72.2009.88
Appropriazione indebita aggravata da parte di gerente patrimoniali che agiva su un conto bancario di cui aveva procura
13 giugno 2012Italiano17 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2009.88
Lugano,
13 giugno 2012/rs
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise correzionali di Lugano
composta da:
giudice Marco Villa, Presidente
Orsetta Bernasconi, vicecancelliera
sedente nell’aula
penale di questo Palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatore
privato:
ACPR_1
rappresentata dall’avv. RAPR_AP,
__________
contro
AC 1,
patrocinato dall’avv. DF 2 e
dall’avv. DF 1, __________
imputato, a norma dell'atto
d’accusa 87/2009 del 12 agosto 2009 emanato dal Procuratore Pubblico PP 1, di
1. Appropriazione indebita
aggravata
siccome commessa quale gerente di patrimoni,
per avere, a __________ e in altre località, nel periodo aprile
2005 - giugno 2006,
a scopo di indebito profitto personale,
arbitrariamente disposto in danno della signora ACPR_1 di suoi
averi patrimoniali depositati sulla relazione n. __________ aperta presso __________,
abusando della procura rilasciatagli dalla titolare, segnatamente:
1.1. effettuando i seguenti
11 prelevamenti indebiti per complessivi Eur 74'000.- e CHF 19'000.-:
-il 13 aprile 2005
prelevamento di Eur 9'000.-;
-il 4 agosto 2005
prelevamento di Eur 10'000.-;
-il 5 settembre 2005
prelevamento di Eur 10'000.-;
-il 27 settembre 2005
prelevamento di Eur 20'000.-;
-il 27 settembre 2005
prelevamento di CHF 11'000.-;
-il 14 ottobre 2005
prelevamento di Eur 10'000.-;
-il 15 febbraio 2006
prelevamento di Eur 3'000.-;
-il 15 febbraio 2006
prelevamento di CHF 2'000.-;
-il 12 aprile 2006
prelevamento di Eur 6'000.-;
-il 12 aprile 2006
prelevamento di CHF 6'000.-;
-il 1° giugno 2006
prelevamento di Eur 6'000.-;
1.2. predisponendo, in data
19 luglio 2005, un trasferimento non autorizzato
di CHF 10'155.20 a favore della compagnia __________ per il
pagamento di un premio assicurativo relativo ad una polizza di
terza
persona non legata alla parte civile ACPR_1;
1.3. predisponendo, in data
18 e 22 agosto 2005, due trasferimenti non autorizzati dalla titolare a debito
del medesimo conto per complessivi
Eur 21'040.-, da lui utilizzati per finanziare le proprie vacanze;
arrecando un danno complessivo alla parte civile ACPR_1 di Eur
95'040.- e di CHF 29'155.20;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 138 cifra 2 CP;
Presenti: - il
Ministero Pubblico, rappresentato dal Procuratore Pubblico PP 1;
- l’imputato
AC 1, accompagnato dal suo difensore di fiducia avv. DF 2 accompagnato dalla
MLaw __________;
- l’accusatore
privato ACPR_1, rappresentata dall’avv. RAPR_AP.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 15:20.
Sentiti: - il Procuratore Pubblico,
per la sua requisitoria, il quale, ripercorsi i fatti, formula e motiva le
seguenti conclusioni:
-- la conferma integrale
dell’atto d’accusa;
-- in ragione del lungo tempo
trascorso, la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 14 mesi posta al
beneficio della sospensione condizionale con un periodo di prova di 2 anni;
-- il mantenimento a fini
probatori del sequestro della documentazione indicata nell’AA. Infine, per
quanto attiene alle pretese civili dell’AP, si rimette all’intervento dell’avv.
RAPR_AP;
- l’avv. RAPR_AP,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR_1, il quale si associa alla
pubblica accusa in merito alla colpevolezza dell’imputato, conclude chiedendo,
come da istanza prodotta al dibattimento, la sua condanna a rifondere all’AP
l’importo di fr. 20'536.50 oltre interessi per spese legali;
- l’avv. DF 2, difensore
dell’imputato, il quale in primo luogo contesta l’aggravante dell’aver agito
come gerente di patrimoni, contestati poi parte dei prelevamenti di cui al
punto 1.1 AA in mancanza di prove e rilevata una corresponsabilità dell’AP, che
era pure al corrente sulle operazioni in cambi che avvenivano sul conto __________,
conclude chiedendo, in via principale, che il suo assistito sia condannato ad
una pena pecuniaria sospesa condizionalmente, in via subordinata che la
condanna sia contenuta in al massimo 7 mesi di pena detentiva, sempre sospesi
condizionalmente, in ragione del lungo tempo trascorso.
