72.2009.89
Omicidio intenzionale, consumato e tentato, commesso sparando colpi di pistola; lesioni intenzionali semplici, commesse in parte con oggetto pericoloso (bottiglietta di vetro); altri reati minori. Com
27 novembre 2009Italiano117 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2009.89
Data decisione, Autorità:
27.11.2009, PENAL
Titolo:
Omicidio intenzionale, consumato e tentato, commesso sparando colpi di pistola; lesioni intenzionali semplici, commesse in parte con oggetto pericoloso (bottiglietta di vetro); altri reati minori. Commisurazione della pena (criteri)
COAZIONE
CONSUMO DI STUPEFACENTI
DANNEGGIAMENTO
FURTO
INFRAZIONE LARM
LESIONE SEMPLICE
LESIONE SEMPLICE AGGRAVATA
OFFERTA O VENDITA O DISTRIBUZIONE DI STUPEFACENTI
OMICIDIO INTENZIONALE
REATO TENTATO
RISARCIMENTO PARZIALE
TRASPORTO DI STUPEFACENTI
VIOLAZIONE DI DOMICILIO
art. 47 CO
art. 49 CO
art. 12 CPS
art. 22 CPS
art. 111 CPS
art. 123 CPS
art. 139 CPS
art. 144 CPS
art. 181 CPS
art. 186 CPS
art. 33 LARM
art. 19 cf. 1 LSTUP
art. 19a LSTUP
Incarto n.
72.2009.89
Lugano,
27 novembre 2009
/md
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Agnese
Balestra-Bianchi (Presidente)
GI 1
GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 1
AS 2
AS 4
AS 5
AS 6
con la segretaria:
Anna Grümann, vicecancelliera
Conviene nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia
per giudicare
AC 1,
detenuto dal 21 agosto 2008;
prevenuto colpevole di:
1. omicidio
intenzionale
per avere
a __________, via __________,
il 19.08.2008, verso le ore 21:30,
intenzionalmente ucciso †__________,
in specie
saputo della presenza all’ingresso dell’immobile
di via __________, di †__________,
prendendo dal cassetto dell’armadio di sala la
pistola SIG SAUER P225 con il caricatore completo di 8 cartucce inserito,
controllando che l’arma fosse effettivamente pronta a far fuoco (colpo in
canna) e nascondendola in un borsello nero portato a tracolla,
scendendo le scale fino all’uscio e aprendo la
porta d’entrata,
vedendo la vittima avanzare verso di lui,
estratto la pistola e sparato un colpo che ha
raggiunto †__________ al torace
trapassandogli il cuore, provocandone la morte;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art art. 111 CP;
2. omicidio
intenzionale, tentato
per avere
nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo di
cui al punto 1 del presente Atto di accusa,
compiuto tutti gli atti necessari all’uccisione
di PC 2,
in specie
dopo aver sparato un colpo contro †__________,
rivolgendosi verso PC 2 mentre questi si stava
avvicinando a lui,
sparato due colpi che hanno raggiunto la vittima
il primo alla gamba sinistra, provocando una frattura pluri-frammentaria del
terzo prossimale della tibia, ed il secondo all’addome,
mancando la realizzazione dell’atto criminoso per
puro caso, per il fatto che la cartuccia esplosa contro l’addome della vittima
era difettosa e che l’arma si era inceppata,
fuggendo poi dai luoghi del crimine e rendendosi,
con l’aiuto di __________, latitante fino alla sua cattura avvenuta il
21.08.2008;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 111 CP, richiamato l’art. 22 CP;
3. lesioni
semplici
3.1. per avere
il 5/6 luglio 2008, verso mezzanotte,
ad __________,
in correità con __________, __________ e __________,
__________ fissandogli all’uopo un appuntamento
in zona porto patriziale,
ivi recandosi in formazioni distinte,
__________ e __________ incontrando la vittima e
avviandosi verso AC 1 e __________ che sopraggiungevano in senso opposto,
aggredendo AC 1 la persona non appena questa era
giunta alla sua altezza,
colpendola con pugni e calci anche quando questa
era caduta a terra e si era rannicchiata in posizione di difesa,
provocando alla vittima una ferita lacero-contusa
al dorso del naso di 1,5 cm, una ferita lacero-contusa frontale sinistra di 4 cm, un ematoma paraorbitale sinistro e una contusione fronte-temporale-parietale sinistra, e meglio
come descritto dai certificati medici del dott. __________ del 6.7.2008 e della
dr.ssa __________ del 22.12.2008,
intenzionalmente cagionato un danno al corpo ed
alla salute di PC 4;
3.2. per
avere
il 13 agosto 2008,
a __________,
in correità con __________,
recandosi dalla vittima con il preciso intento di
“dargli una lezione”,
dapprima AC 1 colpendolo con una sberla a mano
aperta alla faccia e facendolo cadere per terra,
in seguito __________ colpendolo ripetutamente
con pugni e calci su tutto il corpo,
infine ancora AC 1 colpendolo con calci e sberle,
provocandogli una contusione lombare e dorsale in
regione dell’ipocondrio destro, escoriazioni lombari e toraciche anteriori,
un’escoriazione e contusione alla mano e al braccio destro, nonché contusioni
multiple al viso e alla testa, e meglio come descritto nel rapporto medico del
dott. __________ del 13.08.2008,
intenzionalmente cagionato un danno al corpo e alla salute di __________;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reati previsti:
art. 123 cifra 1 CP;
4. lesioni
semplici (con oggetto pericoloso)
per avere
il mese di maggio - giugno 2008, in una circostanza,
a __________,
presso l’EP __________,
a seguito di una discussione,
colpendolo alla testa/fronte con una bottiglia di
vetro da 75 cl piena di liquido e provocandogli una ferita lacero-contusa di ca.
5 cm,
insistendo poi nell’aggressione minacciando la
vittima con un coltello raccolto su un tavolo,
desistendo infine a seguito dell’intervento del
personale del locale pubblico,
intenzionalmente cagionato un danno al corpo e
alla salute di PL 1,
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 123 cifra 2 cpv. 1 CP;
5. coazione
per avere
il 12 agosto 2008,
a __________, presso l’EP __________,
facendo uso di violenza e minacciandolo di grave
danno,
costretto PL 2 a fare un atto contro la sua
volontà,
segnatamente
dandogli una sberla, puntandogli contro il torace
la pistola SIG SAUER con il caricatore contente 8 proiettili inserito, e
dicendogli “Io ti ammazzo qua”,
costretto PL 2 a chiamare al telefono __________
per esortarlo a recarsi immediatamente presso l’EP __________ a __________;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 181 CP;
6. furto
per avere
il 5 maggio 2008,
a __________,
agendo in correità con __________ e __________,
al fine di appropriarsi di cose mobile e allo
scopo di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
a seguito di un preciso piano deciso in occasione
di almeno 2 incontri avvenuti in un esercizio pubblico di __________ e __________
fra AC 1, __________ e __________ qualche tempo prima,
__________, approfittando del rapporto di
amicizia, visitando l’abitazione di PC 3 e riferendo a AC 1 e __________ circa
gli oggetti presenti,
previo un sopralluogo effettuato alcuni giorni
prima da AC 1 e __________,
AC 1 procurandosi presso PL 1 un furgoncino,
__________, comunicando in 3 circostanze (ore 10:00, ore 16:00 e ore 21:00 del
5.5.2008) a AC 1 le intenzioni di PC 3 di pernottare presso __________ e quindi
di non rientrare al proprio domicilio,
AC 1 e __________ introducendosi notte tempo e
indisturbati nell’abitazione di PC 3 e asportando fra l’altro 2 lampade
pensili, 1 chiave in ferro battuto, 1 brocca del XIX secolo, 1 dipinto con
cornice, 1 dipinto a olio, 2 candelabri in argento e avorio, 1 fucile comunale,
1 polveriera, 1 pugnale, 1 tromba militare, 1 fioretto, 1 candeliere in
argento, 1 crocifisso, 1 mobile a ribaltina, 1 specchio, 1 messalino
orizzontale, 4 dipinti su tela, 1 statua in alto rilievo, 1 cartiglio, 1
cofano, 1 scatola in ottone, 1 scatola in argento, 1 tagliacarte in argento, 2
candelieri in rame, 1 statua in noce, 1 quadro, 1 libro liturgico, 1 copertina
in legno, 1 cassapanca in noce, 1 mobile in noce, 1 tavolo in noce, 3 statua in
avorio, 1 tappeto, 1 mobile in ciliegio e 1 candeliere per un valore
complessivo denunciato di ca. CHF. 200'000.--,
merce immediatamente portata e depositata a __________,
presso un capannone messo a disposizione da __________,
merce poi portata da AC 1 e __________ con la vettura Renault Espace targata __________ in più viaggi, a __________ presso un magazzino di __________,
ed in seguito, per mano di __________, trasportata con un furgone Fiat Ducato
ad __________ dove veniva inizialmente depositata in un magazzino a
disposizione di __________, per infine essere in parte venduta al dettaglio
verosimilmente da __________ e in parte (quadri) offerta da __________ alla
vittima PC 3 previo pagamento da parte di quest’ultimo di CHF. 100'000.--,
AC 1 ricevendo quale compenso la somma di euro
2'300.--;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto: dall’art.
139 cifra 1 CP;
7. danneggiamento
per avere
nelle circostanze di cui al punto 6 del presente
Atto di accusa,
in correità con __________,
allo scopo di commettere il furto ai danni di PC
3,
intenzionalmente danneggiato il telaio della
porta d’entrata per un danno non quantificato;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 144 cpv. 1 CP;
8. violazione
di domicilio
per essere
nelle circostanze di tempo e luogo di cui al
punto 6 del presente Atto di accusa,
in correità con __________,
allo scopo di commettere il furto ai danni di PC
3,
entrato indebitamente e contro la volontà degli
aventi diritto nell’altrui proprietà;
fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 186 CP;
9. infrazione
alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere
__________, __________, __________, __________, __________
e __________
da fine febbraio 2008 al 21 agosto 2008,
importato, detenuto e portato, senza le
necessarie autorizzazioni, armi, munizioni e accessori d’arma,
e meglio
9.1. importato
trasportandoli sul proprio veicolo Renault Espace targato __________, in
correità con __________, nel periodo fine giugno 2008 - luglio 2008, previo
acquisto a __________ da __________ e con l’intermediazione di __________, 2 pistole marca Walther cal. 7.65 Browing con numeri di serie
abrasi, 2 silenziatori amovibili da applicare alle pistole marca Walther, 40 cartucce calibro 7.65 Browing Geco, una pistola semiautomatica
marca SIG Sauer con numeri di serie abrasi, 18 cartucce calibro 9, un revolver
marca Amedeo Rossi calibro 38 special con numero di serie abraso, 14 cartucce
calibro 38 special Fiocchi;
9.2. importato, fra il febbraio e l’agosto
2008, a __________ e __________, 4 cartucce calibro 12 delle quali 2 cedute a __________
e 2 detenute presso l’appartamento di via __________ a __________;
9.3. portato, in data 23.7.2008, la pistola SIG SAUER da __________
a __________ e __________, per poi riportarla presso la residenza che condivideva
con __________ a __________;
9.4. portato, nel
periodo giugno 2008 - agosto 2008, in piùcircostanze, per le vie di __________
e __________, segnatamente a casa di PL 1 a __________ in data imprecisata, al
bar __________ di __________ il 12.8.2008 e presso il ristorante __________ di __________
il 19.8.2008, senza disporre del necessario permesso di porto d’armi, la pistola SIG SAUER, con il caricatore, carico di 8 colpi, inserito;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 33 LArm;
10. infrazione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, dal giugno
2008 al 21 agosto 2008, importato, trasportato, detenuto, venduto e offerto
della sostanza stupefacente,
e meglio
10.1. a __________,
__________ e __________, importato e detenuto, 7,5 grammi di cocaina (grado di purezza sconosciuto), sostanza in parte offerta a __________ (3 grammi) e in parte venduta a __________ (1 grammo);
10.2. a __________
e altri comuni del __________, in 5 circostanze, offerto a __________ ca. 3/4 grammi
di marijuana (tenore di THC sconosciuto),
10.3. a __________
e __________, trasportato, in correità con __________, con la propria vettura
Renault Espace targata __________, un quantitativo variante fra 57 e 65 Kg e/o comunque pari ad un valore di ca. CHF 300'000.- di marijuana (con tenore di THC variante
fra l’8,1% e il 16,1%) alfine di depositarlo presso il magazzino __________ a __________;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reati previsti:
dall’art. 19 cifra 1 LS;
11. contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, a __________,
__________, __________ e altre località del __________, dall’agosto 2007 al 19
agosto 2008, personalmente consumato, solo o con terze persone in particolare
con __________, __________ e PL 1, 2/3 grammi di cocaina (grado di purezza
sconosciuto), ca. 80 grammi di haschisch, e ca.120 grammi di marijuana;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate,
reato previsto:
dall’art. 19a LS.
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 89/2009 del 14 agosto 2009, emanato dal Procuratore
pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico .
§ L'accusato AC 1
assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 1.
§ L'avv. RC 1, rappresentante
di fiducia (GP) delle parti civili PC 2, PC 1 e PC 3.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 23 novembre 2009 dalle ore 09:30 alle ore 18:00
- martedì 24 novembre 2009 dalle ore 09:05 alle ore 17:45
- mercoledì 25 novembre 2009 dalle ore 09:35 alle ore 17:05
- giovedì 26 novembre 2009 dalle ore 09:05 alle ore 19:20
- venerdì 27 novembre 2009 dalle ore 09:00 alle
ore 17:45
A questo punto, a titolo puramente
cautelativo, con l’accordo delle Parti, e con riferimento all’art. 250 CPP:
- in luogo e vece delle
imputazioni 1 e 2 la Presidente prospetta quanto segue:
-- omicidio intenzionale consumato
e tentato
per avere, sparando contro di loro
con una pistola,
intenzionalmente ucciso __________
e tentato di uccidere PC 2,
a __________,
il 19.8.2008,
reato previsto dall’art. 111 CP in
parziale combinazione con l’art. 22 CP;
- in subordine alle imputazioni 1 e 2 la Presidente prospetta le seguenti imputazioni:
-- omicidio per negligenza,
consumato e tentato
per avere,
agendo con negligenza,
ovvero sparando contro di loro con
una pistola,
cagionato la
morte di __________ e tentato di cagionare la morte di PC 2,
a __________,
il 19.8.2008,
reato previsto dall’art. 117 CP, in
parziale combinazione con l’art. 22 CP;
- in subordine alle imputazioni 1 e 2 dell’atto di accusa la Presidente prospetta il reato di:
-- esposizione a pericolo della
vita altrui
per avere,
a __________,
il 19.8.2008,
messo senza scrupoli, sparando loro
con una pistola, in pericolo imminente la vita,
a. di __________, in conseguenza
dello sparo tosto deceduto,
b. di PC 2, che ha subito le ferite
attestate dai certificati medici in atti,
reati previsti dall’art. 129 CP;
- la Presidente prospetta solo per il caso di PC 2 l’imputazione di:
-- lesioni intenzionali gravi
per avere
intenzionalmente ferito, sparandogli a una gamba e al basso addome, PC 2,
causandogli le lesioni attestate
dai certificati medici in atti,
a __________,
il 19.8.2008,
reato previsto dall’art. 129 CP;
-- lesioni colpose gravi
per avere, agendo per negligenza,
cagionato a PC 2 le ferite
attestate nei certificati medici in atti,
a __________,
il 19.8.2008,
reato previsto dall’art. 125 cpv. 1
e 2 CP.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre innanzitutto la vita anteriore dell’accusato,
mettendo in evidenza la sua approfondita conoscenza delle armi. Riassume i
precedenti penali dell’accusato e i procedimenti disciplinari aperti nei suoi
confronti durante le carcerazioni in __________. Passa in rassegna i reati
minori dell’atto di accusa, che sono sostanzialmente ammessi. Ricorda le
circostanze della fuga dell’accusato, che non ha mai dimostrato di volersi
costituire, rimanendo latitante per due giorni e progettando di fuggire oltre
confine. Venendo ai fatti del 19.8.2008, per quanto concerne la dinamica della
sparatoria, il Procuratore pubblico, raffrontando le versioni di PC 2 e
dell’accusato con gli accertamenti della Scientifica e le risultanze peritali,
constata che nella versione della vittima si ravvisano numerose convergenze
mentre che la versione di AC 1 è priva di ogni riscontro oggettivo. La versione
dell’accusato sulla dinamica della sparatoria non è credibile e bisogna quindi
far affidamento sulla versione di PC 2, secondo cui non vi fu alcuna
colluttazione. In considerazione di ciò, bisogna concludere che vi fu dolo
diretto sia per il colpo mortale esploso contro __________ che per i colpi
sparati contro PC 2. In esito alla sua requisitoria il Procuratore pubblico
chiede la conferma dell’atto di accusa e la condanna dell’accusato a una pena
detentiva di venti anni. Postula altresì la confisca di quanto in sequestro.
§ L’avv. RC 1, rappresentante delle parti civili PC 2, PC 1
e PC 3, il quale ripercorre il curriculum vitae delle vittime
__________, un giovane di __________ che aveva tutta la vita davanti, e PC 2,
un padre di famiglia. Mette in evidenza la carriera criminale dell’accusato e
le numerose contraddizioni e bugie che contraddistinguono le sue dichiarazioni.
Si associa alla pubblica accusa per quel che concerne la colpabilità
dell’accusato. Per i risarcimenti delle parti civili rinvia all’istanza 25.11.2009
agli atti quale doc. dib. 3. Chiede la restituzione degli effetti
personali delle parti civili conformemente a quanto indicato nel verbale del
dibattimento.
§ Avv. __________, difensore di AC 1, il quale sottolinea
che i periti PE 1 e PE 2 non hanno escluso la possibilità che il primo colpo
sia stato esploso mentre la colluttazione era già in atto. Spiega come l’ipotesi
della colluttazione che inizia già prima dell’esplosione del primo colpo sia
l’unica compatibile con un avanzamento da parte di __________ così come
descritto nell’atto di accusa. Evidenzia che non vi è nessuna prova
dell’intenzionalità di uccidere da parte del suo assistito e chiede quindi che
egli venga assolto dall’imputazione di omicidio intenzionale (consumato e
tentato) e condannato per omicidio colposo e lesioni colpose gravi. Contesta
Fatti
i reati, prospettati in subordine, di esposizione a pericolo della vita altrui
e di lesioni intenzionali gravi. Contesta inoltre il punto 4.
dell’atto di accusa, non configurando una bottiglia un oggetto pericoloso e
venendo di conseguenza a cadere il reato per difetto di querela. Avuto riguardo
all’imputazione di cui al punto 5. dell’atto di accusa, nega che i fatti
descritti configurino il reato di coazione. Conclude chiedendo la condanna del
suo assistito a una pena detentiva di cinque anni. Postula in rinvio delle
parti civili al competente foro civile.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle
Parti, i seguenti
quesiti: AC
1
1. è autore
colpevole di:
1.1. omicidio
intenzionale
per avere,
nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo,
di cui al punto 1. dell’atto di accusa,
ucciso V__________?
