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Decisione

72.2013.58

Rapina mediante l'uso di sonnifero e coltello. Furto con scasso di un'automobile. Istigazione di un codetenuto a deporre il falso. Spaccio e consumo di marijuana. Soggiorno in Svizzera senza documenti

5 settembre 2013Italiano88 min

Source ti.ch

Fatti

i confronti tra l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) e i due istigati (cons. 4c e

4d), realizzando così i presupposti oggettivi e soggettivi del reato di

istigazione alla falsa testimonianza consumata e tentata (art. 307 cpv. 1 CP in

relazione con gli art. 22 cpv. 1 e 24 CP, cons. 12 e VD all. 2 pag. 1 e 2 pti.

1.4, 1.4.1 e 1.4.2). Assolutamente non credibili, proprio in forza a tali

confronti, sono allora le dichiarazioni di IM 1 nel VD all. 1 pag. 3 I R (cons.

5c), il cui agire non può essere che fortemente stigmatizzato dal momento che,

per suo solo interesse, non ci ha pensato un solo istante prima di istigare

(art. 24 CP e cons. 12b) due altri detenuti affinché commettessero un nuovo

reato tra i più odiosi del CP proprio perché diretto contro l’amministrazione

della giustizia (cons. 12c), rischiando così di farli incappare in un’ulteriore

e nuova pena a loro danno (doc. TPC 15 e 17).

14. Giusta l’art. 19 cpv.

1 lett. c) LStup è punito con una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 19) sino a

tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi, senza essere

autorizzato, procura in altro modo ad altri stupefacenti (ALBRECHT,

Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband

Betäubungsmittelstrafrecht, Stämpfli + Cie AG, Berna 1995, art. 19 n. 57 e CORBOZ,

op. cit., Vol. II, art. 19 LStup n. 39) ricordato come l’art. 8 cpv. 1 lett. d)

LStup, avente per nota marginale gli stupefacenti vietati, indichi che gli

stupefacenti con effetti tipo della canapa non possono essere coltivati,

importati, fabbricati o messi in commercio.

15. Giusta l’art. 19a n. 1

LStup chi, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti

oppure commette un’infrazione giusta l’art. 19 LStup per assicurarsi il proprio

consumo è punito con la multa (art. 106 cpv. 1 CP, cons. 28, ALBRECHT,

op. cit., art. 19a n. 12 segg. e CORBOZ, op. cit., Vol. II, art. 19 LStup

n. 119 segg.).

16. Giusta l’art. 115 cpv.

1 lett. b) LStr. è punito con una pena detentiva (art. 40 segg. CP) sino a un

anno o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) chi soggiorna illegalmente in

Svizzera, segnatamente dopo la scadenza della durata del soggiorno non

sottostante a permesso o del soggiorno autorizzato.

17. Non contestata la

realizzazione, sia in fatto che in diritto, delle tre imputazioni di infrazione

alla LStup (art. 19 cpv. 1 lett. c LStup, cons. 14 e VD all. 2 pag. 2 pto. 1.5),

di contravvenzione alla medesima legge (art. 19a n. 1 LStup, cons. 15 e VD all.

Considerandi

2.

pag. 2 pto. 1.6) e di infrazione alla LStr (art. 115 cpv. 1 lett. b LStr,

cons. 16 e VD all. 2 pag. 2 pto. 1.7), le cui condizioni di legge oggettive e

soggettive trovano riscontro nelle risultanze agli atti e nelle stesse

ammissioni dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP nonché cons. 4e, 4f, 4g e 5).

VII) Colpa, prognosi, pena

18.

Giusta l’art. 47 cpv.

1.

CP il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della

vita anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che

la pena avrà sulla sua vita ritenuto che in base all’art. 47 cpv. 2 CP la colpa

del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del

bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli

obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,

secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o

la lesione.

Nella commisurazione della pena il giudice di merito fruisce di

ampia autonomia quando valuta l’importanza di ogni singolo fattore di

determinazione (DTF 122 IV 15) e le autorità superiori intervengono solo

ove la sanzione si ponga al di fuori del quadro edittale, si fondi su criteri

estranei all’art. 47 CP, disattenda elementi di valutazione prescritti da

quest’ultima norma oppure appaia esageratamente severa o esageratamente mite al

punto di denotare eccesso o abuso di potere (DTF 129 IV 6, 128 IV 73 e

127.

IV 10). Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità

della colpa è e resta elemento fondamentale, così come lo era anche sotto

l’egida del previgente art. 63 CP (STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art.

47.

n. 4). L’art. 47 cpv. 1 CP, in vigore dall’1.1.2007, stabilisce

esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo

conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché

dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza

aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà

sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la

quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del

reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe

(DTF 128 IV 73, 127 IV 97 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007

del 17.4.2007). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo

delle riduzioni marginali, la pena dovendo sempre essere adeguata alla colpa,

il giudice non potendo ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti (art.

10.

cpv. 3 CP) gravi (STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Strafen

und Massnahmen, Stämpfli Verlag AG, Berna 2006, § 6 n. 72 e STRATENWERTH/

WOHLERS, op. cit., art. 47 n. 17 e 18). Per valutare la gravità della colpa

ai sensi dell’art. 47 cpv. 2 CP entrano in considerazione svariati fattori: le

circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del

proposito o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale

assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio

arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo

avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche,

il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di

emendamento, DTF 129 IV 6, 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Vanno

inoltre considerati, sempre secondo la citata giurisprudenza, la situazione

familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la

formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e

la reputazione in genere (DTF 124 IV 44, 117 IV 112 e 116 IV 288). Non

va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena in

relazione allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla

situazione professionale ed ai rischi di recidiva (DTF 102 IV 231 nonché

sentenze non pubblicate del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007,6P.152/2005 del 15.2.2006

e 6S.163/2005 del 26.10.2005). In tutto questo insieme di

circostanze il TF ha più volte detto che esigenze di prevenzione generale

svolgono solo un ruolo di secondo ordine (DTF 118 IV 342). Per il resto

va rilevato che il principio della parità di trattamento assume rilievo solo in

casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé

conforme all’art. 47 CP diano luogo ad un’obiettiva disuguaglianza, fermo

restando come il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso,

ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità

soggettive e oggettive (DTF 124 IV 44, 123 IV 150, 120 IV 144 e 116 IV

292).

19.

Giusta l’art. 40 CP la

durata della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata massima è

di venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente (BRÄGGER,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 40 n. 1

segg, TRECHSEL/

KELLER, Schweizerisches Strafgesetzbuch Praxiskommentar, Dike, Zurigo/San

Gallo 2008, art. 40 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 40 n. 1 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 40 n. 6 segg.).

20.

Giusta l’art 42 cpv. 1

CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena

detentiva (art. 40 CP e cons. 19) di sei mesi a due anni se una pena senza

condizionale non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi

crimini o delitti (SCHNEIDER/GARRÈ, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 42 n. 1 segg. e DUPUIS/

GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art.

42.

n. 9 segg.). Se, nei cinque anni prima del reato, l’autore è stato

condannato a una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 19) di almeno sei mesi, con

o senza condizionale, o a una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di almeno 180

aliquote giornaliere, la sospensione è possibile soltanto in presenza di

circostanze particolarmente favorevoli (art. 42 cpv. 2 CP, SCHNEIDER/

GARRÈ, op. cit., art. 42 n. 81 segg. e DUPUIS/GELLER/

MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n.

