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Decisione

72.2008.98

Ripetuta infrazione alla LFStup, aggravata (aggravante del quantitativo per la detenzione e cessione ai fini di vendita di 76,89 kg a 100 kg di cocaina di una purezza media di almeno 75%; aggravante d

12 novembre 2008Italiano32 min

Source ti.ch

Fatti

i seguenti

quesiti:

AC 1

1. è autore

colpevole di:

1.1. infrazione

alla LF sugli stupefacenti, ripetuta

per avere,

senza essere autorizzato, tra il 16 dicembre 2005 ed il 2 febbraio 2006, tra __________,

__________, __________, __________, __________ e altre imprecisate località, in

più occasioni,

1.1.1. detenuto e

ceduto a terzi, in 5 occasioni, almeno complessivi 76,89 chili di cocaina ad

elevato grado di purezza?

1.1.2. fatto

preparativi per la consegna di un imprecisato quantitativo di cocaina a __________

e __________?

1.1.3. detenuto, ai

fini della cessione a terzi, 1,206 kg di cocaina ad elevato grado di purezza?

1.1.1.1. trattasi di

infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva

o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie

persone?

1.1.1.2. trattasi di

reato aggravato siccome commesso quale membro di una banda?

E meglio come

descritto nell'atto d’accusa.

Considerandi

2.

Sussistono

attenuanti specifiche?

3.

Può

beneficiare della sospensione condizionale?

4.

Deve

essere ordinata la confisca e/o mantenuto il sequestro conservativo di quanto in sequestro?

Considerato, in fatto ed in

diritto

1.

AC

1, cittadino dalla doppia nazionalità colombiana e messicana, incensurato, è

nato a __________ il __________. All’età di 3 mesi il padre l’ha portato in

Messico per registrarlo anche all’anagrafe di quel Paese, ma per una svista la

data di nascita è stata registrata in modo errato, ragione per cui sui

documenti messicani egli risulta nato il __________. Il padre lavorava in banca

mentre che nulla si sa dell’attività della madre. Al dibattimento l’accusato ha

raccontato che, per sfuggire al rischio di sequestri, all’età di 12 anni egli

si è trasferito con la madre e due fratelli ad __________, negli Stati Uniti,

dove è rimasto un anno. Essi hanno poi fatto ritorno in Colombia e si sono ricongiunti

col padre, ma qualche anno più tardi egli è stato rimandato con il fratello

maggiore ad __________, dove ha frequentato gli ultimi 2 anni di “High School”

e un semestre al college, alla facoltà di batteriologia. In aula ha raccontato

di essere poi tornato a vivere in Colombia, a __________, a seguito della

separazione dei genitori, desiderando stare vicino al fratello minore. Lì ha

lavorato come cameriere per circa 3 anni, quindi si è trasferito a __________

per seguire la sua ragazza. Per circa un anno ha lavorato presso una pizzeria,

arrotondando lo stipendio vendendo polizze assicurative. Al dibattimento AC 1 ha affermato di aver progettato di comperare casa e di sposarsi con la sua amica. Per guadagnare il

denaro necessario è andato a cercare fortuna a __________, dove ha trovato

lavoro in un parcheggio. Risparmiati un po’ di soldi egli ha fatto rientro in

patria, scoprendo che la sua amica aveva un altro compagno. Deluso ed

amareggiato, ha fatto ritorno a __________ dove ha trovato impiego come

tuttofare per un agente di borsa. Dopo qualche tempo l’accusato è però tornato

a __________, dalla madre e dai suoi fratelli e ha comperato per i suoi

familiari un piccolo negozio di alimentari. Per circa 2 anni egli ha quindi

fatto la spola tra __________ e __________, dove gestiva una pizzeria per conto

del suo vecchio datore di lavoro. Stando al suo racconto, in quel periodo,

tramite un amico, egli si è avvicinato al mondo degli spettacoli musicali,

iniziando a svolgere l’attività di promoter, e avviando anche una relazione

sentimentale con __________, una famosa Disc Jockey. Grazie ai contatti della

nuova compagna, l’imputato è gradualmente riuscito ad espandere la propria

attività sino ad organizzare importanti eventi musicali in tutto il Sud e

Centro America. Oltre ai buoni guadagni, con il successo sono però arrivati

anche i problemi. In aula l’accusato ha infatti raccontato dei tentativi di

estorsione in suo danno, e di aver dovuto chiedere protezione ad un potente

trafficante locale, tale “__________”, e ad un colonnello della polizia, amico

di quest’ultimo.

