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Decisione

72.2014.33

Tentato omicidio mediante accoltellamento all'addome. Legittima difesa discolpante, lieve scemata imputabilità per consumo di cannabis e pentimento attivo

21 maggio 2014Italiano97 min

Source ti.ch

Fatti

I.

Il Presidente precisa che la

carcerazione preventiva è durata sino al 1 ottobre 2013, per un totale di 42

giorni, e che, richiamato il doc. TPC 20, alle armi poste sotto sequestro

vengono aggiunte “1 pistola F.N. mod. baby, cal. 6.35, n. ____” e “1 fucile a

pompa Remington, mod. 870, cal 12, n. ____”.

Le parti si dichiarano d’accordo

con queste correzioni e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

Considerandi

II.

Il Presidente, richiamato l’art.

344.

CPP, prospetta alle parti in alternativa e subordine ai reati indicati ai

punti 1 e 1.2 dell’atto d’accusa, quello di lesione colposa grave ai sensi dei

combinati art. 122 cpv. 1 e 125 cpv. 2 CP in relazione all’art. 13 cpv. 2 CP e

meglio per avere, a __________, il 21.8.2013, agendo per effetto di una

supposizione erronea delle circostanze di fatto che avrebbe potuto evitare

usando le debite precauzioni, negligentemente ferito all’addome ACPR 1

colpendolo con un coltello da cucina munito

di lama della lunghezza di 28 cm, mettendone così in pericolo la vita come

documentato dal referto medico-legale.

Viene data possibilità alle

parti di pronunciarsi in merito:

PP: Non ha nulla da osservare.

avv. RAAP 1: Si riserva di formulare osservazioni in sede di

discussione.

avv. DF 1: Si riserva di formulare osservazioni in sede di

discussione.

Sentiti: § il Procuratore pubblico, il quale, dopo essersi

soffermato sulla nozione di processo indiziario, passa in rassegna i fatti accertati,

argomenta circa la non credibilità della nuova versione resa al dibattimento

dall’imputato ed escludendo in casu la legittima difesa esamina il dolo, che in

concreto è da considerarsi eventuale. Conclude, quindi, chiedendo la condanna

dell’imputato alla pena detentiva di 6 anni in mancanza di attenuanti, salvo

una lievissima scemata imputabilità per il consumo di marijuana la sera dei

fatti. Chiede inoltre la confisca di tutto quanto in sequestro, ad eccezione,

eventualmente, del telefonino;

§ l’avv.

RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato, il quale associandosi al PP

quo alla colpevolezza dell’imputato e sottolineando il fatto che il suo

assistito è solo vittima e non ha fatto nulla per provocare quanto subito,

conclude chiedendo l’accoglimento della sua istanza di risarcimento;

§ l’avv.

DF 1, il quale, in esito al suo lungo intervento, dopo aver premesso che si

tratta di un processo indiziario e che anche in regime di anticipata esecuzione

della pena l’imputato deve beneficiare della presunzione d’innocenza,

posta in evidenza la vita anteriore del suo assistito e tracciato

uno schizzo dei tratti psicologici dei protagonisti della vicenda,

passati in rassegna i fatti a cominciare dall’episodio del

17.8.2013

e ricostruendo, poi, gli accadimenti della sera del 21.8.2013,

contestate le imputazioni dell’atto d’accusa non essendone

adempiuti i requisiti almeno dal punto di vista soggettivo, ritenuto come

l’imputato si sia venuto a trovare in quella situazione suo malgrado e che in

preda alla paura ed al panico per l’imminente attacco illecito dell’AP, nel

pieno suo diritto alla legittima difesa, abbia predisposto un “simulacro di

difesa” armandosi del coltello incriminato quale deterrente, ma senza farne

uso,

conclude chiedendo, in via principale, l’assoluzione del suo

assistito da tutte le ipotesi accusatorie e, solo in via subordinata, così come

prospettato dal Presidente, la derubrica delle accuse nel reato di lesioni

colpose gravi ai sensi dell’art. 125 CP in relazione con l’art. 13 cpv. 2 CP,

ritenuto che il ferimento dell’AP è conseguenza del suo stesso impeto e che

l’imputato, rimasto immobile, non poteva immaginare ch’egli non rimanesse

dissuaso dal coltello.

Nell’ipotesi di una condanna, considerando l’attenuante del

sincero pentimento, la scemata imputabilità e il pentimento attivo dimostrato

dal suo assistito ai sensi dell’art. 23 cpv. 1 CP, chiede che la pena detentiva

sia contenuta in al massimo 12 mesi e posta al beneficio della sospensione

condizionale con un periodo di prova di 3 anni.

Chiede inoltre il dissequestro in favore del suo assistito delle

armi e munizioni o, almeno, la possibilità di venderle.

Infine, quo alle pretese civili dell’AP, nella misura in cui non

vi fosse assoluzione, nel qual caso non è dovuto alcun indennizzo, si rimette

al giudizio della Corte per la nota professionale del suo patrocinatore, mentre

per il torto morale chiede il rinvio al foro civile.

Considerato, in fatto ed in diritto

I) Correzioni dell’atto

d’accusa

1.

In merito alle

correzioni dell’atto d’accusa (di seguito solo AA) si richiamano pagina (di

seguito solo pag.) 3 della presente sentenza e il verbale dibattimentale (di

seguito solo VD) pag. 2.

II) Apprezzamento giuridico

divergente

2.

Richiamato

l’articolo (di seguito solo art.) 344 del Codice di diritto processuale penale

svizzero (di seguito solo CPP) secondo cui se intende scostarsi

dall’apprezzamento giuridico dei fatti formulato dal pubblico ministero nell’AA

il giudice lo comunica alle parti dando loro l’opportunità di pronunciarsi (SCHMID,

Schweizerische Strafprozessordnung Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo

2009, art. 344 numero, di seguito solo n., 1 e seguenti, di seguito solo segg.,

HAURI, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011, art. 344 n. 1 segg., DE PREUX, Commentaire Romand, Code de

procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 344 n. 1

segg., MOREILLON/PAREIN-REYMOND, Code de procédure pénale, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2013, art. 344 n. 1 segg. e NOSEDA, Codice svizzero

di procedura penale Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 344 n.

3), il Presidente ha prospettato alle parti, in alternativa al reato di cui ai

punti (di seguito solo pti.) 1 e 1.2 dell’AA, quello di lesione colposa grave

(art. 122 capoverso, di seguito solo cpv., 1 e 125 cpv. 2 del Codice penale

svizzero, di seguito solo CP) in relazione con l’art. 13 cpv. 2 CP, per il cui

testo si rinvia a pag. 3 e 4 della presente sentenza e al VD pag. 3.

III) Vita e precedenti

penali dell’imputato

3.

Quo alla vita

anteriore di IM 1 (di seguito solo IM 1), cittadino __________, nato il __________,

si rinvia alle sue dichiarazioni nei verbali d’interrogatorio (di seguito solo

VI) davanti al Procuratore pubblico (di seguito solo PP) del 21.8.2013 pag. 5 ed

in polizia (di seguito solo PS) del 4.9.2013 da pag. 2 a 3, così come ulteriormente confermate e precisate in sede dibattimentale (VD allegato, di seguito

solo all., 1 pag. 1 e 2 I e II risposta, di seguito solo R). Tassato nel 2012

con un reddito fiscale come indipendente per franchi (di seguito solo fr.)

27'000.- (documento, di seguito solo doc., del Tribunale penale cantonale, di

seguito solo TPC, 17) e titolare di quattro esecuzioni, periodo dal 16.5.2013

al 10.4.2014 per fr. 10'816.05 e di un attestato di carenza di beni datato

9.5.2012

per fr. 6'904.90 (doc. TPC 16), non è incensurato in Svizzera (atto

istruttorio, di seguito solo AI, 2) essendo già stato condannato con due

separati decreti d’accusa (di seguito solo DA) del 27.1.2010

dell’Untersuchungsrichteramt di __________ per il reato di guida in stato di

inattitudine (art. 91 cpv. 2 della legge federale, di seguito solo LF, sulla

circolazione stradale antecedente l’1.1.2014) e del 30.6.2011 del Ministero

pubblico del Canton __________ (di seguito solo MP) per i reati di furto (art.

139.

cifra, di seguito solo n., 1 CP) e violazione di domicilio (art. 186 CP),

da cui la conseguenza che l’odierna sua condanna è parzialmente aggiuntiva

(art. 49 cpv. 2 CP) a quelle relative a questi due DA (AI 2, doc. TPC 15 e 19,

VD all. 3 pag. 2 pti. 3 e 3.1). Già condannato con DA 25.7.2011 del MP per il

reato di contravvenzione (art. 103 CP) alla LF sugli stupefacenti (di seguito

solo LStup, art. 19a n. 1 LStup e AI 2), sul cui effetto per il punto (di

seguito solo pto.) 2 dell’AA si rinvia ai considerandi (di seguito solo cons.) 7b,

8aa e 13 della presente sentenza, anche il 21.8.2013 è risultato positivo alla

canapa (AI 60 all. 8 e 9 nonché cons. 8e) ma non all’etanolo (AI 60 all. 7 e 9

nonché cons. 8e). Una volta regolata la sua posizione giudiziaria è

intenzionato ad andare nel Canton __________ a lavorare come falegname presso

il padre con un salario mensile, vitto e alloggio compresi, di fr. 3'200.- (VD

all. 1 pag. 2 III R).

IV) La vittima

4.

Per i precedenti

penali di ACPR 1 (di seguito solo ACPR 1), cittadino __________, nato il __________

rispettivamente per quelli che sono stati i suoi rapporti affettivi con __________,

di seguito solo __________, si rinvia agli AI 131 e 154 nonché ai suoi VI PP

16.10.2013

pag. 1, PS 23.8.2013 pag. 2 e 3.9.2013 da pag. 2 a 4 rispettivamente al VI PP __________ 6.2.2014 pag. 2 e 7.

V) Inizio dell’inchiesta e

circostanze dell’arresto

5.

IM 1 è stato

arrestato provvisoriamente (art. 217 segg. CPP) subito dopo i fatti di cui ai

pti. 1 e 1.2 dell’AA mentre ancora si trovava presso l’appartamento di __________

(di seguito solo l’appartamento) della __________ (AI 1). Sentito dal PP il

21.8.2013

(AI 3), è stato deferito al Giudice dei provvedimenti coercitivi (di

seguito solo GPC) il giorno successivo (AI 6) per i presupposti reati di

tentato omicidio intenzionale (art. 111 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP)

subordinatamente lesioni gravi (art. 122 cpv. 1 CP) e contravvenzione (art. 103

CP) alla LStup (art. 19a n. 1 LStup), il quale, il 22.8.2013, ne ha confermato

la carcerazione preventiva (art. 220 cpv. 1 e 224 segg. CPP) sino al 2.10.2013

compreso (AI 9 e 10). Posto in esecuzione anticipata di pena (art. 236 cpv. 1

CPP) da quest’ultima data (AI 39, 44 e 133) a seguito di sua formale richiesta

del 26.9.2013 (PP IM 1 27.9.2013 pag. 8), è in questo stato detentivo che

compare in aula, ricordato come la successiva sua istanza di scarcerazione del

3.1.2014

(AI 125) è stata respinta dal GPC con decisione 14.1.2014 (AI 134) con

conferma della Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello (di seguito

solo CRP) con sentenza 27.2.2014 per rischio di collusione ed inquinamento

delle prove (art. 221 cpv. 1 lettera, di seguito solo lett., b CPP) sia con ACPR

1.

che con __________ (AI 152 pag. 6 segg.).

VI) Dichiarazioni

predibattimentali e dibattimentali della vittima

6.

In relazione ai

fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA ACPR 1 ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a cui si rinvia:

a) per come passò la sera del

21.8.2013

prima di presentarsi al domicilio di __________: PP 16.10.2013 da

pag. 4 a 5, PS 23.8.2013 pag. 5, 3.9.2013 pag. 4 e VD all. 2 pag. 3 IV/V R;

b) per come è avvenuto

l’incontro a tre fuori dall’appartamento: PP 16.10.2013 pag. 2, PS 23.8.2013

pag. 2 e 4, 3.9.2013 pag. 4 e VD all. 2 pag. 3 VI/VII R;

c) per come si è svolto il suo

successivo colloquio con la sola __________: PP 16.10.2013 pag. 2, PS 23.8.2013

pag. 3 e 4 nonché VD all. 2 pag. 2 e 3 IV e II/III/VIII R;

d) per la sua entrata nel

soggiorno dell’appartamento e l’accoltellamento da parte di IM 1: PP 16.10.2013

da pag. 2 a 4, PS 23.8.2013 da pag. 3 a 4 nonché VD all. 2 pag. 2 e 3

II/III/V/VI/VII e I/IX/X R.

VII) Dichiarazioni

predibattimentali e dibattimentali dell’imputato

7.

Richiamate le sue

dichiarazioni in sede predibattimentale (PP 21.8.2013, 26.9.2013 e 6.11.2013

nonché PS 21.8.2013 e 4.9.2013) e dibattimentali (VD all. 1 da pag. 2 a 6), la posizione di IM 1 in relazione alle tre imputazioni nell’AA può essere così brevemente

riassunta:

a) pti. 1 e 1.2: se nei

suoi primi VI PP 21.8.2013 e 26.9.2013 rispettivamente PS 21.8.2013 e 4.9.2013

l’imputato aveva sostanzialmente riconosciuto i fatti così come indicati

nell’AA, dopo aver cambiato il suo difensore il 21.10.2013 (AI 59), nel

successivo VI PP 6.11.2013 si è ripetutamente avvalso della, seppur legittima,

facoltà di non rispondere (art. 113 cpv. 1 CP) per poi, in sede dibattimentale,

contestare entrambe le imputazioni (VD all. 1 pag. 2 IV R) sostenendo che ACPR

1.

si è infilzato da solo (VD all. 1 pag. 2 V R) sul coltello (AI 102 foto da 70 a 72) che teneva in mano “col braccio semiteso” (VD all. 1 pag. 2 V R) e “a una distanza

di 15 cm dalla pancia, con la punta rivolta in alto parzialmente inclinata in

avanti” (VD all. 1 pag. 3 VI R) mentre lui era in una posizione

assolutamente ferma e passiva (VD all. 1 pag. 2, 3 e 4 V, III/IV e I/VII R);

b) pto. 2: la

contravvenzione (art. 103 CP) di cui all’art. 19a n. 1 LStup non è contestata

(PP 26.9.2013 pag. 5, 21.8.2013 da pag. 4 a 5 e PS 4.9.2013 da pag. 7 a 8) seppur con la precisazione di non poter calcolare l’esatto quantitativo di

marijuana consumato nel periodo 11.7.2011/21.8.2013 (VD all. 1 pag. 5 VIII/IX/X

R), ricordato che per questo stesso reato relativamente al periodo agosto

2008/10.7.2011 l’imputato sia già stato condannato con DA 25.7.2011 del MP (AI

2, cons. 3 e 8aa).

