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Decisione

72.2011.37

Rissa (e non aggressione) tra persone presso un esercizio pubblico. Delinque nel periodo di prova, prognosi, sospensione condizionale, pena unica

6 giugno 2012Italiano68 min

Source ti.ch

Fatti

i due. Certo è che ACPR 1 corre in ospedale, __________ pure (visto che aveva

da poco subìto un'operazione al naso) mentre IM 1, anche in questo caso, compie

l'errore di non farsi visitare da nessuno. Le nocche di ACPR 1 comunque

presentano ferite e questo è significativo. A mente del difensore si è trattato

semplicemente di una rissa. __________ non si è opposto al decreto d'accusa per

aggressione emanato nei suoi confronti semplicemente perché voleva chiudere la

vicenda al più presto. Non a caso la famiglia IM 1 si è trasferita a __________.

Quanto al suo patrocinato, contesta che, come sostenuto dalla pubblica accusa,

non vi sia speranza per lui: non è un caso se IM 1, rivisto ACPR 1 in un ristorante e da questi provocato, non abbia reagito e abbia invece chiamato la Polizia e

sporto querela penale. Inoltre IM 1 frequenta una ragazza che non è sua

connazionale e che è estranea a certi ambienti. Quanto all'attività

professionale, IM 1 non lavora non perché non voglia, ma perché è terminato il

suo impiego e comunque ha sempre accettato ogni programma occupazione che gli è

stato offerto. L'eventuale conferma della richiesta di pena proposta dalla

pubblica accusa significherebbe chiudere qualsiasi strada a IM 1 o farlo

ritornare nel suo paese d'origine, dove non ha più né parenti né amici.

Considerando che si tratta di una pena aggiuntiva (per il reato di cui al nr. 1

dell'atto d'accusa), bisogna concedere fiducia all'imputato e porre la pena al

beneficio della sospensione condizionale, anche per un periodo di prova lungo e

accompagnata se del caso da misure terapeutiche. Per ciò che attiene alla

pretesa dell'accusatore privato ACPR 2, il difensore si associa alla richiesta

di reiezione formulata dal collega.

Considerato, in fatto ed in

diritto

I. In

ordine

1. Con

sentenza pubblicata il 6 giugno 2012 questa Corte ha condannato IM 1 alla pena

detentiva di 16 mesi (di cui 10 sospesi per tre anni) per titolo di ripetuta

rissa e IM 2 a prestare 360 ore di lavoro di pubblica utilità (pena interamente

sospesa per due anni) nonché al pagamento di una multa di 500.- franchi con

l’avvertenza che in caso di mancato pagamento la stessa sarà sostituita con una

pena detentiva di 5 giorni, per titolo di rissa.

Il rappresentante del MP e la difesa di IM 1 non

hanno presentato annunci d’appello, mentre quella di IM 2, dopo averlo

annunciato, ha immediatamente dichiarato di ritirarlo. Per quel che è delle sue

pretese di risarcimento, l’accusatore privato ACPR 2 è stato rinviato al

competente foro civile.

2. Con

lettera 15 giugno 2012 l’accusatore privato ACPR 2 si è rivolto al tribunale

penale cantonale, tribunale d’appello, Lugano, nei seguenti termini:

" Mi

riferisco alla vostra decisione del 6 giugno 2012 riguardante la rissa alla

quale sono rimasto vittima il 12 aprile 2009.

Non condivido le pene troppo poco severe verso le persone che si sono macchiate

di gravi atti di violenza nei miei confronti.

Più precisamente non condivido che, IM 1 (16 mesi di cui 10 con la

condizionale) e IM 2 (360 ore di lavoro di pubblica utilità sospese con la

condizionale) se la siano cavata con poco.

Inoltre vorrei sapere a cosa avete deciso in riguardo alla mia richiesta fatta

il 10 febbraio 2011, di un risarcimento per danni fisici, morali e per mancato

guadagno, del valore di CHF 25'000 (venticinquemila) in quanto le ferite del

corpo si rimarginano abbastanza in fretta, mentre quelle dell’anima fanno

fatica a guarire.

Ringrazio il cielo che sono ancora vivo, altrimenti che ne sarebbe stato della

mia famiglia? Per questo motivo desidero che la mia richiesta venga accolta e

nell’attesa approfitto dell’occasione per porgervi distinti saluti”.

3. Dalla

lettura del testo citato emerge che l’accusatore privato ha limitato la sua

intenzione di appellare la sentenza alle sole questioni delle pene e del

risarcimento del danno, ad esclusione dell’accertamento dei fatti e della loro

sussunzione in diritto. A prescindere dalla questione di sapere se, con il

nuovo codice di procedura unificato, all’accusatore privato sia o meno data

facoltà di disquisire sulla pena, alla Corte è parso opportuno, a scanso di equivoci,

motivare la sentenza in tutti i punti di questione.

Considerandi

II. Nel

merito

1.

IM 1 è

nato a __________ (__________) il __________, dove vi è rimasto sino al 1994.

Dopodiché si è trasferito in __________ con la madre e i fratelli minori

raggiungendo il padre che già era residente dal 1988. Ha frequentato la quinta elementare a __________ e in seguito le scuole medie ad __________. Ha

cominciato la scuola di idraulico presso la __________ senza terminarla e nel 1999 ha quindi iniziato a lavorare con il padre presso la ditta __________ di __________ in qualità

di operaio manovale per un anno. In seguito ha lavorato per circa sei mesi come

aiuto cucina presso l’albergo __________ di __________ e per circa un anno e

mezzo quale operaio manovale presso la ditta __________ (del __________) di __________.

Dal 2004 al 2009 ha lavorato presso la ditta __________ di __________ sempre in

qualità di operaio manovale alternando periodi di occupazione ad altri in

disoccupazione. In seguito e fino al dicembre 2011 ha lavorato presso il cantiere __________ sino alla conclusione del relativo appalto.

Attualmente è in disoccupazione e sta seguendo dei programmi occupazionali, in

particolare presso la ditta __________ presso la quale vorrebbe iniziare un apprendistato

quale piastrellista.

E’ stato sposato con una connazionale dal 2006 al

2010, senza avere figli.

Dall’estratto casellario giudiziale svizzero IM 1

risulta che il 03.09.2001 è stato condannato per infrazione grave alle norme

delle circolazione alla pena della detenzione per 15 giorni con sospensione

condizionale per un periodo di prova 3 anni nonché al pagamento di una multa di

fr. 500.-.

Il 18.05.2009 è stato inoltre condannato per

furto ripetuto (2005), violazione di domicilio (2005), danneggiamento (2005),

infrazione grave alle norme della circolazione (2006) delitto contro la LF sulle armi (2006) ad una pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere di 60.- CHF con sospensione

condizionale della pena periodo di prova 2 anni unitamente ad una multa di 600.-

CHF.

2.

IM 2,

incensurato, è nato il __________ a __________ (__________) e si è trasferito

in __________ dieci giorni dopo, raggiungendo con i fratelli il padre che era

residente dal 1976. Ha vissuto dapprima a __________ e nel 1996 si è trasferito

a __________ terminando le scuole elementari e medie. Ha frequentato il liceo a

__________ e si è iscritto dapprima all’Università di __________ alla facoltà

di diritto, che ha frequentato per due anni. Dopo di che, per motivi personali

legati in buona parte all’andamento della presente procedura penale, ha

lasciato la facoltà iscrivendosi alla scuola serale per conseguire la

formazione di esperto in finanza e contabilità senza però trovare un posto per

la necessaria pratica. Ora sta frequentando l’__________ di __________, facoltà

di economia.

3.

Quo ai

fatti del 12 aprile 2009 che riguardano entrambi gli imputati, dagli atti

emerge quanto segue.

a) ACPR 2

interrogato il 22.04.2009 ha dichiarato:

" in

data 12 aprile 2009 verso le ore 2.30 mi trovavo all’esterno del locale __________ di __________, ove era in corso una festa. (…) ad un certo punto un

ragazzino di ca. 19 anni è stato fatto uscire in maniera energica e a causa

della spinta di uno dei butta fuori, me lo sono ritrovato addosso. In seguito IM

1.

ha preso per il collo senza alcun motivo __________ che si trovava da parte

a me. Io conoscendo il IM 1 ho chiesto cosa stesse facendo e quale motivo aveva

per comportasi cosi. Di tutta risposta il IM 1 mi rispondeva dicendomi se volevo fare a botte con lui e che ero un cretino. Da parte mia non ho

risposto in alcuna maniera. Quindi il IM 1 è venuto verso di me e mi ha dato

una gomitata colpendomi al fianco sinistro”,

(PS 22.04.2009),

" Indi

mi ha spintonato facendomi cadere a terra. Una volta che mi trovavo a terra,

sia il IM 1 che l’IM 2 hanno cominciato a colpirmi con calci e pugni ai fianchi

e al volto”,

(PS 22.04.2009).