2.

Nell’ambito

dell’inchiesta denominata “__________”, relativa ad un importante traffico di

cocaina tra la Svizzera e l’Italia, gli inquirenti hanno arrestato __________ e

__________, poi condannati per infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti

con sentenza 16 marzo 2007 della Corte delle Assise criminali. Essi hanno

ammesso diversi trasporti di cocaina, raccontando in particolare di essersi

recati in due occasioni a __________ nel corso dell’ultima settimana del

gennaio 2006 a ricevere lo stupefacente da un giovane sudamericano, da loro

identificato nell’accusato.

Il legame con il AC 1 era peraltro già a

conoscenza degli inquirenti, che avevano seguito __________ e __________ in

occasione del loro primo incontro con l’imputato alla stazione di __________.

In quel frangente, il 26 gennaio 2006, la polizia locale aveva proceduto al

fermo del prevenuto per identificarlo, salvo poi rilasciarlo, in assenza a quel

momento di indizi concreti di reato a suo carico.

In occasione del controllo la polizia aveva

annotato il numero di serie delle chiavi __________ in suo possesso, ciò che ha

permesso di collegare il AC 1 a due appartamenti in __________. Sulla base

delle dichiarazioni di __________ e __________ il Procuratore pubblico il 2

febbraio 2006 ha spiccato un primo ordine di arresto nazionale a carico di AC 1

ed ha ordinato la perquisizione dei due alloggi. In uno di questi, locato da

tale __________ (arrestato nel canton San Gallo e indagato per infrazione

aggravata alla LFStup), sono stati rinvenuti e sequestrati 1206 grammi di cocaina confezionati in 11 tavolette da circa 110 grammi l’una - celate in altrettanti cartoni - nonché 180 cartoni vuoti e varia documentazione di

pertinenza del AC 1.

Egli è risultato avere lasciato la Svizzera alla volta di __________ il 2 febbraio 2006, motivo per cui a suo carico é stato

emesso un ordine di arresto internazionale.

Il 29 ottobre 2007 l’accusato è stato arrestato a

__________ ed il 5 febbraio 2008 egli è stato estradato in Svizzera,

provvedimento al quale non si è opposto.

Il prevenuto è stato mantenuto in detenzione

preventiva sino al dibattimento.

3.

Con

atto d’accusa 28 luglio 2008 il Procuratore pubblico ha imputato al prevenuto

la ripetuta infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti per avere, quale

associato ad una banda debita al traffico di stupefacenti a livello

internazionale, detenuto e ceduto ai fini di vendita e della messa in commercio

all’ingrosso un quantitativo complessivo di cocaina compreso tra 76,89 e 100 kg.

Dopo qualche iniziale reticenza, l’accusato ha

collaborato con gli inquirenti ed è pertanto reo confesso. Egli ha ammesso, sia

nei verbali istruttori che nel corso del dibattimento, tutti gli addebiti mossigli

nell’atto d’accusa, stilato sulla base delle sue confessioni.

4.

Stando

a quanto da lui dichiarato, AC 1 si sarebbe trovato invischiato con i

trafficanti di droga a causa di alcuni prestiti contratti per la sua attività

di promoter. A corto di liquidità, egli per finanziare i suoi nuovi progetti

avrebbe deciso di vendere una delle sue due macchine, una __________, ad un suo

conoscente, tale “__________” (poi identificato in __________), proprietario di

una ditta di import – export con cui copriva i propri traffici di cocaina,

visto come lo stupefacente veniva inviato in Europa occultato nei cartoni di

frutta. __________ gli avrebbe versato all’istante un anticipo di US$ 20'000.-

sul prezzo della vettura, con l’impegno di pagare entro breve termine ulteriori

US$ 80'000.-, oltre al prezzo di un Rolex, pure venduto a credito dall’accusato

a questo personaggio. __________ avrebbe però procrastinato il pagamento, ciò

che avrebbe messo in difficoltà l’imputato, che a sua volta non avrebbe fatto

fronte agli impegni finanziari assunti e avrebbe perciò subito pressioni dai

suoi creditori.

