72.2008.155
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8 gennaio 2009Italiano34 min
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Numero d'incarto:
72.2008.155
Data decisione, Autorità:
08.01.2009, PENAL
Titolo:
Colpito con pugni due agenti di polizia dopo che gli avevano intimato una notifica d'incanto. Scemata imputabilità. Trattamento ambulatoriale. Mantenimento del sequestro su suoi averi bancari per coprire spese processuali. Risarcimento di PC. Contumace e dimissione assessori giurati
CONTUMACIA DELL'ACCUSATO A PIEDE LIBERO
DANNEGGIAMENTO
LESIONE SEMPLICE
PENA DETENTIVA
RISARCIMENTO
SCEMATA IMPUTABILITÀ
SEQUESTRO
TRATTAMENTO AMBULATORIALE
VIE DI FATTO
VIOLENZA E MINACCIA CONTRO LE AUTORITÀ ED I FUNZIONARI
art. 41 CO
art. 161 cpv. 3 CPP-TI
art. 308 CPP-TI
art. 312 CPP-TI
art. 13 CPS
art. 19 CPS
art. 63 CPS
art. 123 cf. 1 CPS
art. 126 cpv. 1 CPS
art. 144 cpv. 1 CPS
art. 285 cf. 1 CPS
LAV
art. 61 LOG
Incarto n.
72.2008.155
Lugano,
8 gennaio 2009/nk
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La presidente della Corte delle assise
correzionali
di Lugano
Presidente:
giudice Agnese Balestra-Bianchi
Segretaria:
Elena Tagli Schmid, vicecancelliera
Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, dimessi dalla Presidente in virtù dell’art. 61 LOG, che non
ne richiede la presenza nei processi contumaciali,
per giudicare
AC 1,
detenuto dal 3 luglio 2008;
prevenuto colpevole di:
1. violenza
o minaccia contro le autorità e i funzionari
per avere, a __________ il 03 luglio 2008,
all’interno dell’esercizio pubblico __________, aggredito con pugni PL 1,
agente della Polizia cantonale, al momento in cui lo stesso procedeva al suo
ammanettamento, commettendo in tal modo violenza contro un funzionario mentre
compieva degli atti rientranti nelle sue funzioni;
2. lesioni
semplici ripetute
per avere intenzionalmente cagionato un danno in
altro modo al corpo di una persona e, meglio
2.1 a __________
il 19 maggio 2008, all’interno dell’esercizio pubblico __________, colpito con
un pugno al volto PC 1 provocandogli le lesioni di cui al certificato 17 giugno
2008 dell’Ospedale regionale di __________, agli atti;
2.2 a __________
il 03 luglio 2008, all’interno dell’esercizio pubblico __________, colpito con
pugni al capo ed al corpo PL 1, provocandogli le lesioni di cui al certificato
03 luglio 2008 dell’Ospedale regionale di __________, agli atti;
3. danneggiamento
per avere, a __________ il 03 luglio 2008,
intenzionalmente danneggiato gli occhiali da vista di PL 1 e PL 2 colpendoli al
volto con pugni (danni non quantificati dalle parti lese);
4. vie di
fatto
per avere, nelle medesime circostanze di luogo e
di tempo di cui sub. 2.2, commesso vie di fatto nei confronti di PL 2
provocandogli l’escoriazione alla gamba destra di cui al certificato medico 03
luglio 2008 dell’Ospedale regionale di __________, agli atti;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti:
artt. 285 cifra 1 CP, 123 cifra 1 CP, art. 144 cpv. 1 CP e 126 cpv. 1 CP,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 154/2008 del 17.11.2008, emanato dal Sostituto Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il Sostituto Procuratore
pubblico .
§ L'avv. DUF 1
(assistito dal lic.iur. __________), difensore d’ufficio dell’accusato AC 1,
assente.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:30 alle ore 12:00.
La Presidente, constatato che l'accusato
AC 1 ha rifiutato di farsi tradurre dal carcere penale "La Stampa"
presso l'aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza far pervenire alcuna
valida giustificazione, per cui egli è oggi assente non giustificato,
verificata la regolarità della
citazione, a lui intimata tramite funzionario del PCT (cfr. dichiarazione di
ricevuta datata 17.12.2008)
decide
d'accordo le Parti, di procedere nei
confronti di AC 1 nelle forme contumaciali giusta gli art. 308 e segg. CPP.
In applicazione dell'art. 61 LOG,
secondo cui l'intervento degli assessori-giurati non è richiesto nei processi
contumaciali, la Presidente alle ore 9.35 dimette gli assessori-giurati
sorteggiati, signori __________, AS 3, AS 2 e AS 4.
Da questo momento l'intestazione del
presente verbale viene corretta nel modo seguente:
La
Presidente della Corte delle assise correzionali di Lugano.
È pervenuto alla Corte lo scritto
16.12.2008 dell'avv. RC 1, il quale per conto della PC 1 chiede il risarcimento
di complessivi fr. 2'886.45, dei quali
fr. 301.60 per spese mediche non
rimborsate dalla Cassa malati, fr. 84.- quali spese per fotocopie e fr.
2'500.85 per spese legali (cfr. doc. TPC 10).
Sentiti § Il Sostituto Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale ripercorre i fatti alla base delle imputazioni di cui
all'atto d'accusa del quale chiede la conferma integrale. Sottolineato il
grande e concreto pericolo di recidiva e riconosciuto il grado medio-lieve
dell'attenuante specifica della scemata imputabilità, conclude chiedendo la
condanna dell'accusato alla pena detentiva di 14 mesi da espiare. Chiede
altresì la pronuncia della misura del trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP,
da eseguire in espiazione di pena, e il riconoscimento delle pretese avanzate
dalla PC 1. Postula infine il mantenimento del sequestro sul saldo attivo dei
conti correnti intestati all'accusato c/o __________ a concorrenza dell'importo
necessario per coprire tutte le spese d'inchiesta, peritali e procedurali.