VIII) Altre risultanze

istruttorie

8.

A fondamento della

presente sentenza la Corte richiama:

a) il fatto che prima del

21.8.2013

imputato e vittima si conoscessero solo di vista (PP IM 1 26.9.2013

pag. 5 e PS __________ 21.8.2013 pag. 2);

b) che la notte dei fatti di

cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA ACPR 1 si è recato nell’appartamento volendo

discutere con __________ in merito alla fine della loro relazione, avendo già

subodorato che tra lui e IM 1 fosse stato scelto l’imputato, visto anche il

loro pregresso incontro a tre di metà agosto 2013 (PS IM 1 21.8.2013 pag. 7,

4.9.2013

pag. 5, 6 e 7, ACPR 1 3.9.2013 da pag. 2 a 3, __________ 21.8.2013 pag. 7 e 28.8.2013 pag. 2);

c) che IM 1 è stato descritto

da __________ e da un suo conoscente come un ragazzo non aggressivo (PS __________,

di seguito solo __________, 26.11.2013 pag. 6), che non crea problemi (PS __________

15.10.2013

pag. 2), anche se un po’ chiuso (PS __________ 26.11.2013 pag. 3)

oltre che guardingo e timoroso “nel senso che ha apprensione un po’ per

tutto” (PP __________ 6.2.2014 pag. 5);

d) che la vittima è stata

descritta da __________ e da alcuni suoi conoscenti come un bravo ragazzo (PS __________,

di seguito solo __________, 25.11.2013 pag. 3, __________, di seguito solo __________,

26.11.2013

pag. 6), allegro, vivace (PS __________ 26.11.2013 pag. 2),

pacificatore e non violento (PP __________ 6.2.2014 pag. 4 e PS __________

15.10.2013

pag. 2), dai modi grossolani e poco raffinati (PP __________

6.2.2014

pag. 5), che però può diventare anche “un po’ una testa calda”,

capace di metterti “le mani addosso” e farti paura (PS __________

25.11.2013

pag. 3), così come perlomeno già successo a __________ il 21.6.2013

dove, in base al DA 18.7.2013 del MP (AI 131 e cons. 4), con un tasso alcolico

tra l’1.45 e l’1.67 g/kg simile a quello del 21.8.2013 (cons. 8f), si è rivolto ad un agente di polizia, concretizzando così il reato di violenza o minaccia contro

le autorità e i funzionari (art. 285 n. 1 cpv. 1 CP), con la frase “se mi

ammanetti ti sparo in bocca”, per poi spintonarlo (AI 131 e PS __________

26.11.2013

pag. 5);

e) che IM 1, la notte del

21.8

, è risultato negativo all’etanolo (PS IM 1 21.8.2013 pag. 3 nonché AI

60.

all. 7 e 9) ma non al THC (PS IM 1 21.8.2013 pag. 3 nonché AI 60 all. 8 e

9), la cui alta concentrazione riscontrata nel sangue conferma un suo regolare

consumo di cannabis (AI 60 all. 9);

f) che al momento del suo

accoltellamento ACPR 1 non aveva assunto sostanze stupefacenti (AI 60 all. 23 e

24) mentre il suo tasso di etanolo era situabile tra l’1.28 e l’1.74 g/kg (PP __________

6.2.2014

pag. 2 e 4, PS __________ 21.8.2013 pag. 2, __________ 25.11.2013 pag.

2.

e 5, __________ 26.11.2013 pag. 2 e 3, __________ 26.11.2013 pag. 5, AI 60

all. 22 e 24 nonché 97);

g) che al momento dei fatti di

cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA la luce del salotto era accesa e generava

sufficiente visibilità (PP IM 1 26.9.2013 pag. 3, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 5 e

VD all. 1 pag. 5 II R e 2 pag. 3 XI R);

h) che IM 1 ha volontariamente preso il coltello (AI 102 foto da 70 a 72) usato per ferire ACPR 1 dal secondo e

non dal primo cassetto della cucina in quanto lì vi erano quelli dalla lama più

lunga (PP IM 1 26.9.2013 pag. 2 e 5, PS IM 1 4.9.2013 pag. 9, VD all. 1 pag. 2

V R nonché AI 102 foto 26, 27 e 28);

i) che l’interessato coltello

(AI 102 foto da 70 a 72) ha una lunghezza complessiva di circa 42 centimetri (di seguito solo cm), rispettivamente una lama di circa 28 cm (AI 33 pag. 3 e PS ACPR 1 3.9.2013 pag. 2);

j) che sul manico di questo

coltello (AI 102 foto da 70 a 72) sono state riscontrate delle tracce di

profili DNA di IM 1 e di ACPR 1 così come, sulla lama e sul suo filo, delle

tracce di sangue compatibili con il profilo DNA della vittima (AI 36, 55 e 102

foto 70);

k) che dopo l’accoltellamento

l’arma del delitto è stata trovata sul tavolino del salotto (PS IM 1 4.9.2013

pag. 13 nonché AI 102 foto 8 e 9);

l) che all’interno e

all’esterno dell’appartamento (AI 102 foto da 6 a 35) non è stata ritrovata alcuna pistola elettrica, ciò a confermare, contrariamente al dire

dell’imputato (PP IM 1 21.8.2013 pag. 2 e 3, 26.9.2013 pag. 3, PS IM 1

21.8.2013

pag. 4 e 7, 4.9.2013 pag. 10 e VD all. 1 pag. 2 e 5 V e III/IV/V R),

le dichiarazioni di __________ e di ACPR 1 sul fatto che la vittima, al momento

dei fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA, non avesse in mano alcun oggetto (PP ACPR

1.

16.10.2013 pag. 2 e 3, __________ 6.2.2014 pag. 4, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3

e 4, 3.9.2013 pag. 2, __________ 21.8.2013 pag. 5 e 28.8.2013 pag. 3);

m) che la torcia raffigurata

nell’AI 102 foto 14 e 75 non presenta alcuna traccia di contatto, per i tre

punti di prelievo analizzati, con il profilo DNA di ACPR 1 (PP __________

6.2.2014

pag. 4, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 4 e 3.9.2013 pag. 2, __________

28.8.2013

pag. 3, AI 101 e 102 foto 75);

n) che la querela (art. 30

segg. CP) per violazione di domicilio (art. 186 CP) inoltrata il 17.11.2013 dal

legale di IM 1 (AI 85) senza apparentemente averne preventivamente discusso con

il suo cliente (AI 92) è stata decisa con decreto di non luogo a procedere

(art. 310 cpv. 1 CPP) del 21.11.2013 (AI 85), decisione poi confermata dalla

CRP il 17.3.2014 nella misura in cui il relativo reclamo (art. 393 cpv. 1 lett.

a CPP) del 28.11.2013 è stato dichiarato “irricevibile per carenza di

legittimazione” (doc. TPC 6);

o) che a seguito dei fatti di

cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA IM 1 non ha riportato alcuna ferita o lesione al

corpo (AI 102 foto 36 e 37 nonché 144);

p) che in merito alla dinamica

della coltellata inferta a ACPR 1 il medico legale Dott. __________ (di seguito

solo __________) con la sua relazione del 23.8.2013 ha precisato che “il

colpo è stato inferto dall’avanti all’indietro e leggermente dal basso verso

l’alto, poiché il punto di ingresso appare al di sotto dell’ombelico e

successivamente è stato attinto il colon traverso, che per sede anatomica,

risulta situato al di sopra della proiezione dell’ombelico stesso. Inoltre il

colpo appare essere stato vibrato con una certa forza, in quanto, dopo aver

attraversato tutto l’addome, vengono raggiunti anche i tessuti molli

retroperitoneali” (AI 33 pag. 5);

q) che a seguito dei fatti di

cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA a ACPR 1 è stata diagnosticata una “ferita

addominale da arma bianca con emoperitoneo massivo da rottura di rami dei vasi

mesenterici superiori e retroperitoneali; lesione a tutto spessore del colon

traverso; plurime lesioni peritoneo viscerale piccolo intestino; peritonite

stercoracea secondaria e lesione a tutto spessore del colon traverso” (AI

84.

e 102 foto da 45 a 47) con un soggiorno in cure intense e poi nel reparto di

medicina interna dell’ospedale regionale di __________ dal 21 al 30.8.2013 (AI

4, 25, 33, 55 e 84) e susseguente inabilità lavorativa al “100% dal

30.08.2013

al 30.09.2013 compreso, per infortunio” (AI 84);

r) che in merito alla

pericolosità di questa coltellata il Dott. __________, nel suo rapporto medico

legale del 23.8.2013, ha indicato che al momento del suo arrivo in ospedale la

vittima presentava “una lesione da punta e taglio alla parete addominale

anteriore, pochi cm caudalmente all’ombelico, paramediana sinistra, della

lunghezza di circa 4 cm dalla quale fuoriusciva abbondante tessuto omentale”

(AI 33 pag. 5) rispettivamente che “la sede attinta e le dimensioni

dell’arma avrebbero certamente potuto cagionare la morte del Sig. ACPR 1, che

non è sopraggiunta sia per il fortuito mancato coinvolgimento di vasi di

dimensioni superiori (per esempio aorta) sia per l’intervento solerte dei

sanitari senza il quale il ragazzo sarebbe indubbiamente deceduto in poco tempo”

(AI 33 pag. 6), precisando ulteriormente tale conclusione nella successiva sua

relazione completiva del 14.10.2013 secondo cui la vittima si è trovata “in

reale pericolo di vita in quanto le lesioni addominali hanno attinto i vasi

mesenterici superiori e retro peritoneali e tali lesioni hanno causato un

cospicuo sanguinamento (3000 ml di sangue riscontrati in addome) che ha

necessitato una trasfusione di 6 unità di emazie concentrate e 3 sacche di

plasma. Inoltre ad una valutazione neurologica all’ingresso il Sig. ACPR 1

presentava un valore della scala Glasgow pari a 3, che corrisponde a un quadro

clinico certamente severo. Inoltre è stato necessario intubare il ragazzo per

supportare la funzionalità respiratoria” (AI 50 pag. 4);

s) che tenuto conto delle

tracce biologiche rivenute sulla lama del coltello (AI 102 foto da 70 a 72) è ragionevolmente sostenibile che la stessa sia penetrata nell’addome di ACPR 1 per circa 21 cm (AI 102 foto 72);

t) che da un punto di vista

clinico il Dr. Med. __________, __________, medico curante della vittima, con

certificato del 14.5.2013, ha attestato come lo stesso presenti ancora e

verosimilmente “anche in un futuro prossimo” dei dolori “addominali,

sia in sede epigastrica che in sede della fossa iliaca sinistra” oltre che

“irradianti lungo la gabbia toracica anteriore”, per i quali “assume

al bisogno del Paracetamolo” (doc. dibattimentale, di seguito solo Dib., 1

all. D e PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 6), fermo restando comunque come in sede

dibattimentale ACPR 1 abbia dichiarato di stare bene e di non “dover fare

altri controlli” (VD all. 2 pag. 1 I R);

u) che con scritto del

14.5.2014

lo psichiatra Dr. Med. __________ del Servizio per l’aiuto alle

vittime di reati di __________ ha precisato che ACPR 1 manifesta tuttora i

sintomi tipici postraumatici a seguito dei fatti del 21.8.2013 “che incidono

negativamente anche sulla quotidianità comune e sull’inserimento in un percorso

di vita regolare e stabile. Posso perciò affermare che nella realtà psichica

sua persiste un danno alla salute importante collegato all’avvenimento

traumatico” (doc. Dib. 1 all. E), senza comunque dimenticare che il

trattamento psicologico settimanale che la vittima sta attualmente seguendo è

anche dovuto ad “altre cose antecedenti i fatti” (VD all. 2 pag. 1 I R);

v) che è stato l’imputato,

subito dopo i fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA, a chiamare alle ore, di

seguito solo h, 1:27 il Ticino Soccorso 144 (AI 69), per la cui trascrizione

del relativo colloquio con l’operatore si rinvia al doc. Dib. 2;

w) che le dichiarazioni in sede

predibattimentale di __________ (PP 6.2.2014 e PS 21.8.2013, 28.8.2013,

2.9

, 15.10.2013 h 8:42 e 10:05) devono essere non di meno prese con la

dovuta cautela nella misura in cui la stessa, in relazione al momento topico

dei fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA, non ha visto l’accoltellamento “perché

davanti a me avevo la schiena di ACPR 1” (PP __________

6.2.2014

pag. 8) e neppure che IM 1 avesse in mano un coltello (PP __________

6.2.2014

pag. 9 e AI 102 foto da 70 a 72);

x) che confrontando le

dichiarazioni rese in istruttoria e in aula da IM 1 (VD all. 1 e cons. 7a) e ACPR

1.

(VD all. 2 cons. 6) rispettivamente da __________ (cons. 8w) con le

fotografie del soggiorno dell’appartamento (AI 102 foto da 8 a 14) non è stato possibile per la Corte determinare l’esatto punto in cui la vittima è stata

accoltellata anche perché, benché richiesta dalla difesa (AI 64 e 121), non è

stata effettuata alcuna ricostruzione sul posto alla presenza delle parti (AI

66.

e 130);

y) che il soggiorno luogo dei

fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA è lungo 4 metri (di seguito solo m) e 50 cm, rispettivamente, essendo aperta la porta che dà sul corridoio, 3 m e 63 cm (4 m e 50 cm ./. 87 cm, AI 102 foto 5);

z) che la prima traccia

ematica di ACPR 1 nel soggiorno (AI 102 foto da 8 a 11, piramide n. 2), visibile indicativamente all’altezza della fine dello schermo della

televisione sulla sua parte destra, si troverebbe a circa 2 m e 40 cm dalla porta finestra venendo dall’esterno (2 m e 90 cm ./. 50 cm, AI 102 foto da 8 a 11 e 13), rispettivamente a circa 1 m e 23 cm da quella, aperta, del corridoio ( 3 m e 63 cm ./. 2 m e 40 cm);

aa) che IM 1 è stato condannato

con DA 25.7.2011 del MP per il reato di contravvenzione (art. 103 CP) alla

LStup (art. 19a n. 1 LStup) per il consumo e la coltivazione di 10 piante di

marijuana, fatti avvenuti nel periodo agosto 2008/10.7.2011 (AI 2).

IX) La ricostruzione

dell’accoltellamento di ACPR 1 da parte della Corte

9.

