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72.2012.80

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

24 agosto 2012Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

1. IM 1 è nato il __________ a

__________ (__________). Il padre e la madre vivono in __________. Il padre

lavora con un parente in una fabbrica di mattonelle mentre la madre è

casalinga. Ha due fratelli. Uno maggiore di lui che vive in __________ e lavora

in una pizzeria, è sposato e ha una figlia. Il fratello minore ha 20 anni, vive

con i genitori ed è studente. In aula, in merito alla sua vita, IM 1 ha dichiarato:

"

Sono nato a __________. Ho frequentato dapprima le scuole

dell’obbligo, che sono di 8 anni, e comprendono le elementari e le medie. Al

termine delle medie ho compiuto 18 anni. D’estate è arrivato mio cugino __________,

che vive a __________ e lavora come muratore per un’impresa di costruzioni. Mio

cugino mi ha chiesto se volevo andare da lui in __________ a lavorare. Nello

stesso palazzo dove abita __________ abita anche un altro cugino, che si chiama

__________, e che ha una piccola ditta di marmista, che mi ha preso a lavorare

con lui.

Ho lavorato per lui fino all’aprile 2010, momento in cui sono

stato fermato dalla Polizia __________ perché non avevo il permesso di

soggiorno. Il giorno seguente mi sono presentato come mi era stato richiesto e

mi hanno accompagnato in __________. Sono rimasto in __________ fino al mese di

settembre 2010. A settembre sono ritornato in __________. Mio cugino non aveva

più lavoro per me perché aveva smesso l’attività. Da lì ho iniziato a lavorare

con altri __________ o __________, sempre come piastrellista, che era il lavoro

che sapevo fare.

ADR: In __________ ho provato due volte, quando sono arrivato nel 2007, a mettermi a posto con il permesso di soggiorno, ma non ci sono riuscito perché una volta mi è

stato detto che non erano sufficienti i documenti e un’altra volta avevo pagato

una persona per essere messo a posto ma non ho più saputo nulla.

ADR: Nel 2007 sono entrato in __________ illegalmente. Avevo

pagato qualcuno che mi ha fatto arrivare in __________.

ADR: La seconda volta che sono rientrato in __________, a

settembre 2010, non ho fatto nessuna richiesta di permesso di soggiorno.

Preciso però che sono entrato alla dogana con il passaporto valido. Mi era

stato detto che potevo stare tre mesi in Italia e poi sarei dovuto rientrare in

__________.”

In occasione del verbale 4 maggio 2012 dinanzi al PP aveva dichiarato

che in _____ aveva trovato lavoro presso il cugino piastrellista per tre anni

ma che:

"

Non avevo però permessi regolari di soggiorno ragion per la quale

ho avuto qualche problema con le autorità amministrative, infatti sono stato

rimpatriato nel 2010. In __________ non ho però mai avuto a che fare con la

giustizia penale, né con la polizia. Non ho mai commesso nessun reato.

[...]. Me ne sono andato dall’__________ in cerca di qualcosa di

meglio”

(verbale 04.05.2012, AI 16).

Considerandi

2.

Dall’estratto del

casellario giudiziale svizzero e italiano (AI 19, 27), IM 1 non risulta avere

precedenti penali. Dal rapporto di segnalazione 07.05.2012 (AI 26) della

Polizia all’attenzione del PP, risulta la raccolta di “sommarie informazioni”

concernenti IM 1, rese ai Carabinieri del Nucleo Investigativo della Legione

Carabineri __________ Comando Provinciale di __________, da due persone

informate sui fatti, una delle quali in particolare segnala di conoscere IM 1

con il soprannome di “__________” e quale spacciatore di cocaina. Al

dibattimento la pubblica accusa in merito a detto procedimento ha prodotto

(doc. dib.3) la richiesta di archiviazione avanzata dal Sostituto PM

incaricato, al Giudice per le Indagini Preliminari in data 01.06.2012.

3.

IM 1 veniva arrestato a __________

(__________) il 12 ottobre 2011 sulla base del mandato di cattura

internazionale (AI 2) 10.10.2011 emesso nei suoi confronti dal Procuratore

pubblico per rapina aggravata dall’aver agito in banda per l’esecuzione di tre

rapine (14.01.2011, 09.02.2011 e 11.02.2011) commesse a __________, __________

e __________, per sequestro di persona e rapimento, furto d’uso, infrazione

alla legge sugli stranieri (entrata illegale) ed infrazione alla legge sulle

armi.

L’arresto di IM 1 trae origine dal fatto che __________, cittadino

__________, autore di sei rapine commesse in correità, nel periodo 18 agosto

2010/11 febbraio 2011 tra __________, __________ e __________, dopo la

commissione dell’ultima rapina, era stato fermato in __________ dalla Guardia

di Finanza della tenenza di __________ (__________) e tratto in arresto in

esecuzione del mandato di cattura internazionale 11.02.2011 emesso nei suoi

confronti dal PP. Il correo unitamente al quale __________ aveva commesso la

rapina dell’11 febbraio 2011 era riuscito invece a sottrarsi all’arresto. __________,

in occasione del fermo in __________, forniva il numero di cellulare del suo

correo (__________) che indicava in tale “__________”, cittadino __________ di

cui forniva i connotati e con il quale, stante le difficoltà finanziarie in cui

versavano entrambi, avevano deciso di compiere una rapina in Svizzera.

