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Decisione

72.2012.3

Rapina ai danni di un uomo incontrato per strada; Coazione per sottrarre eroina; Infr. alla LF stupefacenti, detenzione/importazione/vendita cocaina (>2.90 gr), alienazione marijuana (1.5 gr), donazio

22 marzo 2012Italiano45 min

Source ti.ch

Fatti

I genitori si sarebbero separati dopo pochi anni.

Il peritando afferma di aver avuto circa 5 anni quando la madre “sarebbe andata

con un altro”, __________, e avrebbe deciso di lasciare il coniuge

trasferendosi a __________ con l’amico e la prole.

Lui sarebbe stato iscritto all’asilo, anzi - si

corregge - alle scuole elementari (quindi, posto a confronto, corregge l’età in

cui sarebbe avvenuto il trasferimento, portandolo a sei anni). Sarebbe stato al

secondo mese della prima elementare presso le scuole di __________, quando “da

un giorno all’altro” la madre avrebbe preso con sé il peritando e la sorella,

“caricandoli sul furgone” e con il nuovo compagno si sarebbero diretti a __________.

Considerandi

II peritando non ricorda cosa gli sia stato detto

in merito alla separazione e nemmeno ricorda il suo stato d'animo. Rammenta

solo che, una volta trasferito, sarebbe stato costretto a iscriversi ancora per

un anno all'asilo, poiché non conosceva la lingua. In realtà non avrebbe potuto

comunque accedere alle elementari, poiché nel Canton __________ si accede alle

scuole solo dal settimo anno di età e non dal sesto come in Ticino. Le classi

elementari sarebbero state assolte dal peritando senza particolari difficoltà.

Nelle scuole medie invece si sarebbero palesate delle evidenti difficoltà di

tipo comportamentale, "non riuscendo ad adattarsi" alla realtà

scolastica e a "condividerne gli scopi", difficoltà culminate con la

sua espulsione. Conseguentemente sarebbe stato inserito prima presso la __________,

poi in un collegio di __________. (Cfr. atti: dagli atti si apprende l'esatta

collocazione temporale di questi eventi situandoli nel __________ e __________

rispettivamente; si apprende inoltre che il peritando non avrebbe conseguito la

licenza media).

Dopo la separazione dei genitori, i contatti col

padre sarebbero stati sporadici e limitati a circa due settimane all' anno in

occasione delle vacanze estive, intervallati da scarsi contatti telefonici.

Al termine delle scuole dell'obbligo, il

peritando si sarebbe avviato a un apprendistato di elettricista, "come mio

padre", ma l'avrebbe interrotto al primo anno. "Avevo in mente altre

cose, preferivo fumare erba e stare con gli amici".

Difficile risalire al periodo preciso, comunque

avrebbe cominciato a usare marjuana durante la prima adolescenza, avviandosi,

all'età di diciassette anni, a un uso saltuario di eroina (2-3 volte la

settimana), dapprima inalata e poco dopo iniettata in vena. I problemi con

l'alcool invece sarebbero insorti solo negli ultimi cinque anni, secondo il

peritando (ma dagli atti medici disponibili risulta un esordio della dipendenza

da etile anteriore e riconducibile sino all'epoca dei primi ricoveri in __________,

avvenuti nel __________, poco prima dei quali il peritando sarebbe stato

coinvolto in un incidente della circolazione stradale in stato di ebbrezza

etilica).

A __________ anni il peritando avrebbe deciso di

tornare in Ticino. La decisione sarebbe maturata dopo un duro litigio

intercorso con la madre, di cui afferma non ricordare i motivi, che con molta probabilità

ruoterebbero attorno al problema della dipendenza. Nel 1990 sarebbe quindi

rientrato a __________, presso il domicilio del padre.

II ricongiungimento con quest' ultimo non sarebbe

stato facile. Egli infatti sarebbe stato contrariato dal suo abbandono

dell'apprendistato. II padre e descritto come un uomo con un carattere burbero

ma "gran lavoratore". Per questa ragione avrebbe spesso attaccato il

peritando accusandolo di essere un fannullone.

II peritando avrebbe provato a lavorare nella

ditta in cui era impiegato il padre, sempre quale elettricista, ma il tentativo

sarebbe fallito dopo 7-8 mesi; egli sarebbe così passato a carico

dell'Assistenza Sociale e si sarebbe trasferito in un albergo, dove sarebbe

rimasto per due-tre anni. Da allora i contatti col padre sarebbero stati più

che altro fortuiti.

Alla domanda se il padre non si fosse

ricostituito un suo nucleo famigliare, dopo il divorzio dalla madre, il

peritando risponde dicendo che "se la sarebbe cavata bene". Avrebbe

avuto prima "una ______" e poi una "__________".