1.2. omicidio
intenzionale, tentato
per avere,
nelle circostanze di modo, di luogo e di tempo,
di cui al punto 2. dell’atto di accusa,
tentato di uccidere PC 2?
1.2.1. in luogo e
vece dei quesiti suddetti 1.1. e 1.2. così come descritti nell’atto di accusa:
omicidio intenzionale, consumato e tentato
per avere,
sparando contro di loro con una pistola,
intenzionalmente ucciso V__________ e tentato di uccidere PC 2,
a __________,
il 19.8.2008?
1.2.2. trattasi
invece di omicidio per negligenza, consumato e tentato
per avere,
agendo con negligenza,
ovvero sparando contro di loro con una pistola,
cagionato la morte di V__________ e tentato di cagionare la
morte di PC 2,
a __________,
il 19.8.2008?
1.2.3. trattasi
invece di esposizione a pericolo della vita altrui
per avere,
a __________,
il 19.8.2008,
messo senza scrupoli, sparando loro con una
pistola, in pericolo imminente la vita:
a. di V__________, in
conseguenza dello sparo tosto deceduto,
b. di PC 2, che ha subito le ferite attestate dai
certificati medici in atti?
1.2.4. trattasi
invece solo per il caso di PC 2 di lesioni intenzionali gravi
per avere intenzionalmente ferito, sparandogli ad
una gamba ed al basso addome, PC 2,
causandogli le lesioni attestate dai certificati
medici in atti,
a __________,
il 19.8.2008?
1.2.5. trattasi
invece solo per il caso di PC 2 di lesioni colpose gravi
per avere,
agendo per negligenza,
cagionato a PC 2 le ferite attestate nei certificati medici in
atti,
a __________,
il 19.8.2008?
1.3. lesioni
semplici
per avere,
1.3.1. il mese di
maggio/giugno 2008,
a __________, presso l’EP __________,
colpendolo con una bottiglia di vetro,
cagionato una ferita lacero-contusa a PL 1?
1.3.1.1. trattasi di
reato qualificato siccome commesso usando un oggetto pericoloso?
1.3.2. il 5/6 luglio
2008, verso mezzanotte,
ad __________,
in correità con terzi,
cagionato a PC 4 le lesioni descritte nei
relativi certificati medici?
1.3.3. il 13 agosto
2008,
a __________,
in correità con __________,
cagionato a V__________ le lesioni
descritte nel relativo certificato medico?
1.4. coazione
per avere,
il 12 agosto 2008,
a __________, presso il bar __________,
usando violenza e grave minaccia, ovvero dandogli una sberla e minacciandolo
con una pistola carica, costretto PL 2 a telefonare a __________ per esortarlo
a raggiungerli immediatamente?
1.5. furto
per avere,
il 5 maggio 2008,
a __________,
in correità con __________ e __________,
per procacciarsi un indebito profitto,
sottratto, al fine di appropriarsene, mobili, quadri e altri arredi dall’abitazione
di PC 3?
1.6. danneggiamento
per avere,
in correità con __________,
nelle circostanze di tempo e luogo di cui al
punto 7. dell’atto di accusa,
danneggiato la porta d’entrata dell’abitazione di PC 3?
1.7. violazione
di domicilio
per essere,
in correità con __________,
nelle circostanze di tempo e luogo di cui al punto 8. dell’atto di accusa,
entrato indebitamente e contro la volontà degli
aventi diritto nell’altrui proprietà?
1.8. infrazione
alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere,
senza le necessarie autorizzazioni,
importato, detenuto, procurato e portato tre pistole e un revolver con i numeri
di serie abrasi, due silenziatori e diverse munizioni,
da __________ in Ticino, a __________, a __________ ed in altre località,
nel periodo febbraio 2008 - 21 agosto 2008?
1.9. infrazione
alla LF sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
da giugno 2008 al 21 agosto 2008,
importato, detenuto, offerto, venduto e trasportato le sostanze stupefacenti
descritte al punto 1.10 dell’atto di accusa?
1.10. contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato,
a __________, __________, __________ e altre località del __________,
dall’agosto 2007 al 19 agosto 2008,
consumato 2/3 grammi di cocaina, circa 80 grammi di haschisch e circa 120 grammi di marijuana?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa e nel
verbale del dibattimento?
Considerandi
2.
può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?
3.
deve un
risarcimento alle seguenti PC:
3.1
PC 2?
3.2
PC 1?
3.3
PC 3?
3.4
PC 3?
e se sì in quale misura?
4.
devono
essere ordinati la confisca rispettivamente il sequestro probatorio in tutto o
in parte di quanto in sequestro ed elencato nell’atto di accusa?
Considerato in
fatto ed in diritto
1.
AC
1.
è nato a __________ nel __________. I genitori, entrambi contadini, si sono
trasferiti in __________ quando AC 1 aveva appena quattro anni, col che egli ha
frequentato le scuole obbligatorie a __________, comune in cui la famiglia
(composta di ben nove figli) si era stabilita. Concluso il ciclo scolastico,
l’accusato ha iniziato a lavorare in un ricamificio. Pur cambiando diversi
posti di lavoro è comunque rimasto nel settore, frequentando corsi che l’hanno
portato a conseguire quattro diplomi, quale ricamatore industriale, perito
tessile, meccanico per macchinari di ricamo e “puncheur”.
Fino al 1992 ha
lavorato come dipendente. Indi si è messo in proprio aprendo il ricamificio __________
con sede in __________. L’attività è durata un paio d’anni dopodiché AC 1 ha
dovuto chiudere l’azienda siccome non redditizia.
Tornando agli anni
giovanili, si ha che, dall’età di quindici anni circa, AC 1 ha giocato al
calcio e ha imparato il kick boxing, sport che ha esercitato per anni, fino a
diventare “cintura nera”.
Nel 1981-82 ha svolto
il servizio militare. Ha chiesto ed ottenuto di essere incorporato nel __________
col che ha imparato bene l’uso delle armi. In particolare ha acquisito
conoscenza e esperienza nel montare, pulire e rimontare fucili e pistole, in
particolare mitragliatrici MF (col. 7 62, NATO), bazooka, mortai ecc..
Delle pistole quella a
lui più familiare è la Beretta 92, cal. 9x21.
Durante il periodo di
leva è diventato caposquadra e, come bersagliere assaltatore, ha trascorso
anche sei mesi in __________.
Tornato alla vita
civile, nel 1985, ha avviato una relazione con relativa convivenza con __________
che ha sposato nel 1993 dopo che, il __________, era nata la figlia __________.
AC 1 si è divorziato nel 1997. Prima dei fatti qui in giudizio, AC 1 era
tornato a frequentare la figlia, ormai diciottenne. A partire dal 1993, per lo
stile di vita che era andato assumendo, ha rotto ogni rapporto con i fratelli e
le sorelle. Risalgono verosimilmente alla fine degli anni 80 le frequentazioni
di AC 1 con ambienti malavitosi, probabilmente favoriti dal fatto che egli
aveva iniziato a consumare sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e
marijuhana. Già in __________ aveva avuto occasione di fumare haschisch.
Dopo il 2000, egli ha
diminuito il consumo di cocaina che, una volta giunto a __________, aveva
praticamente cessato, fatte salve alcune sniffate, a suo dire, del tutto
occasionali. Ha invece sempre mantenuto il vizio di fumare spinelli, e ciò
anche dopo che è venuto nel __________ nell’estate 2007. Ad ogni buon conto, AC
1, in aula, ha confermato di non essere per nulla un tossicodipendente. Anzi -a
suo dire- sniffava apposta un po’ di cocaina solo per apparire cocainomane agli
occhi degli operatori del __________ di __________ quando doveva presentarsi
davanti a loro.
Si anticipa qui che,
all’atto dell’arresto del 21.08.2008, AC 1 era negativo alle analisi
dell’alcool e positivo al THC della cannabis. Sui suoi consumi di stupefacenti
in territorio svizzero, in aula, AC 1 ha ammesso quelli indicati nell’atto
d’accusa e qualificati come ripetuta contravvenzione alla LStup. Del pari ha
ammesso di aver regalato cocaina in ragione di grammi 3 ad __________ e di
averne venduto grammi 1 a __________. A tale __________ ha regalato 3-4 grammi
di canapa, il che configura -pacificamente- ripetuta infrazione alla LStup.
Stando al casellario
giudiziale __________ in atti, AC 1 ha subito la prima incarcerazione il
15.07.1998
quando è stato arrestato per una tentata rapina in danno di __________.
Partito con
l’intenzione di commettere furto nell’abitazione del citato signore, AC 1,
colto sul fatto, per salvare la refurtiva, ha coperto di calci e pugni la
vittima. Rilasciato dopo due giorni, è poi stato condannato, l’11.04.2001, a
mesi otto di reclusione, sospesi condizionalmente, e a una multa.
Il 27.03.2002, AC 1 è
stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto d’indicazioni
sulla propria identità personale e lesione personale (reati commessi a __________
il 06.02.2001) a quattro mesi e dieci giorni, sospesi condizionalmente.
Il 24.07.2002 AC 1 è
stato condannato per bancarotta fraudolenta, commessa a __________ il
10.10.2001
Il 18.03 2000 e
l’08.05.2000, AC 1 ha minacciato il suo ex-datore di lavoro __________. Era
infatti accaduto che l’11.11.1999, AC 1, al volante di un furgone di proprietà
del datore di lavoro, era incorso in un incidente stradale nel quale aveva
riportato lievi conseguenze (in pratica la distorsione del rachide cervicale,
guaribile in 20 giorni).
Alcuni giorni dopo l’incidente
- stando a quanto si legge nella sentenza del 20.09.2005 in atti - AC 1 aveva
chiesto al __________ 20 milioni di lire a titolo di risarcimento danni. Nel
seguito, i rapporti tra AC 1 e il datore di lavoro s’erano ulteriormente
guastati, col che egli era stato licenziato.
Il 18.03.2000, vedendo
il __________ seduto in un bar di __________, AC 1 l’ha aggredito procurandogli
lesioni personali di varia natura. La mattina dell’8 maggio 2000, AC 1 ha
seguito il __________ e avvicinatosi da tergo, a sorpresa, lo ha spinto con
forza contro una vettura, proferendo minacce contro di lui se non gli avesse
versato 10 milioni di lire. Preso dalla paura, il __________ gli staccava un
assegno per tale importo.
Denunciato dal __________,
AC 1 veniva condannato il 22.09.2005, per estorsione e lesioni personali dolose
alla pena di anni cinque e mesi sei di reclusione.
Il 05.09.2002, AC 1,
con due complici, commetteva una rapina presso la Banca __________ di __________,
che fruttava ai rapinatori un bottino di Euro 86'000.-.
Tosto identificato e
arrestato, restava in carcere dal 05.09.2002 al 26.12.2002, dopodiché
trascorreva agli arresti domiciliari il periodo ricompreso tra il 27.12.2002 e
il 09.01.2003. Veniva di nuovo incarcerato nel periodo 10.01.2003 - 17.02.2003
e quindi dal 08.02.2003 al 17.07.2003 di nuovo veniva astretto al regime degli
arresti domiciliari.
Pochi giorni dopo
essere ritornato libero, ovvero il 01.08.2003, con un complice, commetteva una rapina
presso l’ufficio postale di __________, frazione di __________.
Con due fucili a canne
mozze (ritrovati dagli inquirenti dopo il fatto con il colpo in canna)
costringevano i dipendenti dell’ufficio a consegnare loro all’incirca 26'000.-
Euro.
Arrestato il
27.08
, AC 1 scontava in carcere le relative condanne fino al
17/19.09.2006, quando veniva liberato a causa del noto indulto dell’estate
2006.
Per la rapina di __________
veniva condannato, con sentenza della Corte d’appello di __________, ad anni
sei e mesi due di reclusione. Per la rapina di __________ veniva condannato,
con sentenza del 21.01.2008 della medesima Corte di appello di __________, alla
pena di anni cinque di reclusione.
Dal casellario __________
emerge un’ulteriore condanna del 25.11.2008, per esercizio arbitrario delle
proprie ragioni con violenza alle persone, a mesi uno e giorni uno di
reclusione, condanna dovuta al fatto di aver il 04.12.2006, AC 1 picchiato con
un pugno al viso tale __________ per costringerlo a pagare alla gerente di un
hotel (a sua volta debitrice nei confronti di AC 1) l’importo di Euro 500.-. Il
malcapitato __________, per paura di subire altre violenze da parte di AC 1,
lasciò __________ e visse nei boschi all’addiaccio per circa un mese. Quando fu
ritrovato era in stato confusionale, oltre che di malnutrizione.
Con decreto del
24.12.2008
il Procuratore Generale della Repubblica di __________ ha stabilito
in anni cinque, mesi uno e giorni sette la pena residua da scontare.
Il 12.05.2009 il
Ministero di giustizia __________ ha chiesto l’estradizione di AC 1 in __________
per scontare tale residuo di pena. La domanda d’estradizione è stata accolta
dalla competente Autorità svizzera con decisione del 09.09.2009, col che, si ha
che AC 1 verrà estradato in __________ dopo aver scontato la pena di cui al
presente procedimento.
Dal doc. AI 252
(certificato dei carichi pendenti) risulta che AC 1 ha in corso in __________
due ulteriori procedimenti per i quali ancora non è stato pronunciato un
verdetto definitivo.
Per finire non si può
qui non accennare al doc. all. 296 al rapporto di Polizia, ovvero al decreto
03.06.2005
emanato dal Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
di __________ che fa stato di ripetuti soprusi e violenze commessi nel 2004 e
nel 2005 da AC 1 mentre era in carcere in espiazione di pena. Tale documento,
letto in aula, viene qui dato per integralmente riprodotto.
2.
Scarcerato
-come cennato- il 17/19.09.2006, AC 1 è incorso, il 31.03.2007, a __________,
in un grave incidente della circolazione, mentre circolava, quale passeggero,
sulla vettura guidata da __________. Tosto ricoverato, per “politrauma”, presso
il Centro di rianimazione dell’ospedale di __________, operato, è stato
mantenuto per qualche tempo in coma artificiale. È stato definitivamente
dimesso il 02.08.2007 in condizioni generali e cliniche “più che discrete”, con
diagnosi di “esiti di trauma toracico ed addominale per incidente della strada
- Comizialità”.
Le crisi epilettiche,
stando alla cartella clinica in atti, non sono state causate dall’incidente di __________,
bensì sono apparse dopo un precedente evento risalente all’8.09.2003. Un
episodio di epilessia è stato accertato anche l’8.09.2008, alle 21:40, quando
già AC 1 era detenuto al Farera a motivo della sparatoria di __________.
In carcere, AC 1 è
stato altresì esaminato dal dr. __________ e dalla psicologa __________. I
relativi referti (letti al dibattimento) sono in atti, sub AI 274. Ad essi per
i dettagli si rinvia, non senza qui annotare che, a giudizio del dr. __________,
AC 1 non è afflitto da un disturbo psichiatrico maggiore pur presentando egli
“una particolare caratterialità” con tratti dissociali, narcisistici, istrionici
e paranoidi.
3.
Cresciuto
in provincia di __________ e avendo abitato per diversi anni a __________, AC 1
conosceva evidentemente il Ticino, nel quale prima del 2007, è però venuto solo
occasionalmente. Dimesso dall’ospedale il 02.08.2007, è grazie all’amicizia che
s’era instaurata tra lui e il “noto” __________ che AC 1 ha avuto l’occasione
di venire a lavorare a __________, in possesso di un permesso G per confinanti.
Dal fascicolo in atti
acquisito dal Ministero Pubblico presso la Sezione dei permessi e
dell’immigrazione (SPI), risulta che AC 1, classe __________, quale dipendente,
e __________, quale datore di lavoro, hanno congiuntamente sottoscritto il
09.08.2007
una “domanda di rilascio” di permesso G per un lavoro di
“fattorino-factotum” presso il __________ di __________, a __________, per un
salario di fr. 1'600.- mensili, con inizio dell’attività il 09.08.2007 (ovvero
contestuale all’inoltro della domanda).
Hanno prodotto copia
della carta d’identità __________ di AC 1, il certificato di residenza di
quest’ultimo a __________ e un contratto di lavoro, sottoscritto da entrambi,
datato 7.08.2007, indicante che la professione di “fattorino-factotum” era “a
metà tempo, grado di occupazione 50%”. Il contratto era della durata di un
anno, rinnovabile, con periodo di prova di 3 mesi.
Come inizio
dell’attività veniva indicata la data del 09.09.2007 e lo stipendio era
di fr. 1'600.- mensili.
Il 20.08.2007 AC 1 è
stato controllato dalle guardie di confine al valico di __________. Siccome non
potè esibire un permesso di lavoro, il CGCF ha segnalato il caso alle
competenti autorità, in particolare alle autorità cantonali in materia di
stranieri.
Il 27.08.2007 a AC 1 è
stato rilasciato il permesso per confinanti G, valido fino all’08.09.2012.
Quale data d’entrata nel documento di cui all’incarto SPI è indicata quella del
09.09.2007
Non risulta che sia
stata approfondita la discrepanza tra la data di inizio dell’attività indicata
nella domanda (09.08.2007) e quella indicata nel contratto (09.09.2007).
In aula, AC 1 ha
dichiarato che ad occuparsi delle pratiche per l’ottenimento del citato
permesso per confinanti fu, per incarico del __________ (per il quale sbrigava
le questione amministrative e contabili) __________, ovvero la donna che,
qualche mese dopo, si prese da AC 1, (nelle circostanze di cui si dirà in
seguito) una sberla che la fece ruzzolare a terra.
In aula AC 1 ha
altresì spiegato che il suo lavoro presso il __________ di nuova apertura
consisteva nel venire egli, di primo mattino, da __________ a __________. Qui
giunto AC 1 si recava presso l’omonimo __________ con il quale __________ aveva
stipulato un contratto in franchising, dove AC 1 ritirava il pesce già lavorato
e lo portava, verso le 11:00, nel negozio di __________, dove veniva rivenduto
da lui e da __________.
L’invenduto, AC 1 lo
riportava il giorno successivo a __________ dove ritirava il pesce fresco. Il
negozio di __________, sito in via __________, era in pratica situato a due
passi dalla __________ gestita da __________, padre di __________. AC 1 e la __________
(che in certi periodi lavorava come cameriera nel ristorante del padre) si
conobbero nel gennaio 2008, proprio grazie alla vicinanza dei rispettivi posti
di lavoro.
L’attività di __________
non è mai veramente decollata, nel senso che le entrate non coprivano i costi.
