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Decisione

72.2012.41

Spaccio di cocaina. Infrazioni alle norme della circolazione

2 agosto 2012Italiano44 min

Source ti.ch

Fatti

Il PP dichiara che è sua

intenzione modificare il testo di cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa

sostituendo il termine di “aiutato ad aliernare” con “posseduto” in quanto lo

ritiene più conforme ai fatti. Ricorda comunque che l’art. 19 cpv. 1 LStup

nelle sue varie formulazioni indica entrambe i verbi e quindi nella sostanza

nulla cambia.

Il difensore dichiara di essere

d’accordo con questa modifica, che viene accettata dalla Corte e l’atto

d’accusa viene modificato di conseguenza.

Sentiti § il Procuratore pubblico, il quale in esito alla

sua requisitoria conclude chiedendo la conferma integrale dell’atto d’accusa e

la condanna dell’imputato alla pena detentiva di 4 anni e 5 mesi, rinviando quo

ai sequestri a quanto già verbalizzato (confisca di tutti gli oggetti e per il

denaro almeno il sequestro conservativo a garanzia delle spese procedurali);

§ l’avv.

DUF 1, difensore dell’imputato, il quale, posti in evidenza la figura del

suo assistito e il ruolo minore da lui avuto nella vicenda e contestato il

punto 1.2 dell’atto d’accusa nella misura in cui, a parte un’ovulo, il

quantitativo indicato è compreso in quello sequestrato, conclude chiedendo che

sia condannato ad una pena detentiva massima di 3 anni, da porsi al beneficio

della sospensione condizionale parziale con la parte da espiare equivalente al

carcere già sofferto.

Considerato, in fatto ed in diritto

I) Correzioni e modifiche

dell’atto d’accusa

1. In merito alle

correzioni formali rispettivamente alla concordata modifica del punto (di

seguito solo pto.) 1.2 dell’atto d’accusa (di seguito solo AA) si richiamano

pagina (di seguito solo pag.) 3 della presente sentenza ed il verbale del

dibattimento (di seguito solo VD) pag. 2.

II) Vita e precedenti

penali

Considerandi

2.

Per quel che

concerne la vita anteriore di IM 1 (di seguito solo IM 1), cittadino svizzero,

nato il 3.8.1983, si richiamano le sue dichiarazioni nel verbale

d’interrogatorio (di seguito VI) del procuratore pubblico (di seguito solo PP)

29.9.2011

da pag. 13 a 15 con le successive sue precisazioni in sede

dibattimentale (VD, allegato, di seguito solo all., 1 I risposta, di seguito

solo R) ed il documento, di seguito solo doc., dibattimentale, di seguito solo

Dib., 3. Con un reddito fiscalmente imponibile nel 2010 di franchi (di seguito

solo fr.) 60’000.- (doc. del Tribunale penale cantonale, di seguito solo TPC,

12), senza attualmente serie prospettive di impiego (i doc. Dib. 1 e 2 sono

manifestamente condizionati alla creazione di “condizioni ideali” o “economiche”

per nulla assicurate), è titolare, al 30.5.2012, di 2 esecuzioni per fr. 737.65

relativamente al periodo 29.3.2012/24.4.2012 (doc. TPC 13). Risultato negativo

all’esame tossicologico delle urine del 29.9.2011 (rapporto d’inchiesta di

polizia giudiziaria del 5.3.2012, di seguito solo RPG 5.3.2012, all. 9) non è

incensurato essendo stato condannato il 3.12.2007 dal Ministero Pubblico (di

seguito solo MP) del Canton Ticino alla pena pecuniaria (articolo, di seguito

solo art., 37 e seguenti, di seguito solo segg., del Codice penale svizzero, di

seguito solo CP) di 15 aliquote giornaliere di fr. 90.- ciascuna sospesa

condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni (art. 44 capoverso, di

seguito solo cpv., 1 CP) oltre al pagamento di una multa (art. 106 cpv. 1 CP)

di fr. 800.- per il reato di infrazione grave alle norme della circolazione

(art. 90 numero, di seguito solo n., 2 della legge federale, di seguito solo

LF, sulla circolazione stradale, di seguito solo LCStr e per i suoi precedenti

in materia di circolazione stradale atto istruttorio, di seguito solo AI, 1

dell’incarto, di seguito solo Inc., MP 2011.7568), ciò che vista la data dei

fatti di cui alle tre imputazioni dell’AA non pone alcun problema, anche se

solo per pochi mesi, di revoca e/o di pena unica ex art. 46 CP.

III) Inizio dell’inchiesta e

circostanze dell’arresto

3.

L’inchiesta in

essere trae origine da quella aperta nei confronti di __________ (di seguito

solo __________), dai cui controlli telefonici risultava come l’utilizzatore

dell’utenza telefonica __________ (AI 1, 2, da 4 a 6 e 11 inc. MP 2011.7261 con la precisazione che salvo diversa indicazione nel prosieguo della

presente sentenza si farà sempre riferimento solo a questo inc.) fosse il suo

fornitore di cocaina. Da qui l’ascolto in tempo reale di predetta utenza per il

periodo 6.9.2011/26.9.2011 (AI 3 e per i tabulati retroattivi per il periodo

8.4

/29.9.2011 AI 35, 37, 38 e 42), poi sostituito dal numero 076/6325246

per il periodo 15.9.2011/6.10.2011 (AI da 7 a 9 e 14 e per i tabulati retroattivi per il periodo 8.9.2011/29.9.2011 AI 35, 37, 38 e 42), con emissione il

27.9.2011

di un mandato di accompagnamento coattivo (art. 207 segg. CPP e AI

12) e di un ordine di perquisizione e sequestro (art. 244 segg. CPP) al

domicilio di __________ dell’imputato (AI 13). IM 1 è stato arrestato

provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) il 29.9.2011 (AI 15), interrogato dal PP

lo stesso giorno (AI 16) e deferito il 30.9.2011 al Giudice dei provvedimenti

coercitivi (di seguito solo GPC) con istanza di carcerazione preventiva (art.