Interrogato nuovamente in data 15.09.2009 (AI 16)

ha dichiarato:

" (…)

ho visto che IM 1 e IM 2 iniziavano a far uscire i giovani dal locale, quest’

succedeva alle 2.20, soltanto che sia IM 1 che IM 2 non si limitavano ad

accompagnare fuori ma li spintonavano energicamente tanto che uno me lo sono

ritrovato addosso. (…) In seguito IM 2 si è rivolto a __________ e spingendo

pure __________, amica del __________. Mi sembra che fosse ancora IM 1 che

abbia spinto __________. Preciso che io non mi trovavo neppure vicino in quel

momento, mi trovavo circa a due metri di distanza. __________ è intervenuto per

dividere IM 1 e __________ dicendogli anche “cosa fai? Ti pago per fare il __________

e non per trattare male la gente” sentita questa frase detta dal __________, IM

1.

ha spinto anche lui. Alche io mi sono rivolto al IM 1 e gli ho detto “cosa

stai facendo” e lui per tutta risposta mi ha dato una gomitata al fianco

sinistro. Gli ho quindi chiesto se era matto e cosa gli avessi fatto, lui si è

girato verso di me e i ha chiesto se volevo picchiarmi con lui, io mi sono

messo a ridere e gli ho detto di lasciar perdere e lui ha cominciato a

picchiarmi inizialmente dandomi una sberla poi mi ha dato un pugno sulla nuca e

mi ha fatto cadere. Una volta che ero a terra IM 1 mi ha sollevato la giacca sopra la testa e mi tirava pugni sulla testa, lui si trovava sopra di me

e mi tirava dei pugni. Lui si trovava vicino a me, io ero a pancia in giù. Sono

riuscito a togliere la giacca dalla testa e a girarmi, nel mentre mi giravo è

arrivato IM 2 e mi ha tirato un calcio sul fianco sinistro e da quel momento

non mi ricordo più niente”.

IM 2, interrogato il 25.07.2009 ha dichiarato:

" ci

eravamo recati presso il suddetto bar (__________) poiché il __________,

proprietario del locale, mi aveva chiesto di dargli una mano con la sicurezza

al bar (…) ad un certo punto della serata io e mio cugino eravamo sulla porta

del locale e siamo stati aggrediti da uno che conosco con il nome di __________

(ACPR 2) e suoi due cugini. All’inizio siamo stati aggrediti in maniera verbale

con frasi del tipo “ti scopo la mamma, ti scopo i parenti, sei un cane”. In

seguito lo stesso ha preso per gli stracci mio cugino IM 1 trascinandolo in

piazza fuori dal locale, mentre io sono stato aggredito dal __________, cugino

del ACPR 2”,

(PS 25.07.2009).

Interrogato nuovamente il 09.12.2009 (AI 32)

messo a confronto con le diverse testimonianze nonché con le risultanze mediche

della parte lesa, ha affermato:

" R

che mi dichiaro estraneo, non sono stati io a provocare queste lesione. So che

si sono azzuffati con mio cugino. Azzuffati nel senso che ACPR 2 gli è saltato

addosso e IM 1 l’ha tirato via. Non sono in grado di dire come abbia cercato di

tirare via ACPR 2, io nel frattempo ero stato trattenuto dai cugini del ACPR 2.

Preciso alla verbalizzante che queste persone erano tutte in prigione poiché

legate al caso dei __________. (…) R che voglio dire che personalmente non ho

spintonato nessuno, è vero che mio cugino ha spintonato dei ragazzi fuori dal

locale in maniera un po’ energica. Preciso che mio cugino aveva fatto altro che

non gli aveva detto di fare la __________ (ragazza che ha testimoniato contro

di noi). All’uscita frattanto __________ si è rivolto a me dicendomi di non

fare il “figo” e di no trattare così questi ragazzi. A quel punto IM 1 ha preso per la giacca __________ dicendogli di lasciarmi in pace che ero suo cugino. Io ho preso

quindi per il braccio IM 1 e l’ho tirato via dal __________ e ci siamo diretti

verso la porta. A quel punto è intervenuto pure il solito ACPR 2 con l’intento

di mostrarsi superiore e ci ha insultato come già riferito nel verbale di

polizia. Io ho detto a ACPR 2 di smetterla di insultarci perché altro non

facevo che il mi lavoro, ciò non di meno ha continuato ad insultarci, io

cercavo di trattenerlo soprattutto da IM 1 perché ACPR 2 cercava di saltargli

addosso. A quel punto è intervenuto il cugino di ACPR 2 che mi ha detto di non

intromettermi di lasciare che si picchiassero uno contro uno. Preciso alla

verbalizzante che secondo me ACPR 2 e i suoi cugini sono venuti nel locale con

il solo intento di picchiare IM 1 proprio perché tra i due non scorre buon

sangue”,

" Preciso

che un cugino di ACPR 2 mi tratteneva dalla camicia mentre l’altro mi

tratteneva dal collo. (…) I due cugini così mi hanno allontanato dalla porta.

In quel momento ACPR 2 anche si trovava vicino alla porta e visto che i suoi

cugini mi avevano allontanato, ACPR 2 ne ha approfittato per saltare addosso a IM

1.

Si sono quindi avvinghiati entrambi, strattonandosi sino alla metà del

piazzale esterno. Entrambi hanno quindi iniziato a picchiarsi, mi sembra ch e

un po’ fossero a terra, un po’ fossero in piedi. Preciso che IM 1 cercava di

difendersi tirandoselo via Io ho chiesto a suo cugino di separarli e lui mi ha

detto di lasciarli perché dovevano continuare a picchiarsi in questa maniera,

uno contro uno. Dopo io non ho più visto niente perché nel frattempo si era

formato un cerchio di persone attorno ad IM 1 e ACPR 2. Poi io qui ho cercato

di farmi spazio e ho preso IM 1 per il braccio, nel frattempo erano entrambi in

piedi vicino al tendone e l’ho trascinato fino alla macchina e sono andato a

casa”.

Messo a confronto con la testimonianza di __________:

" R

che la __________ mente perché fa parte dello stesso gruppo del __________

compreso, __________, tutti spacciatori che con me nulla hanno a che vedere, mi

da oltre modo fastidio che io vengo messo al loro stesso livello”,

" (…)

R alla verbalizzante dicendo che probabilmente questi ragazzi che erano intorno

al tavolo e che mio cugino ha spintonato fuori un po’ per vendetta, sentita la

storia hanno deciso di raccontarla così e magari neppure hanno visto come sono

andate le cose. Trovo che le versioni dei testi non combaciano tra di loro e

che se erano tutti insieme dovevano dire tutti la stessa cosa”.

IM 1, interrogato il 25.07.2009 ha dichiarato:

" io e

mio cugino assistevamo all’uscita dei clienti. Dopo pochi minuti mi trovavo un

paio di metri al di fuori del locale ed il ACPR 2, detto __________, si

rivolgeva a me dicendomi che l’avevo spinto. Da parte mia gli dicevo che non

avevo spinto nessuno, questi insisteva nel fatto che lo avevo spinto. Da parte

mia ribadivo il fatto che io non avevo spinto nessuno e gli dicevo “io non ti

ho spinto, m se credo che lo abbia fatto ti chiedo scusa”. Per me la questione

era finita li, non avevo alcun problema. Questi ha iniziato ad insultarmi in

albanese dicendoti “ti spacco la faccia, ti scopo la famiglia” . In seguito mi si

è avvicinato e mi ha messo le mani addosso, da parte mia mi sono difeso senza

colpirlo, l’ho unicamente allontanato. Quindi vedendo che lo stesso tentava di

provocarmi io e mio cugino IM 2 che si trovava di fianco a me, a bordo della

sua vettura ce ne siamo tornati a casa”.

Interrogato nuovamente il 09.12.2009 (doc. 31) ha

confermato quanto dichiarato in precedenza con qualche aggiunta poco

collaborativa come:

" R

che io non c’entro niente con le ferite riportate da ACPR 2 io non l’ho

picchiato”.