Non si è potuto
accertare con precisione quando l’attività è cessata formalmente. Certo è che, nel
corso dell’aprile 2008, AC 1, anche per dissapori intervenuti tra lui e __________,
ha smesso di lavorare presso il __________ di via __________.
Cionondimeno, avendo
conosciuto nel gennaio 2008 la __________ e avendo avviato con lei, il
15.02.2008
una convivenza nell’appartamento da lei occupato in via __________ a
__________, AC 1 non aveva nessuna intenzione di lasciare il Ticino. Si è
quindi adoperato personalmente per sistemare il suo statuto di straniero,
inoltrando al competente ufficio un’istanza per l’ottenimento del permesso di
dimora B.
Copia della domanda è
in atti sub AI 13. Essa è datata 06.05.2008 e figura essere stata firmata da __________
e da AC 1. Il posto di lavoro indicato è sempre quello di “fattorino/factotum”
presso il __________ di via __________ a __________.
La retribuzione è
indicata in fr. 3'600.- (ma qualcuno ha corretto a penna la prima cifra -che
era un 1- in 3). Alla domanda figurano essere stati allegati il libretto G,
copia della carta d’identità, del contratto di lavoro e del contratto di
locazione.
Diversamente da quello
di data 07.08.2007 (usato per ottenere il permesso G), il “contratto o accordo
di lavoro” (allegato alla domanda 06.05.2008) è un formulario prestampato
riempito a mano. È firmato da __________ e da AC 1 ed è datato 07.08.2007
(sic!). In esso sono crociate tanto la casella “a metà tempo”, quanto la
casella “grado di occupazione” con l’aggiunta “100%”.
Quale inizio
dell’attività è indicato l’08.08.2007 e il salario mensile di fr. 3'600.- è manifestamente
stato scritto dopo aver “sbianchettato” l’importo che vi figurava in origine.
Di tutta evidenza, AC
1.
(quanto al ruolo di __________ nulla è noto a questa Corte) ha allegato alla
domanda 06.05.2008 un (diverso) esemplare del contratto dell’agosto 2007, correggendolo
in taluni punti. Per lui si trattava di sottacere all’Autorità che il suo
rapporto di lavoro con __________, al 06.05.2008, era terminato e che nessun
nuovo contratto di lavoro era in essere. AC 1 ha quindi prodotto all’Autorità
un esemplare del contratto del 2007, nell’intento di provare in un qualche modo
che invece egli continuava ad avere un’attività in Ticino e non solo al 50%,
bensì a tempo pieno.
L’intento ingannevole
di AC 1 è evidente, specie se si considera che anche il luogo di residenza da
lui indicato era inveritiero. Il contratto di locazione prodotto era infatti
solo formalmente corretto, stante che -come è stato accertato al dibattimento-
AC 1 abitava a __________ già dal 15.02.2008.
Non ha mai avuto
l’intenzione di stabilirsi a __________, tant’è che l’appartamento ivi locato l’ho
da subito subaffittato ad __________ ed alla di lui convivente per fr. 800.- al
mese, perdendo cioè fr. 400.- al mese. Certo è che per AC 1 il santo valeva
comunque la candela. Per lui prioritario era il poter disporre del permesso B,
così da poter vivere stabilmente con la __________ in Ticino e così da potersi contemporaneamente
muovere in tutta libertà tra il __________ e le province __________ di __________,
__________ e __________, intensificando la frequentazione di vecchi e nuovi
amici.
4.
Avuto
riguardo alla situazione finanziaria di AC 1 dopo che è arrivato in Ticino, si
ha che egli non ha avuto altre entrate oltre a quelle costituite dello
stipendio di fr. 1'600.- che gli ha per alcuni mesi versato il __________. Dal
marzo - aprile 2008 non ha più avuto entrate. Nondimeno -come risulta
dall’estratto del suo conto __________ co. __________- egli, di tanto in tanto,
eseguiva versamenti per contanti sul proprio conto, così da finanziare i prelievi
che poi faceva.
Dove egli prendesse la
liquidità che ha versato in conto non è dato sapere. In aula AC 1 ha negato di
aver tratto guadagni dal commercio di cocaina e/o di canapa. Di più
sull’origine degli averi con i quali si è mantenuto dopo che ha smesso di
lavorare, non è stato dato di sapere.
Certo è che a __________,
fino all’agosto 2008, non ha avuto esecuzioni per debiti. Contribuiva alle
spese di casa, pagava di tasca sua i fr. 400.- mensili residui per
l’appartamento di __________ che __________ non poteva pagare e, almeno fino al
giugno 2008, ha pagato le rate di fr. 534.25 mensili per il leasing di una
Renault Espace che aveva immatricolato in Ticino.
Certo è -altresì- che AC
1.
disponeva (in __________ o altrove) nell’estate 2008 di mezzi finanziari che
ha sottaciuto di avere quando ha chiesto l’assistenza giudiziaria. Prova ne è
che, benché ufficialmente privo di redditi, nell’estate 2008, era intenzionato
ad aprire ad __________ un negozio di __________ per conto suo (per avviare il
quale occorreva, per forza di cose, avere da parte un qualche “risparmio”).
5.
Prima
di passare in rassegna i fatti che sono alla base delle imputazioni mosse a AC
1.
nell’atto d’accusa, è qui d’uopo anticipare alcune circostanze della vita di __________
e delle vittime __________ e PC 2.
Risulta dagli atti che
__________ è nata a __________ il __________. Dal 1999 al 2003-2004 circa, essa
è stata la compagna di __________, nato a __________ il __________, di fatto
cresciuto a __________, dove è giunto con la famiglia all’età di appena __________
anni.
Dopo che la loro
relazione sentimentale è cessata, i due hanno continuato a frequentarsi.
Tra il 2005 e il 2008
la __________ ha intrattenuto una relazione amorosa con __________. Benché __________
fosse ancora legato a lei, mai le procurò fastidi per via di tale sua nuova
convivenza. Lasciato il __________, per non rientrare al domicilio con i genitori,
la __________ ha preso in affitto un appartamento con __________ a __________
in Via __________. In pratica dividevano le spese. A dire della __________, a
causa delle precarie condizioni finanziarie di __________, fu lei ad assumersi
la maggior parte delle spese, per la locazione ma anche per alcuni mobili
acquistati. In totale, tra l’ottobre 2007 e il gennaio 2008, la __________ ha
asserito di aver anticipato ad __________ all’incirca fr. 5'000.-. Convissero
nello stesso appartamento per circa due mesi senza, nondimeno, che il loro
rapporto tornasse ad essere di natura sentimentale. In dicembre, la nonna
paterna della __________ dovette essere ricoverata in una casa per anziani, col
che la nipote andò a vivere nell’appartamento di lei, in via __________ a __________.
In gennaio, la __________ conobbe AC 1 e -come già cennato- il 15.02.2008 lo
prese in casa con sé.
Tra __________ e __________
vi furono incontri anche dopo che la donna si recò ad abitare a __________,
specialmente a causa del debito di __________ verso di lei. In un’occasione, fu
AC 1 a recarsi a __________ ad incassare la somma di fr. 300.- (o di fr. 500.-,
non è ben chiaro) di pertinenza della __________.
Nell’imminenza del
festival di __________ (tenutosi tra il 06.08 e il 16.08.2008), __________
concordò con la __________ e il di lei padre che avrebbe lavorato presso la __________
per scalare il suo debito.
In effetti __________ lavorò
nel locale -per quanto noto- dal 6 al 12 agosto 2008 (anche se non continuativamente).
La sera del 12 agosto, __________ e la __________ ebbero una discussione e il
giovane decise di lasciare il lavoro. Di ciò che accadde il 13.08.2008 si dirà
nel seguito.
Di __________ si è già
detto che si è trasferito dalla __________ in Ticino insieme alla sua famiglia
nel __________ circa. Aveva un fratello maggiore, PC 2 nato nel __________, un
fratello minore, PC 3, e una sorella, __________, perita tragicamente in un
incidente stradale in __________ nel __________.
La madre è morta nel __________
e il padre, PC 1, invalido, si è poi risposato. __________ non ha concluso una
formazione professionale col che ha fatto durante la sua vita vari lavori, (come
barman, magazziniere, autista, aiuto-giardiniere). Negli anni aveva accumulato
diversi debiti e all’atto della morte è risultato aver 28 esecuzioni pendenti
per fr. 27'000.- circa e ACB per complessivi fr. 52'609.65.
All’atto della morte, __________
è risultato essere positivo al THC e alla cocaina. Gli amici hanno descritto __________
come un giovane estroverso, sincero e intraprendente, buono e generoso.
PC 2 ha pure
frequentato la scuole in Ticino, a __________ e a __________. Per quattro anni
ha frequentato il tirocinio di metalcostruttore, che non ha terminato. A __________
anni già era sposato con una connazionale.
Nel __________ e nel __________
è diventato padre di due bambine. Nel __________ si è trasferito nel Canton __________
perché ivi vive la famiglia della moglie. All’atto dei fatti di __________
anche la situazione finanziaria di PC 2 era assai precaria. La moglie, malata,
è a carico dell’AI.
Anche a carico di PC 2
v’erano in quel luglio 2008 pendenti numerose esecuzioni ed emanati diversi
attestati di carenza beni.
Nel luglio 2007, PC 2
non lavorava. Il 17/18 luglio partì con la famiglia in vacanza in __________.
Tornò il 17 agosto 2008, fermandosi qualche giorno a __________ (presso __________)
e a __________ presso il padre. Non fosse successa la sparatoria, il 20 agosto
2008.
sarebbe ripartito, con la famiglia, per il Canton __________.
6.
Come
emerge dal rapporto di Polizia AI 278, a p. 17, e come peraltro ha confermato
lo stesso AC 1 al dibattimento, la natura violenta di lui si è ben presto
manifestata anche in Ticino.
Le prime violenze non
sono state denunciate alla Polizia, col che esse sono emerse solo nel corso
dell’approfondita inchiesta esperita dopo la sparatoria di __________.
In realtà, già
nell’agosto del 2007, avendo AC 1 incontrato per caso, a __________, tale __________
(col quale aveva, a suo giudizio, delle “questioni in sospeso” sin dall’ottobre
2006-marzo 2007) gli si è avvicinato, l’ha invitato a uscire dal veicolo nel
quale si trovava e, al di lui diniego, l’ha colpito con una scarica di pugni in
faccia, dopodiché si è allontanato.
Venutogli in mente di
aver sentito che il padre di __________ era un “boss”, AC 1 ritornava sui suoi
passi e di nuovo colpiva il malcapitato con una seconda “scarica” di pugni,
tanto per dimostrare che egli non aveva paura nemmeno del figlio di un “boss”.
La compagna di __________, ovvero __________ (che AC 1 già conosceva da __________
per aver soggiornato nel di lei hotel e che si è occupata, nell’estate 2007, per
conto del __________ di risolvere questioni amministrative e contabili), tosto
che seppe che AC 1 aveva picchiato il __________, si recò nel negozio di via __________
per esprimere il suo disappunto. AC 1 la fece uscire dal locale per
“discutere”. Incurante del fatto che la donna voleva recarsi in Polizia per
denunciarlo, egli, strada facendo, la colpì con una sberla facendola ruzzolare
a terra.
Né __________ né la __________
hanno più sporto querela. Nel 2007, altre “prepotenze” del genere non sono
emerse. Di contro -come già cennato- durante la sua permanenza a __________, AC
1, oltre a coltivare “vecchie” amicizie, ne ha fatte di “nuove”. Tra le altre
quella con tale __________, detto __________, attivo nel commercio illegale
della canapa. __________ che, all’atto dell’arresto del 21 agosto 2008, è stato
trovato in possesso di una sessantina di Kg di canapa (oltre che di fr.
300'000.- verosimilmente provento di precedenti illeciti commerci), aveva
trattato (in correità con tali PL 2 e __________) l’acquisto all’ingrosso di
tale sostanza con un non meglio noto cittadino olandese che gliel’aveva
recapitata fino a __________.
AC 1, a suo dire,
avrebbe saputo solo nel giugno 2008 che l’amico __________ custodiva al
domicilio di __________ un ingente quantitativo di canapa, e meglio l’avrebbe
saputo solo quando __________ gli chiese di aiutarlo nel trasporto della
sostanza da __________ a __________ (dove disponeva di un altro magazzino),
trasporto per il quale AC 1 si prestò, mettendo a disposizione la sua auto.
Comecchessia è da
ritenere che AC 1 avesse capito anche prima quale fosse l’attività di __________
e di quali mezzi vivesse, non fosse altro perché gli spinelli che
quotidianamente fumava gli venivano da lui.
Nel novero dei
“vecchi” amici di AC 1 vi era __________, persona che nel 2008 versava sicuramente
in difficile condizione finanziaria, per cui era disponibile ad attivarsi su
vari fronti delittuosi pur di “spuntare” un po’ di soldi. __________, in
particolare, conosceva PC 3, persona di famiglia benestante, domiciliato a __________.
__________ era stato in casa del PC 3, ove aveva avuto modo di osservare quadri,
suppellettili e altri arredi di pregio. Tra l’aprile e l’inizio di maggio 2007,
__________, insieme a certo __________ ha discusso con AC 1 un piano inteso a
derubare il PC 3 di tali oggetti di valore, piano al quale AC 1 ha dato subito
adesione in quanto aveva un suo “conto” da regolare con PC 3. Come ha
confermato in aula, AC 1 imputava a PC 3 di avere, in occasione di un controllo
stradale fatto dalla Polizia all’auto su cui viaggiavano __________ e lo stesso
PC 3, tenuto un atteggiamento che portò la Polizia a scoprire che il __________
circolava senza licenza di condurre. Per questo motivo, AC 1 accettò subito
l’idea di __________ di derubare PC 3, per “fargliela pagare”. Sta di fatto che
__________, AC 1 e __________ misero in atto un piano che prevedeva che __________,
con un pretesto, trattenesse PC 3 a dormire nella sua abitazione di __________,
di guisa che AC 1 e __________ potessero, indisturbati, eseguire materialmente
il furto. Ciò che fu realizzato la notte sul 6 maggio 2008, nei modi
dettagliatamente descritti nell’atto d’accusa, al punto 6.. AC 1 si procurò un
furgone da tale PL 1 (di cui si dirà ancora nel seguito). Avuto il “via libera”
da __________, AC 1 e __________, previo scasso, entrarono nell’abitazione di PC
3.
e asportarono refurtiva per un valore denunciato di ca. fr. 200'000.-.
La caricarono sul
furgone e la nascosero nel magazzino che __________ aveva a __________.
Il giorno 07.05.2008, __________
e AC 1 si recarono a __________ a fotografare la refurtiva (la data è certa in
quanto essi sono “incappati” in un radar che li ha entrambi “fotografati”). Nei
giorni successivi, con più viaggi, AC 1 trasportò la refurtiva dapprima a __________,
depositandola nel magazzino di tale __________, e poi a __________, dove in
parte fu venduta. Colmo dei colmi, parte della refurtiva fu offerta al
proprietario PC 3 ove avesse pagato per essa (che era “roba sua”) ai ladri, fr.
100'000.-! Un agire da veri e propri sciacalli!
AC 1, per aver
eseguito materialmente il furto e per aver curato i descritti trasporti,
dichiara di esser stato ricompensato con soli euro 2'300.-. Pacifiche e non
contestate in aula, le imputazioni di cui ai punti 6., 7. e 8. dell’atto
d’accusa hanno quindi da essere in toto confermate.
7.
I
rapporti tra AC 1 e __________ (risalenti al 1997/98) sono continuati anche
dopo il descritto furto in danno di PC 3.
Stante che AC 1 e __________,
nel corso del maggio/giugno 2008, sono più volte venuti in discorso circa il
comune desiderio di comprare delle armi, AC 1 sostiene di aver manifestato ad __________
tale proposito. __________ si è, a sua volta, attivato, rivolgendosi a tale __________,
ovvero alla persona che si è poi affettivamente rivelata in grado di offrire a AC
1.
e a __________ quanto desideravano.
A dire di AC 1, insieme
a __________, si è recato all’incirca tre volte a __________, in provincia di __________,
da __________. Nella prima occasione (all’incirca a fine giugno/inizio luglio
2008), __________ mostrò e offrì loro due pistole, ovvero la Sig Sauer
semiautomatica (di cui si dirà meglio in appresso) con diciotto (in realtà 25) proiettili
sciolti, al prezzo di euro 1'700.-, e una seconda pistola che a __________ non
piacque perché preferiva un revolver. La Sig Sauer aveva i numeri di serie
abrasi. AC 1 fu da subito ad essa interessato. Sennonché, a suo dire, non potè
acquistarla quello stesso giorno perché non aveva seco sufficiente contante. La
acquistò tuttavia alcuni giorni dopo (con i colpi e due caricatori) allorquando
tornò a __________ insieme allo __________, il quale comprò per se un revolver a
canna corta (sequestrato dalla Polizia, insieme ad altre armi, in occasione
della perquisizione effettuata in casa di __________ il 21 agosto 2008 e nei
giorni successivi).
AC 1, nei suoi verbali,
ha dichiarato di aver acquistato la Sig Sauer perché aveva “la fissa di disporne
di una” e anche perché voleva “sparare ai cinghiali” (sic!).
In una terza
occasione, sempre a __________, in presenza di AC 1, __________, tramite il
solito __________, fornì a __________ due pistole Walther cal. 7.65 Browning
(pure con i numeri di serie abrasi), munite di due silenziatori e dei relativi
proiettili.
Tutte le citate armi
sono state -pacificamente- senza autorizzazione importate in Ticino da AC 1 e
da __________, passando per il valico di __________.
Altresì pacifico è che
AC 1 ha, senza autorizzazione, detenuto e portato la Sig Sauer fuori e dentro
lo stabile di via __________ di __________, in più occasioni, in particolare il
23.07.2008
quando, insieme alla __________, si recò a __________ (in provincia
di __________) dove entrambi provarono l’arma sparando un colpo ciascuno, al bar
__________ di __________ il 12.08.2008 e ancora il 19.08.2008 (giorno della
sparatoria), quando nel tardo pomeriggio AC 1 si recò, con l’arma, all’hotel __________
di __________.
Aldilà delle ripetute
infrazioni alla LF sulle armi imputate a AC 1 al punto 9. dell’atto d’accusa (che
sono, di tutta evidenza, da confermare), non v’è chi non veda come AC 1, già
esperto di armi sin dai tempi del servizio militare, altresì appassionato di
armi per tutto il corso della sua vita, abbia dopo l’acquisto della Sig Sauer
in questione a più riprese familiarizzato con la stessa, arrivando a conoscerla
perfettamente (fatto che non ha negato in aula). Con essa amava giocherellare
più che col telefonino. L’ha portata appresso in diverse occasioni. Ne
conosceva bene il funzionamento, tanto che l’aveva spiegato più volte a __________,
al punto da recarsi con lei a __________, il 23.07.2008, per provarla, tirando
lui un colpo e lasciandone tirare uno a lei, non senza averla prima resa attenta
a gestire il “rinculo” e, dicendole che, se voleva colpire qualcosa, doveva
“mirare più in basso, perché poi sparando si alza” (cfr. verbale di __________
del 27.08.2008, all. 75 al rapporto di Polizia, AI 278, p. 9).