224.

cpv. 2 CPP) per il presupposto reato di infrazione aggravata alla LF sugli

stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (di seguito solo LStup, art. 19 cpv. 1

e 2 LStup nonché AI 18). Verbalizzato lo stesso giorno il GPC ha ordinato la

sua carcerazione preventiva (art. 220 segg. CPP) sino al 23.12.2011 (AI 20),

poi prorogata sino al 23.2.2012 (AI 81, 82 e 83). L’inchiesta è proseguita, in

particolare, con varie audizioni dell’imputato in polizia (di seguito solo PS)

e meglio PS IM 1 21.10.2011 e 31.1.2012 nonché dinanzi al magistrato inquirente

(PP IM 1 28.10.2011, 9.12.2011, 16.12.2011, 16.2.2012 e 4.4.2012), con le

audizioni dei suoi principali acquirenti (RPG 5.3.2012 da all. 15 a 22) e con l’ottenimento dei tabulati retroattivi di due sue altre utenze (__________e __________

per il periodo 6.4.2011/29.9.2011, AI 36, 37, 38 e 42). IM 1 è stato posto in

esecuzione anticipata di pena (art. 236 cpv. 1 del Codice di diritto

processuale penale svizzero, di seguto solo CPP e SCHMID, Schweizerische

Strafprozessordnung Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2009,

art. 236 n. 1 segg., HÄRRI, Basler Kommentar Schweizerische

Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 236 n. 1

segg., ROBERT-NICOUD, Commentaire Romand, Code de procédure pénale

suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 236 n. 1 segg. e MELI,

Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San

Gallo 2010, art. 236 n. 1 segg.) dal 17.2.2012 (PP IM 1 16.2.2012 pag. 7, AI

89, VD pag. 2 e considerando, di seguito solo cons., 1 della presente sentenza)

e così compare al pubblico dibattimento.

IV) Risultanze

predibattimentali e dibattimentali

4.

In merito alle varie

imputazioni dell’AA IM 1 è sostanzialmente reo confesso e la sua ammissione

trova riscontro negli atti istruttori e dibattimentali (art. 160 CPP), in

particolare:

a) per il pto. 1.1

dell’AA: PP IM 1 30.9.2011 pag. 2, 28.10.2011 pag. 2, 28.11.2011 pag. 11 e

4.4.2012

pag. 2, GPC IM 1 30.9.2011 pag. 2, AI 75 (documentazione fotografica

della polizia scientifica del 21.11.2011), 94 e 95 (rapporti di comparazione

dattiloscopica della polizia scientifica del 18.10.2011 e del 15.11.2011)

nonché 96 (richiesta di analisi sostanze stupefacenti della polizia scientifica

del 13.12.2011) rispettivamente VD all. 1 pag. 2 I R;

b) per il pto. 1.2

dell’AA e con la precisazione di cui al cons. 1: PP IM 1 28.10.2011 pag. 3,

16.2.2012

pag. 6 e 4.4.2012 pag. 2 nonché VD all. 1 pag. 2 II/III R;

c) per il pto. 1.3 dell’AA: PP

IM 1 16.2.2012 da pag. 1 a 5, 28.10.2011 pag. 2 e 11, 16.2.2012 pag. 6 e

4.4.2012

pag. 2, GPC IM 1 30.9.2011 pag. 2 nonché VD all. 1 pag. 2 V R, da cui

l’ammissione di vendite per complessi 150 grammi (di seguito solo gr.) di cocaina, e non 151.50 gr., così costituiti: __________ 10 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 1 e 2 nonché 16.12.2011 da pag. 4 a 7), __________ 10 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 2 e 16.12.2011 pag. 8), __________ 10 gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 2 e 16.12.2011 pag. 8), __________ 60 gr. (PP IM

1.

16.2.2012 pag. 3 e 16.12.2011 pag. 10, PS __________ 28.10.2011 pag. 6 e PP __________

5.12.2011

pag. 2), __________, di seguito solo __________, 30 gr. (PP IM

1.

16.2.2012 pag. 3 e 4, 28.11.2011 pag. 6 e 7 nonché 16.12.2011 pag. 7

rispettivamente PS __________ 8.11.2011) e uno sconosciuto ragazzo di __________

30.

gr. (PP IM 1 16.2.2012 pag. 4);

d) per il pto. 1.4 dell’AA: PP IM

1.

28.10.2011 pag. 8, 28.11.2011 pag. 8 e 16.2.2012 pag. 3, PS __________ (di

seguito solo __________) 15.2.2012 pag. 4 e VD all. 1 pag. 2 VIII R con la

precisazione che, in forza a tali risultanze, il quantitativo di cocaina

procurata a titolo gratuito a __________ (PP IM 1 16.12.2011 pag. 9 e 11) e a __________

(PP IM 1 16.12.2011 pag. 15 e 16) è di 1.50 gr. e non di un paio di grammi;

e) per i punti (di seguito solo

pti.) 2 e 3 dell’AA: PS IM 1 25.9.2011 pag. 1 e 2, PP IM 1 26.2.2012 pag. 7 e

4.4.2012

pag. 2, AI 1 (rapporto d’incidente stradale del 5.9.2011) Inc. MP

2011.7568

e VD all. 1 pag. 3 I/II.

V) Diritto

5.

Conformemente

all’art. 19 cpv. 1 lettere (di seguito solo lett.) c) e d) della LStup è punito

con una pena detentiva (art. 40 CP) o con una pena pecuniaria (art. 34 segg.

CP) chi, senza essere autorizzato, aliena, procura in altro modo o possiede

stupefacenti ritenuto come l’autore è punito con una pena detentiva (art. 40 CP)

non inferiore a un anno che può essere cumulata con una pena pecuniaria (art.

34.

segg. CP) se, conformemente al cpv. 2 lett. a) di questa norma, sa o deve

presumere che l’infrazione può mettere direttamente o indirettamente in

pericolo la salute di molte persone.

Con riferimento a questa aggravante, che riprende sostanzialmente

anche se con una diversa formulazione quella indicata dall’art. 19 n. 2 lett.

a) LStup in vigore sino al 30.6.2011, la cui pluriannuale giurisprudenza non ha

assolutamente perso di validità, un caso grave è dato, in particolare, se

l’autore sa o deve presumere che l’infrazione si riferisce a una quantità di

stupefacenti che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (DTF

120.

