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Decisione

72.2013.106

Truffa aggravata per mestiere ripetuta, in parte tentata; falsità in documenti; guida nonostante la revoca della licenza di condurre

24 agosto 2016Italiano57 min

Source ti.ch

Fatti

i fatti sono sostanzialmente ammessi. La difesa si chiede se si

tratta davvero di astuzie nei confronti di una persona. Sono stati fatti degli

acquisti online con mezzi informatici, persone dall’altra parte non ve ne sono.

Secondo la giurisprudenza del TF l’inganno deve essere astuto. Determinante è

sapere se l’inganno non era o era solo difficilmente rilevabile dalla vittima.

L’astuzia va negata se la vittima avrebbe potuto difendersi o evitare l’errore

con un minimo di prudenza. Nella fattispecie l’imputata ha effettuato una serie

di acquisti online presso diverse grosse società abituate a questo tipo di

transazioni. I fatti di cui al primo AA si sono svolti in un modo diverso, le

merci venivano ordinate con nomi con piccole alterazioni volte ad ottenere la

merce, piuttosto che ingannare chicchessia, oppure a nome di conoscenti o di

vicini, più o meno consapevoli. Dopo il 2013 l’imputata non ha più delinquito

per diverso tempo. Nella seconda metà del 2014 ha ricominciato, perché la sua

situazione personale era cambiata: beneficiava dell’assistenza e disponeva del

denaro. Dal 2014 l’indirizzo e il nome erano sempre i suoi, vero che li

alterava leggermente, ma tutto era sempre riconducibile a lei. Non voleva

ingannare nessuno, semplicemente avendo delle morosità precedenti non avrebbe

potuto acquistare altra merce. Ella aveva l’intenzione di pagarla. Gli ordini

sono stati numerosi e avvenuti in un lasso di tempo lungo. Proprio per l’arco

di tempo trascorso la presunta vittima con una semplice verifica avrebbe potuto

facilmente rendersi conto della somiglianza dei nominativi. A mente della

difesa viene a mancare l’astuzia e dunque la truffa. Anche dal profilo

soggettivo l’imputata ha più volte dichiarato che era sua intenzione pagare.

Quindi contesta la qualifica di reato di truffa non essendoci elemento

soggettivo né oggettivo e ne chiede il proscioglimento. Con riferimento all’AA

97/2013, il pt. 1.1.12 è contestato. La __________ avrebbe dovuto risalire

all’ordinante, avendo ricevuto ordini per oltre un anno e mezzo. Anche il pt.

1.2.7. __________ è contestato, la difesa fa notare che venivano modificate

solo alcune lettere, l’ordinante poteva essere ritracciato e il tempo è stato

lungo, 2 anni e mezzo. Stesso discorso per il pt. 1.7. Il pt. 1.9. è invece

contestato in quanto riferito ad un imprecisato numero di ordinazioni, la

difesa non riesce a prendere posizione in quanto vi è una violazione del

principio accusatorio. Contesta pure la truffa nei confronti di ACPR 9 per gli

stessi motivi. Con riferimento all’AA del 2016, sono contestati i reati di cui

ai pt. 1.1.3, 1.1.4, 1.1.5, 1.1.6., 1.1.9, 1.1.10, 1.1.12, per gli stessi

motivi. Per il pt. 1.1.13 conferma che l’imputata non ha ricevuto le ultime due

ordinazioni 2.12.15 e 6.12.15, ella ha ammesso di aver fatto le ordinazioni ma

non ha ricevuto la carne. Contestato pure il pt. 1.1.14, richiamato l’AI 55,

l’imputata ha spiegato la modalità con cui ha concluso l’abbonamento presso __________,

