72.2010.48
Lesioni gravi; danneggiamento; scemata imputabilità
21 maggio 2010Italiano9 min
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Numero d'incarto:
72.2010.48
Data decisione, Autorità:
21.05.2010, PENAL
Titolo:
Lesioni gravi; danneggiamento; scemata imputabilità
DANNEGGIAMENTO
LESIONE GRAVE
art. 122 cpv. 2 CPS
art. 122 cpv. 4 CPS
art. 144 CPS
Incarto n.
72.2010.48
Lugano,
21 maggio 2010/rb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente della Corte delle assise
correzionali
di Mendrisio
Presidente:
giudice Claudio Zali
Segretaria:
lic. iur. Valentina Tognetti
Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del
procuratore pubblico, rinunciato,
per giudicare
AC 1 sedicente
detenuto dal 10 marzo 2010;
prevenuto colpevole di:
1. lesioni
gravi
per aver intenzionalmente sfregiato in modo grave
e permanente il viso di PL 1, colpendolo ripetutamente con dei cocci di vetro
al volto, dopo averlo già precedentemente colpito almeno a due riprese al collo
con un coltello per la pizza rotto, rendendone in tal modo necessario il
ricovero in ospedale, così come attestato dal certificato medico 10.03.2010
dell’OBV di __________;
fatti avvenuti: a __________
Fatti
il 9.03.2010 all’interno del Ristorante __________;
reato previsto:
dall’art. 122 cpv. 2 e 4 CPS;
2. danneggiamento
per aver intenzionalmente deteriorato e distrutto
cose mobili altrui, e meglio per aver rotto diverse bottiglie di vino e
bicchieri di proprietà dei titolari del Ristorante __________ di __________,
provocando in tal modo dei danni rilevanti;
fatti avvenuti: a __________
il 9.03.2010;
reato previsto:
dall’art. 144 cpv. 1 CPS;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 48/2010 del 26 aprile 2010, emanato dal Procuratore
pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico __________.
§ L'accusato AC 1, assistito
dal difensore d'ufficio (GP) avv. __________.
§ L'avv. __________, in
rappresentanza della PC __________.
§ L’interprete __________ per la lingua araba.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:30 alle ore 11:30.
In relazione al capo d’imputazione di
cui al punto 1 AA, il Presidente prospetta alle Parti, giusta l’art. 250 CPP,
la subordinata delle lesioni semplici in luogo delle lesioni gravi.
Sentiti § Il
Procuratore pubblico, il quale inizia la sua
requisitoria rammentando che l’accusato è arrivato in Svizzera il 5 marzo 2010
e che già il 9 marzo 2010 si trovava in stato di detenzione preventiva. Insiste
sulla gravità della fattispecie in narrativa e sul fatto che l’ordine pubblico
è stato disturbato per ingiustificati e futilissimi motivi. Ripercorre dunque
brevemente i fatti posti a giudizio, evocando anche il reato di frode allo
scotto che avrebbe potuto essere imputato a AC 1 qualora i gestori degli
esercizi pubblici frodati avessero deciso di sporgere denuncia. Il PP segnala
poi che i testi sono unanimi nell’affermare che è stato AC 1 a iniziare la
lite. Esclude quindi che il medesimo abbia agito per legittima difesa, mancando
il presupposto fondamentale dell’attacco illecito. Dà tuttavia atto che
l’accusato, al momento della commissione dei reati in questione, si trovava in
stato di ebrietà, ciò che lascia spazio per un’eventuale scemata imputabilità.
Ciò posto, pone l’accento sulla gravità della colpa, data dal fatto che non vi
era nessun plausibile motivo per giungere a questi livelli di violenza. Ritiene
non adempiuti i presupposti per una sospensione condizionale della pena,
considerato che l’accusato non ha documenti, non si sa chi sia, che costui non
vuole ritirare la sua domanda d’asilo, che sussiste un elevatissimo rischio di
recidiva e ritenuto che la sua propensione al bere non è certo rassicurante.
La pubblica accusa conclude quindi chiedendo che
a AC 1 siano comminati 9 mesi di pena detentiva, da espiare. Postula inoltre la
confisca degli indumenti e oggetti in sequestro, dichiarando però di non
opporsi al loro dissequestro qualora la parte lesa ne volesse la restituzione.
§ L’avv. __________, rappresentante della Parte civile __________ __________, il quale precisa
che la domanda risarcitoria si fonda unicamente sulle spese che è stato
possibile giustificare. Ritiene importante che la Corte condanni l’accusato al
risarcimento dei danni, considerato che la Confederazione assumerà
verosimilmente le spese. Chiede, qualora la Corte non volesse accogliere la sua
domanda risarcitoria nella sua interezza, che almeno una quota parte della
stessa sia attribuita a AC 1 e a PL 1. In definitiva, il rappresentate della Parte
civile chiede – in via principale – che AC 1 sia condannato al risarcimento
integrale dei danni occasionati e, subordinatamente, che l’accusato sia almeno
condannato a rifondere la maggiore quota parte delle spese, tenuto conto del
suo maggiore grado di responsabilità nella vicenda;
§ L’avv. __________, difensore di AC 1, il quale dà atto che i fatti non sono
contestati, rammentando che vi è stata una piena e completa confessione da
parte del suo assistito, il quale non ha negato le sue responsabilità. Esprime
tuttavia dei dubbi in merito allo svolgimento della lite. In concreto, a suo
dire, nulla permette di scartare l’eventualità che fosse stato PL 1 a scatenare
il litigio, e non il suo assistito. Non essendovi elementi certi al proposito,
in applicazione del principio in dubio pro reo, appare giustificato, a
parere della difesa, ritenere che AC 1 abbia agito in stato di legittima
difesa, ciò che implica un’attenuazione della pena. Il Difensore esprime
inoltre delle riserve circa l’entità delle ferite riportate dalla vittima,
senza però negare che la lite, iniziata con uno screzio, sia poi degenerata.
