Lexipedia

Decisione

72.2014.18

Estorsione (tentata e consumata), lesioni semplici (ripetute), furto, ingiuria, infrazione alla LF sugli stupefacenti, contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

14 aprile 2014Italiano54 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti oggettivi e soggettivi di legge la Corte, in forza alle

risultanze di causa e alle stesse ammissioni dell’imputato, non ha avuto dubbio

alcuno per riconoscere IM 1 autore colpevole dei reati di ripetuta estorsione

consumata e tentata (art. 156 n. 3 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP, WEISSENBERGER,

Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 156 n.

4 segg. e 30 segg., JENNY, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 22 n. 1 segg., TRECHSEL/CRAMERI, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG,

Zurigo/San Gallo 2008, art. 156 n. 1 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2008,

art. 22 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Handkommentar, Stämpfli AG, Berna 2007, art. 22 n. 1 segg. e

art. 156 n. 5 e 7, CORBOZ, Les

infractions en droit suisse, Volume I, Stämpfli SA, Berna 2010,

art. 156 n. 22 segg. e 30, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,

Code pénal, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2012, art. 22 n. 4 segg. e art. 156 n.

17 segg. e 23 segg., HURTADO POZO, Commentaire Romand, Code pénal I,

Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 22 n. 7 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN,

Code Pénal Annoté, Editions Bis & Ter Snc, Losanna 2011, art.

22 n. 1.2 segg.) a danno di Di Dio (cons. 4a e 5a, VD all. 2 pag. 1 pti. 1, 1.1

e 1.1.1) e di Murania (cons. 4b e 5b, VD all. 2 pag. 1 pti. 1, 1.1 e 1.1.2), di

ripetute lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP, ROTH/BERKEMEIER, Basler

Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 123 n. 3

segg. e 36 segg., TRECHSEL/FINGERHUTH,

Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San

Gallo 2008, art. 123 n. 2 e 11, STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 123 n. 1 segg. e 5, CORBOZ, op. cit., art. 123 n. 2 segg. e 17, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,

op. cit., art. 123 n. 4 segg. e 12 nonché FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op.

cit., art. 123 n. 1.1 segg.) a danno di ACPR 1 (cons. 4c, 5c e 5d, VD all. 2

pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1) e di ACPR 2 (cons. 4d e 5e, VD all. 2 pag. 1 e 2

pti. 1, 1.2 e 1.2.2), di ingiuria (art. 177 cpv. 1 CP, RIKLIN, Basler

Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 177 n. 2

segg. e 9, TRECHSEL/LIEBER, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2008,

art. 177 n. 1 segg. e 6, STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 177 n. 1 segg. e 4, CORBOZ, op. cit., art. 177 n. 2 segg. e 24 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,

op. cit., art. 177 n. 1 segg. e 19 segg. nonché FAVRE/PELLET/STOUDMANN,

op. cit., art. 177 n. 1.1 segg.) a danno di ACPR 2 (cons. 4d e 5e, VD all. 2

pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.4) nonché di infrazione (art. 19 cpv. 1 lett. d LStup,

cons. 4f e VD all. 2 pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.5) e di contravvenzione alla LStup

(art. 19a n. 1 LStup, cons. 4g e VD all. 2 pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.6).

9. In merito al reato

di cui al pto. 3 dell’AA la Corte ha comparato le dichiarazioni rese in

istruttoria dai vari protagonisti (cons. 4e e 5f) e ha concluso, malgrado la differente opinione difensiva (VD pag. 3), per il riconoscimento del

reato di furto (art. 139 n. 1 CP) a danno del minorenne ACPR 3, da cui la

relativa condanna di IM 1 anche per questa imputazione (VD all. 2 pag. 1 e 2

pti. 1 e 1.3), essendone pacificamente adempiuti i presupposti oggettivi (NIGGLI/RIEDO,

Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 139 n.

9 segg., TRECHSEL/CRAMERI, op. cit.,

art. 139 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 139 n. 2 segg., CORBOZ,

op. cit., art. 139 n. 1 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,

op. cit., art. 139 n. 7 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.

139 n. 1.2 segg.) e soggettivi (NIGGLI/RIEDO, op. cit., art. 139 n. 63

segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 139 n. 7, CORBOZ, op. cit., art. 139 n. 8 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,

op. cit., art. 139 n. 13 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.