non è mai stata sua intenzione truffare nessuno. Anche il pt. 1.2 è contestato,

rinvia alle dichiarazioni dell’imputata in atti. Per il pt. 1.4. manca

l’inganno astuto. Per il pt. 2, falsità in documenti, si tratta di fatti

avvenuti durante la convivenza con __________. L’imputata vive in uno stato

perenne di grave angustia. Fino al 2013 questa sua debolezza era anche stata

riconosciuta con una curatela. Viveva grazie al contributo per i figli. Si è

ritrovata senza casa, senza denaro e con un compagno complicato. Ha tentato in

più riprese di trovare un’occupazione. Ha poi chiesto l’assistenza e dal 2015

ha trovato casa a __________. Spera di riprendere in mano la sua vita e

riavvicinare i figli che ha perso. Ella aveva la convinzione di poter far

fronte alle spese. L’imputata ha dei precedenti noti, vi è una recidiva

importante, non è vero che non ha imparato la lezione, c’è un gran cambiamento

tra il 2013 ed il 2016, nell’ultimo ha acquistato la merce a proprio nome e al

proprio indirizzo. Stupisce che nel 2004 le è stata diagnosticata una scemata

responsabilità, a causa di un disturbo di personalità borderline, e oggi è

invece considerata normale. È una persona fragile che va aiutata, non

abbandonata a sé stessa. L’agire reiterato, la convinzione del buon agire

dell’imputata pongono seri dubbi sulla sua piena imputabilità. Per la

commisurazione della pena, l’imputata ha collaborato pienamente. In occasione

dei sequestri presso la sua abitazione ha indicato agli inquirenti le merci

acquistate online. Contesta l’aggravante del mestiere, ella non ha fatto degli

acquisti online la sua unica fonte di guadagno. Quando l’ha fatto pensava di

poter pagare. Chiede che la pena sia contenuta nel periodo di carcerazione già

sofferto di 8 mesi, sub. una pena parzialmente sospesa in modo che possa essere

scarcerata a breve;

- il Procuratore pubblico

in replica afferma che la signora ha cambiato più volte il proprio nome. Ha

usato nomi e cognomi inventati, indirizzi modificati, nominativi trovati a caso

sull’elenco telefonico, ordinazioni a nome di un vicino morto, i nomi sono

indicati. Se si seguisse la tesi della difesa, tutti i __________ in Ticino

dovrebbero essere oggetto di controlli, il che non è accettabile. La ACPR 4, __________

e la __________ hanno sospeso ordinazioni nell’intera zona in cui viveva la IM

1 per evitare un ulteriore danno, creando danno a terze persone che con lei non

avevano nulla a che fare. Per la __________, il decoder è stato sequestrato a

casa sua, è stato dunque ricevuto e non restituito;

- l’avv. IM 1,

difensore dell’imputata IM 1 in duplica precisa che nelle contestazioni delle

truffe si riferisce solo ai nomi facilmente riconducibili a IM 1.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 40, 47, 49,

51, 69, 146, 251 CP; 95 LCStr

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autrice colpevole di:

1.1. truffa aggravata per

mestiere ripetuta, in parte tentata

per avere,

1.1.1. a __________, __________, __________,

__________, nonché in altre località del Cantone Ticino e della Svizzera,

nel periodo compreso tra il luglio 2006 ed il luglio 2013,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, in

particolare per potersi personalmente assicurare un tenore di vita superiore

alle proprie possibilità,

ripetutamente ingannato, rispettivamente tentato di ingannare, con

astuzia diverse persone, così da indurle ad atti pregiudizievoli al loro

patrimonio, così come al patrimonio altrui,

affermando cose false o dissimulando cose vere, confermandone

subdolamente l’errore, in particolare presentandosi sotto mentite spoglie,

inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio

proprio e di terzi per un ammontare complessivo di CHF 83'621.00,

rispettivamente tentando di indurli ad atti pregiudizievoli al patrimonio per

ulteriori CHF 17'279.19;

1.1.2. a __________, __________,

nonché in altre località del Cantone Ticino e della Svizzera,

nel periodo compreso tra il mese di novembre 2011 ed il 18

febbraio 2016, giorno del suo arresto,

al fine di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto, in

particolare per potersi personalmente assicurare un tenore di vita superiore

alle proprie possibilità,

ripetutamente ingannato, rispettivamente tentato di ingannare, con

astuzia diverse persone fisiche e giuridiche,

affermando cose false o dissimulando cose vere, confermandone

subdolamente l’errore, in particolare presentandosi sotto mentite spoglie,

inducendoli in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio

proprio e di terzi per un ammontare complessivo di CHF 19’691.85,

rispettivamente tentando di indurli ad atti pregiudizievoli al patrimonio per

ulteriori CHF 3'873.00;

1.2. falsità in documenti

per avere,

nel periodo tra il 19.05.2003 e il 24.07.2003, a __________ e __________,

allo scopo di procacciarsi un

indebito profitto,

formato documenti falsi alfine di fare uso dei medesimi a scopo di

inganno,

e meglio per avere:

nelle circostanze di tempo e di

luogo indicate,

falsificato la firma di __________, in occasione della

sottoscrizione del formulario per l’ottenimento di una carta di addebito

rilasciata da ACPR 4, __________, alfine di ottenere una “carta supplementare”

a proprio nome, facendo quindi presupporre che le relative fatture sarebbero

state pagate;