Estradato, __________ giungeva in __________, a __________, il

05.04.2011

Interrogato dichiarava di aver commesso le prime tre rapine con un

tale “__________”, cittadino __________ non meglio identificato e le ultime tre

rapine (del 14.01.2011, del 09.02.2011 e dell’11.02.2011), unitamente a “__________”,

pure lui cittadino __________ (verbale __________ 05.04.2011).

Le attività investigative intraprese nel frattempo dai carabinieri

del Comando di __________ accertavano che l’utenza (del correo), fornita da __________

(__________) era intestata al minorenne __________, __________, residente a __________,

ma in uso a IM 1, persona soggiornante illegalmente in __________. Oltre alla

chiamata in causa di __________, IM 1 era anche stato riconosciuto dai testi __________

e __________ che l’11.02.2011 avevano incrociato due uomini nel bosco, quando

dopo la rapina l’11.02.2011 a __________, per sfuggire alla Polizia che li

aveva intercettati, __________ e il correo avevano abbandonato l’auto e si

erano dati alla fuga a piedi, attraverso i boschi raggiungendo il territorio

italiano, così come riferito da __________. Identificato dagli italiani, la

foto di IM 1 era stata così inserita in una serie di fotografie che erano state

sottoposte ai due testi, che avevano riconosciuto senza ombra di dubbio IM 1

come uno dei due uomini che avevano visto nel bosco. La serie di fotografie era

poi stata sottoposta alla commessa __________ (vittima della rapina

dell’11.02.2011) che indicava nella foto n. 8 (corrispondente a IM 1) la

persona più rassomigliante al secondo autore della rapina.

Da qui, il mandato di cattura internazionale emesso nei confronti

di IM 1 e la successiva domanda di estradizione presentata dal Procuratore

pubblico.

4.

L’Autorità __________

accoglieva la domanda di estradizione, con decreto del 19.04.2012 (AI 14). IM 1

giungeva in __________, a __________, il 4 maggio 2012 (AI 15: rapporto di

arresto provvisorio IM 1).

5.

Interrogato dal PP lo

stesso giorno (verbale 4 maggio 2012, AI 16), IM 1 ammetteva subito di essere

l’autore, unitamente a __________, della rapina del 09.02.2011 ai danni della

stazione di servizio __________ e di quella dell’11.02.2011 ai danni della

stazione di servizio ACPR 1, descrivendo in dettaglio i fatti e fornendo

particolari. Negava invece decisamente di aver commesso la rapina ai danni

della stazione di servizio __________ di __________ e ha continuato a negarlo

per tutta l’inchiesta.

6.

Il Procuratore pubblico

preso atto delle ammissioni dell’imputato (AI 6), raccolta la sua versione

dei fatti ed effettuato il confronto con __________ che si avvaleva della

facoltà di non rispondere, emetteva il 4 luglio 2012 l’Atto d’accusa a carico

di IM 1 per ripetuta rapina (punto 1 dell’AA) contemplante quella commessa il

09.02.2011

a __________ (punto 1.1 dell’AA) presso la stazione di servizio __________

e quella dell’11.02.2011 commessa a __________ presso il negozio-stazione di

servizio ACPR 1 (punto 1.2 dell’AA), ad esclusione della rapina del 14.01.2011.

Gli imputava inoltre il reato di coazione (punto 2 dell’AA) commessa nei

confronti del cliente che era entrato nel negozio della stazione di servizio

mentre era in corso la rapina dell’11.02.2011, quello di entrata illegale

(punto 3 dell’AA) e di infrazione alla Legge sulle Armi (punto 4 del’AA).

7.

Agli atti del procedimento IM

1.

(AI 5) venivano acquisiti i verbali di interrogatorio di __________ del

05.04

, del 21.07.2011, del 16.09.2011 (AI 39, AI 75, AI 94 dell’incarto

1159/2011 concernente __________), il Rapporto d’inchiesta di Polizia

Giudiziaria del 05.10.2011, nonché la sentenza di primo grado nel frattempo

emessa nei confronti di __________ (AI 12), processato e condannato il 26

gennaio 2012.

8.

Occorre ricordare

nell’ambito del procedimento a carico di __________, che contro la sentenza di

primo grado che lo condannava alla pena di 4 anni e 6 mesi di pena detentiva, __________

ha interposto appello alla Corte di appello e di revisione penale.