§ Il Difensore, il quale pone in risalto la vita anteriore,
il carattere e la personalità del suo assistito condizionati dalla componente
antisociale e paranoide del di lui stato patologico accertato dal perito. Su
questa base sostiene che il suo patrocinato, vedendo la realtà filtrata dalla
sua patologia, si è trovato il 19 maggio 2008 così come il 3 luglio 2008 in
errore sui fatti e quindi ha agito in stato di legittima difesa credendosi
vittima di persone che volevano attaccarlo nella sua vita risp. che volevano
depauperarlo dei suoi beni. Contesta i reati di lesioni semplici (punto 2
dell'atto d'accusa) e, ritenuta l'esiguità delle lesioni accertate nei
rispettivi certificati medici in atti e l'assenza di dolore patito dalle
vittime, ne chiede la derubrica in vie di fatto risp. in subordine in lesioni
semplici di lieve gravità ex art. 123 cifra 1 cpv. 2 CP. Conclude chiedendo in
via principale, in applicazione degli art. 13, 15 e 16 CP, il proscioglimento
da ogni capo d'imputazione; in via subordinata postula l'esenzione da qualsiasi
pena pecuniaria o detentiva e la pronuncia della sola misura terapeutica del
trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP. In via più subordinata, qualora la
misura del trattamento ambulatoriale venisse cumulata alla pena detentiva,
chiede, in applicazione dell'attenuante specifica della scemata imputabilità e
della summenzionata derubrica dei reati di lesioni semplici, una congrua
riduzione della pena detentiva proposta dalla Pubblica Accusa, da porre al
beneficio della sospensione condizionale, così che il suo assistito venga
immediatamente scarcerato. Postula infine il rinvio al competente foro civile
delle pretese fatte valere dalla PC 1, in quanto non sufficientemente documentate
(quelle mediche) ed eccessive per quel che ne è dell'onorario.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. è autore
colpevole di:
1.1. violenza
o minaccia contro le autorità e i funzionari
commessa
nei confronti dell'agente di polizia cantonale PL 1, a __________,
il 3 luglio 2008?
1.2. ripetute
lesioni semplici
commesse:
1.2.1. in danno di PC
1, a __________, il 19 maggio 2008?
1.2.1.1. trattasi
invece di lesioni semplici di poca gravità ex art. 123 cifra 1 cpv. 2 CP?
1.2.1.2. trattasi
invece di vie di fatto ex art. 126 CP?
1.2.2. in danno di PL
1, a __________, il 3 luglio 2008?
1.2.2.1. trattasi
invece di lesioni semplici di poca gravità ex art. 123 cifra 1 cpv. 2 CP?
1.2.2.2. trattasi
invece di vie di fatto ex art. 126 CP?
1.3. ripetuto
danneggiamento
commesso
intenzionalmente danneggiando il 3.07.2008 gli occhiali da vista di PL 1 e di PL
2?
1.4. vie di
fatto
commesse
in danno di PL 2,
a __________,
il 3 luglio 2008?
e meglio
come descritto nell'atto d'accusa?
2. ha egli
agito in stato di errore sui fatti e quindi in stato di legittima difesa?
3. ha egli
agito in stato di scemata imputabilità?
4. può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?
5. deve
essere ordinata nei suoi confronti una misura terapeutica, e se sì quale?
6. devesi
mantenere il sequestro ex art. 161 cpv. 3 CPP sugli averi depositati sui conti
n. __________ e n. __________ intestati all'accusato c/o __________?
7. deve un
risarcimento alla PC 1, e se sì in quale misura?
Considerato, in fatto
ed in diritto
1. AC 1,
figlio unico di padre __________, attinente di __________, e di madre di
origine __________, ha trascorso gli anni dell’infanzia a __________ ed in __________.
Aveva appena undici anni quando la madre è deceduta, dopodichè, col padre, è
venuto ad abitare in Ticino, dove ha concluso le scuole dell’obbligo. Al perito
psichiatrico ha dichiarato di aver frequentato con successo il tirocinio di
elettricista. Bilingue (tedesco e italiano), all’età di 20 anni ha iniziato a
lavorare presso ditte della Svizzera interna del ramo dell’alimentazione in qualità
di tecnico. Per esse avrebbe operato essenzialmente all’estero.
Sarebbe rientrato in Ticino dopo circa 10-12
anni, domiciliandosi a __________, in una casa dei genitori (nel 1995 era
deceduto anche il padre). Da allora non ha più lavorato, vivendo, a suo dire,
di risparmi. In data imprecisata si è trasferito a __________ in una casa pure
ereditata dai genitori. Avrebbe venduto la casa di __________, integrando col
ricavato i suoi risparmi. Ufficialmente figura aver trasferito il domicilio da __________
a __________ il 1.1.2007. In realtà vive a __________ da parecchi più anni, di
sicuro da prima del 2003, quando, nelle circostanze di cui si dirà, ha
aggredito il cursore __________, funzionario presso l’Ufficio esecuzioni di __________.
AC 1 asserisce di non avere parenti e neppure
deve avere amici, stante che, in carcere dal 3.7.2008, non ha mai ricevuto
visite.
Da quando è tornato in Ticino non inoltra la
dichiarazione d’imposta, col che è tassato d’ufficio.
Nemmeno paga le imposte né quelle comunali, né
quelle cantonali, né quelle federali. Da qui i precetti esecutivi che gli sono
stati notificati, per quanto noto, a partire dal 2001.
