72.2012.3
Rapina ai danni di un uomo incontrato per strada; Coazione per sottrarre eroina; Infr. alla LF stupefacenti, detenzione/importazione/vendita cocaina (>2.90 gr), alienazione marijuana (1.5 gr), donazio
22 marzo 2012Italiano45 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
72.2012.3
Data decisione, Autorità:
22.03.2012, PENAL
Titolo:
Rapina ai danni di un uomo incontrato per strada; Coazione per sottrarre eroina; Infr. alla LF stupefacenti, detenzione/importazione/vendita cocaina (>2.90 gr), alienazione marijuana (1.5 gr), donazione eroina (0.5 gr) e contravv. stup; Infr. alla LF sulle armi per aver detenuto coltello a farfalla
COAZIONE
IMPORTAZIONE O ESPORTAZIONE DI STUPEFACENTI
INFRAZIONE LARM
NEGOZIAZIONE O PROCURA PER TERZI DI STUPEFACENTI
OFFERTA O VENDITA O DISTRIBUZIONE DI STUPEFACENTI
POSSESSO O DETENZIONE DI STUPEFACENTI
RAPINA
art. 140 CPS
art. 181 CPS
art. 33 LARM
art. 19 LSTUP
art. 19a LSTUP
Incarto n.
72.2012.3
Lugano,
22 marzo 2012/md
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Mauro Ermani, Presidente
GI 1 8
GI 2 9
Andrea Minesso, vicecancelliere
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
contro
1. IM 1
patrocinato da
DUF 1
in
carcerazione preventiva dal 28.09.2011 al 05.12.2011 (69 giorni),
in
carcerazione di sicurezza dal 06.12.2011;
2. IM 2
patrocinato
da DUF 2
in
carcerazione preventiva dal 22.09.2011 al 19.12.2011 (89 giorni),
in
carcerazione di sicurezza dal 20.12.2011;
imputati, a norma dell’atto d’accusa nr. 2/2012 del 16 gennaio 2012,
di
A. IM 1 e IM
2, in correità
1. rapina
per avere,
agendo in correità tra loro,
a __________, in via __________,
in data 21.09.2011,
commesso un furto usando violenza contro __________,
minacciandolo di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, e
rendendolo incapace di opporre resistenza,
e meglio,
concordando tra di loro che avrebbero derubato
una persona a caso,
iniziando quindi a rincorrere __________, che
camminava su via __________, gridando “becchiamolo”, e
dopo che __________ raggiungeva a corsa l’interno
della propria vettura, senza tuttavia riuscire a chiuderne la serratura,
IM 1, sopraggiunto per primo, apriva la portiera,
lo estraeva con forza dall’abitacolo e lo trascinava sulla strada, spintonandolo
contro un furgone,
e, nel mentre IM 2 lo tratteneva per l’altro
braccio, puntandogli all’altezza del collo il proprio coltellino, ferendolo
alla cute,
IM 1 gridava “dammi 100 franchi e te la cavi”,
toccandogli le tasche
riuscendo infine __________ a divincolarsi e
scappare grazie all’intervento di un vicino che dalla finestra gridava di
lasciarlo stare,
IM 1 si riavvicinava infine alla vettura della
vittima, rimasta aperta, riuscendo a sottrarre 30 Euro dal portafoglio
contenuto nella borsa,
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 140 cifra 1 cpv. 1 CPS;
B. IM 1,
sia singolarmente che con terzi
2. coazione
per avere,
a __________, in via __________,
in data 11.02.2011,
agendo in correità con __________ e __________,
usando violenza o minaccia di grave danno contro
una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire, costretto __________
a fare e tollerare un atto,
e meglio,
pianificando __________, IM 1 e __________ di
sottrarre dello stupefacente a __________,
concordando quindi che materialmente avrebbe
agito IM 1, spiegando quest’ultimo ai correi che aveva con sé dello spray al
pepe,
recandosi quindi IM 1, __________ e __________
sotto l’abitazione di __________ e citofonando __________ alla porta d’ingresso
del palazzo,
IM 1 saliva pertanto sino all’appartamento di __________,
dove una volta fattosi aprire, seguiva la vittima in cucina, dove quest’ultima portava
due sacchi contenenti 10 e 20 grammi di eroina, recuperati in altro locale,
IM 1 quindi le spruzzava dello spray al pepe
contro il viso, riuscendo così a sottrarre lo stupefacente,
e dopo averla colpita con uno schiaffo e con un
calcio, nel mentre la vittima cercava di fermarlo, IM 1 riusciva così a
scappare dall’appartamento, raggiungendo __________ e __________ che lo stavano
aspettando, ai quali consegnava uno dei due sacchetti di eroina,
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 181 CPS;
3. infrazione alla LF sugli stupefacenti,
per avere,
senza essere autorizzato,
3.1. tra __________,
__________, __________ e __________
nel periodo 16/22 dicembre 2010,
agendo in correità con __________ e con un non
meglio identificato __________,
cercando dapprima qualcuno che si prestasse ad andare
in _________ per riaccompagnare in Svizzera l’amico __________, che sapeva
intenzionato a importare stupefacente ai fini di vendita in Ticino, trovando
quindi disponibilità nella persona di __________,
recandosi quindi in _______ unitamente a __________
con la vettura messa a disposizione e condotta da quest’ultimo, soggiornando
quindi a casa di tale __________ nei pressi di __________,
facendo infine rientro, assieme a tale __________,
in Svizzera, accompagnandolo sino a __________, sapendo che lo stesso aveva occultato
nella vettura sia cocaina che sostanza da taglio importato in Svizzera un
imprecisato quantitativo di cocaina e di sostanza da taglio;
3.2. a __________,
presso l’Hotel __________,
nel periodo dal mese di ottobre 2010 sino al 28
dicembre 2010,
agendo in correità con un non meglio identificato
__________,
mettendo a disposizione di tale __________ la
propria stanza almeno una volta alla settimana affinché quest’ultimo potesse
tagliare e confezionare cocaina, detenuto un imprecisato quantitativo di
detta sostanza destinata alla vendita;
3.3. a __________
e in altre imprecisate località, nel periodo dal
13.10.2010 sino al 25.12.2010 alienato 2.9 grammi di cocaina a consumatori locali;
3.4. a __________,
e in altre imprecisate località, nel periodo novembre 2010 sino al 29.08.2011 alienato
1.5 grammi di marijuana a consumatori locali;
3.5. a __________
in data 11.02.2011, offerto 0.5 grammi di eroina a una non meglio identificata persona;
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 19 cifra 1 LFStup;
4. infrazione
alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere, senza essere autorizzato,
4.1. a __________,
in data 15.12.2010, detenuto un coltello a farfalla,
4.2. a __________,
in data 20.04.2011, detenuto un coltello a farfalla,
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 33 LARM;
5. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato, a __________ e in altre
imprecisate località
detenuto per consumo personale:
Ø in data 15.12.2010, 0.9 grammi di marijuana, in data 20.04.2011 0.6 grammi di marijuana, in data 30.08.2011, 4.2 grammi di marijuana e in data 15.09 2011 2 grammi di marijuana,
Ø in data 23.04.2011 1 busta dose di eroina e in data 27.05. 2011 2
buste dosi di eroina,
nonché, per avere personalmente consumato nel
periodo dal 29.10.2010 sino al 27 settembre 2011, un imprecisato quantitativo
di marijuana ma almeno 21 grammi, nonché un imprecisato quantitativo di eroina ma
almeno 5 grammi, e infine un imprecisato quantitativo di cocaina ma almeno 10 grammi,
fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto:
art. 19a LFStup;
Presenti:
- il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d'ufficio, avv. DUF
1;
- l'imputato
IM 2, assistito dal suo difensore d'ufficio, avv. DUF 2.
