72.2014.18
Estorsione (tentata e consumata), lesioni semplici (ripetute), furto, ingiuria, infrazione alla LF sugli stupefacenti, contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
14 aprile 2014Italiano54 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2014.18
Lugano,
14 aprile 2014/md
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Marco
Villa, Presidente
GI 1 6
GI 2 7
Orsetta
Bernasconi, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati:
ACPR 1
ACPR 3
rappresentati da RAAP 1
ACPR 2
Contro
IM 1
e
patrocinato da DUF 1
in carcerazione preventiva dal 17.10.2013
al 09.12.2013 (54 giorni)
in esecuzione anticipata della
pena dal 10.12.2013
imputat, a norma
dell’atto d’accusa nr. 17/2014 del 3 febbraio 2014, emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di
1. estorsione (tentata e
consumata)
per avere,
per procacciarsi un indebito profitto,
usando violenza contro più persone o minacciandole, indotto o
tentato di indurre terzi a atti pregiudizievoli al loro patrimonio,
e meglio
1.1. a __________, in __________,
in data 27.09.2012,
colpendo __________ con dei calci al ginocchio e spintonandolo,
ordinandogli la consegna di CHF 1'100.00,
tentato di ottenere da questi il predetto importo di denaro;
1.2. a __________ nel corso del mese
di ottobre 2013, minacciando sia di picchiarlo, che assillandolo con sms dai
toni perentori, e infine trattenendogli parimenti il telefono cellulare, con la
richiesta di dargli CHF 20.00, altrimenti non glielo avrebbe restituito,
ottenuto che ACPR 1 gli consegnasse CHF 20.00,
1.3. a __________, nel periodo
15.10.2013/17.10.2013, minacciando ripetutamente di picchiarlo se non gli
avesse dato CHF 10.00, ottenuto che il 17.10.2013 ACPR 1 gli consegnasse
CHF10.00;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 156 cifra 1 CPS;
2. lesioni semplici
(ripetute)
per avere, in più occasioni intenzionalmente cagionato un danno al
corpo o alla salute di più persone,
e meglio
2.1. a __________, in zona __________,
nel corso del mese di ottobre 2013,
colpendo ripetutamente ACPR 1 con dei pugni al volto e
all’orecchio, causatogli una fuoriuscita di sangue dalla bocca e dall’orecchio,
2.2. a __________ in data
17.10.2013, dopo i fatti di cui al punto 1.3 del presente atto d’accusa,
colpendo ripetutamente ACPR 1 con pugni in volto e sulla testa, nonché
tirandogli una ginocchiata all’addome, cagionatogli le lesioni descritte nel
certificato medico di data 17.10.2013 della __________ __________,
2.3. a __________, in data
10.10.2013, colpendo ACPR 2 con uno schiaffo al volto e con una testata alla
fronte, cagionatole le lesioni attestate nel certificato medico di data
10.10.2013 della __________;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 123 cifra 1 CP;
3. furto
per avere,
in data 16.09.2013 a __________,
per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,
sottratto a danno di ACPR 3 un telefono cellulare __________ del
valore di fr. 889.-, pagato 379.- mediante sottoscrizione di un abbonamento __________;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 139 cifra 1 CP;
4. ingiuria
per avere,
a __________,
in data 10.10.2013 tacciandola ripetutamente di “puttana”,
“puttana di merda” e sputandole addosso, offeso l’onore di ACPR 2
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 177 CP;
5. infrazione alla LF sugli
stupefacenti
per avere,
a __________,
senza essere autorizzato,
nel periodo settembre 2013 sino al 17.10.2013,
acquistato, ai fini di vendita un imprecisato quantitativo di
cocaina ma almeno 25 grammi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 19 cifra 1 LS;
6. contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato,
nel periodo 18.08.2013 sino al 17.10.2013,
a __________ e altre imprecisate località, personalmente consumato
un imprecisato quantitativo di marijuana ma almeno 12 grammi, nonché un imprecisato quantitativo di cocaina ma almeno 5 grammi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reato previsto: art. 19a LS;
inoltre imputato, come
da estensione dell’atto d’accusa 3 aprile 2014 (doc. TPC 14) del Procuratore
pubblico PP 1, di
coazione (tentata), in subordine minaccia
“per avere,
a __________,
in data 12.10.2013,
usando minaccia e meglio
rivolgendosi a ACPR 2 nei seguenti termini: “se
l’avessi denunciato me ne sarei pentita”,
tentato di costringere ACPR 2 a non inoltrare denuncia
nei suoi confronti, tanto che la stessa, per timore si decise solo dopo essere
stata convocata dalla Polizia Cantonale in data 30.10.2013.”
in sub
“per avere,
a __________,
in data 12.10.2013,
usando grave minaccia e meglio
rivolgendosi a ACPR 2 nei seguenti termini: “se
l’avessi denunciato me ne sarei pentita” incussole timore.”
Presenti: - il Procuratore pubblico PP
1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’avv. RAAP 1, in
rappresentanza degli AP ACPR 1, assente, e ACPR 3, presente;
- l’imputato IM 1, assistito
dal difensore d’ufficio avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:45 alle ore 15:45.
Evase le seguenti
questioni: verbale del dibattimento
Il Presidente propone alle parti
le seguenti modifiche all’atto d’accusa:
- al
punto 1 si aggiunge “di un grave danno” dopo “minacciandole”;
- agli
indicati reati si aggiunge al punto 1 n. 3 ed in relazione con l’art. 22 cpv. 1
CP; al punto 4 cpv. 1 CP e al punto 6 n. 1 nonché si precisa al punto 5 cpv. 1
lett. d) LStup.
Le parti si dichiarano d’accordo
con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.
Richiamato il doc. TPC 14, pag.
1 le parti non avendo sollevato alcuna opposizione all’integrazione dell’atto
d’accusa con gli ulteriori presunti reati di tentata coazione (art. 181 CP in
relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP) subordinatamente minaccia (art. 180 cpv. 1
CP), l’atto d’accusa è completato di conseguenza.
Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale, a conferma integrale dell’atto d’accusa e scritto integrativo, formula e
motiva la condanna dell’imputato ad un pena detentiva da espiare di 26 mesi;
§ l’avv.
RAAP 1, patrocinatore degli AP ACPR 1 e ACPR 3, il quale associandosi alla
pubblica accusa quo alla colpevolezza dell’imputato conclude chiedendo la
conferma integrale dell’atto d’accusa per i reati concernenti i suoi assistiti
e il pagamento delle pretese avanzate da ACPR 1 come da istanza e scritta e da ACPR
3 come da suo verbale PS 5.12.2013 pag. 4 e come risulta dall’ AI 54 e dal doc.
TPC 16 con la precisazione che il torto morale viene calcolato in fr. 500.-;
§ l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato, il quale contestando le imputazioni di
furto e quelle aggiuntive di coazione sub minaccia di cui ne chiede il
proscioglimento, conclude chiedendo una riduzione sensibile della pena.
Considerato, in fatto ed in diritto
I) Correzioni dell’atto
d’accusa
1. In merito alle
correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA) si richiamano pagina (di
seguito solo pag.) 5 della presente sentenza e il verbale dibattimentale (di
seguito solo VD) pag. 2.