Di fronte alle rimostranze di AC 1, che chiedeva

l’estinzione del debito, __________ gli avrebbe prospettato la prossima

conclusione di un importante affare in Europa, proponendogli di recarsi a __________

ad incontrare il suo socio, conosciuto come “__________” e ”__________”- poi

identificato in __________ -, e ricevere da lui quanto dovutogli.

In aula l’accusato ha raccontato di avere

accettato perché allettato dalla possibilità di andare in Svizzera. In sede di

inchiesta aveva fornito una versione diversa, sostenendo di avere parlato dei

suoi problemi con __________ con il predetto “__________”, il quale, saputo __________

voleva mandarlo in Europa ad incontrare il suo socio, gli avrebbe detto di

accettare chiedendogli di stabilire per lui un contatto diretto con __________.

Ad ogni buon conto, ciò che qui interessa è che

il 23 novembre 2005 l’accusato è partito dalla Colombia per __________, e che

da lì ha proseguito per __________, dove è giunto il 29 novembre 2005. Su

indicazione di __________, il giorno successivo egli ha raggiunto __________,

attendendo di essere contattato da __________. L’accusato ha approfittato del

soggiorno in Olanda per recarsi a __________ e allacciare delle relazioni per

il suo lavoro, mantenendo contatti regolari, per telefono e per e-mail, con __________.

Dopo alcuni giorni il AC 1 è stato contattato da __________ con cui ha fissato

un incontro. In quest’occasione AC 1 gli ha chiesto i soldi dovutigli da __________.

__________ avrebbe detto di non saperne nulla, ma poi su istruzione dello

stesso __________ gli avrebbe consegnato Euro 4’000.-. L’accusato è stato

invitato a trasferirsi nell’appartamento di __________, dove ha fatto la

conoscenza di diverse persone, tra cui tali “__________” - poi identificato in __________

- e “__________”, anch’essi attivi nel traffico di cocaina.

In aula AC 1 ha raccontato che durante il soggiorno ad __________ __________ al telefono gli ha chiesto “un favore”, ovvero di

recarsi a __________ a consegnare dei cartoni di frutta, ciò che AC 1 ha accettato di fare. Come risulta dagli atti, l’accusato è arrivato a __________ l’8 dicembre. In

stazione ha trovato ad accoglierlo __________, che l’ha accompagnato all’appartamento

__________, dove i due hanno preso alloggio.

Stando alle parole di AC 1, qualche giorno dopo,

rientrando da un’uscita per fare la spesa, egli ha notato nell’appartamento più

di un centinaio di linguette di cartone provenienti dalle scatole per il

trasporto delle banane. Interrogato dal presidente della Corte, AC 1 ha ammesso di avere dubitato che vi fosse cocaina. Più precisante, egli ha spiegato d’aver pensato

che le stesse potessero essere impregnate di cocaina (mentre che in realtà la

cocaina, in sottili tavolette, era nascosta tra le pieghe dei cartoni).

Al dibattimento AC 1 ha tenuto a ribadire di essersi prestato ad effettuare questa prima consegna, e tutte le successive

- di cui si dirà nel dettaglio più avanti - in quanto minacciato da __________

e preoccupato per le ritorsioni che avrebbero potuto subire i suoi familiari in

Colombia.

5.

Interrogato

sulle modalità delle consegne di cocaina, AC 1 ha raccontato che esse gli venivano preannunciate telefonicamente o per e-mail da __________, che

gli comunicava la quantità di droga da consegnare. L’imputato veniva poi

contattato telefonicamente dall’acquirente con cui fissava un appuntamento

preliminare, di regola nei pressi della stazione di __________. Se non vi erano

problemi, veniva quindi fissato un secondo appuntamento il medesimo giorno a __________

per la consegna. L’acquirente vi giungeva con la propria vettura, che AC 1

conduceva all’appartamento per procedere al carico delle tavolette di cocaina

che vi erano state portate da __________ (per le prime 3 consegne) o da __________

(per la 4. e 5. consegna effettuata da AC 1). Stando alle parole dell’imputato,

nel periodo in cui egli ha fatto capo all’appartamento di __________, __________

vi ha portato complessive 535 tavolette di cocaina e __________ ulteriori 372.

Terminata l’operazione di carico la vettura veniva riconsegnata all’acquirente.

6.