16.

segg.). La concessione della sospensione condizionale può essere rifiutata

anche perché l’autore ha omesso di riparare il danno contrariamente a quanto si

poteva ragionevolmente pretendere da lui (art. 42 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 42 n. 92 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 24 segg.). Oltre alla pena

condizionalmente sospesa il giudice può infliggere una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP) senza condizionale oppure una multa ai sensi dell’art. 106 CP (art.

42.

cpv. 4 CP e cons. 28, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 42 n. 94 segg.

e DUPUIS/GELLER/MONNIER/

MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 27 segg.).

Mentre il vecchio diritto richiedeva una prognosi favorevole sulla

presumibile futura condotta dell’imputato, secondo il nuovo diritto è

determinante la mancanza di prognosi sfavorevole. In questo modo, riservati i

casi previsti dall’art. 42 cpv. 2 e 3 CP, si è voluto tenere conto

dell’orientamento giurisprudenziale che, constatata l’impossibilità di fare

previsioni positive più o meno sicure sul presumibile comportamento futuro del

condannato, ha ammesso la prognosi favorevole in assenza di indizi concreti

che, valutati nel loro complesso, vi si opponessero, come ad esempio il

pericolo di recidiva. Al riguardo l’art. 42 cpv. 1 CP richiede una sorta di

doppio pronostico: la previsione sul comportamento futuro del condannato in

caso di sospensione condizionale della pena come pure la previsione sul suo

comportamento futuro in caso di espiazione della pena, ritenuto che, a

quest’ultimo riguardo, il giudice ordinerà l’esecuzione della pena soltanto nel

caso in cui ci si deve indubbiamente attendere che l’autore non si farà

condizionare in alcun modo positivamente dall’effettiva esecuzione della

sanzione (STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 42 n. 9). Per costante

giurisprudenza le condizioni soggettive previste dall’art. 42 CP per la

concessione della sospensione condizionale integrale della pena si applicano

pure alla sospensione condizionale parziale ex art. 43 CP (DTF 134 IV

1). Devono in particolare essere considerate condizioni soggettive quelle

previste all’art. 42 cpv. 2 CP (DTF 134 IV 1 e sentenze non pubblicate

del TF 6B.390/2010 del 2.7.2010 e 6B.812/2009 del 18.2.2010). L’art. 42 cpv. 2

CP esclude la concessione della sospensione integrale o parziale della pena

salvo nel caso in cui siano presenti delle circostanze particolarmente favorevoli,

ovvero situazioni tali da ribaltare la presunzione di pronostico negativo

legata all’esistenza del precedente penale (DTF 134 IV 1 e sentenze non

pubblicate del TF 6B.244/2010 del 4.6.2010 e 6B.492/2008 del 19.2009).

Contrariamente a quanto è la regola in materia di sospensione condizionale

della pena, nel caso dell’art. 42 cpv. 2 CP non è più presunta l’assenza di una

prognosi negativa (DTF 134 IV 1 e sentenza non pubblicata del TF

6B.492/2008 del 19.5.2009). Per circostanze particolarmente favorevoli si

intendono quelle che escludono o annullano il valore peggiorativo della

prognosi insito nella condanna precedente (sentenza non pubblica del TF

6B.492/2008 del 19.5.2009), così che in questi casi la concessione della

sospensione può entrare in considerazione soltanto se vi sono elementi esterni

determinanti che, valutati nel loro complesso, fanno ragionevolmente supporre

che il condannato si emenderà (sentenze non pubblicate del TF 6B.812/2009 del

18.2.2010

e 6B.492/2008 del 19.5.2009). Il giudice deve pertanto esaminare se

vi sono circostanze particolarmente favorevoli che relativizzano la valenza

negativa del precedente che è, di principio, indiziante della possibilità della

commissione di nuovi reati. In questa valutazione può diventare determinante,

ad esempio, il fatto che l’infrazione da giudicare non ha alcun rapporto con

l’infrazione anteriore o un importante e positivo mutamento delle condizioni di

vita del condannato (DTF 134 IV 1 e sentenza non pubblicata del TF

6B.492/2008 del 19.5.2009). In sintesi il condannato deve presentare malgrado

il precedente solide garanzie di non reiterazione del reato nel caso in cui gli

fosse concessa la sospensione condizionale (sentenza non pubblicate del TF

6B.244/2010 del 4.6.2010). Quando la precedente condanna è stata inflitta

all’estero, essa deve essere presa in considerazione se è conforme ai principi

del diritto svizzero per quanto riguarda la punibilità di un determinato

comportamento, la misura della pena erogata e la conformità procedurale (sentenza

non pubblicata del TF 6B.244/2010 del 4.6.2010). Questa riserva si avvicina a

quella dell’ordine pubblico e quindi non è necessario che il giudice estero

statuisca come quello svizzero essendo sufficiente che la condanna estera non

urti dei principi generali di diritto penale riconosciuti in Svizzera. Essa non

deve dunque sanzionare un comportamento che è inopportuno reprimere, non deve

comminare una pena sproporzionata e non deve essere stata inflitta al termine

di un procedimento irregolare (sentenza non pubblicata del TF 6B.244/2010 del

4.6

).

21.

Giusta l’art. 43 cpv. 1 CP il giudice può sospendere parzialmente

l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP), di un lavoro di

pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena detentiva (art. 40 CP e cons.

19) di uno a tre anni se necessario per tenere sufficientemente conto della

colpa dell’autore (SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 43 n. 3 segg.,

TRECHSEL/STÖCKLI, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar,

Dike, Zurigo 2008, art. 43 n. 3 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 43 n. 4 segg.). La parte da

eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 43 n. 19, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.

43.

n. 6 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 43 n. 8 segg.). In caso di

sospensione parziale dell’esecuzione della pena detentiva (art. 40 CP e cons.

19), la parte sospesa e la parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi.

Le norme sulla concessione della liberazione condizionale (art. 86 CP) non sono

applicabili alla parte di pena da eseguire (art. 43 cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ,

op. cit., art. 43 n. 20, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art.

43.

n. 7 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 42 n. 11).

Secondo giurisprudenza prima di determinarsi

sull’incidenza della colpa (art. 47 CP e cons. 18) nella determinazione della

parte di pena da espiare, rispettivamente da porre al beneficio della

sospensione condizionale, il giudice deve verificare che contro l’autore non si

possa formulare una prognosi sfavorevole sulla sua futura condotta ex art. 42

cpv. 1 CP (cons. 20). L’art. 43 CP, che regola la sospensione condizionale

parziale della pena, trova infatti il suo punto di riferimento nella colpa

dell’autore (art. 47 CP e cons. 18) e non può perciò essere usato per formulare

prognosi poco chiare. In altre parole e detto ancor più semplicemente il

primo presupposto per la concessione di una condizionale parziale è costituito

dall’assenza di prognosi negativa.

22.

Giusta l’art. 44 cpv.

1.

CP se il giudice sospende del tutto (art. 42 CP e cons. 20) o in parte (art.

43.

CP e cons. 21) l’esecuzione della pena, al condannato è impartito un periodo

di prova da due a cinque anni (SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 1

segg., TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art. 44 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 44 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 1 segg.), ritenuto come il giudice debba

spiegargli l’importanza e le conseguenze della sospensione condizionale (art.

44.

cpv. 3 CP, SCHNEIDER/GARRÈ, op. cit., art. 44 n. 39 segg., TRECHSEL/STÖCKLI,

op. cit., art. 44 n. 8, STRATENWERTH/WOHLERS, op.

cit., art. 44 n. 6 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 44 n. 8 segg.).

23.

Giusta l’art. 46 cpv.

1.