IV 334 e 108 IV 63), il che è oggettivamente adempiuto per la cocaina a

partire da un quantitativo complessivo (DTF 114 IV 164 e 112 IV 109) di

almeno 18 gr. puri (ALBRECHT, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht,

Sonderband Betäubungsmittelstrafrecht, Stämpfli+Cie AG, Berna 1995, art. 19 n.

150.

segg., CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Staempfli Editions

SA, Berna 2002, art. 19 LStup n. 78 segg. e DTF 109 IV 143), mentre che

per quanto riguarda l’aspetto soggettivo del reato si ricorda come le nefaste

conseguenze dell’uso di una droga pesante siano ormai una realtà di comune

conoscenza (ALBRECHT, op. cit., art. 19 n. 175 segg., CORBOZ, op.

cit., art. 19 LStup n. 94 nonché DTF 106 IV 232 e 104 IV 211).

6.

a) Pacifica e

documentata dalle risultanze agli atti e dagli intervenuti sequestri (AI 75 e

da 94 a 96 nonché cons. 23) la realizzazione oggettiva e soggettiva del reato

aggravato nella forma dell’aver posseduto 2'103.53 gr. netti di cocaina (art.

19.

cpv. 1 lett. d e cpv. 2 lett. a LStup, pto. 1.1 dell’AA nonché pto. 1.1.1 VD

all. 2 pag. 1) previo richiamo di quanto indicato al cons. 4a).

b) L’imputato non

contesta il reato (VD all. 1 pag. 2 II R, pto. 1.2 dell’AA nonché cons. 1 e

4b) che giustamente, però, in applicazione del principio in dubio pro reo (art.

10.

cpv. 3 CPP) a fronte delle sue risposte in sede dibattimentale (VD all. 1

pag. 2 IV R) a modifica di quanto detto in istruttoria (PP IM 1 28.10.2011 pag.

3: “Quella volta, gli ovuli confezionati se li è portati via __________”,

affermazione comunque già rivista nel suo VI PP 16.2.2012 pag. 6: “che

quella volta, dopo aver confezionato i 20 ovuli con __________, non so che fine

abbiano fatto detti ovuli, ritenuto come io ho dovuto recarmi a lavoro e ho

lasciato __________ a casa a terminare quello che stava facendo”), è

ricondotto al solo possesso di 1 ovulo da 10 gr. di cocaina non potendo a

priori escludere che dei 20 ovuli confezionati (PP IM 1 28.10.2011 pag. 3) 19

siano poi stati quelli ritrovati al suo domicilio al momento dell’arresto

provvisorio (art. 217 segg. CPP, AI 75 fotografia 24 e rapporto di pesata e

analisi preliminare di sostanze stupefacenti della polizia scientifica del

21.11

, cons. 3 e VD pag. 3). Da ciò la sua condanna ex art. 19 cpv. 1

lett. d) LStup per soli 10 gr. lordi di cocaina destinati alla vendita (VD all.

1.

pag. 2 IV R e pto. 1.1.2 all. 2 pag. 1) ed il suo proscioglimento per i

restanti 190 gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).

c) Anche in questo caso appare

manifestamente data la realizzazione oggettiva e soggettiva del reato aggravato

nella forma dell’aver alienato (art. 19 cpv. 1 lett. c e cpv. 2 lett. a LStup

nonché pto. 1.3 dell’AA), e ciò in forza alle chiare risultanze di cui al cons.

4c) con la sola precisazione che in applicazione del principio di cui all’art.

10.

cpv. 3 CPP il quantitativo viene ridotto a 150 gr. di cocaina, dovendo tener

conto della versione più favorevole all’imputato (cons. 4c). Da ciò la sua

condanna ex art. 19 cpv. 1 lett. c) e cpv. 2 lett. a) LStup per aver alienato

150.

gr. lordi di cocaina (pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1) ed il suo

proscioglimento per 1.50 gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).

d) Lo stesso discorso, previo

richiamo delle risultanze di cui al cons. 4d), vale per aver procurato in altro

modo ad altri (art. 19 cpv. 1 lett. c LStup) 1.50 gr. lordi di cocaina e non,

invece, un paio di gr. (pto. 1.4 dell’AA), da cui la sua condanna ex art. 19

cpv. 1 lett. c) LStup per questo quantitativo ridotto (pto. 1.1.4 VD all. 2

pag. 1) ed il suo proscioglimento per mezzo gr. (pto. 2 VD all. 2 pag. 2).

7.

In base all’art. 90

n. 2 LCStr chi violando gravemente le norme della circolazione cagiona un serio

pericolo per la sicurezza altrui o assume il rischio di detto pericolo è punito

con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria

(art. 34 segg. CP).

8.

Giusta l’art. 91

cpv. 1 LCStr chi conduce un veicolo a motore in stato di ebrietà è punito con

la multa (art. 106 CP). Una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o una

pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) è inflitta quando è rilevata una

concentrazione qualificata di alcol nel sangue (art. 55 cpv. 6 LCStr),

ricordato come ai sensi dell’art. 1 cpv. 1 dell’ordinanza dell’Assemblea

federale concernente i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale

un conducente è considerato in ogni caso inabile alla guida per influsso

alcolico (ebrietà) se presenta una concentrazione di alcol nel sangue dello 0,5

per mille o più oppure se ha nell’organismo una quantità di alcol che determina

una tale concentrazione rispettivamente come in forza al cpv. 2 di predetta

norma è considerata qualificata una concentrazione di alcol nel sangue dello

0,8 per mille.

9.

Richiamate le

risultanze delle tavole processuali di cui al cons. 4e) appare innegabile la

realizzazione oggettiva e soggettiva a carico di IM 1 dei reati di infrazione

grave alla norme della circolazione (art. 90 n. 2 LCStr nonché pto. 1.2 VD all.

2.

pag. 1 e 2) e guida in stato di inattitudine (art. 91 cpv. 1 LCStr e pto. 1.3

VD all. 2 pag. 2) così come correttamente descritti ai pti. 2 e 3 dell’AA.