Espletato il
pubblico dibattimento:
giovedì 22
marzo 2012, dalle ore 09:33 alle
ore 12:46.
Sentiti: § il
Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale, dopo avere descritto il profilo e i percorsi di vita dei due imputati,
rileva che i fatti non sono contestati, passa in rassegna gli elementi di
riscontro del traffico di stupefacenti nei quali era coinvolto IM 1 e
sottolinea come i requisiti dei reati di cui all'atto d'accusa, di cui postula
l'integrale conferma, siano in diritto adempiuti. Per quanto riguarda la
commisurazione delle pene, considera che quanto successo sia oggettivamente
grave e che la facilità con cui gli imputati hanno agito sia disarmante. Rileva
che, già soltanto per la rapina di __________, la pena base debba essere
superiore ai due anni. Ritenuta tuttavia una grave scemata responsabilità pari
al 70-75% in capo a IM 2, chiede che quest'ultimo sia condannato a una pena
detentiva di 8 mesi, da scontare. Quanto a IM 1, rileva che quest'ultimo era
pienamente responsabile e, visti anche gli altri reati da lui commessi, postula
la sua condanna a una pena detentiva di 36 mesi da espiare, ma da sospendersi
per permettere il collocamento ai sensi dell'art. 61 CP;
§ l’avv. DUF 2, difensore dell’imputato IM
2, la quale, ricordato come i fatti di __________ siano stati sostanzialmente
ammessi dal suo assistito, afferma che le domande che oggi è necessario porsi
sono altre: perché l'imputato é dipendente dall'alcol, perché ha consumato
stupefacenti (marijuana, eroina, cocaina), perché dorme in un parco; cosa si
può fare e cosa lui può fare per il suo futuro. L'imputato, a mente del
difensore, che ne passa in rassegna il difficile percorso di vita, non è un
delinquente, ma una persona che ha sofferto del sentimento d'abbandono e che ha
subìto una deriva sociale e psicologica. Ritenuta la grave scemata
responsabilità dell'imputato, ribadito il suo carattere non pericoloso per gli
altri (non a caso è stato l'alcol che gli ha permesso di passare all'atto),
visti gli irrilevanti precedenti penali a suo carico e evidenziato come, così
come indicato nella perizia, IM 2 da solo, senza l'intervento di IM 1, non
avrebbe mai commesso quanto gli si rimprovera oggi, postula l'immediata
scarcerazione del suo assistito, avendo egli già espiato la sua pena con il
tempo finora trascorso in carcere;
§ l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM
1, il quale esordisce affermando che il degrado sociale in capo a un ventenne
deve portare necessariamente a una reazione positiva, visto che non ci si può
limitare a sanzionare. Malgrado la tendenza a banalizzare i suoi comportamenti,
l'imputato, che si trova di fronte a un bivio, è cosciente della sua
situazione, di quanto da lui commesso e di cosa comporterebbe un collocamento
ai sensi dell'art. 61 CP. Il difensore afferma che in questo momento la prigione
sarebbe nefasta per il suo patrocinato e descrive il progetto offerto da __________,
che si basa su un inserimento professionale di tipo empirico, sul rispetto
delle regole, sullo sviluppo della capacità di vita in comune e sull'astinenza.
Questo progetto, a mente della difesa, è l'unica alternativa alla vita di
strada, alla delinquenza e alla nullafacenza dell'imputato. Per quanto attiene
alla vita anteriore dell'imputato, rinvia a quanto contenuto nella perizia
psichiatrica, mettendo però in risalto il macabro balletto di spostamenti (tra __________,
carcere e squallide stanze di squallidi alberghi) che ha dovuto subire. Afferma
che i reati commessi dal suo patrocinato sono collegati con le turbe e che la
valutazione della colpa non può prescindere dalla sua vita anteriore e dalla
sua situazione. Quanto al merito dei capi d'imputazione, lamenta che, per il
punto 3.1, non si sa se e quanta sostanza stupefacente sia stata trasportata,
vista l'assenza di prove e rileva, in merito al punto 3.2, che si trattava di
sostanza da taglio e non di cocaina. In conclusione, considera eccessiva la
pena proposta dalla pubblica accusa, chiede che la stessa sia ridotta secondo
il prudente giudizio della Corte e che sia comunque sospesa per dar luogo a un
collocamento (presso __________) ai sensi dell'art. 61 CP. Postula altresì il
dissequestro dei quattro telefoni cellulari, della macchina fotografica e del
dittafono del suo assistito.
Considerato, in fatto ed in
diritto
1. Curriculum
vitae
a) IM 1
L’imputato è un giovane __________ già oggetto in
passato di condanne penali. Dall’estratto del casellario emergono due decreti
d‘accusa, il primo, emesso il 23 agosto 2010 per titolo di lesioni semplici,
furto, danneggiamento, violazione di domicilio, infrazione alla LStup con la
condanna a 90 AG di fr. 30 l’una con la condizionale per tre anni ed il secondo
di data 19 ottobre 2010 per furto e contravvenzione alla LStup con la condanna
a 30 AG da fr. 30.- l’una con la revoca della precedente sospensione.
Dalla perizia psichiatrica della dott.ssa __________
(AI 103) si apprende:
" La
madre del periziando, signora __________, è nata nel __________ Di formazione
impiegata di commercio, lavora nella ditta del marito come posatrice di tetti.
Viene descritta dal periziando come personal
“labile di umore, influenzabile, succube del marito attuale”. “La mamma mi ha sempre
picchiato con sculacciate e mi ha sempre dato castighi: non potevo mai guardare
la televisione né uscire perché dicevano che mi comportavo male. Suo marito mi
trattava male. Ci lasciava a casa da soli da bambini alla sera per uscire con
gli uomini. Tutte le sere e i pomeriggio quando abitavamo a __________ mi
lasciava andare alla __________ a giocare a calcio con gli amici perché lei era
sempre stressata. Quando vivevamo ancora con il papà la mamma insegnava
ginnastica ritmica a __________. Usciva in discoteca con le amiche: si drogava
e andava con altri uomini. Faceva la t…. con un merito e due bambini. Era il
papà che ci curava tutte le sere. Lei invece ci diceva che il papà la
picchiava. Con suo marito (__________) mi hanno sfruttato: mi picchiavano e
maltrattavano psicologicamente e mi hanno fatto andare fuori di testa. Mi hanno
obbligato a lavorare da piccolo: posso parlare di sfruttamento minorile. Lei non
mi ha mai difeso: suo marito mi faceva alzare tubi pesantissimi, portare lastre
di catrame, andare sui tetti, lavorare nel magazzino; mi faceva fare lavori
pesanti. Io ero solo un bambino”.