Della Sig Sauer usata
da AC 1 nella sparatoria qui in giudizio è d’uopo qui anticipare taluni
accertamenti effettuati dalla Polizia, a partire dal rapporto 26.11.2008 (AI
125), letto al dibattimento, nel quale si legge quanto segue:
“
In merito alla pistola SIG P225, sequestrata al
rubricato ed utilizzata nel corso della sparatoria di __________, abbiamo
proceduto alla verifica dell’oggetto, in quanto sulla stessa è stata trovata
l’incisione che rappresenta la bandiera del Canton __________.
Sulla scorta di questa indicazione ci si è
rivolti al comando di polizia confederato per avere informazioni su questo tipo
di arma.
Premettendo
che non è stato possibile risalire ai numeri di serie dell’arma, poiché gli
stessi sono stati abrasi in profondità, la risposta fornitaci dai colleghi, la
possiamo così riassumere:
- si tratta di un’arma di servizio in dotazione
alla polizia cantonale di __________
- di questo modello, circa 500-600 pezzi sono
stati acquistati dagli agenti che sono andati in pensione
Pertanto le armi vendute agli agenti, sono
soggette alla libera vendita tra privati ed essere rimesse in commercio. Senza
numeri di serie è verosimilmente impossibile risalire all’ultimo proprietario o
rispettivamente al primo acquirente.
Osservazioni:
- Dalle attuali armi in dotazione a personale in
servizio, il Comando di __________ non ha registrato nessun furto.”
Sempre in relazione a
detta arma, la Polizia scientifica del Cantone Ticino, nel rapporto AI 230, sub
7.
- ha fornito i seguenti dati tecnici:
“
… In data 21.08.2008 verso le ore 2200 a __________
in zona __________, veniva tratto in arresto AC 1.
Lo stesso veniva trovato in possesso di una
pistola (reperto A1), meglio descritta nella scheda tecnica seguente, contenuta
in un borsello (reperto A2) che portava a tracolla.
Marca:
SIG
Tipo:
pistola semiautomatica
Modello
P 225
Calibro:
9.
mm Parabellum
Caricatore:
monofilare inserito nell’impugnatura
No. Cartucce:
8.
+ 1
Dati balistici:
caratteristici della cartuccia impiegata
Lunghezza complessiva:
180.
mm
Lunghezza linea di mira:
145.
mm
Lunghezza canna:
98.
mm
Rigatura: numero righe
direzione
passo
6.
D
250.
mm
Peso arma scarica:
820.
g.
L’arma in oggetto (vedi foto 76 e 77) presenta il
numero di serie cancellato mediante asportazione di materiale (foratura). Si
tratta di una pistola con funzionamento in doppia azione, ciò significa che è
possibile sparare sia con il cane “disarmato” semplicemente tirando il
grilletto, sia “armando il cane”. Questa azione determina un arretramento del
grilletto e la diminuzione della forza necessaria per provocare la partenza del
colpo.
Questa pistola non dispone di alcuna sicurezza
manuale, quindi inserendo il caricatore ed effettuando il “movimento di
carica”, l’arma è pronta al tiro.
Allo scopo di determinare la forza necessaria per
azionare il grilletto, abbiamo utilizzato un dinamometro digitale Lyman con il
quale abbiamo effettuato 10 misurazioni in doppia azione.
I risultati ottenuti, ricopiati dal protocollo di
accertamenti tecnici (vedi allegato 5) sono riportati nella tabella
seguente:
Doppia azione (valori espressi in
Kgf)
6.04
5.92
5.76
5.54
5.84
6.10
5.78
5.86
5.88
5.95
Valore minimo
5.54
Valore massimo
6.10
Valore medio
5.86
Singola azione (valori espressi in
Kgf)
2.41
2.14
2.17
2.39
2.27
2.20
2.40
2.31
2.25
2.21
Valore minimo
2.14
Valore massimo
2.41
Valore medio
2.27
Per determinare con precisione i dati relativi
alla velocità del proiettile abbiamo provveduto ad eseguire 5 tiri di prova con
l’ausilio di un velocimentro ProChrono Plus in nostra dotazione. I tiri sono
stati eseguiti mantenendo la volata della canna dell’arma ad una distanza di
2.5
metri dall’apparecchio, in modo tale da evitare qualsiasi errore dovuto a
particelle di polvere incombusta o qualsivoglia altra interferenza sul
risultato e sulla precisione delle misurazioni eseguite. L’arma è stata provata
utilizzando la munizione contenuta nel caricatore.
Precisiamo che trattasi di munizione ricaricata
utilizzando bossoli in calibro 9x21 accorciati a 9x19, con proiettile ogivale
completamente blindato del peso di 8 g. (vedi foto 78 e 79) [recte 81 e 82].
I
risultati ottenuti sono riportati nella tabella seguente:
Velocità proiettile (V2.5) in m/s.
Misurazioni effettuate con velocimetro ProChrono Plus
306.
306.
302.
309.
311.
Velocità massima
311.
Velocità minima
302.
Velocità media
307.
Al fine di determinare una distanza di tiro,
almeno approssimativa, abbiamo provveduto ad effettuare delle prove di tiro
sparando alcuni colpi con l’arma in esame, utilizzando cartucce commerciali
GECO in calibro 9 parabellum, su cartoncini bianchi, archiviati a disposizione.
Questo permette di avere una visione abbastanza precisa dei residui di polvere
che si depositano attorno all’orletto di detersione. Logicamente aumentando la
distanza di tiro diminuiscono questi residui sino a non essere più presenti.
Nel caso specifico abbiamo provveduto ad
effettuare tiri da 10 cm fino ad una distanza di 1 metro. Attraverso questi
riscontri abbiamo potuto valutare che i colpi esplosi da AC 1 e che hanno
colpito le vittime V__________ (al petto) e PC 2 (al ventre, rispettivamente alla gamba
sinistra), sono stati tutti esplosi da una distanza uguale o superiore ai 70/80
cm. In effetti i residui di tiro visibili senza esami particolari attorno
all’orletto di detersione a distanze inferiori a quelle citate sono
sensibilmente maggiori di quelle rilevate sugli indumenti delle vittime.
Precisiamo che una prova di questo tipo ha un
valore indicativo, anche se riteniamo di non distanziarci molto dalla realtà.
Il fatto poi di aver impiegato una munizione commerciale al posto di quella
ricaricata utilizzata dal AC 1 (non dispondendone a sufficienza) non dovrebbe
influire in modo determinante sul risultato.
…omissis… omissis…
Con l’arma in questione sono state sparate delle
cartucce di comparazione trasmesse al WFD di Zurigo (vedi allegato 13) e
ai RIS di Parma (vedi allegato 14) per le ricerche nelle banche dati di
loro competenza. Tali ricerche hanno dato esito negativo come descritto nei
relativi rapporti trasmessi separatamente e qui annessi (vedi allegati 15 e
16)”.
8.
Secondo
la Pubblica Accusa, in data imprecisata del maggio-giugno 2007, AC 1 ha commesso
il reato di lesioni intenzionali semplici qualificate (siccome commesse usando
un oggetto pericoloso) in danno di PL 1 (cfr atto d’accusa, imputazione 4).
Al riguardo, in esito
a precedenti dichiarazioni rese nei verbali predibattimentali, AC 1, in aula,
ha dato atto che, in seguito ad una discussione insorta tra PL 1 e __________
cui partecipò il AC 1, mentre si trovavano tutti e tre in un bar di __________,
avendo pronunciato PL 1 una frase contro il figlio di __________, frase che a AC
1.
non piacque e che lo fece arrabbiare, quest’ultimo prese dal tavolo una
bottiglia di acqua minerale di vetro (di quelle da mezzo litro) e con quella
colpì sulla fronte PL 1. La bottiglia si ruppe provocando un taglio in fronte
alla vittima, taglio che sanguinò. E poiché PL 1, alzatosi ebbe a reagire
dandogli dello scemo, il AC 1 prese dal tavolo un coltello e con quello in mano
gli si avvicinò invitandolo a uscire che gli avrebbe mostrato chi era lo scemo.
Altre persone nel bar soccorsero PL 1 tamponandogli la ferita con un
asciugamano. PL 1 non si recò dal medico né sporse querela contro AC 1,
nondimeno l’imputazione contro quest’ultimo può essere ritenuta stante che la
ferita sanguinante in fronte è pacifica ed è pure accertato che AC 1 usò la
bottiglia di vetro alla stregua di un arma. Il fatto che la spaccò in fronte ad
PL 1 fa stato della particolare intensità con la quale lo colpì (cfr. DTF 101
IV 285 e ss.).
9.
Anche
l’imputazione di lesioni semplici intenzionali inflitte a PC 4 va confermata (cfr.
atto d’accusa, punto 3.1.).
Al pestaggio del PC 4,
AC 1 è pervenuto dopo che seppe dalla __________ che v’era un uomo -il PC 4 per
l’appunto- che le faceva la corte, mandandole degli SMS. Procuratosi il PC 4,
in un qualche modo, il numero di natel di lei, prese a mandarle messaggi in cui
le diceva “ciao occhi belli” e altre tenere frasi del genere. In un messaggio
egli -forse per far colpo su di lei- le scrisse di essere un agente (segreto)
del SISDE.
Sta di fatto che, come
AC 1 seppe di questo ammiratore della “sua” donna, fu preso da gelosia e decise
che occorreva dare una lezione all’importuno.
Con la __________, con
un’amica di lei (tale __________) e con lo __________, concordarono di tendere
una “trappola” al PC 4. Dapprima __________ gli fissò un appuntamento per la
sera di sabato 5 luglio 2008, presso il porto patriziale di __________. Indi si
recarono a cena tutti e quattro in attesa dell’ora prestabilita.
Il PC 4, dal canto
suo, profittando dell’assenza della moglie che era in vacanza, nulla
sospettando, si mise tutto elegante indossando il vestito del matrimonio.
All’ora convenuta, si diresse verso il luogo dell’appuntamento. Come ai
precedenti accordi presi, la __________ si avviò pure verso il luogo
dell’appuntamento, non da sola, bensì accompagnata dalla __________. L’accordo
era che AC 1 e __________ le avrebbero incrociate di lì a poco, dopodiché avrebbero
dato al PC 4 la “lezione che si meritava”. Le cose andarono secondo i loro piani.
PC 4 incontrò le due donne e si unì a loro credendo che si andasse a congedare
la __________, invece, poco oltre, si trovò aggredito dal AC 1 che lo colpì
violentemente con sberle e pugni. PC 4 cadde a terra e AC 1 continuò a colpirlo
fintanto che sbollì la sua rabbia. Smise di picchiarlo solo perché “anche il PC
4.
aveva un figlio”. __________ non intervenne nel pestaggio, restando a lato a
guardare e tenendo in mano, per ogni evenienza, una catena.
Delle lesioni patite
da PC 4 fa stato il certificato medico in atti che attesta plurime ferite lacero
contuse ed ematomi soprattutto al volto.
AC 1 picchiò il PC 4
talmente con violenza che, a suo dire, nel seguito, gli si gonfiò il dorso di
una mano.
10.
L’atto
d’accusa, al punto 5., imputa a AC 1 di avere il martedì 12 agosto 2008, presso
il bar __________ di __________, commesso coazione in danno di PL 2,
costringendolo con una sberla e puntandogli la Sig al torace, a chiamare al
telefono __________ per esortarlo a raggiungerli immediatamente presso il
citato bar.
PL 2 e __________ erano
le persone cointeressate con __________ nel traffico di circa 60 kg di
marjhuana cui già si è cennato.
Per quanto accertato
in aula, è accaduto che __________ si era prefisso di impadronirsi della droga
e di estromettere dall’affare lo PL 2 e lo __________. All’uopo avrebbe detto a
AC 1 che bisognava incolparli del furto della canapa, quando invece era stato __________
a impadronirsene e a occultarla, trasportandola con AC 1 a __________.
Il 12 agosto 2008 AC 1
e __________, al bar __________, misero in atto la sceneggiata, accusando del
furto della canapa lo PL 2 e lo __________. Già che c’era, AC 1 incolpò PL 2
anche del furto di (asseritamente suoi) “diamanti” (in realtà mai esistiti).
Per rendere più reale la minaccia, AC 1 diede una sberla a PL 2 e gli mostrò la
pistola da sopra il tavolo. Indi disse a PL 2 di chiamare al telefono lo __________,
cosa che lo PL 2 fece. Fu poi AC 1 a parlare con __________, ingiungendogli di
venire pure lui al bar, cosa che __________ eseguì. PL 2 non ha interposto
querela contro AC 1 nel termine di tre mesi, né per vie di fatto, né per
minaccia, né per altro titolo di reato, per il che, emerso l’episodio durante
l’istruttoria che conseguì alla sparatoria di __________, la Pubblica Accusa ha
“vestito” da “coazione” il comportamento di AC 1. In realtà -come ha
sottolineato il Difensore- l’atto ingiuntivo (chiamare al telefono __________)
è di poco spessore. Ove vi fosse stata tempestiva querela, i comportamenti di AC
1.
avrebbero pacificamente integrato gli estremi delle vie di fatto e della
minaccia. Così come configurata l’imputazione ha quindi da essere abbandonata e
da essa AC 1 va prosciolto.
11.
Al
punto 3.2., l’atto d’accusa imputa a AC 1 di avere, il mercoledì 13.08.2008,
agendo in correità con __________, commesso lesioni intenzionali semplici in
danno di __________.
Al riguardo si osserva
che, dopo l’accaduto, __________ si è recato, prima ancora che al Pronto
Soccorso, in polizia a sporgere denuncia.
Ivi è stato subito
interrogato. In sede di verbale __________ ha mostrato all’interrogante,
caporale __________, il proprio cellulare sul quale figurava l’ora delle
insistenti telefonate fattegli da AC 1 in mattinata, alle 8.30, alle 9.42, alle
12.30
e infine quella (a cui __________ ha dato risposta) delle 12.42.
Secondo __________, AC
1.
aveva fretta di incontrarlo, ma egli gli disse di esser libero dal lavoro
solo dopo le 17.00.
In realtà, verso le
13.
, mentre stava raggiungendo il posto di lavoro (presso il garage __________
di __________), __________ ebbe a notare il AC 1, insieme a uno sconosciuto,
transitare in auto sulla strada. Come lo videro, essi avrebbero bloccato
l’auto. Scesi, si sarebbero diretti verso di lui. Di corsa __________ avrebbe
attraversato la strada cercando rifugio dentro l’ufficio del garage __________,
ma tosto che uscì, sarebbe stato aggredito, con un pugno al viso, dallo sconosciuto,
pugno che lo avrebbe fatto cadere a terra. A quel momento anche AC 1 gli
avrebbe dato “pugni e calci” in faccia e sul corpo.
Il giorno successivo,
il caporale __________ ha interrogato AC 1, inoltrando il suo rapporto
d’inchiesta già il 14.08.2008.
In detto rapporto il
caporale ha denunciato solo AC 1, stante che quest’ultimo si è rifiutato di
fare il nome della persona che era con lui, asseritamente un amico che non
voleva coinvolgere in storie che non lo riguardavano, benché, per finire, a
dire di AC 1, sarebbe stato __________ a colpirlo con un pugno, dopodiché
l’amico avrebbe colpito __________ con pugni fino a farlo cadere a terra.
Nondimeno, in quel
verbale, AC 1 ha ammesso che, dopo che l’amico ebbe a far cadere __________ per
terra, egli gli diede “due calci e una sberla”.
Davanti al PP, AC 1 ha
cennato solo ad una sberla, ma confrontato in aula con le ammissioni rese il
14.08.2008
(5 giorni prima della sparatoria), AC 1 non ha potuto misconoscere
di aver lui stesso, in tempi insospettabili, riconosciuto di aver tirato, oltre
alla sberla, anche due calci a __________ quando già era a terra.
D’altro canto la paura
e l’agitazione che, ancora nel tardo pomeriggio di quel giorno, ha potuto constatare
l’avv. __________ quando __________ gli piombò senza appuntamento nello studio,
la dicono lunga sul fatto che era stato proprio il AC 1 a terrorizzarlo.
Richiesto, dopo la
sparatoria di __________, di dare ulteriori informazioni in merito al procedimento
avviato il 13.08.2008, il caporale __________, ha redatto un ulteriore rapporto
(all. 281 in AI 278), nel quale, tra l’altro, ha dichiarato:
“
…omissis…
Durante i verbali di V__________ ho potuto intuire come lo stesso fosse rimasto molto offeso dal comportamento
del AC 1 dopo essere stato aggredito davanti ad alcuni operai del garage __________.
Di fatti durante tutto il verbale V__________ ha
continuato a ribadire che AC 1 non era un uomo ma una merda di persona
ed un __________ di merda poiché non aveva avuto il coraggio di presentarsi da
solo e che lo avrebbe rovinato finanziariamente per quanto da lui fatto. Si
sarebbe rivolto nei giorni seguenti al suo avvocato.
…omissis…”.
Prova altresì che __________
abbia subito un vero e proprio pestaggio il certificato medico a lui rilasciato
dall’Ospedale __________, che riferisce di “contusioni multiple”, così
dettagliate nel testo:
“
Lesioni constatate:
contusione lombare e dorsale soprattutto in
regione dell’ipocondrio destro
escoriazioni lombari e toraciche anteriori
escoriazione e contusione mano e braccio destro
contusioni multiple al viso e alla testa”
In aula AC 1 ha negato
di avere, quel 13.08.2008, organizzato con __________ una vera e propria
spedizione punitiva contro __________, reo ai suoi occhi di essere stato, in
passato, l’amico della __________, rispettivamente di esserle ancora debitore.
A dire di AC 1, egli si sarebbe fermato, quel giorno, con __________, a __________,
solo per chiarire a __________ che non poteva/voleva procurargli quei 20 kg di
marjhuana che __________ gli avrebbe chiesto in precedenza (per di più a
credito). Una motivazione invero pretestuosa quella adombrata in aula da AC 1, stante
che, per fargli una comunicazione del genere, bastava e avanzava una semplice
telefonata. Senza dire che, se realmente si fosse solo trattato di dirgli ciò,
nemmeno era necessario scendere dall’auto (lo stesso AC 1 in aula ha dichiarato
che quel giorno andava di fretta e che la vera destinazione sua e di __________
non era __________, bensì __________).
Più credibili le
motivazioni che AC 1 aveva reso al PP nel verbale del 13.08.2008, nel quale
aveva ammesso di avere, il 13.08.2008, a __________, esortato __________ a
rimborsare il debito che aveva con la __________ e, anche, gli aveva altresì detto
“di non rompere più che ormai la __________ non voleva più saperne di lui”.
