72.2012.142
Spaccio di 785 grammi di eroina da parte di tossicodipendente. Infrazioni alle norme della circolazione. Revoca sospensione condizionale di una precedente condanna
22 febbraio 2013Italiano56 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2012.142
Lugano,
22 febbraio 2013/rs
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Marco
Villa, Presidente
GI 1 6
GI 2 7
Orsetta
Bernasconi, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
contro
IM 1
e già residente a
rappresentato da DUF 1
in carcerazione preventiva dal
10.08.2012 al 19.10.2012 (71 giorni)
posto in esecuzione anticipata
della pena dal 20.10.2012
imputat, a
norma dell’atto d’accusa nr. 132/2012 del 18.12.2012, di
1. infrazione aggravata
alla LF sugli stupefacenti
siccome riferita a un quantitativo di stupefacente che sapeva o
doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie
persone,
e meglio
per avere,
senza essere autorizzato,
nel periodo 13.11.2011 sino al 10 agosto 2012,
a __________, __________, __________, Cadenazzo, e altre
imprecisate località
1.1. alienato un
imprecisato quantitativo di eroina ma almeno 805 grammi sia sottoforma di sacchetti da 5 grammi al prezzo di CHF 350.00, sia sottoforma di buste
dosi da 1 grammo al prezzo di CHF 100.00 che di buste dosi da 0.2/0.3 grammi al
prezzo di CHF 40.00/50.00, a consumatori locali in parte identificati e in
parte non,
1.2. in data 24 luglio 2012, a __________, in provenienza dalla __________ __________, detenuto 25 grammi di eroina, stupefacente destinato alla vendita,
1.3. in data 10 agosto 2012,
ad __________, in provenienza dalla __________ __________, detenuto 30 grammi di eroina, stupefacente destinato alla vendita,
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: dall’art. 19 cpv. 2 LStup,
Fatti
2. contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato,
a __________, __________ ed in altre imprecisate località
nel periodo 13 novembre 2011 sino al 10 agosto 2012 personalmente
consumato un imprecisato quantitativo di eroina, ma almeno 270 grammi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: dall’art. 19aLStup,
3. guida senza essere
titolare della licenza
per avere,
nel periodo novembre 2011 sino al 10 agosto 2012,
a __________, __________, ed in altre località del __________,
come pure della __________, ripetutamente circolato alla guida della vettura
targata TI 186 831;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;
reato previsto: art. 95 LCS;
4. conducenti senza
l'assicurazione di responsabilità civile
per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al punto
3 del presente ACC, ripetutamente circolato alla guida del veicolo Alfa Romeo
147 senza che vi fosse la prescritta assicurazione di responsabilità civile;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;
reato previsto: art. 96 cifra 2 LCS;
5. uso di licenza o di
targhe non rilasciate per lui né per il suo veicolo
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al punto 3 del
presente ACC, ripetutamente applicato la targa __________ del veicolo Alfa
Romeo 156 al veicolo Alfa Romeo 147,
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 97 cpv. 1 lett a) LCS;
Presenti:
§ il Ministero Pubblico, rappresentato
dal 8 PP 1;
§ l'imputat IM 1, accompagnato
dal suo Difensore d’ufficio avv. DUF 1
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 9:30 alle ore
14:50.
Evase le seguenti
questioni: I. Verbale del dibattimento
Il Presidente prospetta le seguenti rettifiche dell’atto
d’accusa:
-- per il testo
dell’aggravata di cui al punto 1 dell’atto d’accusa essendo applicabile l’art.
19 cpv. 2 lett. a) LStup in vigore dall’1.7.2011 e quindi: siccome riferito ad
un quantitativo di eroina che sa o deve presumere che può mettere direttamente
o indirettamente in pericolo la salute di molte persone;
-- per le intestazioni dei
punti 3, 4 e 5 dell’atto d’accusa in guida senza licenza di condurre, guida
senza assicurazione RC rispettivamente abuso delle targhe.
Le parti si dichiarano d’accordo con queste correzioni e l’atto
d’accusa è modificato di conseguenza.
Considerandi
II. Verbale
interrogatorio dell’imputato
Il Presidente, richiamato l’art. 344 CPP, prospetta un
apprezzamento giuridico divergente per i fatti di cui al punto 1.2 dell’atto
d’accusa che per il quantitativo di 10 grammi di eroina tramuta in contravvenzione alla LF sugli stupefacenti ai sensi dell’art. 19a n. 1 LStup per avere, il
24.7
, ad __________, detenuto detto quantitativo per il proprio consumo.
Viene data opportunità alle parti di pronunciarsi in merito.
Nessuna contestazione delle parti.
Il Presidente, richiamato l’art. 344 CPP, prospetta un
apprezzamento giuridico divergente per i fatti di cui al punto 1.3 dell’atto
d’accusa che per il quantitativo di 10 grammi di eroina tramuta in contravvenzione alla LF sugli stupefacenti ai sensi dell’art. 19a n. 1 LStup per avere, il
10.8
, ad __________, detenuto detto quantitativo per il proprio consumo. Viene
data opportunità alle parti di pronunciarsi in merito.
Nessuna contestazione delle parti.
La PP, con l’assenso della difesa, modifica l’indicazione
temporale di cui ai punti 4 e 5 dell’atto d’accusa con l’unica data del
10.8.2012
Sentiti § il Procuratore Pubblico, per la sua requisitoria, il
quale in esito al suo intervento conclude chiedendo la conferma dell’atto
d’accusa e la condanna dell’imputato, tenuto conto del suo consumo di
stupefacenti, alla pena detentiva di 36 mesi da espiare. Chiede inoltre la
revoca della sospensione condizionale della precedente condanna;
§ l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato, il quale posta in evidenza la situazione
personale del suo assistito e contestato il quantitativo di eroina da lui
venduto, che in ragione dei consumi e di quanto sequestrato ammonta a 750 grammi, sostanza pura in ragione di ca. 82 grammi, conclude chiedendo una massiccia riduzione
della pena, ritenuta l’applicazione delle attenuanti specifiche della grave
angustia e del sincero pentimento, questa subordinatamente quale attenuante
generica, e ritenuta la scemata imputabilità. Chiede inoltre che non si proceda
alla revoca della sospensione condizionale della precedente condanna.
Considerato, in fatto ed in diritto
I) Correzioni dell’atto
d’accusa
1.
In merito alle
correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA e documento, di seguito solo
doc., del Tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC, 1) quo al testo
dell’aggravata di cui al punto (di seguito solo pto.) 1 e alle intestazioni
delle imputazioni di cui ai punti (di seguito solo pti.) 3, 4 e 5 dell’AA (doc.
TPC 1) si richiamano le pagine (di seguito solo pag.) 3 della presente sentenza
ed il verbale dibattimentale (di seguito solo VD) pag. 2.
II) Vita e precedenti penali
2.
Quo alla vita
anteriore di IM 1 (di seguito solo IM 1), cittadino __________, nato il __________,
si rinvia alle sue dichiarazioni nei suoi verbali d’interrogatorio (di seguito
solo VI) in Polizia (di seguito solo PS) 10.8.2012 pag. 2 da “che attualmente
vivo” a “di prima infanzia”, davanti al procuratore pubblico (di
seguito solo PP) 11.8.2012 pag. 2 da “che dopo la mia” a “scritto
TONY ZUG” e pag. 7 da “Sono nato in” a “nato in febbraio” e
27.11.2012
da pag. 2 “Mi viene chiesto” a pag. 3 “per 4 anni” nonché
da pag. 16 “Il curriculum vitae” a pag. 19 “siano di altri” della
sentenza 20.7.2011 delle Assise criminali di ____ (atto istruttorio, di seguito
solo AI, 10), così come confermate ed ulteriormente precisate in sede
dibattimentale (VD allegato, di seguito solo all., 1 pag. 1 I risposta, di
seguito solo R, pag. 2 I/II/III/IV R e pag. 4 V R).
Già oggetto di condanne penali sia in Italia (AI 66) che in __________
(AI 10 e 57), la sopra citata sentenza 20.7.2011 delle Assisi criminali di ____,
avendo l’imputato (articolo, di seguito solo art., 111 capoverso, di seguito
solo cpv., 1 del Codice di diritto processuale penale svizzero, di seguito solo
CPP) nuovamente delinquito nel periodo di prova (art. 44 cpv. 1 del Codice
penale svizzero, di seguito solo CP e considerando, di seguito solo cons., 22
della presente sentenza), pone il problema dell’eventuale revoca (art. 46 cpv.