Il 26.11.2003, __________, funzionario presso
l’Ufficio esecuzioni di __________, ha dovuto recarsi a __________ presso il
domicilio di AC 1 a notificargli un atto esecutivo. L’accusato l’ha aggredito e
colpito con pugni, sberle e spintoni, provocandogli lesioni. Inoltre gli ha
danneggiato il natel, la chiave d’avviamento della vettura, il portacenere e
quattro CD musicali, gli ha sottratto l’orologio e una moneta da fr. 5.-. Per i
reati di violenza contro funzionari, lesioni intenzionali semplici,
danneggiamento e furto di lieve entità, AC 1 è stato condannato dal Ministero
Pubblico con decreto d’accusa del 10.2.2004, a giorni 15 di detenzione, sospesi
condizionalmente per anni due. In un verbale reso nell’ambito del presente
procedimento AC 1 ha dichiarato di non avere subito a seguito dei fatti del
26.11.2003 “nessuna condanna”. Dopo l’aggressione subita da __________ più
nessun funzionario dell’Ufficio esecuzioni ha accettato di recarsi al suo
domicilio a notificargli atti esecutivi.
L’Ufficiale ha quindi delegato tale funzione alla
Polizia cantonale e/o comunale. In sede predibattimenale AC 1 ha sostenuto che
Fatti
i due agenti che si sono recati da lui il 3.7.2008, già in precedenza avevano
eseguito notifiche, in particolare il sergente PL 1 che invece ha negato di
essersi, prima di quel 3.7.2008, trovato a tu per tu con AC 1. Il sergente PL 1
ha dichiarato di avergli, in un’occasione, messo una busta nella bucalettere.
Ad ogni buon conto le procedure esecutive avviate contro AC 1 piano piano sono
comunque andate avanti e il documento che i sergenti PL 1 e PL 2 gli hanno
consegnato il 3.7.2008 era un avviso d’incanto. In pratica, se la Sost. PP non
fosse intervenuta (con lettera del 29.9.2008) a chiedere la sospensione
dell’incanto, il fondo nr. __________ RFD __________, il 30.9.2008, sarebbe
andato all’asta.
All’atto dell’arresto, AC 1 aveva seco due
tessere bancarie __________. Dopo l’emanazione dell’atto d’accusa i conti
corrispondenti a dette tessere bancarie sono stati perquisiti e gli averi su di
essi depositati sequestrati per garantire ex art. 161 CPP le spese della presente
procedura.
Dai documenti trasmessi da __________, è emerso
che AC 1 ha aperto presso __________ il 21.11.1986 il conto nr. __________
avente, il 3.12.2008, un saldo di fr. 11.57 e, il 14.1.2000 presso __________,
il conto nr. __________, avente, il 3.12.2008, un saldo di fr. 221'795.60.
Trattasi di tutta evidenza di averi non
dichiarati al fisco che AC 1 usava per il proprio sostentamento.
All’atto dell’arresto AC 1 è risultato negativo
al test etanografico dell’alito. La sua carcerabilità è stata dichiarata dal
dr. __________ che, pur riscontrando nell’accusato un disturbo della
personalità (dissociale-paranoide) ha escluso una patologia psichiatrica
maggiore, per cui non si giustificava un ricovero in ambiente psichiatrico. Della
perizia fatta allestire dalla sost. PP al perito dottor __________ si dirà
nella misura del necessario nel seguito, così come del rapporto complementare
rilasciato dal perito il 28.12.2008.
2. La
mattina del 3.7.2008, verso le 9:30 i sergenti della Polizia cantonale PL 1 e PL 2 si sono recati a __________ al domicilio di AC 1, siccome incaricati di
consegnargli/notificargli una busta dell’Ufficio esecuzione di __________
contenente l’avviso d’incanto di cui si è testè detto.
Giunti in luogo, suonarono il campanello e sulla
soglia si presentò il AC 1, il quale, come si trovò con il documento in mano,
lo stracciò davanti agli occhi dei due agenti, lasciando cadere i pezzi per
terra.
I due agenti non ebbero reazione alcuna: poiché
avevano comunque espletato l’incarico loro assegnato, essi salirono sul veicolo
di servizio con cui erano giunti e lasciarono il luogo. Stante che dovevano di
lì a una mezz’ora recarsi presso la scuola media per un sopralluogo, in attesa
dell’ora dell’appuntamento, posteggiata l’auto davanti al Ristorante __________
di __________, entrarono nell’esercizio pubblico. Preso posto al banco,
comandarono l’uno un caffè e l’altro un bicchiere di latte. Nel mentre che PL 2
dava un’occhiata al giornale, PL 1 parlava con la gerente.
Nel locale, seduti a un tavolo, v’erano due altri avventori, __________, maestro di guida presso la Caserma militare __________ e __________,
militare professionista presso la medesima caserma.
AC 1, dopo che gli agenti hanno lasciato la sua
casa, è tornato sulla soglia e ha raccolto i pezzi dei fogli che aveva
stracciato. Li ha rimessi insieme e ha letto che per il 30.9.2008 era stato
fissato l’incanto della sua casa. Preso da una rabbia furibonda e incontenibile
si è messo al volante e, giunto a __________, ha subito visto l’auto della
Polizia posteggiata davanti al ristorante. I due militari l’hanno visto entrare
e puntare dritto e deciso verso gli agenti che, seduti al banco, davano le
spalle all’entrata. __________ in particolare ha visto bene AC 1 posizionarsi
alle spalle di PL 1 e sferrargli un colpo alla spalla e poi uno alla nuca. PL 1
ha visto con la coda dell’occhio avvicinarsi il AC 1 ma non ha pensato ad
un’aggressione, per cui i colpi alla spalla e alla nuca l’hanno colto di
sorpresa, tant’è che, invece di proteggersi, si è girato verso l’aggressore, il
quale gli ha sferrato un pugno in pieno volto, facendogli cadere gli occhiali
dal naso (nella caduta si ruppero per il che PL 1 dovette poi sostituirli
spendendo fr. 1'038.-).