Infine, quo alle pretese dell’AP si rimette al giudizio della Corte;
- il Procuratore Pubblico,
in replica, nega in particolare una qualsivoglia corresponsabilità dell’AP
riconfermandosi per il resto nelle proprie tesi e conclusioni;
- l’avv. RAPR_AP, rappresentante
dell’accusatore privato ACPR_1, pure nega una qualsivoglia corresponsabilità
della sua cliente, rilevando la realizzazione del reato qualificato;
- l’accusatore privato
signora ACPR_1, ribadisce la chiarezza delle sue dichiarazioni rese in sede
Fatti
di inchiesta.
- l’avv. DF 2, in duplica, si riconferma
nelle proprie tesi e conclusioni.
Considerato, in
fatto ed in diritto
1. che per quel che
concerne la vita anteriore, le condizioni personali e i precedenti penali di AC
1 (di seguito solo AC 1) si richiamano le sue dichiarazioni nel suo verbale
d’interrogatorio (di seguito solo VI) dinanzi al procuratore pubblico (di
seguito solo PP) del 6.3.2008 alle pagine, di seguito solo pag., 7 e 8 come le
successive sue precisazioni in sede di pubblico dibattimento (verbale del
dibattimento, di seguito solo VD, allegato, di seguito solo all., 1 pag. 1 I
risposta, di seguito solo R e pag. 2 I R);
Considerandi
2.
che AC 1 compare in
aula per rispondere dell’atto d’accusa (di seguito solo AA) 87/2009 del
12.8.2009
per il presupposto reato di appropriazione indebita aggravata (articolo,
di seguito solo art., 138 numero, di seguito solo n., 1 capoverso, di seguito
solo cpv., 2 e n. 2 del codice penale svizzero, di seguito solo CP), fatti
avvenuti a __________ e in altre località, nel periodo aprile 2005/giugno 2006 a danno dell’accusatore privato (di seguito solo AP, art. 104 cpv. 1 lettera, di seguito solo
lett., b e 118 seguenti, di seguito solo segg., del codice di diritto
processuale penale svizzero, di seguito solo CPP) ACPR_1 (di seguito ACPR_1)
con un asserito danno di Euro 95'040.00 e fr. 29'155.20;
3.
che in merito a
questa imputazione di appropriazione indebita aggravata (art. 138 n. 1 cpv. 2 e
n. 2 CP) la Corte ha accertato:
a) in relazione
al punto (di seguito solo pto.) 1.1 dell’AA:
-- che gli atti, malgrado le
continue negazioni dell’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a e 111 segg. CPP
nonché VD all. 1 pag. 2 II R), attestano come AC 1
abbia ricevuto da ACPR_1 attraverso varie dazioni intervenute nel periodo
agosto 2004/gennaio 2005 (VI PP ACPR_1 14.11.2007 pag. 2) Euro 405'000.00 (VD
all. 1 pag. 2 III R e non di certo Yen come puerilmente ha tentato di far
credere l’imputato giacché, malgrado la non indicazione della moneta nel testo
della ricevuta 10.10.2004 di cui al documento, di seguito solo doc., B nel VI
PP 14.11.2007 di confronto AC 1/ACPR_1, è innegabile che poteva trattarsi solo
di Euro e questo sia in ragione della nazionalità dei due sia perché è sempre
stata questa la loro moneta di riferimento), che la titolare ed avente diritto
economico (di seguito solo ADE) con effetto dal 21.2.2005 del conto (di seguito
solo cto.) numero (di seguito solo n.) __________ (di seguito solo __________)
presso __________ da cui confluirono sul cto. n. __________ (di seguito solo __________)
presso lo stesso istituto bancario circa Euro 220'000.-, era ACPR_1 (VI PP AC 1
6.3.2008
doc. C, PP confronto AC 1/ACPR_1 14.11.2007 pag. 4, __________, di
seguito solo Indi, 3.3.2008 pag. 2 e VD all. 1 pag. 2 III e V R), che la
titolare ed ADE di __________ è sempre stata solo ed esclusivamente ACPR_1 (VI
PP AC 1 6.3.2008 doc. A e VD all. 1 pag. 2 III R) ritenuto come i soldi
depositati su questo conto fossero i “risparmi dell’attività e di famiglia”
di questo AP (art. 104 cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) e che a comprova del trasferimento
