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72.2011.80

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

27 ottobre 2011Italiano64 min

Source ti.ch

Fatti

I genitori di IM 1 sono tornati in Ticino quando il ragazzo doveva iniziare la

seconda elementare.

Al padre, già muratore - pittore, risulta essere stata diagnosticata una

schizofrenia paranoide cronica già nel 1985 (cfr. perizia psichiatrica, doc.

43, p 21).

Da anni egli non esercita più nessuna attività ed è al beneficio di una rendita

d’invalidità.

Al momento dei fatti qui in giudizio, il padre era degente presso la clinica

psichiatrica cantonale.

Anche la madre è già stata degente presso detta clinica e ciò, la prima volta,

nel 1993.

Secondo gli atti medici consultati dal perito dottor __________, la donna, sin

dall’età di anni diciotto, avrebbe abusato di alcool.

Inoltre essa per una serie di motivi concomitanti, in particolare per la

turbata situazione coniugale, avrebbe attuato in passato tentativi suicidali.

Per lei la diagnosi posta dai medici (cfr. perizia citata p. 21) è quella di

“persona con disturbo di adattamento con umore depresso e abuso di sostanze

alcoliche”. Donna delle pulizie a ore e ausiliaria alla __________ in seguito,

essa percepiva, al momento dei fatti qui in giudizio un’indennità di

disoccupazione.

IM 1 è quindi cresciuto in un ambiente familiare problematico, con genitori

invero molto fragili e problematizzati e in situazione finanziaria modesta.

Abitando a __________, in detto Comune ha frequentato le scuole elementari e le

medie senza incontrare problemi dal profilo scolastico. Dotato in disegno

avrebbe voluto frequentare la __________, ma non vi è stato ammesso perché ha

presentato solo 30 dei 40 disegni richiesti. Ha allora avviato, per un anno, un

tirocinio di disegnatore di impianti elettrici che ha smesso visti i pessimi

risultati scolastici. Si è quindi orientato verso l’apprendistato di muratore

che ha frequentato per i tre anni regolamentari, lavorando sempre per la ditta __________

(senza evidenziare particolari problemi) e frequentando i corsi di tirocinio

che si tengono a __________. Purtroppo non ha superato gli esami finali del terzo

anno, col che ha perso il posto presso la ditta __________. Ciò è avvenuto nel

giugno del 1996, dopo di che non ha più trovato un altro posto di lavoro. Nel

settembre del 1996 ha invece ricominciato ad andare a scuola il lunedì, a __________,

al fine di ripetere il terzo anno e di conseguire il diploma. Il precipitare

degli eventi ha poi interrotto anche tale frequentazione.

Durante il primo anno di tirocinio, l’accusato percepiva un salario di fr.

1’200.-, durante il secondo anno un salario di fr. 1’400.- e durante il terzo

un salario di fr. 1’700.- al mese. Di queste somme egli era solito consegnarne

la metà alla madre per contribuire alle spese del suo mantenimento. Il resto lo

spendeva per sé, per comperare dei vestiti o dei CD (la musica è la sua passione)

e, purtroppo, anche degli alcolici. IM 1, infatti, riferisce di aver cominciato

a bere alcool (birra ma anche superalcoolici) da giovanissimo, intorno ai

tredici anni di età, ovviamente dapprima saltuariamente, quando andava a

qualche festa e voleva essere allegro con gli amici, poi verso i sedici anni

via via con sempre maggiore frequenza (e ciò, in particolare, in concomitanza

con il primo ricovero in __________ della madre, nel 1993). Al dibattimento IM

1 ha spiegato che, presa l’abitudine di bere anche smodatamente durante il

sabati e domenica, egli si ritrovava il lunedì, giorno dedicato ai corsi

scolastici, ad affrontare la giornata da “nervoso”. S’era accorto che se sul

treno che lo portava a __________ beveva alcune birre, l’agitazione si calmava.

Ciò significa che IM 1 ha scoperto in età molto giovane l’effetto per così

“terapeutico” (ansiolitico e antifobico) dell’alcool (rimedio in realtà

peggiore del “male”, come ha avuto modo di sottolineare al dibattimento il dr. __________),

alcool che per finire lo “sbloccava” e attenuava in lui quel malessere che il

perito, in perizia, ha definito come “fobia sociale”, disturbo attualmente in

via di miglioramento (cfr. perizia a p. 24).

Sta di fatto che nell’adolescenza IM 1 si è via via abituato ad abusare di

alcool in modo vieppiù intenso e regolare col che all’atto dell’arresto, vista

la giovane età, certo egli non era un alcoolizzato (cfr. perizia p. 28),

nondimeno egli faceva in modo abituale un uso nocivo dell’alcool (e di ciò si

dirà ancora in seguito, con particolare riferimento ai suoi “precedenti”).

Si è detto che IM 1, nel giugno del 1996, ha perso il posto di apprendista muratore. Egli si è così iscritto alla disoccupazione.

All’atto dell’arresto percepiva un’indennità di fr. 1’200.- mensili. Dopo le

vacanze estive (come si vedrà, egli ha trascorso il mese di agosto in __________

con la mamma, la sorellina e __________), e fino all’arresto, egli passava le

giornate soprattutto in compagnia di __________, facendo o ascoltando musica

con lui, in casa a Cadempino, oppure recandosi con lui in bar o ritrovi. A suo

dire, personalmente, si dava anche da fare per cercare un altro posto di

lavoro, purtroppo senza esito.

Saltuario consumatore di haschisch fino alla primavera del 1996, aveva poi

aumentato il consumo di tale sostanza in concomitanza con la sua frequentazione

di __________. In compenso aveva diminuito un po’ la quantità di alcool che era

solito bere.

Venendo al rapporto tra IM 1 e __________ si anticipa qui che i due si sono

conosciuti casualmente, tramite amici comuni, nell’aprile del 1996.

__________, idraulico di professione, all’atto della sua morte e nei mesi

precedenti non lavorava, non si sa (perché dagli atti non emerge) se perché

disoccupato o perché “in infortunio” (IM 1 al dibattimento non ha saputo essere

più preciso al riguardo).

Pregiudicato nei termini di cui si dirà, __________ è nato il __________.

Figlio di genitori che non si sono sposati tra di loro, egli è stato cresciuto

dalla madre e dal patrigno, __________, a __________. Dagli atti non emerge

granché circa la vita anteriore di __________. In particolare non si sa quando

ha lasciato la famiglia. Sta di fatto che dal 1991 al 1994 ha convissuto con __________, operaia, domiciliata attualmente a __________, dalla quale l’8.1.193

ha avuto una bimba (__________) che egli ha riconosciuto. Poiché la relazione

con la donna è stata “burrascosa”, i due si sono presto separati e, per quanto

noto, la bimba veniva cresciuta dalla madre.

Dal verbale da lei reso il 16.10.1996 (all. 32 al rapporto di Polizia doc. 42)

risulta che __________ “si occupava poco per non dire niente della nostra

bambina e questo fatto mi faceva arrabbiare parecchio…”.

Dopo la separazione dalla __________, si sa che __________ ha avuto una

relazione con un’altra giovane donna (cfr. verbale in atti, all. 38 al rapporto

di Polizia), durata, con delle interruzioni, più o meno dall’ottobre 1995 al

maggio 1996, ma non è noto se i due convivessero e, se si, dove. Sta di fatto

che nel giugno 1996 __________ non aveva un luogo suo in cui abitare poiché è

noto che per una settimana fu ospitato dall’amico __________ (cfr. all. 35 al

rapporto di Polizia) e poi, a partire da metà mese circa, presso IM 1. Al

proposito va segnalato che il 30/31.05.1996 i IM 1 avevano traslocato da __________

a __________ e __________ li aveva aiutati nel trasloco.