Rispetto ai consumi di sostanze, il peritando descrive un uso “morigerato”: “usavo eroina due o tre

volte alla settimana al massimo, almeno all’inizio, e qualche volta cocaina”.

Anche quest’ultima all’inizio l’avrebbe assunta per via inalatoria e in seguito

iniettata. L’ “erba” invece l’avrebbe fumata con regolarità e quotidianamente,

dall’adolescenza sino ad oggi, secondo la disponibilità di denaro e la

generosità dei “soci”. L’alcool avrebbe da sempre accompagnato l’assunzione di

sostanze più pesanti, profilandosi (ai suoi occhi) come il male minore. Sarebbe

divenuto problematico solo oltre i __________.

All’incirca negli anni 2004-2006 (poiché è

difficile risalire a una data precisa) avrebbe interrotto i consumi di eroina

con una modalità che definisce “on-off”. In quegli anni avrebbe anche

cominciato ad assumere il Metadone (“5-6 anni fa”) prescritto dapprima dal

medico generalista, Dr. __________ di __________ e poi dallo psichiatra e

psicoterapeuta Dr. __________, dell’ __________.

Attualmente ne assumerebbe 9 cp da 5 mg al

giorno, che ritirerebbe tre volte alla settimana.

Il metadone lo avrebbe assunto anche anni

addietro salvo poi sospenderlo durante i periodi in cui avrebbe lavorato. In

merito ai grandi consumi, si concede una sorta di battuta affermando che forse

dipenderebbero dalle origini materne; infatti, in Inghilterra sarebbero

particolarmente inclini a bere, iscrivendo quindi il fenomeno più nell’ambito

di una consuetudine culturale che non in una manifestazione patologica.

L’affermazione viene corretta nel momento in cui si chiede al peritando se la

madre, in virtù delle sue origini e di quanto poco prima affermato, bevesse

abbondantemente alcool: “non è mica così!”.

Vita relazionale/sentimentale:

Alla domanda se abbia una relazione sentimentale risponde

di no. Nuovamente interrogato, risponde di averne avute in passato, aggiungendo

che ha anche una figlia.

Una relazione sentimentale, piuttosto complicata

e durata circa dieci anni, sarebbe avvenuta con __________. Sarebbe stata

contrassegnata da una serie di agiti e contro agiti e soprattutto grandi

consumi. Sarebbe terminata circa nel __________.

Dagli atti si apprende che il peritando è sposato

dal __________ e separato dal __________.

Questo dato era stato omesso nella raccolta

anamnestica effettuata nel primo incontro; interrogato in proposito, il

peritando si dice sorpreso, dando “per scontato” di averne parlato. I due

avrebbero convissuto circa due anni, per poi lasciarsi. Queste affermazioni

entrano in contrasto cronologico con quelle precedenti sovrapponendo

temporalmente la relazione con la moglie e quella con __________.

(cfr. atti: dagli atti si apprende che la moglie

sarebbe stata una donna di alcuni anni maggiore di lui, di origini __________,

conosciuta in un locale notturno. Il peritando avrebbe ricevuto dalla donna

(che con il matrimonio otteneva il permesso di soggiorno) la somma di CHF

20.

, che avrebbe subito dilapidato in un viaggio in Brasile, dove avrebbe

fatto uso di droghe di ogni tipo. I due avrebbero convissuto ben poco; la

moglie avrebbe trovato lavoro come stiratrice presso un ospedale di __________

e da lì avrebbe provveduto, in parte, a mantenere il peritando, pagandogli le

spese d’albergo o d’appartamento, secondo le circostanze).

Dopo quella con __________, il peritando avrebbe

intrattenuto una relazione con una ragazza di nome __________.

Questa relazione, durata circa quattro anni, è

descritta come molto turbolenta. Anche __________ avrebbe usato sostanze, ma

soprattutto avrebbe “rubato”. Alla domanda se lo facesse per procacciarsi la

droga, il peritando risponde che “era una cleptomane”, avrebbe rubato

indiscriminatamente, cose “senza senso” come, ad esempio, la matita per gli

occhi.

Una lite con __________, avvenuta sotto

l’influsso di alcool e altre sostanze, avrebbe avuto sequele giudiziarie: dopo

aver urlato e discusso animatamente con la compagna, egli sarebbe andato a

letto. Nel frattempo la polizia sarebbe intervenuta abbattendo la porta e

assalendolo, ragione per la quale egli avrebbe reagito, e così l’avrebbero

portato a __________, alla __________. (cfr. atti: dagli atti si apprende una

versione differente: sarebbe stato il peritando ad abbattere la porta

dell’appartamento della compagna e ad aggredire, in un secondo momento, i poliziotti

con un coltello. Sarebbe stato comunque impregnato e di alcool e di altre

sostanze).

