72.2014.3
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7 novembre 2018Italiano14 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2014.3
Lugano,
7 novembre 2018/lc
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise correzionali di Mendrisio
composta da:
giudice Rosa Item, Presidente
Stefano Stillitano, vicecancelliere
sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatori
privati:
ACPR 2
patrocinata dall’avv. RAAP 2
ACPR 1
ACPR 3
ACPR 4
ACPR 5
contro
IM 1
rappresentata dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva dal
21 giugno 2011 al 7 settembre 2011 (79 giorni);
imputata, a norma dell'atto
d'accusa 2/2014 del 3 gennaio 2014, emanato dal Procuratore generale __________, di
1. Ripetuta appropriazione
indebita
per avere,
1.1 tra ottobre 2009 e gennaio 2011
a __________, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole dalla __________
con sede in __________, comprendente la facoltà di disporre via e-banking dal
conto bancario __________ presso __________ per effettuare i pagamenti per
conto e nell’interesse della società, disposto a proprio indebito profitto,
diversi pagamenti a favore della __________, nonché di altre società a lei
riconducibili, per un importo complessivo di CHF 44'494.48, parzialmente
rimborsati, con un danno complessivo di CHF 37'016.33;
1.2 nella sua veste di gerente
della società __________, con firma individuale sul conto __________ presso __________,
a scopo di indebito profitto
a) in data 13.10.2010 a __________,
prelevato a trattenuto indebitamente CHF 5'000.-;
b) in data 22.10.2010 a __________,
disposto via e-banking un bonifico di CHF 2'000.- a favore della __________
onde occultare parzialmente le malversazioni descritte sub 1, rimborsando
successivamente gli ammanchi in data 26.11.2010 attraverso un pagamento di CHF
7'000.- a favore di un fornitore della __________ effettuato dalla __________.
1.3 in data 12.07.2010 a __________,
nella sua veste di gerente della società __________ con firma individuale sul
conto n. __________ presso __________, prelevato e trattenuto a proprio
indebito profitto un importo di CHF 5'000.-.
1.4 a __________, nel dicembre
2009 e nell’aprile 2010, nella sua veste di proprietaria al 50% del pacchetto azionario
della __________ con sede in __________, nonché detentrice a titolo fiduciario
del restante 50% (di proprietà di ACPR 3 e __________) alienato in un primo
tempo la parte di quest’ultimi a favore di ACPR 5 ed in seguito venduto
l’intero pacchetto azionario a __________ (sempre all’insaputa dei diversi
detentori) trattenendo l’intero ricavato delle due operazioni, ottenendo così
un indebito profitto per complessivi CHF 112'500.-.
2. Truffa
Per avere, a __________ e __________ tra il giugno 2006 e il
settembre 2008, a scopo di indebito profitto, ingannato con astuzia la __________
presentando i falsi documenti indicati sub 3.1, 3.2 ottenendo in due occasioni
un aumento della linea di credito da CHF 50'000.- a CHF 85'000.-, conseguendo
in tal modo un mutuo supplementare di CHF 35'000.-, mai rimborsato e sfociato
in un attestato di carenza beni __________.
3. Falsità in documenti
Per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo sotto indicate, a
scopo di indebito profitto
3.1 alterato un conteggio di
salario del giugno 2006 e falsificato la firma del datore di lavoro attestando
uno stipendio lordo di CHF 9'190.- mensili (pari a CHF 119'470.- annui in luogo
degli effettivi CHF 72'674.- annui) al fine di ottenere l’aumento della linea
di credito descritta sub. 2.1;
3.2 alterato due certificati di
salario relativi al 2007 intestati alla __________, rispettivamente allo ACPR 2
al fine di attestare uno stipendio annuo superiore a quello reale di CHF
112'291.-;
3.3 fatto figurare quale
contraente di un mutuo di CHF 100'000.- datato __________ 31.03.2009, la
società __________, sottoscrivendolo all’insaputa dell’amministratrice;
3.4 a __________, nel febbraio
2011, agendo in correità con __________ a scopo di indebito profitto, ricevuto
da __________ alcune fotocopie di false banconote da un milione di dollari,
allo scopo di farne uso presso potenziali investitori;
3.5 a __________, nel maggio
2010, agendo in correità con __________ a scopo di indebito profitto, tentato
di usare come garanzia un estratto conto falsificato da Euro 100 milioni,
attestante un deposito della __________ presso la __________ di __________,
nonché contraffatto altri documenti della __________ a suffragio del suddetto
inesistente deposito.