Così dopo aver lasciato la casa di __________, verso la metà del giugno 1996, __________

era diventato ospite fisso dei IM 1. (…).

Considerandi

2.

I precedenti

Venendo ai precedenti penali di IM 1, si ha che dal casellario (in atti sub

doc. 33 del classeur, atti pervenuti dopo l’atto d’accusa) emerge unicamente

una condanna a 15 giorni di detenzione (sospesi condizionalmente per anni due)

del 12.02.1996, formulata dal Ministero Pubblico di __________ per furto di

lieve entità, ripetuto danneggiamento, ripetuta contravvenzione alla LF

stupefacenti.

Per conoscere un po’ più da vicino tali “precedenti”, sono stati acquisiti agli

atti gli incarti relativi alla suddetta condanna ed anche quelli della Magistratura

dei minorenni. Da essi (cfr. doc. 34 degli atti prodotti dopo l’atto d’accusa),

emerge sostanzialmente quanto segue:

- IM 1 è stato ammonito dalla Magistratura dei minorenni il

22.07

, durante un’udienza alla quale si è presentato con i genitori.

Secondo una nota nell’incarto N° 269, chi aveva trattato il caso, aveva

rilevato “in casa nessun problema particolare”. All’epoca IM 1 aveva appena

terminato la quarta media ed era stato denunciato dalla Polizia alla

Magistratura dei minorenni per il furto, commesso in correità con altri

minorenni, di tre pacchi postali contenenti apparecchi elettronici e salumi per

un valore di circa 600.-; furto commesso alla stazione di __________ il

22.01.1992

Nel luglio 1992, IM 1 ebbe poi a commettere il furto di un

ciclomotore;

- il 22.09.1992, di nuovo, l’accusato, insieme al padre, doveva

presentarsi alla Magistratura dei minorenni. Dopo la prima udienza del

22.07.1992

era infatti emerso che egli, sottratti degli accendini da un

negozio, si era poi messo a venderli per strada.

La decisione nei confronti di IM 1 veniva rinviata per un anno. Si legge nella

nota di chi incontrò l’accusato e il padre quel 22.09.1992 che “…Al momento

attuale ha iniziato un apprendistato. Il padre è molto contento del

comportamento del ragazzo, la prognosi è favorevole ma da verificare…”;

- con decreto del 18.07.1995, IM 1 è stato condannato a una multa

di fr. 150.-- per il furto di bibite alcoliche di circa fr. 400.-- commesso da

lui, insieme ad altri giovani, in danno del Bar __________ a __________, il

18.06.1995

Mancava poco meno di un mese al suo diciottesimo compleanno.

Dal verbale 19.06.1995 allora reso da IM 1 si evince che quella sera lui e i

suoi compagni (tale __________ e tale __________) avevano abusato di bevande

alcoliche, dapprima di birra acquistata al negozio “Aperto” della stazione FFS

e poi di superalcoolici rubati per l’appunto al Bar __________, dove erano

penetrati attraverso una finestra.

L’amico __________ aveva poi danneggiato delle vetture posteggiate nei pressi. IM

1.

da parte sua aveva negato di avere personalmente commesso vandalismi e

danneggiamenti.

In quell’occasione, IM 1 era stato sottoposto al test dell’alcoolmeter che

aveva evidenziato un tasso dello 0.48 per mille.

In un primo verbale il IM 1 aveva negato il furto, che aveva poi ammesso;

- i successivi interventi della Polizia sono quelli culminati nel

DAP citato del 12.02.1996. Con detto decreto sono stati sanzionati i

comportamenti di IM 1, relativi a reati commessi la notte sul 30.10.1995,

rispettivamente la sera del 03.11.1995.

La notte sul 30.10.1995, la Polizia è intervenuta verso le 03.15 di mattina su

Viale __________, allertata dai militi dell’ambulanza che avevano dovuto

soccorrere __________ praticandogli quindici punti di sutura alla coscia

destra.

La Polizia ha poi chiarito (anche in questo caso IM 1 inizialmente ha negato)

che i due, trascorsa la serata allo Studio __________, avevano rubato, con

scasso, in un edicola, dei coltellini militari (un secondo tentativo di furto

al negozio __________ era andato a vuoto), dopodiché con uno dei coltellini

rubati, IM 1 aveva ferito __________.

La vittima aveva asserito di essersi accorta del taglio solo dopo aver visto il

sangue e non ha sporto querela.

IM 1 non è quindi stato perseguitato per la lesione arrecata, sulla quale,

s’era espresso nei seguenti termini:

- verbale 30.10.1995, ore 04.00:

"

…Ad un dato momento, non so dire come sia successo, ho tagliato

una gamba, all’altezza della coscia destra, sulla parte posteriore, all’amico __________.

Non so assolutamente spiegare come sia successo. Probabilmente camminavamo ed

io avendo il coltello aperto nel muovermi ho sferrato un colpo senza volerlo…”

- verbale 30.10.1995, ore 14.10:

"

…Dopo aver preso i coltellini siamo ritornati verso il “liceo”. Abbiamo

quindi iniziato a lanciare i coltellini verso un albero. Ad un dato momento, e

non mi so spiegare il perché, ho dato una coltellata alla gamba destra

dell’amico, ferendolo alla coscia.

Dopo qualche attimo l’amico si accorgeva che aveva i pantaloni tagliati e che

era ferito; perdeva anche del sangue. Poi entrambi abbiamo fermato una vettura

pubblica (taxi) ed abbiamo chiesto soccorso chiedendo se ci poteva portare

all’ospedale. Il tassametrista ha provveduto a chiedere l’intervento

dell’ambulanza via radio chiamando la sua centrale.

Sono poi stato accompagnato presso questi uffici unitamente all’amico, dopo che

quest’ultimo era stato medicato presso l’Ospedale __________ di __________.

A richiesta del verbalizzante preciso che il ferimento dell’amico non è stato

volontario ma accidentale; non volevo assolutamente procurargli delle ferite in

quanto come già detto stavamo giocando entrambi…”.

Certo è che anche in quell’occasione IM 1 aveva bevuto dell’alcool, al punto

che il test dell’alcoolmeter aveva indicato un tasso dello 1.37 per mille.

Sottoposto a prova tossicologica IM 1 era risultato positivo alla canapa.

A proposito dei vandalismi operati in danno dell’edicola e del negozio __________,

aveva all’epoca dichiarato (cfr. già citato verbale 30.10.1995 ore 04.00);

"

...vorrei dire che prima di ferire il __________ ho rotto la

vetrina dell’edicola __________ con un calcio. Non so come mai mi sia presa

questa mania di rompere le vetrine. Suppongo poiché avevo bevuto in precedenza.

Vorrei pure aggiungere che prima delle birre avevamo bevuto tutti e due un

litro a testa di vino.

Tutto questo comunque non era finalizzato a compiere furti ma unicamente un

modo stupido di divertirci.