Nell’ambito del procedimento d’appello e nelle more del processo a

carico di IM 1, quest’ultimo è stato ascoltato dalla CARP. In quell’occasione __________

- come ha segnalato in aula la difesa di IM 1 (cfr. verbale di interrogatorio

dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento) - ha ammesso che la rapina

del 14.01.2011 - contrariamente a quanto aveva ripetutamente dichiarato - non

l’aveva commessa con “__________” vale a dire con IM 1 (cfr. verbale

d’interrogatorio dell’imputato pag. 3). In sostanza ha ritrattato la chiamata

in correità formulata nei suoi confronti per questa rapina.

IM 1 ha dichiarato di aver avuto modo di parlare in carcere di

questi fatti con __________, che gli ha riferito di averlo accusato anche della

rapina del 14.01.2011 perché pensava che non lo avrebbero mai preso e che “così

avrebbe lasciato la rapina a me per non coinvolgere la persona assieme alla

quale l’ha fatta. Non mi ha detto chi è questa persona, ma solo che è un suo

amico” (verbale d’interrogatorio dell’imputato, pag. 8, all. 1 al verbale

del dibattimento).

9.

Rapina del 9

febbraio 2011

9.1

La prima rapina

imputata nell’Atto d’accusa (cfr. punto 1.1) è quella commessa il 9 febbraio 2011 a __________ in danno della Stazione di servizio __________ di ACPR 2, con una refurtiva

denunciata di Fr. 1'500.- sottratta dalla cassa del negozio.

Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________,

"

Il 9 febbraio 2011, la commessa __________ aveva iniziato il

turno di lavoro alle ore 11.00 per terminare alle ore 19.00 (cfr. verbale del

09.02

).

In base alla sua testimonianza, verso le 12.30 mentre con la

signora ACPR 2 stavano mangiando nel retro del negozio, entra un uomo, per cui

lei si porta al bancone per servirlo. L’uomo le chiedeva un pacchetto di

Marlboro Gold da 10 sigarette. Lei gli rispondeva che non avevano questo genere

di confezioni. L’uomo le diceva che aveva solo Euro 5.20 chiedendole un

pacchetto di Winston rosse, che lei gli dava. L’uomo la ringraziava e usciva,

allontanandosi a piedi poiché non ha sentito rumori di auto arrivare o partire.

Continuava quindi il pranzo, al termine del quale ritornava alle sue faccende,

mentre la signora ACPR 2 restava chiusa nell’ufficio cambio.

Verso le 13.10/13.13 __________ vede all’esterno del negozio lo

stesso uomo delle Winston, seguito da una seconda persona. Vede il secondo

individuo che, mentre è ancora sulla porta, fa un ultimo tiro di sigaretta che

poi getta e nel contempo si cala sul viso un passamontagna che aveva sotto il

cappello, tipo pescatore di colore chiaro.

Il primo uomo che era entrato con il viso scoperto, poco prima di

arrivare al bancone si copre il volto e le dice una frase del tipo “stai zitta

o stai ferma”, le si avvicina, l’afferra per il braccio sinistro e la spinge in

direzione della cassa e poi davanti alla porta dell’ufficio cambio. Qui estrae

dalla giacca una pistola di piccole dimensioni, di colore grigio opaco che

impugna con la mano sinistra puntandogliela alla nuca, dicendole “digli di

aprire”. Il rapinatore che indossava dei guanti scuri, con la mano destra

cercava di aprire la porta dell’ufficio cambio muovendo la maniglia e premendo

più volte l’interruttore della luce pensando che aprisse la porta dell’ufficio.

Durante questi attimi concitati lei sente l’altro rapinatore, che nel frattempo

era entrato nel negozio, armeggiare con la cassa del negozio e dire a quello

che la minacciava “andiamo”, in italiano senza accenti particolari.

__________, spaventata a morte dall’arma che le era puntata alla

nuca, sapendo che nell’ufficio c’era la signora ACPR 2, grida il suo nome. I

rapinatori, resisi conto che non riuscivano ad entrare nell’Ufficio cambio,

escono di corsa dandosi alla fuga in direzione dell’abitato di __________.

Subito dopo la signora ACPR 2 le chiedeva se era sola e usciva dall’ufficio

cambi. Prima di questo la commessa era riuscita a premere l’allarme per cui

poco dopo arrivava il titolare, ACPR 2 con la Polizia”.

(AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26.01.2012

emessa a carico di __________).

9.2

IM 1 in merito all’esecuzione di questa rapina ha dichiarato che:

"

Entrambi siamo scesi dall’auto. Ognuno di noi era in possesso di

una pistola. __________ è entrato per primo nel negozio, io l’ho seguito. Una

volta dentro __________ ha preso la ragazza che era lì e le ha chiesto di

aprire la cassaforte. __________ impugnava la pistola con la mano sana o meglio

quella senza il gesso.

Alla richiesta di __________ di aprire la cassaforte la ragazza

non apriva. Non ricordo se __________ mentre chiedeva alla ragazza di aprire la

cassaforte le puntava l’arma. Ad un certo punto mi ha detto andiamo via. Prima

di lasciare il luogo __________ mi diceva di prendere i soldi che erano nella

cassa. E’ stato lui a premere un tasto e la cassa si è aperta.

