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Decisione

72.2010.57

Rapina con pistola giocattolo e manette in danno di una gioielleria

6 luglio 2010Italiano71 min

Source ti.ch

Fatti

I due pagarono le consumazioni con un biglietto

da 20 Euro, dopodiché se ne andarono. La __________ vide che uno dei due

parlava al telefono.

Qualche attimo dopo __________ e la __________

videro transitare davanti al Bar dei ciclisti (__________ne vide uno, la donna

ne vide due). Pedalavano in direzione della gioielleria. Una decina di minuti

dopo essi videro discendere il vicolo, nella direzione opposta, due,

rispettivamente tre ciclisti che pedalavano velocissimamente. Un uomo li

seguiva a piedi, a passo di corsa.

Nel seguito gli inquirenti sottoposero a __________

e alla __________ delle foto per il riconoscimento. Nelle foto ostensegli __________

ha riconosciuto come possibile autore della rapina il AC 2; la __________ ha

riconosciuto AC 2 e AC 1 (costui come la persona che s’era fermata a bere al

bar __________ il latte macchiato). A dire della teste quest’ultimo portava

occhiali da sole con la montatura in oro.

__________, proprietario della PC 1 e quindi della

gioielleria, ha provveduto, insieme agli inquirenti, ad allestire una distinta

degli oggetti rubati il cui prezzo di vendita (senza IVA) è risultato ammontare

a fr. 1'265'300.-. La distinta in atti fa stato del furto di 121 orologi e di

alcuni gioielli (collane, ecc.), tutti di gran marca e valore.

Come si dirà nel seguito la refurtiva è stata in

gran parte ritrovata e restituita al proprietario.

Mancano all’appello due orologi Rolex, un

collier, due anelli, un paio di orecchini, il tutto per un valore di fr.

75'000.- circa.

Pure mancano all’appello

i fr. 3'398.90 custoditi in cassaforte.

A dire di AC 2 è possibile che il correo da lui

denominato “aa” (in realtà identificato in A.) abbia nascosto sulla sua persona

(nelle calze probabilmente) ciò che non è stato recuperato.

Le pretese fatte valere da __________ nel

procedimento (disgiunto) contro B. sono state respinte. __________ non le ha

riproposte in questa sede pur essendosi nel suo verbale del 02.11.2009

costituito parte civile. La parte civile risulta essere assicurata presso la __________.

4. Subito

dopo la rapina è stato messo in atto un importante dispiegamento di forze per

tentare di bloccare i rapinatori, rimasto senza esito per tutto il pomeriggio

del 28.10.2009. Fortuna volle che il giorno successivo, ovvero il giovedì

29.10.2009, tramite colleghi italiani del GICO (Gruppo investigazione sulla

criminalità organizzata), gli inquirenti ticinesi vennero informati che, da

controlli telefonici in Italia effettuati, era emerso che il numero __________

(in uso a tale C., detto “cc”)

era stato contattato dal numero __________, in uso a persona che veniva dal C. denominata

“__________” (poi identificato nel AC 1). Stando agli

agenti del GICO, il sedicente AC 1, parlando in serbo col suo interlocutore,

riferiva al telefono di trovarsi in un nascondiglio e di essere pieno di orologi.

Indi, il giorno successivo, alle ore 7:53, il medesimo AC 1 precisava di “…trovarsi in un posto freddo ed umido …, …che lì stavano cercando e

che sarebbero usciti quando farà buio … e che gli altri due si trovavano da

un’altra parte ….” (cfr. AI 1, AI 51 e

intercettazioni telefoniche del 28.10.2009, ore 17:22 e del 29.10.2009 ore

7:53).

Essendo evidente che tali discorsi potevano

riferirsi alla rapina di __________, veniva anche da parte svizzera attivato,

con le necessarie autorizzazioni, il controllo telefonico sull’utenza __________.

Gli inquirenti ticinesi avevano così modo di

ascoltare, il 29.10.2009, alle 15:21 una telefonata intercorsa tra il citato “__________”

(alias AC 1) e tale “__________” (identificato nel seguito in D. di __________).

Telefonando, AC 1 ha attivato la cella telefonica di __________, via __________.

Nella telefonata, AC 1 chiedeva al suo

interlocutore di dire a “__________” di “mettergli subito i soldi nel telefono”

perché non aveva più niente.

Alle 15:53, i due (ovvero AC 1 e D.) si sentivano

di nuovo. Dal tenore della telefonata, gli inquirenti avevano modo di capire

che le persone nascoste da recuperare erano almeno due e che AC 1 sarebbe stato

raggiunto nella zona dei gabinetti da tale E.. Una seconda persona nascosta

sarebbe stata recuperata 30 minuti dopo. Questa telefonata ha attivato la cella

sita in prossimità della foce del fiume __________.

Veniva dagli inquirenti ticinesi predisposto a

quel momento un importante servizio di osservazione che portava ad identificare

una VW golf grigia, con targhe italiane, alla cui guida v’era una donna, in

seguito identificata in E., la cui figlia è risultata (nel seguito) essere la

compagna di quel D. al quale AC 1 aveva telefonato nelle dianzi descritte

occasioni.

Previo pedinamento, la vettura veniva fermata a __________,

dove venivano tratti in arresto la conducente ed il passeggero, ovvero la E. e il

AC 1. Erano le ore 16:30 circa del 29.10.2009.

L’osservazione predisposta portava gli inquirenti

ad individuare una seconda vettura sospetta, ovvero una Daihatsu Sirion, con

targhe italiane. Previo pedinamento, la vettura venne fermata a __________. Al

volante vi era B.. Il suo passeggero era AC 2.

Erano all’incirca le 17:30 del 29.10.2009.

Si anticipa qui che gli altri partecipanti alla

rapina sono riusciti a sfuggire alla cattura e a riparare in Italia.

Come hanno portato ad accertare ulteriori

controlli telefonici (cfr. gli atti della rogatoria italiana in AI 51, p. 11 e

12), è riuscito a scappare colui che AC 1 si è ostinato fino alla fine del

dibattimento a chiamare “aa” e AC 2 a chiamare “aa” o “aa”. In realtà il

fuggitivo è stato identificato in A.. Trattasi di un

cittadino nato nello stesso comune in cui è nato AC 1, residente a __________

in via __________, ovvero allo stesso indirizzo di AC 1, che in Italia risulta

pluripregiudicato per furto aggravato (un tentato furto l’ha commesso -come già

cennato- il 09.03.2007, con AC 1).

Qui di seguito è utile riportare lo stralcio del

rapporto del GICO, che riferisce il contenuto di tre colloqui telefonici

intercorsi tra “cc”, alias C., e “aa”, ovvero A. (cfr. AI 51 p. 11 e 12), il

29.10.2009, tra le 17:10 e le 18:10, nonché di un SMS spedito da C. a AC 1:

a)

…Ore 17:10 (n.d.r. del 29.10.2009)

Dalla conversazione emerge che l’uomo chiamato “aa”

è un altro componente della banda che ha compiuto la rapina.

L’uomo ha passato il confine ed è entrato in

Italia accompagnato da un complice n.m.i. chiamato “__________”.

“aa” chiede a C. notizie di AC 1 perché lui non

riesce a mettersi in contatto.

La partecipazione di aa alla rapina viene

confermata anche dalla descrizione che lo stesso fornisce relativamente alle

condizioni ambientali del nascondiglio. “aa” evidenzia, tra l’altro, la

necessità di ritornare a prendere la refurtiva nascosta e trasportarla in

Italia.

telefonata n. 3743, del giorno 29/10/09, ore

17.10, intercettata sul numero. __________ in uso a C. detto “cc”. La

telefonata, in lingua italiana, diretta all’utenza nr. __________, intercorre

tra “cc” ed tale “aa”

“cc” chiede se ha superato (confine). “aa” dice

di si, aggiunge che lo saluta il ragazzo che è venuto a prenderli cioè __________.

“aa”: ti sei sentito

con AC 1

“cc”: si,

probabilmente anche lui sta venendo, non ci son problemi!

“aa”: non so se ha

superato (confine) perché lo sto chiamando e non risponde

“cc”: mi chiamerà altro collega quando egli varca

(confine), tu come vieni qua?

“aa”: non lo so andiamo a casa sua ci dobbiamo

incontrare lì. Tu non hai la macchina?

“cc”: no

Omissis

“aa”: ora bisogna trasportare la merce (è rimasta

lì), dobbiamo vedere come venire, con il treno o ci da un passaggio qualcuno

“cc”: vi porta __________,

sono venti euro di viaggio. Com’è andata?

“aa”: faceva freddo da

morire

“cc”: dai il peggio è

passato

b)

Ore 18.03

C. e “aa” commentano I'anomala irreperibilità di AC

1 e di E., la donna mandata da D. per portare in Italia i membri della banda1.

telefonata n. 3763 , del giorno 29/10/09 ,ore

18.03 , intercettata suI numero. __________, in uso a C. detto "cc".