VI) Colpa, prognosi, pena

10.

Giusta l’art. 47 cpv.

1.

CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della

vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che

la pena avrà sulla sua vita.

In base all’art. 47 cpv. 2 CP la colpa del reo è determinata

secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,

secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti

nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la

possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la

lesione.

Nella commisurazione della pena il giudice di merito fruisce di

ampia autonomia quando valuta l’importanza di ogni singolo fattore di

determinazione (DTF 122 IV 15) e le autorità superiori intervengono solo

ove la sanzione si ponga al di fuori del quadro edittale, si fondi su criteri

estranei all’art. 47 CP, disattenda elementi di valutazione prescritti da

quest’ultima norma oppure appaia esageratamente severa o esageratamente mite al

punto di denotare eccesso o abuso di potere (DTF 129 IV 6, 128 IV 73 e

127.

IV 10). Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità

della colpa è e resta elemento fondamentale, così come lo era anche sotto

l’egida del previgente art. 63 CP (STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches

Strafgesetzbuch Handkommentar, Stämpfli Verlag AG, Berna 2007, art. 47 n. 4).

L’art. 47 cpv. 1 CP, in vigore dall’1.1.2007, stabilisce esplicitamente che il giudice

commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e

delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla

sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in

considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato,

codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena

apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua

esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 128 IV 73, 127 IV

97.

e sentenza non pubblicata del tribunale federale, di seguito solo TF,

6B.14/2007 del 17.4.2007). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono

tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo sempre essere adeguata

alla colpa, il giudice non potendo ad esempio esentare da pena il reo in caso

di delitti gravi (STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner

Teil II, Strafen und Massnahmen, Stämpfli Verlag AG, Berna, 2006, § 6 n. 72 e STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit. art. 47 n. 17 e 18). Per valutare la gravità della colpa ai sensi dell’art.

47.

cpv. 2 CP entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che

hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito o la

gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di

scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato

volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in

seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il

comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di

emendamento, DTF 129 IV 6, 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Vanno

inoltre considerati, sempre secondo la citata giurisprudenza, la situazione

familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la

formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e

la reputazione in genere (DTF 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Non

va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena in

relazione allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla

situazione professionale ed ai rischi di recidiva (DTF 102 IV 231 nonché

sentenze non pubblicate del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007,6P.152/2005 del

15.2.2006

e 6S.163/2005 del 26.10.2005). In

tutto questo insieme di circostanze il TF ha più volte detto che esigenze di

prevenzione generale svolgono solo un ruolo di secondo ordine (DTF 118

IV 342). Per il resto va rilevato che il principio della parità di trattamento

assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene

determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP diano luogo ad

un’obiettiva disuguaglianza, fermo restando come il confronto tra casi concreti

suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in

base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 124 IV 44, 123

IV 150, 120 IV 144 e 116 IV 292).

11.

In forza all’art. 40

CP la durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata

massima è di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara

espressamente (BRÄGGER, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 40 n. 1 segg, TRECHSEL/KELLER, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo 2008, art. 40 n. 1

segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 40 n. 1 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, Code

pénal I, Partie générale, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2008, art. 40 n. 6 segg.) ricordato come giusta l’art. 41 cpv. 1 CP il giudice può pronunciare

una pena detentiva (art. 40 CP) inferiore ai sei mesi, da scontare, soltanto se

sono adempiute le condizioni per la sospensione condizionale ai sensi dell’art.

42.

CP e vi è da attendersi che una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o un

lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) non potranno essere eseguiti (MAZZUCCHELLI,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art.

41.

n. 29 segg., TRECHSEL/KELLER, op. cit., art. 41 n. 1

segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 41 n. 1 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.

cit., art. 41 n. 1 segg.).

12.

In forza

dell’art. 43 cpv. 1 CP il giudice può sospendere parzialmente l’esecuzione di

una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art.

37.

segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP) di uno a tre anni se

necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell’autore (SCHNEIDER/GARRÈ,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 43 n. 3

segg., TRECHSEL/STÖCKLI, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar,

Dike, Zurigo 2008, art. 43 n. 3 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 43 n. 4 segg.). La parte da

eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 43 n. 19, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.

43.

n. 6 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 43 n. 8 segg.). In caso di

sospensione parziale dell’esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e

la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi. Le norme sulla

concessione della liberazione condizionale (art. 86 CP) non sono applicabili

alla parte di pena da eseguire (art. 43 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 43 n. 20, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.

43.

n. 7 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 11). Secondo giurisprudenza

prima di determinarsi sull’incidenza della colpa nella determinazione della

parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della

sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro l’autore non si

possa formulare una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta ex art. 42

cpv. 1 CP. L’art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale parziale della

pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa dell’autore e non

può perciò essere usato per formulare prognosi poco chiare. In altre parole e

detto ancor più semplicemente il primo presupposto per la concessione di

una condizionale parziale è costituito dall’assenza di prognosi negativa.

13.

In base all’art. 44

cpv. 1 CP se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena,

al condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni (SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 44 n. 1 segg., TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.

44.

n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 44 n. 1 segg.

e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 1 segg.), ritenuto come il giudice debba

spiegargli l’importanza e le conseguenze della sospensione condizionale (art.

44.

cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 39 segg., TRECHSEL/STÖCKLI,

op. cit., art. 44 n. 8, STRATENWERTH/WOHLERS, op.

cit., art. 44 n. 6 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 8 segg.).

14.

Giusta

l’art. 49 cpv. 1 CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni

per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore

alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non

può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed é in

ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena (ACKERMANN,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2007, art.

49.

n. 33 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike, Zurigo 2008, art. 49 n. 7 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 49 n. 1 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 49 n. 5 segg. e STOLL, Commentaire

Romande, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea, 2009, art. 49 n. 78).

15.

In base all’art. 50 CP

se la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze

rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione.

