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Decisione

72.2008.108

Tre italiani liberati con l'indulto in banda usando camper e pistole giocattolo rapinato due banche con un bottino di fr. 87'159.90 risp. fr. 50'000.- (recuperati) + sottratto in Italia e usato per ra

17 ottobre 2008Italiano82 min

Source ti.ch

Fatti

i luoghi dopo essersi impossessati del denaro,

noleggiare un camper necessario in particolare

per la lunga fuga verso nord ed il rientro in Italia da un valico lontano dal

Ticino, nonché

acquistare allo scopo delle pistole giocattolo il

più rassomigliante possibile ad un'arma vera (in seguito: pistola o

pistole), da utilizzare per minacciare di un pericolo imminente la vita o

l’integrità corporale dei funzionari di banca,

incontrarsi in una località fra __________ e __________

nelle prime ore del mattino, raggiungere il Ticino attraversando il valico

doganale di __________, trasferirsi a __________ sia con la vettura che con il

camper, avvicinarsi alla banca con la vettura e parcheggiarla in prossimità

dell’obiettivo, camuffarsi con copricapo e sciarpa, entrare nell’istituto con

le pistole in pugno dove uno doveva richiedere all’impiegato/a allo sportello

il versamento del denaro mentre l’altro doveva sorvegliare gli altri funzionari

presenti all’interno della banca, recuperare il maggior importo di denaro

possibile, lasciare l’istituto, raggiungere con la vettura il camper e con

questo, abbandonata la vettura, rientrare in Italia per un valico lontano dal

Ticino, e infine suddividere in parti uguali la refurtiva,

e meglio per avere

1.1 a __________

il 19.11.2007,

dopo avere AC 1 individuato l’obiettivo in

occasione di un sopraluogo, noleggiato un camper presso l’agenzia __________ di

__________ ed avere entrambi acquistato delle pistole giocattolo presso

l’autogrill fra __________ e __________,

essersi recati una prima volta, verosimilmente il

13 o 14 novembre 2007, a __________ con l’intenzione di commettere la rapina ma

aver desistito siccome il camper non avrebbe garantito una fuga sicura,

aver sottratto a __________, la vettura Daewoo Matiz targata __________, ed essersi recati con entrambi i veicoli a __________

e susseguentemente, con la sola vettura, a __________,

copertisi capo e almeno in parte anche il viso,

una volta all'interno della banca,

AC 1 puntando la pistola contro l’impiegata __________,

facendosi consegnare il denaro e cercando altri soldi nei cassetti della

scrivania, e infine conducendola nel locale bagno,

AC 2 raggiungendo __________ nel suo ufficio, puntandogli

costantemente la pistola alla testa, conducendolo nel locale bagno,

imponendogli di legare le mani di __________ dietro la schiena e poi, dopo

averlo fatto inginocchiare, legandogli a sua volta le mani dietro la schiena,

rinchiudendo a chiave nel locale bagno tutti e

tre gli impiegati,

sottratto in danno della Banca PC 2, sede di __________,

l’importo di fr. 87'159.90 ed in danno di __________ un borsellino contenente

in particolare ca. fr.100.--, ca. 20 euro, carte di credito, carta d’identità e

licenza di circolazione,

rientrando poi in Italia con il camper, dopo aver

abbandonato la vettura Daewoo Matiz, percorrendo la tratta __________ – __________

– __________ – __________,

provvedendo infine alla suddivisione della

refurtiva in parti uguali;

1.2 a __________

l'8 febbraio 2008,

agendo in banda con AC 3,

dopo avere AC 1 individuato il nuovo obiettivo e

con AC 2 effettuato un sopraluogo,

AC 1 contattato AC 3, e una volta ottenuto per il

suo tramite il noleggio di un camper, propostogli di associarsi alla banda

intesa a commettere una rapina,

congiuntamente, sottratto allo scopo a __________

la vettura Lancia Y 10 targata __________,

essersi recati a __________ una prima volta il 6

febbraio 2008, AC 1 e AC 3 sul camper condotto da quest’ultimo e AC 2 alla

guida della vettura Lancia, con l’intento di procedere all’atto senza però

commetterlo siccome la banca era chiusa,

ritornati una seconda volta a __________ il 7

febbraio 2008, con lo stesso intento e dovendovi nuovamente rinunciare siccome

anche in questa circostanza la banca era chiusa,

aver raggiunto direttamente __________ con il

camper ed ivi parcheggiandolo in un posteggio all’entrata del comune,

essersi recati a piedi alla banca PC 1,

una volta all'interno della banca,

AC 2 puntando la pistola dapprima contro il corpo

e poi contro la testa dell’impiegata __________ facendosi consegnare il denaro,

AC 1 rovistando nei cassetti della postazione di

lavoro alla ricerca di ulteriore denaro, verificando la presenza all’interno

degli spazi dell’istituto di altri funzionari e sorvegliando ciò che avveniva

all’esterno,

sottratto ai danni della banca PC 1 la somma di

fr. 50'000.--, poi messi nella borsa nera portata seco,

sottratto a __________ un portamonete color nero

contenente vari documenti e varie tessere,

nonché tentato di sottrarre un'ulteriore somma di

denaro, tentativo non portato a termine essendosi AC 1 accorto del

sopraggiungere di una vettura della polizia e decidendo entrambi di lasciare i

luoghi,

dandosi alla fuga per le vie del comune,

AC 1 venendo fermato quasi immediatamente con in

mano la borsa contenente il denaro sottratto,

AC 2 raggiungendo il camper con al volante il AC

3, lasciato i luoghi ed imboccata l’autostrada in direzione nord dove venivano

poi intercettati dalla polizia all’altezza di __________;

fatti avvenuti:

nelle circostanze di luogo e di tempo indicate

reato previsto:

140 cifra 3 CP

2. furto

d'uso, ripetuto

2.1 per avere, fra il 15 e il 19 novembre 2007, a __________, __________ e __________, dopo aver sottratto ai danni di __________ la vettura Daewoo Matiz targata __________, circolato con la stessa sulla tratta __________ – __________

– __________ – __________, alfine di commettere la rapina di cui al p.to.1.1.

del presente ACC,

2.2 per avere, fra il 4 e l’8 febbraio 2008, a __________, __________ e __________, dopo aver sottratto ai danni di __________ la vettura Lancia Y10 targata __________, circolato sulla tratta __________ – __________ – __________

– __________, alfine di commettere la rapina di cui al p.to.1.2. del presente

ACC;

fatti avvenuti:

nelle circostanze di luogo e di tempo indicate

reati previsti:

art. 94 cifra 1 cpv. 1 LCS

B) AC 3

3. rapina

aggravata

siccome associato ad una banda intesa a

commettere rapine,

per avere

condividendo con AC 1 e AC 2 il disegno di

commettere una rapina ai danni di un istituto bancario di __________, secondo

le modalità descritte al p.to 1 del presente Atto di accusa,

conducendo, nelle circostante di tempo e di luogo

di cui al punto 1.2 del presente Atto di accusa, il camper Ford Katamarano nr.

1 targato __________ a __________ e __________, e ivi attendendo il ritorno di AC

1 e di AC 2,

guidando il veicolo sul quale con AC 2 è stata

intrapresa la fuga verso il nord delle alpi,

concordando una ricompensa in denaro per il

proprio fare,

partecipato in qualità di membro della banda alla

rapina di cui al punto 1.2 del presente Atto di accusa;

fatti avvenuti:

nelle circostanze di luogo e di tempo indicate

reati previsti: art.

140 cifra 3 CP

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 103/2008 del 20.08.2008, emanato dal Procuratore

pubblico.

Presenti

§ Il procuratore pubblico.

§ L'accusato AC 1

assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 1.

§ L'accusato AC 2

assistito dal difensore d’ufficio avv. DUF 2.

§ L'accusato AC 3

assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 3.

Espleti i pubblici dibattimenti

- giovedì

16 ottobre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 18:05

- venerdì

17 ottobre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 14:15

È pervenuta alla Corte l'istanza di

richiesta di risarcimento del 7.10.2008 della PC PC 2, in cui dichiara di costituirsi Parte civile e chiede il risarcimento di fr. 500.- (doc. TPC 5).

D'accordo le Parti, al punto 1.2.

dell'atto d'accusa a pag. 4 la data del 6 febbraio 2008 viene corretta in 5

febbraio 2008 e la data del 7 febbraio 2008 viene corretta in 6 febbraio 2008.

D'accordo le Parti, al punto 1.1.

dell'atto d'accusa a pagina 3 viene apportata la seguente correzione: invece di

__________ leggasi __________.

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale

illustra gli elementi oggettivi e soggettivi del reato di rapina, di cui

sottolinea la gravità. Evidenzia nella fattispecie gli strumenti coercitivi

messi in atto dagli accusati per farsi consegnare il denaro, strumenti che non

hanno soltanto neutralizzato la resistenza delle vittime bensì causato loro un

forte spavento. Sostiene l'esistenza dell'aggravante della banda ex art. 140

cifra 3 CP per entrambe le rapine, ritenuti la volontà condivisa di unirsi per

compiere reati secondo un piano preciso, la precisa ripartizione dei ruoli,

l'intensità della collaborazione e la ripartizione equa del bottino. Di AC 3

evidenzia la posizione di correo, ritenuto il ruolo essenziale avuto in seno

alla banda di cui condivideva consapevolmente gli illeciti obiettivi. Visti i

precedenti penali, importanti soprattutto per AC 1, la particolare

determinazione nell'intento criminale, la contenuta collaborazione fornita agli

inquirenti, conclude chiedendo la conferma integrale dell'atto d'accusa e la

condanna degli accusati:

- AC 1 alla pena

detentiva di 6 anni e 6 mesi,

- AC 2 alla pena

detentiva di 5 anni e 6 mesi,

- AC 3 alla pena

detentiva di 2 anni e 9 mesi.

Chiede altresì il riconoscimento della pretesa

della PC 2 di fr. 500.- e la confisca di tutto quanto in sequestro.

§ L’avv. DUF 3, difensore di AC 3, il quale nell'ottica di

una valutazione della posizione del suo assistito di tipo individuale, sostiene

che quest'ultimo nel suo ruolo secondario di autista ha agito non come correo

bensì come complice. Contesta siano nella fattispecie adempiuti gli estremi

dell'aggravante dell'aver agito in banda giusta la cifra 3 dell'art. 140 CP,

non avendo AC 3 condiviso il piano ideato da AC 1 e AC 2. Vista l'assenza di

precedenti penali specifici, il pentimento del suo patrocinato per l'errore da

lui commesso, per il quale ha già espiato con il lungo carcere preventivo

sofferto, conclude chiedendo in via principale quale complice in rapina

semplice un'importante riduzione della pena detentiva proposta dalla Pubblica

Accusa da contenere nei limiti della concessione della sospensione

condizionale, per la quale, viste le concrete prospettive di lavoro, non esiste

prognosi sfavorevole. In via subordinata quale complice in rapina aggravata -qualora

la Corte non dovesse accogliere la derubrica in rapina semplice- postula la

riduzione della pena detentiva proposta nei limiti dell'applicazione del

beneficio della sospensione condizionale parziale ex art. 43 CP, in modo che la

parte di pena da espiare non ecceda il periodo di carcere preventivo sin qui

scontato;

§ L’avv. DUF 2, difensore di AC 2, il quale evidenzia il

difficile vissuto del suo assistito caratterizzato da pesanti fallimenti sia

sul piano professionale sia su quello familiare, conseguenti al suo abuso di

sostanze stupefacenti, iniziato in giovane età, e di cui è diventato presto

dipendente. Riconduce i motivi del delinquere alle pressanti minacce da parte

di pericolosi usurai ai quali AC 2 si era rivolto siccome privo di un lavoro

che gli fornisse sufficienti mezzi economici. Pone in risalto che le vittime

non sono mai state in pericolo di vita e nemmeno hanno subito violenze, ciò che

non è mai stato l'intento degli accusati. Richiamando dottrina e giurisprudenza

chiede la derubrica dell'imputazione di ripetuta rapina aggravata in ripetuta

rapina semplice contestando ricorrano nella fattispecie gli estremi dell'aver

agito in banda. Con riguardo all'imputazione di ripetuto furto d'uso rileva che

AC 2 si è limitato a circolare sulle due autovetture rubate e nega abbia

partecipato al loro furto. Vista la collaborazione fornita agli inquirenti, il

lungo carcere preventivo, la volontà di emendamento e in applicazione

dell'attenuante specifica della grave angustia, conclude chiedendo che la pena

detentiva proposta dal Procuratore pubblico venga fortemente ridotta. Postula

il rinvio della PC 2, al competente foro civile e infine chiede il dissequestro

dei guanti e della berretta in lana di AC 2.

