non mi sembra che quella
sera ho cenato. In camera penso che mi sono nuovamente addormentato. Ricordo
che ad un dato momento ho chiamato la PC 2 per chiederle dove fosse, saranno
già state le 22:00.”
Il racconto del AC 1 è impreciso al proposito
della telefonata, in quanto dai tabulati (AI 80) è emerso che egli quella sera
ha effettivamente chiamato a più riprese la PC 2, ma solo dopo le 01.00, mentre
che prima tra i due vi era stato solamente un intenso scambio di sms, del quale
si dirà in seguito.
12.
Verso le 21 PC 1 è andato a prendere la PC 2 e i due si sono recati,
verso le 22, al bar __________, dove sono stati raggiunti da __________,
anch’egli tuttofare al __________, e da un altro amico. In seguito i quattro
hanno fatto tappa allo __________ e sono poi ritornati dopo le 01.00 al __________,
dove hanno continuato a sorbire bevande alcoliche.
Anche AC 1 è uscito di casa quella sera, e i suoi
movimenti hanno potuto essere ricostruiti sulla scorta dell’ubicazione del suo
cellulare. Risulta così come anch’egli verso le 01.00, cercando il PC 1 e la PC
2, si è recato al __________, e questo in seguito all’indicazione datagli con
l’ultimo sms dalla PC 2 medesima di essere in quel luogo. Sul posto egli non ha
però trovato nessuno, essendo verosimilmente giunto in loco qualche minuto
prima del rientro dei quattro. Convinto di essere stato preso in giro per
l’ennesima volta, egli ha fatto ritorno a casa.
13.
Per comprendere lo stato d’animo del AC 1 in quel momento e per
meglio capire quanto successo in seguito, è di ausilio la lettura degli sms che
l’accusato e la PC 2 si sono scambiati quella notte.
Già il giorno precedente tra i due vi era stata
una corrispondenza denotante (per quanto comprensibile) tensione ed
aggressività:
07/04/2007 00.49.00 AC 1 Buona notte e buon
divertimento by
07/04/2007 15.04.00 AC 1 Dimenticavo le scuole medie
07/04/2007 15.20.00 AC 1 Anzi sarà interessata novella
2000.
tipica famiglia svizzera
07/04/2007 15.22.00 AC 1 Stai diventando una star
velina
07/04/2007 15.27.00 AC 1 Titolo droga alcol sesso
rockenroll
07/04/2007 16.53.00 AC 1 Poco tempo e saprò il nome del
meccanico sarà felice sua moglie quando le dirò il tuo
07/04/2007 17.02.00 AC 1 Hai tempo 2 ore x chiedermi
scusa davanti a me
07/04/2007 19,21.00 AC 1 Spiegami come lo sapeva il
rico allora anche sua moglie ha gli stessi diritti
07/04/2007 22.56.00 AC 1 Non avrò pace fin quando mi
sarò venmdicato dovessero passare anni chi mi fa del male lo riceve.
La sera dell’ 8 aprile 2007 il clima si è però
decisamente arroventato, degenerando sino all’insulto e alle pesanti
provocazioni. Incomprensibilmente, tuttavia, alla fine di questo scambio di sms
la PC 2 comunica al AC 1 di essere al __________, quasi ne volesse provocare la
venuta, pur dovendolo (anche se ubriaca) sicuramente ritenere adirato:
08/04/2007 17.18.00 AC 1 Buona pasqua a te e ai bimbi
tanta pace e felicità AC 1
08/04/2007 20:40:51 PC 2 lo sto in pace con il voltaren
magari prossimamente servirà a te buona pasqua .
08/04/2007 20.49.00 AC 1 Vi aspetto al ponte di bioggio
tra me
08/04/2007 20.49.00 AC 1 Vi aspetto al ponte di bioggio
tra mezzora
08/04/2007 20.51.00 PC 2 lo sono sola: Ponte Sopra o
Sotto
08/04/2007 20.53.00 AC 1 Arrivo 5 minuti
08/04/2007 21.13.00 AC 1 lo sto aspettando i conigli
08/04/2007 21.22.00 Arrivate sono curioso di vedere
come finirà fate in fretta che qui sul ponte fa un freddo cane by AC 1
08/04/2007 21.31.00 AC 1 Allora arrivate in vi aspetto
con ansia quaraquà
08/04/2007 22.05.00 AC 1 Paura ciuchettoni?
08/04/2007 22.29.18 PC 2 I conigli sono arrivati. Ma tu
non c'eri. Hai sentito il tu tu
08/04/2007 22.30.00 AC 1 Sto ancora aspettando o vi
trema il buco del culo
08/04/2007 22.32.00 AC 1 Bene ci vediamo tra 10 minuti
dove volete
08/04/2007 22.32.47 PC 2 Troppo tardi
08/04/2007 22.34.00 AC 1 Buffoni
08/04/2007 22.36.02 PC 2 lo mi sono presentata e tu non
c'eri. Coniglio!
08/04/2007 22.39.00 AC 1 Sono stato su più di mezzora
ora se hai i coglioni ritorna io parto adesso da casa
08/04/2007 22.42.22 PC 2 Sei arrivato troppo tardi.
08/04/2007 22.44.00 AC 1 Dimmi tu dove e quando?