Capisco di aver sbagliato e ribadisco che ho agito così unicamente poiché avevo

bevuto e non ho retto l’alcool…”

Col che se ne deve dedurre che IM 1, quantomeno da quella volta

sul 30.10.1995, ben aveva compreso l’effetto dirompente che aveva su di lui

l’alcool (se già non l’aveva capito prima, ad esempio la notte del furto al Bar

__________).

Rilasciato il 30.10.1995, alle ore 16.00, IM 1 si faceva riarrestare quattro

giorni dopo, ovvero verso le 23.15 del 03.11.1995, nelle seguenti circostanze

(cfr. rapporto di Polizia del 13.12.1995):

"

…Nella serata del giorno 3 novembre u.s. su segnalazione del

signor __________, __________, dom. a __________, impiegato presso la stazione FFS

di __________, venivano arrestati i summenzionati IM 1 e __________, rei di

aver danneggiato, rompendola, la barriera di entrata del posteggio FFS (ex scalo

merci) sul piazzale della Stazione di __________.

In un primo tempo sembrava pure che IM 1 fosse passato a vie di fatto nei

confronti dello stesso __________ ma in un secondo tempo, grazie ad un

contraddittorio tra i due si è dovuto ridimensionare il fatto. In sostanza il IM

1.

ha solo cercato di liberarsi dal __________ che lo aveva preso per un braccio

con l’intenzione di accompagnarlo in stazione per avere i suoi dati.

Nelle stesse circostanze di luogo e di tempo è stato pure accertato che il __________

si è reso autore di un danneggiamento ad un segnale stradale posto alla rotonda

prospiciente l’accesso al parcheggio FFS. In questo caso la segnaletica è stata

divelta a calci.

Il Municipio di __________, per questi fatti, non ha inoltrato querela penale.

Possiamo segnalare che i due giovani in questione fanno parte di un gruppo che

è solito ritrovarsi presso il piazzale della Stazione.

Approfittando del fatto che il negozio “Aperto” chiude alle ore 22.00 possono

approvvigionarsi facilmente di bevande alcoliche e poi un po’ brilli questi

giovani si lasciano andare a danneggiamenti o vandalismi.

Negli ultimi tempi non si contano più i danneggiamenti ed i vandalismi avvenuti

sul sedime della stazione e sui sedimi privati posti nelle vicinanze della

stessa…”

Quella sera, il test dell’alcoolmeter aveva dato, per IM 1, un tasso dello 1.10

per mille.

Il test tossicologico invece ha risultato negativo.

Per quanto riguarda le vie di fatto, non perseguibili per ritiro di querela,

così si erano espressi il funzionario FFS __________ e il IM 1, sentiti in

contraddittorio:

"

… IM 1, __________, altre generalità agli atti e

__________, __________, altre generalità note.

Analogamente interrogati, dichiarano:

D. __________

Vuole essere più preciso circa le sue dichiarazioni nel verbale odierno delle

ore 00.15 in riguardo a quanto lei dice che il giovane biondo le ha messo le

mani addosso?

R. __________

Confermo il verbale reso durante la nottata e per quanto concerne le vie di

fatto preciso che una volta notato il IM 1 danneggiare la barriera di entrata

al posteggio FFS mi sono avvicinato a lui e l’ho preso per un braccio e l’ho

invitato a seguirmi al Comando della stazione. Il giovane innanzitutto mi ha

risposto in modo molto sgarbato rivolgendomi epiteti quali “stronzo e testa di

cazzo”, poi per liberarsi mi ha dato uno spintone. Non è che sia successo

altro; non ci sono stati colpi quali pugni o schiaffi. Da parte mia mi sono

quindi allontanato per l’avvicinarsi con fare minaccioso del suo amico.

D. IM 1

Cosa ha da dire in relazione alla dichiarazione del __________?

R. IM 1

In sostanza quanto dichiarato dal __________ è vero. Quando mi ha preso per

un braccio io ho pensato che lui intendeva “inzingarmi” ed è stato appunto per

liberarmi ed evitare il suo contatto che l’ho spintonato, il tutto è finito

quando sono riuscito a liberarmi…”

IM 1 era poi stato rilasciato il 05.11.1995.

Al dibattimento si sono poi chiarite le circostanze relative a due ulteriori

episodi (di cui di parla nella perizia) che hanno visto IM 1 protagonista di

alterchi avvenuti sotto la spinta dell’alcool.

Il primo è quello di un litigio avvenuto ad __________ la notte del capodanno

del 1996. IM 1 si era recato a una festa nel borgo leventinese e durante la

serata aveva bevuto fuori misura.

Ad un certo punto - così si è espresso testualmente l’accusato al dibattimento

- un ragazzo del luogo l’avrebbe “guardato storto”, col che egli fu preso da

subitanea rabbia, lo affrontò facendo roteare una sedia. Ne seguì una zuffa

nella quale IM 1 ebbe la peggio perché il ragazzo leventinese trovò l’aiuto di

altri amici del posto. Finì con lui che piangeva fuori dal locale ove era

dovuta accorrere anche la locale Polizia.

Il secondo episodio risale a qualche mese dopo. IM 1 aveva ricevuto un cattivo

giudizio a scuola e in casa era stato rimproverato. Sotto la spinta della

rabbia, avendo anche in quell’occasione troppo bevuto e per di più preso

medicamenti, egli lasciò l’appartamento sbattendo la porta a vetri dello

stabile con tanta foga da farla cadere in pezzi, allarmando gli inquilini.

Giunto in strada strappò la griglia di un tombino e la gettò per aria. Accorse

la Polizia anche in quell’occasione. La madre, in seguito, gli presentò un

operatore della __________ affinché egli discutesse con lui del suo problema

con l’alcool e delle reazioni che gliene venivano, ma la cosa poi non ebbe un

seguito.

Per quanto attiene ai precedenti penali della vittima __________, risulta dal

casellario in atti, che lo stesso (cfr. doc. 33 dopo l’atto d’accusa) è stato

processato due volte alle Assise Correzionali.

Il 16.09.1987 è stato condannato a tre mesi di detenzione per ripetuto furto e

per ripetuta circolazione senza licenza. Inizialmente la pena è stata sospesa

condizionalmente, ma la sospensione è poi stata revocata in occasione della

seconda condanna del 19 gennaio 1988, dove nuovamente a __________ sono stati

inflitti tre mesi di detenzione (da espiare) per ripetuto furto e ripetuta

circolazione senza licenza di condurre.”

Posto in libertà condizionata e sottoposto ad assistenza

riabilitativa dal 20 marzo 2003, ha svolto diversi lavori dapprima all’__________

e poi anche presso datori di lavoro esterni alla struttura carceraria. Nel

periodo di prova fissato in 5 anni ha subito una nuova condanna a 90 aliquote

giornaliere da fr. 60.- l’una (con quali criteri sia stata fissata la singola

aliquota, conto tenuto che non ha mai disposto di mezzi al di sopra del minimo

vitale, è rimasto un mistero) sospesi per 5 anni per reati contro la

circolazione. Il 4 marzo 2009 la Pretura Penale lo ha condannato a 360 ore di

LPU per guida senza licenza di circolazione, pena interamente espiata.

Sul periodo post espiazione la perizia psichiatrica informa:

"

Durante il periodo di semi-libertà avrebbe lavorato, per 6-8

mesi, all’ “__________” di __________, azienda agricola; successivamente, tanto

durante i mesi conclusivi della pena quanto anche, per un totale di circa due

anni, dopo conclusione della stessa, come ceramista (vasaio – fabbricava

soprattutto grossi vasi per giardino ma anche soprammobili e affini) per il

ceramista __________ di __________.

Il 20.08.2003 il peritando sarebbe diventato padre di __________,

figlia di __________ e – ricorda – in quel momento era ancora alle dipendenze

di __________. Vista la nuova situazione, avrebbe chiesto al datore di lavoro

un aumento di stipendio, che sarebbe stato allora di soli 2'500.-- franchi

netti, ma __________, adducendo mancanza di lavoro, non avrebbe potuto

concederglielo.