CP se durante il periodo di prova (art. 44 cpv. 1 CP e cons. 22) il

condannato commette un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3

CP) e vi è pertanto da attendersi che egli commetterà nuovi reati, il giudice

revoca la sospensione condizionale. Può modificare il genere della pena per

pronunciare nell’ambito della nuova pena una pena unica in applicazione

analogica dell’articolo 49 CP (cons. 25). Può tuttavia pronunciare una pena

detentiva (art. 40 CP e cons. 19) senza condizionale soltanto se la pena unica

è di almeno sei mesi o se risultano adempiute le condizioni di cui all’articolo

41.

CP (SCHNEIDER/GARRÈ, op, cit., art. 46 n. 4 segg., TRECHSEL/STÖCKLI,

op, cit., art. 46 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 46 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 46 n. 2 segg.).

24.

Giusta l’art. 48a cpv.

1.

CP se il giudice attenua la pena non è vincolato alla pena minima comminata (WIPRÄCHTIGER,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 48a n.

1.

segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art. 48a n. 1 e 2, STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 48a n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET,

op. cit., art. 48a n. 1 segg.) e può pronunciare, conformemente al cpv. 2 di

detta norma, una pena di genere diverso da quello comminato ma è vincolato al

massimo e al minimo legali di ciascun genere di pena (TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN,

op. cit., art. 48a n. 2 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/

MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 48a n. 3 segg.).

25.

Giusta l’art. 49 cpv.

1.

CP se per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione

di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena

prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può

tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed é in

ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena (ACKERMANN,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2007, art.

49.

n. 33 segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op. cit., art.

49.

n. 7 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 49 n. 1, STOLL,

Commentaire Romande, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 49 n. 78 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op.

cit., art. 49 n. 5 segg.).

26.

Giusta l’art. 50 CP se

la sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze

rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione.

Ciò significa che il giudice deve esporre, nella sua decisione,

gli elementi essenziali relativi all’atto e all’autore che prende in

considerazione in modo che si possa constatare che tutti gli aspetti pertinenti

sono stati considerati e come sono stati apprezzati, sia in senso attenuante

che aggravante. Il giudice di merito può passare sotto silenzio gli elementi

che, senza abuso o eccesso di apprezzamento, gli appaiono senza importanza o di

peso trascurabile. La motivazione deve giustificare la pena pronunciata,

permettendo di seguire il ragionamento del giudice, il quale non è tuttavia

tenuto ad esprimere in cifre o in percentuali l’importanza che egli attribuisce

ad ognuno degli elementi che menziona (TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, op.

cit., art. 50 n. 2 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 50 n. 2, QUELOZ/HUMBERT,

Commentaire Romand, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 50 n. 15 segg., DTF

127.

IV 101 e sentenza non pubblicata del TF 6B.14/2007 del 17.4.2007). Un mero

elenco di elementi pro e contro l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) non è comunque

sufficiente (WIPRÄCHTIGER, op. cit., art. 50 n. 7 segg. e sentenza non

pubblicata del TF 6S.390/2005 del 27.2.2005) in quanto deve giustificare la

pena inflitta in modo da permetterne la verifica ed anzi, più la pena è

rigorosa, più la motivazione deve essere completa, soprattutto qualora, pur

mantenendosi nei limiti edittali, la sanzione appaia complessivamente molto

severa.

27.

Giusta l’art. 51 CP il

giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del

procedimento in atto o di un altro procedimento. Un giorno di carcere

corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) o

a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP, TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN,

op. cit., art. 51 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 51 n.

1, JEANNERET, Commentaire Romand, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009,

art. 51 n. 1 segg. e DUPUIS/GELLER/MONNIER/

MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 51 n. 2 segg.).

28.

Giusta l’art. 106 cpv.

1.

CP se la legge non dispone altrimenti il massimo della multa è di diecimila

fr. (HEIMGARTNER, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 106 n. 4 segg, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art. 106

n. 1, STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 106 n. 2 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 106 n. 1 segg.), ritenuto che, conformemente al

cpv. 2 di questa norma, in caso di suo mancato pagamento per colpa dell’autore

il giudice ordina nella sentenza una pena detentiva (art. 40 CP e cons. 19)

sostitutiva da un minimo di un giorno a un massimo di tre mesi (HEIMGARTNER,

op. cit., art. 106 n. 8 segg, TRECHSEL/STÖCKLI, op. cit., art. 106 n. 2,

STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 106 n. 3 e DUPUIS/

GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, op. cit., art. 106 n.

4.

segg.).

29.

Che la colpa di IM 1 sia

oggettivamente grave sotto ogni punto di vista è oltremodo evidente. Pochi

giorni dopo la commissione dei reati di cui ai pti. 2 e 3 dell’AA (doc. TPC 1,

cons. 4b, 9, 10 e 11 nonché VD all. 2 pag. 1 pto. 1.2 e 1.3) egli non ha avuto

il benché minimo rimorso nel rapinare (art. 140 n. 1 cpv. 1 CP, cons. 4a, 7 e 8

nonché VD all. 2 pag. 1 pto. 1.1) ACPR 1 che invece, fidandosi di lui, l’aveva

accolto nel suo monolocale con fraterna amicizia e compassione. Partendo da

questo dato di fatto la Corte è stata particolarmente colpita dall’efferatezza

dell’agire dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CP), che non solo ha somministrato

alla vittima (art. 116 segg. CPP) un medicamento contenente della

benzodiazepina (pto. 1 dell’AA, doc. TPC 1 e cons. 4a), infischiandosi totalmente

delle possibili conseguenze, teoricamente anche gravi, alla salute dell’ingenuo

ospitante, ma nel seguito degli eventi, l’ha poi ulteriormente colpito con

violenza all’arcata sopraccigliare destra (cons. 4a) e derubato di tutti i suoi

pochi averi di valore. E non contento di ciò, in carcere, invece di ravvedersi

o perlomeno riflettere su quanto già fatto, ha commesso un altro grave reato,

quanto mai odioso (cons. 13) come quello di ripetuta istigazione alla falsa

testimonianza consumata e tentata (art. 307 cpv. 1 CP in relazione con gli art.

22.

cpv. 1 e 24 CP, cons. 4c, 4d, 12a 12b, 12c e 13 nonché VD all. 2 pag. 1 e 2

pti. 1.4, 1.4.1 e 1.4.2) che, nell’ottica della colpa e della sua personalità

(art. 47 CP e cons. 18), colpisce tanto quanto quello di cui al pto. 1 dell’AA

(doc. TPC 1), perché evidenzia e manifesta il suo totale egoismo e completo

disinteresse per le più elementari regole sociali e del diritto penale, visto

che, ma solo per mero lucro e nella speranza di poter così alleggerire la sua posizione

processuale, non ci ha pensato neanche un attimo a far vivere ad un improvvido,

moderno samaritano un’esperienza traumatica cui ACPR 1 avrebbe fatto volentieri

a meno rispettivamente a far correre il rischio di incappare in una nuova pena

a due persone già in disgrazia poiché in carcere. Già pluricondannato in __________

(AI 9, doc. TPC 16 e cons. 2), la sua condanna __________ del 29.5.2012 (AI 34,

39.