08/04/2007 22.49.00 AC 1 E vero non sei una coniglia ma
una cagna in calore
08/04/2007 22.52.00 AC 1 Ricevuto niente forse sei
troppa ciucca x fare sms
08/04/2007 22.53.20 PC 2 Non posso, visto che sto
godendo...
08/04/2007 22.55.00 AC 1 Ciao cagna
08/04/2007 23.02.53 PC 2 Visto che a tuo dire sono in
calore ci sto facendo un pensiero a quello del Rico...
08/04/2007 23.07.00 AC 1 Ciao cagna in calore che la da
al primo cane che incontra non mi stupirei poi sono cazzi tuoi
08/04/2007 23.11.12 PC 2 Stupida io che te l'ho E
Continua a masturbarti
08/04/2007 23.17.00 AC 1 Meglio una sega che scopare
una cagna ciucca che non si rende neanche conto baldracca
08/04/2007 23.28.54 PC 2 Pensavi al tuo tornaconto
continua a mantenerlo...
08/04/2007 23.32.00 AC 1 Adesso hai rotto i coglioni e
ti vengo a cercare!
08/04/2007 23.35.54 PC 2 Niente da visualizzare
08/04/2007 23.38.00 AC 1 Messaggio vuoto troppa ciucca
09/04/2007 00.01.00 AC 1 Allora cagna bisogno un po dh
coca x continuare a prenderlo nel culo
09/04/2007 00.03.50 PC 2 Ciao tartufo, cerca cerca il
trovarello. Il mondo é bello!
09/04/2007 00.11.00 AC 1 Se avete i coglioni vi aspetto
alle 12.30 al ponte di bioggio cosi sistemiamo le cose una volta x tutte
09/04/2007 00.14.56 PC 2 Alle 12.30 mangiamo...
09/04/2007 00.17.00 AC 1 Ditemi I
09/04/2007 00.19.00 AC 1 Ditemi l'ora x me non c'è
problema o devo venire da voi?
09/04/2007 00.37.26 PC 2 Vieni e godrai...
09/04/2007 00.39.00 AC 1 Arrivo dove?
09/04/2007 00.40.18 PC 2 Cercaci
09/04/2007 00.42.00 AC 1 Dove devo venire?
09/04/2007 00.49.45 PC 2 __________
09/04/2007 02.26.00 AC 1 .arpri la porta ho la butto giù.
Oltre a questi sms, vi sono state 5 telefonate
del AC 1 alla PC 2 tra le 01.05 e le 02.11, ovvero dopo che essa gli aveva
comunicato di trovarsi al __________. Malgrado i ripetuti tentativi, AC 1 non è
riuscito a parlare con la donna, che faceva infatti rispondere dal __________
alle chiamate.
Questi ha ammesso di avere canzonato il AC 1, la
cui rabbia è perciò aumentata (AI 4, all. 16, verbale __________ 9 aprile
2007):
“
Abbiamo raggiunto il "__________" dove
siamo rimasti sino alle 01:15 al massimo. E' stato __________ che ci ha pagato
l'entrata. Io ho bevuto due Civas. Sia __________ che __________ non ha bevuto
bevande alcoliche. Mentre PC 1 ha bevuto un prosecco ed una birra e la PC 2 mi
sembra che avesse bevuto un Prosecco.
ADR: che mentre eravamo al "__________"
sul telefono di PC 2 non sono arrivate chiamate o messaggi. Quando siamo usciti
dal locale e stavamo raggiungendo il posteggio per recuperare l'autovettura di PC
2.
con la quale saremmo ritornati all'agriturismo PC 2 è stata tempestata di
telefonate e di messaggi. PC 2 mi disse che era AC 1 che la chiamava. Lei non
voleva rispondergli e sinceramente non ne conosco il motivo anche perché non mi
interessa. Ad un certo punto mi ha chiesto se potessi rispondere ad una di
queste telefonate. La prima volta ho riposto dicendo che eravamo in giro e che
stavamo ritornando "__________" . Ho risposto semplicemente alle
domande che mi faceva AC 1. La seconda volta ho risposto ad AC 1 e gli ho
parlato in bulgaro, lingua che lui non capisce. Per inciso lui mi disse in
italiano: " io faccio fuori tutti gli slavi e quelli dell'est". E
pertanto gli ho risposto: "gente come te li congelo", questo in
bulgaro. Preciso che conosco questa perché sono stato adottato da una famiglia
bulgara. Anche mia moglie è bulgara. Quando ho interrotto la comunicazione con AC
1.
mi trovavo già ai __________. Mi trovavano nella macchina della PC 2 e alla
giuda c'era PC 1.”