II) Vita e precedenti
penali dell’imputato
2. Quo alla vita
anteriore di IM 1 (di seguito solo IM 1), cittadino __________, nato il __________
a __________, si rinvia alle sue dichiarazioni nei verbali d’interrogatorio (di
seguito solo VI) davanti al Procuratore pubblico (di seguito solo PP) del
18.10.2013 a pag. 2 e da pag. 9 a 12 nonché del 9.12.2013 da pag. 2 a 6, che sono state confermate anche in sede dibattimentale (VD allegato, di seguito solo all., 1
pag. 1 I risposta, di seguito solo R), oltre che ai VI 18.11.2013 dei suoi
genitori adottivi __________ e __________. Portatore di un disturbo della personalità
di tipo antisociale sostenuto da una poli-tossicodipendenza codificata (atti
istruttori, di seguito solo AI, 11, 29, 33 e 34 dell’incarto, di seguito solo
Inc., del Ministero Pubblico, di seguito solo, MP 2013.9611 a cui nel prosieguo di questa sentenza, salvo differente indicazione, si farà sempre e solo
riferimento), seguito a più riprese dai servizi psico-sociali (AI 25) e
ricoverato in più occasioni e per differenti periodi presso la clinica
psichiatrica cantonale (AI 33 e 34), sin dall’età di 14 anni ha interessato la
magistratura penale, prima come minorenne con 3 decreti di ammonimento, di
sostegno educativo e di carcerazione datati 11.2.2002, 6.6.2003 e 11.5.2006 (AI
5 e 6 nonché documento, di seguito solo doc., del Tribunale penale cantonale,
di seguito solo TPC, 11) e poi da maggiorenne con 4 decreti d’accusa del
20.6.2005, 23.1.2006, 27.8.2008 e 3.11.2011 (AI 5 e 6 nonché doc. TPC 11), con
2 sentenze di una Corte delle assise correzionali datate 4.4.2007 e 16.4.2009
(AI 5 e 6 nonché doc. TPC 11) e, per finire, con una sentenza di una Corte
delle assise criminali del 29.8.2013 (AI 5 con espresso rinvio a pag. 45 e 46
per un suo curriculum vitae), passata in giudicato (articolo, di seguito solo
art., 437 e seguenti, di seguito solo segg., del Codice di diritto processuale
penale svizzero, di seguito solo CPP, e AI 43), con la quale, ritenuto
colpevole per tutta una serie di reati simili a quelli dell’odierno
dibattimento, è stato condannato ad una pena detentiva (art. 40 del Codice
penale svizzero, di seguito solo CP) di 3 anni e 6 mesi previa deduzione del
carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e AI 5), da cui il fatto che l’odierna
condanna, limitatamente al punto (di seguito solo pto.) 1.1 dell’AA, è da
ritenersi parzialmente aggiuntiva (art. 49 capoverso, di seguito solo cpv., 2
CP) a quest’ultima sentenza del 29.8.2013 (AI 5 e VD all. 2 pag. 2 punti, di
seguito solo pti., 3 e 3.1). Giovane padre intenzionato, ma solo a parole, a
prendersi cura del figlio, che però non ha ancora riconosciuto, e della madre
con i quali intrattiene però solo dei contatti telefonici (VD all. 1 pag. 2 II
R e VI di polizia, di seguito solo PS, 18.10.2013 pag. 11), al momento del suo
arresto provvisorio (art. 217 segg. CPP) del 17.10.2013 (AI 5) era a carico
della pubblica assistenza (AI 5), inglobando questa sua unica entrata con degli
asseriti lavoretti “saltuari, ponteggi, vendemmie, ecc., per un importo
variante a dipendenza delle ore di impiego tra fr. 200.- a fr. 500.-” (VD
all. 1 pag. 2 I R). Senza risparmi o liquidità, è fiscalmente esente (doc. TPC
9) con a carico 6 esecuzioni, periodo 26.6.2007/27.10.2009 per fr. 4'834.05 e
30 atti di carenza beni, periodo 12.12.2006/6.2.22014, per fr. 33'466.20 (doc.
TPC 10). In buona salute (VD all. 1 pag. 2 IV R) malgrado pregressi disturbi
per un asma bronchiale (AI 5, 7, 30 e 35), risultato positivo il 16.10.2013 ai
cannabinoidi e alla cocaina (AI 5 e 30), una volta regolata la sua posizione
giudiziaria è intenzionato a “continuare per un’altra via, cercare un lavoro
e iniziare un’attività” (VD all. 1 pag. 2 III R).
III) Inizio dell’inchiesta e
circostanze dell’arresto
3. A seguito della
querela di ACPR 1 (di seguito solo ACPR 1) in sede di VI PS 17.10.2013 (AI 5) IM
1 è stato arrestato provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) la stessa sera (AI 5
e 35), per essere sentito dal PP il 18.10.2013 (AI 8) e deferito il giorno
successivo, a motivo di un pericolo di collusione (art. 221 cpv. 1 lettera, di
seguito solo lett., b CPP) e di recidiva (art. 221 cpv. 1 lett. c e 2 CPP), al
Giudice dei provvedimenti coercitivi (di seguito solo GPC e AI 12) per i
presupposti reati di lesioni gravi (art. 122 CP), lesioni semplici (art. 123
cifra, di seguito solo n., 1 CP), vie di fatto (art. 126 cpv. 1 CP), rapina
(art. 140 n. 1 cpv. 1 CP), estorsione (art. 156 n. 1 CP), minaccia (art. 180
CP) e contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti (di seguito solo
LStup, art. 19a LStup). In data 20.10.2013 il GPC ne ha confermato la
carcerazione preventiva (art. 220 cpv. 1 e 224 segg. CPP) sino al 17.12.2013
compreso (AI 13). Così come richiesto da lui stesso e dal suo difensore in sede
di VI PP 9.12.2013 (AI 40), l’imputato è stato posto in esecuzione anticipata
di pena (art. 236 cpv. 1 CPP) con effetto dal 10.12.2013 (AI 41) ed è in questo
stato detentivo che compare in aula.
IV) Dichiarazioni
predibattimentali e dibattimentali dell’imputato
4. Richiamate le sue
dichiarazioni in sede predibattimentale (PP 18.10.2013, 30.10.2013, 9.12.2013 e
8.1.2014, confronti 16.1.2014 con ACPR 1 e con il minorenne ACPR 3 , PS
17.10.2013 e GPC 20.10.2013) e dibattimentali, la sua posizione in merito alle
varie imputazioni dell’AA può essere così brevemente riassunta:
a) pto. 1.1: il reato di
tentata (art. 22 cpv. 1 CP) estorsione (art. 156 n. 3 CP) a danno di __________
(di seguito solo __________) è ammesso (PP 9.12.2013 pag. 2 e VD all. 1 pag. 2
VI R);
b) pti. 1.2 e 1.3: il
reato di cui all’art. 156 n. 3 CP a danno di ACPR 1 è ammesso (PP 30.10.2013
pag. 16, 9.12.2013 da pag. 7 a 9 e VD all. 1 pag. 2 VI R);
c) pti. 2.1 e 2.2: i
reati di ripetute lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP) a danno di ACPR 1 sono
ammessi (per il pto. 2.1 dell’AA PP 30.10.2013 pag. 15, 9.12.2013 pag. 7 e VD
all. 1 pag. 2 VII R; per il pto. 2.2 dell’AA PP 18.10.2013 pag. 5, 30.10.2013
pag. 16, 9.12.2013 pag. 9, GPC 20.10.2013 pag. 2, PS 17.10.2013 pag. 4 e VD
all. 1 pag. 2 VII R);
d) pti. 2.3 e 4: i reati
di lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP) e di ingiuria (art. 177 cpv. 1 CP) a
danno di ACPR 2 (di seguito solo ACPR 2) sono ammessi (PP 30.10.2013 pag. 18,
9.12.2013 pag. 9 e 10, VD all. 1 pag. 2 e 3 VII e I R);
e) pto. 3: il reato di
cui all’art. 139 n. 1 CP è contestato (PP 8.1.2014 pag. 2, confronti 16.1.2014
con ACPR 1 pag. 2 e 3 nonché con il minorenne ACPR 3 da pag. 2 a 4 e VD all. 1 pag. 2 VIII/IX R);
f) pto. 5: il reato di
cui all’art. 19 cpv. 1 lett. d) LStup è ammesso (PP 30.10.2013 pag. 15 e 16,
9.12.2013 da pag. 10 a 12, doc. TPC 14 e VD all. 1 pag. 3 II/III/IV R);
g) pto. 6: il reato di
contravvenzione alla LStup (art. 19a n. 1 LStup) è ammesso (PP 9.12.2013 pag.
12 e VD all. 1 pag. 3 V R);
h) tentata coazione (art.
181 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP) subordinatamente minaccia (art.
180 cpv. 1 CP): entrambe le ipotesi accusatorie sono contestate (VD all. 1
pag. 3 e 4 VI/VII/VIII e I R).