139 n. 1.9 segg.). Richiamati i principi enunciati ai cons. 6b e 6c la Corte, a

fondamento di questa sua decisione, ricorda che le dichiarazioni rilasciate in

merito dal minorenne ACPR 3 e da ACPR 1 sono sempre state concordi, lineari,

ripetute e disinteressate (cons. 6a), oltre ad essere state confermate in sede

di confronto del 16.1.2014 (cons. 5f), ciò che non era per nulla scontato visto

anche solo il timore che entrambi potevano avere nel vederselo davanti. In

opposizione a ciò si ha invece un imputato che, perlomeno all’inizio

dell’inchiesta, non ha assolutamente avuto un comportamento totalmente

collaborativo e veritiero, che ha volontariamente negato le sue responsabilità

o le ha minimizzate al massimo - fatto che non può che azzerare il senso della

sua dichiarazione di estraneità a questo crimine (art. 10 cpv. 2 CP) avendo

finalmente deciso di prendersi “tutte le sue responsabilità, ma solo per

quanto effettivamente fatto” (VD pag. 4) - senza altresì dimenticare,

previo richiamo delle sue pregresse sentenze di condanna (cons. 2), come gli

agiti di cui al pto. 3 dell’AA si iscrivono in quella che è la sua tipologia di

reati.

10. A differenza dell’accusa

di furto (art. 139 n. 1 CP), le accuse di cui allo scritto 3.4.2014 del PP

(doc. TPC 14) non hanno fatto oggetto di confronto. Con questo la Corte non

vuole sostenere che ACPR 2 abbia detto il falso e che quindi i fatti da lei

raccontati nel suo VI PS 30.10.2013 a pag. 4 (cons. 5h) non possano essere

avvenuti così come da lei indicato, ma l’assenza di un contraddittorio (cons.

5h) e la negazione dell’imputato (cons. 4h) rendono ancora ipotizzabile

l’applicazione, in suo favore, del principio in dubio pro reo (cons. 6b) e

quindi il suo proscioglimento (VD pag. 3) dal reato di tentata (art. 22 cpv. 1

CP) coazione (art. 181 CP) e/o di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP e VD all. 2 pag.

2 pto. 2) a danno di ACPR 2 per i fatti asseritamente avvenuti a __________, il

12.10.2013.

VII) Colpa, prognosi, pena

11. Per quel che concerne

le norme di diritto concretamente applicabili si ricorda che:

a) giusta l’art. 47 cpv. 1 CP

il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita

anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita ricordato come giusta il cpv. 2 di detta norma la

colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a

pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i

moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze

interne ed esterne, rispettivamente secondo la possibilità che l’autore aveva

di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;

b) giusta l’art. 40 CP la

durata della pena detentiva è di regola di almeno 6 mesi, la durata massima è

di 20 anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;

c) giusta l’art. 42 cpv. 1 CP

il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena

detentiva (art. 40 CP) di 6 mesi a 2 anni se una pena senza condizionale non

sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini (art. 10

cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3 CP) ricordato come giusta il cpv. 2 di

questa norma se nei 5 anni prima del reato l’autore è stato condannato a una

pena detentiva (art. 40 CP) di almeno 6 mesi, con o senza condizionale, o a una

pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere, la

sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente

favorevoli;

d) giusta l’art. 48a cpv. 1 CP

se attenua la pena il giudice non è vincolato alla pena minima comminata

ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma il giudice può pronunciare una

pena di genere diverso da quello comminato, ma è vincolato al massimo e al

minimo legali di ciascun genere di pena;

e) giusta l’art. 49 cpv. 1 CP

quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione

di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena

prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ritenuto che non

può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata e che é

in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena, ricordato come

giusta il cpv. 2 di questa norma se deve giudicare un reato che l’autore ha

commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto, il giudice

determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito più

gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in

un unico giudizio;

f) giusta l’art. 50 CP se la

sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze

rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;

g) giusta l’art. 51 CP il

giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del

procedimento in atto o di un altro procedimento ritenuto come un giorno di

carcere corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34

segg. CP) o a 4 h di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP);

h) giusta l’art. 106 cpv. 1 CP

se la legge non dispone altrimenti il massimo della multa è di fr. 10'000.-

ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma in caso di suo mancato

pagamento per colpa dell’autore, il giudice ordina nella sentenza una pena

detentiva (art. 40 CP) sostitutiva da un minimo di 1 giorno a un massimo di 3

mesi e che giusta il relativo cpv. 3 il giudice commisura la multa (art. 106

CP) e la pena detentiva (art. 40 CP) sostitutiva alle condizioni dell’autore in

modo che questi sconti una pena adeguata alla sua colpevolezza.

