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Decisione

72.2013.3

Amministrazione infedele aggravata, bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

8 luglio 2014Italiano124 min

Source ti.ch

Fatti

i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro credito nella procedura di

liquidazione;

reato previsto: dall’art. 165 cpv. 1 CP,

ed inoltre

imputato, a complemento della promozione dell’accusa vengono presentate le

seguenti proposte con scritto 07.07.2014 del Procuratore pubblico PP 1, di

1. bancarotta

fraudolenta e frode nel pignoramento

per avere,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino,

nel periodo gennaio 2009 – febbraio 2010,

nella sua veste di azionista e amministratore unico della società __________,

con firma individuale sui conti societari aperti presso __________ e __________

di __________,

ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei suoi

creditori, l’attivo della società, distraendo valori patrimoniali di spettanza

di quest’ultima,

e meglio per avere,

distratto beni provento dell’attività sociale e pertanto di

spettanza della società stessa, per un valore complessivo di almeno CHF

1'118'453.70, pari all’importo che, secondo le registrazioni contabili, avrebbe

dovuto trovarsi nella cassa della società,

prelevando indebitamente e ripetutamente fondi a contanti dai

conti bancari nr. __________ presso __________, __________, e nr. __________

presso __________, __________, intestati alla __________,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori e

cagionando in tal modo procedure esecutive per un importo complessivo di CHF 1'193'212.60

(comprensivo di interessi), ritenuto che la società è stata poi dichiarata

fallita con decreto della Pretura del distretto di __________ del 10 novembre

2010,

considerato che nell’ambito della procedura di scioglimento della

società, dichiarato in data 14 luglio 2010 essendo la stessa priva di consiglio

di amministrazione, di organo di revisione e di recapito statutario, la __________

aveva esecuzioni in corso per CHF 1'193'212.60 (comprensivo di interessi),

mentre in data 15 ottobre 2010 risultavano insinuati, nella procedura di liquidazione

in via di fallimento, crediti per un importo complessivo di CHF 153'513.89,

considerato che non tutti i creditori hanno ritenuto di insinuare il loro

credito nella procedura di liquidazione;

reato previsto: dall’art. 163 CP.

Presenti: - la Procuratrice pubblica PP

1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’avv. DUF 1, difensore

d’ufficio dell’imputato IM 1.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 14:45.

Evase le seguenti

questioni: L’imputato IM 1 non parteciperà al dibattimento a causa di problemi di

salute. Non ritenendo necessaria la sua presenza, egli è dispensato dal

comparire personalmente al dibattimento, come preannunciato con ordinanza

07.07.2014 alla quale le parti non si oppongono (art. 336 cpv. 3 CPP). È

comunque presente in aula il suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, la

quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

La PP descrive la persona dell’imputato, ripercorrendo quanto

emerso nell’unico verbale di interrogatorio esperito nel corso del

procedimento. IM 1 aveva il progetto di trasformare la __________ in una

impresa generale di costruzioni, e così a suo dire fece una volta rilevate

tutte le azioni, cambiando lo scopo sociale della società e assumendo dei

dipendenti.

Egli riusciva a farsi conoscere fino ad ottenere appalti pubblici,

per poi cessare bruscamente l’attività all’inizio del 2010 facendo perdere le

proprie tracce e lasciando importanti debiti scoperti e lavori incompleti. Nel

suo unico interrogatorio, egli dichiarava di aver perso quanto versatogli dal

Cantone Ticino per il pagamento di tali lavori al casinò giocando d’azzardo,

come pure ne utilizzava una parte per rimborsare prestiti a tassi usurai

contratti per lo stesso scopo. Solo una minima parte venivano utilizzati per

pagare contributi sociali e stipendi dei dipendenti.

L’atteggiamento non collaborativo dell’imputato ha complicato non

poco l’inchiesta e non ha permesso di contestargli le risultanze istruttorie.

In diritto, il reato da ritenere a mente dell’accusa è

l’amministrazione infedele aggravata in concorso con la bancarotta fraudolenta,

o la cattiva gestione. L’aggravante è data dalla volontà di conseguire un

indebito profitto. Cita la __________. L’infrazione è intenzionale. Nel caso di

specie, IM 1 è AU della __________, e pure azionista unico, secondo quanto da

lui dichiarato. Egli era titolare di un diritto di firma individuale ed aveva

pieno potere di disposizione sul patrimonio della società. Secondo la

giurisprudenza, una società con un solo azionista costituisce una persona

distinta anche per il solo azionista, il suo patrimonio è dunque da

considerarsi altrui (__________).

IM 1 a mente dell’accusa ha saccheggiato il patrimonio della __________

per oltre un milione di franchi. Secondo le ricostruzioni, l’importo utilizzato

dall’imputato non sarebbe nemmeno stato sufficiente per coprire le esecuzioni

avviate nei confronti della società, essendo queste superiori all’importo da

lui indebitamente prelevato. Vero è che i crediti insinuati nel fallimento sono

di soli fr. 154'000 e che non vi è la certezza che i precetti esecutivi

avessero basi fondate, ma a mente della PP non bisogna dimenticare che molti

creditori hanno rinunciato ad insinuare il proprio credito per evitare

ulteriori spese, già consapevoli del fatto che non vi erano più beni a

disposizione della società. Riconoscendo i soli crediti insinuati nel

fallimento si premierebbe l’imputato ed il fatto che questo abbia deciso di far

perdere le proprie tracce.

In merito all’accusa di bancarotta fraudolenta, l’art. 163 CP

sanziona un comportamento fraudolento del debitore nei confronti dei creditori,

la diminuzione fittizia di un elemento attivo in loro danno. Dal profilo

soggettivo il reato è intenzionale. Il danno non deve necessariamente

verificarsi. La punibilità è data solo se viene dichiarato il fallimento o un

ACB. La __________ è stata dichiarata fallita il 10.11.2010.

In alternativa la PP propone il concorso con il reato di cattiva

gestione (165 CP), in quanto ritiene l’agire dell’imputato negligentemente

grave, avendo questo intrapreso una simile attività senza nemmeno immettere un

franco in una società già priva di capitale, fino a portarla al fallimento.

In merito alla commisurazione della pena, i fatti di cui IM 1 è

chiamato a rispondere sono oggettivamente gravi, si tratta di un concorso di

reati gravi e reiterati, che hanno causato un danno ingente, tutto per

procacciarsi un indebito profitto. Egli non ha collaborato e non si è assunto

le proprie responsabilità.

Chiede che venga condannato a una pena detentiva di 32 mesi di

detenzione da scontare, ritenuto che non si oppone ad una sospensione parziale

della pena con un periodo di prova di almeno 3 anni. Chiede inoltre la condanna

al risarcimento di eventuali danni agli accusatori privati come da loro

richiesti, facendo ricorso, dopo deduzione di tasse e spese processuali,

all’importo sequestrato;

§ l’avv.

DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, la quale formula e motiva le seguenti

conclusioni:

Sottolinea la quasi totale mancanza di contatti con il suo

assistito e le difficoltà di tale difesa. Precisa di averlo incontrato in

un’unica occasione circa 3 anni fa, per poi continuare i contatti via email.

Da un punto di vista fattuale, a IM 1 viene rimproverato di aver

prelevato più di un milione di franchi che avrebbe utilizzato nell’interesse

proprio. Che egli abbia effettuato questi prelevamenti è un dato di fatto, che

in parte abbia usato questi fondi per interessi propri e che questo sia

illecito non è neppure contestato. L’unico elemento in discussione riguarda la

quantificazione dell’illecito profitto e del danno causato.

A mente della difesa, i fatti così come descritti non configurano

il reato di cattiva gestione, in quanto l’imputato non ha negligentemente

amministrato la sua società, al contrario, egli ha prelevato intenzionalmente

dei fondi per poi usarli per suoi scopi personali.

In merito all’accusa di appropriazione indebita, questo reato a

mente della difesa non è dato mancando l’elemento dell’affidamento.

Entra in linea di conto invece l’amministrazione infedele

qualificata, alle condizioni ricordate nella __________. In sostanza, in un

caso come il nostro in cui l’amministratore unico è anche l’unico azionista, è

reato quando viene intaccato il patrimonio minimo della società, a tutela degli

interessi di terzi. Se poi i prelevamenti illeciti intaccano il patrimonio

della SA in modo così grave da portare la società al fallimento, entra in

considerazione anche il reato di bancarotta fraudolenta. La difesa dunque non

contesta le accusa di 158 CP in concorso con 163 CP.

La ricostruzione dell’__________ non quantifica l’illecito,

semplicemente calcola l’importo prelevato dai conti che non è giustificato e su

quale IM 1, scelta sua, non si è mai espresso. L’onere della prova spetta

all’accusa, e nel caso concreto non è provato quale importo sia da considerare

intaccamento del patrimonio minimo della SA.

In una simile situazione, non contestando l’illiceità del

comportamento, in applicazione stretta del principio in dubio pro reo,

bisognerebbe calcolare l’illecito in altro modo.

Nel fallimento della __________ venivano insinuati crediti per fr.

154'000.- circa, a fronte di attivi per un totale di almeno fr. 68'000.-

(sequestrati) e passivi di fr. 250'000.- (crediti più capitale azionario), la

parte intaccata risulta di almeno fr. 182'000.-, dunque secondo la difesa

sarebbe questo l’importo da considerare quale illecito profitto.

In via subordinata, se la Corte non dovesse ritenere questo

calcolo, la difesa fa osservare che IM 1 ammetteva nell’unico verbale esperito

di avere prelevato soldi dai conti della società per giocarli d’azzardo per

l’ammontare di fr. 600'000.-, e fr. 300'000 per rimborsare dei prestiti

contratti con usurai. Dunque, considerando nuovamente il principio in dubio pro

reo, non è chiaro se i fr. 300'000.- potrebbero già essere compresi nei fr.

600'000.-, nel dubbio bisogna ritenere quest’ultima ipotesi più favorevole

all’imputato.

Per quanto concerne invece la bancarotta fraudolenta, il bene

protetto dalla disposizione è il patrimonio dei creditori, essendo un reato

fallimentare. La difesa sostiene dunque che per questa ipotesi bisogna

forzatamente ritenere l’importo dei crediti insinuati, pari a fr. 154'000.-

circa.

Il concorso fra i due reati è pacifico, da considerare comunque

nella commisurazione della pena che l’agire illecito è sempre lo stesso e che i

sue reati si sovrappongono (__________consid. 6, e 6b_880/2009 del 30 marzo

2010 consid. 6.2).

In merito alla commisurazione della pena, l’imputato in occasione

del suo unico verbale ha comunque collaborato. In seguito non si presentava per

paura di venire arrestato. Egli ha comunque provato di aver delinquito perché

preso dal vizio del gioco. Sono inoltre trascorsi anni dai fatti che si situano

tra il gennaio 2009 ed il febbraio 2010, e nel frattempo IM 1 non ha più

interessato la giustizia. Il precedente penale è remoto nel tempo, la prognosi

per il futuro non è sfavorevole ed il suo stato di salute è compromesso

gravemente.

Chiede dunque una riduzione della pena proposta in modo che questa

possa beneficiare della sospensione condizionale totale, non si oppone al

periodo di prova proposto di 3 anni. Le pretese degli accusatori privati,

ritenuto che il reato di amministrazione infedele 158 CP è realizzato ai danni

del patrimonio della società __________, non possono essere riconosciuti

venendo a mancare la dovuta legittimazione. Diversamente per il reato di

bancarotta fraudolenta che protegge i creditori, limitatamente a quelli che si

sono insinuati nella procedura di fallimento. A beneficio di quest’ultimi la

difesa non si oppone ad un eventuale dissequestro dell’importo sequestrato,

previa deduzione di tasse e spese.

Considerato, in fatto ed in diritto

1. Dagli atti emerge il

seguente CV dell’imputato:

"

Ho preso il diploma di terza media in Italia. In seguito ho

iniziato a lavorare nella ditta di famiglia che si occupava di vendita di

prodotti edili. In sostanza io mi recavo dai clienti ai quali presentavo i

prodotti.

A circa 19 anni ho aperto un bar a __________. In pratica facevo

il gerente-barista. Questa attività è durata circa 3 anni. In seguito mi sono

trasferito a __________ dove per circa 2 anni ho lavorato quale trasportatore

per il giornale __________: caricavo la mattina le copie del giornale e giravo

la città per distribuirlo alle edicole.

Dopo questa esperienza sono tornato in provincia di __________,

dove sono stato assunto quale direttore da una catena di supermercati. Gestivo

in pratica 5 diversi supermercati.

ADR che non avevo esperienza in questa attività, ma un’esperienza

acquisita sul campo. Sono stato direttore di questi supermercati per circa 15

anni.

ADR che ho terminato il lavoro quale direttore in quanto avevo

voglia di cambiamenti. Avevo deciso di venire in Svizzera. ADR che non avevo

un’idea ben precisa di cosa avrei fatto in Svizzera, ma avevo deciso di

trasferirmi per vedere cosa mi avrebbero offerto. Se non avessi ottenuto una

buona offerta, sarei tornato ad __________.

ADR che io avevo esperienza nel ramo della vendita e pensavo di

trovare un lavoro in questo ramo.

ADR che arrivato in Svizzera ho trovato un lavoro presso una

gioielleria di __________. In pratica mi occupavo di vendita di gioielli. Ho

lavorato per questo negozio circa 4 mesi.

ADR che mi sono licenziato in quanto non guadagnavo abbastanza per

coprire le mie spese. ADR che mi sembra di ricordare che guadagnavo circa 3'500

CHF netti al mese.

ADR che inizialmente mi sono trasferito in Svizzera senza mia

moglie.”

(cfr. VI a IM 1 del 23.03.2011, AI A1, pag. 2-3).

Dall’estratto del casellario giudiziale svizzero del 01.06.2011 IM

1 risulta incensurato.

Considerandi

2.

Il procedimento

penale nei confronti di IM 1 è stato aperto in seguito ad alcune notizie

pubblicate sugli organi di stampa cantonali secondo cui quest’ultimo, in veste

di amministratore unico della __________, si sarebbe indebitamente appropriato

di denaro pubblico versato dal Cantone nell’ambito di procedure di appalto.

Secondo le informazioni riportate dai media, la __________ avrebbe

ottenuto il pagamento di acconti da parte dello Stato per lavori a lei

commissionati: di questi importi solo una parte sarebbe stata regolarmente

versata a favore delle ditte subappaltatrici, mentre, almeno in parte, i fondi

sarebbero stati utilizzati da IM 1 per scopi personali. IM 1 si sarebbe poi

reso irreperibile, lasciando alcune delle ditte subappaltatrici con fatture

scoperte.

In data 10.03.2011 la PP PP 1 citava l’imputato a comparire il

21.03.2011

per essere interrogato, rilasciandogli il salvacondotto

conformemente all’art. 204 CPP. IM 1 veniva quindi interrogato un’unica volta

il 23.03.2011 (AI A1). Citato a comparire una seconda volta in data 21.08.2012 IM

1, con scritto 10.08.2012 del suo difensore d’ufficio Avv. DUF 1 (cfr. AI 112),

affermava di non intendere presenziare ad alcun interrogatorio, avvalendosi

della facoltà di non rispondere (cfr. AI 124, allegato doc. 1 al presente

rapporto, pag. 5-6).

Al dibattimento non è comparso. In un primo momento, in particolare

all’UP, il difensore ha comunicato che l’accusato non aveva alcun intenzione di

comparire in aula (verbale d’udienza preliminare 14.04.2014). Poco prima del

dibattimento ha fatto pervenire alla Corte un certificato medico del seguente

tenore:

"

Il Sig. IM 1, nato ad __________ il __________, è ricoverato in

questa __________ il 23.05.2014 con cartella clinica n. 9881, affetto da

carcinoma della porzione sovraglottica della laringe, ed è stato sottoposto ad

intervento chirurgico di laringectomia orizzontale sovraglottica allargata alla

base della lingua con svuotamente linfonodale laterocervicale bilaterale in

data 27.05.2015. il paziente è tutt’ora ricoverato in corso di riabilitazione

deglutitoria”.

È stato, quindi, autorizzato a non comparire giusta l’art. 366 CP.

3.

In data 11.04.2010

la __________ risulta essere iscritta al Registro di commercio del Cantone

Ticino con il seguente scopo:

"

Lo sviluppo, la realizzazione, l’amministrazione e

l’intermediazione di progetti ed oggetti nel settore immobiliare; la conduzione

di un’impresa generale di costruzioni, la compravendita di immobili; la

gestione, l’acquisto e la vendita di esercizi pubblici; l’importazione,

l’esportazione ed il commercio di beni e servizi; la compravendita di cucine,

accessori sanitari, porte, prodotti di falegnameria, prodotti edili. La società

potrà esplicare ogni operazione finanziaria e commerciale necessaria od utile

per il conseguimento dello scopo sociale, partecipare, collaborare con società

del ramo.”.

IM 1 risulta iscritto quale amministratore unico con firma

individuale dal 03/09.08.2007 al 17/23.03.2010 (cfr. AI 2).

4.

IM 1 ha dichiarato

di avere cominciato il suo lavoro presso la __________ dopo essersi licenziato

dalla gioielleria:

"

ADR che in seguito sono stato assunto quale venditore della __________.

Ho ottenuto questo lavoro da __________, mio conoscente già da alcuni anni. ADR

che __________ l’avevo conosciuto in __________. Lui mi ha assunto quale

venditore cucine. ADR che in quel periodo la __________ non aveva alcuna

attività. Io sono stato assunto da __________ in quanto quest’ultimo voleva

rilanciare l’attività della società e ha chiesto il mio aiuto. Il mio compito

era quello di avviare un’attività di vendita di porte, finestre e di cucine.

Preciso che sono diventato in quel periodo azionista della società in ragione

del 33% della società.

ADR che mi sembra di ricordare di aver pagato ca. 10’000-15'000

EURO per l’acquisto delle azioni. ADR che questo denaro è servito per

l’avviamento della attività della società. ADR che la società in quel momento

non aveva capitale sociale. ADR che io ho sempre parlato unicamente con __________

della questioni societarie. Per quanto mi concerne era lui proprietario del

restante 67% delle azioni della società. ADR che io ero stipendiato dalla

società o meglio era stato stabilito uno stipendio di circa CHF 3’500-4'000.

Preciso però che in sostanza non l’ho mai percepito lo stipendio in quanto la

società non guadagnava abbastanza. ADR che in quel periodo vivevo quindi grazie

ai miei risparmi.”

(AI A1, pag. 3).

Alla domanda della PP sul motivo per cui avrebbe lasciato il suo

lavoro presso la gioielleria per un nuovo lavoro dove riceveva sostanzialmente

uno stipendio pari a quello che già percepiva, rispettivamente dove doveva

immettere capitale per avviare l’attività, l’imputato:

"

Rispondo che io credevo più nel progetto della __________ che mi

avrebbe, secondo i miei piani, portato ad ottenere guadagni maggiori con il

tempo.”

(AI A1, pag. 3).

In merito alla sua attività presso la società, IM 1:

"

ADR che io ho iniziato a lavorare per la __________ attorno al

2005.