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: dagli art. 138 cifra 1 CP, art. 146 cpv. 1
CP, art. 251 cifra 1 CP;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1,
in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’avv. DUF 1, difensore
dell’imputata IM 1, assente;
- l’avv. __________, in
sostituzione dell’avv. RAAP 2, patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato
ACPR 2.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 10:28.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
Fatti
I. La
Presidente rileva che l’imputata, per mezzo del proprio difensore (scritto del
25.09.2018, doc. TPC 11), ha manifestato la volontà di non partecipare, né in
data odierna né in futuro, al presente dibattimento, così come nuovamente
confermato seduta stante dall’avv. DUF 1.
La Presidente constata che
l’imputata è stata regolarmente citata mediante l’invio di una lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno, che risulta esserle stata consegnata come
da avviso di ricezione in atti (doc TPC 16).
La Presidente constata che
l’imputata ha avuto sufficienti opportunità di esprimersi sui reati a lei
contestati e che la situazione probatoria consente la pronuncia di una sentenza
anche in sua assenza.
La Presidente pertanto,
richiamato l’art. 366, cpv. 3 e 4 CPP, rileva che sussistono i presupposti per
procedere immediatamente con la procedura contumaciale.
Le parti danno atto che oggi vi
sono le condizioni per procedere in contumacia.
Considerandi
II. La
PP, d’intesa con l’avv. DUF 1, propone le seguenti modifiche dell’atto
d’accusa:
- il
punto 1.1 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere tra ottobre 2009 e
gennaio 2011 a __________, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole
dalla __________ con sede in __________, comprendente la facoltà di disporre
via e-banking dal conto bancario __________ presso il __________ di __________
per effettuare i pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a
proprio indebito profitto, diversi pagamenti a favore della __________ di __________,
nonché di altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF
44'494.48, denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente
rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi personali,
nonché attingendo a fondi della società __________, ritenuto che ad oggi
l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33”;
- il
punto 1.4 dell’atto d’accusa è così modificato: “per avere, a __________,
nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di
proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario
dell’altro 50% delle quote sociali della __________, indebitamente trattenuto
valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-, e meglio per
avere, trattenuto a proprio profitto, anziché riversarlo a ACPR 5, la metà
dell’importo di CHF 125'000.- versatole da __________ per l’acquisto della
totalità delle quote sociali della società __________”;
- il
punto 2 dell’atto d’accusa è qualificato come “ripetuta truffa” e la condotta
ivi già contestata è riportata sotto il punto 2.1.
A tale condotta si aggiunge
anche la fattispecie da porre sotto il punto 2.2: “a __________, nel settembre
2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con
astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio
patrimonio, e meglio per avere, nel settembre 2009, millantandosi proprietaria
delle 20 quote sociali della società __________, mentre le stesse apparentavano
in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a __________ e in ragione di 10 alla __________
(fiduciariamente per conto della stessa IM 1), confermandone l’errore facendo
firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui veniva indicato,
contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle 20 quote sociali
della società, indotto in tal modo ACPR 5 a consegnarle un importo di CHF
50'000.-”. Il punto 2.1 rimane.
Anche l’avv. __________ dichiara di essere d’accordo con le modifiche
proposte.
III. La
Presidente propone la seguente modifica dell’atto d’accusa:
- il
punto 3.3 è così modificato: “formato un documento falso facendo figurare quale contraente di un mutuo di CHF
100'000.- datato __________ 31.03.2009, la società __________, sottoscrivendo
lo stesso all’insaputa dell’amministratrice unica”.
Le parti si dicono
d’accordo con la modifica proposta.