Nel seguito AC 1 continuò a colpire PL 1 con
pugni al viso e alla testa. PL 2, fino a quel momento non coinvolto
nell’aggressione, estrasse la bomboletta dello spray al pepe intimando a AC 1
di fermarsi senza di che l’avrebbe usata. Poiché AC 1 continuava a colpire il
collega, PL 2 utilizzò lo spray contro di lui. __________ che era intervenuto
in difesa di PL 1 fu pure colpito dallo spray e dovette correre in bagno a sciacquarsi
gli occhi.
Nel frattempo anche PL 1 ha azionato la
bomboletta spray in sua di dotazione.
AC 1, colpito dalla sostanza, dovette smettere di
picchiare PL 1 e arretrare verso l’angolo del locale dove rimase per qualche
secondo, lamentandosi del bruciore agli occhi.
A quel momento le bombolette erano vuote e quindi
inservibili, PL 1 si avvicinò a AC 1 per mettergli le manette, ma costui reagì
di nuovo colpendolo con dei pugni. Intervennero per aiutare PL 1 anche PL 2 e i
due militari. PL 2 fu pure colpito da AC 1 con un pugno al viso che gli causò
la caduta degli occhiali con conseguente rottura (la sostituzione gli costò fr.
789.-). I due militari riuscirono, per finire, ad afferrare AC 1 per le
ginocchia. Con l’aiuto di PL 1 e di PL 2 lo fecero cadere per terra, dopodichè
finalmente a PL 1 riuscì di ammanettarlo. Sul luogo arrivò anche una pattuglia
e AC 1 venne tradotto al posto di Polizia di __________.
3. PL
1 e PL 2 hanno inoltrato immediatamente querela per i titoli di lesioni
intenzionali, danneggiamento e vie di fatto. Interrogato da due altri agenti, quello stesso 3.7.2008, AC 1 ha dichiarato di aver provato “disdegno verso l’ufficio emittente” tosto che lesse il testo della lettera portatagli da PL 1 e PL 2, ovvero che
l’incanto era stato fissato. Ha riconosciuto di aver visto a __________ l’auto della
Polizia posteggiata fuori dal Ristorante. A suo dire ivi sarebbe entrato per
bere una minerale, nondimeno ha ammesso che tosto che vide i due agenti seduti
al bancone esplose dentro di lui una rabbia incontrollabile, a suo dire,
provocata dalla sensazione che i due agenti sogghignassero tra loro per
“avergliela fatta ancora una volta”.
Vero è invece che i due agenti non sogghignarono
per nulla, l’uno leggeva il giornale, l’altro parlava con la gerente.
Ciò che conta è che AC 1, furibondo per la
cattiva notizia dell’incanto, ha nel seguito dichiarato che
”
… di scatto mi sono avvicinato all’agente più
corpulento e ho iniziato a colpirlo con schiaffi e pugni al capo. A mio modo di
vedere ho usato una forza che definisco media… Avrò colpito questo agente due o
tre volte con la mano sinistra. Poi mi sono “occupato” dell’altro ed
analogamente ho colpito due o tre volte anche questo agente al volto/testa. La
mia intenzione, in quel frangente era incutere rispetto nei miei confronti,
visto quello che ho subito dall’Ufficio esecuzioni e fallimenti negli ultimi 8
anni, come pure dagli agenti quali “mandatari” di questo ufficio…
Sull’intervento degli agenti di polizia non ho
nulla da ridire in quanto sono conscio che hanno dovuto difendersi e
neutralizzarmi. Io non ho riportato nessuna ferita a seguito dell’intervento
degli agenti.
ADR: che dopo che gli agenti mi hanno
neutralizzato, gli stessi mi hanno soccorso ed in particolare fatto risciacquare
la testa sotto l’acqua.
Mi viene chiesto se sono cosciente dell’atto
gratuito che ho perpetrato, in particolare dell’ “aggressione” di due agenti
della polizia cantonale, ed io rispondo che dal punto di vista “legale” so di
aver fatto un gesto idiota, mentre dal punto di vista personale, devo dire che
volevo mettere un segno per ottenere del rispetto. L’unico atto che ho
intravisto era quello di aggredire gli agenti.
Devo anche dire che se non avessero reagito in
quel frangente di tempo, non avrei continuato ad infierire sugli agenti, ma di
mia volontà e spontaneità avrei lasciato il luogo e per dirla tutta “ non li
avrei riempiti di botte”.
Volevo solo dargli una lezione; ero in preda alla
frustrazione di anni di sopruso da parte dell’ufficio esecuzioni e fallimenti.
ADR: che non sono in cura da un psicologo e non
ne sono mai stato in cura, in quanto a mio avviso non ritengo di averne
bisogno…”
Nel secondo verbale reso in Polizia il 4.7.2008 e
in quello, di stessa data, reso al GIAR, AC 1 ha modificato la primitiva
versione introducendo nel suo racconto la circostanza che PL 1 dopo aver usato
lo spray contro di lui avrebbe messo la mano sulla pistola dicendogli “io ti
sparo”, col che egli si sarebbe spaventato per la minaccia per cui egli
avrebbe reagito “in parte” per “legittima difesa”.