In

merito alle singole consegne di cocaina effettuate dal AC 1 è stato accertato

quanto segue.

Il 14 dicembre 2005, il qui accusato, dopo essere

stato preventivamente avvisato da __________, ha ricevuto una telefonata da

tale “__________” - poi identificato in __________ - che egli già conosceva in

quanto suo compaesano. Questi gli ha comunicato di trovarsi alla Migros di __________

e gli ha proposto di incontrarsi lì, dove i due hanno pranzato e hanno discusso

le modalità della consegna. Visto che __________ era giunto a __________ in

treno e non aveva a disposizione un veicolo, i due hanno convenuto di

effettuare la fornitura alcuni giorni dopo (ciò che è poi avvenuto il 18

dicembre nelle mani di un corriere di __________). Non avendo altro da fare, AC

1.

e __________ si sono recati in treno a __________ per fare un giro per la

città. In serata il prevenuto è rientrato a __________ mentre __________ ha

proseguito in direzione di __________. Il giorno successivo AC 1 ha informato __________, che ha voluto sapere se egli era stato contattato da altri richiedenti consegne di cocaina.

Ciò è puntualmente avvenuto il giorno successivo.

AC 1 ha infatti dichiarato di essere stato contattato il 16 dicembre 2005, da

una persona a tutt’oggi non identificata che utilizzava un’utenza telefonica

spagnola e che ha chiesto di incontrarlo a __________, dove lo ha informato che

doveva fargli due consegne di cocaina, la prima il giorno stesso e la seconda

in gennaio. L’imputato è quindi rientrato in treno a __________ dove è stato

raggiunto in macchina da questa persona. I due si sono poi recati preso

l’appartamento, dove AC 1 gli ha consegnato 180 cartoni contenenti altrettante

tavolette di cocaina per complessivi circa 12,5 chili di cocaina.

L’accusato ha ammesso di aver effettuato la

seconda consegna di cocaina il 18 dicembre 2005 ad un corriere di __________,

così autorizzato da __________. Anche in questo caso egli è stato contattato

telefonicamente per fissare un appuntamento a __________. Qui l’imputato ha

spiegato al corriere che doveva raggiungerlo in auto alla Migros di __________.

Da lì con la vettura dell’acquirente AC 1 si è recato all’appartamento e ha caricato

la droga, in ragione di 180 cartoni contenenti cocaina per un totale di circa

12,5 chili di stupefacente.

7.

Stando

a quanto dichiarato da AC 1 in fase istruttoria, in quei giorni __________

avrebbe fatto arrivare nell’appartamento ulteriori 175 cartoni di cocaina in

vista di una prossima consegna, ma questa fornitura è però stata posticipata al

mese di gennaio 2006, per il che AC 1 ha deciso di rientrare in Colombia per le ferie natalizie.

Ed infatti, come emerge dagli atti, il 20

dicembre 2005 AC 1 si è recato in Olanda, dove ha recuperato i suoi effetti

personali rimasti nell’appartamento di __________, e da lì ha proseguito per __________.

L’imputato si è trattenuto negli Stati Uniti per alcuni giorni, rendendo visita

ad alcuni amici ed incontrando pure __________. Il prevenuto ha poi proseguito

il viaggio alla volta della Colombia dove è giunto il 1° gennaio 2006. Egli si

è trattenuto a __________ per il __________ sino al 7 gennaio, ed in quei

giorni egli ha ricevuto US$ 10'000 da __________ quale compenso per aver funto

da tramite tra lui e __________.

Il 5 gennaio egli è stato nuovamente contattato

la __________, che gli ha chiesto di fare ritorno in Europa per effettuare

un’ulteriore consegna di cocaina, visto che in loco non c’era nessun altro che

poteva occuparsene.

AC 1 è quindi ripartito alla volta di __________

dove è atterrato l’11 gennaio 2006. Come emerge dalla documentazione

sequestrata, egli era già in possesso del biglietto di ritorno per il 30

gennaio 2006. Dopo aver pernottato in città, il mattino dopo si è recato a __________

dove ha incontrato __________.

Interrogato dal Presidente sulle ragioni del suo

ritorno in Europa e sul perché egli non si sia opposto alle richieste di __________,

l’imputato ha dichiarato di aver avuto paura per la sua famiglia.