Da una successiva relazione, peritando sarebbe

diventato padre di una bimba, oggi di __________ anni di nome __________. La

madre sarebbe tale __________, più giovane di sui di __________ anni (“__________”).

La relazione sarebbe durata circa quattro anni e mezzo, senza una convivenza,

“lei viveva con il padre”. Las bimba sarebbe “capitata”; il peritando spiega

che nella vita avrebbe consumato sempre rapporti non protetti, senza alcuna

precauzione e gli sarebbe “andata bene”, salvo che con una compagna precedente

che avrebbe interrotto volontariamente la gravidanza. __________ sarebbe stata

contenta della gravidanza, e il peritando ne parla come se la cosa lo riguardasse

solo tangenzialmente. __________ non avrebbe fatto uso di sostanze (“no

assolutamente”) ma “era nervo sella”. I due avrebbero spesso avuto degli

scontri e nel pieno della scorsa estate si sarebbero lasciati.

Il peritando vedrebbe la figlia con regolarità

presso l’appartamento della madre, ma non si capisce bene come. Ora sarebbero

circa due mesi che non la incontra.

In merito ai ricoveri psichiatrici, il peritando ricorda di essere stato ospedalizzato diverse volte

ma nega gli “otto” ricoveri che gli sarebbero stati contestati. Il primo

ricovero sarebbe avvenuto in modalità volontaria. “Avevo __________ anni e ci

andai perché non stavo bene”. All’epoca avrebbe consumato attivamente eroina,

ma - a domanda - spiega di non essersi ricoverato per una disintossicazione:

“No, non mi sentivo bene”. Si sarebbe ferito intenzionalmente in quello che

descrive come un tentativo di suicidio appellativo. -L’aiutò?- “Non servì a

nulla”. “Rimasi in Clinica per sei mesi, ormai mi ero abituato ai ritmi”.

Sarebbe intervenuta la madre “incazzata”, venuta da __________, per farlo

dimettere. Questo ricovero sarebbe avvenuto su certificato dei colleghi del

Servizio Psicosociale di __________. Infatti, all’epoca avrebbe vissuto per

circa un anno a __________ convivendo con la compagna di allora, __________.

Sarebbero seguiti 2-3 ricoveri coatti avvenuti in

circostanze d’impregnazione etilica. Alla domanda su quale effetto gli faccia

l’alcool risponde che solitamente lo rende tranquillo ma se poi lo stimolano in

malo modo, perderebbe il controllo, come accaduto (alludendo ai motivi della

prima carcerazione).

In merito a eventuali percorsi comunicati, spiega

che ci avrebbe provato, a __________, a ridosso dei __________ anni, prima del

trasferimento in Ticino, ma ci sarebbe rimasto solo una o due settimane. “Era

una decisione di mia madre e si sa che se uno non è motivato non funziona”.

(cfr. atti: dagli atti, questo tentativo di inserimento risulta posteriore,

risalente all’epoca successiva al primo ricovero in __________ (__________)

quando il peritando aveva già compiuto i __________ anni. Infatti, su richiesta

sua e dei familiari, egli sarebbe stato dimesso e trasferito presso la __________

di __________), in previsione del suo prossimo inserimento in comunità

terapeutica).

Alla domanda se da allora abbia mai ripensato a

un percorso comunitario, risponde che non si sente pronto. “In comunità ci sono

delle regole stupide che non accetto, per esempio: perché non posso avere il

mio computer o perché devono dirmi loro quando posso fumare?”

In merito alla situazione sociale, il peritando afferma di avere avuto sempre una gran difficoltà a

trovare un appartamento e di avere ormai accumulato una quantità di debiti tale

da essere rifiutato come locatario.

Avrebbe infatti problemi di denaro, vivendo

dell’assistenza sociale; tolte le spese di alloggio per l’hotel, gli sarebbero

rimasti circa CHF 25'000, maturati fino a circa quattro anni fa, quando avrebbe

cominciato a usufruire nuovamente dell’Assistenza.

Avrebbe svolto alcuni lavori interinali tramite

l’agenzia “__________”, occupandosi d’impianti elettrici, in virtù della sua

precedente esperienza di apprendistato.

All’incirca nel 2002, il peritando sarebbe stato

inserito in un programma occupazionale per il Comune di __________, che l’avrebbe

assunto quale operaio presso una discarica. Si sarebbe occupato di gestire le

operazioni di scarico assicurando la corretta differenziazione dei rifiuti. Si

sarebbe trattato di un lavoro vincolato da un contratto semestrale che “il

municipio” avrebbe rinnovato ripetutamente (dal 2002 al 2005), essendo

soddisfatto del suo operato, fino a quando non avrebbero più avuto bisogno di

aiuto. Egli avrebbe sperato tanto in un’assunzione a tempo indeterminato. Dopo

l’interruzione del lavoro, per un anno avrebbe avuto diritto all’indennità di

disoccupazione.