Messo a confronto con il verbale di ACPR 2 ha risposto:

" R

che di quanto dice ACPR 2 posso semplicemente dire che è vero che ho

accompagnato con gentilezza fuori delle persone che erano all’interno del

locale”,

e in merito alle altre testimonianze ha affermato

" R

che è sicuro che le persone che dicono ciò sono amici che lo difendono. Magari

sono pure parenti”.

b) In merito alle

testimonianze risulta quanto segue

__________ (compagno universitario di IM 2,

sentito su richiesta di IM 2) interrogato l’08.06.2010 ha dichiarato:

" sono

sempre rimasto vicino al bancone dove ero perché lì non c’era nessuno che si

agitava”,

" (…)

In quel momento ho visto che IM 2 era trattenuto da alcune persone ma non

conosco il motivo di tale agire. Mi è sembrato che lui cercava di liberarsi da

questa presa. La situazione era però molto confusa, intorno a loro vi era molto

movimento di persone per cui non potevo vedere ogni dettaglio di quanto

capitava. Io sono sempre rimasto lì al bancone e poi in qualche modo si è

liberato ed è andato a prendere una persona che era per terra e poi lui e

questa persona si è allontanato. Ho poi saputo dopo che questa persona con la

quale si era allontanato, era suo cugino. (…) mi è parso di riconoscere che era

quello che IM 2 aveva aiutato a sollevarsi da terra la sera dei disordini lì

fuori dal __________. (…) ho visto solamente che si confrontava a parole con

altre persone (…) davanti a me vi erano diverse persone ch emi toglievano la

visuale”,

" ripeto

che c’era molta gente davanti a me e non avevo completa visuale. Poi voglio

precisare che io sono sempre rimasto un po’ indietro perché avevo paura”.

__________ (cugino di ACPR 2) interrogato il

16.03.2011

ha dichiarato:

" la

sera in questione mi trovavo con mio cugino ACPR 2 vicino all’entrata del bar __________,

eravamo all’esterno. (…) ad un certo punto IM 1 si è avvicinato a mio cugino ACPR

2, faccia a faccia”,

(doc. 69 verb. int. 16.03.2011 pag. 1),

" (…) IM

1.

si è avvicinato a mio cugino chiedendogli “vuoi picchiarti” e ACPR 2 gli ha

risposto “per favore puoi andare di là, non mi parlare”. Ad un certo punto,

invece di allontanarsi, IM 1 ha preso per il collo mio cugino ACPR 2 ed è

intervenuto a quel punto tale __________. A quel punto IM 1 è intervenuto

allora su __________ prendendolo per il collo e tirandogli degli schiaffi e una

pedata sul sedere. IM 1 a quel punto è ritornato verso mio cugino ed ha

cominciato a picchiarlo. (…) io mi stavo recando in aiuto di mio cugino quando IM

2.

mi ha fermato dicendomi “lascia stare che sennò ci picchiamo anche noi”. Io

ho effettivamente lasciato perdere. È a quel punto che lo stesso IM 2 ha raggiunto IM 1 e ha iniziato a picchiare mio cugino. (…) quando IM 1 si è avvicinato a mio

cugino entrambi erano in piedi, una volta che è iniziata la colluttazione si

sono trovati per terra. È stato IM 1 a iniziare a picchiare mio cugino. La lite

è iniziata come detto con la presa al collo con la circostanza che mio cugino ACPR

2.

l’ha spintonato via e poi IM 1 ha iniziato a colpirlo con pugni ai quali mio

cugino a sua volta ha risposto, sono finiti entrambi per terra”,

" Mio

cugino ACPR 2 era sdraiato a terra con IM 1 sopra e si picchiavano. È a quel

momento che è intervenuto IM 2 andando a picchiare mio cugino tirandogli dei

calci sul corpo. (…) ADR che quando si è alzato, anche lui, IM 1, ha colpito mio cugino con dei calci”,

" (…)

R che i calci ricevuti da mio cugino sono stati dati sulla testa e sulla

schiena da entrambi. (…) R che non mi ricordo che abbia detto questo (ti scopo

la famiglia) o abbia insultato IM 1”.

__________ (ragazza di ACPR 2) interrogata il

22.04.2009

ha dichiarato:

" questi

due ragazzi (IM 1 e IM 2) in maniera arrogante invitavano gli avventori a

lasciare il locale. Ad un certo punto uno dei due buttafuori ossia l’IM 2 ha spintonato un ragazzo portandolo fino all’esterno facendolo finire addosso ad un altro cliente

che già si trovava fuori, ossia addosso al ACPR 2. (…) Il ACPR 2, conoscendo

uno dei due gli chiedeva che motivo aveva di comportarsi in questo modo e di

risposta il IM 1 lo ha colpito con una gomitata. ACPR 2 allora diceva ai due

che non voleva problemi e immediatamente l’IM 2 si è scagliato contro il ACPR 2

colpendolo”,

" Ad

un certo punto vi erano entrambi i buttafuori che stavano picchiando il ACPR 2

e a seguito di un calcio lo stesso è caduto a terra. Una volta al suolo il ACPR

2.

è stato colpito ancora dai due e ricordo che il IM 1 ad un certo punto lo ha

colpito con grande violenza con un calcio in pieno volto in seguito al quale il

ACPR 2 ha perso i sensi. Non appena i due hanno sentito un giovane dire che

aveva chiamato la Polizia, gli stessi sono saliti sulla propria vettura e si

sono allontanati”.

Interrogata nuovamente il 14.09.2009 ha

confermato il verbale precedente e ha dichiarato:

" preciso

(…) che non era stato IM 2 a spingere all’esterno __________ ma IM 1. Ad un

certo punto sono uscita anche io e ho visto l’IM 1 rivolgersi verso un nostro

cliente di nome __________ soprannominato __________ prendendolo per il bavero

e qui __________ è intervenuto a separare IM 1 dal __________ e facendo ciò __________

è stato a sua volta spintonato all’indietro andando a picchiare la schiena

contro il bar che si trova all’esterno (…) io sono quindi rientrata un attimo e

quando uscivo di nuovo all’esterno ho visto che __________ (ACPR 2) veniva

colpito o da IM 1 o da IM 2 con una gomitata. Ho sentito quindi dire da ACPR 2

“cosa vuoi,non voglio problemi”,

" In

quel momento rientravo ancora nel bar e dopo circa un minuto, uscendo ho visto

un gruppo di ragazzi in cerchio con in mezzo IM 1 e IM 2 e un ragazzo che aveva

la giacca sopra la testa, questo ragazzo dava le spalle all’entrata del locale,

io non vedevo la sua faccia. IM 1 e IM 2 si trovavano di fronte a lui e lo

stavano picchiando contemporaneamente con pugni, io ho cercato di tirare a me

il ragazzo con la giacca e lì mi sono accorta che era il ACPR 2 ho però preso

paura e mi sono staccata perché comunque IM 1 e IM 2 continuavano a colpire

verso ACPR 2. ACPR 2 cercava di reagire ma non ci riusciva (…) ho visto quindi ACPR

2.

ricevere un calcio all’addome e cadere a terra. (…) ADR non mi ricordo chi

dei due abbia tirato il calcio che l’ha fatto cadere a terra. Una volta a terra

ho visto che IM 2 tirava un calcio violento nel senso che ho visto proprio fare

il movimento di alzare la gamba indietro e tirarla in avanti con forza (come

quando si tira un pallone). (…) Sono certa che in quel momento ACPR 2 ha perso conoscenza. Non si muoveva più (…)”.

__________, interrogato il 27.04.2009, ha

dichiarato:

" uno

dei due ragazzi che erano giunti alle 21.30, ad un certo punto ha preso un

ragazzo che si trovava al’esterno del locale e lo ha allontanato prendendolo

materialmente per gli stracci, credo sia stato il IM 1. Da parte mia vedendo la

scena mi sono avvicinato al IM 1 chiedendogli cosa stesse facendo ed

invitandolo ad usare maniere più consone”,

" Lo

stesso mi rispondeva dicendomi che a lui non interessava, inoltre si rivolgeva

a me in albanese di modo che io non potevo capirlo ed allo stesso tempo mi

spintonava allontanandomi. In seguito il ACPR 2 interveniva pure lui a chiedere

cosa stesse facendo il IM 1 e in quel momento il IM 1 colpiva con una gomitata

il ACPR 2, credo lo abbia colpito al volto. Subito l’IM 2 interveniva a dare

manforte al suo amico colpendolo anche lui il ACPR 2, che una volta caduto a

terra veniva colpito al volto ed al corpo con calci da entrambi. Ad un certo

punto il ACPR 2 ha pure perso i sensi, in seguito ad un calcio che l’IM 2 gli

aveva assestato al capo”.

__________, interrogato il 11.05.2009, ha

dichiarato:

" Ad

un certo punto dal locale è stato letteralmente buttato fuori un giovane che ci

è finito addosso. Da parte mia mi sono girato convinto che il giovane fosse

inciampato, in un secondo momento mi sono accorto invece che era stato

allontanato da due uomini che si occupavano della sicurezza. In seguito uno dei

due addetti alla sicurezza, ossia il IM 1, mi si avvicinava e mi prendeva per il collo (…) Questi dopo alcuni istanti lasciava la presa per scagliarsi contro

il ACPR 2”,

" In

seguito ho potuto notare che pure il secondo securino era intervenuto a dare

manforte al IM 1. I due si sono scagliati contro il ACPR 2, nemmeno

l’intervento della __________, barista del bar __________, ha fatto desistere i

due dall’aggressione”,

(doc. 2 verb. int. 11.05.2009 pag. 2).

