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Decisione

72.2010.23

Appropriazione indebita per aver abusato della qualità di procuratrice su una relazione bancaria trasferendo su un altro conto di sua pertinenza fr. 100'000.- all'insaputa del titolare del conto

17 giugno 2011Italiano88 min

Source ti.ch

Fatti

i due bar. Per questo ha impiegato fondi del PC 1, a sua insaputa, ben sapendo che questi non aveva autorizzato tale operazione, ossia il bonifico a __________,

e nemmeno poteva contare su una sua ratifica a posteriori. In altri termini si

è consapevolmente assunta il rischio di mettere in pericolo il patrimonio della

vittima, impiegando il suo danaro senza la di lei autorizzazione.

5. IL DIRITTO

a) Per l’art. 138 cifra 1 cpv.

2 CP, chiunque indebitamente impiega a profitto proprio o di un terzo valori

patrimoniali affidatigli è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o

con una pena pecuniaria.

I valori patrimoniali devono essere estranei all’autore del reato,

ossia appartenere economicamente al patrimonio di un terzo.

Poco importa che tali valori, dal profilo del diritto civile,

siano o meno di proprietà dell’autore del reato (Niggli/Riedo, Basler

Kommentar, n. 25 e 32 ad art. 138 CP). Ciò che conta è che l’autore sia

obbligato a tenere tali valori sempre a disposizione dell’affidante

(Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 34 ad art. 138 CP).

Un valore patrimoniale è affidato quando chi lo riceve è tenuto

nei confronti di chi glielo ha affidato, secondo un accordo (esplicito o

tacito) o un altro rapporto giuridico, a farne un uso prestabilito

nell’interesse di quest’ultimo (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 36 ad art.

138 CP; Corboz, Les infractions principales, vol. I, n. 21 ad art. 138). Chi

riceve i valori patrimoniali è tenuto nei confronti di chi glieli ha affidati a

conservare costantemente il controvalore di ciò che ha ricevuto

(Werterhaltungspflicht; DTF 120 IV 117).

L’autore del reato deve ottenere validamente il potere di disporre

dei valori patrimoniali, tramite il possesso o la semplice facoltà di accedere

agli stessi (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 83 e 87 ad art. 138 CP).

Un conto bancario per il quale viene rilasciata una procura

costituisce un valore patrimoniale affidato ai sensi dell’art. 138 cifra 1 cpv.

2 CP; è irrilevante a tal fine che il titolare ne possa ancora disporre (DTF

6P.225/2006;6S.709/2000; 119 IV 127; 118 IV 33; 117 IV 429; 111 IV 19; 109 IV

27).

Il comportamento punito consiste nell’impiegare i valori

patrimoniali contrariamente alle istruzioni ricevute, scostandosi dalla

destinazione prefissata (DTF 6S.37/2006; 121 IV 23; Corboz, Les infractions

principales, vol. I, n. 22 ad art. 138).

L’agire dell’autore del reato deve comportare un danno

patrimoniale per la vittima (Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 103 e 104 ad

art. 138 CP).

L’appropriazione indebita di valori patrimoniali costituisce un

echtes Sonderdelikt, ossia di un reato la cui punibilità si giustifica in

ragione di una particolare qualità posseduta dall’autore (Niggli/Riedo, Basler

Kommentar, n. 133b ad art. 138 CP).

L’appropriazione indebita può dunque essere commessa solo da colui

al quale i valori patrimoniali sono stati affidati (Niggli/Riedo, Basler

Kommentar, n. 127 ad art. 138 CP).

Da un punto di vista soggettivo l’autore deve aver agito

intenzionalmente con lo scopo di procurare a sé o a terzi un indebito profitto

(Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 105 e 106 ad art. 138 CP).

Si nega che l’autore del reato abbia un tale scopo di indebito

profitto quando questi dimostra la sua disponibilità al risarcimento

(Ersatzbereitschaft), ossia la volontà e la facoltà costante, dal momento in

cui il credito diventa esigibile, di risarcire l’affidante con fondi propri o

compensando con una sua pretesa nei confronti dell’affidante (DTF 6S.66/2005;

118 IV 32 consid. 2a; Niggli/Riedo, Basler Kommentar, n. 109 - 126 ad art. 138

CP).

b) Alla luce degli accertamenti

di fatto di cui sopra si ha che AC 1 ha impiegato i valori affidatile da PC 1

mediante procura, in modo indebito, in particolare bonificando, senza diritto,

la somma di fr. 100'000.- che la vittima le aveva affidato per il finanziamento

di attività ancora in divenire, trasmettendola alla __________ per finanziare

attività estranee alla vittima, e meglio la sistemazione di esercizi pubblici

cui PC 1 era del tutto estraneo. E’, infatti, già al momento del bonifico a __________,

che il reato di appropriazione indebita si è realizzato. Tale momento è

compreso nel periodo indicato nell’atto di accusa, ossia dal 21 luglio 2009,

data in cui ha consegnato alla banca l’ordine già compilato il 17, di guisa

che, contrariamente a quanto preteso dalla difesa, non si ravvisa alcuna

violazione del principio accusatorio.