Riferisce che la madre usava sostanze alcoliche
alcuni anni fa.
La stessa divorziò dal padre del periziando
quando lo stesso aveva 5 anni (__________). Si risposò nel 2004 con __________
(__________) di professione lattoniere, proprietario di una ditta a __________.
Il signor __________ viene descritto dal periziando come persona “violenta,
litigiosa, dipendente (a detta del periziando) da sostanze alcoliche”.
Per parte dei fatti di cui in rassegna (AA 3.2) IM
1 venne fermato dalla polizia il 28 dicembre 2010 allorquando, a __________,
era stato trovato in possesso di 3,5 g di cocaina. Il fermo fu tramutato in
arresto e l’accusato venne poi scarcerato il 28 gennaio 2011. Da segnalare che
in carcere è pure stato protagonista di un tentamen, sulle cui ragioni non ha
voluto riferire. Al riguardo va detto che, come evidenziato in entrata del
dibattimento, tale periodo, non indicato nell’atto d’accusa, va computato nel
carcere preventivo sofferto.
b) IM 2
Si tratta di una persona ormai __________, con
alle spalle, pure lui, due condanne per reati minori e meglio il 21 novembre
2005 è stato emesso un DA per titolo di ricettazione con una condanna a sei
giorni di detenzione con la condizionale per due anni ed il 3 ottobre 2007 ne è
stato emesso un secondo per violenza e minaccia contro le autorità e i
funzionari con una pena pecuniaria da espiare di 20 AG di fr. 40.- l’una ed il
prolungamento di un anno del periodo di prova di cui al DA precedente.
Anche IM 2 è stato sottoposto a perizia
psichiatrica. Dal referto (AI 112) dei dr. med __________ e __________ emerge:
" II
peritando sarebbe nato a __________, come primogenito di due figli. Sarebbe
nato a termine da parto eutocico. Ha una sorella minore di tre anni di nome __________
con la quale "non ci sarebbe mai stato un gran rapporto".
La madre e di origine Inglese e precisamente di __________.
Avrebbe conosciuto suo padre giungendo in Svizzera vacanza, ospite della
sorella che risiedeva già in loco. L'assicurato non conosce le circostanze ma i
due si sarebbero conosciuti e qualche tempo dopo sposati. Di professione
sarebbe stata casalinga.
Con la madre si sentirebbe con una “certa
regolarità" attraverso facebook e si vedrebbero "circa ogni due
anni". Durante l'attuale periodo detenzione la madre si sarebbe
riavvicinata, facendogli visita in più occasioni.
II padre, sessantacinquenne, sarebbe di origine
ticinese e da un anno sarebbe in pensione (il peritando deduce l'età dal fatto
che è in pensione). Di professione sarebbe stato elettricista alle dipendenze
di un azienda locale.
Conclusa l’attività lavorativa, si sarebbe
trasferito in una casa di proprietà in valle, dove risiederebbe tuttora.
La sorella, tuttora residente a __________, si
sarebbe avviata a un apprendistato di commercio, “qualcosa d’ufficio”,
concludendolo. Sarebbe coniugata e madre di un figlio, “anzi due”. Il peritando
avrebbe con lei pochi contatti poiché non avrebbero avuto dei buoni rapporti.
L’avrebbe vista l’ultima volta due anni fa, proprio in occasione del suo
matrimonio.
Interrogato a proposito del rapporto col patrigno
(v. sotto), esordisce “no lui è un soci” - tuttavia la loro non sarebbe stata
una convivenza semplice. Lo descrive come una persona violenta, che non avrebbe
esitato, in certe circostanze, a prenderlo a “calci e a pugni in faccia”. Il
patrigno e la madre si sarebbero anche separati per qualche tempo salve poi
ricongiungersi e sposarsi.
Vivrebbero tutt’ora insieme. (cfr. atti: dagli
atti si apprende che la madre e il patrigno non avrebbero immediatamente
convissuto sebbene non si riesca a ricostruire precisamente da quando lo
facciano).
Fatti
I genitori si sarebbero separati dopo pochi anni.
Il peritando afferma di aver avuto circa 5 anni quando la madre “sarebbe andata
con un altro”, __________, e avrebbe deciso di lasciare il coniuge
trasferendosi a __________ con l’amico e la prole.
Lui sarebbe stato iscritto all’asilo, anzi - si
corregge - alle scuole elementari (quindi, posto a confronto, corregge l’età in
cui sarebbe avvenuto il trasferimento, portandolo a sei anni). Sarebbe stato al
secondo mese della prima elementare presso le scuole di __________, quando “da
un giorno all’altro” la madre avrebbe preso con sé il peritando e la sorella,
“caricandoli sul furgone” e con il nuovo compagno si sarebbero diretti a __________.
Considerandi
II peritando non ricorda cosa gli sia stato detto
in merito alla separazione e nemmeno ricorda il suo stato d'animo. Rammenta
solo che, una volta trasferito, sarebbe stato costretto a iscriversi ancora per
un anno all'asilo, poiché non conosceva la lingua. In realtà non avrebbe potuto
comunque accedere alle elementari, poiché nel Canton __________ si accede alle
scuole solo dal settimo anno di età e non dal sesto come in Ticino. Le classi
elementari sarebbero state assolte dal peritando senza particolari difficoltà.
Nelle scuole medie invece si sarebbero palesate delle evidenti difficoltà di
tipo comportamentale, "non riuscendo ad adattarsi" alla realtà
scolastica e a "condividerne gli scopi", difficoltà culminate con la
sua espulsione. Conseguentemente sarebbe stato inserito prima presso la __________,
poi in un collegio di __________. (Cfr. atti: dagli atti si apprende l'esatta
collocazione temporale di questi eventi situandoli nel __________ e __________
rispettivamente; si apprende inoltre che il peritando non avrebbe conseguito la
licenza media).
Dopo la separazione dei genitori, i contatti col
padre sarebbero stati sporadici e limitati a circa due settimane all' anno in
occasione delle vacanze estive, intervallati da scarsi contatti telefonici.
Al termine delle scuole dell'obbligo, il
peritando si sarebbe avviato a un apprendistato di elettricista, "come mio
padre", ma l'avrebbe interrotto al primo anno. "Avevo in mente altre
cose, preferivo fumare erba e stare con gli amici".
