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Decisione

72.2014.3

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

7 novembre 2018Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

I. La

Presidente rileva che l’imputata, per mezzo del proprio difensore (scritto del

25.09.2018, doc. TPC 11), ha manifestato la volontà di non partecipare, né in

data odierna né in futuro, al presente dibattimento, così come nuovamente

confermato seduta stante dall’avv. DUF 1.

La Presidente constata che

l’imputata è stata regolarmente citata mediante l’invio di una lettera

raccomandata con ricevuta di ritorno, che risulta esserle stata consegnata come

da avviso di ricezione in atti (doc TPC 16).

La Presidente constata che

l’imputata ha avuto sufficienti opportunità di esprimersi sui reati a lei

contestati e che la situazione probatoria consente la pronuncia di una sentenza

anche in sua assenza.

La Presidente pertanto,

richiamato l’art. 366, cpv. 3 e 4 CPP, rileva che sussistono i presupposti per

procedere immediatamente con la procedura contumaciale.

Le parti danno atto che oggi vi

sono le condizioni per procedere in contumacia.

Considerandi

II. La

PP, d’intesa con l’avv. DUF 1, propone le seguenti modifiche dell’atto

d’accusa:

- il

punto 1.1 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere tra ottobre 2009 e

gennaio 2011 a __________, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole

dalla __________ con sede in __________, comprendente la facoltà di disporre

via e-banking dal conto bancario __________ presso il __________ di __________

per effettuare i pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a

proprio indebito profitto, diversi pagamenti a favore della __________ di __________,

nonché di altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF

44'494.48, denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente

rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi personali,

nonché attingendo a fondi della società __________, ritenuto che ad oggi

l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33”;

- il

punto 1.4 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere, a __________,

nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di

proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario

dell’altro 50% delle quote sociali della __________, indebitamente trattenuto

valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-, e meglio per

avere, trattenuto a proprio profitto, anziché riversarlo a ACPR 5, la metà

dell’importo di CHF 125'000.- versatole da __________ per l’acquisto della

totalità delle quote sociali della società __________”;

- il

punto 2 dell’atto d’accusa è qualificato come “ripetuta truffa” e la condotta

ivi già contestata è riportata sotto il punto 2.1.

A tale condotta si aggiunge

anche la fattispecie da porre sotto il punto 2.2: “a __________, nel settembre

2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con

astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio

patrimonio, e meglio per avere, nel settembre 2009, millantandosi proprietaria

delle 20 quote sociali della società __________, mentre le stesse apparentavano

in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a __________ e in ragione di 10 alla __________

(fiduciariamente per conto della stessa IM 1), confermandone l’errore facendo

firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui veniva indicato,

contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle 20 quote sociali

della società, indotto in tal modo ACPR 5 a consegnarle un importo di CHF

50'000.-”. Il punto 2.1 rimane.

Anche l’avv. __________ dichiara di essere d’accordo con le modifiche

proposte.

III. La

Presidente propone la seguente modifica dell’atto d’accusa:

- il

punto 3.3 è così modificato: “formato un documento falso facendo figurare quale contraente di un mutuo di CHF

100'000.- datato __________ 31.03.2009, la società __________, sottoscrivendo

lo stesso all’insaputa dell’amministratrice unica”.

Le parti si dicono

d’accordo con la modifica proposta.

Sentiti: - il Procuratore

pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: l’accusa rileva che i fatti sono chiari, chiede che l’imputata

venga condannata ad una pena di 18 mesi rimettendosi al giudizio della Corte

per i punti 3.4 e 3.5. Circa i sequestri, l’accusa chiede il sequestro

conservativo della documentazione, del telefonino e del computer, mentre chiede

la confisca per il resto;

- l’avv. __________,

patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 2, il quale formula e

motiva le seguenti conclusioni:

il patrocinatore dichiara di rimettersi al giudizio della Corte;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputata IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni:

la difesa rileva che vi è accordo con l’accusa sui fatti imputati.

Contesta i punti 3.4 e 3.5 ritenuto che non vi sono i presupposti oggettivi e

soggettivi previsti dal 251 CP e, inoltre, le banconote contestate al punto 3.4

non sono mai state utilizzate. Così, anche per il secondo punto 3.5, la

condotta descritta non adempie ai requisiti del reato in esame. Il documento

falso non è mai entrato nella sfera di influenza di un danneggiato. Chiede dunque

il proscioglimento dell’imputata da tali punti. Rileva che la pena proposta

dalla PP appare equa.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 37, 40, 42,

44, 47, 49, 51, 69, 138, 146, 251 CP;

82, 135, 366, 367, 368, 371, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia in contumacia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

ripetuta appropriazione

indebita

per avere:

1.1.1

tra ottobre 2009 e gennaio

2011.

a __________, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole dalla __________

con sede in __________, comprendente la facoltà di disporre via e-banking dal

conto bancario __________ presso __________ di __________ per effettuare i

pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a proprio indebito

profitto, diversi pagamenti a favore della __________ di __________, nonché di

altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF 44'494.48,

denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente

rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi

personali, nonché attingendo a fondi della società __________, ritenuto che ad

oggi l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33;

1.1.2

nella sua veste

di gerente della società __________, con firma individuale sul conto presso __________

di __________, a scopo di indebito profitto

a) in data 13.10.2010

a __________, prelevato e trattenuto indebitamente CHF 5'000.-;

b) in data

22.10.2010

a __________, disposto via e-banking un bonifico di CHF 2'000.- a

favore della __________ onde occultare parzialmente le malversazioni descritte

sub 1.1.1, rimborsando successivamente gli ammanchi in data 26.11.2010 attraverso

un pagamento di CHF 7'000.- a favore di un fornitore della __________.