Io ho preso i soldi. Quando eravamo già fuori dal negozio __________

mi ha detto se avevo sollevato il divisorio della moneta in plastica per

verificare se vi fosse altro contante nascosto sotto.

Io gli rispondevo che non lo avevo fatto anche perché non sapevo

che ci potessero essere nascosti dei soldi.

Siamo quindi saliti in auto e siamo tornati in __________ passando

dallo stesso valico doganale dal quale eravamo entrati”

(VI PG IM 1 del 21.05.2012, pag. 3).

Questa descrizione fatta dall’imputato coincide sostanzialmente

con quanto riferito dalla commessa __________ in merito allo svolgimento dei

fatti, versione che la Corte ha seguito.

9.3

IM 1, sia durante l’inchiesta

che al dibattimento, in merito a questa rapina ha precisato che il 09.02.2011

l’obiettivo della rapina era un'altra stazione di servizio che hanno poi

scartato perché erano presenti troppe persone per cui __________ si era mosso

alla ricerca di un altro obiettivo, individuandolo nella stazione di servizio __________

di __________. Ha dichiarato di aver indossato gli indumenti (il braccio di una

felpa e una berretta scura) che gli aveva dato __________, che erano contenuti

in una borsa di stoffa leggera insieme alle targhe svizzere che __________

applicava sulle targhe originali italiane poco prima di entrare in Svizzera. Ha

negato di essere stato lui a suggerire il furto di targhe svizzere, dichiarando

che le targhe erano già in possesso di __________. Nella borsa di stoffa vi erano

anche le due pistole giocattolo che avevano acquistato insieme a __________ per

6.

o 7 Euro l’una la mattina del 09.02.2011. Nella borsa erano anche contenuti lo

scotch ed un pennarello nero che avevano acquistato sempre quella stessa

mattina in un’area di servizio dell’autostrada in Italia nei pressi di Varese e

che sappiamo essere stati utilizzati per coprire il bollino rosso delle pistole

giocattolo.

9.4

In merito all’auto con la

quale è stata eseguita la rapina, IM 1 ha indicato essere la Smart bianca di __________ con la quale hanno anche raggiunto quella mattina il territorio

svizzero e ciò contrariamente a quanto riferito da __________, che aveva invece

dichiarato di aver eseguito la rapina con la Ford Fiesta presa in prestito dal

suo amico __________. L’imputato ha precisato che la mattina del 09.02.2011 era

la prima volta che entrava in Svizzera e di essere entrato attraverso un

vecchio valico non controllato percorso dal correo che lui non conosceva, fatto

che ha ripetuto anche al dibattimento (cfr. verbale d’interrogatorio

dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

9.5

Quo alla refurtiva,

l’imputato ha dichiarato che il denaro che aveva consegnato a __________

durante il tragitto per rientrare in __________, era stato da questi cambiato

in Euro in una banca una volta giunti a __________. Ha precisato di aver

ricevuto da ______ € 250.-, di cui € 50.- erano la restituzione del prestito

che aveva fatto a __________ quella mattina per fare benzina. ______ aveva

dichiarato al contrario di aver trattenuto per sé € 200.-/300.- dando tutto il

resto della refurtiva a IM 1. Quest’ultimo ha precisato che prima della rapina,

con __________ non avevano concordato nulla quo alla spartizione della

refurtiva (verbale IM 1 21.05.2012).

10.

Rapina dell’11

febbraio 2011

10.1

La seconda rapina imputata nell’Atto

d’accusa (cfr. punto 1.2) è quella dell’11 febbraio 2011 commessa a __________

in danno della Stazione di servizio ACPR 1 con una refurtiva complessiva

denunciata di Fr. 28'674.50 (Fr. 8'210.20 ed Euro 15'560.-), colpo questo che

ha condotto all’arresto di __________ e successivamente del qui imputato.

Come descritto nella sentenza emessa a carico di __________:

"

__________, la vittima, interrogata poco dopo i fatti, ha

dichiarato che il 9 febbraio 2011 verso le ore 09.15 circa, si trovava dietro

il bancone a servire un cliente che le aveva chiesto di cambiare Fr. 250.- in

Euro per cui si spostava nell’apposito ufficio cambio e consegnava al cliente

Euro 150.-. Preso il denaro, il cliente usciva dal negozio mentre lei restava

ancora nell’ufficio cambio. Non sa quanto tempo è rimasta all’interno ma quando

esce si trova di fronte una persona che le intima di entrare. Indica quest’uomo

che impugnava la pistola con la mano destra, quale primo rapinatore con

corporatura media, alto 160/165 che ha detto una sola parola che lei non ha

capito e che poteva essere in lingua straniera. Descrive il secondo rapinatore

come un uomo con corporatura snella, carnagione bianca, capelli castano chiari,

alto 175/180 cm con gli occhi azzurri.