Difficile risalire al periodo preciso, comunque
avrebbe cominciato a usare marjuana durante la prima adolescenza, avviandosi,
all'età di diciassette anni, a un uso saltuario di eroina (2-3 volte la
settimana), dapprima inalata e poco dopo iniettata in vena. I problemi con
l'alcool invece sarebbero insorti solo negli ultimi cinque anni, secondo il
peritando (ma dagli atti medici disponibili risulta un esordio della dipendenza
da etile anteriore e riconducibile sino all'epoca dei primi ricoveri in __________,
avvenuti nel __________, poco prima dei quali il peritando sarebbe stato
coinvolto in un incidente della circolazione stradale in stato di ebbrezza
etilica).
A __________ anni il peritando avrebbe deciso di
tornare in Ticino. La decisione sarebbe maturata dopo un duro litigio
intercorso con la madre, di cui afferma non ricordare i motivi, che con molta probabilità
ruoterebbero attorno al problema della dipendenza. Nel 1990 sarebbe quindi
rientrato a __________, presso il domicilio del padre.
II ricongiungimento con quest' ultimo non sarebbe
stato facile. Egli infatti sarebbe stato contrariato dal suo abbandono
dell'apprendistato. II padre e descritto come un uomo con un carattere burbero
ma "gran lavoratore". Per questa ragione avrebbe spesso attaccato il
peritando accusandolo di essere un fannullone.
II peritando avrebbe provato a lavorare nella
ditta in cui era impiegato il padre, sempre quale elettricista, ma il tentativo
sarebbe fallito dopo 7-8 mesi; egli sarebbe così passato a carico
dell'Assistenza Sociale e si sarebbe trasferito in un albergo, dove sarebbe
rimasto per due-tre anni. Da allora i contatti col padre sarebbero stati più
che altro fortuiti.
Alla domanda se il padre non si fosse
ricostituito un suo nucleo famigliare, dopo il divorzio dalla madre, il
peritando risponde dicendo che "se la sarebbe cavata bene". Avrebbe
avuto prima "una ______" e poi una "__________".
Rispetto ai consumi di sostanze, il peritando descrive un uso “morigerato”: “usavo eroina due o tre
volte alla settimana al massimo, almeno all’inizio, e qualche volta cocaina”.
Anche quest’ultima all’inizio l’avrebbe assunta per via inalatoria e in seguito
iniettata. L’ “erba” invece l’avrebbe fumata con regolarità e quotidianamente,
dall’adolescenza sino ad oggi, secondo la disponibilità di denaro e la
generosità dei “soci”. L’alcool avrebbe da sempre accompagnato l’assunzione di
sostanze più pesanti, profilandosi (ai suoi occhi) come il male minore. Sarebbe
divenuto problematico solo oltre i __________.
All’incirca negli anni 2004-2006 (poiché è
difficile risalire a una data precisa) avrebbe interrotto i consumi di eroina
con una modalità che definisce “on-off”. In quegli anni avrebbe anche
cominciato ad assumere il Metadone (“5-6 anni fa”) prescritto dapprima dal
medico generalista, Dr. __________ di __________ e poi dallo psichiatra e
psicoterapeuta Dr. __________, dell’ __________.
Attualmente ne assumerebbe 9 cp da 5 mg al
giorno, che ritirerebbe tre volte alla settimana.
Il metadone lo avrebbe assunto anche anni
addietro salvo poi sospenderlo durante i periodi in cui avrebbe lavorato. In
merito ai grandi consumi, si concede una sorta di battuta affermando che forse
dipenderebbero dalle origini materne; infatti, in Inghilterra sarebbero
particolarmente inclini a bere, iscrivendo quindi il fenomeno più nell’ambito
di una consuetudine culturale che non in una manifestazione patologica.
L’affermazione viene corretta nel momento in cui si chiede al peritando se la
madre, in virtù delle sue origini e di quanto poco prima affermato, bevesse
abbondantemente alcool: “non è mica così!”.
Vita relazionale/sentimentale:
Alla domanda se abbia una relazione sentimentale risponde
di no. Nuovamente interrogato, risponde di averne avute in passato, aggiungendo
che ha anche una figlia.
Una relazione sentimentale, piuttosto complicata
e durata circa dieci anni, sarebbe avvenuta con __________. Sarebbe stata
contrassegnata da una serie di agiti e contro agiti e soprattutto grandi
consumi. Sarebbe terminata circa nel __________.
Dagli atti si apprende che il peritando è sposato
dal __________ e separato dal __________.
Questo dato era stato omesso nella raccolta
anamnestica effettuata nel primo incontro; interrogato in proposito, il
peritando si dice sorpreso, dando “per scontato” di averne parlato. I due
avrebbero convissuto circa due anni, per poi lasciarsi. Queste affermazioni
entrano in contrasto cronologico con quelle precedenti sovrapponendo
temporalmente la relazione con la moglie e quella con __________.
(cfr. atti: dagli atti si apprende che la moglie
sarebbe stata una donna di alcuni anni maggiore di lui, di origini __________,
conosciuta in un locale notturno. Il peritando avrebbe ricevuto dalla donna
(che con il matrimonio otteneva il permesso di soggiorno) la somma di CHF
20.
, che avrebbe subito dilapidato in un viaggio in Brasile, dove avrebbe
fatto uso di droghe di ogni tipo. I due avrebbero convissuto ben poco; la
moglie avrebbe trovato lavoro come stiratrice presso un ospedale di __________
e da lì avrebbe provveduto, in parte, a mantenere il peritando, pagandogli le
spese d’albergo o d’appartamento, secondo le circostanze).
Dopo quella con __________, il peritando avrebbe
intrattenuto una relazione con una ragazza di nome __________.
Questa relazione, durata circa quattro anni, è
descritta come molto turbolenta. Anche __________ avrebbe usato sostanze, ma
soprattutto avrebbe “rubato”. Alla domanda se lo facesse per procacciarsi la
droga, il peritando risponde che “era una cleptomane”, avrebbe rubato
indiscriminatamente, cose “senza senso” come, ad esempio, la matita per gli
occhi.
Una lite con __________, avvenuta sotto
l’influsso di alcool e altre sostanze, avrebbe avuto sequele giudiziarie: dopo
aver urlato e discusso animatamente con la compagna, egli sarebbe andato a
letto. Nel frattempo la polizia sarebbe intervenuta abbattendo la porta e
assalendolo, ragione per la quale egli avrebbe reagito, e così l’avrebbero
portato a __________, alla __________. (cfr. atti: dagli atti si apprende una
versione differente: sarebbe stato il peritando ad abbattere la porta
dell’appartamento della compagna e ad aggredire, in un secondo momento, i poliziotti
con un coltello. Sarebbe stato comunque impregnato e di alcool e di altre
sostanze).
Da una successiva relazione, peritando sarebbe
diventato padre di una bimba, oggi di __________ anni di nome __________. La
madre sarebbe tale __________, più giovane di sui di __________ anni (“__________”).
La relazione sarebbe durata circa quattro anni e mezzo, senza una convivenza,
“lei viveva con il padre”. Las bimba sarebbe “capitata”; il peritando spiega
che nella vita avrebbe consumato sempre rapporti non protetti, senza alcuna
precauzione e gli sarebbe “andata bene”, salvo che con una compagna precedente
che avrebbe interrotto volontariamente la gravidanza. __________ sarebbe stata
contenta della gravidanza, e il peritando ne parla come se la cosa lo riguardasse
solo tangenzialmente. __________ non avrebbe fatto uso di sostanze (“no
assolutamente”) ma “era nervo sella”. I due avrebbero spesso avuto degli
scontri e nel pieno della scorsa estate si sarebbero lasciati.