§ L’avv. DUF 1, difensore di AC 1, il quale ripercorre la

dinamica delle rapine evidenziando che per le modalità non violente impiegate

(pistole giocattolo in plastica, corde legate in modo blando, dipendenti in

grado di bluffare) e la scarsa pianificazione (viaggi a vuoto), emerge come gli

accusati non siano persone scaltre e come non abbiamo mai avuto in animo di

ottenere il bottino facendo del male a qualcuno. Rilevati lo scarso grado di

organizzazione e di collaborazione come pure l'esiguo numero dei partecipanti

contesta l'aggravante dell'aver agito in banda ex art. 140 cifra 3 CP e

pertanto chiede la derubrica dell'imputazione di cui al punto 1. ada in rapina

semplice. Contesta altresì che il suo patrocinato sia stato il dominus o

l'ideatore delle rapine sostenendo che AC 2 ha avuto un ruolo di primo piano al pari di AC 1. Non contesta i reati di furto d'uso ma rileva che sono stati

commessi, in correità con AC 2, nel solo intento di perpetrare le rapine.

Ritenuti infine la collaborazione fornita dal suo patrocinato agli inquirenti,

la di lui indole non violenta e la disperazione per le pressioni conseguenti

alla sua disastrata situazione finanziaria che l'ha spinto a delinquere,

conclude chiedendo un'importante riduzione della pena detentiva richiesta dal

Procuratore pubblico. Non si oppone al riconoscimento delle pretese della PC 2

di fr. 500.-.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle

Parti, i seguenti

quesiti: A. AC 1

1. è autore

colpevole di:

1.1. ripetuta

rapina

1.1.1. commessa in

correità con AC 2,

a __________,

il 19 novembre 2007:

1.1.1.1.1. in danno della Banca

PC 2?

1.1.1.1.2. in danno di __________?

1.1.1.1. trattasi di

reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a

commettere rapine?

1.1.2. commessa in

correità con AC 2 e AC 3,

a __________,

l'8 febbraio 2008:

1.1.1.2.1. in danno della

banca PC 1?

1.1.1.2.2. in danno di __________?

1.1.2.1. trattasi di

reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a

commettere rapine?

1.2. ripetuto

furto d'uso

per

avere, dopo aver sottratto a scopo d'uso

il 15

novembre 2007 a __________ la vettura Daewoo Matiz di __________

e il 4

febbraio 2008 a __________ la vettura Lancia Y10 di __________:

1.2.1. circolato il

19 novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come conducente e/o passeggero?

1.2.2. circolato il

5 e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come conducente e/o passeggero,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa?

Considerandi

2.

può

beneficiare della sospensione condizionale della pena?

3.

deve un

risarcimento alla Parte civile PC 2, e se sì per quale importo?

B. AC 2

1.

è autore

colpevole di:

1.1

ripetuta

rapina

1.1.1

commessa in

correità con AC 1,

a __________,

il 19 novembre 2007:

1.1.1.1.1

in danno della Banca

PC 2?

1.1.1.1.2

in danno di __________?

1.1.1.1

trattasi di

reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a

commettere rapine?

1.1.2

commessa in

correità con AC 1 e AC 3,

a __________,

l'8 febbraio 2008:

1.1.1.2.1

in danno della

banca PC 1?

1.1.1.2.2

in danno di __________?

1.1.2.1

trattasi di

reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a

commettere rapine?

1.2

ripetuto

furto d'uso

per

avere, dopo aver sottratto a scopo d'uso

il 15

novembre 2007 a __________ la vettura Daewoo Matiz di __________

e il 4

febbraio 2008 a __________ la vettura Lancia Y10 di __________,

1.2.1

circolato il

19.

novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come conducente e/o passeggero?

1.2.2

circolato il

5.

e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come conducente e/o passeggero,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa?

2.

ha egli

agito in stato di grave angustia?

3.

può

beneficiare della sospensione condizionale della pena?

4.

deve un

risarcimento alla PC 2, e se sì per quale importo?

C. AC 3

1.

è autore

colpevole di:

1.1

rapina

commessa

in correità con AC 1 e AC 2,

in danno della

banca PC 1,

a __________,

l'8 febbraio 2008,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa?

1.1.1

trattasi di

reato aggravato siccome commesso come associato ad una banda intesa a

commettere rapine?

1.1.2

ha egli agito

come complice?

2.

può

beneficiare della sospensione condizionale della pena?

D. Dev'essere

ordinata la confisca di quanto in sequestro ed elencato nell'atto d'accusa?

Considerando, in

fatto e in diritto

1.

AC

1.

è nato a __________, in Provincia di __________ il __________. Dopo le scuole

elementari e le medie ha imparato il mestiere di meccanico d’auto e fino al 1980 ha esercitato tale lavoro da dipendente e da indipendente. Fino agli anni ottanta ha vissuto in

famiglia con i genitori (attualmente il padre è morto), le due sorelle e un

fratello. Poi ha conosciuto una donna con la quale ha convissuto per dodici

anni e dalla quale ha avuto una figlia, oggi ventottenne, madre di due figli.

La compagna è deceduta nel 2007. Dopo gli anni ottanta, AC 1 si è messo

nell’immobiliare, in società con altre persone. Nel 1990 una crisi avrebbe

colpito il settore, per cui egli avrebbe accumulato dei debiti dell’ordine di

ca. 200 milioni di lire. Si sarebbe rivolto ad usurai ai quali avrebbe poi

dovuto pagare per i prestiti ottenuti interessi proibitivi. Poiché -egli

sostiene senza portare uno straccio di prova- essi avrebbero minacciato

pesantemente lui e i suoi famigliari, si sarebbe messo a fare rapine. In

pratica -sempre a suo dire- avrebbe commesso le venti rapine di cui riferisce

il casellario italiano per sdebitarsi verso gli usurai. Anche il provento della

rapina presso la Banca PC 2 (nel seguito PC 2) sarebbe da lui stato usato per

pagare un suo creditore. Il casellario italiano fa stato per AC 1 di molte

condanne, e ciò a partire dagli anni 70, quando fu condannato per reati che poi

sono stati depenalizzati.

Nel 1980 è stato condannato per spendita di

monete falsificate, nel 1984 per furto, nel 1987 per violazione della

disciplina degli stupefacenti. Con provvedimento del Procuratore generale della

Repubblica di Brescia, AC 1, per le condanne cresciute in giudicato entro il

1988, è stato condannato il 13.2.1989 ad una pena cumulativa di anni quattro e

mesi quattro. Grazie a un indulto la pena fu per finire ridotta di anni uno di

reclusione mesi tre e giorni 21.

Dopo una condanna nel 1994 per autocalunnia, con

sentenza del 22.2.1996 della Corte d’appello di Brescia, per dodici rapine di

cui alcune in concorso col reato di sequestro di persona, AC 1 venne condannato

ad anni sei di reclusione. Dette rapine le ha commesse nel periodo

21.4

-30.3.1995. Ha espiato la pena nel periodo 6.4.1995-20.3.1999.

Otto mesi dopo esser stato scarcerato, ha ripreso

a commettere rapine. Tra il 18.11.1999 e il 16.8.2000 risulta aver commesso

ulteriori otto rapine (in concorso, in taluni casi, col reato di sequestro di

persona e di porto d’armi).

Una di queste rapine egli l’ha commessa

l’8.8.2000 a __________. In aula, AC 1 ha spiegato che, in quell’occasione, egli, con due correi, rapinò una banca di __________, dove si appropriò di

300-400 milioni di lire. Anche in quell’occasione -come poi a __________ e a __________

- lui e i correi raggiunsero il luogo con un camper e con una piccola vettura

rubata, poi abbandonata in zona di __________. Col camper lui e i correi

riuscirono, percorrendo la strada del nord, attraversando il __________ e il __________,

a rientrare in Italia, sfuggendo così ai blocchi e ai controlli di Polizia.

Arrestato dopo l’ottava rapina, subì un anno di

detenzione preventiva a Verona, indi fu scarcerato e lavorò come giardiniere

presso un vivaio. Asserisce di aver conosciuto a Brescia tale __________, procacciatore

d’affari di automobili. Costui gli offrì di mettersi in società con lui purchè

egli portasse un certo capitale. AC 1 allega di avergli consegnato euro

12'000.-. Poi però, tra l’aprile 2004 e il luglio 2006, AC 1 fu incarcerato in seguito alla crescita in giudicato della sentenza del 1.4.2003 della

Corte d’appello di Venezia. Fu scarcerato, a motivo dell’indulto, nel 2006.

Riprese l’attività di giardiniere presso il vivaio __________. Asserisce anche

di aver cercato il __________ con l’intenzione di riprendere con lui l’attività

nel campo delle automobili. Sennonchè __________ questa volta l’avrebbe

tradito, nel senso che, presi da lui assegni per complessivi euro 43'000.-, per

finire sarebbe scomparso lasciandosi dietro debiti garantiti dagli assegni di AC

1.

Il creditore che deteneva detti assegni sarebbe diventato vieppiù pressante

nei suoi confronti (anche al riguardo AC 1 non ha prodotto un sol pezzo di

carta suscettibile di rendere qualche po’ plausibile tali sue dichiarazioni!).

Sarebbe stato per pagare detti debiti che si accordò con AC 2 (che aveva

conosciuto in carcere e che sapeva essere pure in difficoltà finanziarie) per

venire in Ticino a commettere rapine.

Il Ticino fu da lui scelto perché -a suo dire-

nelle rispettive zone di residenza essi sono troppo conosciuti dalle forze di

Polizia.

All’atto dell’arresto, il giorno 8.2.2008, a __________,

AC 1 non aveva sulla persona né una carta d’identità né una patente di guida.

La sua carta d’identità è poi stata ritrovata sul camper, fermato qualche ora

dopo in territorio di __________. Durante l’istruttoria dibattimentale,

malgrado l’assenza di patente, AC 1 ha ribadito, mentendo, di essere titolare

in Italia di regolare licenza di condurre. Affrettati accertamenti effettuati

dall’ufficio di Chiasso cosiddetto CCPD (Centro di cooperazione di polizia e

doganale italo-svizzero) hanno portato i responsabili di detto ufficio a

scrivere (cfr. all. 53 al rapporto di Polizia) erroneamente che AC 1 era

titolare di patente italiana della categoria B, così come AC 2 e che invece AC

3, nato il __________, non risultava intestatario di patente di guida.

Gli inquirenti ispettori di Polizia giudiziaria e

il Magistrato d’accusa hanno avuto più di un motivo per dubitare della

attendibilità dello scritto 2.4.2008 del CCPD (all. 53 citato), stante che erano

in loro mani, già dal febbraio 2008, le fatture consegnate (risp. faxate) loro

da __________, socio della ditta che ha noleggiato il camper RIMOR KATAMARANO 1

targato __________ il 12.11.2007 a AC 1 (anche se non è sicuramente il AC 1 che

l’ha ritirato) e il 31.1.2008 a AC 3.

A queste fatture è infatti allegata solo la

fotocopia della patente di guida di AC 3.

Tanto più gli inquirenti dovevano porsi più

seriamente il problema a sapere se AC 1 era o meno abilitato a condurre veicoli

a motore, appena si consideri che AC 2 nel verbale al PP del 18.3.2008, a pag. 3, in presenza del proprio legale, aveva insistito nell'affermare che il AC 1 la patente non l'aveva,

fatto peraltro già dichiarato anche dalla convivente di AC 2, __________, nel

verbale da lei reso in Polizia il 13.3.2008, a pag. 3. Al dibattimento -come

già in sede di istruttoria formale- AC 1 ha mentito sulla questione della patente e ciò nel palese intento di far credere che egli e AC 2 hanno commesso la

rapina c/o PC 2 da soli, il che è manifestamente falso. Anche a __________,

come poi a __________, c’era con loro un terzo che ha funto da autista. Quando

poi il Procuratore pubblico, in aula, gli ha contestato la comunicazione

16.10.2008

della Polizia italiana di Stato, giusta la quale la patente di AC 1

è scaduta il 14.11.2005 e mai più gli è stata rinnovata perché a suo carico esiste

un provvedimento di revoca, l’interessato è andato avanti a sostenere di aver

sempre avuto la patente. Dopo una mezz’oretta, mentre era in corso

l’interrogatorio dei coimputati, AC 1 se n’è uscito di sua iniziativa a dire

che effettivamente la patente gli era stata in passato sospesa. Egli avrebbe

allora incaricato il proprio avvocato italiano di ottenergli la restituzione e

costui gli avrebbe ad un certo momento telefonato che la cosa era a posto. Di

fatto però la patente in originale non gli fu consegnata, ma lui avrebbe

ripreso a guidare nel seguito, esibendo a richiesta la fotocopia della vecchia

patente (sic, al dibattimento). Una serie di bugie inventate lì per lì da AC 1 in aula per continuare a negare che anche a __________ (come già a __________ nel 2000 e a __________

il 19.2.2008) erano in tre a commettere la rapina e non solo in due.