Pertanto appena uscita dall’ufficio cambio, quello che si ritrova

di fronte e che le ordina di entrare è la persona che ha indicato quale secondo

rapinatore. Lei quasi istintivamente risponde di no. L’uomo le si avvicina

ancora di più e le ordina di entrare e a questo momento vede che il primo uomo

era seguito da un’altra persona. All’interno dell’ufficio cambio il primo

rapinatore le ordina di aprire la cassaforte ma lei in preda al panico non ci

riesce.

L’uomo le diceva con voce calma ma decisa “…. giuro che ti

ammazzo, hai tre minuti, tre minuti, se no inizio a menarti…”, frase che le è

stata ripetuta più volte, ma lei in preda al panico non si ricorda più il

codice per cui chiede di poter guardare il numero sul quaderno. E’ in questi

attimi, ha precisato “che sentivo il rumore metallico prodotto dalla pistola e

che il primo rapinatore mi puntava la pistola alla tempia”. Alla sua richiesta

di poter leggere il codice sul quaderno, viene scortata fino alla sua borsa che

era vicino alla vetrata. Non sa quando esattamente ma nel negozio entra un

cliente abituale (__________) che veniva preso in ostaggio e portato

all’interno del locale cambio dove viene fatto sedere su una sedia poiché ha

problemi di deambulazione. La commessa, letto sul quaderno la combinazione

riesce ad aprire la cassaforte, per cui il secondo rapinatore prelevava il

contante e nel contempo chiedeva all’altro di passargli il sacchetto di

plastica giallo della __________. Presi i soldi i due rapinatori intimano di non

chiamare nessuno prima di un minuto e si allontanano a piedi in direzione degli

svincoli autostradali.

La commessa dichiara di essere rimasta particolarmente colpita

dagli occhi azzurri del secondo rapinatore. E’ stato sempre lui che ha parlato

e in un certo modo ha condotto la rapina. Le ha chiesto a più riprese soldi o

meglio: “…so che hai altri soldi, dove sono o qualcosa di simile….” (cfr.

verbale __________ 11.02.2011 ore 12.00).

Riferisce di essere stata sotto shock e di non ricordare

esattamente cosa ha fatto. Forse ha schiacciato l’allarme, poi ha chiamato in

ufficio parlando con il responsabile (__________) al quale riferiva della

rapina e che le ha detto che avrebbe allarmato la Polizia che è arrivata pochi

minuti dopo.

Gli interroganti sottopongono alla commessa una documentazione

fotografica con raffigurate 18 persone. __________ riconosce al 100% nel n. 5

(corrispondente ad __________) quello che ha descritto come il secondo

rapinatore, per la forma degli occhi, il suo colore, lo sguardo come pure il

colore della pelle identico a quello che poco prima, nel verbale, aveva

indicato come il secondo rapinatore. Del secondo rapinatore, che non è riuscita

a vedere in faccia, non ha invece nessun ricordo (cfr. verbale __________

11.02

, AI 99, all. 18).

Quello stesso giorno gli inquirenti interrogano anche il cliente

che è entrato nel negozio mentre era in atto la rapina (cfr. verbale 11.02.2011

ore 10.05). __________ ha confermato che uno dei due rapinatori gli ha ordinato

di entrare nel locale lì vicino da dove erano usciti “e mi ha appoggiato la sua

mano sinistra sul mio braccio destro”. Lui gli riferiva di avere difficoltà

motorie per le protesi alle gambe e il rapinatore gli diceva di entrare e di

sedersi, cosa che lui ha fatto. Ha riferito di essere “rimasto abbastanza

scosso da quanto accaduto” e di non ricordare, per tale motivo, “esattamente

quello che è capitato e gli eventuali dettagli” e di non essere in grado di

riconoscere i rapinatori”

(AI 12: sentenza della Corte delle Assise Criminali 26 gennaio

2012.

emessa a carico di __________).

10.2

IM 1 in merito alla dinamica di questa rapina ha dichiarato che con il volto travisato e muniti di

pistola, __________ è entrato per primo nel negozio e si è diretto verso la

cassiera mentre lui entrava subito dopo. __________, che impugnava la pistola

con la mano sinistra, intimava alla cassiera di aprire la porta dell’ufficio

cambio dove sono poi entrati mentre lui è rimasto sulla soglia. La commessa non

ricordava il codice per cui ha chiesto di poterlo recuperare dalla sua borsa

che era nel negozio. Quando sono usciti dal locale cambio hanno visto che in

negozio era entrato un cliente. La commessa, recuperato il codice, rientrava

nel locale cambio con __________ mentre lui minacciava con la pistola

puntatagli alla tempia, facendo il movimento di carica, l’uomo entrato nel

negozio. Visionando il filmato della rapina l’imputato ha preso atto che il

cliente era stato fatto entrare nel locale cambio (particolare che aveva

affermato di non ricordare) dove c’era la cassaforte e dove è stato fatto

sedere su di una sedia. Aperta la cassaforte, hanno arraffato i soldi e sono

usciti dal negozio, allontanandosi (verbale 21.05.2012; verbale

d’interrogatorio dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

Con questa descrizione l’imputato ha riconosciuto in sostanza la

dinamica dei fatti riferita dalla commessa e dal cliente entrato in negozio,

versione che ha ripetuto anche al dibattimento (verbale di interrogatorio

dell’imputato, all. 1 al verbale del dibattimento).