di Euro 220'000.00 tra i menzionati due cti. vi sarebbe stata una “girata da
conto __________ in quanto il titolare di __________ deve dei soldi alla
titolare di questo conto” (VI PP AC 1 6.3.2008 doc. A e VD all. 1 pag. 2
III R);
-- che le somme di Euro
74'000.00 e fr. 19'000.- di cui agli 11 prelevamenti a contanti hanno avuto
come unico e solo beneficiario AC 1 vista l’apposizione della sua firma sui
relativi prelevamenti di cassa (VI PP confronto AC 1/ACPR_114.11.2007 doc. A) e
nei pochi casi in cui non figura a fronte delle seguenti dichiarazioni di Indi
(VI PP 5.11.2008 pag. 2: “Sono sicuro di aver incontrato il signor AC 1 e
non la titolare perché quest’ultima non l’ho mai incontrata”) e di __________
(VI PP 6.3.2008 pag. 2: “Anche sulle fiches di prelevamento che portano la
firma di __________ riconosco la firma di AC 1. Non ho mai visto la titolare
della relazione __________ in cassa per operazioni di prelevamento”);
-- che AC 1, sia in sede
d’istruttoria (PP AC 1 6.3.2008 pag. 2 e 5) che in aula (VD all. 1 pag. 2 e 3
rispettivamente pag. 3 I R e doc. dibattimentale, di seguito solo DIB., 1, 2,
4, 5 e 7), non è mai riuscito a dimostrare rispettivamente a comprovare che
questi 11 prelevamenti a contanti siano stati fatti a beneficio e nell’interesse
di ACPR_1 in forza alle espresse istruzioni (stipula di contratti assicurativi
presso compagnie assicurative svizzere, PP ACPR_1 14.11.2007 pag. 2) da questa
date;
b) che in relazione ai punti
(di seguito solo pti.) 1.2 e 1.3 dell’AA si richiamano sia le espresse
ammissioni di AC 1 nel suo VI PP 6.3.2008 a pag. 7 che il VD all. 1 pag. 3 II
R;
4.
che giusta l’art.
138.
n. 1 cpv. 2 e n. 2 CP chi indebitamente impiega a profitto proprio o di un
terzo valori patrimoniali affidategli è punito con una pena detentiva (art. 40
CP) sino a dieci anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) se ha
commesso il fatto in qualità di gerente di patrimoni;
5.
che la Corte ha
ritenuto AC 1 colpevole del reato di appropriazione indebita aggravata (art. 138
n. 1 cpv. 2 e n. 2 CP e pto. 1.1 VD all. 2 pag. 1) in forza alle seguenti
considerazioni:
a) la Corte non ha avuto dubbio
alcuno a riconoscere l’aggravante dell’aver agito come gerente di patrimoni
previo richiamo delle massime giurisprudenziali in DTF 117 IV 20 e 100
IV 30 nonché nelle sentenze non pubblicate del TF 6S.57/2003 del 26.1.2004 e
6S.287/2003 del 17.10.2003, rispettivamente in forza alle dichiarazioni di
alcuni testimoni comprovanti la conoscenza ed indipendenza decisionale di AC 1
nel campo delle divise (PP Indi 3.3.2008 pag. 1: “Allorquando il signor AC 1 ha aperto la relazione __________ sono stato designato suo consulente di riferimento. Nella realtà
delle cose l’ho sentito relativamente poco in quanto AC 1 decideva
autonomamente e, operando sulle divise, faceva capo alla consulenza del signor __________”),
rispettivamente la sua ripetitiva e quotidiana operatività sui mercati (PP __________
6.3.2008
pag. 1 e 2: “AC 1…lo sentivo spesso perché, operando il cliente in
cambi, mi chiamava quotidianamente più volte al giorno per concordare le
operazioni…AC 1 sarà venuto in banca non troppo frequentemente, anche perché
operando telefonicamente non aveva grandi necessità”);
b) sia oggettivamente che
soggettivamente i presupposti di legge di cui all’art. 138 n. 1 cpv. 2 CP
appaiono dati laddove è innegabile come AC 1 si sia appropriato degli importi
indicati nell’AA sub. pti. 1.1, 1.2 e 1.3, soldi che gli erano stati affidati
da ACPR_1 e che lo stesso utilizzò solo a scopo di indebito e personale
profitto contro l’espresso mandato a lui conferito da questo AP (art. 104 cpv.