c) AC 1 ha agito intenzionalmente, almeno nelle forme del dolo eventuale, non potendo immaginare che, senza

un consenso esplicito, la vittima avrebbe finanziato l’avvio di esercizi

pubblici di cui, mai in occasioni degli incontri avuti e nemmeno in occasione

dell’apertura del conto, aveva fatto cenno, le relazioni commerciali con padre

e figlio (PC 1) essendo sempre state, per atti compiuti dalla stessa imputata,

sempre state separate.

6. LA PENA

a) Ai sensi dell’art. 47 CP, il

giudice commisura la pena alla colpa dell’autore, tenendo conto della vita

anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita (cpv. 1). La colpa va determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché,

tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che

l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione (cpv. 2).

Come nel vecchio diritto (art. 63 vCP), il giudice, dunque,

commisura la pena essenzialmente in funzione della colpevolezza del reo. Il

legislatore ha ripreso, al cpv. 1, i criteri della vita anteriore e della

condizione personale e aggiunto la necessità di tener conto dell’effetto che la

pena avrà sulla vita dell’autore. Con riguardo a quest’ultimo criterio, il

messaggio precisa che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non

deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l’autore dal compiere altri reati (messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999

1744). La legge codifica, così, la giurisprudenza secondo cui occorre evitare

di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128

IV 73 consid. 4c pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101).

Questo criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto

di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere

proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc.6B_78/2008,6B_81/2008,

6B_90/2008, consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc.6B_370/2007, consid. 2.2;

STF del 17 aprile 2007, inc.6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti;

Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, Strafen und

Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).

Codificando la giurisprudenza, l’art. 47 cpv. 2 CP fornisce un

elenco esemplificativo di criteri che permettono di determinare la gravità

della colpa dell’autore. Il giudice dovrà, come detto, prendere in

considerazione il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico

offeso nonché la reprensibilità dell’offesa, elementi che la giurisprudenza

designava con l’espressione “risultato dell’attività illecita” rispettivamente

“modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1). Sotto il profilo soggettivo,

la norma rinvia ai moventi e agli obiettivi perseguiti che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP), nonché alla possibilità

che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione

riferendosi, in quest’ultimo caso, alla libertà dell’autore di decidersi a

favore della legalità e contro l’illegalità (v. DTF 127 IV 101 consid. 2a pag.

103). In relazione a quest’ultimo criterio, il legislatore impone al giudice di

tener conto della situazione personale dell’autore e delle circostanze esterne.

La situazione personale può, senza che vi sia un reperto patologico ai sensi

dell’art. 19 CP, turbare la capacità di valutare il carattere illecito

dell’atto. Le circostanze esterne si riferisco, per esempio, a situazioni di

emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da giustificare

un’attenuazione della pena (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008, inc.

6B_370/2007, consid. 2.2).

Analogamente all’art. 63 vCP, l’art. 47 CP non elenca in modo

dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della

pena (STF dell’11 aprile 2008, inc.6B_738/2007, consid. 3.1). Questa

disposizione conferisce, dunque, un ampio potere d’apprezzamento al giudice.

b) Ritenuto che, per

giurisprudenza, il giudice debba valutare la colpa soggettiva dell’autore

partendo dalla gravità oggettiva dell’atto (DTF 136 IV 55), in concreto occorre

dapprima considerare l’importo distratto che non può essere considerato di

lieve entità, anche perché si tratta, in sostanza, dell’intero patrimonio

affidato. Di converso questo giudice non ha ravvisato, nell’agire

dell’accusata, un’intensità delittuosa tale da considerare la sua colpa siccome

grave. In realtà AC 1 non è risultata essere la mente (almeno la sola) del

misfatto, così come il goffo tentativo di salvare capra e cavoli mediante

l’emissione della citata fattura, una volta che la somma indebitamente distratta

era ormai stata in gran parte, altrettanto indebitamente, impiegata, non è

parso essere tutto farina del suo sacco. Lo scopo era, come detto, quello di

aprire e gestire i due bar, utilizzando i fondi affidati dal PC 1.