1.
prima frase CP e cons. 23) della sospensione condizionale relativa all’inflitta
pena detentiva (art. 40 CP e cons. 20) di 21 mesi (AI 10). Senza lavoro o
lecite entrate (AI 35) al momento del suo arresto provvisorio (art. 217
seguenti, di seguito solo segg., CPP) del 10.8.2012 (AI 1), a beneficio,
assieme alla moglie, di aiuti assistenziali dall’1.10.2011 (AI 36 e 57 nonché
doc. TPC 16), dei servizi del Patronato (AI 36 e doc. TPC 16) e di un aggancio
terapeutico con __________ (di seguito solo __________) di __________, di cui
però ben poco ha approfittato e solo per suo disinteresse (AI 39 e doc. TPC 15),
è titolare, all’8.1.2013, di un’esecuzione datata 15.11.2011 per fr. 120.- e di
12.
attestati di carenza di beni relativamente al periodo 4.2.2009/17.11.2011
per complessivi fr. 26'438,55 (doc. TPC 6).
Già intestatario di un permesso B, valido dal 10.3.2008 al 9.3.2013
per “attività lucrativa autorizzata come aiuto pittore” per il tramite
di una società di lavoro interinale (AI 57), a seguito della sua condanna
penale del 20.7.2011 (AI 10) tale permesso gli è stato revocato in data
7.10.2011
(AI 57 nonché doc. TPC 16 e 17), da cui la successiva decisione di
divieto d’entrata federale per il periodo 26.3.2012/25.23.2017 (AI 57), notificatagli
dalla polizia il 25.7.2012 (AI 57), che è poi stata revocata il 14.8.2012
dall’Ufficio federale della migrazione, ma solo per “esigenze prettamente
formali” (AI 26 e 57).
Risultato positivo al metadone e agli oppiacei sia al momento del
suo primo fermo del 24.7.2012 (AA pto. 1.2, doc. TPC 1, all. 8 del rapporto
d’inchiesta di polizia giudiziaria, di seguito solo RPG, 12.11.2012 nonché AI
59.
e 2 all. 7) sia il 10.8.2102 (AA pto. 1.3, doc. TPC 1, all. 9 RPG 12.11.2012
e AI 59), sottoposto in carcere ad “un trattamento psichiatrico e
psicofarmacologico” a fronte di un suo “ripetuto uso dannoso delle
sostanze psicoattive illecite” (doc. dibattimentale, di seguito solo DIB.,
1), una volta regolata la sua posizione giudiziaria è intenzionato a rientrare
in Italia dai suoi parenti e dare avvio ad “un percorso di disintossicazione
in una comunità e cominciare una nuova vita con mia moglie e mio figlio”
(VD all. 1 pag. 2 V R e doc. TPC 16).
III) Inizio dell’inchiesta e
circostanze dell’arresto
3.
Dopo un primo fermo
il 24.7.2012 all’uscita del tunnel del San __________ portale sud dove IM 1,
alla guida dell’autovettura Alfa Romeo (di seguito solo AR) 156, targata __________
da lui condotta (pto. 3 AA e doc. TPC 1) con passeggero suo cognato i __________
(di seguito solo Hoxha e AI 2), benché trovato in possesso di 25.08 grammi (di seguito solo gr.) di eroina con un grado di purezza dell’11.2 % (pto. 1.2 AA, doc.
TPC 1 nonché AI 2 all. 3, 51 e 59 all. 13 RPG 12.11.2012), non fu arrestato
provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) in quanto giustificò tale possesso per il
proprio consumo (PS IM 1 25.7.2012 pag. 4), il ripetersi il 10.8.2012 della
medesima circostanza con altri 30.08 gr. di eroina con un grado di purezza del
12.
% (AA 1.3, doc. TPC 1 e AI 1 all. 3, 50 e 59 all. 12 RPG 12.11.2012)
comportò l’inevitabile suo arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP) e
successiva sua verbalizzazione, il giorno dopo, da parte del magistrato
inquirente (PP IM 1 11.8.2012).
A differenza del primo fermo del 24.7.2012 (AI 2) la droga era
nascosta all’interno dell’abitacolo dell’autovettura (PS __________ 10.8.2012
pag. 1) e non nelle mutande dell’imputato (PS IM 1 25.7.2012 pag. 3 e art. 111
cpv. 1 CPP) rispettivamente la macchina usata era un’AR 147 e non un’AR 156,
anche se le targhe applicate erano le stesse (pti. 4 e 5 dell’AA nonché doc.
TPC 1). Anche in questo caso, perlomeno in base al dire di IM 1, suo cognato
era ignaro del fatto che all’interno dell’auto vi fosse ancora dello
stupefacente acquistato poche ore prima in __________ (PS IM 1 10.8.2012 pag.
2). __________, dopo esser stato fermato e interrogato in polizia il 10.8.2012
(AI 1) e dal PP l’11.8.2012. (AI 5) è stato scarcerato al termine di questa sua
audizione (AI 8).
IM 1 è stato deferito l’11.8.2012 al giudice dei provvedimenti
coercitivi per i presupposti reati di infrazione aggravata e contravvenzione
alla Legge federale (di seguito solo LF) sugli stupefacenti (di seguito solo
LStup, art. 19 cpv. 2 e 19a cifra, di seguito solo n., 1 LStup nonché AI 11),
il quale ne ha confermato la carcerazione preventiva (art. 220 cpv. 1 e 224
segg. CPP) sino al 10.10.2012 compreso (AI 12). Dopo una domanda di proroga (art.
227.
CPP) del 5.10.2012 (AI 46) parzialmente accolta sino al 24.10.2012 (AI 48),
in data 19.10.2012 l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) ha chiesto (AI 54), ed
ottenuto, di essere messo in regime di espiazione anticipata di pena (art. 236
cpv. 1 CPP) con effetto dal 19.10.2012 (AI 55) ed è in tale regime detentivo
che compare in aula.
IV) Dichiarazioni
predibattimentali e dibattimentali di IM 1
4.
In merito alle
imputazioni dell’AA (doc. TPC 1) si richiamano espressamente i seguenti
passaggi delle sue dichiarazioni predibattimentali (PS 25.7.2012, 10.8.2012 e
29.8.2012
nonché PP 11.8.2012, 5.9.2012, 5.10.2012, 24.10.2012 e 27.11.2012) e
dibattimentali:
a) pto. 1.1: PP 5.9.2012
pag. 5 da “La verbalizzante mi” a “di 43 volte” e da “La
verbalizzante mi” a pag. 6 “corso del verbale” nonché 27.11.2012
pag. 4 da “Ribadisco quindi che” a “definirlo al grammo”,
ricordati i nominativi di alcuni acquirenti e, sempre in base al dire
dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP), il quantitativo di eroina da loro
comperato (__________per 50 gr., PP 24.10.2012 pag. 2 e 27.11.2012 pag. 4, __________
per 2 gr., PS 29.8.2012 pag. 3 nonché PP 24.10.2012 pag. 2 e 27.11.2012 pag. 5;
__________ per 24 gr., PP 5.10.2012 pag. 2 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per
51.
gr., PS 29.8.2012 pag. 4 nonché PP 5.10.2012 pag. 5 e 27.11.2012 pag. 5; __________
per 0.60 gr., PP 5.10.2012 pag. 4 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per 1 gr., PP
24.10.2012
pag. 3 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per 100 gr., PP 5.10.2012
pag. 2 nonché 27.11.2012 pag. 1 e 5; __________ per 2 gr., PS 29.8.2012 pag. 3
nonché PP 5.10.2012 pag. 3 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per 5 gr., PP
5.10.2012
pag. 4 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per 4 gr., PS 29.8.2012 pag. 4
nonché PP 5.10.2012 pag. 2 e 27.11.2012 pag. 5; __________ per 60 gr., PP
5.10.2012
pag. 3 e 27.11.2012 pag. 6; __________ per 5 gr., PS 29.8.2012 pag. 2
nonché PP 5.10.2012 pag. 5 e 27.11.2012 pag. 6, __________ per 20/25 gr., PS
29.8.2012
pag. 3; __________ per 3 gr., PS 29.8.2012 pag. 4; __________ per
30/35 gr., PS 29.8.2012 pag. 4 e __________ per 3 gr., PS 29.8.2012 pag. 4
nonché AI 59 da pag. 2 a 4 RPG 12.11.2012) a cui sono da aggiungersi quelli dei
clienti non meglio identificati (__________per 0.50 gr., PS 29.8.2012 pag. 3 e __________
per gr. 0.60/0.90, PP 5.10.2012 pag. 8), per quindi un primo totale di vendita
di almeno 361.70 gr., ritenuto come la rimanenza rispetto a quanto indicato in
questo pto. dell’AA (doc. TPC 1 e VD all. 1 pag. 2 VI R) sia stata alienata ad
occasionali ed ignoti acquirenti che l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP)
incontrava “sotto i portici a __________” (PP IM 1 5.9.2012 pag. 6);
b) pto. 1.2: VD all. 1
pag. 2 VII R con le ulteriori precisazioni di cui a pag. 3 I R da cui per la
Corte, richiamato l’art. 344 CPP (SCHMID, Schweizerische
Strafprozessordnung Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2009,
art. 344 n. 1 segg., HAURI, Basler Kommentar Schweizerische
Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 344 n. 3
segg., DE PREUX, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse,
Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 344 n. 9 segg. e NOSEDA, Codice
svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo
2010, art. 344 n. 2 segg.), la necessità di prospettare all’imputato (art. 111
cpv. 1 CPP) prima della discussione (art. 346 segg. CPP) il reato di
contravvenzione alla LStup (art. 19a n. 1 LStup) per il quantitativo di 10 gr.