10.3

In merito all’auto, una Ford

Fiesta, IM 1 ha dichiarato che __________ l’ha recuperata quella mattina da un

suo amico da cui l’aveva ottenuta in prestito e che alla stessa hanno applicato

le targhe ticinesi dopo essere entrati in Svizzera, poco dopo la dogana (verbale

21.05.2012

pag. 5). Nel seguito ha indicato e descritto la loro fuga dopo la

commissione della rapina poiché intercettati da un’auto della Polizia. Ha riferito

(verbale 21.05.2012) che __________ non si è fermato all’alt della Polizia e

che dopo essersi allontanati ad un certo punto hanno abbandonato l’auto e,

presi i soldi, i vestiti, le targhe e le pistole, sono scappati a piedi, hanno

attraversato un corso d’acqua e camminando sono saliti su di una montagna. Qui __________

ha detto di nascondere le targhe e le pistole, cosa che hanno fatto, coprendole

con la terra e le foglie. Hanno quindi proseguito e in cima alla montagna hanno

incrociato due persone alle quali __________ ha chiesto se erano già in __________,

ricevendo risposta positiva. Sono quindi scesi dalla montagna e si sono

nascosti prima in un capannone abbandonato e poi per diverse ore, sotto un’auto

sollevata da terra e coperta da un telone dove sono rimasti sin verso le ore

17.00

Dopo un paio d’ore, mentre erano ancora nascosti sotto la macchina, __________

gli ha dato € 500.- dicendogli che andava a nascondere i soldi di modo che se

fossero stati fermati, non avevano con loro la refurtiva. Dopo circa 15 minuti

è tornato là dove erano nascosti dicendogli che anche per sé aveva tenuto €

500.

-. Verso le ore 17.00/17.30 sono usciti dal nascondiglio restando distanti

l’uno dall’altro, in particolare lui camminava davanti a __________. Mentre

camminavano ha visto arrivare la Finanza che li ha raggiunti da tergo fermandosi

all’altezza di __________. Lui ha continuato a camminare dritto e ha visto __________

andar via con la Finanza. In seguito ha preso un pullman e quindi il treno ed è

rientrato a casa.

Dopo qualche giorno, via Internet, ha appreso che __________ era stato

arrestato. Non ha poi più saputo nulla fino a quando il 12.10.2011 è stato a

sua volta arrestato.

10.4

Va detto che le ricerche

effettuate dagli inquirenti sulla base delle indicazioni date da __________, il

13.05

, nei luoghi da questi indicati, non hanno portato al ritrovamento delle

pistole né alle targhe ticinesi sottratte.

10.5

In merito alla refurtiva, al

dibattimento IM 1 ha dichiarato che __________ gli avrebbe dovuto dare ancora

parte della refurtiva se non fosse stato arrestato. Ha precisato di non

conoscere l’ammontare del bottino e di essersi solo reso conto che era molto

più importante di quello della precedente rapina. Ha ripetuto che con __________

non avevano parlato di quanto gli avrebbe ancora dato ma che era di più della

volta precedente. Ha ribadito in aula di non aver visto dove __________ ha

nascosto la refurtiva che lui non ha comunque cercato. Ha pertanto negato di

aver avuto con sé la refurtiva, come invece affermato da __________.

11.

Il Procuratore pubblico in

relazione a questa fattispecie, oltre alla rapina di cui al punto 1.2, ha

imputato a IM 1 il reato di coazione (cfr. punto 2 dell’AA) in relazione a

quanto commesso nei confronti del cliente entrato nel negozio mentre la rapina

era in atto (__________) e che è stato costretto con la minaccia della pistola,

ad entrare e restare nel locale cambio unitamente alla commessa (cfr. verbale __________).

Al dibattimento l’imputato ha confermato che il cliente è stato

costretto ad entrare nel locale cambio dove è stato fatto sedere su una sedia

mentre la commessa apriva la cassaforte (cfr. verbale d’interrogatorio dell’imputato

pag. 7, all. 1 al verbale del dibattimento).

12.

In merito

all’infrazione alla LF sugli stranieri, al dibattimento l’imputato ha

dichiarato di essere stato in possesso del passaporto quando il 09.02.2011 ed

l’11.02.2011 è entrato in Svizzera per commettere le rapine. La Pubblica accusa

preso atto delle dichiarazioni dell’imputato, ha rinunciato alla relativa

imputazione di cui al punto 3 dell’AA.

13.

Relativamente all’imputazione

di infrazione alla legge sulle armi, l’imputato ha pacificamente ammesso di

aver, in due occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola

giocattolo al fine di commettere le rapine.

14.