1.3. guida nonostante la revoca

per avere,

su tutto il territorio del Cantone

Ticino,

almeno a far tempo dall’8 giugno 2010,

ripetutamente circolato a bordo di svariati veicoli, di proprietà

di terzi, rispettivamente del veicolo Mercedes classe A, da lei acquistato in

data 26 ottobre 2015, sebbene la licenza di condurre le fosse stata revocata

dalla competente Autorità amministrativa con decisione di data 8 giugno 2010, a

tempo indeterminato, a lei regolarmente notificata;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa, nell’atto d’accusa

aggiuntivo e precisato nei considerandi.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolta

dall’imputazione di truffa aggravata di cui al pt. 1.1.13, 1.2.4, 1.2.5 e 1.9

dell’AA 97/2013, e dall’imputazione di truffa aggravata di cui al pt. 1.1.4

dell’AA 110/2016 limitatamente all’importo di CHF 645.00 e CHF 89.00

(operazioni del 08.05.2012 e del 18-19.04.2012).

3.

Di conseguenza,

trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quelle di cui: alla

sentenza 12.04.2005 della Pretura penale del Cantone Ticino e ai DAC no.

10.2004.501

del 12.04.2005, no. 2004.9310 del 09.05.2005, no. 2006.508 del

02.02

, no.2009.417 del 09.03.2009 e no. 2009.2117 del 11.05.2009, tutti

del Ministero pubblico del Cantone Ticino,

IM 1 è condannata

alla pena detentiva di 15 (quindici) mesi, da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

4.

È ordinata la revoca della

sospensione condizionale della pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere da

CHF 30.- l’una di cui al DAC no. 2178/2009 dell’11 maggio 2009, e della pena

pecuniaria di 90 aliquote giornaliere da CHF 30.- l’una di cui al DAC 764/2009

del 9 marzo 2009.

5.

IM 1 è inoltre condannata a

versare ai seguenti accusatori privati le seguenti indennità per titolo di

risarcimento del danno:

- alla ACPR

8, __________, CHF 871.20;

- a ACPR

9, __________, CHF 3'995.00;

- a ACPR 10,

__________, CHF 1'850.73;

- a ACPR

11, __________, CHF 936.20;

- alla ACPR 12, __________,

CHF 282.80;

- a ACPR 13, __________, CHF

414.80

Per le ulteriori pretese, gli accusatori privati sono rinviati al

competente foro civile.

6.

Per quanto riguarda l’AA

97/2013 (pag. 17, let. b), è ordinato il dissequestro di tutto quanto in

sequestro a crescita in giudicato integrale della presente, ad eccezione di 1

portacapsule _______, per cui è ordinata la confisca.

7.

Per quanto riguarda l’AA

110/2016 (pag. 21 e 22), è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro,

ad eccezione dei seguenti oggetti per cui è ordinato il dissequestro a crescita

in giudicato integrale della presente:

- 1 scatola di cartone con

decorazioni natalizie (rep. 45974);

- 2 bottiglie di spumante

(rep. 47392, mentre le altre sono confiscate);

- Apple iPhone bianco con

custodia e SIM (rep. 47361);

- Samsung GT-S5830i (rep.

47362);

- Samsung GT-55360 (rep.

47363);

- Mini Tablet Samsung con

custodia e caricatore (rep. 47364);

- Chiavetta USB (rep.

47365);

- 15 fogli A4 (rep. 47366);

- 1 classificatore rosso

- 1 profumo con relativo

imballaggio regalo

- 1 scatola completa di

decoder TV Horizon;

- 1 maglietta London taglia

L (busta sigillata in plastica);

- 4 asciugamani Decathlon;

- 1 paio di scarpe ballerine

Buffalo London;

- 1 paio di scarpe ballerine

Tom Taylor;

- 1 paio di scarpe con

tacchi a spillo Even & Odd colore rosa;

- 1 paio di scarpe con

tacchi a spillo Even & Odd colore nere;

- 1 paio di scarpe con

tacchi a spillo Tom Taylor;

- 1 paio di stivaletti marca

Tom Taylor;

- 1 orologio Kyoboe con

scatola.

8.

La tassa di giustizia di

fr. 500.- e le spese procedurali sono a carico della condannata.

9.

È ordinata l’assistenza

riabilitativa ex art. 93 CP.

10.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

10.1

La nota professionale

dell’avv. IM 1 è approvata per:

onorario fr. 23'110.45

spese fr. 733.00

totale fr. 23'843.45

10.2

La condannata è tenuta a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 23’843.45 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Ufficio assistenza

riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 294.45

fr. 994.45

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