(VD all. 1 pag. 3);
c) pto. 1.3: VD all. 1
pag. 3 II R con le ulteriori precisazioni di cui a pag. 3 III R da cui per la
Corte, richiamato l’art. 344 CPP, la necessità di prospettare all’imputato
(art. 111 cpv. 1 CPP) prima della discussione (art. 346 segg. CPP) il reato di
contravvenzione alla LStup (art. 19a n. 1 LStup) per il quantitativo di 10 gr.
(VD all. 1 pag. 3);
d) pto. 2: PS 10.8.2012
pag. 3 da “Praticamente dal mese” a “a terze persone”, PP
27.11.2012
pag. 7 da “Mi viene chiesto” a “altre sostanze
stupefacenti” e VD all. 1 pag. 3 IV/V R;
e) pto. 3: PS 10.8.2012
pag. 2 da “Prendo atto che” a “non so quantificare”, PP
27.11.2012
pag. 7 da “Mi viene chiesto” a “10 agosto 2012” e VD all. 1 pag. 3
VI/VII R nonché la conferma con scritto 26.10.2012 della sezione della
circolazione di Camorino giusta la quale l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) non
risulta essere “titolare di alcuna licenza di condurre veicoli a motore”
(AI 58);
f) pti. 4 e 5: PP
27.11.2012
pag. 7 da “Mi viene chiesto” a “della AR 156” e VD all. 1 pag. 4 I/II R
con l’ulteriore precisazione temporale e modifica dell’AA (doc. TPC 1) per
l’unica data imputabile del 10.8.2012 (VD all. 1 pag. 4).
V) Diritto
5.
Giusta l’art. 19
cpv. 1 lettera (di seguito solo lett.) c) e d) LStup è punito con una pena
detentiva (art. 40 CP e cons. 20) sino a tre anni o con una pena pecuniaria
(art. 34 segg. CP) chi, senza essere autorizzato, aliena e detiene stupefacenti
ritenuto che, conformemente all’art. 19 cpv. 2 lett. a) LStup la pena detentiva
(art. 40 CP e cons. 20), a cui può essere cumulata una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP), non è inferiore ad un anno se l’autore sa o deve presumere che
l’infrazione può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di
molte persone.
Con riferimento a questa aggravante, che riprende sostanzialmente
anche se con una diversa formulazione quella indicata dall’art. 19 n. 2 lett.
a) LStup in vigore sino al 30.6.2011, la cui pluriannuale giurisprudenza non ha
assolutamente perso di validità, un caso grave è dato, in particolare, se
l’autore sa o deve presumere che l’infrazione si riferisce a una quantità di stupefacente
che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (DTF 120 IV
334.
e 108 IV 63), il che è oggettivamente adempiuto per l’eroina a partire da
un quantitativo complessivo (DTF 114 IV 164 e 112 IV 109) di almeno 12
gr. puri (ALBRECHT, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband
Betäubungsmittelstrafrecht, Stämpfli+Cie AG, Berna 1995, art. 19 n. 150 segg. e
n. 161, CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Staempfli Editions SA,
Berna 2010, art. 19 LStup n. 74 segg. e DTF 109 IV 143), mentre che per
quanto riguarda l’aspetto soggettivo del reato si ricorda come le nefaste
conseguenze dell’uso di una droga pesante sono ormai una realtà di comune
conoscenza (ALBRECHT, op. cit., art. 19 n. 175 segg., CORBOZ, op.
cit., art. 19 LStup n. 91 nonché DTF 111 IV 32, 106 IV 232 e 104 IV
211).
6.
La Corte ha accolto
la contestazione della difesa (VD pag. 3 e all. 1 pag. 2) e, quindi,
dall’ammesso acquisto di gr. 1’075 di eroina (PP IM 1 5.9.2012 pag. 5) altro
non ha potuto fare, per così calcolare la quantità di stupefacente alienato o
destinato all’alienazione, che dedurre quello consumato (270 gr., pto. 2
dell’AA, doc. TPC 1 nonché cons. 4d e 8) e quello che lo sarebbe stato se non
fosse stato sequestrato (15 gr. + 20 gr., pti. 1.2 e 1.3 dell’AA, doc. TPC 1 e
cons. 4b e 4c). Da ciò un quantitativo di 750 gr. venduti (1'075 gr. ./. 270
gr. ./. 55 gr.) rispettivamente 35 gr. della stessa sostanza destinati
all’alienazione (15 gr. + 20 gr.), per il quale l’imputato (art. 111 cpv. 1
CPP) è stato riconosciuto colpevole (VD all. 2 pag. 1 pto. 1.1). Alla Corte
questa soluzione è apparsa più corretta che la semplice accettazione del seppur
dichiarato quantitativo di vendita di 805 gr. di eroina (pto 1 dell’AA, doc.
TPC 1 e PP IM 1 5.9.2012 pag. 5) che, se ammessa, avrebbe comportato un
superamento degli acquisti di 55 gr. (805 gr. + 25 gr. + 30 gr. + 270 gr. =
1'130 gr.) non documentato agli atti. Ciò posto e ritenuto che di conseguenza
l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) è stato prosciolto dal reato di cui al pto. 1
dell’AA (doc. TPC 1) limitatamente al quantitativo di 75 gr. (55 gr. + 10 gr. +
10.
gr. e VD all. 2 pag. 2 pto. 2), risulta pacifica la realizzazione da parte
sua del reato di cui all’art. 19 cpv. 1 lett. c) e d) LStup non essendo
contestata né contestabile l’intervenuta sua vendita e/o detenzione ai fini di
vendita di 785 gr. (750 gr. + 15 gr. + 20 gr., pti. 1.1, 1.2 e 1.3 dell’AA,
doc. TPC 1 nonché cons. 4a, 4b e 4c), così come la realizzazione oggettiva e
soggettiva dell’aggravata ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. a) LStup e questo
sia per il quantitativo (785 g. corrispondono a più di sei volte la soglia di
12.
gr. puri al 100% con una tara del 10%) e numero di clienti (cons. 4a) sia
per la sua manifesta consapevolezza delle gravi conseguenze alla salute data
dall’uso della sostanza.
7.
Conformemente
all’art. 19a n. 1 LStup chi, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente
stupefacenti oppure chiunque commette un’infrazione giusta l’art. 19 LStup per
assicurarsi il proprio consumo è punito con la multa (art. 106 cpv. 1 CP, ALBRECHT,
op. cit., art. 19a no. 12 segg. e CORBOZ, op. cit., art. 19 LStup n. 119
segg.).
8.
Richiamate le
risultanze di cui ai cons. 4b), 4c), 4d) e 6 nonché le relative due
prospettazioni ex art. 344 CPP non può che conseguirne, essendone adempiute le
condizioni oggettive e soggettive di legge, la condanna dell’imputato (art. 111
cpv. 1 CPP) per il suo personale e non autorizzato consumo, nel periodo
13.11
/10.8.2012, di 270 gr. di eroina assieme alla detenzione a questo
fine di 20 gr. di tale sostanza (VD all. 2 pag. 1 pto. 1.2).
9.
In forza all’art. 95
n. 1 cpv. 1 LCStr previgente l’1.1.2012 in quanto lex mixtior ex art. 2 cpv. 2
CP rispetto all’attuale art. 95 cpv. 1 lett. a) LCStr chi conduce un veicolo a
motore senza essere titolare della licenza di condurre richiesta è punito con
l’arresto (art. 39 n. 1 CP previgente l’1.1.2007) o con la multa (art. 106 cpv.