Ciò significa che il giudice deve esporre, nella sua decisione,

gli elementi essenziali relativi all’atto e all’autore che prende in

considerazione in modo che si possa constatare che tutti gli aspetti pertinenti

sono stati considerati e come sono stati apprezzati, sia in senso attenuante

che aggravante. Il giudice di merito può passare sotto silenzio gli elementi

che, senza abuso o eccesso di apprezzamento, gli appaiono senza importanza o di

peso trascurabile. La motivazione deve giustificare la pena pronunciata,

permettendo di seguire il ragionamento del giudice, il quale non è tuttavia

tenuto ad esprimere in cifre o in percentuali l’importanza che egli attribuisce

ad ognuno degli elementi che menziona (TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op.

cit., art. 50 n. 2 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 50 n. 2, QUELOZ/HUMBERT,

Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 50 n.

15.

segg., DTF 127 IV 101 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007 del

17.4

). Un mero elenco di elementi pro e contro l’imputato non è comunque

sufficiente (WIPRÄCHTIGER, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 50 n. 7 segg. e sentenza non pubblicata del TF 6S.390/2005

del 27.2.2005) in quanto deve giustificare la pena inflitta in modo da

permetterne la verifica ed anzi, più la pena è rigorosa, più la motivazione

deve essere completa, soprattutto qualora, pur mantenendosi nei limiti

edittali, la sanzione appaia complessivamente molto severa.

16.

Secondo l’art. 51 CP

il giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del

procedimento in atto o di un altro procedimento. Un giorno di carcere

corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o

a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP, TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN,

op. cit., art. 51 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 51 n.

1, JEANNERET, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2009, art. 51 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET,

op. cit., art. 51 n. 2 segg.).

17.

La colpa (art. 47 CP)

di IM 1 è oggettivamente grave e non può essere così sminuita per poter

giungere, come chiesto dalla difesa, ad una pena detentiva (art. 40 CP)

inferiore a 3 anni e quindi al possibile ottenimento di una sanzione con

sospensione condizionale parziale (art. 43 CP e VD pag. 3). In un lasso di

tempo oggettivamente limitato (giugno 2011/settembre 2011, pto. 1 dell’AA, pto.

1.

VD all. 2 pag. 2 nonché cons. 4 e 6) l’imputato ha posseduto, alienato e

procurato a terzi 2'265.03 gr. di cocaina (pti. da 1.1.1 a 1.1.4 VD all. 2 pag.

1.

nonché cons. 4 e 6) ed in questo contesto non è apparsa per nulla credibile

alla Corte la sua affermazione di non aver mai saputo quanto stupefacente __________

(di seguito solo __________) gli avesse lasciato in custodia (GPC IM 1

30.9.2011

pag. 2 e PP IM 1 28.10.2011 pag. 2 nonché 16.2.2012 pag. 5)

rispettivamente che si trattasse al massimo “un centinaio di grammi” (VD

all. 1 pag. 2 VI/VII R) laddove per un quantitativo così ridotto nessuno si

sposta a più riprese sino a __________, allestisce due presse e si presenta in

più occasioni nell’appartamento, anche in assenza dell’imputato, portando con

sé perlomeno due borse, cioè quelle ritrovate al momento del suo arresto

provvisorio del 29.9.2011 (cons. 3 e 23). Ma la colpa (art. 47 CP) di IM 1 non

solo è grave per il quantitativo di cui al pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1, ma

anche per il movente - di puro lucro e senza giustificazione alcuna per

l’asserito importo di almeno fr. 1'000.- (VD all.1 pag. 2 VI R nonché PP IM 1

16.2.2012

pag. 5 e 17) ed in tal senso la dichiarata sua angustia economica (PP

IM 1 29.9.2011 pag. 14 e 28.10.2011 pag. 2) non può in nessun caso diminuire la

sua responsabilità penale laddove in un periodo di precarietà come il presente

ognuno di noi può avere dei problemi di natura economica più o meno

soggettivamente importanti senza che però ciò spinga a commerciare della

cocaina - rispettivamente per essersi sempre più attivato in questo traffico -

passando da un passivo controllo della depositata sostanza (pto. 1.1 dell’AA,

pto. 1.1.1 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4a e 6a) ad inizialmente sporcarsi le

mani, da buon apprendista dello spaccio, confezionando 200 gr. in ovuli (PP IM

1.

28.10.2011 pag. 3 e 16.2.2012 pag. 6, pto. 1.2 dell’AA nonché cons. 4b e 6b)

- sino alla gravissima decisione di dedicarsi personalmente allo vendita di 150

gr. di predetta sostanza (pto. 1.3 dell’AA, pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1 nonché

cons. 4c e 6c) o di procurare a terzi per farseli clienti 1.50 gr. di cocaina

(pto. 1.4 dell’AA, pto. 1.1.4 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4d e 6d), in un

climax progressivamente ascendente quanto mai preoccupante che solo l’inchiesta

e il successivo suo arresto ha saputo interrompere (cons. 3). Ed è soprattutto

la sua scellerata decisione di mettersi ad alienare un quantitativo di stupefacente

non irrisorio (pto. 1.3 dell’AA, pto. 1.1.3 VD all. 2 pag. 1 nonché cons. 4c e

6c), e sempre e solo per motivo di puro guadagno (almeno fr. 3'000.-, PP IM 1

28.10.2011

pag. 11 nonché 16.2.2012 pag. 5 e 6), che ha pesato sulla sua pena,

senza dimenticare il concorso dei reati (art. 49 CP) e che, in ogni caso, IM 1

non è un imputato incensurato, rammentato inoltre come il periodo di prova

(art. 42 CP) di cui al suo decreto d’accusa del 3.12.2007 fosse spirato da

pochi mesi (cons. 2). Nel commisurare la pena (art. 47 CP) la Corte ha poi

preso in debita considerazione la sua situazione personale a causa della

temporanea separazione dalla moglie (cons. 2), la sua collaborazione in sede

d’inchiesta, anche se di fatto mirata solo a quello che non poteva oggettivamente

più contestare, e la durata del carcere preventivo sofferto. Ciò posto e tutto

ben ponderato, se ancora poteva essere immaginata una pena detentiva (art. 40

CP) suscettibile del beneficio di cui all’art. 43 CP se si fosse fermato ai

reati di cui ai pti. 1.1.1 e 1.1.2 del dispositivo (VD all. 2 pag. 1),

l’ulteriore sua alienazione e procura a terzi di 151.50 gr. di cocaina (pti.