Non si può infatti credere che un professionista

della rapina qual è AC 1 sia venuto fino in Ticino a commettere rapine,

attraversando dogane e percorrendo lunghi tratti di strada anche in territorio

estero (da __________ a __________, al __________, traversando il __________ e

il __________ fino di nuovo a __________) guidando il camper o la vettura

rubata, senza patente.

Le bugie di AC 1 sulla questione della patente

sono di tutta evidenza finalizzate a “tener fuori” dalla rapina di __________

la persona che funse per lui e per AC 2 da autista, ma anche a far sembrare

casuale, accessoria e finanche superflua la presenza di AC 3 nella successiva rapina

di __________.

Al riguardo AC 1 ha senz’altro il diritto di mentire. Non può però pretendere che la Corte lo consideri pienamente

confesso e addirittura collaborativo nel chiarire i fatti qui in giudizio.

Nella situazione di quasi flagranza in cui è

stato arrestato a __________, il fatto che abbia subito ammesso di esser stato

l’autore di quella rapina e anche di quella di __________, gli va di certo

riconosciuto. E’ però altrettanto vero che egli ha confessato solo quello che

gli conveniva e che sarebbe comunque stato scoperto nel seguito (non si

dimentichi che della rapina di __________ esiste un filmato che riprende AC 1 e

AC 2).

2.

AC

2.

è nato a __________ il __________. Figlio di madre nubile, egli racconta che

la sua infanzia fu marchiata da questo fatto, sia nel senso che a sua madre

veniva in casa rinfacciata tale sua situazione, sia nel senso che a lui è

sempre mancata la figura paterna.

Bravo e sveglio alle elementari, il suo disagio

si sarebbe manifestato quando frequentava le medie. A 15 anni lasciò la scuola

e si recò a Milano a fare il manovale. Frequentando cattive compagnie, iniziò a

fumare haschisch e poi a sniffare cocaina. All’età di 19 anni prese a

iniettarsi eroina. Divenne ben presto tossicodipendente. Tale situazione ha poi

condizionato la sua vita da adulto, impedendogli sia di costruirsi un futuro

professionale, sia di stabilire legami affettivi solidi.

A vent’anni circa ha avuto da una ragazza con la

quale all’epoca conviveva una bambina, che da sempre vive con la madre.

Da una seconda relazione ha avuto due altri figli, un maschietto e una bambina che hanno sette risp. tre anni. Anch’essi vivono con la

madre.

A suo dire a causa della droga si è fortemente

indebitato. Pure lui (come AC 1) sarebbe finito nelle mani degli usurai che gli

avrebbero prestato soldi dietro impegno di corrispondere loro interessi

altissimi, che egli non sarebbe stato in grado di pagare. A suo dire (ma anche

lui di ciò non ha portato prova alcuna), egli avrebbe firmato cambiali per

circa euro 100'000.-. Il casellario italiano fa stato per lui di varie condanne

a partire dal gennaio 1995, alcune anche per reati che oggi sono stati

depenalizzati.

L’8.1.2001 è stato condannato per furto,

l’8.7.2005 per ricettazione. Il 4.4.2006, il Tribunale in composizione

collegiale di Bergamo l’ha condannato per due rapine, per ripetuto porto d’armi

e per sequestro di persona (reati tutti commessi nel 2005) a quattro anni di

reclusione.

L’11.4.2006 è stato condannato per ricettazione.

Avuto riguardo alle citate imputazioni di rapina,

in aula, ha spiegato di averle commesse da solo, armato con un taglierino, in

due istituti bancari, l’una a __________ e l’altra a __________, paesi del

Bergamasco, per una refurtiva complessiva di euro 18'000.-. Per tale condanna

sarebbe stato in carcere dal 25.11.2005 al 13.09.2006. Grazie all’indulto,

sarebbe poi passato agli arresti domiciliari, da scontare a __________ presso

l’abitazione della madre. Sarebbe poi stato liberato e affidato ai Servizi

sociali i quali gli hanno trovato un posto di lavoro presso la Cooperativa sociale __________ a __________, come operaio a euro 500.- mensili.

Avrebbe accettato la proposta fattagli

nell’ottobre/novembre 2007 da AC 1 di venire in Ticino a commettere una rapina,

per procurarsi un po’ di soldi. A suo dire da alcuni anni ha smesso di

drogarsi. Prima dell’arresto dell’8.2.2008 assumeva metadone e ne ha chiesto e

ottenuto la somministrazione anche in carcere dopo l’arresto. Attualmente

avrebbe scalato le pastiglie in modo importante.

All’atto dell’arresto AC 2 non aveva seco la

carta d’identità (in aula ha dichiarato di non averne mai posseduta una). Aveva

invece seco regolare patente di guida.

3.

AC

3.

è nato a __________ il __________. In pratica egli è cresciuto e vissuto a

poca distanza dal paese in cui è cresciuto AC 1. I due si conoscono da più di

quarant’anni e sono molto amici. Dopo le scuole dell’obbligo, terminate in

seconda media, AC 3 ha imparato il mestiere di fornaio, lavoro che ha fatto per

cinque anni, fino a quando è stato chiamato a Torino a svolgere il servizio

militare. Tornato nel paese d’origine, ha lavorato per più di dieci anni per

un’azienda che installava macchine di caffè. Indi per altri dieci anni ha

gestito una stazione di benzina con annesso autolavaggio.

Nel 1997 ha venduto il distributore per problemi di salute e, con un amico, ha avviato un supermercato all’ingrosso.

L’attività è durata 3-4 anni, ma per finire ha dovuto chiudere per fallimento.

Dal 2001 ha lavorato come autista, dapprima al nero e poi, come regolare,

presso una ditta di trasporto di frutta. Trattasi -a suo dire- di attività

stagionale, che d’inverno cessa.

Non è sposato e convive con __________ dal 1980.

E’ molto legato alla sua famiglia d’origine, ovvero in pratica al fratello che

lo visita anche al PCT.

La sua situazione economica è precaria. Egli ha

quantificato in circa euro 8'000.- i suoi debiti. In Italia, il casellario di AC

3, fa stato di tre condanne due per reati oggi depenalizzati, la terza, del

22.8

, per bancarotta fraudolenta, ad anni due di reclusione, sospesi

condizionalmente.

Al dibattimento, AC 3 ha dato atto di conoscere perfettamente i precedenti penali di AC 1, di sapere che egli è

pregiudicato per il reato di rapina ripetuta. AC 3 ha negato (in aula) di essere stato lui l’autista del camper usato per commettere la rapina alla PC

2.

Ha nondimeno dato atto di essere stato a conoscenza del fatto che, in

passato, AC 1 aveva già fatto rapine utilizzando un camper, col che è pacifico

e non più contestato che, quando verso la fine del mese di gennaio 2008, AC 1 l’ha mandato da __________ a noleggiare un camper, AC 3 ben sapeva che si trattava di

utilizzarlo per commettere rapina. All’atto dell’arresto AC 3 era disoccupato.

4.

AC

1.

è stato arrestato a __________ l’8 febbraio 2008 verso le ore 12:35 in quasi

flagranza di reato.

Alle ore 12:25 ca. presso la Centrale operativa

di Bellinzona era infatti scattato telefonicamente l’allarme rapina collegato

alla banca PC 1 di __________. Sul posto intervenivano immediatamente un agente

della Polizia comunale di __________ e una pattuglia del reparto mobile della

Polizia di Noranco. L’agente della comunale, giunto (per primo) ad una ventina

di metri dall’entrata della banca, notava uscire due uomini, i quali alla sua

intimazione “Alt, Polizia!” si davano alla fuga. Egli li inseguiva a bordo del

veicolo di servizio, e allorquando i due si separavano, continuava a seguire

l’uomo che teneva in mano una borsa nera (identificato nel seguito in AC 1).

Abbandonato ad un certo punto il veicolo, l’agente di Polizia proseguiva

l’inseguimento di AC 1 a piedi nelle viuzze del nucleo. Nel frattempo giungeva

sul posto la pattuglia del RM di Noranco, che pure si metteva all’inseguimento

dell’uomo con la borsa, ovvero di AC 1. Quest’ultimo, giunto all’altezza del

negozio Denner di __________ -a poche centinaia di metri dalla banca PC 1-

veniva per finire raggiunto dall’agente della Comunale che lo bloccava a terra

e gli sottraeva la borsa nera, che AC 1 teneva stretta tra le mani. Veniva nel

seguito accertato che essa conteneva il bottino della rapina, ovvero la somma

di fr. 50'000.-.

La Polizia recuperava poco dopo in un’aiuola

antistante il negozio Denner la pistola di cui, durante la fuga, AC 1 s’era

sbarazzato, rivelatasi essere una pistola giocattolo, marca Softair Toys-sports,

modello V873, per chi la vede una buona imitazione della pistola SIG SAUER

(naturalmente chi la prende in mano s’accorge che essa è molto più leggera).

Il secondo uomo uscito dalla banca, datosi a sua

volta alla fuga (e poi identificato in AC 2) veniva notato, per il suo

atteggiamento sospetto, da un cittadino di __________ che si trovava a

transitare, a bordo della sua vettura, davanti alla filiale PC 1, diretto al

proprio domicilio. Egli vedeva il AC 2, che teneva celato qualcosa sotto il

maglione, raggiungere e salire -dal lato passeggero- su un camper di colore

bianco targato __________, che immediatamente partiva e si dirigeva, a velocità

normale, verso __________.

Il cittadino di __________ telefonava subito alla

Polizia, indi seguiva a dovuta distanza il camper, il quale, giunto a __________,

imboccava l’autostrada in direzione nord. Il teste restava in collegamento

telefonico con gli agenti della centrale di Polizia e comunicava loro il numero

di targa, le caratteristiche e gli spostamenti del camper. Grazie a tali

indicazioni, il veicolo veniva fermato, verso le 12:50, ad un posto di blocco

istituito dalla Polizia all’imbocco della galleria __________, in territorio di

__________. Alla guida del camper si trovava AC 3 mentre sul sedile del

passeggero c’era AC 2. Entrambi venivano fermati (cfr. rapporto d’arresto

8.2

, AI 5; rapporto d’inchiesta 24.6.2008 e i verbali allegati

dell’8.2.2008 dell’agente della Comunale e del cittadino di __________).

Mentre i tre uomini venivano tradotti al Posto di

Polizia, gli agenti effettuavano le perquisizioni di rito sulle loro persone e

sul camper.

AC 1 risultava -come già cennato- essere in

possesso del bottino, di numerose fascette lega-cavi in plastica e della chiave

di accensione di un veicolo Lancia, chiave che risultava poi essere quella in

dotazione di una Lancia Y 10 che la notte sull’8.2.2008 una pattuglia della

Mobile aveva controllato nel parcheggio vicino alla chiesa di __________, e

prelevata siccome risultata oggetto di furto in danno della proprietaria __________,

vedova, pensionata, residente a __________, in Provincia di Brescia, furto

commesso a __________ il giorno 4.2.2008, regolarmente denunciato alle locali

Autorità di Polizia. Va da sé che gli autori del furto sono stati AC 1 e AC 2,

ma di ciò si dirà nel seguito.

Sul camper, alla cui guida -come cennato- v’era

il AC 3, gli inquirenti hanno sequestrato, per quanto qui interessa, una

seconda pistola nera, marca Toys-sports modello V891 (pure essa una pistola

giocattolo), il berretto e i guanti indossati dal AC 2 per commettere la

rapina, nonché il portamonete rubato durante la rapina al funzionario di PC 1, __________.

All’AI 103 è classata la documentazione

fotografica allestita dalla Polizia scientifica dopo la rapina di __________.

Nelle foto da 25 a 28 si vedono le due pistole giocattolo utilizzate da AC 1 e

da AC 2, a loro dire, non solo a __________, ma anche il 19.11.2007 a __________.

Come ha accertato la Polizia scientifica dette pistole (che pure sono idonee a

sparare delle piccole sfere di plastica) sono state trovate scariche, col

caricatore vuoto. Ad ogni buon conto la Corte ha preso visione non solo delle

fotografie ma anche delle pistole, accertando che, per chi le vede, soprattutto

nel delicato e gravoso contesto di una rapina in atto, esse ben possono

sembrare autentiche e pericolose.

A AC 3, in quanto autista, sono stati sequestrati diversi indumenti, una carta stradale della Svizzera e tre guanti in

lattice bianchi, usati.