V) Altre risultanze
istruttorie
5. In relazione alle
varie imputazioni dell’AA la Corte richiama le seguenti risultanze:
a) pto. 1.1: PS __________
13.11.2013 pag. 2 e la sua lettera di dimissione del 27.9.2012 dall’ospedale
regionale __________ di __________ attestante una contusione al ginocchio
sinistro con un’escoriazione occipitale (AI 35);
b) pti. 1.2 e 1.3: PP ACPR
1 24.10.2013 pag. 4, 5, 6 e 10, PS ACPR 1 17.10.2013 pag. 2, __________ (di
seguito solo __________) 21.10.2013 pag. 2 e 3 nonché __________ (di seguito
solo __________) 30.10.2013 pag. 3 e 4;
c) pto. 2.1: PP ACPR 1
24.10.2013 pag. 3, PS ACPR 1 17.10.2013 pag. 3 e __________ 30.10.2013 pag. 3;
d) pto. 2.2: PP ACPR 1
24.10.2013 pag. 6 e 9, PS ACPR 1 17.10.2013 pag. 4, __________ 17.10.2013 pag.
2,__________ 21.10.2013 pag. 2 e __________ 30.10.2013 pag. 4, la diagnosi di
ferita lacero-contusa al cuoio capelluto del 17.10.2013 di ACPR 1 (AI 5 e 9) e
le relative fotografie presso l’ospedale __________ di __________ (di seguito
solo __________, doc. TPC 14);
e) pti. 2.3 e 4: PS ACPR
2 30.10.2013 da pag. 2 a 5, la registrazione della video sorveglianza del
10.10.2013 ore (di seguito solo h) 15:51/15:59 presso la stazione FFS di __________
(AI 35), la diagnosi di trauma contusivo allo zigomo sinistro e occipitale non
commotivo di medesima data di ACPR 2, le relative sue fotografie presso
l’ospedale __________ (AI 35) e l’AI 1 Inc. MP 2013.10067;
f) pto. 3: PP confronti
16.1.2014 con ACPR 1 pag. 2 e 3 e con il minorenne ACPR 3 da pag. 2 a 4, PS ACPR 1 12.12.2013 pag. 1 e 2, del minorenne ACPR 3 5.12.2013 pag. 2 e 3, AI 1 Inc. MP
2013.11540 e l’impossibilità per motivi tecnici di ottenere la registrazione
video sorveglianza del 16.9.2013 dalla stazione FFS di __________ (AI 55);
g) pto. 5: PS __________
6.2.2014 da pag. 6 a 10;
h) tentata coazione (art.
181 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP) subordinatamente minaccia (art.
180 cpv. 1 CP): il fatto che malgrado il dire di ACPR 2 nel suo VI PS
30.10.2013 pag. 4 da “Due giorni dopo” a “conoscenza da qualcuno”,
a fronte dell’espressa negazione di questa accusa da parte dell’imputato
(considerando, di seguito solo cons., 4h di questa sentenza) si è tentato di
organizzare un confronto dibattimentale tra i due (VD pag. 2) senza però
riuscirci tanto che, alla fine, la pubblica accusa vi ha rinunciato (VD pag.
3).
VI) Diritto
6. Trattandosi di un
processo indiziario nella misura in cui l’imputato contesta i reati di furto
(art. 139 n. 1 CP e cons. 4e) a danno del minorenne ACPR 3 (pto. 3 dell’AA)
rispettivamente di tentata coazione (art. 181 CP in relazione con l’art. 22
cpv. 1 CP) e/o di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP) a danno di ACPR 2 (doc. TPC 14
e cons. 4h) rivelasi opportuno ricordare che cosa s’intende con questo termine
(cons. 6a) oltre a richiamare sia il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3
CPP e cons. 6b) sia quello della libera valutazione delle prove da parte del
giudice (art. 10 cpv. 2 CPP e cons. 6c):
a) nel processo indiziario,
l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione
logica una conclusione circa la sussistenza o meno del fatto da provarsi e se
la circostanza indiziante non è certa devono innanzitutto accertarla altri
elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna, mancando prove
dirette, su indizi, che permettono un processo di induzione condotto con un
metodo rigorosamente logico e preciso dovendo la condanna essere la logica
conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi, ritenuto che ove vi
siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il giudice deve avere cura
di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un giudizio può quindi
fondarsi su indizi, purché correlati logicamente nel loro insieme, ritenuto che
l’esistenza o meno di un fatto è provata quando il giudice ne è personalmente
convinto e meglio moralmente certo. In particolare, nei processi indiziari nella
valutazione della credibilità delle affermazioni di uno o più parti occorrerà
esaminare i fatti e le circostanze concrete, e meglio se tali affermazioni,
senza ispirarsi a motivi di odio o di rancore, appaiono e sono spontanee,
lineari, costanti, univoche e disinteressate. Un approfondito esame delle
differenti versioni tra le parti è il momento primo che il giudice deve porsi
sulla via dell’accertamento della verità. Questo metodo di valutazione è stato
più volte ribadito dal Tribunale Federale (di seguito solo TF) con la
precisazione che, in assenza di riscontri oggettivi, la credibilità
dell’autore, rispettivamente dei testimoni, assurge a punto centrale della
valutazione delle prove, il tutto alfine di accertare, al di là di ogni dubbio
oggettivo, che i fatti si sono svolti in un determinato modo. Rilevanti, per la
valutazione delle opposte versioni, sono allora la linearità e la costanza nel
tempo delle versioni date, la loro logica intrinseca, la loro verosimiglianza e
la presenza o meno di indizi che ne supportino la verosimiglianza. A questo
proposito va rilevato che le dichiarazioni rese dalle parti vanno lette nel
loro insieme, tenuto conto del momento e dello stato d’animo in cui versavano
le parti al momento in cui esse sono state rese, evitando di estrapolare
singole parole od espressioni dal loro contesto e di dare loro delle semplici
interpretazioni letterali, spesso illusorie o fallaci. In questo senso va
sottolineato che il TF ha già avuto modo di stabilire che non tolgono
credibilità ad una vittima delle contraddizioni che, rispetto allo svolgimento
dei fatti nella loro integralità, si rivelano essere aspetti minori o secondari
poiché esse vanno messe in conto all’emozione e allo spavento dovuto ad una
simile prova. Occorre quindi esperire un attento esame del materiale probatorio
ponendo la versione della vittima a confronto con gli elementi oggettivi certi
e quindi verificare se il suo racconto è lineare, univoco, costante e privo di
fronzoli, laddove per fronzoli non si intendono delle eventuali imperfezioni
marginali, ma contraddizioni su punti determinanti che non consentono di accertare,
al di là del dubbio oggettivo, che i fatti si sono svolti come raccontato;
b) il principio in dubio pro
reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è conseguenza della presunzione d’innocenza (art. 10
cpv. 1 CPP) garantita dagli art. 32 cpv. 1 della Costituzione federale, 6 n. 2
della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione sia nell’ambito
della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell’onere
probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il
giudice non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie più
sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del
materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel
modo. La massima non impone però che l’amministrazione delle prove conduca ad
una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici,
tuttavia, non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una certezza
assoluta può essere pretesa. Il principio è disatteso quando il giudice, che
dispone di un ampio potere di apprezzamento, avrebbe dovuto nutrire, dopo
un’analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi
sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38 nonché sentenze non
pubblicate del TF 6B.203/2008 del 13.5.2008 e 1P.20/2002 del 19.4.2002). Il TF
s’impone in quest’ambito un certo riserbo e interviene unicamente qualora il
giudice condanni l’accusato, nonostante che una valutazione oggettiva delle
risultanze probatorie implicasse la sussistenza di manifesti, rilevanti e
insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 e 124 IV 86).