Sono diventato direttore della società come risulta dall’estratto del

registro di commercio nel febbraio-marzo 2007. Quando sono diventato direttore è

pure cambiato lo scopo della ditta, la quale è diventata un’impresa generale di

costruzione. ADR che io inizialmente in pratica andavo per cantieri e negli

uffici delle ditte a proporre l’acquisto di porte, finestre e cucine che mi

venivano fornite da ditte __________. Come detto quest’attività non ha portato

a grossi guadagni, o meglio la ditta era in quegli anni in perdita. ADR che tra

il 2005 e il 2007 comunque qualcosa si guadagnava, normalmente quanto

sufficiente per pagare le bollette della ditta. Ribadisco che io in pratica non

ricevevo mai lo stipendio integralmente, anche se qualcosa riuscivo ad

ottenere. Ho comunque fatto capo ai miei risparmi per sopravvivere. Ad un certo

punto, visto che la società era in continua perdita, __________ mi ha comunicato

che era sua intenzione chiudere o uscire dalla società nel caso in cui io

avessi voluto continuare con l’attività. Io in quel periodo avevo notato un

incremento del lavoro edilizio in generale, ed ho quindi voluto continuare in

questa operazione, passando dalla semplice vendita di porte finestre e cucine,

ad un’impresa generale di costruzioni. ADR che non ho versato nulla a __________

per l’acquisto delle restanti azioni, in quanto la società era in perdita.”

(AI A1, pag. 3-4).

La PP PP 1 chiedeva quindi che tipo di esperienza avesse nel ramo

dell’impresa generale di costruzioni, ritenuto che dal CV risulta che in

pratica avrebbe sempre fatto il venditore:

"

Rispondo che nella mia famiglia ci siamo sempre occupati di

questioni edilizie anche se nel ramo della vendita. Inoltre era mia intenzione

occuparmi personalmente di questioni amministrative e di procacciare lavori,

mentre avrei assunto qualcuno che si occupasse degli aspetti tecnici. Preciso

inoltre che la mia intenzione iniziale era quella di procedere principalmente

con la ristrutturazione di immobili e non con la costruzione ex novo.”

(cfr. VI a IM 1 del 23.03.2011, AI A1, pag. 4).

Per quanto riguarda l’eventuale immissione di un capitale per

l’inizio della sua attività, IM 1 afferma:

"

ADR che per iniziare questa nuova attività non ho immesso un

capitale. In sostanza quando serviva denaro per il pagamento di fatture,

operai, ecc. se la società non aveva abbastanza capitale facevo capo ai miei

risparmi.”

(AI A1, pag. 4).

Invitato dalla PP a spiegare come fosse strutturata la __________

e meglio che tipo di personale fosse stato assunto, l’imputato asseriva a

verbale:

"

Rispondo che inizialmente avevo assunto tre operai. Riguardando

tra la documentazione riferita alla trattenuta d’imposta alla fonte posso dire

che i primi operai sono stati __________, __________ e un terzo di cui al

momento non ricordo il nome. ADR che facevo firmare agli operai dei contratti

di lavoro a tempo indeterminato. ADR che i contratti si trovano nella

documentazione relativa alla società che possiedo io in Italia. Ho portato

questa documentazione in Italia in un momento di confusione, in quanto posso

tranquillamente affermare di non aver nulla da nascondere. Se necessario sono

disposto a far avere la documentazione summenzionata. ADR che oltre agli

operai, da subito mi sono avvalso della collaborazione di un ingegnere, tale __________.

ADR che nel corso degli anni siamo arrivati ad un massimo di circa 22

dipendenti presso __________, me compreso. Tra questi non vi sono mai stati né

apprendisti né persone che svolgevano un piano occupazionale. ADR che la

contabilità della società era stata affidata alla società __________.

Quest’ultima l’aveva affidata a __________.”

(AI A1, pag. 4).

Interrogato su quale fosse inizialmente il tipo di attività della __________

dal momento in cui era diventata impresa generale, IM 1 affermava:

"

Rispondo che per ottenere dei lavori, in quanto impresa nuova, io

ho contattato telefonicamente praticamente tutti gli architetti/studi di

architettura del Ticino, presentandogli la __________ e trasmettendogli

documentazione da me preparata per far conoscere la società. Grazie questo modo

la società ha ottenuto alcuni lavori di ristrutturazione. In particolare

ricordo che ci è stato affidato il lavoro di ristrutturazione di una villa a __________

e di alcuni appartamenti a __________, __________ e a __________. ADR che le

ristrutturazioni degli appartamenti hanno portato alla __________ un’entrata

lorda variante tra 70'000-120'000 CHF. Per quanto riguarda la ristrutturazione

della villa la società ha ottenuto un’entrata lorda di circa 500'000 CHF. ADR

che in particolar modo la ristrutturazione di __________ ha permesso alla __________

di farsi conoscere dai vari architetti, ciò che ha portato ad ottenere ulteriori

appalti per ristrutturazioni. ADR che si trattava sempre di lavori per privati.

In sostanza nei primi 12 mesi la __________ ha svolto lavori unicamente per

privati.”

(AI A1, pag. 5).

5.

5.1

Nel mese di ottobre 2007 la __________

iniziava a lavorare per il Cantone, dapprima con l’assegnazione di incarichi

diretti ed in seguito con l’assegnazione attraverso concorso pubblico (AI A1,

pag. 7 ss.).

Il Controllo cantonale delle finanze di __________, mediante suo

scritto del 03.08.2011, informava il Ministero pubblico che le relazioni

intercorse tra la __________ e lo Stato erano nel contempo state oggetto di

verifiche anche in sede amministrativa. In un primo tempo queste verifiche

sfociavano in un rapporto di accertamento preliminare allestito dal Controllo

cantonale delle finanze il 04.03.2011 riguardante sia i tre mandati più

importanti attribuiti previo pubblico concorso (__________, __________ e

prefabbricato a __________) sia i lavori di minore entità assegnati mediante

incarichi diretti. Sulla base di questo rapporto, in data 08.03.2011 il

Consiglio di Stato apriva un’inchiesta disciplinare nei confronti di due

funzionari della Sezione della logistica, al fine di stabilire se per

determinati progetti fossero state eseguite le corrette procedure amministrative.

In data 16.03.2011 il Consiglio di Stato ratificava poi formalmente una

precedente decisione del Dipartimento delle finanze e dell’economia con cui il

Controllo cantonale delle finanze veniva incaricato di verificare, d’intesa con

la Direzione della Sezione della logistica, l’idoneità delle procedure e del

sistema di controllo interno presso quest’ultima in relazione all’attribuzione

di mandati inferiori a CHF 10'000.00 (AI 47 e B1, pag. 3).

In merito ai lavori effettuati dalla __________ per conto del

Cantone Ticino, IM 1 affermava di avere conosciuto, in occasione di un

aperitivo, alcuni architetti a cui avrebbe consegnato il suo biglietto da

visita. In seguito sarebbe stato contattato da tale __________ dello studio __________

di __________, il quale gli avrebbe chiesto se la __________ fosse

immediatamente disponibile per effettuare dei movimenti di terra e per la

sistemazione di un piazzale presso __________ di __________, lavori che

dichiara di avere accettato. Quest’opera avrebbe permesso all’accusato di

allacciare alcuni contatti con i dipendenti del Cantone, in particolare con

tale __________, funzionario della __________ già conosciuto in occasione del

citato aperitivo, per ottenere altri lavori (AI A1, pag. 5-6).

A partire dal 2007, la __________ ottenne così diversi incarichi

diretti da parte del Cantone Ticino (AI A1, pag. 7 ss.).

Alla domanda su chi lo contattasse per assegnargli questi

incarichi, IM 1:

"

Rispondo che era __________ a chiamarmi per questi lavori.”

(AI A1, pag. 6).

Dopo avere svolto questi primi lavori per il Cantone Ticino, IM 1

iniziava quindi ad interessarsi ai bandi di concorso per i lavori cantonali:

"

Per tornare alla questione legata agli appalti pubblici preciso

che dopo avere svolto i primi lavori ho deciso di interessarmi maggiormente a

verificare i bandi di concorso per lavori assegnati dal Cantone.”

(AI A1, pag. 5).

5.2

__________, __________, con

scritto 15.04.2010, esponeva nella seguente maniera la situazione legata agli

appalti cantonali ottenuti mediante pubblico concorso dalla __________:

"

L’impresa di costruzione __________ si era aggiudicata i 3

appalti cantonali attraverso pubblico concorso. In ordine cronologico la prima

aggiudicazione è stata quella relativa al lavori di ristrutturazione del __________

di __________ dove i lavori inerenti l’appalto si sono già conclusi.

Nel secondo caso si è trattato del risanamento presso la __________

di __________, nel terzo la ristrutturazione di un edificio a __________ sede

del __________ e di alcuni servizi del __________.

Nei due ultimi casi il bando di concorso prevedeva lavori che

potevano essere affidati in subappalto; le principali ditte subappaltatrici

sono state regolarmente indicate nei documenti di concorso e la loro idoneità

controllata secondo le disposizioni della LCPubb. Esse hanno un rapporto

contrattuale diretto con la ditta __________ (ditta pilota) e non con lo Stato”

(AI 8).

Interrogato dalla PP __________ in data 20.07.2011, alla domanda

se normalmente il Cantone riceveva copia dei contratti stipulati da tra

l’appaltatore ed i subappaltatori, __________ rispondeva negativamente:

"

Il Cantone non riceve copia di questi contratti. La ditta che

partecipa ai concorsi pubblici deve indicare nella sua offerta eventuali ditte

subappaltatrici e presentare la documentazione che le attesta che le stesse

sono in regola. ADR che se la ditta che ottiene i lavori decide in seguito di

cambiare le ditte subappaltatrici la stessa deve darne comunicazione al Cantone

il quale deve rilasciare un’autorizzazione a tale cambiamento.”

(AI B1, pag. 11).

Per quanto attiene la modalità con cui venivano normalmente

regolati i rapporti tra appaltatore e subappaltatori e meglio da chi venivano

effettuati i pagamenti a favore di questi ultimi, __________:

"

I pagamenti vengono gestiti direttamente dalla ditta che ha

ottenuto l’appalto. Il Cantone in pratica ha unicamente un ruolo di controllo,

nel senso che verifica che la ditta appaltatrice abbia versato quanto dovuto ai

subappaltatori prima di procedere con ulteriori pagamenti a favore della ditta

appaltatrice.”

(AI B1, pag. 11).

6.

In data 20.05.2008,

attraverso un concorso pubblico, la __________ otteneva l’incarico per

procedere a dei lavori presso il __________ a __________, per un importo

complessivo di CHF 956'906.75 (AI 16 e A1, pag. 14).

__________, amministratrice della ACPR 4, società che si occupa di

ponteggi in ambito edilizio, dichiarava di avere svolto dei lavori per la __________

presso il cantiere del __________ di __________, e di vantare, per questi lavori,

uno scoperto nei confronti della __________ di CHF 69'895.20:

"

ADR che confermo, come risulta dalla documentazione già prodotta,

che il primo lavoro svolto dalla ACPR 4 per la __________ è stato presso il

cantiere __________ di __________. Per questi lavori è stata fatta una

richiesta di acconto, regolarmente pagata dalla __________. Come risulta dalla

documentazione il pagamento è avvenuto l’11 settembre 2008. ADR che confermo

che la fattura finale per il cantiere __________ di __________ è stata inviata

nel dicembre 2009, a lavori ultimati. Tra la richiesta di acconto e la fattura

finale non vi sono più state richieste di acconto. Ricordo che vi erano stati

diversi colloqui con IM 1, in cui lo stesso si lamentava di alcune questioni. A

mio modo di vedere si trattava più che altro di scuse per dilazionare nel tempo

il pagamento per il lavoro effettuato. (…) ADR che pertanto la ACPR 4 vanta

ancora, nei confronti della __________, uno scoperto pari agli importi di cui

alle fatture del febbraio 2010, riferita al cantiere di __________, e del

dicembre 2009, riferita al cantiere __________ di __________.”

(AI B4, pag. 2-4).

In data 08.10.2010 l’Avv. RAAP 2 produceva agli atti la fattura

no. 31191/2693 del 31.12.2009 della ACPR 4 riferita al cantiere del __________

di __________, per un ammontare di CHF 69'895.20 (cfr. AI 18).

6.1

Il concorso nr. __________

per le opere da impresario costruttore – ripristino e protezione calcestruzzo

armato (4 fasi) occorrenti alla ristrutturazione della __________ di __________

– veniva pubblicato sul Foglio Ufficiale no. __________ del __________ (AI

30bis, 8 e 4).

In data __________ il Consiglio di Stato delibera i lavori alla

ditta __________ di __________, risultata prima in classifica con 90.83 punti,

per un importo di CHF 1'537'151.90. Il 24.07.2008 vengono inoltrarti due

ricorsi al Tribunale cantonale amministrativo; uno da parte della ditta __________

di __________, e l’altro da parte del consorzio __________ di __________. Il

Tram, con sentenza 24.10.2008, dichiara e pronuncia il ricorso della __________

parzialmente accolto e quello del consorzio __________ respinto, annullando al

contempo la decisione __________ del Consiglio di Stato e rinviando gli atti al

committente per nuova decisione. In data __________ il Consiglio di Stato

annulla il concorso in oggetto proponendo la sua riapertura con la procedura

del pubblico concorso, contro il quale interpone nuovamente ricorso la __________.

In data 16.03.2009 Il Tram delibera le opere citate alla __________ per l’importo

di CHF 1'705'354.33 (cfr. Lettera dell’arch. __________ dell’Ufficio __________

del 13.04.2010 e documentazione annessa, AI 4; Decisione del TRAM no.

52.2009.13

del 16.03.2009, AI 16).

Nella sua lettera del 15.04.2010 al Ministero pubblico, __________

illustrava nella seguente maniera la situazione riguardante il cantiere di __________:

"

L’appalto consiste nei lavori di risanamento di 4 blocchi

costituenti l’edificio e prevede una spesa di chf. 1'704'887.70 ripartita come

segue:

- Impresario costruttore __________ chf. ca. 180'000.--

- Idrodemolizione __________ chf. ca. 236'000.--

- Risanamento beton ACPR 6 chf. ca. 866'000.--

- ACPR 4 chf. ca. 423'000.--

I lavori relativi alla prima fase di risanamento dell’edificio

(blocco 1) si sono conclusi a dicembre 2009 e a metà febbraio 2010 è iniziato

il lavoro sul secondo blocco. La Sezione della __________ ha effettuato i

pagamenti alla ditta __________ secondo lo stato di avanzamento dei lavori.

Quanto pagato corrisponde unicamente al lavoro effettivamente realizzato. Nel

2009.

la __________ ha pagato ca. fr. 355'000.-- su un importo di ca. fr.

425'000.-- di liquidazione del primo blocco, pari all’83%.

Ci risulta che le ditte subappaltatrici sono state pagate solo

parzialmente e solo nel corso del mese di gennaio 2010 si sono lamentate con la Direzione dei lavori per il mancato rispetto contrattuale da parte della __________.

La situazione creatasi dopo la “fuga” del direttore della __________,

che ha di fatto posto la società senza amministratore, ci ha imposto di

proseguire i lavori attraverso una relazione contrattuale diretta committente –

società ex subappaltanti. La questione è stata oggetto di trattativa che ha

permesso di trovare un accordo per la continuazione dei lavori. Il committente

non subisce alcun danno finanziario diretto. In effetti, con la cessione di

contratto parte della perdita maturata dai subappaltatori nella prima fase può

essere recuperata dagli stessi accedendo anche alla parte di guadagno che la __________

aveva inserito nell’offerta e di conseguenza non sono state avanzate pretese

verso il committente.”

(AI 8, pag. 2).

In data 31.05.2010 __________ produceva agli atti (AI 16):

- Decisione del Consiglio di

Stato no. __________ del __________, la quale autorizza la __________ a

stipulare il contratto d’appalto per il cantiere di __________ con la __________;

- Contratto d’appalto

allestito a favore della __________ in data 29.05.2009;

- Preavviso di pagamento no.

98.

con il quale viene versato alla __________ un primo acconto di CHF 211'800.00;

- Preavviso di pagamento no.

114.

con il quale viene versato alla __________ un secondo acconto di CHF

143'500.00;

- Liquidazione finale della __________

per quanto concerne la prima tappa dei lavori (delle quattro previste) e

precisamente blocchi G-H, dove risulta un importo a saldo a loro favore di CHF

68'506.05;

- Decisione del Consiglio di

Stato no. __________ del __________, la quale autorizza i subappaltanti ACPR 6,

__________ e ACPR 4 a subentrare al contratto d’appalto 29.05.2009 della __________,

per quanto concerne la seconda, terza e quarta fase dei lavori restanti.

In data 28.07.2011 trasmetteva inoltre una tabella indicante il

risultato delle sue verifiche riguardo le società, subappaltatrici della __________

nei cantieri di __________ e di __________, che potrebbero avere subito perdite

per il mancato pagamento delle prestazioni effettuate per la __________ (cfr. AI

46). Da questa tabella, per quanto riguarda il cantiere di __________, per i

subappaltatori risultava uno scoperto di CHF 286'368.60, mentre la __________ aveva

versato alla __________ acconti per CHF 355'300.00.

6.2

In occasione del suo

interrogatorio in data 20.07.2011, la PP PP 1 contestava a __________ che dal

“capitolato d’appalto e modulo d’offerta” risultava che la __________ aveva subappaltato

le seguenti opere:

- ponteggi alla ACPR 4;

- intonaci/risanamento alla __________;

- intonaco/risanamento alla __________;

- risanamento beton alla __________

(cfr. Capitolato d’appalto e modulo d’offerta del 14.05.2008, classeur 3, AI

30bis, pag. 9; allegato doc. 3 al presente rapporto).

Con scritto 27.05.2009 (cfr. Documenti cantiere __________,

classeur 3, AI 30bis; allegato doc. 4 al presente rapporto) comunicava poi alla

__________ una modifica in merito ai subappaltatori e meglio che gli stessi erano:

- __________;

- ACPR 6;

- ACPR 4.

In merito __________:

"

Confermo, come risulta dalla risoluzione del __________ del __________,

che le ditte subappaltatrici sono quelle indicate. Sono poi le ditte a cui è

stato ceduto il contratto della __________ dopo l’annuncio da parte di

quest’ultima che rinunciava ai lavori.”

(AI B1, pag. 13).

A __________ ed a __________, Capo __________ della __________ e

Capo __________, veniva quindi chiesto se fossero stati informati che in realtà

la __________ avevano stipulato una convenzione d’impegno con la ACPR 6 dalla

quale risultava che la __________ subappaltava alla ACPR 6 tutta l’opera

relativa al cantiere delle scuole medie di __________, per l’importo di cui

alla delibera, ed in cambio la ACPR 6 autorizzava la __________ a trattenere un

importo quale commissione pari a fr. 300'000.00 (cfr. allegato doc. 12, AI B1).

Gli interrogati rispondevano:

"

Vediamo oggi per la prima volta questo documento. La ACPR 6 non

ha mai discusso con noi di questa convenzione. Nel momento in cui IM 1 ha

rinunciato ai lavori presso le __________ di __________ noi abbiamo contattato

le ditte subappaltatrici proponendo loro la cessione dei contratti, alfine di

evitare ulteriori danni e permettere la prosecuzione dei lavori.”

(AI B1, pag. 13).

__________ a precisa domanda della PP rispondeva:

"

ADR che la ditta che ha ottenuto l’appalto non può subappaltare

interamente il lavoro ad un’altra ditta.”

(AI B1, pag. 11).