La telefonata, in lingua italiana, diretta all'utenza nr. __________,

intercorre tra “cc” ed tale “aa”

“cc” dice che non va bene niente e che lei non

risponde anche se il telefono suona (non fornisce il nome della persona).

“aa” dice di essere stanco morto e chiede a “cc”

di aspettarlo che deve ancora arrivare.

Si salutano.

c)

telefonata n. 3767

, del giorno 29/10/09, ore 18.10, intercettata suI numero. __________, in uso a

C. detto "cc". La telefonata, in lingua italiana, diretta all'utenza

nr. __________, intercorre tra “cc” ed tale “aa”

“cc” chiama “aa” e dice che AC 1 non risponde.

Inoltre si chiedono come mai non risponde nemmeno quella donna che guida la

auto.

“aa” dice che e strano perché quelli (non dice

chi) erano partiti circa un ora prima di lui (dice qualcosa del genere, ma non é

molto comprensibile).

d)

sms n. 3777, del giorno 29/10/09, ore 18.46,

intercettato suI numero. __________, in uso a C. detto "cc". II

messaggio, in lingua serba, dirette all'utenza nr. __________, intercorre tra “cc”

e tale AC 1

compa fatti sentire ti prego …”

In realtà, a quell’ora, né AC 1 né la E. potevano

più rispondere, stante che già da qualche ora erano stati fermati dagli

inquirenti.

Dell’identificazione di C., alias “cc”, alias __________

o __________ e da A. si dirà ancora, nella misura del necessario, nel seguito.

Detto della fuga di A. favorita da certo “__________”,

mandato assai verosimilmente di C., va ancora segnalato che un quarto

rapinatore è riuscito a fuggire in Italia, ovvero la persona che AC 1 chiama “bb”

e AC 2 chiama “bb”.

Benché gli inquirenti ticinesi siano in possesso

del DNA di questo quarto rapinatore (se alla rapina partecipò anche un quinto

uomo come hanno riferito le venditrici PL 1 e PL 2 non si è potuto acclarare),

lo stesso non è stato sin qui identificato. Di lui si sa, grazie ai tabulati

telefonici acquisiti, che aveva in uso un cellulare rispondente al numero __________

(originariamente acquistato da un cittadino cinese, tale __________).

Tale numero telefonico è stato ritrovato salvato

nella memoria della scheda SIM del cellulare in uso a AC 1, alla voce: “____________________”

(di esso AC 1 ha preteso e pretende di non sapere nulla).

Anche nella scheda SIM del Nokia in uso a AC 2

risulta essere stato memorizzato il numero __________ in nesso con l’iscrizione

“__________”. Al riguardo, AC 2 non ha ritenuto di dare spiegazioni. Di “bb” AC

2 ha poi fornito alla PP indicazioni generiche: l’uomo, un cittadino italiano,

si chiamerebbe in realtà “__________”, avrebbe circa 55 anni e probabilmente

abiterebbe a __________.

Come già cennato, invece, secondo AC 1 il quarto

uomo sarebbe un cittadino brasiliano di nome “__________” o “__________” a lui

non meglio noto.

Non v’è chi non veda come in relazione

all’identità del quarto rapinatore, gli accusati mentano. Nel migliore dei

casi, sono assai reticenti. Al dibattimento essi hanno peraltro dichiarato di

esser disposti a parlare per loro stessi ma di non essere disposti a

coinvolgere terzi.

Ciò detto si ha che dai successivi controlli

effettuati dagli inquirenti incrociando i tabulati retroattivi dei numeri in

uso a “bb”, a AC 1 e a AC 2 è emerso che

- nel

periodo 25.05.2009-30.10.2009 vi sono state 52 connessioni tra il numero in uso

a “bb” e il numero in uso a AC 1;

- nello

stesso periodo sono state stabilite 100 connessioni tra il numero in uso a “bb”

e il numero in uso a AC 2.

Con che ne deriva una loro conoscenza e

frequentazione più intensa di quanto essi pretendono.

5. All’atto

dell’arresto, né AC 1, né AC 2, né la E., né B. hanno dato agli inquirenti una qualche

indicazione utile al ritrovamento della refurtiva.

Se, per finire, come già cennato, la più gran

parte ha potuto, la mattina del 30.10.2009, essere recuperata, ciò è dovuto

solo al paziente lavoro degli inquirenti ticinesi che, perlustrando palmo per

palmo la zona cosiddetta “__________”, hanno ritrovato (come mostrano le

fotografie in atti nr. AI 72 all. 76 e in doc. TPC 9) la borsa in cui i

rapinatori l’avevano occultata.

Altresì è stata ritrovata la pistola usata per

minacciare PL 2. Trattasi di una pistola a salve automatica, marca Veltro,

modello 85 calibro 8 mm knall che conteneva 5 cartucce nel caricatore e nessuna

in canna.

Essa costituisce un’arma ai sensi della LF sulle

armi.

Se, nondimeno, gli accusati sono stati prosciolti

dall’imputazione di infrazione alla LF sulle armi, ciò è avvenuto perché non

v’è prova che detta arma sia stata da loro introdotta in Svizzera, il

28.10.2009, passando dal valico di __________ a bordo della vettura di B., così

come indica l’atto d’accusa.

Secondo gli accusati l’arma sarebbe invece stata

introdotta in Svizzera da uno dei correi nei giorni precedenti quello della

rapina. Che per commettere la rapina occorreva un’arma era loro ben noto.

Come già cennato, nel verbale del 03.11.2009,

quando aveva chiesto di poter riflettere ancora qualche giorno, AC 1 s’era

comunque preoccupato di precisare che la pistola usata era un’arma giocattolo.

Nel verbale del 09.11.2009, aveva aggiunto che

“ …

ADR: che la prima volta che ho sentito parlare della pistola è stato quando ho

chiesto a “bb”, giù a __________, se si portava un “ferro vero” o un “ferro

falso” e lui mi risposto che era “falso” (giocattolo). Io la pistola non l’ho

mai vista o impugnata. L’ho intravista solo quando “bb”, dentro la gioielleria,

ha alzato il pullover per mostrarla alla commessa. …”

Anche AC 2 sapeva che “bb” aveva la pistola nella

cintola dei pantaloni (cfr. suo verbale del 16.03.2010 alla PP).

Oltre alla pistola sono pure stati ritrovati in

zona “__________” un terzo paio di manette (oltre a quelle tolte dai polsi

delle commesse), quattro parrucche, delle borse, diversi capi di abbigliamento,

dei guanti e altri oggetti tutti partitamente elencati nella distinta “reperti

e tracce” e nell’allegato al “verbale di sequestro” doc. 2 del doc. TPC 9 (e

mostrati alla Corte).

Dopo che AC 1 ha ammesso di essere l’autore della rapina, egli ha dato indicazioni utili per risalire al suo “nascondiglio”, col

che, in zona “Bosco __________”, gli inquirenti hanno rinvenuto altri oggetti e

in particolare due teloni da tenda mimetici (cfr. l’elenco di cui all. 3 del

doc. TPC 9 e la già richiamata distinta “reperti e tracce” nonché la

documentazione fotografica in atti).

AC 1 ha negato di essere l’autore della rapina

nel primo verbale di polizia e nel verbale davanti al GIAR. Nel verbale del

03.11.2009 ha chiesto ancora un paio di giorni per riflettere, precisando che

la pistola era un giocattolo e che la E. non c’entrava nulla, essendo venuta a __________

a prenderlo senza saper nulla della rapina.

Nel verbale del 09.11.2009, AC 1 ha dato atto che la rapina gli sarebbe stata proposta una decina di giorni prima da un amico

brasiliano di nome “bb”. L’obiettivo, ovvero la gioielleria di __________,

sarebbe stato individuato da “bb” che avrebbe già provveduto a portare a __________

quattro biciclette e una vettura Ford Focus. Con loro avrebbe agito tale “__________”

(di cognome __________ o __________, un croato-bosniaco di __________). Poiché

serviva una quarta persona, AC 1 avrebbe contattato “__________”, un tale che

conosceva da un paio d’anni (ovvero il AC 2). La rapina sarebbe stata compiuta

di mercoledì, poiché non era giorno di mercato. AC 1 il 28.10.2009 sarebbe

venuto a __________ insieme a AC 2, accompagnato da tale __________ (rivelatosi

poi essere B.).

Nel seguito, come si legge in detto verbale a p.

3,

…io e AC 2 siamo rimasti nel parco, mentre “bb”

e __________ sono andati a scaricare le biciclette in un posto ad __________.

Sono quindi tornati e tutti assieme siamo partiti verso __________ con la Ford

Focus.

Abbiamo parcheggiato in un garage sotterraneo,

dove già c’erano le biciclette.

Era un garage di una palazzina. Sono senz’altro

in grado di ritrovare questo luogo.