1.
CP).
10.
Giusta l’art. 96 n. 2
LCStr previgente l’1.1.2013 chi conduce un veicolo a motore sebbene sappia o
dovesse sapere prestando l’attenzione dovuta che non sussiste la prescritta
assicurazione di responsabilità civile è punito con la detenzione (art. 36 CP
previgente l’1.1.2007) e la multa (art. 106 cpv. 1 CP).
11.
In base all’art. 97 n.
1.
cpv. 1 LCStr previgente l’1.1.2012 in quanto lex mixtior ex art. 2 cpv. 2 CP
rispetto all’attuale art. 97 cpv. 1 lett. a) LCStr chi usa licenze o targhe di
controllo che non sono state rilasciate per lui né per il suo veicolo è punito
con la detenzione (art. 36 CP previgente l’1.1.2007) o con la multa (art. 106
cpv. 1 CP).
12.
Con la precisazione
temporale relativa ai pti. 4 e 5 dell’AA (doc. TPC 1 e cons. 4f), non risultano contestate dall’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP), né potrebbero esserle sia
oggettivamente che soggettivamente, queste tre sue infrazioni alla LCStr (cons.
4e e 4f) per le quali è stato conseguentemente condannato (VD all. 2 pag. 2
pti. 1.3, 1.4 e 1.5).
VI) Le attenuanti specifiche
della grave angustia, del sincero pentimento e della scemata imputabilità
13.
Nel suo intervento
difensivo (art. 346 cpv. 1 lett. d CPP e VD pag. 3) il patrocinatore d’ufficio
(art. 132 segg. CPP) dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) ha postulato il
riconoscimento in favore del suo assistito dell’attenuante specifica dell’art.
48.
lett. a n. 2 CP, norma secondo cui il giudice attenua la pena e non è
vincolato alla pena minima comminata (art. 48a cpv. 1 CP, WIPRÄCHTIGER, Basler
Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 48a n. 1 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN,
Schweizerisches Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo/San Gallo 2008,
art. 48a n. 1 e 2, STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches Strafgesetzbuch
Handkommentar, Stämpfli Verlag AG, Berna 2007, art. 48a n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET,
Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2008, art. 48a n. 1 segg.) tanto da
poter pronunciare una pena di genere diverso da quello comminato pur essendo
vincolato al massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena (art. 48a
cpv. 2 CP, TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 48a n. 2 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET,
op. cit., art. 48a n. 3 segg.) se l’autore ha agito in stato di grave angustia.
La grave angustia può essere di natura psichica o fisica e
l’autore è spinto ad agire illecitamente poiché si trova in una situazione
analoga a quello dello stato di necessità, per cui l’unica via d’uscita è
quella di commettere un atto penalmente punibile (DTF 107 IV 94). Tale
situazione può essere generata da serie difficoltà finanziarie (DTF 110
IV 9), da minacce alla carriera professionale o alle relazioni famigliari o da
un forte aggravio psicologico dovuto allo scioglimento della famiglia (DTF
107.
IV 94). Per applicare tale attenuante va considerato il principio della
proporzionalità ed occorre, da una parte, ponderare i motivi che hanno spinto
l’autore ad agire e, dall’altra, il valore dei beni giuridici colpiti. Il
Tribunale Federale (di seguito solo TF) è particolarmente esigente
nell’ammettere la grave angustia, poiché molti autori di reati, quando
commettono l’atto criminoso, si trovano quasi sempre in uno stato in qualche
modo angustiato o alterato e quindi una tale attenuante dovrebbe pertanto
costituire l’eccezione e non la regola (WIPRÄCHTIGER, op. cit., art. 48
n. 13 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 48 n. 9 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 48 n. 3, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.
cit., art. 48 n. 8 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, Code Pénal Annoté,
Editions Bis & Ter Snc, Losanna 2007, art. 48 n. 1.5).
14.
A torto, se non
temerariamente, la difesa ha invocato l’applicazione di questa attenuante. IM 1
non si trovava assolutamente in uno stato di necessità finanziaria visto come,
perché questo dicono gli atti, nel periodo dell’incriminato suo spaccio aveva
dato avvio ad un commercio di automobili (VD all. 1 pag. 4 V R) che insieme ai
soldi ricevuti dal Patronato (cons. 2), qualora non fossero stati usati - ed
ogni ulteriore commento appare francamente superfluo - per l’acquisto di eroina
in __________ (VD all. 1 pag. 2 II R), dovevano e potevano bastargli per far
fronte alle sue necessità economiche e così evitare di cadere nel grave
illecito di cui al pto. 1 dell’AA (cons. 4a, 4b, 4c e 6). Il riconoscimento in
favore dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) di questa attenuante specifica non
può nemmeno passare dalla sua asserita necessità di consumo che, qualora e se
del caso, doveva essere affrontata non con la prolungata sua attività di
vendita (pto. 1.1 dell’AA, doc. TPC 1 nonché cons. 4a e 6) ma con una
frequentazione più seria, assidua e regolare dell’antenna e/o del Patronato (cons.
2) per l’ottenimento del necessario quantitativo di metadone.
15.
Sempre nel suo
intervento difensivo (art. 346 cpv. 1 lett. d CPP e VD pag. 3) il patrocinatore
d’ufficio (art. 132 segg. CPP) di IM 1 ha sostenuto l’applicazione al caso in specie dell’attenuante specifica del sincero pentimento prevista all’art. 48
lett. d) CP, norma secondo cui il giudice attenuta la pena ai sensi dell’art.
48a CP (cons. 13) se l’autore ha dimostrato con fatti sincero pentimento,
specialmente se ha risarcito il danno per quanto si potesse ragionevolmente
pretendere da lui.
Il testo di legge corrisponde all’art. 64 cpv. 7 CP previgente
l’1.1.2007 cui è stato semplicemente aggiunto l’avverbio ragionevolmente e ciò
per motivi stilistici dato che le altre versioni linguistiche non hanno subito
una tale modifica e fermo restando come la giurisprudenza sviluppata in merito
col vecchio diritto conservi la sua validità anche sotto l’egida dell’attuale
art. 48 lett. d) CP (DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 48 lett. d n. 24 e sentenze non pubblicate del
TF 6B.614/2009 del 10.8.2009 e 6B.78/2008 del 14.10.2008). Se è vero che il
fatto che un autore colpevole abbia sinceramente preso coscienza del suo errore
ed abbia concretamente espresso la sua volontà di migliorare deve essere
considerata come circostanza attenuante, soltanto atti particolarmente meritori
giustificano l’applicazione dell’art. 48 lett. d) CP (sentenze non pubblicate
del TF 6B.827/2008 del 7.1.2009 e 6S.17/2003 del 3.2.2003). Il sincero
pentimento presuppone in effetti che l’autore abbia adottato un comportamento
particolarmente disinteressato e meritevole, deve aver agito spontaneamente ed
il suo comportamento deve essere in stretto rapporto con l’illecito oltre a
connotare un riconoscimento della colpa non provocato dalla pressione di un
procedimento penale pendente o imminente (WIPRÄCHTIGER, op. cit., art.
48.
lett. d n. 28 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 48
lett. d n. 19 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 48 lett. d n.
8.
e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 48 lett. d n. 25). Si richiedono quindi
cumulativamente le condizioni del pentimento e del risarcimento del danno
(sentenza non pubblicata del TF 6B.78/2008 del 14.10.2008). Concretamente
l’autore deve aver dato prova del suo pentimento tentando, anche a costo di
sacrifici, di riparare nella misura di quanto da lui ragionevolmente esigibile
il danno causato (DTF 107 IV 98 e sentenze non pubblicate del TF
6B.827/2008 del 7.1.2009,6B.822/2008 del 5.11.2008,6B.622/2007 dell’8.1.2008,
6S.17/2003 del 3.2.2003 e 6S.146/1999 del 26.4.1999). L’ammissione di questa
circostanza attenuante ha per effetto di estendere verso il basso il quadro
legale della pena. Tuttavia il giudice non è sempre tenuto a far uso della
facoltà offertagli dall’art. 48a CP (cons. 13). In effetti, e a condizione di
non abusare del proprio potere di apprezzamento, egli può tener conto della circostanza
attenuante nel quadro ordinario della pena (sentenza non pubblicata del TF
6B.827/2008 del 7.1.2009), così che un sincero pentimento poco caratterizzato
comporterà soltanto una diminuzione della pena all’interno del quadro legale
ordinario, cioè al risultato che si avrebbe nel caso in cui il giudice avesse
ritenuto soltanto un pentimento significativo nell’ambito dell’art. 47 CP (cons.