La PP faceva quindi notare a __________ come risultava che il

Cantone aveva pagato a favore della __________, in due tranches, l’importo

totale di CHF 355'300.00, e che dalla documentazione prodotta al Ministero

pubblico risultava che la __________ avrebbe eseguito lavori per un importo di

CHF 87'437.45. Così __________:

"

Il Cantone ha versato l’importo relativo alla prima fase di

esecuzione dei lavori. Tale importo avrebbe dovuto in parte essere versato ai

subappaltatori. Dal documento si vede che in realtà la __________ ha versato

unicamente fr. 50'000 a favore della ACPR 6, mentre il resto l’ha trattenuto

per se.”

(AI B1, pag. 13).

Interrogato in merito ad un eventuale danno accusato dallo Stato

in merito a questo cantiere, __________:

"

ADR che lo Stato ritengo non abbia avuto alcun danno in merito a

questo cantiere. L’importo per cui era stato deliberato il lavoro è quello che

è poi stato effettivamente versato alle ditte che l’hanno svolto.”

(AI B1, pag. 14).

Alla domanda della PP se qualcuno avesse informato la __________

della non conformità dei teli di rivestimento del ponteggio di cui alle offerte

delle ditte classificate al primo ed al secondo posto del concorso, __________

e __________ rispondevano:

"

Non sappiamo come IM 1 possa avere avuto l’informazione. La

stessa non mi risulta essere stata data da qualcuno all’interno della __________.”

(AI B1, pag. 12).

6.3

Richiesto di riferire in

merito al ricorso inoltrato dalla __________ al Tram, IM 1 affermava:

"

Il ricorso verteva su teloni di plastica di protezione dei

ponteggi. La ditta alla quale erano stati deliberati i lavori aveva sbagliato

nel capitolato dell’offerta indicando un prodotto non conforme alla richiesta.

ADR che io sono andato a __________ a vedere la documentazione relativa

all’offerta di questa ditta. Sfogliando l’offerta ho visto questo errore e

dunque il ricorso è stato basato su questo fatto. ADR che sono rimasto a

visionare l’incarto a lungo, circa mezz’ora. Se non ricordo male sono andato

con il mio legale di allora, avv. __________. ADR che non ho incontrato alcuna

difficoltà a visionare l’incarto, che ho potuto vedere in modo completo.”

(AI A1, pag. 15).

La PP chiedeva quindi all’accusato se qualcuno avesse informato

lui e il suo legale della non conformità dei teli di rivestimento del ponteggio

di cui alle offerte classificate al primo ed al secondo posto, al che IM 1

rispondeva negativamente:

"

Rispondo che nessuno mi aveva informato di questa non conformità.

L’abbiamo scoperta io e il mio legale semplicemente sfogliando l’incarto.”

(AI A1, pag. 15).

In merito al cantiere di __________ l’imputato precisava:

"

Vorrei precisare in merito a questo cantiere che la __________ ha

subappaltato lavori alla ACPR 6. In sostanza gli accordi erano che la __________

si occupava dei lavori preliminari, mentre il lavoro principale sarebbe stato

effettuato dalla ACPR 6. A fronte di un contratto con lo Stato di CHF

1'704'887.70 (come mi viene detto dalla PP), l’accordo prevedeva un importo di

circa CHF 300'000.00 a favore della __________. Tale importo era in sostanza la

provvigione per aver ottenuto l’appalto. Oltre a ciò la ACPR 6 avrebbe dovuto

pagare alla __________ i lavori preliminare svolti da quest’ultima

rispettivamente si era impegnata a pagare altre ditte alle quali erano stati

subappaltati alcuni lavori. L’accordo tra __________ e ACPR 6 l’ho tra i miei

documenti presso la mia abitazione. Mi impegno sin d’ora a farne avere una

copia quanto prima al Ministero Pubblico attraverso il mio legale.”

(AI A1, pag. 15).

La PP contestava all’imputato che risultava che il Cantone aveva

pagato a favore della __________, in due tranches, l’importo totale di CHF

355'300.00, al che IM 1:

"

Ne prendo atto, non ricordavo un importo così elevato.”

(AI A1, pag. 16).

6.4

__________, direttore della

succursale di __________ della subappaltatrice ACPR 6, per mano dell’avv. RAAP

4.

produceva agli atti:

- richiesta di acconto no. 2

della __________ alla __________ del 17.11.2009 per CHF 153'382.70 (cfr.

allegato 1 all’AI 19);

- convezione di impegno tra

la __________ e la ACPR 6 (cfr. allegato 2 all’AI 19);

- richiesta di acconto 1 no.

20.3489

della ACPR 6 nei confronti della __________ del 29.10.2009 per CHF

53'800.00 (cfr. allegato 3 all’AI 19);

- richiesta di acconto 2 no.

20.3545

della ACPR 6 nei confronti della __________ del 16.12.2009 per CHF

159'000.00 (cfr. allegato 4 all’AI 19).

Per quanto riguarda i lavori presso la __________ di __________ __________,

interrogato dalla PP in data 15.12.2011, asseriva:

"

ADR che per quanto riguarda l’appalto per i lavori presso la

scuola media di __________ confermo che la ACPR 6, tramite il direttore di

allora, aveva presentato un’offerta al cantone. La nostra offerta era la

migliore, solo che siamo stati eliminati dal concorso in quanto non impresa di

costruzione, ma ditta specializzata. Ricordo che in seguito IM 1 mi aveva

contattato dicendomi che c’era la possibilità che l’appalto venisse dato alla

sua società. Mi chiese se la ACPR 6 sarebbe stata interessata a partecipare in

qualità di subappaltatrice. Io gli risposi di sì, fermo restando che prima la __________

avrebbe dovuto ottenere l’appalto. ADR che dopo un po’ di tempo IM 1 mi ha

chiamato, dicendomi che aveva ottenuto l’appalto. Ci siamo quindi incontrati.

Preciso che ci siamo incontrati un giorno su esplicita richiesta di IM 1, il

quale mi ha poi sottoposto la “convenzione di impegno” che è già stata

prodotta. Voglio precisare che IM 1 mi ha sottoposto questo documento che io ho

letto velocemente e ho firmato. In seguito, guardando bene il documento, posso

confermare che lo stesso non rispecchia quale era l’intento mio e della ACPR 6

in merito ai lavori che avremmo dovuto effettuare. In effetti gli accordi che

io ritenevo prendere con IM 1 erano di subappalto di lavori di risanamento

delle facciate esterne.”

A domanda del suo avvocato, __________ risponde di avere detto a IM

1.

che la ACPR 6 avrebbe effettuato lavori di risanamento e nient’altro, e che

la società non era interessata a lavori di ponteggi o altro (AI B5, pag. 3).

La PP sottoponeva quindi a __________ la convenzione di impegno

del 26.05.2009 (cfr. allegato doc. 1, AI B5) dalla quale risultava essere stato

convenuto tra le parti che la ACPR 6 avrebbe gestito i lavori presso il

cantiere di __________, mentre la __________ avrebbe trattenuto per sé, quale

commissione, un importo di CHF 300'000.00, facendogli notare che da questa

convenzione sembrava risultare che la ACPR 6 avrebbe ripreso l’appalto per

l’importo dell’offerta fatta al momento del concorso pubblico. __________ in

merito afferma:

"

Vorrei precisare che io quando ho firmato questo documento non

l’ho letto bene. La mia intenzione non era certamente quella di assumere

l’intero appalto per conto della ACPR 6. Preciso pure, da quello che mi è dato

sapere, che in realtà la __________ non ha trattenuto direttamente l’importo di

300'000 CHF sui primi acconti pagati dal Cantone, bensì in parte li ha versati

alla ACPR 6, come da richiesta di acconto presentata e immediatamente pagata.”

(AI B5 pag. 4).

Invitato a prendere posizione sulle affermazioni di IM 1 in merito

agli accordi tra la __________ e la ACPR 6 ed in particolare per quanto attiene

la convenzione di impegno, __________ dichiarava:

"

Ho preso atto di quanto dichiarato da IM 1 e contesto le sue

affermazioni. Ribadisco che gli accordi tra ACPR 6 e __________ non prevedevano

la cessione dell’intero appalto alla ACPR 6. Preciso pure che i lavori che

avrebbero dovuto essere svolti dalla ACPR 6 erano i lavori principali. A

comprova di ciò vi è il fatto che, a seguito dalla cessione del Cantone

susseguente alla sparizione di IM 1 di cedere i lavori, tra gli altri, alla ACPR

6, la stessa ha ricevuto un importo di circa 700'000 CHF per le fase due, tre e

quattro relative al cantiere.”

(AI B5 pag. 4).

Alla domanda dell’Avv. DUF 1, difensore di IM 1, sull’esistenza di

un eventuale contratto di subappalto tra la ACPR 6 e la __________, __________

rispondeva:

"

(…) non esiste alcun contratto di subappalto tra la __________ e

la ACPR 6. La __________ ha comunque dovuto informare il Cantone di chi erano

le ditte subappaltatrici, e quali lavori sarebbero stati eseguiti.”

Conferma quindi:

"

(…) che la convenzione di impegno non aveva pertanto ragione di

essere stipulata, se non per informare la casa madre che la succursale del

Ticino avrebbe lavorato su questo cantiere.”.

Sempre a domanda dell’Avv. DUF 1 rispondeva:

"

(…) presso la casa madre nessuno capisce l’italiano e pertanto

non hanno fatto alcuna domanda su questo accordo. Per loro era importante

unicamente sapere di che tipo di cantiere si trattasse e questo e desumibile

dall’importo di cui all’appalto.”.

L’imputato ribadiva quindi di non avere letto attentamente la

convenzione di impegno al momento della firma:

"

(…) confermo di non aver letto attentamente la “convenzione di

impegno” quando l’ho firmata. Confermo che una volta rientrato in ufficio l’ho

letta, ma non mi sono reso conto di cosa comportava. L’ho capito unicamente

quando l’avvocato mi ha spiegato il significato di quanto indicato nella

convenzione. Questo è avvenuto quando IM 1 ormai era già irreperibile.”

(AI B5 pag. 5-6).

Interrogato dalla PP in merito agli scoperti vantati dalla ACPR 6

nei confronti della __________, __________ affermava:

"

ADR che come ho già dichiarato la ACPR 6 ha mandato un primo

acconto alla __________, acconto pagato quasi subito. L’avvocato __________

precisa che il pagamento è avvenuto in data 2 novembre 2009. Dopo questa prima

richiesta di acconto, la ACPR 6 ne ha mandata una seconda. Trattasi della

richiesta di CHF 159'000 del 16 dicembre 2009, come risulta dal documento che

abbiamo già prodotto e che mi viene mostrato. Questa richiesta è rimasta

impagata. Preciso che io avevo incontrato IM 1 verso la metà di dicembre e gli

avevo chiesto se potevo inviargli una seconda richiesta di acconto. Lui mi ha

detto che non c’era problema, che l’avrebbe pagata, e pertanto così ho fatto.

Ho incontrato nuovamente IM 1 a fine gennaio 2010, quando lo stesso si è

presentato presso il mio ufficio. In quell’occasione egli mi ha comunicato che

era sua intenzione chiudere la società, dopo averla liquidata. Io non gli ho

chiesto maggiori informazioni sui motivi di questa decisione, ma ho dato per

scontato che prima di chiudere la società avrebbe versato l’importo di cui alla

richiesta di acconto. Fino a quel momento io non mi ero preoccupato in quanto

le fatture emesse dalla ACPR 6 prevedevano il pagamento entro 60 giorni. Dopo

questo incontro del gennaio 2010 io non ho più visto ne sentito IM 1. Ad un

certo punto, visto che i lavori continuavano regolarmente ma che nessuno

rappresentante della __________ era più presente alle riunioni di cantiere, è

stato informato il Cantone. Questo anche perché dalle voci che giravano,

risultava che IM 1 se ne era andato. So che in seguito IM 1 ha comunicato al

Cantone che rinunciava all’appalto.”

La ACPR 6, la ACPR 4 e la __________ sarebbero quindi state

contattate dal Cantone:

"

In seguito siamo stati convocati dal Cantone, presenti anche la ACPR

4.

e la __________, per cercare di trovare una soluzione per la continuazione

del cantiere, ritenuto che a quel momento queste società lavoravano sul

cantiere senza riferimenti. A seguito della riunione il Cantone ha quindi

deciso di assegnare i lavori delle fasi due, tre e quattro alle ditte a cui la __________

aveva già subappaltato gli stessi. ADR che il Cantone ha versato direttamente alla

ACPR 6 quanto stabilito per queste tre fasi, mentre la nostra società non ha

ricevuto nulla per il lavoro svolto per la fase uno, fatta eccezione

naturalmente per l’acconto pagato dalla __________. Il Cantone ha riferito di

aver già versato a chi di dovere l’importo relativo ai lavori della fase uno e

di non poter venire incontro alla società che vi avevano lavorato.”

La PP sottoponeva all’imputato lo scritto dell’08.02.2010 (cfr.

allegato doc. 1 ad AI B5) della __________ alla Sezione della logistica del

Canton Ticino, chiedendogli se la __________ avesse effettivamente contattato

la ACPR 6, la quale aveva dato l’accordo a riprendere l’appalto, al che IM 1

risponde:

"

Ho preso atto dello scritto di IM 1. Nego di essere stato

contattato da IM 1 e che lo stesso mi abbia chiesto se la società fosse

disposta a riprendere i lavori.”

(AI B5, pag. 6).

L’avv. __________ dello studio __________, comunicava che il

Cantone, dopo essere stato sollecitato, avrebbe informato la ACPR 6 che vi era

ancora un importo di ca. CHF 68'000.00 che erano destinati alla __________ per

la prima fase dei lavori di __________, importo da suddividere tra la ACPR 6,

la ACPR 4 e la __________:

"

Visto lo scritto di IM 1 che autorizzava a versare il rimanente

direttamente alle ditte subappaltanti che avevano effettuati direttamente i

lavori, il Cantone ha chiesto che ACPR 6, ACPR 4 e __________ trovino un

accordo per la ripartizione di questo importo. Alla ACPR 6 è stato chiesto di

contattare le altre ditte per trovare questo accordo.”.

In data 20.12.2011 la PP PP 1 ordinava quindi il sequestro, presso

la Sezione della logistica, dell’importo di CHF 68'000.00 (AI 92).

6.5

In data 08.10.2010 il

rappresentante della ACPR 4 Avv. RAAP 2 produceva agli atti i seguenti

documenti relativi alla prima fase dei lavori svolti sul cantiere di __________:

- richiesta di acconto no.

31362.

del 26.08.2009 per CHF 64'560.00;

- fattura no. 31362.1/2747

del 26.08.2009 di CHF 1'503.10 per il ponteggio di prova;

- la fattura finale no.

31362.

/2868 del 03.02.2010 per CHF 134'831.40 (cfr. AI 18).

Produceva inoltre la fattura no. 31396/2796 del 30.10.2009 per CHF

3'329.65 per i lavori svolti presso un edificio in Via __________ a __________

(cfr. AI 18).

Interrogata in data 15.12.2011, __________, amministratrice della

subappaltatrice ACPR 4, spiegava come nacque la collaborazione tra la ACPR 4 e

la __________ per quanto riguardava il cantiere di __________:

"

ADR che ho conosciuto IM 1 nell’ambito dei lavori deliberati alla

ACPR 4 presso il cantiere delle scuole medie di __________. Preciso che già in

precedenza la ACPR 4 aveva svolto dei lavori per la __________ presso il

cantiere della __________ di __________. Se non sbaglio in quell’occasione era

stato un mio collaboratore a intrattenere i rapporti con IM 1 e a seguire il

cantiere. Io ho voluto conoscere IM 1 in quanto il lavoro di __________ era un

lavoro importante. In occasione di una telefonata io gli ho chiesto di

incontrarci. Ci siamo dati appuntamento presso un bar. Gli ho mostrato in

quell’occasione l’offerta per il cantiere di __________. IM 1 mi ha chiesto

degli sconti sul prezzo dell’offerta, sconti che non gli sono stati concessi.

Ricordo che nell’ambito della discussione IM 1 mi aveva chiesto una modifica

dell’offerta che gli era stata fatta: si trattava dell’offerta relativa ai

teloni di plastica. Ricordo che io avevo detto a IM 1 che la plastica che io

avevo inserito nell’offerta era più che sufficiente per quel genere di lavoro. IM

1.

mi aveva risposto che lui doveva fornire una plastica più spessa, in quanto

era questo il motivo che gli aveva permesso di ottenere l’appalto. Io ho solo

fatto presente a IM 1 che questa modifica avrebbe comportato un aumento dei

costi.”

(AI B4, pag. 2).

A precisa domanda della PP, __________ confermava che sarebbe

quindi stato assegnato alla ACPR 4 il lavoro presso la Scuola __________ di __________. Nell’agosto del 2009 sarebbero state inviate alla __________

una prima richiesta di acconto così come una fattura per un ponteggio:

"

Come risulta dalla documentazione già prodotta, che mi viene

mostrata, nell’agosto 2009 vi è una prima richiesta di acconto, oltre ad una

fattura riferita al “ponteggio di prova”. Non ricordo se è stato inviato un

sollecito per il pagamento di questi importi, ricordo comunque di aver parlato

al telefono con IM 1, sollecitandogli il pagamento. Non ricordo esattamente

quali fossero le motivazioni addotte da IM 1 per il mancato pagamento, ma

ritengo siano quelle che in fondo usano tutti gli imprenditori e meglio

problemi di misurazioni, mancanza di documenti, ecc.”.

Nel febbraio 2010 la ACPR 4 avrebbe fatto pervenire alla __________

la fattura finale relativa alla prima fase dei lavori svolti sul cantiere di __________:

"

ADR che nel febbraio 2010 abbiamo inviato la fattura finale

relativa alla prima fase dei lavori alla __________. ADR che in quel periodo io

già non riuscivo più a parlare con IM 1, ricordo che parlavo con un suo

dipendente di cui al momento non ricordo il nome ma che so essersi occupato del

cantiere a __________. Mi viene chiesto se si tratta di __________ e rispondo

che è possibile. Ad un certo punto non riuscivo più nemmeno a contattare questa

persona. Casualmente mi è stato detto come contattarlo ed ho avuto quale

risposta da parte sua l’informazione che lo stesso non lavorava più per la __________

e che IM 1 non si trovava più.”

(AI B4, pag. 3).

__________ ha riferito dell’incontro con i funzionari della Sezione

della logistica a __________:

"

ADR che ad un certo punto vi è stato un incontro a __________ con

due funzionari della sezione della logistica e altre ditte che avevano svolto i

lavori a __________. ADR che non ricordo i nomi dei due funzionari. Non ricordo

se avevo contattato io la sezione chiedendo come dovevamo comportarci, non

avendo ottenuto il pagamento dei lavori effettuati, o se è stata la sezione

direttamente a contattarci visti i problemi sorti. Ci siamo trovati come detto

a __________, dove ci è stato spiegato che non avremmo potuto recuperare nulla

dell’importo per i lavori già effettuati in quanto il Cantone aveva già pagato

gli stessi alla __________. Ci hanno informato che IM 1 non si trovava più e

che era loro intenzione trovare una soluzione per proseguire i lavori. Alla

fine è stato trovato un accordo nel senso che il Cantone ci avrebbe dato mandato

diretto per i lavori, come da offerta già presentata a suo tempo alla __________.”

(AI B4, pag. 3-4).