Si anticipa qui che, tramite rogatoria, il

titolare della Pubblica Accusa ha acquisito i tabulati retroattivi dei numeri

di cellulare in uso agli accusati. L’analisi dei tabulati ha evidenziato che

detti cellulari non sono stati in collegamento telefonico con numeri svizzeri.

Ciò non toglie che qualcuno che abita in Italia vicino al confine svizzero,

abbia suggerito a AC 1 e/o AC 2 possibili obiettivi.

5.

Come

già cennato, AC 1 sin dal primo verbale reso in Polizia, ammetteva di essere

l’autore della rapina consumata in danno di PC 1 ed anche di quella consumata a

__________ il 19.11.2007 in danno della PC 2. Gli inquirenti, in possesso dei

fotogrammi estrapolati dal filmato ripreso dalle telecamere di cui erano dotati

gli uffici della PC 2, peraltro già sospettavano che AC 1 e AC 2 fossero gli

autori materiali anche di quella rapina.

Inizialmente AC 1 rifiutava, sia in Polizia sia

davanti al GIAR, di fornire le generalità dei correi. Nel seguito completava le

sue dichiarazioni e forniva dettagli sulle due rapine, comunque attento a non

far trapelare la presenza di un terzo correo a __________, a lasciar nel vago

le sue reali pattuizioni con il AC 3 e a “giustificare” il suo agire con la

storia dei suoi debiti con usurai e altri pressanti creditori.

AC 2 inizialmente ammetteva solo di essere

l’autore materiale della rapina di __________, insieme a AC 3 e a AC 1. Per il

resto si avvaleva del diritto di non rispondere a questioni inerenti la scelta

dell’obiettivo, eventuali sopralluoghi effettuati, ecc.

Negava di aver commesso altre rapine in Ticino.

Successivamente con scritto dell’11.2.2008, pervenuto al MP il 15.2.2008, si è

dichiarato disposto a “collaborare con le autorità di questo Stato per far

piena luce sui crimini da me commessi. Ritengo inoltre doveroso far conoscere

le ragioni che mi hanno spinto a compiere questi crimini” (cfr. AI 30). Nelle

successive audizioni egli riconosceva di essere l’autore materiale della rapina

commessa ai danni della PC 2 a __________ il 19.11.2007 insieme a AC 1.

Nel suo primo verbale di Polizia, AC 3 negava di

essere coinvolto nella rapina di __________, sostenendo di aver noleggiato il

camper per recarsi a Zurigo ad assistere alla partita di calcio

Italia-Portogallo. Manteneva lo stesso atteggiamento anche davanti al GIAR. Nel

verbale del 13.2.2008, in Polizia, ammetteva di aver saputo solo il giorno

8.2

, quando già era giunto a __________, che AC 1 e AC 2 intendevano

“svaligiare una banca” e che lui avrebbe “dovuto attenderli alla guida del

furgone”. Confrontato dagli interroganti con la poca plausibilità del suo dire,

riconosceva di aver saputo già alcuni giorni prima dell’8.2.2008 da AC 1 che in

Svizzera si andava a svaligiare una banca e che il suo ruolo sarebbe stato

quello di autista. Ha comunque ancora sottaciuto di aver accompagnato AC 1 e AC

2.

a __________ anche nei giorni precedenti l’8.2.2008, fatti che ha poi

ammesso nei successivi verbali.

Da subito gli inquirenti hanno ricollegato il

ritrovamento a __________ della Lancia Y 10 (rubata il 4.2.2008 a __________)

con la chiave d’accensione che portava seco AC 1, il che li ha portati a

dedurre che nel piano organizzato dai rapinatori doveva essere previsto l’uso

di una macchina rubata per giungere alla e ripartire dalla banca, il camper

essendo riservato a mascherare la fuga e il rientro, da nord, in Italia. La

presenza a __________ della Lancia Y 10 rubata nel Bresciano, conduceva gli

inquirenti a verificare se anche nel periodo della rapina di __________ era

stata ritrovata una vettura abbandonata, col che si scopriva che effettivamente

una Daewoo Matiz, targata __________, denunciata rubata a __________ il 15.11.2007,

era stata ritrovata abbandonata a __________ l’8.1.2008. Ulteriori indagini

portavano ad accertare che il camper nel quale sono stati fermati AC 3 e AC 2

l’8.2.2008 in zona di __________ era stato noleggiato da AC 3 il 31.1.2008

presso la ditta __________ di __________. Il contratto di noleggio (cui è

allegata copia della patente di AC 3) è in atti, all. 41 al rapporto di

Polizia, e fa stato di un noleggio al nome di AC 3 per il periodo

31.1

-5.2.2008 per euro 890.-, dopodichè è evidente che i rapinatori

avrebbero dovuto prolungare i giorni del noleggio, stante che ancora l’avevano

seco il giorno 8.2.2008. Tramite la ditta __________ è stato acquisito anche un

ulteriore contratto di nolo, quello relativo al medesimo camper per il periodo

12.11

-20.11.2007. Al contratto -come già cennato- non è allegata alcuna

copia della patente di guida. Esso è intestato a AC 1, il quale sia in sede predibattimentale,

sia in aula, ha ribadito di aver ritirato lui il camper, di aver pagato il

prezzo pari a euro 765.-, e di averlo lui condotto fino a __________, in attesa

di utilizzarlo insieme a AC 2 per raggiungere la PC 2 di __________. In realtà

come già spiegato -aldilà dei dinieghi di AC 1 in aula- è certo che anche in novembre qualcun altro ha preso in consegna il camper e l’ha guidato

nei giorni tra il 12 e il 20.11.2007, ivi compreso il giorno 19.11.2007 della

rapina. La presenza di un terzo uomo anche in occasione di quella rapina, rende

le dichiarazioni rese sia in sede di istruttoria formale sia al dibattimento da

AC 1 e da AC 2 sicuramente monche ed incomplete. Ad ogni buon conto è comunque

possibile ritenere pacifico e certo che AC 1 e AC 2, conosciutisi nel Carcere

circondariale di Bergamo tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, mentre

entrambi espiavano le rispettive pene, hanno continuato a frequentarsi anche

dopo la loro scarcerazione. E’ pure pacifico che il discorso di commettere

insieme delle rapine è maturato tra loro a motivo delle rispettive condizioni

economiche, sicuramente precarie, indipendentemente dall’esistenza o meno di

usurai e/o creditori particolarmente pressanti e/o minacciosi. Che l’idea di

rapinare una banca sita in Canton Ticino sia venuta a AC 1 e non a AC 2 è

plausibile, già per il fatto che AC 1 già nel 2000 aveva commesso una rapina a __________,

per cui ben conosceva i luoghi e la geografia, in particolare la

favorevolissima situazione di snodo stradale di __________ che permette di

accedere, si provenga da sud, da __________ o da __________, in un batter

d’occhio, all’autostrada che porta sia a nord sia a sud. Che AC 1 cercasse una

banca priva del classico sportello munito di vetro blindato, nella quale il/la

funzionario/a fosse a diretto contatto col cliente è pure logico e normale. Che

egli sia venuto da solo con la sua auto in Ticino a cercare una banca

rispondente alle sue esigenze non è invece credibile. Di certo o un qualche

amico residente nella zona di confine italiana gli ha indicato le due banche di

__________, risp. di __________, presso cui poi, di fatto, le rapine sono state

consumate oppure AC 1 è venuto con un correo a cercare l’obiettivo in Ticino.

Comecchessia è certo che AC 1 e AC 2 tra il 10 e il 15 novembre del 2007, già

avevano concordato tra loro di rapinare la PC 2 di __________. All’uopo essi

dicono di aver comprato le due pistole giocattolo presso l’autogrill di __________.

All’uopo il 12.11.2007 hanno investito euro 765.- nel noleggio fino al

20.11.2007

del camper. Essi pretendono di essere venuti entrambi a bordo del

camper a __________ già il 13 o il 14.11.2007. Giunti nelle strette vie del

centro storico, si sarebbero accorti che il camper era troppo voluminoso e

vistoso per cui non si sarebbero arrischiati a posteggiarlo in zona e avrebbero

preferito tornarsene a casa, rimandando la rapina.

A mente della Corte ciò non è invero plausibile

stante che se davvero AC 1 -come sostiene- già era in precedenza venuto in

Ticino a cercare un obiettivo idoneo, non può non aver attentamente osservato

le vie d’accesso alla banca e quelle di fuga. Secondo la Corte è certo che AC 1 ha organizzato la rapina di __________ agendo secondo un piano già da lui collaudato negli anni in

cui ripetutamente commise rapine in Italia, piano che è stato da lui descritto

in aula per __________ e messo in pratica anche a __________. Sicuramente egli

venne, nei giorni antecedenti la rapina, con l’uno e/o l’altro dei correi e/o

con terzi in Ticino, per scegliere la banca da rapinare. Possibile anche che

egli, con i correi, abbia tentato di rapinare la PC 2 già qualche giorno prima

del 19. Se non passarono all’atto non fu certo per evitare di posteggiare il

camper fuori dalla banca in zona troppo sospetta (praticamente nel nucleo

storico di __________), bensì piuttosto perché reputarono -per motivi solo a

loro noti- che le circostanze non erano favorevoli.

Comecchessia è certo che AC 1, privo di patente

com’era, ha coinvolto nel suo piano AC 2 e un terzo. Trovata che ebbero in

Ticino la banca idonea, acquistate che ebbero le pistole giocattolo, noleggiato

il camper e procurata, rubandola con AC 2 e/o con il terzo correo, a __________,

il 15.11.2007, la Daewoo Matiz, il 19.11.2007 tornarono in Ticino.

Posteggiarono il camper a __________ e, con la Daewoo, lui e AC 2 raggiunsero __________.

Lasciarono la vettura poco distante dalla Banca e alle ore 11:37 vi hanno fatto

ingresso così come bene mostra il filmato della rapina, visionato in aula prima

e dopo aver preso conoscenza dei verbali resi dai funzionari presenti in banca,

ovvero dei verbali resi da __________, minacciata con la pistola soprattutto da

AC 1, da __________ e da __________, minacciati con la pistola e sorvegliati da

AC 2, che, per finire, li rinchiuse tutti e tre a chiave nel bagno. Dopodichè AC

1.

e AC 2 -come mostra il filmato- alle ore 11:41 hanno lasciato la banca,

portando seco una refurtiva di fr. 87'159.90, costituita da 67 banconote da fr.

1'000.-, da 198 banconote da fr. 100.-, da moneta per fr. 359.90. Da notare che

AC 2 si è anche appropriato del portafoglio di __________ contenente fr. 100.-,

euro 15.-, oltre a diverse carte di credito. Con la Daewoo ritornarono a __________

dove abbandonarono l’auto, salirono sul camper dove li attendeva l’ignoto

“autista” e presero l’autostrada per il nord, raggiungendo i loro domicili -a

loro dire- verso le ore 22:00, dopo aver attraversato le Alpi.

Dato che né AC 1 né AC 2 ammettono la presenza

del terzo correo, essi hanno dichiarato di aver diviso a metà la refurtiva.

Inizialmente l’hanno quantificata in fr. 70'000.- e poi in fr. 78'000.-. In

realtà stando ai più precisi calcoli della banca essa -come testè accertato- ammontava

ad oltre fr. 87'000.-.

Per la dinamica della rapina dentro i locali

della banca al filmato, in atti sub AI 115A, si rinvia. Succintamente è qui il

caso di ricordare che AC 1 e AC 2 entrarono in banca uno dopo l’altro. AC 1 si

rivolse alla funzionaria __________ simulando di voler cambiare dei soldi, e

posando il suo borsello sulla scrivania. Subito però, puntandole la pistola le ingiunse

di darle i soldi giacché quella era una rapina. All’inizio l’impiegata pensò

che si trattasse di un’esercitazione ma dovette presto ricredersi. Vide AC 2

uscire dall’ufficio del direttor __________ puntandogli una pistola alla testa.

Evidentemente AC 2 aveva il compito di occuparsi dei rimanenti funzionari. AC 2,

sempre minacciando __________, lo costrinse a tornare negli uffici interni, col

che anche AC 1 lo seguì tenendo la __________ sotto minaccia della pistola. AC

2.

chiese se v’erano altri impiegati. Difatti c’era __________ che, -come

realizzò che era in corso una rapina- da solo s’era rinchiuso in bagno. __________

non voleva aprire e lo fece solo quando fu il direttore a ordinarglielo. A quel

momento restò AC 2 ad occuparsi dei due uomini cui vennero legate sommariamente

le braccia e che vennero fatti entrare nel bagno. Frattanto AC 1 s’era, con la __________,

riportato alla di lei scrivania, giacchè essa doveva dargli i soldi. Così ha

narrato i fatti a tal proposito la __________ nel verbale (letto in aula), reso

al PP, il 25.4.2008:

“ In

cassa, mi sono seduta al mio posto. Essendo il PC in stand by, ho dovuto

inserire nuovamente la mia password. In quel momento AC 1 mi ha chiesto cosa stavo facendo. Io gli ho spiegato che stavo inserendo la password per entrare

nel sistema. Ho allora inserito la mia password speciale per i casi d’emergenza

(per opposizione alla password normale). Così facendo ho dato l’allarme.