e 40 nonché cons. 2) gli comporta una recidiva specifica per il reato di

furto (art. 139 n. 1 CP, cons. 9 e 11 nonché VD all. 2 pag. 1 pto. 1.2) e

richiama espressamente l’applicazione dell’art. 42 cpv. 2 CP (cons. 20), da cui

la totale assenza di circostanze particolarmente favorevoli ai sensi di legge e

quindi la conclusione di una sua prognosi assolutamente negativa. Prognosi che

è assolutamente negativa già solo perché da tempo soggiornante illegalmente in

Svizzera in urto ad un divieto d’entrata valido sino al 19.3.2022 (AI 68 e

cons. 2) e a due decisioni di non entrata in materia relative a sue pregresse

richieste d’asilo (AI 61 e cons. 2), senza lavoro né alcuna intenzione di

veramente cercarlo e, quindi, senza la benché minima prospettiva per un

possibile suo valido reinserimento nel nostro tessuto sociale. E questa

conclusione non è assolutamente modificata dall’avvenuta nascita il 15.3.2013

di __________ (cons. 2) non essendoci più alcun fondato e costruttivo legame

affettivo con la di lui madre, la quale giustamente, ma solo per colpa e puro

egoistico lassismo dello stesso imputato (art. 111 cpv. 1 CPP), l’ha messo alla

porta a fine dicembre 2012 (PS Heitz 24.1.2013, Herzig-Wanfak 28.1.2013 e __________

28.1.2013

nonché cons. 2). Da ciò si ha come l’odierna condanna non possa che

essere interamente espiativa (art. 42 e 43 CP nonché cons. 20 e 21) e che,

richiamato l’art. 46 cpv. 1 seconda frase CP (cons. 23), è da considerarsi

quale pena unica (DTF 137 IV 249 e 134 IV 241) con quella di cui al DA

12.10.2012

del MP del Canton Ticino (AI 9, doc. TPC 16 e cons. 2) avendo egli

nuovamente delinquito durante il periodo di prova (art. 44 cpv. 1 e 46 cpv. 1

CP nonché cons. 22 e 23). Per la commisurazione della sua pena (art. 47 CP e

cons. 18) la Corte ha comunque tenuto conto, quali attenuanti generiche, della

sua bassa scolarità (cons. 2), del suo precedente non facile vissuto (cons. 2),

della sua consolidata conoscenza, così come correttamente definita dalla

difesa, della “scuola della strada” (VD pag. 3), della sua ancora

giovane età al momento dei fatti essendo nato il 5.4.1988 (cons. 2), del suo

riconoscimento, anche se mai reso spontaneamente ma in modo claudicante e a

denti sempre stretti, della maggior parte dei reati prospettatigli (cons. 4b,

4e, 4f, 4g e 5), della circostanza che l’imputazione di cui al nuovo pto. 4.2

dell’AA (doc. TPC 1) sia stata solo tentata (art. 22 cpv. 1 CP e cons. 12a) da

cui l’applicabilità dell’art. 48a CP (cons. 24) e, per finire, del fatto che

l’odierna pena comporti un suo relativamente lungo periodo di incarcerazione e

distacco dal figlio, la cui imminente nascita (cons. 2) non gli aveva comunque

impedito, nei mesi di gennaio e febbraio del 2013, di commettere i gravi reati

di cui ai pti. da 1 a 4 dell’AA (doc. TPC 1), dimostrando così di non avere, se

mai l’ha avuto, il benché minimo senso di responsabilità come uomo e come

futuro novello padre. Ciò posto e tutto ben ponderato, richiamato il concorso

di reati (art. 49 cpv. 1 e cons. 25), la Corte ha condannato IM 1 alla pena

detentiva (art. 40 CP e cons. 19) da espiare di 2 anni e 8 mesi a valere, in

relazione al DA del 12.10.2012 del MP del Canton Ticino (AI 9, doc. TPC 16 e

cons. 2), quale pena unica ai sensi dell’art. 46 cpv. 1 seconda frase CP (cons.

23), con computo del carcere preventivo sofferto (art. 51 CP, cons. 27 e VD

all. 2 pag. 2 pto. 2.1). Parallelamente e sulla scorta della sua condanna al

reato di contravvenzione alla LStup (cons. 4f, 5, 15 e 17 nonché VD all. 2 pag. 2 pto. 1.6), l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) è stato parimenti condannato al

pagamento di una multa (art. 106 cpv. 1 CP, cons. 28 e sentenza non pubblicata

del TF 6B.867/2010 del 19.7.2011) di fr. 300.- con l’avvertenza che in caso di

mancato pagamento per colpa sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 e

cons. 19) di 3 giorni (art. 106 cpv. 2 CP, cons. 28 e VD all. 2 pag. 2 pto. 2.2).

VIII) Le pretese di diritto

civile

30.

Giusta l’art. 122 cpv.

1.

CPP il danneggiato (art. 115 cpv. 1 CPP) può, in veste di AP (art. 118 segg.

CPP), far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto

civile desunte dal reato (SCHMID, op. cit., art. 122 n. 1 segg., DOLGE,

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn

Verlag, Basilea 2011, art. 122 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, Commentaire

Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011,

art. 122 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura

penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 122 n. 1 segg.)

ricordato che è AP (art. 118 segg. CPP) il danneggiato (art. 115 cpv. 1 CPP)

che dichiara espressamente a un’autorità di perseguimento penale, per scritto o

oralmente a verbale, ma al più tardi alla conclusione della procedura

preliminare, di voler partecipare al procedimento penale con un’azione penale,

con la quale può chiedere il perseguimento e la condanna del responsabile del

reato, rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con la quale può far

valere in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte dal reato (art.

118.

cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP, SCHMID, op. cit., art. 118 n. 1 segg. ed

art. 119 n. 1 segg., MAZZUCCHELLI/POSTIZZI, Basler Kommentar, Schweizerische

Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2011, art. 118 n. 1

segg. ed art. 119 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 118 n. 1

segg. ed art. 119 n. 1 segg. nonché GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art.

118.

n. 1 segg. ed art. 119 n. 1 segg.), fermo restando come, in quest’ultimo

caso, la pretesa fatta valere deve per quanto possibile essere quantificata

nella dichiarazione scritta o verbale di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e

succintamente motivata per scritto, ma al più tardi in sede d’arringa (346 cpv.

1.

lett. b CPP), indicando i mezzi di prova invocati (art. 123 cpv. 1 e 2 CPP, SCHMID,

op. cit., art. 123 n. 1 segg., DOLGE, op. cit., art. 123 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ,

op. cit., art. 123 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 123

n. 1 segg.). Il giudice pronuncia sull’azione civile promossa in via adesiva

(art. 122 segg. CPP) se, in particolare, dichiara colpevole l’imputato (art.

111.

cpv. 1 e 126 cpv. 1 lett. a CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 1

segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 12 segg., JEANDIN/MATZ, op.

cit., art. 126 n. 5 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126 n. 4

segg.) anche se può rinviare il richiedente al foro civile se l’AP (art. 118

segg. CPP) non ha sufficientemente quantificato o motivato la sua azione (art.

126.

cpv. 2 lett. b CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 10 segg., DOLGE,

op. cit., art. 126 n. 36 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 126 n. 21 e

GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126 n. 16) ricordato che qualora il

giudizio completo sulle pretese civili comportasse un onere sproporzionato può

limitarsi a pronunciare sulle stesse una decisione di principio, rinviando per

il resto al foro civile anche se, per quanto possibile, le pretese di esigua

entità dovrebbero essere giudicate interamente in sede penale (art. 126 cpv. 3

CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 15 segg., DOLGE, op. cit., art.

126.

n. 44 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 126 n. 24 segg. e GALLIANI/MARCELLINI,

op. cit., art. 126 n. 19 segg.).

31.

