72.2014.38
Truffa per mestiere adducendo inesistenti gravi malattie a carico suo e di suoi parenti stretti. Usurpazione di funzioni e altri reati minori
8 maggio 2014Italiano17 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
72.2014.38
Data decisione, Autorità:
08.05.2014, PENAL
Titolo:
Truffa per mestiere adducendo inesistenti gravi malattie a carico suo e di suoi parenti stretti. Usurpazione di funzioni e altri reati minori
DANNEGGIAMENTO
FALSITÀ IN DOCUMENTI
MINACCIA
PORNOGRAFIA
TRUFFA
USURPAZIONE DI FUNZIONI
VIE DI FATTO
art. 126 CPS
art. 144 CPS
art. 146 cpv. 2 CPS
art. 177 CPS
art. 180 CPS
art. 197 cpv. 3bis CPS
art. 251 CPS
art. 287 CPS
Incarto n.
72.2014.38
Lugano,
8 maggio 2014/rs
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise correzionali di Locarno
composta da:
giudice Mauro
Ermani, Presidente
Veronica
Lipari, vicecancelliera
sedente
nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità
di accusatori privati:
ACPR 11
patrocinato dall’avv.
RAAP 1
ACPR 1
ACPR 2
ACPR 3
ACPR 4
ACPR 5
ACPR 6
ACPR 7
ACPR 8
ACPR 9
ACPR 10
ACPR 12
ACPR 13
contro
IM 1
rappresentato
dall’avv. DUF 1
in
carcerazione preventiva dal 16.10.2013 all'11.12.2013 (57 giorni)
in esecuzione
anticipata della pena dal 12.12.2013
imputato, a
norma dell'atto d'accusa 36/2014 del 20.03.2014 emanato dal Procuratore Pubblico
PP1, di
1. truffa
per mestiere
per avere,
per procacciarsi un indebito profitto,
agendo per mestiere,
ingannato con astuzia numerose persone,
affermando cose false, dissimulando cose vere e confermandone subdolamente
l’errore, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio,
e meglio per avere,
in diverse località del __________ e del __________,
nel periodo compreso tra il 2003 e l’ottobre
2013,
agendo in modo sistematico e ricavandone dei
profitti importanti per mantenere il suo tenore di vita,
adducendo inesistenti gravi malattie a carico suo
e di suoi parenti stretti, indotto numerose persone a consegnargli del denaro, avendole
convinte che necessitava dei soldi per fare fronte alla drammatica (ma
inesistente) situazione descritta loro, facendo dunque indebitamente leva sulla
loro compassione e solidarietà,
alternativamente,
indotto delle persone a consegnargli del denaro,
a valere quale anticipo per lavori di pittura che in realtà non aveva
intenzione di eseguire,
e, in almeno un’occasione,
indotto una persona a prestargli del denaro,
convincendola astutamente della propria volontà (in realtà inesistente) di
restituire l’importo a breve,
ottenendo nei modi descritti almeno CHF
102'265.00,
e segnatamente per avere,
1.1. a __________
e __________,
nel periodo 2003 - dicembre 2005,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da ACPR 1 la
consegna, in due occasioni, della somma complessiva di CHF 1'200.00;
1.2. a __________,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, e successivamente adducendo la
propria malattia, ottenuto da __________ la consegna, in due occasioni, di
complessivi CHF 1'400.00 (CHF 1'000.00 in un periodo imprecisato tra il 2003 e il 2005 e CHF 400.00 all’inizio di ottobre 2013);
1.3. a __________,
in un imprecisato periodo tra il 2003 e il 2005,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da __________ la
consegna di CHF 400.00;
1.4. a __________
e __________,
nel periodo 19 gennaio - 4 settembre 2006,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
fare operare la moglie gravemente malata e rassicurandolo circa la restituzione
del denaro, ottenuto da ACPR 2 la consegna di complessivi CHF 25’000.00;
1.5. a __________-__________,
nel corso del 2007,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da ACPR 1 (classe __________)
la consegna di CHF 500.00;
1.6. a __________,
il 23 febbraio 2007,
ingannato con astuzia ACPR 4 per farsi consegnare
CHF 300.00, quale anticipo per un lavoro di pittura che in realtà non aveva
intenzione di eseguire, adducendo in seguito anche l’impellente necessità di
denaro per assistere la moglie gravemente malata di cancro;
1.7. a __________,
il 9 giugno 2007,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da ACPR 5 la consegna