1.1.3

e 1.1.4 VD all. 2 pag. 1), oltre alle ulteriori infrazioni alla LCStr

(pti. 3 e 4 dell’AA, pti 1.2 e 1.3 VD all. 2 pag. 1 e 2 nonché cons. 4e e 9),

che già da sole avrebbero potuto giustificare una pena detentiva (art. 40 CP)

teorica di 90 giorni, hanno comportato l’erogazione di una pena detentiva (art.

40.

CP) complessiva di 3 anni e 5 mesi (pto. 3 VD all. 2 pag. 2) da dedursi il

carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e pto. 3 VD all. 2 pag. 2). L’entità di

tale sanzione esclude l’esame della prognosi che comunque, per la Corte,

sarebbe stata negativa e questo, al di là del movente di lucro, per il semplice

fatto che l’imputato è attualmente senza domicilio, con una situazione

famigliare perlomeno nebulosa e che sarà regolata solo dopo la scarcerazione

(VD all. 1 pag. 1 I R e cons. 2), senza più parenti stretti in Ticino a cui

potersi appoggiare in caso di necessità vista la definitiva partenza della

madre e della sorella per __________ (VD all. 1 pag. 1 I R) e, soprattutto,

senza un lavoro o serie prospettive in tal senso (doc. Dib. 1 e 2 nonché cons.

2) tanto da essere privo di una qualsiasi fonte d’entrata e, quindi,

necessitando di soldi anche solo per vivere, essere potenzialmente a rischio concreto

di ricadere in altri illeciti comportamenti come quelli qui in esame.

VII) Retribuzione del

difensore d’ufficio

18.

Giusta l’art. 135 cpv.

2.

CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del

difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento (SCHMID,

op. cit., art. 135 n. 4, RUCKSTUHL, Basler Kommentar Schweizerische

Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 135 n. 9

segg. HARARI/ALIBERTI, Commentaire Romand, Code de procédure pénale

suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 135 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI,

Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San

Gallo 2010, art. 135 n. 6 segg.), fermo restando come ai sensi dell’art. 135

cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche glielo permettano,

l’imputato condannato a pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è

tenuto a rimborsare la retribuzione al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP)

rispettivamente a versare al difensore la differenza tra la retribuzione

ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv. 4 lett. b CPP). Un’eventuale

reclamo contro la quantificazione della retribuzione è da inoltrare, in un termine

di 10 giorni (art. 396 cpv. 1 CPP), alla Corte dei reclami penali (art. 135

cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP).

Quo alla determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio

(art. 132 segg. CPP) si richiama, in merito all’onorario, l’art. 4 del

regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza

giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo il

regolamento). Inoltre ed in forza alla pluriannuale giurisprudenza dell’allora

Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione delle note

professionali prima dell’1.1.2011 si ricorda come la retribuzione del

patrocinatore debba essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della

pratica, l’impegno difensivo, le difficoltà giuridiche e fattuali così come il

tempo impiegato (DTF 122 I 2), non essendo decisivo per il calcolo il

tempo effettivamente impiegato ma il dispendio medio di un patrocinatore

diligente secondo la comune esperienza nella trattazione di un mandato di

analoga complessità. Inoltre non vengono rimunerati interventi oltre lo stretto

necessario o che sono da considerare eccessivi, ricordato che nell’assistenza

giudiziaria lo Stato non deve assumersi prestazioni di sostegno morale o di

aiuto sociale. In merito alle spese il citato regolamento al relativo art. 6

cpv. 1 indica che al patrocinatore può essere riconosciuto un importo

forfetario in per cento dell’onorario quale rimborso per le spese di

cancelleria, come quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di

apertura e archiviazione dell’incarto, che per onorari tra fr. 5'000.- e fr.

10'000.- è stato fissato al 6% ma almeno fr. 500.-, senza altresì dimenticare

come giusta l’art. 6 cpv. 2 il patrocinatore ha parimenti diritto al rimborso

delle altre spese sopportate nell’interesse del cliente, tra cui si ricordano

in particolare le fatture pagate a terzi e le spese di trasferta.

19.

Quo alle sue

prestazioni professionali l’avvocato (di seguito solo avv.) DUF 1 (di seguito

solo DUF 1), patrocinatore d’ufficio (AI 52) di IM 1 con effetto dal 19.10.2011

(AI 92 e AI 3 Inc. MP 2011.7568 ritenuto come l’indicazione 2011 sia

evidentemente sbagliata e da correggere in 2012), ha prodotto due fatture, la

prima datata 12.4.2012 per il periodo 3.10.2011/12.4.2012 (AI 100), la seconda

datata 18.7.2012 per il periodo 16.5.2012/3.8.2012 (doc. Dib. 4 e VD pag. 2),

indicanti un importo totale, comprensivo di spese, onorario ed imposta sul

valore aggiunto (di seguito solo IVA), di fr. 14'831.60 con un dispendio orario di 4'065 minuti (di seguito solo min) a

fr. 180.- all’ora (di seguito solo h e art. 4 cpv. 1 del regolamento). In

merito a queste due parcelle (AI 100 e doc. Dib. 4) la Corte ha proceduto alle

seguenti decurtazioni:

a) periodo

3.10

/12.4.2012

1) nella misura in cui

la nomina dell’avv. DUF 1 è avvenuta solo con effetto dal 19.10.2011 (AI 92),

tutte le prestazioni da lui esperite prima di questa data (periodo

3.10

/12.10.2011, AI 100) non possono essere computate, da cui una prima

decurtazione di 3h e 45 min, quindi ./. 225 min;

2) la posta 19.10.2011 “lett.

fax a PP” risulta eccessiva nella durata, quindi ./. 5 min;

3) la posta 28.10.2011 “interrogatorio

PP” risulta eccessiva nella durata, quindi ./. 30 min;