AC 1 mi ha detto di consegnargli tutto quello che potevo dargli.

Alla tastiera ho

allora digitato, dopo aver consultato la disponibilità a video, il numero delle

banconote da fr. 1'000.-- presenti. In effetti il nostro sistema di erogazione

funziona un po’ come un bancomat.

…omissis…

Contestualmente ho

anche digitato un certo numero di banconote da fr. 100.--. Dopo un attimo di

elaborazione, il sistema ha erogato il denaro. In quel momento ricordo che AC 1,

che era dietro la scrivania, aveva aperto i cassetti e prelevato la moneta di cassa.

Non sono in grado di quantificarla. Posso però dire che sulla base delle varie registrazioni,

è possibile rimontare esattamente a quanto erogato dal sistema informatico e quanto presente in cassa in quel momento. Prima dell’erogazione delle banconote, AC 1 mi ha chiesto di aprigli il bancomat, situato nell’atrio della banca, a sinistra dell’entrata. Io

gli ho risposto che non potevo aprirlo perché sarebbe scattato l’allarme.

Ricordo che AC 1 mi diceva di sbrigarmi. Mi diceva anche di stare tranquilla

che non mi sarebbe successo nulla.

…omissis…

Una volta che i soldi

hanno iniziato ad uscire, AC 1 li metteva nella sua borsa.

A domanda dell’avv. DUF

2.

rispondo che per tutto il tempo, la porta della banca non era chiusa.

Chiunque avrebbe potuto entrare.

Terminata l’erogazione

del denaro, AC 1 mi ha detto di andare verso il bagno. Sono passata davanti a AC

2.

e sono entrata in bagno. Ho sentito la porta del bagno chiudersi dietro di

me. Nel bagno ho visto __________ e __________ inginocchiati e legati. Subito

però __________ si è alzato ed ha iniziato a slegarsi.

ADR: a mio giudizio i rapinatori sono rimasti in banca non più di

10.

minuti.

ADR: in bagno siamo rimasti circa un’ora. Un’ora passata

lentamente.

ADR: in me è nato un po’ di panico quando ho sentito la porta

principale della banca chiudersi. In tal modo per accedere alla banca bisogna

procedere allo sblocco della porta; il che avrebbe richiesto maggior tempo.

Soffrendo un po’ di claustrofobia, ho panicato un attimino.

ADR: personalmente ho subito un leggero crollo. Oggi però non ho

problemi.”

Benchè anche in bagno i funzionari abbiano

suonato l’allarme, l’intervento della Polizia, per motivi alla Corte non noti,

ha tardato a prodursi, il che ha contribuito ad aggravare lo stato d’ansia e di

disagio dei tre funzionari ivi rinchiusi.

AC 2, prima di lasciare la banca, prese anche il

borsello che AC 1 aveva posato sulla scrivania di __________.

Per quanto riguarda il suo ruolo all’interno

della banca, AC 2, al dibattimento, ha confermato quanto già deposto il

18.3.2008

davanti al PP, al quale ha dichiarato che:

“ AC 1

è entrato per primo. Come mi aveva precedentemente riferito, si è rivolto

all’impiegata facendo finta di cambiare dei soldi.

Io sono passato dietro

di lui e mi sono diretto verso degli uffici, AC 1 mi ha spiegato l’ubicazione. Qui avrei dovuto trovare due persone. In quel frangente io avevo in

mano l’arma. Entrato nell’ufficio vidi unicamente una persona, il gerente. Non

so per quale ragione, ma mi fu riferito che un secondo si trovava al bagno.

Dissi a questa persona di stare tranquillo, che non eravamo lì per lui ma per i

soldi.

ADR: che il mio volto

era coperto da una sciarpa e portavo pure un berretto.

Io dietro e il gerente

davanti siamo usciti dal suo ufficio e ci siamo recati davanti alla porta del

bagno. Entrambi abbiamo chiesto all’altra persona (impiegato) di aprire la porta.

Forse io ho anche tirato un calcio alla porta. Dopo un po’ questi ha aperto la

porta. Ho fatto entrare nel bagno anche il gerente e ho detto all’impiegato di

stare tranquillo. Li ho fatti girare con la faccia verso il muro, ho estratto

dalle tasche dei laccetti e ho legato loro le mani dietro la schiena.

ADR: visto il compito

che mi era stato affidato ho praticamente sempre tenuto in pugno la pistola.

…omissis…

ADR: una volta legati

all’interno del bagno io sono restato “di guardia” ai due, in attesa che il AC 1 mi sollevasse dal compito. In effetti il compito di “neutralizzare” il gerente e l’impiegato era

mio.

Dopo qualche minuto AC

1.

è sopraggiunto con la ragazza, __________, mi disse che si poteva andare.

Abbiamo allora fatto entrare la ragazza nel bagno con gli altri due. Ho tolto dalla toppa interno la chiave e ho chiuso a chiave la porta del bagno,

lasciando la chiave nella toppa esterna. Siamo poi usciti tranquillamente.

ADR: effettivamente,

mentre stavamo abbandonando il luogo, mi sono impossessato di un borsellino

frugando in una giacca. Uscito dalla banca l’ho aperto e mi sono accorto che

era del gerente (recte: di __________). L’ho quindi gettato per terra.”

6.

AC 1

e AC 2 hanno dichiarato di aver consumato la loro quotaparte di refurtiva per

pagare i loro creditori. E’ più plausibile che con essa si siano mantenuti per

alcune settimane. Certo è che in gennaio tra i due è tornato in discorso di

fare un’altra rapina. Anche per questa seconda rapina AC 1 pretende (pur

essendo privo di patente) di essere venuto lui solo in Ticino a cercare un

adeguato obiettivo e di averlo individuato nella filiale PC 1 di __________

(filiale piccola, sportello senza vetro blindato, nelle vicinanze dello snodo

autostradale). Sicuramente è venuto insieme a qualcun’altro, il cui nome non

dirà mai. Una volta di sicuro è venuto con AC 2 e l’ex-convivente di AC 2.

Entrambi affermano di aver usato, per la seconda rapina, le pistole giocattolo

che già avevano acquistato per la prima. Dal filmato ricavato dalle telecamere

in funzione presso PC 1, si vede che la “mise” dei due era simile a quella

della rapina di __________. AC 1 portava in capo una “coppola” che gli scendeva

sulle orecchie, AC 2 portava una berretta di lana ed una sciarpa con cui poteva

in parte nascondere il viso.

Come già cennato, all’agenzia __________ a

noleggiare il camper è andato AC 3 insieme alla sua convivente, con la vettura

di lei. Occorreva essere in due perché nel ritorno da __________ a __________, AC

3.

avrebbe dovuto guidare il camper. E’ pacifico che AC 3 pagò il nolo per i

giorni dal 31.1.2008 al 5.2.2008 in ragione di euro 890.- (datigli da AC 1) e

consegnò al noleggiatore un assegno, pure datogli da AC 1, di euro 2'000.- come

cauzione. Che il nolo del camper si rendeva necessario per compiere la rapina e

non per andare in gita a Zurigo a vedere la partita, AC 3 l’ha per finire

ammesso sia al PP nel verbale del 2.4.2008, sia in modo inequivocabile in aula.

Al dibattimento AC 3 ha -come già cennato- dato atto di conoscere AC 1 da

quarant’anni, di frequentare ognuno la casa dell’altro, di conoscere i

precedenti di rapina di AC 1. Essendo il loro rapporto molto stretto e diretto

ed essendo i due uomini adulti ed esperti delle cose della vita e del mondo, è scontato

che essi siano stati molto in chiaro tra loro su ciò che si andava a fare,

ovvero una rapina in banca, secondo un piano (ormai collaudato da AC 1 e AC 2,

e noto a AC 3) che prevedeva che AC 1 e AC 2 entravano con delle pistole

giocattolo in banca a commettere materialmente la rapina, mentre AC 3 doveva

condurre il camper nell’andata ma soprattutto curare la fuga guidando il camper

nel lungo viaggio di ritorno.

Che AC 3, classe __________, uomo maturo, esperto

delle cose della vita, prima di accettare di fare l’autista abbia voluto conoscere

dall’amico di vecchia data AC 1 i dettagli della rapina e soprattutto i

prevedibili rischi e benefici (ivi compreso l'ammontare della sua quota) è più

che normale. Il contrario (ovvero che AC 1 abbia coinvolto un vecchio amico in

una rapina in Svizzera a sua insaputa oppure senza parlargli del compenso)

sarebbe invece incredibile e illogico. Certo è -anche se entrambi lo negano-

che AC 3 si è messo a disposizione anche perché sapeva che AC 1 e AC 2 avevano

qualche mese prima commesso una redditizia rapina a __________, nella quale

tutto era filato via liscio come l’olio. Una cosa del genere è certo che AC 1

all’amico AC 3 gliel’ha di sicuro detta. Dati i loro stretti e quasi fraterni

rapporti anche qui s’avvera che il contrario (ovvero che AC 1 abbia sottaciuto

a AC 3 il fatto di come era stata fruttuosa e senza nessun rischio la rapina a __________)

sarebbe del tutto illogico e insensato. Sta di fatto che, noleggiato il camper

il 31.1.2008, rubata (AC 1 e AC 2) la vettura Lancia Y 10 a __________ il 4.2.2008, il giorno di martedì 5 febbraio 2008, gli accusati vennero dai

rispettivi domicili a __________. AC 3 guidava il camper. AC 2 la Lancia Y 10

rubata. Giunti in loco AC 3 posteggiò il camper e restò in attesa che essi si

recassero a __________ a compiere la rapina. AC 1 e AC 2 con la Lancia Y 10 si

recarono a __________. A loro dire, trovarono la banca chiusa per cui

ritornarono a __________. Va detto che era il martedì grasso e che è

consuetudine in Ticino che nel pomeriggio di detto giorno le banche siano

chiuse.

A __________ posteggiarono la Lancia Y 10 e col

camper -a loro dire- tornarono alle rispettive case. Si sarebbero lasciati

dandosi appuntamento per il giorno successivo. Se invece dormirono da qualche

parte nel camper lungo la fascia di confine non è dato di sapere. Sta di fatto

che il mercoledì 6.2.2008, i tre erano di nuovo a __________. AC 3 li attese

nel camper. AC 1 e AC 2 raggiunsero PC 1 con la Lancia. A loro dire anche quel

giorno trovarono la banca chiusa. Come è stato accertato in aula, la filiale di

__________ di PC 1 ha sulla porta stampati gli orari di apertura e di chiusura

degli sportelli che vanno dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 16:30 (cfr.

deposizione in aula dell’ispettor __________).

Se davvero -cogniti com’erano per essere già

stati sul posto più volte e ancora il giorno prima- arrivarono troppo tardi (come

loro sostengono) o se invece (come è più probabile) arrivarono prima della

chiusura ma un qualcosa a noi ignoto li disturbò e li convinse a non passare

all’atto, la Corte non potrà mai saperlo. E’ comunque difficile credere che

persone esperte e navigate come loro si siano “sciroppati” plurimi viaggi,

avanti e indietro da __________ (e sono ogni volta almeno 100 km per l'andata e 100 km per il ritorno) trascurando di por mente agli orari di apertura della

banca. Di regola i rapinatori professionisti come AC 1 e AC 2 scelgono con cura

gli orari più propizi in cui agire, quelli cioè in cui vi è meno movimento di

clienti e funzionari.

Comecchessia, a voler credere ai tre accusati,

anche il giorno 6, trovata la banca chiusa, essi avrebbero deciso di tornarsene

nel Bergamasco, senza attendere l’ora della riapertura pomeridiana.

Il giorno 7.2.2008 non poterono tornare in Ticino

poiché, a loro dire, AC 2 dovette andare a un funerale. Il giorno 8.2.2008,

poterono partire solo dopo le 9:00 perché AC 2 aveva l’obbligo di presentarsi

al SERT per l’esame delle urine. Al supermercato GS di __________, prima di

partire, hanno fatto la spesa acquistando generi alimentari. Lo scontrino

(sequestrato in sede di perquisizione ed in atti) reca la data dell’8.2.2008 e

l’ora delle 9:10.