Con istanza 7.5.2013 ACPR

3.

ha richiesto il risarcimento dell’importo di fr. 9'787.90 pari alla somma

liquidata alla sua assicurata ACPR 2 e meglio fr. 1'480.- per gli effetti

personali dichiarati per rubati (pto. 2 dell’AA e doc. TPC 1) e fr. 8'307.90

per la riparazione del veicolo (pto. 3 dell’AA, AI 67 e 71, doc. TPC 1 e 2, VD all. 1 pag. 4 VII R e art. 121 cpv. 2 CPP). Richiamati

i cons. 4b e 5, la condanna di IM 1 per i pti. 2 e 3 dell’AA (doc. TPC

1, art. 126 cpv. 1 lett, a CPP, VD all. 2 pag. 1 pti. 1.2 e 1.3 nonché cons.

11) e la documentata liquidità della pretesa (AI 71, doc. TPC 2, art. 126 cpv.

2.

lett. b CPP e cons. 4b), l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) è stato condannato

a versare ACPR 3 la somma di fr. 9'787.90 a titolo di risarcimento danni (AI 71, doc. TPC 2 nonché VD all. 2 pag. 2 pti 3 e 3.2).

32.

Con istanze 28.5.2013 (doc.

TPC 19), 3.9.2013 (doc. TPC 22) e 4.9.2013 (VD pag. 3 e all. 1 pag. 4 nonché

doc. DIB. 2) l’avv. RAAP 1 (di seguito solo RAAP 1), patrocinatore d’ufficio

(art. 136 segg. CPP) di ACPR 1 dal 29.3.2013 (AI 57), ha chiesto che IM 1

venisse condannato al versamento di fr. 3'758.90 a titolo di risarcimento danni, di fr. 4'000.- per torto morale oltre che delle relative

spese legali in forza alle sue note del 28.5.2013 (doc. TPC 19 e 22 nonché doc.

DIB. 2) e del 3.9.2013 (doc. TPC 22 e doc. DIB. 2). La Corte, tenuto conto

delle risultanze istruttorie e dell’esito dibattimentale ha deciso quanto

segue:

a) risarcimento del danno

materiale

la Corte ha ricondotto il riconosciuto danno materiale a soli fr.

3'400.- (VD all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.1) rispetto ai richiesti fr 3'758.90 (doc.

DIB. 2 e cons. 4a) nella misura in cui, da una parte, è solo la prima di queste

due cifre che è stata ritenuta nel pto. 1 dell’AA (doc. TPC 1) rispettivamente

perché la somma esposta in istanza (doc. DIB. 2) non tiene conto

dell’intervenuta restituzione a ACPR 1 del telefono cellulare Huawei di colore

nero del valore di fr. 120.- (doc. DIB. 2, VD all. 2 pag. 3 pto. 7 e cons. 4a).

Per la differenza di fr. 358.90 (fr. 3'758.90 ./. fr. 3'400.-) questo AP (art.

118.

segg. CPP e cons. 30) è rinviato al competente foro civile (VD all. 2 pag.

2.

e 3 pto. 3§).

b) torto morale

1) la riparazione del torto

morale presuppone, da un lato, una lesione dei diritti della personalità quali,

a titolo di esempio non esaustivo, la vita, l’integrità fisica e psichica o

anche l’onore (BREHM, Berner Kommentar, Obligationenrecht, Allgemeine

Bestimmungen, Stämpfli Verlag AG, Berna 2006, art. 47 Codice delle obbligazioni

svizzero, di seguito solo CO, no 12 segg., BREHM, La réparation du

dommage corporel en responsabilité civile, Staempfli Editions SA, Berna 2002,

pag. 314 segg. e DTF 108 II 422) e, d’altro lato, una sofferenza fisica

e psichica della persona lesa - la riparazione del danno copre non soltanto le

sofferenze fisiche ma anche, e soprattutto, le sofferenze morali (DTF

115.

II 156 e 102 II 22) - che vada al di là di quanto una persona possa

normalmente sopportare, ritenuto che la condanna al pagamento di un’indennità

si giustifica soltanto nei casi di una certa gravità (BREHM, Berner

Kommentar, op. cit., art. 47 CO n. 27 segg. nonché DTF 110 II 61, 102 II

211.

e 89 II 396) e che nella determinazione dell’indennità il giudice gode di

un’ampia libertà di apprezzamento delle circostanze concrete, in particolare

del genere e gravità del pregiudizio subito, dell’intensità e della durata

delle conseguenze sulla personalità della vittima (art. 116 segg. CPP) e,

infine, del grado di colpa dell’autore (DTF 118 II 410, 116 II 733 e

295, 115 II 156 e 30 nonché SJ 1993 pag. 195). Si dovrà tener conto pure

delle conseguenze soggettive della lesione subita e in particolar modo

dell’intensità delle sofferenze e del dolore patito (DTF 108 II 422).

Così come precisato dalla giurisprudenza l’indennità assegnata a titolo di

torto morale non può essere fissata secondo meri criteri matematici, ma

soltanto stimata, tenendo conto dei criteri sopraelencati, applicando le regole

del diritto e dell’equità (BREHM, La réparation du dommage corporel en

responsabilité civile, op. cit., pag. 319 segg nonché DTF 121 II 375 e

117.

II 50). L’indennità per torto morale, essendo destinata a riparare un danno

che, per sua stessa natura, non può che difficilmente essere ridotto a un importo

di denaro, non può eccedere certi limiti. Ciò nonostante l’indennità deve

risultare equa e quindi deve essere proporzionata alla gravità del pregiudizio,

ritenuta che essa non deve apparire derisoria per la vittima (art. 116 segg.

CPP);

2) il richiesto risarcimento di

fr. 4'000.- (doc. DIB. 2), tenuto conto della vigente giurisprudenza in materia

(HÜTTE/DUCKSCH, Die Genugtuung, Schulthess Juristische Medien AG,

Zurigo/Basilea/Ginevra 2005) è stato riconosciuto solo in misura di fr. 3'000.-

(VD pag. 3 e all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.1), somma ritenuta come più che adeguata

e sufficiente per coprire le sofferenze fisiche e psichiche subite da ACPR 1 a seguito dei fatti di cui al pto. 1 dell’AA (doc. TPC 1). Per la differenza di fr. 1'000.- (fr.

4'000.- ./. fr. 3'000.-) questo AP (art. 118 segg. CPP e cons. 30) è rinviato

al competente foro civile (VD all. 2 pag. 2 e 3 pto. 3§).

c) risarcimento delle spese

legali

1) in merito alla determinazione

della retribuzione del patrocinatore d’ufficio di un AP (art. 118 segg. CPP e

cons. 30) l’art. 138 cpv. 1 prima frase CPP rinvia all’art. 135 cpv. 1 CPP

secondo cui la stessa soggiace alla tariffa d’avvocatura del Cantone in cui si

svolge il procedimento, nel caso concreto il Regolamento cantonale sulla

tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la

fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL 3.1.1.7.1). Conformemente

all’art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1 l’onorario dell’avvocato che opera in regime di

assistenza giudiziaria è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della

tariffa di fr. 180.-/h, rammentato altresì che in forza alla pluriannuale

giurisprudenza dell’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale

autorità di tassazione delle note professionali prima dell’1.1.2011 la

retribuzione del patrocinatore d’ufficio deve essere fissata tenendo in

considerazione l’importanza della pratica, l’impegno difensivo, le difficoltà

giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I 2), non

essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato, bensì il

dispendio medio di un patrocinatore diligente secondo la comune esperienza

nella trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre, non vengono

rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare

eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve

assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. In merito

alle spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che al patrocinatore d’ufficio

possono essere riconosciute le spese vive effettivamente sopportate o, in

alternativa, un importo forfetario in % dell’onorario quale rimborso delle

spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopiatura e di

apertura e archiviazione dell’incarto oltre alle altre spese sostenute nell’interesse

del cliente, tra le quali si ricordano quelle di trasferta.