19.
e sentenza non pubblicata del TF 6B.827/2008 del 7.1.2009). Sapere se un
gesto denota uno spirito di pentimento e il riconoscimento della propria colpa
oppure attiene a considerazioni tattiche è una questione che rileva
dall’accertamento dei fatti (DTF 107 IV 98 e sentenze non pubblicate del
TF 6B.614/2009 del 10.8.2009 e 6B.822/2008 del 5.11.2008) mentre stabilire se i
fatti accertati costituiscono o meno un sincero pentimento è invece una
questione di diritto ritenuto come l’art. 48 lett. d) CP sia violato quando il
giudice nega o ammette le premesse di un’attenuazione in modo inconciliabile
con la legge oppure se, date le premesse, rifiuta l’attenuazione. Rientra poi
nell’ambito del potere di apprezzamento del giudice stabilire le conseguenze
sulla pena di tale attenuazione, in particolare rientra nel suo potere
d’apprezzamento stabilire se in funzione della sua intensità il sincero
pentimento debba comportare una semplice attenuazione della pena nel quadro
legale ordinario oppure debba richiamare l’applicazione dell’art. 48a CP (cons.
13, DTF 118 IV 342 nonché sentenze non pubblicate del TF 6B.827/2008 del
7.1.2009
e 6S.17/2003 del 3.2.2003).
16.
Il riconoscimento da parte di IM 1 delle imputazioni di cui all’AA
(doc. TPC 1 nonché cons. 6, 8 e 12) ancora non giustifica il riconoscimento di
questa attenuante in suo favore già solo perché nulla ha potuto esser intrapreso,
grazie e conseguentemente alle sue ammissioni, per l’identificazione e la
cattura del o dei suoi fornitori in __________. La Corte ha comunque tenuto
conto della sua confessione già a far stato dal suo primo VI PS 10.8.2012, ma
questo gli è venuto in aiuto solo per una riduzione della pena nel quadro
legale ordinario dell’art. 47 CP (cons. 19) e non come attenuante specifica ex
art. 48 lett. d) e 48a CP (cons. 13 e 15).
17.
Giusta
l’art. 19 cpv. 2 CP se al momento del fatto l’autore era soltanto in parte
capace di valutarne il carattere illecito o di agire secondo tale valutazione,
il giudice attenua la pena ai sensi dell’art. 48a CP (cons. 13, BOMMER/DITTMANN,
Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 19 n. 54 segg, TRECHSEL/JEAN-RICHARD,
Schweizerisches Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo/San Gallo 2008,
art. 19 n. 12 e 16, STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 19 n. 7 e 8, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.
cit., art. 19 n. 14 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.
19.
n. 2.1 segg.).
18.
Richiamati i cons. 4d)
e 8 rispettivamente l’asserito ma non contestato suo consumo medio di circa 1
gr. di eroina al giorno per fumata, non può che derivarne, quale fattore di
riduzione della pena ex art. 48a CP (cons. 13), il riconoscimento in suo favore
dell’aver agito in stato di scemata imputabilità ai sensi dell’art. 19 cpv. 2
CP (VD all. 2 pag. 2 pto. 3 e cons. 17).
VII) Colpa, prognosi, pena
19.
Giusta l’art. 47 cpv.
1.
CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della
vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che
la pena avrà sulla sua vita.
In base all’art. 47 cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata
secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,
secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti
nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la
possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la
lesione.
Nella commisurazione della pena il giudice di merito fruisce di
ampia autonomia quando valuta l’importanza di ogni singolo fattore di
determinazione (DTF 122 IV 15) e le autorità superiori intervengono solo
ove la sanzione si ponga al di fuori del quadro edittale, si fondi su criteri
estranei all’art. 47 CP, disattenda elementi di valutazione prescritti da
quest’ultima norma oppure appaia esageratamente severa o esageratamente mite al
punto di denotare eccesso o abuso di potere (DTF 129 IV 6, 128 IV 73 e
127.
IV 10). Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità
della colpa è e resta elemento fondamentale, così come lo era anche sotto
l’egida del previgente art. 63 CP (STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art.
47.
n. 4). L’art. 47 cpv. 1 CP, in vigore dall’1.1.2007, stabilisce
esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo
conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza
aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà
sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la
quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del
reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe
(DTF 128 IV 73, 127 IV 97 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007
del 17.4.2007). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo
delle riduzioni marginali, la pena dovendo sempre essere adeguata alla colpa,
il giudice non potendo ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti (art.
10.
cpv. 3 CP) gravi (STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Strafen
und Massnahmen, Stämpfli Verlag AG, Berna 2006, § 6 n. 72 e STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 47 n. 17 e 18). Per valutare la gravità della colpa ai sensi
dell’art. 47 cpv. 2 CP entrano in considerazione svariati fattori: le
circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del
proposito o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale
assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio
arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo
avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche,
il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di
emendamento, DTF 129 IV 6, 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Vanno
inoltre considerati, sempre secondo la citata giurisprudenza, la situazione
familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la
formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e
la reputazione in genere (DTF 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Non
va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena in
relazione allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla
situazione professionale ed ai rischi di recidiva (DTF 102 IV 231 nonché
sentenze non pubblicate del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007,6P.152/2005 del
15.2.2006
e 6S.163/2005 del 26.10.2005). In tutto questo
insieme di circostanze il TF ha più volte detto che esigenze di prevenzione
generale svolgono solo un ruolo di secondo ordine (DTF 118 IV 342). Per
il resto va rilevato che il principio della parità di trattamento assume
rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in
modo di per sé conforme all’art. 47 CP diano luogo ad un’obiettiva
disuguaglianza, fermo restando come il confronto tra casi concreti suole invece
essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue
individualità soggettive e oggettive (DTF 124 IV 44, 123 IV 150, 120 IV
144.
e 116 IV 292).
20.
In forza all’art. 40
CP la durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata
massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara
espressamente (BRÄGGER, Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea
2007, art. 40 n. 1 segg, TRECHSEL/KELLER, Schweizerisches
Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo/San Gallo 2008,
art. 40 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 40 n. 1
e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 40 n. 6 segg.), ricordato come
giusta l’art. 41 cpv. 1 CP il giudice può pronunciare una pena detentiva (art.
40.
CP) inferiore ai sei mesi, da scontare, soltanto se sono adempiute le
condizioni per la sospensione condizionale ai sensi dell’art. 42 CP (cons. 21) e
vi è da attendersi che una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o un lavoro di
pubblica utilità (art. 37 segg. CP) non potranno essere eseguiti (MAZZUCCHELLI,
Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 41 n. 29
segg., TRECHSEL/KELLER, op. cit., art. 41 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 41 n. 1 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 41 n. 1 segg.).
21.
Conformemente all’art
42.
cpv. 1 CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria
(art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di
una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 20) di sei mesi a due anni se una pena
senza condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere
nuovi crimini (art. 10 cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,
Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 42 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.
cit., art. 42 n. 9 segg.). Se, nei cinque anni prima del reato, l’autore
è stato condannato a una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 20) di almeno sei
mesi, con o senza condizionale, o a una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di
almeno 180 aliquote giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in
presenza di circostanze particolarmente favorevoli (art. 42 cpv. 2 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,
op. cit., art. 42 n. 81 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 16 segg.). La concessione della
sospensione condizionale può essere rifiutata anche perché l’autore ha omesso
di riparare il danno contrariamente a quanto si poteva ragionevolmente
pretendere da lui (art. 42 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 42
n. 92 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 24 segg.). Oltre alla pena
condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP) senza condizionale oppure una multa ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 CP
(art. 42 cpv. 4 CP, cons. 27, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 42 n. 94
segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 27 segg.).
Mentre il vecchio diritto richiedeva una prognosi favorevole sulla
presumibile futura condotta dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP), secondo il
nuovo diritto è determinante la mancanza di prognosi sfavorevole (KUHN,
La nouvelle partie générale du Code pénal suisse, Le sursis et le sursis
artile, in CGS, Berna 2006, pag. 220). In questo modo, riservati i casi
previsti dall’art. 42 cpv. 2 e 3 CP, si è voluto tenere conto dell’orientamento
giurisprudenziale che, constatata l’impossibilità di fare previsioni positive
più o meno sicure sul presumibile comportamento futuro del condannato, come
previsto dall’art. 41 n. 1 cpv. 1 CP previgente l’1.1.2007, ha ammesso la
prognosi favorevole in assenza di indizi concreti che, valutati nel loro
complesso, vi si opponessero, come ad esempio il pericolo di recidiva. Al
riguardo l’art. 42 cpv. 1 CP richiede una sorta di doppio pronostico: la
previsione sul comportamento futuro del condannato in caso di sospensione
condizionale della pena come pure la previsione sul suo comportamento futuro in
caso di espiazione della pena, ritenuto che, a quest’ultimo riguardo, il
giudice ordinerà l’esecuzione della pena soltanto nel caso in cui ci si deve
indubbiamente attendere che l’autore non si farà condizionare in alcun modo
positivamente dall’effettiva esecuzione della sanzione (STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 42 n. 9).