12. La colpa (art. 47 CP)

di IM 1 è oggettivamente grave poiché solo poche settimane dopo una condanna ad

una pena detentiva (art. 40 CP) di 3 anni e 6 mesi e nell’attesa di un processo

d’appello a cui ha successivamente rinunciato (cons. 2), ha ricominciato a

delinquere commettendo dei crimini (art. 10 cpv. 2 CP) odiosi come quelli di

estorsione (art. 156 n. 3 CP) e di ripetute lesioni semplici (art. 123 n. 1

CP). Un tale agire non può più trovare comprensione né nel suo difficile

passato né nel suo diagnosticato disturbo della personalità (cons. 2) in

quanto, a tutt’oggi, gli sono sempre stati dati tutti i mezzi e le possibilità

per raddrizzare la sua vita che, invece, è solo lui che continua a voler

gettare alle ortiche. E, nella commisurazione di questa nuova pena, poco

importa che le somme estorte a ACPR 1 fossero di poche decine di franchi (pti.

1.2 e 1.3 dell’AA) o che le lesioni fisiche occasionate sia a lui (pti. 2.1 e

2.2 dell’AA) sia a ACPR 2 (pto. 2.3 dell’AA) abbiano potuto guarire in

relativamente poco tempo. E’ infatti la tipologia propria di questi due reati

che rende oltremodo grave l’agire dell’imputato che, grazie all’uso di ripetute

minacce o violenze, ha volontariamente leso l’integrità corporale e/o il

patrimonio delle vittime prescelte, in specie qui, ancor più gravemente vuoi

per la assillante ripetitività delle sue richieste economiche a danno di ACPR 1,

vuoi per la differenza d’età tra la sua, oggi ventisettenne, e quelle delle sue

vittime, che varia da 16 a 23 anni. E’ poi ampiamente data la pericolosità

sociale e la manifesta prognosi negativa dell’imputato (cons. 2 e 11c) che,

ammesso e non concesso che sia ancora possibile, se non riuscirà a trovare in

sé stesso la voglia di realmente cambiare già evidenzia tutti gli aspetti di un

non più recuperabile delinquente abituale. Ricordato che l’estorsione

qualificata di cui all’art. 156 n. 3 CP prevede una pena detentiva (art. 40 CP)

minima di 6 mesi vista la comminatoria di legge di cui all’art. 140 n. 1 CP, la

ripetitività di questo crimine (art. 10 cpv. 2 CP) a danno di due diverse

persone ed il concorso dei reati (art. 49 cpv. 1 CP) con le altre imputazioni

di cui ai pti. da 2 a 6 dell’AA avrebbero di certo giustificato l’erogazione di

una pena più significativa se la Corte non avesse dovuto dare alcun peso

all’estorsione (art. 156 n. 3 CP) di cui al pto. 1.1 dell’AA in quanto, ma solo

per questa imputazione, pena parzialmente aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a

quella del 29.8.2013 (cons. 2), la cui significativa durata ha di certo

influenzato, e non poco, l’odierna decisione di condanna. Da ciò, tutto ben

ponderato, partendo per le accuse riconosciute nell’AA da una pena teorica di 2

anni, la Corte, preso atto, quali unici possibili fattori di riduzione, della

sua parziale (cons. 4a, 4b, 4c. 4d, 4f e 4g) e non totale (cons. 4e)

confessione e della significativa durata della pena comminatagli il 29.8.2013

(cons. 2), ha fissato l’odierna sua condanna in 1 anno e 6 mesi di pena

detentiva (art. 40 CP), evidentemente da espiare non essendo dati i presupposti

di cui all’art. 42 cpv. 1 e 2 CP (cons. 11c), con deduzione del carcere preventivo

sofferto (art. 51 CP e VD all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.1). Inoltre, richiamata la

comminatoria di pena di cui all’art. 19a n. 1 LStup (cons. 7g) e il pto. 6

dell’AA, l’imputato è stato condannato al pagamento di una multa (art. 106 cpv.

1 CP) di fr. 300.- con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa

sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP) di 3 giorni (art. 106 cpv.

