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Decisione

72.2012.85

Rapina a una donna anziana, che ha riportato un lieve trauma cranico con due ematomi. Proscioglimento dal reato di ricettazione

14 agosto 2012Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

I miei genitori hanno avuto tre figli nel corso del loro

matrimonio che si è sciolto nel 2004.

Oltre a me che sono il maggiore, hanno avuto due ragazze, mie

sorelle, che sono del __________ e del __________.

Mio padre lavora come “capo movimento” presso la stazione

ferroviaria di __________.

Mia madre è animatrice presso la casa anziani del Comune di

__________.

I miei genitori, dopo il divorzio, non si sono risposati e non

hanno avuto altra prole”.

Con loro in passato ho avuto un brutto rapporto. Quando sono

uscito dalla clinica psichiatrica di __________ nel corso del __________, mi è

stato fatto un certificato medico che diceva che non potevo vivere con i miei

genitori. Di conseguenza sono andato a vivere da solo. Questo ha portato un

miglioramento nei rapporti nel senso che ogni tanto ci si sente e ci si vede,

riuscendo a parlare un po’ di tutto. Ai tempi invece c’erano degli argomenti

tabù. Preciso che i miei genitori comunque non li vedo mai assieme.

Per quanto riguarda la mia formazione, dopo le scuole dell’obbligo

ho frequentato il Liceo di __________ anche se, pur essendo arrivato alla fine

della quarta classe, non ho conseguito la maturità.

Se la memoria non mi inganna ho abbandonato il Liceo nel

__________.

Sottolineo che i miei problemi di natura psichica, che riconosco,

si sono aggravati dopo l’incidente della circolazione in cui sono incorso, da

solo, cadendo dalla moto, sulla strada fra __________ e __________ nell’ottobre

o novembre __________. Preciso che i miei problemi mentali hanno avuto inizio

nel __________ quando ho subito il primo rivovero in clinica a __________.

Dopo aver abbandonato il Liceo ho iniziato un apprendistato come

disegnatore del genio civile, che non sono riuscito a portare a termine. Questo

apprendistato l’ho seguito per circa 2 anni.

Di seguito sono stato disoccupato un anno, percependo le relative

indennità. In quel periodo ho vissuto a casa con mia madre.

In seguito ho iniziato la scuola di commercio di __________ che

quest’anno sto finendo.

Proprio oggi avrei dovuto sottopormi ad un esame orale.

ADR che a mio modo di vedere probabilmente non avrei ottenuto il

diploma perché, con tutta probabilità non vengo promosso per un rendimento

insufficiente.

ADR che attualmente non ho una relazione sentimentale con l’altro

sesso.

ADR che attualmente vivo in un appartamento a __________ che mi

viene pagato dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento di

__________. Preciso comunque che recentemente ho ricevuto la disdetta del

padrone di casa perché non mi sono comportato bene. Un paio di volte sono

arrivato a casa un po’ brillo e ho tenuto la musica alta. Devo lasciare

l’appartamento entro la fine di giugno __________”

(AI 34: verbale PP 15.06.2012).

Quo alla sua situazione finanziaria ha dichiarato di non avere

alcuna fonte di reddito e che

"

grazie all’ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento di

__________ ottengo il pagamento dell’appartamento ove vivo a __________ da

solo. Inoltre ricevo, dalla medesima fonte, circa fr. 800.-/1'000.- al mese per

poter vivere”

(AI 5, verbale PP 15.02.2012; verbale pol. 14.02.2012).

1.1. In merito al consumo di

sostanze stupefacenti IM 1 ha dichiarato di aver cessato l’uso di sostanze

stupefacenti rifiutandosi tuttavia di sottoporsi, quando è stato arrestato, al

necessario prelievo per l’esame tossicologico. Anche dinanzi al PP ha ribadito

di non far uso di sostanze stupefacenti rifiutandosi di indicare a far tempo da

quando salvo poi dichiarare al dibattimento di aver commesso la rapina sotto

l’influsso di sostanze stupefacenti segnatamente cannabis e cocaina (verbale

pol. 14.02.2012; verbale PP 15.02.2012; verbale d’interrogatorio all. 1 al

verbale del dibattimento).