Di segno analogo le dichiarazioni della PC 2 (AI
4, all. 9, verbale PC 2 9 aprile 2007):
“
Mentre eravamo al piano bar ho ricevuto svariati
messaggi e telefonate da AC 1. Ad alcune non ho risposto perché ero infastidita
dal fatto che AC 1 continuasse ad insistere a chiamarmi. Ad un certo punto ho
fatto rispondere da qualcuno altro. Ad alcuni messaggi ho risposto. Il tenore
dei messaggi non me lo ricordo ma comunque era un botta e risposta. In
sostanza AC 1 voleva verificare dove fosse e crede che volesse raggiungerci. Al
momento attuale non ricordo sinceramene il contenuto dei messaggi e quanto
messaggi mi avesse inviato. In ogni caso non erano dei messaggi gentili. Da
quanto mi ricordo in uno c’era scritto qualcosa come: “cagna in calore” o
qualcosa del genere. La persona che ha risposto al telefono, che non era PC 1,
ha comunque informato al AC 1 del fatto che ci trovavamo al “__________” e che stavamo
lasciando il locale. Nessuno lo ha comunque invitato a raggiungerci. Presumo
che AC 1 avesse intuito che ci stessimo recando nuovamente all’agriturismo.”
(AI 82, verbale 16 luglio 2007, pag. 3):
“
ADR i vari messaggi della sera dell’8 aprile
2007.
sono una serie di provocazioni reciproche, con intensità crescente.
ADR ad un certo punto ho iniziato a rispondere
agli sms di AC 1. Ero con PC 1 e __________. A loro leggevo i messaggi e a
volte mi suggerivano cosa rispondere. (…)
ADR oltre agli sms ci sono state una o due telefonate
a cui ha risposto il __________. Non ricordo cosa __________ ha detto al AC 1.
Io non ho parlato quella notte con il AC 1 al telefono (…)”
14.
Al loro rientro al __________, verso le 01.30, PC 1, la PC 2 e __________
sono rimasti ancora per un po’ in sala a chiacchierare. __________ ha mangiato
qualcosa, mentre che la PC 1 e la PC 2 hanno bevuto del prosecco. I due si sono
poi congedati e sono saliti al primo piano, dove si trova la stanza concessa in
uso al PC 1. La camera, di piccole dimensioni, è ubicata all’inizio del
corridoio, sul lato destro, vicino alle scale. Al suo interno vi sono due letti
singoli, un comodino ed un comò (AI 126, foto 8 e 11). I due si sono coricati
sullo stesso letto, quello più lontano della porta, addormentandosi quasi
subito. La PC 2 era vestita, eccezion fata per le scarpe, mentre che il PC 1 si
era spogliato completamente.
15.
AC 1, rientrato a casa dopo il tentativo andato a vuoto di trovare
la PC 2 e PC 1 al __________, si è munito di un bastone e ha deciso di tornare
all’agriturismo con l’intenzione di dare una lezione al PC 1 qualora i suoi
timori avessero trovato conferma. Giunto sul posto e trovando le luci spente,
egli è penetrato con scasso all’interno dello stabile. E’ quindi salito al
primo piano e ha prontamente individuato la stanza dove stavano dormendo i due.
Questo il suo racconto di quanto è accaduto in seguito (AI 48, verbale 14
maggio 2007, pag. 4 e segg.):
“
Sono quindi andato al __________. Arrivato ho
trovato ancora le luci spente all'interno e le luci accese all'esterno. Non
saprei dire a che ora sono arrivato, sarà stata l'una, è una deduzione che
faccio sapendo che la polizia è giunta verso le 3.00/4.00.
Visto che ero arrabbiato, credo di aver chiamato
la PC 2, ma lei non rispondeva, e ciò perché al __________ sembrava tutto
chiuso. Ho preso quindi dalla macchina lo scalpello, arnese che avevo già in
macchina per lavoro, con lo stesso ho forzato la serratura della porta
d'entrata. (…) Entrato mi sono subito diretto senza deviazione al primo piano
dove sapevo che c'erano le camere e dove presumevo trovare il PC 1 e la PC 2
insieme.
ADR sino a quel momento nessuno mi aveva
confermato che PC 1 fosse con PC 2, rimaneva una mia presunzione.
Preciso che sono salito dalle scale non a corsa,
bensì lentamente, volevo infatti cogliergli sul fatto. Arrivato in cima alle
scale, non ricordo se ho provato ad entrare in altre stanze o meno, a dire il
vero neppure so se ci siano altre stanze e quante.
ADR una volta prima dei fatti ero già stato in
camera del PC 1, lo stesso infatti frequentemente dormiva al __________.
Fattostà che sono entrato in camera, ho accesso
la luce, e ho visto un solo letto per il largo contro il muro, sarà stato un
letto largo 90 cm. Ho visto entrambi. Lui si trovava contro il muro, mentre PC
2.
era sdraiata verso la parete. Erano sul fianco. Quando sono entrato nessuno
si è alzato, e mi sono recato verso il PC 1 immediatamente e l'ho colpito. PC 1
nel mentre lo colpivo si è alzato con la schiena con la conseguenza che l'ho
colpito in faccia. lo infatti miravo le braccia. (…) Dopo il secondo colpo in
faccia PC 1 è sceso dal letto e si è alzato in piedi. Lo stesso era
completamente nudo, questo l'avevo già notato quando ero entrato nella stanza.
Non mi ricordo quindi se ho lasciato cadere il
bastone o se è stato PC 1 a togliermelo. Sta di fatto che io ho preso dalla
tasca il coltello, e ciò per spaventare il PC 1, e anche per tenerlo lontano.
Sapevo che PC 1 in passato aveva tirato di boxe.
ADR il coltello si apriva con due mani.
ADR ribadisco di non avergli detto come "la
mettiamo adesso".