Io e “bb”, con le biciclette, abbiamo fatto un

giro di ricognizione per vedere se c’era per caso la polizia in giro, oppure

per vedere se la gioielleria fosse stata chiusa in anticipo. Rammento che

abbiamo percorso il lungolago. Ad un certo momento, senza nessun preavviso, io

ho proseguito e sono salito verso la gioielleria da quella rampa che la

costeggia. “bb” è invece salito da una stradina prima. Sono poi proseguito

davanti alla gioielleria per pochi metri. Ho quindi parcheggiato la bici in un

cortile dove mi ero incontrato con “bb”. Ho allora preso il mio cellulare ed ho

inviato un SMS a AC 2 scrivendogli: “…vi aspettiamo..”. Sono quindi arrivati

anche AC 2 e __________. Anche loro hanno lasciato le bici lì. “bb” ed io,

siamo andati avanti. Siamo stati primi ad entrare nella gioielleria. Ci siamo

dapprima soffermati davanti alla vetrina che si trova vicino alla porta

d’entrata ed abbiamo dato l’ultima occhiata prima di entrare. A mio avviso

mancavano pochi minuti alle 1300. “bb” ha suonato alla porta, che era chiusa.

Le ragazze hanno aperto e noi due siamo entrati. Lui ha bisbigliato qualcosa in

portoghese, anche perché l’italiano lo parla malissimo. Come ho già riferito

lui è brasiliano. “bb” già prima di entrare mi aveva detto di non preoccuparmi

che le avrebbe distratte lui le ragazze. Una ragazza è andata ad aprirgli una

vetrina. Io ho invece chiesto, esprimendomi in inglese, all’altra di poter

vedere un Panerai che era esposto in un’altra vetrina interna. (le ho

detto:”..can I look this watch..” Mentre lei andava a prendere la chiave della

vetrina, mi sono girato ed ho visto che “bb” ha sollevato il pullover,

mostrando la pistola che teneva infilata nei pantaloni.

Tengo a precisare che qeusta pistola è un

giocattolo. Dopo aver mostrato la pistola, senza tuttavia impugnarla, ha fatto

segno alla commessa di stare zitta. (ha messo il proprio dito dinnanzi alla

bocca come quando si mima di far stare zitti). A quel punto sono entrato dentro

il banco, dove c’era l’altra commessa. Rimanendo dietro di lei l’ho presa con

le mani sui bicipidi, dicendole, in inglese”don’t move, don’t worry..” Visto

che gli altri due erano arrivati davanti alla porta, ho quindi detto alla

commessa “…open the door..” Il fatto che gli altri due dovessero sopraggiungere

all’incirca una ventina di secondi dopo la nostra entrata, l’avevamo deciso

quando ci eravamo trovati alle piscine di __________. La commessa ha quindi

pigiato sull’apri porta e gli altri sono entrati.

Ho dimenticato un particolare. Quando sono

entrato dentro il banco ed ho preso la commessa, con lei, mi sono avvicinato

alla parete, dove è appesa la telecamera. Con una mano l’ho girata, forse verso

l’alto o forse verso la parete. Siamo quindi rientrati al bancone e lei ha

aperto la porta.

ADR: che all’interno della gioielleria eravamo

quattro rapinatori e le due commesse.

Ricordo che la commessa mi ha aperto la vetrina

di Cartier, il tavolo dove c’erano i Rolex e delle altre vetrine. Io non ho

visto quello che facevano gli altri. Ho anche perso di vista la commessa. Ciò per

dire che io ero intento ad arraffare gli orologi. Una volta raccolti tutti, mi

sono girato, ho chiuso la borsa e me la sono messa sulle spalle come uno zaino,

così da non essere disturbato con la bicicletta…”

Sempre a suo dire, arraffata che ebbero la

refurtiva, uscirono tutti e con le biciclette tornarono (salvo “__________” che

cadde per cui dovette seguirli a piedi) al garage sotterraneo dove sarebbero

saliti sulla Ford Focus, riparando in zona “Bosco __________”. L’intesa tra

loro è che si sarebbero nascosti nella zona vicina al delta della __________

per evitare gli inevitabili posti di blocco. Sarebbero partiti separatamente il

giorno dopo quando le acque si sarebbero calmate. Sarebbero tornati nei giorni

successivi a prendere la refurtiva che avevano avuto cura di “imboscare”.

AC 2 non ha fatto ammissioni fino all’11.12.2009,

limitandosi nei precedenti verbali a scagionare B., per il resto avvalendosi della

facoltà di non rispondere. Ha ammesso di essere l’autore della rapina davanti

alla PP, presente il suo Difensore, nel citato verbale dell’11.12.2009 e ciò

nei seguenti termini:

…ammetto di aver commesso la rapina il

28.10.2009 ai danni della Gioielleria che la PP mi dice chiamarsi __________ ad

__________.

Di commettere la rapina me lo aveva proposto lo __________

e cioè __________ due o tre settimane prima del 28.10.2009. In polizia ho preso

atto che si chiama AC 1.

Eravamo in quattro. Oltre a me e allo AC 1

c’erano: un altro slavo e un altro italiano che conosco entrambi di vista.

Che io mi ricordi non ho in precedenza commesso

nessun altro reato con queste persone e neppure solo con AC 1.

Come ho detto 2/3 settimane prima di commettere

il reato, AC 1 mi ha proposto di vederci e mi ha detto che aveva preparato

tutto per commettere questa rapina in Svizzera, ad __________. Quando me ne ha

parlato la prima volta, non credo, a memoria, che fossero presenti anche gli

altri 2 autori. Mi disse che si trattava di una rapina ricchissima, che era in

danno di una gioielleria e che all’interno della gioielleria c’erano solo donne

e che la porta era aperta.

La rapina, in teoria, per quanto mi disse AC 1,

era facilissima, questo in teoria visto che mi trovo qua. Questo durante il

primo incontro.

Ci sono stati altri incontri per definire

esattamente le modalità del reato a cui erano presenti anche il secondo slavo e

il secondo italiano.

Io il secondo slavo lo chiamavo “aa”, ha ca. 30

anni, almeno così credo.

Il secondo italiano io lo chiamavo “bb” che è un

suo soprannome. Io so che lui si chiama __________ e ha ca. 55 anni.

Nelle 2/3 settimane precedenti la rapina abbiamo

avuto con AC 1 e gli altri, in totale 4/5 incontri per pianificare nel

dettaglio la rapina.

Venne stabilito che AC 1 e gli altri 2 dovevano

decidere se salire in treno o con un autobus. Io dissi loro che mi sarei

arrangiato da solo. Avevo chiamato B. e gli avevo chiesto se mi poteva accompagnare

a __________. Lui mi aveva risposto di si…”

AC 2 sottacque in quel verbale che la mattina del

28.10.2009, nell’auto di B., con lui, c’era anche il AC 1, circostanza

accertata nel seguito. A differenza di AC 1, AC 2 ha riferito che dall’Italia portarono un furgone bianco (e non una Ford Focus), da lui fattosi prestare da un

conoscente, lo stesso col quale il cosiddetto “bb” sarebbe (forse) tornato in

Italia il giorno dopo la rapina. In aula è stato AC 1 ad eliminare tale

discrepanza asserendo di aver mentito, ovvero asserendo che tra __________ ed __________

s’erano mossi con un furgone bianco e non con una Ford Focus. Per il resto entrambi

hanno confermato che nella gioielleria entrarono dapprima AC 1 e il “bb”. Dopo

una ventina di secondi entrarono anche AC 2 e “aa”. AC 2 -come già cennato- sapeva

che il “bb” aveva con sé, infilata nella cintura dei pantaloni, una pistola

giocattolo.

Entrato che fu, AC 2 vide AC 1 che teneva una

delle commesse. Presa una borsa, si diede a svuotare le vetrine degli orologi

esposti. Ad un certo momento, “bb” lo chiamò per farsi aiutare nell’ammanettare

le commesse che erano distese a terra. Un braccialetto era già chiuso intorno

ad uno dei loro polsi.

A AC 2 non riuscì di chiudere anche l’altro. L’ammanettamento

delle commesse era stato pianificato. Si trattava di ritardare il più possibile

il momento in cui esse avrebbero dato l’allarme. Udì “bb” dire “rapido rapido”.

Essendo rimasto l’unico all’interno della gioielleria, si sarebbe affrettato ad

uscire. Per il seguito, così ha dichiarato nel citato verbale dell’11.12.2009

(confermato al dibattimento):

Io sono uscito per ultimo senza borse. Gli altri

3 avevano una borsa a testa. Abbiamo ripreso le biciclette ed io pur essendo

uscito per ultimo ho superato "aa" a cui si era guastata la

bicicletta e AC 1 che evidentemente andava piano per aspettare "aa".

Arrivati in fondo ad una stradina stretta abbiamo trovato un grosso camion in

retromarcia che occupava interamente la larghezza della strada per cui neanche

strusciando sul muro si poteva passare.