Eccezion fatta per

l’accusa di cui al pto. 2 (cons. 7b) dell’AA, IM 1 contesta i fatti e le

imputazioni di cui ai pti. 1 e 1.2 (cons. 7a). Trattandosi di un processo

indiziario (VD pag. 4 e 5) si vuole ricordare che cosa s’intenda con questo

termine (cons. 9a) oltre a richiamare il principio in dubio pro reo (art. 10

cpv. 3 CPP e cons. 9b) e quello della libera valutazione delle prove da parte

del giudice (art. 10 cpv. 2 CPP e cons. 9c):

a) nel processo indiziario,

l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione

logica una conclusione circa la sussistenza o meno del fatto da provarsi e se

la circostanza indiziante non è certa devono innanzitutto accertarla altri

elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna, mancando prove

dirette, su indizi, che permettono un processo di induzione condotto con un

metodo rigorosamente logico e preciso dovendo la condanna essere la logica

conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi, ritenuto che ove vi

siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il giudice deve avere cura

di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un giudizio può quindi fondarsi

su indizi, purché correlati logicamente nel loro insieme, ritenuto che

l’esistenza o meno di un fatto è provata quando il giudice ne è personalmente

convinto e meglio moralmente certo. In particolare, nei processi indiziari nella

valutazione della credibilità delle affermazioni di uno o più parti occorrerà

esaminare i fatti e le circostanze concrete, e meglio se tali affermazioni,

senza ispirarsi a motivi di odio o di rancore, appaiono e sono spontanee,

lineari, costanti, univoche e disinteressate. Un approfondito esame delle

differenti versioni tra le parti è il momento primo che il giudice deve porsi

sulla via dell’accertamento della verità. Questo metodo di valutazione è stato

più volte ribadito dal Tribunale Federale (di seguito solo TF) con la precisazione

che, in assenza di riscontri oggettivi, la credibilità dell’autore,

rispettivamente dei testimoni, assurge a punto centrale della valutazione delle

prove, il tutto alfine di accertare, al di là di ogni dubbio oggettivo, che i

fatti si sono svolti in un determinato modo. Rilevanti, per la valutazione

delle opposte versioni, sono allora la linearità e la costanza nel tempo delle

versioni date, la loro logica intrinseca, la loro verosimiglianza e la presenza

o meno di indizi che ne supportino la verosimiglianza. A questo proposito va

rilevato che le dichiarazioni rese dalle parti vanno lette nel loro insieme,

tenuto conto del momento e dello stato d’animo in cui versavano le parti al

momento in cui esse sono state rese, evitando di estrapolare singole parole od

espressioni dal loro contesto e di dare loro delle semplici interpretazioni

letterali, spesso illusorie o fallaci. In questo senso va sottolineato che il

TF ha già avuto modo di stabilire che non tolgono credibilità ad una vittima

delle contraddizioni che, rispetto allo svolgimento dei fatti nella loro

integralità, si rivelano essere aspetti minori o secondari poiché esse vanno

messe in conto all’emozione e allo spavento dovuto ad una simile prova. Occorre

quindi esperire un attento esame del materiale probatorio ponendo la versione

della vittima a confronto con gli elementi oggettivi certi e quindi verificare

se il suo racconto è lineare, univoco, costante e privo di fronzoli, laddove

per fronzoli non si intendono delle eventuali imperfezioni marginali, ma

contraddizioni su punti determinanti che non consentono di accertare, al di là

del dubbio oggettivo, che i fatti si sono svolti come raccontato;

b) il principio in dubio pro

reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è conseguenza della presunzione d’innocenza (art. 10

cpv. 1 CPP) garantita dagli art. 32 cpv. 1 della Costituzione federale, 6 n. 2

della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà

fondamentali e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione sia nell’ambito

della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell’onere

probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il

giudice non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie più

sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del

materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel

modo. La massima non impone però che l’amministrazione delle prove conduca ad

una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti e teorici, tuttavia,

non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una certezza assoluta

può essere pretesa. Il principio è disatteso quando il giudice, che dispone di

un ampio potere di apprezzamento, avrebbe dovuto nutrire, dopo un’analisi

globale e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla

colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38 nonché sentenze non pubblicate

del TF 6B.203/2008 del 13.5.2008 e 1P.20/2002 del 19.4.2002). Il TF s’impone in

quest’ambito un certo riserbo e interviene unicamente qualora il giudice

condanni l’accusato, nonostante che una valutazione oggettiva delle risultanze

probatorie implicasse la sussistenza di manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi

sulla sua colpevolezza (DTF 127 I 38 e 124 IV 86). Sotto questo profilo il

principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) ha la stessa portata del

divieto d’arbitrio (DTF 133 I 149 e 120 IA 31). Il giudice non incorre

nell’arbitrio quando le sue conclusioni, pur essendo opinabili, sono comunque

sostenibili nel risultato (DTF 133 I 149, 132 III 209, 131 I 57, 129 I

217, 173 e 8). Una valutazione unilaterale dei mezzi di prova viola per contro

il divieto dell’arbitrio. Un giudizio di colpevolezza può comunque poggiare,

mancando prove materiali inoppugnabili o riscontri peritali decisivi, su indizi

atti a fondare il convincimento del giudice (sentenza non pubblicata del TF

1P.20/2002 del 19.4.2002);

c) giusta l’art. 10 cpv. 2 CPP

il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae

dall’intero incarto. Il principio della libera valutazione delle prove (art. 10

cpv. 2 CPP) non significa che i fatti possano venire accertati secondo il buon

volere del giudice o le soggettive sue convinzioni. Esso significa, invece, che

chi giudica non è vincolato a regole scritte o non scritte riguardanti il

valore delle prove, ma statuisce esclusivamente sulla scorta di un esame

coscienzioso, dettagliato e fondato su criteri oggettivi di tutti gli elementi

probatori agli atti e di tutte le circostanze a carico e a scarico, senza altresì

essere vincolato da norme sul valore probante astratto dei diversi mezzi di

prova (SCHMID, op. cit., art. 10 n. 4 e 5, VERNIORY, Commentaire

Romand, Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011,

art. 10 n. 35 segg., BERNASCONI, Codice svizzero di procedura penale

Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 10 n. 15 e 16 nonché DTF

133.

I 33 e 117 Ia 401). Il principio della libera valutazione delle prove (art.

10.

cpv. 2 CPP) significa che non vi è una gerarchia dei mezzi di prova, ragion

per cui, ad esempio, la deposizione di un testimone non ha di principio maggior

valore probante di quella di una persona informata sui fatti o di quella dello

stesso imputato o di una parte lesa (sentenze non pubblicate del TF 6B.936/2010

del 28.6.2011 e 6B.10/2010 del 10.5.2010). Il giudice deve sempre formare il

proprio convincimento unicamente sulla concreta forza persuasiva, valutata in

modo approfondito e oggettivo, di un determinato mezzo di prova (HOFER,

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbling Lichtenhahn,

Basilea 2011, art. 10 n. 58 segg., SCHMID, op. cit., art. 10 n. 5 e BERNASCONI,

op. cit., art. 10 n. 23). Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle

prove, di cui in sentenza deve essere data congrua motivazione (sentenza non

pubblicata del TF 6B.10/2010 del 10.5.2010), il giudice continua a disporre di

un ampio potere di appezzamento (DTF 129 I 8 e 118 Ia 28 nonché sentenza

non pubblicata del TF 6P.218/2006 del 30.3.2007).

10.

Ciò posto in relazione

alle varie fasi che hanno interessato l’accoltellamento di ACPR 1 la Corte ha

fatto propria la seguente ricostruzione:

a) fase del colloquio IM 1/ACPR

1/__________ fuori dall’appartamento: la Corte ha concluso che, seppur

terminatosi con una stretta di mano (PP __________ 6.2.2014 pag. 3, PS IM 1

21.8.2013

pag. 4, 4.9.2013 pag. 10, ACPR 1 23.8.2013 pag. 4, __________

21.8.2013

pag. 3, VD all. 2 pag. 2 e 3 VII e VI R), è innegabile come il

rapporto personale tra i due uomini fosse rimasto oltremodo teso e conflittuale

(PS __________ 21.8.2013 pag. 2 e 3 nonché VD all. 1 pag. 4 VIII/IX R) e questo

indipendentemente dall’apparente buon esito del pregresso loro primo incontro

di metà agosto 2013 (cons. 8b). E non ci vuole molto per ritenere come assieme

a questa sensazione di malessere IM 1 vivesse anche un certo qual imbarazzo già

solo perché era pur sempre lui quello che si era installato nella casa di colei

che, sino a poco tempo prima, era la donna di ACPR 1;

b) fase della presa del

coltello (AI 102 foto da 70 a 72) da parte di IM 1 nel corso del successivo

colloquio PP 1/__________ fuori dall’appartamento: l’evidente tensione tra

i due uomini, ancorché mitigata dalla stretta di mano (cons. 10a), convinse IM 1 a munirsi dell’arma del delitto con lo scopo, riconosciuto anche dalla Corte in stretta

applicazione del principio in dubio pro reo (cons. 9b), di, perlomeno

inizialmente, esclusivamente intimidire ACPR 1 nell’ipotesi in cui si fosse

presentato in salotto con fare minaccioso (PP IM 1 21.8.2013 pag. 2 e cons.

8d). E proprio perché l’effetto perseguito doveva essere solo deterrente e non

lesivo, più questo coltello (AI 102 foto da 70 a 72) era grande e visivamente impressionante più poteva, nella mente di IM 1, raggiungere tale

scopo (PS IM 1 4.9.2013 pag. 9). La questione a sapere se, vista l’oggettiva

situazione, si giustificasse o meno munirsi di una tale arma può restare

irrisolta ricordato non di meno che, contrariamente a quanto sostenuto

dall’imputato (PP IM 1 21.8.2013 pag. 2, PS IM 1 21.8.2013 pag. 4, 4.9.2013

pag. 10 e VD all. 1 pag. 2 e 3 V e V R), la discussione all’esterno

dell’appartamento tra __________ e ACPR 1 non è stata particolarmente rumorosa:

non ci sono state grida né sono stati rotti oggetti (PP __________ 6.2.2014

pag. 3, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3, __________ 21.8.2013 pag. 3 e VD all. 2

pag. 2 e 3 IV e II/III R). Se così fosse stato, secondo il corso abitudinario

delle cose, IM 1, dovendosi preoccupare per l’incolumità della sua donna, sarebbe

dovuto uscire per vedere cosa stava capitando e non rimanere all’interno

dell’appartamento. Ciò posto non bisogna tuttavia dimenticare come l’imputato

sia caratterialmente una persona timorosa (VD all. 1 pag. 2 V R e cons. 8c) e

forse anche paranoica (PP __________ 6.2.2014 pag. 5: “qualche tempo fa

siccome c’erano stati dei furti nella zona, lui passava le notti alzato e si

svegliava ad ogni piccolo rumore che sentiva”) e che, quindi, ma quanto mai

inopinatamente, più per la sua sicurezza che per altro, ha volontariamente

deciso (cons. 8h) di munirsi di un coltello (AI 102 foto da 70 a 72) dalla lama il più lunga possibile;

c) fase

dell’accoltellamento di ACPR 1: la Corte, sulla scorta delle risultanze

d’istruttoria e dibattimentali, ha fatto propria la seguente dinamica:

c1) ricomparendo nel salotto

dell’appartamento con il coltello (AI 102 foto da 70 a 72) in mano IM 1 vide ACPR 1 sulla porta finestra venendo dal giardino mentre era trattenuto (PP

IM 1 21.8.2013 pag. 2 e PS IM 1 21.8.2013 pag. 4, 4.9.2013 pag. 10 e VD all. 1

pag. 2 V R), o sul braccio (VD all. 2 pag. 2 e 3 VI e X R) o per la maglietta

(PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 4, __________ 6.2.2014 pag. 3, PS ACPR 1 23.8.2013

pag. 4, __________ 21.8.2013 pag. 3 e 4 nonché VD all. 2 pag. 3 X R) da __________.

Evidentemente questo ha aumentato la sua paura per un imminente attacco da

parte della vittima, rafforzando così la sua volontà di tenerlo lontano (PP IM

1.

21.8.2013 pag. 2, 26.9.2013 pag. 4 e VD all. 1 pag. 5 VI R), ciò che

manifestò sia verbalmente con una frase non meglio specificata (VD all. 1 pag.

2.

V R), ma di cui ne dà testimonianza la __________ (PS __________ 21.8.2013

pag. 5) sia mostrando a ACPR 1 il coltello (VD all. 1 pag. 4 VI/VII R e AI 102

foto da 70 a 72);

c2) anche se la sua posizione non

può essere stabilita con assoluta certezza e questo per i motivi indicati al

cons. 8x, IM 1, in quell’istante, doveva trovarsi poco lontano dalla porta del

salotto che dà sul corridoio (VD all. 2 pag. 2 III R) e non contro di essa o

sulla relativa soglia (VD all. 1 pag. 2 V R) in quanto se così fosse stato al

momento della successiva spinta di ACPR 1 dopo il suo accoltellamento non

sarebbe indietreggiato sbattendo contro lo stipite della porta stessa (PS __________

15.10.2013

pag. 2 e cons. 10c8);

c3) tenuto conto dell’apertura di

questa porta per 87 cm (cons. 8y), di almeno un passo dell’imputato all’interno

del soggiorno e dell’ulteriore lunghezza del suo braccio per almeno 15 cm dalla sua pancia (VD all. 1 pag. 3 VI R e cons. 7a), la Corte ha concluso, tenuto conto della

lunghezza della sala (cons. 8y), che al momento di cui al cons. 10 c1) IM 1

dovesse trovarsi a circa 2 m/2 m e 50 cm dalla porta che dà sul corridoio e quindi a circa 2 m/2 m e 50 cm da dove si trovava ACPR 1, ciò che è

compatibile con le dichiarazioni della vittima (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 3: “A

quel momento eravamo forse distanti circa 2 metri l’uno dall’altro”), rispettivamente col fatto che l’accoltellamento è avvenuto alla fine

rispettivamente dopo il mobiletto della televisione (AI 102 foto da 8 a 11, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3: “vicino all’entrata del corridoio me lo sono visto lì con il

coltello” (AI 102 foto da 70 a 72) e 4: “lui era tra la TV e l’entrata

del locale verso il corridoio”, PP __________ 6.2.2014 pag. 3: “IM 1 che

in quel momento ho visto essere in piedi all’altezza della porta del corridoio

che c’è dopo il salotto”, PS __________ 21.8.2013 pag. 4: “IM 1 era

sulla porta del salotto, non la porta finestra”, 7: “angolo della porta

che c’è tra il salotto e il corridoio” e VD all. 2 pag. 2 III R), se è vero

come è vero che le prime tracce ematiche di ACPR 1 sono state trovate

all’altezza della televisione (cons. 8z) e nella misura in cui è ragionevole

sostenere che, dopo essere stata colpita, la vittima si sia coperta la ferita

per trattenere la fuoriuscita di budella e di sangue prima di girarsi verso la

veranda e perdere le prime gocce (cons. 10c8);

c4) che in base a questa

ricostruzione ed in applicazione del principio in dubio pro reo (cons. 9b) la

Corte non può escludere che nella posizione sopra descritta (cons. 10c2 e 10c3)

e con il coltello (ai 102 foto da 70 a 72) in mano con la “punta rivolta in

alto parzialmente inclinata in avanti” (cons. 7a) IM 1 si trovasse fermo,

ipotesi del resto neppure scartata dalla vittima (PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3 e

VD all. 2 pag. 2 III R), mentre ACPR 1, incurante del suo avvertimento verbale

(cons. 10c1), si dirigeva verso di lui con fare sì silenzioso, vista la

presenza di __________ dormiente in un’altra camera (PP ACPR 1 16.10.2013 pag.