Presa mezza giornata di permesso, il peritando avrebbe subito trovato

lavoro in un'impresa di costruzioni (__________) di __________, dove avrebbe

iniziato a lavorare nel gennaio del 2004, percependo un salario netto di fr. 3'400.--

(approssimativamente). Non si ricorderebbe bene per quanto tempo avrebbe

lavorato per questa impresa, crede per circa due anni.

Il lavoro nell’edilizia avrebbe provocato in lui “una specie di

artrosi” e a causa dei dolori non sarebbe più stato grado di lavorare. Discussa

questa situazione con il datore di lavoro, di comune accordo si sarebbe deciso

il licenziamento e il peritando sarebbe stato, per i successivi 7 mesi, in

disoccupazione (e così “riposo un po' le mani”). Poi avrebbe incontrato un

ex-compagno della scuola di muratori, __________, che l'avrebbe preso a

lavorare con sé nell'impresa di famiglia __________, di __________, per un

salario di fr. 4'200.-- mensili. Neppure in questo caso ricorderebbe con

precisione la durata dell'impiego, ritiene sia stato di circa due anni.

Poi sarebbe passato alle dipendenze dell’impresa “__________” cui

sarebbe stato inviato dallo stesso __________. Mentre lavorava per questa

impresa (secondo i suoi calcoli sarebbe stato il 2007, il che però fa pensare

che i periodi di lavoro presso __________ e __________ siano stati inferiori ai

due anni) la relazione con __________ si sarebbe interrotta. Avrebbero litigato

spesso e __________ si sarebbe innamorata di un altro uomo, col quale tuttora

vivrebbe e dal quale avrebbe appena avuto un bambino (“che ora ha tre mesi” -

?). Lui ci sarebbe “rimasto un po' male, un po' deluso ...”. Avrebbe continuato

ad andare a lavorare ma sarebbe stato “molto giù di morale” e sarebbe stato

inefficiente, tanto che il datore di lavoro, preso atto di questa sua

situazione, l'avrebbe “mandato in disoccupazione”, condizione in cui sarebbe

rimasto per un anno e mezzo (“l’ho fatta tutta”) frequentando tuttavia corsi di

formazione e programmi occupazionali, rimanendo perciò sostanzialmente attivo.

Avrebbe frequentato un corso come saldatore e poi operato nella costruzione di

muri in pietra e selciati a __________.

In quegli anni si sarebbe trasferito da __________ a __________ e

qui sarebbero iniziati i problemi con __________. Al momento della separazione,

lui si sarebbe trasferito ad __________ dove avrebbe vissuto per alcuni mesi in

un appartamento trovatogli da __________ stessa a contratto mensile. Per

qualche mese avrebbe poi vissuto con suo padre, a __________. Per stare più

vicino a __________, che con la madre e il di lei nuovo amico si era, nel

frattempo, trasferita a __________, appena sopra __________, si sarebbe

trasferito a __________, dove sarebbe rimasto poco tempo, per poi spostarsi a __________.

Per recarsi al lavoro a __________ con i mezzi pubblici avrebbe dovuto partire

alle ore 05.15, raggiungendo il posto di lavoro in località __________, sopra __________,

utilizzando autobus, treno, autopostale, pulmino organizzato dalla

disoccupazione e percorrendo l’ultimo tratto a piedi, in montagna.

Si sarebbe trattato di un bel lavoro, in mezzo al verde; oltre a

costruire i muretti e il selciato si zappavano vigneti e si pulivano i boschi.

Con il capo squadra, di cui non ricorderebbe il nome, avrebbe avuto un buon

rapporto.

Mentre soggiornava ad __________, avrebbe allacciato una nuova

relazione sentimentale con tale __________, residente a __________, che avrebbe

visto “ogni tanto”. Questa relazione sarebbe durata “circa due anni”.

Da __________, il peritando si sarebbe trasferito a __________

(continuando a lavorare a __________) e in quel periodo la storia con __________

si sarebbe interrotta. Lui avrebbe iniziato a consumare super-alcolici (Whisky)

in grosse quantità.

Nell’agosto del 2009 avrebbe finito tanto il programma

occupazionale quanto il diritto alle indennità di disoccupazione. Benché

facesse molte ricerche di lavoro, non ne avrebbe trovato. Il consumo di alcol sarebbe

stato così massiccio da causare malesseri fisici importanti.

Avrebbe chiesto aiuto al padre, che sarebbe andato a visitare a __________,

al quale avrebbe detto che “non ce la faceva più” e che doveva farsi aiutare

per liberarsi dall'alcol. Si sarebbe ricoverato volontariamente all'Ospedale __________

e da qui, il 24.09.2009, sarebbe stato inviato, in ricovero volontario alla

Clinica Psichiatrica __________. Avrebbe trascorso due mesi nel reparto “__________”,

due mesi al “__________” e altri due mesi in un appartamento sito sopra il

ristorante all’interno del sedime della __________. Suo medico di riferimento

sarebbe stato il Dr. __________.

Sarebbe stato dimesso nel marzo del 2010, aiutato economicamente

dalla Pubblica Assistenza che a partire dal gennaio di quell'anno avrebbe

pagato l'affitto e le spese indispensabili, compreso l'affitto arretrato degli

ultimi mesi del 2009.

Il peritando spiega di essere finito in questa situazione di

dipendenza dall’alcol perché sarebbe crollato a causa dell’incertezza

esistenziale, della perdita di __________, della sua incapacità di gestirsi

economicamente.

Dimesso dalla __________, sarebbe andato a vivere a “__________”,

seguito dal Dr. __________. Qui sarebbe rimasto sino al 15.08.2010. Poi avrebbe

tentato di ricostruirsi una vita autonoma e avrebbe trovato un appartamento a __________.

Nel periodo di soggiorno a “__________" si sarebbe occupato in lavori di

pubblica utilità ai quali sarebbe astretto a causa di alcune multe comminategli

per guida senza patente e altre infrazioni alla legge sulla circolazione

stradale.

Avrebbe nuovamente lavorato in un laboratorio di ceramica di __________

(non quello di __________) e poi per il “__________” nella pulizia degli argini

del fiume, poi ancora per la __________ di __________ (terapia ortoculturale)

come aiuto giardiniere, in totale per circa 3 mesi.

Per la Fondazione __________ avrebbe lavorato per due mesi anche

dopo il suo trasferimento a __________, fino al novembre 2010, quando __________

avrebbe chiuso per la pausa invernale.

Si sarebbe sentito “un po’ in vacanza”, non sarebbe riuscito a

gestirsi e avrebbe ricominciato a bere. Sino al febbraio 2011 avrebbe bevuto

“moltissimo”, soprattutto Vodka. Il suo consumo sarebbe stato concentrato in

alcuni giorni, cui sarebbero seguiti altri giorni di completa astinenza.

In questo periodo (e precisamente l’8.02.2011), sotto l’influsso

dell’alcol, una volta avrebbe litigato con l’autista di un autopostale, a __________.

Il peritando non ricorda bene i particolari di questa vicenda, ritiene di

essere salito per sbaglio su un autopostale che andava ad una destinazione

diversa dalla sua e di aver provocato l’autista che alla fine avrebbe reagito

utilizzando uno spray al pepe e facendo intervenire la Polizia.

Un’altra volta, “una sera ero in giro con un ragazzo, ho bevuto

tanto alcol e un po’ di cocaina (ogni tanto la usavo nell’ultimo periodo)”. Il

suo compagno avrebbe iniziato a litigare con un altro giovane e lui sarebbe

intervenuto per dividerli. Il giovane con cui il suo compagno aveva attaccato

briga avrebbe poi dichiarato di essere stato rapinato (il peritando nega

fermamente e asserisce di essere intervenuto semplicemente per separare i due

rissosi).