4) in quanto prestazione non

coperta visto il pto. 1 di cui sopra dalla voce “trasferte e posteggi”

vengono dedotte le relative spese del 19.10.2011 per fr. 80.-;

da cui un primo onorario di fr. 6'120.- (2’300 min ./. 260 min x

fr. 3.-/min) e di trasferte e posteggi di fr. 659.- (fr. 739.- ./. fr. 80.- ).

b) periodo

16.5

/3.8.2012

1) le similari poste

24.5.2012

“lettura atti”, 3.7.2012 “ricerca giuridica + sentenze”

e 18.7.2012 “arringa” per complessivi 6 h risultano eccessive nella

durata e sono ridotte di 3h, quindi ./. 180 min;

2) la posta 12.7.2012 “Colloquio

con il cliente x visionare atti e preparare processo” risulta eccessiva

nella durata ed è ridotta di 1 h, quindi ./. 60 min;

3) la posta 2.8.2012 “dibattimento”

è stata ridotta, tenuto conto dell’effettiva durata del dibattimento, della

lettura del dispositivo ed un successivo colloquio con il cliente di 5 h e 30

min, quindi ./. 330 min;

4) la posta 3.8.2012 “trasferta

a __________” è stata defalcata essendosi il processo concluso il 2.8.2012,

quindi ./. 90 min;

5) la posta 3.8.2012 “dibattimento”

è stata defalcata essendosi il processo concluso il 2.8.2012, quindi ./. 480

min;

6) le spese di “trasferte e

posteggi” sono state riconosciute solo nella misura di fr. 180.-, pari a

quelle del 12.7.2012 a __________ e del 2.8.2012 a __________ con l’aggiunta di

fr. 20.- per spese di posteggio;

da cui un secondo onorario di fr. 1’875- (1’765 min ./. 1’140 min

x fr. 3.-/min) e di trasferte e posteggi di fr. 180.-.

Ne consegue l’approvazione delle note professionali dell’avv. DUF

1.

per l’importo omnia comprensivo di fr. 10'080.70 anticipato dallo Stato (art.

135.

cpv. 4 CPP e pto. 8.1 VD all. 2 pag. 3) così suddiviso:

onorari (fr. 6'120.- +

fr. 1'875.-) fr. 7'995.00

trasferte e posteggi

(fr. 659.- + fr. 180.-) fr. 839.00

spese (6% di fr. 7’995.-

ma almeno fr. 500.-) fr. 500.00

IVA (8% di fr. 9'334.-) fr. 746.70

totale fr. 10'080.70

VIII) Confische, dissequestri e

sequestro conservativo

20.

In applicazione

dell’art. 69 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca e se è il caso la

distruzione (art. 69 cpv. 2 CP) degli oggetti che sono serviti o erano

destinati alla commissione di un reato o che ne costituiscono il prodotto nella

misura in cui gli stessi compromettono la sicurezza delle persone, la morale o

l’ordine pubblico (BAUMANN, Basler Kommentar, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 69 n. 5 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2008, art.

69.

n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 69 n. 1 segg., HIRSIG-VOUILLOZ,

Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 69 n.

19.

segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 69 n. 2

segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, Code Pénal Annoté, Editions Bis & Ter

Snc, Losanna 2007, art. 69 n. 1.1 segg., DTF 116 IV

117.

e sentenza non pubblicata del TF 1P.31/2000 del 14.2.2000).

Il pericolo creato o costituito dall’instrumenta sceleris può

riferirsi all’oggetto in quanto tale o all’utilizzo che il suo detentore può

ancora farne. In quest’ultima ipotesi, è sufficiente che il pericolo di un suo

successivo utilizzo delittuoso appaia verosimile e che, in applicazione del

principio della proporzionalità cui ogni confisca deve attenersi (TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., art. 69 n. 7), questo pericolo non possa essere sviato se non con la

confisca dell’oggetto (DTF 124 IV 121, 117 IV 345 e 116 IV 117). E’ in

particolare il caso quando l’oggetto è stato acquistato proprio per commettere

una o più infrazioni (DTF 114 IV 98), quando esso è stato ripetutamente

usato a fini delittuosi (DTF 81 IV 217) o ancora quando di esso può

venire fatto solo un uso pericoloso (DTF 116 IV 117).

21.

Conformemente all’art.

70.

cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che

costituiscono il prodotto di un reato o erano destinati a determinare o

ricompensare l’autore di un reato a meno che debbano essere restituiti alla

persona lesa allo scopo di ripristinare la situazione legale (BAUMANN,

op. cit., art. 70 n. 11 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 70

n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 70 n. 2 segg., HIRSIG-VOUILLOZ,

op. cit., art. 70 n. 9 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.

cit., art. 70 n. 4 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art. 70 n.

1.2

segg.).

22.

In forza all’art. 268

cpv. 1 lett. a) CPP il patrimonio dell’imputato può essere sequestrato nella

misura presumibilmente necessaria a coprire le spese procedurali e le indennità

(SCHMID, op. cit., art. 268 n. 3 segg., BOMMER/GOLDSCHMID, Basler

Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag,

Basilea 2011, art. 268 n. 3 segg., LEMBO/BERTHOD, Commentaire Romand,

Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2010, art. 268 n.

1.

segg. e MELI, op. cit., art. 268 n. 1 segg.).

23.

Tenuto conto delle

risultanze d’istruttoria e di merito nonché delle relative dichiarazioni delle

parti in sede processuale (VD all. 1 pag. 3 III/V R), la Corte ha ordinato:

a) la confisca (art. 69 cpv. 1

CP, art. 263 cpv. 1 lett. d e 351 cpv. 1 CPP) nonché la distruzione per lo

stupefacente e la sostanza da taglio (art. 69 cpv. 2 CP) di 2'103,53 gr. di

cocaina, di 223,70 gr. di sostanza da taglio, di 1 zaino blu, di 1 borsa rossa,

di 1 bilancia elettronica, dei rotoli di cellophane, dei bicchieri di plastica,

dei sacchetti, di 1 imbuto, di 1 mixer, di 1 pressa da banco manuale, di 1

pressa idraulica/manuale blu, di 1 carta SIM __________ n. __________

corrispondente. al numero __________ (cons. 3), di 1 carta SIM Sunrise n. __________

(in quanto avente in memoria uno dei numeri telefonici in uso a __________, PP IM

1.