3.

e PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 4), ma comunque deciso e risoluto (PS ____

21.8.2013

pag. 4: “ACPR 1 gli si è fiondato addosso”, 28.9.2013 pag. 1:

“ACPR 1 è entrato nell’appartamento in modo irruento”, VD all. 1 pag. 2

V R e cons. 8d) in quanto comprensibilmente ferito dall’appena ricevuta notizia

del tradimento della __________ (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 2, __________

6.2.2014

pag. 3, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3 e 4 nonché VD all. 2 pag. 3 IX R),

fatto di cui voleva aver conferma anche dall’imputato (PP ACPR 1 16.10.2013

pag. 2, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 4 e VD all. 2 pag. 2 VII R);

c5) in quel preciso istante,

ormai concretamente fallito lo scopo puramente deterrente del possesso del

coltello (AI 102 foto da 70 a 72 e VD all. 1 pag. 2 e 4 V e II R) proprio a

ragione del rabbioso avvicinarsi della vittima (PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 4

nonché cons. 8d e 10c4), sia per la reale situazione, sia per la stazza di

quest’ultimo (VD all. 2 pag. 1 II R) sia per i suoi modi poco raffinati (cons.

8d), IM 1 ha avuto paura (VD all. 1 pag. 2 V R) e si è sentito attaccato (VD

all. 1 pag. 2 V R), benché ACPR 1 non lo stesse minacciando né a voce né a

gesti (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 3, PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 4 e VD all. 2 pag.

2.

VII R), né tantomeno avesse nelle mani una pistola elettrica o altri oggetti

(cons. 8l);

c6) che nel mentre la vittima

andava verso di lui, IM 1 aveva ancora la possibilità di comportarsi

diversamente e in modo più proporzionale di quanto ha fatto, segnatamente,

avendo deciso di difendersi come da suo diritto, enfatizzando ancor di più il

fatto di avere un’arma in mano con gesti o parole, oppure, se ciò non fosse

stato sufficiente per fermare ACPR 1 che con sé, lo si ricorda, non aveva

nessuna arma (cons. 8l), una volta fatto cadere a terra il coltello (AI 102

foto da 70 a 72), colpire il suo rivale a mani nude con una sberla o al massimo

con un pugno o, ancora meglio, spintonandolo semplicemente via;

c7) che l’imputato mente sapendo

di mentire quando sostiene che ACPR 1 si è infilzato da solo (VD all. 1 pag. 2

V R e 2 pag. 2 VII R) mentre lui era fermo (VD all. 1 pag. 2, 3 e 4 V, III/IV e

I R nonché cons. 7a), perché al massimo lo sarà stato con le gambe ma non di

certo con il braccio destro. Tale conclusione risulta confermata non solo dalle

dichiarazioni di ACPR 1 (PS ACPR 1 23.8.2013 pag. 3: “ricordo che con la

mano che impugnava il coltello faceva il movimento diritto verso di me

infilando la lama nella pancia”, 4: “me lo sono trovato davanti con il

coltello e mi ha colpito” e VD all. 2 pag. 2 III R: “Io sono sicuro di

aver visto il movimento di IM 1 mentre mi colpiva. Era un fendente”) e da

quelle più volte ripetute dallo stesso imputato (PP IM 1 21.8.2013 pag. 2: “ammetto

di essere io l’autore dell’accoltellamento ai danni del ACPR 1”, 26.9.2013 pag. 4: “Ammetto

comunque di aver mosso la mia mano che brandiva il coltello verso di lui”,

PS IM 1 21.8.2013 pag. 5: “che il mio movimento è stato rotatorio verso di

lui, nel momento in cui ACPR 1 veniva verso di me. Quindi avendo il coltello in

mano ho visto chiaramente che l’ho colpito alla panca” e 6: “ho ripreso

in mano il coltello con la mano destra e l’ho colpito”), ma soprattutto

dalle chiare risultanze medico legali (cons. 8p, 8r e 8s);

c8) che solo dopo

l’accoltellamento ACPR 1 ha spinto IM 1, una volta sola, contro la porta (VD

all. 2 pag. 2 III R) onde allontanarlo da sé (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 3, PS ACPR

1.

23.8.2013 pag. 3 e 4), sentendo il coltello (AI 102 foto da 70 a 72) fuoriuscire dal suo addome (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 3 e VD all. 1 pag. 2 V R) e permettendo

così a __________ di “percepire dal IM 1 un movimento della spalla (mi

sembra destra) come in un gesto del braccio che andava indietro” (PP __________

6.2.2014

pag. 3 e PS __________ 21.8.2013 pag. 4) e quindi, qualche secondo

dopo, vedere la vittima girarsi e constatare “che c’era una macchia rossa

sulla sua camicia nella zona del ventre e ho poi anche visto delle gocce di

sangue cadere sul pavimento” (PP __________ 6.2.2014 pag. 3, AI 102 foto da

8.

a 11, piramide n. 2 e cons. 8z);

c9) che solo per una volta (cons.

10c7 e 10c8) e non due (VD all. 1 pag. 2 V R) la vittima è andata verso IM 1

preso atto di come di questa asserita reiterazione sia ACPR 1 che __________

nulla dicono (cons. 10c8).

d) la fase successiva

all’accoltellamento di ACPR 1: la Corte, nella ricostruzione dei fatti

utili alla commisurazione della colpa (art. 47 cpv. 1 prima frase CP)

dell’imputato (cons. 19), ha concluso come IM 1 dopo essersi brevemente

allontanato uscendo dalla porta principale (PP ACPR 1 16.10.2013 pag. 3, PS IM

1.

4.9.2013 pag. 13, ACPR 1 23.8.2013 pag. 3 e VD all. 1 pag. 2 V R), abbia

deciso di rientrare in soggiorno (PP IM 1 21.8.2013 pag. 2 e VD all. 1 pag. 2 V

R), raggiungere la vittima e __________ fuori dall’appartamento e, quindi, su

ordine di quest’ultima (PS __________ 21.8.2013 pag. 4), parlare con il Ticino

Soccorso 144 (PS IM 1 21.8.2013 pag. 7 e cons. 8v), dalla cui telefonata emerge

chiaramente la sua agitazione (PS __________ 21.8.2013 pag. 5) e l’incapacità di

giustificare, anche a se stesso, quanto appena successo (cons. 8v).

X) Diritto

11.

In merito alle norme

di diritto materiale applicabili alla fattispecie si ricorda che:

a) giusta l’art. 12 cpv. 2

prima frase CP commette con intenzione un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un

delitto (art. 10 cpv. 3 CP) chi lo compie consapevolmente e volontariamente

ritenuto come giusta la seconda frase di questo cpv. basta che a tal fine

l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne accolli il rischio;

b) giusta l’art. 12 cpv. 3 CP commette

per negligenza un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3 CP)

chi, per un’imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo

comportamento o non ne ha tenuto conto ricordato come l’imprevidenza è

colpevole se l’autore non ha usato tutte le precauzioni alle quali era tenuto

secondo le circostanze e le sue condizioni personali;

c) giusta l’art. 13 cpv. 1 CP

chi agisce per effetto di una supposizione erronea delle circostanze di fatto è

giudicato secondo questa supposizione se gli è favorevole, ritenuto come giusta

il cpv. 2 di questa norma se l’autore avesse potuto evitare l’errore usando le

debite precauzioni, è punibile per negligenza (art. 12 cpv. 3 CP) qualora la

legge reprima l’atto come reato colposo;

d) giusta l’art. 15 CP ognuno

ha diritto di respingere in modo adeguato alle circostanze un’aggressione

ingiusta o la minaccia ingiusta di un’aggressione imminente fatta a sé o ad

altri;

e) giusta l’art. 16 cpv. 1 CP

se chi respinge un’aggressione eccede i limiti della legittima difesa secondo

l’art. 15 CP, il giudice attenua la pena ai sensi dell’art. 48a CP;

f) giusta l’art. 22 cpv. 1 CP

chi, avendo cominciato l’esecuzione di un crimine (art. 10 cpv. 2 CP) o di un

delitto (art. 10 cpv. 3 CP), non compie o compie senza risultato o senza

possibilità di risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato

può essere punito con una pena attenuata ai sensi dell’art. 48a CP;

g) giusta l’art. 111 CP chi

intenzionalmente uccide una persona è punito con una pena detentiva (art. 40

CP) non inferiore a cinque anni in quanto non ricorrano le condizioni previste

negli art. da 112 a 117 CP;

h) giusta l’art. 122 cpv. 1 CP

chi intenzionalmente ferisce una persona mettendone in pericolo la vita è

punito con una pena detentiva (art. 40 CP) sino a dieci anni o con una pena

pecuniaria (art. 34 segg. CP) non inferiore a 180 aliquote giornaliere;

i) giusta l’art. 125 cpv. 1

CP chi per negligenza (art. 12 cpv. 3 CP) cagiona un danno al corpo o alla

salute d’una persona è punito, a querela di parte (art. 30 segg. CP), con una

pena detentiva (art. 40 CP) sino a tre anni o con una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP) ritenuto come giusta il cpv. 2 di questa norma se la lesione è grave

(art. 122 CP) il colpevole è perseguito d’ufficio;

j) giusta l’art. 19a n. 1

LStup chi, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti

oppure commette un’infrazione giusta l’art. 19 LStup per assicurarsi il proprio

consumo, è punito con la multa (art. 106 cpv. 1 CP);

k) giusta l’art. 109 CP

l’azione penale per le contravvenzioni (art. 103 CP) si prescrive in tre anni.

12.

IM 1 è stato

riconosciuto colpevole del reato di tentato omicidio intenzionale (art. 111 CP

in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP nonché VD all. 3 pag. 1 pti. 1 e 1.1)

commesso per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP) in stato di

legittima difesa discolpante (art. 16 cpv. 1 CP in relazione con l’art. 15 CP e

VD all. 3 pag. 2 pto. 3) con conseguente suo proscioglimento dall’imputazione

di lesione grave (art. 122 cpv. 1 CP) di cui al pto. 1.2 dell’AA (VD all. 3

pag. 2 pto. 2) e ciò in forza alle seguenti considerazioni:

a) per il reato di tentato

omicidio intenzionale (art. 111 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP): è

innegabile per la Corte che chi, come IM 1, colpisce altrui con un fendente

all’addome con le modalità e la forza di cui al referto medico legale del

23.8.2013

(cons. 8p) commette oggettivamente il reato di cui all’art. 111 CP (SCHWARZENEGGER,

Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 111 n.

2.

segg., TRECHSEL/FINGERHUTH, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2008,

art. 111 n. 1, STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Handkommentar, Stämpfli AG, Berna 2007, art. 111 n. 1 segg., CORBOZ, Les infractions en droit

suisse, Volume I, Stämpfli SA, Berna 2010, art. 111 n. 1 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/

PIGUET/BETTEX/STOLL, Code pénal, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2012, art. 111 n. 3 segg. e FAVRE/PELLET/

STOUDMANN, Code Pénal Annoté, Editions Bis & Ter Snc,

Losanna 2011, art. 111 n. 1.1 segg.), in specie e per

fortuna, visti gli esiti non letali, solo nella forma del tentativo (art. 22

cpv. 1 CP, JENNY, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 22 n. 1 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, Schweizerisches

Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2008, art.

22.

n. 2 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 22 n. 1 segg., HURTADO POZO, Commentaire Romand, Code pénal

I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 22 n. 7 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/

PIGUET/BETTEX/STOLL, op.

cit., art. 22 n. 4 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op. cit., art.

22.

n. 1.2 segg.). La Corte non ha quindi dato credito alcuno alla nuova

versione dibattimentale dell’imputato, cioè quella dall’auto infilzamento da

parte di ACPR 1 (cons. 7a e 10c7), in quanto assolutamente inconciliabile con

le dichiarazioni della vittima (cons. 6), con le pregresse affermazioni

dell’imputato (cons. 10c7) e, soprattutto, con le risultanze medico legali

(cons. 8p, 8r e 8s). A titolo abbondanziale ed anche nell’ipotesi in cui IM 1

non avesse formulato all’inizio del dibattimento questa sua nuova versione dei

fatti (cons. 7a), la Corte non avrebbe comunque derubricato il reato di cui al

pto. 1 dell’AA in quello, alternativo, di lesione grave (art. 122 cpv. 1 CP,

pto. 1.2 dell’AA, ROTH/

BERKEMEIER, Basler Kommentar, Strafrecht II, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 122 n. 1 segg., TRECHSEL/

FINGERHUTH, op. cit.,

art. 122 n. 1 segg., STRATENWERTH/

WOHLERS, op. cit., art. 122 n. 1 segg., CORBOZ, op. cit., art. 122 n. 3 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/

PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 122 n. 7 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN,

op. cit., art. 122 n. 1.6.) risultando francamente insostenibile poter

oggettivamente credere che l’imputato, nella situazione concitata in cui si

trovava, avesse potuto avere ancora il tempo necessario ed il dovuto sangue

freddo per decidere di colpire in una zona vitale una terza persona solo per

metterne “in pericolo la vita” (art. 122 cpv. 1 CP) senza altresì

accettare il rischio di poterla uccidere, giacché, per farlo, avrebbe dovuto

avere una formazione medica e chirurgica che di certo IM 1 non ha, ma

soprattutto perché, se così fosse realmente stato, avrebbe preso di mira

un’altra zona del corpo di ACPR 1 e non di certo quella addominale;

b) per il dolo eventuale

(art. 12 cpv. 2 seconda frase CP): si ricorda come questa forma di

intenzione sussista quando I'agente ritiene possibile che

I'evento o iI reato si produca e ciò nondimeno agisce poiché prende in

considerazione I'evento nel caso in cui si realizzi e pur non desiderandolo lo

accetta (JENNY, op. cit., art. 12 n. 43 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., art. 12 n. 13 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 12 n.