Il 19 gennaio 2006 egli è stato nuovamente

contattato dal detentore dell’utenza telefonica spagnola a cui aveva già

consegnato stupefacente a metà dicembre 2005, il quale ha sollecitato la

seconda fornitura. Come in precedenza, anche in quest’occasione i due si sono

prima incontrati a __________, e poi presso la Migros di __________. Con l’auto dell’acquirente hanno raggiunto l’appartamento di __________,

dove AC 1 ha consegnato all’acquirente i 175 cartoni contenti cocaina che vi

erano depositati, pari a circa 12 chili di cocaina.

Effettuata questa consegna, il prevenuto si è

recato per alcuni giorni a __________ mentre che __________ è partito per

l’Olanda. Stando alle parole dell’imputato, egli voleva rendere visita ad un

cugino ed entrare in contatto con artisti austriaci. AC 1 è rientrato in

Svizzera il 23 gennaio 2006. Accortosi durante il viaggio che il suo passaporto

messicano stava per scadere, egli si è recato a __________ per rinnovarlo.

Il prevenuto ha raccontato di essere stato

nuovamente contattato nei giorni successivi da __________ il quale lo ha

informato che era prevista un'altra consegna a due suoi amici italiani, ovvero __________

e __________. Se ne sarebbe dovuto occupare __________, ma visto che egli si

trovava ancora in Olanda, __________ ha chiesto all’imputato di farsi carico

dell’incombenza, dandogli istruzione di recarsi il 26 gennaio 2006 alla

stazione di __________ per incontrare i due. Come da copione, quella mattina

l’accusato ha ricevuto una telefonata da __________ con cui ha convenuto di

incontrarsi all’inizio del binario 8. L’imputato ha spiegato ai due che per

ritirare la cocaina dovevano recarsi in auto a __________, per il che è stato

fissato un nuovo appuntamento per le ore 17, andato a vuoto per il già

menzionato del fermo del AC 1 (cfr. consid. 2). Infatti, dopo essersi congedato

dai due ed aver aggiornato telefonicamente __________, AC 1 è stato fermato e

controllato da una pattuglia della polizia che stava sorvegliando proprio le

mosse di __________ e __________. Trovatolo privo di documenti - il passaporto

era stato spedito all’ambasciata di __________ per il rinnovo - gli agenti

hanno condotto l’imputato in centrale per ulteriori verifiche. Accertate le sue

generalità tramite l’ambasciata messicana e preso nota di quanto trovato in suo possesso, AC 1 è stato rilasciato. Egli si è recato in treno a __________

per riprendere il passaporto rinnovato, e ha subito informato __________ del

suo fermo. Spaventato, AC 1 gli ha detto chiaramente di non volere essere più

coinvolto in questo genere di traffici e di volere fare rientro al più presto

in Colombia. __________ lo avrebbe però nuovamente minacciato di ritorsioni,

ragione per cui l’imputato si sarebbe piegato alle sue richieste ed avrebbe

acconsentito ad incontrare ancora una volta i due clienti. Dopo aver ritirato

il passaporto all’ambasciata messicana di __________, egli è perciò rientrato a

__________, dove si è incontrato con __________.

Il 29 gennaio 2006 il prevenuto, contattato

telefonicamente, ha fissato con __________ e __________ un appuntamento presso

il Mc Donald’s di __________. AC 1 ha dichiarato di essersi fatto accompagnare,

per precauzione, da __________, che però non voleva incontrare gli acquirenti e

che perciò se ne è rimasto in disparte, dovendo solo avvisare l’accusato caso

avesse notato qualcosa di sospetto. Tutto è invece andato per il meglio: il

prevenuto si è fatto consegnare dai due le chiavi della loro vettura con cui __________

si è recato all’appartamento e ha caricato 181 tavolette di cocaina per i

pattuiti complessivi 19,91 chili, fatti giungere in precedenza

nell’appartamento dallo stesso __________. Dopo circa mezz’ora __________ è

ritornato da AC 1 e gli ha riconsegnato le chiavi del veicolo indicandogli dove

l’aveva posteggiato. L’imputato ha quindi reso le chiavi a __________ e __________,

che hanno quindi fatto rientro in Ticino. Il giorno seguente __________ è

tornato a __________ e ha consegnato al prevenuto, come convenuto, Euro 5’000.-

da parte di __________.