Vi sarebbe poi un altro episodio che il peritando giudica più

grave. In quel periodo sarebbe spesso venuto a __________ per parlare con suo

padre, che l’avrebbe esortato a smettere di bere, ma quando ci provava

sarebbero sopravvenuto sintomi di astinenza.

A __________, dove avrebbe vissuto più tranquillamente, sarebbe

riuscito a stare anche senza bere, a __________ invece no. Dichiara che, anche

quando aveva bevuto, non avrebbe presentato sintomi di ubriachezza, difficoltà

di deambulazione, vertigini, ecc.

Nel febbraio di quest’anno avrebbe bevuto poco perché avrebbe

trascorso alcuni giorni a __________ presso uno zio e un cugino, abitanti in

via __________, che aiutava a dipingere l'interno delle loro abitazioni.

Una sera di quei giorni sarebbe stato a casa del padre e qui avrebbe

iniziato a bere molto (alcol che aveva comprato lui poiché il padre

consumerebbe molto poco) e dopo aver scolato due bottiglie di Vodka avrebbe

iniziato a “delirare un po', a trattarlo anche un po' male” (il padre).

Siccome proprio in quel periodo aveva rivisto __________,

rientrata in Ticino dall’__________ dove aveva trascorso un periodo (in una

comunità per tossicodipendenti), e con lei aveva trascorso alcuni momenti e

anche una notte o due, senza però che __________ volesse ripristinare la loro relazione,

egli avrebbe chiesto al padre di recarsi con lui a parlare con __________ e sua

madre. Il padre avrebbe rifiutato rispondendogli che “non sono problemi miei”

ed egli, che “avevo bevuto veramente tanto”, avrebbe costretto il padre ad

andare con lui. Il padre si sarebbe arrabbiato, gli avrebbe dato una sberla,

lui gliel'avrebbe restituita e tra di loro sarebbe sorta una zuffa per la

strada. Naturalmente, lui sarebbe stato più forte del padre al quale “ho fatto

un po’ male…, gli ho fatto un pìccolo ematoma…”. Ciò sarebbe avvenuto in Piazza

__________ il 21.02.2011.

Un passante avrebbe chiamato la polizia, sarebbe stato fermato e

trasferito in __________.

Il padre sarebbe stato ricoverato in Ospedale dove sarebbe rimasto

in osservazione per due giorni.

Il peritando ricorda che prima della lite col padre e davanti a

quest’ultimo si sarebbe tagliato l’avambraccio sinistro (che effettivamente

presenta tre cicatrici relativamente fresche).

Il 22.02.2011 il peritando sarebbe stato portato dalla __________

negli uffici della polizia di __________ per le formalità del caso. A quanto

asserisce non sarebbe stato in stato di arresto ma per caso, nei corridoi della

polizia, sarebbe stato riconosciuto dalla vittima della “rapina” che si trovava

lì in relazione a questa faccenda e che l’avrebbe indicato come “il secondo”

dei suoi aggressori. Per questo motivo sarebbe stato arrestato e trasferito, il

23.

febbraio, al Carcere __________.”

(AI 97 p. 3-6).

Quanto alle cure di sostegno psicologico dicasi che non sempre

l’accusato si è presentato a tutti gli incontri fissati dall’operatore (AI 86).

2.

Nemmeno IM 2 è incensurato.

Con sentenza 13 marzo 2008 della Presidente delle Assise Correzionali di __________

è stato riconosciuto colpevole di coazione sessuale, lesioni semplici ripetute,

ingiuria ripetuta, danneggiamento, violazione di domicilio e contravvenzione

alla LStup ed è stato condannato alla pena detentiva di 10 mesi con la

condizionale per due anni. In tale giudizio si legge:

"

A. Sulla vita

1.

IM 2, nato il __________ a __________, è cittadino __________,

domiciliato a __________.

Il padre è direttore della __________ di __________, la madre è

casalinga. Ha un fratello maggiore, __________, il quale è dipendente della __________.

Terminate le scuole dell’obbligo, IM 2 ha frequentato il liceo,

all’Istituto __________ di __________, senza conseguire la maturità. Nel 2005,

infatti, mentre stava ripetendo la quarta liceo, decise di abbandonare gli

studi poiché – così come riferito, in aula, dall’imputato – non gli

interessavano. Le sue prime esperienze di lavoro furono a tempo determinato e

gli vennero procurate dall’agenzia di collocamento Sottel. Nel marzo del 2006,

venne assunto alle dipendenze della __________, prima come stagaire e poi come

apprendista impiegato in logistica. Le sue mansioni - descritte nell’attestato

22.9.2006

agli atti (AI 17) – consistono nella riorganizzazione del materiale

in magazzino, nella gestione dei bollettini materiale in uscita,

nell’inserimento dati con ordinatore, nella preparazione del materiale, per le

consegne, nelle consegne a domicilio e nella vendita diretta ai clienti.

In aula, IM 2 si è detto soddisfatto della strada professionale

intrapresa ed è intenzionato a conseguire il diploma professionale ed, in

seguito, la maturità professionale.

IM 2 percepisce uno stipendio lordo di fr. 1'200.— e, abitando in

casa con i genitori che, tra l’altro, contribuiscono al pagamento del

contributo di cassa malati, non ha spese particolari, se non quelle

strettamente personali.

IM 2 ha iniziato a consumare marijuana “per il piacere di fumare”

nel 2002 e ne ha fatto un uso, più o meno, regolare fino alla fine del 2007.

IM 2 ha spiegato di avere smesso il consumo di marijuana poiché

seriamente intenzionato ad ottenere la patente - il cui rilascio è condizionato

agli esiti dei controlli delle urine – e perché si è reso conto degli affetti

negativi che il consumo della sostanza stupefacente gli provocava. L’accusato

ha, altresì, dichiarato di avere, nel frattempo, smesso anche di eccedere nel

consumo di bevande alcoliche.

B. I precedenti penali

2.

IM 2 è stato condannato dalla pretura penale

l’11.11.2004 per titolo di lesioni semplici, inosservanza dei doveri in caso di

infortunio e contravvenzione alla legge sugli stupefacenti alla pena di 3

giorni di detenzione, posti al beneficio della sospensione condizionale per un

periodo di 2 anni (cfr. AI 7).

C. Inchieste a carico dell’imputato

3.

A distanza di un mese dalla condanna emessa dalla

Pretura penale, IM 2 è stato oggetto di quattro inchieste penali, dal 10

dicembre 2004 al 5 agosto 2005.

3.1

La prima inchiesta ha preso avvio dalla denuncia

presentata da __________, in data 10 dicembre 2004, alla polizia cantonale. In

sostanza, la ragazza rimproverava a IM 2, con il quale intratteneva una

relazione sentimentale, di averle usato violenza fisica, psichica e sessuale la

sera stessa della denuncia. IM 2 ha, dapprima, negato ogni addebito, sporgendo,

a sua volta, denuncia contro __________ per titolo di lesioni semplici e vie di

fatto. In seguito, presentandosi spontaneamente in polizia il 6 gennaio 2005,

l’accusato ritrattò la sua versione dei fatti, ritirò la sua denuncia ed ammise

che quanto denunciato dalla sua ragazza corrispondeva alla verità.