Al GIAR AC 1 ha dichiarato che PL 1, dopo
l’utilizzo dello spray, “ha impugnato l’arma e mi ha detto “io ti sparo”. A
quel punto sono partiti colpi a destra e a sinistra e so che ho colpito i due
agenti della Polizia cantonale…”.
Al sost. PP nel verbale del 29.8.2008, in
presenza del Difensore, AC 1 ha dichiarato che, dopo averlo “sprayato”,
l’agente gli disse “io ti sparo”, minaccia che egli avrebbe preso sul serio
poiché l’agente avrebbe appoggiato la mano sulla fondina.
Dalle citate verbalizzazioni emerge bene come AC
1 abbia, per scopi difensivi, addotto non nel primo verbale, ma solo a partire
dal secondo la circostanza della minaccia asseritamente profferita da PL 1.
A prescindere dal fatto che i due militari
presenti all’aggressione non hanno minimamente accennato a tale circostanza,
che si tratta di una bugia emerge bene dalle dichiarazioni contraddittorie rese
da AC 1, che al GIAR ha detto che PL 1 impugnò la pistola, mentre che in
Polizia e al sost. PP ha dichiarato che PL 1 avrebbe solo messo la mano sulla
fondina. Senza dire che, vuotate le bombolette spray, se gli agenti avessero
davvero fatto ricorso alle armi, allora v’è da ritenere che AC 1 si sarebbe
quietato di colpo e non avrebbe dovuto essere neutralizzato da ben quattro
uomini ovvero dai due militari e dai due sergenti.
Ne deriva che AC 1 ha mentito sulla circostanza
di essere stato minacciato da PL 1.
Già in Polizia, ma soprattutto nei verbali resi
al GIAR e al Sost. PP, AC 1 ha narrato di essere vittima di un complotto ordito
ai suoi danni (perchè si chiama “AC 1”, cognome che definisce “__________”) da
persone di credo islamico.
Costoro, proprietari dello stabile __________,
sarebbero interessati all’acquisto della sua casa di __________, da lui
rifiutato. Essi si sarebbero pertanto messi d’accordo con l’Ufficio esecuzione
al fine di costringerlo a cedere la casa. E’ per questo motivo che AC 1 rifiuterebbe
di firmare ogni e qualsiasi documento. Vero è che nella presente procedura
nulla ha mai firmato, non i verbali, non il ritiro dell’atto d’accusa e delle
citazioni, e nemmeno il formulario di rinuncia ai giurati, col che s’è dovuto
procedere al loro sorteggio ed essi sono stati dimessi solo dopo che è stata
accertata la sua assenza al dibattimento, con conseguente esigenza di
giudicarlo in contumacia (procedura per la quale i giurati non sono necessari).
4. Dopo
avere nel novembre 2003 picchiato il funzionario __________ e prima del
pestaggio testè descritto del 3.7.2008, AC 1 aveva tirato un pugno in pieno
volto a PC 1, al quale pure aveva fracassato gli occhiali. Era la sera del
19.5.2008, verso le 22:00. PC 1 ed un suo conoscente di nome __________ si trovavano
al __________ di __________, sull’uscio, intenti a chiacchierare. AC 1, dopo
essere stato all’interno del bar, si diresse verso l’uscita. Passando vicino ad
__________, quest’ultimo gli disse una frase del seguente tenore: “Buona sera
grande capo, anzi no, grande e grosso capo”. Senza nulla rispondere AC 1 diede
un pugno in volto all’ignaro PC 1 che nulla aveva profferito. Il pugno gli
produsse una ferita lacero-contusa sanguinante (oltre che la rottura degli
occhiali) per cui PC 1 dovette recarsi al Pronto Soccorso dove venne medicato (il
certificato medico è in atti). PC 1 non conosceva il AC 1, il quale, dopo il
pugno, se ne andò urlando “Se avete bisogno mi chiamo AC 1”. Il giorno
successivo, PC 1 diretto al lavoro, vide presso il posteggio del Denner di __________
il AC 1 alla guida della sua vettura. Come lo riconobbe, tosto annotò la targa,
col che egli potè identificare il suo aggressore.
PC 1 ha interposto tempestiva querela per lesioni
semplici intenzionali e, prima del dibattimento, ha inoltrato, costituendosi
parte civile, pretese (documentate) di fr. 301.60 per cure mediche (non
rimborsate dalla Cassa Malati stante la franchigia di fr. 1'500.-) e spese
legali per fr. 2'584.85.
Interrogato in merito ai descritti fatti, nei
verbali del 4.7.2008, in Polizia e poi davanti al GIAR, AC 1 ha ammesso di aver
colpito con un pugno PC 1. A suo dire, PC 1 e la persona che era con lui sarebbero
stati alticci e aggressivi nei suoi confronti, perciò egli, avrebbe colpito PC
1.
In realtà quest’ultimo subito dopo esser stato picchiato,
è stato dalla Polizia sottoposto al controllo etanografico con esito negativo.
Se ne deve concludere che AC 1 ha colpito PC 1 senza motivo, procurandogli la
lesione descritta nel certificato medico in atti.