Pone poi l’accento sul fatto che l’aggressione non era premeditata, che il suo
patrocinato ha espresso un profondo dispiacere per l’accaduto e sul fatto che
questi non aveva intenzione di causare danni di tale entità. Rammenta dunque
che il medesimo si trovava in stato di ebrietà al momento della commissione dei
reati imputatigli. Segnala altresì che il suo patrocinato faceva anche uso di
sostanze psico-attive, ragione per cui, durante il periodo di carcerazione
preventiva, è poi stato sottoposto a un trattamento medico. Non esclude quindi
che la reazione esagerata di AC 1 sia in parte dovuta anche all’uso di queste
sostanze. A favore del suo patrocinato, la difesa evoca poi la sua
incensuratezza, in Svizzera come all’estero, il fatto che questi ha confessato
e che è lui stesso ad aver sollecitato l’intervento della Polizia. Il medesimo
si è inoltre ravveduto, scusato, è disposto a risarcire i danni cagionati e
dichiara di voler ricongiungersi con la sua famiglia.
Conclude dunque postulando, invocata l’applicazione
delle attenuanti generiche e specifiche della legittima difesa (art. 15 e 16
CP), del sincero pentimento e della scemata imputabilità, una riduzione della
pena proposta dal PP, da sospendersi condizionalmente. Quanto alle pretese
della Parte civile, chiede che a AC 1 sia attribuito al massimo il 60% dei
danni cagionati, vista la corresponsabilità di PL 1. Non si oppone alla
confisca della giacca in sequestro.
Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i
seguenti
quesiti: AC
1, sedicente
1. è autore
colpevole di:
1.1. lesioni
gravi
per avere il 9 marzo 2010, a __________, intenzionalmente sfregiato in modo grave e permanente il viso di PL 1?
1.1.1. Trattasi
invece di lesioni semplici, aggravate per avere fatto uso di un oggetto pericoloso?
1.1.2. Ha egli agito
per legittima difesa?
1.2. danneggiamento
per avere, il 9 marzo 2010, a __________, intenzionalmente deteriorato o distrutto cose mobili di pertinenza di PC 1?
e meglio come descritto nell'atto d'accusa.
Considerandi
2.
Ha agito
in stato di scemata imputabilità?
3.
Sussistono
attenuanti specifiche?
4.
Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?
5.
Deve un
risarcimento alla PC, e se sì in quale misura?
6.
Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato, in fatto ed in
diritto
- che
l'accusato ha accettato l'odierno giudizio di questa Corte che l'ha condannato
alla pena detentiva di 7 mesi da espiare, con computo del carcere preventivo
sofferto, per avere commesso i reati di lesioni gravi e di danneggiamento;
- che la
danneggiata PC 1 ha instato per il risarcimento del proprio danno (doc. dib.1);
- che la
pretesa appare senz'altro fondata e documentata per fr. 277.30 per 15 bottiglie
di vino rotte, per fr. 313.- per 97 bicchieri rotti, per fr. 4'122.55 di danni
al banco bar, per fr. 4'791.95 di spese di tinteggio, per fr. 496.- per
sostituire le tovaglie sporche di sangue, per fr. 200.- per forchette e
coltelli, per fr. 162.- per 2 sedie;
- che a
titolo di mancato guadagno durante un giorno di forzata chiusura dell'esercizio
la parete civile ha chiesto fr. 2'600.-, importo corrispondente all'incasso
medio giornaliero;
- che tale
importo va equitativamente ridotto del 30% per tenere conto del risparmio sul
costo dei cibi e delle vivande, e che quindi vanno riconosciuti a tal titolo
fr. 1'820.-;
- che il
totale del danno risarcibile ammonta perciò a fr. 12'182.80;
- che
inoltre si giustifica di riconoscere fr. 3'000.- per spese legali;
Preso atto che, avvalendosi dei disposti
dell’art. 260 cpv. 4 CPP, le parti hanno rinunciato alla motivazione scritta
della presente sentenza.
Rispondendo affermativamente ai
quesiti posti, meno che ai n. 1.1.1, 1.1.2, 3, 4
visti gli art. 12, 15,
16, 19, 34, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 122 cpv. 2, 123, 144 cpv. 1 CP;
9.
e segg. CPP e 39 TG
sulle spese;
dichiara e
pronuncia:
1.
AC 1,
sedicente, è autore colpevole di:
1.1
lesioni
gravi
per avere il 9 marzo 2010, a __________, intenzionalmente sfregiato in modo grave e permanente il viso di PL 1;
1.2
danneggiamento
per avere, il 9 marzo 2010, a __________, intenzionalmente deteriorato o distrutto cose mobili di pertinenza di PC 1;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2.
Di
conseguenza,
AC 1, sedicente, avendo agito in stato di lieve
scemata imputabilità, è condannato:
2.1
alla pena
detentiva di 7 (sette) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;
2.2
a versare
alla PC __________ l’importo di fr. 12'182.80, oltre a fr. 3'000.– per spese
legali;
2.3
al pagamento
delle tasse di giustizia di fr. 500.– e delle spese processuali.
3.
È ordinata
la confisca di tutti gli oggetti sequestrati, menzionati nell’atto d’accusa.
4.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la
dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte
entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza integrale.
Intimazione a:
Per la Corte delle assise correzionali
Il presidente La
segretaria
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 1'384.60
Spese postali,tel.,affr. in blocco fr. 50.--
fr. 1'934.60
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Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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