2 CP e VD all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.2).

VIII) Le pretese di diritto

civile

13. Giusta l’art. 122 cpv.

1 CPP il danneggiato può, in veste di accusatore privato (di seguito solo AP),

far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto civile

desunte dal reato (SCHMID, op. cit., art. 122 n. 1 segg., DOLGE,

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011, art. 122 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, Commentaire Romand,

Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 122 n.

1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale

Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 122 n. 1 segg.). E’ AP il

danneggiato che dichiara espressamente a un’autorità di perseguimento penale,

per scritto o oralmente a verbale, ma al più tardi alla conclusione della

procedura preliminare, di voler partecipare al procedimento penale con

un’azione penale, con la quale può chiedere il perseguimento e la condanna del

responsabile del reato, rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con

la quale può far valere in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte

dal reato (art. 118 cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP, SCHMID, op. cit., art.

118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., MAZZUCCHELLI/POSTIZZI, Basler

Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea

2011, art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit.,

art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg. nonché GALLIANI/MARCELLINI, op.

cit., art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg.). In quest’ultimo caso la

pretesa fatta valere deve per quanto possibile essere quantificata nella

dichiarazione scritta o verbale di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente

motivata per iscritto, ma al più tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di

prova invocati (art. 123 CPP, SCHMID, op. cit., art. 123 n. 1 segg., DOLGE,

op. cit., art. 123 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 123 n. 1

segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 123 n. 1 segg.). Il giudice

pronuncia sull’azione civile promossa in via adesiva (art. 122 segg. CPP) se,

in particolare, dichiara colpevole l’imputato (art. 126 cpv. 1 lett. a CPP, SCHMID,

op. cit., art. 126 n. 1 segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 12 segg., JEANDIN/MATZ,

op. cit., art. 126 n. 5 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126

n. 4 segg.) anche se può rinviare il richiedente al foro civile se l’AP non ha

sufficientemente quantificato o motivato la sua azione (art. 126 cpv. 2 lett. b

CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 10 segg., DOLGE, op. cit., art.

126 n. 36 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 126 n. 21 e GALLIANI/MARCELLINI,

op. cit., art. 126 n. 16) ricordato che qualora il giudizio completo sulle

pretese civili comportasse un onere sproporzionato può limitarsi a pronunciare

sulle stesse una decisione di principio, rinviando per il resto al foro civile

anche se, per quanto possibile, le pretese di esigua entità dovrebbero essere

giudicate interamente in sede penale (art. 126 cpv. 3 CPP, SCHMID, op.

cit., art. 126 n. 15 segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 44 segg., JEANDIN/MATZ,

op. cit., art. 126 n. 24 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126

n. 19 segg.).

14. Giusta l’art. 433 cpv.

1 lett. a) CPP l’imputato deve indennizzare adeguatamente l’AP delle spese

necessarie da lui sostenute nel procedimento se vince la causa (SCHMID,

op. cit., art. 433 n. 1 segg., WEHRENBERG/BERNHARD, Basler Kommentar

Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433

n. 3 segg., MIZEL/RETORNAZ, Commentaire Romand, Code de procédure pénale

suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433 n. 1 segg. e MINI,

Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo

2010, art. 433 n. 1 segg.), ricordato che, conformemente al cpv. 2 di questa

norma, l’AP deve inoltrare la sua istanza d’indennizzo all’autorità penale,

quantificando e comprovando le proprie pretese, pena la non entrata nel merito

(SCHMID, op. cit., art. 433 n. 9 segg., WEHRENBERG/BERNHARD, op. cit., art. 433 n. 12 segg., MIZEL/RETORNAZ,

op. cit., art. 433 n. 12 segg. e MINI, op. cit., art. 433 n. 3).

15. In merito alla determinazione

della retribuzione del patrono d’ufficio l’art. 138 cpv. 1 prima frase CPP

rinvia all’art. 135 cpv. 1 CPP secondo cui la stessa soggiace alla tariffa

d’avvocatura del Cantone in cui si svolge il procedimento, nel caso concreto il

Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di

assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL

3.1.1.7.1). Conformemente all’art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1 l’onorario

dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo

il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-/h, ricordato come

giusta l’art. 5a cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 l’onorario dell’avvocato per la

partecipazione a interrogatori al di fuori dell’orario di lavoro usuale,

stabilito per legge tra le h 22:00 e le h 8:00 dei giorni feriali

rispettivamente nei giorni festivi ufficiali e di sabato, è fissato a fr.