3.2

Da lì a poco, prese avvio una seconda inchiesta a

carico di IM 2. La denuncia fu presentata, in data 26 febbraio 2005, da __________

e da __________ per titolo di lesioni semplici, ingiuria, danneggiamento ed

altri reati. Le due ragazze rimproveravano a IM 2 di averle, quella sera

stessa, prima importunate, poi insultate e di avere, in seguito, danneggiato

l’autovettura della __________ e colpito la __________ al capo. IM 2, sentito

dalla polizia, ammise, in sostanza, le sue responsabilità, anche se, nella sua

versione dei fatti, affermò di essere stato, a sua volta, provocato dalle due

ragazze.

3.3

Con denuncia scritta, indirizzata al ministero

pubblico in data 14 luglio 2005, __________ - che, nel frattempo, aveva ripreso

la sua relazione sentimentale con IM 2 – denunciò nuovamente IM 2, questa volta

per titolo di lesioni semplici, vie di fatto, ingiurie ed altri reati.

Secondo il dire della ragazza, il 9 luglio 2005, IM 2 l’aveva

nuovamente picchiata ed insultata.

3.4

Il 5 agosto 2005, IM 2 venne denunciato da parte delle

polizia comunale di __________ per titolo di contravvenzione alla legge sugli

stupefacenti, siccome fu trovato in possesso di 11 grammi di marijuana.

Dal 5 agosto 2005, IM 2 ha tenuto buona condotta, non avendo più

interessato le autorità di perseguimento penale.”

(72.2008.2 p. 9-11).

All’epoca IM 2 lavorava presso la ditta di cui il padre era

direttore. Con il decesso del padre, avvenuto nel 2009, la nuova direzione ha

proceduto ad una ristrutturazione del personale. Purtroppo IM 2 ha perso il

lavoro e, quindi, anche le prospettive di ultimare la sua formazione.

Attualmente IM 2 è collocato presso la fondazione “__________”. Il

collocamento è avvenuto con eccessiva sufficienza, senza che fossero esplorate

in modo approfondito le ragioni, le motivazioni e la proporzionalità della

misura. Al di là degli sforzi fatti dal difensore, il provvedimento è stato

ordinato senza un progetto chiaro indicante gli obbiettivi e le fasi della

presa a carico. Nella realtà si ha che, con scritto del 10 marzo 2011 (AI 24)

il difensore ha chiesto “un rapporto psichiatrico che si determini su (…)

l’opportunità di avviare un trattamento ambulatorialeo stazionario con

sospensione del procedimento penale” facendo sì riferimento a documentazione

medica e psichiatrica asseritamente allegata, ma in realtà ha omesso di

allegarla. Il Magistrato ha comunque ordinato la misura senza nemmeno conoscere

il contenuto di detta documentazione, che risulta essere, peraltro, l’unica che

potesse in qualche modo giustificare il provvedimento visto che nessun rapporto

medico specialistico è stato nel frattempo allestito. La relativa

documentazione è stata annessa agli atti, su richiesta di questo Presidente,

soltanto all’udienza preliminare del 20 ottobre 2011, mentre lo scambio di mail

che ha preceduto il collocamento è stato prodotto dal difensore soltanto al

dibattimento. Nemmeno un piano dettagliato delle fasi degli obbiettivi del

trattamento è stato posto agli atti ai fini della misura.

Sia che sia la Corte non ha ritenuto dati i presupposti per

mantenere la misura, così come ordinata, imponendo però al condannato di

proseguirla quale norma di condotta. Ci torneremo.

3.

Sui fatti si ha quanto

segue.

a) Incontestate sono le

imputazioni di cui ai N. 4-7 dell’AA a carico di IM 1 e quella di cui al N. 3 a carico di IM 2. Per le stesse si rinvia, pertanto, alla lettura degli atti di accusa.

b) Per quel che è della tentata

rapina, imputata ad entrambi i prevenuti, la Corte ha ritenuto che, in

generale, la ricostruzione dei fatti su basi testimoniali risulta, trattandosi

di momenti di concitazione e del tutto inattesi da parte della vittima e delle

persone che stavano con lei, problematica proprio per la dinamica degli eventi.

E’ quindi partita dagli elementi certi, incontrovertibili e meglio: le lesioni

riportate dalla vittima, le sue condizioni di portatore di handicap (protesi

alla gamba) che escludono che sia stata lei a provocare la lite, il suo

racconto lineare e senza contraddizioni fornito alla polizia ed al MP

contrapposto ad una versione scostante del IM 1 e ad una del tutto

inutilizzabile del IM 2 che si è detto del tutto incapace di ricordare alcunché

a causa del suo stato influenzato dall’abuso di alcol, nonché il fatto,

confermato da tutti i testimoni, che il fratello della vittima era davanti e

che, quindi, è intervenuto solo per difenderla.

Accertato che IM 2 e IM 1 hanno aggredito ACPR 1 nei modi e nei

tempi descritti nell’atto di accusa e che questi ha riportato le lesioni

indicate nel certificato medico del 24 febbraio 2011 (AI 96, allegato 29), la

Corte si è chiesta quali fossero i motivi che hanno spinto i due ad agire in

modo proditorio contro la vittima che nemmeno conoscevano. Non ha trovato una

risposta certa. Diversi elementi porterebbero a ritenere che abbiano agito a

scopo di lucro, per fare un furto, come il frugare nelle tasche della vittima.

Tuttavia, su questo punto, ella riferisce di sue sensazioni, senza poterne

essere graniticamente certa. E’, quindi, prevalso, nella Corte il convincimento

che non si è trattato di una rapina e, meglio, di un’aggressione al fine di

commettere un furto. Detto che i due non avevano bisogno di soldi poiché IM 2,

rientrato a casa in taxi subito dopo i fatti della pensilina, ancora disponeva

di denaro sufficiente per pagare la corsa, l’intera serata, passata dai due tra

il consumo smodato di alcol e quello di droga, fa piuttosto propendere per

un’aggressione fine a sé stessa, commessa da due balordi che hanno così inteso

mettere la cosiddetta ciliegina sulla torta, aggredendo il primo che è capitato

loro a tiro. Con il che i due sono stati condannati per aggressione in concorso

con il danneggiamento (protesi alla gamba).

c) Per quel che è

dell’imputazioni di lesioni gravi ai danni del padre, osservisi che i fatti

sono stati accertati sulla base delle immagini (agli atti) riprese

dall’impianto di video sorveglianza, dove IM 1 è ripreso mentre colpisce più

volte il padre, che pure si difende. La lettura di quanto accaduto si spiega

con l’antefatto e meglio con quanto è accaduto prima. Quel giorno infatti IM 1,

che aveva passato la notte a casa del padre, si è alzato e si è recato alla __________

ad acquistare una bottiglia di superalcolici dopo aver bevuto gli ultimi sorsi

che erano rimasti nella bottiglia che ancora aveva in casa. Rientrato, ha

continuato a bere e, poi, ha iniziato ad inveire contro il padre, fino a

strappare le tende e a pretendere di essere accompagnato presso i genitori

della sua ex compagna, a __________, per discutere con loro dei suoi problemi

di coppia, cosa che il genitore non intendeva fare trattandosi di questioni

riservate del figlio, nelle quali non voleva immischiarsi. In effetti, proprio

in quel periodo, la compagna aveva deciso di interrompere la relazione.