1.2. Dall’estratto del casellario

giudiziale nonché dalla documentazione agli atti (AI 1), risultano a carico

dell’imputato le seguenti condanne:

- il 9 settembre 2004 per

consumo e detenzione di 1 grammo di canapa (marijuana) alla multa di fr. 200.-;

- il 31.01.2005 per

circolazione in stato di ebrietà, infrazione alle norme di circolazione,

circolazione con veicolo difettoso, senza licenza di condurre e per

contravvenzione alla Legge Federale sugli stupefacenti, alla pena di 45 giorni

di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre anni

oltre ad una multa di fr. 600.-;

- l’8 maggio 2006 per

contravvenzione alla Legge Federale sugli stupefacenti (consumo di marijuana)

alla multa di fr. 100.-;

- il 13 marzo 2008 dal

Giudice della Pretura penale per guida in stato di inattitudine, infrazione

alle norme della circolazione, inosservanza dei doveri in caso di infortunio e

per contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (consumo di marijuana), alla

multa di fr. 1'200.-;

- il 14 aprile 2009 è stato

condannato per guida in stato di inattitudine (in stato di ebrietà), infrazione

alla norme della circolazione e per inosservanza dei doveri in caso di

infortunio, alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.-,

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni ed alla multa di fr.

800.-.

E’ stato durante il periodo di prova di quest’ultima condanna che

IM 1 ha commesso un nuovo reato.

1.3. In merito al suo stato di

salute vi è che IM 1 da quando aveva appena 16 anni ha iniziato ad evidenziare

disturbi tali che hanno anche comportato il ricovero coatto presso la __________

di __________ talvolta con degenze anche lunghe. Dalla cartella trasmessa dalla

CPC al PP, risultano in particolare i seguenti ricoveri: dal __________.

Nell’ambito del procedimento che ci occupa IM 1 è stato sottoposto

a perizia psichiatrica. Il 28/31 maggio 2012, il dottor __________ incaricato

dell’allestimento della perizia, ha consegnato il referto peritale (AI 23) cui

è seguito il 18.06.2012, un complemento di perizia (AI 41).

Il dottor ____ al termine del lavoro peritale ha concluso che

"

Il peritando presenta una struttura psicotica di personalità

ovvero una alterazione della personalità caratterizzata da blocchi affettivi

riconducibili ad una relazione altamente perturbata con le figure di

riferimento primario e in modo particolare con la madre e da una difficoltà a

distinguere tra la fantasia e la realtà che lo portano ad avere delle

importanti difficoltà di integrazione con l’ambiente umano e sociale. Lo scarse

esame della realtà del peritando deriva da una incapacità ad usare l’intelletto

per adattarsi alla società e ad un pensiero immaturo che lo porta a rifugiarsi

nell’irreale o a pretendere dal mondo esterno il pronto esaudimento di tutte le

sue pulsioni desiderative”.

Lo specialista ha quindi posto la diagnosi di “Disturbo misto

della condotta e della sfera emozionale (ICD10-F92.8) in struttura psicotica

della personalità”.

Rispondenso agli ulteriori quesiti del mandato peritale, il dottor

__________ ha concluso che “i reati contestati al peritando sono da mettere

in rapporto con la struttura di personalità psicotica di cui è affetto e con i

disturbi della condotta e della sfera emozionale da essa derivati”,

riconoscendo al peritato una scemata imputabilità di grado medio derivante non

dalla incapacità di valutare il carattere illecito dell’atto quanto piuttosto

da una alterazione della capacità di agire secondo la valutazione del carattere

illecito dell’atto.

Il perito, in merito al rischio di recidiva, ha ritenuto che “il

peritando presenti un fondato pericolo di commettere nuovi reati”,

giudicando

“elevata la possibilità che il peritando possa commettere nuovi

reati attinenti alla sfera dei rapporti interpersonali”.

Lo specialista ha precisato che “il rischio di commettere nuovi

reati attinenti alla sfera dei rapporti interpersonali sia da mettere in

relazione con le particolari le particolari caratteristiche del disturbo della

personalità del peritando e pure con le circostanze particolari in cui sarebbe

stato commesso il reato”.

Il perito ha giudicato “che la turba psichica del peritando sia

da considerarsi di gravità notevole e di lunga durata” (AI 23: perizia

psichiatrica 28 maggio 2012).

A giudizio del dottor __________ “il peritando è tuttora

portatore della struttura psicotica di personalità e delle alterazioni della

condotta e della sfera emozionale messe in evidenza”.

Quanto alle misure da porre in essere, il perito ha concluso che

"

essendo la alterazione della personalità di origine

prevalentemente endogena sono consigliabili dal punto di vista terapeutico

delle misure psicoterapiche integrate con delle misure di tipo

psicofarmacologico (neurolettici atipici e stabilizzatori dell’umore) che

possono non solo moderare la patologia psicotica ma anche agire in senso

antiimpulsivo.