Sentiti: - il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: l’accusa rileva che i fatti sono chiari, chiede che l’imputata
venga condannata ad una pena di 18 mesi rimettendosi al giudizio della Corte
per i punti 3.4 e 3.5. Circa i sequestri, l’accusa chiede il sequestro
conservativo della documentazione, del telefonino e del computer, mentre chiede
la confisca per il resto;
- l’avv. __________,
patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 2, il quale formula e
motiva le seguenti conclusioni:
il patrocinatore dichiara di rimettersi al giudizio della Corte;
- l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputata IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:
la difesa rileva che vi è accordo con l’accusa sui fatti imputati.
Contesta i punti 3.4 e 3.5 ritenuto che non vi sono i presupposti oggettivi e
soggettivi previsti dal 251 CP e, inoltre, le banconote contestate al punto 3.4
non sono mai state utilizzate. Così, anche per il secondo punto 3.5, la
condotta descritta non adempie ai requisiti del reato in esame. Il documento
falso non è mai entrato nella sfera di influenza di un danneggiato. Chiede dunque
il proscioglimento dell’imputata da tali punti. Rileva che la pena proposta
dalla PP appare equa.
Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art. 12, 37, 40, 42,
44, 47, 49, 51, 69, 138, 146, 251 CP;
82, 135, 366, 367, 368, 371, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia in contumacia:
IM 1
1.
è autore colpevole di:
1.1
ripetuta appropriazione
indebita
per avere:
1.1.1
tra ottobre 2009 e gennaio
2011.
a __________, nell’ambito del mandato amministrativo affidatole dalla __________
con sede in __________, comprendente la facoltà di disporre via e-banking dal
conto bancario __________ presso __________ di __________ per effettuare i
pagamenti per conto e nell’interesse della società, disposto a proprio indebito
profitto, diversi pagamenti a favore della __________ di __________, nonché di
altre società a lei riconducibili, per un importo complessivo di CHF 44'494.48,
denaro utilizzato per scopi personali, importo parzialmente
rimborsato in ragione di CHF 12'478.15, mediante pagamenti con suoi soldi
personali, nonché attingendo a fondi della società __________, ritenuto che ad
oggi l’indebito profitto ammonta a CHF 32'016.33;
1.1.2
nella sua veste
di gerente della società __________, con firma individuale sul conto presso __________
di __________, a scopo di indebito profitto
a) in data 13.10.2010
a __________, prelevato e trattenuto indebitamente CHF 5'000.-;
b) in data
22.10.2010
a __________, disposto via e-banking un bonifico di CHF 2'000.- a
favore della __________ onde occultare parzialmente le malversazioni descritte
sub 1.1.1, rimborsando successivamente gli ammanchi in data 26.11.2010 attraverso
un pagamento di CHF 7'000.- a favore di un fornitore della __________.
1.1.3
in data
12.07.2010
a __________, nella sua veste di gerente della società __________
con firma individuale sul conto n. __________
presso la __________ di __________, prelevato e trattenuto
a proprio indebito profitto l’importo di CHF 5'000.-.
1.1.4
a __________,
nell’aprile 2010, a scopo di indebito profitto, agendo in qualità di
proprietaria al 50% e di detentrice, per conto di ACPR 5, a titolo fiduciario
dell’altro 50% delle quote sociali della __________, indebitamente trattenuto
valori patrimoniali a lei affidati, per complessivi CHF 62'500.-,
e meglio per avere, trattenuto a proprio profitto,
anziché riversarlo a ACPR 5, la metà dell’importo di CHF 125'000.- versatole da
__________ per l’acquisto della totalità delle quote sociali della società __________;
1.2
ripetuta truffa
per avere:
1.2.1
a __________ e __________ tra
il giugno 2006 e il settembre 2008,
a scopo di indebito profitto, ingannato con astuzia la __________
presentando falsi documenti ed ottenendo in due occasioni un aumento della
linea di credito da CHF 50'000.- a CHF 85'000.-, conseguendo in tal modo un
mutuo supplementare di CHF 35'000.-, mai rimborsato e sfociato in un attestato
di carenza beni 16.05.2011;
1.2.2
a __________, nel settembre
2009, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, ingannato con
astuzia ACPR 5, inducendolo in tal modo ad un atto pregiudizievole al proprio
patrimonio, e meglio per avere,
millantandosi proprietaria delle 20 quote sociali della società __________,
mentre le stesse apparentavano in ragione di 9 a ACPR 3, in ragione di 1 a __________
e in ragione di 10 alla __________ (fiduciariamente per conto della stessa IM 1),
confermandone l’errore facendo firmare a ACPR 5 un contratto di cessione in cui
veniva indicato, contrariamente al vero, che l’imputata era proprietaria delle
20.