A precisa domanda dell’interrogante __________ rispondeva che:

"

per i lavori della seconda, terza e quarta fase presso il

cantiere di __________ siamo stati pagati direttamente dal Cantone. ADR che non

abbiamo ottenuto però il pagamento dei lavori riferiti alla prima fase.”.

Afferma poi che la fattura del febbraio 2010 era riferita ai

lavori completi della prima fase, e che la richiesta di acconto, non pagata,

dell’agosto 2009, era stata integrata in questa fattura finale (AI B4, pag. 4).

__________ dichiarava inoltre che la ACPR 4 aveva svolto dei

lavori con la __________ anche presso un edificio in Via __________ a __________

(AI B4, pag. 2).

Per quanto attiene l’ammontare dello scoperto vantato dalla ACPR 4

nei confronti della __________, __________:

"

ADR che pertanto la ACPR 4 vanta ancora, nei confronti della __________,

uno scoperto pari agli importi di cui alle fatture del febbraio 2010, riferita

al cantiere di __________, e del dicembre 2009, riferita al cantiere __________

di __________. Oltre a questo vi è ancora la fattura dell’agosto 2009 per i

lavori preliminari a __________, nonché la fattura per i lavori svolti presso

il cantiere in Via __________ a __________. Mi viene detto che il totale dello

scoperto ammonta a CHF 209'559.36.”

(AI B4, pag. 4).

Con scritto 04.02.2013 (cfr. doc. TPC 3), l’Avv. RAAP 2

quantificava così la pretesa civile della sua assistita:

"

Richiede pertanto la condanna al risarcimento del danno cifrabile

in complessivi CHF 260'000.00 (CHF 209'559.35 di fatture oltre al 5% di

interessi dal 1° gennaio 2010, spese diverse e di patrocinio)../p>

7.

I lavori presso il

prefabbricato di __________

Il concorso per la ristrutturazione dell’edificio a __________,

sede del Servizio __________ e di alcuni servizi del __________ __________, fu

pubblicato sul FU no. __________ del __________ (AI 30bis) e deliberato alla __________

con decisione del Consiglio di Stato no. __________ del __________ (cfr. Decisione

del Consiglio di Stato no. __________ del __________, AI 16; Lettera di __________

della Sezione della logistica del 15.04.2010, AI 8, pag. 2).

Nel suo scritto del 15.04.2010, così __________, sulla situazione

presso il cantiere di __________:

"

L’appalto consiste nei lavori di ristrutturazione dell’edificio e

prevede una spesa di chf. 1'285'820.- ripartita come segue:

- Impresario

costruttore __________ chf. 291'820.- ca.

- Carpenteria

e prefabbricazione in legno chf. 530'000.- ca.

- Diversi

artigiani chf. 430'000.-

ca.

- Forniture chf. 34'000.-

ca.

In questo caso i lavori sono conclusi sull’edificio principale;

restano da effettuare dei lavori di sistemazione esterna e la costruzione di

una tettoia. Trattandosi di un edificio relativamente contenuto e realizzato

attraverso la prefabbricazione in legno i lavori sono stati eseguiti molto

velocemente (ca. 2/3 mesi).

Anche in questo caso il committente ha pagato alla __________

(quale impresa generale) ca. l’85% dei lavori effettivamente eseguiti. Il

problema si pone in quanto la __________ a partire dal mese di dicembre 2009

non ha più onorato il proprio contratto con i subappaltatori.

Nel corso del mese di ottobre 2009 la __________ ha ricevuto un

primo acconto di ca. fr. 580'000.--. Nel mese di novembre 2009 è stato versato

un secondo acconto di ca. 420'000.-- dopo che la __________ ha dimostrato di

aver versato fr. 390'000.-- (acconti relativi alla prima fase dei lavori) ai

propri subappaltatori, i quali, nel frattempo, avevano richiesto ulteriori

acconti. Occorre rilevare che il contratto sottoscritto dalle ditte

subappaltatrici con la __________ prevede il pagamento a 30 giorni. A quel

momento non vi erano elementi che potessero insinuare il dubbio sulla

solvibilità della __________ e non era possibile pretendere il pagamento di

ulteriori acconti verso i subappaltatori perché non erano ancora scaduti i

termini di pagamento contrattuali (30 giorni).

Riassumendo, per il cantiere di __________ la Sezione della logistica ha pagato ca. fr. 1'000’000.-- su un importo di liquidazione parziale

di ca. fr. 1'195'000.-- e le ditte subappaltatrici reclamano alla __________

scoperti per prestazioni eseguite pari a ca. 600'000.- (iva compresa). Il

committente dispone ancora di ca. fr. 195'000.- per lavori eseguiti e non

pagati.”

(AI 8, pag. 2-3).

In data 31.05.2010 lo stesso __________ produceva agli atti:

- Decisione del Consiglio di

Stato no. __________ del __________, la quale autorizza la Sezione della logistica a stipulare il contratto d’appalto per il cantiere di __________ con

la __________;

- Contratto d’impresa

generale allestito a favore della __________ in data 13.07.2009;

- Preavviso di pagamento no.

13.

con il quale viene versato alla __________ un primo acconto di CHF 579'296.90;

- Preavviso di pagamento no.

15.

con il quale viene versato alla __________ un secondo acconto di CHF

419'845.00.

In data 28.07.2011 trasmetteva inoltre una tabella indicante il

risultato delle sue verifiche riguardo le società, subappaltatrici della __________

nei cantieri di __________ e di __________, che potrebbero avere subito perdite

per il mancato pagamento delle prestazioni effettuate per la __________ (cfr. AI

46). Da questa tabella risulta, per quanto riguarda il cantiere di __________,

uno scoperto dei subappaltatori di CHF 321'627.93. Risulta inoltre che la Sezione della logistica ha versato alla __________ acconti per CHF 999'142.40.

7.1

In occasione del suo

interrogatorio del 20.07.2011, la PP PP 1 contestava a __________ che dal “capitolato

d’appalto e modulo d’offerta” risulta che la __________ avrebbe subappaltato

alle seguenti ditte alcuni lavori:

- __________;

- __________;

- __________;

- __________ AG (cfr. Distinta

subappaltatori, classeur 3, Documenti cantiere __________, AI 30bis).

Così __________:

"

Le ditte menzionate ricordo che erano effettivamente

subappaltatrici. Ricordo però che ve ne erano delle altre. Mi viene mostrata

una tabella in cui viene indicato quanto versato a favore dei subappaltatori e

quanto è ancora scoperto (…). Mi impegno a verificare quali sono le società che

hanno subito un danno e a comunicarlo al Ministero Pubblico indicando gli

importi versati dal Cantone e i relativi scoperti.”

(AI B1, pag. 14-15).

Interrogato su eventuali problemi insorti in relazione a questo

cantiere, dichiarava:

"

Non vi sono stati particolari problemi. I lavori deliberati sono

stati eseguiti. L’importo pagato corrisponde a quanto era stato previsto.”

(AI B1, pag. 15).

Per quanto concerne il fatto che il Cantone avrebbe assegnato dei

lavori alle ditte per “risarcirle” delle perdite subite, __________ confermava

che

"

nelle discussioni con le ditte che non avevano ottenuto l’intero

importo a loro dovuto, avevamo comunicato che, nel limite delle nostre

competenze, ne avremmo tenuto conto al momento di assegnare ulteriori mandati

diretti o ad invito.”

(AI B1, pag. 15).

7.2

La PP contestava all’imputato

che dalle informazioni in suo possesso al sopralluogo tecnico obbligatorio per

il concorso, si erano presentati 13 concorrenti, salvo poi rimanere solo la __________

per il concorso, domandandogli se fosse a conoscenza dei motivi del non

concorso da parte delle altre ditte. Così IM 1:

"

ADR che dalle voci che ho potuto sentire risultava che le altre

ditte non volevano affrontare un lavoro di questo tipo che comportava lavoro di

capomastro e prefabbricato.”.

Dichiarava di non avere comunque mai dato denaro e/o fatto favori

ai funzionari della Sezione della logistica per ottenere i lavori:

"

Rispondo che assolutamente non ho mai dato nulla. Ribadisco che i

lavori mi venivano assegnati in quanto la __________ lavorava in modo serio e

puntuale.”

(AI A1, pag. 16).

7.3

__________, titolare della

ditta individuale __________, che si occupava della coordinazione e della

direzione lavori sul cantiere di __________ (AI B10)

Interrogato dalla PP in data 08.03.2011, riferiva di avere

conosciuto IM 1 in occasione del sopralluogo per il cantiere di __________. I

due si sarebbero accordati per lavorare insieme e si sarebbero lasciati con

l’impegno da parte di IM 1 di preparare una tabella con i costi relativi ai

lavori dell’impresa di costruzione, mentre che __________ avrebbe dovuto

occuparsi di verificare i costi per i vari impianti. Si sarebbero sentiti

nuovamente ca. una settimana prima della scadenza del concorso e nessuno dei

due aveva a quel momento ancora fatto nulla. Avrebbero quindi deciso di

inoltrare una loro offerta a nome della __________, scoprendo di essere gli

unici offerenti (AI B10, pag. 2-3). __________ rispondeva:

"

(…) penso che vi fosse solo la nostra offerta per il

prefabbricato di __________ in quanto si trattava di un lavoro per un’impresa

generale e le persone che hanno partecipato al sopraluogo in realtà non avevano

una società che faceva impresa generale.”

(AI B10, pag. 4).

Interrogato in merito agli accordi tra la __________ e la __________,

__________ afferma:

"

ADR che per quanto concerne gli accordi tra la mia ditta e la __________,

gli stessi prevedevano, se non ricordo male, un onorario minimo di 20'000.00

CHF per la __________ e, nel caso in cui vi fosse stata una rimanenza, la

stessa sarebbe stata divisa al 50% tra __________ e __________.”

(AI B10, pag. 3).

Lo stesso precisava poi:

"

Vorrei precisare che ho poi saputo che IM 1 aveva menzionato

nell’offerta che io personalmente facevo parte della direzione della __________,

ciò che in realtà è falso. Io avevo allestito un organigramma relativo al

prefabbricato di __________, nel quale risulta chiaramente che la __________

svolgeva il ruolo di coordinatore e di direzione lavori. Produco a tal fine

tale organigramma che viene allegato quale (DOC. 1). Vorrei inoltre

aggiungere che in sostanza presso il cantiere mi occupavo di tutte le questioni

amministrative e di coordinamento. La __________ ha praticamente messo a disposizioni

gli operai per i lavori che le spettavano quale ditta di costruzione. ADR che

la __________ si è occupata in sostanza dei lavori di capomastro (demolizione,

solette, ecc.). Produco a tal proposito l’elenco dei lavori di spettanza della __________,

preparato da IM 1 e consegnatomi per presentare l’offerta.”

(AI B10, pag. 3).

In merito ai pagamenti effettuati dalla __________, __________ riferiva:

"

ADR che ricordo che inizialmente la __________ aveva in pratica

pagato tutte le richieste di acconto che le erano pervenute. In seguito i

pagamenti sono stati meno regolari, nel senso che ricordo che IM 1 aveva

comunicato che una volta terminato i lavori avrebbe pagato tutto il dovuto, ma

che nel frattempo non sarebbero stati pagati ulteriori acconti. In realtà una

volta terminati i lavori di IM 1 non vi è stata più traccia.” (……) ADR che la __________

ha anticipato alcune fatture degli artigiani che hanno lavorato sul cantiere di

__________. In effetti questi artigiani avevano chiesto il pagamento di acconti

che IM 1 non pagava. Per poter far proseguire i lavori e meglio per far si che

gli artigiani continuassero a presentarsi sul cantiere la __________ ha

anticipato il pagamento, pensando che alla fine sarebbe stata rimborsata. Ciò

non è mai avvenuto. Produco la documentazione che attesta gli importi

anticipati da __________ a diversi artigiani.” (……) “ADR che quando IM 1 si è

reso introvabile io ho consigliato diversi artigiani di rivolgersi direttamente

al Cantone. Anch’io come __________ ho fatto la stessa cosa. Il Cantone mi ha

risposto che con la mia ditta avremmo fatto il conteggio alla fine, dopo aver

risolto le varie questioni con i diversi artigiani. In realtà alla fine il

Cantone mi ha semplicemente detto che non esisteva alcun contratto tra lo

stesso e la __________ e pertanto non mi potevano riconoscere nulla. Produco a

tal proposito lo scritto del 19.08.2011 (DOC. 4) con il quale il Cantone mi

informa che le prestazione per cui ho chiesto il pagamento erano già state

pagate alla __________ e che pertanto avrei dovuto rivolgermi a questa società.

A questo scritto ho risposto tramite un e-mail di data 5.09.2011 (DOC. 5), al

quale non ho ricevuto risposta. Ho pertanto nuovamente scritto in data

10.10.2011

(DOC. 6), direttamente al signor __________. Ho quindi ricevuto

risposta con scritto 25.10.2011 (DOC. 7), con la quale mi viene comunicato che

il mio caso sarebbe già stato liquidato.” (……). “Vorrei inoltre aggiungere che

ho pure ricevuto in data 7.10.2011 dall’UEF di __________ (DOC. 8) uno scritto

con il quale mi si chiedeva di provvedere ad un pagamento a favore delle ditte __________.

Ho spiegato la situazione all’ufficiale dell’UEF, chiarendogli che io avevo in

precedenza effettuato un pagamento a favore di __________ per permettere la

continuazione dei lavori e non perché tale importo fosse dovuto dalla __________.

Ho poi confermato il tutto con lo scritto e-mail 17.11.2011 (DOC. 9).”

(AI B10, pag. 4).

7.4

In data 13.09.2011 __________

direttore della subappaltatrice ACPR 3 produceva agli atti:

- offerta 6298 Opere di

pulizia Prefabbricato __________ Oggetto N° E2416 Mapp. __________ del

10/18.11.2009;

- fattura 093305 101983 del

17.12.2009

per CHF 6'533.45 della ACPR 3 indirizzata alla __________ (AI 61).

In occasione del suo interrogatorio del 20.12.2011 fece pervenire

al Ministero pubblico:

- ordine di lavoro del

12.11

;

- offerta 6298 Opere di

pulizia Prefabbricato __________ Oggetto N° E2416 Mapp. __________;

- modulo conteggio ore

cantiere;

- bolla di consegna 88530005

del 20.11.2009 (cfr. allegato doc. 1 al VI a __________ del 20.12.2011, AI B8);

- copia fattura 093305

101983.

del 17.12.2009 per CHF 6'533.45 della ACPR 3 indirizzata alla __________

– __________, __________ __________ (cfr. allegato doc. 1 al VI a __________ __________

del 20.12.2011, AI B8);

- scritto del 22.02.2010

della Sezione della logistica alla __________ (cfr. allegato doc. 3 al VI a __________

__________ del 20.12.2011, AI B8).

In merito alla collaborazione della ACPR 3 con la __________ per i

lavori presso il cantiere di __________, __________ dichiarava:

"

ADR che non ho mai conosciuto né ho mai parlato con IM 1. Per

quanto riguarda i lavori svolti dalla ACPR 3 presso il cantiere di __________

posso dire di essere stato contattato dal signor __________ con il quale la

società collabora abbastanza regolarmente. Quest’ultimo mi ha spiegato che

necessitava di un’offerta per dei lavori di pulizia piuttosto urgenti presso

uno stabile in costruzione a __________. __________ mi ha spiegato che i lavori

di costruzione erano stati affidati alla __________, direttamente dal Cantone e

meglio dalla sezione della logistica. Ho quindi redatto l’offerta (DOC. 1) e

l’ho trasmessa a __________, così come da lui richiesto. Pochi giorni dopo sono

iniziati i lavori e in data 17 dicembre 2009 è stata trasmessa la fattura, che

è stata già prodotta.”

Alla domanda della PP sul motivo per cui la fattura fosse

indirizzata alla __________, __________ rispondeva:

"

Io ne prendo atto oggi, si tratta verosimilmente di un errore. Quando

la fattura è stata ristampata per essere rinviata al Ministero Pubblico.

Produco oggi copia della fattura originale inviata a __________ (DOC. 2) , che

non è su carta intestata della ACPR 3 ma corrispondente a quella inviata.”

(AI B8, pag. 2).

Affermava inoltre che questa fattura non era stata pagata:

"

ADR che la fattura non è stata pagata. Non abbiamo inviato alcun

sollecito in quanto normalmente aspettiamo un po’ di tempo prima di richiamare

il cliente. In seguito ho sentito direttamente dagli organi di stampa dei

problemi avuto dalla __________ ed ho immediatamente contattato telefonicamente

__________, il quale mi ha spiegato quale era la situazione e meglio che il

responsabile della __________ era sparito. __________ mi ha detto che sarei

stato contattato direttamente dalla sezione della logistica, ciò che è avvenuto

in quanto mi è stato trasmesso lo scritto del 22 febbraio 2010 che produco (DOC.

3).”

(AI B8, pag. 2-3).

__________ avrebbe dunque contattato il signor __________ della

Sezione della logistica:

"

Ho quindi preso contatto direttamente con il signor __________

della sezione della logistica, che mi ha spiegato quale era la situazione e mi

ha detto che lo Stato non avrebbe potuto versare il dovuto, in quanto l’importo

era già stato versato alla __________. Se non ricordo male __________ mi aveva

pure segnalato quali erano le mie possibilità per cercare di recuperare

l’importo di cui alla fattura. Ricordo che mi era stato detto che avrei

eventualmente potuto fare un precetto esecutivo direttamente contro lo Stato,

ma io ho detto che non avrei agito in questo modo. Non ricordo se la società ha

poi fatto spiccare un precetto esecutivo nei confronti della __________ per

l’importo ancora scoperto. Dovrei verificare ancora nella documentazione in

ufficio. Se così fosse ne darò comunicazione al Ministero Pubblico, inviandola

la relativa documentazione. ADR che lo Stato ci aveva comunque detto che

avrebbe cercato in qualche modo di venirci incontro, dando magari qualche

lavoro diretto alla società. Devo pure precisare che comunque la nostra società

lavora già parecchio con lo Stato.”

(AI B8, pag. 3).

7.5

__________, è direttore della

subappaltatrice ACPR 2.

In data 29.08.2011 tale ditta produceva agli atti la fattura no.

167099.

103016 del 25.11.2009 indirizzata alla __________ per CHF 1'163.15 (cfr.

AI 56).

Nel suo scritto del 29.08.2011 alla PP PP 1 (cfr. AI 56), la ACPR

2.

dichiarava non essere stato sottoscritto, per i lavori a __________, alcun

contratto d’appalto; la fattura sarebbe stata allestita sulla base dei lavori

eseguiti dalla società in data 24.11.2009.

Interrogato in data 20.12.2011 in merito alla collaborazione con

la __________ per quanto riguarda il cantiere di __________, __________

dichiarava:

"

ADR che non ho mai conosciuto IM 1, ne ho mai discusso con lui

telefonicamente. Ero stato contattato dall’architetto __________, con il quale

lavoro regolarmente, il quale mi aveva chiesto se la società era disponibile

per effettuare dei lavori presso uno stabile in costruzione a __________. Mi

sono quindi recato personalmente sul posto per verificare il tipo di lavoro che

doveva essere effettuato. La verifica è avvenuta alla presenza di __________,

qualche giorno prima rispetto all’intervento che, come risulta dal rapporto di

lavoro che produco (DOC. 1), è avvenuto in data 24.11.2009. Preciso che i

lavori erano piuttosto urgenti e dunque è stato tutto deciso in pochi giorni,

rispettivamente l’OK per i lavori è stato dato direttamente da __________.”