Sotto questo profilo il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) ha la
stessa portata del divieto d’arbitrio (DTF 133 I 149 e 120 IA 31). Il
giudice non incorre nell’arbitrio quando le sue conclusioni, pur essendo
opinabili, sono comunque sostenibili nel risultato (DTF 133 I 149, 132
III 209, 131 I 57, 129 I 217, 173 e 8). Una valutazione unilaterale dei mezzi
di prova viola per contro il divieto dell’arbitrio. Un giudizio di colpevolezza
può comunque poggiare, mancando prove materiali inoppugnabili o riscontri
peritali decisivi, su indizi atti a fondare il convincimento del giudice
(sentenza non pubblicata del TF 1P.20/2002 del 19.4.2002);
c) giusta l’art. 10 cpv. 2 CPP
il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae
dall’intero incarto. Il principio della libera valutazione delle prove (art. 10
cpv. 2 CPP) non significa che i fatti possano venire accertati secondo il buon
volere del giudice o le soggettive sue convinzioni. Esso significa, invece, che
chi giudica non è vincolato a regole scritte o non scritte riguardanti il
valore delle prove, ma statuisce esclusivamente sulla scorta di un esame
coscienzioso, dettagliato e fondato su criteri oggettivi di tutti gli elementi
probatori agli atti e di tutte le circostanze a carico e a scarico, senza
altresì essere vincolato da norme sul valore probante astratto dei diversi mezzi
di prova (SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung Praxiskommentar,
Dike AG, Zurigo/San Gallo 2009, art. 10 n. 4 e 5, VERNIORY, Commentaire
Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011,
art. 10 n. 35 segg., BERNASCONI, Codice svizzero di procedura penale
Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 10 n. 15 e 16 nonché DTF
133 I 33 e 117 Ia 401). Il principio della libera valutazione delle prove (art.
10 cpv. 2 CPP) significa che non vi è una gerarchia dei mezzi di prova, ragion
per cui, ad esempio, la deposizione di un testimone non ha di principio maggior
valore probante di quella di una persona informata sui fatti o di quella dello
stesso imputato o di una parte lesa (sentenze non pubblicate del TF 6B.936/2010
del 28.6.2011 e 6B.10/2010 del 10.5.2010). Il giudice deve sempre formare il
proprio convincimento unicamente sulla concreta forza persuasiva, valutata in
modo approfondito e oggettivo, di un determinato mezzo di prova (HOFER,
Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbling Lichtenhahn,
Basilea 2011, art. 10 n. 58 segg., SCHMID, op. cit., art. 10 n. 5 e BERNASCONI,
op. cit., art. 10 n. 23). Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle
prove, di cui in sentenza deve essere data congrua motivazione (sentenza non
pubblicata del TF 6B.10/2010 del 10.5.2010), il giudice continua a disporre di
un ampio potere di appezzamento (DTF 129 I 8 e 118 Ia 28 nonché sentenza
non pubblicata del TF 6P.218/2006 del 30.3.2007).
7. In merito alle norme
di diritto materiale applicabili alla presente fattispecie si ricorda che:
a) giusta l’art. 156 n. 1 CP
chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, usando violenza
contro una persona o minacciandola di un grave danno la induce ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui è punito con una pena detentiva
(art. 40 CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP)
ricordato come giusta il n. 3 di questa norma se il colpevole commette il reato
usando violenza contro una persona o minacciandola di un pericolo imminente
alla vita o all’integrità corporale la pena è quella comminata alla rapina
semplice (art. 140 n. 1 CP), quindi una pena detentiva (art. 40 CP) sino a
dieci anni o una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) non inferiore a 180
aliquote giornaliere;
b) giusta l’art. 22 cpv. 1 CP
chi avendo cominciato l’esecuzione di un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o di un
delitto (art. 10 cpv. 3 CP), non compie o compie senza risultato o senza
possibilità di risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato
può essere punito con una pena attenuata;
c) giusta l’art. 123 n. 1 CP
chi intenzionalmente cagiona un danno in altro modo al corpo o alla saluta di
una persona è punito, a querela di parte (art. 30 segg.), con una pena
detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg.
CP);
d) giusta l’art. 139 n. 1 CP
chi, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, sottrae al fine di
appropriarsene una cosa mobile altrui, è punito con una pena detentiva (art. 40
CP) sino a cinque anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
e) giusta l’art. 177 cpv. 1 CP
chi offende in altro modo con parole, scritti, immagini, gesti o vie di fatto
l’onore di una persona è punito, a querela di parte (art. 30 segg. CP), con una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) sino a 90 aliquote giornaliere;
f) giusta l’art. 19 cpv. 1
lett. d) LStup chi, senza essere autorizzato, acquista stupefacenti è punito
con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria
(art. 34 segg. CP);
g) giusta l’art. 19a n. 1 LStup
chi, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti oppure
commette un’infrazione giusta l’art. 19 di questa legge per assicurarsi il
proprio consumo, è punito con la multa (art. 106 cpv. 1 CP);
h) giusta l’art. 181 CP chi,
usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona o intralciando in
altro modo la libertà d’agire di lei, la costringe a fare, omettere o tollerare
un atto è punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP);
i) giusta l’art. 180 cpv. 1
CP chi, usando grave minaccia, incute spavento o timore a una persona è punito,
a querela di parte (art. 30 segg. CP), con una pena detentiva (art. 40 CP) sino
a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34 segg. CP).
8. Trovandone adempiuti
Fatti
i presupposti oggettivi e soggettivi di legge la Corte, in forza alle
risultanze di causa e alle stesse ammissioni dell’imputato, non ha avuto dubbio
alcuno per riconoscere IM 1 autore colpevole dei reati di ripetuta estorsione
consumata e tentata (art. 156 n. 3 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP, WEISSENBERGER,
Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 156 n.
4 segg. e 30 segg., JENNY, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing
Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 22 n. 1 segg., TRECHSEL/CRAMERI, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG,
Zurigo/San Gallo 2008, art. 156 n. 1 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2008,
art. 22 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Handkommentar, Stämpfli AG, Berna 2007, art. 22 n. 1 segg. e
art. 156 n. 5 e 7, CORBOZ, Les
infractions en droit suisse, Volume I, Stämpfli SA, Berna 2010,
art. 156 n. 22 segg. e 30, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,
Code pénal, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2012, art. 22 n. 4 segg. e art. 156 n.
17 segg. e 23 segg., HURTADO POZO, Commentaire Romand, Code pénal I,
Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 22 n. 7 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN,
Code Pénal Annoté, Editions Bis & Ter Snc, Losanna 2011, art.
22 n. 1.2 segg.) a danno di Di Dio (cons. 4a e 5a, VD all. 2 pag. 1 pti. 1, 1.1
e 1.1.1) e di Murania (cons. 4b e 5b, VD all. 2 pag. 1 pti. 1, 1.1 e 1.1.2), di
ripetute lesioni semplici (art. 123 n. 1 CP, ROTH/BERKEMEIER, Basler
Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 123 n. 3
segg. e 36 segg., TRECHSEL/FINGERHUTH,
Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San
Gallo 2008, art. 123 n. 2 e 11, STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 123 n. 1 segg. e 5, CORBOZ, op. cit., art. 123 n. 2 segg. e 17, DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,
op. cit., art. 123 n. 4 segg. e 12 nonché FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op.
cit., art. 123 n. 1.1 segg.) a danno di ACPR 1 (cons. 4c, 5c e 5d, VD all. 2
pag. 1 pti. 1, 1.2 e 1.2.1) e di ACPR 2 (cons. 4d e 5e, VD all. 2 pag. 1 e 2
pti. 1, 1.2 e 1.2.2), di ingiuria (art. 177 cpv. 1 CP, RIKLIN, Basler
Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 177 n. 2
segg. e 9, TRECHSEL/LIEBER, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2008,
art. 177 n. 1 segg. e 6, STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 177 n. 1 segg. e 4, CORBOZ, op. cit., art. 177 n. 2 segg. e 24 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,
op. cit., art. 177 n. 1 segg. e 19 segg. nonché FAVRE/PELLET/STOUDMANN,
op. cit., art. 177 n. 1.1 segg.) a danno di ACPR 2 (cons. 4d e 5e, VD all. 2
pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.4) nonché di infrazione (art. 19 cpv. 1 lett. d LStup,
cons. 4f e VD all. 2 pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.5) e di contravvenzione alla LStup
(art. 19a n. 1 LStup, cons. 4g e VD all. 2 pag. 1 e 2 pti. 1 e 1.6).