6.

segg., CORBOZ, Commentaire Romand,

Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 12 n. 62 segg., DUPUIS/

GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 12 n. 15 segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op.

cit., art. 12 n. 2.4 segg., DTF 134

IV 26, 133 IV 9, 131 IV 1 e sentenza non pubblicata del TF 6B.506/2012 del

12.2

). Chi prende in considerazione I'evento qualora si produca, ossia lo

accetta, lo vuole e a tal fine basta che l’autore ritenga possibile il

realizzarsi dell’atto e se ne accolli il rischio mentre non è necessario che lo

desideri e lo approvi (DTF 121 IV 249). II discrimine tra dolo eventuale

(art. 12 cpv. 1 seconda frase CP) e negligenza cosciente (art. 12 cpv. 3 CP) può

rivelarsi delicato, sia in un caso come nell'altro, infatti I'autore nel dolo

eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP) ritiene possibile che I'evento o iI

reato si produca mentre v'è negligenza (art. 12 cpv. 3 CP, JENNY,

op. cit., art. 12 n. 63 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 12

n. 23 segg., STRATENWERTH/

WOHLERS, op. cit., art. 12 n. 9 segg., CORBOZ, op. cit., art. 12 n. 86 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/

PIGUET/BETTEX/STOLL, op.

cit., art. 12 n. 49 segg., FAVRE/

PELLET/STOUDMANN, op. cit., art. 12 n. 3.1 segg.) e non dolo (art. 12 cpv. 2 CP) qualora I'autore, per un'imprevidenza

colpevole (art. 12 cpv. 3 CP), agisce presumendo che I'evento, che ritiene

possibile, non si realizzi (DTF 130 IV 58). Il dolo

eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP), quale fatto interiore, può essere

accertato solo in base a elementi esteriori ragion per cui, in quest'ambito, Ie

questioni di fatto e di diritto sono strettamente connesse tra di loro e

coincidono parzialmente (DTF 133 IV 1). In mancanza di confessione il

giudice può, di regola, dedurre la volontà dell'interessato fondandosi su

indizi esteriori e sulle regole dell'esperienza. Tra gli elementi

esteriori da cui è possibile dedurre che l’agente ha accettato l’evento

illecito nel caso che si produca figurano, in particolare, la gravità della

violazione del dovere di diligenza e la probabilità, nota all’autore, della

realizzazione del rischio, il movente e la modalità con cui l’atto è stato

commesso (DTF 130 IV 58, 125 IV 242 e sentenza del TF 6B.519/2007 del 29.1.2008).

Ciò posto e tenuto conto delle risultanze d’istruttoria e dibattimentali (cons.

6, 8h, 8i, da 8p a 8s e 10c), la Corte non ha avuto dubbio alcuno nel

riconoscere che l’imputato, se è pur vero che non voleva assolutamente uccidere

ACPR 1 con dolo diretto (art. 12 cpv. 2 prima frase CP, PP IM 1 28.9.2013 pag.

2, PS IM 1 21.8.2013 pag. 8 e VD pag. 4), ha non di meno accettato e fatto

proprio il concreto e reale rischio che ciò potesse avvenire (PS IM 1 4.9.2013

pag. 13 e VD all. 1 pag. 3 II R), da cui il dover riconoscere un suo agire per

dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP e VD pag. 4) con contestuale

esclusione di una qualsivoglia possibile negligenza cosciente ai sensi

dell’art. 12 cpv. 3 CP (cons. 12d);

c) per lo stato di

legittima difesa discolpante (art. 16 cpv. 1 CP in relazione con l’art. 15 CP):

si ricorda come una situazione di legittima difesa esimente ai sensi dell’art.

15.

CP (SEELMANN, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2007, art. 15 n. 1 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art.

15.

n. 1 segg., STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 15 n. 2 segg., MONNIER, Commentaire Romand, Code pénal I,

Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 15 n. 1 segg., DUPUIS/

GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 15 n. 1 segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op.

cit., art. 15 n. 1.2 segg., DTF 129 IV 6, 122 IV 1 e 93 IV 81, sentenze

non pubblicate del TF 6B.82/2013 del 24.6.2013 e 6S.29/2005 del 12.5.2005

nonché sentenza della Corte di appello e di revisione penale, di seguito solo

CARP, 20.4.2012 incarto, di seguito solo Inc., 17.2011.114) presupponga un

attacco o la minaccia di un attacco ingiusto, cioè di un comportamento umano

che mira a ledere un bene giuridico individuale, la cui effettiva esistenza

deve essere determinata mediante una valutazione oggettiva a posteriori

(sentenza CARP 20.4.2012 Inc. 17.2011.114) ricordato che colui che suppone

erroneamente della sua esistenza va giudicato in base all’art. 13 CP (cons.

12d). L’attacco o la sua minaccia deve essere incombente o già in corso ma non

ancora conclusa (DTF 106 IV 12) e questa condizione non è realizzata se

l’attacco è cessato o se non sono dati ancora i presupposti perché si

realizzasse (sentenza CARP 20.4.2012 Inc. 17.2011.114). C’è minaccia imminente

di un’aggressione quando segni concreti di pericolo incitano alla difesa. La

sola prospettiva che una contesa verbale possa finire in vie di fatto (art. 126

CP) non basta. Colui che si pretende minacciato deve provare l’esistenza di

circostanze proprie a fargli credere che si trovava in uno stato di legittima

difesa. E’ il caso quando l’aggressore adotta un comportamento minaccioso, si

prepara allo scontro o gesticola in modo da far pensare che egli passerà

all’atto mettendo così in pratica la sua minaccia (DTF 93 IV 81,

sentenza CARP 20.4.2012 Inc. 17.2011.114 e sentenza della Corte di cassazione e

di revisione penale del Tribunale d’appello, di seguito solo CCRP, 14.12.2009 Inc.

17.2009

). Per verificare se la difesa è stata proporzionata occorre valutare

l’insieme delle circostanze del caso concreto e quindi la gravità dell’attacco,

il bene giuridico protetto o minacciato, i mezzi di difesa utilizzati e il modo

in cui questi sono stati utilizzati (DTF 107 IV 12 e sentenza CARP 20.4.2012

Inc. 17.2011.114). La difesa è da considerarsi eccessiva e quindi unicamente

discolpante ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 CP (SEELMANN, op. cit., art. 16

n. 1 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 16 n. 1, STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 15 n. 2, MONNIER, op.

cit., art. 16 n. 3 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 16 n. 3 segg. e FAVRE/PELLET/

STOUDMANN, op. cit., art. 16 n. 1.2 segg.) quando è diretta

non tanto o non solamente a proteggere il bene giuridico minacciato o

attaccato, quanto piuttosto a punire l’autore dell’attacco (DTF 109 IV

5, sentenza CARP 20.4.2012 Inc. 17.2011.114 e sentenza CCRP 14.12.2009 Inc.

17.2009

). Orbene, richiamate le circostanze oggettive del caso concreto così

come esposte nei cons. 8 e 10, la Corte ha concluso che l’imputato si è trovato

non solo soggettivamente ma anche oggettivamente in una situazione di reale

pericolo o perlomeno di minaccia alla sua incolumità fisica e quindi di

legittima difesa ex art. 15 CP che, proprio per come ACPR 1 aveva scostato __________

sulla soglia della porta finestra e stesse avanzando verso di lui con fare non

amichevole (cons. 6, 8d e 10c), avrebbe potuto sfociare anche in qualcosa di

più grave delle semplici vie di fatto ex art. 126 CP (DTF 93 IV 81). Ciò

posto e previo richiamo delle considerazioni di cui al cons. 10c6), è per la

Corte innegabile, però, come l’imputato avrebbe potuto validamente difendersi

dall’attacco di ACPR 1 anche senza ricorrere all’uso del coltello (AI 102 foto

da 70 a 72), che del resto e così come sancito anche nel DTF 136 IV 49,

deve essere utilizzato solo come ultimo mezzo di difesa, da cui l’applicabilità

al caso concreto dell’art. 16 cpv. 1 CP;

d) per l’esclusione

dell’apprezzamento giuridico divergente (art. 344 CPP) di lesione grave per

negligenza (art. 122 cpv. 1 CP in relazione con gli art. 12 cpv. 3 e 125 cpv. 2

CP): così come espressamente indicato nel testo prospettato alle parti (VD

pag. 3 e cons. 2), questa ipotesi accusatoria sarebbe entrata in considerazione

solo nell’ipotesi in cui la Corte, ma non è stato il caso, avesse concluso che

l’imputato aveva agito in base ad un errore sui fatti (art. 13 cpv. 1 CP),

avendo creduto, a torto, di trovarsi oggettivamente attaccato da ACPR 1 mentre

che in realtà non lo era e che, in quei frangenti, “avesse potuto evitare

l’errore usando le debite precauzioni” (art. 13 cpv. 2 CP, JENNY, op.

cit., art. 13 n. 8 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD, op. cit., art. 13 n.

10, STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 13 n. 7, THALMANN, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009,

art. 13 n. 26, DUPUIS/GELLER/

MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 13 n. 18 segg., FAVRE/PELLET/STOUDMANN, op.

cit., art. 13 n. 2.1 segg. e sentenza CCRP 11.10.2010 Inc. 17.2010.22),

ricordato altresì come non essendo giuridicamente ipotizzabile un reato tentato

(art. 22 cpv. 1 CP) per negligenza (art. 12 cpv. 3 CP, TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., Vor art. 22 n. 2 e DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/

STOLL, op. cit., art.

22.

n. 4), delle due imputazioni prospettate dal PP poteva, allora,

eventualmente entrare in considerazione solo quella di lesione grave per

negligenza (art. 122 cpv. 1 CP in relazione con gli art. 12 cpv. 3 e 125 cpv. 2

CP nonché cons. 2). Questa possibile costruzione giuridica poteva però

concepirsi solo se la Corte avesse riconosciuto all’imputato un errore sui

fatti (art. 13 CP) che, si ricorda, trova applicazione anche in relazione

all’apprezzamento erroneo riguardo all’esistenza dei presupposti di un fatto

giustificativo (Irrige Annahme einer objektiven Rechtfertigungslage, JENNY,

op. cit., art. 13 n. 12, THALMANN, op. cit., art. 13 n. 15, DUPUIS/GELLER/MONNIER/

MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 13 n. 6), in specie quella di essersi sentito

attaccato. Ciò posto e considerato come la Corte abbia invece riconosciuto il

diritto di IM 1 di sentirsi non solo soggettivamente ma anche oggettivamente

attaccato da ACPR 1 (cons. 10c), non essendoci stato alcun suo errore ex art.

13.

CP, ne consegue la chiara decadenza di questa variante accusatoria ai sensi

dell’art. 344 CPP (cons. 2). Ricordato altresì che la Corte non ha riconosciuto

la nuova versione dei fatti dell’imputato, cioè quella dell’auto infilzamento

da parte di ACPR 1 (cons. 7a e 10c7), ne deriva insindacabilmente l’ulteriore

inconsistenza dell’ipotesi difensiva del reato di lesione grave per negligenza

(art. 122 cpv. 1 CP in relazione con gli art. 12 cpv. 3 e 125 cpv. 2 CP), da

cui la condanna di IM 1 per il reato di tentato omicidio intenzionale (art. 111

CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP nonché VD all. 3 pti. 1 e 1.1) commesso

per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP) in stato di legittima

difesa discolpante (art. 16 cpv. 1 CP in relazione con l’art. 15 CP e VD all. 3

pag. 2 pto. 3).

13.

Richiamati nei fatti

il cons. 7b ed in diritto ALBRECHT, Kommentar zum schweizerischen

Strafrecht, Sonderband Betäubungsmittelstrafrecht, Stämpfli+Cie AG, Berna 1995,

art. 19a n. 12 segg. e CORBOZ, op. cit., art. 19 LStup n. 119 segg. non

è contestabile né è contestata la realizzazione a carico dell’imputato del

reato di contravvenzione (art. 103 CP) alla LStup (art. 19a n. 1 LStup) per un

quantitativo comunque imprecisato vista l’impossibilità dibattimentale di

stabilirlo (VD all. 1 pag. 5 X R) rispettivamente, a fronte del DA 25.7.2011

del MP (cons. 3 e 8aa) e del termine di prescrizione triennale di cui all’art.

109.

CP, limitatamente al periodo 11.7.2011/21.8.2013 (VD all. 3 pag. 1 pti. 1 e

1.

), da cui il susseguente proscioglimento di IM 1 per questo reato

relativamente al periodo 4.3.2011/10.7.2011 (VD all. 3 pag. 2 pto. 2).

XI) Le

altre circostanze attenuanti sollevate dalla difesa

14.

In sede di discussione

(art. 346 cpv. 1 lett. d CPP e VD pag. 5) la difesa di IM 1 ha richiamato le seguenti circostanze attenuanti:

a) l’art. 19 cpv. 2 CP secondo

cui se al momento del fatto l’autore era soltanto in parte capace di valutarne

il carattere illecito o di agire secondo tale valutazione, il giudice attenua

la pena giusta l’art. 48a CP;

b) l’art. 23 cpv. 1 CP secondo

cui se l’autore ha spontaneamente desistito dal consumare un reato iniziato o

ha contribuito ad impedirne la consumazione, il giudice può attenuare la pena

(art. 48a CP) o prescindere da ogni pena;

c) l’art. 48 lett. d) CP

secondo cui il giudice attenua la pena ai sensi dell’art. 48a CP se l’autore ha

dimostrato con fatti sincero pentimento, specialmente se ha risarcito il danno

per quanto si potesse ragionevolmente pretendere da lui.

15.

Richiamati nei fatti

il cons. 7b nonché in diritto BOMMER/

DITTMANN, Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 19 n. 54 segg., TRECHSEL/

JEAN-RICHARD, op. cit., art. 19 n. 12 segg., STRATENWERTH/

WOHLERS, op. cit., art. 19 n. 7 segg., MOREILLON, Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009,

art. 19 n. 25 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/

MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 19 n. 14 segg. e FAVRE/PELLET/STOUDMANN,

op. cit., art. 19 n. 2.1 segg. la Corte non ha avuto difficoltà alcuna a

riconoscere all’imputato l’attenuante di cui all’art. 19 cpv. 2 CP e, quindi,

il fatto che in relazione all’imputazione di cui al cons. 12 (VD all. 3 pag. 1

pti. 1 e 1.1) ha agito in stato di scemata imputabilità (VD all. 3 pag. 2 pto.

3) anche se non di grado lieve (VD pag. 5), ma lievissimo (VD pag. 4) laddove

le “5-6 canne” (PP IM 1 26.9.2013 pag. 5) fumate nel corso della sera

del 20/21.8.2013 possono aver limitato solo in minimissimo grado la sua

capacita di valutare il carattere illecito del suo atto e di agire

conseguentemente (art. 19 cpv. 2 CP) proprio a fronte della sua consuetudinaria

e quasi quotidiana abitudine al consumo di marijuana (cons. 7b).

16.

Richiamati nei fatti

il cons. 8v ed in diritto JENNY, op. cit., art. 23 n. 13 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD,

op. cit., art. 23 n. 5, STRATENWERTH/WOHLERS, op. cit., art. 23 n. 2

segg., HURTADO POZO, op. cit., art.