Estratto il coltello al momento che lui è sceso
dal letto, in seguito lui si è avvicinato, e io sono indietreggiato, così
facendo mi sono trovato PC 1 tra me e l'uscita. Quando è ": giunto vicino
a me non ricordo se lui mi avesse minacciato con la gestualità delle mani, io
comunque ricordo la sensazione di sentirmi minacciato e di dovermi difendere.
Ho iniziato quindi a colpirlo con il coltello che tenevo nella sinistra, coltello
che nel frattempo avevo aperto.
ADR non mi ricordo che cosa stessi facendo con la
mano destra.
Mi viene contestato la versione di PC 1 verb pol
3.05.3007
pag. 7
"Preciso
che io non ho tolto il bastone dalle mani di AC 1. lo sono riuscito ad entrare
in contatto fisico con il AC 1 che mi aveva preso con una mano il coppino e mi ha colpito diverse volte con il
coltello, al volto, alla testa, alla spalla ed allo stomaco. lo cercavo sempre
di fermarlo. Mi pare che il
tutto è successo all'interno
della stanza.
R:
non mi ricordo di averlo preso per il coppino, non ricordo di averlo colpito
alla testa. lo rammento che i primi colpi che ho dato sono stati al fianco.
Preciso
che io il coltello l'ho estratto anche per poter uscire dalla stanza. lo dopo
le bastonate infatti ero a posto.
ADR
non so come siamo finiti in corridoi
ADR
il bastone lo avevo preso con me quando sono partito da casa la seconda volta.
Il coltello lo avevo con me in quanto l'ho quasi sempre con me. Preciso che con
sempre intendo che la settimana prima di pasqua mi sono recato al __________ a
custodire i miei animali, Questo coltello lo impiegavo per spaccare il pane
secco per i conigli, tagliare le corde. Il coltello per me è un attrezzo di
lavoro, io infatti svolgo un po' tutti i lavoretti.”
L’accusato non è stato in grado di fornire
migliore spiegazione sui dettagli dell’aggressione e della colluttazione, ciò
che non stupisce visto l’alto tasso alcolemico e lo stato emotivo alterato in
cui si trovava.
Nemmeno le dichiarazioni del PC 1 hanno permesso
di fare totale chiarezza sullo svolgimento dei fatti, avendo anch’egli reso una
versione confusa, il che non stupisce visti l’alcol ingerito e le ferite subite
(all. 2.1 RPG, verbale 12 aprile 2007, pag. 2 e segg.):
“
Per quanto mi ricordo abbiamo passato la serata,
io, PC 2 e forse __________
all'agriturismo e poi io e PC 2 siamo andati a letto. Siamo andati a dormire al
primo piano nella piccola stanza dove ci sono due lettini. lo e PC 2 siamo
andati nello stesso letto, quello più distante alla porta d'entrata, io ero
completamente nudo (senza mutande) mentre lei era completamente vestita. Non so
dire a che ora, so che era di notte, sentivo due passi all'interno della stanza
e ho cercato di vedere cosa stava succedendo, non ho nemmeno fatto a tempo ad
alzare la teste che ho preso una "legnata" in bocca. Preciso che era
un colpo molto forte ed io ho perso diversi denti. La mia reazione é stata
quella di alzarmi in piedi ed prenderlo in maniera tale per bloccarlo. Lui nel
frattempo ha lasciato cadere il bastone ed impugnava un coltello con il quale
mi ha ferito ad una spalla destra. Subito dopo mi ha preso con il sinistro,
dietro il "coppino" e con il braccio destro mi ha ripetutamente
pugnalato allo stomaco. lo ero in piedi e non riuscivo a muovermi, reagire. Le
pugnalate, vorrei precisare che avevano un movimento come a scavare dentro il
mio stomaco. Per questo motivo penso che abbia usato quel falcino che di solito
porta con se. Finalmente sono riuscito a liberami a girarmi leggermente, e AC 1
ha perso l'equilibrio cadendo a pancia a terra o sul letto. lo gli sono saltato
sopra e gli ho detto "...da qui non vai più via...". AC 1 motto
probabilmente ha sentito la mia voce e mi diceva piangendo "...scusa scusa
non era per te...". (…)
A domanda rispondo che prima di colpirmi AC 1 mi
ha detto " come la metum ades..." credo che abbiamo parlato tutto il
tempo in dialetto e quello che dico lo traduco in italiano. Mentre mi colpiva
con il coltello al ventre AC 1 ripeteva parole del tipo " ti squarto...ti
ammazzo...ti sgozzo...ve l'avevo detto..." preciso che queste frasi non le
ha dette gridando o in maniera chiara, ma borbottava come se stesse parlando
tra sé e sé.”
(all. 2.2 RPG, verbale 3 maggio 2007, pag. 7 e
segg.):
“
D: Mi può spiegare come è arrivato il AC 1 nella
stanza? cosa ha detto? cosa aveva tra le mani? ha acceso lui la luce?
R: Non so dire come è arrivato nella stanza. lo
ho visto una sagoma nell'ombra in piedi. La luce mi pare fosse spenta.
Questa persona ha alzato la coperta. Mi pare che
abbia detto "come la metum adess?". In quel momento ho capito che era
il AC 1.