9. In merito al reato
di cui al pto. 3 dell’AA la Corte ha comparato le dichiarazioni rese in
istruttoria dai vari protagonisti (cons. 4e e 5f) e ha concluso, malgrado la differente opinione difensiva (VD pag. 3), per il riconoscimento del
reato di furto (art. 139 n. 1 CP) a danno del minorenne ACPR 3, da cui la
relativa condanna di IM 1 anche per questa imputazione (VD all. 2 pag. 1 e 2
pti. 1 e 1.3), essendone pacificamente adempiuti i presupposti oggettivi (NIGGLI/RIEDO,
Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 139 n.
9 segg., TRECHSEL/CRAMERI, op. cit.,
art. 139 n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 139 n. 2 segg., CORBOZ,
op. cit., art. 139 n. 1 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,
op. cit., art. 139 n. 7 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.
139 n. 1.2 segg.) e soggettivi (NIGGLI/RIEDO, op. cit., art. 139 n. 63
segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 139 n. 7, CORBOZ, op. cit., art. 139 n. 8 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL,
op. cit., art. 139 n. 13 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.
139 n. 1.9 segg.). Richiamati i principi enunciati ai cons. 6b e 6c la Corte, a
fondamento di questa sua decisione, ricorda che le dichiarazioni rilasciate in
merito dal minorenne ACPR 3 e da ACPR 1 sono sempre state concordi, lineari,
ripetute e disinteressate (cons. 6a), oltre ad essere state confermate in sede
di confronto del 16.1.2014 (cons. 5f), ciò che non era per nulla scontato visto
anche solo il timore che entrambi potevano avere nel vederselo davanti. In
opposizione a ciò si ha invece un imputato che, perlomeno all’inizio
dell’inchiesta, non ha assolutamente avuto un comportamento totalmente
collaborativo e veritiero, che ha volontariamente negato le sue responsabilità
o le ha minimizzate al massimo - fatto che non può che azzerare il senso della
sua dichiarazione di estraneità a questo crimine (art. 10 cpv. 2 CP) avendo
finalmente deciso di prendersi “tutte le sue responsabilità, ma solo per
quanto effettivamente fatto” (VD pag. 4) - senza altresì dimenticare,
previo richiamo delle sue pregresse sentenze di condanna (cons. 2), come gli
agiti di cui al pto. 3 dell’AA si iscrivono in quella che è la sua tipologia di
reati.
10. A differenza dell’accusa
di furto (art. 139 n. 1 CP), le accuse di cui allo scritto 3.4.2014 del PP
(doc. TPC 14) non hanno fatto oggetto di confronto. Con questo la Corte non
vuole sostenere che ACPR 2 abbia detto il falso e che quindi i fatti da lei
raccontati nel suo VI PS 30.10.2013 a pag. 4 (cons. 5h) non possano essere
avvenuti così come da lei indicato, ma l’assenza di un contraddittorio (cons.
5h) e la negazione dell’imputato (cons. 4h) rendono ancora ipotizzabile
l’applicazione, in suo favore, del principio in dubio pro reo (cons. 6b) e
quindi il suo proscioglimento (VD pag. 3) dal reato di tentata (art. 22 cpv. 1
CP) coazione (art. 181 CP) e/o di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP e VD all. 2 pag.
2 pto. 2) a danno di ACPR 2 per i fatti asseritamente avvenuti a __________, il
12.10.2013.
VII) Colpa, prognosi, pena
11. Per quel che concerne
le norme di diritto concretamente applicabili si ricorda che:
a) giusta l’art. 47 cpv. 1 CP
il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita
anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che la
pena avrà sulla sua vita ricordato come giusta il cpv. 2 di detta norma la
colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, rispettivamente secondo la possibilità che l’autore aveva
di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;
b) giusta l’art. 40 CP la
durata della pena detentiva è di regola di almeno 6 mesi, la durata massima è
di 20 anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;
c) giusta l’art. 42 cpv. 1 CP
il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34
segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena
detentiva (art. 40 CP) di 6 mesi a 2 anni se una pena senza condizionale non
sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini (art. 10
cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3 CP) ricordato come giusta il cpv. 2 di
questa norma se nei 5 anni prima del reato l’autore è stato condannato a una
pena detentiva (art. 40 CP) di almeno 6 mesi, con o senza condizionale, o a una
pena pecuniaria (art. 34 segg. CP) di almeno 180 aliquote giornaliere, la
sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente
favorevoli;
d) giusta l’art. 48a cpv. 1 CP
se attenua la pena il giudice non è vincolato alla pena minima comminata
ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma il giudice può pronunciare una
pena di genere diverso da quello comminato, ma è vincolato al massimo e al
minimo legali di ciascun genere di pena;
e) giusta l’art. 49 cpv. 1 CP
quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione
di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena
prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ritenuto che non
può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata e che é
in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena, ricordato come
giusta il cpv. 2 di questa norma se deve giudicare un reato che l’autore ha
commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto, il giudice
determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito più
gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in
un unico giudizio;
f) giusta l’art. 50 CP se la
sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze
rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;
g) giusta l’art. 51 CP il
giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del
procedimento in atto o di un altro procedimento ritenuto come un giorno di
carcere corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34
segg. CP) o a 4 h di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP);
h) giusta l’art. 106 cpv. 1 CP
se la legge non dispone altrimenti il massimo della multa è di fr. 10'000.-
ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma in caso di suo mancato
pagamento per colpa dell’autore, il giudice ordina nella sentenza una pena
detentiva (art. 40 CP) sostitutiva da un minimo di 1 giorno a un massimo di 3
mesi e che giusta il relativo cpv. 3 il giudice commisura la multa (art. 106
CP) e la pena detentiva (art. 40 CP) sostitutiva alle condizioni dell’autore in
modo che questi sconti una pena adeguata alla sua colpevolezza.
12. La colpa (art. 47 CP)
di IM 1 è oggettivamente grave poiché solo poche settimane dopo una condanna ad
una pena detentiva (art. 40 CP) di 3 anni e 6 mesi e nell’attesa di un processo
d’appello a cui ha successivamente rinunciato (cons. 2), ha ricominciato a
delinquere commettendo dei crimini (art. 10 cpv. 2 CP) odiosi come quelli di
estorsione (art. 156 n. 3 CP) e di ripetute lesioni semplici (art. 123 n. 1
CP). Un tale agire non può più trovare comprensione né nel suo difficile
passato né nel suo diagnosticato disturbo della personalità (cons. 2) in
quanto, a tutt’oggi, gli sono sempre stati dati tutti i mezzi e le possibilità
per raddrizzare la sua vita che, invece, è solo lui che continua a voler
gettare alle ortiche. E, nella commisurazione di questa nuova pena, poco
importa che le somme estorte a ACPR 1 fossero di poche decine di franchi (pti.
1.2 e 1.3 dell’AA) o che le lesioni fisiche occasionate sia a lui (pti. 2.1 e
2.2 dell’AA) sia a ACPR 2 (pto. 2.3 dell’AA) abbiano potuto guarire in
relativamente poco tempo. E’ infatti la tipologia propria di questi due reati
che rende oltremodo grave l’agire dell’imputato che, grazie all’uso di ripetute
minacce o violenze, ha volontariamente leso l’integrità corporale e/o il
patrimonio delle vittime prescelte, in specie qui, ancor più gravemente vuoi
per la assillante ripetitività delle sue richieste economiche a danno di ACPR 1,
vuoi per la differenza d’età tra la sua, oggi ventisettenne, e quelle delle sue
vittime, che varia da 16 a 23 anni. E’ poi ampiamente data la pericolosità
sociale e la manifesta prognosi negativa dell’imputato (cons. 2 e 11c) che,
ammesso e non concesso che sia ancora possibile, se non riuscirà a trovare in
sé stesso la voglia di realmente cambiare già evidenzia tutti gli aspetti di un
non più recuperabile delinquente abituale. Ricordato che l’estorsione
qualificata di cui all’art. 156 n. 3 CP prevede una pena detentiva (art. 40 CP)
minima di 6 mesi vista la comminatoria di legge di cui all’art. 140 n. 1 CP, la
ripetitività di questo crimine (art. 10 cpv. 2 CP) a danno di due diverse
persone ed il concorso dei reati (art. 49 cpv. 1 CP) con le altre imputazioni
di cui ai pti. da 2 a 6 dell’AA avrebbero di certo giustificato l’erogazione di
una pena più significativa se la Corte non avesse dovuto dare alcun peso
all’estorsione (art. 156 n. 3 CP) di cui al pto. 1.1 dell’AA in quanto, ma solo
per questa imputazione, pena parzialmente aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a
quella del 29.8.2013 (cons. 2), la cui significativa durata ha di certo
influenzato, e non poco, l’odierna decisione di condanna. Da ciò, tutto ben
ponderato, partendo per le accuse riconosciute nell’AA da una pena teorica di 2
anni, la Corte, preso atto, quali unici possibili fattori di riduzione, della
sua parziale (cons. 4a, 4b, 4c. 4d, 4f e 4g) e non totale (cons. 4e)
confessione e della significativa durata della pena comminatagli il 29.8.2013
(cons. 2), ha fissato l’odierna sua condanna in 1 anno e 6 mesi di pena
detentiva (art. 40 CP), evidentemente da espiare non essendo dati i presupposti
di cui all’art. 42 cpv. 1 e 2 CP (cons. 11c), con deduzione del carcere preventivo
sofferto (art. 51 CP e VD all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.1). Inoltre, richiamata la
comminatoria di pena di cui all’art. 19a n. 1 LStup (cons. 7g) e il pto. 6
dell’AA, l’imputato è stato condannato al pagamento di una multa (art. 106 cpv.