250.-/h. Parimenti si rammenta come in forza alla pluriannuale giurisprudenza

dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione

delle note professionali prima dell’1.1.2011 la retribuzione del patrono d’ufficio

deve essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della pratica, le

difficoltà giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I

2), non essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato bensì

il dispendio medio di un patrono diligente secondo la comune esperienza nella

trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre, non vengono

rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare

eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve

assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. In merito alle

spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che al patrono d’ufficio possono

essere riconosciute le spese vive effettivamente sopportate o, in alternativa,

un importo forfetario in % dell’onorario quale rimborso di quelle di

cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopiatura e di apertura e

archiviazione dell’incarto oltre alle altre spese sostenute nell’interesse del

cliente, tra le quali si ricordano, in particolare, quelle di trasferta.

16. Quo alla nozione di

torto morale si rammenta come la sua riparazione presupponga, da un lato, una

lesione dei diritti della personalità quali, a titolo di esempio non esaustivo,

la vita, l’integrità fisica e psichica o anche l’onore (DESCHENAUX/TERCIER,

La responsabilité civile, Stämpfli & Cie SA, Berna 1975, pag. 54 segg., BREHM,

Berner Kommentar, Obligationenrecht, Allgemeine Bestimmungen, Stämpfli AG,

Berna 2006, art. 47 LF di complemento del Codice civile svizzero, di seguito

solo CO, no 12 segg., BREHM, La réparation du dommage corporel en

responsabilité civile, Staempfli SA, Berna 2002, pag. 314 segg. e DTF

108 II 422) e, d’altro lato, una sofferenza fisica e psichica della persona

lesa - la riparazione del danno copre non soltanto le sofferenze fisiche ma

anche, e soprattutto, le sofferenze morali (DTF 115 II 156 e 102 II 22)

- che vada al di là di quanto una persona possa normalmente sopportare,

ritenuto che la condanna al pagamento di un’indennità si giustifica soltanto

nei casi di una certa gravità (DESCHENAUX/TERCIER, op. cit., pag. 93 e BREHM,

op. cit., art. 47 CO n. 27 segg. nonché DTF 110 II 61, 102 II 211 e 89

Considerandi

II 396). Nella determinazione dell’indennità il giudice gode di un’ampia

libertà di apprezzamento delle circostanze concrete, in particolare del genere

e gravità del pregiudizio subito, dell’intensità e della durata delle

conseguenze sulla personalità della vittima e, infine, del grado di colpa

dell’autore (DTF 118 II 410, 116 II 733 e 295, 115 II 156 e 30 nonché SJ

1993.

pag. 195). Si dovrà tener conto pure delle conseguenze soggettive della

lesione subita e in particolar modo dell’intensità delle sofferenze e del

dolore patito (DTF 108 II 422). Così come precisato dalla giurisprudenza

l’indennità assegnata a titolo di torto morale non può essere fissata secondo

meri criteri matematici, ma soltanto stimata, tenendo conto dei criteri

sopraelencati, applicando le regole del diritto e dell’equità (DTF 121

II 375 e 117 II 50). L’indennità per torto morale, essendo destinata a riparare

un danno che, per sua stessa natura, non può che difficilmente essere ridotto a

un importo di denaro, non può eccedere certi limiti. Ciò nonostante l’indennità

deve risultare equa e quindi deve essere proporzionata alla gravità del

pregiudizio, ritenuta che essa non deve apparire derisoria per la vittima.

17.

Con istanza 8.4.2014

(doc. TPC 15 e VD pag. 3) così come in arringa (art. 346 cpv. 1 lett. b CPP e

VD pag. 3) l’avvocatessa (di seguito solo avv.) RAAP 1 (di seguito solo RAAP 1),

patrona d’ufficio dell’AP ACPR 1 (AI 48) dal 24.10.2013 (AI 27), ha chiesto che

IM 1 fosse condannato al pagamento di fr. 5'010.65, di cui fr. 30.- per

risarcimento danni, fr. 1'000.- per torto morale e fr. 3'980.65 per spese

legali (AI 63, doc. TPC 15 e VD pag. 3). La Corte, tenuto conto delle

risultanze d’istruttoria, dell’esito dibattimentale e delle contestazioni

espresse in merito dall’imputato (VD all. 1 pag. 4 V R), ha deciso quanto

segue:

a) risarcimento danni

richiamati i cons. 4b, 5b e 8 la pretesa per fr. 30.-, essendo

comprovata e non contestata dall’imputato, è accolta (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e

4.