di CHF 500.00;
1.8. a __________,
il 10 settembre 2007,
presentatosi con il falso nome ACPR 7, adducendo
l’impellente necessità di denaro per assistere la moglie gravemente malata di
cancro, ottenuto da __________ (classe __________) la consegna di CHF 1'000.00;
1.9. a __________,
nel corso del mese di dicembre 2007,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da __________ la
consegna di CHF 450.00;
1.10. a __________,
a inizio 2008,
adducendo un’impellente bisogno di denaro e
garantendone la restituzione entro pochi giorni, mentre in realtà non intendeva
restituire alcunché, ottenuto da __________ la consegna di CHF 200.00, consegnandogli
altresì quale unico recapito per essere rintracciato un numero telefonico
fasullo;
1.11. a __________,
il 25 marzo 2008,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, ottenuto da __________ (classe
__________) la consegna di CHF 650.00;
1.12. a __________,
nel corso del 2008-2009 e il 15 febbraio 2013,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie gravemente malata di cancro, indotto ACPR 7 a consegnargli una prima volta CHF 500.00 e successivamente CHF 200.00;
1.13. a __________,
il 29 febbraio 2012,
presentandosi col nome ACPR 7 e adducendo
l’impellente necessità di denaro per assistere la madre gravemente malata di
cancro, ottenuto da ACPR 8 la consegna di CHF 400.00,
ritenuto che IM 1 ha in seguito restituito l’importo, a seguito dei vari solleciti ricevuti;
1.14. a __________,
nel periodo luglio 2012 - 19 novembre 2012,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
fare fronte ad una gravissima malattia che lo affliggeva, rispettivamente al pagamento
di un premio di un’assicurazione che gli avrebbe pagato una rendita, ottenuto
da ACPR 9 (classe __________) a consegnargli a due riprese del denaro, per
complessivi CHF 825.00,
ritenuto che nel frattempo IM 1 ha compensato CHF 400.00 con un lavoro di pittura a favore di ACPR 9;
1.15. a __________,
__________, ed in altre imprecisate località,
nel corso del 2013,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
assistere la moglie malata e altri generici motivi, ottenuto in diverse
occasioni da __________ l’importo complessivo di CHF 1'440.00;
1.16. a __________,
nel corso del 2013,
adducendo gravi problemi di salute (tumori a
prostata/testicoli e al fegato), ottenuto da __________ la somma complessiva di
CHF 3'200.00;
1.17. a __________,
nel periodo febbraio - aprile 2013,
ottenuto da ACPR 10 la consegna dell’importo di
CHF 2'600.00 quale acconto per dei lavori di pittura che in realtà non aveva
intenzione di eseguire, rendendosi in seguito difficilmente reperibile e
adducendo quale giustificazione per la sua inattività una grave malattia che
affliggeva la moglie;
1.18. a __________,
nel periodo aprile-ottobre 2013,
adducendo l’impellente necessità di denaro per
fare fronte ad una gravissima malattia che affliggeva il fratello, indotto ACPR
11 a consegnargli a più riprese importi di denaro per complessivi CHF
61’200.00, sapendo che ACPR 11 contraeva anche dei prestiti per consegnargli il
denaro richiesto;
1.19. a __________,
nell’agosto 2013,
presentatosi ad ACPR 12 col nome di ACPR 7 e offertosi
di effettuare dei lavori di pittura che in realtà non intendeva eseguire,
ottenuto la consegna di CHF 300.00, giustificando in seguito il mancato
rispetto dell’accordo con la necessità di curare la moglie gravemente malata;
reato previsto:
dall’art. 146 cpv. 2 CP;
2. falsità
in documenti
per avere,
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
formato documenti falsi,
e meglio per avere,
2.1. a __________
e __________,
nel periodo 19 gennaio - 4 settembre 2006,
per commettere la truffa di cui al punto 1.4 del
presente atto d’accusa,
falsificato la data su due documenti di Banca __________
relativi alla rimessa di assegni da accreditare a suo favore, alfine di fare
credere a ACPR 2 di avere sufficienti disponibilità finanziarie per restituirgli
a breve i soldi che gli chiedeva in prestito;
2.2. a __________,
il 29 febbraio 2012,