Che AC 1 e __________
siano in realtà giunti a __________ con “intenti bellicosi”, lo prova anche il
fatto che tutte le persone interrogate hanno riferito di aver visto __________
entrare correndo nel garage __________. Col che è ben evidente che __________
ha percepito sin dall’inizio come minaccioso l’arrivo dei due e ha cercato
rifugio nel citato garage e solo nel seguito ha dovuto soccombere alle botte.
Dei testi interrogati,
__________ ha dichiarato di aver visto picchiare tanto AC 1 quanto __________.
Solo __________ ha scagionato AC 1, ma la sua deposizione non può scalfire le
dichiarazioni dello stesso AC 1 di aver tirato a __________ “due calci e una
sberla”, tantopiù che __________ ha precisato nel suo verbale di non aver
assistito all’intera scena, ma solo a parte di essa.
Col che si ha, per
finire, che l’imputazione di lesioni intenzionali semplici commesse da AC 1, in
correità con __________, il 13.08.2008, a __________, in danno di __________
deve essere confermata.
12.
Avuto
riguardo ai giorni che hanno preceduto la sparatoria di __________, si ha che,
qualche giorno prima del 19.08.2008, __________ ha cambiato il numero del suo
cellulare. Il venerdì e il sabato 15 e 16 agosto 2008, __________ si è fatto
prestare l’auto da AC 1 e si è recato con la sua amica in __________. A AC 1 ha
lasciato la sua Smart. __________ ha avuto una panne con l’auto mentre si
trovava in __________, col che il lunedì 18.08.2008 AC 1 ha dovuto colà recarsi
per recuperare la sua auto. Frattanto la domenica 17 agosto 2008 erano
rientrati dalla __________ sia PC 2 (con moglie e figlie e una famiglia loro
amica), sia PC 3. __________, subito dopo il pestaggio di __________, aveva agitatissimo,
telefonato al fratello maggiore in __________ per metterlo al corrente
dell’accaduto. Poiché il roaming internazionale è molto costoso, PC 2 aveva
cercato di non far durare troppo la telefonata, preoccupandosi di
tranquillizzare __________, raccomandandogli di stare calmo e di aspettare il
suo ritorno. Con un SMS __________ ha avvertito dell’accaduto anche il fratello
PC 3.
Il martedì 19.08.2008,
AC 1, di pomeriggio, ha ricevuto, nell’appartamento di via __________ a __________,
__________, __________ e __________ per discutere di un “affare” che __________
(sedicente consulente finanziario) avrebbe dovuto aiutarli portare a termine,
commercializzando in un qualche modo un plico di “Silver Certificates” (titoli
americani falsi di cui si parla anche in internet), dai quali AC 1, __________,
__________ e __________ si attendevano utili milionari.
Nel seguito, AC 1, con
la pistola carica in tasca, si è recato all’Hotel __________ per ottenere da PL
2.
che gli facesse le fotocopie dei suddetti “titoli”. In aula AC 1 ha
dichiarato di essere rientrato al domicilio prima della __________, per cui, in
sua assenza si sarebbe recato dai vicini a bere l’aperitivo. Quando rientrò
nell’appartamento, la __________ era a sua volta rientrata dal lavoro ed era
intenta a farsi la doccia.
La donna si è quindi
infilata un accappatoio e, avendo ordinato una pizza (il bollettino di
ordinazione reca la data del 19.08.2008, ore 20.57.47), erano entrambi in
attesa dell’arrivo del pizzaiolo. Nessuno dei due attendeva per quella sera
altre visite.
I controlli dei
tabulati telefonici eseguiti ex post dalla polizia hanno confermato che non vi
sono state telefonate il giorno 19.08.2008 tra __________ e/o __________ e/o AC
1.
La sera del
19.08
, poiché il giorno dopo sarebbe partito per il Canton __________, PC
2.
(con la sua famiglia) ed __________ hanno cenato in casa del padre PC 1. PC 2
aveva già concordato con __________ di recarsi dopo cena a __________. All’uopo
aveva chiesto a PC 3 di prestargli la sua vettura. PC 3, per quanto noto, non
sapeva che i fratelli intendessero recarsi a __________.
Interrogato, dopo i
fatti, sullo scopo di tale trasferta, PC 2 ha dichiarato che __________ e lui
intendevano quella sera incontrare __________ e chiarire con lei talune
questioni, quella del debito ma anche volevano sapere da lei se era vero che
anni prima era stato __________ a rompere la mascella a PC 3. Epperciò -a dire
di PC 2- giunti a __________ in via __________ verso le 21.30, posteggiata che
ebbero la vettura, raggiunsero assieme l’androne dello stabile. __________
suonò il campanello. Tosto che la __________ rispose, __________ le avrebbe
detto: “chou, chou, vieni giù che parliamo”. Dopo qualche secondo la __________
avrebbe risposto “va bene, scendo”.
Più nel dettaglio si
ha che, interrogato dalla Polizia giudiziaria il 22.08.2008 nella camera
dell’Ospedale __________ dove era degente, PC 2 ha narrato che (cfr. all. 66
all’AI 278):
“
L’ultimo mese l’ho trascorso con familiari in
vacanza in __________.
Sono rientrato in Ticino domenica 17.08.2008 e ho
preso alloggio da mio fratello __________ domiciliato a __________. In quella
stessa casa abita pure un altro fratello di nome PC 3 che era venuto in __________
per le ferie. Con noi sono pure rimasti mia moglie e le figlie nonché degli
amici di __________. Premetto che circa una settimana prima di rientrare in
Ticino ero stato informato dal fratello __________, telefonicamente, che aveva
dei problemi con la sua ex ragazza __________ e il suo attuale compagno che non
conoscevo. Nemmeno ho richiesto altre informazioni al suo riguardo. Sempre
telefonicamente __________ mi diceva che due persone (fra cui una era il
compagno di __________) si erano presentati presso il garage __________ dove
l’avevano picchiato. Fatti avvenuti in pieno giorno.
Da parte mia ho tranquillizzato __________
invitandolo ad attendere il mio ritorno per concordare il da farsi.
Il lunedì 18.08.2008 al mattino, dopo essermi
riposato, ho ripreso la discussione con __________ riferita alle vie di fatto
da lui subite.
Io non ritenevo che __________ avesse mandato il
suo uomo a dare una lezione a mio fratello __________. Lei la conosco da
diversi anni. L’ho ospitata più volte a casa mia sia da sola e sia in compagnia
del succitato __________.
Per questo motivo ho proposto ad __________ di
andare a parlare con la __________ a __________ dove abita con un cittadino __________
di provenienza __________ descrittomi come robusto, anzi ciccione il doppio di
me.
Faccio notare che io sono alto cm 180 e peso kg
105.
__________ non si capacitava del fatto che le vie
di fatto erano state commesse da due persone, che in sequenza l’avevano
malmenato, e a sua dire senza motivo. __________ mi ritiene un buon mediatore e
perciò ha condiviso la mia proposta.
Senza programmare la “visita” a __________ si era
concordato di eseguirla prima della mia partenza per __________ prevista il
mercoledì successivo.
Martedì 19.08.2008 io ed __________ siamo partiti
da __________, verso le ore 21:00 in direzione di __________.
... omissis…omissis…
Ho guidato io perché quando salgo in macchina
sono sempre io al volante. Non sono in grado di precisare esattamente quando ma
__________ e __________ si erano sentiti al telefono e lei sapeva che lui si
sarebbe presentato per chiedere delle spiegazioni. Io conosco __________ ma non
sapevo l’ubicazione dell’abitazione in via __________. Se l’avessi saputo sarei
andato io da solo a parlare con __________. Siamo arrivati a destinazione verso
le ore 21:30. Era buio; in quel momento non pioveva e la strada era asciutta.
L’entrata del palazzo era comunque bene illuminata.
Io sono entrato nel piazzale e ho parcheggiato
sulla mia destra con il muso rivolto in direzione di __________. Alla mia
sinistra c’erano una decina di parcheggi di cui solo un paio occupati.
Ho lasciato i miei effetti personali
nell’abitacolo (telefonino, portamonete, ecc.) e pure le chiavi d’avviamento.
Non so precisare se nel blocchetto d’avviamento o riposte nell’abitacolo. I
finestrini anteriori erano entrambi abbassati senza un motivo a parte il caldo.
Tutte e due siamo scesi dal veicolo. Assieme abbiamo raggiunto l’atrio del
palazzo dove ci sono i citofoni. Lui era davanti a me e sentivo esattamente
quello che diceva.
Al citofono ho riconosciuto la voce di __________.
__________ in modo pacato e usando un nomignolo quale “chu chu” l’ha invitata a
scendere.
__________ ha risposto che sarebbe scesa…”
Le versioni di AC 1 e
di __________ divergono da quella di PC 2 già su questo punto. A loro dire,
come suonò il campanello, fu la __________ a rispondere al citofono, al che __________
le avrebbe detto “se AC 1 è un uomo, digli di scendere”.
Secondo la Corte (ma
anche secondo gli inquirenti), dopo le botte prese a __________ il 13.08.2008,
è più plausibile che __________ abbia chiesto di AC 1 al citofono, stante che,
se volevano incontrare la __________, i fratelli __________ non avrebbero avuto
necessità di recarsi di sera a __________, potendola agevolmente trovare in
giornata a __________ sul posto di lavoro, con ciò altresì evitando di doverle
parlare con il AC 1 nelle vicinanze.
Sta di fatto che, come
seppero che di sotto c’era __________, __________ e AC 1 diedero un’occhiata
dalla finestra. AC 1 vide un auto ferma fuori posteggio, con il muso rivolto
verso __________. A credergli, vide anche un gruppo di persone (così ha detto
in aula, invece nei verbali aveva accennato al fatto di aver visto delle
“ombre”). In realtà AC 1 vide solo l’auto ma subito intuì che __________ era
tornato (e non certo da solo) a rendergli la pariglia dopo le botte di __________.
Temendo -a suo dire- di
trovarsi a dover far fronte a più persone, prese dal cassetto del buffet la Sig
P125, controllò che fosse carica, con il caricatore inserito (sapeva di avervi
inserito otto colpi) e con il colpo in canna. Insomma, pronta al tiro. Sapeva
che la Sig non aveva alcun dispositivo di sicurezza esterno. Ha asserito che il
cane era disarmato. La ripose in un borsetto che si infilò a tracolla e, così
com’era, in calzoncini corti, maglietta e ciabatte, uscì dall’appartamento e si
avviò giù per le scale.
Prese seco la pistola
carica e pronta al tiro perché aveva paura e quindi aveva “un bisogno di
superiorità” (come ha dichiarato in aula), ma anche perché era “incavolato”.
Era animato in quel frangente da un misto di sentimenti, tutti negativi, paura
da un lato, ma anche sentimenti di orgoglio e di frustrazione perché __________
osava presentarsi al suo domicilio. Era seccato, infastidito, arrabbiato, e,
perdipiù, geloso.
Dalla vetrata del vano
scale vide distintamente il solo __________ (come indicano le foto fase 3 foto
2.
e fase 4 della ricostruzione del 10.10.2008 secondo la versione AC 1 in AI
118). La __________, invece, rimase nell’appartamento.
Giunto in prossimità
della citata finestra delle scale, avrebbe udito __________ dirgli “vieni,
vieni che adesso facciamo i conti”.
Dal pianerottolo che
conduce alla porta d’entrata, AC 1 ha detto di aver nuovamente visto attraverso
il vetro il solo __________ che stava appoggiato alla ringhiera in fondo al
vialetto d’ingresso (come indicano le foto della fase 5). La porta d’entrata
era chiusa e AC 1 la aprì, azionando il pulsante con la mano sinistra e tirando
la maniglia con la destra (foto fase 6). Uscito che fu, a sorpresa, un uomo che
non conosceva (ovvero PC 2) sarebbe uscito dall’angolo di sinistra (come
mostrano le foto fase 7 foto 2 e fase 8). AC 1 a quel momento avrebbe infilato
la destra nel borsetto impugnando l’arma, estraendola e dicendo ai due uomini,
mentre la puntava, “fermi o sparo”.
PC 2, invece, gli si
sarebbe avvicinato riuscendo ad afferrargli con le mani i polsi. Per liberarsi AC
1.
avrebbe nella concitazione premuto il grilletto con la pistola diretta verso
il basso, nella situazione che è illustrata dalla foto fase 11.
Indi avrebbe premuto
il grilletto una seconda volta nella situazione illustrata nelle foto fase 12.
A quel momento, con uno spintone, sarebbe riuscito a liberarsi dalla stretta di
PC 2 che sarebbe arretrato a sinistra, avrebbe aperto le braccia venendo a
trovarsi nella posizione che è illustrata nelle foto fase 13 e 14 e quindi
avrebbe premuto il grilletto per la terza volta. In aula AC 1 ha finalmente
ammesso che dopo aver sparato il terzo colpo la pistola si inceppò e che egli
se ne accorse subito (e non già -come affermato nei verbali predibattimentali-
dopo la sparatoria, mentre fuggiva in direzione del __________).
Vide PC 2 accasciato
per terra (come mostrano le foto fase 15 foto 2 e fase 16). Non vide più __________.
Durante la ricostruzione del 10.10.2008, come mostrano le foto fase 17, 18 e 19,
aveva riferito che, a quel momento, sarebbe sopraggiunta la __________ e
insieme avrebbero percorso il vialetto d’ingresso, raggiungendo __________ che,
accasciato al suolo, stava morendo. La __________ gli avrebbe detto “scappa,
scappa”, dopodiché egli sarebbe salito nell’appartamento, avrebbe preso il suo
cellulare, i documenti di identità, il secondo caricatore pieno, del denaro e
quindi sarebbe fuggito a piedi in direzione del __________, seguito dal cane.
In aula ha dichiarato
di essersi sbagliato in sede di ricostruzione.
A suo dire, come la __________
uscì, egli sarebbe risalito nell’appartamento, avrebbe preso seco i
summenzionati oggetti ed il denaro, sarebbe ridisceso e solo in quel frangente
avrebbe raggiunto la __________ che stava accanto a __________. Indi sarebbe
fuggito. Tale cambiamento di versione ha, di tutta evidenza, lo scopo di
spiegare che egli rientrò profittando del fatto che, uscendo, la __________ gli
aveva aperto la porta. AC 1 ha infatti sempre negato che egli, col suo corpo,
tenne la porta aperta durante la sparatoria, dopodiché fu PC 2 che, caduto
nello spazio della porta continuò a tenerla aperta.
13.
A
AC 1, al dibattimento, sono state contestate (senza che per questo egli
modificasse la sua versione) le principali discrepanze esistenti tra la sua
descritta versione e le risultanze oggettive dell’istruttoria, a partire dai
primi rilievi eseguiti dagli agenti di polizia intervenuti sul posto dopo la
sparatoria, i cui esiti sono compendiati nell’AI 230 (rapporto di constatazione
ed accertamenti tecnici e documentazione fotografica allestiti dalla polizia
scientifica). Ai membri della Corte è stata per praticità distribuita la
piantina che figura a pagina 6 dell’AI 280 (perizia medico legale sulle
dinamiche della morte di __________ e del ferimento di PC 2 della prof. PE 1
del dr. PE 2). Va detto che poco dopo la sparatoria è cominciato a piovere e
ciò -come si sottolinea nel rapporto AI 230 a p. 3- ha non poco ostacolato
l’attività di fissazione delle tracce. Ad ogni buon conto le tracce assicurate
hanno permesso di accertare che la sparatoria è avvenuta nel ristretto spazio
dell’atrio esterno dello stabile di via __________, fuori dalla porta
d’entrata, nello spazio tra la parete delle bucalettere e l’opposto muro (largo
appena due metri), uno spazio che, come mostra la planimetria allegata all’AI
230, è lungo nella parte coperta meno di quattro metri e, se si ricomprende
anche la porzione di superficie esterna fino alla ringhiera-muretto, è lungo
all’incirca metri sette e mezzo. È in detto ristretto e angusto spazio in cui
si trovavano in tre, che AC 1 ha esploso tre colpi di pistola.
Sul pavimento di detto
atrio (o porticato che dir si voglia) sono state rilevate tracce ematiche
(contrassegnate con i numeri 2, 3, 4 e 5) che sono risultate appartenenti a __________.
Le macchie di sangue contrassegnate con i numeri 6, 7 e 8 non sono state
repertate, col che non è possibile accertare se appartenessero ad __________ o
a PC 2.
Ad ogni buon conto, le
tracce di sangue 2, 3, 4 e 5 hanno consentito ai periti PE 1 e PE 2 di
posizionare __________, nel momento in cui è stato colpito, nel descritto
androne ad una distanza ricompresa tra i metri 3 e i metri 4,5 dalla porta
d’ingresso (cfr. perizia AI 280, a p. 15, confermata al dibattimento):
“
…La macchia più vicina alla porta ad essere
attribuibile ad __________ pertanto è la 5. La morfologia della macchie intonse
paiono riflettere gli esiti di una gocciolatura, tuttavia le condizioni
metereologiche non hanno permesso una completa repertazione. È pertanto
impossibile pronunciarsi con certezza sull’orientamento degli schizzi di
sangue. Per i dati in nostro possesso, è possibile stimare che la prima goccia
attribuibile ad __________ sia a 3 metri circa dalla porta d’ingresso…”
Nemmeno è possibile
escludere che __________ fosse più distante dalla porta di un ulteriore metro e
mezzo, se si considera la goccia di sangue n. 2. Ad ogni buon conto, __________,
quando è stato colpito non era posizionato -contrariamente a quanto asserito da
AC 1 e come indicato da lui in sede di ricostruzione alla foto fase 14 foto 2-
vicino alla ringhiera. Sulla base delle macchie di sangue repertate nemmeno è
possibile dire se __________ è stato ferito mentre avanzava (come si legge
nell’atto d’accusa) o mentre retrocedeva.
Della posizione di PC
2.
al momento della sparatoria è indicativa la scheggiatura contrassegnata nella
planimetria con la lettera F) lasciata sul pavimento dell’atrio da un
proiettile sparato da AC 1. Stando ai periti PE 1 e PE 2 (cfr. la citata
perizia AI 280 alle pag. 30 e 36, nonché il verbale da loro reso al PP classato
in B 22) uno dei colpi sparati da AC 1, di chiaro orientamento verticale, ha
colpito PC 2 alla gamba sinistra, trapassandola come mostrano le figure nr. 30,
dopodiché il proiettile è fuoriuscito, ha scheggiato il pavimento nel punto F, è
rimbalzato lasciando dei resti nel punto G.