Poi ho sentito un gran colpo alla bocca. Come
reazione mi sono alzato in piedi e sono andato a cercare di fermare il AC 1.
Mentre mi alzavo dal letto AC 1 ha lasciato il bastone che ha usato per
colpirmi alla bocca ed aveva preso in mano il coltello. Preciso che io non ho
tolto il bastone dalle mani di AC 1. lo sono riuscito ad entrare in contatto
fisico con AC 1 che mi aveva preso con una mano il "coppino" e mi ha
colpito diverse volte con il coltello, al volto, alla testa, alla spalla ed
allo stomaco. lo cercavo sempre di fermarlo. Mi pare che il tutto è successo
all'interno della stanza. Non mi pare che siamo usciti in corridoio.
PC 2 non so dire cosa facesse in quei momenti. Mi
pare di . ricordare che ad un certo punto gridasse e cercasse di telefonare
chiamando la Polizia. Come già detto ad un certo punto AC 1 ha perso
l'equilibrio è caduto ed io gli sono "volato sopra", bloccandolo a
terra.
In quelle circostanze AC 1 sembrava stesse
piangendo. Mi pare che mi abbia anche chiesto scusa. Almeno io mi ricordo così.
Preciso che io gli avevo detto che sarebbe rimasto a terra sino a quando
arrivava la Polizia. In merito alla luce della stanza mi ricordo che alla fine
della colluttazione la luce era accesa. All'inizio a me pare fosse spenta. Non
so chi l'abbia accesa.
D: Quando AC 1 è entrato nella stanza, durante la
colluttazione e dopo ha detto qualcosa?
R: .Oltre quanto detto, devo dire che mentre mi
colpiva al ventre con il coltello parlava, come tra sé e sé, dicendo "va
mazzi, va squarci, va levi di, ecc. ..". ”
16.
Stando alle dichiarazioni dei diretti interessati si potrebbe
pensare che l’aggressione abbia avuto luogo unicamente in camera da letto. Le
cose, in realtà, non possono essere andate così, già solo per il motivo che i
contendenti sono stati trovati, più o meno incoscienti, sdraiati uno sopra
l’altro in un corridoio che era un vero e proprio lago di sangue, come bene
risulta dalle fotografie in atti (AI 126, foto 9 e 17-21).
Questo significa necessariamente che se da un
lato è vero che l’aggressione del AC 1, bastone alla mano, è avvenuta nella
camera da letto, deve essere vero anche che il AC 1 per primo ha abbandonato
quel locale, intenzionato ad andarsene dopo avere sferrato i colpi al volto del
rivale, e che il PC 1 deve averlo seguito e raggiunto in corridoio, dove hanno
avuto luogo la colluttazione e l’accoltellamento di quest’ultimo.
Stando al AC 1, infatti, egli avrebbe preso la
via sbagliata all’uscita dalla camera, andando a destra lungo il corridoio
invece di dirigersi a sinistra verso le scale. Accortosi dell’errore ed
intenzionato a tornare sui suoi passi, si sarebbe trovato davanti il PC 1 che l’aveva
seguito in corridoio e che si frapponeva ora tra lui e le scale. L’accusato si
sarebbe quindi diretto verso il rivale ed avrebbe estratto il coltello, a suo
dire, per spaventarlo. PC 1 non sarebbe però indietreggiato ed i due sarebbero
entrati in contatto. Ne è nata una colluttazione nel corso della quale il AC 1 ha
accoltellato con violenza ed a più riprese il PC 1.
Meglio che in altri verbali, è nel corso
dell’audizione del 19 aprile 2007 che il AC 1 ha espresso compiutamente le sue
sensazioni del momento (pag. 2 e segg.):
“
Appena entrato nella stanza, ho acceso la luce e
ho visto PC 1, che ho subito riconosciuto, nudo nel letto con PC 2. Lì ho
capito tutto. Tutto quello che mi aveva detto, cioè che era solo amici, che non
erano amanti, ecc.. erano tutte balle. Preciso che sono subito partito a
colpire PC 1 senza dire nulla.
lo non ho più capito niente, non sono più
riuscito a ragionare e la rabbia, che già era grande, è completamente esplosa
ed ho colpito con il bastone PC 1, con quanta forza avevo. Preciso che non ho
mirato, anzi credo di aver addirittura chiuso gli occhi e ho "tirato"
dove capitava. Evidentemente verso PC 1 perché volevo colpirlo e fargli male
per dargli una lezione.
Con questo intendo dire che doveva capire che non
dovevano prendermi in giro.(…)
Capisco che è molto difficile da spiegare, ma io
non avevo la reale intenzione, sino a quando sono arrivato nella stanza di
uccidere PC 1. A dire il vero non sapevo quello che avrei fatto e le
conseguenze del mio agire avrebbe portato. lo preso dalla rabbia ho colpito
ripetutamente il PC 1 a coltellate senza sapere nemmeno quante volte lo
colpivo.
lo ero talmente preso dalla rabbia che ricordo
che non vedevo bene quello che facevo. Vedevo dei bagliori gialli e bianchi. (…)
A precisa domanda rispondo che non ricordo se PC
1.
e PC 2 fossero abbracciati nel letto o come si trovavano. In tutti i casi lui
era nudo e la situazione per me era chiarissima. Mi aveva raccontato "una
ca' da ball".