Il peritando sarebbe stato “sfrattato” dall’Hotel

__________ di __________ presso il quale avrebbe risieduto negli ultimi 3 anni

circa. Lo sfratto sarebbe avvenuto in settembre scorso ma non ricorda il girono,

“dal 05 al 10 settembre comunque” in ragione dei reiterati abusi etilici e del

disturbo arrecato agli avventori nonché alla struttura. Da allora e fino

all’arresto avrebbe dormito in una zona poco fuori dal centro, all’aperto o

presso dei “soci”.

Per quanto attiene agli interessi, il peritando afferma di leggere durante il giorno, “giornali o

romanzi” e poi di impiegare il tempo bevendo con i soci oppure giocando ai

videogiochi. Trascorre molta tempo guardando film di ogni genere che

scaricherebbe da internet. Li guarderebbe soprattutto durante la notte, visto

che soffrirebbe d’insonnia che cercherebbe di medicare con Seroquel che un

“amico” attento gli avrebbe donato. Alla domanda perché non discuta col proprio

medico la possibilità di farselo prescrivere risponde che sarebbe “complicato”.

2.

Gli

arresti

a) IM 2 è

stato arrestato il 21 settembre 2001. Da allora è stato in carcerazione di

sicurezza fino al 19 dicembre 2011, allorquando ha acconsentito di porsi in

anticipata espiazione della pena. Dal rapporto di arresto (AI 1) si evince che

quel 21 settembre, alle 23.30 ca.

" … la

parte lesa __________ si dirigeva verso il suo veicolo, ivi posteggiato con

l’intenzione di rincasare. Giunto a poche decine di metri dal veicolo, la sua

attenzione veniva richiamata da due individui sbucati dal parco del Bosco __________,

i quali parlando fra loro dicevano: “dai che lo prendiamo!”. __________

cominciava la fuga cercando riparo all’interno del veicolo. Uno dei due

individui però, rimasto ignoto, afferrandolo per un braccio, lo strappava fuori

dalla macchina e lo trascinava sotto a dei posteggi coperti impedendogli di

muoversi. In questo momento IM 2, estraeva un coltello e puntandoglielo alla

gola minacciava la sua incolumità mentre l’autore ignoto diceva alla parte lesa

di consegnargli chf 100.- e le chiavi della vettura, e se lo avesse fatto lo

avrebbero lasciato andare. Si precisa che con il coltello alla gola, __________

è rimasto lievemente ferito. La vittima, riusciva però a divincolarsi

liberandosi dalla presa dei due rapinatori dandosi alla fuga e cercando riparo

all’interno della clinica __________. Durante la fuga, i due malviventi hanno

continuato ad inseguire il malcapitato, il quale, dopo aver effettuato il giro

dell’isolato ed essere quasi ritornato verso la vettura, in quanto rimasta

aperta, notava il rapinatore ignoto asportare dalla macchina la borsetta nera

contenente il cellulare, i documenti e il borsellino per poi darsi alla fuga in

direzione __________.

A questo punto __________ raggiungeva in auto la

gendarmeria di __________ e trovandola chiusa, ritornava sui suoi passi

incontrando così il sottoscritto ed il collega app __________, i quali avevano

già provveduto al fermo di IM 2 __________, il quale incontrato durante la fase

d’avvicinamento al luogo dell’intervento aveva destato sospetti.

Da una prima fase di ricerche in luogo, dopo il

fermo di IM 2, si rinveniva a circa 2 metri dal punto in cui IM 2 è stato fermato, un coltello svizzero con impugnatura di colore blu.

Al momento DUF 2 è tutt’ora in stato confusionale

dovuto all’alcol (3.14 per mille alle ore 0007 e probabilmente anche a sostanze

stupefacenti) non è stato quindi possibile interrogarlo. Lo stesso ha però

verbalmente ammesso di aver gettato a terra il coltello alla vista degli agenti

per paura”.

b) IM 1 è

stato arrestato il 28 settembre 2011 alle 06.45 presso il Ristorante __________

dove risiedeva. Il relativo rapporto di arresto (AI 20) descrive :

" IM 1, in correità con IM 2, avendo necessità di contante, presso il parco __________ di __________, si

accordavano di aggredire un passante con il chiaro scopo di mettere a segno una

rapina. Infatti, la stessa notte del 21.09.2011, verso le ore 23:30, notata la

presenza della vittima __________ nei pressi del parco __________, dopo averlo

avvicinato, mettevano in atto quanto prefissato.

In sostanza la vittima captate le loro reali

intenzioni riparava sulla sua vettura __________ ma non riusciva per tempo a

bloccare le serrature dall’interno.