Un trattamento specialistico come quello indicato sopra può

consentire una riduzione del rischio di commettere nuovi reati in connessione

con la turba psichica evidenziata. Al fine di monitorare la effettiva presa dei

medicamenti indicati sono da prevedere dei controlli periodici del sangue. Sono

dell’avviso che un trattamento ambulatoriale svolto in un clima di

collaborazione da parte del peritando, dovrebbe in linea teorica essere idoneo

a contenere il rischio di nuovi reati.

Il trattamento indicato va attuato da un medico specialista in

psichiatria (presso una delle sedi del Servizio Psicosociale sul territorio del

Cantone __________) eventualmente in collaborazione con uno psicologo

psicoterapeuta”

(AI 23).

2. Il 14 febbraio 2012

alla centrale della Polizia Cantonale di __________ veniva segnalata la commissione

di una rapina ai danni di un’anziana signora poi identificata in __________

__________, __________, domiciliata a __________, commessa da un giovane che

era stato visto allontanarsi verso il centro città. Poco dopo il presunto

autore veniva fermato dalla Polizia a poche centinaia di metri dal luogo dei

fatti e veniva identificato in IM 1 (__________).

2.1. Ascoltata dalla Polizia, la

vittima __________ __________ dichiarava che

"

mentre camminavo per raggiungere la fermata del bus, mi sono resa

conto che una persona mi teneva d’occhio. Capivo che stava intraprendendo

qualche cosa nei miei confronti. Così è stato.

Si è avvicinato alla mia persona e come prima cosa mi ha parlato

chiedendomi i soldi. Nel medesimo momento mi ha dato uno spintone e mi ha

strappato la mia borsetta che tenevo in mano. Io sono caduta a terra picchiando

la testa. Di conseguenza ho perso di vista questa persona che mi ha aggredito.

Sono subito stata soccorsa da alcuni passanti che mi hanno accompagnata in un

negozietto. Mi hanno fatto sedere e quindi tranquillizzata. Dopo alcuni minuti,

qualcuno mi ha riportato la mia borsetta. Io ho controllato se tutto era

presente. Non mancava nulla”.

La vittima ha precisato che a seguito della caduta “lamento

dolori alla testa (ho un bernoccolo) e dolori in generale a tutto il corpo.

Devo dire che mi sono spaventata molto. Sono portatrice di un pace-maker e

prendo insulina”.

Sottoposta a visita medica presso __________ di __________, la

vittima ha riportato le lesioni di cui al certificato medico del PS __________

di __________ (cfr. certificato medico 14.02.2012; verbale __________

__________ __________).

2.2. L’imputato, che come visto

sopra al punto 2, era stato quasi subito fermato, tradotto in Polizia, veniva

interrogato e ammetteva subito i fatti. Il giorno successivo, dinanzi al PP,

(verbale PP 15.02.2012), confermava di essere l’autore della rapina commessa in

danno dell’anziana vittima. In particolare dichiarava che mentre si trovava nei

pressi della stazione __________ di __________,

"

ho notato una signora anziana che si trovava sotto la pensilina

dei bus in attesa. Avevo fame e ho quindi deciso di rivolgermi a lei per

chiederle se mi faceva la carità. Le ho chiesto almeno tre volte se mi dava dei

soldi per potermi comprare qualcosa da mangiare. La signora mi ha sempre

risposto negativamente. Al che io le ho detto che i soldi me li sarei presi lo

stesso. L’ho quindi spintonata con le punte delle mie dita della mano destra

colpendola sotto la sua spalla sinistra, sopra il seno.

La mia spinta non era particolarmente forte ma comnunque di una

certa intensità per una persona anziana. Tant’è che la signora ha perso

l’equilibrio, ha fatto un paio di passi indietro ed è caduta a terra sulla

schiena. Preciso che la signora è caduta sulla carreggiata della strada e che

prima di essere da me spinta si trovava sul marciapiede della pensilina.

Cadendo a terra la signora ha “mollato” la presa alla sua borsetta

che io ho quindi subito afferrato per poi scappare. Sottolineo che non ho

strappato la borsa dalle mani della vittima, ma l’ho afferrata da terra, dove

si trovava.

Sono scappato ad un certo punto in discesa su una scala, dove ho

fatto una caduta rovinosa, a seguito della quale ho perso la borsetta rubata”

(VI PP 15.2.2012, AI 5, pag. 2).