Quando, e ripeto dopo anni di "tira e
molla" con la PC 2, dopo una serata di messaggi che hanno "accesso un
falò e non solo un fuocherello", io mi sono trovato davanti alla scena
vedendo PC 1 nudo nel letto con PC 2 ed io non ho più controllato la mia
rabbia.(…)
Voglio sottolineare comunque il fatto che io non
sono andato su per ammazzarlo. Con ammazzarlo intendo dire il PC 1 che pensavo
stesse a letto con PC 2. Non ho mai pensato di fare del male a PC 2. (…)”
17.
A seguito dell’aggressione PC 1 ha riportato 14 lesioni da taglio,
di queste una al collo e 4 all’addome (con perforazione dell’intestino e del fegato)
ritenute potenzialmente pericolose dai medici che lo hanno visitato (cfr. AI
53; AI 126, foto da 32 a 60). Egli è rimasto degente presso il reparto di
chirurgia dell’Ospedale __________ dal 9 al 17 aprile 2007, ma non sarebbe
tuttavia mai stato in pericolo di vita, avendo in particolare la sua mole
impedito una penetrazione più profonda delle coltellate. Oltre alle predette
ferite da coltello, PC 1 ha subito anche una lesione al massiccio facciale ed
ai denti dovuta alla bastonata. Per i dettagli si rinvia al verbale dei dott. __________
(AI 114) e __________ (AI 141).
18.
Alla luce di questi accertamenti, l’analisi dell’atto d’accusa non presenta
particolari difficoltà.
In merito al primo capo di imputazione, non vi è
dubbio che la premeditata aggressione del PC 1 a colpi di bastone sia
costitutiva dell’ascritto reato di lesioni semplici, aggravate in quanto
commesse con un oggetto pericoloso e su persona indifesa.
Correttamente il Procuratore pubblico ha scisso
questa prima fase dell’azione da quanto accaduto in seguito, ammettendo la tesi
dell’imputato secondo cui la sua intenzione in quel frangente era unicamente
quella di dare un paio di legnate al rivale per impartigli una lezione, prova
ne è che egli dopo aver colpito il Censi aveva lasciato la stanza.
Quanto alla successiva colluttazione in
corridoio, culminata con il ripetuto accoltellamento del PC 1, la Corte, dopo
esame delle formalmente meno gravi ipotesi subordinate della difesa, ha anche
in questo caso concluso per la correttezza dell’atto d’accusa, ammettendo
l’imputazione di tentato omicidio intenzionale, commesso per dolo eventuale. Il
ragionamento posto alla base della decisione è quello per cui chi, come il AC 1,
colpisce alla cieca, ripetutamente, un altro individuo alla parte superiore del
corpo o alla figura con un coltello con lama di 9 centimetri prende in
considerazione la possibilità di uccidere, ed accetta questa eventualità pur
senza desiderarla. E’ infatti indubbio, oltre che nozione della comune
esperienza, che il collo è una zona vitale particolarmente delicata, così come
deve essere attribuita consapevolezza della possibilità di esito letale anche a
chi infligge numerose e profonde ferite inferte all’addome.
Lo stesso AC 1, seppure in termini non giuridici,
è apparso consapevole di questa realtà laddove in aula ha ammesso, con
riferimento alle ferite inflitte al PC 1, “di avere avuto fortuna”.
Incontrovertibile appare anche l’accusa di
lesioni semplici di cui al punto 3 AA, riconosciuta dallo stesso accusato, per
i maltrattamenti inflitti alla PC 2 la mattina precedente i più gravi fatti
testé descritti. Pacifiche anche le imputazioni per i reati previsti dalla LCS,
avendo AC 1 guidato in stato di ebrietà la notte dell’aggressione, e per avere
circolato regolarmente, oltre che quella sera, sin dal 2003 nonostante la
revoca per tempo indeterminato della licenza di condurre. Tenuto conto, in
parte, della prescrizione, l’imputazione è stata ritenuta per il periodo a far
tempo dal 1° gennaio 2005. AC 1 ha ammesso anche di avere offerto cocaina alla PC
2.
alcune volte all’anno, ciò che è costitutivo della sola contravvenzione alla
LFStup, e non invece dell’ascritta infrazione alla medesima legge (CCRP
30.
ottobre 2001 in re A.C., pag. 6 e 7). Evidentemente, anche i suoi ammessi
consumi di cocaina sono costitutivi di contravvenzione alla LFStup, così come
indicato al punto 8 AA. Per entrambe le contravvenzioni, va ritenuta la
prescrizione per i fatti precedenti il 22 febbraio 2005.
19.
La Corte ha di contro prosciolto il AC 1 dall’imputazione di
minaccia ai danni della PC 2 (punto 4 AA), ritenendo che le frasi rivolte
dall’accusato alla donna non abbiano, in concreto, incusso timore o spavento
alla stessa. Assuefatta alle ripetute intimidazioni dell’accusato durante i
loro litigi, essa non vi prestava più particolare attenzione e non le percepiva
come tali.
Prova ne è che anche dopo le minacce essa si è
ripetutamente recata a casa sua, trascorrendoci addirittura la notte (del tutto
o in parte) della vigilia dell’aggressione al PC 1.