5. Il
12.7.2008 la Sost. PP ha incaricato il dottor __________ di eseguire una
perizia psichiatrica su AC 1. L’esperto ha consegnato il suo rapporto il
6.9.2008, dopo aver avuto due colloqui col peritando presso il carcere
giudiziario, durante i quali AC 1 ha tenuto, nei confronti dell’esame, un
atteggiamento caratterizzato da una “evidente diffidenza e da un certo
ostruzionismo” (cfr. perizia AI 19, pag. 5). Premesso che AC 1 è risultato
“lucido e orientato nelle coordinate temporo-spaziali e sul sé personale”,
che egli non “palesa deficit a carico delle facoltà cognitive” e che “l’intelligenza
appare nella norma”, il perito ha così esplicitato il citato atteggiamento
di “diffidenza” e “ostruzionismo” (cfr. perizia, pag. 5 e 6):
”
Ciò si è verificato particolarmente durante il primo
colloquio durante il quale egli, nonostante le ripetute richieste formulate dall'esaminatore
volte a far si che il colloquio avvenisse in lingua italiana, ha
intenzionalmente parlato in tedesco (durante il secondo colloquio si è invece
espresso a lungo in dialetto ticinese). Il peritando ha quindi acconsentito ad
esprimersi in italiano (idioma che ha mostrato di padroneggiare alla perfezione
nonostante una asserita scarsa conoscenza della lingua italiana) ma ha comunque
mostrato un grado di collaborazione piuttosto limitato specialmente laddove è
stato
chiamato a dare qualche informazione in relazione alla sfera
personale valutando tale richiesta come un palese atto di intromissione nei
suoi confronti. Il peritando ha quindi mantenuto un atteggiamento scarsamente
collaborativo anche di fronte al test dei colori rifiutando in blocco tutte le
tavole fatta eccezione per quella degli otto colori dove peraltro ha proceduto
ad una unica elezione (colore marrone).
Durante il secondo colloquio egli si è mostrato più socievole ma
ha ribadito la sua non intenzione ad eseguire nella sua interezza il test dei
colori limitandosi alla elezione del solo colore marrone.
Si osserva una tendenza ad assumere un ruolo piuttosto dominante e
protagonico durante i colloqui e a produrre delle sottolineature rispetto a
certi temi trattati forzando qua e là i toni del discorso.
Le risposte alle domande sono state evasive per non dire
francamente negative rispetto a tematiche che non risultavano di suo gradimento
mentre rispetto al tema di fondo del discorso ovverosia il fatto di essere
stato vittima di un complotto volto ad espropriarlo della sua proprietà, egli
ha denotato un tono perentorio e definitivo mostrando di sentirsi nel giusto
nel sostenere la propria tesi ovverosia di sentirsi defraudato dei suoi diritti
di cittadino e di proprietario di casa...”
Nonostante il descritto atteggiamento scarsamente
collaborativo, lo psichiatra è nondimeno giunto a formulare la seguente
valutazione (cfr. perizia, pag. 8 e 9): cresciuto in ambiente familiare in cui
è stato probabilmente viziato, persa precocemente la madre, AC 1 ha maturato un
grande attaccamente alla casa d’origine, al di fuori della quale egli non ha
costruito durante la giovinezza ma neppure nel seguito (negli anni trascorsi
all’estero) relazioni significative.
Il rientro nella casa dei genitori sarebbe da lui
stato vissuto come un ritiro dalla lotta competitiva per l’esistenza, con uno
stile di vita da “outsider”, mantenuto per anni, associato ad una quasi totale
immersione nella dimensione del passato. Da qui il suo progressivo convergere
verso una posizione psicologica nella quale al basso sentimento sociale è corrisposta
la pretesa irrealistica di trattamenti speciali e di assoluta pace nel luogo
del rifugio avito. Su tale terreno sarebbe cresciuta la sua psicopatologia,
rimasta latente finchè sollecitazioni provenienti dall’ambiente esterno hanno
“slatentizzato” il suo nucleo profondo.
Secondo il perito, AC 1 soffrirebbe di una
sindrome caratterizzata da elementi paranoidei, antisociali e ipomaniacali (cfr.
perizia AI 19, pag. 10). Al momento dei fatti la sua capacità di agire sarebbe
stata compromessa e la gestione delle cariche pulsionali precaria in modo
medio-grave.
Dopo che è emerso che l’accusato nascondeva
presso l’__________ un conto con un saldo di circa fr. 220'000.- (col che non
gli mancavano i mezzi per far fronte ai debiti per circa fr. 12'000.- che ha
lasciato impagati facendoli lievitare a fr. 16'000.-, col risultato che si è
giunti alla messa all’asta della casa) e dopo aver preso atto che al
dibattimento, in un primo tempo fissato per il 17.12.2008, AC 1 si è rifiutato
di farsi tradurre, chi scrive ha chiesto allo psichiatra di rivalutare alla
luce dei due suddetti fatti, il grado di scemata imputabilità definita in
perizia medio-grave.
Con scritto del 28.12.2008, il dr. __________ ha
comunicato che, alla luce dei citati elementi, il profilo di personalità del AC
1 si avvicina maggiormente al disordine antisociale, mentre i tratti paranoide
e ipomaniaco sono da considerarsi meno importanti rispetto al tratto
prevalente. Secondo l’esperto,
”
…la costellazione dei sintomi messi in evidenza, in particolare
la problematica di inosservanza delle regole e delle norme sociali associata
alla componente dell'autopermissività e dell’arroganza con la quale il
peritando connota le sue intenzioni, testimoniando la peculiarità di una
inadeguata strutturazione del sentimento morale all'interno del quadro di
personalità, corrisponde in maniera
palese ad un disturbo antisociale di personalità. Attorno a questo nucleo
vengono a disporsi a raggiera i tratti paranoide e ipomaniaco.
Tenuto conto della relativa minore gravità
della psicopatologia evidenziata alla luce dei nuovi elementi messi a
disposizione ritengo di avere delle fondate ragioni per rivedere anche il mio
giudizio in merito alla capacità di condursi del peritando. Sono del parere che
il grado di responsabilità del peritando sia da rettificare da medio-grave come
sostenuto in perizia a medio-leggero come risulta evincibile sulla base delle
nuove considerazioni…”
Ciò comporta -segnala lo psichiatra a pag. 11 del
suo referto AI 19- che il pericolo di ricaduta in nuovi reati è fondato. Per
contenerlo è opportuno sottoporre AC 1 a un trattamento ambulatorio o
stazionario. Esso deve consistere in una terapia psicofarmacologica a base di
stabilizzatori dell’umore e antipsicotici di ultima generazione. A seconda
dell’accettazione/mancata accettazione della cura, il trattamento può essere
ambulatorio o stazionario. La contemporanea espiazione di una pena non ostacola
l’esecuzione del trattamento che anzi potrebbe essere iniziato già durante la
detenzione.