Il padre, invalido, cui è stata diagnostica una schizofrenia,

vista la situazione lo ha invitato ad andare assieme al bar a bere un caffè. Si

è trattato, invero, di un artificio per indurlo ad uscire di casa, ritenuto che

se lo avesse invitato semplicemente ad andarsene, avrebbe avuto la peggio

immaginandosi che sarebbe stato facilmente malmenato. Nelle sue intenzioni

infatti vi era che, una volta bevuto il caffè, sarebbe stato più facile

liberarsi della sua presenza, non permettendogli più di rientrare in casa

piuttosto che espellerlo dall’interno, non immaginandosi di certo che il figlio

lo avrebbe picchiato per strada. Il tutto si è rivelato vano: già al bar IM 1

ha picchiato un pugno sul tavolo ed ha insistito perché il padre lo

accompagnasse a __________. Di fronte all’ennesimo rifiuto, IM 1 lo ha

picchiato, invitandolo più volte a seguirlo a __________, cosa che il genitore

non intendeva fare. Il tutto è, poi, stato sedato dall’intervento della polizia

che è intervenuta dietro segnalazione di terzi. Di transenna si segnala che il

giorno stesso l’imputato ha accettato il suo ricovero alla __________ mentre

due giorni dopo, in occasione di un suo interrogatorio, a piede libero, presso

gli uffici della polizia è stato riconosciuto dal ACPR 1, che era appena stato

interrogato, in occasione di un del tutto casuale incrocio. Da lì sono scattate

le manette.

Tornando ai fatti di cui all’imputazione N. 3 dell’atto di accusa

si ha che dal certificato medico 24 febbraio 2011 in atti non emergono gli estremi di una lesione grave, la vittima non potendo essere considerata

persona incapace di difendersi (dalle immagini emerge infatti che si difende,

pur soccombendo) ed essa ha rinunciato a presentare querela. La Corte ha,

pertanto, condannato IM 1, per coazione avendo limitato la libertà del padre,

che voleva essere lasciato in pace, a subire l’aggressione per imporgli di

recarsi a Paradiso dai genitori della sua ex, con l’avvertenza che se non

l’avesse fatto avrebbe continuato a picchiarlo (art. 181 CP).

4.

Quanto ai criteri

determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale.

L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla

colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni

personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il

legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione

l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata

alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono

eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con

rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi

aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni

marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non

potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II,

Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers,

op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47

cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a

pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i

moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze

interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare

l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis,

la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers,

op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della

colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno

indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito

(determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto,

l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del

pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione

dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà

personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione,

pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44

consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288

consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza-

la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui

ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali

precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47

con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag.

289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della

pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età,

agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva

ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid.

6.

;6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre

2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op.

cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per

converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al

riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare

la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena

superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume

rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in

modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente

art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi

concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere

giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150;

116.

IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha

costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri

fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art.

63.

(ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta

confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma

occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive,

che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai

arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le

sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il

principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante

solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5

settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

a) Nell’aggressione IM 2 porta

le maggiori responsabilità perché è lui che ne dà il là (che picchia per primo)

ed è lui ad essere il più violento. Conto tenuto dei suoi precedenti, della sua

vita anteriore, della sua colpa comunque grave per aver agito per motivi futili

essendosela presa con il primo che capitava dopo una serata di bagordi, di una

media scemata imputabilità dovuta agli effetti dell’alcol, peraltro mitigata

almeno in parte da un actio libera in causa (IM 2 conosce gli effetti che su di

lui provoca l’alcol), partendo da una pena detentiva di base di 36 mesi, come

peraltro concordemente affermato da accusa e difesa, la Corte ha condannato IM

2.

ad una pena detentiva di 18 mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di

quattro anni. Per rafforzare la prognosi, che, visti i precedenti, non appare

certo confortante, è stata disposta la norma di condotta di continuare il

trattamento già in corso per il tramite della competente antenna, le cui

modalità andranno meglio precisate con il tempo. A mente della Corte, infatti,

non ricorrono gli estremi dell’art. 60 III CP, anche perché la documentazione

medico-psichiatrica appare insufficiente così come la misura è del tutto

sproporzionata per rapporto ai fatti commessi. A ciò aggiungasi che non vi è

causalità tra il reato commesso e la necessità di alimentare la propria

dipendenza dall’alcol, che sembrerebbe sottendere la misura stando alla

documentazione solo accennata dal difensore prima dell’emissione dell’atto di accusa

ma giunta all’incarto soltanto al dibattimento, dietro sollecitazione del

Presidente. In altri termini non si tratta, a mo’ di esempio, del

tossicodipendente che delinque (spaccia) proprio per rispondere alle esigenze

dettate dalla sua dipendenza. Ciò posto l’ordine di continuare, per il tramite

della competente antenna, le cure attualmente in essere non deve essere

interpretato come un ordine di, necessariamente, proseguire il collocamento già

iniziato. Le modalità d’esecuzione della norma di condotta (di regola valida

durante tutto il periodo di prova) avranno da essere concordate con i

competenti servizi, a differenza di un collocamento ai sensi degli artt. 59 e

60.

CP la cui esecuzione avviene sotto verifica del __________. In altri termini

la presente non ha, per nessuna ragione, da essere intesa come una decisione di

collocamento ai sensi degli artt. 59 e rel CP (misure terapeutiche), ma una

norma di condotta (art. 44 cifra 2 CP), onde rafforzare la prognosi, in

violazione della quale l’accusato sarebbe con ogni probabilità chiamato ad espiare

la pena detentiva inflittagli così come, a scanso di equivoci, in tale

eventualità, soltanto il periodo dal suo collocamento alla pronuncia della

presente, potrà essere computato sul periodo di eventuale espiazione in caso di

revoca della sospensione condizionale.

b) A carico di IM 1, che

nell’aggressione ha avuto un ruolo minore, gravano il pesante precedente ed il

concorso di reati che hanno leso più beni protetti, che ne fanno un individuo

pericoloso, che non si lascia certo impressionare dalla privazione della

libertà. La Corte, partendo da una pena base di 45 mesi, facendo proprie le

conclusioni peritali che riconoscono all’accusato un grado di scemata

imputabilità tra il medio ed il grave, gli ha inflitto una pena detentiva di 18

mesi. Quanto alla misura, sempre seguendo la perizia psichiatrica del dott. __________

– alla cui lettura si rinvia (in particolare alle p. 30-37) è stato disposto il

trattamento stazionario ex art. 59 III CP, cosicchè l’esecuzione della pena è

stata sospesa per dar luogo al trattamento, sulla cui ubicazione deciderà il

GPC, il quale dovrà, di tutta evidenza, tener conto, da un lato, dell’alto

rischio di recidiva del condannato e, dall’altro, che le autorità

amministrative non potranno esimersi, come già lo hanno fatto in occasione

della precedente pesante condanna, dal chinarsi sulla questione della revoca

del permesso di dimora con esiti, molto verosimilmente, diversi.

5.

Per quel che è delle

pretese dell’accusatore privato ACPR 1, al di là del fatto che è stato aggredito

in modo proditorio ed inaccettabile, dall’incarto non sono emerse informazioni

che confermino una particolare sofferenza. In linea con la prassi dei nostri

tribunali gli è stata riconosciuta un’indennità per torto morale di fr. 1'000.-

da porre a carico degli accusati in solido, i quali sono pure tenuti

solidalmente al risarcimento delle spese legali così come esposte.

Anche i costi processuali sono a carico dei condannati che devono

pure subire la confisca, rispettivamente la distruzione degli oggetti in

sequestro.