L’art. 42 cpv. 2 CP esclude la concessione della sospensione
integrale o parziale della pena salvo nel caso in cui siano presenti delle
circostanze particolarmente favorevoli, ovvero situazioni tali da ribaltare la
presunzione di pronostico negativo legata all’esistenza del precedente penale (DTF
134.
IV 1 e sentenze non pubblicate del TF 6B.244/2010 del 4.6.2010 e
6B.492/2008 del 19.2009). Contrariamente a quanto è la regola in materia di
sospensione condizionale della pena, nel caso dell’art. 42 cpv. 2 CP non è più
presunta l’assenza di una prognosi negativa (DTF 134 IV 1 e sentenza non
pubblicata del TF 6B.492/2008 del 19.5.2009). Per circostanze particolarmente
favorevoli si intendono quelle che escludono o annullano il valore peggiorativo
della prognosi insito nella condanna precedente (sentenza non pubblica del TF
6B.492/2008 del 19.5.2009), così che in questi casi la concessione della
sospensione può entrare in considerazione soltanto se vi sono elementi esterni
determinanti che, valutati nel loro complesso, fanno ragionevolmente supporre
che il condannato si emenderà (sentenze non pubblicate del TF 6B.812/2009 del
18.2.2010
e 6B.492/2008 del 19.5.2009). Il giudice deve pertanto esaminare se
vi sono circostanze particolarmente favorevoli che relativizzano la valenza
negativa del precedente che è, di principio, indiziante della possibilità della
commissione di nuovi reati. In questa valutazione può diventare determinante,
ad esempio, il fatto che l’infrazione da giudicare non ha alcun rapporto con
l’infrazione anteriore o un importante e positivo mutamento delle condizioni di
vita del condannato (DTF 134 IV 1 e sentenza non pubblicata del TF
6B.492/2008 del 19.5.2009). In sintesi il condannato deve presentare malgrado
il precedente solide garanzie di non reiterazione del reato nel caso in cui gli
fosse concessa la sospensione condizionale (sentenza non pubblicate del TF
6B.244/2010 del 4.6.2010).
22.
In base all’art. 44
cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena
al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni (SCHNEIDER/GARRÈ,
op. cit., art. 44 n. 1 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.
44.
n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 44 n. 1 segg.
e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 1 segg.), ritenuto come il giudice debba
spiegargli l’importanza e le conseguenze della sospensione condizionale (art.
44.
cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 39 segg., TRECHSEL/STÖCKLI,
op. cit., art. 44 n. 8, STRATENWERTH/WOHLERS, op.
cit., art. 44 n. 6 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 8 segg.).
23.
Conformemente all’art.
46.
cpv. 1 CP se durante il periodo di prova il condannato commette un crimine
(art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3 CP) e vi è pertanto da
attendersi che egli commetterà nuovi reati, il giudice revoca la sospensione
condizionale. Può modificare il genere della pena per pronunciare nell’ambito
della nuova pena una pena unica in applicazione analogica dell’articolo 49 CP
(cons. 24). Può tuttavia pronunciare una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 20)
senza condizionale soltanto se la pena unica è di almeno sei mesi o se
risultano adempiute le condizioni di cui all’articolo 41 CP (SCHNEIDER/GARRÈ,
op. cit., art. 46 n. 4 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, Schweizerisches
Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo/San Gallo 2008, art.
46.
n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 46 n. 1 segg.
e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 46 n. 2 segg.).
24.
Giusta l’art. 49 cpv.
1.
CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione
di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena
prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può
tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed é in
ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena (ACKERMANN,
Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2007, art. 49 n. 33
segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 49
n. 7 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 49 n. 1, STOLL, Commentaire
Romande, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 49 n. 78 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 49 n. 5 segg.).
25.
Ai sensi dell’art. 50
CP se la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le
circostanze rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione.
Ciò significa che il giudice deve esporre, nella sua decisione,
gli elementi essenziali relativi all’atto e all’autore che prende in
considerazione in modo che si possa constatare che tutti gli aspetti pertinenti
sono stati considerati e come sono stati apprezzati, sia in senso attenuante
che aggravante. Il giudice di merito può passare sotto silenzio gli elementi
che, senza abuso o eccesso di apprezzamento, gli appaiono senza importanza o di
peso trascurabile. La motivazione deve giustificare la pena pronunciata,
permettendo di seguire il ragionamento del giudice, il quale non è tuttavia
tenuto ad esprimere in cifre o in percentuali l’importanza che egli attribuisce
ad ognuno degli elementi che menziona (TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op.
cit., art. 50 n. 2 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 50 n. 2, QUELOZ/HUMBERT,
Commentaire Romand, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 50 n. 15 segg., DTF
127.
IV 101 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007). Un mero
elenco di elementi pro e contro l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) non è comunque
sufficiente (WIPRÄCHTIGER, op. cit., art. 50 n. 7 segg. e sentenza non
pubblicata del TF 6S.390/2005 del 27.2.2005) in quanto deve giustificare la
pena inflitta in modo da permetterne la verifica ed anzi, più la pena è
rigorosa, più la motivazione deve essere completa, soprattutto qualora, pur
mantenendosi nei limiti edittali, la sanzione appaia complessivamente molto
severa.
26.
Giusta l’art. 51 CP il
giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del
procedimento in atto o di un altro procedimento. Un giorno di carcere
corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o
a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP, TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN,
op. cit., art. 51 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 51 n.
1, JEANNERET, Commentaire Romand, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009,
art. 51 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit.,
art. 51 n. 2 segg.).
27.
In base all’art. 106
cpv. 1 CP, se la legge non dispone altrimenti, il massimo della multa è di fr.
10'000.- (HEIMGARTNER, Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea
2007, art. 106 n. 4 segg, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art. 106 n. 1, STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 106 n. 2 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 106 n. 1 segg.), ritenuto che, conformemente al
cpv. 2 di questa norma, in caso di suo mancato pagamento per colpa dell’autore
il giudice ordina nella sentenza una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 20)
sostitutiva da un minimo di un giorno a un massimo di tre mesi (HEIMGARTNER,
op. cit., art. 106 n. 8 segg, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art. 106 n. 2,
STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 106 n. 3 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 106 n. 4 segg.).
28.
La colpa di IM 1 è
oggettivamente grave sotto tutti i punti di vista. Utilizzando i soldi
dell’assistenza (cons. 2), non facendo ricorso per far fronte al suo manco di
stupefacente agli aiuti offerti dell’antenna (cons. 2) e trascorsi pochi mesi
dalla sua scarcerazione del 20.7.2011 (AI 10 e cons. 2), ha dato avvio ad un significativo
spaccio di eroina (785 gr., cons. 6 e VD all. 1 pag. 1 pto. 1.1), previo
acquisto (1'075 gr, cons. 6 e PP IM 1 5.9.2012 pag. 5), sistematico e
ripetitivo in un relativamente breve lasso di tempio viste le sue 43 trasferte
in __________ in meno di un anno (PP IM 1 5.9.2012 pag. 5), rimpolpando il
tutto con la reiterata e sistematica violazione alla LCStr (pti. da 3 a 5 dell’AA, doc. TPC 1 nonché cons. 4e, 4f e 12), a chiara dimostrazione del suo totale e voluto
misconoscimento delle più normali regole del quieto vivere sociale.
Né, d’altronde, gli sono serviti la concessa fiducia dimostratagli
dalla prima Corte delle Assise criminali di ____ in sede di sentenza del
20.7.2011
(AI 10 e cons. 2) e il successivo suo fermo senza arresto provvisorio
(art. 217 segg. CPP e cons. 3) del 24.7.2012 (art. 217 segg. CPP, cons. 3, pto.
1.2
dell’AA e doc. TPC 1), visto che nemmeno 17 giorni dopo lo si ritrova al
portale sud del tunnel del __________ con altro stupefacente (cons. 3. pto. 1.3
dell’AA e doc. TPC 1), a dimostrazione della chiara ed innegabile sua volontà
di proseguire in questo suo spaccio se non fosse stato arrestato
provvisoriamente il 10.8.2012 (art. 217 segg. CPP, cons. 3, pto. 1.3 dell’AA e
doc. TPC 1).