(AI B7, pag. 2).

__________ rispondeva che il lavoro è avvenuto in data 24.11.2009,

e la fattura, mai pagata, è stata emessa il 25.11.2009:

"

ADR che il lavoro è stato, come già detto, effettuato in data

24.11.2009

e la fattura è stata emessa in data 25.11.2009 e inviata

direttamente alla __________. Così mi era stato detto di fare direttamente da __________.

La fattura non è mai stata pagata. In data 2 febbraio 2010 è stato inviato un

richiamo di pagamento, che produco (DOC. 2). Anche questo richiamato è rimasto

impagato. La ACPR 2 ha quindi fatto spiccare un precetto esecutivo in data

2.03.2010

(DOC. 3) ed ha poi richiesto la continuazione dell’iter esecutivo

fino alla richiesta di fallimento della __________. Produco a tale riguardo

tutta la documentazione in mio possesso (DOC. 4).”

(AI B7, pag. 2).

Non avendo ottenuto il pagamento, __________ avrebbe contattato la Sezione della logistica:

"

ADR che non avendo ottenuto il pagamento di quanto dovuto ho

contattato la sezione della logistica, pensando che, trattandosi di un appalto

pubblico avrebbero versato il dovuto. Mi è stato invece risposto che avendo il

Cantone già versato alla __________ l’importo di cui ai lavori già effettuati,

la fattura della ACPR 2 avrebbe dovuto essere già versato da questa società.

Non abbiamo avuto quindi alcun aiuto da parte del Cantone.”.

Per quanto riguarda l’importo scoperto della ACPR 2 nei confronti

della __________, __________ ha dichiarato:

"

ADR che l’importo richiesto della ACPR 2 ammonta a quanto

indicato sulla fattura, pari a CHF 1'163.15 (IVA compresa), a cui eventualmente

andranno aggiunte delle spese.”

(AI B7, pag. 3).

7.6

In data 04.10.2011 il

rappresentante dell’ACPR 1 Avv. RAAP 1 produceva agli atti:

- contratto d’appalto

Prefabbricato __________, __________ del 14.09.2009 tra la __________ (impresa

generale), la __________ (coordinatore – __________) e l’ACPR 1 (imprenditore)

(cfr. allegato 1 all’AI 71);

- fattura parziale

1806-002830 del 24.08.2011 dell’ACPR 1 indirizzata alla __________ per CHF

61'000.05 con conferma di ricevuto pagamento il 02.11.2009 (cfr. allegato 2

all’AI 71);

- fattura parziale

1806-003111 del 24.08.2011 dell’ACPR 1 indirizzata alla __________ per CHF

55'874.65 con la conferma del pagamento di CHF 30'000.00 il 18.11.2009 (cfr.

allegato 3 all’AI 71);

- nota di credito 004389 del

24.08.2011

dell’ACPR 1 indirizzata alla __________ per CHF 25'874.65 (cfr.

allegato 4 all’AI 71);

- fattura finale 1806-004148

del 29.12.2009 dell’ACPR 1 indirizzata alla __________ per CHF 68'941.80 (cfr.

allegato 5 all’AI 71);

- fattura 1806-003942 del

09.12.2009

dell’ACPR 1 indirizzata alla __________ per CHF 597.70 (cfr.

allegato 6 all’AI 71);

- precetto esecutivo del

03.03.2010

per CHF 69'539.50 più interessi al 5% dall’08.01.2010 e CHF 100.00

di spese esecutive (cfr. allegato 7 all’AI 71).

Interrogato in merito alla collaborazione con la __________ presso

il cantiere di __________, __________, direttore di ACPR 1 asseriva:

"

ADR che non ho mai conosciuto personalmente IM 1. Ho potuto

comunque parlare di lui con i miei collaboratori che hanno avuto dei contatti

diretti con IM 1, si tratta di __________ e __________. Da quanto mi è stato

riferito la __________ aveva ottenuto il mandato generale da parte del Cantone

per la costruzione del fabbricato di __________. Prima di ottenere tale mandato

la stessa aveva chiesto alla ACPR 1 un’offerta per gli impianti elettrici. (…)

Una volta ottenuto il mandato, vi sono state nuove trattative tra IM 1 e

verosimilmente __________ e o __________ e sono stati assegnati i lavori alla ACPR

1.

”.

Ad un certo punto, con l’avanzamento dei lavori, l’ACPR 1 inoltrava

due richieste di acconto alla __________, le quali, dopo essere state sollecitate,

vengono in parte pagate:

"

ADR che ad un certo punto, con l’avanzamento dei lavori, abbiamo

inoltrato una prima richiesta di acconti alla __________, per un importo di CHF

61'000.00. Tale richiesta non è stata inizialmente pagata. In seguito abbiamo

mandato una seconda richiesta di acconto, anche essa rimasta impagata, almeno

inizialmente. Nel corso del mese di novembre 2009 abbiamo quindi contattato la __________,

dicendo a loro che se non venivano pagati gli acconti non avremmo più

continuato con i lavori. A seguito di questa comunicazione vi è stato un

incontro tra IM 1 e __________. Dopo tale incontro la ACPR 1 ha ottenuto il

pagamento di quanto richiesto per un totale di 91'000 CHF. A seguito

dell’avvenuto pagamento i lavori sono continuati e sono stati portati a

termine.”.

Fu poi inviata alla __________ la fattura finale per un importo di

quasi CHF 70'000.00:

"

Abbiamo poi inviato alla __________ la fattura finale per un

importo di quasi 70000 CHF. Vorrei precisare che oltre a questi lavori la

società ha svolto ulteriori lavori commissionati direttamente dal Cantone, che

ha provveduto regolarmente al pagamento, per un importo totale di circa 3'500

CHF.”

(AI B3, pag. 2).

Interrogato dalla PP in relazione alle misure intraprese dalla

società nei confronti di IM 1, il direttore dell’ACPR 1 affermava:

"

ADR che non sono in grado di riferire esattamente quali passi la

nostra società ha intrapreso direttamente con IM 1. So che abbiamo preso

contatto con la sezione della logistica, con la quale vi è stato un incontro,

nel corso del quale ci è stato riferito che il Cantone non avrebbe potuto

onorare la fattura in quanto aveva già versato il dovuto alla __________.

Abbiamo quindi fatto spiccare un precetto esecutivo nei confronti della __________

per l’importo ancora impagato.”.

Lo scoperto vantato dall’ACPR 1 nei confronti della __________ è

quello del precetto esecutivo del 03.03.2010, ovvero CHF 69'539.50 più

interessi al 5% dall’08.01.2010 e CHF 100.00 di spese esecutive (AI B3, pag. 3;

allegato 7 all’AI 71).

7.7

In data 13.09.2011 il

patrocinatore della ACPR 5 Avv. RAAP 3 produceva agli atti:

- richiesta di acconto del

27.10.2009

della ACPR 5 alla __________ per CHF 30'000.00 (cfr. allegato C

all’AI 60);

- fattura n° 20049 del

18.12.2009

della ACPR 5 alla __________ per CHF 72'338.70 (cfr. allegato D

all’AI 60);

- sollecito di pagamento del

27.01.2010

(cfr. allegato E all’AI 60);

- mail del 02.02.2010 di __________

(cfr. allegato G all’AI 60);

- accordo sottoscritto con

la proprietaria dello stabile (cfr. AI 60).

Interrogato in data 14.12.2011, __________, amministratore unico

della subappaltatrice ACPR 5 dichiarava di non avere mai conosciuto IM 1, e di

essere stato contattato, per i lavori di __________, da __________:

"

ADR che non ho mai incontrato né conosciuto IM 1. ADR che la

società di cui sono amministratore ha effettuato dei lavori presso il cantiere

di __________ per la costruzione di un immobile per la sezione del sotto ceneri

dei forestali. Io ero stato contattato direttamente dal signor __________ della

ditta __________, che si occupava dei lavori. (…) Una volta contattato da __________

mi sono recato sul posto, ho effettuato le misurazioni ed in seguito ho fatto

stilare l’offerta per i lavori. Sono poi stato contattato da __________ che mi

ha confermato che i lavori erano stati assegnati alla società.”

(AI B2, pag. 2).

Produceva l’offerta presentata dalla ACPR 5 alla __________ con la

firma di __________ per accettazione (cfr. allegato doc. 1 al VI ad __________

del 14.12.2011) così come delle offerte datate novembre 2009 per lavori

supplementari, sempre presso il cantiere di __________, anche esse firmate per

accettazione da __________ (cfr. allegato doc. 1 al VI ad __________ del

14.12

).

A precisa domanda della PP riferiva:

"

ADR confermo che dopo aver iniziato i lavori la società ha

inviato una prima richiesta di acconto. Se non ricordo male la prima richiesta

è stata inviata direttamente alla __________. __________ mi ha quindi chiamato

dicendomi che tale richiesta doveva essere inviata e intestata alla società __________.

ADR che in quell’occasione ho sentito per la prima volta nominare tale società.

Ho quindi scoperto che il cantone aveva appaltato i lavori alla __________ che

a sua volta li aveva subappaltati alla __________. Ho quindi trasmesso la

richiesta di acconto alla __________, richiesta che non è mai stata pagata.”.

Seppure in assenza del pagamento dell’acconto, la società avrebbe

comunque continuato con i lavori, i quali sarebbero stati terminati poco dopo.

Sarebbe quindi stata emessa la fattura finale, per l’intero importo, fattura

prodotta dall’Avv. RAAP 3 in data 13.09.2011.

Non ricevendo il pagamento, __________ ha inoltrato un sollecito

alla __________:

"

ADR che non avendo ricevuto il pagamento ho quindi inviato un

sollecito alla __________, in data 27.01.2010. Come risulta dalla

documentazione già prodotta ho quindi ricevuto uno scritto e-mail da __________

che comunicava che vi erano dei problemi con la __________. ADR che in seguito

io mi sono rivolto al mio legale per cercare di risolvere la questione. Ha

intrattenuto direttamente lui i contatti con il Cantone per trovare una

soluzione.”

(AI B2, pag. 3).

Nel suo scritto 13.09.2011 (cfr. AI 60) l’Avv. RAAP 3 spiegava che

a seguito dell’iscrizione di un’ipoteca legale provvisoria, è stato raggiunto

un accordo con la proprietaria del fondo, la quale ha versato alla ACPR 5

l’importo di CHF 48'000.00 più IVA, e produceva agli atti l’accordo preso in

tal senso tra la Sezione della logistica e la ACPR 5 (cfr. allegato all’AI 61).

In occasione del suo interrogatorio, __________ confermava questa circostanza,

precisando:

"

ADR che confermo che la società ACPR 5 ha ricevuto un importo di

48'000 CHF (più IVA), a parziale risarcimento di quanto dovuto alla società per

i lavori effettuati. Produco in tal senso la risoluzione del Consiglio di Stato

del __________ (DOC. 3).”

Quanto ancora vantato dalla società corrisponde alla differenza

tra la fattura e quanto ricevuto dal Cantone (AI B2, pag. 3).

8.

IM 1, dai conti bancari

intestati alla __________ no. __________ presso __________ di __________, e no.

__________ presso la __________ di __________, ha effettuato diversi

prelevamenti a contanti.

8.1

In seguito all’avvio del

procedimento penale, è stata in un primo momento acquisita la documentazione

bancaria relativa ai conti di IM 1 e della __________ (cfr. AI 124, così come

AI 21, 25, 30, 32, 33, 34, 34bis, 35).

In data 23.03.2011 la PP PP 1 interrogava IM 1 in merito ai

movimenti a contanti avvenuti sui conti della __________ presso la __________ e

la __________ di __________.

Al termine del verbale a IM 1 veniva detto che in un futuro

verbale si sarebbe dovuto ricostruire il destino dato a numerosi prelevamenti a

contanti effettuati dai conti della __________, ricostruzione in quel momento

impossibile a causa della mancanza della contabilità della società (AI 1 e 124).

In data 09.03.2012 veniva raccolta quindi la documentazione

relativa alla contabilità della società presso la __________ (cfr. AI 96, 97 e

124).

Il 21.08.2012 veniva fissato un nuovo interrogatorio, in quanto la

contabilità acquisita agli atti (in parte prodotta da IM 1 ed in parte ottenuta

dalla __________) non aveva permesso di determinare la destinazione data a tali

importi.

Con scritto del suo difensore in data 10.08.2012 (cfr. AI 112) IM

1, avvalendosi della facoltà di non rispondere, dichiarava non essere sua

intenzione presenziare a qualsivoglia interrogatorio.

8.2

In occasione del suo

interrogatorio del 23.03.2011, la PP PP 1 contestava all’imputato che dalla

ricostruzione risultava che nel periodo di attività della __________ egli

avrebbe prelevato dai conti __________ presso __________ __________ e presso __________

__________, nonché dai conti a lui intestati l’importo totale di CHF

3'791'169.60. La PP rimarcava come si trattava di un periodo di circa 3 anni, pari

ad una media annuale di prelevamenti a contanti di circa CHF 1'200'000.00.

La PP rilevava come in alcuni periodi vi era un maggior numero di

prelevamenti di cifre considerevoli, in particolare:

- nel periodo 15.07.2008 –

31.07

: 8 prelevamenti dai conti della __________ per un totale di CHF

323'000.00;

- nel periodo 01.09.2008 –

30.09

: diversi prelevamenti a contanti dai conti della __________ per un

totale di CHF 244'500.00;

- nel periodo 01.10.2008 –

31.10

: diversi prelevamenti a contanti per un totale di CHF 165'000.00;

- nel periodo 01.11.2008 –

30.11

: diversi prelevamenti a contanti per un totale di ca. CHF

198’000.00;

- nel periodo 01.12.2008 –

31.12

: diversi prelevamenti a contanti per un totale di ca. CHF

227'300.00;

- nel periodo 28.09.2009 –

31.12

: diversi prelevamenti a contanti per importi consistenti per un

totale di CHF 1'002'000.00. La PP precisa esservi inoltre numerosi prelevamenti

a contanti di piccoli importi (inferiori a CHF 10'000.00), non considerati in

questo calcolo.

IM 1 in merito ha dichiarato:

"

Preciso che io avevo l’abitudine di pagare tutte le fatture della

__________, così come gli stipendi degli operai, a contanti. Mi capitava quindi

spesso di effettuare dei prelevamenti sostanziosi dai conti della __________

per poi procedere a questi pagamenti.”

Interrogato su quanto atteneva il suo stipendio quale dipendente

della __________, l’imputato :

"

ADR che il mio stipendio quale dipendente della __________

ammontava a CHF 6'500.00 netti al mese. ADR che salvo rare eccezioni ho sempre

potuto prelevare il mio stipendio. ADR che il mio stipendio lo utilizzavo per

il pagamento delle mie fatture personali e quanto mi rimaneva normalmente lo

versavo sui miei conti o lo consegnavo a mia moglie che abitava in Italia”

(cfr. AI A1).

Alla domanda di sapere se, oltre ai conti presso la __________ e

presso __________, la __________ rispettivamente lui personalmente avesse altri

conti bancari, in Svizzera o in Italia, IM 1 rispondeva negativamente.

Sulla sua situazione finanziaria dichiarava:

"

ADR che attualmente non guadagno nulla. Vivo grazie alla mia

famiglia. Devo mantenere i due figli che vivono con la mia ex moglie, ai quali

i contributi alimentari vengono versati da mia madre. Inoltre dalla mia attuale

moglie ho una figlia. ADR che mia moglie non lavora. Come detto viviamo tutti

grazie a mia madre e ai suoi risparmi. Fortunatamente la vita in Italia non è

così onerosa.”

Per quanto attiene le autovetture da lui utilizzate, così IM 1:

"

ADR che utilizzo una vettura di mia suocera, una __________.

Quando ero amministratore unico della __________ guidavo una __________. Si

tratta di una vettura che avevo acquistato in leasing. Appena prima di tornare

in Italia ho disdetto il leasing e riconsegnato la vettura. Nello stesso

periodo ho pure riconsegnato i macchinari leasing utilizzati per l’attività

della __________. (…) ADR che io non ho mai posseduto una __________ targata

Ticino.”

Circa la destinazione data al materiale di proprietà della __________

al momento del suo ritorno in Italia, l’accusato dichiarava:

"

ADR che quando sono tornato in Italia gli oggetti di proprietà

della __________ (martelli, bulloni, ecc.) sono rimasti nel magazzino della __________

sito a __________. Non ho idea di che fine abbia fatto tale inventario.”

A domanda del suo patrocinatore, IM 1 dichiarava che il canone di

locazione per il magazzino e gli uffici della __________ ammontava a CHF

2'200.00 al mese.

La PP gli chiedeva quindi di spiegare cosa è avvenuto a partire

dal mese di ottobre 2009, quando egli avrebbe dichiarato essere iniziato il suo

“periodo di follia”. Così IM 1:

"

Devo premettere che io da sempre ho problemi con il gioco ai

casinò. Quando sono venuto in Svizzera per lavorare, dopo circa 5-6 mesi, per

evitare di avere problemi/tentazioni ho deciso di autodiffidarmi da tutti i

casinò svizzeri (DOC. 7). Tale diffida è durata 12 mesi ed in seguito sono

stato riammesso. Ho quindi iniziato a recarmi abbastanza regolarmente ai casinò

dove riuscivo a giocare anche mediamente 4’000/5'000 CHF al giorno; denaro che

perdevo sistematicamente. Onde evitare di creare problemi alla ditta, il denaro

da giocare al casinò lo ottenevo attraverso prestiti che mi venivano concessi

con interessi da usurai. ADR che ho ottenuto prestiti dagli usurai per circa

EURO 300'000. Questi prestiti li ho attualmente completamente ripagati, in

buona parte con soldi della __________.”

Alla domanda della PP sull’ammontare dell’importo perso al gioco,

l’accusato riferiva:

"

ADR che in totale stimo di aver perso al gioco circa CHF 600'000.”

(AI A1, pag. 18).

Alla domanda dell’Avv. RAAP 2, patrocinatore della ACPR 4,

rispondeva di non avere più pendenze con gli usurai.

IM 1 dichiarava inoltre di avere ottenuto i prestiti da quattro

diverse persone, di cui però non ha rivelato i nomi.

Continuava poi il suo racconto, precisando:

"

Preciso ancora che nell’ottobre 2009 mi sono nuovamente auto diffidato dai casinò Svizzeri (DOC. 8).”

La PP gli contestava che dalla ricostruzione dei prelevamenti a

contanti è emerso che da ottobre 2009 avrebbe eseguito diversi prelevamenti per

importi consistenti in breve lasso di tempo; nel mese di novembre, nello spazio

di 25 giorni, avrebbe prelevato ca. CHF 520'000.00. Gli veniva quindi chiesto

come avesse utilizzato questi importi:

"

Preciso che gli importi prelevati sono serviti sia per il

pagamento di fatture relative alla società (contributi sociali), sia per il

rimborso dell’importo che mi era stato prestato dagli usurai, sia per giocare

al casinò. ADR che visto che ero diffidato dall’entrare nei casinò Svizzeri,

giocavo presso i casinò di __________, di __________, di __________, di __________,

come risulta dal documento che viene allegato quale (DOC. 9).”