20.
Secondo l’art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del
reo, tenendo conto della sua vita anteriore e delle condizioni personali
dell’autore nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Per l’art. 49
CP, inoltre, in caso di concorso di reati il giudice lo condanna per la pena
prevista per il reato più grave, aumentandola in misura adeguata.
21.
AC 1, comparso alle Assise criminali per la terza volta, è risultato
autore colpevole di gravi reati, ciò che è, evidentemente, riprovevole e
reprensibile. Nondimeno, la negativa valutazione derivante dalla sua recidiva
deve essere relativizzata. Da un lato per il lungo tempo trascorso in
particolare dalla prima condanna (28 anni), d’altro canto per la natura tutto
sommato episodica di questa nuova vicenda delinquenziale. Questo, sia ben
chiaro, senza volere in alcun modo considerare lieve la sua colpa o banalizzare
i suoi agiti.
Infatti, pur avuto riguardo per l’ebrietà, la
gelosia e le gravi provocazioni subite, sia quella stessa notte, che nei mesi
precedenti, si ha che AC 1 quella notte è uscito di casa dopo essersi
appositamente munito di un bastone ed è andato alla ricerca dell’amica e del
rivale per aggredirlo. E’ penetrato con scasso nell’altrui proprietà e quindi,
trovato il PC 1 nelle circostanze che temeva, l’ha colpito al viso con violenza
e senza remore. La parte premeditata del suo agire è però terminata in quel
momento, ed egli ha abbandonato il campo. Solo la concomitanza di due elementi
non previsti – l’avere sbagliato direzione e la decisione del PC 1 di
inseguirlo a dispetto dei colpi ricevuti – hanno reso possibile il più grave
episodio di accoltellamento. Pur nella sua gravità, va pertanto stemperata la
portata dell’intento omicida del AC 1, la cui aggressione al PC 1 coltello alla
mano non era pianificata, e nel cui ambito la volontà di uccidere è stata
ritenuta solo nella forma del dolo eventuale, e senza che nell’esito venisse
ecceduto lo stadio delle sole lesioni semplici, senza pericolo per la vita, ciò
che pure va ritenuto a favore dell’imputato.
Pur senza disattendere i predetti precedenti
penali, e tenuto conto anche del concorso con i reati minori, che però poco
incidono sulla pena complessiva, la Corte ha ritenuto equa per il AC 1 una pena
detentiva di base di 5 anni.
Da questa pena la Corte ha poi dovuto dedurre il
50.
% per avere egli agito in stato di scemata imputabilità di grado medio
(perizia AI 124, pag. 47), laddove le parti nulla hanno eccepito né al riguardo
delle valutazioni dell’esperto, né della loro incidenza sul giudizio, conforme
peraltro a giurisprudenza. In questo 50% di riduzione la Corte ha però
inglobato tutti i possibili motivi di riduzione della pena: da un lato non ha
più tenuto conto delle provocazioni, della gelosia ed in genere delle particolari
sensazioni del AC 1 di quella sera, ritenendole già incluse nella valutazione
del perito, pena pertanto il rischio di accordare una duplice deduzione in suo
favore, d’altro canto nulla ha aggiunto per gli altri motivi di indulgenza,
comunque ritenuti, come la collaborazione e la confessione, il carcere
preventivo sofferto, corretto comportamento processuale, non privo di accenni
di pentimento, la sensibilità alla pena e il riguardo all’intento
risocializzatore.
Dal che una pena detentiva finale pari a 2 anni e
6.
mesi, con computo del carcere preventivo sofferto.
Siffatta pena, comunque, non è apparsa per nulla
mite alla Corte, per rapporto a quella prolata dalle Assise criminali in data
14.
aprile 2003 contro A.G. per mancato omicidio intenzionale.
In considerazione della preminenza di elementi
individuali ai fini della commisurazione della pena, questa Corte non è solita
indulgere a simili raffronti, ma in questo sussistono varie analogie.
In entrambi i casi, infatti, l’autore ha agito
mosso dalla gelosia nei confronti dell’amante, o presunto tale, della sua ex
compagna. Le aggressioni sono avvenute con modalità analoghe, con la
particolarità che l’arma di A.G., un seghetto da giardiniere, è stata
utilizzata dopo che il bastone si era rotto per il colpo inferto alla vittima.
A.G., contrariamente al AC 1 (che aveva abitualmente il coltello con sé), aveva
premeditatamente portato con sé sia il bastone che il seghetto per usarli
contro il rivale che, ferito al collo, non ha perso la vita per una questione
di millimetri. L’autore era però in quel caso incensurato e di buona
reputazione. Per lui la Corte aveva ritenuto adeguata una pena base di 3 anni e
10.
mesi, che in ragione di una scemata imputabilità di grado tra il lieve e
medio era stata ricondotta a 2 anni e 6 mesi di reclusione, identica quindi
nell’esito alla pena oggi inflitta dalla questa Corte. Nondimeno, quella
sentenza appare più mite di quella odierna; non potendo la differenza nella
pena base essere del tutto giustificata solo sulla base del diverso passato
degli autori.