23.

n. 9 segg. e DUPUIS/

GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., art. 23 n. 8 segg. rispettivamente la sentenza

apparsa in DTF 112 IV 66, la Corte ha riconosciuto a IM 1 l’attenuante

specifica di cui all’art. 23 cpv. 1 CP (VD pag. 5 e all. 3 pag. 2 pto. 3) nella

variante dell’aver contribuito ad impedire la consumazione del reato e questo

grazie alla sua telefonata al Ticino Soccorso 144 (cons. 8v).

17.

Richiamati in diritto WIPRÄCHTIGER,

Basler Kommentar, Strafrecht I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 48 n.

28.

segg., TRECHSEL/AFFOLTER-EIJSTEN, Schweizerisches Strafgesetzbuch,

Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo/San Gallo 2008, art. 48 n. 19 segg., STRATENWERTH/WOHLERS,

op. cit., art. 48 n. 8, PELLET,

Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 48 n.

36.

segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/

STOLL, op. cit., art.

48.

n. 24 segg., FAVRE/PELLET/

STOUDMANN, op. cit., art. 48 n. 1.12 segg., DTF 107

IV 98, le sentenze non pubblicate del TF 6B.614/2009 del 10.8.2009,6B.827/2008

del 7.1.2009,6B.822/2008 del 5.11.2008,6B.78/2008 del 14.10.2008,6B.622/2007

dell’8.1.2008,6S.17/2003 del 3.2.2003 e 6S.146/1999 del 26.4.1999 nonché la

sentenza della CARP 5.11.2012 Inc. 17.2012.78+99, la Corte non ha riconosciuto

all’imputato l’attenuante specifica di cui all’art. 48 lett. d) CP (VD pag. 5)

non avendo riscontrato nel suo comportamento alcuna “tätige Reue” o

“aktive Anstrengung” così come evocate e richieste dalle vigenti

dottrina e giurisprudenza. E a tal fine non sono di certo sufficienti le sue

dichiarazioni di dispiacere per quanto successo a ACPR 1 (PS IM 1 4.9.2013 pag.

14, AI 75, doc. Dib. 4 e VD pag. 5) quando poi, anche se la legge gli

permetteva di farlo, lo querela (art. 30 segg. CP) per il presupposto reato di

violazione di domicilio (art. 186 CP e cons. 8n) e quando, per finire, non ha

voluto ammettere il reato per il quale è stato condannato (VD all. 3 pag. 1

pti. 1 e 1.1 nonché cons. 12) avendo sostenuto come, nei fatti, sia stato ACPR

1.

ad essersi infilzato da solo vista l’asserita sua passività (VD all. 1 pag. 2

e 3 IV/V e da I a IV R nonché cons. 7a).

XII) Colpa, prognosi, pena

18.

Per quel che concerne

le norme di diritto concretamente applicabili si ricorda che:

a) giusta l’art. 47 cpv. 1 CP

il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita

anteriore e delle condizioni personali di lui oltre che dell’effetto che la

pena avrà sulla sua vita ricordato come giusta il cpv. 2 di detta norma la

colpa del reo è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a

pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i

moventi e gli obiettivi perseguiti nonché tenuto conto delle circostanze

interne ed esterne, rispettivamente secondo la possibilità che l’autore aveva

di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione;

b) giusta l’art. 40 CP la durata

della pena detentiva è di regola di almeno sei mesi, la durata massima è di

venti anni, rispettivamente a vita se la legge lo dichiara espressamente;

c) giusta l’art. 42 CP cpv. 1

CP il giudice sospende di regola l’esecuzione di una pena pecuniaria (art. 34

segg. CP), di un lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP) o di una pena

detentiva (art. 40 CP) di sei mesi a due anni se una pena senza condizionale

non sembra necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini

(art. 10 cpv. 2 CP) o delitti (art. 10 cpv. 3 CP);

d) giusta l’art. 44 cpv. 1 CP

se il giudice sospende del tutto o in parte l’esecuzione della pena al

condannato è impartito un periodo di prova da due a cinque anni;

e) giusta l’art. 48a cpv. 1 CP

se attenua la pena il giudice non è vincolato alla pena minima comminata

ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma il giudice può pronunciare una

pena di genere diverso da quello comminato, ma è vincolato al massimo e al

minimo legali di ciascun genere di pena;

f) giusta l’art. 49 cpv. 1 CP

quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione

di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena

prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata ritenuto che non

può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata e che é

in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena ricordato come

giusta il cpv. 2 di detta norma se deve giudicare un reato che l’autore ha

commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto, il giudice

determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito più

gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in

un unico giudizio;

g) giusta l’art. 50 CP se la

sentenza deve essere motivata il giudice vi espone anche le circostanze

rilevanti per la commisurazione della pena e la loro ponderazione;

h) giusta l’art. 51 CP il

giudice computa nella pena il carcere preventivo scontato nell’ambito del

procedimento in atto o di un altro procedimento ritenuto come un giorno di

carcere corrisponde ad una aliquota giornaliera di pena pecuniaria (art. 34

segg. CP) o a quattro ore di lavoro di pubblica utilità (art. 37 segg. CP);

i) giusta l’art. 106 cpv. 1

CP se la legge non dispone altrimenti il massimo della multa è di fr. 10'000.-

ricordato come giusta il cpv. 2 di questa norma in caso di suo mancato

pagamento per colpa dell’autore, il giudice ordina nella sentenza una pena

detentiva (art. 40 CP) sostitutiva da un minimo di 1 giorno a un massimo di 3

mesi e che giusta il relativo cpv. 3 il giudice commisura la multa (art. 106

CP) e la pena detentiva (art. 40 CP) sostitutiva alle condizioni dell’autore in

modo che questi sconti una pena adeguata alla sua colpevolezza.

19.

Richiamati i DTF

136.

IV 55 e 134 IV 132 nonché le sentenze della CARP 20.4.2012 Inc. 17.2011.114

e 5.11.2012 Inc. 17.2012.78+99, partendo dalle circostanze oggettive (objektive

Tatkomponenten quali, ad esempio, il grado di lesione o di esposizione a

pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità dell’offesa, art. 47

cpv. 2 CP) legate alla riconosciuta imputazione di cui al pto. 1 dell’AA (cons.

12a), è innegabile come la colpa (art. 47 cpv. 1 prima frase CP) di IM 1 sia

estremamente grave. Munitosi volutamente (cons. 8h) di un coltello (AI 102 foto

da 70 a 72) dalla lama impressionante (cons. 8j) non ci ha pensato due volte

nel ferire mortalmente ACPR 1 sferrandogli sì un colpo solo, ma alla cieca e in

una zona vitale, in modo violento ed in profondità (cons. da 8p a 8s). Partendo,

quindi, vista la fattispecie, da una pena base non inferiore a 15 anni già

considerato, come elemento attenuante, il comportamento avuto dalla vittima e

tenuto altresì conto che si è trattato di un omicidio (art. 111 CP) fortunatamente

solo tentato (art. 22 cpv. 1 CP e cons. 12a) e, nella sua esecuzione, di

brevissima durata, non dimenticando comunque come l’irreparabile tragedia è

stata evitata solo grazie ad una grande dose di fortuna ed al pronto intervento

dei sanitari e fermo restando come per ACPR 1 le conseguenze subite, seppur

inizialmente gravi (cons. da 8p a 8s), sono ora in via di definitiva guarigione

e non risultano essere permanentemente invalidanti (cons. 8t e 8u), ne deriva

una prima riduzione della pena di partenza a 10 anni. Nel successivo esame

degli aspetti soggettivi del reato (Tatverschulden quali, ad esempio, il

movente, gli obbiettivi perseguiti e la possibilità che aveva l’autore di

evitare l’esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell’autore di

decidersi a favore della legalità e contro l’illegalità rispettivamente

l’intensità della sua volontà delinquenziale, art. 47 cpv. 2 CP) la Corte

richiama il fatto che l’imputato, oltre ad avere oggettivamente una bassa

soglia criminale (cons. 8c), ha agito con dolo eventuale (cons. 12b e VD 4) ed

in un contesto in cui in lui convivevano varie e forti emozioni, tra cui, già

solo, la preoccupazione per il momento e la sua reale paura, poi rivelatasi

fondata, di stare per essere attaccato (cons. 10c e 12c). D’altro canto, però,

non si può nemmeno bagatellizzare il suo chiaro eccesso di difesa (cons. 10c e

12c) - e più questo è importante più la sua colpa (art. 47 cpv. 1 prima frase CP)

rimarrà grave e la riduzione della sua pena poco significativa - e la possibilità

che egli aveva di evitare il grave e potenzialmente letale ferimento di ACPR 1

(cons. 10c6). Di scarso peso nella diminuzione della pena è invece stata la

scemata imputabilità (art. 19 cpv. 2 CP e cons. 15), che la Corte ha ritenuta

come più che lievissima in quanto chi consuma marijuana con l’assidua frequenza

dell’imputato (cons. 7b) non può ritenersi “piuttosto fatto” (PP IM 1

26.9.2013

pag. 5) per il consumo nel corso di quella tragica serata di “5-6

canne” (PP IM 1 26.9.2013 pag. 5), anche perché se fosse stato

effettivamente così “stono” (PP IM 1 26.9.2013 pag. 5) non avrebbe avuto,

prima dell’accoltellamento, la lucidità mentale di cercare di calmare ACPR 1

con alcuni inviti verbali o mostrandogli il coltello (AI 102 foto da 70 a 72 e cons. 10c1). Da ciò, tutto ben ponderato trova allora giustificazione un’ulteriore riduzione

della pena nell’ordine del 50/55% con la conseguente fissazione della colpa

(art. 47 cpv. 1 prima frase CP) globale dell’imputato (Gesamtverschulden)

tra 5 anni e 4 anni e 6 mesi. La Corte ha, poi, proceduto alla presa in

considerazione degli altri fattori legati alla personalità dell’autore (Täterkomponenten)

ovvero la sua vita anteriore, la sua reputazione, la sua situazione personale,

il comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così

come l’effetto che la pena avrà sulla sua vita (art. 47 cpv. 1 seconda frase

CP, DTF 129 IV 6 e sentenza non pubblicata del TF 6B.67/2010 del

22.6

). In questa terza fase della commisurazione della pena si richiama,

in primis, la riconosciuta attenuante di cui all’art. 23 cpv. 1 CP (cons. 16 e

VD 5), la sua quasi giovane età in quanto ventiseienne al momento dei fatti e l’effetto

che la pena potrà avere sulla sua vita futura, oltre alla durata del carcere

già sofferto e ancora da soffrire. Nessun peso specifico è invece stato dato

alla lettera di scuse di cui all’AI 75 così come alle sue similari

dichiarazioni alla fine del pubblico dibattimento (VD pag. 5), che sono

sembrate alla Corte più affermazioni di circostanza che frasi di pentimento

realmente sentite, anche perché, se così fosse stato, ci si sarebbe dovuto

aspettare il suo riconoscimento della dinamica dei fatti così come esposta

dalla vittima e non, invece, la presentazione di una versione concludente al

suo incidentale infilzamento (cons. 7a). Non pentito ai sensi di legge (cons.

17) e collaborativo nel riconoscere i fatti, ma non in modo oggettivo ma sempre

e solo secondo la sua personale visione (cons. 7a), poca se non minima valenza

è stata data ad una possibile sua immaturità se è vero come è vero che ____

l’ha elevato al ruolo di padre putativo e, quindi, di persona responsabile e di

riferimento per il figlio __________ (PS __________ 15.10.2013 pag. 2). Inoltre

e per finire il suo corretto comportamento in sede di istruttoria e in carcere

(AI 133) non può comportare per la Corte alcuna riduzione della pena: se

l’incensuratezza è ormai un fattore neutro sulla colpa (art. 47 cpv. 1 prima

frase CP e DTF 136 IV 1) in quanto circostanza naturale e in qualche

modo dovuta, alla stessa stregua ciò deve valere anche per l’obbligo di ciascun

indagato di doversi sempre comportare correttamente sia in sede di indagine sia

durante la carcerazione. Ritenuto, per finire, che le sue precedenti condanne

(cons. 3) e quindi la sua non incensuratezza non abbiano giocato ruolo alcuno

nella commisurazione della pena in quanto reati non correlabili né comparabili

per gravità (AI 2 nonché doc. TPC 15 e 19) all’imputazione di cui al pto. 1

dell’AA, la Corte, tutto ben ponderato, ha quindi fissato la pena detentiva

(art. 40 CP) di IM 1 in 3 anni e 6 mesi, a valere quale pena parzialmente

aggiuntiva (art. 49 cpv. 2 CP) a quelle relative ai DA 27.1.2010

dell’Untersuchungsrichteramt del Canton __________ e 30.6.2011 del MP, con deduzione

del carcere preventivo sofferto (art. 51 CP e VD all. 3 pag. 2 pti. 3 e 3.1), pena

evidentemente da espiare non essendo dati i presupposti di cui agli art. 42

cpv. 1 e 43 CP. Inoltre, richiamata la comminatoria di pena di cui all’art. 19a

n. 1 LStup, l’imputato è stato condannato al pagamento di una multa (art. 106

cpv. 1 CP) di fr. 300.- con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per

colpa sarà sostituita con una pena detentiva (art. 40 CP) di 3 giorni (art. 106

cpv. 2 CP e VD all. 3 pag. 2 pti. 3 e 3.2).

XIII) Le pretese di diritto

civile

20.

Giusta l’art. 122 cpv.

1.

CPP il danneggiato può, in veste di accusatore privato (di seguito solo AP),

far valere in via adesiva nel procedimento penale pretese di diritto civile

desunte dal reato (SCHMID, op. cit., art. 122 n. 1 segg., DOLGE,

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011, art. 122 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, Commentaire Romand,

Code de procédure pénale suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 122 n.

1.

segg. e GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale

Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 122 n. 1 segg.). E’ AP il

danneggiato che dichiara espressamente a un’autorità di perseguimento penale,

per scritto o oralmente a verbale, ma al più tardi alla conclusione della

procedura preliminare, di voler partecipare al procedimento penale con

un’azione penale, con la quale può chiedere il perseguimento e la condanna del

responsabile del reato, rispettivamente o anche solo con un’azione civile, con

la quale può far valere in via adesiva delle pretese di diritto privato desunte

dal reato (art. 118 cpv. 1 e 3 nonché 119 CPP, SCHMID, op. cit., art.