La PP gli contestava in seguito che per ricostruire il destino

dato a numerosi prelevamenti a contanti effettuati da conti della __________, era

necessaria della documentazione contabile della società:

"

Preciso che la stessa magari è in possesso della fiduciaria che

si occupava di allestire la contabilità della società. Mi impegno in ogni caso

a verificare presso il mio domicilio per vedere quale documentazione è in mio

possesso. Darò comunicazione al mio legale del tipo di documentazione in mio

possesso.”

L’avv. __________, su richiesta della PP, produceva la contabilità

2009.

in originale della __________.

A domanda del suo difensore IM 1 confermava:

"

(…) la mia intenzione non era quella di far affondare la ditta.

Questo appare dal fatto che nell’ultimo periodo ho provveduto a versare a

favore dei fornitori e delle assicurazioni sociali, cifre importanti sia a

contanti sia tramite bonifico bancario. Rilevo in particolare che dalla

documentazione prodotta emerge che in data 29.03.2010 ho effettuato un

versamento a favore della cassa cantonale di compensazione AVS dell’importo di

circa 31'000 CHF, mentre nel novembre/dicembre 2009 ho effettuato bonifici per

un totale di almeno CHF 550'000 circa. Oltre a ciò ho continuato a versare gli

stipendi agli operai. Prendo atto che questi aspetti verranno approfonditi nel

corso di un ulteriore verbale”

(cfr. AI A1).

8.3

__________, interrogata

dinanzi alla PP PP 1 in data 08.03.2012, dichiarava di essere da ca. 5 anni

alle dipendenze della __________, società che si occupava di contabilità per

altre società, rispettivamente di allestire le dichiarazioni fiscali per i

privati.

Affermava di avere cominciato ad occuparsi della contabilità della

__________ a novembre del 2008:

"

Ricordo che si trattava del novembre 2008 in quanto la prima cosa che ho dovuto fare è stato quella di “rimettere a posto” gli stipendi

dei dipendenti di tutto il 2008, ritenuto come i vari importi relativi agli

oneri sociali erano stati calcolati in modo errato. ADR che con la __________ è

stato stipulato un contratto fiduciario.”

A precisa domanda dell’interrogante __________ rispondeva:

"

ADR che a fine mese o IM 1 consegnava la documentazione relativa

alla società per l’ultimo mese, o andavo direttamente presso gli uffici della

stessa a prendere tale documentazione. Oltre alla contabilità mi è capitato di

aiutare la segretaria per alcune piccole questioni amministrative.”

__________ dichiarava inoltre che le schede contabili relative

alla __________ venivano aggiornate mensilmente:

"

ADR che mensilmente le schede contabili relative alla __________

venivano regolarmente aggiornate. (…)”,

"

(…) le schede contabili della società si trovano nel magazzino

della __________”.

__________ dichiarava che esse si riferivano al 2008 ed al 2009, senza

sapere però se quelle relative all’anno 2009 fossero complete.

"

ADR che non vi sono mai state grosse difficoltà nell’allestimento

del bilancio. L’unico appunto che io avevo fatto a IM 1 era riferito al fatto

che lui faceva i pagamenti a contanti e che per me non era una buona prassi.

ADR che quando effettuava questi pagamenti normalmente li comunicava,

producendo i giustificativi.”

(cfr. AI B11, pag. 2).

La PP sottoponeva quindi a __________ la contabilità della __________

per l’anno 2009, dalla quale risultava un importo di CHF 1'169'802.03 in cassa:

"

ADR che noto che dal bilancio che mi è stato mostrato risulta un

elevato importo in cassa. ADR che non ricordo come è stato allestito il

bilancio, nel senso se IM 1 avesse o meno consegnato tutta la documentazione

per quell’anno. È possibile che vi sia un importo così elevato in cassa o

perché IM 1 non ha dato tutti i giustificativi oppure non so spiegarne i

motivi. Bisognerebbe verificare nelle schede contabili. ADR che il bilancio

2009.

non è stato chiuso dalla nostra società. Non sono in grado di dire se

tutto è stato registrato, in quanto ad un certo momento IM 1 è sparito e

pertanto non abbiamo più dato seguito al mandato. ADR che prima che IM 1

sparisse non ho mai avuto dubbi circa l’attività. Devo dire che IM 1 era molto

preciso, in particolar modo per quanto concerne i pagamenti degli oneri

sociali. Se non sbaglio quest’ultimi sono stati praticamente tutti regolarmente

pagati, in parte penso anche per aiutare la direttrice, affinché non avesse

ulteriori problemi”

(cfr. AI B11, pag. 3).

8.4

__________, laureatasi nel

2001.

quale ingegnere edile, iniziava nel 2007 la sua attività come responsabile

tecnico alle dipendenze della __________ (cfr. AI B9, pag. 2).

Dall’estratto del registro di commercio del 09.04.2010 (cfr. AI

2) risulta che ella sarebbe stata iscritta quale direttrice della __________

dal 29.08.2007/04.09.2007 al 05.02.2010/11.02.2010.

Interrogata dalla PP in merito al suo impiego per la __________ __________

dichiarava:

"

ADR che IM 1 mi aveva spiegato che dell’impresa si sarebbe

occupato lui personalmente. A lui serviva qualcuno che andasse ogni tanto sui

cantieri per verificare le misura di sicurezza, rispettivamente che

controllasse che gli onere sociali venissero regolarmente versati”

(cfr. AI B9, pag. 3).

In un secondo momento riferiva:

"

(…) ADR che il mio compito era appunto quello di verificare se la

sicurezza sui cantieri era rispettata, rispettivamente se venivano pagati i

contributi sociali”

(cfr. AI B9, pag. 3).

Interrogata in merito al pagamento degli oneri sociali, __________

rilevava:

"

ADR che per la verifica del pagamento dei contributi sociali

normalmente IM 1 mi mostrava le certificazione che attestavano l’avvenuto

pagamento. Devo dire che per i primi periodi non vi sono stati problemi, ma già

a partire dall’inizio del 2009 ho incontrato delle difficoltà da parte di IM 1

per ottenere la conferma. In sostanza IM 1 mi diceva di ripassare in seguito,

adducendo quale scuse che in quel momento non aveva tempo. Visto l’andamento ho

quindi deciso a fine 2009 di dimettermi dalla carica di direttrice della __________.

L’ho comunicato di persona a IM 1, consegnandogli la lettera di dimissioni. ADR

che IM 1 non ha cercato di trattenermi. Ha accettato le dimissioni e mi ha

detto che comunque pensava di chiudere la ditta. Ad inizio 2010 ho avuto una

nuova occasioni di lavoro ed ho cercato più volte di contattare IM 1, chiedendogli

di regolare la questione relativa agli oneri sociali, in quanto senza tale

pagamento non mi veniva data l’autorizzazione ad iniziare una nuova attività.

Questo perché ero io responsabile di tali pagamenti. Ho quindi più volte

contattato sia IM 1 che la sua commercialista, la signora __________. Alla fine

ho ottenuto la certificazione che erano stati effettuati pagamenti relativi

agli oneri AVS e all’imposta alla fonte. Produco a tal fine lo scritto

7.04.2010

che la signora __________ aveva inviato alla commissione di vigilanza

__________ (DOC. 5). Purtroppo tale pagamento non è stato sufficiente in quanto

la __________ non era in regola in merito ai pagamenti della __________, della

Cassa pensioni, della perdita guadagno per malattia, della Commissione

cantonale paritetica e del Fondo pensionamento anticipato. Questo perlomeno era

quanto mi era stato comunicato dalla signora __________ della commissione di

vigilanza”

(cfr. AI B9, pag. 5).

9.

L’Equipe finanziaria del

Ministero pubblico (in seguito EFIN) veniva incaricata dalla PP PP 1 di

analizzare la documentazione contabile e bancaria relativa all’attività della __________,

nonché dei conti personali di IM 1, così come di ricostruire l’importo che

quest’ultimo avrebbe prelevato a partire dal 2009 dalla __________ a contanti

per uso non attinente all’attività societaria (cfr. AI 124).

In seguito agli ordini di perquisizione presso la Banca __________ di __________ e __________ di __________ (cfr. AI 21; AI 2 dell’ incarto

INC.2010.3091; INC.2010.2491), venivano in primo luogo analizzati i movimenti

sui conti personali di IM 1 così come della __________, identificando i flussi

finanziari correlati. Avendo rilevato pochi movimenti sui conti personali di IM

1, l’EFIN si concentrava sulla movimentazione a contanti dei conti della __________

identificando, laddove possibile, la destinazione (cfr. AI 124).

In un secondo momento, sulla base della contabilità della __________

per l’anno 2009, veniva eseguita una ricostruzione dell’importo che l’imputato

avrebbe prelevato dalla società per usi non specificati. Non essendovi agli

atti le schede contabili di dettaglio della contabilità del 2009 contenenti le

singole registrazioni, non è risultato possibile ricostruire l’insieme dei

movimenti della CASSA (cfr. AI 124).

Allo scopo di confermare l’attendibilità del conto CASSA, veniva

quindi eseguito un confronto degli estratti conto della Banca __________ e __________

con i relativi giustificativi, ponendo particolare attenzione ai saldi

contabili finali. In seguito, con l’ausilio delle liste riassuntive mensili dei

movimenti di CASSA rinvenute nella documentazione contabile perquisita presso

la __________ (con i relativi giustificativi), l’EFIN verificava che le fatture

presenti nella contabilità così come tutti i giustificativi erano registrati in

tali liste. Per identificare eventuali pagamenti non registrati in contabilità

oppure successivi all’anno contabile 2009, chiedeva infine ai principali

istituti che hanno intrattenuto rapporti commerciali con la __________,

l’estratto di tutti i pagamenti eseguiti da quest’ultima.

In seguito agli ordini di perquisizione e sequestro emanati dalla

PP ed alla produzione della relativa documentazione agli atti, veniva quindi

analizzata la movimentazione dei conti societari della __________ presso __________

e __________ per il periodo 01.03.2007 – 14.02.2011.

Per quanto attiene ai conti intestati a IM 1, i movimenti risultavano

essere limitati e ridotti a poche decine di migliaia di franchi, con scarsissima,

se non nulla, rilevanza ai fini del presente procedimento (AI 124).

Per quanto riguarda i conti intestati alla __________, veniva

invece rilevata una grossa movimentazione per gli anni considerati, ovvero dal

2007.

al 2011, legata al fatto che su questi conti confluivano tutti i pagamenti

delle commesse pubbliche aggiudicate alla __________. Le entrate erano quindi

relative ai bonifici dell’Amministrazione Cantonale ed a pagamenti di clienti

della __________, mentre le uscite sono prevalentemente dei prelevamenti a

contanti eseguiti personalmente dall’imputato prevalentemente per fini

personali.

Per quanto attiene il periodo compreso tra marzo 2007 e febbraio

2010, i prelevamenti a contanti eseguiti da IM 1 ammontavano a CHF

3'861'843.40, esclusi gli importi che quest’ultimo ha prelevato dai suoi conti

personali.

Tra il mese di settembre 2009 ed il mese di dicembre 2009, vi fu

un aumento considerevole dei prelevamenti a contanti. In questi quattro mesi IM

1.

eseguì 20 prelevamenti di importi ingenti a contanti (superiori a CHF 10'000.00)

per un valore complessivo di CHF 1'168'700.00.

A pagina 4 del suo rapporto, l’EFIN riporta una rappresentazione

grafica dei prelevamenti eseguiti dall’imputato dai conti della __________ da

cui traspare chiaramente tale andamento e per i quali, data la loro natura, non

è stato possibile identificare la destinazione.

La contabilità acquisita agli atti non ha permesso di determinare

la destinazione data a numerosi prelevamenti a contanti effettuati dai conti

della __________, e IM 1 rifiutandosi di presenziare all’interrogatorio a cui venne

citato dalla PP, non ha reso possibile la ricostruzione precisa della movimentazione

a contanti del periodo tra il 2009 ed il 2010, che è rimasta senza precisa spiegazione.

Date queste premesse, l’EFIN utilizzava, quale importo di

riferimento iniziale per la sua analisi, il saldo della CASSA della contabilità

della __________ al 31.12.2009, ossia CHF 1'169'802.03. La contabilità non è

stata oggetto di revisione, in quanto l’ufficio di revisione ha rinunciato al

mandato in data 26.03.2010.

Dopo lettura del verbale di __________, l’EFIN giungeva alle

seguenti conclusioni:

"

Le registrazioni contabili degli importi relativi alla CASSA,

effettuate dalla contabile, sono state eseguite sulla base degli estratti conto

bancari __________ e __________ (Verbale MP di __________, 08.03.2012, pagina 3

riga da 3 a 8). Essa ha reputato che i prelevamenti a contanti senza

spiegazione avessero come unica destinazione contabile il conto CASSA, ritenuto

che IM 1 era comunque da lei considerato una persona molto precisa e

affidabile.”

Sono quindi state eseguite le verifiche per plausibilizzare la

correttezza del saldo del conto CASSA, utilizzato dalla contabile per

registrare (provvisoriamente) tutte le operazioni di prelevamento a contanti

dai conti bancari, per le quali l’imputato non ha consegnato un documento

giustificativo.

Non essendo possibile rintracciare o perquisire alcun deposito di

contanti (CASSA), gli importi registrati su questo conto rappresentano, secondo

l’EFIN, tutti i prelevamenti a contanti eseguiti da IM 1 senza spiegazione.

Le verifiche si sono basate sulla documentazione sequestrata

durante la perquisizione presso la __________. Siccome agli atti mancano i

giustificativi del terzo trimestre del 2009 ed i prelevamenti maggiori sono

relativi al quarto trimestre 2009, esse si concentravano sul periodo compreso

tra ottobre e dicembre 2009. Le fatture controllate dall’EFIN trovavano

corrispondenza nella contabilità (cfr. AI 124).

L’EFIN ha precisato di aver potuto verificare le pezze

giustificative limitatamente alla loro inclusione sulle liste Excel

riassuntive, presenti nella documentazione contabile, che contabilizzavano i

pagamenti a contanti e bancari. Su queste liste figurano la data e l’importo

del giustificativo, iscrizioni in alcuni casi eseguite manualmente. Non avendo

a disposizione le schede contabili del conto CASSA, risultava impossibile

verificare il dettaglio delle singole registrazioni che compongono il saldo. A

complemento di queste verifiche, i saldi bancari ed i bonifici venivano

confrontati con le pezze giustificative presenti in contabilità, riscontrando

una corrispondenza tra i documenti bancari ufficiali e le liste riassuntive. Il

saldo del bilancio al 31.12.2009 dei conti bancari corrisponde al saldo dello

stesso giorno degli estratti conto bancari.

Le risposte fornite dai principali istituti previdenziali e dalle

aziende con le quali la __________ ha intrattenuto relazioni d’affari alla

lettera di informazione inoltrata dalla PP, hanno consentito di stabilire

l’importo per il quale non vi è una spiegazione o per il quale, a conoscenza

dell’EFIN, non sono stati rilevati dei giustificativi. L’EFIN ha evidenziato

che gli unici importi che non risultavano essere registrati sono relativi al

2010.

I pagamenti relativi al 2009 sono invece registrati nelle liste mensili

ricapitolative contabili perquisite presso la __________, motivo per cui ha

ritenuto che siano state considerate nella contabilità 2009 (cfr. AI 124).

Sulla base di queste informazioni l’EFIN ha stilato una lista dei

pagamenti che, secondo le informazioni in suo possesso, non sono stati

registrati in contabilità, per un importo totale di CHF 51'348.30.

Veniva quindi ricalcolato l’importo per il quale non esistono

giustificativi o per i quali non vi è una spiegazione plausibile del loro

impiego:

Saldo conto CASSA al 31.12.2009 (CHF) 1'169'802.03

Pagamenti non in contabilità (CHF) -51'348.30

-------------------

Importo senza spiegazione (CHF) 1'118'453.73

In conclusione, ritenuta la grande movimentazione a contanti

rilevata sui conti della __________ e __________ intestati alla __________,

l’importo prelevato a contanti, poi registrato contabilmente in CASSA, per il

quale non esistono giustificativi o per i quali non vi è alcuna spiegazione,

ammonta a CHF 1'118'453.70 (cfr. AI 124).

10.

In data __________ il Pretore

del Distretto di __________ __________ decreta lo scioglimento della __________,

rimasta priva di consiglio di amministrazione, organo di revisione e recapito

statutario, ed ordina la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al

fallimento.

Il 21.09.2010 l’Ufficio fallimenti di __________ chiedeva la

sospensione della procedura di liquidazione del fallimento per mancanza di

attivo, ordinata dal Pretore in data 24.09.2010, riservata la facoltà ai

creditori di chiederne la continuazione anticipandone le spese.

La pubblicazione sul Foglio Ufficiale dell’apertura e della

sospensione della procedura di liquidazione ai sensi dell’art. 230 LEF avviene

in data 01.10.2010.

In data 11.10.2010 – non avendo nessun creditore anticipato le

spese come richiesto nella pubblicazione apparsa sul Foglio Ufficiale – il

fallimento veniva chiuso per mancanza di attivo (cfr. AI 24).

Questo l’elenco dei creditori insinuatisi, esclusi quelli garantiti

da pegno o privilegiati nel fallimento della __________, per un ammontare

complessivo di CHF 153'513.89:.

Data

Creditore

Importo

14.10.2010

__________

957.60

07.09.2010

__________

10'648.00

26.08.2010

__________

4'290.05

05.10.2010

Comune di __________

140.00

27.09.2010

__________

1'652.20

02.09.2010

__________

14'259.20

02.09.2010

__________

9'011.40

15.09.2010

__________

786.10

25.08.2010

__________

14'235.25

24.08.2010

__________

97'534.09

11.

Si sono costituiti accusatori

privati nel presente procedimento le seguenti persone:

- ACPR 1, Via __________,

__________, rappr. dall’avv., Via __________, Casella postale __________, __________,

chiedendo la condanna dell’imputato al pagamento di fr. 69'539.50 più interessi

e costi di patrocinio, con attribuzione degli averi in sequestro;

- ACPR 2, Via __________,

__________, rappr. da __________ c/o ACPR 2, Via __________, __________, senza

avanzare pretese di risarcimento in questa sede;

- ACPR 3, Via __________,

__________, rappr. da __________, c/o ACPR 3, Via __________, __________, senza

avanzare pretese di risarcimento in questa sede;

- ACPR 4, Via __________,

__________, rappr. dall’avv. RAAP 2, Via __________, Casella postale __________,

__________; chiedendo la condanna dell’imputato al pagamento di fr. 260'000.--

comprensivo di interessi, spese diverse e costi di patrocinio.

- ACPR 5, Via __________,

__________, rappr. dall’avv. RAAP 3, Via __________, Casella postale __________,

__________, senza avanzare pretese di risarcimento in questa sede;

- ACPR 6, Via __________,

__________, rappr. dall’avv. RAAP 4, Palazzo __________ – Via __________,

Casella postale __________, __________, chiedendo la condanna dell’imputato al

pagamento di fr. 162'800.-- più interessi e costi di patrocinio, con

attribuzione degli averi in sequestro.

Nessuno, degli accusatori privati che hanno avanzato pretese in questa

sede, si è insinuato nel fallimento di guisa che non fa parte della massa

fallimentare liquidata in via sommaria.

12.