per commettere la truffa di cui al punto 1.13 del
presente atto d’accusa,
rilasciato a ACPR 8 una ricevuta per CHF 300.00
sottoscrivendola a nome di ACPR 7;
2.3. a __________,
verso la fine di agosto 2013,
per commettere la truffa di cui al punto 1.19 del
presente atto d’accusa,
rilasciato ad ACPR 12 una ricevuta per CHF 300.00
sottoscrivendola a nome di ACPR 7;
reato previsto:
dall’art. 251 CP;
3. usurpazione
di funzioni
per essersi,
a __________,
il 6 febbraio 2013,
arrogato l’esercizio di una pubblica funzione,
e meglio per avere, nel corso di un alterco con
il conducente di un autoveicolo, chiesto agli occupanti dell’auto in questione,
ACPR 13 e __________, di consegnargli i loro documenti di legittimazione,
identificandosi come agente di polizia;
reato previsto:
dall’art. 287 CP;
4. ingiuria
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente
atto d’accusa,
ingiuriato ACPR 13 e __________ con gli
epiteti “brutto bastardo”, “brutta puttana” e “brutta troia”;
reato previsto:
dall’art. 177 CP;
5. vie di
fatto
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente
atto d’accusa,
preso ACPR 13 per il bavero della giacca,
strattonandolo;
reato previsto: dall’art. 126 CP;
6. minaccia
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente
atto d’accusa,
incusso timore in ACPR 13, minacciandolo di
“spaccargli la faccia”;
reato previsto:
dall’art. 180 CP;
7. danneggiamento
per avere,
nelle circostanze di cui al punto 3 del presente
atto d’accusa,
danneggiato il veicolo Volvo V40 di proprietà di ACPR
13, graffiandone le fiancate e colpendone il tetto con il pugno (preventivo per
la riparazione, non eseguita: CHF 3'922.00);
reato previsto:
dall’art. 144 CP;
8. pornografia
per avere,
a __________, da data imprecisata sino al momento
dell’arresto,
detenuto il DVD intitolato “Labbra vogliose”
contenente scene di pornografia dura, e meglio atti sessuali con animali;
reato previsto:
dall’art. 197 cifra 3bis CP;
Presenti: - il Procuratore
pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato
IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 13:05.
Sentiti: - il
Procuratore Pubblico, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
Fatti
I fatti contestati sono riassunti nell’atto
d’accusa e sono tutti riconosciuti. I punti da 3 a 8 dell’AA riguardano due fattispecie secondarie rispetto alla principale di truffa.
Il PP ripercorre quanto accaduto la sera del 6
febbraio 2013, IM 1 si avvicinava all’auto delle vittime e iniziava una
discussione. Egli si identificava come poliziotto e li ingiuriava. Passava poi
a vie di fatto con l’uomo prendendolo per il bavero. Si tratta di un episodio
isolato nella condotta generale dell’imputato. La possibilità che fosse in
preda ai fumi dell’alcol c’è ma in assenza di prove il PP non ha proseguito in
tal senso.
Il pt. 8 dell’AA è ammesso e la qualifica
giuridica di pornografia non è discutibile.
Le truffe commesse dall’imputato nel corso degli
ultimi 10 anni lo hanno portato dinnanzi questa Corte. Indicativamente nel
2003, IM 1 iniziava a lavorare meno e a concedersi sempre più vizi che non
poteva permettersi. Egli consumava alcol a volte in maniera smisurata fino a
farsi revocare la patente.
Mentire alle persone per ottenere in cambio
denaro era diventato un mestiere che fruttava redditi non indifferenti. In particolare
nell’anno 2013, egli nel giro di 9 mesi incamerava oltre 60'000 franchi. I DAC
a suo carico testimoniano l’andamento crescente del suo agire criminale. Lo
schema è sempre lo stesso per tutte le 19 vittime: l’imputato, millantando
conoscenze con persone, a volte anziane, attaccava bottone sfruttando le sue
competenze sociali, cercava di ricostruire un certo legame, e poi, a dipendenza
delle circostanze, parlava delle gravissime disgrazie che lo stavano colpendo e
chiedeva un aiuto finanziario.
Il caso del signor ACPR 11 prova che IM 1 non
aveva ritegno, trattandosi di una persona meno provvista di altri di difese,
estremamente dimorata di Dio, che aveva pure dei sentimenti di amicizia nei
confronti di IM 1. Lo coinvolgeva a tal punto da spingerlo ad indebitarsi.