Interrogato nuovamente il 15.09.2009 ha confermato

quanto detto in precedenza precisando:

" Ad

un certo punto, come dichiarato, io mi trovavo di schiena e ho sentito che un

ragazzo mi veniva contro, mi sono girato e mi sono accorto che era un tale __________.

Dopo qualche attimo ho visto IM 1, ragazzo che io conoscevo perché aveva

lavorato con me in un cantiere, venirmi incontro e prendermi per il collo, non

mi disse nulla. All’inizio mi sembrava quasi che scherzasse, tanto che non ho

reagito. __________, che ha assistito alla scena, è intervenuto allontanando IM

1.

da me. Una volta allontanato ho quindi visto IM 1 che si scagliava contro il ACPR

2, li è letteralmente saltato addosso. È subito intervenuto anche il secondo

ragazzo addetto alla sicurezza, che poi ho saputo chiamarsi IM 2, preciso che di

vista già lo conoscevo. Anche questi ha iniziato a tirare dei calci a ACPR 2

che si trovava ancora in piedi. Non saprei dire in che parti del corpo

colpissero il ACPR 2. Vista questa scena mi sono allontanato, posizionandomi

dietro il bar dell’__________ in un secondo tempo ho visto il ACPR 2 per terra

con vicini i due ragazzi citati, il IM 2 e il IM 1 che continuavano a

picchiarlo con calci ma non saprei indicare su quali parti del corpo, non

saprei dire chi dei due colpisse di più”.

__________, interrogata il 30.05.2009, ha

dichiarato:

" Più

precisamente ho notato uno dei due, di cui non conosco il nome, prendere un

ragazzo e gettarlo letteralmente fuori dal locale. (…)”.

" In

seguito questo “securino” ha preso al collo il mio amico __________ senza alcun

motivo, tanto che il __________ pensava scherzasse, anche perché i due ai tempi

erano colleghi di lavoro. __________ invitava il securino a lasciarlo andare,

in questo frangente sortiva pure dal locale il __________, uno dei proprietari,

che invitava alla cala il securino il quale mollava il collo del __________. In

quel momento dal locale sortiva pure il secondo securino ed i due senza alcun

motivo si scagliavano contro il ACPR 2. I due colpivano il ACPR 2 dopo averlo

più volte spinto e fatto cadere al suolo. Tengo a precisare che i due hanno

colpito il ACPR 2 con calci e pugni su quasi tutto il corpo. In particolare ho

visto che gli tiravano dei calci alle gambe e sul costato. Ad un tratto un

ragazzo che si trovava li ha gridato che dicendo che aveva chiamato la Polizia. Sentendo ciò i due hanno desistito dal continuare il pestaggio”.

Interrogata nuovamente il 15.09.2009 ha

dichiarato:

" Praticamente

contestualmente a quando venivo spintonata io __________ venia praticamente

preso di forza da uno dei due addetti alla sicurezza, mi sembra che fosse stato

IM 1 a prenderlo, a prenderlo per il braccio e buttarlo fuori. (…) ad un certo

punto ho visto IM 1 che prendeva per il bavero __________, senza motivo, tanto

che lo stesso __________ pensava che scherzasse. È quindi intervenuto __________

a separare da __________ (…) quando mi sono riavvicinata al bar (roulotte) ho

visto IM 1 e il secondo addetto alla sicurezza che colpivano ACPR 2 già a

terra. ADR che non visto come ACPR 2 è caduto a terra”.

__________, interrogato il 25.09.2009 ha

dichiarato:

" il

ragazzo biondo mi ha spinto verso l’uscita. Una volta all’esterno, ora non

saprei più spiegare esattamente come sono cominciati i fatti, ho potuto vedere

che uno di questi due ragazzi prendeva per il collo una persona che io chiamo __________.

Dopo aver mollato la presa, sempre uno di questi due ragazzi, si scagliava

contro la parte lesa …anche l’altro ragazzo gli ha dato subito man forte Mi

ricordo che colpivano con dei pugni, non ricordo su quali parti del corpo. Ad

un certo punto ricordo che __________ indietreggiando a causa dei colpi presi

andava ad urtare il baretto dell’__________ e cadeva in avanti. Preciso che non

è stata una caduta violenta, i due ragazzi quindi hanno iniziato a colpirlo

mentre lui si trovava a terra, lo colpivano entrambi con dei calci, sia

all’addome che sulle costole e mi sembra anche sulla testa, __________ cercava

di proteggersi con la giacca”.

__________, interrogato il 06.11.2009 ha

dichiarato:

" (…)

Però quando hanno cominciato a sgomberare il locale lo facevano in modo

sgarbato e spintonavano tutti senza riguardo verso l’esterno”,

" Il __________

in quel mentre stava sulla porta e non faceva nulla di particolare. (…) Sono

usciti anche i due “securini” uno dei quali ha preso con entrambe le mani la

faccia di uno che conosco di vista, che so che è di __________ (l’interrogante

mi suggerisce il nome di __________ e confermo che io lo conosco come __________)

e che avrà già almeno una quarantina di anni e gli ha chiesto “cosa hai da

dire? Aggiungendo “guarda che io ti ammazzo”. Il __________ si è avvicinato a

loro due e allora il “securino “ha praticamente “mollato” il quarantenne e se

l’è presa col __________. Dapprima lo ho spinto violentemente contro il ripiano

del gazebo della “Heineken” e poi lo ha colpito con le mani e quando il __________

si è come rannicchiato per terra i due “securini” sono andati avanti a

picchiarlo con pugni e poi quando era terra uno dei due, quello biondo, gli ha

tirato un calcio al capo. Non so esattamente dove lo ha colpito perché __________

teneva gli avambracci vicino al viso per coprirsi dai colpi che riceveva da

entrambi”.

__________, interrogato il 06.11.2009 ha

dichiarato:

" Io

stesso sono stato afferrato per il bavero da uno dei due (…) Poi sono usciti

anche i due “securini” i quali se la sono presa dapprima con uno che conosco

col nome di __________. Lui avrà una quarantina d’anni. Lui è stato preso per

il collo da uno dei “securini” ma non ha reagito Mi è sembrato che lui prendeva

la cosa come uno scherzo per cui non ha reagito. Lo hanno lasciato ma poi

ripreso ancora subito dopo nuovamente per il collo e questa volta ha capito che

forse di scherzo non si trattava così ha fatto come per chiedere spiegazioni a

quello che lo aveva afferrato così, ma io l’ho trattenuto dicendogli di lasciar

stare che era meglio. Quando mi sono voltato ho visto che i due “securini”

stavano prendendo a pugni un ragazzo, che ho riconosciuto nel ragazzo della

cameriera, cioè il ACPR 2. Lui è caduto in terra o meglio si è rannicchiato in

terra e loro due invece di smettere sono andati avanti a colpirlo, anche con

calci. Ricordo che anche la cameriera è uscita e cercava di far smettere i due

che invece andavano avanti a colpire il ragazzo in terra”,

(doc. 26 verb. int. 06.11.2009 pag. 2).

In data 05.02.2010 IM 1 e IM 2 sono inoltre stati

messi a confronto con le parti che hanno assistito ai fatti.

Inizialmente a confronto con ACPR 2, quest’ultimo

ha riconfermato quanto dichiarato in precedenza (n. 43 verb. confr. 05.02.2010

pag. 2), IM 2 ha contestato nuovamente aggiungendo che:

" quando

io ho separato IM 1 lo stesso presentava un bernoccolo e delle escoriazioni in

viso”.

IM 1 ha nuovamente dichiarato che:

" mi

sono semplicemente difeso quella sera in quanto il ACPR 2 che qui riconosco mi

aveva aggredito nonché offeso con delle parole. Nel mentre io stavo

allontanando i ragazzi dall’interno del locale, lui senza motivo nella nostra

lingua mi aveva detto che mi avrebbe scopato tutta la famiglia e poi mi ha

tirato un pugno alche io mi sono difeso”.