L’imputato dichiarava di essere stato sobrio al momento dei fatti

e che

"

Non avevo fatto né uso di alcol né uso di stupefacenti.

ADR che attualmente non faccio uso di stupefacenti. Non voglio

rispondere alla domanda a sapere da quanto tempo non faccio più uso di sostanze

stupefacenti.”

(AI 5, verbale PP 15.02.2012).

2.3. Al termine del verbale

15.02.2012, il Procuratore pubblico disponeva il mantenimento dell’arresto

provvisorio decretato dalla Polizia fino all’indomani, giovedì 16.02.2012,

momento in cui l’imputato, posto in libertà provvisoria, veniva affidato al

servizio psico-sociale di __________ dove sarebbe stato preso a carico dalla

dr. Med. __________ __________. Tra le misure sostitutive all’arresto disposte

dal PP, vi era infatti, tra l’altro, l’imposizione dell’obbligo per l’imputato,

di sottoporsi “al trattamento medico/psichiatrico/psicologico che verrà

predisposto a mio beneficio dal Servizio psico-sociale di __________” e ciò

in considerazione dello stato psico-fisico attestato dal certificato medico del

14.02.2012 della dott.ssa __________ __________ al fine di “affievolire il

pericolo di recidiva” (AI 5, verbale 15.02.2012).

2.4. IM 1, posto in libertà

provvisoria, nonostante i primi intenti, non rispettava l’obbligo di sottoporsi

al trattamento medico/psichiatrico/psicologico presso il servizio psico-sociale

di __________, in particolare non si presentava all’appuntamento previsto per

il 26 aprile 2012 senza fornire alcuna giustificazione (AI 17, scritto

27.04.2012 del Servizio psico-sociale di __________ al PP). Malgrado i richiami

del PP al rispetto della misura sostitutiva all’arresto (AI 18), IM 1 non vi

dava seguito e il 13 giugno 2012 comunicava telefonicamente alla dottoressa

__________ __________ di rifiutare la terapia farmacologica. Il PP, preso atto

dello scritto della dott.ssa __________ __________ che gli comunicava

l’impossibilità di porre in essere un intervento ambulatoriale (AI 28; AI 30),

il 14.06.2012 spiccava il mandato di accompagnamento coattivo in esecuzione del

quale l’imputato veniva fermato il 15.06.2012. Interrogato ribadiva che “non

intendo assumere alcuna cura farmacologica in quanto contrario ad ogni tipo di

psicofarmaco” (AI 34: verbale PP 15.06.2012), per cui al termine del

verbale il PP ne disponeva l’arresto per pericolo di recidiva posto che anche

in base alle conclusioni del perito dr. __________ (pervenute nel frattempo al

PP) era necessaria, per ovviare al rischio di recidiva, tra l’altro, la

somministrazione di una terapia farmacologica.

Con decisione di pari data, il GPC, dopo l’audizione, ordinava la

carcerazione preventiva dell’imputato (AI 36: decisione GPC).

2.5. Il perito dottor __________

preso atto della non collaborazione di IM 1 al trattamento medico, concludeva

per l’inesistenza dei presupposti per una presa a carico ambulatoriale e quindi

per la necessità di un trattamento medico stazionario presso la Clinica

Psichiatrica Cantonale di __________ (AI 41, complemento 18.06.2012 al referto

peritale).

2.6. In merito ai fatti del

14.02.2012 segnatamente in merito alla dinamica della rapina, IM 1 nel verbale

PP del 15 giugno 2012, precisava meglio che:

"

praticamente dopo aver chiesto alla vittima di consegnarmi dei

soldi e dopo che la stessa mi ha risposto che non me li dava, io ho in sostanza

afferrato la borsetta che la donna teneva in mano e pressochè

contemporaneamente ho spintonato la donna che è caduta a terra. Preciso che

quando io ho afferrato la borsetta la signora ha tentato di trattenerla. Io ho

però vinto la sua resistenza”

(AI 34, verbale PP 15.06.2012).

In detto verbale IM 1 veniva interrogato anche in merito al

ritrovamento presso il suo domicilio di un cellulare marca Motorola risultato

rubato a __________ in una discoteca, il 23.10.2004, ai danni di __________

__________, __________ (AI 26, denuncia di furto). L’imputato dichiarava che il

telefonino gli era stato probabilmente regalato in cambio di qualche CD con

incisa musica rap, presso il Liceo di __________ da lui frequentato fra il 2001

ed il 2005. Ha precisato di non essersi mai immaginato che il telefonino era

stato rubato e che se l’avesse saputo, non l’avrebbe accettato (AI 34, verbale

PP 15.06.2012).