La posizione di AC 1 è
stata dai citati periti (cfr. AI 280 p. 36) situata in corrispondenza della
porta di ingresso “sì da impedirne la chiusura altrimenti inevitabile”. A tale
conclusione essi sono giunti sulla base di diverse risultanze istruttorie, a
partire dalle verifiche tecniche effettuate dalla polizia scientifica sulla
porta, per passare alle dichiarazioni di diverse persone interrogate che
univocamente -ad eccezione di AC 1- portano a ritenere che PC 2, dopo essere
stato colpito, è caduto sull’entrata della porta, con le gambe rivolte verso
l’esterno e il busto e la testa rivolti verso l’interno (come mostra la foto
fase 12 foto 1 della ricostruzione del 10.10.2008, nella versione di PC 2).
Per quanto attiene le
verifiche sulla porta eseguita dalla polizia scientifica, si legge nell’AI 230,
a p. 7,
“
…che detta porta non disponeva di nessun mezzo
atto a bloccarla in posizione aperta, dispone di una serratura con sistema di
apertura elettrico azionabile dall’interno con un interruttore posto sul muro a
sinistra della maniglia. Per poter aprire la porta con questo interruttore, lo
si deve tener premuto e nel contempo tirare la maniglia.
Dall’esterno è possibile aprire la porta
unicamente con la chiave.
Da parte nostra è stato misurato il tempo
impiegato dalla porta per chiudersi dalla posizione completamente aperta,
quantificandolo in 7 secondi…”
Ciò comporta che, se AC
1.
fosse uscito completamente dalla porta, la stessa si sarebbe richiusa
automaticamente dietro di lui, il che non è avvenuto stante che __________
quando, uditi gli spari è tosto scesa, ha dovuto, per uscire, scavalcare,
superare PC 2 che con il suo corpo ostacolava il passaggio. Così, univocamente,
si è espressa la __________ nel primo verbale del 20.08.2008 (all. 74 dell’AI
278) e anche nel seguito davanti al PP (cfr. verbale 12.02.2009 p. 4-5 in B 7).
__________, accorso
sul luogo dopo aver udito gli spari (cfr. verbale 23.04.2009 - B 17 e, prima
ancora, verbale del 27.11.2008 reso alla PG), ha dichiarato di aver trovato il
ferito (PC 2) “…posizionato sull’uscio della porta, più all’interno che
all’esterno dello stesso. La porta era aperta siccome era il ferito che la
teneva aperta”.
Anche __________ ha
riferito di aver trovato PC 2 “…sdraiato a terra con la schiena verso il basso,
era poco oltre l’entrata principale dell’atrio della palazzina e con il corpo
teneva aperta la porta principale…” (cfr. verbale del 20.08.2008, allegato 166
all’AI 278).
14.
Detto
delle posizioni dei tre protagonisti al momento della sparatoria, così come
esse emergono dalla perizia AI 280, si ha che la più importante discrepanza tra
la descritta versione di AC 1 e le risultanze dell’istruttoria portano sulla
sequenza dei colpi sparati.
Prima di affrontare
nel dettaglio il merito di tale questione, è qui d’uopo ricordare che
all’inizio delle indagini gli inquirenti non erano certi che i colpi sparati
fossero tre e ciò benché numerosi testi interrogati avessero dichiarato di aver
udito tre spari (peraltro assordanti).
PC 2, nel suo primo
verbale, ha riferito di tre-quattro spari.
Arrestato, AC 1 ha
subito parlato di tre spari. Nondimeno, sul luogo della sparatoria, sono stati
trovati solo due bossoli e -quel che più conta- gli inquirenti hanno dovuto
inizialmente considerare l’anomalia per la quale uno dei proiettili che hanno
ferito PC 2 è finito nel di lui basso addome, in zona pelvica sacro-rettale, ivi
arrestandosi, senza quindi fuoriuscire dal corpo (e dove tuttora si trova,
stante che il chirurgo ha ritenuto inutilmente rischiosa per la vita del ferito
l’estrazione di esso; cfr. al riguardo la perizia medico-legale dell’8.09.2008
del dottor PE 4 in AI 104, il di lui verbale reso al PP il 29.05.2009 e la
deposizione del perito resa in aula il 24.11.2009).
La mancata fuoriuscita
del proiettile dall’addome di PC 2 ha costretto gli inquirenti a prendere in
considerazione l’ipotesi che il ferimento all’addome di PC 2 fosse avvenuto
indirettamente, nel senso che un medesimo proiettile avesse dapprima trapassato
il torace di __________ all’altezza del cuore e, nel seguito, fosse -con minore
energia- penetrato nell’addome di PC 2.
Tale ipotesi non ha
per finire trovato conferma. Le analisi effettuate sugli orletti di detersione
e sui residui di sparo presenti sulle magliette indossate da __________ e PC 2
presso il Forensisch Naturwissenschaftlicher Dienst (FND) di San Gallo, hanno
permesso di concludere (cfr. allegati 9 e 10 dell’AI 230; qui viene per comodità
riportata la traduzione in italiano) che:
“
I metodi da noi utilizzati hanno permesso di
individuare un alone di affumicatura sulla maglietta di V__________ (…). I risultati delle analisi depongono in larga misura a favore
della presenza di un alone di affumicatura anche intorno al foro di entrata
della maglietta di PC 2 (…), sotto forma di un gran numero di particelle di
residuo di sparo.”
Le indagini genetiche
eseguite dal dottor __________ dell’Istituto di medicina legale dell’Università
degli studi di Milano (cfr. allegato alla perizia, già citata, AI 280) hanno
dimostrato l’assenza di residui genetici di __________ sul foro d’entrata della
maglietta di PC 2, col che si è potuto agevolmente concludere che PC 2 non è
stato colpito all’addome dallo stesso proiettile che ha ucciso __________,
bensì che ognuna delle due vittime è stata colpita da distinti proiettili.
D’altro canto anche le
indagini balistiche eseguite dal dr. PE 3 dell’Istituto di medicina legale
dell’università di Berna, oltre a sbarazzare il campo dall’ipotesi che PC 2
fosse stato colpito all’addome da un colpo indiretto, hanno avuto il pregio di
determinare con una probabilità che rasenta la certezza che la ferita
all’addome di PC 2 è stata provocata da un tiro diretto, sparato utilizzando
una cartuccia modificata (ovvero accorciata dai primitivi 9X21 mm a 9x19 mm) e
sottocaricata (ovvero ricaricata con una quantità di polvere da sparo inferiore
alla norma).
Nonostante la ricarica
scorretta il proiettile è partito, ma con un’energia e quindi con una velocità
inferiore a quella di circa 300 metri al secondo, che ha avuto il proiettile
che ha colpito __________.
Secondo l’autorevole
giudizio del dr. PE 3 (un vero esperto della materia) lo sparo di un siffatto
difettoso proiettile ha come conseguenza un malfunzionamento dell’arma che, di
regola, si inceppa.
Che nel concreto caso,
la pistola si è inceppata dopo il terzo sparo, AC 1 l’ha in definitiva ammesso
al dibattimento (cfr. verbale del dibattimento p. 8 e p. 14).
Prima di allora, in sede
di istruttoria formale, aveva soltanto ammesso che, dopo aver preso la fuga,
mentre a piedi si dirigeva verso il __________, ebbe a mettere la mano in
tasca, col ché avvertì che il carrello era aperto e che non v’era il colpo in
canna (cfr. verbale reso al PP del 14.04.2009).
Sulla base delle
risultanze della perizia del dr. PE 3 (che le ha peraltro verificate
sperimentalmente allestendo un ulteriore rapporto il 22.05.2009 in AI 263), la
prof. PE 1 e il dr. PE 2 hanno dedotto -come attesta il loro già citato
rapporto AI 280 a p. 27 e come hanno ribadito in aula (cfr. verbale del
dibattimento, p. 13)- che in via di elevatissima probabilità il proiettile che
ha ferito PC 2 all’addome è il terzo ed ultimo sparato da AC 1, dopodiché la
pistola si è inceppata e non ha più sparato. Il secondo colpo è quello che ha
trapassato la gamba di PC 2, per cui il primo colpo è necessariamente quello
che ha mortalmente ferito __________ (cfr. perizia AI 280 p. 32).
I periti hanno trasposto
le loro conclusioni in un filmato (ricostruzione virtuale) che è stato
visionato in aula e che loro stessi hanno spiegato alla Corte.
Al riguardo è d’uopo
qui riportare le considerazioni riassuntive da loro svolte in perizia alle
pagine 34 e 35:
“
…Si rimanda ai filmati della ricostruzione
virtuale realizzata con Autodesk 3D Studio Max versione 8, effettuata
rispettando i rilevanti parametri biometrici e topografici reali,
l’illustrazione completa della più probabile dinamica degli eventi.
Riassumendo, tenuto conto di quanto discusso
sopra circa le lesioni e circa le relazioni degli altri esperti, del fatto che
non sono stati ritrovati un proiettile (probabilmente disperso oltre la
vetrata) e un bossolo (probabilmente ritenuto in canna e fuoriuscito
successivamente) e tenuto conto del fatto che le relazioni balistiche attestano
che a seguito del colpo all’addome di PC 2 vi sarebbe stato un mal
funzionamento dell’arma tale per cui questo colpo rappresenta in realtà
l’ultimo sparo, si può proporre la seguente più probabile ricostruzione degli eventi:
- il primo colpo ha attinto __________,
uccidendolo, con una direzione del colpo dal davanti al di dietro, dal basso
verso l’alto, ad una distanza superiore a 70 cm, probabilmente a circa 2-3 m
dalla bocca dell’arma (Fig. 32).
- il secondo colpo sarebbe stato sparato alla
gamba sinistra di PC 2 con direzione marcatamente dall’alto verso il basso e
dall’avanti all’indietro, a una distanza pari o superiore a 70/80 cm (Fig. 33).
- il terzo ed ultimo all’addome di PC 2, sempre
con una direzione dall’avanti all’indietro e marcatamente dall’alto verso il
basso, ad una distanza pari o superiore a 70/80 cm…”
La surriportata
sequenza contraddice clamorosamente la versione di AC 1 che -come già cennato-
ha preteso e pretende di avere accidentalmente sparato i primi due colpi
ferendo PC 2 per liberarsi di lui che lo teneva per i polsi, e di avere, sempre
accidentalmente, colpito __________ tosto che gli riuscì di liberarsi dalla
presa di PC 2.
In sede d’arringa
l’esperta Difesa non ha contestato la descritta sequenza dei colpi così come
determinata dai periti, negando cionondimeno che AC 1 abbia sparato con
l’intenzione di uccidere __________ e PC 2.
15.
PC
2, nel già evocato (e in parte riprodotto) suo verbale alla PG del 22.08.2008 -ancorchè
con un esposizione dei fatti non del tutto lineare- aveva riferito di essere
“convinto che il primo colpo esploso ha colpito sicuramente mio fratello __________”,
col che ne deriva che egli era stato colpito dai successivi spari.
In sede di
ricostruzione (cfr. AI 117), PC 2 è passato a dire che i primi due colpi erano
stati diretti contro di lui. Per finire, nell’ultimo verbale reso al PP, ha
dichiarato di non essere più sicuro circa la reale sequenza dei colpi.
Nel verbale del
01.09
, PC 2 ha negato di aver colpito con un pugno AC 1 prima della
sparatoria, ha altresì negato che tra lui e AC 1 vi sia stata una colluttazione
e che egli si sia inizialmente nascosto dietro al muro, sortendone di sorpresa.
Ha negato che vi sia
stata una colluttazione anche nei verbali del 04.09.2008 e del 27.05.2009.
In quest’ultimo
verbale ha riferito che AC 1 appena uscito dalla porta ha esploso i colpi senza
nulla dire (verbale citato p.7).
La perizia della prof.
PE 1 e del dr. PE 2 (a p. 27), con riferimento alla “ricostruzione virtuale”
elaborata sulla scorta di tutti gli elementi accertati, relativi al terzo colpo
sparato contro PC 2 al basso addome, altresì ha stabilito che
“
…è impossibile confermare se vi sia stata
colluttazione. È vero che le mani dell’PC 2 presentano picchiettature (piccole
escoriazioni) che potrebbero rappresentare un tatuaggio (escoriazioni lasciate
dalle particele incombuste rilasciate a seguito dell’esplosione di un colpo
d’arma da fuoco) tuttavia l’assenza dello stub effetuato sull’PC 2 ci impedisce
di confermare l’estrema vicinanza delle mani all’arma. Il AC 1 anche presenta
escoriazioni all’arto superiore di sinistra, che potrebbe essere attribuibile
agli esiti contusivi di urti/afferramenti con le mani. Tuttavia non ci sono
segni certi che attestino una colluttazione…”
Nonostante l’asserita
impossibilità di determinare se tra AC 1 e PC 2 sia insorta una colluttazione,
i periti, creando non poca confusione, hanno poi riprodotto, nella loro
“ricostruzione virtuale”, in relazione al terzo sparo, una situazione di parziale
“colluttazione”.
Più nel dettaglio,
visionando il filmato ma anche le figure 27 e 28, non v’è chi non veda come AC
1.
e PC 2 vengano rappresentati con le mani che si toccano, in una posizione
cioè che fa stato di una sorta di colluttazione: al riguardo, in calce alla
figura 27, i periti hanno scritto che: “l’immagine con in rosso il AC 1 e in
verde PC 2 mostra la possibile posizione reciproca “(laddove
l’evidenziazione in neretto del termine “possibile” è della sottoscritta Presidente).
Nella figura 30 (così
come “nella ricostruzione virtuale”), relativa al secondo colpo (quello che ha
trapassato la gamba di PC 2), solo PC 2 è raffigurato con le braccia allungate
in direzione di AC 1.
Nelle figure 17 e 18
(così come nella “ricostruzione virtuale”) relativa alla direzione del colpo
che ha ucciso __________, i tre uomini (ovvero AC 1, PC 2 ed __________)
vengono rappresentati come se tra di loro non vi fosse, in quel momento, in
corso nessuna colluttazione. Riassumendo, stando alla “ricostruzione virtuale”
elaborata dai periti (e stando alle richiamate figure), la dinamica della
sparatoria (che -come essi spiegano alla fine del loro rapporto, a pagina 36-
si evidenzia come completamente compatibile “con i dati ambientali,
anatomico-patologici e balistici”) da loro ritenuta più probabile è quella che
raffigura AC 1 che, dalla porta, spara al petto di __________ (figura 17), indi
dirige l’arma verso PC 2 e gli spara un colpo nella gamba, mentre PC 2 solleva
verso di lui le braccia (figura 30), dopodiché AC 1 spara contro PC 2 il terzo
colpo ferendolo all’addome, entrambi tenendo le braccia in avanti con le mani
che si toccano, come se tra loro fosse intervenuta (dopo il secondo sparo) una
situazione di “colluttazione” (figure 27 e 28).
Già in sede di audizione
davanti al PP dei periti PE 1 e PE 2 (cfr. verbale già citato del 18.06.2009 in
B 22), il Difensore di AC 1 aveva loro chiesto se v’erano dei motivi oggettivi
alla base della loro decisione di rappresentare, nella figura 28, PC 2 “mentre
teneva i polsi” di AC 1, diversamente che nella figura 17, ove invece non li
teneva.
I periti hanno
risposto negativamente, per cui l’avv. DUF 1 è passato a chiedere loro se, a
loro giudizio, “lo sparo che ha raggiunto __________ avrebbe potuto essere
generato anche nella situazione AC 1/PC 2 nella figura 28”.
I periti hanno
risposto affermativamente, e meglio hanno risposto “si, purché si cambi
l’inclinazione dell’arma”.
Alla domanda
successiva, formulata dal PP, intesa a conoscere la possibile causa delle
escoriazioni riscontrate dal dottor PE 4, la perita PE 1 ha risposto che:
“
preciso che non ho visto le mani di PC 2. Ho
però un qualche dubbio che simili escoriazioni siano state fatte appoggiando le
mani sul pavimento liscio. A mio giudizio potrebbero anche essere dei tatuaggi
(cioè delle particelle metalliche rilasciate a seguito di un colpo di pistola a
distanza ravvicinata). Ciò presuppone evidentemente che le mani di PC 2 si
trovassero davanti e molto vicino alla bocca della pistola di AC 1, sebbene
evidentemente non sulla traiettoria di tiro. Devo però dire che le cause
potrebbero anche essere altre, palmi appoggiati ad una qualsiasi superficie
rugosa/acuminata tipo ghiaia o anche tappeto duro)…”
Ciò premesso non v’è
chi non veda come già in sede di istruttoria predibattimentale i periti abbiano,
da un lato, lasciato aperta la questione a sapere se AC 1 ha sparato i tre
colpi mentre tra lui e PC 2 era in corso una sorta di colluttazione,
dall’altro, hanno elaborato un filmato in cui prima del terzo sparo una tale
situazione viene data come avveratasi, infine hanno dato come possibile la
presenza di “tatuaggi” sulle mani di PC 2 (che -se fosse certa- proverebbe che
tra lui e AC 1 vi fu una colluttazione).
Curiosamente, in quel
giugno del 2009, nessuna delle parti ritenne opportuno -per la chiarezza di
tutti- chiedere ai periti di elaborare “l’altra” possibile “ricostruzione
virtuale”, assai diversa da quella prodotta con l’AI 280, nondimeno -per loro
ammissione- altrettanto compatibile con i dati oggettivi a disposizione, quella
cioè di un AC 1 che spara già il primo colpo (quello che ha attinto __________)
in una situazione di colluttazione con PC 2.
Ad ogni buon conto (e
come poteva non essere?) essendo, di tutta evidenza, la questione della
possibile esistenza di una iniziale situazione di colluttazione tra AC 1 e PC 2,
centrale ai fini dei fatti da accertare per giudicare l’intenzionalità degli
spari imputati a AC 1, è naturale (e addirittura scontato) che tale questione
sarebbe stata riproposta ai periti in sede di audizione dibattimentale.
Come attesta, a pagina
12, il verbale del dibattimento, a specifica domanda del Difensore, la perita, PE
1, ha inizialmente dichiarato che:
“
è indifferente nella foto 17 A (recte 17) della
perizia sub AI 280) come abbiamo disegnato la posizione anatomica del braccio
dell’omino rosso, essenziale è la posizione dell’arma che doveva essere,
centimetro più centimetro meno in prossimità di quella posizione.
Altrettanto indifferente è la collocazione della
figura verde, PC 2. È stato da noi messo lì perché tanto AC 1, quanto PC 2
dicono che PC 2 fosse in quella zona. Questa foto non vuole assolutamente
prendere posizione sulla posizione di PC 2 quando AC 1 spara a __________…”
Entrambi i periti
hanno confermato in aula le dichiarazioni da loro rese nel già riprodotto
stralcio del loro verbale al PP del 18.06.2009 (B 22), col che, a titolo di
definitivo chiarimento, nel verbale del dibattimento, a pagina 13, è stato
verbalizzato quanto segue:
“
…Venendo al verbale che i periti hanno reso al
PP il 18.6.2009 (verbale B. 22) essi lo confermano. In particolare sono state
loro rilette le domande poste all’avv. DUF 1 a pag. 2. In queste domande l’avv.