Il peritando vedrebbe la figlia con regolarità
presso l’appartamento della madre, ma non si capisce bene come. Ora sarebbero
circa due mesi che non la incontra.
In merito ai ricoveri psichiatrici, il peritando ricorda di essere stato ospedalizzato diverse volte
ma nega gli “otto” ricoveri che gli sarebbero stati contestati. Il primo
ricovero sarebbe avvenuto in modalità volontaria. “Avevo __________ anni e ci
andai perché non stavo bene”. All’epoca avrebbe consumato attivamente eroina,
ma - a domanda - spiega di non essersi ricoverato per una disintossicazione:
“No, non mi sentivo bene”. Si sarebbe ferito intenzionalmente in quello che
descrive come un tentativo di suicidio appellativo. -L’aiutò?- “Non servì a
nulla”. “Rimasi in Clinica per sei mesi, ormai mi ero abituato ai ritmi”.
Sarebbe intervenuta la madre “incazzata”, venuta da __________, per farlo
dimettere. Questo ricovero sarebbe avvenuto su certificato dei colleghi del
Servizio Psicosociale di __________. Infatti, all’epoca avrebbe vissuto per
circa un anno a __________ convivendo con la compagna di allora, __________.
Sarebbero seguiti 2-3 ricoveri coatti avvenuti in
circostanze d’impregnazione etilica. Alla domanda su quale effetto gli faccia
l’alcool risponde che solitamente lo rende tranquillo ma se poi lo stimolano in
malo modo, perderebbe il controllo, come accaduto (alludendo ai motivi della
prima carcerazione).
In merito a eventuali percorsi comunicati, spiega
che ci avrebbe provato, a __________, a ridosso dei __________ anni, prima del
trasferimento in Ticino, ma ci sarebbe rimasto solo una o due settimane. “Era
una decisione di mia madre e si sa che se uno non è motivato non funziona”.
(cfr. atti: dagli atti, questo tentativo di inserimento risulta posteriore,
risalente all’epoca successiva al primo ricovero in __________ (__________)
quando il peritando aveva già compiuto i __________ anni. Infatti, su richiesta
sua e dei familiari, egli sarebbe stato dimesso e trasferito presso la __________
di __________), in previsione del suo prossimo inserimento in comunità
terapeutica).
Alla domanda se da allora abbia mai ripensato a
un percorso comunitario, risponde che non si sente pronto. “In comunità ci sono
delle regole stupide che non accetto, per esempio: perché non posso avere il
mio computer o perché devono dirmi loro quando posso fumare?”
In merito alla situazione sociale, il peritando afferma di avere avuto sempre una gran difficoltà a
trovare un appartamento e di avere ormai accumulato una quantità di debiti tale
da essere rifiutato come locatario.
Avrebbe infatti problemi di denaro, vivendo
dell’assistenza sociale; tolte le spese di alloggio per l’hotel, gli sarebbero
rimasti circa CHF 25'000, maturati fino a circa quattro anni fa, quando avrebbe
cominciato a usufruire nuovamente dell’Assistenza.
Avrebbe svolto alcuni lavori interinali tramite
l’agenzia “__________”, occupandosi d’impianti elettrici, in virtù della sua
precedente esperienza di apprendistato.
All’incirca nel 2002, il peritando sarebbe stato
inserito in un programma occupazionale per il Comune di __________, che l’avrebbe
assunto quale operaio presso una discarica. Si sarebbe occupato di gestire le
operazioni di scarico assicurando la corretta differenziazione dei rifiuti. Si
sarebbe trattato di un lavoro vincolato da un contratto semestrale che “il
municipio” avrebbe rinnovato ripetutamente (dal 2002 al 2005), essendo
soddisfatto del suo operato, fino a quando non avrebbero più avuto bisogno di
aiuto. Egli avrebbe sperato tanto in un’assunzione a tempo indeterminato. Dopo
l’interruzione del lavoro, per un anno avrebbe avuto diritto all’indennità di
disoccupazione.
Il peritando sarebbe stato “sfrattato” dall’Hotel
__________ di __________ presso il quale avrebbe risieduto negli ultimi 3 anni
circa. Lo sfratto sarebbe avvenuto in settembre scorso ma non ricorda il girono,
“dal 05 al 10 settembre comunque” in ragione dei reiterati abusi etilici e del
disturbo arrecato agli avventori nonché alla struttura. Da allora e fino
all’arresto avrebbe dormito in una zona poco fuori dal centro, all’aperto o
presso dei “soci”.
Per quanto attiene agli interessi, il peritando afferma di leggere durante il giorno, “giornali o
romanzi” e poi di impiegare il tempo bevendo con i soci oppure giocando ai
videogiochi. Trascorre molta tempo guardando film di ogni genere che
scaricherebbe da internet. Li guarderebbe soprattutto durante la notte, visto
che soffrirebbe d’insonnia che cercherebbe di medicare con Seroquel che un
“amico” attento gli avrebbe donato. Alla domanda perché non discuta col proprio
medico la possibilità di farselo prescrivere risponde che sarebbe “complicato”.
2.
Gli
arresti
a) IM 2 è
stato arrestato il 21 settembre 2001. Da allora è stato in carcerazione di
sicurezza fino al 19 dicembre 2011, allorquando ha acconsentito di porsi in
anticipata espiazione della pena. Dal rapporto di arresto (AI 1) si evince che
quel 21 settembre, alle 23.30 ca.
" … la
parte lesa __________ si dirigeva verso il suo veicolo, ivi posteggiato con
l’intenzione di rincasare. Giunto a poche decine di metri dal veicolo, la sua
attenzione veniva richiamata da due individui sbucati dal parco del Bosco __________,
i quali parlando fra loro dicevano: “dai che lo prendiamo!”. __________
cominciava la fuga cercando riparo all’interno del veicolo. Uno dei due
individui però, rimasto ignoto, afferrandolo per un braccio, lo strappava fuori
dalla macchina e lo trascinava sotto a dei posteggi coperti impedendogli di
muoversi. In questo momento IM 2, estraeva un coltello e puntandoglielo alla
gola minacciava la sua incolumità mentre l’autore ignoto diceva alla parte lesa
di consegnargli chf 100.- e le chiavi della vettura, e se lo avesse fatto lo
avrebbero lasciato andare. Si precisa che con il coltello alla gola, __________
è rimasto lievemente ferito. La vittima, riusciva però a divincolarsi
liberandosi dalla presa dei due rapinatori dandosi alla fuga e cercando riparo
all’interno della clinica __________. Durante la fuga, i due malviventi hanno
continuato ad inseguire il malcapitato, il quale, dopo aver effettuato il giro
dell’isolato ed essere quasi ritornato verso la vettura, in quanto rimasta
aperta, notava il rapinatore ignoto asportare dalla macchina la borsetta nera
contenente il cellulare, i documenti e il borsellino per poi darsi alla fuga in
direzione __________.
