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Decisione

72.2014.43

Falsità in documenti, ripetuta; bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento ripetuta (art. 163 cfr 1 CP, 251 cfr 1 CP)

7 settembre 2015Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

I fatti sono ammessi e il diritto non è contestato. In merito alla

commisurazione della pena, a mente della PP la colpa è grave e non ci sono

circostanze particolarmente favorevoli. Tutto ponderato, chiede che sia

condannata ad una pena detentiva di 1 anno e 3 mesi di cui 6 mesi da espiare;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputata IM 1, la quale formula e motiva le seguenti

conclusioni:

Conferma che I fatti sono ammessi e il diritto non è contestato.

Sottolinea come la detenzione avrebbe conseguenze nefaste sulla vita

dell’imputata e sulla sua intera famiglia. Ha falsificato i certificati perché

non vedeva altra via d’uscita, lo scopo era di risolvere il problema del

sostentamento della sua famiglia. A mente della difesa, l’imputata è

sinceramente pentita. La signora IM 1 ha quasi 50 anni, si è prodigata nella

ricerca di lavoro, ha studiato in ambito di contabilità, ha seguito corsi con

ottimi risultatiLa sua figura di nonna con la nascita dei nipotini è diventata

fondamentale. Senza l’aiuto giornaliero della nonna la figlia non potrebbe più

lavorare, finirebbero tutti in assistenza. IM 1 ha subito riconosciuto la sua

colpa, ha collaborato. Chiede la condanna ad una pena minima, tenuto conto

delle condizioni personali della persona, non da espiare, in caso contrario vi

sarebbero conseguenze nefaste sull’intero assetto famigliare. Chiede una pena

posta al beneficio della sospensione condizionale, subordinatamente da espiare

con il braccialetto o un’altra misura che tenga conto che la sig.ra IM 1

vorrebbe poter essere presente a casa come aiuto alla sua famiglia.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 40, 42, 44,

47, 49, 69, 163, 251 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autrice colpevole di:

1.1. falsità in documenti

ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, dal mese di

maggio del 2010 al mese di maggio del 2013,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente attestato o fatto

attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza

giuridica,

e meglio per avere,

allestito 10 certificati di salari falsi riferiti al suo salario

ed a quello dell’ignaro marito, segnatamente:

- __________, __________,

paga 2010;

- __________, __________,

paga 2011;

- __________, __________,

paga 2012;

- __________, __________,

paga 2013;

- __________, __________,

busta paga 30.04.2011;

- __________, __________,

busta paga 30.06.2012

- __________, __________,

busta paga 31.07.2012

- __________, __________,

busta paga 30.08.2012

- __________, __________,

busta paga 28.02.2013

- __________, __________,

busta paga 31.03.2013

da lei preparati a computer e attestanti, contrariamente al vero,

che lei ed il marito, conseguivano un reddito mensile inferiore a quello reale,

facendo altresì uso, a scopo di inganno, di tali documenti, producendoli ACPR 1

che li ha allegati ai verbali di pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011,

13.09.2012 e 17.04.2013

conseguendo in tale modo un indebito vantaggio consistente nel

mancato pignoramento in danno dei creditori di CHF 87'023.02, dal suo salario e

CHF 84'602.98 dal salario del marito.

1.2. bancarotta fraudolenta e

frode nel pignoramento ripetuta

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località, nel periodo da

maggio 2010 al maggio 2013,

in danno dei suoi creditori, diminuito fittiziamente il proprio

attivo, in particolare simulato entrate mensili inferiori a titolo di salario,

indicando, contrariamente al vero, in occasione dei verbali di

pignoramento di data 01.03.2010, 30.05.2011, 13.09.2012 e 17.04.2013 mediante i

documenti falsi di cui sub. 1, di ricevere (sia l’imputata che il di lei

marito) mensilmente a titolo di salario, importi inferiori rispetto alla

realtà,

facendo così credere ACPR 1 di avere disponibilità economiche

inferiori rispetto a quelle reali a titolo di salario, tanto che detto Ufficio

ha poi emesso gli attestati carenza beni per CHF 100’601.25 a carico di IM 1

nonché per CHF 27'181.15 a carico di IM 1;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

Di conseguenza,

IM 1 è condannata

alla pena detentiva di 15 (quindici) mesi.

3.

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e alla condannata è impartito un periodo di prova di anni 5

(cinque).

4.

È ordinata la confisca di

tutto quanto in sequestro.

5.

La tassa di giustizia di

fr. 500.- e le spese procedurali sono a carico della condannata.

6.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 3'780.00

spese fr. 458.00

IVA (8%) fr. 339.05

totale fr. 4'577.05

6.2

La condannata è tenuta a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 4’577.05 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a: -

Comunicazione a: -

Per la Corte delle assise

correzionali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 81.80

fr. 781.80

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