Durante i sopralluoghi, quando studiavamo le vie

di fuga e i percorsi da effettuare dopo la rapina, non avevamo mai visto niente

di simile. Ad un certo punto io e "bb" ci siamo infilati con le bici

in un piccolo parcheggio di un Hotel mentre il camion arretrando ha lasciato la

strada libera. Abbiamo continuato ed abbiamo raggiunto il parcheggio

sotterraneo dove c'era il furgone. AC 1 e "aa" sono arrivati in

ritardo rispetto a me e "bb" nel parcheggio sotterraneo. Non so come

siano riusciti a passare loro rispetto alla strada ostruita dal camion. Con un

minuto o due di ritardo rispetto a noi, ci hanno raggiunto. Abbiamo lasciato 2

biciclette nel sotterraneo ed una l'abbiamo caricata nel furgone, mentre la

quarta e stata lasciata da "aa" per strada visto che si era rotta. (n.d.r.

essa è stata effettivamente trovata nel seguito dalla Polizia).

ADR che io mi ricordi anche "bb" aveva

indossato una parrucca. Gli altri due non le hanno indossate. Io ho indossato

una parrucca nera e "bb" una parrucca grigia.

In totale confermo che le parrucche erano quattro.

"bb" si e messo alla guida del furgone

e noi tre nel vano carico, accovacciati per terra. Io ho sentito la sirena di

un'auto della polizia vicina, probabilmente ci precedeva.

Siamo arrivati a __________ ed abbiamo

parcheggiato sullo spiazzo sterrato da dove eravamo partiti.

Siamo scesi a piedi, “bb” si e allontanato verso

il lungolago, cosi come lui mi ha detto più tardi al telefono.

Noi 3 eravamo nel parco __________. Io e AC 1

siamo andati nel posto dove poi sono stati ritrovati i teli mimetici ecc che

avevamo già individuato nei sopralluoghi. Questi teli mimetici erano sul

furgone in alcune borse. Erano due teli in tutto che sono rimasti a me.

"aa" invece è andato in un'altra

direzione. E' stato in questo momento che io, girandomi, ho visto "aa"

aggiustarsi le calze. Ho poi chiamato al telefono "bb" dicendogli di

raggiungere "aa", cosa che lui ha poi fatto, raggiungendolo nel posto

che avevamo individuato in un angolo del bosco, distante dal posto mio e di AC

1, poche centinaia di metri.

Le borse con i gioielli sono rimaste sul furgone.

Io e AC 1 non siamo più usciti da quel nascondiglio fino a poco prima

dell'arresto.

Dopo aver passato la notte nel nascondiglio, “aa”

e “bb” sono andati al mattino presto al furgone. Non ricordo l'orario ma

dev'essere poco prima di ricevere l'SMS da “bb” con il nr. 116 che indicava il

nr. di pezzi rapinati.

“aa” e “bb” hanno preso le 3 borse con i gioielli

e le hanno portate nel loro nascondiglio. Qui hanno contato la refurtiva e mi

hanno mandato, come detto, un SMS con il nr. 116..”

Al riguardo devesi annotare che il testo del SMS

inviato da “bb” a AC 2 il 29.10.2009, alle ore 12:59, indicante il nr. 116 era

già stato contestato a AC 2 dagli inquirenti, insieme al contenuto di altri

SMS, nel verbale del 03.11.2009 (AI 72, all. 17). In quell’occasione AC 2 s’era

avvalso della facoltà di non rispondere.

In merito al valore del bottino è interessante

annotare che pochi minuti dopo le 13:00, ovvero il 28.10.2009 alle 13:13,

parlando al telefono con “cc” alias C., AC 1 gli diceva testualmente:

… una montagna, una montagna! Anche la mecca

abbiamo preso! Una montagna, una montagna, fratello!...”

E alle 13:30, “cc” alias C. (di tutta evidenza

colui che nel gruppo aveva il compito di trovare un acquirente degli orologi)

così si esprimeva parlando con un uomo, non identificato (verosimilmente un

possibile ricettatore), avente in uso l’utenza __________ (cfr. AI 51, p. 4-5):

cc”: “C’era un bingo stamattina, fratello. Manda

qualcuno per gli orologi.”

Uomo: “Aha. C’è un po’ di tutto?”

“cc”: “Si, c’è, un valore di un milione e

duecento, trecento.”

Uomo: “Bene. Dimmi..”

“cc”: “Stamattina abbiamo fatto il lavoro, la

merce l’hanno lasciata in Svizzera.”

Uomo: “Aha, aha…”

“cc”: “Domani o dopodomani una donna porterà

tutto.”

Uomo: “Lo porterà li da voi?

“cc”: “Si.”

Uomo: “sai la percentuale che si darà?”

“cc”: “Non lo so. 20-30…non lo so.”

Uomo: “Va be’, va be’, non dire altro.”

“cc”: “Ci sono quanti ne vuoi.”

Uomo: “Ok, ok chiamo una persona e ti richiamo.”

“cc”: “Deve programmare per dopodomani.”

…omissis…omissis…”

Al riguardo è appena il caso di annotare che, appena

mezz’ora dopo la rapina, C. già sapeva che la refurtiva aveva un valore di “un

milione e duecento, trecento”!

Tanto AC 1 quanto AC 2 hanno ammesso che, se non

fosse intervenuto l’arresto e il conseguente sequestro della refurtiva, essi

l’avrebbero divisa in parti uguali, rispettivamente avrebbero diviso in parti

uguali il ricavo della vendita. Neppure in aula è stato possibile sapere

qualcosa in più (rispetto a quanto non si possa desumere dalle intercettazioni

telefoniche) dagli accusati circa il ruolo di C., essendo essi unanimi nel

sostenere di non voler coinvolgere persone che non c’entrano.

Nondimeno l’entusiasmo di AC 1 per il cospicuo

bottino conseguito emerge (oltre che dal già riprodotto colloquio telefonico del

28.10.2009, ore 13:13 con C.), anche dal messaggio da lui inviato alla moglie

il 28.10.2009 alle ore 14:06, del seguente tenore:

Amore mio, a sto giro ci compriamo la casa ma

per davvero. Mi mancate tanto e non vedo l’ora di abbracciarvi!

Vi amo tanto”

6. Al

dibattimento AC 1 e AC 2 hanno anche confermato che la rapina del 28.10.2009 è

stata preceduta da diversi sopralluoghi da loro e/o dai correi effettuati ad __________

nelle settimane precedenti.

A prescindere dalle loro ammissioni, la loro

presenza in Ticino in tale periodo è già peraltro certa sulla scorta delle

localizzazioni effettuate dagli inquirenti in base all’utilizzo dei cellulari

in loro uso. Come dimostra la tabella in AI 72, all. 81:

- “bb” ha

attivato antenne in territorio di __________ e di __________ il 21.09.2009;

- il

24.09.2009 sono state attivate da AC 1 antenne in territorio di __________, __________,

__________, da A. antenne in territorio di __________, __________,

__________, da “bb” l’antenna di __________;

- il

28.09.2009, AC 2, A. e “bb” erano in Ticino, avendo attivato rispettivamente le

antenne di __________, __________ (foce della __________), __________, di __________

e __________ e di __________;

- il

29.09.2009, A. e “bb” erano in Ticino, avendo attivato rispettivamente le

antenne site in territorio di __________ e di __________ e __________, nonché

di __________;

- il

30.09.2009 erano in Ticino AC 1, AC 2 e “bb”, le antenne attivate dall’uno o

dall’altro essendo numerose e ciò in territorio di __________, __________, __________,

__________, __________ ed anche in territorio di __________, __________, __________,

ed ancora di __________, __________, __________, __________, __________, __________

e __________;

- il

13.10.2009, A. ha attivato un’antenna a __________ e “bb” antenne ad __________

e __________;

- il

26.10.2009 erano in Ticino di sicuro A. e “bb” che risultano aver attivato

antenne a __________ e a __________ e poi a __________, __________, __________

e __________;

- numerose

poi le antenne attivate il 28.10.2009 (giorno della rapina) da tutti e quattro,

ovvero da AC 1, AC 2, A. e “bb” (nonché, in un caso, anche da B.).

Ciò prova che vi sono stati plurimi sopralluoghi

e che la zona di __________ e __________ è stata ispezionata a dovere. È stato

-come hanno ammesso gli accusati- studiato l’obiettivo, il percorso, le vie di fuga

e sono stati approntati gli strumenti necessari, i mezzi di trasporto (comprese

le quattro biciclette), le parrucche per il travisamento, la pistola giocattolo

(invero assai somigliante ad una vera), le borse, le manette, i guanti, gli

indumenti per cambiarsi, ecc.

A dire di AC 1 a proporre il “colpo” sarebbe stato “bb” e lui l’avrebbe poi proposto a AC 2. Nondimeno è pacifico che tutti e

quattro hanno poi di concerto, concordato i preparativi e partecipato alla

rapina. Ciò emerge bene dalle dichiarazioni rese da AC 2 alla PP nel verbale

della confessione dell’11.12.2009, laddove ha ammesso che:

…sono venuto a __________ con AC 1 e gli altri

due a fare un sopralluogo, perlomeno in 2 occasioni nel corso del mese di

ottobre. Questa è una cosa che si fa di prassi perché bisogna rendersi conto

dei luoghi e delle difficoltà. Anche a fare i sopralluoghi abbiamo raggiunto __________

ed __________, separatamente.