);

b) torto morale

richiamata la giurisprudenza vigente in materia per casi simili a

quello in esame (HÜTTE/DUCKSCH, Die Genugtuung, Schulthess Juristische

Medien AG, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005) il richiesto risarcimento di fr.

1'000.- (doc. TPC 15) è stato ritenuto eccessivo e riportato, anche tenendo

debitamente conto delle sofferenze sia fisiche che psichiche sofferte da ACPR 1,

a fr. 500.- (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e 4.1);

c) spese legali

c1) fattura del 31.1.2014 (AI 63)

c1.1 la posta 28.10.2013 “Corrispondenza”

non è stata riconosciuta in quanto non agli atti;

c1.2 la posta 7.1.2014 “lettera

a MP” è ridotta di 5 minuti (di seguito solo min);

da cui, complessivamente, un primo onorario di fr. 1'425.- pari a

475.

min a fr. 180.-/h, delle spese per fr. 266.- pari a fr 273.- ./. fr. 7.- ed

un’imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA) di fr. 135.30 pari all’8%

di fr. 1'691.-;

c2) fattura dell’8.4.2014 (doc.

TPC 15)

c2.1 la posta 4.2.2014 “lettera

a cliente” è ridotta di 10 min;

c2.2 la posta 4.2.2014 “esame

atto d’accusa” è ridotta di 10 min;

c2.3 la posta 27.3.2014 “tel. a

cliente” è ridotta di 5 min;

c2.4 la posta 7.4.2014 “colloquio

cliente” è ridotta di 5 min;

c2.5 la posta 8.4.2014 “lettera

a TPC” è ridotta di 5 min;

c2.6 la posta 8.4.2014 “dibattimento”

è riportata a 165 min (h 9.30/12.15), quindi ./. 285 min, con l’aggiunta di

ulteriori 30 min per lettura e breve commento al dispositivo;

c2.7 la posta 8.4.2014 “pratiche

conclusive con cliente (colloqui, ecc..)” è ridotta di 50 min;

c2.8 la posta 8.4.2014 “spese

conclusive con cliente (invio copia sentenza ecc.)” è riportata a fr. 10.-;

da cui, complessivamente, un secondo onorario di fr. 750.- pari a

250.

min a fr. 180.-/h, delle spese per fr. 87.80 pari a fr. 127.80 ./. fr. 40.-

e un IVA di fr. 67.- pari all’8% di fr. 837.30;

d) di conseguenza, visto quanto

sopra, le pretese di risarcimento danni, torto morale e spese legali di ACPR 1 sono

state riconosciute per fr. 3'261.10 (fr. 30.- per risarcimento danni, fr. 500.-

per torto morale e fr. 2'731.10 per spese legali e meglio fr. 2'175.- [fr.

1'425.- + fr. 750.-] per gli onorari, fr. 353.80 [fr. 266.- + fr. 87.80] per le

spese e fr. 202.30 [fr. 135.30 + fr. 67.-] per l’IVA), con conseguente condanna

di IM 1 al relativo pagamento (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e 4.1), ritenuto che per

il riconoscimento delle altre sue pretese ACPR 1 è rinviato al competente foro

civile (art. 126 cpv. 2 lett. b CPP e VD all. 2 pag. 3 pto 4§);

e) ricordato che l’avv. RAAP 1

con decreto 25.10.2013 (AI 27) è stata nominata patrona d’ufficio di ACPR 1 con

gratuito patrocinio, richiamati per la sua retribuzione gli art. 135 e 138 CPP,

il sopra riconosciuto importo di fr. 2'731.10 per spese legali viene posto a

carico dello Stato, riservato l’art. 138 cpv. 2 CPP secondo cui se l’imputato è

condannato a versare un’indennità processuale all’AP, l’indennità è devoluta al

Cantone fino a concorrenza delle spese per il gratuito patrocinio (VD all. 2

pag. 3 e 4 pti 8, 8.1 e 8.2) e rammentato come il dispositivo relativo alla sua

retribuzione non è stato impugnato da questa patrona dinanzi alla Corte dei

reclami penali (di seguito solo CRP, VD all. 2 pag. 4 pto. 8.2 e doc. TPC 18).

18.

In sede di VI PS

5.12.2013

a pag. 4 così come in arringa per il tramite dell’avv. RAAP 1 (art.