Anche senza la sua condanna del 20.7.2011 (AI 10 e cons. 2), ma a
maggior ragione con, vista anche la sua recidiva per l’infrazione agli
stupefacenti (AI 10 e cons. 2), la prognosi di IM 1 è sicuramente negativa non
avendo lavoro né serie prospettive per un suo valido reinserimento nel nostro
tessuto sociale, vista anche la sua fumosa situazione in materia di permessi
(cons. 2). Da ciò ne deriva come l’odierna sua condanna non possa che essere
interamente espiativa (art. 42 cpv. 2 CP e cons. 21) con contestuale revoca
della sospensione condizionale della precedente condanna di 21 mesi di pena
detentiva (art. 40 CP e cons. 20), dedotti i 128 giorni di carcere preventivo a
suo tempo sofferto (AI 10, art. 51 CP, cons. 26 nonché VD pag. 3 e all. 2 pag.
2.
pto. 4) avendo egli nuovamente delinquito durante il periodo di prova (art.
44.
cpv. 1 CP e cons. 22), non potendo del resto differentemente disporre in
forza al non più potestativo art. 46 cpv. 1 prima frase CP (cons. 23) e
ritenuto che le condizioni legali per l’erogazione di una pena unica ai sensi dell’art.
46.
cpv. 1 seconda frase CP (cons. 23) non sono assolutamente date (DTF
137.
IV 249 e 134 IV 241).
Per la commisurazione della pena (art. 47 CP e cons. 19) la Corte
ha comunque tenuto conto della sua bassa scolarità (cons. 2), del suo
precedente difficile vissuto (cons. 2), della sua giovane età al momento dei
fatti essendo nato il 18.1.1986 (cons. 2), del suo stato di tossicodipendenza
da cui il riconoscimento dell’aver agito in stato di scemata imputabilità (art.
19.
cpv. 2 CP, cons. 17 e 18 nonché VD pag. 3 e all. 2 pag. 2 pto. 3), della
confessione e collaborazione nella chiarificazione di tutte le accuse a lui
promosse nell’AA (doc. TPC 1) quale attenuante generica ai sensi dell’art. 47
CP (cons. 19) e non specifica ex art. 48 lett. d) CP (cons. 15 e 16) e, per
finire, del fatto che la nuova pena, sommata alla revoca della sospensione
condizionale della precedente (art. 46 cpv. 1 prima frase CP e cons. 23),
comporterà, se non modificata in sede d’appello visto l’annuncio del 4.3.2012
(art. 398 segg. CPP e doc. TPC 18), un relativamente lungo distacco dagli
affetti famigliari, segnatamente dal figlio, la cui nascita il 27.3.2012 (AI 1
e cons. 2) non gli aveva comunque impedito di proseguire nell’illecito suo
agire, dimostrando quel minimo di responsabilità di uomo e novello padre che
però, di certo, non aveva né ha.
Ciò posto e tutto ben ponderato, richiamato altresì il concorso di
reati (art. 49 cpv. 1 e cons. 24), la Corte ha quindi condannato IM 1 alla pena
detentiva di 30 mesi (art. 40 CP e cons. 20) con computo del carcere preventivo
sofferto (art. 51 CP, cons. 26 nonché VD pag. 3 e all. 2 pag. 2 pto. 4) e
contestuale revoca della sospensione condizionale della precedente condanna di
cui alla sentenza della Corte delle assise criminali di __________ del
20.7.2011
(AI 10 e cons. 2).
Inoltre, richiamate le violazioni agli art. 19a n. 1 LStup (cons.
4b, 4c, 4d, 7 e 8) e 96 n. 2 LCStr previgente l’1.1.2013 (cons. 4f, 10 e 12), conformemente alla giurisprudenza federale (sentenza non pubblicata del TF 6B.867/2010
del 19.7.2011), l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) è stato parimenti condannato
al pagamento di una multa (art. 106 cpv. 1 CP e cons. 27) di fr. 400.- con
l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una
pena detentiva (art. 40 e cons. 20) di 4 giorni (art. 106 cpv. 2 CP, cons. 27 e
VD all. 2 pag. 2 pto. 3.2).
VIII) Retribuzione del
difensore d’ufficio
29.
Giusta l’art. 135 cpv.
2.
CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del
difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento (SCHMID,
op. cit., art. 135 n. 4, RUCKSTUHL, Basler Kommentar Schweizerische
Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 135 n. 9
segg., HARARI/ALIBERTI, Commentaire Romand, Code de procédure pénale
suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 135 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI,
Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San
Gallo 2010, art. 135 n. 6 segg.), fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv.
4.
CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato (art.
111.
cpv. 1 CPP) condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è
tenuto a rimborsare la retribuzione al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP)
rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione
ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP). Un’eventuale
reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da inoltrare, in un
termine di 10 giorni (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei reclami penali (art.
135.
cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP).
Quo alla determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio
(art. 132 CPP) si richiama, in merito all’onorario, l’art. 4 cpv. 1 del
regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1)
secondo cui il tempo di lavoro è calcolato in base alla tariffa di fr. 180.-
all’ora (di seguito solo h), ricordato come giusta l’art. 5a cpv. 1 e 2 RL
3.1.1.7.1
l’onorario dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori al di
fuori dell’orario di lavoro usuale, stabilito per legge tra le 22.00 h e le
8.00
h dei giorni feriali rispettivamente nei giorni festivi ufficiali e di
sabato, è fissato a fr. 250.- / h. Parimenti si rammenta come in forza alla
pluriannuale giurisprudenza dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto
quale autorità di tassazione delle note professionali prima dell’1.1.2011 la
retribuzione del patrocinatore d’ufficio deve essere fissata tenendo in
considerazione l’importanza della pratica, l’impegno difensivo, le difficoltà
giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I 2), non
essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato ma il
dispendio medio di un patrocinatore diligente secondo la comune esperienza
nella trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre non vengono
rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare
eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve
assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale.
In merito alle spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che
al patrocinatore d’ufficio (art. 132 CPP) possono essere riconosciute le spese
vive effettivamente sopportate o, in alternativa, un importo forfetario in %
dell’onorario quale rimborso di quelle di cancelleria, di spedizione, di
comunicazione, di fotocopiatura e di apertura e archiviazione dell’incarto oltre
alle altre spese sostenute nell’interesse del cliente, tra le quali si
ricordano quelle di trasferta.
30.
Per le sue prestazioni
professionali l’avv. DUF 1, patrocinatore d’ufficio di IM 1 dal 10.8.2012 (AI
14), ha prodotto due fatture, la prima datata 15.1.2013 per il periodo 10.8.2012/15.1.2013
(doc. TPC 8), la seconda datata 21.2.2013 per il periodo 15.1.2013/22.2.2013
(doc. DIB. 2 e VD pag. 2), indicante un importo totale, comprensivo di spese,
onorario ed imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA), di fr. 7'344.-
con un dispendio orario totale di 2’070 minuti (di seguito solo min), di cui
510.
min in orario notturno (cons. 29). La Corte, in ordine a queste due fatture
(doc. TPC 8 e doc. DIB. 2), ha proceduto alle seguenti deduzioni:
1) fattura 15.1.2013
(doc. TPC 8):
1.
) la posta 10.8.2012 “apertura
incarto, trasferta + tel polizia” per 60 min a fr. 220.- / h è stata
riportata a 45 min, quindi ./. 15 min. a fr. 180.- / h;
1.
) la posta 10.8.2012 “interrogatorio”
a fr. 220.- / h è stata riportata a 120 min, quindi ./. 50 min;
1.
) la posta 11.08.2012 “interrogatorio
polizia” è mantenuta nell’indicata durata di 240 min ma con un onorario di
fr. 180.- / h;
1.
) la posta 13.08.2012 “interrogatorio
MP” non figura agli atti, quindi ./. 220 min;
1.
) la posta 08.10.2012 “lett.
GPC” è stata riportata a 60 min, quindi ./. 20 min;
da cui, dai complessivi 1'470 min, dedotte le riduzioni di cui
sopra, si hanno 1'005 min a fr. 180.- / h e 160 min a fr. 220.- / h,
corrispondenti ad un onorario totale di fr. 3'601.70 (1’005 min x fr. 3.- / min
+ 160 min x fr. 3,66 / min = fr. 3'015.- + fr. 586.70) a cui vanno aggiunte le
spese e fr. 304.95 per l’IVA (8% di fr. 3'811.70), con quindi un totale
complessivo di fr. 4'116.65;
2) fattura 21.2.2013
(doc. DIB. 2): la posta “Lavoro su incarto/preparazione dibattimento” è
stata riportata a 3 h, quindi ./. 90 min, da cui un onorario complessivo di fr.