1.
lett. b e 118 segg. CPP);
6.
quo alla
commisurazione della pena si ricorda:
a) che giusta l’art. 47
cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto
della vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto
che la pena avrà sulla sua vita, ricordato come giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la
colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione
a pericolo o la lesione;
b) che giusta l’art. 40 CP di
regola la durata della pena detentiva è di almeno sei mesi, la durata massima è
di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
c) che giusta
l’art. 34 cpv. 1 e 2 CP la pena pecuniaria, salvo diversa disposizione del CP,
ammonta al massimo a 360 aliquote giornaliere che il giudice stabilisce nel
numero commisurandola alla colpevolezza dell’autore mentre che il suo importo,
al massimo di fr. 3'000.- giornalieri, viene fissato secondo la situazione
personale ed economica dell’autore al momento della pronuncia della sentenza
tenendo segnatamente conto del suo reddito e della sua sostanza, del suo tenore
di vita, dei suoi obblighi familiari e assistenziali e del minimo vitale;
d) che
giusta l’art 42 cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37
segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una
pena senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal
commettere nuovi crimini o delitti ritenuto come in base all’art. 42 cpv. 2 CP
se nei cinque anni prima del reato l’autore è stato condannato a una pena
detentiva (art. 40 CP) di almeno sei mesi con o senza condizionale o a una pena
pecuniaria (art. 34 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere la sospensione
è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli;
e) che giusta
l’art. 44 cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte
l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo di prova da due a
cinque anni;
f) che giusta l’art. 69 cpv. 1
CP il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data persona, ordina
la confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a commettere un
reato o che costituiscono il prodotto di un reato se tali oggetti compromettono
la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico ricordato altresì
come giusta l’art. 263 cpv. 1 lett. a) CPP all’imputato (art. 104 cpv. 1 lett.
a e 111 segg. CPP) possono essere sequestrati oggetti e valori patrimoniali se
questi possono essere utilizzati come mezzi di prova;
7.
che AC 1, potendo
ancora beneficiare di una prognosi non negativa e quindi dell’applicazione
dell’art. 42 cpv. 1 CP malgrado le sue condanne ____ (doc. del tribunale penale
cantonale, di seguito solo TPC, 7) che comunque non adempiono le condizioni di
legge di cui all’art. 42 cpv. 2 CP, è stato condannato ad una pena detentiva
(art. 40 CP) di dodici mesi (pto. 2.1 VD all. 2 pag. 1), sospesa
condizionalmente (art. 42 cpv. 1 CP) con un periodo di prova di 2 anni (art. 44
cpv. 1 CP e pto. 3 VD all. 2 pag. 2). Tale condanna tiene conto, ponderandoli
equamente ex art. 47 CP, dei vari aspetti propri a questo caso tra cui si
ricordano, in particolare, la gravità del suo comportamento e quindi della sua
colpa (art. 47 cpv. 1 CP), la reiterazione del suo illecito agire trattandosi
di 14 diverse appropriazioni indebite (art. 138 n. 1 cpv. 2 e n. 2 CP) in poco
più di un anno, i suoi precedenti penali in __________ (doc. TPC 7), la sua
incensuratezza in __________ (doc. TPC 4), la sua crassa e ripetuta violazione
del rapporto di fiducia con ACPR_1 con la quale intratteneva dei rapporti quasi
familiari, l’atteggiamento avuto sia in sede d’istruttoria che dibattimentale,
il parzialmente lungo tempo trascorso dai fatti come circostanza attenuante
generica (VD pag. 3), la sua età e la sua attuale situazione finanziaria e
personale apparentemente non rosee (VD all. 1 pag. 1 I R e pag. 2 I R);
8.
che giusta l’art.