A seguito dell’ordine del PP,

sono a tutt’oggi in giudiziale sequestro:

- CHF 68'000.00 depositati

sul conto no. __________, rubrica __________ __________ presso __________ __________,

__________, intestato al Ministero Pubblico del Cantone Ticino;

- 1 contenitore di cartone

A4 contenente documentazione cartacea “__________fatture 2010 2° semestre”;

- 1 contenitore di cartone

A4 contenente documentazione cartacea “Privato IM 1 2010”;

- 1 busta trasparente

contenente contabilità __________ e corrispondenza varia (cfr. verbale di

perquisizione e sequestro del 09.03.2012, AI 97).

13.

In

diritto valgono le seguenti considerazioni

13.1

Giusta l’art. 138 n. 1 CP

chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria di

una cosa mobile altrui che gli è stata affidata, chiunque indebitamente impiega

a profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli, è punito con

una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

Trattandosi di valori patrimoniali giusta l'art. 138

n. 1 cpv. 2 CP, contrariamente al cpv. 1, non occorre che essi siano di

proprietà altrui; secondo la giurisprudenza è infatti sufficiente che essi

appartengano “economicamente” a terzi (DTF 120 IV 121 consid. e; Corboz, Les

infractions en droit suisse, vol. I, Berna 2010, n. 19 ad art. 138 CP;

Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, Besonderer Teil I, Berna

2010, pag. 313, n. 56); ciò è il caso ad esempio se i valori sono trasferiti a

titolo fiduciario (Rehberg/ Schmid/ Donatsch, Strafrecht III, Zurigo 2003, pag.

94.

s).

La giurisprudenza ha avuto modo di stabilire che un

conto bancario per il quale è rilasciata una procura costituisce una cosa

affidata ai sensi dell'art. 138 n. 1 cpv. 2 CP (DTF 119

IV 127; 118 IV 33 consid. 2a; 117 IV 434 ss consid. cc; 111 IV 21 consid. 2; 109 IV 31 consid. 2c). A tal fine è irrilevante che il titolare ne

possa ancora disporre: occorre solo che l’autore sia messo nella condizione di

poterne disporre da solo (DTF 119 IV 127; 109 IV 32).

I valori risultano affidati dal momento in cui

l’autore li riceve - e eventualmente ne acquista la proprietà - con l’obbligo

di utilizzarli in una maniera particolare (conservarli, amministrarli o

consegnarli a terzi) nell’interesse altrui, in base ad istruzioni che possono

essere espresse o tacite (DTF 120 IV 278; 118 IV 32; 106 IV 259; 86 IV 167;

Niggli/Wiprächtiger, Basler Kommentar, Strafrecht II, n. 36 ad art. 138 CP;

Corboz, op. cit. n. 19 ad art. 138 CP; Stratenwerth/Jenny/Bommer, op. cit.,

pag. 307, n. 49). L’impiego dei valori è illecito quando colui al quale sono

stati affidati ne fa un uso contrario alle istruzioni ricevute, scostandosi

dalla destinazione prefissata (DTF 129 IV 257 consid. 2.2.1 e rinvii). Elemento

caratteristico di questa variante di reato è il comportamento con cui l'agente

dimostra chiaramente la sua volontà di non rispettare i diritti di chi gli ha

affidato i valori patrimoniali (DTF 121 IV 23 consid. 1c). Contrariamente

all’art. 138 n. 1 cpv. 1 CP, la norma non protegge infatti il diritto di

proprietà del terzo che ha riposto la sua fiducia nell’autore, ma il diritto di

colui che ha affidato il valore patrimoniale a che questo sia utilizzato allo

scopo assegnato e conformemente alle istruzioni date (DTF 129 IV 257 c. 2.2.1;

124.

IV 9; Favre/ Pellet/ Stoudmann, Code pénal annoté, Losanna 2007, n. 1.15 ad

art. 138 CP).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (STF 6B 609/2010

consid. 4.2.2; 6B 341/2011 consid. 1.5; 6B 446/2010 consid. 6.3;6S.249/2002

consid. 1.2) il patrimonio di una SA non è affidato agli organi della stessa.

Gli organi della SA non sono considerati, nei confronti della società, come

terzi, bensì sono parte di essa. Gli organi non ricevono in affidamento il

patrimonio della società per amministrarlo. Al contrario, i beni patrimoniali

rimangono in possesso della società, ed è la società stessa ad amministrarli,

sebbene lo faccia tramite i suoi organi. Per questo motivo, nel caso in cui un

organo della società abbia disposto dei beni patrimoniali della stessa in

maniera contraria ai suoi obblighi, questo comportamento non può costituire

un’appropriazioni indebita gi sensi dell’art. 138 CP; si tratta piuttosto di

esaminare se siano adempiuti i presupposti dell’amministrazione infedele ai

sensi dell’art. 158 CP.

13.2

Giusta l’art. 158 cifra 1 CP,

si rende colpevole di amministrazione infedele chi, obbligato per legge,

mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio altrui o a

sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o permette

che ciò avvenga.

La pena è la detenzione sino a tre anni o una pena pecuniaria

(art. 158 n. 1 cpv. 1 CP). Per il cpv. 3 del citato disposto, il giudice può

pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.

L’adempimento della fattispecie presuppone la realizzazione di tre

condizioni oggettive ed una soggettiva: è necessario che l’autore abbia avuto

una posizione di gerente (Forum Poenale 2/2011, pag. 69 segg. ed ivi ripresa

sentenza del Bezirksgerich di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con

riferimenti dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva

nell’ambito di tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio, e che egli

abbia agito intenzionalmente o con dolo eventuale (Corboz, Les infractions en

droit Suisse, 3. ed., n. 2 segg. ad art. 158; Niggli, Basler Kommentar, n. 9

segg. ad art. 158; Stefan Trechsler, Praxiskommentar, n. 2 segg. ad art. 158;

DTF 123 IV 17, DTF 122 IV 279 e DTF 120 IV 190).

L’art. 158 CP punisce l’uso infedele di un potere di

amministrazione o di sorveglianza: si parla di “Treubruch” da parte di

chi ricopre una “Garantenstellung”, ovvero una funzione di garante.

Perseguita è la violazione intenzionale dei doveri di amministrare

e di sorvegliare che derivano dalla legge, da un mandato ufficiale o da un

negozio giuridico (Mini, La legge sull’esercizio delle professioni di

fiduciario, 2002, p. 225 e 226 e riferimenti).

L’autore deve, così, essere tenuto a gestire gli interessi

pecuniari altrui o sorvegliarne la gestione. E’, quindi, necessario che egli

abbia un dovere di amministrazione o di tutela.

Gestore ai sensi della norma è colui che dispone di sufficiente

indipendenza nel senso di un potere di amministrazione autonomo sul patrimonio affidatogli

(DTF 129 IV 124 consid. 3.1 pag. 126, 123 IV 17 consid. 3b

pag. 21, 120 IV 190 consid.

2b pag. 192). E’, dunque, indispensabile, affinché vi sia gestione ai sensi dell’art.

158.

CP, che il gestore goda di un’autonomia sufficiente su tutto o su parte del

patrimonio altrui, sui mezzi di produzione o sul personale di un’azienda (STF

del 2 febbraio 2009,6B_931/2008, consid. 2.1; DTF 123 IV 17 consid. 3b; 120 IV

190.

consid. 2b).

La norma in questione precisa che il dovere di gestione o di

salvaguardia di interessi pecuniari altrui può derivare dalla legge, da un

mandato ufficiale, da un negozio giuridico o anche da una gestione d’affari

senza mandato (FF 1991 II 1018; per esempi concreti cfr.

Stratenwerth/Jenny/Bommer, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 7° ed., § 19 n.

10). Quest’ultima possibilità concerne in modo particolare i casi in cui il

gerente prosegue la propria attività dopo la morte del mandante, senza essere

al beneficio di un valido mandato post mortem.

Il potere di amministrazione autonomo sui beni affidati può

manifestarsi sia attraverso la stipulazione di atti giuridici, sia con

l’obbligo di difendere, sul piano interno, precisi interessi patrimoniali, sia,

infine, con il compimento di atti materiali (“Geschäftsführer im Sinne von

Art. 159 aStGB ist, wer in tatsächlich oder formell selbständiger und

verantwortlicher Stellung im Interesse eines andern für einen nicht

unerheblichen Vermögenskomplex zu sorgen hat. Geschäftsführer

ist nicht nur, wer Rechtsgeschäfte nach aussen abzuschliessen hat, sondern

auch, wer entsprechend seiner Fürsorgepflicht im Innenverhältnis für fremde

Vermögensinteressen sorgen soll“, STF 18 gennaio

2003,6S.711/2000, consid. 4.3.; DTF 123 IV 17 consid. 3b pag. 21).

Un gestore patrimoniale è il classico caso di persona tenuta in

base ad obblighi contrattuali a tutelare gli interessi pecuniari altrui (DTF

120.

IV 190, consid. 2b).

Perché vi sia reato, il gestore deve aver trasgredito ad un dovere

che gli incombe in tale sua qualità (DTF 120 IV 190). Per stabilire se vi è

stata una tale trasgressione, occorre preliminarmente determinare in maniera

concreta i contenuti dell’obbligo o, in altre parole, quale comportamento

avrebbe dovuto adottare l’autore. Nell’effettuare questo esame bisogna, tra le

altre cose, chiarire se egli era tenuto a conservare il patrimonio oppure se

era chiamato a fare in modo che esso aumentasse.

Atti conformi ai doveri di gestione, anche se comportano dei

rischi, non ne rappresentano una violazione (Corboz, op. cit., n. 8 ad art.

158). In effetti, le attività commerciali e di amministrazione di capitali sono

sovente e per la loro stessa natura soggette al pericolo di una perdita

finanziaria, per cui agire assumendo questo rischio può essere conforme al

mandato o agli impegni assunti (DTF 105 IV 89, consid. 2b e 2c). In tal senso,

dunque, può risultare addirittura contrario ai doveri tralasciare l’adozione di

una disposizione rischiosa (Stratenwerth/Jenny/Bommer, op. cit., § 19, n. 13).

In simili situazioni, non si può decretare una condanna ai sensi dell’art. 158

CP nemmeno nel caso in cui l’operazione si concluda con un esito negativo.

Gli obblighi di amministrare e sorvegliare richiedono

l’adempimento di atti tendenti alla tutela degli interessi patrimoniali altrui

(Mini, op. cit., pag. 227 e riferimenti).

Non ogni inadempimento contrattuale realizza la fattispecie

dell’art. 158 CP: penalmente perseguibile è la violazione di un obbligo

principale da parte dell’autore, mentre quella di semplici doveri accessori non

realizza il reato (Mario Postizzi, Contratto di Mandato e reato per omissione,

in CFPG, Basilea 2009, n. 43, pag. 192).

Esempi di trasgressione dei doveri di gestore sono, tra gli altri,

l’utilizzo contrario alle regole di un patrimonio affidato, come l’impiego non

dichiarato di manodopera subordinata all’autore per suoi scopi privati o a

favore di un’altra ditta (DTF 81 IV 280 seg.), il mancato incasso di tasse

dovute e pagabili da parte di un segretario comunale (DTF 81 IV 232), la

trascuranza volontaria della promozione della vendita dei prodotti in un

chiosco (DTF 86 IV 15), la conclusione di contratti per proprio conto o a

favore di terzi concorrenti invece che per conto del proprietario della ditta

per la quale l’autore lavora (DTF 115 IV 313 consid. 3; DTF 80 IV 248), la

deviazione da parte del gerente di una filiale di guadagni spettanti alla casa

madre sui conti di una ditta da lui controllata (DTF 109 IV 112 seg., consid.

2a), l’accettazione di tangenti in cambio di un comportamento che nuoce agli

interessi patrimoniali del committente (DTF 129 IV 124, consid. 4.1.),

l’effettuazione di una serie di investimenti speculativi contrari agli

interessi ed alle istruzioni dei clienti (DTF 120 IV 190, consid. 2b).

Il reato è consumato solo se vi è un pregiudizio economico a danno

di una terza persona (DTF 120 IV 190 consid. 2b). E’ il caso quando ci si trova

di fronte ad una vera lesione del patrimonio, vale a dire ad una diminuzione

dell’attivo, ad un aumento dei passivi, ad una mancata diminuzione del passivo

o ad un mancato aumento dell’attivo, oppure ancora ad una messa in pericolo

dell’attivo, tale da avere per effetto una diminuzione del suo valore dal punto

di vista economico (STF 13 gennaio 2011,6B_223/2011, consid. 3.3.3 e sentenza

2.

febbraio 2009,6B_931/2008, consid. 4.1.). Un pregiudizio temporaneo è

sufficiente (DTF 121 IV 104 consid. 2c).

Secondo la DTF 117 IV 259 consid. 2b la SA con azionista unico è

considerata un’altra persona anche per l’azionista nonché amministratore unico,

per il quale il patrimonio della società è considerato patrimonio altrui.

Una disposizione patrimoniale dell’amministratore unico ai danni

della SA con azionista unico, la quale deve essere considerata una spesa

(Aufwand), può essere considerata contraria ai suoi doveri unicamente se sono

intaccati il capitale sociale e le riserve della società, se quindi il

patrimonio netto (attivi meno passivi) restante dopo la disposizione non è più

sufficiente a coprire il capitale sociale e le riserve legali.

13.3

A norma dell'art. 165 cifra 1

CP il debitore che, in un modo non previsto nell'art. 164 CP, a causa di una

cattiva gestione, in particolare a causa di un'insufficiente dotazione di

capitale, spese sproporzionate, speculazioni avventate, crediti concessi o

utilizzati con leggerezza, svendita di valori patrimoniali, grave negligenza

nell'esercizio della sua professione o nell'amministrazione dei suoi beni,

cagiona o aggrava il proprio eccessivo indebitamento, cagiona la propria

insolvenza o aggrava la sua situazione conoscendo la propria insolvenza, è

punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se viene rilasciato contro di

lui un attestato di carenza di beni, con una pena detentiva sino a cinque anni.

L'enumerazione delle condotte punibili non è esaustiva (DTF 6P.168/2006 consid.

8.2

). L'art. 165 CP, diversamente dall'art. 164 CP, concerne di norma un

comportamento complessivo (Globalverhalten) che va valutato dal giudice

nella realizzazione dei suoi atti costitutivi, con ampio margine

d'apprezzamento (Donatsch, Strafrecht III, Zurigo 2008, pag. 337; Wermeille, La

diminution effective de l'actif au préjudice des créanciers et de la gestion

fautive in: RPS 1999 pag. 385). Nell'apprezzare tale comportamento, il giudice

deve, in particolare, valutare se vi sia stata una mancanza di senso di

responsabilità che denota indiscutibilmente una leggerezza riprovevole (DTF 115

IV 41 consid. 2; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol.

I Berna 2002, n. 21-22 ad art. 165; CCRP 10 marzo 2009, inc. 17.2008.75,

consid. 8). Un solo atto di cattiva gestione può essere sufficiente a

configurare l'infrazione. Se all'accusato vengono rimproverati più atti di

cattiva gestione correlati con il fallimento, si deve considerare che ci si

trova confrontati con una sola infrazione ma la pluralità di atti deve essere

valutata nel quadro della commisurazione della pena (DTF 123 IV 195; Corboz,

op. cit., n. 30 ad art. 165).

Per dotazione insufficiente del capitale la

dottrina, facendo spesso riferimento al messaggio del Consiglio federale,

annovera tutti i casi in cui un'impresa non dispone, già sin dall'inizio, di

risorse sufficienti per far fronte alle spese generate dall'attività

imprenditoriale che si accinge a svolgere, come pure i casi in cui il capitale

azionario al momento della fondazione non è stato liberato dagli azionisti ed i

casi in cui i conferimenti in natura sono stati sopravvalutati (Corboz, op.

cit. N. 23 ad art. 165; Trechsel/Ogg; Schweizerisches Strafgesetzbuch,

Praxiskommentar, 2008, N. 5 ad art. 165; Messaggio del Consiglio federale

concernente la modifica del Codice penale svizzero e del Codice penale militare

in: FF 1991 II pag. 873 ad n. 213.33). L’applicazione della norma presuppone,

però, comportamenti di una certa gravità, poiché non è pensabile che

l'infrazione possa consumarsi ogni qualvolta una società fallisca in seguito a

un'insufficiente dotazione di capitale (Messaggio del Consiglio federale cit.,

pag. 873).

13.4

Giusta l’art. 163 CP:

" 1. Il

debitore che, in danno dei suoi creditori, diminuisce fittiziamente

il proprio attivo, in particolare

distrae o occulta valori patrimoniali,

simula debiti,

riconosce debiti fittizi oppure incita un terzo a

farli valere,

è punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se

viene rilasciato

contro di lui un attestato di carenza di beni, con

una pena detentiva

sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

2.

Nelle stesse condizioni, è punito con una pena

detentiva sino a tre

anni o con una pena pecuniaria il terzo che compie

tali atti in danno

dei creditori.”

Per l’art. 164 CP:

" 1. Il

debitore che, in danno dei suoi creditori, diminuisce il proprio

attivo in quanto

deteriora, distrugge, svaluta o rende inservibili

valori patrimoniali,

aliena gratuitamente o contro una prestazione manifestamente

inferiore

valori patrimoniali,

rifiuta senza validi motivi diritti che gli spettano

o rinuncia gratuitamente

a tali diritti,

è punito, se viene dichiarato il suo fallimento o se

viene rilasciato

contro di lui un attestato di carenza di beni, con

una pena detentiva

sino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

2.

Nelle stesse condizioni, è punito con una pena

detentiva sino a tre

anni o con una pena pecuniaria il terzo che compie

tali atti in danno

dei creditori.”

Gli art. 163 e 164 CP proteggono da una parte i creditori, e

dall’altra l’esecuzione stessa, quale mezzo per garantire il rispetto delle

regole (Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3. ed. Berna 2010, art. 163 CP n. 2; DTF 107 IV 177 consid. 1a, 106 IV 34

consid. 4a, 105 IV 317 consid. 3b).

Dal punto di vista teorico, la dottrina spiega che il debitore

insolvente o minacciato da insolvenza, ha il dovere di salvaguardare per i suoi

creditori il patrimonio rimanente. Gli art. 163 e 164 CP puniscono la

violazione di questo dovere (Corboz, op. cit., N. 4 ad art. 163 CP).

I reati sono caratterizzati, da una parte, da una diminuzione

dell’attivo destinato ai creditori e, dall’altra, dall’intenzione, nella forma

del dolo diretto o eventuale, di nuocere a questi ultimi.

Si tratta di reati di messa in pericolo concreta (DTF 102 IV 175

consid. 3). Non è quindi necessario che i creditori abbiano effettivamente

subito una perdita (DTF 107 IV 177 consid. 1a).

L’atto delittuoso può consistere nel diminuire fittiziamente

l’attivo disponibile, ad esempio occultando dei beni o invocando debiti

inesistenti, oppure nel diminuire effettivamente l’attivo disponibile, ad

esempio distruggendo dei beni. L’art. 163 CP concerne la diminuzione fittizia

dell’attivo, mentre che l’art. 164 CP concerne la diminuzione effettiva

dell’attivo (FF 1991 II 1029 s.).

Se il debitore sottostà al fallimento, si parla di bancarotta

fraudolenta, mentre che si parla di frode nel pignoramento se quest’ultimo è

sottoposto al pignoramento (Corboz, op. cit., N 9 ad art. 163 CP).

Come si evince dal testo dell’art. 163 cifra 1 cpv. 1 CP, di

principio unicamente il debitore può essere autore, coautore ed autore mediato

di questo reato (Corboz, op. cit., N. 11 ad art. 163 CP).