1.1.3

in data

12.07.2010

a __________, nella sua veste di gerente della società __________

con firma individuale sul conto n. __________

presso la __________ di __________, prelevato e trattenuto

a proprio indebito profitto l’importo di CHF 5'000.-.

1.1.4

a __________,

nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di

proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario

dell’altro 50% delle quote sociali della __________, indebitamente trattenuto

valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-,

e meglio per avere, trattenuto a proprio profitto,

anziché riversarlo a ACPR 5, la metà dell’importo di CHF 125'000.- versatole da

__________ per l’acquisto della totalità delle quote sociali della società __________;

1.2

ripetuta truffa

per avere:

1.2.1

a __________ e __________ tra

il giugno 2006 e il settembre 2008,

a scopo di indebito profitto, ingannato con astuzia la __________

presentando falsi documenti ed ottenendo in due occasioni un aumento della

linea di credito da CHF 50'000.- a CHF 85'000.-, conseguendo in tal modo un

mutuo supplementare di CHF 35'000.-, mai rimborsato e sfociato in un attestato

di carenza beni 16.05.2011;

1.2.2

a __________, nel settembre

2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con

astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio

patrimonio, e meglio per avere,

millantandosi proprietaria delle 20 quote sociali della società __________,

mentre le stesse apparentavano in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a __________

e in ragione di 10 alla __________ (fiduciariamente per conto della stessa IM 1),

confermandone l’errore facendo firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui

veniva indicato, contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle

20.

quote sociali della società, indotto in tal modo ACPR 5 a corrisponderle l’importo

di CHF 50'000.- per l’acquisto del 50% delle quote sociali della __________;

1.3

falsità in documenti

per avere,

nelle circostanze di tempo e di luogo sotto

indicate, a scopo di indebito profitto:

1.3.1

alterato un

conteggio di salario del giugno 2006 e falsificato la firma del datore di lavoro

attestando uno stipendio lordo di CHF 9'190.- mensili (pari a CHF 119'470.-

annui in luogo degli effettivi CHF 72'674.- annui) al fine di ottenere

l’aumento della linea di credito descritta sub. 1.2.1;

1.3.2

alterato due

certificati di salario relativi al 2007 intestati alla __________,

rispettivamente allo ACPR 2 al fine di attestare uno stipendio annuo superiore

a quello reale di CHF 112'291.-;

1.3.3

formato un

documento falso facendo figurare quale contraente di un mutuo di CHF 100'000.-

datato __________ 31.03.2009, la società __________, sottoscrivendo lo stesso

all’insaputa dell’amministratrice unica;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

IM 1 è prosciolta dalle

imputazioni di falsità in documenti di cui ai punti 3.4 e 3.5 dell’atto

d’accusa.

3.

Di conseguenza, IM 1 è

condannata alla pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, da dedursi il carcere

preventivo sofferto.

4.

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).

5.

IM 1 è condannata a versare

all’accusatrice privata __________, rappresentata dall’amministratrice unica ACPR

1, la somma di CHF 32'016.33 oltre

interessi al 5% dal 13 maggio 2011, a titolo di risarcimento danni. Per eventuali

ulteriori pretese, l’accusatrice privata è rinviata al competente foro civile.

6.

Gli accusatori privati ACPR

2, ACPR 5, ACPR 4 e ACPR 3 sono rinviati al competente foro civile per

eventuali pretese di risarcimento.

7.

E’ ordinata la confisca di

tutto quanto in sequestro, ad eccezione:

- della documentazione

rinvenuta presso l’abitazione dell’imputata (reperti da 1 a 20 del verbale di

perquisizione e sequestro, AI 58);

- del telefono cellulare Nokia (reperto 22 del verbale di perquisizione

e sequestro, AI 58);

- del computer (reperto 6 del verbale di perquisizione e

sequestro, AI 9);

dei quali si dispone il sequestro conservativo in quanto mezzi di

prova.

8.

La tassa di giustizia di

fr. 500.- senza motivazione scritta o di fr. 1'500.- con motivazione scritta, e

le spese procedurali sono poste a carico della condannata.

9.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

9.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 3'650.00

spese fr. 11.00

IVA (8%) fr. 281.90

totale fr. 3'942.90

9.2

La condannata è tenuta a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 3’942.90 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

10.

La condannata è resa attenta

al fatto che, entro dieci giorni dalla notifica della presente sentenza, può

presentare per scritto od oralmente istanza di nuovo giudizio al Presidente

della Corte delle assise correzionali (art. 368 cpv. 1 CPP).

11.

Parallelamente all’istanza di

nuovo giudizio o in sua vece, il condannato può anche interporre appello contro

la sentenza contumaciale alla Corte di appello e di revisione penale. In tale

evenienza, l’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise

correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla

comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla

Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della

sentenza motivata.

Intimazione a:

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

Per la Corte delle assise correzionali

La Presidente Il

vicecancelliere

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 206.35

fr. 906.35

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