2) Ritenuto come in merito alla

prima fattura del 28.5.2013 (doc. TPC 19 e 22 nonché doc. DIB. 2) dell’avv. RAAP

1.

per complessivi fr. 2'093.80 pari a fr. 1'782.- quale onorario, fr. 156.70

per le spese e fr. 155.10 a titolo di imposta sul valore aggiunto (di seguito

solo IVA), la Corte non ha proceduto ad alcuna decurtazione, per quella del

3.9.2013

(doc. TPC 22 e doc. DIB. 2) sono state effettuate le seguenti

riduzioni/aggiunte:

2.

) quo alle prestazioni

16.7

/3.9.2013 non è stata riconosciuta la posta 22.7.2013 “colloquio”

per 10 minuti (di seguito solo min), mentre che la durata delle prestazioni

21.8.2013

e 3.9.2013 “lettera a TPC” è stata ridotta, ognuna, di 5 min,

da cui un complessivo dispendio orario riconosciuto di 80 min;

2.

) per la preparazione al

dibattimento (doc. DIB. 2) sono stati riconosciuti 60 min invece delle indicate

4.

h;

2.

) per la durata del

dibattimento (h 9.30/12.25 e h 16.00/16.35 pari a 3 h e 30 min, quindi 210 min,

VD pag. 1, 3 e 4, con l’ulteriore computo di altri 30 min per una prima

discussione della sentenza con il cliente) sono stati aggiunti 240 min;

2.

) per l’onorario della

trasferta __________ /__________ e ritorno per la giornata dibattimentale del

5.9.2013

sono stati aggiunti 90 min;

da cui un dispendio orario complessivo di 470 min (80 min + 60 min

+ 240 min + 90 min) alla tariffa di fr. 180.-/h, con quindi un onorario totale

di fr. 1'410.- (470 min x fr. 3.-/min) a cui vanno sommati fr. 84.70 (fr. 64.-

per la trasferta + fr. 20.70 per corrispondenza e telefono) e fr. 119,60 (8% di

fr. 1'494.70) per l’ IVA, con quindi un totale complessivo di fr. 1'614.30;

3) ne consegue l’approvazione

delle note professionali dell’avv. RAAP 1 del 28.5.2013 (doc. TPC 19 e 22

nonché doc. DIB. 2) e del 3.9.2013 (doc. TPC 22 e doc. DIB. 2) per la somma

omnia comprensiva, a titolo di onorario, spese ed IVA, di fr. 3’708,10 (fr.

2'093.80 + fr. 1'614,30), ricordato che il dispositivo relativo alla

retribuzione di questo patrono non è stato impugnato (VD all. 2 pag. 3 e 4 pti.

10.

e 10.1);

d) le pretese di risarcimento danni,

torto morale e spese legali di ACPR 1VD pag. 3) sono state riconosciute per la

somma complessiva di fr. 10'108.10 (fr. 3'400.- + fr. 3'000.- + fr. 3'708.10),

con conseguente condanna di IM 1 al relativo pagamento (VD all. 2 pag. 2 pto.

3.

), ritenuto che per il riconoscimento delle sue altre pretese questo AP

(art. 118 segg. CPP e cons. 30) è stato rinviato al competente foro civile

(art. 126 cpv. 2 lett. b CPP e VD all. 2 pag. 2 e 3 pto 3§);

e) ricordato che l’avv. RAAP 1

con decreto 2.4.2012 (AI 57) è stato nominato patrocinatrice d’ufficio di ACPR

1.

con gratuito patrocinio (art. 136 segg. CPP), richiamati per la sua

retribuzione gli art. 135 e 138 CPP, il sopra riconosciuto importo di fr.

3'708.10 per spese legali viene posto a carico dello Stato (VD all. 2 pag. 3 e

4.

pti. 10 e 10.1), riservato l’art. 138 cpv. 2 CPP secondo cui se l’imputato (art.

111.

cpv. 1 CPP) è condannato a versare un’indennità processuale all’AP (art.

118.

segg. CPP e cons. 30), l’indennità è devoluta al Cantone fino a concorrenza

delle spese per il gratuito patrocinio (VD all. 2 pag. 3 e 4 pti. 10 e 10.1).

IX) Retribuzione del difensore

d’ufficio

33.

Giusta l’art. 135 cpv.

2.

CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del

difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento, fermo restando

come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non appena le sue condizioni economiche

glielo permettano, l’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) condannato a pagare le

spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la retribuzione al

Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare al difensore la

differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale (art. 135 cpv.

4.

lett. b CPP). Quo alla determinazione della retribuzione del difensore

d’ufficio (art. 132 segg. CPP) si richiamano, per l’onorario, le considerazioni

già espresse nel cons. 32c1) mentre che per il rimborso delle sue spese l’avv. DUF

1.

ha richiesto l’applicazione della percentuale forfetaria di legge, in

concreto il 5% su un onorario compreso tra fr. 10'000.- e fr. 20'000.-, ma

almeno fr. 600.- (art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1).

34.

Per le sue prestazioni

professionali l’avv. DUF 1, patrocinatore d’ufficio di IM 1 dal 17.1.2013 (AI 6),

ha prodotto una fattura datata 22.8.2013 per il periodo 17.1.2013/22.8.2013 (doc.

TPC 18) con un dispendio orario di 60 h e 27 min ed un saldo di fr. 12'234.90

(fr. 435.70 per le spese + fr. 10'892.90 per l’onorario e fr. 906.30 per

l’IVA), con la precisazione che vi sarebbero stati ancora da fatturare le “spese

di viaggio per processo”, il “posteggio 5 settembre” ed il “tempo

processo 5 settembre” (doc. TPC 18 e VD pag. 2). Ciò posto la Corte ha

proceduto alle seguenti riduzioni/aggiunte:

a) fattura 22.8.2013

1) tutte le prestazioni

relative alla nascita del figlio dell’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP), in quanto

di carattere sociale (cons. 32c1 e 33), segnatamente quelle del 12.3.2013 “Tel.

da cl., in re nascita figlio”, __________ “Tel. da C. __________, nato

figlio __________”, __________ “Tel. da cl. in re riconoscimento di

paternità”, 12.7.2013 “Tel. da R. __________ (penitenziario)”,

17.7.2013

“Incontro C. __________, pratiche per riconosc. paternità”,

2.8.2013

“Ricevuta lettera da Uff. stato civile per riconoscimento”, “Email

da R. __________ (assistente sociale)” e “Lettera a C. __________,

risposta uff. stato civile”, 8.8.2013 “Email da R. __________

(assistente sociale)” e 22.8.2013 “Tel. a R. __________ (assistente

sociale)”, per un totale di 105 min, non sono state riconosciute;

2) nel periodo

21.1

/2.5.2013 vi sono state 13 “Tel. da cl.” ritenute eccessive sia

nel numero che per, alcune di esse, nella durata, che sono state riportate a 2

telefonate al mese da 5 min l’una, pari ad un totale complessivo di 35 min,

quindi ./. 95 min;

3) la posta 17.1.2013 “Tel.

da Polizia, convocazioni (Isp. __________)” è stata riportata a 5 min,

quindi ./. 5 min;

4) la posta 17.1.2013 “Istruzione

con Isp. __________” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 15 min;

5) la posta 18.1.2013 “Tempo

di viaggio __________ -__________ MP-__________” è stata riportata a 100

min, quindi ./. 10 min;

6) la posta 18.1.2013 “Tel.

a compagna C. __________” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

7) la posta 18.1.2013 “Richiesta

permesso telefonico C. __________” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5

min;

8) la posta 18.1.2013 “Richiesta

permesso telefonico mamma” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

9) la posta 18.1.2013 “Ricevuta

istanza carcerazione PP PP 1” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 10 min;

10) la posta 23.1.2013 “Tel.

da Isp. __________, interrogatorio C. __________” è stata riportata a 5

min, quindi ./. 5 min;

11) la posta 28.1.2013 “Incontro

C. __________, consegna vestiti e Fr. 50.00 per cl.” è stata riportata a 5

min, quindi ./. 10 min;

12) la posta 11.2.2013 “Tempo

di viaggio Loc-Farera-Loc” è stata riportata a 90 min, quindi ./. 20 min;

13) la posta 13.2.2013 “Tel.

da Isp. __________, info interrogatorio correi” è stata riportata a 5 min,

quindi ./. 10 min;

14) la posta 14.2.2013 “Div.