Se il debitore è una persona giuridica, una società o una ditta

individuale si applica l’art. 29 CP. Le persone fisiche menzionate da questa

disposizione (organi, membri di organi, soci, collaboratori con potere di

decisione indipendente o dirigenti effettivi) sono punibili quali autori se

hanno agito, in una delle qualità descritte, per la persona giuridica, la

società o la ditta individuale.

Come risulta dall’art. 163 cifra 2 CP il reato può anche essere commesso

da un terzo (Corboz, op. cit., N. 12 e 13 ad art. 163 CP).

Il debitore deve essere suscettibile di un’esecuzione in Svizzera,

in via di fallimento o di pignoramento.

Dal punto di vista soggettivo, l’infrazione deve di principio

essere commessa per nuocere ai creditori in una determinata procedura

esecutiva. Se questa esecuzione è nulla o annullata, l’infrazione è esclusa.

Non è per contro necessario che il debitore sia già perseguito al

momento dell’atto. Esso può essere commesso prima dell’apertura

dell’esecuzione. In questi casi è determinante l’elemento soggettivo: l’autore

deve mettere in conto l’eventualità di un’insolvenza ed agire al fine di

nuocere ai creditori nella procedura esecutiva (Corboz, op. cit. N., 14-16 ad

art. 163 CP).

Il termine di attivo non è da intendere in senso strettamente

contabile. Poco importa se vi sia fittiziamente una diminuzione degli attivi,

un aumento dei passivi, un non-aumento degli attivi o una non-diminuzione dei

passivi. Con questa disposizione il legislatore ha voluto proteggere i valori

che devono servire a pagare i creditori nell’ambito dell’esecuzione (Corboz, op.

cit., N. 18 ad art. 163 CP).

Concerne quindi il patrimonio del debitore nella misura in cui è sottoposto

all’azione dei creditori secondo le regole dell’esecuzione; sono quindi esclusi

i beni che, secondo la loro natura o altre disposizioni, sono sottratte

all’esecuzione (DTF 114 IV 12 s. consid. b, 103 IV 233 consid. c).

L’occultamento di beni non pignorabili, ad esempio senza valore, non è, dunque

punibile (STF 6S.601/97 del 15 gennaio 1998 consid. 4c).

Trattandosi di descrivere il comportamento delittuoso, l’art. 163

cifra 1 CP fornisce una lista di esempi che – come mostra l’utilizzo

dell’avverbio “in particolare” – non è esaustiva (FF 1991 II 1030).

Il comportamento delittuoso è caratterizzato dagli effetti che

produce: deve condurre a diminuire fittiziamente il patrimonio disponibile per

pagare i creditori in via esecutiva. Fittiziamente, il comportamento adottato

comporta una diminuzione degli attivi, un aumento dei passivi, una

non-diminuzione dei passivi o un non-aumento degli attivi.

Come si è visto, si tratta di un’infrazione di messa in pericolo,

motivo per cui è sufficiente che il comportamento dell’autore sia tale da poter

creare un danno per i creditori, senza che questo danno necessariamente si

realizzi (Corboz, op. cit., N. 24 ad art. 163 CP).

A titolo di esempio, l’art. 163 cifra 1 CP menziona il caso in cui

l’autore distrae o occulta valori patrimoniali. Il termine di valore

patrimoniale è da interpretare in maniera estesiva e concerne non solamente

degli oggetti, bensì anche dei diritti o dei crediti (Corboz, Les infractions

en droit suisse, Volume I, 3. ed. Berna 2010, art. 163 CP n. 26; FF 1991 II

1030). Si può pensare al caso in cui l’autore nasconde un bene che dovrebbe

essere sottoposto alla procedura di pignoramento o fallimento. Il comportamento

delittuoso può anche consistere nell’occultare dei guadagni futuri o dei

crediti risultanti da un prestito accordato a terzi; al contrario,

l’occultamento di beni non pignorabili o di beni appartenenti a terzi non

realizza l’infrazione. Se il debitore occulta dei beni che si trovano

all’estero e che non sottostanno all’esecuzione in Svizzera, egli realizza

comunque l’infrazione, siccome questi beni sono tali da influenzare il calcolo

del minimo vitale e la determinazione dei beni pignorabili (DTF 114 IV 13).

Non solo l’autore può occultare dei valori patrimoniali, ma può

anche distrarli all’esecuzione, pretendendo falsamente che essi appartengano ad

altri.

L’art. 163 cifra 1 CP indica pure il caso in cui l’autore simula

debiti, riconosce debiti fittizi oppure incita un terzo a farli valere. Si

tratta di atti che portano tipicamente ad un aumento fittizio dei passivi e, di

conseguenza, diminuiscono il patrimonio disponibile per pagare i creditori

(Corboz, op. cit. N., 26-27 ad art. 163 CP).

Oltre agli esempi citati dalla legge, si può pensare all’ipotesi

in cui il debitore, tenendo la contabilità, non indichi che un debito nei

confronti di un terzo, garantito da pegno, sia stato pagato (non-diminuzione

dei passivi) o ancora quella in cui il debitore indichi nella contabilità soltanto

della merce data in pegno ha assunto un valore che supera notevolmente

l’ammontare del credito garantito (non-aumento dei passivi).

Inoltre, secondo il messaggio del Consiglio federale, l’infrazione

è realizzata allorquando un debitore, tenuto a tenere la contabilità, faccia

figurare una situazione inferiore alla realtà tramite la presentazione di falsi

conti (FF 1991 II 1030).

Il reato è realizzato unicamente se contro il debitore è stato

dichiarato il fallimento o si è proceduto al rilascio di un attestato carenza

beni (Corboz, op. cit. N. 30, ad art. 163 CP).

Si tratta di una condizione oggettiva di punibilità, e non di un

elemento costitutivo dell’infrazione (DTF 112 Ib 228 consid. a, 109 Ib 326

consid. aa, 101 IV 22 consid. 2a, 84 IV 15 s.).

Di conseguenza, non è necessario che l’intenzione dell’autore

porti sul sopraggiungere del fallimento o il rilascio di un attestato di

carenza beni. Non è nemmeno necessario che vi sia un rapporto di causalità tra

il suo comportamento colpevole ed il sopraggiungere del fallimento o il

rilascio dell’attestato di carenza beni. L’infrazione è consumata dall’adozione

del comportamento delittuoso, e non al momento della dichiarazione di

fallimento o del rilascio dell’attestato di carenza beni (DTF 112 Ib 228

consid. a).

Se il debitore sottosta all’esecuzione in via di fallimento, la

dichiarazione di fallimento è sufficiente, e non è necessario attendere il

rilascio degli attestati di carenza beni. Se sottosta all’esecuzione in via di

pignoramento, è necessario il rilascio di un attestato carenza beni. La

dichiarazione (dichiarazione di fallimento o attestato carenza beni) deve avere

forza di cosa giudicata (DTF 109 b 326 consid. aa); se non dovesse essere

questo il caso, una condanna è esclusa. In principio il giudice penale non deve

sindacare sulla questione se l’esecuzione sia avvenuta correttamente (DTF 81 IV

29.

ss.). L’infrazione è tuttavia esclusa se la decisione è radicalmente nulla o

annullata dall’autorità di vigilanza (Corboz, Les infractions en droit suisse,

Volume I, 3. ed. Berna 2010, art. 163 CP n. 33).

La dichiarazione di fallimento concerne tutte le forme di

fallimento previste dalla LEF, compreso il fallimento a richiesta del debitore

(FF 1991 II 1031), il fallimento senza preventiva esecuzione o l’esecuzione

cambiaria (Corboz, op. cit., N. 34 ad art. 163 CP).

Un atto di carenza beni provvisorio è sufficiente (FF 1991 II

1031).

Dal profilo soggettivo l’infrazione è intenzionale (FF 1991 II

1031), ma il dolo eventuale è sufficiente.

Avendo consapevolezza del rischio di insolvenza, l’autore adotta

volontariamente un comportamento che, secondo quello che lui vuole o accetta,

comporta una diminuzione fittizia del patrimonio disponibile per pagare i

creditori nell’esecuzione (Corboz, op. cit., N. 39 ad art. 163 CP).

L’autore agisce in danno dei suoi creditori; tale danno deve

essere voluto o accettato (FF 1991 II 1031). Esso deve essere pecuniario, ma

non è necessario che si realizzi effettivamente (FF 1991 II 1031).

È necessario che l’autore voglia o accetti che il suo

comportamento porterà ad un danno patrimoniale per i creditori.

Non è necessario il fine dell’indebito profitto. I motivi

dell’autore sono senza pertinenza (Corboz, op. cit., N. 42 ad art. 163 CP).

14.1

Nella fattispecie si ha che,

in estrema sintesi, IM 1, titolare della __________, ha utilizzato soldi

provento di commesse pubbliche, per propri scopi.

In buona sostanza lo Stato aveva deliberato alla __________ lavori

per diverse centinaia di migliaia di franchi. La __________ avrebbe dovuto

incaricare le ditte dell’esecuzione e pagarne le opere. In realtà ha incassato

il denaro dal committente Stato del Canton Ticino, ha deliberato le opere, le

ha fatte eseguire ma non ha in buona parte pagato gli artigiani, spendendo, IM

1, gran parte del denaro, per soddisfare i propri vizi, finché la __________,

dissanguata, è stata posta in fallimento.

La Corte ha condiviso il ragionamento, concorde, di accusa e

difesa, che in siffatte evenienze non si può parlare di appropriazione

indebita, facendo difetto il presupposto dell’affidamento. In realtà IM 1 ha

commesso atti di amministrazione infedele, dissanguando la società di cui era

AU e, asseritamente, azionista unico. __________ che, già prima di essere

dichiarata in fallimento, aveva esecuzioni per oltre 1,2 Mio di franchi (AI 118).

Quanto all’importo dell’indebito profitto, il principio in dubio

pro reo non deve necessariamente imporre l’accertamento di tutto quanto

sostiene, senza documentazione né prove dirette, l’imputato che, come nella

fattispecie, si è rifiutato di collaborare alla ricostruzione contabile,

scegliendo di non più comparire davanti alla PP, anche se al beneficio di un

salvacondotto. È ben vero che le insinuazioni nel fallimento ammontano, per i

crediti non garantiti da pegno, e non privilegiati, a poco più di CHF

153'000.-, ma è altrettanto vero che IM 1 ha eseguito prelevamenti per quasi

1,2 Mio di franchi per scopi estranei all’interesse della società a fronte di

una situazione debitoria che, come si è visto, era già molto compromessa. Del

resto, se davvero tali prelevamenti fossero giustificati dall’interesse nella

società, spettava all’imputato fornire quantomeno la verosimiglianza,

diversamente sarebbe del tutto arbitrario accettare cifre buttate lì (CHF

600'000.--) dall’accusato senza un minimo di plausibilità, semplicemente perché

così ha detto lui, a fronte di accertati prelevamenti per cifre ben maggiori,

dei quali IM 1 non ha inteso riferire né documentare alcunché. Ciò basta per

confermare l’accusa di ammistrazione infedele.

Il reato è stato riconosciuto nella forma aggravata del mestiere

dato il numero impressionante di operazioni eseguite a danno della società, il

loro importo complessivo assai ingente nonché il fatto che quelle di cui in rassegna

erano la principale, fors’anche unica, fonte di sostentamento per l’imputato.

14.2

Per quel che è del reato

fallimentare anche la Corte ha condiviso le impostazioni giuridiche concordi

d’accusa e difesa, secondo le quali si tratta di bancarotta fraudolenta. Quanto

all’importo, considerato che elemento costitutivo del reato è il fallimento

della società, esso non può, di tutta evidenza, superare quello della somma dei

crediti insinuati.

14.3

Quo al concorso di reati è

stato ammesso il ragionamento della difesa secondo la quale l’incidenza nel

presente procedimento è estremamente contenuta, se non irrilevante. Infatti,

trattandosi di concorso ideale, la sua incidenza, in particolare nella

commisurazione della pena, si ferma alla constatazione che, con un solo atto,

sono stati lesi più beni protetti.

14.4

In particolare per quel che

riguarda le pretese di risarcimento degli accusatori privati, va detto che per

il reato di amministrazione infedele (a differenza dell’appropriazione indebita,

che non è stata ritenuta per le ragioni già esposte sopra) tutela il patrimonio

della società e non quello dei suoi creditori: non si può pertanto entrare nel

merito delle stesse in quanto non lese direttamente nella commissione del

reato. Infatti vittima diretta dell’amministrazione infedele è unicamente la __________,

il cui fallimento è stato liquidato con una procedura sommaria: agli atti non

figurano cessioni di credito e nemmeno alcuna delega e/o cessione da parte

della massa fallimentare (art. 260 LEF), di agire nei confronti

dell’amministratore. In particolare non risulta che detta massa abbia ceduto

delle pretese ai creditori per agire contro l’amministratore.

Per il reato di bancarotta fraudolenta, si potrebbe probabilmente

ammettere la qualità di accusatore privato, leso direttamente nel suo

patrimonio dall’agire dell’amministratore, a quei creditori comunque

insinuatisi nel fallimento. Nella fattispecie, gli accusatori privati che hanno

fatto valere pretese in questa sede non si erano insinuati nel fallimento (non

sono quindi vittime del reato di cui all’art. 163 CP che è stato ritenuto solo

fino a concorrenza dell’importo globale dei crediti insinuati nel fallimento),

di guisa che le loro pretese non possono qui essere oggetto di disamina.

15.

In conclusione IM 1 è stato

riconosciuto colpevole di amministrazione infedele, aggravata, per un ammontare

non inferiore a CHF 1'118'000.-- e di bancarotta fraudolenta per un importo di

CHF 154'324.99.

16.1

Pena

Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa

dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali

dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2

dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto

conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore

aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art 63 v.CP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP

stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della

colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.5).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica

la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da

considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate

all’atto stesso (Tatkomponente). In questo ambito, va considerato, dal profilo

oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico

offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponente), elementi che

la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava

con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione”

(DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),

i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a

delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la

libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità

(cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre

tener conto delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta

dell’autore in relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di

tentazione che non siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della

pena ai sensi dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008, inc.

6B_370/2007, consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato (Gesamtverschulden),

il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi,

determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata.

Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi,

procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei

fattori legati all’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita

anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della situazione

personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione professionale,

rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso

del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita

(DTF 136 IV 55 consid. 5.7; STF del 22 giugno 2010 inc.6B_1092/2009,

6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF del 19 giugno 2009 inc.6B_585/2008

consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere

sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999

1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF del 14 ottobre 2008 inc.6B_78/2008,

6B_81/2008,6B_90/2008; STF del 12 marzo 2008 inc.6B_370/2007 consid. 2.2). La

legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di

pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV

73.

consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale

permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in

ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008 inc.

6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008, consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008 inc.

6B_370/2007 consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007 inc.6B_14/2007, consid. 5.2 e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht,

Allgemeiner Teil II, Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).

16.2

La

colpa di IM 1 non è affatto lieve per la ripetitività del suo agire, per

l’entità dell’indebito profitto su un lasso di tempo anche limitato, speso

prevalentemente per soddisfare i propri vizi. Il tutto commesso con

l’intenzione, sin dall’inizio, di privilegiare il soddisfacimento dei propri

desideri rispetto alle legittime pretese degli artigiani. Egli ha agito senza

alcuno scrupolo, finché il pozzo era quasi vuoto, salvo poi sparire dalla

circolazione senza minimamente assumersi le sue responsabilità. Ha abusato

della fiducia di artigiani locali e della collettività, di un paese che gli

aveva assegnato, dopo pochi anni di residenza, commesse pubbliche per importi

considerevoli.

IM 1 non ha offerto alcuna collaborazione, non si è affatto

assunto le responsabilità dei suoi atti, fino a diffidare pure del suo

difensore, nella misura in cui, nemmeno con un salvacondotto, ha deciso di

presentarsi davanti al PP, nonostante le chiare rassicurazioni del suo

patrocinatore, a mente del quale si tratterebbe unicamente di codardia: sarà

anche, ma da questo profilo non può beneficiare di sconti di pena.

La Corte ha riflettuto molto se contenere la pena nei limiti della

sospensione condizionale. Il precedente, datato di oltre 10 anni e la mancanza

di assunzione di responsabilità concretizzatasi con la propria sottrazione al

procedimento penale, non bastano per formulare una prognosi certamente

negativa, conto tenuto pure delle sue attuali precarie condizioni di salute e

del fatto che non si ha notizia che, da quando ha lasciato la Svizzera, abbia

più interessato le autorità penali.

Ha quindi concluso per l’inflizione di una pena detentiva di 24

mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di prova che, per rafforzare la

prognosi, è stato fissato in tre anni.

17.1

I costi processuali sono stati

posti a carico dell’imputato riconosciuto colpevole.

17.2

Le pretese degli accusatori

privati non sono state ammesse per le ragioni esposte al considerando 14.4.

17.3

L’importo in sequestro è stato

confiscato in quanto provento di reato.

17.4

Quo alla nota professionale

dell’avv. DUF 1 va detto che è stata riconosciuta in toto, in quanto conforme

alla prassi in vigore, fatta salva l’IVA che non è dovuta trattandosi, il difeso,

beneficiario principale del servizio, persona domiciliata all’estero (CRP 14

aprile 2014 in re V.).

Visti gli art. 12, 40, 42, 44,

47, 49, 70, 158, 163 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

amministrazione

infedele aggravata

siccome commessa per procacciare a sé un indebito profitto

per avere,

a __________ ed in altre località del Ticino, nel periodo gennaio

2009.

– febbraio 2010, agendo in qualità di azionista unico ed amministratore

unico con firma individuale della società __________, dunque obbligato ad

amministrarne il patrimonio e sorvegliarne la gestione, ripetutamente e

intenzionalmente mancato ai propri doveri, prelevando a contanti importi di

pertinenza della società per un totale di CHF 1’118'453.70 per poi utilizzarli

per i suoi scopi personali, danneggiandone il patrimonio fino a causarne il

fallimento;

1.2

bancarotta fraudolenta e

frode nel pignoramento

per avere,

a __________ ed in altre località del Cantone Ticino, nel periodo

gennaio 2009-febbraio 2010, nella sua qualità di azionista unico e

amministratore unico della __________, diminuito fittiziamente il patrimonio

della società, distraendo beni di spettanza della stessa in danno dei suoi

creditori, per un valore di almeno CHF 154'324.99, pari ai crediti insinuati

nella procedura di fallimento;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

IM 1 è prosciolto dalle imputazioni

di ripetuta appropriazione indebita (art. 138 CP) e di cattiva gestione (art.

165.

CP).

3.

Di conseguenza,

IM 1 è condannato:

3.1

alla pena detentiva di 24

(ventiquattro) mesi;

3.2

al pagamento della tassa di

giustizia di fr. 1'000.- e delle spese procedurali.

4.

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 3

(tre).

5.

Deduzion fatta della tassa

di giustizia e delle spese procedurali, è ordinata la confisca di tutto quanto

in sequestro.

6.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 6’585.00

spese fr. 175.00

totale fr. 6’760.00

§ La quantificazione della

retribuzione è impugnabile dal difensore d’ufficio alla Corte dei reclami

penali nel termine di 10 giorni

(art. 135 cpv. 3 e 396 cpv. 1 CPP).

6.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 6’760.00 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

7.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a:

Comunicazione a:

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 237.65

fr. 1'537.65

===========