ACPR 2 ha replicato:

" ho

semplicemente chiesto a IM 1 perché si comportava in quella maniera

allontanando in malo modo i ragazzi dal locale. In quel frangente IM 1 se l’è

presa con __________ prendendolo al collo e poi se l’è presa con me, non riesco

a capire perché l’IM 2 alla fine sia intervenuto tirandomi quel calcio (…) io

ero lontano, tuttavia mi sono avvicinato chiedendo, non insultando, cosa

stavano facendo perché non trovavo corretto quello che stava facendo a __________

e rispettivamente verso anche i ragazzini che uscivano dal locale”,

" ADR

che mi ricordo che mio cugino __________ tratteneva l’IM 2 quando io ricevevo i

pugni in testa dal IM 1. Io ricordo che in quel frangente avevo la giacca sopra

la testa per proteggermi. Preciso che IM 1 veniva già trattenuto da mio cugino

quando IM 1 ha iniziato a rivolgersi verso di me. ADR che io quando sono stato

colpito dal IM 1 a mia volta gli ho tirato dei pugni. ADR che sono finito per

terra a causa dei colpi ricevuti da IM 1 quando ero per terra è intervenuto l’IM

2”,

" Io

ero a terra, ho sentito una persona che interveniva, sentivo le voci delle

altre persone che dicevano “perché in due?” io ho visto che arrivava qualcuno,

non ho visto lui (IM 2) ma ho saputo anche dagli altri che era stato lui ad

intervenire su di me. Sono sicuro che è intervenuta una seconda persona su di

me”.

A confronto con __________, quest’ultima ha

confermato quanto dichiarato in precedenza :

" ADR

che inizialmente non avevo visto la faccia del ACPR 2 mentre veniva picchiato,

perché aveva la giacca sopra la testa per proteggersi, quando ero vicino e ACPR

2.

si è girato verso di me o si è spostato diagonalmente ho potuto vedere che

era ACPR 2, in quel momento non era a terra. Oggi non ricordo come ACPR 2 fosse

finito a terra. ADR che ribadisco che l’ultimo calcio quando ACPR 2 era già per

terra glielo ha tirato il qui presente IM 2”.

A confronto con __________ quest’ultimo ha

dichiarato:

" non

posso dire se le due persone presenti oggi al verbale siano i due ragazzi che ho

visto quella sera che picchiavano __________. Era la prima volta che li vedevo”,

" ADR

che sono in due che hanno picchiato ACPR 2 sia quando era in piedi che quando

era a terra, non posso dire però che erano queste due persone presenti”.

A confronto con __________, quest’ultimo ha

confermato quanto dichiarato, aggiungendo:

" Che

è vero che io possa aver detto a IM 2 di non fare il figo, no mi ricordo di

averlo afferrato per il braccio e che questo sia il motivo per il quale IM 1 mi abbia preso per il collo”(…) Ribadisco di aver visto entrambi picchiare ACPR 2, sia quando si

trovava i piedi, sia quando era a terra. (…) non se se IM 1 o ACPR 2 prima che IM

1.

si scagliasse contro ACPR 2 avessero avuto un alterco verbale, in quel

momento io non ho sentito scambiarsi parole o insulti”.

A confronto con __________, quest’ultima ha

confermato quanto dichiarato precedentemente, precisando:

" oggi

con certezza posso dire che ho visto IM 1 che tirava dei calci a ACPR 2 già a

erra. Entrambi erano vicino a ACPR 2 per terra, oggi con sicurezza non posso

dire se anche IM 2 gli tirava dei calci”.

A confronto con __________, quest’ultimo conferma

quanto dichiarato, ribadendo:

" non

so indicare come sia iniziata la lite ma poi dopo ho visto che sia IM 2 che IM

1.

avevano le mani addosso al __________. Picchiavano il __________ con dei

pugni e dei calci, in quel momento il __________ era ancora in piedi. Non ho

visto l’attimo in cui il __________ è caduto a terra e quindi non so dire come

è avvenuto. Ho viso poi __________ a terra, ho visto entrambi che lo colpivano

con dei calci sui fianchi principalmente. Ho visto che uno dei due ha tirato

anche un calcio al volto di __________, erano però di schiena e non so dire chi

dei due ha tirato questo calcio, (…) potrebbe essere stato IM 1”.

A confronto con __________ quest’ultimo conferma

quanto precedentemente dichiarato precisando:

" che

io non ho visto quando è iniziata la lite tra la persona che io so chiamarsi __________

(ACPR 2) perché ero voltato. Mi sembra, ad oggi, che quando io ho iniziato ad

assistere alla lite, ACPR 2 si trovava già a terra e è lì che veniva colpito

con dei calci”.

A confronto con __________, quest’ultimo conferma

quanto dichiarato precisando:

" ADR

che il ragazzo che si trovava all’esterno che è stato preso “per gli stracci”

dal IM 1 è il denominato __________. Preciso che io la scena non l’ho vista

personalmente ma mi è stata riferita dallo steso __________ il giorno

successivo. In questo senso correggo il verbale reso in polizia dove io avrei

detto al IM 1 di comportarsi in maniera più consona. ADR che preciso che la

scena del __________ io non l’ho vista perché io mi trovavo all’interno, sono

uscito ho visto il ACPR 2 intervenire verso IM 1, ho sentito che si dicevano

qualcosa in __________, che non ho capito e poi ho visto IM 1 che colpiva con

una gomitata al ACPR 2. (…) Confermo che IM 2 dopo la scena sopra descritta

interveniva verso il ACPR 2, colpendolo” (…) ADR che fino a quando il ACPR 2 ha perso i sensi, entrambi, sia IM 2 che IM 1 hanno continuato a tirargli dei calci. Quando ho

visto ACPR 2 privo di sensi sono intervenuto facendo chiamare l’ambulanza. IM 1

e IM 2 si sono poi allontanati a bordo di una vettura”.

IM 2 ha risposto:

" ACPR

2.

avrebbe quindi proferito andando verso l’interno e dicendo a mio cugino IM 1

“ti ho già avvertito una volta che non devi andare dove sono io, ti scopo tutta

la famiglia”, questo lo ha detto in __________. Io sono intervenuto a

trattenerlo. Era intervenuto anche __________ a trattenere. IM 1 avrebbe poi

detto a __________ “è inutile fare i bravi” poi suo cugino __________ e un

conoscente mi hanno trattenuto e __________ è andato verso IM 1 colpendolo. IM

1.

avrebbe poi spinto ACPR 2 sino a centro della piazzetta per scrollarselo di

dosso, io nel frattempo ho chiesto a __________ di intervenire per separarli e

di non tenere me in quanto inutile Il cugino, __________ mi diceva di lasciarli

picchiare 1 contro 1. Io sono riuscito a liberarmi da __________, sono andato

da IM 1 e sono riuscito a tirarlo via da ACPR 2 il quale continuava a insultare

in __________. IM 1 era ferito, aveva un bernoccolo sulla fronte, aveva anche

escoriazioni”,

" IM 1 ha confermato la versione di IM 2. __________ ha poi replicato “L’unica cosa corretta da IM 2 è che

dopo la gomitata di IM 1 a ACPR 2, IM 2 è stato trattenuto da __________.

Quando si è liberato è intervenuto anche lui, IM 2, colpendo ACPR 2 con IM 1

come sopra descritto, in piedi e poi per terra”,

" IM 1 ha aggiunto “che sono scappati per non prenderle” e __________ risponde “Ribadisco che entrambi

sono scappati (…) che non gli sembrava che avessero paura di prenderle anche

perché ACPR 2 era a terra e aveva perso i sensi”.

c) Quanto ai

riscontri oggettivi si ha che ACPR 2 è stato visitato in PS __________. Dalla

breve lettera di dimissione si legge:

" cranio:

ematoma temporale destro, ferita lacerocontusa labbro inferiore. Orecchio e

naso normale, nessuna dolenzia alla palpazione. Denti regolari. Arti

superiori:escoriazioni alla mano destra lato dorsale. Arti inferiori:

escoriazioni pretibiale a sinistra. Torace: dolenzia alla palpazione all’emotorace

sinistro lato anteriore. Auscoltazione s.p. Addome: nessuna dolenzia alla palpazione”.