A questo punto __________ raggiungeva in auto la
gendarmeria di __________ e trovandola chiusa, ritornava sui suoi passi
incontrando così il sottoscritto ed il collega app __________, i quali avevano
già provveduto al fermo di IM 2 __________, il quale incontrato durante la fase
d’avvicinamento al luogo dell’intervento aveva destato sospetti.
Da una prima fase di ricerche in luogo, dopo il
fermo di IM 2, si rinveniva a circa 2 metri dal punto in cui IM 2 è stato fermato, un coltello svizzero con impugnatura di colore blu.
Al momento DUF 2 è tutt’ora in stato confusionale
dovuto all’alcol (3.14 per mille alle ore 0007 e probabilmente anche a sostanze
stupefacenti) non è stato quindi possibile interrogarlo. Lo stesso ha però
verbalmente ammesso di aver gettato a terra il coltello alla vista degli agenti
per paura”.
b) IM 1 è
stato arrestato il 28 settembre 2011 alle 06.45 presso il Ristorante __________
dove risiedeva. Il relativo rapporto di arresto (AI 20) descrive :
" IM 1, in correità con IM 2, avendo necessità di contante, presso il parco __________ di __________, si
accordavano di aggredire un passante con il chiaro scopo di mettere a segno una
rapina. Infatti, la stessa notte del 21.09.2011, verso le ore 23:30, notata la
presenza della vittima __________ nei pressi del parco __________, dopo averlo
avvicinato, mettevano in atto quanto prefissato.
In sostanza la vittima captate le loro reali
intenzioni riparava sulla sua vettura __________ ma non riusciva per tempo a
bloccare le serrature dall’interno.
IM 1, aperta la portiera parte conducente, dopo
averlo afferrato per un braccio, lo obbligava ad uscire dal veicolo e una volta
in posizione eretta, IM 2, armatosi di coltello, gli puntava la lama alla gola
parte sinistra, procurandogli un lieve graffio molto superficiale. A questo
punto gli intimava di consegnarli del denaro (CHF 100.-) ma la vittima riusciva
a divincolarsi fuggendo in direzione della clinica __________ posta su __________
Gli autori si ponevano al suo inseguimento e dopo aver effettuato il giro
dell’isolato, IM 1 si dirigeva verso la vettura __________, e trovando le
portiere non assicurate, dall’abitacolo, sedile passeggero anteriore, asportava
indebitamente il borsetto della vittima che poi abbandonava successivamente su __________,
su di un davanzale della finestra della ditta di falegnameria __________.
Borsetto a tracolla recuperato dagli agenti di
Polizia intervenuti sul posto e dal quale il danneggiato ha potuto constatare
che l’autore ha unicamente prelevato denaro dal portamonete riposto all’interno
per ca. 30 Euro e meglio: - 1 banconota da 20 Euro (venti) - 1 banconota da 5
Euro - moneta spicciola per pochi Euro.
L’autore IM 2 rimaneva nei paraggi e veniva
fermato poco dopo dalla pattuglia della RM1 di __________ intervenuta…”.
3.
Sui fatti
gli imputati sono, sostanzialmente, rei confessi di guisa che vanno date per
accertate le descrizioni fatte nell’AA.
a) IM 2 deve
rispondere unicamente, si fa per dire, dell’episodio della rapina, commessa con
IM 1, ai danni di __________ il quale, a seguito dei fatti, è stato visitato in
PS.
Così il relativo certificato medico:
" in
buone condizioni generali ferita da taglio superficiale al collo a sinistra
della dimensione massima di 0.4 mm e profonda meno di un millimetro. Piccola
goccia di sangue sopra la ferita. Nessun segno di infezione”.
IM 2 non ha ricordato nulla di quell’episodio
anche a causa del suo elevato tasso di alcolemia. La Corte ha accertato i fatti
sulla base di quanto riferito dalla vittima:
" nel
momento in cui stavo ritornando alla mia vettura, una __________, mentre stavo
transitando a piedi su via __________ proveniente dal lungo lago, giunto a
poche decine di metri dal Minigolf, notavo spuntare fuori dal parco del __________,
due individui i quali richiamavano la mia attenzione dicendo: “Dai che lo
prendiamo!” iniziavano a corrermi dietro.
Io cercavo di raggiungere la mia automobile, la
quale era posteggiata nel primo parcheggio laterale accanto al Minigolf.
Raggiungevo la vettura, la aprivo, mi sedevo in auto e tentavo di schiacciare
il bottone di chiusura delle portiere ma nella foga non ci riuscivo. Il secondo
individuo, non il IM 2, apriva la portiera, mi strappava fuori dall’auto e mi
afferrava per il braccio sinistro, poi mi trascinava nei posteggi coperti dello
stabile sito in via della __________.
Mi sbatteva contro un autofurgone, più
precisamente contro il retro del ponte di quest’ultimo. A questo punto, la
persona che è poi stata prontamente fermata dalla polizia cantonale e
identificata poi in IM 2, estraeva un coltello puntandomelo alla gola parte
sinistra. Preciso che sentivo chiaramente il dolore della punta del coltello
puntato alla gola e come gli agenti possono confermare ne riporto un graffio
(parte sinistra della gola, all’incirca 3 dita sotto l’orecchio). Mentre mi
puntava il coltello alla gola, l’altro uomo mi teneva per le braccia e
contemporaneamente mi diceva: “dacci 100 franchi e ti lasciamo andare” e
inoltre, non so quale dei due rapinatori, mi diceva anche: “dammi le chiavi
della macchina!”. Io ho cercato di divincolarmi urlando “aiuto polizia!” e sono
così riuscito a scappare fuggendo su via __________ in direzione di __________,
svoltando su quest’ultima con l’intenzione di andare a rifugiarmi alla clinica __________
in quanto IM 2 e l’altro rapinatore mi stavano inseguendo.