Così stando le cose, ritenuta l’assenza di precedenti, è parso

equo condannare AC 1 alla pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere la cui

quantificazione è stata concordemente indicata in aula in fr. 30.- l’una

(totale fr. 4'500.-)

c) La prognosi, stante

l’assenza di precedenti e nonostante una scarsa presa a carico delle proprie

responsabilità ed una situazione professionale tutt’altro che rassicurante con

serie prospettive di indigenza, non può dirsi del tutto negativa di guisa che

la pena può essere sospesa condizionalmente per un periodo di due anni.

7. LE PRETESE DI PC 1

a) Pacifico è il risarcimento

del danno arrecato dall’operazione indebita di bonifico della somma di fr.

100'200.- a favore della __________, oltre interessi di mora al 5% così come

richiesti dal patrono di PC.

b) Quanto alle spese di

patrocinio, ritenuto giustificato, nella fattispecie, il ricorso ad un legale,

va osservato che, tenuto conto della durata complessiva del dibattimento,

quanto al tempo di permanenza del patrocinatore in aula, di ca. tre ore, in

assenza di specifiche e puntuali contestazioni da parte della difesa, appare

adeguato ammettere la nota professionale dell’avv. __________ nella misura di

complessivi fr. 5'000.-, con la precisazione che gli esporsi concernenti

l’invio di un PE a __________ (fr. 209.-) non possono essere riconosciuti in

quanto non concernono direttamente l’imputata.

c) In applicazione dell’art.

70 CP, i saldi dei conti in sequestro direttamente riconducibili all’imputata

rispettivamente alla __________ vengono confiscati ed il saldo, dedotte le

spese processuali a carico di AC 1, è attribuito alla PC. Per il resto, sui

conti in sequestro, viene mantenuto il sequestro conservativo a garanzia delle

pretese della PC in quanto non potranno essere integralmente soddisfatte

dall’attribuzione, al netto delle spese, degli importi confiscati.

d) La tassa di giustizia pari a

fr. 500.- (minimo legale) ed i disborsi sono posti a carico dell’imputata

riconosciuta colpevole.

Visti gli artt. 12, 34, 42, 43,

44, 47, 69, 70, 138 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

AC 1

1. è autore colpevole di:

appropriazione indebita

per avere,

a __________, nel periodo compreso tra il 17 luglio e il 3 agosto

2009,

allo scopo di procacciare a sé e a terzi un indebito profitto,

indebitamente impiegato valori patrimoniali a lei affidati

mediante conferimento di una procura con diritto di firma individuale sul conto

nr. __________ presso __________ da parte di PC 1, rilasciatale il 3 luglio

2009 contestualmente all’apertura della relazione,

e meglio, abusando della sua qualità di procuratrice, predisposto

all’insaputa del titolare l’ordine di bonifico datato 17 luglio 2009,

consegnato alla banca il 21 luglio 2009 ed eseguito il 3 agosto 2009 con valuta

24 luglio 2009, per il trasferimento della somma di CHF 100'000.- a favore del

conto della __________, società totalmente estranea a PC 1, danneggiando in tal

modo il patrimonio di quest’ultimo per CHF 100'020.-.

Considerandi

2.

Di conseguenza,

AC 1 è condannata:

2.1

alla pena pecuniaria di CHF

4'500.- (quattromilacinquecento), corrispondenti a 150 (centocinquanta) aliquote

giornaliere di CHF 30.- (trenta) cadauna;

2.2

a versare all’accusatore

privato PC 1 l’importo di CHF 100'020.- oltre interessi del 5% dal 3 agosto

2009.

e l’importo di CHF 5'000.- a titolo di risarcimento danni. Per il

rimanente della sua pretesa, l’accusatore privato è rinviato al competente foro

civile;

2.3

al pagamento della tassa di

giustizia di CHF 500.- e dei disborsi.

3.

L’esecuzione della pena

pecuniaria è sospesa e alla condannata è impartito un periodo di prova di anni

2.

(due).

4.

È ordinata la confisca

delle seguenti relazioni bancarie:

4.1

conto n. __________ presso __________

__________ intestato a __________;

4.2

conto n. __________ presso __________

intestato a __________;

4.3

conto n. __________ presso __________

__________ intestato a __________,

nonché l’attribuzione dei rispettivi saldi all’accusatore privato,

dedotto il pagamento della tassa di giustizia e dei disborsi.

5.

È ordinata la confisca

della documentazione cartacea annessa al rapporto di polizia (AI 7).

6.

È ordinato il sequestro

conservativo delle seguenti relazioni bancarie a garanzia delle pretese

dell’accusatore privato non già soddisfatte da quanto indicato al dispositivo

nr. 4:

6.1

conto n. __________ presso __________

intestato alla La __________ in liquidazione;

6.2

conto n. __________ presso __________

intestato a __________ e AC 1;

6.3

conto n. __________ intestato

a __________.

7.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali,

per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente Il

vicecancelliere

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 89.40

fr. 789.40

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