28.10.2011 pag. 5), di 1 telefono Samsung nero IMEI n. __________ (in quanto

consegnatogli da __________, PP IM 1 29.9.2011 pag. 8 e 9 nonché 28.10.2011

pag. 2) e di 1 carta SIM __________ n. __________ (in quanto inserita nel

sequestrato Samsung nero, PP IM 1 29.9.2011 pag. 8 e 9 nonché pto. da 5.1 a 5.16 VD all. 2 pag. 2);

b) il dissequestro e la

restituzione a IM 1 (art. 267 cpv. 1 e 351 cpv. 1 CPP) di 1 telefono Samsung

bianco IMEI n. __________, di 1 telefono Iphone 4 IMEI n. __________, di 1

telefono LG grigio IMEI n. __________, di 1 scheda senza carta SIM Vodafone n. __________

e di 1 telefono Iphone 4 IMEI n. __________ (pti. da 6.1 a 6.5 VD all. 2 pag. 3);

c) il sequestro conservativo

di fr. 974.50 da utilizzare per il parziale pagamento della tassa di giustizia

e delle spese procedurali (art. 263 cpv. 1 lett. b e 268 cpv. 1 lett. a CPP, VD

all. 1 III R nonché pto. 7 VD all. 2 pag. 3).

IX) Tassa di giustizia e

spese procedurali

24.

I parziali

proscioglimenti ricordati al pto. 2 VD all. 2 pag. 2 (cons. 6b, c e d) sono

solo la diversa riformulazione dei pti. 1.1 e 1.2 dell’AA (cons. 1)

rispettivamente, per la differenza di complessivi 2 gr. di cocaina, di

quantitativi oggettivamente irrilevanti, conseguenza di un erroneo calcolo al

momento della stesura dell’AA e non della non realizzazione del reato di cui ai

pti. 1.3 e 1.4 dell’AA. Da ciò l’integrale addebito a IM 1 della tassa di

giustizia di fr. 2'500.- e delle spese procedurali (art. 426 cpv. 1 CPP e pto.

4.

VD all. 2 pag. 2).

Visti gli art. 12, 40, 43, 44,

47, 49, 51 69 e 70 CP;

19.

cpv. 1 lett. b) e c) rispettivamente cpv. 2 lett. a) LStup;

90.

n. 2 e 91 cpv. 1 LCStr;

80.

segg., 84 segg., 135, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg. CPP

e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

infrazione aggravata alla

LF sugli stupefacenti

sapendo o dovendo presumere che l’infrazione può mettere

direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone, per

avere, senza essere autorizzato, a __________, __________, __________, __________,

__________, __________, __________ ed in altre imprecisate località, nel

periodo giugno 2011/29.9.2011

1.1.1

posseduto 2'103.53 grammi netti di cocaina;

1.1.2

posseduto 10 grammi lordi di cocaina destinati alla vendita;

1.1.3

alienato a vari clienti 150 grammi lordi di cocaina;

1.1.4

procurato in altro modo 1,5 grammi lordi di cocaina;

1.2

infrazione grave alle

norme della circolazione

per avere, il 21.8.2011, sul tratto stradale __________ /__________,

violando gravemente le norme della circolazione, perso la padronanza del

motoveicolo Honda __________ targato TI __________, cagionando un serio

pericolo per la sicurezza altrui o assunto il rischio di detto pericolo;

1.3

guida in stato di

inattitudine

per avere, il 21.8.2011, sul tratto stradale __________ /__________

condotto il motoveicolo Honda __________ targato TI __________ in stato

d’ebrietà (alcolemia minima 1,05 - massima 1,44 grammi per mille);

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti di

cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa per il quantitativo di 190 grammi lordi di cocaina, di cui al punto 1.3 per il quantitativo di 1,5 grammi e di cui al punto 1.4 per il quantitativo di 0,5 grammi di cocaina.

3.

Di conseguenza IM 1 è

condannato alla pena detentiva di 3 (anni) e 5 (cinque) mesi, da dedursi il

carcere sofferto.

4.

La tassa di giustizia di

fr. 2'500.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1.

5.

E’ ordinata la confisca di:

5.1

2'103,53 grammi di cocaina, da distruggere;

5.2

223,70 grammi da sostanza da taglio, da distruggere;

5.3

1 zaino blu;

5.4

1 borsa rossa;

5.5

1 bilancia elettronica;

5.6

rotoli di cellophane;

5.7

bicchieri di plastica;

5.8

sacchetti;

5.9

1 imbuto;

5.10

1 mixer;

5.11

1 pressa da banco manuale;

5.12

1 pressa idraulica/manuale

blu;

5.13

1 carta SIM Lebara n. __________

corrispondente. allo ____________;

5.14

1 carta SIM Sunrise n. __________;

5.15

1 telefono Samsung nero IMEI

n. __________;

5.16

1 carta SIM Lebara n. __________.

6.

E’ ordinato il dissequestro

e la restituzione a IM 1 di:

6.1

1 telefono Samsung bianco

IMEI n. __________;

6.2

1 telefono Iphone 4 IMEI n. __________;

6.3

1 telefono LG, grigio IMEI n.

__________;

6.4

1 scheda senza carta SIM

Vodafone n. __________;

6.5

1 telefono Iphone 4 IMEI n. __________.

7.

E’ mantenuto il sequestro

conservativo di fr. 974.50 da utilizzare per il parziale pagamento della tassa

di giustizia e delle spese procedurali.

8.

Le spese di difesa di IM 1

sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.

8.1

Le note professionali del

12.4.2012

e del 2.8.2012 dell’avv. DUF 1 sono approvate per fr. 10'080.70,

comprensive di onorario, spese ed IVA.

§ La quantificazione della

retribuzione del difensore è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel

termine di 10 giorni (art. 135 cpv. 3 e 393 cpv. 1 lett. b CPP).

9.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 2'500.--

Inchiesta preliminare fr. 18'136.40

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 130.--

fr. 20'766.40

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