Email da e Isp. __________ citazione” è stata riportata a 5 min, quindi ./.

5.

min;

15) la posta 22.2.2013 “Email

da e a Isp. __________, interrogatori testimoni” è stata riportata a 5 min,

quindi ./. 5 min;

16) la posta 4.3.2013 “Interr.

__________, presso Polizia __________, tassista 2” è stata riportata a 16 min,

quindi ./. 3 min;

17) la posta 6.3.2013 “Tempo

di viaggio __________ -Farera-__________” è stata riportata a 90 min,

quindi ./. 20 min;

18) la posta 7.3.2013 “Email

da e a Isp. __________, nuove citazioni” è stata riportata a 5 min, quindi

./. 5 min;

19) la posta 13.3.2013 “Ricevuta

dec. Giudice dei provv. coercitivi e studio” è stata riportata a 10 min,

quindi ./. 20 min;

20) la posta 21.3.2013 “Ricevuta

decisione Giudice __________ e studio” è stata riportata a 10 min, quindi

./. 10 min;

21) la posta 26.3.2013 “Ricevuta

nuova citazione da Isp. __________ e risposta” è stata riportata a 5 min,

quindi ./. 5 min;

22) la posta 28.3.2013 “Tel da

Isp. __________, citazione nuovi interrogatori” è stata riportata a 5 min,

quindi ./. 5 min;

23) la posta 9.4.2013 “Tel. da

C. __________ in re permesso di visita per lei e il figlio __________” è

stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

24) la posta 18.4.2013 “Tempo

di viaggio __________ -__________ -__________” è stata riportata a 100 min,

quindi ./. 10 min;

25) la posta 25.4.2013 “Tel.

da MP, appuntamento verbale finale” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5

min;

26) la posta 6.5.2013 “Lettera

a PP, richiesta anticipo pena” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 10

min;

27) la posta 6.5.2013 “Tempo

di viaggio __________” è stata riportata a 100 min, quindi ./. 10 min;

28) la posta 13.5.2013 “Ricevuto

accertamento tecnico e studio” è stata riportata a 15 min, quindi ./. 15

min;

29) la posta 23.5.2013 “Ricevuta

chiusura dell’istruzione” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

30) la posta 3.6.2013 “Ricevuto

atto d’accusa e studio” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 10 min;

31) la posta 19.6.2013 “Tel.

da Tribunale penale, data processo” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5

min;

32) la posta 15.7.2013 “Ricevuta

citazione” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

33) la posta 2.8.2013 “Ricevute

dichiarazioni giudici a latere” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5

min;

34) la posta 16.8.2013 “Tel. a

MP, verifiche in re decisione di allontanamento, espiazione pena” è stata

riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

35) la posta 19.8.2013 “Ricevuta

comunicazione da Tribunale” è stata riportata a 5 min, quindi ./. 5 min;

36) la posta 20.8.2013 “Tempo

di viaggio __________” è stata riportata a 90 min, quindi ./. 20 min;

37) la posta 20.8.2013 “Colloquio

con cliente, preparazione processo” è stata riportata a 60 min, quindi ./.

15.

min;

38) essendo l’imputato (art. 111

cpv. 1 CPP) illegalmente soggiornante in __________ (nuovo pto. 7 dell’AA, doc.

TPC 1 nonché cons. 4g, 5, 16 e 17) non è stata riconosciuta l’IVA in

applicazione, perlomeno analogica, dell’art. 8 cpv. 1 della LF concernente

l’imposta sul valore aggiunto;

per cui, dai complessivi 3'627 min si hanno 3'119 min pari a 51 h

e 59 min, con quindi un onorario parziale di fr. 9'357.- (3'119 min x fr.

3.

-/min), mentre che per le spese di cancelleria e similari ex art. 6 cpv. 1 RL

3.1.1.7.1

si rinvia al cons. 32c1);

b) spese di viaggio,

posteggio e tempo processo 5.9.2013

1) le spese di viaggio __________

e ritorno nonché quelle di posteggio per l’unico giorno dibattimentale sono

state fissate in fr. 115.- (fr. 90.- + fr. 25.-);

2) per la durata del

dibattimento ed una prima discussione con il cliente vale quanto indicato nel

cons. 32c2.3), quindi 240 min, pari a fr. 720.- (240 min x fr. 3.-/min);

c) ciò posto ne consegue che

per le sue prestazioni professionali la Corte ha riconosciuto all’avv. DUF 1

l’importo omnia comprensivo di fr. 10'792.- (fr. 600.- per le spese di

cancelleria e similari ex art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1+ fr. 115.- per le spese

vive ex art. 6 cpv. 2 RL 3.1.1.7.1 + fr. 10’077.- per l’onorario, VD all. 2

pag. 3 pti. 9 e 9.1), ricordato che il dispositivo relativo alla retribuzione del

difensore d’ufficio (art. 132 CPP) non è stato impugnato (VD all. 2 pag. 3 pti.

9.

e 9.1).

X) Confische, dissequestri e

sequestro conservativo

35.

Giusta l’art. 69 cpv.

1.

CP il giudice ordina la confisca degli oggetti che sono serviti o erano

destinati alla commissione di un reato o che ne costituiscono il prodotto nella

misura in cui gli stessi compromettono la sicurezza delle persone, la morale o

l’ordine pubblico (BAUMANN, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 69 n. 5 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., art. 69 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op cit., art. 69 n.

1.

segg., HIRSIG-VOUILLOZ, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 69 n. 19 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET,

op. cit., art. 69 n. 2 segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art. 69 n.

1.1

segg., DTF 116 IV 117 e sentenza non pubblicata

del TF 1P.31/2000 del 14.2.2000).

Il pericolo creato o costituito dall’instrumenta sceleris può

riferirsi all’oggetto in quanto tale o all’utilizzo che il suo detentore può

ancora farne. In quest’ultima ipotesi, è sufficiente che il pericolo di un suo

successivo utilizzo delittuoso appaia verosimile e che, in applicazione del

principio della proporzionalità cui ogni confisca deve attenersi (TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., art. 69 n. 7), questo pericolo non può essere sviato se non con la

confisca dell’oggetto (DTF 124 IV 121, 117 IV 345 e 116 IV 117). E’ in

particolare il caso quando l’oggetto è stato acquistato proprio per commettere

una o più infrazioni (DTF 114 IV 98), quando esso è stato ripetutamente

usato a fini delittuosi (DTF 81 IV 217) o ancora quando di esso può

venire fatto solo un uso pericoloso (DTF 116 IV 117).

36.

Giusta l’art. 263 cpv.