Giusta l’art. 140 cifra 1

cpv. 1 CP commette rapina ed è punito con una pena detentiva fino a 10 anni o

con una pena pecuniaria non inferiore a 180 aliquote giornaliere, chiunque

commette un furto usando violenza contro una persona o minacciandola di un

pericolo imminente alla vita o all'integrità corporale o rendendola incapace di

opporre resistenza.

Non occorre spendere molte

parole per sostenere che quel che è stato fatto dall’imputato ai danni della

stazione di servizio __________ di ACPR 2 a __________ e ai danni della stazione di servizio ACPR 1 di __________, si qualifica giuridicamente come rapina ai

sensi dell’art. 140 CP laddove IM 1 e __________, con la minaccia di una

pistola (giocattolo, modificata ed utilizzata in modo da sembrare vera) hanno

piegato la volontà delle impiegate dell’obiettivo preso di mira tanto da

costringerle ad aprire la/le casseforti appropriandosi del denaro ivi contenuto

e in un caso, il denaro presente nella cassa del negozio. Ne discende la

conferma delle imputazioni di cui al punto 1 (1.1. e 1.2 ) dell’Atto d’accusa.

15.

Per l’art. 181 CP, si rende

colpevole di coazione ed è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con

una pena pecuniaria, chiunque usando violenza o minaccia di grave danno contro

una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire di lei, la

costringe a fare, omettere o tollerare un atto.

La Corte ha ritenuto che

quanto commesso nei confronti del cliente (di cui al punto 2 dell’AA) che è

entrato nel negozio mentre era in corso la rapina e che è stato costretto come

la commessa, con la minaccia della pistola, ad entrare nel locale cambio dove

era situata la cassaforte e a restarvi per il tempo necessario all’esecuzione

della rapina, adempie la fattispecie del reato di coazione ex art. 181 CP, con

la conferma dell’imputazione di cui al punto 2 dell’Atto d’accusa.

16.

Ugualmente realizzati in

concreto sono stati ritenuti i presupposti del reato di cui al punto 4 dell’AA

nella misura in cui è stato pacificamente ammesso dall’imputato di aver, in due

occasioni, portato su di sé ed importato in Svizzera la pistola giocattolo così

come riportato nell’AA, al fine di commettere le rapine. La relativa

imputazione descritta al punto 4 dell’AA ha trovato pertanto conferma.

17.

Nella commisurazione della

pena (art. 47 CP) il giudice tiene conto della colpa del reo, della vita e

delle condizioni personali di lui nonché dell’effetto che la pena avrà sulla

sua vita. Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado

di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

riprensibilità dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché,

tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione.

Per il resto è ancora valida la vecchia giurisprudenza elaborata

nell’ambito del vecchio art. 63 CP per cui, nella valutazione della colpa,

entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il

soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la

gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di

scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato

volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in

seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il

comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento volontà di

emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con

rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati la situazione familiare professionale

dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita,

l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in

genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1

pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la

sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit)

per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla

situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (cfr. per tutte, la

sentenza 18.12.2007 della CCRP in re A.A. e la giurisprudenza ivi richiamata).

18.

Avuto riguardo alla

commisurazione della pena va detto innanzitutto che la Corte ha ritenuto

oggettivamente e soggettivamente grave la colpa dell’imputato. La rapina è un

reato già grave di per sé perché chi, per soldi facili, è pronto ad aggredire e

a porre la vittima nell’impossibilità di difendersi mediante minaccia, violenza

o altre forme di pressione psicologica o coazione, per potersi appropriare di

denaro o di valori altrui, dimostra una mancanza di scrupoli che non deve

essere banalizzata. L’oggettiva gravità del reato di rapina risulta poi in modo

chiaro anche dalla comminatoria di una pena minima di 180 aliquote giornaliere

anche per il caso meno grave e fino a 10 anni di pena detentiva, voluta dal

legislatore.

IM 1 ha commesso, unitamente a __________, ben due rapine sul

nostro territorio, a brevissima distanza l’una dall’altra. Per egoistico scopo

di lucro non si è fatto alcuno scrupolo a spaventare a morte le vittime perché

anche se sono state usate pistole giocattolo, appositamente modificate tanto da

sembrare autentiche, le vittime non lo sanno per cui il loro spavento è davvero

autentico ed enorme tanto da comportare talvolta conseguenze negative anche

importanti nella loto vita futura. Incide poi negativamente anche il fatto che

le rapine siano state commesse insieme da due autori ciò che anche agli occhi

delle vittime, ne aumenta sensibilmente la pericolosità.