quote sociali della società, indotto in tal modo ACPR 5 a corrisponderle l’importo
di CHF 50'000.- per l’acquisto del 50% delle quote sociali della __________;
1.3
falsità in documenti
per avere,
nelle circostanze di tempo e di luogo sotto
indicate, a scopo di indebito profitto:
1.3.1
alterato un
conteggio di salario del giugno 2006 e falsificato la firma del datore di lavoro
attestando uno stipendio lordo di CHF 9'190.- mensili (pari a CHF 119'470.-
annui in luogo degli effettivi CHF 72'674.- annui) al fine di ottenere
l’aumento della linea di credito descritta sub. 1.2.1;
1.3.2
alterato due
certificati di salario relativi al 2007 intestati alla __________,
rispettivamente allo ACPR 2 al fine di attestare uno stipendio annuo superiore
a quello reale di CHF 112'291.-;
1.3.3
formato un
documento falso facendo figurare quale contraente di un mutuo di CHF 100'000.-
datato __________ 31.03.2009, la società __________, sottoscrivendo lo stesso
all’insaputa dell’amministratrice unica;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
2.
IM 1 è prosciolta dalle
imputazioni di falsità in documenti di cui ai punti 3.4 e 3.5 dell’atto
d’accusa.
3.
Di conseguenza, IM 1 è
condannata alla pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, da dedursi il carcere
preventivo sofferto.
4.
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).
5.
IM 1 è condannata a versare
all’accusatrice privata __________, rappresentata dall’amministratrice unica ACPR
1, la somma di CHF 32'016.33 oltre
interessi al 5% dal 13 maggio 2011, a titolo di risarcimento danni. Per eventuali
ulteriori pretese, l’accusatrice privata è rinviata al competente foro civile.
6.
Gli accusatori privati ACPR
2, ACPR 5, ACPR 4 e ACPR 3 sono rinviati al competente foro civile per
eventuali pretese di risarcimento.
7.
E’ ordinata la confisca di
tutto quanto in sequestro, ad eccezione:
- della documentazione
rinvenuta presso l’abitazione dell’imputata (reperti da 1 a 20 del verbale di
perquisizione e sequestro, AI 58);
- del telefono cellulare Nokia (reperto 22 del verbale di perquisizione
e sequestro, AI 58);
- del computer (reperto 6 del verbale di perquisizione e
sequestro, AI 9);
dei quali si dispone il sequestro conservativo in quanto mezzi di
prova.
8.
La tassa di giustizia di
fr. 500.- senza motivazione scritta o di fr. 1'500.- con motivazione scritta, e
le spese procedurali sono poste a carico della condannata.
9.
Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
9.1
La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 3'650.00
spese fr. 11.00
IVA (8%) fr. 281.90
totale fr. 3'942.90
9.2
La condannata è tenuta a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 3’942.90 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
10.
La condannata è resa attenta
al fatto che, entro dieci giorni dalla notifica della presente sentenza, può
presentare per scritto od oralmente istanza di nuovo giudizio al Presidente
della Corte delle assise correzionali (art. 368 cpv. 1 CPP).
11.
Parallelamente all’istanza di
nuovo giudizio o in sua vece, il condannato può anche interporre appello contro
la sentenza contumaciale alla Corte di appello e di revisione penale. In tale
evenienza, l’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise
correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla
comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla
Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della
sentenza motivata.
Intimazione a:
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
Per la Corte delle assise correzionali
La Presidente Il
vicecancelliere
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 206.35
fr. 906.35
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