Io una volta sono

venuto con una mia piccola macchina che ho, una Peugeot 206 grigia, targata __________

.... , non mi ricordo più il resto del numero. Ha ca. 12 anni.

Anche in occasione del secondo sopralluogo ho

raggiunto __________ e __________ con la mia auto, portando con me o lo slavo

"aa" o I'italiano "bb". Per i sopralluoghi AC 1 é venuto su

con la sua auto Mercedes nera, insieme a uno degli altri due autori del

"facile" reato.

Per i sopralluoghi siamo sempre venuti in

mattinata e siamo rientrati senza neanche fermarci a mangiare e neppure a

dormire. Abbiamo guardato i luoghi, Ie vie di fuga ed eventuali luoghi dove

nasconderci. Era stato deciso infatti che avremmo passato la notte dopo la

rapina, a __________ per poi rientrare quando si sarebbero calmate Ie acque

quindi iI giorno dopo o quello seguente.

Anche per il rientro in ltalia, era stato

previsto che ognuno poteva chiamare chiunque per farsi venire a prendere,

I'importante era rientrare in modo separato. Io mi sarei arrangiato, come ho

fatto, con B..

So che AC 1 si è fatto venire a prendere da una

persona che io non conosco, una donna che è venuta a prenderlo…omissis…

Dopa la rapina ci siamo spostati con un mezzo, un

furgone di colore bianco che io mi ero fatto prestare e che a quest'ora

dovrebbe già essere rientrato in Italia. Alla guida c'era il "bb".

Avevamo portato su a __________ questo furgone o iI giorno prima o due

giorni prima della rapina…omissis…

Tra noi 4 eravamo rimasti d’accordo che il

furgone sarebbe rimasto a __________.

ADR che abbiamo adottato questa modo di

raggiungere la Svizzera sia in occasione dei sopralluoghi e sia a maggior

ragione iI giorno della rapina e cioè separati, per avere meno rischi di essere

fermati. E' evidente che 4 persone in una macchina danno

maggiormente

nell’occhio. Stessa cosa era poi stata decisa, come detto, per il rientro.

La mattina del 28.10. siamo partiti prestissimo,

con largo anticipo, per avere tutto il tempo per vedere com'era la situazione

sul posto. Le bici erano state portate sul posto da molto più tempo di quello

che riferisce AC 1.

Ricordo che quando avevamo fatto i sopralluoghi,

Ie biciclette erano già ad __________, parcheggiate nel parcheggio della Chiesa

della scuola che si trova ad __________. Ricordo che c'e un muro di cinta che

abbraccia la scuola e la chiesa. Ricordo che c'e iI portabiciclette a

rastrello. Le biciclette erano chiuse con due lucchetti legate insieme due a

due. Le bici ce Ie ha fatte trovare su AC 1. Non so con quale auto Ie abbia

portate in Svizzera.

Per riprendere iI racconto della rapina, io sono

partito alle 06.30 circa da __________ con B.. Gli altri due come ho detto,

sono arrivati in treno mentre AC 1 non so come sia arrivato su. Ci siamo

trovati tutti e 4 a __________ tra Ie ore 10.00 e Ie ore 11.00…omissis… (n.d.r.

invece -come è emerso poi- sapeva perfettamente che erano venuti insieme lui e AC

1 con autista il B.).

Con il furgone, tutti

e 4 insieme con "bb" alla guida e noi altri 3 dietro, siamo andati a

prendere Ie biciclette ad __________.

Sui 2 vetri posteriori del furgone abbiamo

applicato con del velcro due pezzi di stoffa neri che avevamo comprato in

Piazza __________ a __________. Un altro straccio nero lo abbiamo attaccato

sempre con il velcro dietro i due sedili anteriori per evitare che attraverso

Considerandi

iI vetro anteriore si vedesse I'interno del furgone. II motivo per il quale la

Polizia che ci precedeva con l'auto, non ci ha visti è che noi ci eravamo

distesi all'interno del furgone con “bb" alla guida.

Il furgone è stato posteggiato nel parcheggio

sotterraneo di un condominio. Credo di ricordare i due slavi e cioè AC 1 e

"aa" sono scesi subito prima di questa posteggio sotterraneo. Io e

"bb" siamo usciti per ultimi. Ci siamo quindi ritrovati tutti e

quattro al parcheggio delle biciclette al __________, come mi suggerisce il mio

difensore.

Ognuno ha preso la sua bicicletta e ci siamo

divisi. Io e "aa" e "bb" con AC 1.

Questo è successo pochi minuti prima della

rapina.

AC 1 mi ha mandato un SMS dicendomi

"vieni" visto che lui e "bb" si erano avvicinati

all'obiettivo ed erano davanti alia gioielleria…”

Il parcheggio sotterraneo s’è avverato essere

l’autorimessa di una palazzina sita in via __________ che aveva il portone

aperto a causa di un guasto. AC 1, con “bb”, si recò al Bar __________ ed

effettivamente da lì spedì alle ore 12:53 un SMS a AC 2 del seguente tenore “Siamo

davanti al lavoro vi aspettiamo”, dopodiché AC 2 e A. li raggiunsero.

Qualche minuto prima delle 13.00 -come già

cennato- AC 1 (che portava un cappellino con visiera gialla e occhiali da sole)

e “bb”, fingendosi dei clienti entrarono nella gioielleria, seguiti a breve

dagli altri due (o tre, se vi fu un quinto uomo). La rapina si svolse come già

illustrato dalle due venditrici. AC 1 ha dato e dà atto di aver immobilizzato afferrandola da tergo e tenendola per le braccia, PL 1, dopo che il compare

aveva già mostrato la pistola a PL 2. Dopo pochi secondi entrarono anche AC 2

(che portava una parrucca) e A.. Avevano con loro le

borse per riporvi la refurtiva. Nel seguito “bb” (che portava una parrucca) conduceva

le commesse in un locale attiguo, dove prima intimava loro di aprire la

cassaforte (che però era già aperta e conteneva più di fr. 3'000.- in contanti

e una collana in oro bianco; il tutto è stato rubato). Nel contempo i compagni

svuotavano le vetrine esterne ed interne.

Ad un certo punto “bb” chiedeva l’aiuto di AC 2

per completare l’operazione di ammanettamento delle commesse che avevano fatto

sdraiare (o sedere) per terra, operazione che però restava incompiuta.

Qualcuno provvide anche a strappare dal suo sito

il videoregistratore che fu portato via (in realtà non era in funzione in

quanto guasto). Della fuga già si è detto. AC 1 dà atto di avere nel tragitto

dal garage sotterraneo di via __________ fino a __________, zona lido, contato

gli orologi rubati accertando che erano 116. Secondo AC 2, egli seppe via SMS

da “bb” che erano 116. AC 1 e AC 2 si nascosero in zona “Bosco __________”. Gli

altri due, poco distante, in zona “__________”, portando seco la refurtiva.

Passarono la notte all’addiaccio, mentre attendevano per l’indomani chi li

doveva riportare in Italia, ovvero la E. e B.. Un tale “__________” ricondusse

in Italia A., mentre nulla è dato di sapere sul come lasciò la Svizzera “bb”.

Dato che non è stato rinvenuto nessun furgone, è possibile che egli sia

rimpatriato con quello. Dato che AC 2 ha, nel suo verbale alla PP, accennato al fatto che “bb” aveva portato a __________, in vista del rientro, la sua

personale vettura, non si può escludere che vi fosse, a completare il gruppo, un

quinto uomo che portò via il furgone. Comecchessia, sta di fatto che il loro

piano prevedeva il rientro di ognuno separatamente, per non dare nell’occhio.

Del pari s’erano altresì accordati di nascondere

la refurtiva e di recuperarla tosto che le acque si fossero calmate. “cc” alias

C., l’uomo che da Milano teneva i contatti con loro e con il/i ricettatore/i,

in una conversazione telefonica intercettata ha evocato quale giorno della

“vendita”, il sabato successivo, ovvero il 31.10.2009.

Per quel che ne è della spartizione della

refurtiva, AC 2 ha dichiarato che (cfr. già citato verbale 11.12.2009 p. 6):

ADR: che in merito alla spartizione della refurtiva,

posso dire che era previsto che venisse venduta tutta in blocco ed il ricavato

diviso in 4 parti uguali. Con certezza non avevamo un ricettatore sicuro che

potesse avere una simile disponibilità.

Per rispondere alla PP

che mi chiede quanti soldi prevedevamo di realizzare rispondo che trattandosi

di 116 pezzi, potevamo realizzare €150/200'000.- da dividere in 4 parti.