Nella stessa truffa cascavano altre 18 persone, tra cui personalità di spicco
come un avvocato, un imprenditore, un dottore. Questo dimostra l’abilità
dell’imputato.
Il PP rileva come inizialmente l’imputato abbia
opposto resistenza pure agli inquirenti, finché le manette lo portavano a più
miti consigli. Giuridicamente la truffa è dunque compiuta, l’aggravante del
mestiere è chiara.
La colpa è grave, egli ha vissuto una vita
inoperosa e viziosa ingannando sistematicamente il suo prossimo per oltre 10
anni, i suoi crimini sono diventati un modus vivendi e non sono degli episodi
singoli. Refrattario ad ogni precedente condanna e minaccia di finire in
carcere, IM 1 non ha mostrato pentimento per il modo in cui viveva.
Chiede dunque una pena detentiva di 22 mesi di
carcere. La prognosi è nefasta, il carcere deve essere da scontare. Non
essendoci elementi particolarmente favorevoli, la sospensione condizionale è
esclusa.
Chiede infine la confisca di quanto sequestrato,
richiesta a cui IM 1 ha acconsentito, ed il riconoscimento delle pretese degli
accusatori privati, così come indicato all’AI 60;
- l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:
L’imputato ammette i fatti descritti nell’AA. Il
difensore precisa che egli dal 1971 fino al 2003 ha vissuto onestamente del proprio lavoro. In seguito, facendo astrazione delle due vittime
principali che in poco tempo gli hanno consegnato ingenti somme di denaro, egli
ha ottenuto un totale di 16'000 franchi sull’arco di dieci anni. A mente del
difensore questo non è sufficiente per configurare l’aggravante del mestiere.
Colpisce che fra le vittime vi siano pure dei noti professionisti, avvocati,
medici, agenti immobiliari. Il difensore dubita che IM 1 sia più astuto di
queste persone come pure dell’esistenza stessa di un inganno. IM 1 chiedeva
soldi con atteggiamento remissivo, tentando di impietosire. Non si tratta
dunque a mente della difesa di veri e propri inganni astuti, ma di semplici
imbrogli.
Secondo il difensore, la vittima ACPR 2 veniva
imbrogliata sulla base di documenti bancari la cui data veniva modificata
manualmente. Si tratta di un’astuzia di bassa lega che fa capire la portata
delle capacità di IM 1. La vittima avrebbe dovuto essere più prudente.
Tra l’imputato a la vittima ACPR 11 vi era
inoltre un forte legame d’amicizia, probabilmente più forte da parte di
quest’ultimo e non corrisposto dall’imputato. I due si frequentavano
quotidianamente, tanto da paragonare il loro rapporto a quello fra coniugi. Da
notare che fra coniugi il reato di truffa è punibile a querela di parte.
Il difensore precisa che se è vero che la
giustizia ha avvertito più volte IM 1, questa è intervenuta sempre in modo
blando. Ora che si trova in carcere IM 1 ha compreso e rielaborato il comportamento che ha assunto, dando prova di fiducia e volontà di lavorare. La
richiesta della pubblica accusa di 22 mesi di detenzione è secondo il difensore
eccessiva tenuto conto dei 177 giorni che comunque l’imputato deve ancora scontare,
tenuto conto di tutto quanto sopra chiede dunque una riduzione della pena;
- il Procuratore
Pubblico in replica, solo per precisare che, astrazione fatta dei due casi
principali, risultano anche due decreti d’accusa precedenti, uno per fr. 10'000
e uno per fr. 13'500 per truffa;
- l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, in duplica è d’accordo, ribadisce l’assenza di un vero e proprio inganno astuto e pure il fatto che molte vittime
consegnavano denaro all’imputato col solo intento di sbarazzarsi di lui. La
truffa comunque non è contestata ma il tutto deve essere considerato per la
commisurazione della pena.