IM 1, aperta la portiera parte conducente, dopo

averlo afferrato per un braccio, lo obbligava ad uscire dal veicolo e una volta

in posizione eretta, IM 2, armatosi di coltello, gli puntava la lama alla gola

parte sinistra, procurandogli un lieve graffio molto superficiale. A questo

punto gli intimava di consegnarli del denaro (CHF 100.-) ma la vittima riusciva

a divincolarsi fuggendo in direzione della clinica __________ posta su __________

Gli autori si ponevano al suo inseguimento e dopo aver effettuato il giro

dell’isolato, IM 1 si dirigeva verso la vettura __________, e trovando le

portiere non assicurate, dall’abitacolo, sedile passeggero anteriore, asportava

indebitamente il borsetto della vittima che poi abbandonava successivamente su __________,

su di un davanzale della finestra della ditta di falegnameria __________.

Borsetto a tracolla recuperato dagli agenti di

Polizia intervenuti sul posto e dal quale il danneggiato ha potuto constatare

che l’autore ha unicamente prelevato denaro dal portamonete riposto all’interno

per ca. 30 Euro e meglio: - 1 banconota da 20 Euro (venti) - 1 banconota da 5

Euro - moneta spicciola per pochi Euro.

L’autore IM 2 rimaneva nei paraggi e veniva

fermato poco dopo dalla pattuglia della RM1 di __________ intervenuta…”.

3.

Sui fatti

gli imputati sono, sostanzialmente, rei confessi di guisa che vanno date per

accertate le descrizioni fatte nell’AA.

a) IM 2 deve

rispondere unicamente, si fa per dire, dell’episodio della rapina, commessa con

IM 1, ai danni di __________ il quale, a seguito dei fatti, è stato visitato in

PS.

Così il relativo certificato medico:

" in

buone condizioni generali ferita da taglio superficiale al collo a sinistra

della dimensione massima di 0.4 mm e profonda meno di un millimetro. Piccola

goccia di sangue sopra la ferita. Nessun segno di infezione”.

IM 2 non ha ricordato nulla di quell’episodio

anche a causa del suo elevato tasso di alcolemia. La Corte ha accertato i fatti

sulla base di quanto riferito dalla vittima:

" nel

momento in cui stavo ritornando alla mia vettura, una __________, mentre stavo

transitando a piedi su via __________ proveniente dal lungo lago, giunto a

poche decine di metri dal Minigolf, notavo spuntare fuori dal parco del __________,

due individui i quali richiamavano la mia attenzione dicendo: “Dai che lo

prendiamo!” iniziavano a corrermi dietro.

Io cercavo di raggiungere la mia automobile, la

quale era posteggiata nel primo parcheggio laterale accanto al Minigolf.

Raggiungevo la vettura, la aprivo, mi sedevo in auto e tentavo di schiacciare

il bottone di chiusura delle portiere ma nella foga non ci riuscivo. Il secondo

individuo, non il IM 2, apriva la portiera, mi strappava fuori dall’auto e mi

afferrava per il braccio sinistro, poi mi trascinava nei posteggi coperti dello

stabile sito in via della __________.

Mi sbatteva contro un autofurgone, più

precisamente contro il retro del ponte di quest’ultimo. A questo punto, la

persona che è poi stata prontamente fermata dalla polizia cantonale e

identificata poi in IM 2, estraeva un coltello puntandomelo alla gola parte

sinistra. Preciso che sentivo chiaramente il dolore della punta del coltello

puntato alla gola e come gli agenti possono confermare ne riporto un graffio

(parte sinistra della gola, all’incirca 3 dita sotto l’orecchio). Mentre mi

puntava il coltello alla gola, l’altro uomo mi teneva per le braccia e

contemporaneamente mi diceva: “dacci 100 franchi e ti lasciamo andare” e

inoltre, non so quale dei due rapinatori, mi diceva anche: “dammi le chiavi

della macchina!”. Io ho cercato di divincolarmi urlando “aiuto polizia!” e sono

così riuscito a scappare fuggendo su via __________ in direzione di __________,

svoltando su quest’ultima con l’intenzione di andare a rifugiarmi alla clinica __________

in quanto IM 2 e l’altro rapinatore mi stavano inseguendo.