3. Con atto d’accusa del 6

luglio 2012 sostituito poi con quello del 30 luglio 2012 con il

deferimento di IM 1 ad una Corte delle assise criminali, il Procuratore

pubblico imputava a IM 1 la rapina commessa a __________ il 14.02.2012 (punti 1

dell’AA) e la ricettazione del cellulare motorola (punto 2 dell’AA).

4. Al dibattimento IM 1, come

aveva già fatto in sede d’inchiesta,

ha confermato nuovamente di essere l’autore della rapina

giustificando il suo agire con l’essersi trovato “in una situazione di

bisogno” intendendo dire che voleva comprarsi del cibo in quanto aveva fame

e voleva mangiare e che non “essendo nel pieno delle mie facoltà mentali in

quell’istante avevo ritenuto che fosse una cosa giusta, normale agire in quel

modo”.

Ha riconosciuto di aver “fatto una cosa brutta perché la

signora anziana è debole, potevano esserci conseguenze peggiori”.

In aula, contrariamente a quanto affermato nel corso d’inchiesta,

l’imputato ha dichiarato di aver commesso la rapina sotto l’influsso di

sostanze stupefacenti segnatamente cannabis e cocaina (verbale d’interrogatorio

all. 1 al verbale del dibattimento).

In merito al cellulare ha ripetuto di non aver pensato né

immaginato che il telefonino (il cui valore, agli atti, non risulta

comprovato), potesse essere rubato (verbale di interrogatorio dell’imputato,

all. 1 al verbale del dibattimento).

5. La dinamica dei fatti così

descritta da IM 1, coincide in sostanza con quella esposta dalla vittima e con

quanto riferito dal teste __________ __________ che, testimone della rapina,

aveva recuperato la borsetta quando IM 1, scappando, era scivolato perdendola

dalle mani (verbale teste __________ 14.02.2012 allegato al rapporto d’arresto

AI 2).

6. Pacifica è, sulla base dei

fatti così accertati, la realizzazione dei presupposti oggettivi e soggettivi

per dichiarare IM 1 autore di rapina così come previsto dal disposto di cui

all’art. 140 cifra 1 CP, con il che trova conferma il punto 1 dell’AA.

Diversamente va per l’imputazione di ricettazione (punto 2

dell’AA) sub. ricettazione di poca entità in merito alla quale la Corte non ha

ritenuto l’adempimento dell’aspetto soggetivo del reato avendo IM 1 sempre

dichiarato di non aver saputo e neanche pensato che il telefonino che un suo

compagno gli aveva dato come scambio con un CD di musica rap, potesse essere

stato rubato, prosciogliendolo di conseguenza dalla relativa imputazione.

7. Nel commisurare la sanzione

alla colpa dell’accusato per il reato di rapina riconosciuto a suo carico, la

Corte ha considerato la colpa di IM 1 grave perché per puro spirito di lucro

non si è fatto alcuno scrupolo ad aggredire una donna anziana incurante del

fatto che spintonandola per rubarle la borsetta, l’ha sbilancita al punto da

farla cadere a terra. L’accusato ha messo in atto un comportamento che è parso

alla Corte particolarmente odioso e riprovevole per la scelta di rapinare una

vittima debole e particolarmente vulnerabile vista l’età avanzata, una vittima

cui ha procurato uno spavento enorme ed alla quale, solo per provvida fortuna,

ha causato unicamente ferite lievi. La Corte ha tenuto conto delle scuse

dell’accusato all’indirizzo della vittima ma non ha ritenuto assolutamente

dati, come chiesto dalla difesa, i presupposti per il riconoscimento del

sincero pentimento, attenuante che non è stata per il resto ulteriormente e

diversamente motivata.

La Corte ha considerato poi a favore dell’accusato che sin dal

primo verbale ha ammesso la rapina non senza notare comunque che è stato

fermato in quasi in flagranza di reato. In tali condizioni la Corte, preso atto

del carcere preventivo sofferto, della situazione personale, familiare e

sociale dell’accusato e fatte proprie le conclusioni peritali che riconoscono

all’accusato una scemata imputabilità di grado medio, ha ritenuto giusto ed

equo condannare IM 1 a 13 mesi di pena detentiva a valere quale pena unica (ex

art. 46 CP) comprensiva di quella di 75 aliquote giornaliere da fr. 30.-

ciascuna inflittagli con decreto del 14.04.2009 dal Ministero Pubblico.