Preso
atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione
scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82
CPP;
visti gli art. 12, 40,
47, 49, 51, 69, 126, 144, 146, 177, 180, 197, 251, 287 CP; 82,
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e
pronuncia:
IM 1
1. è autore
colpevole di:
1.1. truffa
per mestiere
per avere,
per procacciarsi un indebito profitto e agendo
per mestiere, ingannato con astuzia numerose persone, affermando cose false,
dissimulando cose vere e confermandone subdolamente l’errore, inducendole in
tal modo ad atti pregiudizievoli al loro patrimoni,
e meglio, per avere,
in diverse località del __________ e del __________,
nel periodo compreso tra il 2003 e l’ottobre 2013, agendo in modo sistematico e
ricavandone dei profitti importanti per mantenere il suo tenore di vita,
adducendo inesistenti gravi malattie a carico suo e di suoi parenti stretti,
come pure promettendo di svolgere lavori che in realtà non aveva alcuna
intenzione di compiere,
indotto diciotto diverse persone a consegnargli
complessivamente CHF 101'665.00, approfittando della loro compassione e
solidarietà e convincendole astutamente nella sua volontà, in realtà
inesistente, di restituire gli importi;
1.2. falsità
in documenti
per avere,
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
ovvero allo scopo di realizzare tre episodi di truffa di cui al pt. 1.1,
a __________, __________,
__________ e __________, tra il gennaio 2006 e l’agosto 2013,
falsificato la data di due documenti bancari
relativi alla rimessa di assegni da accreditare a suo favore, allo scopo di far
credere a ACPR 2 di avere sufficienti disponibilità finanziarie per restituire
i soldi poi ricevuti in prestito, e
sottoscritto due
ricevute indicando falsamente il nome ACPR 7, per poi consegnarle a ACPR 8 e ad
ACPR 12;
1.3. usurpazione
di funzioni
per essersi,
a __________ il 6
febbraio 2013,
arrogato l’esercizio di una pubblica funzione, e
meglio per avere, nel corso di un alterco con il conducente di un autoveicolo,
chiesto agli occupanti dell’auto in questione, ACPR 13 e __________, di
consegnargli i loro documenti di legittimazione, identificandosi come agente di
polizia;
1.4. ingiuria
per avere,
nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al
pt. 1.3, ingiuriato ACPR 13 e __________ con gli epiteti “brutto bastardo”,
“brutta puttana” e “brutta troia”;
1.5. vie di
fatto
per avere,
nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al
pt. 1.3, preso ACPR 13 per il bavero della giacca, strattonandolo;
1.6. minaccia
per avere,
nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al
pt. 1.3, incusso timore in ACPR 13, minacciandolo di “spaccargli la faccia”;
1.7. danneggiamento
per avere,
nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al
pt. 1.3, danneggiato il veicolo Volvo V40 di proprietà di ACPR 13, graffiandone
le fiancate e colpendone il tetto con il pugno (preventivo per la riparazione,
non eseguita: CHF 3'922.00);
1.8. pornografia
per avere,
a __________, da data imprecisata fino al momento
dell’arresto, detenuto il DVD intitolato “Labbra vogliose” contenente scene di
pornografia dura, e meglio atti sessuali con animali;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
Considerandi
2.
IM 1 è
prosciolto dall’imputazione di truffa per mestiere di cui ai pt. 1.3 e
parzialmente 1.12 dell’atto d’accusa.
3.
Di
conseguenza,
trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a
quella di cui ai decreti di accusa del 16 ottobre 2006, del 12 ottobre 2009,
del 2 novembre 2010 e del 27 luglio 2011
IM 1 è condannato:
3.1
alla pena
detentiva di 16 (sedici) mesi,
da dedursi il carcere preventivo sofferto;
3.2
al pagamento
della multa di CHF 100.-, la quale in caso di mancato pagamento sarà commutata
in 1 (un) giorno di pena detentiva;
3.3
a versare a
titolo di risarcimento danni agli accusatori privati:
- ACPR 1:
CHF 1'200.00
- ACPR 3:
CHF 500.00
- ACPR 2:
CHF 25'000.00
- ACPR 4:
CHF 300.00
- ACPR 5:
CHF 500.00
- ACPR 6
CHF 650.00
- ACPR 9:
CHF 425.00
- ACPR 10:
CHF 2'600.00
- ACPR 11:
CHF 61'200.00
- ACPR 12:
CHF 300.00
- ACPR 13:
CHF 3'922.00
3.4
al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 500.- e dei disborsi.
4.
È ordinata
la confisca di tutto quanto in sequestro così come indicato nell’atto d’accusa.
5.
Le spese
per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
5.1
La nota
professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 9’990.00
spese fr. 902.10
IVA (8%) fr. 891.35
totale fr. 11'783.45
5.2
Il
condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr.
11'783.45 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135
cpv. 4 CPP).
Per la Corte delle
assise correzionali
Il Presidente La
vicecancelliera
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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