1'530.- (510 min x fr. 3.- / min), a cui vi è da aggiungere fr. 122.40 per
l’IVA (8% di fr. 1'530.-), con quindi un totale complessivo di fr. 1'652.40;
da cui l’approvazione di queste due note professionali (doc. TPC 8
e doc. DIB. 2) per la somma omnia comprensiva, a titolo di onorario, spese ed
IVA di fr. 5'769.05 (fr. 4'116,65 + fr. 1'652.40), ricordato che il dispositivo
relativo alla retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 CPP) non è stato
impugnato (VD all. 2 pag. 3 pto. 8.1.§).
IX) Confische, dissequestri e
sequestro conservativo
31.
In applicazione
dell’art. 69 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca e se è il caso la
distruzione (art. 69 cpv. 2 CP) degli oggetti che sono serviti o erano
destinati alla commissione di un reato o che ne costituiscono il prodotto nella
misura in cui gli stessi compromettono la sicurezza delle persone, la morale o
l’ordine pubblico (BAUMANN, Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2007, art. 69 n. 5 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art.
69.
n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 69 n. 1 segg., HIRSIG-VOUILLOZ,
Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 69 n.
19.
segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 69 n. 2
segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art. 69 n. 1.1 segg., DTF 116 IV 117 e sentenza non pubblicata del TF
1P.31/2000 del 14.2.2000).
Il pericolo creato o costituito dall’instrumenta sceleris può
riferirsi all’oggetto in quanto tale o all’utilizzo che il suo detentore può
ancora farne. In quest’ultima ipotesi, è sufficiente che il pericolo di un suo
successivo utilizzo delittuoso appaia verosimile e che, in applicazione del
principio della proporzionalità cui ogni confisca deve attenersi (TRECHSEL/JEAN-RICHARD,
op. cit., art. 69 n. 7), questo pericolo non può essere sviato se non con la
confisca dell’oggetto (DTF 124 IV 121, 117 IV 345 e 116 IV 117). E’ in
particolare il caso quando l’oggetto è stato acquistato proprio per commettere
una o più infrazioni (DTF 114 IV 98), quando esso è stato ripetutamente
usato a fini delittuosi (DTF 81 IV 217) o ancora quando di esso può
venire fatto solo un uso pericoloso (DTF 116 IV 117).
32.
In forza all’art. 267
cpv. 1 CPP se il motivo del sequestro viene meno, il pubblico ministero o il
giudice dispone il dissequestro e restituisce gli oggetti o i valori
patrimoniali agli aventi diritto (SCHMID, op. cit., art. 267 n. 1 segg.,
BOMMER/GOLDSCHMID, Basler Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung,
Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 267 n. 3 segg. e MELI,
Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San
Gallo 2010, art. 267 n. 4 segg.).
33.
Tenuto conto delle
risultanze d’istruttoria e delle dichiarazioni delle parti in sede processuale
(VD all. 1 pag. 4 III/IV R), la Corte ha ordinato:
a) la confisca (art. 69 cpv. 1
e 2 CP nonché 263 cpv. 1 lett. d e 351 cpv. 1 CPP) di 58 gr. lordi di eroina da
distruggere, di 3 diverse Sim, di 3 minigrip vuoti e di una bilancia digitale
(AI 1 all. 3 e 2 all. 3 nonché VD all. 2 pag. 2 e 3 pti. da 5.1 a 5.6);
b) il dissequestro e la
restituzione all’imputato (art. 111 cpv. 1, 267 cpv. 1 e 351 cpv. 1 CPP) di 3
diversi cellulari dopo cancellazione dei dati in memoria (AI 1 all. 3 e VD all.
2.
pag. 3 pti. da 6.1 a 6.3).
X) Tassa di giustizia e
spese procedurali
34.
Visto il parziale
proscioglimento dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) dal reato di infrazione
aggravata alla LStup di cui al pto. 1 dell’AA (art. 19 cpv. 2 lett. a LStup,
doc. TPC 1, cons. 6 e VD all. 2 pag. 2 pto. 2) la tassa di giustizia di fr. 1'500.-
e le spese procedurali (art. 422 CPP) sono poste a suo carico in ragione di
9/10 con la rimanenza di 1/10 a carico dello Stato (art. 426 cpv. 1 CPP e VD
all. 2 pag. 3 pto. 7).
visti gli art. 12, 19, 40, 42,
44, 46, 47, 48 lett. a n. 2 e lett. d, 48a, 49, 51 e 69 CP;
19.
cpv. 1 lett. c) e d), cpv. 2
lett. a) e 19a n. 1 LStup;
95, 96 n. 2 e 97 cpv. 1 lett.
a) LCStr,
95.
n. 1, 96 n. 2 e 97 n. 1
vLCStr;
80.
segg., 84 segg., 135, 236,
263.
segg., 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
IM 1 è autore colpevole di:
1.1
infrazione aggravata alla
LF sugli stupefacenti
siccome riferito ad un quantitativo di eroina che sa o deve presumere
che può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte
persone, per avere, senza essere autorizzato, nel periodo 13.11.2011/10.8.2012,
a __________, __________, __________, __________, __________, in __________ ed
altre località, ripetutamente alienato 750 grammi di eroina rispettivamente detenuto ai fini di alienazione 35 grammi di eroina;
1.2
contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, nel periodo
13.11
/10.8.2012. a __________, __________, __________ e altre località,
consumato 270 grammi di eroina nonché detenuto 20 grammi di eroina;
1.3
guida senza licenza di
condurre
per avere, nel periodo novembre 2011/10.8.2012, a __________, __________,
__________, in __________ e altre località, ripetutamente condotto degli
autoveicoli senza essere titolare della licenza di condurre richiesta;
1.4
guida senza assicurazione
RC
per avere, il 10.8.2012, ad __________ e in __________, circolato
alla guida dell’autoveicolo Alfa Romeo 147 sebbene sapesse o dovesse sapere,
prestando l’attenzione dovuta, che non sussisteva la prescritta assicurazione
di responsabilità civile;
1.5
abuso delle targhe
per avere, il 10.8.2012, ad __________ e in __________, usato
sull’autovettura Alfa Romeo 147 le targhe di controllo __________ rilasciate
per altra autovettura;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
2.
IM 1 è prosciolto
dall’imputazione di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti di
cui al punto 1 dell’atto d’accusa limitatamente al quantitativo di 75 grammi di eroina.
3.
Di conseguenza IM 1, avendo
agito in stato di scemata imputabilità, è condannato:
3.1
alla pena detentiva di 30
(trenta) mesi da dedursi il carcere preventivo sofferto;
3.2
al pagamento di una multa di
fr. 400.- (quattrocento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per
colpa, sarà sostituita con una pena detentiva di 4 (quattro) giorni (art. 106
cpv. 2 CP).
4.
E’ revocata la sospensione
condizionale della pena detentiva di 21 mesi inflitta a IM 1 con sentenza
20.7.2011
delle Assise criminali di __________.
5.
E’ ordinata la confisca di:
5.1
58 grammi lordi di eroina da distruggere;
5.2
1 SIM Lebara n. __________
5.3
1 Sim Orange n. __________
5.4
1 Sim Yallo n. __________;
5.5
3 minigrip vuoti;
5.6
1 bilancia digitale.
6.
E’ ordinato il dissequestro
e la restituzione a IM 1 dopo cancellazione dei dati in memoria di:
6.1
1 Nokia nero n. __________;
6.2
1 Samsung n. __________;
6.3
1 Nokia n. __________.
7.
La tassa di giustizia di
fr. 1’500.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1 in ragione di 9/10, la rimanenza di 1/10 a carico dello Stato.
8.
Le spese di difesa di IM 1 sono
sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.
8.1
La note professionali del
15.1.2013
e del 21.2.2013 dell’avv. DUF 1 sono approvate per fr. 5'769.05,
comprensive di onorario, spese ed IVA.
9.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per
iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Intimazione a: -
Per la Corte delle assise
criminali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese (9/10):
Tassa di giustizia fr. 1'350.--
Inchiesta preliminare fr. 4'468.50
Multa fr. 400.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 129.06
fr. 6'347.56
===========
Il rimanente è a carico
dello Stato.