1 CP) di fr. 300.- con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per colpa
sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP) di 3 giorni (art. 106 cpv.
2 CP e VD all. 2 pag. 2 pti. 3 e 3.2).
VIII) Le pretese di diritto
civile
13. Giusta l’art. 122 cpv.
1 CPP il danneggiato può, in veste di accusatore privato (di seguito solo AP),
far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto civile
desunte dal reato (SCHMID, op. cit., art. 122 n. 1 segg., DOLGE,
Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2011, art. 122 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, Commentaire Romand,
Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 122 n.
1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale
Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 122 n. 1 segg.). E’ AP il
danneggiato che dichiara espressamente a un’autorità di perseguimento penale,
per scritto o oralmente a verbale, ma al più tardi alla conclusione della
procedura preliminare, di voler partecipare al procedimento penale con
un’azione penale, con la quale può chiedere il perseguimento e la condanna del
responsabile del reato, rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con
la quale può far valere in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte
dal reato (art. 118 cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP, SCHMID, op. cit., art.
118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., MAZZUCCHELLI/POSTIZZI, Basler
Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea
2011, art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit.,
art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg. nonché GALLIANI/MARCELLINI, op.
cit., art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg.). In quest’ultimo caso la
pretesa fatta valere deve per quanto possibile essere quantificata nella
dichiarazione scritta o verbale di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente
motivata per iscritto, ma al più tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di
prova invocati (art. 123 CPP, SCHMID, op. cit., art. 123 n. 1 segg., DOLGE,
op. cit., art. 123 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 123 n. 1
segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 123 n. 1 segg.). Il giudice
pronuncia sull’azione civile promossa in via adesiva (art. 122 segg. CPP) se,
in particolare, dichiara colpevole l’imputato (art. 126 cpv. 1 lett. a CPP, SCHMID,
op. cit., art. 126 n. 1 segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 12 segg., JEANDIN/MATZ,
op. cit., art. 126 n. 5 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126
n. 4 segg.) anche se può rinviare il richiedente al foro civile se l’AP non ha
sufficientemente quantificato o motivato la sua azione (art. 126 cpv. 2 lett. b
CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 10 segg., DOLGE, op. cit., art.
126 n. 36 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 126 n. 21 e GALLIANI/MARCELLINI,
op. cit., art. 126 n. 16) ricordato che qualora il giudizio completo sulle
pretese civili comportasse un onere sproporzionato può limitarsi a pronunciare
sulle stesse una decisione di principio, rinviando per il resto al foro civile
anche se, per quanto possibile, le pretese di esigua entità dovrebbero essere
giudicate interamente in sede penale (art. 126 cpv. 3 CPP, SCHMID, op.
cit., art. 126 n. 15 segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 44 segg., JEANDIN/MATZ,
op. cit., art. 126 n. 24 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126
n. 19 segg.).
14. Giusta l’art. 433 cpv.
1 lett. a) CPP l’imputato deve indennizzare adeguatamente l’AP delle spese
necessarie da lui sostenute nel procedimento se vince la causa (SCHMID,
op. cit., art. 433 n. 1 segg., WEHRENBERG/BERNHARD, Basler Kommentar
Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433
n. 3 segg., MIZEL/RETORNAZ, Commentaire Romand, Code de procédure pénale
suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433 n. 1 segg. e MINI,
Codice svizzero di procedura penale Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo
2010, art. 433 n. 1 segg.), ricordato che, conformemente al cpv. 2 di questa
norma, l’AP deve inoltrare la sua istanza d’indennizzo all’autorità penale,
quantificando e comprovando le proprie pretese, pena la non entrata nel merito
(SCHMID, op. cit., art. 433 n. 9 segg., WEHRENBERG/BERNHARD, op. cit., art. 433 n. 12 segg., MIZEL/RETORNAZ,
op. cit., art. 433 n. 12 segg. e MINI, op. cit., art. 433 n. 3).
15. In merito alla determinazione
della retribuzione del patrono d’ufficio l’art. 138 cpv. 1 prima frase CPP
rinvia all’art. 135 cpv. 1 CPP secondo cui la stessa soggiace alla tariffa
d’avvocatura del Cantone in cui si svolge il procedimento, nel caso concreto il
Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di
assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL
3.1.1.7.1). Conformemente all’art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1 l’onorario
dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo
il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-/h, ricordato come
giusta l’art. 5a cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 l’onorario dell’avvocato per la
partecipazione a interrogatori al di fuori dell’orario di lavoro usuale,
stabilito per legge tra le h 22:00 e le h 8:00 dei giorni feriali
rispettivamente nei giorni festivi ufficiali e di sabato, è fissato a fr.
250.-/h. Parimenti si rammenta come in forza alla pluriannuale giurisprudenza
dell’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione
delle note professionali prima dell’1.1.2011 la retribuzione del patrono d’ufficio
deve essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della pratica, le
difficoltà giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I
2), non essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato bensì
il dispendio medio di un patrono diligente secondo la comune esperienza nella
trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre, non vengono
rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare
eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve
assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. In merito alle
spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che al patrono d’ufficio possono
essere riconosciute le spese vive effettivamente sopportate o, in alternativa,
un importo forfetario in % dell’onorario quale rimborso di quelle di
cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopiatura e di apertura e
archiviazione dell’incarto oltre alle altre spese sostenute nell’interesse del
cliente, tra le quali si ricordano, in particolare, quelle di trasferta.
16. Quo alla nozione di
torto morale si rammenta come la sua riparazione presupponga, da un lato, una
lesione dei diritti della personalità quali, a titolo di esempio non esaustivo,
la vita, l’integrità fisica e psichica o anche l’onore (DESCHENAUX/TERCIER,
La responsabilité civile, Stämpfli & Cie SA, Berna 1975, pag. 54 segg., BREHM,
Berner Kommentar, Obligationenrecht, Allgemeine Bestimmungen, Stämpfli AG,
Berna 2006, art. 47 LF di complemento del Codice civile svizzero, di seguito
solo CO, no 12 segg., BREHM, La réparation du dommage corporel en
responsabilité civile, Staempfli SA, Berna 2002, pag. 314 segg. e DTF
108 II 422) e, d’altro lato, una sofferenza fisica e psichica della persona
lesa - la riparazione del danno copre non soltanto le sofferenze fisiche ma
anche, e soprattutto, le sofferenze morali (DTF 115 II 156 e 102 II 22)
- che vada al di là di quanto una persona possa normalmente sopportare,
ritenuto che la condanna al pagamento di un’indennità si giustifica soltanto
nei casi di una certa gravità (DESCHENAUX/TERCIER, op. cit., pag. 93 e BREHM,
op. cit., art. 47 CO n. 27 segg. nonché DTF 110 II 61, 102 II 211 e 89
Considerandi
II 396). Nella determinazione dell’indennità il giudice gode di un’ampia
libertà di apprezzamento delle circostanze concrete, in particolare del genere
e gravità del pregiudizio subito, dell’intensità e della durata delle
conseguenze sulla personalità della vittima e, infine, del grado di colpa
dell’autore (DTF 118 II 410, 116 II 733 e 295, 115 II 156 e 30 nonché SJ
1993.
pag. 195). Si dovrà tener conto pure delle conseguenze soggettive della
lesione subita e in particolar modo dell’intensità delle sofferenze e del
dolore patito (DTF 108 II 422). Così come precisato dalla giurisprudenza
l’indennità assegnata a titolo di torto morale non può essere fissata secondo
meri criteri matematici, ma soltanto stimata, tenendo conto dei criteri
sopraelencati, applicando le regole del diritto e dell’equità (DTF 121
II 375 e 117 II 50). L’indennità per torto morale, essendo destinata a riparare
un danno che, per sua stessa natura, non può che difficilmente essere ridotto a
un importo di denaro, non può eccedere certi limiti. Ciò nonostante l’indennità
deve risultare equa e quindi deve essere proporzionata alla gravità del
pregiudizio, ritenuta che essa non deve apparire derisoria per la vittima.