In data 17.09.2009 (doc. 19) il Dr.med. __________

ha specificato quanto segue:

" Il

paziente è giunto in Pronto Soccorso in data 12.04.2009 alle ore 3.50 dove è

stato visitato dalla Dr.ssa __________, medico assistente di guardia del

reparto di chirurgia. All’esame clinico il paziente presentava escoriazioni e

contusioni multiple, in particolare a livello del cranio, del labbro interiore,

della mano destra e dell’arto inferiore sinistro. Il paziente non è mai stato

in pericolo di morte e lo stato attuale non era aggravato da malattie o lesioni

pre-esistenti. Le radiografie eseguite non hanno evidenziato fratture”.

d) A mente

della Corte vi è stato, all’inizio, un eccesso di zelo da parte degli imputati,

occasionalmente incaricati di fungere da “garanti” della sicurezza in occasione

di una festa per giovani, allorquando hanno invitato gli avventori, ancora presenti,

a lasciare il locale visto che era giunta l’ora della chiusura. In realtà nelle

loro intenzioni non vi era quella di aggredire qualcuno. Fatto sta che i modi

poco energici e poco ortodossi impiegati dagli accusati hanno suscitato la

reazione del ACPR 2, a difesa di un giovane avventore che secondo loro avrebbe

invece opposto resistenza. Cosicché la situazione è loro sfuggita di mano ed è

culminata non già in un’aggressione, ma in una rissa. In particolare la Corte ha

accertato che dopo che il giovane era finito addosso a ACPR 2, questi e IM 1

sono venuti alle mani e IM 2 è poi intervenuto a dar man forte all’amico. Detto

che le testimonianze, in situazioni del genere, vanno sempre ben ponderate,

poiché spesso vengono, in perfetta buona fede, influenzate dai propri

coinvolgimenti emotivi o da raffigurazioni personali, la Corte non ha creduto

alle tesi difensive, adombrate per la prima volta in aula, dell’equivoco dei

testimoni circa il significato dell’intervento degli imputati sia perché non è

logico che tutti i testimoni si confondano allo stesso modo sia perché

l’esperienza generale di vita ed il buon senso inducono a ritenere che, nella

baraonda, tutti i partecipanti hanno picchiato. Ne discende che gli imputati

sono stati riconosciuti colpevoli di rissa.

4.

Quo ai

fatti del 6 febbraio 2010 che riguardano unicamente IM 1 (in correità con il

fratello __________ già condannato mediante DA cresciuto in giudicato per

aggressione), gli atti rivelano quanto segue.

a) ACPR 1,

interrogato il 5.05.2010 ha dichiarato:

" sabato

6.

febbraio 2010, verso le ore 18.30, terminata la mia attività lavorativa,

rincasavo. Giunto nel parcheggio della mia abitazione notavo la presenza del

veicolo di mio nipote. Pertanto, onde facilitare l’uscito di quest’ultimo

decidevo di spostarla per poi parcheggiare la mia. (…) nel frangente in cui la

stavo spostando per parcheggiarlo dinnanzi alla mia, liberando cosi “ingombro”

giungeva l’autovettura dei fratelli IM 1 condotta da __________. Quest’ultimo,

probabilmente infastidito dalla mia presenza, iniziava ad azionare l’avvisatore

acustico (claxon) in modo sproporzionato. (…) appena sceso dal veicolo, che nel

frattempo era da me stato parcheggiato, venivo raggiunto dal ragazzo IM 1.

Premetto che questi due li conosco bene poiché vivevano vicino a noi”,

" IM 1,

senza alcun motivo di sorta, si avvicinava al sottoscritto posizionandosi

dinnanzi ed iniziando a spintonarmi. Da parte mia non reagivo in alcun modo

dicendogli unicamente di calmarsi poiché non vi era alcun motivo di litigare.

Non ho avuto nemmeno il tempo di finire a frase che __________, ribadisco senza

alcun motivo, si avvicinava al sottoscritto e al fratello, e mi colpiva a

tradimento con un pugno al volto. Dopodiché anche IM 1 iniziava a picchiarmi

con pugni e calci. In poche parole, sono stato aggredito dai due fratelli. Non

ho avuto nemmeno il tempo di reagire poiché subito rovinavo violentemente al

suolo. Mi ricordo che mentre mi trovavo addolorante per terra, venivo ancora

picchiato con calci e pugni diretti in pratica su tutto il corpo. (…) da parte

mia mi sono unicamente limitato a parare i colpi. Non ho mai scagliato contro

di loro pugno o calci”.

Interrogato nuovamente il 21.05.2010, ovvero dopo

aver sentito i fratelli IM 1 e messo a confronto con il fatto che loro abbiano

affermato che ha offeso i loro genitori ed in seguito abbia affibbiato un pugno

ad __________ (che ha fornito una certificazione medica) risponde:

" No.

Non è assolutamente vero. (…) La lite è stata iniziata da IM 1, il quale mi ha

spintonato. Da parte mia non ho reagito in alcun modo all’affronto, mi sono

limitato a dirgli di stare calmo e null’altro. Alche raggiunto dall’__________,

quest’ultimo senza alcun motivo di sorta, mi colpiva a tradimento sul volto con

un pugno. Dopodiché anche l’altro ha iniziato a invenire contro di me,

affibbiandomi colpi su tutto il corpo fino a quando cadevo al suolo. Lì,

malgrado inerte al suolo, continuavano l’aggressione con calci e pugni fino a

quando svenivo per un attimo causa i forti dolori riportati. Appena ripreso,

riuscivo a sfuggire dalla loro aggressione recandomi in casa (…). Ero al

corrente che questo ragazzo (__________) aveva il naso rotto poiché l’avevo

notato, prima di questo fatto, girovagare con una vistosa medicazione sul naso.

Non vorrei che il tutto sia una simulazione alfine di evitare la conseguenze

dell’aggressione, divenendo cosi anch’esso una vittima e non l’aggressore”.

__________, interrogato inizialmente il

11.05

, ha dichiarato:

" sabato

6.

febbraio 2010 mi sono recato presso l’abitazione di mio fratello IM 1 in quel di __________ per recuperarlo poiché quest’ultimo è in revoca della licenza di condurre.

(…) All’entrata del posteggio di casa trovavo una vettura che ostruiva

completamente il passaggio impedendomi quindi di entrare nel nostro posteggio”,

" (…)

vedendo che non giungeva nessuno, decidevo quindi di scendere dal veicolo per

poi raggiungere ACPR 1 che nel frattempo stava manovrando altri veicoli. Era

mia intenzione unicamente chiedergli gentilmente di spostare questa “benedetta”

vettura poiché dovevamo parcheggiare per rincasare. Dal ACPR 1 ho ricevuto una

risposta sgarbata e maleducata quale “la macchina la sposto quando mi pare e

piace”. Inoltre, senza alcun motivo, iniziava ad insultare e minacciare la mia

famiglia in albanese tradotta con la seguente affermazione “ti scopo tutta la

tua famiglia”. Innervosito da tali asserzioni sul conto dei miei cari come

risposta gli dicevo di “scoparsi solamente la sua”. Alche, come conseguenza

alla risposta, mi sferrava a tradimento un pugno colpendomi al volto e più

precisamente al naso. Di conseguenza reagivo colpendolo a mia volta con pugni e

calci poiché ACPR 1 era intenzionato a colpirmi nuovamente. Nel frattempo

interveniva pure mio fratello IM 1 che era sempre rimasto nell’autovettura,

cercando unicamente di separarci (…) mio fratello è intervenuto solamente per

separarci. Non escludo comunque che qualche calcio nei confronti del ACPR 1

l’abbia dato”,

" ACPR

1.

mi ha fratturato il naso appena operato qualche settimana prima. (…) infatti

il giorno seguente ho dovuto per forza recarmi al Pronto soccorso di acqua

rossa dove veniva certificata la frattura a naso che precedentemente a questo

fatto non esisteva”.

Interrogato nuovamente il 17.11.2010 ha

dichiarato quanto prima ammesso con le precisazioni:

" ribadisco

che ACPR 1 non è caduto a terra, confermo che mio fratello, dopo che sono stato

colpito e continuavo ad essere colpito è intervenuto dando delle pedate sul

sedere del ACPR 1 per cercare di farlo allontanare dalla mia persona. Da parte

mia ribadisco che una volta che ho ricevuto il primo pugno che mi ha colpito al

naso mi sono difeso con pugni diretti al volto e calci”.

Quando gli è stato chiesto dal verbalizzante come

mai, visto che gli hanno diagnosticato una frattura al naso che dice essere stata

causata dal pugno di terzi, recandosi solo il 14.5.2010 a richiedere il

certificato medico, ossia 3 giorni dopo il verbale reso in Polizia, egli ha

risposto:

" non

mi ero interessato prima a richiedere un certificato medico perché pensavo che

la questione era stata risolta tra mio padre e il padre della moglie ACPR 1.

Giunto in Polizia, notata la denuncia, ho prodotto il certificato anche perché

così richiesto. ADR che immediatamente dopo i fatti mentre stavo andando a casa

quando mi trovavo nell’atrio ho visto ACPR 1 con i suoi famigliari anch’essi

nell’atrio. ACPR 1 ha colpito con una stampella mio fratello IM 1”.

Preso conoscenza che il fratello ha dichiarato di

non aver tirato calci ACPR 1, nemmeno per difesa o per separarli, ribadita la sua

versione ovvero:

" lui

qualche calcio sul sedere di ACPR 1 l’ha tirato”,

(doc. 18 verb.int. 17.11.2010 pag. 2).