Visti gli artt.: 12, 22, 40, 42,

43, 44, 46, 47, 49, 51, 69, 70, 134, 144, 150, 181, 251, 285 CP;

19a LStup;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM 1 è autore colpevole di:

1.1

aggressione

per avere, a __________ presso la pensilina "__________"

la sera del 19 febbraio 2011, preso parte, insieme a IM 2, ad un'aggressione, a

danno di ACPR 1, che ha avuto per conseguenza la lesione di quest'ultimo;

1.2

danneggiamento

per avere, nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto

1.1

del presente dispositivo, in correità con IM 2, a seguito della caduta a

terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi gambale di quest'ultimo

(costo della riparazione stimato in CHF 9'842.45) e la rottura degli occhiali

di quest'ultimo (valore dichiarato di CHF 800.-);

1.3

coazione (in parte

tentata)

per avere, a __________ il 21 febbraio 2011, usando violenza o

minaccia di grave danno contro __________, intralciando in altro modo la di lui

libertà d'agire, costretto rispettivamente tentato di costringere il predetto a

fare, omettere o tollerare un atto e meglio per avere, inseguendolo,

spintonandolo e colpendolo più volte al capo e al corpo, cagionandogli le

lesioni di cui al certificato medico agli atti, nel tentativo di obbligarlo a

seguirlo e di costringerlo a condurlo a __________ a parlare con la madre della

sua ex compagna, costretto __________, che non voleva seguire il figlio, a

tollerare e sopportare un atto contro la sua volontà;

1.4

violenza o minaccia contro

le autorità e i funzionari

per avere, a __________ l'8 febbraio 2011, con violenza e minaccia

impedito al conducente di autopostale __________ di compiere un atto che

entrava nelle sue attribuzioni;

1.5

falsità in documenti

per avere, a __________ il 15 dicembre 2010, al fine di

procacciare a sé un indebito profitto, alterato un documento vero e meglio,

allo scopo di usufruire illecitamente del trasporto pubblico, falsificato con

una penna la data di validità dell'abbonamento Arcobaleno;

1.6

conseguimento fraudolento

di una prestazione

per avere, sulla tratta ferroviaria __________ il 15 dicembre

2010, ottenuto fraudolentemente, esibendo l'abbonamento Arcobaleno da lui

alterato, una prestazione di trasporto delle Ferrovie federali svizzere,

sapendo che la stessa era data soltanto a pagamento;

1.7

contravvenzione alla Legge

federale sugli stupefacenti (ripetuta)

per avere, a __________, __________ e in altre località del

Cantone Ticino, nel periodo compreso tra il 28 ottobre 2008 e il 15 febbraio

2011, senza essere autorizzato, consumato una quantità imprecisata di marijuana

nonché in media 1-2 grammi di cocaina al mese a partire dal 2009, con consumi

più assidui a partire dal 2011;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (e precisato nei

considerandi).

2.

IM 2 è autore colpevole di:

2.1

aggressione

per avere, a __________ presso la pensilina "__________"

la sera del 19 febbraio 2011, preso parte, insieme a IM 1, ad un'aggressione, a

danno di ACPR 1, che ha avuto per conseguenza la lesione di quest'ultimo;

2.2

danneggiamento

per avere, nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto

2.1

del presente dispositivo, in correità con IM 1, a seguito della caduta a

terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi gambale di quest'ultimo

(costo della riparazione stimato in CHF 9'842.45) e la rottura degli occhiali

di quest'ultimo (valore dichiarato di CHF 800.-);

2.3

contravvenzione alla Legge

federale sugli stupefacenti (ripetuta)

per avere, senza essere autorizzato,

2.3.1

il 24 febbraio 2011 a __________, detenuto 2.2 grammi lordi di marijuana;

2.3.2

nel periodo dal 28 ottobre

2008.

al mese di febbraio 2011, consumato marijuana quotidianamente per un

quantitativo complessivo imprecisato;

2.3.3

nel periodo da febbraio 2010 a febbraio 2011, consumato cocaina con frequenza settimanale per un quantitativo complessivo

imprecisato;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (e precisato nei

considerandi).

3.

IM 1 è prosciolto dalle

imputazioni di tentata rapina (di cui al punto 1 dell'atto d'accusa del 26

agosto 2011) nonché di lesioni gravi, sub. lesioni semplici (di cui al punto 3

dell'atto d'accusa del 26 agosto 2011).

4.

IM 2 è prosciolto

dall'imputazione di tentata rapina (di cui al punto 1 dell'atto d'accusa del 1°

settembre 2011).

5.

Di conseguenza,

5.1

IM 1

richiamati il decreto d'accusa del Ministero pubblico del Cantone

Ticino, __________, del 29.10.2007 e il decreto d'accusa del Ministero pubblico

del Cantone Ticino, __________, del 30.11.2009;

avendo agito in stato di scemata imputabilità, è condannato alla

pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, a valere quale pena unica giusta l'art.

46.

cpv. 1 CP, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

5.1.1

È ordinato il trattamento

stazionario del condannato IM 1 ai sensi dell'art. 59 cpv. 3 CP.

§ L'esecuzione della pena

detentiva di cui al punto 5.1 del presente dispositivo è sospesa giusta l'art.

57.

CP per dar luogo all'esecuzione del trattamento stazionario di cui sopra.

5.2

IM 2

avendo agito in stato di scemata imputabilità, è condannato:

5.2.1

alla pena detentiva di 18

(diciotto) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

5.2.2

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato IM 2 è impartito un periodo di prova di

anni 4 (quattro).

5.2.3

Per la durata del periodo di

prova, a valersi quale norma di condotta ai sensi dell'art. 44 cpv. 2 CP, é

ordinato a IM 2 di continuare, per il tramite della competente antenna,

l'attuale trattamento già iniziato presso il centro terapeutico Masseria,

Camorino.

6.

Il condannato IM 1 è

mantenuto in carcerazione di sicurezza per garantire l’esecuzione della misura,

della pena e/o in vista della procedura d’appello (art. 231 cvp. 1 CPP).

§ Il mantenimento in

carcerazione di sicurezza è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel

termine di 10 giorni (art. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).

7.

IM 1 e IM 2 sono inoltre

condannati, in solido, a versare all’accusatore privato ACPR 1 l'importo di CHF

4'555.30 a titolo di risarcimento danni nonché l'importo di CHF 1'000.- a

titolo di indennità per torto morale.

8.

È ordinata la confisca di:

8.1

1 coltello a serramanico con

apertura a scatto;

8.2

1 tirapugni;

8.3

1 coccio di terra cotta –

coda sirena;

8.4

1 "sbrasino".

9.

È ordinata la confisca e la

distruzione di:

9.1

2.2 grammi lordi di marijuana, contenuti in un minigrip (reperto SAD nr. 3032/2011);

9.2

1 grammo lordo di cocaina, contenuto in un minigrip (reperto SAD nr. 3038/2011).

10.

Le spese per le difese d’ufficio,

a carico degli imputati, sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135

cpv. 4 CPP. La retribuzione dei difensori sarà stabilita con decisione

separata.

11.

La tassa di giustizia di CHF 1'000.-

e i disborsi sono a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna

in misura di ½ (un mezzo) ciascuno.

12.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta

preliminare fr. 462.40

Perizia fr. 12'109.50

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 192.30

fr. 13'764.20

============

Distinta spese a

carico di IM 1 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 231.20

Perizia fr. 6'054.75

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 96.15

fr. 6'882.10

============

Distinta spese a

carico di IM 2 (1/2)

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 231.20

Perizia fr. 6'054.75

Spese postali,tel.,affr. in

blocco fr. 96.15

fr. 6'882.10

============

Intimazione a:

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente Il

vicecancelliere