DUF 1, dopo aver osservato che nella figura 17 PC 2 non sta tenendo i
polsi di AC 1, mentre che nella figura 28 PC 2 sta tenendo i polsi di AC 1, ne
aveva chiesto conto ai periti, i quali hanno risposto che non ci sono motivi
sufficienti per determinarsi per l’una o l’altra delle situazioni. L’avv. DUF 1
a questo punto ha chiesto ai periti di dire se lo sparo che ha ucciso __________
AC 1 l’avrebbe potuto sparare anche in una situazione in cui AC 1 - come nella
fig. 28 - era impedito trattenuto ai polsi da PC 2. I periti hanno risposto in
tale verbale e soprattutto rispondono ancora oggi che non possono escludere che
lo sparo di AC 1 che ha colpito __________ sia avvenuto quando già la
colluttazione tra AC 1 e PC 2 era iniziata. In questo secondo caso
evidentemente l’arma dev’essere inclinata in modo diverso…”
Per la completezza è
qui il caso di ricordare che al dibattimento è stato sentito anche il dr. PE 4,
medico-legale che -come già cennato- ha eseguito l’autopsia di __________ (AI
103) e le visite mediche a AC 1 e a PC 2 (AI 105 risp. 104).
Il dr. PE 4, in aula,
ha, tra l’altro, confermato che “la traiettoria del colpo alla gamba (n.d.r.
di PC 2) è compatibile con aggressore e vittima che si fronteggiano e
vittima che tende ad abbassare l’arma per allontanarla dal suo corpo. Tra le
tante questa è una situazione tipica (cfr. verbale del dibattimento p.11).
Per il resto va
segnalato che il dr. PE 4 già nel verbale reso al PP il 25.05.2009 (B 21) aveva
negato che quando visitò AC 1, quest’ultimo abbia evidenziato una
sintomatologia dolorosa al viso. Sull’avambraccio sinistro di AC 1 v’erano
alcune superficiali escoriazioni lineari, aspecifiche. Ai polsi, AC 1 non
presentava lesioni di alcun tipo.
Con riferimento
all’esame di PC 2, il dr. PE 4 ha confermato di avere osservato “alcune aree
escoriative puntiformi di colore rossastro ai palmi di entrambe le mani”. A
suo giudizio (cfr. verbale B 21 p. 2), esse “non paiono riconducibili ad una
colluttazione”. Potrebbero “essere dovute all’impatto in occasione di
una caduta a terra”. Non ha potuto escludere che le mani di PC 2 si siano
trovate in prossimità di un punto ove è stato esploso un colpo di pistola. All’esame
visivo -nondimeno- non è stato evidenziato “alcunchè riferibile
all’esplosione di un colpo da arma da fuoco”.
Come già cennato nella
perizia della prof. PE 1 e del dr. PE 2, non è stata eseguita, dopo la
sparatoria, nessuna analisi delle mani di PC 2 in vista di determinare se su di
esse v’erano residui di polvere da sparo.
Il dr. PE 4 ha
confermato in aula che __________ è deceduto a causa di un colpo d’arma da
fuoco “che l’ha attinto al torace producendo gravi lesioni cardiache e
polmonari con conseguente importante emorragia”. Una siffatta mortale
ferita consente alla persona colpita “lo spostamento autonomo anche di
diverse decine di metri e ciò perché un colpo al cuore non provoca la perdita
della coscienza e perché il corpo mantiene una riserva energetica muscolare”.
Egli ha altresì
confermato le dichiarazioni rese al PP, nel verbale del 19.02.2009 (B 8) a p.
4, dal dr. __________ (il chirurgo che ha operato PC 2), secondo il quale “lo
sparo all’addome (n.d.r. di PC 2) poteva essere certamente mortale. È stato
sostanzialmente un miracolo che il paziente se la sia cavata senza importanti
conseguenze cliniche… omissis... in concreto PC 2 non è mai stato in pericolo
di morte. È evidente che senza l’intervento del medico sarebbe deceduto…”.
16.
Tirando
le somme di quanto si è andati al dibattimento accertando (e si è tentato qui di
esaustivamente riprodurre), si ha che nessuno dei periti interpellati ha potuto
affermare con ragionevole certezza che AC 1 abbia sparato il colpo che ha
ucciso __________ e i due colpi che hanno ferito PC 2 con le mani completamente
libere, senza ostacoli né impedimenti, al torace di __________ e poi alla gamba
sinistra di PC 2 e infine all’addome di lui. I periti PE 1 e PE 2 non hanno
potuto escludere che i tre colpi (di cui è certa la sequenza e per i quali è
certo che dopo il terzo colpo -quello che ha colpito PC 2 all’addome- la
pistola si è inceppata e AC 1 non ha più sparato) sono stati sparati mentre era
in corso tra AC 1 e PC 2 una colluttazione del tipo di quella che riproduce la
figura 28 dell’AI 280, con la pistola -per forza di cose- diversamente
inclinata.
Priva di quella
suggestiva (ma ahimè molto parziale) “ricostruzione virtuale” che sembrava
sorreggere la tesi della Pubblica Accusa, secondo cui AC 1 aveva, a mani
libere, deliberatamente sparato al petto di __________, per ucciderlo, e
altrettanto deliberatamente aveva tentato di uccidere PC 2, colpendolo dapprima
alla gamba sinistra e poi all’addome, la Corte ha dovuto, per finire, risolvere
la questione dell’esistenza o meno di una colluttazione sulla scorta del
restante materiale probatorio che, a ben vedere, si riduce in sostanza alle
contrapposte versioni di AC 1 e di PC 2, e alla loro conformità con i dati
oggettivi raccolti.
Già si è detto che,
stando a AC 1, tosto che egli uscì sulla porta, sarebbe stato sorpreso
dall’arrivo (da dietro l’angolo del muro) di PC 2, per cui avrebbe impugnato la
pistola e quindi l’altro l’avrebbe afferrato ai polsi.
PC 2 invece -come già
riferito- ha costantemente negato la colluttazione. Non egualmente univoche
sono invece state le dichiarazioni da lui rese circa la sequenza degli spari.
Una certa confusione è
peraltro comprensibile alla luce del forte choc emotivo subito. Nondimeno
dichiarazioni in parte confuse e contraddittorie sono tutt’altro che
rassicuranti dal profilo della loro affidabilità. Poco plausibile, per non dire
incredibile, è poi stata considerata la giustificazione da lui fornita circa il
motivo della trasferta a __________ (ovvero l’asserita esigenza di parlare con
la __________, quando invece è palese e manifesto che lo scopo era da
ricollegarsi a AC 1 e al pestaggio di __________).
In tali condizioni, la
Corte non ha ritenuto di poter fondare sulla sola dichiarazione (ancorché
ripetuta) di PC 2 la prova che colluttazione non c’è stata. E ciò tanto più se
si considera che il dr. PE 4, in aula, come riferito nel considerando che
precede, ha definito il colpo (quasi verticale) alla gamba di PC 2 “tipico” di
una situazione in cui aggressore e vittima si fronteggiano, con la vittima “che
tende ad abbassare l’arma per allontanarla dal suo corpo”. Nella loro
“ricostruzione virtuale” i periti __________ hanno “scelto” di rappresentare PC
2.
con le braccia allungate in direzione di AC 1 al momento del colpo alla
gamba, “spostando” (per così dire) la “colluttazione” al momento del terzo sparo.
Così facendo essi hanno reso palese l’arbitrarietà, prima ancora dal profilo
logico che da quello scientifico, della loro scelta. Non v’è chi non veda, infatti
-come ha, seppur nei riprodotti diversi termini, sostenuto in aula il dr. PE 4-
che, dal punto di vista puramente logico, lo sparo che, di primo acchito,
appare essere il più condizionato, rispettivamente il meno libero, sia proprio
il secondo, ovvero quello (a orientamento quasi verticale) che ha colpito PC 2
alla tibia.
Nel “vuoto” lasciato
dai periti __________ dopo che essi hanno implicitamente riconosciuto
l’unilateralità della loro “ricostruzione virtuale”, il silenzio della Pubblica
Accusa che, durante la lunga e meticolosa requisitoria, ha omesso di spiegare
perché AC 1 abbia “gambizzato” PC 2 e quindi gli abbia sparato al basso addome,
invece di centrarlo con un sol colpo (gli stava ad una distanza di 70/80 centimetri
circa), ha confermato la Corte nel convincimento che, nel concreto caso, la
prova che AC 1 abbia sparato ad PC 2 con la piena intenzione di ucciderlo,
ovvero con dolo diretto, è venuta a mancare.
Se aveva le mani
libere, perché AC 1 ha sparato ad PC 2 mirando alla tibia? Perché un tiro quasi
verticale, seguito da uno sparo al basso addome? Nelle concrete circostanze,
spari del genere sono, a giudizio della Corte, poco compatibili con dei tiri liberi,
finalizzati ad eliminare -con dolo pieno- l’avversario.
Non trovando nelle
risultanze processuali altre e più sicure risposte, la Corte ha dovuto mettere alla
base dei suoi accertamenti il fatto -asserito da AC 1- secondo cui egli è stato
in qualche modo “condizionato” mentre sparava tali colpi.
Nella situazione in
cui era, con __________ già colpito con il primo sparo, l'impedimento può solo
essergli venuto da PC 2, con il quale, per forza di cose, si deve essere
prodotta una sorta di colluttazione.
Ciò stabilito,
l'ulteriore questione che si pone è quella a sapere se il primo sparo (quello
che ha ucciso __________) sia effettivamente stato - come illustrano le figure
17.
e 18 della "ricostruzione virtuale" - uno sparo deliberatamente
diretto al petto di __________, come affermato dalla Pubblica Accusa, oppure se
invece sia anche esso stato in qualche modo “condizionato”. I periti __________
non hanno potuto escludere che anche il primo colpo sia stato sparato in una
situazione di colluttazione come quella illustrata dalla figura 28, con la
differenza che la mano di AC 1 e l'arma erano diversamente inclinate.
Trattasi, a non averne
dubbio, di affermazioni importanti, per cui vien da chiedersi come mai tale
“variante” non sia stata, se non meglio esplorata e approfondita, quantomeno
rappresentata in una seconda “ricostruzione virtuale”. Soprattutto alla Pubblica
Accusa non può essere sfuggita l'importanza, dal profilo del principio "in
dubio pro reo", della compatibilità di entrambe le situazioni con i dati
oggettivi raccolti.
È in forza di tale
principio che la Corte ha dovuto ammettere che anche il primo colpo fu da AC 1
sparato mentre era già in corso la colluttazione. Da ciò discende
necessariamente che, uscito che fu AC 1 sulla soglia nello stato d’animo
descritto, estratta che ebbe la pistola (pronta al tiro), subito sia
intervenuto su di lui afferrandolo per i polsi, PC 2.
I fatti dimostrano che
AC 1 non ha accettato tale impedimento.
Per liberarsi, per
ristabilire la sua superiorità, per dar sfogo alla sua rabbia e alle sue
frustrazioni, ha deciso di premere il grilletto.
L’ha premuto una prima
volta, esercitando su di esso una pressione di più di cinque chili e, per
l’inclinazione che avevano la sua mano e l’arma, ha colpito __________ in pieno
petto. L’ha rilasciato e di nuovo l’ha premuto una seconda volta, ben vedendo
che l’arma era ora diretta contro PC 2, che ha colpito alla tibia. E di nuovo
l’ha rilasciato e ancora l’ha premuto per la terza volta, con l’arma sempre
puntata in direzione di PC 2, colpendolo al basso addome.
Ha cessato di sparare
perché ha avvertito che la pistola s’era inceppata e nel contempo ha visto PC 2
cadere in avanti.
Ammettendo di essersi
immediatamente accorto dell’inceppamento della pistola, AC 1, in aula, non ha
più potuto negare che PC 2 è vivo da un lato perché, dopo il terzo colpo, la
pistola non ha più sparato, dall’altro perché il colpo all’addome non ha, solo
per miracolo, leso i numerosi vasi sanguigni che si trovano in quella zona del
corpo umano.
Da esperto qual era
nell’uso delle armi, quando ha deciso di sparare, AC 1 era ben consapevole
della potenza dell’arma che impugnava, pronta al tiro. Altresì era cosciente (già
perché è un dato di comune esperienza) della estrema pericolosità della
situazione che egli creava accingendosi a sparare in uno spazio angusto,
ristretto, delimitato su tre lati dalla porta e dalle due pareti laterali, nel
quale si trovavano -con lui- altri due uomini (per lui nemici), con uno dei
quali aveva, per di più, in corso una colluttazione.
Che, sparando in
quelle condizioni, il rischio di uccidere __________ o PC 2 o ambedue con colpi
diretti (ma anche di rimbalzo) era sommamente elevato, gli era palese e
manifesto. Nondimeno, sparando non solo una, bensì tre volte, se l’è accollato,
dimostrando di aver accettato che il tragico, letale risultato si producesse,
il che si è tosto realizzato per __________, mentre che, solo per un miracolo,
non è avvenuto per PC 2.
Come vide PC 2 cadere
al suolo, con la pistola inceppata in pugno, AC 1 ha percorso il vialetto
d’accesso fino a portarsi nel punto in cui __________ giaceva per terra morente
(e la teste signora __________ l’ha visto da dietro i vetri della finestra).
Ivi l’ha raggiunto la __________, scesa tosto che udì gli spari. Per uscire, essa
dovette scavalcare PC 2 che, ferito, giaceva di traverso sulla soglia. La donna
disse a AC 1 di scappare, col che egli risalì nell’appartamento, dovendo pure,
per rientrare, superare PC 2. Prese seco il secondo caricatore (pieno di
colpi), il cellulare, i documenti e del danaro, dopodiché ridiscese e, a piedi,
si diede alla fuga, seguito dal cane.
17.
Deciso a fuggire e a non farsi arrestare,
AC 1 si è avviato a piedi verso il __________. Cammin facendo ha rimesso a
posto la pistola inceppata, verosimilmente gettando via il bossolo che, non
essendo stato trovato nell'androne, era -per forza di cose- rimasto nella
canna. Indi ha insistentemente telefonato all'amico __________, invitandolo a
venire a prenderlo con l’auto, cosa che __________ ha fatto. In macchina l'ha
messo al corrente della sparatoria, dopodiché, tolta la carta SIM, ha distrutto
e gettato via il proprio cellulare. Da __________ ha ottenuto un altro
cellulare, dotato di altra carta SIM e di altro numero telefonico.
Nell'abitazione di __________,
entrambi hanno ascoltato in TV la notizia della sparatoria. Hanno concordato
che, in attesa di fuggire in Italia, AC 1 si sarebbe nascosto nel magazzino in
uso a __________ a __________.
Per recarsi a __________, hanno chiamato al telefono __________, per
essere da lui "scortati" nel viaggio. __________ li ha raggiunti (insieme
alla sua compagna) alla Stazione di __________ con la sua auto, col che, con
due macchine, hanno raggiunto __________.
A __________ AC 1 è rimasto dalla notte sul 20.08.2009 fino alla
sera del 21.08.2009. Durante tale permanenza ha avuto contatti telefonici,
oltre che con __________, anche con __________, al quale AC 1 ha chiesto
espressamente aiuto per poter riparare in Italia. Ha altresì contattato la
figlia e un fratello e ha cercato, senza esito, un avvocato. Poiché nel frattempo
gli inquirenti erano già giunti ad identificare __________ e ad interrogarlo,
quest'ultimo, consapevole che il cerchio andava stringendosi, ha avvertito per
SMS AC 1, invitandolo a lasciare il magazzino, cosa che qust'ultimo ha fatto,
incamminandosi, sempre munito della pistola e del natel ricevuto da __________,
lungo la __________. __________ gli ha fatto sapere di non poter giungere a __________
nella serata del 21.08.2009, e che sarebbe invece venuto a prenderlo la mattina
del 22.
Frattanto gli inquirenti,
entrati in possesso del nuovo numero di cellulare in uso a AC 1, ne hanno
ordinato il controllo, riuscendo ad intercettare il AC 1 la sera del 21.8.2009,
verso le 22:00, mentre che dalla __________ si stava dirigendo verso il __________,
sito sull'autostrada. AC 1 benché armato, non ha opposto resistenza
all’arresto.
Ulteriori dettagli in
merito alla fuga, alla latitanza e all'arresto di AC 1 si leggono nel rapporto
di polizia giudiziaria AI 278 p. 53 e ss., illustrato al dibattimento.
18.
Nei
reati contro la vita, la fattispecie di base è l’omicidio intenzionale,
commesso da chiunque uccide intenzionalmente una persona e punibile con la pena
detentiva non inferiore a cinque anni (art. 111 CP). La fattispecie qualificata
è l’assassinio, che consiste nell’uccidere volontariamente una persona con
particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo o modalità
particolarmente perversi. Esso è punibile con la pena detentiva a vita o una
pena detentiva non inferiore a dieci anni (art. 112 CP). Fattispecie
privilegiate sono, tra le altre, l’omicidio passionale, che si ha quando
l’uccisore ha agito cedendo ad una violenta commozione dell’animo scusabile per
le circostanze o in stato di profonda prostrazione (art. 113 CP) e l'omicidio
colposo (art. 117 CP), che punisce con una pena detentiva sino a tre anni o con
una pena pecuniaria chi, per negligenza, cagiona la morte di una persona.
Il reato di omicidio
intenzionale, dal profilo soggettivo, presuppone che l'autore abbia avuto
l'intenzione di cagionare con il suo comportamento la morte di una persona; il
dolo eventuale è tuttavia sufficiente (Corboz, Les infractions en droit suisse,
vol. I, 2002, p. 26, n. 17 ad art. 111).
Il reato di omicidio
colposo, invece è dato quando sono riunite le tre seguenti condizioni: il
decesso di una persona, una negligenza ed un nesso di causalità tra la
negligenza ed il decesso (DTF 122 IV 145 consid. 3 e rinvii). Giusta l'art. 12
cpv. 3 CP commette un crimine o un delitto per negligenza chi, per un’imprevidenza
colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione e non ne ha tenuto
conto. L'imprevidenza è colpevole ove l'agente non abbia usato le precauzioni
cui era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali. Un
comportamento viola i doveri di prudenza, in particolare, quando al momento dei
fatti l'autore avrebbe potuto, tenendo conto delle sue conoscenze e delle sue
capacità, rendersi conto della messa in pericolo altrui e ha oltrepassato i
limiti del rischio ammissibile (DTF 129 IV 119 consid. 2.1 pag. 121, 127 IV 62
consid. 2d pag. 64, 126 IV 13 consid. 7a/bb pag. 17; Trechsel, StGB,
Kurzkommentar, 2a. edizione, n. 28a e 33 ad art. 18 CP).