118.

n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., MAZZUCCHELLI/POSTIZZI, Basler

Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea

2011, art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit.,

art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg. nonché GALLIANI/MARCELLINI, op.

cit., art. 118 n. 1 segg. e art. 119 n. 1 segg.). In quest’ultimo caso la

pretesa fatta valere deve per quanto possibile essere quantificata nella

dichiarazione scritta o verbale di cui all’art. 119 cpv. 1 CPP e succintamente

motivata per iscritto, ma al più tardi in sede d’arringa, indicando i mezzi di

prova invocati (art. 123 CPP, SCHMID, op. cit., art. 123 n. 1 segg., DOLGE,

op. cit., art. 123 n. 1 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 123 n. 1

segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 123 n. 1 segg.). Il giudice

pronuncia sull’azione civile promossa in via adesiva (art. 122 segg. CPP) se,

in particolare, dichiara colpevole l’imputato (art. 126 cpv. 1 lett. a CPP, SCHMID,

op. cit., art. 126 n. 1 segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 12 segg., JEANDIN/MATZ,

op. cit., art. 126 n. 5 segg., MOREILLON/PAREIN-REYMOND, op. cit., art.

126.

n. 1 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126 n. 4 segg.)

anche se può rinviare il richiedente al foro civile se l’AP non ha

sufficientemente quantificato o motivato la sua azione (art. 126 cpv. 2 lett. b

CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 10 segg., DOLGE, op. cit., art.

126.

n. 36 segg., JEANDIN/MATZ, op. cit., art. 126 n. 21, MOREILLON/PAREIN-REYMOND,

op. cit., art. 126 n. 8 segg. e GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 126

n. 16) ricordato che qualora il giudizio completo sulle pretese civili

comportasse un onere sproporzionato può limitarsi a pronunciare sulle stesse

una decisione di principio, rinviando per il resto al foro civile anche se, per

quanto possibile, le pretese di esigua entità dovrebbero essere giudicate interamente

in sede penale (art. 126 cpv. 3 CPP, SCHMID, op. cit., art. 126 n. 15

segg., DOLGE, op. cit., art. 126 n. 44 segg., JEANDIN/

MATZ, op. cit., art. 126 n. 24 segg., MOREILLON/PAREIN-REYMOND,

op. cit., art. 126 n. 12 segg. e GALLIANI/

MARCELLINI, op. cit., art. 126 n. 19 segg.).

21.

Giusta l’art. 433 cpv.

1.

lett. a) CPP l’imputato deve indennizzare adeguatamente l’AP delle spese

necessarie da lui sostenute nel procedimento se vince la causa (SCHMID,

op. cit., art. 433 n. 1 segg., WEHRENBERG/BERNHARD, Basler Kommentar

Schweizerische Strafprozessordnung, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433

n. 3 segg., MIZEL/RETORNAZ, Commentaire Romand, Code de procédure pénale

suisse, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, art. 433 n. 1 segg., MOREILLON/PAREIN-REYMOND,

op. cit., art. 433 n. 1 segg. e MINI, Codice svizzero di procedura

penale Commentario, Dike AG, Zurigo/San Gallo 2010, art. 433 n. 1 segg.),

ricordato che, conformemente al cpv. 2 di questa norma, l’AP deve inoltrare la

sua istanza d’indennizzo all’autorità penale, quantificando e comprovando le

proprie pretese, pena la non entrata nel merito (SCHMID, op. cit., art.

433.

n. 9 segg., WEHRENBERG/

BERNHARD, op. cit., art.

433.

n. 12 segg., MIZEL/RETORNAZ, op. cit., art. 433 n. 12 segg., MOREILLON/PAREIN-REYMOND,

op. cit., art. 433 n. 9 segg. e MINI, op. cit., art. 433 n. 3).

22.

In merito alla determinazione

della retribuzione del patrono d’ufficio l’art. 138 cpv. 1 prima frase CPP

rinvia all’art. 135 cpv. 1 CPP secondo cui la stessa soggiace alla tariffa

d’avvocatura del Cantone in cui si svolge il procedimento, nel caso concreto il

Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di

assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (di seguito solo RL

3.1.1.7

). Conformemente all’art. 4 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1 l’onorario

dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo

il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-/h, ricordato come

giusta l’art. 5a cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 l’onorario dell’avvocato per la

partecipazione a interrogatori al di fuori dell’orario di lavoro usuale,

stabilito per legge tra le h 22:00 e le h 8:00 dei giorni feriali

rispettivamente nei giorni festivi ufficiali e di sabato, è fissato a fr.

250.

-/h. Parimenti si rammenta come in forza alla pluriannuale giurisprudenza

dell’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto quale autorità di tassazione

delle note professionali prima del 1.1.2011 la retribuzione del patrono d’ufficio

deve essere fissata tenendo in considerazione l’importanza della pratica, le

difficoltà giuridiche e fattuali così come il tempo impiegato (DTF 122 I

2), non essendo decisivo per il calcolo il tempo effettivamente impiegato bensì

il dispendio medio di un patrono diligente secondo la comune esperienza nella

trattazione di un mandato di analoga complessità. Inoltre, non vengono

rimunerati interventi oltre lo stretto necessario o che sono da considerare

eccessivi, ricordato che nell’assistenza giudiziaria lo Stato non deve

assumersi prestazioni di sostegno morale o di aiuto sociale. In merito alle

spese l’art. 6 cpv. 1 e 2 RL 3.1.1.7.1 prevede che al patrono d’ufficio possono

essere riconosciute le spese vive effettivamente sopportate o, in alternativa,

un importo forfetario in % dell’onorario quale rimborso di quelle di

cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopiatura e di apertura e

archiviazione dell’incarto oltre alle altre spese sostenute nell’interesse del

cliente, tra le quali si ricordano, in particolare, quelle di trasferta.

23.

Quo alla nozione di

torto morale si rammenta come la sua riparazione presupponga, da un lato, una

lesione dei diritti della personalità quali, a titolo di esempio non esaustivo,

la vita, l’integrità fisica e psichica o anche l’onore (DESCHENAUX/

TERCIER, La responsabilité civile, Stämpfli & Cie SA,

Berna 1975, pag. 54 segg., BREHM, Berner Kommentar, Obligationenrecht,

Allgemeine Bestimmungen, Stämpfli AG, Berna 2006, art. 47 LF di complemento del

Codice civile svizzero, di seguito solo CO, no 12 segg., BREHM, La

réparation du dommage corporel en responsabilité civile, Staempfli SA, Berna

2002, pag. 314 segg. e DTF 108 II 422) e, d’altro lato, una sofferenza

fisica e psichica della persona lesa - la riparazione del danno copre non

soltanto le sofferenze fisiche ma anche, e soprattutto, le sofferenze morali (DTF

115.

II 156 e 102 II 22) - che vada al di là di quanto una persona possa

normalmente sopportare, ritenuto che la condanna al pagamento di un’indennità

si giustifica soltanto nei casi di una certa gravità (DESCHENAUX/TERCIER,

op. cit., pag. 93 e BREHM, op. cit., art. 47 CO n. 27 segg. nonché DTF

110.

II 61, 102 II 211 e 89 II 396). Nella determinazione dell’indennità il

giudice gode di un’ampia libertà di apprezzamento delle circostanze concrete,

in particolare del genere e gravità del pregiudizio subito, dell’intensità e

della durata delle conseguenze sulla personalità della vittima e, infine, del

grado di colpa dell’autore (DTF 118 II 410, 116 II 733 e 295, 115 II 156

e 30 nonché SJ 1993 pag. 195). Si dovrà tener conto pure delle

conseguenze soggettive della lesione subita e in particolar modo dell’intensità

delle sofferenze e del dolore patito (DTF 108 II 422). Così come

precisato dalla giurisprudenza l’indennità assegnata a titolo di torto morale non

può essere fissata secondo meri criteri matematici, ma soltanto stimata,

tenendo conto dei criteri sopraelencati, applicando le regole del diritto e

dell’equità (DTF 121 II 375 e 117 II 50). L’indennità per torto morale,

essendo destinata a riparare un danno che, per sua stessa natura, non può che

difficilmente essere ridotto a un importo di denaro, non può eccedere certi

limiti. Ciò nonostante l’indennità deve risultare equa e quindi deve essere

proporzionata alla gravità del pregiudizio, ritenuta che essa non deve apparire

derisoria per la vittima.

24.

Con istanza 19.5.2014

(VD pag. 2 e doc. Dib. 1) così come in arringa (art. 346 cpv. 1 lett. b CPP e

VD pag. 4) l’avv. RAAP 1 (di seguito solo RAAP 1), patrono d’ufficio (art. 136

segg. CPP) di ACPR 1 dal 21.8.2013 (AI 13), ha chiesto che IM 1 fosse condannato

al pagamento di fr. 44'977.75, di cui fr. 14'977.75 per spese legali (AI 151 e

doc. Dib. 1) e fr. 30'000.- per torto morale con interessi del 5% dal 21.8.2013

(doc. Dib. 1). La Corte, tenuto conto delle risultanze d’istruttoria,

dell’esito dibattimentale e delle dichiarazioni delle parti in sede processuale

(VD pag. 5 e all. 1 pag. 6 I R), ha deciso quanto segue:

a) spese legali

a1) fattura del 19.2.2014 (AI

151)

1.

) la posta 27.8.2013 “Ricevo

verbale Ministero Pubblico + studio incarto” è ridotta di 30 minuti (di

seguito solo min);

1.

) la posta 28.8.2013 “Ricevo

tel isp. __________” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 28.8.2013 “Tel

madre cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 29.8.2013 “Tel

Polizia cantonale” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 29.8.2013 “Lettera

Polizia 1 pag” è ridotta di 10 min;

1.

) la posta 4.9.2013 “Colloquio

genitori cliente” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 5.9.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 25 min;

1.

) la posta 6.9.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 6.9.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 12.9.2013 “Colloquio

cliente” è ridotta di 30 min;

1.

) la posta 25.9.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 27.9.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 25 min;

1.

) la posta 27.9.2013 “Tel

Polizia cantonale” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 27.9.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 25 min;

1.

) la posta 4.10.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 7.10.2013 “Ricevo

atti dal MP + studio incarto” è ridotta di 30 min;

1.

) la posta 15.10.2013 “Ricevo

verbali __________ + studio incarto” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 15.10.2013 “Colloquio

cliente” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 16.10.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 16.10.2013 “Lettera

Delegata aiuto alle vittime 1 pag” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 22.10.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 30.10.2013 “Verbale

di Polizia __________” per 40 min non è riconosciuta in quanto non agli

atti;

1.

) la posta 30.10.2013 “Trasferta

__________ 40km” per 40 min non è riconosciuta per lo stesso motivo di cui

al pto. 1.22);

1.

) la posta 30.10.2013 “Trasferta

__________ 40km” per la spesa di fr. 40.- non è riconosciuta per lo stesso

motivo di cui al pto. 1.22);

1.

) la posta 4.11.2013 “Tel

Ufficio vittime” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 4.11.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 6.11.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” per 40 min non è riconosciuta per lo stesso

motivo di cui al pto. 1.22);

1.

) la posta 6.11.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 12.11.2013 “Tel

Polizia cantonale” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 12.11.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 13.11.2013 “Ricevo

tel Ministero Pubblico” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 14.11.2013 “Tel

Polizia cantonale” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 18.11.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 18.11.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 22.11.2013 “Ricevo

Decreto di non luogo a procedere Ministero Pubblico + studio incarto” è

ridotta di 20 min;

1.

) la posta 22.11.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 2 pag” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 22.11.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 25 min;

1.

) la posta 25.11.2013 “Tel

polizia cantonale” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 25.11.2013 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 25.11.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 26.11.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 2.12.2013 “Ricevo

reclamo di controparte + studio incarto” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 12.12.2013 “Osservazioni

CRP reclamo IM 1 3 pag 4 copie Invio osservazioni” è ridotta di 60 min;

1.

) la posta 16.12.2013 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 16.12.2013 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 10 min;

1.

) la posta 16.12.2013 “Tel

Ministero Pubblico” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 7.1.2014 “Ricevo

istanza probatoria avv. DF 1 + studio incarto” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 8.1.2014 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 15 min;

1.

) la posta 8.1.2014 “Ricevo

tel Ministero Pubblico” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 9.1.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 10 min;

1.

) la posta 13.1.2014 “Ricevo

decisione Istanze probatorie + Studio incarto” è ridotta di 20 min;

1.

) la posta 4.2.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 6.2.2014 “Colloquio

avv. DF 1”

è ridotta di 5 min;

1.

) la posta 19.2.2014 “Lettera

Ministero Pubblico 1 pag” è ridotta di 15 min;

da cui si hanno complessivamente 2'167 min al posto degli indicati

2'947 min a fr. 180.-/h, e quindi un onorario totale di fr. 6'501.- (2'167 min

x fr. 3.-/min) e dei costi di trasferta per fr. 392.- (fr. 432.- ./. fr. 40.-);

a2) fattura del 15.5.2014 (doc.

Dib. 1)

2.

) la posta 6.3.2014 “Ricevo

atti di accusa + studio incarto” è ridotta di 20 min;

2.

) la posta 6.3.2014 “Lettera

cliente 1 pag” è ridotta di 25 min;

2.

) la posta 12.3.2014 “Colloquio

cliente” è ridotta di 40 min;

2.

) la posta 18.3.2014 “Lettera

Tribunale penale federale 1 pag stralcio assessori giurati” è ridotta di 15

min;

2.

) la posta 20.3.2014 “Ricevo+stampa

e-mail avv. DF 1 1 pag” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 21.3.2014 “Ricevo

Decisione CRP + studio incarto” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 21.3.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 10 min;

2.

) la posta 24.3.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 7.4.2014 “Ricevo

scritto Tribunale penale+studio incarto” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 17.4.2014 “Tel

Ufficio assistenza” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 17.4.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 28.4.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 6.5.2014 “Colloquio

cliente” non viene riconosciuta in quanto inutile visto il numero di

telefonate già avute e il successivo incontro del 16.5.2014;

2.

) la posta 8.5.2014 “Tel

Dottor __________” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 8.5.2014 “Lettera

Dottor __________ 1 pag” è ridotta di 20 min;

2.

) la posta 12.5.2014 “Tel

cliente (natel)” è ridotta di 5 min;

2.

) la posta 13.5.2014 “Tel

Dottor __________” è ridotta di 10 min;

2.

) la posta 15.5.2014 “Stesura

istanza risarcimento” è ridotta di 60 min;

2.

) la preparazione al pubblico

dibattimento di cui alle poste 12.5.2014, 15.5.2014 e 16.5.2014 “Preparazione

dibattimento” e “Studio incarto” per complessivi 150 min è stata

equamente ridotta a 90 min ritenuto come nella fattura 19.2.2014 (AI 151) sono

già stati riconosciuti, alle poste 27.8.2013, 25.9.2013, 3.10.2013, 5.11.2013,

12.11

, 18.12.2013 e 6.2.2013, 295 min per “Studio incarto”, “Deposito

atti c/o Ministero Pubblico __________” e “Visione atti __________”;

2.