17.
Con istanza 8.4.2014
(doc. TPC 15 e VD pag. 3) così come in arringa (art. 346 cpv. 1 lett. b CPP e
VD pag. 3) l’avvocatessa (di seguito solo avv.) RAAP 1 (di seguito solo RAAP 1),
patrona d’ufficio dell’AP ACPR 1 (AI 48) dal 24.10.2013 (AI 27), ha chiesto che
IM 1 fosse condannato al pagamento di fr. 5'010.65, di cui fr. 30.- per
risarcimento danni, fr. 1'000.- per torto morale e fr. 3'980.65 per spese
legali (AI 63, doc. TPC 15 e VD pag. 3). La Corte, tenuto conto delle
risultanze d’istruttoria, dell’esito dibattimentale e delle contestazioni
espresse in merito dall’imputato (VD all. 1 pag. 4 V R), ha deciso quanto
segue:
a) risarcimento danni
richiamati i cons. 4b, 5b e 8 la pretesa per fr. 30.-, essendo
comprovata e non contestata dall’imputato, è accolta (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e
4.
);
b) torto morale
richiamata la giurisprudenza vigente in materia per casi simili a
quello in esame (HÜTTE/DUCKSCH, Die Genugtuung, Schulthess Juristische
Medien AG, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005) il richiesto risarcimento di fr.
1'000.- (doc. TPC 15) è stato ritenuto eccessivo e riportato, anche tenendo
debitamente conto delle sofferenze sia fisiche che psichiche sofferte da ACPR 1,
a fr. 500.- (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e 4.1);
c) spese legali
c1) fattura del 31.1.2014 (AI 63)
c1.1 la posta 28.10.2013 “Corrispondenza”
non è stata riconosciuta in quanto non agli atti;
c1.2 la posta 7.1.2014 “lettera
a MP” è ridotta di 5 minuti (di seguito solo min);
da cui, complessivamente, un primo onorario di fr. 1'425.- pari a
475.
min a fr. 180.-/h, delle spese per fr. 266.- pari a fr 273.- ./. fr. 7.- ed
un’imposta sul valore aggiunto (di seguito solo IVA) di fr. 135.30 pari all’8%
di fr. 1'691.-;
c2) fattura dell’8.4.2014 (doc.
TPC 15)
c2.1 la posta 4.2.2014 “lettera
a cliente” è ridotta di 10 min;
c2.2 la posta 4.2.2014 “esame
atto d’accusa” è ridotta di 10 min;
c2.3 la posta 27.3.2014 “tel. a
cliente” è ridotta di 5 min;
c2.4 la posta 7.4.2014 “colloquio
cliente” è ridotta di 5 min;
c2.5 la posta 8.4.2014 “lettera
a TPC” è ridotta di 5 min;
c2.6 la posta 8.4.2014 “dibattimento”
è riportata a 165 min (h 9.30/12.15), quindi ./. 285 min, con l’aggiunta di
ulteriori 30 min per lettura e breve commento al dispositivo;
c2.7 la posta 8.4.2014 “pratiche
conclusive con cliente (colloqui, ecc..)” è ridotta di 50 min;
c2.8 la posta 8.4.2014 “spese
conclusive con cliente (invio copia sentenza ecc.)” è riportata a fr. 10.-;
da cui, complessivamente, un secondo onorario di fr. 750.- pari a
250.
min a fr. 180.-/h, delle spese per fr. 87.80 pari a fr. 127.80 ./. fr. 40.-
e un IVA di fr. 67.- pari all’8% di fr. 837.30;
d) di conseguenza, visto quanto
sopra, le pretese di risarcimento danni, torto morale e spese legali di ACPR 1 sono
state riconosciute per fr. 3'261.10 (fr. 30.- per risarcimento danni, fr. 500.-
per torto morale e fr. 2'731.10 per spese legali e meglio fr. 2'175.- [fr.
1'425.- + fr. 750.-] per gli onorari, fr. 353.80 [fr. 266.- + fr. 87.80] per le
spese e fr. 202.30 [fr. 135.30 + fr. 67.-] per l’IVA), con conseguente condanna
di IM 1 al relativo pagamento (VD all. 2 pag. 2 pti. 4 e 4.1), ritenuto che per
il riconoscimento delle altre sue pretese ACPR 1 è rinviato al competente foro
civile (art. 126 cpv. 2 lett. b CPP e VD all. 2 pag. 3 pto 4§);
e) ricordato che l’avv. RAAP 1
con decreto 25.10.2013 (AI 27) è stata nominata patrona d’ufficio di ACPR 1 con
gratuito patrocinio, richiamati per la sua retribuzione gli art. 135 e 138 CPP,
il sopra riconosciuto importo di fr. 2'731.10 per spese legali viene posto a
carico dello Stato, riservato l’art. 138 cpv. 2 CPP secondo cui se l’imputato è
condannato a versare un’indennità processuale all’AP, l’indennità è devoluta al
Cantone fino a concorrenza delle spese per il gratuito patrocinio (VD all. 2
pag. 3 e 4 pti 8, 8.1 e 8.2) e rammentato come il dispositivo relativo alla sua
retribuzione non è stato impugnato da questa patrona dinanzi alla Corte dei
reclami penali (di seguito solo CRP, VD all. 2 pag. 4 pto. 8.2 e doc. TPC 18).
18.
In sede di VI PS
5.12.2013
a pag. 4 così come in arringa per il tramite dell’avv. RAAP 1 (art.
346.
cpv. 1 lett. b CPP e VD pag. 3), il minorenne ACPR 3, costituitosi AP alla
fine di quella audizione, ha richiesto il risarcimento del sottratto telefono
(pto. 3 dell’AA), pari a fr. 478.- (AI 54), più “il costo dell’abbonamento
per 24 mesi di 69.- mensili, una custodia nera del valore di CHF 49.- e un
danno morale per i numeri e messaggi andati persi” fissato in aula in fr.
500.
- (VD pag. 3 e all. 1 pag. 4), ricordato che con scritto 7.4.2014 è stato
precisato che l’abbonamento è stato mantenuto e che nessuna “assicurazione è
intervenuta” (doc. TPC 16). Ciò posto ed indipendentemente dalla relativa
contestazione da parte dell’imputato (VD all. 1 pag. 4 V R) la Corte ha
respinto la richiesta di risarcimento per il canone d’abbonamento mensile
essendo stato riutilizzato in “un vecchio telefonino” (doc. TPC 16),
della custodia in quanto il relativo acquisto non è stato documentato e del
torto morale poiché l’esposta causale non è apparsa così grave da giustificarne
l’esistenza. Ricordato come per queste negate pretese il minorenne ACPR 3 è
rinviato al competente foro civile (art. 126 cpv. 2 lett. b CPP e VD all. 2
pag. 3 pto 4§), IM 1 è invece stato condannato a risarcire a questo AP fr.
478.
- (AI 54), pari al valore del sottratto telefono (pto. 3 dell’AA e VD all.
2.
pag. 2 e 3 pti. 4 e 4.2).