122.
cpv. 1 CPP il danneggiato (art. 115 CPP) può in veste di AP (art. 104 cpv.
1.
lett. b e 118 segg. CPP) far valere in via adesiva nel procedimento penale
pretese di diritto civile desunte dal reato ricordato come sia AP (art. 104
cpv. 1 lett. b e 118 segg. CPP) il danneggiato (art. 115 CPP) che dichiara
espressamente a un’autorità di perseguimento penale, per scritto o oralmente a
verbale, ma al più tardi alla conclusione della procedura preliminare, di voler
partecipare al procedimento penale con un’azione penale, con la quale può
chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del reato,
rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con la quale può far valere
in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte dal reato (art. 118
cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP). In quest’ultimo caso la pretesa fatta valere deve
per quanto possibile essere quantificata nella dichiarazione scritta o verbale
di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente motivata per iscritto, ma al più
tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di prova invocati (art. 123 CPP).
Ciò posto si ricorda allora:
a) che con istanza del
13.6.2012
ACPR_1 ha chiesto che AC 1 venisse condannato a versarle “l’importo
pari a CHF 20'536.50 oltre interessi al 5% dal 11 maggio 2012” (doc. DIB. 6);
b) che tale pretesa richiama
l’art. 433 cpv. 1 lett. a) CPP secondo cui l’imputato (art. 104 cpv. 1 lett. a
e 111 segg. CPP) deve indennizzare adeguatamente l’AP (art. 104 cpv. 1 lett. b
e 118 segg. CPP) delle spese necessarie da lui sostenute nel procedimento se
quest’ultimo vince la causa;
c) che in sede dibattimentale AC
1.
non ha contestato tale pretesa (VD all. 1 pag. 4 VI R) mentre il suo legale
si è rimesso “al giudizio della Corte a dipendenza dell’esito del processo”
(VD all. 2 pag. 4);
d) che in merito la Corte,
ritenuti gli indicati costi legali come adeguati e necessari ai sensi dell’art.
433.
cpv. 1 CP, ha condannato AC 1 a versare a ACPR_1 fr. 20'536.- per spese di
patrocinio con interessi al 5% dal 13.6.2012 (pto. 2.2 VD all. 2 pag. 1);
9.
che in quanto mezzi
di prova ai sensi dell’art. 263 cpv. 1 lett. a) CPP è ordinato il sequestro
conservativo di tutta la documentazione in sequestro (VD all. 1 pag. 4 III/V R
e pto. 4 all. 2 pag. 2);
10.
che visto l’esito
processuale la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali sono
poste a carico del condannato (art. 426 cpv. 1 CPP e pto. 2.3 VD all. 2 pag.
2).
visti gli art. 12, 34, 40, 42, 44,
47, 69 e 138 CP;
80.
segg., 84 segg., 263 segg.,
335.
segg., 422 segg., 433 CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
AC 1
1.
è autore colpevole di:
1.1
appropriazione indebita
aggravata
siccome commessa quale gerente di patrimoni, per avere, a __________
ed in altre località, nel periodo aprile 2005/giugno 2006, per procacciarsi un
indebito profitto, indebitamente impiegato in danno di ACPR_1 € 95'040.00 e fr.
29'155,20 effettuando 11 prelevamenti indebiti e 3 trasferimenti non
autorizzati dalla relazione n. __________ presso __________
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
2.
Di conseguenza AC 1 è
condannato:
2.1
alla pena detentiva di 12
(dodici) mesi;
2.2
a versare all’accusatore
privato ACPR_1
fr. 20'536.- per spese di patrocinio con interessi
al 5% dal 13.6.2012;
2.3
al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 1000.- (mille) e delle spese procedurali.
3.
L’esecuzione della pena detentiva
inflitta a AC 1 è condizionalmente sospesa con un periodo di prova di 2 (due)
anni.
4.
E’ ordinato il sequestro
conservativo quale mezzo di prova della documentazione in sequestro.
Per la Corte delle assise
correzionali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 109.--
fr. 1'309.--
===========