Poi mi ricordavo che la portiera dell’auto era

rimasta aperta, decidevo quindi di ritornarci, svoltando nuovamente a destra su

via __________ e svoltando ancora a destra su via __________. Quando avevo

quasi completato il giro dell’isolato, a circa 20 m dalla mia auto (preciso che mi trovavo sull’angolo sud/est del numero civico __________ di via __________

notavo che il rapinatore ignoto si intrufolava nella mia vettura allungandosi

all’interno dell’abitacolo e prelevando la mia tracolla contenente il telefono

cellulare e il borsellino. In seguito a ciò i personaggi scappavano in

direzione della piazza __________. Io a mia volta saltavo in auto e scappavo in

direzione della polizia cantonale. Non trovando nessuno in centrale ritornavo

sui miei passi e ritrovavo le pattuglie della stessa polizia sul luogo del

reato, i quali agenti avevano già fermato uno dei due autori identificato poi

nel IM 2, __________ il quale appena visto ho riconosciuto immediatamente come

il rapinatore che poco prima mi aveva puntato il coltello alla gola”

Il movente non è risultato limpidissimo e meglio

se i due hanno agito per fare una bravata o, peggio, spinti da sentimenti

omofobi visto il luogo dell’aggressione notoriamente frequentato da persone

omosessuali. Ma tant’è. Hanno commesso una rapina perché si sono impossessati,

mediante violenza, di oggetti facenti parte del patrimonio della vittima.

b) IM 1 deve

rispondere di più reati. Per meglio comprendere la situazione dell’imputato e,

quindi, valutarne la colpa con maggior precisione, occorre riordinare i fatti

in modo cronologico, contrariamente a quanto ha fatto la PP nell’atto di

accusa:

- dall’ottobre

2010.

al 28 dicembre 2010 IM 1 ha commesso i reati di cui ai N. 3.1-3.4 e 4.1

dell’AA, fatti che, al momento del suo arresto e la sua carcerazione preventiva

durata dal 28 dicembre 2010 al 28 gennaio 2011, erano emersi solo parzialmente.

In particolare è stato accertato che il menzionato __________, al quale

l’accusato metteva a disposizione la sua abitazione, veniva in Ticino per

svolgere la sua attività di spacciatore e IM 1 sapeva benissimo che non

trattava solo, si fa per dire, sostanza da taglio, ma organizzava un vero e

proprio commercio che comprendeva pure la preparazione delle dosi che avveniva,

come detto, nella camera dell’imputato;

- l’11

febbraio 2011, ossia poco più di 10 giorni dopo la sua scarcerazione, IM 1 ha commesso i fatti di cui ai N. 2 e 3.5 dell’AA. In particolare in merito al reato di coazione (AA

2) IM 1 ha riferito di essere stato, per così dire, fregato dal compagno della __________

nell’ambito di una transazione legata a dello stupefacente. Sapendo che, in

casa, la donna disponeva di eroina per la vendita, ha organizzato, unitamente a

due complici, di recarsi da lei a rubarle della sostanza. In particolare, fingendosi

interessato all’acquisto, una volta perfezionata la transazione, ha estratto lo

spray al pepe di cui si era munito e lo ha gettato contro la donna

impossessandosi dell’eroina, che ha per finire consumato assieme ad amici;

- il 20

aprile 2011 ha commesso il reato di cui al N. 4.2 dell’AA;

- il 21

settembre 2011 ha commesso la rapina di cui sopra unitamente al IM 2 (AA 1);

- durante

tutto questo periodo ha pure fatto uso di stupefacenti come esposto al N. 5

dell’AA.

4.

a) Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale.

L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla

colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni

personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il

legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione

l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata

alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono

eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile

2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4

pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale

permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere

sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena

il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches

Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo

l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o

esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità

dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle

circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di

evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis

mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP)

a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in

considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto

ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità

della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il

modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato

volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in

seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il

comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di

emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con

rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la

citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore,

l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale,

gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44

consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288

consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale

all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato

di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai

rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4;6P.152/2005

del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1

con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze

di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine.

Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione

generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118

IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte

sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene

determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata

del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il

confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie

dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive

(DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al

riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che

una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per

sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza,

non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della

colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche

soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si

rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni

agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo

precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo

più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più

imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid.

8f).

b) IM 2 è,

manifestamente, un caso sociale. Non è, per contro, stando ai suoi scarsi

precedenti, di grave rilevanza penale. È, semmai, il risultato di un approccio

inefficace della socialità a questo genere di situazioni: basti pensare che non

è finora stato possibile, nemmeno fornirgli una dimora adeguata, nella misura

in cui l’imputato ha vissuto periodi in strada alternati a sistemazioni in

motel assolutamente inadeguati alla sua problematica di abuso di alcol poiché

frequentati da persone troppo vicine ad ambienti problematici. Inoltre, le

misure a tutela della sua persona non hanno garantito un’assistenza efficace.