Giunti a __________, AC 3 ha parcheggiato il camper e AC 1 e AC 2 si sono avviati per salire sulla Lancia Y 10, sennonchè la

stessa non si trovava più là dove l’avevano posteggiata. Era infatti accaduto

che, durante la notte, una pattuglia di Polizia l’aveva controllata e

-risultando rubata- l’aveva portata via.

Preso atto della scomparsa della Lancia Y 10, i

tre accusati discussero per un momento il da farsi, dopodichè decisero di

“passare all’atto” comunque, apportando al primitivo piano una variante: AC 3

avrebbe dovuto portare AC 1 e AC 2 col camper a __________, nei pressi della

banca, indi avrebbe dovuto attenderli poco lontano, pronto a partire dopo la

rapina. E così agirono. I filmati in atti (ricavati dalle riprese delle diverse

videocamere piazzate dentro la banca) mostrano bene l’ingresso e i movimenti di

AC 1 (con la coppola in testa che gli scendeva sulle orecchie) e di AC 2 (col

viso in parte nascosto dalla sciarpa e con la berretta in testa) all’interno

della banca. Ad essi, contenuti nel CD classato in AI 69, visionati dalla Corte

durante l’istruttoria dibattimentale, per i dettagli si rinvia, non senza qui precisare

che AC 1 e AC 2 entrarono in banca alle ore 12:21 e ne uscirono alle 12:30 (col

che si ha che vi restarono 9 minuti, 5 in più che a __________).

Nei filmati si vedono distintamente AC 1 e AC 2

entrare nel locale d’accesso alla banca e quindi subitaneamente dirigersi verso

l’adiacente locale attraverso le porte di vetro in quel giorno aperte. Vennero

così a trovarsi immediatamente davanti alla scrivania della funzionaria __________

che, alzando gli occhi, si vide minacciata da AC 2 che le puntava contro una

pistola. AC 1, ma soprattutto AC 2, verificarono se la donna fosse sola. Nei

filmati si vede AC 2 con in mano la pistola girare nell’atrio e nell’ufficio di __________ per controllare se vi fossero altre persone in banca. Di fatto in ufficio c’era solo la __________, il collega __________ essendosi, pochi minuti prima

dell’arrivo dei rapinatori, trasferito nel locale “Bancomat”, un locale non

accessibile né visibile al pubblico, per cui AC 1 e AC 2 non s’accorsero di

lui. __________ -come si dirà in appresso- si rese conto della rapina in atto e

rimase quindi dentro il locale “Bancomat” per tutto il tempo in cui essa durò.

Come ha deposto, davanti al PP, __________, nel verbale del 18.4.2008 (AI 116),

p. 2, la rapina si è svolta secondo le seguenti modalità:

“ Se

ben ricordo, appena entrato, il AC 2 ha detto che non si trattava di un gioco.

In quel momento io pensavo si trattasse di un’esercitazione, avendo appena

seguito un corso in tal senso.

Personalmente mi sono

convinta che non si trattava di un’esercitazione quando ho constatato che AC 2

continuava a tenere in mano la pistola e per il modo molto secco e diretto con

cui si rivolgevano a me.

Dopo aver dato

un’occhiata in giro, AC 1 si è messo davanti alla mia scrivania mentre AC 2 mi ha raggiunto dietro alla stessa e mi ha preso per un braccio. Tutti e tre ci siamo diretti verso

la porta di accesso interna verso il resto della filiale.

…omissis…

Di fronte alla porta

io ho detto loro che non potevo accedere visto che non avevo la chiave e non

conoscevo nemmeno il codice d’accesso. Preciso che non esiste nessun codice.

ADR: in quel frangente mi ero accorta che non avevo a che fare con

delle persone particolarmente astute. Avevo anche notato che non avevano il

volto coperto ed è stata mia impressione che non portavano nemmeno i guanti. E’

per questo che già nella zona d’accesso al resto della filiale, avevo bluffato

circa il codice.

Non potendo accedere

al resto della sede, siamo tornati tutti e 3 verso la cassa. Nel percorso di

ritorno, AC 1 si è fermato per chiudere le porte di accesso alla banca e poi si

è posizionato davanti allo schermo del computer mentre il AC 2 mi ha seguito dietro la scrivania.

ADR: AC 1 non ha chiuso completamente le porte ma le ha solo

accostate.

In quel frangente AC 2 mi ha detto di dargli i soldi; non ricordo l’espressione esatta. Sempre in quel momento ricordo che

AC 2 ha detto a AC 1 di dargli la borsa.

Ho spiegato ai due

che, essendo in formazione, necessitavo di un’autorizzazione per poter

procedere al prelievo e che quindi dovevo fare una telefonata.

ADR: non mi era stata chiesta una somma precisa, semplicemente di

dargli il più possibile.

ADR: i fr. 50'000.-- l’ho deciso io in quanto è il massimo che si

può prelevare per volta.

Inizialmente non erano

d’accordo che io facessi la telefonata. Quando gli ho comunicato che senza

quella chiamata non potevo dargli i soldi, hanno allora acconsentito

avvertendomi però di restare calma e di non far capire nulla.

Ho preso la cornetta

ed ho chiamato __________ che si trovava ancora nel locale bancomat. Quando mi

ha risposto ho utilizzato il codice prestabilito in caso di pericolo. Ho quindi

iniziato dicendogli “buongiorno signor __________”. Lui ha capito subito che

c’era qualche cosa che non andava. Mi ha posto un paio di domande relative alla

situazione che stavo vivendo in particolare se erano armati e mi ha ricordato

come dovevo procedere. Io rispondevo cercando di non far capire ai malviventi

il messaggio che stavo trasmettendo.

Mentre __________ mi

ricordava il modo di procedere io operavo alla tastiera del computer. Appeso il

telefono ho terminato l’operazione di prelievo ed ho atteso la transazione.

L’erogazione dei soldi è avvenuta dopo 3 minuti.

Durante questo tempo

io sono rimasta in piedi davanti al computer. Non ricordo chi ma uno dei due ha

tentato di aprire i cassetti che si trovano sotto alla cassa ma, necessitando

un codice, non sono riusciti nell’intento, malgrado hanno provato a comporre

dei codici.

Ricordo ancora che per

un breve periodo (5/10 secondi) i due erano scomparsi. Penso che sono andati

nuovamente a controllare che non vi fossero altre persone in filiale, negli

spazi a loro accessibili.

Ricordo ancora che ad

un certo punto avevo notato il AC 2 con in mano il mio borsellino. Non mi ero

accorta quando lui l’aveva sottratto dalla borsetta ove era contenuto lo

stesso.

Io ho chiesto a AC 2

di restituirmi il borsellino, ho anche insistito. Ricordo che AC 1 si era

rivolto al AC 2 dicendogli di darmelo, mentre AC 2 gli aveva risposto che me lo

avrebbe dato più tardi.

Sempre mentre

aspettavamo l’erogazione del denaro, uno dei due ha posato gli occhi sulle

telecamere. Prima ancora che me lo chiedessero gli ho detto che erano finte e

loro non hanno detto nulla; penso ci hanno creduto.

Durante questi 3

minuti io ho sentito premere sul mio collo la canna della pistola, era AC 2 che

me la puntava.

Il mio sentimento era

che questa pistola mi è stata puntata durante tutto il tempo della rapina.

ADR: in quei momenti io ero convinta che era una pistola vera.

Questa mia convinzione aveva ricevuto conferma quando AC 1 aveva detto a AC 2,

mentre mi puntava la pistola sul collo, “non fare cazzate”.

ADR: il AC 1 non ha estratto nessuna pistola.

Passati 3 minuti, sono

finalmente arrivati i soldi. Io li ho presi e li ho consegnati a AC 2. Vedendo

che lo stesso ha accennato a contarli l’ho informato che vi era la macchinetta

per il conteggio. AC 1 ha detto di non stare a contarli ed allora AC 2 li ha

gettati nella borsa.

Uno dei due, non

ricordo in che forma, mi ha chiesto di consegnargli ulteriore denaro. Li ho

informati che necessitavo di un’ulteriore autorizzazione e che dovevo fare

un’altra telefonata. Non ricordo se si sono opposti o se hanno acconsentito

immediatamente. Ho preso la cornetta e ho chiamato la mia collega al piano di

sopra che però era occupata. Stavo componendo un altro numero quando AC 2 mi ha preso la cornetta ed ha appeso dicendomi “adesso basta”.

Passati pochi secondi

il telefono è squillato. AC 2 non voleva che io rispondessi. Gli ho spiegato

che se non rispondevo era peggio siccome avrebbe suscitato dubbi. Allora hanno

acconsentito ammonendomi di non lasciar trasparire nulla di quanto stava succedendo. Dall’altra parte della cornetta vi era la mia responsabile che mi

chiedeva se erano ancora lì e se volevo che lei scendeva. Alla seconda domanda

rispondevo di no. Non ricordo se a lei ho simulato la richiesta di

autorizzazione al secondo prelievo. Sta di fatto che appeso il telefono ho

proceduto al secondo prelievo, come se ero stata autorizzata.

ADR: come per il primo prelievo anche durante la seconda operazione

ho digitato un codice che contemporaneamente all’operazione di prelievo faceva

partire l’allarme.

Non rammento se al

primo o al secondo prelievo, AC 2 mi aveva detto di non far partire l’allarme.

Io gli avevo mostrato il bottone dell’allarme posto sotto la scrivania agendo

in modo che lui poteva vedere i miei movimenti e che in particolare non

schiacciavo il bottone.

Finita l’operazione

alla tastiera, come in precedenza, bisognava attendere altri 3 minuti. Durante

questo periodo ho notato che AC 1 si interessava sempre più a quanto succedeva all’esterno della banca.

AC 2 in quel frangente mi ha chiesto se io avevo dato l’allarme. Io gli ho risposto di no. Devo dire che

è intervenuto pure AC 1 confermando che non avevo dato alcun allarme.

Sempre in quei momenti

ho richiesto nuovamente a AC 2 di restituirmi il mio borsellino. Non ricordo se

AC 1 si è intromesso. Sta di fatto che AC 2 inizialmente mi ha detto che me lo

avrebbe rispedito e poi, dopo che glielo ho richiesto per la terza volta, l’ha

aperto ed ha estratto la carta Maestro. Ho visto che guardava con insistenza la

carta e poi l’ha rimessa nel borsello e mi ha consegnato tutto.

Rammento che era

soprattutto AC 1 a voler lasciare l’istituto, AC 2 non diceva nulla. Io gli

confermavo che da li a poco sarebbero arrivati i soldi.

Non hanno atteso e se

ne sono andati.

Io mi sono diretta

all’entrata, mi ha detto “brutta puttana (o brutta troia), hai dato l’allarme”.

Con epiteti analoghi si

era già espresso in precedenza quando mi aveva detto di non far capire nulla al

telefono.

ADR: AC 1 non mi ha

mai insultata.

Una volta usciti io ho

chiuso la porta della banca mi sono messa a piangere a dirotto, facevo pure

fatica a parlare.

Ho avvisato i miei

genitori. Dopo qualche minuto è arrivata l’ambulanza. I paramedici mi hanno

controllato lo stato di salute ed in particolare i battiti del cuore che erano oltre

i 190. Sono poi stata trasportata all’Ospedale.

ADR: ricordo che mi

era stato chiesto quanto, a mio giudizio, il tutto era durato. Avevo risposto

tra i 10 e 15 minuti.

ADR. durante la rapina

ho parlato soprattutto con AC 2 e poco con AC 1. Quando mi trovavo faccia a

faccia con AC 2 avevo la pistola indirizzata verso la fronte.”

In aula AC 1 e AC 2 hanno, nella buona sostanza,

confermato le surriprodotte dichiarazioni di __________, peraltro coerenti con

quanto documentato dai citati filmati. E’ pure pacifico che AC 2, mentre

gironzolava negli uffici, si è impadronito del portafoglio di __________, poi

ritrovato dalla Polizia nel camper.

AC 1 e AC 2, per finire, sono usciti

frettolosamente dalla banca, dopo che la __________ già aveva messo in moto per

la seconda volta l’erogatore. Mentre esso erogava di nuovo ulteriori fr.

50'000.-, AC 1 e AC 2 (quest’ultimo ha ammesso di aver visto attraverso i vetri

un poliziotto) lasciavano la banca senza attendere oltre.

Come, poi, AC 1 venne poco dopo arrestato e come

invece AC 2 riuscì a raggiungere il camper e a salirvi si è già detto al

considerando 4., nel quale pure si è riferito delle circostanze dell’arresto,

avvenuto in zona di __________, di AC 2 e di AC 3 mentre, a bordo del camper,

cercavano di fuggire sull’autostrada in direzione nord.