Sono certo che sarebbe stato diviso tutto in 4

parti. Avevamo discusso e concordato questa ripartizione.”

La circostanza è stata confermata da AC 1 nel

verbale reso alla PP il 16.12.2009 p. 8; d’altro canto le conversazioni

telefoniche intercettate dagli inquirenti italiani provano ad oltranza che, a

Milano, “cc”, alias C., si stava attivamente occupando

della “vendita” della refurtiva.

7.

In merito ai correi latitanti, malgrado l’assenza di

collaborazione degli accusati, segnatamente di AC 1, grazie agli inquirenti

italiani e ad alcune ammissioni fatte dalla E., è stato possibile accertare che

(cfr. rogatoria sub AI 51):

- AC 1 e A.,

oltre ad essere stati arrestati insieme a Milano il 09.03.2007 in flagranza di

furto, risultano entrambi risiedere a __________ in via __________. Sono quasi

coetanei ed entrambi provengono da __________;

- la figlia

di A., __________, nata l’__________, è sentimentalmente legata a C.;

- C. e D.

hanno trascorso insieme un periodo in carcere; quando a C. sono stati concessi

gli arresti domiciliari, egli ha trovato alloggio nella casa di __________

della E., la cui figlia è (o era) la compagna di D. e madre di due figli avuti

da lui (di cui la E. è quindi la nonna);

- terminato

il periodo degli arresti domiciliari di C., fu AC 1 a recarsi a prenderlo a __________, a casa della E. e fu in quell’occasione che E. e AC 1 fecero la

reciproca conoscenza.

Tutto ciò per dire che i legami tra AC 1, A. e C. sono assai stretti (il che è peraltro confermato dalla confidenzialità delle conversazioni

telefoniche avvenute tra loro). I tre fanno parte di un “giro” più vasto che

collega AC 1 a AC 2 e a B.; AC 1 e C. a D. e alla E.; AC 1 e AC 2 a “bb” (la cui identità entrambi gli accusati coprono) e, tramite C., all’ambiente dei ricettatori.

Gli stretti rapporti che sono esistiti tra AC 1 e

A. sono provati ad oltranza dal fatto che, nel periodo 25.05.2009-30.10.2009,

essi hanno tra loro stabilito ben 954 connessioni telefoniche. Nello stesso

periodo, AC 2 ha stabilito con A. 53 connessioni telefoniche. Come attesta il

rapporto di esecuzione della Polizia cantonale del 18.03.2010, nel citato

periodo 25.05.2009-30.10.2009, è risultato che:

- AC 1 e AC

2.

hanno stabilito tra loro 175 connessioni telefoniche;

- AC 1 e il

cosiddetto “bb” ne hanno stabilite 52;

- AC 2 e “bb”

ne hanno stabilite tra loro 100.

Alle intercettazioni telefoniche acquisite dagli inquirenti

italiani e/o svizzeri, evocate in aula, si rinvia non senza qui riprodurne

alcune.

Le tre seguenti risalgono al giorno prima della

rapina.

Sono avvenute, nell’ordine tra “cc”, alias C., e D.,

tra “cc”, alias C. e “__________” e tra “cc”, alias C.,

e AC 1:

27.10.2009

ore 20:30

“ cc

per D.:

cc: Ciao emico mio

D.: AIlora?

cc: Come stai?

D.: Bene

cc: Va bene ... stai tranquillo questa settimana

ti sistemo tutto

D.: di ... guarda che Ii ho dato la carta... ne

avevo due uno I'ho spedito e una gliel'ho data a lui te l'ha data?

cc: Si me I'ha data sono appena uscito dal mio

amico … niente tutto a posto massimo ... guardo cosa mi ha detto … massimo

massimo mercoledì o giovedì questa settimana

D.: Va bene, va benissimo dai

cc: Qualcosa devo fare

D.: Te come va?

cc: è così ... prendiamo soldi sicuro

D.: va bene dai

cc: gia sistemato qualche devo solo ... devo

tornare informazione qualche ...

D.: Si si

cc: Bene

D.: Si si andiamo bene

cc: Ti saluto tanto ci vediamo venerdì o sabato

D.: Ok va benissimo

cc: Ciao amico mio

D.: Ciao ciao”

27.10.2009

ore 23:37

__________ “Ci sentiamo domani mattina. Che

facciamo domani mattina? a quelli vanno domani mattina? Ma quelli vanno domani

mattina?

Vanno??" (ripete perchè “cc” non da una

risposta chiara).

“cc”: "FrateIlo, io non lo so."

__________ ridendo: “Ma tu sai sempre tutto, non

prendermi in giro. Dimmi se vanno o no. Vanno o no?"

“cc”: "Ma che ne so io, non chiedere a me.”

__________: "Ma io ti sto chiamando per

sapere cosa facciamo domani mettina!"

“cc”: "Non lo so. QueIlo che vuoi.”

__________: Dobbiamo andare in ricerca di una

macchina, visto che da quelli li non arriva ancora niente, almeno non fino aIla

settimana prossima non arriva. Ma sicuramente.”

“cc”risponde: "A domani.. "

Si salutano.”

27.10.2009

ore 23:39

“cc”dice: "Mi ha chiamato __________. Vuole

sapere. Stupido, cosa mi deve chiamare! Mi ha chiesto se andiamo domani. Gli ho

risposto cosa me lo chiede a fare, a me.. Uno stupido, cosa mi chiama."

Non tutto

comprensibile a causa dei rumori, ma forse

AC 1 dice che si poteva rispondere che non ci

sarà nessuna partenza.

Segue discorso generico suI cibo (AC 1 ha mangiato male e non si sente bene).

Si salutano: ci sentiamo domani.”

La mattina della rapina, 28.10.2009, nelle ore

prima di commetterla si sono scambiati SMS AC 2 e AC 1 alle 6:42, alle 6:43,

alle 6:46 e alle 15:53, del seguente tenore:

SMS "Buon giorno ... come va"

SMS “Tutto bene. Tra quanto passi?"

SMS "Penso tra una mezza ora ciao"

SMS "Siamo davanti al lavoro vi

aspettiamo"

Della telefonata di AC 1 a “cc”, alias C., del 28.10.2009, ore 13:13, si è già detto.

Nel seguito -come emerge dalla rogatoria in AI 51-

“cc”, alias C., ha parlato al telefono con tale __________, nei seguenti

termini:

28.10.2009

ore 14:56

__________ per “cc”.

__________: "Che fai?"

“cc”: "Ho lasciato la macchina, per

ripararla, mi ha toccato nel parcheggio uno scemo due settimane fa."

In questo punto si

comprende poco, ma poi “cc”dice:

"I miei amici

erano andati in Svizzera. Hanno terminato il lavoro."

__________: "Quello che hai voluto tu?"

“cc”: "Aha." (affermativo)

__________: Tu perchè non sei andato con

loro?"

Non si capisce la

risposta di “cc”.

__________: "Passato tutto in ordine."

“cc”: "Loro sono ancora Iì, 2 giorni, in un

bosco.”

__________: "Con tutta la roba?"

“cc”: "Si."

__________: "Uuuu. Tornano tra 2

giorni?"

“cc”ridendo: "Speriamo che ritornino.”

__________: "Quanti soldi?"

“cc”: “Quanti ne voui.”

__________: "Pieno?! Speriamo che andrà

tutto bene."

__________: "Da quando e che sei Iì? Li dove

ti trovi? Quanti anni?" “cc”non capisce a cosa si riferisce.

In questo punto si

comprende poco.

Uomo: "Sono tre anni?"

“cc”: "Sarà che sono 3 anni."

__________: "Lungo, ma dai adesso starai

bene. Come sta la

piccola?"

... omissis ...”

Il pomeriggio del 28.10.2009 “cc”, alias C. e AC

1.

si sono parlati ancora alcune volte.

La mattina del 29.10.2009, alle 7:26 “bb” ha

scritto a AC 2 un SMS “tutto ok”.

La stessa mattina alle 7:53 AC 1 e “cc”, alias C.,

hanno avuto un colloquio telefonico del seguente tenore:

29.10.2009

ore 7:53

AC 1: Che fai?

“cc”: Sei ancora nascosto?

AC 1: Non mi muovo, anche ieri sera hanno

cercato.

“cc”: veramente?! (in questo punto dice che si è

sentito con qualcuno, si comprende poco, dovrebbe essere D.)

AC 1: Che dicono? Quanto è stato preso?

“cc”: Cosa? A, ma quello dovrebbe essere una

notizia nuova, non c’è ancora.

AC 1. Tutto abbiamo preso.

“cc”ride: Veramente, bravi!

AC 1: 2 borse piene fratello. Siamo pieni.

“cc”: Più di quanto serviva ... Aspetto mi chiama

.. (non si comprende)

AC 1: Dove sei, a casa?

“cc”: Ma fino a quando rimanete Ii?