346.

cpv. 1 lett. b CPP e VD pag. 3), il minorenne ACPR 3, costituitosi AP alla

fine di quella audizione, ha richiesto il risarcimento del sottratto telefono

(pto. 3 dell’AA), pari a fr. 478.- (AI 54), più “il costo dell’abbonamento

per 24 mesi di 69.- mensili, una custodia nera del valore di CHF 49.- e un

danno morale per i numeri e messaggi andati persi” fissato in aula in fr.

500.

- (VD pag. 3 e all. 1 pag. 4), ricordato che con scritto 7.4.2014 è stato

precisato che l’abbonamento è stato mantenuto e che nessuna “assicurazione è

intervenuta” (doc. TPC 16). Ciò posto ed indipendentemente dalla relativa

contestazione da parte dell’imputato (VD all. 1 pag. 4 V R) la Corte ha

respinto la richiesta di risarcimento per il canone d’abbonamento mensile

essendo stato riutilizzato in “un vecchio telefonino” (doc. TPC 16),

della custodia in quanto il relativo acquisto non è stato documentato e del

torto morale poiché l’esposta causale non è apparsa così grave da giustificarne

l’esistenza. Ricordato come per queste negate pretese il minorenne ACPR 3 è

rinviato al competente foro civile (art. 126 cpv. 2 lett. b CPP e VD all. 2

pag. 3 pto 4§), IM 1 è invece stato condannato a risarcire a questo AP fr.

478.

- (AI 54), pari al valore del sottratto telefono (pto. 3 dell’AA e VD all.

2.

pag. 2 e 3 pti. 4 e 4.2).

IX) Retribuzione del

difensore d’ufficio

19.

Giusta l’art. 135 cpv.

2.

CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del

difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento (SCHMID,

op. cit., art. 135 n. 4, RUCKSTUHL, Basler Kommentar Schweizerische

Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 135 n. 9 segg., HARARI/ALIBERTI,

Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2010, art. 135 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art.

135.

n. 6 segg.), fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non

appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a

pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la

retribuzione al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare

al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale

(art. 135 cpv. 4 lett. b CPP). Un’eventuale reclamo contro la quantificazione

della retribuzione è da inoltrare, in un termine di 10 giorni (art. 396 cpv. 1

CPP), alla CRP (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP). Quo alla

determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP)

si richiamano, per l’onorario e le spese, le considerazioni già espresse nel

cons. 15.

20.

L’avv. DUF 1,

difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) di IM 1 dal 17.10.2013 (AI 18), ha

presentato per la tassazione le note 30.1.2014 (AI 62) e 11.4.2014 (doc.

dibattimentale 1 e VD pag. 3) con un importo omnia comprensivo di fr.

13’353.30, che previo esame da parte della Corte è stato riportato a fr.

11'418.90 e meglio fr. 9’975.80 per onorari, fr. 597.25 per le spese e fr.

845.85

per l’IVA (VD all. 2 pag. 3 pti. 7, 7.1 e 7.2), tassazione passata in

giudicato (art. 437 segg. CPP) non essendo stata impugnata dinanzi alla CRP nei

termini di legge (VD all. 2 pag. 3 pto. 7.3 e doc. TPC 18).

X) Dissequestro e

restituzione

21.

In merito alle norme

del CPP concretamente applicabili si ricorda come giusta l’art. 263 cpv. 1

lett. a) CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori

patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova

rispettivamente come giusta l’art. 267 cpv. 1 CPP se il motivo del sequestro

viene meno il pubblico ministero o il giudice dispongono il dissequestro e

restituiscono gli oggetti o i valori patrimoniali agli aventi diritto.

22.

Tenuto conto delle

risultanze d’istruttoria (AI 5, 53 e 59) e delle dichiarazioni delle parti in

sede processuale (VD all. 1 pag. 4 II/III/IV R), la Corte ha ordinato il

dissequestro e la restituzione (art. 267 cpv. 1 CPP) ad IM 1 del suo telefono

cellulare __________ e della carta Sim previa cancellazione delle relative

memorie (VD all. 2 pag. 3 pti. da 5 a 5.2).

XI) Tassa di giustizia e

spese procedurali

23.

Visto il proscioglimento

di IM 1 dai reati di tentata coazione (art. 181 CP in relazione con l’art. 22

cpv. 1 CP) subordinatamente di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP e VD all. 2 pag. 2

pto. 2), la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali (art. 422

segg. CPP) sono poste a carico dell’imputato ad eccezione di fr. 250.- a carico

dello Stato (art. 426 cpv. 1 CPP e VD all. 2 pag. 3 pto. 6).