1.

lett. a) CPP all’imputato (art. 111 cpv. 1 CPP) e a terzi possono essere

sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente

utilizzati come mezzi di prova (SCHMID, op. cit., art. 263 n. 1, BOMMER/GOLDSCHMID,

Basler Kommentar Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn

Verlag, Basilea 2011, art. 263 n. 9 segg., LEMBO/JULEN BERTHOD,

Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011, art. 263 n. 5 segg. e MELI, Codice svizzero di procedura

penale Commentario, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 263 n. 1 segg.).

37.

Giusta l’art. 267 cpv.

1.

CPP se il motivo del sequestro viene meno, il pubblico ministero o il giudice

dispone il dissequestro e restituisce gli oggetti o i valori patrimoniali agli

aventi diritto (SCHMID, op. cit., art. 267 n. 1 segg., BOMMER/GOLDSCHMID,

op. cit., art. 267 n. 3 segg., LEMBO/JULEN BERTHOD, op. cit., art. 267

n. 1 segg. e MELI, op. cit., art. 267 n. 4 segg.).

38.

Tenuto conto delle

risultanze d’istruttoria (AI 4 e 65 all. 44) e delle dichiarazioni delle parti

in sede processuale (VD all. 1 pag. 4 IV/V/VI R), la Corte ha ordinato:

a) la confisca (art. 69 cpv. 1

CP, 263 cpv. 1 lett. d e 351 cpv. 1 CPP) di 1 bicchiere in vetro trasparente e

di 1 coltello da cucina Ikea (VD all. 2 pag. 3 pti. da 4.1 a 4.2);

b) il sequestro conservativo in

quanto mezzi di prova (art. 263 cpv. 1 lett. a e 351 cpv. 1 CPP) di 1 bicchiere

in vetro trasparente con disegni blu, di 1 pezzo di carta da cucina, di 1 busta

del Canton Ticino contenente una lista plastificata per materiale del corpo di Polizia

e di 1 Micro SD n. MM4GR512UBCA-MA (VD all. 2 pag. 3 pti. da 5.1 a 5.4);

c) il dissequestro e la

restituzione all’imputato (art. 111 cpv. 1, 267 cpv. 1 e 351 cpv. 1 CPP) di 1

telefono cellulare Nokia di colore nero previa cancellazione della memoria, di 2

carte SIM Lyca Mobile previa cancellazione della memoria, di 1 giacchetto in

cotone di colore blu grigio e di 1 berretta in cotone di colore verde oliva (VD

all. 2 pag. 3 pti. da 6.1 a 6.4);

d) il dissequestro e la

restituzione a ACPR 1 (267 cpv. 1 e 351 cpv. 1 CPP) di 1 telefono cellulare

Huawei di colore nero (VD all. 2 pag. 3 pto. 7).

XI) Tassa di giustizia e

spese procedurali

39.

Vista la condanna dell’imputato

(art. 111 cpv. 1 CPP) la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese

procedurali (art. 422 segg. CPP) sono poste interamente a suo carico (art. 426

cpv. 1 CPP e VD all. 2 pag. 3 pto. 8).

Visti gli art. 12, 22 cpv. 1, 24,

40, 46, 47, 49, 51, 69, 106, 139 n. 1, 140 n. 1, 144 cpv. 1 e 307 cpv. 1 CP;

19.

cpv. 1 lett. c) e 19a n. 1

LStup;

115.

cpv. 1 lett. b) LStr;

80.

segg., 84 segg., 135, 138,

236, 263 segg., 335 segg., 422 segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

1.

IM 1 è autore colpevole di:

1.1

rapina

commessa a __________, il 9.1.2013, a danno di ACPR 1 con una

refurtiva di fr. 3'400.-;

1.2

furto

commesso a __________, il 6.1.2013, a danno di ACPR 2 con una

refurtiva dichiarata di fr. 1'480.-;

1.3

danneggiamento

in relazione al furto di cui al punto 1.2 con un danno dichiarato

di fr. 8'307,90;

1.4

istigazione alla falsa

testimonianza consumata e tentata

per avere, a __________, nel corso del mese di febbraio del 2013:

1.4.1

indotto __________ quale

testimone in un verbale di Polizia a dichiarare, contrariamente al vero, di

essere stato molestato sessualmente da ACPR 1;

1.4.2

tentato di indurre __________

a dichiarare come testimone, contrariamente al vero, di essere stato molestato

sessualmente da ACPR 1;

1.5

infrazione alla LF sugli

stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ e altre

località, nel periodo novembre 2012/17.1.2013, procurato in altro modo a terzi 14 grammi di marijuana;

1.6

contravvenzione alla LF

sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a Locarno e altre località,

nel periodo novembre 2012/29.8.2013, consumato un imprecisato quantitativo di

marijuana;

1.7

infrazione alla LF sugli

stranieri

soggiornando illegalmente a __________, __________ e altre

località, nel periodo 1.11.2012/17.1.2013;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

Di conseguenza, IM 1 è

condannato:

2.1

richiamato il decreto

d’accusa del 12.10.2012 del Ministero Pubblico del Canton Ticino, alla pena

detentiva di 2 (due) anni e 8 (otto) mesi a valere quale pena unica ai sensi

dell’art. 46 cpv. 1 seconda frase CP, da dedursi il carcere preventivo

sofferto;

2.2

al pagamento di una multa di fr.

300.

- (trecento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa,

sarà sostituita con una pena detentiva di 3 (tre) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

3.

Sami IM 1 è inoltre

condannato a versare agli AP:

3.1

ACPR 1 fr. 10'108.10 di cui

fr. 3’400.- a titolo di risarcimento danni, fr. 3’000.- quale riparazione del

torto morale e fr. 3'708.10 a titolo di spese legali;

3.2

ACPR 3 fr. 9'787.90 a titolo di risarcimento danni.

§ Per ogni altra sua pretesa

nei confronti di IM 1 l’AP ACPR 1 è rinviato al foro civile.

4.

E’ ordinata la confisca di:

4.1

1 bicchiere in vetro

trasparente;

4.2

1 coltello da cucina Ikea.

5.

E’ mantenuto il sequestro

conservativo di:

5.1

1 bicchiere in vetro

trasparente con disegni blu;

5.2

1 pezzo di carta da cucina;

5.3

1 busta del Canton Ticino

contenente una lista plastificata per materiale del corpo di Polizia;

5.4

1 Micro SD n. MM4GR512UBCA-MA.

6.

E’ ordinato il dissequestro

e la restituzione a IM 1 di:

6.1

1 telefono cellulare Nokia di

colore nero previa cancellazione della memoria;

6.2

2 carte SIM Lyca Mobile

previa cancellazione della memoria;

6.3

1 giacchetto in cotone di

colore blu grigio;

6.4

1 berretta in cotone di

colore verde oliva.

7.

E’ ordinato il dissequestro

e la restituzione a ACPR 1 di 1 telefono cellulare Huawei di colore nero.

8.

La tassa di giustizia di

fr. 1’000.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1.

9.

Le spese di difesa di IM 1

sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP.

9.1

La nota professionale del

22.8.2013

dell’avv. DUF 1 è approvata per fr. 10'792.-, comprensiva di onorario

e spese.

10.

Le spese di patrocinio

dell’AP ACPR 1 sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 138 cpv. 2

CPP.

10.1

Le note professionali del

28.5.2013

e del 3.9.2013 dell’avv. RAAP 1 sono approvate per fr. 3'708.10

comprensive di onorario, spese ed IVA.

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 7'821.20

Multa fr. 300.--

Spese diverse fr. 30.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 188.30

fr. 9'339.50

===========