Ciò detto resta che la colpa dell’imputato è

oggettivamente grave perché se l’è presa con la prima persona che gli è

capitata a giro, perché non ha avuto scrupoli ad usare un coltello puntandolo

alla gola del malcapitato e perché in definitiva ha, anch’egli, agito per

motivi egoistici ossia racimolare qualche franco da spendere verosimilmente per

mantenere i suoi vizi. Astrazion fatta dalla scemata imputabilità si

giustificherebbe una pena detentiva attorno ai due anni che, proprio in virtù

della grave scemata responsabilità dovuta allo stato pesantemente alterato

dall’alcol, la Corte ha ridotto di circa il 75%, fissando la pena detentiva in

sei mesi. Proprio la situazione personale dell’imputato, senza lavoro,

completamente ai margini della società e gravemente condizionata dall’abuso di

alcol, induce a formulare una prognosi negativa. Detto che la questione della

sospensione condizionale non ha, visti i termini della carcerazione preventiva

e di sicurezza, di tutta evidenza, portata pratica, appare comunque necessario

richiamare tutti gli operatori che dovranno occuparsi di IM 2 sin dalla sua

scarcerazione, ad adottare, nella misura che riterranno più efficace, quelle

misure a sua tutela, al fine di prevenire altri fatti che potrebbero

trasformare il suo caso da sociale in penale.

c) Diverso è

il caso di IM 1. La sua colpa è grave per la ripetitività degli atti e per il

fatto che ha delinquito in libertà provvisoria, dimostrando di non lasciarsi

troppo impressionare dall’espiazione di pene carcerarie. Colpa che è grave

anche tenuto conto della pluralità dei beni protetti che sono stati lesi dai

suoi atti. Preoccupanti sono, dipoi, i tratti antisociali del suo carattere,

così come evidenziato in perizia. Con il che alla Corte è parso equo

condannarlo ad una pena detentiva di due anni e mezzo, da espiare, la prognosi

rivelandosi del tutto negativa già solo per i precedenti e per il fatto che ha

delinquito appena scarcerato.

Sennonché IM 1 è ancora un giovane adulto. Vero è

che a 20 anni già presenta un curriculum penale non certo trascurabile, ma

altrettanto vero è che ancora occorre offrirgli una (l’ultima) occasione per

curare la propria problematica e per imboccare finalmente la via del

reinserimento nella società, cosicché, come espresso nella perizia

psichiatrica, appare indicato ordinare un trattamento stazionario in una

struttura adeguata ai sensi dell’art 61 CP, con contestuale sospensione della

pena giusta l’art. 57 CP. Il giudizio sul luogo di esecuzione della misura non

è di competenza di questa Corte. A scanso di ogni equivoco al riguardo, va

tuttavia sottolineato che, in virtù del presente giudizio, non dovrà, per forza,

trattarsi della struttura proposta in perizia. Spetterà infatti al GPC scegliere

una struttura che offra, da un lato, sufficienti garanzie di sicurezza e,

dall’altro, sia altamente specializzata per giovani adulti ed abbia competenza

fortemente educativa e riabilitativa.

Visti gli artt. 12,

40, 47, 49, 51, 57, 61, 69, 70, 89, 140, 181 CP;

19, 19a LStup; 33 LArm;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM 1 è

autore colpevole di:

1.1

rapina

per avere, a __________, in via __________, il 21

settembre 2011, in correità con IM 2, commesso un furto usando violenza contro __________,

minacciandolo di un pericolo imminente alla vita rispettivamente all'integrità

corporale e rendendolo incapace di opporre resistenza;

1.2

coazione

per avere, a __________, in __________, l'11

febbraio 2011, in correità con terzi, usando violenza o minaccia di grave danno

contro __________ e intralciando in altro modo la sua libertà d'agire, costretto

quest'ultima a fare, omettere o tollerare un atto, sottraendole così due sacchi

contenenti 10 e 20 grammi di eroina;

1.3

infrazione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato:

1.3.1

tra __________,

__________ (_______), __________ (_______) e __________ nel periodo dal 16 al

22.

dicembre 2010, in correità con terzi, importato in Svizzera un imprecisato

quantitativo di cocaina e di sostanza da taglio;

1.3.2

a __________,

presso l'Hotel __________, nel periodo da ottobre 2010 sino al 28 dicembre 2010, in correità con un terzo, mettendo a disposizione di quest'ultimo la propria stanza almeno una

volta alla settimana affinché lo stesso potesse tagliare e confezionare

cocaina, detenuto un imprecisato quantitativo di detta sostanza destinata alla

vendita;

1.3.3

a __________

e in altre imprecisate località, nel periodo dal 13 ottobre 2010 sino al 25

dicembre 2010, alienato 2.9 grammi di cocaina a consumatori locali;

1.3.4

a __________

e in altre imprecisate località, nel periodo da novembre 2010 sino al 29 agosto

2011, alienato 1.5 grammi di marijuana a consumatori locali;

1.3.5

a __________,

l'11 febbraio 2011, offerto 0.5 grammi di eroina a una persona non meglio

identificata;

1.4

infrazione

alla Legge federale sulle armi

per avere intenzionalmente, senza diritto:

1.4.1

a __________,

il 15 dicembre 2010, posseduto un coltello a farfalla;

1.4.2

a __________,

il 20 aprile 2011, posseduto un coltello a farfalla;

1.5

contravvenzione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere, a __________ e in altre imprecisate

località, senza essere autorizzato, detenuto per assicurarsi il proprio

consumo:

- il 15

dicembre 2010, 0.9 grammi di marijuana;

- il 20

aprile 2011, 0.6 grammi di marijuana;

- il 30

agosto 2011, 4.2 grammi di marijuana;

- il 15

settembre 2011, 2 grammi di marijuana;

- il 23

aprile 2011, 1 busta dose di eroina;

- il 27

maggio 2011, 2 buste dosi di eroina;

nonché consumato intenzionalmente, nel periodo

dal 29 ottobre 2010 sino al 27 settembre 2011, imprecisati quantitativi di:

- marijuana,

ma almeno 21 grammi;

- eroina,

ma almeno 5 grammi;

- cocaina,

ma almeno 10 grammi;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e

precisato nei considerandi.

2.

IM 2 è

autore colpevole di:

2.1

rapina

per avere, a __________, in via __________, il 21

settembre 2011, in correità con IM 1, commesso un furto usando violenza contro __________,

minacciandolo di un pericolo imminente alla vita rispettivamente all'integrità

corporale e rendendolo incapace di opporre resistenza;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e

precisato nei considerandi.

3.

Di

conseguenza,

3.1

IM 1

è condannato:

3.1.1

alla pena

detentiva di 2 (due) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo

sofferto, a valere quale pena unica ai sensi dell'art. 89 CP richiamata la

decisione 14 luglio 2011 del Giudice dei provvedimenti coercitivi (inc. nr.

400.2011

).

3.2

IM 2

avendo agito in stato di scemata imputabilità, è

condannato:

3.2.1

alla pena

detentiva di 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

4.

È

ordinato, giusta l'art. 61 CP, il collocamento di IM 1 in un'istituzione specializzata per giovani adulti a competenza fortemente educativa e

successivamente riabilitativa.

§ L'esecuzione

della pena detentiva di cui al punto 3.1.1. del presente dispositivo è sospesa

giusta l'art. 57 CP per dare luogo alla misura del collocamento di cui sopra.

5.

Il

condannato IM 1 è mantenuto in carcerazione di sicurezza per garantire

l’esecuzione della pena rispettivamente della misura o in vista della procedura

d’appello (art. 231 cvp. 1 CPP).

§ Il

mantenimento in carcerazione di sicurezza è impugnabile alla Corte dei reclami

penali nel termine di 10 giorni (artt. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).

6.

Il condannato

IM 2 non è mantenuto in carcerazione di sicurezza.

§ La

scarcerazione è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel termine di 10

giorni (artt. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).

7.

È ordinata

la confisca di tutti gli oggetti sequestrati elencati nell'atto d'accusa 2/2012

del 16 gennaio 2012, con contestuale distruzione degli stupefacenti, ad

eccezione dei seguenti oggetti che vengono dissequestrati in favore di IM 1:

7.1

1 cellulare

marca HTC, carta SIM __________ n. __________;

7.2

1 cellulare

marca Swisscom, IMEI n. __________;

7.3

1 cellulare

marca Nokia, IMEI n. __________;

7.4

1 cellulare

marca LG GT405, IMEI n. __________;

7.5

1 macchina

fotografica HP Photosmart E427;

7.6

1 dittafono

marca Olympus.

8.

Le spese

per le difese d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135

cpv. 4 CPP. Le retribuzioni dei difensori saranno stabilite con decisione

separata.

9.

La tassa

di giustizia di CHF 1'000.-- (mille) sono a carico dei condannati in solido,

con ripartizione interna in misura di ¾ (tre quarti) a carico di IM 1 e ¼ (un

quarto) a carico di IM 2.

10.

Questo

giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di

revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle

assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni

dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata

alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica

della sentenza motivata.

Distinta spese: Tassa

di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta

preliminare fr. 4'560.--

Perizia fr. 23'119.70

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 280.--

fr. 28'959.70

============

Distinta

spese a carico di IM 1 (3/4)

Tassa di

giustizia fr. 750.--

Inchiesta

preliminare fr. 3'420.--

Perizia fr. 17'339.78

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 210.--

fr. 21'719.78

============

Distinta

spese a carico di IM 2 (1/4)

Tassa di

giustizia fr. 250.--

Inchiesta

preliminare fr. 1'140.--

Perizia fr. 5'779.93

Spese

postali,tel.,affr. in blocco fr. 70.--

fr. 7'239.93

============

Per la Corte

delle assise criminali

Il Presidente Il

vicecancelliere

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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