Poi mi ricordavo che la portiera dell’auto era
rimasta aperta, decidevo quindi di ritornarci, svoltando nuovamente a destra su
via __________ e svoltando ancora a destra su via __________. Quando avevo
quasi completato il giro dell’isolato, a circa 20 m dalla mia auto (preciso che mi trovavo sull’angolo sud/est del numero civico __________ di via __________
notavo che il rapinatore ignoto si intrufolava nella mia vettura allungandosi
all’interno dell’abitacolo e prelevando la mia tracolla contenente il telefono
cellulare e il borsellino. In seguito a ciò i personaggi scappavano in
direzione della piazza __________. Io a mia volta saltavo in auto e scappavo in
direzione della polizia cantonale. Non trovando nessuno in centrale ritornavo
sui miei passi e ritrovavo le pattuglie della stessa polizia sul luogo del
reato, i quali agenti avevano già fermato uno dei due autori identificato poi
nel IM 2, __________ il quale appena visto ho riconosciuto immediatamente come
il rapinatore che poco prima mi aveva puntato il coltello alla gola”
Il movente non è risultato limpidissimo e meglio
se i due hanno agito per fare una bravata o, peggio, spinti da sentimenti
omofobi visto il luogo dell’aggressione notoriamente frequentato da persone
omosessuali. Ma tant’è. Hanno commesso una rapina perché si sono impossessati,
mediante violenza, di oggetti facenti parte del patrimonio della vittima.
b) IM 1 deve
rispondere di più reati. Per meglio comprendere la situazione dell’imputato e,
quindi, valutarne la colpa con maggior precisione, occorre riordinare i fatti
in modo cronologico, contrariamente a quanto ha fatto la PP nell’atto di
accusa:
- dall’ottobre
2010.
al 28 dicembre 2010 IM 1 ha commesso i reati di cui ai N. 3.1-3.4 e 4.1
dell’AA, fatti che, al momento del suo arresto e la sua carcerazione preventiva
durata dal 28 dicembre 2010 al 28 gennaio 2011, erano emersi solo parzialmente.
In particolare è stato accertato che il menzionato __________, al quale
l’accusato metteva a disposizione la sua abitazione, veniva in Ticino per
svolgere la sua attività di spacciatore e IM 1 sapeva benissimo che non
trattava solo, si fa per dire, sostanza da taglio, ma organizzava un vero e
proprio commercio che comprendeva pure la preparazione delle dosi che avveniva,
come detto, nella camera dell’imputato;
- l’11
febbraio 2011, ossia poco più di 10 giorni dopo la sua scarcerazione, IM 1 ha commesso i fatti di cui ai N. 2 e 3.5 dell’AA. In particolare in merito al reato di coazione (AA
2) IM 1 ha riferito di essere stato, per così dire, fregato dal compagno della __________
nell’ambito di una transazione legata a dello stupefacente. Sapendo che, in
casa, la donna disponeva di eroina per la vendita, ha organizzato, unitamente a
due complici, di recarsi da lei a rubarle della sostanza. In particolare, fingendosi
interessato all’acquisto, una volta perfezionata la transazione, ha estratto lo
spray al pepe di cui si era munito e lo ha gettato contro la donna
impossessandosi dell’eroina, che ha per finire consumato assieme ad amici;
- il 20
aprile 2011 ha commesso il reato di cui al N. 4.2 dell’AA;
- il 21
settembre 2011 ha commesso la rapina di cui sopra unitamente al IM 2 (AA 1);
- durante
tutto questo periodo ha pure fatto uso di stupefacenti come esposto al N. 5
dell’AA.
4.
a) Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale.
L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla
colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni
personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il
legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione
l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata
alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono
eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile
2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4
pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale
permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere
sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena
il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches
Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo
l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o
esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità
dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle
circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di
evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis
mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP)
a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in
considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto
ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità
della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il
modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato
volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in
seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il
comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di
emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con
rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).
Vanno inoltre considerati -sempre secondo la
citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore,
l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale,
gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44
consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288
consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale
all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato
di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai
rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4;6P.152/2005
del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1
con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze
di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine.
Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione
generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118
IV 342).
Il principio della parità di trattamento, da parte
sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene
determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata
del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il
confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie
dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive
(DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al
riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che
una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per
sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza,
non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della
colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche
soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si
rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni
agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo
precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo
più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più
imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid.
8f).
b) IM 2 è,
manifestamente, un caso sociale. Non è, per contro, stando ai suoi scarsi
precedenti, di grave rilevanza penale. È, semmai, il risultato di un approccio
inefficace della socialità a questo genere di situazioni: basti pensare che non
è finora stato possibile, nemmeno fornirgli una dimora adeguata, nella misura
in cui l’imputato ha vissuto periodi in strada alternati a sistemazioni in
motel assolutamente inadeguati alla sua problematica di abuso di alcol poiché
frequentati da persone troppo vicine ad ambienti problematici. Inoltre, le
misure a tutela della sua persona non hanno garantito un’assistenza efficace.
Ciò detto resta che la colpa dell’imputato è
oggettivamente grave perché se l’è presa con la prima persona che gli è
capitata a giro, perché non ha avuto scrupoli ad usare un coltello puntandolo
alla gola del malcapitato e perché in definitiva ha, anch’egli, agito per
motivi egoistici ossia racimolare qualche franco da spendere verosimilmente per
mantenere i suoi vizi. Astrazion fatta dalla scemata imputabilità si
giustificherebbe una pena detentiva attorno ai due anni che, proprio in virtù
della grave scemata responsabilità dovuta allo stato pesantemente alterato
dall’alcol, la Corte ha ridotto di circa il 75%, fissando la pena detentiva in
sei mesi. Proprio la situazione personale dell’imputato, senza lavoro,
completamente ai margini della società e gravemente condizionata dall’abuso di
alcol, induce a formulare una prognosi negativa. Detto che la questione della
sospensione condizionale non ha, visti i termini della carcerazione preventiva
e di sicurezza, di tutta evidenza, portata pratica, appare comunque necessario
richiamare tutti gli operatori che dovranno occuparsi di IM 2 sin dalla sua
scarcerazione, ad adottare, nella misura che riterranno più efficace, quelle
misure a sua tutela, al fine di prevenire altri fatti che potrebbero
trasformare il suo caso da sociale in penale.
c) Diverso è
il caso di IM 1. La sua colpa è grave per la ripetitività degli atti e per il
fatto che ha delinquito in libertà provvisoria, dimostrando di non lasciarsi
troppo impressionare dall’espiazione di pene carcerarie. Colpa che è grave
anche tenuto conto della pluralità dei beni protetti che sono stati lesi dai
suoi atti. Preoccupanti sono, dipoi, i tratti antisociali del suo carattere,
così come evidenziato in perizia. Con il che alla Corte è parso equo
condannarlo ad una pena detentiva di due anni e mezzo, da espiare, la prognosi
rivelandosi del tutto negativa già solo per i precedenti e per il fatto che ha
delinquito appena scarcerato.
Sennonché IM 1 è ancora un giovane adulto. Vero è
che a 20 anni già presenta un curriculum penale non certo trascurabile, ma
altrettanto vero è che ancora occorre offrirgli una (l’ultima) occasione per
curare la propria problematica e per imboccare finalmente la via del
reinserimento nella società, cosicché, come espresso nella perizia
psichiatrica, appare indicato ordinare un trattamento stazionario in una
struttura adeguata ai sensi dell’art 61 CP, con contestuale sospensione della
pena giusta l’art. 57 CP. Il giudizio sul luogo di esecuzione della misura non
è di competenza di questa Corte. A scanso di ogni equivoco al riguardo, va
tuttavia sottolineato che, in virtù del presente giudizio, non dovrà, per forza,
trattarsi della struttura proposta in perizia. Spetterà infatti al GPC scegliere
una struttura che offra, da un lato, sufficienti garanzie di sicurezza e,
dall’altro, sia altamente specializzata per giovani adulti ed abbia competenza
fortemente educativa e riabilitativa.