Avuto riguardo al dolo
eventuale, è già stato stabilito dalle superiori istanze (cfr. in particolare
la sentenza del 03.11.2008 della CCRP in re S.W.D. ed i riferimenti
giurisprudenziali ivi riportati) che sussiste dolo eventuale laddove l’agente
ritiene possibile che l’evento o il reato si produca, e, ciò nondimeno, agisce,
poiché prende in considerazione l’evento nel caso in cui si realizzi, lo
accetta pur non desiderandolo (DTF 133 IV 9 consid. 4.1 pag. 16, 131 IV 1
consid. 2.2 e rinvii). Chi prende in considerazione l’evento qualora si
produca, ossia lo accetta, lo vuole ai sensi dellart. 12 cpv. 2 CP (“basta a
tal fine che l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne
accolli il rischio”; cfr. 18 cpv. 2 vCP). Non è necessario che l’agente
desideri tale evento o lo approvi (DTF 121 IV 249 consid. 3a). Il discrimine
tra dolo eventuale e negligenza cosciente può rivelarsi delicato, sia in un
caso come nell’altro, infatti, l’autore (nel dolo eventuale) ritiene possibile
che l’evento o il reato si produca. Mentre v’è negligenza, e non dolo, qualora
l’autore, per un’imprevidenza colpevole agisce presumendo che l’evento, che
ritiene possibile, non si realizzi (DTF 130 IV 58 consid. 8.3). Quindi, la
differenza tra dolo eventuale e negligenza cosciente risiede nella volontà
dell’autore e non nella coscienza (DTF 133 IV 9 consid. 4 pagg. 15 e segg. con
giurisprudenza ivi citata).
Quanto l’autore di un
reato sa, vuole o accetta è un dato di fatto (DTF 128 I 177 consid. 2.2 pag.
183, 128 IV 53 consid. 3a pag. 63, 125 IV 242 consid. 3c pag. 252, 119 IV 1
consid. 5a pag. 3, 110 IV 20 consid. 2 pag. 22, 74 consid. 1c pag. 77 con
rinvii).
Il dolo eventuale,
quale fatto interiore, può essere accertato solo in base a elementi esteriori.
In mancanza di confessioni, il giudice può, di regola, dedurre la volontà
dell’interessato fondandosi su indizi esteriori e sulle regole dell’esperienza.
Può inferire la volontà dell’autore da ciò che questi sapeva, laddove
l’eventualità che l’evento si produca era tale da imporsi all’autore, in modo
che si possa ragionevolmente ammettere che lo abbia accettato (DTF 133 IV 222 consid.
5.3
pag. 225, 130 IV 58 consid. 8.4). Quest’interpretazione deve
ragionevolmente prendere in considerazione il grado di probabilità che l’evento
si realizzi, alla luce delle circostanze concrete e dell’esperienza della vita
(DTF 133 IV 1 consid. 4.6 pag. 8). La probabilità deve essere di un grado
elevato poiché il dolo eventuale non può essere ammesso con leggerezza (DTF 133
IV 9 consid. 4.2.5 pag. 19; sentenza del Tribunale federale 6B_519/2007 del 29
gennaio 2008, consid. 3.1 e citazioni). Tra gli elementi esteriori da cui è
possibile dedurre che l’agente ha accettato l’evento illecito nel caso che si
produca figurano, in particolare, la gravità della violazione del dovere di
diligenza e la probabilità, nota all’autore, della realizzazione del rischio,
il movente e la modalità con cui l’atto è stato commesso (DTF 125 IV 242
consid. 3c in fine e rinvii; sentenza del Tribunale federale 6B_519/2007 del 29
gennaio 2008, consid. 3.1). Quanto più grave è tale violazione e quanto più
grande tale rischio, tanto più fondata risulterà la conclusione che l’agente,
malgrado i suoi dinieghi, aveva accettato l’ipotesi che l’evento considerato si
realizzasse.
Chi agisce come AC 1
ha, nelle concrete circostanze, agito, commette omicidio intenzionale,
consumato e tentato, per dolo eventuale, e non già per negligenza, per non
aver, nella concitazione, scorto le conseguenze del suo gesto e/o non averne
tenuto conto. La morte di __________ e il rischio di morte fatto correre ad PC
2.
non sono il frutto di un’imprevidenza colpevole né tantomeno di un fatale
accidente, bensì sono il prevedibile e previsto risultato dell’aver AC 1
sparato, non una, bensì tre volte, con modalità e in circostanze talmente
pericolose da non lasciargli dubbi sull’ineluttabilità dell’esito finale.
Come già accertato nei
considerandi che precedono, AC 1, tosto che seppe dell’arrivo sotto casa di __________
(che immaginò in compagnia di qualcuno pronto a dargli manforte), incattivito e
geloso, subito si armò con una micidiale pistola, carica e col colpo in canna,
nell’intento di essere comunque superiore nei confronti di chiunque lo
attendesse di sotto. Tosto che giunse nell’uscio, come PC 2 gli si parò
davanti, impugnò l’arma. Come si vide afferrato per i polsi, conscio
dell’enorme rischio che si assumeva sparando in quel ristretto spazio,
nondimeno se lo assunse, premendo il grilletto una, due, tre volte, fino a
quando la pistola si inceppò.
Tre colpi che, a
riprova dell’elevatissima probabilità di esito mortale o comunque grave,
andarono tutti a segno, il primo addirittura centrando __________ al petto e
trapassandogli il cuore, il secondo e il terzo ferendo PC 2 e mancando solo per
un miracolo di ucciderlo.
In tali condizioni,
l’imputazione di omicidio intenzionale, consumato e mancato, ancorché commesso
con dolo eventuale, deve essere confermata.
Dei motivi per i quali
AC 1 va riconosciuto autore colpevole degli ulteriori reati imputatigli
nell’atto d’accusa (ad eccezione dell’imputazione n. 5 di coazione, per la
quale va prosciolto) si è già detto nei considerandi che precedono e non è più
qui il caso di dilungarsi.
19.
Giusta
l’art. 47 cpv. 1 CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo
conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Detta norma, al secondo
capoverso, stabilisce che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o
esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità
dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle
circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di
evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.
Come ha già avuto modo
di stabilire la superiore Corte di cassazione e revisione penale in recenti
sentenze, in buona sostanza, la novella legislativa entrata in vigore il
1.1.2007
ha codificato la giurisprudenza già consolidatasi in vigenza del
precedente art. 63 CP, e a tutt'oggi ancora valida, a norma della quale per
valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le
circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l'intensità del
proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato
ottenuto, l'eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato,
l'entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione
dell'illecito, il ruolo avuto in seno a una banca, la recidiva, le difficoltà
personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato
(collaborazione, pentimento, volontà di emendamento). Inoltre occorre
considerare la situazione familiare e professionale dell'autore, l'educazione
da lui ricevuta e la formazione seguita, l'integrazione sociale, gli eventuali
precedenti penale e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d
p. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 p. 113 e 116 IV 288 consid.
2.
p. 289). Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un
ruolo di second'ordine (DTF 118 IV 342 consid. 2g p. 350). Il principio della
parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali,
nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art.
47.
CP diano luogo a un'obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti
suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in
base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150, DTF
116.
IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c p. 47).
Nel caso di specie la
colpa di AC 1 è gravissima solo che si consideri che egli ha tolto la vita al
giovane __________ e ha mancato per un miracolo di toglierla ad PC 2 per futili
motivi e in circostanze che denotano animo barbaro e incivile.
Egocentrico e
presuntuoso, arrogante e prepotente, AC 1 la sera del 19.8.2009, prima di
scendere le scale, ha preso con sé la micidiale pistola, carica e col colpo in
canna, soprattutto perché voleva sentirsi superiore, perché per lui era
frustrante e insopportabile l’idea che qualcuno osasse venire a cercarlo,
sfidandolo al suo domicilio.
Un tale agire implica
una visione talmente distorta e scellerata di sé e del modo in cui si regolano
i rapporti con gli altri, da non poter altrimenti essere definita che barbara e
incivile. È la stessa primitiva e proterva mentalità che l'ha poi portato ad
effettivamente sparare, tosto che PC 2 ha osato toccarlo, insensibile al fatto
che, in quella perniciosissima situazione, il rischio di uccidere era così
elevato da apparire pressoché certo. Senza dimenticare che AC 1, dal mese di
luglio, girava armato di qua e di là dal confine, noncurante di regole e di
divieti, quasi che la nostra terra fosse per lui una sorta di Far-West, alla
costante ricerca di occasioni in cui dimostrare -perlopiù con la violenza- la
sua "superiorità". La sparatoria di __________ è stata solo l'ultimo
e più deleterio atto di un "crescendo" delinquenziale che - dopo le
forzate pause nelle carceri e negli ospedali __________ - è riesploso con tanto
più vigore in quanto per troppo tempo era stato frenato. E allora gli sono
bastati pochi mesi di lavoro precario per decidere che in realtà era l'ozio lo
“status” che più gli si confaceva, ozio che gli permetteva di riagganciare i
vecchi amici del sottobosco __________ (persone da non sottovalutare siccome in
grado di procurare pericolose armi bulinate e ogni tipo di munizioni e
accessori) e di farsene di nuovi (gente come lo __________, nel cui possesso
sono stati trovati bidoni di canapa, bigliettoni da mille, oltre che un vero e
proprio arsenale).
E mentre per i vecchi
amici eseguiva, in modo a dir poco sfacciato, un furto su commissione, a __________
procurava armi e munizioni, si prestava a fargli da autista nel trasporto della
canapa da __________ a __________, spaccava una bottiglia di vetro in fronte ad
PL 1 punendolo per aver detto qualcosa che poteva dispiacere a __________. E
neppure sortiva un qualche effetto positivo la storia d'amore iniziata con la __________,
che anzi è diventata l'occasione per dare ulteriore alimento e sfogo, in nome
di una distorta e malsana gelosia, ai suoi eccessi di violenza, come dimostrano
il pestaggio di PC 4, attirato in una vera e propria malvagia trappola, e
quello di __________ a __________, un giovane che agli occhi di AC 1 aveva
l'irrimediabile torto di aver avuto prima di lui una lunga relazione con la donna.
Col che si ha che AC 1,
pesantemente pregiudicato in __________, che nessun insegnamento -nonostante
l’età più che matura- ha voluto e saputo trarre dalle condanne ivi subite e in
parte espiate, approdato per funesto destino nel __________, ove ha importato
solo le sue barbare "leggi" (quelle della violenza, della
prevaricazione, del sopruso, del costante e cinico disprezzo delle regole del
convivere civile), per il reato di omicidio intenzionale consumato per dolo
eventuale deve essere condannato ad una pena di base che tenga adeguatamente
conto di una colpa oggettivamente e soggettivamente gravissima, pena che deve
essere aggravata a motivo del concorso (ex art. 49 CP) degli altri reati, a
partire da quello invero grave di tentato omicidio in danno di PC 2, nonché dei
numerosi altri elencati nei considerandi che precedono. Tutto ben pesato, anche
le condizioni personali, familiari e sociali, il carcere preventivo sofferto,
l'atteggiamento processuale (sui fatti più gravi tutt'altro che limpido),
l'assenza (anche in aula) di un qualche tangibile segno di pentimento per il terribile
male arrecato alla famiglia __________, è parsa alla Corte appena adeguata, e
per nulla severa, una pena detentiva di anni tredici, che già per la misura,
deve essere espiata.
20.
Quanto in sequestro deve essere
confiscato, rispettivamente mantenuto in sequestro ai fini probatori, ad
eccezione degli oggetti indicati al dispositivo 5.1.
Il conto __________ presso __________, a causa dell'irrisorio saldo,
deve essere dissequestrato.
La parte civile PC 3, come a sua richiesta, viene rinviata al
competente foro civile.
Avuto riguardo alle pretese avanzate dal patrocinatore di PC 1, PC 2
e PC 3, si ha che, a norma degli applicabili articoli 41, 47 e 49 CO e della
LAVI, AC 1 è condannato a versare:
- a
PC 1 l'importo di fr. 8'426.- quale risarcimento per le spese di sepoltura, e
un'indennità di fr. 50'000.- a titolo di torto morale per l’uccisione del
figlio; per le rimanenti pretese PC 1 è rinviato al competente foro civile;
- a
PC 2, un'indennità di fr. 15'000.- per le sofferenze morali causategli dagli
spari che l'hanno ferito alla tibia e all'addome e un'ulteriore indennità di
fr. 15'000.- per la sofferenza subita presenziando all'uccisione del fratello __________;
per le ulteriori sue pretese, PC 2 è rinviato al compente foro civile.
Anche le pretese di PC 3 devono essere rinviate
al giudice civile.
__________ e PC 3 da
anni abitavano ormai separatamente. Dopo il ritorno di PC 3 dalla vacanza in __________,
era intenzione di lui e di __________ di tornare ad abitare insieme a __________,
e ciò per motivi di ordine pratico e finanziario. Non vi sono per il resto in
atti elementi che facciano stato di un legame più intenso di quello che
normalmente esiste tra fratelli adulti, per cui è il caso di rinviare la sua
pretesa al foro civile.
Rispondendo affermativamente ai
quesiti posti,
meno che ai quesiti 1.2.2, 1.2.3, 1.2.4, 1.2.5,
1.
, 2 , 3.3 e 3.4,
in modo parzialmente affermativo ai quesiti 3.1 e
3.
,
venendo a cadere i quesiti 1.1 e 1.2;
visti gli art. 12, 22, 40,
47, 48a, 49, 51, 69, 70, 111, 117, 122, 123 cifre 1 e 2, 125, 129, 139, 144,
181, 186 CP;
33.
LArm;
19.
cifra 1 e 19a LStup,
41.
ss.; 47; 49 CO;
la LAVI;
9.
e ss., 265 e ss. CPP e 39 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
AC 1 è
autore colpevole di:
1.1
omicidio
intenzionale, consumato e tentato
per avere intenzionalmente ucciso V__________ e tentato di uccidere PC 2, colpendoli con colpi di pistola,
a __________,
il 19 agosto 2008;
1.2
ripetute
lesioni intenzionali semplici
per avere,
picchiandoli con calci e sberle,
cagionato le lesioni descritte nei relativi
certificati medici,
a PC 4, ad __________ il 5/6 luglio 2008,
e a V__________, a __________, il 13 agosto
2008;
1.3
lesioni
intenzionali semplici commesse con oggetto pericoloso
per avere, colpendolo in fronte con una
bottiglietta di vetro, con una forza tale da romperla,
cagionato una ferita lacero-contusa a PL 1,
a __________,
nel maggio-giugno 2008;
1.4
furto,
danneggiamento e violazione di domicilio
consumati in correità con terzi,
mediante scasso e conseguente danneggiamento
della porta d’entrata, indebitamente introducendosi contro la volontà degli
aventi diritto nell’abitazione di PC 3,
sottraendogli mobili, quadri ed altri arredi,
a __________,
il 5 maggio 2008;
1.5
ripetuta
infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere importato, detenuto, procurato e
portato,
senza le necessarie autorizzazioni,
tre pistole e un revolver con i numeri di serie
abrasi, due silenziatori e diverse munizioni,
da __________ in Ticino, a __________, a __________
ed in altre località,
nel periodo febbraio 2008 - 21 agosto 2008;
1.6
ripetuta
infrazione e ripetuta contravvenzione alla LStup
per avere,
senza essere autorizzato,
a __________, __________, __________ e __________,
previa importazione e detenzione di 7,5 grammi di cocaina,
offerto 3 grammi di cocaina a __________ e ceduto 1 grammo di cocaina a V__________,
nonché offerto in cinque occasioni 3/4 grammi di
marijuana a __________,
per avere trasportato, da __________ a __________,
in correità con __________, con la propria vettura 57/65 Kg di marijuana,
tra il giugno 2008 e il 21 agosto 2008,
nonché per avere consumato 2/3 grammi di cocaina,
circa 80 grammi di haschisch e circa 120 grammi di marijuana,
nel periodo agosto 2007 - 19.08.2008,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e
precisato nei considerandi.
2.
AC 1 è
prosciolto dall’imputazione di coazione in danno di PL 2 (punto 5.
dell’atto di accusa).
3.
Di
conseguenza,
AC 1 è condannato:
3.1
alla pena
detentiva di anni 13 (tredici),
da dedursi il carcere preventivo sofferto;
3.2
a versare
alla PC 2 a titolo di torto morale per la perdita del fratello V__________
l’importo di fr. 15'000.- e per il proprio ferimento l’importo di
fr. 15'000 .-. Per le ulteriori pretese la PC 2 è rinviata al competente
foro civile.
3.3
a versare
alla PC 1 un’indennità per torto morale di fr. 50'000.- nonché l’importo di fr.
8'426.- a titolo di risarcimento delle spese di sepoltura. Per le ulteriori
pretese la PC 1 è rinviata al competente foro civile.
3.4
La tassa di
giustizia di fr. 4'500.- e le spese processuali sono a carico del condannato in
ragione di 4/5, il rimanente quinto essendo a carico dello Stato.
3.5
La PC 3 è rinviata
al competente foro civile per ogni sua richiesta.
3.6
La PC 3 è
rinviata al competente foro civile.
4.
È ordinata
la confisca della pistola SIG Sauer e del relativo caricatore, di 3 bossoli,
della camicia del proiettile in rame, del frammento di proiettile, di 2
proiettili Fiocchi e Tunet, dei Silver Certificate nonché di una bustina di
marijuana, elencati nell’atto di accusa.
5.
È
mantenuto il sequestro probatorio sugli abiti e effetti personali del
condannato e delle vittime V__________ e PC 2, elencati nell’atto di accusa, ad eccezione dei
seguenti, da restituire:
5.1
a AC 1:
l’agenda con copertina blu, diversa documentazione cartacea tra cui un’agenda
bianca e un quaderno (copertina blu), custodia color azzurro contenente doc.
cartacea varia, la mappetta colore rosso contenente doc. cartacea varia, la
mappetta colore blu contenente doc. cartacea varia, il telefono Samsung, il
telefono Sharp.
Il libretto per stranieri, la carta d’identità __________ AC 1 , il permesso di
guida provvisorio possono essergli restituiti solo con l’accordo delle
competenti autorità della polizia degli stranieri rispettivamente dell’autorità
di esecuzione.
5.2
a PC 2: il
telefono Samsung e il coltellino marca HJ216.
5.3
all’avv. RC
1.
per il fu __________: paio di ciabatte in cuoio, cintura pelle nera, orologio
in metallo, anello in metallo, braccialetto, anello in metallo con pietra nera,
tre chiavi, telefono Sony Ericsson.
5.4
Il conto __________
di AC 1 presso __________ è dissequestrato.
6.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
“
Per la Corte delle assise criminali
La presidente La
segretaria
Distinta spese (4/5):
Tassa di giustizia fr. 3'600.--
Inchiesta preliminare fr. 49'815.16
Perizie e periti fr. 28'606.36
Spese diverse fr. 948.76
Traduzioni scritte fr. 2'330.40
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 80.--
fr. 85'380.68
===========
Il rimanente è a carico dello Stato.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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