IX) Retribuzione del
difensore d’ufficio
19.
Giusta l’art. 135 cpv.
2.
CPP l’autorità giudicante stabilisce l’importo della retribuzione del
difensore d’ufficio (art. 132 CPP) al termine del procedimento (SCHMID,
op. cit., art. 135 n. 4, RUCKSTUHL, Basler Kommentar Schweizerische
Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 135 n. 9 segg., HARARI/ALIBERTI,
Commentaire Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2010, art. 135 n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art.
135.
n. 6 segg.), fermo restando come ai sensi dell’art. 135 cpv. 4 CPP non
appena le sue condizioni economiche glielo permettano, l’imputato condannato a
pagare le spese procedurali (art. 416 segg. CPP) è tenuto a rimborsare la
retribuzione al Cantone (art. 135 cpv. 4 lett. a CPP) rispettivamente a versare
al difensore la differenza tra la retribuzione ufficiale e l’onorario integrale
(art. 135 cpv. 4 lett. b CPP). Un’eventuale reclamo contro la quantificazione
della retribuzione è da inoltrare, in un termine di 10 giorni (art. 396 cpv. 1
CPP), alla CRP (art. 135 cpv. 3 lett. a e 393 cpv. 1 lett. b CPP). Quo alla
determinazione della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP)
si richiamano, per l’onorario e le spese, le considerazioni già espresse nel
cons. 15.
20.
L’avv. DUF 1,
difensore d’ufficio (art. 132 segg. CPP) di IM 1 dal 17.10.2013 (AI 18), ha
presentato per la tassazione le note 30.1.2014 (AI 62) e 11.4.2014 (doc.
dibattimentale 1 e VD pag. 3) con un importo omnia comprensivo di fr.
13’353.30, che previo esame da parte della Corte è stato riportato a fr.
11'418.90 e meglio fr. 9’975.80 per onorari, fr. 597.25 per le spese e fr.
845.85
per l’IVA (VD all. 2 pag. 3 pti. 7, 7.1 e 7.2), tassazione passata in
giudicato (art. 437 segg. CPP) non essendo stata impugnata dinanzi alla CRP nei
termini di legge (VD all. 2 pag. 3 pto. 7.3 e doc. TPC 18).
X) Dissequestro e
restituzione
21.
In merito alle norme
del CPP concretamente applicabili si ricorda come giusta l’art. 263 cpv. 1
lett. a) CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori
patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova
rispettivamente come giusta l’art. 267 cpv. 1 CPP se il motivo del sequestro
viene meno il pubblico ministero o il giudice dispongono il dissequestro e
restituiscono gli oggetti o i valori patrimoniali agli aventi diritto.
22.
Tenuto conto delle
risultanze d’istruttoria (AI 5, 53 e 59) e delle dichiarazioni delle parti in
sede processuale (VD all. 1 pag. 4 II/III/IV R), la Corte ha ordinato il
dissequestro e la restituzione (art. 267 cpv. 1 CPP) ad IM 1 del suo telefono
cellulare __________ e della carta Sim previa cancellazione delle relative
memorie (VD all. 2 pag. 3 pti. da 5 a 5.2).
XI) Tassa di giustizia e
spese procedurali
23.
Visto il proscioglimento
di IM 1 dai reati di tentata coazione (art. 181 CP in relazione con l’art. 22
cpv. 1 CP) subordinatamente di minaccia (art. 180 cpv. 1 CP e VD all. 2 pag. 2
pto. 2), la tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali (art. 422
segg. CPP) sono poste a carico dell’imputato ad eccezione di fr. 250.- a carico
dello Stato (art. 426 cpv. 1 CPP e VD all. 2 pag. 3 pto. 6).
Visti gli art. 12, 22 cpv. 1, 40,
47, 48a, 49, 51, 69, 106, 123 n. 1, 139 n. 1, 156 n. 1 e 3, 177 cpv. 1, 180
cpv. 1 e 181 CP;
art. 19 cpv. 1 lett. d e 19a n. 1 LStup;
80.
segg., 84 segg., 135, 138, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg.
CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1.
è autore colpevole di:
1.1
ripetuta estorsione
consumata e tentata
per avere, a __________, nel periodo 27.9.2012/17.10.2013, usando
violenza o minacciandoli di un grave danno:
1.1.1
compiuto, senza risultato,
tutti gli atti necessari affinché __________ gli consegnasse fr. 1'100.-;
1.1.2
ottenuto da ACPR 1, in due
diverse occasioni, fr. 20.- e fr. 10.-;
1.2
ripetute lesioni semplici
commesse a __________ e __________, nel periodo ottobre
2013/17.10.2013 a danno di:
1.2.1
ACPR 1, in due diverse
occasioni, colpendolo ripetutamente con dei pugni al volto, all’orecchio e alla
testa nonché tirandogli una ginocchiata all’addome;
1.2.2
ACPR 2, colpendola con uno
schiaffo al volto e con una testata alla fronte;
1.3
furto
commesso a __________, il 16.9.2013, a danno del minorenne ACPR 3,
con una refurtiva denunciata di fr. 889.-;
1.4
ingiuria
commessa a __________, il 10.10.2013, a danno di ACPR 2
tacciandola ripetutamente di “puttana” e “puttana di merda”
nonché sputandole addosso;
1.5
infrazione alla LF sugli
stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, a __________, nel periodo
settembre 2013/17.10.2013, acquistato per l’alienazione a terzi 25 grammi di cocaina;
1.6
contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, a __________ e altre
località, nel periodo 18.8.2013/17.10.2013, consumato 12 grammi di marijuana e 5 grammi di cocaina;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e nello scritto
3.4.2014
del Procuratore pubblico, nonché precisato nei considerandi.
2.
IM 1 è prosciolto
dall’imputazione di tentata coazione sub minaccia di cui allo
scritto 3.4.2014 del Procuratore pubblico.
3.
IM 1 è condannato:
3.1
alla pena detentiva di 16
(sedici) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva alla pena detentiva
di 3 anni e 6 mesi di cui alla sentenza 29.8.2013 della Corte delle assise
criminali del Canton Ticino, da dedursi il carcere preventivo sofferto;
3.2
al pagamento di una multa di
fr. 300.- (trecento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per
colpa, sarà sostituita con una pena detentiva di 3 (tre) giorni (art. 106 cpv.
2.
CP).
4.
IM 1 è condannato a versare
agli AP:
4.1
ACPR 1 fr. 30.- a titolo di
risarcimento danni, fr. 500.- per torto morale e fr. 2'731.10 a titolo di spese legali;
4.2
ACPR 3 fr. 478.- a titolo di
risarcimento danni.
§ Per ogni altra loro pretesa
nei confronti di IM 1 gli AP ACPR 1 e ACPR 3 sono rinviati al foro civile.
5.
Previa cancellazione delle
relative memorie è ordinato il dissequestro e la restituzione a IM 1 di:
5.1
1 cellulare
__________, Imei __________;
5.2
1 carta Sim __________.
6.
La tassa di giustizia di
fr. 1’000.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1, salvo fr.
250.
- a carico dello Stato.
7.
Le spese per la difesa
d’ufficio di IM 1, a suo carico, sono sostenute dallo Stato.
7.1
Le note professionali del
30.1.2014
e dell’11.4.2014 dell’avv. DUF 1 sono approvate per:
onorario fr. 9'975.80
spese fr. 597.25
IVA fr. 845.85
totale fr. 11'418.90
7.2
IM 1 è tenuto a rimborsare allo
Stato del Cantone Ticino l’importo di fr 11'418.90 non appena le sue condizioni
economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
8.
Le spese di patrocinio
dell’AP ACPR 1 sono sostenute dallo Stato. Resta riservato l’art. 138 cpv. 2
CPP.
8.1
Le note professionali 31.1.2014
e 8.4.2014 dell’avv.RAAP 1 sono approvate per:
onorario fr. 2'175.00
spese fr. 353.80
IVA fr. 202.30
totale fr. 2'731.10
9.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per
iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Intimazione a: -
accusatori privati:
Per la Corte delle assise
criminali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 1'080.--
Multa fr. 300.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 176.95
./. fr. 250.--
fr. 2'306.95
============