Visti gli art. 12, 22 cpv. 1, 40,

47, 48a, 49, 51, 69, 106, 123 n. 1, 139 n. 1, 156 n. 1 e 3, 177 cpv. 1, 180

cpv. 1 e 181 CP;

art. 19 cpv. 1 lett. d e 19a n. 1 LStup;

80.

segg., 84 segg., 135, 138, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg.

CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

ripetuta estorsione

consumata e tentata

per avere, a __________, nel periodo 27.9.2012/17.10.2013, usando

violenza o minacciandoli di un grave danno:

1.1.1

compiuto, senza risultato,

tutti gli atti necessari affinché __________ gli consegnasse fr. 1'100.-;

1.1.2

ottenuto da ACPR 1, in due

diverse occasioni, fr. 20.- e fr. 10.-;

1.2

ripetute lesioni semplici

commesse a __________ e __________, nel periodo ottobre

2013/17.10.2013 a danno di:

1.2.1

ACPR 1, in due diverse

occasioni, colpendolo ripetutamente con dei pugni al volto, all’orecchio e alla

testa nonché tirandogli una ginocchiata all’addome;

1.2.2

ACPR 2, colpendola con uno

schiaffo al volto e con una testata alla fronte;

1.3

furto

commesso a __________, il 16.9.2013, a danno del minorenne ACPR 3,

con una refurtiva denunciata di fr. 889.-;

1.4

ingiuria

commessa a __________, il 10.10.2013, a danno di ACPR 2

tacciandola ripetutamente di “puttana” e “puttana di merda”

nonché sputandole addosso;

1.5

infrazione alla LF sugli

stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________, nel periodo

settembre 2013/17.10.2013, acquistato per l’alienazione a terzi 25 grammi di cocaina;

1.6

contravvenzione alla LF

sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________ e altre

località, nel periodo 18.8.2013/17.10.2013, consumato 12 grammi di marijuana e 5 grammi di cocaina;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e nello scritto

3.4.2014

del Procuratore pubblico, nonché precisato nei considerandi.

2.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di tentata coazione sub minaccia di cui allo

scritto 3.4.2014 del Procuratore pubblico.

3.

IM 1 è condannato:

3.1

alla pena detentiva di 16

(sedici) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva alla pena detentiva

di 3 anni e 6 mesi di cui alla sentenza 29.8.2013 della Corte delle assise

criminali del Canton Ticino, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

3.2

al pagamento di una multa di

fr. 300.- (trecento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per

colpa, sarà sostituita con una pena detentiva di 3 (tre) giorni (art. 106 cpv.

2.

CP).

4.

IM 1 è condannato a versare

agli AP:

4.1

ACPR 1 fr. 30.- a titolo di

risarcimento danni, fr. 500.- per torto morale e fr. 2'731.10 a titolo di spese legali;

4.2

ACPR 3 fr. 478.- a titolo di

risarcimento danni.

§ Per ogni altra loro pretesa

nei confronti di IM 1 gli AP ACPR 1 e ACPR 3 sono rinviati al foro civile.

5.

Previa cancellazione delle

relative memorie è ordinato il dissequestro e la restituzione a IM 1 di:

5.1

1 cellulare

__________, Imei __________;

5.2

1 carta Sim __________.

6.

La tassa di giustizia di

fr. 1’000.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1, salvo fr.

250.

- a carico dello Stato.

7.

Le spese per la difesa

d’ufficio di IM 1, a suo carico, sono sostenute dallo Stato.

7.1

Le note professionali del

30.1.2014

e dell’11.4.2014 dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

onorario fr. 9'975.80

spese fr. 597.25

IVA fr. 845.85

totale fr. 11'418.90

7.2

IM 1 è tenuto a rimborsare allo

Stato del Cantone Ticino l’importo di fr 11'418.90 non appena le sue condizioni

economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

8.

Le spese di patrocinio

dell’AP ACPR 1 sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 138 cpv. 2

CPP.

8.1

Le note professionali 31.1.2014

e 8.4.2014 dell’avv.RAAP 1 sono approvate per:

onorario fr. 2'175.00

spese fr. 353.80

IVA fr. 202.30

totale fr. 2'731.10

9.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Intimazione a: -

accusatori privati:

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 1'080.--

Multa fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 176.95

./. fr. 250.--

fr. 2'306.95

============