E’ ancora qui il caso di annotare che, a dire di AC

2, tosto che gli riuscì di raggiungere il camper nel quale attendeva AC 3, subito

gli disse (cfr. verbale di AC 2 dell’11.3.2008 al PP, p. 8, AI 63):

“ …che

era successo un casino, che c’era la polizia, che non sapevo dove era il AC 1 e

che dovevamo andare via.

A quel punto il AC 3 ha detto una cosa che mi ha dato fastidio e cioè, ancor prima di mostrare interesse per il AC 1, mi ha chiesto chi aveva i soldi. Io gli ho risposto che non li avevo. I soldi erano nella borsa

che aveva il AC 1.

A quel punto AC 3 ha acceso il motore e siamo partiti in direzione __________. Non so chi ha deciso o chi ha detto

cosa, sta di fatto che ci siamo immessi in autostrada in direzione nord.

Ricordo di aver detto al AC 3 di accendere il suo telefono nel caso in cui il AC

1.

avesse chiamato.”

7.

Giusta

l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è punito con una pena detentiva

sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote

giornaliere, chiunque commette un furto usando violenza contro una persona o

minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale o

rendendola incapace di opporre resistenza.

Per la cifra 3 cpv. 1 della stessa norma, il

colpevole è punito con una pena detentiva non inferiore a due anni se ha

eseguito la rapina come associato ad una banda intesa a commettere furti o

rapine. Per costante giurisprudenza, l’aggravante della banda è data “allorchè

due o più soggetti manifestino espressamente o per atti concludenti la volontà

di associarsi per commettere insieme più infrazioni indipendenti, anche se non

hanno un piano comune e se le future infrazioni non sono ancora definite; dal

profilo soggettivo occorre poi che gli autori conoscano la definizione di banda

e vogliano agire di conseguenza” (cfr. sentenza della CCRP del 1.2.2005 in re

B.L.F. e D.I. e dottrina ivi citata). L’associazione in una banda comporta per

sua natura di rafforzare fisicamente e psichicamente ogni membro, col che essa

li rende particolarmente pericolosi e lascia prevedere la commissione di altre

infrazioni (cfr. sentenza 31.10.2005 del TF, pubbl. in 6S. 361/2005).

Aggiungasi che, giusta l’art. 25 CP, è complice e

non correo colui che si limita a prestare agli autori di una rapina

un’assistenza marginale. Il complice è un partecipante secondario, che

contribuisce in modo subalterno alla commissione del reato, senza averne il

controllo. Non è necessario che l’assistenza del complice sia conditio sine qua

non della realizzazione del reato.

Contrariamente al correo, il complice non riconosce

il reato come suo e non vuole assumersene la responsabilità (cfr. per tutte, le

sentenze del TF in 6S.16/2007 del 6.3.2007 e in 6B.687/2007 dell’11.4.2008 e la

giurisprudenza ivi richiamata).

Nel concreto caso è pacifico che gli accusati AC

1.

e AC 2 hanno commesso, agendo in correità tra loro, il reato di ripetuta

rapina, avendo essi spezzato, minacciandoli con pistole giocattolo (utilizzate

in modo da sembrare vere) la volontà dei funzionari della PC 2 di __________ e

della PC 1 di __________ al punto da costringerli a consegnare loro somme di

danaro di cospicua consistenza. Nella rapina di __________, AC 3, ha pure agito da correo e non da complice perché -come si dirà ancora nel seguito- il suo ruolo

non è stato per nulla secondario né accessorio. Intanto la sua lunga e profonda

amicizia con AC 1 non faceva certo di lui un subordinato, bensì un sodale a

tutti gli effetti, ma soprattutto, tosto che egli è stato richiesto di

partecipare alla rapina, egli ha dimostrato di aderire pienamente al piano che

gli è stato prospettato. Ha accettato di noleggiare a suo nome il camper e di prenderlo

in consegna con la sua patente. Sapeva che AC 1, privo di patente, non lo

poteva ritirare lui stesso. E’ venuto il 5, il 6 e l’8.2.2008 a __________ e a __________

guidando il camper, sapendo che il 5 AC 2 doveva condurre in Ticino la Lancia

rubata e che AC 1 non poteva guidare. Sapeva inoltre che il ruolo di AC 1 e di AC

2, in quanto autori materiali della rapina era essenziale, ma altrettanto sapeva esserlo il suo di autista professionale, tosto che si fosse trattato, se il colpo

fosse riuscito, di sfuggire ai blocchi di Polizia, per riportare a casa se

stesso e i correi, insieme alla refurtiva. E che era coinvolto a pieno titolo

nella rapina e non già in modo marginale, AC 3 l’ha dimostrato a __________

negli attimi che hanno fatto immediatamente seguito alla rapina. Senza scomporsi,

ha raccolto AC 2, e dato per perso il AC 1, subito gli ha chiesto se il bottino

fosse in salvo, mettendo nel contempo in moto il camper e allontanandosi dal

luogo a velocità normale. Come il piano prevedeva, a __________ non si è certo

sbagliato, bensì, dimostrando piena lucidità, ha imboccato consapevolmente

l’autostrada che conduce a nord. Anche in quel frangente, nel quale diventava

cruciale porre in salvo AC 2 e se stesso, AC 3 ha agito da autore principale, cosciente della bontà del piano originario e non da elemento di

secondo grado in attesa di ordini da terzi. Che poi, grazie all’acume di un

privato cittadino, egli sia stato a __________ fermato, nulla toglie al fatto

che egli si sia, anche nella fuga, comportato da coprotagonista e non da semplice

comprimario.

Secondo la Corte i tre accusati hanno commesso i

reati (per AC 3 il reato) di rapina loro ascritti nella forma aggravata della

banda e ciò tanto a __________, quanto a __________.

Essi infatti hanno agito secondo un piano comune

e condiviso, preordinato e ben congegnato, all’interno del quale ognuno aveva

il proprio specifico ruolo, essenziale e indispensabile per la riuscita

dell’obiettivo che tutti e tre si prefiggevano di raggiungere, ovvero di

procurarsi, con la minaccia, più soldi possibile. Di agire in banda essi erano

egualmente consapevoli, così come era loro chiaro e manifesto che concorrendo

in tre ad eseguire e realizzare un piano da AC 1, già in passato, ripetutamente

collaudato, essi diventavano più forti, efficienti e minacciosi.

Che del gruppo (sia nella composizione che ebbe a

__________, sia in quella che ebbe a __________), AC 1 sia stato, per le

pregresse esperienze fatte nell’esecuzione delle venti rapine da lui commesse

in Italia (che hanno, oltretutto, reso determinato il suo carattere e con le

quali ha acquisito particolare capacità di controllo e sangue freddo), il

leader è scontato. Lungi dallo sminuire il contributo di AC 2 e di AC 3,

l’esistenza, nel concreto caso, di una sorta di “capobanda” (circostanza

peraltro normale laddove esiste una banda) rafforza il convincimento che AC 1, AC 2 e il terzo sconosciuto a __________ e AC 1, AC 2 e AC 3 a __________ sapevano di costituire una banda, ovvero di essersi associati tra di loro per realizzare, insieme, con

la maggior forza che viene dall’essere in gruppo, il più efficacemente

possibile un piano comune (che sapevano già con successo collaudato in passato).

Disponibili, se non fossero stati scoperti, a rifarlo in futuro, ancorché gli

obiettivi ancora fossero -per quanto alla Corte noto- indefiniti.

Detto di AC 1, ideatore del piano e delle sue

modalità esecutive, è fuori discussione che lo stesso è stato pienamente

condiviso da AC 2, tosto che i due nell’ottobre/inizio novembre 2007 hanno

iniziato a discutere della comune necessità di fare soldi, organizzando delle

rapine. Al riguardo non va dimenticato che anche AC 2 (a sua volta già autore

di due rapine in banca in Italia) era, per così dire, del “mestiere”.

Sin dall’inizio essi hanno condiviso l’idea che

l’obiettivo dovesse essere una banca e non un qualsiasi chiosco o una stazione

di servizio, proprio perché il progetto implicava da subito l’accesso a

un’importante refurtiva (il santo doveva valere la candela!). D’accordo furono

sin dall’inizio pure sul fatto che la banca doveva trovarsi in Ticino, ovvero lontano

dai loro luoghi di residenza, ove essi erano troppo conosciuti dalle locali

forze dell’ordine. Né per AC 1, né per AC 2 (e neppure per il terzo sconosciuto

che si associò loro nell’esecuzione della rapina di __________) ha

evidentemente costituito un problema il doversi organizzare in modo da

spostarsi di oltre cento chilometri dalle loro case per venire in terra

straniera a commettere rapine in banca. Come già cennato, AC 1 l’aveva peraltro

già sperimentato con successo nel 2000, quando, con altri correi, aveva

rapinato una banca a __________. Per lui si è trattato solo di rinfrescare (o

farsi da terzi rinfrescare?) le sue conoscenze del territorio. Certo è comunque

che AC 1 in Ticino è venuto più volte, di sicuro anche con AC 2, a cercare e a individuare l’obiettivo che reputavano il più adatto, nonché a verificare, a __________,

la strategica posizione di snodo stradale e autostradale del sito, nonché le

possibilità di posteggio del camper e della veloce vetturetta da usare per

raggiungere e dipartirsi dalla banca dopo il colpo.

Ciò significa che nulla è stato da AC 1, da AC 2 (dal

terzo correo rimasto ignoto) e poi da AC 3 lasciato al caso. Tutto, dalla

venuta in Ticino alla scelta dell’obiettivo adatto, allo studio del territorio

a __________, a __________, a __________, all’approntare le pistole

apparentemente vere, al noleggio del camper, al furto delle vetture Daewoo e

Lancia, al loro trasporto e parcheggio in Ticino, al precostituirsi la via di

fuga (insolita e ardimentosa) è stato accuratamente studiato, pianificato e

programmato. Che AC 1 abbia spiegato a AC 2 fin nei minuti dettagli le modalità

secondo cui avrebbero eseguito la rapina, l’ha peraltro dichiarato lo stesso AC

2.

nei seguenti eloquentissimi termini:

“ AC 1

è entrato per primo. Come mi aveva precedentemente riferito, si è rivolto

all’impiegata facendo finta di cambiare dei soldi. Io sono passato dietro di

lui e mi sono diretto verso degli uffici, AC 1 mi aveva spiegato l’ubicazione. Qui avrei dovuto trovare due persone… io avevo in mano l’arma.

Entrato nell’ufficio vidi unicamente una persona, il gerente …mi fu riferito

che un secondo si trovava in bagno. Dissi a questa persona di stare tranquillo,

che non eravamo lì per lui, ma per i soldi…”

(cfr. all. 14 al rapporto di Polizia, verbale

reso al PP il 18.3.2008)

Una pianificazione e un’esecuzione articolate e

meticolose, programmate professionalmente per ottenere i maggiori benefici

correndo i minori rischi possibili. Dallo studio della geografia dei luoghi, al

tipo di banca da rapinare (senza vetro blindato agli sportelli),

dall’ubicazione interna degli uffici al numero di funzionari presenti, tutto

era loro preventivamente noto, così come chiaro e prestabilito è stato il ruolo

che pertoccava a ciascuno di loro, quello di AC 1 e di AC 2, autori materiali,

con AC 2 soprattutto addetto a rendere inoffensivi e a tenere sotto controllo i

funzionari presenti (e eventuali clienti se fossero entrati), mentre che a AC 1

spettava il ruolo più impegnativo ed importante, quello di costringere la

persona che stava alla cassa a dargli i soldi. Quanto a AC 3, (che aveva la

patente in regola e non era noto come rapinatore) il suo ruolo è stato quello

di noleggiare a suo nome, come farebbe ogni vero turista, il camper in realtà

necessario per venire in Ticino, e soprattutto di guidarlo e di mimetizzarsi

durante la lunga via della fuga.

A __________ la loro accurata e attentamente

studiata pianificazione e organizzazione, il loro agire come membri di una

banda particolarmente sperimentata ed efficiente, li ha portati a conseguire un

bottino di fr. 87'000.- circa in appena quattro minuti e tenendo a bada tre

funzionari. Anche lo stratagemma di fuggire col camper in direzione nord, ancorché

tale via fosse lunga e faticosa, si è rivelato particolarmente abile e

ingegnoso.

A __________ la pianificazione e l’organizzazione

sono state del tipo “fotocopia”, ovvero altrettanto accurate e articolate. Avessero

lasciato la banca tosto intascati i primi fr. 50'000.-, è possibile che,

dirigendosi col camper verso nord, ancora una volta l’avrebbero fatta franca.