Per finire il perito consiglia anche l’adozione
di misure tutelari che non rientrano però nella competenza di questo giudice.
A complemento delle surriportate spiegazioni e
conclusioni del perito psichiatrico, giova qui ancora segnalare che AC 1, dopo
l’arresto del 3.7.2008, non ha mai chiesto la libertà provvisoria.
Da informazioni pervenute alla Cancelleria del
TPC in carcere egli ha tenuto fino a dicembre un comportamento corretto e
adeguato. Invece, verosimilmente dopo che ha saputo che è stato scoperto il
“tesoretto” che custodiva presso __________, egli ha manifestato al personale
di custodia di avere delle “problematiche” al piano in cui si trova. Ha inoltre
parlato di persecuzioni di cui sarebbe oggetto da parte di mussulmani. E’ stato
segnalato al medico dr. __________, ma a lui invece AC 1 avrebbe detto di stare
bene e di non avere bisogno di supporto medico e/o psichiatrico.
6. Dati
i surriferiti fatti si ha in diritto che AC 1 ha commesso lesioni semplici
intenzionali in danno di PC 1 quando, a __________ il 19.5.2008, gli ha
sferrato un pugno al naso provocandogli una ferita lacero-contusa sanguinante
che ha dovuto essere medicata presso il Pronto Soccorso.
Nei confronti di PL 1 sono pure state commesse
lesioni intenzionali semplici. Le medesime sono state qualificate di “caso poco
grave” ex art. 123 cfr. 1 cpv. 2 CP trattandosi, secondo i certificati medici
in atti, di escoriazioni con ematoma sottostante in zona temporale sinistra, e
di lieve tumefazione allo zigomo destro. Non si tratta di vie di fatto -come
sostenuto dal Difensore- perché PL 1 a causa dei plurimi pugni subiti ha avuto
dolori alla testa e alla spalla anche nei giorni successivi al 3.7.2008.
Pacifiche e incontestate le vie di fatto subite
da PL 2, così come il ripetuto danneggiamento degli occhiali dei due sergenti,
per importi che superano ciascuno di essi quelli cui fa riferimento l’art.
172ter CP.
AC 1 va anche dichiarato autore colpevole di
violenza contro funzionari, giusta l’art. 285 CP. Aggredendo il sergente PL 1
con ripetuti pugni lo ha costretto, per fermare la sua furia, ad ammanettarlo,
rispettivamente mentre cercava di ammanettarlo, AC 1 ha commesso contro di lui
vie di fatto. Sia il CPP all’art. 99, sia la Legge sulla Polizia autorizzano il
primo l’arresto di persone in flagranza di reato, la seconda l’uso della
coercizione fisica (tale è il provvedimento dell’ammanettamento) per adempiere
compiti di polizia, in concreto per proteggere l’incolumità delle persone e l’integrità
dei beni pubblici e privati.
La diligente Difesa non ha contestato l’esistenza
del reato in parola, bensì ha argomentato che AC 1 avrebbe agito in tutti i
descritti casi siccome vittima di un errore sui fatti, ovvero credendosi in
stato di legittima difesa. Il tratto paranoide della sua personalità lo
porterebbe a vedere negli altri altrettanti aggressori, col che egli
preventivamente si difenderebbe da loro picchiandoli per primo. Sennonchè,
secondo chi scrive, gli accertamenti di fatto portano a ritenere che AC 1 ha
picchiato il sergente PL 1 e poi anche il sergente PL 2 non tanto paventando una loro aggressione, bensì per dare loro “una lezione”. Per indurli -come già
aveva fatto col cursore __________ nel novembre 2003- a non più tornare al suo
domicilio a notificargli atti. Significative al riguardo sono le dichiarazioni
rese da AC 1 nel primo verbale così come il mancato ricordo di aver subito una
condanna per il pestaggio di __________. Di tutta evidenza l’irrisoria pena,
sospesa condizionalmente, inflittagli nel 2004 -con decreto d’accusa-, gli ha
dato certezza di impunità. Perdipiù con il pestaggio di __________, AC 1 ha
ottenuto che più nessun funzionario dell’Ufficio esecuzioni accettasse di recarsi
al suo domicilio a eseguire, rispettivamente a notificargli atti esecutivi. Il
3.7.2008, col pestaggio dei due agenti di polizia, AC 1 mirava ad ottenere che anche
la Polizia lo lasciasse stare e più non si recasse a __________ a disturbare la
sua quiete.
Il pugno dato a PC 1, tanto forte quanto gratuito, è un’ulteriore segno della prepotenza dell’accusato e della sua facilità a
passare all’atto.
Dato il concorso di reati (art. 49 CP) il quadro
di pena va, nel concreto caso, da un giorno a quattro anni e mezzo di pena
detentiva. Una pena detentiva di mesi 10 (dieci) s’avvera essere nella
fattispecie per nulla severa, pur considerando una riduzione (dell’ordine del
30 percento circa) da doversi operare per aver AC 1 agito in stato di
medio-lieve scemata imputabilità.