IM 1 ha dichiarato il 19.05.2010:

" __________,

dopo essere sceso dal veicolo raggiungeva ACPR 1 persona che conosco bene, che

si trovava poco lontano nell’intento di spostare altre vetture. Si sono

scambiati alcune a parole, dopodiché io fratello raggiungeva nuovamente il

proprio veicolo per poi entrare nel parcheggio, poiché ACPR 1 nel frattempo

aveva provveduto a spostare l’autovettura intralciante (…)”,

" Ad

un tratto, mentre mi trovavo occupato al telefono, notavo il ACPR 1 avvicinarsi

a mio fratello. Dopo lo scambio di alcune parole o frasi, ho visto che ACPR 1

colpiva __________ con un pugno diretto al volto (…) sceso dal veicolo, li

raggiungevo e cercavo di separarli mettendomi in mezzo. Non riuscendo

nell’intento decidevo di usare la forza, spingendo dapprima il ACPR 1 ed in

seguito mio fratello”.

b) La vicenda

è stata vista, almeno in parte, da una teste, tale __________, che, essendo affacciata

alla finestra (cfr. documentazione fotografica doc. 25) ha confermato in parte

la versione di ACPR 1.

Nel primo interrogatorio del 10.05.2010 ha

dichiarato

" ho

notato il sopraggiungere del veicolo condotto da uno dei due fratelli IM 1.

Premetto che li conosco bene poiché abitavano nello stesso palazzo sopra il mio

appartamento”,

" il

conducente IM 1, non so quale dei due, trovandosi la strada ostruita dal

veicolo ACPR 1, che in quel frangente si stava comunque spostando, impaziente

di aspettare pochi istanti, azionava più volte, a mio vedere senza alcun

motivo, l’avvisatore acustico (claxon). ACPR 1, dopo aver parcheggiato la

propria vettura, si avvicinava ai due fratelli IM 1, che in quel frangente

erano ancora nei veicolo, per dirgli qualche cosa. Dopodiché notavo sortire

dall’autovetture i fratelli IM 1 e dopo aver raggiunto ACPR 1, lo aggredivano

selvaggiamente facendolo rovinare al suolo. Il loro intervento contro il povero

ACPR 1 è stato rapido e mentre quest’ultimo si trovava disteso per terra, ho

notato i due infierire su di lui con violenti calci. Premetto che, allorquando

i due fratelli hanno aggredito ACPR 1 se non erro quello più giovane, lo ave va

afferrato da tergo costringendo a cadere. Mentre l’altro, lo colpiva

violentemente con pedate dirette su tutto il corpo. Il povero ACPR 1 non ha

avuto nemmeno il tempo di reagire alla loro aggressione poiché era stato subito

placcato e trascinato al suolo senza che potesse fare nulla a sua difesa”,

" tutti

e due i fratelli si sono scagliati sul sig. ACPR 1 con violenza. Dapprima

quello più giovane lo ha afferrato da tergo trascinandolo per terra, mentre

l’altro lo colpiva con pedate. Dopodiché anche quello giovane, mentre ACPR 1

era steso sull’asfalto, si “dilettava” nel colpirlo anch’esso con calci. Non ho

mai vista una cosa del genere, una violenza brutale nei confronti di una

persona”,

" sono

sicura al 100% che l’aggressione è stata iniziata dai fratelli IM 1. ACPR 1,

come già menzionato in precedenza, non ha nemmeno reagito all’aggressione”.

Interrogata nuovamente il 22.06.2010 ha

riconfermato il verbale del 10.05.2010 aggiungendo:

" Ho

quindi visto che il ragazzo più grande, quello sposato, IM 1, dare dei calci

con le scarpe da lavoro, pesanti, dare dei calci al ACPR 1. ADR che i calci

sono stati tirati su tutto il corpo anche sulla faccia. ADR che il ragazzo

giovane, __________, quando ACPR 1 era per terra lo tratteneva ancora per le

braccia e lo teneva fermo mentre il più vecchio, IM 1 gli tirava i calci. ADR

che anche il ragazzo più giovane l’ho poi visto colpire il ACPR 1 con i pugni.

ADR che escludo che ACPR 1 abbia potuto colpire uno dei due fratelli, io non ho

visto nulla in questo senso anche perché ACPR 1 si trovava a terra e veniva

colpito con calci dal IM 1 grande”,

" La

testimone ha inoltre dichiarato che il padre di IM 1, cosciente del fatto che

ella avesse visto l’accaduto, ha avvicinato il marito minacciandolo di far

stare zitta la moglie”.

c) In sede di

confronto tra IM 1 e __________, la stessa si è riconfermata nel suo dire. IM 1

invece ha contestato interamente quanto da lei dichiarato affermando:

" sono

sicuro al 100% che la parte lesa e la qui presente signora __________ si sono

messi d’accordo e questo perché negli anni passati ogni volta che c’era il

turno in lavanderia lei litigava con mia madre”.

In sede di confronto tra i fratelli IM 1 e ACPR 1

(doc. 23) si sono riconfermati nelle loro dichiarazioni, in particolare ACPR 1 ha affermato:

" dapprima

io avevo detto a IM 1 di calmarsi, si era avvicinato a me ma non mi aveva

ancora colpito. E’ arrivato __________ e ribadisco che mi ha colpito con un

pugno al volto. ADR che dopo aver ricevuto il pugno da __________ ha iniziato a

colpirmi anche IM 1. Preciso alla verbalizzante che dopo il primo pugno ero

rimasto un po’ frastornato e mi sono trovato a terra”,

" Ho

perso l’equilibrio. Una volta a terra ho perso conoscenza per poco. A terra ho

iniziato a sentire dolo al costato, ho dedotto di essere stato colpito con

calci ma visto che ero frastornato e ho perso conoscenza o non ho visto come

sono stato colpito e neppure da chi”,

" (…)

ADR che ribadisco che io non ho utilizzato stampelle nei confronti di IM 1.

Nessuno dei presenti aveva le stampelle”.

__________ ha risposto:

" contesto

quanto dichiarato da ACPR 1. ACPR 1 ha insultato la mia famiglia dicendomi che

si scopava tutta la mia famiglia, io gli ho risposto che poteva scoparsi la sua

e lui mi ha tirato un pugno in faccio e a quel punto io allora ho iniziato a

tirargli pugno e calci. ADR che ACPR 1 non è mai caduto a terra. ADR che IM 1

inizialmente era al telefono, ci ha raggiunti, ha provato a dividerci ma visto

che ACPR 1 non si staccava gli ha tirato tre calci nel sedere”,

(doc. 23 verb. confr. 22.11.2010 pag. 4).

IM 1 per finire ha affermato (al contrario di

quanto dichiarato fino a quel momento):

" ADR

che confermo di aver tirato del calci a ACPR 1”.

" (…)

mio fratello ha suonato un paio di volte il clacson, io gli ho detto di

smetterla di clacsonare. (…) a quel punto ACPR 1 si è avvicinato alla macchina,

noi eravamo ancora all’interno della stessa e ci ha detto di stare calmi. Mio

fratello gli ha detto di spostare la macchina che dovevamo salire in casa, può

anche averglielo detto in maniera brusca, non gli ha chiesto per favore. ACPR 1 ha spostato allora la macchina del nipote, davanti alla sua e mio fratello è riuscito quindi a

posteggiare di fianco, davanti al parcheggio n.ro 4. Io continuavo ad essere al

telefono, mio fratello è uscito dall’auto, ho visto che lui e ACPR 1 si sono

detti qualcosa ma non ho sentito cosa anche perché io ero ancora all’interno

dell’auto e la porta era chiusa. Ho poi visto che hanno iniziato a picchiarsi.

Sono uscito dall’auto e ho visto mio fratello insanguinato e a quel punto ho

perso la testa nel senso che mi sono arrabbiato e quindi ho iniziato a picchiare

anche io, ho tirato dei calci a ACPR 1”,

" (…)

A quel punto ACPR 1 è scappato, mentre noi ci trovavamo nell’atrio aspettando

l’ascensore ho visto ACPR 1, sua moglie, sua mamma, suo fratello e suo nipote e

ho visto che aveva qualcosa in mano. Io ho quindi preso mio fratello e l’ho

coperto con il mio corpo mettendolo addosso al muro e a quel punto ACPR 1 mi ha tirato una stampella in testa”.

d) Per quel

che è dei riscontri oggettivi va detto che dal certificato medico (lettera di

dimissione) di ACPR 1 del 06.02.2010 risultano, all’esame clinico, diverse

escoriazione sulla mano sinistra, zona dorsale-torace, tumefazione al labbro

superiore con rottura di un dente arcata superiore, dolenzia alla digito

pressione emicostale destra.