AC 1: Stasera alle 16.30 - 17.00 usciamo, quando

sarà più buio. Ci ammazza l’umidità. Sapessi come è. Tremo tutto.

“cc”: Fai una passeggiata.

AC 1: Ma non posso uscire da qui. Sono in un

posto di circa 2 metri.

La conversazione non comprensibile integralmente

in quanto AC 1 parla a voce bassa.

Si salutano.”

I due si sono riparlati alle 10:12 e durante tale

conversazione AC 1 ha nominato “__________” riferendosi con tale nomignolo a AC

2.

Ha detto che la refurtiva era stata “sotterrata”.

Alle 10:59 “bb” ha

scritto a AC 2 un SMS del seguente tenore:

“ SMS

"Tutto bene doctor noi siamo senza sigarette e tu a che ora vai”

Alle 11:48 “cc”, alias

C. ha parlato al telefono con D. in merito alla questione che sarebbe stata la E.

ad andare a __________.

Subito dopo, alle

11:51, “cc”, alias C., ha informato AC 1.

Alle 12:57, alle 12:59

e alle 13:02, “bb” e AC 2 si sono scambiati tre SMS. Il testo del secondo era

il seguente:

“ SMS:

“Tu vuoi vedere dove è il materiale? 116”

Nel seguito si sono

scambiati ulteriori telefonate e SMS il C. sia con il D., sia con il AC 1, per

la maggior parte attinenti alla venuta a __________ della E. e al suo incontro

con AC 1.

Delle telefonate via

via più inquiete, intercorse tra C. e A., rispettivamente tra C. e D. dalle

17:00 in poi, quando più non riuscivano a collegarsi con AC 1, si è già detto.

8.

Giusta l’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CP commette rapina ed è

punito con una pena detentiva sino a dieci anni o con una pena pecuniaria non

inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque commette un furto usando

violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente alla vita

o all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza.

Nel concreto caso è pacifico che gli accusati,

agendo in correità tra loro e con terzi, hanno commesso il citato reato, avendo

essi spezzato (uno dei rapinatori minacciando PL 2 con una pistola giocattolo e

AC 1 afferrando da tergo PL 1 e immobilizzandola alle braccia) la volontà e

ogni possibilità di resistenza delle due donne, costringendole ad aprire le

vetrine del negozio, nelle quali erano riposti orologi e gioielli di gran marca

(e quindi di valore) di cui hanno fatto razzia, lasciando la gioielleria

praticamente vuota.

Nella commisurazione della pena (art. 47 CP) il giudice tiene

conto della colpa del reo, della vita e delle condizioni personali

di lui nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita. Secondo

l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa e determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la riprensibilità

dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle

circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di

evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.

Come ha già stabilito in numerose sentenze la superiore Corte di

cassazione e revisione penale (cfr. ancora di recente la sentenza 12.05.2010

della CCRP in re F. M.), “…come nel vecchio diritto (art. 63 v. CP), il giudice

commisura la pena essenzialmente in funzione della colpevolezza del reo. Il

legislatore ha ripreso, al cpv. 1, i criteri della vita anteriore e della

condizione personale e aggiunto la necessità di tener conto dell'effetto che la

pena avrà sulla vita dell'autore. Con riguardo a quest'ultimo criterio, il

messaggio precisa che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non

deve essere sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue

potrà presumibilmente trattenere I'autore dal compiere altri reati (messaggio

del 21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del

codice penale militare nonché della legge federale sui diritto penale minorile,

FF 1999 1744). La legge codifica, così, la giurisprudenza secondo cui occorre

evitare di pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato

(DTF 128 IV 73 consid. 4c pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questo

criterio di prevenzione speciale permette tuttavia soltanto di effettuare

correzioni marginali, la pena dovendo in ogni caso essere proporzionata alla

colpa (STF del 14 ottobre 2008, inc.6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008,

consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc.6B_370/2007, consid. 2.2; STF del 17

aprile 2007, inc.6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti).

Codificando la giurisprudenza, I'art. 47 cpv. 2 CP fornisce un

elenco esemplificativo di criteri che permettono di determinare la gravità

della colpa dell'autore. Il giudice dovrà prendere in considerazione il grado

di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso nonché la riprensibilità

dell'offesa, elementi che la giurisprudenza designava con I'espressione

"risultato dell'attività illecita" rispettivamente "modo di

esecuzione" (DTF 124 IV 6 consid. 6. pag. 20). Sotto iI profilo soggettivo,

la norma rinvia ai moventi e agli obiettivi perseguiti che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP), nonché alla possibilità

che I'autore aveva di evitare I'esposizione a pericolo o la lesione

riferendosi, in quest'ultimo caso, alla libertà dell'autore di decidersi a

favore della legalità e contro l'illegalità (v. DTF 127 IV 101 consid. 2a pag.

103). In relazione a quest'ultimo criterio, il legislatore impone al giudice di

tener conto della situazione personale dell'autore e delle circostanze esterne.

La situazione personale può, senza che vi sia un reperto patologico ai sensi

dell'art. 19 CP, turbare la capacità di valutare il carattere illecito

dell'atto. Le circostanze esterne si riferiscono, per esempio, a situazioni di

emergenza o di tentazione che non siano cosi pronunciate da giustificare

un'attenuazione della pena (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008, inc.6B_370/2007,

consid. 2.2) Analogamente all'art. 63 vCP, I'art. 47 CP non elenca in modo

dettagliato ed esauriente gli elementi pertinenti per la commisurazione della

pena (STF dell'11 aprile 2008, inc.6B_738/2007, consid. 3.1). Questa

disposizione conferisce, dunque, un ampio potere d'apprezzamento al giudice.”

Nel concreto caso la Corte ha considerato assai

grave la colpa degli accusati che non hanno esitato a venire, per puro scopo di

lucro, a più riprese, da __________ fino ad __________, talvolta insieme,

talaltra alternandosi ai correi, per pianificare in ogni dettaglio e infine per

consumare una rapina audace e spregiudicata, il cui obiettivo -invero

ambizioso- era quello di svaligiare, in pieno giorno e in pieno centro

un’intera gioielleria. Con grande determinazione e sangue freddo, da veri

professionisti, essi hanno, di comune concerto, messo a punto e poi a segno un

piano articolato e meticoloso; hanno studiato a fondo l’obiettivo, gli orari di

apertura della gioielleria, le abitudini delle commesse, le vie per giungere e

per ripartirsene e altresì hanno saputo valutare con buona approssimazione il

valore della considerevole refurtiva che si apprestavano a rubare, al punto

che, appena mezz’ora dopo la rapina, il loro uomo di contatto rimasto a __________,

ovvero C., era in grado di comunicare al telefono al suo interlocutore che la

refurtiva valeva un milione duecentomila o trecentomila.

D’altro canto il fatto che il negozio esponeva

orologi e gioielli di gran marca la dice lunga sulla volontà degli accusati e

dei loro correi di mettere a segno un “colpo” davvero grosso.

Incuranti delle dogane e dei possibili controlli,

gli accusati sono ripetutamente venuti a __________ e ad __________ per altresì

studiare i luoghi in cui riparare dopo la rapina, in cui nascondersi e

nascondere la refurtiva, in attesa che le ricerche della polizia si allentassero.

All’uopo hanno preparato un furgone, attrezzato di tutto punto: dalle

biciclette -ingegnoso mezzo per percorrere velocemente i vicoli di __________ -,

ai vestiti di ricambio, dalle parrucche per travisare il loro aspetto, alla

pistola che doveva sembrare vera per intimidire -solo mostrandola- le commesse,

dalle manette che dovevano ritardare l’allarme, ai tanti altri oggetti che

potevano loro servire e che la polizia ha poi ritrovato nel bosco.

Il giorno della rapina gli accusati hanno curato

di farsi accompagnare a __________ da B., un incensurato, proprietario

legittimo della vettura che guidava e quindi persona tale da superare senza

problemi eventuali controlli.

Incontrati i correi a __________, con efficienza

e rapidità hanno eseguito il “lavoro” con la spavalda sicurezza di chi ha tutto

ben studiato e quindi sa esattamente cosa fare e come fare. In pochi secondi AC

1.

e il cosiddetto “bb” hanno preso il controllo sulle commesse, il primo con la

forza, il secondo con la minaccia, mostrando la pistola che teneva alla

cintola.

Fatti entrare anche AC 2 e A., in pochi minuti,

rapidi e precisi, hanno svuotato il negozio, dopodiché sono spariti nella

boscaglia. Solo il fortuito, insperato, aiuto degli inquirenti italiani è

giunto il giorno successivo a dare a quelli ticinesi quel tanto di indizi che ha

permesso di localizzare e poi fermare gli accusati e, il 30.10.2009, di

recuperare gran parte della refurtiva.

Certo è che la rapina era tecnicamente consumata

quando essi sono stati arrestati. Nondimeno il fatto che la maggior parte della

refurtiva sia stata, per finire, ritrovata, è stato considerato dalla Corte come

una diminuente.