Non si dimentichi che la colpa di AC 1 è
particolarmente grave sia dal lato oggettivo, sia, e soprattutto, dal lato
soggettivo. Egli ha infatti deliberatamente scelto di punire e intimidire chi,
chiamato a ripristinare lo stato di diritto, si frappone tra lui e il suo
personale “stile di vita”. Deciso a non pagare certi debiti, come le imposte o
i premi di cassa malati, egli ha deliberatamente scelto di imporre tale suo punto
di vista con la violenza, prevalendosi della sua possente forza fisica. Liberatosi
dei cursori dopo il pestaggio di __________, AC 1 non si è fatto scrupolo
nell’aggredire (alle spalle) due sergenti di Polizia (PL 1 è tutt’altro che
mingherlino) pur di imporre la “sua” legge. Senza dimenticare, quale ulteriore
segno della sua prepotenza, il pugno in pieno viso con cui ha ferito PC 1.
Detta pena deve essere espiata, la prognosi
essendo per il condannato del tutto sfavorevole, sia perché egli non ha tratto
alcun frutto dalla condanna del 2004 che, anzi, egli nemmeno vuole ricordare,
sia perché egli è lungi dal mettere anche solo in discussione le sue personali
convinzioni in materia di diritti e doveri, di rispetto e di osservanza delle
norme. Con tali “convinzioni” egli non potrà, in futuro, che nuovamente entrare
in conflitto con le istituzioni e/o con i loro rappresentanti. Lo stesso perito
psichiatrico ha sottolineato quanto concreto sia, da questo profilo, il
pericolo di recidiva.
Alla pena privativa della liberà -sempre seguendo
l’insegnamento del perito- è d’uopo cumulare la misura del trattamento
ambulatoriale ex art. 63 CP, da iniziarsi già in sede di espiazione della pena.
E’ ben vero che in sede predibattimentale ma ancora di recente al dottor __________,
AC 1 ha dichiarato di stare bene e di non aver bisogno di supporto medico e/o
psichiatrico. Ciò non esclude però che, una volta astretto alla misura, egli,
per finire, la accetti, insieme ai farmaci che gli verranno prescritti. Ad ogni
buon conto, è essenziale che, una volta lasciato il carcere (nel quale comunque
si conduce un minimo di “vita sociale”) tornato a casa (ove invece tornerà a
condurre una vita solitaria e priva di relazioni sociali) egli sia visto con
regolarità da uno specialista, che possa con un’adeguata terapia, aiutarlo a
tenere sotto controllo la propria violenza e aggressività.
Le pretese della PC 1, documentate e, per quanto riguarda l’onorario del patrocinatore, commisurate all’impegno profuso, hanno da essere
accolte.
Il sequestro viene mantenuto sul conto __________
nr. __________ di AC 1 fino a concorrenza della tassa di giustizia e delle
spese processuali giusta l’art. 161 cpv. 3 CPP, elencate in calce alla presente
sentenza.
L’eccedenza su tale conto e il conto privato nr. __________,
pure presso __________, sono invece dissequestrati.
Rispondendo affermativamente ai
quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2.1.1., 1.2.1.2., 1.2.2., 1.2.2.2., 2.,
4.;
visti gli art. 12, 13,
15, 16, 19, 30 e segg., 40, 42, 47, 48a, 49, 51, 63, 103, 106, 123 cifra 1, 126
cpv. 1, 144 cpv. 1, 285 cifra 1 CP;
41 CO; la
LAVI; 61 LOG;
9 e
segg., 161 cpv. 3, 308 e segg. CPP, e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia in contumacia:
1. AC 1 è
autore colpevole di:
1.1. violenza
o minaccia contro le autorità e i funzionari;
per avere
aggredito con pugni l'agente di Polizia cantonale PL 1, mentre questi procedeva
al suo ammanettamento, a __________, il 3 luglio 2008,
e meglio
come descritto nell'atto d'accusa e precisato nei considerandi;
1.2. lesioni
intenzionali semplici
commesse in danno di PC 1,
a __________, il 19 maggio 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e
precisato nei considerandi;
1.3. lesioni
intenzionali semplici di lieve gravità
commesse in danno dell'agente di polizia cantonale PL 1, a __________ il 3 luglio 2008,
e meglio come precisato nei considerandi;
1.4. ripetuto
danneggiamento
per avere danneggiato gli occhiali da vista di PL
1 e di PL 2, a __________, il 3 luglio 2008,
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e
precisato nei considerandi;
1.5. vie di fatto
commesse
nei confronti dell'agente di polizia cantonale PL 2, a __________, il 3 luglio
2008,
e meglio
come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.
Considerandi
2.
Di conseguenza, avendo agito in stato
di scemata imputabilità,
AC
1.
è condannato in contumacia:
2.1
alla pena
detentiva di mesi 10 (dieci), da dedursi il carcere
preventivo sofferto;
2.2
a versare
alla PC 1 l’importo di fr. 2'886.45;
2.3
al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 300.- e delle spese processuali.
3.
Nei
confronti di AC 1 è ordinato il trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP da
eseguirsi già in corso di espiazione della pena detentiva.
4.
Fino a
concorrenza dell'importo necessario per coprire la tassa di giustizia e le
spese processuali relative al presente procedimento giusta l'art. 161 cpv. 3
CPP, è mantenuto il sequestro sull'importo depositato sul conto n. __________
c/o __________ intestato al condannato.
Il
rimanente importo depositato sul citato conto n. __________ così come il conto
privato n. __________ c/o __________ intestato al condannato sono
dissequestrati.
5.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP,
limitatamente alla declaratoria di contumacia; la dichiarazione di ricorso deve
essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la
motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
Per la Corte delle assise correzionali
La presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 300.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Perizie fr. 7'243.45
Pubbl. FU fr. 150.--
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 7'943.45
===========
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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