AC 1 dopo questa consegna ha nuovamente

contattato __________ reclamando il pagamento del denaro dovutogli e ribadendo

la sua intenzione di rientrare in Colombia. __________ avrebbe acconsentito, ma

avrebbe preteso da lui un’ultima consegna a __________ e __________. Come da

istruzioni, il 31 gennaio 2006 AC 1 si è perciò recato al Mc Donald’s di __________,

dove lo attendeva __________. Con la sua auto AC 1 si è recato all’appartamento

e vi ha caricato 180 tavolette di cocaina (per kg 19,779 puri al 75,2 %),

mentre che sul posto sono rimasti, occultati in un vano della cucina, 11

cartoni contenenti tavolette di cocaina per complessivi 1'206 grammi di stupefacente, della medesima elevata qualità. AC 1 non è riuscito a ripartire con la

vettura del __________, bloccata dalla neve e dal ghiaccio. Egli ha perciò

dovuto tornare al Mc Donald’s con il bus e chiedere a __________ di andare ad

aiutarlo. Assieme i due sono riusciti a far partire l’auto e __________ ha

quindi potuto rientrare in Ticino. Il giorno successivo __________ è stato

arrestato a __________ e nel veicolo è stato rinvenuto il predetto carico di

cocaina.

Il 2 febbraio 2006, AC 1 ha lasciato la Svizzera per rientrare in Colombia. Egli racconta di essere stato raggiunto

a __________ da __________, che gli ha comunicato che __________ intendeva

ucciderlo in quanto lo sospettava di avere trafugato parte della droga.

L’accusato avrebbe quindi accompagnato __________ a __________, dove questi

gli avrebbe fatto conoscere un agente della __________ e gli avrebbe consegnato

ulteriori US$ 5'000.-. Dopo qualche giorno l’imputato ha nondimeno deciso di

ritornare in Colombia per chiarire la questione con __________. A suo dire,

essi avrebbero trovato un accordo nel senso che egli avrebbe ceduto a __________

la sua vettura come “indennizzo”. Sino al suo arresto l’accusato ha poi

continuato a svolgere l’attività di promoter.

8.

Secondo

l’art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto

della sua vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore nonché

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita.

Per l’art. 49 CP, inoltre, in caso di concorso di

reati il giudice lo condanna per la pena prevista per il reato più grave,

aumentandola in misura adeguata.

9.

Avendo

trovato integrale conferma l’atto di accusa, AC 1 deve rispondere della

detenzione e della cessione ai fini della vendita di ben 76,89 chili di

cocaina, oltre che di atti preparatori a tal fine e della detenzione di

ulteriori 1,206 chili di cocaina, pure destinati alla vendita.

La gravità oggettiva dei reati commessi è

estremamente pesante, trattandosi di uno dei più rilevanti traffici di droga

giudicati in Ticino negli ultimi anni, ed in cui l’ordine di grandezza delle

singole consegne è dell’ordine delle decine di chilogrammi e il traffico

complessivo si avvicina al quintale. Inoltre, come è normale nel caso di

stupefacente proveniente dalla zona di produzione, si tratta di sostanza ad

elevato grado di purezza, suscettibile pertanto di essere tagliato sino ad

aumentare di 2 o perfino 3 volte il quantitativo infine messo in commercio.

Questo per dire che la gravità oggettiva del

reato è tale da giustificare ampiamente la richiesta di una pena detentiva di

13.

anni formulata dal procuratore pubblico.

Nella propria valutazione la Corte ha però tenuto conto anche di considerazioni attinenti all’aspetto soggettivo che hanno

consentito di ridurre in qualche misura la gravità, comunque notevole, della

colpa dell’imputato. La Corte - in assenza di altri riscontri - ha fatto capo alle

dichiarazioni del AC 1 in merito alla sua vita anteriore ed ai motivi

delinquere, ritenendolo complessivamente credibile, non solo, quindi, allorché

confessava i reati commessi, ma anche quando ha raccontato i suoi trascorsi e

ha spiegato le ragioni e la portata del suo coinvolgimento nei traffici di

cocaina. L’immagine che la Corte ha ritenuto è quella di un giovane bene

istruito, agiato e di successo, privo a prima vista di un reale movente

economico che possa spiegare il suo agire delinquenziale. Egli non ha perciò il

profilo tipico della manovalanza solitamente incaricata dei compiti pericolosi

in simili traffici, ma ciò non ha condotto la Corte a far propria la deduzione del Procuratore pubblico per cui egli sarebbe perciò necessariamente un elemento