Dalla documentazione medica di __________ del

26.11.2010

fornita dal Dr. __________ si evince quanto segue:

" il

signor __________ si è presentato presso il pronto soccorso di __________ in

data 7.2.2010 riferendo di aver ricevuto un pugno sul naso recentemente operato

(28.01.2010) dal Dr. __________. All’esame clinico il setto nasale appare

edematoso, i punti di sutura sono in sede, il naso è dolente alla palpitazione.

Alla radiografia delle ossa nasali del 7.2.2010 si rileva un piccolo rammento

osseo da attribuire in prima analisi ad una piccola lesione ossea traumatica”.

Dalla documentazione medica del Dr. __________ nella

quale si conferma l’operazione del 28.01.2010 lo stesso dichiara:

" Risulta

difficile stabilire se questa leggera piega cartilaginea residua sia

conseguenza di un insufficiente intervento correttivo o del trauma subito in

data 6.2.”.

ACPR 1, messo a confronto con il certificato

medico che indica delle escoriazioni al dorso della mano sinistra, ha comunque

negato di aver tirato un pugno ad __________.

e) In

considerazione delle contrastanti versioni delle parti, l’accertamento dei

fatti è risultato, per la Corte, assai più laborioso. Detto che i riscontri

oggettivi fanno, sia che sia, stato di una escoriazione al dorso della mano

sinistra dell’accusatore privato, appare estremamente complicato dar peso ad

una sola testimonianza, tanto più che il relativo verbale è infarcito di

considerazioni e giudizi di valore che paiono trovare origine in deduzioni

dell’interrogante, piuttosto che costituire rivelazioni spontanee della teste,

e meglio di considerazioni inutilmente qualificative che finiscono per

indebolire la forza stessa della testimonianza, tanto più che, come detto, i

riscontri provano che ACPR 1 si è ferito alla nocca senza saper dare

spiegazioni alla circostanza. Ferita che, secondo il corso ordinario delle

cose, non può che essersi procurato colpendo l’antagonista.

Con il che, per la Corte, il tutto è da

ricondurre ad una banalissima lite di posteggio, inutilmente inasprita da tutte

le parti fino a culminare in una rissa dove un po’ tutti hanno menato le mani e

dove ACPR 1 ha per finire avuto la peggio. Anche per questi fatti è pertanto

stato ritenuto il reato di rissa.

5.

Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale.

L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla

colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni

personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il

legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione

l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata

alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono

eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile

2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4

pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale

permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere

sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena

il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches

Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo

l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o

esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità

dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle

circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di

evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis

mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP)

a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in

considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto

ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità

della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il

modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato

volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in

seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il

comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di

emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con

rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la

citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore,

l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale,

gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44

consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288

consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale

all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato

di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai

rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4;6P.152/2005

del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1

con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze

di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine.

Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione

generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118

IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da

parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui

pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa

portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza;

il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni

fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive

e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag.

47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per

sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate

in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva

disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di

determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze

oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò

che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua

specificità propria e ogni agire fonda le sue radici che gli sono proprie.

Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di

trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una

medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

a) La colpa di

IM 1 non può certo essere qualificata di lieve. Egli deve infatti rispondere di

due risse. La prima è stata commessa prima dell’emissione del decreto di accusa

con cui era stato condannato alla pena pecuniaria di 300 aliquote giornaliere

di guisa che, da questo profilo, la pena si rivela aggiuntiva. La seconda

invece è stata commessa nel periodo di prova della precedente condanna. Con il

che la Corte ha ritenuto equo aggiungere quattro mesi alla pena pecuniaria per

la prima rissa, giungendo gioco forza ad una pena detentiva di 14 mesi,

aumentati a 16 per la seconda rissa. Circa la sospensione condizionale va detto

che per l’art. 42 cpv. 2 CP “se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è

stato condannato a una pena detentiva di almeno sei mesi, con o senza

condizionale, o a una pena pecuniaria di almeno 180 aliquote giornaliere, la

sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente

favorevoli”. In realtà IM 1 non ha un lavoro ed ha delinquito nel periodo

di prova, dimostrando una facilità preoccupante nel ledere più beni protetti.

La prognosi è assai fumosa. Ciononostante la Corte non ha inteso dar prova di

particolare severità, sospendendo parzialmente la pena nella misura di 10 mesi,

nella convinzione che l’espiazione, quantunque nelle forme che l’autorità

d’esecuzione riterrà più adeguate, possa finalmente farlo riflettere sulla

gravità degli atti da lui commessi.

b) Diverso il

discorso per IM 2. Egli è infatti un giovane incensurato che, nella scala delle

responsabilità, giunge più in basso, tanto che i fatti avrebbero potuto essere

giudicati con un decreto d’accusa comportanti una pena di 90 aliquote

giornaliere. Sennonché la Corte si è chiesta quale sia in situazione del

genere, la sanzione più efficace per la risocializzazione, inteso come effetto

principale di prevenzione speciale, ed è giunta alla conclusione che il lavoro

di pubblica utilità, piuttosto che la pena pecuniaria, è misura più efficace.

Lo ha dunque condannato a 360 ore di LPU. La prognosi non essendo negativa, la

pena è stata sospesa per due anni.

6.

Quanto

alle pretese dell’accusatore privato ACPR 2, è appena il caso di constatare

come non abbia minimamente sostanziato le sue richieste, limitandosi a

quantificarle senza tempestivamente produrre alcunché a sostegno. In siffatte

evenienze la Corte non ha potuto fare altro che rinviarlo al foro civile.

7.

I costi

processuali, calcolati già tenendo conto dei parziali proscioglimenti, sono

posti a carico degli imputati proporzionalmente alle loro rispettive colpe.

Visti gli artt. 12, 37,

40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 133 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM 1 è

autore colpevole di:

1.1

rissa

per avere, a __________, presso l'esercizio

pubblico Bar __________, il 12 aprile 2009, preso parte ad una rissa che ha

avuto per conseguenza le lesioni di ACPR 2 attestate dal certificato medico del

17.

settembre 2009;

1.2

rissa

per avere, a __________, in via __________, il 6

febbraio 2010, preso parte ad una rissa che ha avuto per conseguenza le lesioni

di ACPR 1 attestate dal certificato medico del 6 febbraio 2010;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (con

la correzione di "aggressione" in "rissa") e precisato nei

considerandi.

2.

IM 2 è

autore colpevole di:

rissa

per avere, a __________, presso l'esercizio

pubblico Bar __________, il 12 aprile 2009, preso parte ad una rissa che ha

avuto per conseguenza le lesioni di ACPR 2 attestate dal certificato medico del

17.

settembre 2009;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (con

la correzione di "aggressione" in "rissa") e precisato nei

considerandi.

3.

IM 1 è

prosciolto dall’imputazione di aggressione.

4.

IM 2 è

prosciolto dall'imputazione di aggressione.

5.

Di

conseguenza,

5.1

IM 1

è condannato:

5.1.1

alla pena

detentiva di 16 (sedici) mesi, a valere quale pena unica richiamata la sentenza

del 18 maggio 2009 della Corte delle assise correzionali di Bellinzona, da

dedursi il carcere preventivo sofferto.

5.1.2

L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di

10.

(dieci) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da

espiare.

5.2

IM 2

è condannato:

5.2.1

a prestare 360

(trecentosessanta) ore di lavoro di pubblica utilità;

5.2.2

al pagamento

di una multa di CHF 500.-- (cinquecento), con l'avvertenza che, in caso di

mancato pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di 5

(cinque) giorni.

5.2.3

L’esecuzione

del lavoro di pubblica utilità è sospesa e al condannato è impartito un periodo

di prova di anni 2 (due).

6.

L’accusatore privato ACPR 2 è rinviato

al competente foro civile.

7.

Le spese

per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135

cpv. 4 CPP. La retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione

separata.

8.

La tassa

di giustizia di CHF 600.-- (seicento) e i disborsi sono a carico dei

condannati, in solido, con ripartizione interna in misura di 2/3 (due terzi) a

carico di IM 1 e 1/3 (un terzo) a carico di IM 2.

9.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di

revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle

assise correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci

giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va

inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla

notifica della sentenza motivata.

Distinta spese: Tassa

di giustizia fr. 600.--

Inchiesta

preliminare fr. 200.--

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 180.--

fr. 980.--

============

Distinta

spese a carico di IM 1 (2/3)

Tassa di

giustizia fr. 400.--

Inchiesta

preliminare fr. 133.33

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 120.--

fr. 653.33

============

Distinta

spese a carico di IM 2 (1/3)

Tassa di

giustizia fr. 200.--

Inchiesta

preliminare fr. 66.67

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 60.--

fr. 326.67

============

Per la Corte delle

assise correzionali

Il Presidente Il

vicecancelliere

[i] La posizione di ___ è stata decisa con

separata decisione

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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