Sta di fatto che anche a __________ la rapina è

stata consumata in banda e che i tre accusati erano ben consci di agire uniti

secondo un piano concertato, condiviso, professionalmente predisposto ed

eseguito, piano all’interno del quale ognuno dei tre ha avuto un suo specifico

ruolo, necessario e indispensabile per il conseguimento e la conservazione

della refurtiva. Che, per loro omertà, non si sia potuta accertare la

quotaparte di bottino di spettanza di AC 3 non è di rilievo, essendo certo e

sicuro che AC 3 un compenso -ove non fossero stati arrestati- l’avrebbe

ricevuto, un compenso che -logica vuole- è stato prepattuito con i correi,

essendo assurdo e del tutto improbabile ritenere che AC 3 si sia associato ad

un vecchio amico rapinatore e a una persona come AC 2 (che sapeva essere stato

in carcere con AC 1 e che era, in ogni caso, di tutta evidenza un pregiudicato)

nel venire ripetutamente (il 5, il 6 e l’8.2.2008) in Ticino a fare una rapina,

prestandosi a noleggiare e a condurre un camper per lunghe tratte, senza aver

prima chiarito la questione del suo compenso. Le rapine si fanno per far soldi,

che diamine!

Irrilevante è ai fini dell’aggravante dell’aver

agito in banda, che AC 3 abbia partecipato ad una sola rapina. Che AC 1 e AC 2,

stanti le rispettive situazioni finanziarie assai precarie, dopo essersi messi,

nell’autunno 2007, a pianificare rapine in Ticino (insieme a un terzo correo

rimasto ignoto), seguendo uno schema già ampiamente collaudato da AC 1 in Italia, se non fossero stati arrestati, avrebbero continuato a organizzarne e attuarne altre, è

certo e sicuro. Nelle loro rispettive situazioni il metter a punto e a segno

furti d’auto e rapine era palesemente tornato ad essere il loro “lavoro”.

Per AC 3 la Corte ritiene che il passo dal quale

non si torna indietro egli l’ha fatto quando ha accettato di associarsi a AC 1

e a AC 2 nel piano di rapinare la banca di __________.

Conoscendo i correi, soprattutto AC 1, gli era

ben chiaro che costoro avevano ripreso il loro vecchio “lavoro”, che erano

tornati a risolvere i loro problemi di sussistenza con le rapine in banca. In

tali condizioni, l’aver accettato, alla sua età, di fare parte del loro

sodalizio non porta certo a ritenere che lo fece “solo” per quella volta.

La sua incerta situazione finanziaria, la sua

stretta amicizia con AC 1, i modi in cui si è coinvolto nella rapina di __________,

tendono piuttosto a ritenere più probabile il contrario.

In ogni caso, ciò che conta è che egli,

associandosi a AC 1 e a AC 2, sapeva che essi si erano uniti in banda nel

preciso intento di fare insieme furti e rapine, almeno fintanto che fosse loro riuscito di farla franca.

8.

Nella

commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene conto della colpa del

reo, della vita e delle condizioni personali di lui nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita. Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata

secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,

secondo la riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti,

nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la

possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la

lesione.

Per il resto è ancora valida la vecchia

giurisprudenza elaborata nell’ambito del vecchio art. 63 CP per cui, nella

valutazione della colpa, entrano in considerazione svariati fattori: le

circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del

proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato

ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato,

l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione

dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà

personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato

(collaborazione, pentimento volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1

pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1

pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati la situazione familiare

professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione

seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la

reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV

112.

consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata

nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit)

per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla

situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (cfr. per tutte, la

sentenza 18.12.2007 della CCRP in re A.A. e la giurisprudenza ivi richiamata).

Nel concreto caso la Corte ha considerato assai

grave la colpa dei condannati, i quali non hanno esitato a compiere molti

chilometri per venire, in banda, in terra straniera, a rapinare, AC 1 e AC 2,

due banche, AC 3 una. Con grande spregiudicatezza e sangue freddo, da veri

professionisti, essi hanno messo a punto e a segno un piano che prevedeva una

meticolosa preparazione in Italia con il noleggio di un camper che doveva

coprirli durante la fuga e con il furto in Provincia di Brescia (e quindi fuori

dalla Provincia di Bergamo dove erano conosciuti) di vetturette veloci da usare

per recarsi e allontanarsi dal sito della rapina. Rapidi e spregiudicati, in

quattro minuti, a __________, AC 1 e AC 2 hanno tenuto a bada tre funzionari

portandosi via il cospicuo bottino di fr. 87'000.-. Anche a __________ il

risultato (fr. 50'000.-) non è stato di certo da disprezzare. Tutti e tre hanno

agito per motivi di lucro e con grande determinazione, non solo AC 1 e AC 2

nell’esecuzione materiale della rapina, ma anche AC 3 quando (anche la pazienza

è indice di professionalità) non hanno esitato a venire più volte (il 5, il 6 e

l’8.2.) a __________ e a entrare in azione solo quando -a loro giudizio- le

circostanze erano favorevoli. Se ciononostante la Corte ha ritenuto di moderare

in modo sensibile le pene proposte per AC 1 e AC 2 dal rappresentante della

Pubblica Accusa ciò è avvenuto per tener conto del fatto che i condannati hanno

usato per minacciare i funzionari di banca della pistole giocattolo. Anche in

ciò essi hanno rivelato di essere dei veri professionisti. Nondimeno la logica

secondo cui è possibile spezzare la volontà delle vittime costringendole a

erogare il danaro con un’arma che sembra vera (per cui la paura per la vittima

è davvero autentica e enorme, __________ aveva le pulsazioni a 190 quando i

rapinatori han lasciato la banca e __________ ha avuto un temporaneo crollo

psicologico subito dopo), ma che in realtà è scarica, va premiata. Per il resto

hanno pesato nella commisurazione della pena il fatto che AC 1 e AC 2 hanno

reiterato negli illeciti, mentre che AC 3 ha partecipato solo alla rapina di __________. Inoltre mentre il precedente per bancarotta di AC 3 è di relativa

portata, quelli di AC 1 e AC 2 sono pesanti in modo che allarmano e

preoccupano. E’ poi particolarmente grave, dal profilo soggettivo, che AC 3 si

sia consapevolmente associato a una banda di rapinatori in un’età molto matura,

in una situazione finanziaria non florida ma nemmeno disastrata, tanto più se si considera che egli, in pratica, non ha oneri familiari per cui doveva mantenere

solo se stesso.

Per AC 1 e AC 2 è assai grave che, usciti dal

carcere grazie all’indulto, abbiano appena un anno dopo ripreso il “vecchio

lavoro”, decidendo di risolvere con furti e rapine i loro problemi di

sussistenza. Per AC 2 si è altresì considerata la sua sfortunata infanzia che

ha contribuito a causare la sua tossicodipendenza.

Per tutti si è comunque tenuto conto delle loro

ammissioni (anche se per AC 1 e AC 3 non è certo il caso di parlare di piena collaborazione),

del carcere preventivo sofferto, delle rispettive situazioni personali,

familiari e sociali, col che, per finire, tutto ben considerato, la Corte ha

reputato eque e per nulla severe le seguenti pene detentive:

- per

AC 1, la pena di anni 4 (quattro) e mesi 9 (nove). Data la misura essa è obbligatoriamente

da espiare (quantunque la prognosi per lui sia, già solo per i precedenti, del

tutto sfavorevole);

- per

AC 2, la pena di anni 4 (quattro) e mesi 6 (sei). Pure essa è da espiare già

per la misura (anche per lui, dati i precedenti, la prognosi è comunque del

tutto sfavorevole);

- per

AC 3 la pena di anni 2 (due) e mesi 8 (otto).

Per AC 3 la Corte ha considerato che la prognosi,

ancorché incerta, non è del tutto sfavorevole, per cui ha risolto di metterlo

al beneficio della sospensione condizionale parziale. La parte di pena da

espiare è stata quantificata in dodici mesi e ciò per tenere adeguatamente

conto del descritto, grave, sia oggettivamente che soggettivamente, grado di

colpa. I restanti 20 (venti) mesi sono stati posti al beneficio della

sospensione condizionale. Il periodo di prova, per sottolineare l’incertezza

della prognosi, è stato fissato in anni quattro.

La pretesa della PC 2 di fr. 500.- (danno residuo

non coperto dall’assicurazione) è accolta.

Quanto in sequestro ha da essere confiscato.

Rispondendo A. per AC 1,

affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 2.;

B. per AC 2,

affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 2. e 3.;

C. per AC 3,

affermativamente ai quesiti posti, meno che al quesito 1.1.2.,

D. affermativamente

al quesito posto;

visti gli art. 12, 25,

40, 42, 43, 44, 47, 48, 49, 51, 69, 70, 140 cifre 1 e 3 CP; 94 cifra 1 cpv. 1

LCStr;

41.

CO;

9.

e

segg., 265 e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC 1 e AC

2.

sono coautori colpevoli di:

1.1

ripetuta

rapina aggravata

siccome

commessa associandosi in banda,

per

avere,

1.1.1

a __________,

il 19 novembre 2007,

commesso,

usando minacce nei confronti degli impiegati, legandoli e rinchiudendoli in

bagno, il furto di fr. 87'159.90

in danno

della PC 2 di __________

nonché il

furto del borsello di un impiegato;

1.1.2

a __________,

l'8 febbraio 2008,

commesso,

usando minacce contro l'impiegata, il furto di fr. 50'000.- in danno di PC 1 __________

nonché il furto del borsello di un altro impiegato;

1.2

ripetuto

furto d'uso

per

avere, agendo in correità tra loro,

1.2.1

dopo aver

sottratto a __________ il 15 novembre 2007 la vettura Daewoo Matiz di __________

a scopo d'uso,

circolato

il 19 novembre 2007 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come passeggero risp. conducente;

1.2.2

dopo aver

sottratto a __________ il 4 febbraio 2008 la vettura Lancia Y10 di __________ a

scopo d'uso,

circolato

il 5 e il 6 febbraio 2008 sulla tratta __________ -__________ -__________ -__________

come passeggero risp. conducente,

e meglio

come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

2.

AC 3

è autore colpevole di rapina aggravata

siccome

commessa associandosi in banda con AC 1 e con AC 2,

per avere,

nel

contesto di un disegno criminoso da lui condiviso di commettere una rapina in

una banca di __________,

fungendo,

dietro ricompensa, da autista di un camper da lui noleggiato in zona di Brescia,

dopo due

tentativi andati a vuoto,

concorso

con i correi AC 1 e AC 2, autori materiali, a commettere usando minaccia un

furto di fr. 50'000.- in danno di PC 1,

a __________

e in altre località svizzere e straniere, l'8 febbraio 2008,

e meglio

come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi.

4.

Di

conseguenza,

4.1

AC 1 è

condannato alla pena detentiva di anni 4 (quattro) e mesi 9 (nove), da dedursi

il carcere preventivo sofferto;

4.2

AC 2 è

condannato alla pena detentiva di anni 4 (quattro) e mesi 6 (sei), da dedursi

il carcere preventivo sofferto;

4.3

AC 3 è condannato

alla pena detentiva di anni 2 (due) e mesi 8 (otto), da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

5.

L’esecuzione

della pena detentiva inflitta a AC 3

è sospesa

in ragione di mesi 20 (venti), con un periodo di prova di anni 4 (quattro). Per

il resto è da espiare.

6.

La tassa

di giustizia di fr. 1'800.- e le spese processuali sono a carico dei

condannati, in ragione di 3/6 a carico di AC 1, in ragione di 2/6 a carico di AC 2 e in ragione di 1/6 a carico di AC 3.

7.

AC 1 e AC

2.

sono condannati a versare, in solido, alla PC 2 l'importo di fr. 500.-.

8.

È ordinata

la confisca di tutto quanto in sequestro e indicato nell'atto d'accusa.

9.

Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per

cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al

Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro

venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.

Distinta spese: Tassa

di giustizia fr. 1'800.--

Inchiesta

preliminare fr. 8'638.--

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--

fr. 10'488.--

===========

Distinta

spese a carico di AC 1 (3/6)

Tassa di

giustizia fr. 900.--

Inchiesta

preliminare fr. 4'319.--

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 25.--

fr. 5'244.--

===========

Distinta

spese a carico di AC 2 (2/6)

Tassa di

giustizia fr. 600.--

Inchiesta

preliminare fr. 2'879.35

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 16.65

fr. 3'496.--

===========

Distinta

spese a carico di AC 3 (1/6)

Tassa di

giustizia fr. 300.--

Inchiesta

preliminare fr. 1'439.65

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 8.35

fr. 1'748.--

===========

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

La presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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