Questo, beninteso, non per criticare a posteriori
il giudizio del 2003, ma per ulteriormente rafforzare il convincimento della
correttezza dell’odierna sentenza, alla quale non può essere opposto un eccesso
di indulgenza nei confronti dell’imputato che, pur con tutti i suoi limiti ma
finalmente libero dall’intossicazione alcolica, ha comunque fatto una buona
impressione alla Corte.
La pena detentiva di 2 anni e 6 mesi è inoltre da
intendere quale pena unica ai sensi dell’art. 46 CP, comprensiva della revoca
della sospensione condizionale della pena di 75 giorni di detenzione di cui al
decreto d’accusa del 17 marzo 2003 del Ministero pubblico del Cantone Ticino.
22.
Alla luce dei trascorsi penali del AC 1 la prognosi appare negativa,
per il che la pena non può essere posta al beneficio della sospensione
condizionale, neppure parziale, ciò che la stessa difesa, dando prova di
apprezzabile realismo, neppure ha preteso.
23.
Accogliendo un postulato della difesa, condiviso anche dall’accusa e
dal perito, la Corte, avuto riguardo alla negativa incidenza degli abusi di
alcol del AC 1 e della dipendenza psicologica da lui manifestata, tendente
all’etilismo, ha deciso che il AC 1 dovrà seguire un trattamento ambulatoriale
per la durata di 3 anni dal giorno del suo rilascio per sostenerlo nel doveroso
proposito di astensione dal consumo di bevande alcoliche.
24.
E’ ordinata la confisca del bastone di legno, del coltello e dello
scalpello utilizzati da AC 1 per compiere i reati, mentre che tutti gli altri
oggetti sequestrati, menzionati dell’AA, sono dissequestrati a favore degli
aventi diritto.
25.
La tassa di giustizia di fr. 3’000.- e le spese processuali sono
poste a carico del condannato.
Rispondendo affermativamente ai
quesiti posti, meno che ai n. 1.2.1, 1.2.2, 1.2.1.1, 1.2.1.2, 1.4, 1.7, 3, 4,
visti gli art. 12, 16, 19, 22,
40, 42, 43, 44, 46, 47, 48, 49, 51, 56, 57, 60, 63, 69, 111, 123 cifra 1 e
cifra 2 cpv. 1, 180, CP;
19.
cifra 1, 19a LFStup;
91.
cpv. 1, 95 cifra 2 LCStr;
9.
e segg. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
AC 1 è
autore colpevole di:
1.1
lesioni
semplici aggravate
siccome commesse
usando un oggetto pericoloso e su persona indifesa,
per avere,
il 9 aprile 2007, a __________, presso l’azienda agricola
__________, usando un manico d’ascia, colpito al volto PC 1 provocandogli la
frattura della mascella;
1.2
tentato
omicidio intenzionale
per avere,
il 9 aprile 2007, a __________, presso l’azienda
agricola __________, ripetutamente colpito con un coltello PC 1 con l’intento
di provocarne la morte;
1.3
lesioni
semplici
per avere,
l’8 aprile 2007, a __________, colpendola con pugni,
pedate e gettandola per terra, ferito al volto, alla gamba e alla schiena PC 2;
1.4
guida
in stato di inattitudine
per avere,
l’8 e 9 aprile 2007, a __________,
circolato alla guida della vettura in stato di
ebrietà (alcoolemia min. 2.17 - max 2.58);
1.5
guida
senza licenza di condurre o nonostante la revoca
per avere,
tra il 1. gennaio
2005.
ed il 9 aprile 2007, a __________
ed in altre località del __________,
ripetutamente
circolato alla guida della vettura Toyota Corolla malgrado la licenza di
condurre gli fosse stata revocata;
1.6
contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza
essere autorizzato,
dal 22 febbraio 2005
all’8 aprile 2007, a __________
ed in altre località, offerto a PC 2 circa 3 grammi di cocaina e consumato
personalmente complessivi circa 3 grammi di cocaina;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2.
AC 1 è
prosciolto dall’imputazione di minacce.
3.
Di
conseguenza,
3.1
AC 1, avendo agito in stato di scemata imputabilità di grado
medio, è condannato:
3.1.1
alla pena detentiva di 2 (due) anni e 6 (mesi) mesi, nella
quale è computato il carcere preventivo sofferto; pena unica comprensiva, ai
sensi dell’art. 46 CP, della revoca della sospensione condizionale della pena
di 75 giorni di detenzione di cui al decreto d’accusa del 17 marzo 2003 del
Ministero pubblico del Cantone Ticino;
3.1.2
al pagamento della tassa di giustizia di fr. 3’000.- e delle
spese processuali.
4.
E’ ordinato un trattamento ambulatoriale per sostenere AC 1
nell’astensione dal consumo di bevande alcoliche per la durata di 3 anni.
5.
È
ordinata la confisca del bastone di legno, del coltello e dello scalpello
utilizzati da AC 1, mentre che tutti gli altri oggetti sequestrati, menzionati
dell’AA, sono dissequestrati a favore degli aventi diritto.
6.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
“
Per la Corte delle assise criminali
Il presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 3'000.--
Inchiesta preliminare fr. 8'007.30
Testi fr. 80.--
Perito fr. 27'125.50
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--
fr. 38'312.80
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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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