L’imputato, ventiduenne all’epoca dei fatti, commettendo una

dietro l’altra, due rapine, ha mostrato una prontezza a delinquere, nello

spazio di poco tempo, notevole oltre ad una grande determinazione nel

raggiungimento dell’obiettivo: visto che la rapina del 9 febbraio aveva

fruttato il magro bottino di fr. 1'500.- ecco che, dopo soli due giorni, torna

a commettere la seconda rapina dimostrando anche una notevole spregiudicatezza

poiché non poteva affatto escludere ma anzi ben prevedere la presenza ed i

controlli della polizia sul territorio, allertata dalla rapina commessa soli

due giorni prima. E’ stato infatti l’imputato stesso a dichiarare, anche in

aula, che l’11 febbraio 2011, prima di commettere la rapina, avevano incrociato

un’auto della Polizia, senza che ciò abbia avuto alcun effetto dissuasivo, ciò

che a giudizio della Corte denota un agire senz’altro spregiudicato. L’imputato

ha agito con grande determinazione anche se si pensa ai chilometri da

percorrere per arrivare dall’Italia in Svizzera, terra a suo dire mai visitata

prima, senza mai avere ripensamenti o esitazioni di sorta.

IM 1 ha svolto un ruolo importante nell’esecuzione delle due

rapine nella misura in cui è accertato che __________ non ha mai agito da solo

nel commettere le rapine sul nostro territorio. L’imputato poi ha dato prova di

lucidità e sangue freddo allorché ha saputo fronteggiare prontamente durante

l’esecuzione della seconda rapina, l’imprevisto costituito dall’arrivo nel

negozio del cliente __________ che ha immediatamente reso inoffensivo

minacciandolo con la pistola puntatagli alla tempia, dimostrando con ciò, come

detto, un notevole sangue freddo per essere uno alle prime armi.

Ha agito per scopo di lucro ma non perché aveva fame o versava nel

bisogno avendo lui stesso dichiarato di fare saltuariamente qualche lavoro ma,

come riconosciuto dalla difesa, per aumentare il suo tenore di vita, per

acquistare beni non strettamente necessari per vivere, ciò che è

particolarmente grave, così come è grave e colpisce la facilità con la quale l’imputato

si è dedicato a questo genere di attività criminale.

Dal profilo personale, dagli atti e dal suo racconto non emergono

elementi che possano far ritenere un’esistenza particolarmente difficile. La

Corte comunque ha considerato a favore dell’imputato la sua condizione di

illegalità in __________, sottolineata dalla difesa nonché il fatto che al

momento della commissione delle rapine aveva poco più di 22 anni. Ha tenuto

conto dell’assunzione di responsabilità sin dal primo verbale di polizia e

quindi della collaborazione prestata agli inquirenti valutando positivamente

l’uso di pistole giocattolo, la sua incensuratezza (posto che per il

procedimento pendente in __________ per stupefacenti [reato di cui gli artt. 73

D.P.R. 309/1990] il Sostituto Procuratore della Repubblica ha chiesto l’archiviazione

al GIP, doc. DIB 3) e soprattutto del lungo carcere preventivo sofferto fino al

dibattimento (dal 12.10.2011 al 24.08.2012) compreso quello in vista

dell’estradizione per cui, tenuto conto del concorso di reati, ha ritenuto

giusto ed equo condannare IM 1 alla pena di 26 mesi di pena detentiva di cui,

tenuto conto che la Pubblica accusa non si è opposta alla concessione della

sospensione parziale della pena, 12 mesi da espiare e 14 sospesi

condizionalmente per un periodo di prova di tre anni.

19.

La tassa di giustizia di fr.

1'000.-- e le spese processuali sono poste a carico del condannato, ad

eccezione delle spese per la difesa d’ufficio, che sono sostenute dallo Stato, con

la riserva dell’art. 135 cpv. 4 CPP.

Visti gli art. 12, 40, 43, 44,

47, 49, 51, 140 cifra 1, 181 CP;

115.

cpv. 1 lett. a LStr;

33.

Larm;

135, 422 e segg. CPP e 22 LTG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

ripetuta rapina

per avere,

agendo in correità con __________,

1.1.1

il 9 febbraio 2011, a __________,

commesso il furto di fr. 1'500.-- in danno della stazione di

servizio __________, minacciando la commessa __________ di un pericolo

imminente alla vita o all’integrità corporale;

1.1.2

l’11 febbraio 2011, a __________,

commesso il furto di fr. 8'210.20 ed euro 15'650.-- in danno della

stazione di servizio ACPR 1, minacciando la commessa __________ di un pericolo

imminente alla vita o all’integrità corporale;

1.2

coazione

per avere,

agendo in correità con __________,

al fine di commettere la rapina di cui al punto 1.1.2. del

Dispositivo

dispositivo,

costretto __________, usando minaccia di grave danno, ad entrare e

a restare nel locale cambio della stazione di servizio ACPR 1;

1.3. infrazione alla LF sulle

armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere,

il 9 e l’11 febbraio 2011,

importato in Svizzera e portato sulla sua persona, senza diritto, una

pistola giocattolo che per il suo aspetto può essere scambiata per arma vera,

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2. Di conseguenza, IM 1 è

condannato:

2.1. alla pena detentiva di 26

(ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2. al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 1'000.-- e dei disborsi.

3. L’esecuzione della

pena detentiva è sospesa in ragione di 14 (quattordici) mesi, con un

periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

4. Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La

retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata.

5. Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise

criminali

La Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 170.--

fr. 1'470.--

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