Visti gli artt. 12,
40, 47, 49, 51, 57, 61, 69, 70, 89, 140, 181 CP;
19, 19a LStup; 33 LArm;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
1.
IM 1 è
autore colpevole di:
1.1
rapina
per avere, a __________, in via __________, il 21
settembre 2011, in correità con IM 2, commesso un furto usando violenza contro __________,
minacciandolo di un pericolo imminente alla vita rispettivamente all'integrità
corporale e rendendolo incapace di opporre resistenza;
1.2
coazione
per avere, a __________, in __________, l'11
febbraio 2011, in correità con terzi, usando violenza o minaccia di grave danno
contro __________ e intralciando in altro modo la sua libertà d'agire, costretto
quest'ultima a fare, omettere o tollerare un atto, sottraendole così due sacchi
contenenti 10 e 20 grammi di eroina;
1.3
infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato:
1.3.1
tra __________,
__________ (_______), __________ (_______) e __________ nel periodo dal 16 al
22.
dicembre 2010, in correità con terzi, importato in Svizzera un imprecisato
quantitativo di cocaina e di sostanza da taglio;
1.3.2
a __________,
presso l'Hotel __________, nel periodo da ottobre 2010 sino al 28 dicembre 2010, in correità con un terzo, mettendo a disposizione di quest'ultimo la propria stanza almeno una
volta alla settimana affinché lo stesso potesse tagliare e confezionare
cocaina, detenuto un imprecisato quantitativo di detta sostanza destinata alla
vendita;
1.3.3
a __________
e in altre imprecisate località, nel periodo dal 13 ottobre 2010 sino al 25
dicembre 2010, alienato 2.9 grammi di cocaina a consumatori locali;
1.3.4
a __________
e in altre imprecisate località, nel periodo da novembre 2010 sino al 29 agosto
2011, alienato 1.5 grammi di marijuana a consumatori locali;
1.3.5
a __________,
l'11 febbraio 2011, offerto 0.5 grammi di eroina a una persona non meglio
identificata;
1.4
infrazione
alla Legge federale sulle armi
per avere intenzionalmente, senza diritto:
1.4.1
a __________,
il 15 dicembre 2010, posseduto un coltello a farfalla;
1.4.2
a __________,
il 20 aprile 2011, posseduto un coltello a farfalla;
1.5
contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, a __________ e in altre imprecisate
località, senza essere autorizzato, detenuto per assicurarsi il proprio
consumo:
- il 15
dicembre 2010, 0.9 grammi di marijuana;
- il 20
aprile 2011, 0.6 grammi di marijuana;
- il 30
agosto 2011, 4.2 grammi di marijuana;
- il 15
settembre 2011, 2 grammi di marijuana;
- il 23
aprile 2011, 1 busta dose di eroina;
- il 27
maggio 2011, 2 buste dosi di eroina;
nonché consumato intenzionalmente, nel periodo
dal 29 ottobre 2010 sino al 27 settembre 2011, imprecisati quantitativi di:
- marijuana,
ma almeno 21 grammi;
- eroina,
ma almeno 5 grammi;
- cocaina,
ma almeno 10 grammi;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e
precisato nei considerandi.
2.
IM 2 è
autore colpevole di:
2.1
rapina
per avere, a __________, in via __________, il 21
settembre 2011, in correità con IM 1, commesso un furto usando violenza contro __________,
minacciandolo di un pericolo imminente alla vita rispettivamente all'integrità
corporale e rendendolo incapace di opporre resistenza;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e
precisato nei considerandi.
3.
Di
conseguenza,
3.1
IM 1
è condannato:
3.1.1
alla pena
detentiva di 2 (due) anni e 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere preventivo
sofferto, a valere quale pena unica ai sensi dell'art. 89 CP richiamata la
decisione 14 luglio 2011 del Giudice dei provvedimenti coercitivi (inc. nr.
400.2011
).
3.2
IM 2
avendo agito in stato di scemata imputabilità, è
condannato:
3.2.1
alla pena
detentiva di 6 (sei) mesi, da dedursi il carcere
preventivo sofferto.
4.
È
ordinato, giusta l'art. 61 CP, il collocamento di IM 1 in un'istituzione specializzata per giovani adulti a competenza fortemente educativa e
successivamente riabilitativa.
§ L'esecuzione
della pena detentiva di cui al punto 3.1.1. del presente dispositivo è sospesa
giusta l'art. 57 CP per dare luogo alla misura del collocamento di cui sopra.
5.
Il
condannato IM 1 è mantenuto in carcerazione di sicurezza per garantire
l’esecuzione della pena rispettivamente della misura o in vista della procedura
d’appello (art. 231 cvp. 1 CPP).
§ Il
mantenimento in carcerazione di sicurezza è impugnabile alla Corte dei reclami
penali nel termine di 10 giorni (artt. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).
6.
Il condannato
IM 2 non è mantenuto in carcerazione di sicurezza.
§ La
scarcerazione è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel termine di 10
giorni (artt. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).
7.
È ordinata
la confisca di tutti gli oggetti sequestrati elencati nell'atto d'accusa 2/2012
del 16 gennaio 2012, con contestuale distruzione degli stupefacenti, ad
eccezione dei seguenti oggetti che vengono dissequestrati in favore di IM 1:
7.1
1 cellulare
marca HTC, carta SIM __________ n. __________;
7.2
1 cellulare
marca Swisscom, IMEI n. __________;
7.3
1 cellulare
marca Nokia, IMEI n. __________;
7.4
1 cellulare
marca LG GT405, IMEI n. __________;
7.5
1 macchina
fotografica HP Photosmart E427;
7.6
1 dittafono
marca Olympus.
8.
Le spese
per le difese d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135
cpv. 4 CPP. Le retribuzioni dei difensori saranno stabilite con decisione
separata.
9.
La tassa
di giustizia di CHF 1'000.-- (mille) sono a carico dei condannati in solido,
con ripartizione interna in misura di ¾ (tre quarti) a carico di IM 1 e ¼ (un
quarto) a carico di IM 2.
10.
Questo
giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di
revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle
assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni
dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata
alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica
della sentenza motivata.
Distinta spese: Tassa
di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta
preliminare fr. 4'560.--
Perizia fr. 23'119.70
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 280.--
fr. 28'959.70
============
Distinta
spese a carico di IM 1 (3/4)
Tassa di
giustizia fr. 750.--
Inchiesta
preliminare fr. 3'420.--
Perizia fr. 17'339.78
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 210.--
fr. 21'719.78
============
Distinta
spese a carico di IM 2 (1/4)
Tassa di
giustizia fr. 250.--
Inchiesta
preliminare fr. 1'140.--
Perizia fr. 5'779.93
Spese
postali,tel.,affr. in blocco fr. 70.--
fr. 7'239.93
============
Per la Corte
delle assise criminali
Il Presidente Il
vicecancelliere
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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