Del pari la Corte ha considerato a favore degli

accusati la circostanza che, per fare la rapina, il gruppo si sia portato appresso

una pistola giocattolo anziché un’arma da fuoco vera. Avuto riguardo a AC 1 non

si è potuto, d’altra parte, non considerare l’arditezza con cui ha

immobilizzato, afferrandola da tergo per le braccia, PL 1, curando nel contempo

di dare una manata alla telecamera per spostare verso il muro l’obiettivo. Un

comportamento quest’ultimo che denota altresì una certa scaltrezza.

Determinazione hanno poi dimostrato entrambi gli accusati passando la notte del

29.10.2009

all’addiaccio, nella boscaglia, attenendosi ad un preordinato piano

che -se non fosse intervenuto l’imprevisto e imprevedibile aiuto degli

inquirenti italiani- sarebbe sicuramente stato destinato al pieno successo (come

dimostra la riuscita fuga degli altri due coautori che han portato seco

refurtiva per circa fr. 75'000.-).

Dal lato soggettivo pesano per AC 2 i numerosi precedenti,

le tante condanne accumulate sull’arco di quasi trent’anni, due delle quali

specifiche per il reato di rapina. Dall’espiazione effettiva di circa cinque

anni di carcere, non sembra AC 2 aver tratto un qualche insegnamento se, il

28.10

, era ancora attorno, con i correi, in gruppo, sul nostro territorio,

pronto a commettere -come ha commesso- un’articolata, ambiziosa rapina. Pur

considerando l’infanzia infelice e la scarsa scolarità, è grave che un uomo

ormai cinquantenne sia ancora attorno a fare rapine per procurarsi, senza

troppa fatica e senza lavorare, i mezzi per la sua sussistenza. D’altro canto

la mentalità acquisita da AC 2 dopo tante condanne si è ben appalesata durante

l’istruttoria che ha preceduto questo dibattimento, nella quale AC 2 si è

distinto per la sua capacità di tenere testa ad oltranza agli inquirenti,

facendo uso, da consumato pregiudicato quale egli è, del suo diritto di non

rispondere, e ciò per ben sette verbali ed anche davanti al Giar.

Ciò era evidentemente un suo diritto, nondimeno

tale suo atteggiamento processuale la dice lunga sulla particolare, pertinace tempra

del suo carattere. Dopo un mese e mezzo di carcere preventivo ha finalmente

ammesso davanti al PP, nel già citato verbale 11.12.2009, di essere stato uno

degli autori della rapina, narrando anche le modalità con cui essa è stata

preparata ed eseguita, senza tuttavia fare agli inquirenti i nomi dei correi

(aldifuori di quello di AC 1 che sapeva essere anche lui in carcere). Per il

resto AC 2 si è limitato a indicare solo nomignoli, mentre che, per l’amico B.,

ha perseguito accanitamente e fino in fondo l’obiettivo di scagionarlo.

Per AC 1 la Corte ha considerato che egli pure ha

dei precedenti, nondimeno di portata molto minore rispetto a AC 2. Per AC 1 non

va d’altra parte trascurato che egli ha delinquito in Italia pur potendo

contare su una buona formazione scolastica e professionale. Nel caso di specie,

poi, egli ha accettato di venire ad __________ a commettere un grave reato, immemore

e noncurante delle sue responsabilità di padre di due bimbi in tenera età, oltre

che di compagno della loro madre, acciò non certo spinto dal bisogno, bensì dal

desiderio di conseguire un facile e cospicuo guadagno (come, palesemente,

dimostra il messaggio inviato alla compagna due ore dopo la rapina, nel quale prospetta

addirittura la possibilità di comprarsi una casa col ricavo della refurtiva.

Non è di certo venuto ad __________ per procurarsi i soldi per comprare i

pannolini!!!).

AC 1, a differenza di AC 2, ha ammesso di essere uno degli autori della rapina già a partire dai verbali del 03/09.11.2009. Nondimeno -come AC 2-

anche lui dei correi ha dato solo inutilizzabili (ai fini della loro

identificazione) nomignoli.

La reticenza di AC 1 si è appalesata costituire vera e propria omertà

quando, attraverso le intercettazioni telefoniche, si è avuta la prova della particolare

amicizia e confidenzialità dei suoi rapporti con A. e con C.. Reso edotto degli

accertamenti di identità fatti dagli inquirenti italiani ha continuato

imperterrito a chiamare “__________” il A. e “__________”o “__________” il C..

Nemmeno al dibattimento ha accettato di confermare la loro identità, così come

emersa dall’istruttoria.

In particolare, AC 1 nulla ha voluto dire in merito all’identità

di colui che continua a chiamare “bb”. Reticente ad oltranza, AC 1 ha dimostrato con siffatto atteggiamento di aver ormai fatto la sua “scelta di campo”. Pentito a

parole, egli ha di fatto privilegiato fino in fondo il suo rapporto con costoro

(con “bb”, con A. e con C.), manifestando così la sua volontà di non tradirli e

di non volersi staccare da loro.

Per il resto, per entrambi gli accusati la Corte ha tenuto conto

della loro confessione (per loro -come si è andati esponendo- non è certo il

caso di parlare di piena collaborazione), del carcere preventivo sofferto,

delle rispettive situazioni personali, familiari e sociali, col che, tutto ben

pesato, è parsa equa e giusta la loro condanna alla pena detentiva di anni

quattro, con una sensibile riduzione, quindi, rispetto alle proposte formulate dalla

Pubblica Accusa. Pene uguali per motivi, in parte, diversi.

Per AC 2 -come cennato- ha pesato in modo particolare sul giudizio

finale la gravità dei precedenti. Per AC 1, pesano nella valutazione complessiva

della sua colpa, accanto alle altre evocate circostanze, la sua vicinanza, i

suoi stretti, omertosi legami con persone (il C., il A., il D., il “bb”) che

hanno tutta l’aria di essere molto introdotti nel mondo della delinquenza.

D’altro canto non va dimenticato che è stato AC 1 ad introdurre nel gruppo AC 2.

Data la misura delle pene pronunciate, la sospensione condizionale

non entra in linea di conto.

D’altro canto non v’è chi non veda come la prognosi sia comunque

per entrambi (per i loro precedenti, per la loro disassuefazione ad un lavoro

onesto, per la loro manifesta volontà di fare molto danaro in modo illecito e

veloce, per gli ambienti che hanno scelto di frequentare) negativa in modo che

allarma e preoccupa.

Quanto in sequestro deve essere confiscato.

Rispondendo A. per AC 1,

affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2. e 2.;

B. per AC 2,

affermativamente ai quesiti posti, meno che ai quesiti 1.2. e 2.;

C. affermativamente

al quesito posto;

visti gli art. 12,

40, 47, 51, 69, 140 cifra 1 CP;

4.

lett. g, 33 LArm;

9.

e segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e

pronuncia:

1.

AC 1

e AC 2 sono coautori colpevoli di

rapina

per avere,

il 28 ottobre 2009, ad __________,

agendo in correità tra loro e con terzi,

usando violenza, rispettivamente minacciando di

un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale le venditrici PL 1 e PL

2, rendendole incapaci di opporre resistenza,

commesso un furto in danno della gioielleria PC 1,

sottraendo orologi, gioielli e denaro contante per un valore complessivo

denunciato di fr. 1'265'300.90 (refurtiva quasi interamente recuperata);

e meglio come

descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

2.

AC 1

e AC 2 sono prosciolti dall’imputazione di infrazione alla LF sulle

armi descritta al punto 2. dell’atto di accusa.

3.

Di

conseguenza,

3.1

AC 1

è condannato alla pena detentiva di 4 (quattro) anni, da dedursi il carcere

preventivo sofferto;

3.2

AC 2

è condannato alla pena detentiva di 4 (quattro) anni, da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

4.

La tassa

di giustizia di fr. 1'500.- e le spese processuali sono per 2/5 a carico di AC

1, per 2/5 a carico di AC 2 e per 1/5 a carico dello Stato.

5.

È ordinata

la confisca di quanto in sequestro ed elencato nell’atto di accusa

rispettivamente nella distinta reperti e tracce sub all. 78 all’AI 72, in particolare del DNA rinvenuto sul bicchiere di birra prelevato presso il Bar __________ ed

atto a identificare il coautore tuttora non identificato.

6.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la

dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte

entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione

della sentenza integrale.

Distinta spese: Tassa

di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta

preliminare fr. 48'800.40

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 200.--

fr. 50'500.40

===========

Distinta

spese a carico di AC 1 (2/5)

Tassa di

giustizia fr. 600.--

Inchiesta

preliminare fr. 19'515.50

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 80.--

fr. 20'195.50

===========

Distinta

spese a carico di AC 2 (2/5)

Tassa di

giustizia fr. 600.--

Inchiesta

preliminare fr. 19'515.85

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 80.--

fr. 20'195.85

===========

Il rimanente è a carico dello Stato.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

La presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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