di spicco del traffico. Anzi, la Corte ha espresso una valutazione di segno

contrario, ritenendo poco verosimile che un referente del traffico di quintali

di cocaina si sarebbe esposto in questo modo. La Corte ha perciò creduto all’accusato anche quando ha spiegato di essersi trovato coinvolto in

questi traffici suo malgrado, e di aver svolto solo un ruolo secondario. Ciò è

del resto all’apparenza confermato anche dalle risultanze di causa, in cui si

vede come l’imputato non aveva potere decisionale, dovendo al contrario

continuamente attendere direttive di terzi, non aveva facoltà di incassare

denaro, non poteva neppure disporre da solo dello stupefacente, che veniva

gestito in comune con __________ o __________, e non risulta neppure avere

conseguito dei profitti significativi, specie per rapporto all’entità economica

del traffico. Nondimeno, la Corte ha considerato estremamente grave il fatto

che l’accusato sia ritornato in Europa nel gennaio 2006, stavolta perfettamente

consapevole di dovere effettuare altre consegne di cocaina. A favore

dell’accusato essa ha d’altronde ritenuto l’incensuratezza, l’importante

collaborazione fornita agli inquirenti, la lunghezza del carcere preventivo

sofferto e la sensibilità ad una pena da espiare lontano dalla propria patria.

Tutti questi elementi, ma in particolare la considerazione che la

responsabilità di una pedina di un traffico di stupefacente può difficilmente

giustificare sanzioni di rigore estremo, come sarebbe stata la condanna ad una

pena detentiva di 13 anni, hanno condotto la Corte a contenere la condanna dell’accusato in 10 anni di pena detentiva, con computo del carcere preventivo

sofferto, ivi compreso quello estradizionale, a far tempo dal 29 ottobre 2007.

10.

È

ordinata la confisca di tutti gli oggetti sequestrati, menzionati nell’AA, con

distruzione dello stupefacente, eccezion fatta per gli importi di denaro, sui

quali è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia del pagamento di tasse e

spese di giustizia.

La tassa di giustizia di fr. 2’000.- e le spese processuali

sono poste a carico del condannato.

Rispondendo affermativamente ai

quesiti posti, meno che ai n. 1.1.1.2., 2., 3.,

visti gli art. 12, 40, 42,

44, 47, 48, 49, 51, 69, 70 CP;

19.

cifra 2 LFStup ;

9.

e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

AC

1.

è autore colpevole di:

1.1

infrazione

aggravata alla LF sugli stupefacenti, ripetuta

siccome

riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere

tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

per avere,

senza essere autorizzato, tra il 16 dicembre 2005 ed il 2 febbraio 2006, tra __________,

__________, __________, __________, __________ e altre imprecisate località, in

più occasioni,

1.1.1

detenuto e

ceduto a terzi, in 5 occasioni, almeno complessivi 76,89 chili di cocaina ad

elevato grado di purezza;

1.1.2

fatto

preparativi per la consegna di un imprecisato quantitativo di cocaina a __________

e __________;

1.1.3

detenuto, ai

fini della cessione a terzi, 1,206 kg di cocaina ad elevato grado di purezza;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e

precisato nei considerandi.

2.

Di

conseguenza,

2.1

AC 1 è

condannato:

2.1.1

alla pena

detentiva di 10 (dieci) anni, nella quale è computato il carcere preventivo

sofferto, ivi compreso quello estradizionale, a far tempo dal 29 ottobre 2007;

3.

È ordinata

la confisca di tutti gli oggetti sequestrati, menzionati nell’AA, con

distruzione dello stupefacente, eccezion fatta per gli importi di denaro, sui

quali è mantenuto il sequestro conservativo a garanzia del pagamento di tasse e

spese di giustizia.

4.

La tassa

di giustizia di fr. 2’000.- e le spese sono messe a carico del condannato.

5.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la

dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte

entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla

notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente La

segretaria

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 2'000.--

Inchiesta preliminare fr. 7'040.60

Spese diverse fr. 960.--

Interpreti fr. 1'723.95

Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 100.--

fr. 11'824.55

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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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