La pena così stabilita è da espiare considerate le conclusioni

peritali sull’alto rischio di recidiva che l’accusato presenta con la

conseguente formulazione di una prognosi del tutto negativa.

8. Sentito in aula, il perito

ha confermato le conclusioni espresse nella perizia psichiatrica quo alla turba

di cui è affetto IM 1 che a giudizio dell’esperto, è “di notevole gravità e

di lunga durata”. In merito al pericolo di recidiva connesso alla turba di

cui è affetto, ha ribadito la necessità che l’imputato “assuma la terapia

farmacologica, che venga monitorata l’effettiva presa dei medicamenti con prove

ematiche e che venga osservato il decorso clinico per verificare l’efficacia

del trattamento”. Lo specialista al dibattimento, non si è determinato

definitivamente sul quesito a sapere se il trattamento stazionario dovesse

essere eseguito in un’istituzione chiusa o aperta. Ha dichiarato unicamente che

a suo giudizio “ci sono possibilità che il trattamento inizialmente

stazionario si tramuti in un trattamento ambulatoriale. Penso che il

trattamento stazionario debba durare perlomeno 4/6 mesi” (verbale

d’interrogatorio del perito, allegato 2 al verbale del dibattimento).

9. In merito alla misura, la

Corte, stante la situazione psichiatrica dell’accusato così come illustrata dal

perito, ha riflettuto a fondo su quella che era la soluzione migliore e più

giusta per lo stesso accusato e per la necessaria tutela dei terzi visto l’alto

pericolo di recidiva segnalato dal perito. In questo senso la Corte ha preso

atto in modo positivo della nuova attitudine assunta dall’accusato a riguardo

della terapia farmacologica che ha deciso di seguire dal mese di luglio 2012. La

Corte ha considerato tuttavia che questo cambiamento dell’accusato è avvenuto

solo dopo essere stato riarrestato e mentre si trova in detenzione per cui ha

ritenuto che a questo stadio si imponga comunque la misura del trattamento

stazionario in un’istituzione chiusa ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP ritenuto

che qualora la collaborazione dell’accusato al trattamento medico dovesse

continuare in modo positivo, la misura potrà essere contenuta nei limiti

temporali indicati dal perito e successivamente sostituita da una misura meno

incisiva. L’esecuzione della pena detentiva inflitta è pertanto stata sospesa

ex art. 57 CP per dar luogo al trattamento stazionario che verrà eseguito in

un’istituzione chiusa che sarà scelta dalla competente Autorità.

La Corte auspica infine l’adozione in favore dell’accusato da

parte delle competenti Autorità, delle misure più efficaci ed idonee (ad

esempio anche nel senso anticipato dalla difesa con la nomina di un tutore)

atte a tutelarlo, a seguirlo e a creargli un punto di riferimento nel momento

in cui sarà libero di gestirsi in modo autonomo in particolare allorchè la

misura potrà limitarsi ad un trattamento ambulatoriale e ciò al fine di

prevenire la commissione di altri fatti di natura penale.

Visti gli art. 12, 40, 19, 47,

48a, 51, 57, 59 cpv. 3, 140 cifra 1, 160 CP;

135, 267, 422 e segg. CPP e 22 LTG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. rapina

per avere,

a __________, il 14.2.2012,

commesso, usandole violenza, segnatamente spintonandola

all’indietro e facendola cadere al suolo, un furto ai danni __________

__________ (__________),

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di ricettazione sub ricettazione di poca entità.

3.

Di conseguenza,

avendo agito in stato scemata imputabilità di grado medio,

IM 1 è condannato:

3.1

alla pena detentiva di 13

(tredici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, a valere quale pena

unica ex art. 46 CP, richiamato il decreto d’accusa del 14.4.2009;

3.2

al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 1'000.-- e dei disborsi.

4.

È ordinato il trattamento

stazionario del condannato ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP.

5.

L’esecuzione della pena

detentiva di cui al dispositivo 3.1. del presente giudizio è sospesa giusta

l’art. 57 CP per dar luogo all’esecuzione del trattamento stazionario.

6.

È ordinato il dissequestro

e la restituzione a __________ __________, __________, del cellulare Motorola

(IMEI __________________) in sequestro.

7.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La

retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata.

Intimazione a:

Per la Corte delle assise

criminali

La Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Perizia fr. 7'100.--

Perito in aula fr. 150.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 86.70

fr. 8'636.70

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