) per la durata del pubblico dibattimento

per i giorni di lunedì 19.5.2014 (h 9:30 - 12:15 e 14:00 - 17:00, pari a 345

min, VD pag. 1, 3 e 4) e di martedì 20.5.2014 (h 9:30 - 12:20 e 14:00 - 14:55,

pari a 225 min, VD pag. 4 e 5) con il computo di altri 60 min per la

partecipazione all’udienza di deliberazione di mercoledì 21.5.2014 (h 11:00 - 11:35,

pari a 35 min, VD pag. 5 e 6) ed una prima discussione della sentenza con il

cliente, sono stati calcolati 630 min;

da cui si hanno ulteriori 940 min al posto degli indicati 1'125

min a fr. 180.-/h, quindi fr. 2'820.- (940 min x fr. 3.-/min) e

conseguentemente fr. 9'321.- per onorario (fr. 6'501.- + fr.

2'820.-), fr. 559.25 per le spese (pari al 6% di fr. 9'321.-, art. 6 cpv. 1 RL 3.1.1.7.1

e cons. 22), fr. 392.- per costi di trasferta e fr. 821.75 per l’imposta sul

valore aggiunto (pari all’8% di fr. 10'272.25, VD all. 3 pag. 2 e 3 pti. 3,

3.

, 11 e 11.1);

b) torto morale

richiamata la giurisprudenza vigente in materia per casi simili a

quello qui in esame (HÜTTE/DUCKSCH, Die Genugtuung, Schulthess Juristische

Medien AG, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005) il richiesto risarcimento di fr.

30'000.- (doc. Dib. 1) è stato ritenuto come eccessivo e riportato a fr.

15'000.- con l’interesse legale del 5% dalla data dei fatti (VD all. 3 pag. 2

pti. 3 e 3.3). Questo importo trova la propria giustificazione nelle chiare

sofferenze sia fisiche che psichiche, passate e attuali, occasionate alla

vittima e in parte ancora da superare, così come richiamate ai cons. da 8p a

8u;

c) di conseguenza, visto

quanto sopra, le pretese di risarcimento per spese legali e torto morale

dell’AP sono state riconosciute per fr. 26'094.- con interesse del 5% dal

21.8.2013

su fr.

15'000.-, con conseguente condanna di IM 1 al relativo pagamento (VD all. 3

pag. 2 pti. 3 e 3.3), ritenuto che per il riconoscimento delle altre sue

pretese ACPR 1 è stato rinviato al competente foro civile (art. 126 cpv. 2

lett. b CPP e VD all. 3 pag. 2 pto 3§);

d) ricordato che l’avv. RAAP 1

con decreto 26.8.2013 (AI 13) è stato nominato patrocinatore d’ufficio di ACPR

1.

con gratuito patrocinio (art. 136 segg. CPP), richiamati per la sua

retribuzione gli art. 135 e 138 CPP, il sopra riconosciuto importo di fr.

11'094.- per spese legali viene posto a carico dello Stato, riservato l’art.

138.

cpv. 2 CPP secondo cui se l’imputato è condannato a versare un’indennità

processuale all’AP, l’indennità è devoluta al Cantone fino a concorrenza delle

spese per il gratuito patrocinio (VD all. 3 pag. 3 pto. 11) e rammentato come

il dispositivo relativo alla sua retribuzione non è stato impugnato da questo

patrocinatore dinanzi alla CRP (VD all. 3 pag. 4 pto. 11.2 e doc. TPC 26).

XIV) Confische, sequestro

conservativo e dissequestri

25.

In merito alle norme

del CP e del CPP concretamente applicabili si ricorda che:

a) giusta l’art. 69 cpv. 1 CP

il giudice, indipendentemente dalla punibilità di una data persona, ordina la

confisca degli oggetti che hanno servito o erano destinati a commettere un

reato o che ne costituiscono il prodotto nella misura in cui gli stessi

compromettono la sicurezza delle persone, la moralità o l’ordine pubblico;

b) giusta l’art. 263 cpv. 1

lett. a) CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori

patrimoniali se questi saranno presumibilmente utilizzati come mezzi di prova;

c) giusta l’art. 263 cpv. 1

lett. d) CPP all’imputato e a terzi possono essere sequestrati oggetti e valori

patrimoniali se questi saranno presumibilmente confiscati;

d) giusta l’art. 267 cpv. 1 CPP

se il motivo del sequestro viene meno il pubblico ministero o il giudice

dispongono il dissequestro e restituiscono gli oggetti o i valori patrimoniali

agli aventi diritto.

26.

Tenuto conto delle

risultanze d’istruttoria (PS __________ 25.9.2013 e __________ 4.10.2013, AI 1,

26, 30, 60, 88, 102, 155 e doc. TPC 20) e delle dichiarazioni delle parti in

sede processuale (VD all. 1 pag. 5 XI/XII/XIII R), la Corte ha ordinato:

a) la confisca (art. 69 cpv. 1

CP e art. 263 cpv. 1 lett. d CPP) a IM 1 di 1 coltello da cucina

Victorinox con lama di 28 cm (AI 60 e 102 foto da 70 a 72) e di 1 machete nero Gerber con astuccio (AI 60 e 102 foto 76) essendo serviti alla

commissione del reato per il quale l’imputato è stato condannato (VD all. 3

pag. 1 pti. 1 e 1.1) e/o tali da compromettere la sicurezza delle persone o

l’ordine pubblico (VD all. 3 pag. 2 pti. da 4 a 4.2);

b) il sequestro conservativo in

quanto mezzi di prova (art. 263 cpv. 1 lett. a CPP) di 1 torcia

elettrica nera Fenix (AI 60 e 102 foto 75) e, in quanto tessuto ed indumenti

macchiati dal sangue dell’AP, di 1 asciugapiatti (AI 60), di 1 paio di scarpe Adidas

(AI 60 e 102 foto 69), di 1 felpa grigia e nera Fishbone (AI 60 e 102 foto 62 e

63), di 1 paio di calze grigie (AI 60 e 102 foto 68), di 1 camicia Gucci (AI 60

e 102 foto 51 e 52), di 1 paio di jeans corti Ytwo Jeans (AI 60 e 102 foto 53 e

54) e di 1 paio di mutande nere (AI 102 foto 56 e 57 nonché VD all. 3

pag. 2 pti. da 5 a 5.8);

c) il dissequestro e la

restituzione (art. 267 cpv. 1 CPP):

c1) a IM 1 di 1

natel Nokia C3 Imei __________ (AI 1, 60 e 88) e di 1 scheda SIM Lebara __________

(AI 1, 60 e 88) previa cancellazione delle relative memorie già solo per la

presenza dei numeri telefonici di __________, di 1 torcia elettrica Mag-Lite in

quanto oggetto che non ha avuto ruolo alcuno nello svolgimento dei fatti di cui

ai pti. 1 e 1.2 dell’AA (AI 60) nonché di 1 felpa nera e rossa Moskitoo (AI 60

e 102 foto 38 e 39), di 1 canottiera nera (AI 102 foto 40 e 41), di 1 paio di

slip neri (AI 60 e 102 foto 42) e di 1 paio di pantaloni neri Jem52 (AI 60 e

102.

foto 42 e 43) in quanto indumenti già fotografati dalla scientifica per

eventuali future esigenze probatorie e non macchiate dal sangue dell’AP (VD

all. 3 pag. 2 e 3 pti da 6 a 6.6);

c2) a ACPR 1 di 1 paio

di infradito Royal Class in quanto già fotografati dalla scientifica per

eventuali future esigenze probatorie e non macchiate dal suo sangue (AI 102

foto 58 e VD all. 3 pag. 3 pto. 7);

c3) a __________ di 1 coltello da cucina Victorinox (AI 60 all. 6 e 102 foto 73 e 74) e di 1

recipiente in plastica in quanto oggetti che non hanno avuto ruolo alcuno nello

svolgimento dei fatti di cui ai pti. 1 e 1.2 dell’AA (AI 60) nonché di 1 paio

di string neri (AI 60), di 1 reggiseno nero e grigio (AI 60), di 1 maglietta

nera marca Amisu (AI 60 e 102 foto 66 e 67) e di 1 paio di pantaloncini neri e

rosa Speedo (AI 60 e 102 foto 64 e 65) in quanto già fotografati dalla

scientifica per eventuali future esigenze probatorie e non macchiate dal sangue

dell’AP (VD all. 3 pag. 3 pti. da 8 a 8.6);

c4) al competente ufficio del

Servizio autorizzazioni, __________ di 1 fucile a pompa Remington

mod. 870, cal. 12, n. __________ (AI 30 e 60), di 1 pistola F.N. mod. baby,

cal. 6.35, n. __________ (AI 30 e 60), di 1 scatola Special slug sporte con 25

colpi cal. 12/67.5 (AI 60 all. 36), di 1 scatola di colpi Remington con 45

colpi (AI 60 all. 36) e di 1 scatola Fiocchi con 25 cartucce cal. 12 (AI 60

all. 36) per quelle che saranno le decisioni di sua competenza a dipendenza del

rinnovo o meno a IM 1 della concessa autorizzazione d’acquisto d’armi del

22.3.2010

(AI 26 e VD all. 3 pag. 3 pto. 10).

XV) Tassa di giustizia e spese

procedurali

27.

Visto che i

riconosciuti proscioglimenti di IM 1 (VD all. 3 pag. 2 pto. 2) altro non sono

che una diversa qualifica giuridica degli stessi fatti (VD all. 3 pag. 1 pti. 1

e 1.1) rispettivamente che la dovuta riduzione temporale ex art. 109 CP e AI 2

di una contravvenzione (art. 103 CP e art. 19a n. 1 LStup) interessa un reato

comunque ammesso (VD all. 3 pag. 1 pti. 1 e 1.2), la tassa di giustizia di fr. 5'000.-

e le spese procedurali (art. 422 segg. CPP) sono poste a carico dell’imputato

ad eccezione di fr. 200.- a carico dello Stato (art. 426 cpv. 1 CPP e VD all. 3

pag. 3 pto. 10).

Visti gli art. 12, 15, 16 cpv. 1,

19, 22 cpv. 1, 23 cpv. 1, 40, 47, 48a, 49, 51, 69, 106, 111, 122 cpv. 1 CP;

19a n. 1 LStup;

80.

segg., 84 segg., 136, 138, 236, 263 segg., 335 segg., 422 segg.

CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

tentato omicidio

intenzionale

commesso il 21.8.2013 a __________ ai danni di ACPR 1;

1.2

contravvenzione alla LF

sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, nel periodo 11.7.2011/21.8.2013

a __________ ed altre imprecisate località consumato un imprecisato quantitato

di marijuana;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

IM 1 è prosciolto dalle

imputazioni di lesioni gravi di cui al punto 1.2 dell’atto d’accusa e di

contravvenzione alla LF sugli stupefacenti di cui al punto 2 dell’atto d’accusa

limitatamente al periodo 4.3.2011/10.7.2011.

3.

IM 1, avendo agito in stato

di legittima difesa discolpante nonché in stato di scemata imputabilità e

avendo dimostrato pentimento attivo, è condannato:

3.1

alla pena detentiva di 3

(tre) anni e 6 (sei) mesi, a valere quale pena parzialmente aggiuntiva ai

decreti d’accusa 27.1.2010 dell’Untersuchungsrichteramt del Canton __________ e

30.6.2011

del Ministero Pubblico del Canton __________, da dedursi il carcere

preventivo sofferto;

3.2

al pagamento di una multa di

fr. 300.- (trecento) con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento per

colpa, sarà sostituita con una pena detentiva di 3 (tre) giorni (art. 106 cpv.

2.

CP);

3.3

a versare all’accusatore

privato ACPR 1 l’importo di fr. 15’000.- per torto morale con interessi del 5%

a far tempo dal 21.8.2013 e fr. 11’094.- a titolo di spese legali;

§ Per il rimanente della sua

pretesa l’accusatore privato ACPR 1 è rinviato al competente foro civile.

4.

E’ ordinata la confisca di:

4.1

1 coltello da

cucina Victorinox con lama di 28 cm;

4.2

1 machete nero Gerber

con astuccio;

5.

È ordinato il sequestro

conservativo di:

5.1

1 torcia

elettrica nera Fenix;

5.2

1 asciugapiatti;

5.3

1 paio di

scarpe Adidas;

5.4

1 felpa grigia

e nera Fishbone;

5.5

1 paio di calze

grigie;

5.6

1 camicia

azzurra Gucci;

5.7

1

paio di jeans corti Ytwo Jeans;

5.8

1

paio di mutande nere.

6.

E’ ordinato

il dissequestro e la restituzione a IM 1 di:

6.1

previa

cancellazione delle relative memorie:

6.1.1

1 natel Nokia C3

Imei __________;

6.1.2

1 scheda SIM

Lebara __________;

6.2

1 torcia

elettrica Mag-Lite;

6.3

1 felpa nera e

rossa Moskitoo;

6.4

1 canottiera

nera;

6.5

1 paio di slip

neri;

6.6

1 paio di

pantaloni neri Jem52.

7.

E’ ordinato

il dissequestro e la restituzione a ACPR 1 di 1 paio di infradito Royal Class.

8.

E’ ordinato

il dissequestro e la restituzione a __________ di:

8.1

1 coltello da

cucina Victorinox;

8.2

1 recipiente in

plastica;

8.3

1 paio di

string neri;

8.4

1 reggiseno

nero e grigio;

8.5

1 maglietta

nera marca Amisu;

8.6

1 paio di

pantaloncini neri e rosa Speedo.

9.

Il fucile a

pompa Remington mod. 870, cal. 12, n. __________, la pistola F.N. mod. baby,

cal. 6.35, n. __________, una scatola Special slug sporte con 25 colpi cal.

12/67.5, una scatola di colpi Remington con 45 colpi e una scatola Fiocchi con

25.

cartucce cal. 12 sono dissequestrati in favore del Servizio autorizzazioni, __________

per le decisioni di sua competenza.

10.

La tassa

di giustizia di fr. 5’000.- e le spese procedurali sono poste a carico di IM 1,

ad eccezione di fr. 200.- a carico dello Stato.

11.

Le spese di patrocinio

dell’accusatore privato ACPR 1 sono sostenute dallo Stato. Resta riservato

l’art. 138 cpv. 2 CPP.

11.1

Le note professionali del

19.2.2014

e del 15.5.2014 dell’avv. RAAP 1 sono approvate per:

onorario fr. 9'321.--

spese fr. 559.25

trasferte fr. 392.--

IVA fr. 821.75

totale fr. 11'094.--

12.

Questo giudizio può essere

impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.

L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per

iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione

della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e

di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 5'000.--

Inchiesta preliminare fr. 6'689.80

Multa fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 157.25

Subtotale fr. 12'147.05

./. a carico dello Stato fr 200.--

Totale fr. 11'947.05

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