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Decisione

72.2015.131

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

3 novembre 2015Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

I genitori del padre adottivo sono entrambi deceduti.

La nonna paterna, __________, è deceduta 2 anni fa (non sa

riferire ne a quale età ne per quali cause); è definita dal periziando come

"la persona a cui ero più legato". Da 3/4 anni prima del decesso non

avrebbe più avuto frequenti contatti.

Del nonno paterno non sa riferire alcuna informazione (dagli atti

si apprende che gestì diversi locali pubblici).

Considerandi

II padre adottivo aveva una sorella, __________, deceduta per

patologia tumorale (non sa riferire a quale età).

La madre adottiva, __________, 60 enne, è di origine svizzero

romanda. Lavorò come traduttrice, hostess di terra dopo aver concluso la

formazione di segretaria di direzione. Viene definita dal periziando come

persona "buona e brava".

Dei nonni materni adottivi non sa riferire alcuna notizia avendo

avuto con loro scarsi contatti.

La madre adottiva ha una sorella minore __________, senza figli ed

un fratello maggiore __________, padre di 3 figli (__________, __________, __________).

Degli zii non sa riferire l'età e con gli stessi non ha contatti da anni.

I genitori adottivi del periziando si conobbero nel 1981 e si

sposarono nel 1986 (il padre era al II matrimonio, dal precedente non ebbe

figli).

Adottarono anche una figlia, __________, originaria della __________,

descritta dal periziando come persona poco loquace, discreta e gentile. La

relazione con la sorella sarebbe sempre stata positiva e solidale.

Nel 2007 la coppia genitoriale adottiva si separò per alcuni mesi

in seguito a forti tensioni nel nucleo familiare a causa dei disagi prodotti

dal comportamento del periziando, con ripresa successiva della convivenza.

Anamnesi fisiologica

Non vi è alcuna notizia in riferimento al parto ed al suo sviluppo

fino al marzo del 1990 momento in cui fu collocato presso l'Istituto __________.

Secondo quanto agli atti presentava buone condizioni di salute; viene descritto

come un bambino sano, precoce, allegro, affettuoso, con un talento per

conquistare chi gli stava attorno, che amava attirare l'attenzione e che si

interessava soprattutto delle canzoni, dei colori e di tutto ciò che si

muoveva. Dal 03.04.1991 il periziando fu in cura dal pediatra dr. med. __________

che riscontrò un primo sviluppo psicomotorio già ritardato, al momento della sua

entrata in Svizzera, di 4-6 mesi.

II 18.04.1994 lo segnalò al Servizio di Sostegno pedagogico di __________

per un trattamento logopedico per balbuzie semplice.

Nel giugno 1995, all'età di quasi 6 anni, fu sottoposto ad un

bilancio psicomotorio da parte della psicomotricista __________, dell'SMP di __________,

su richiesta del pediatra curante. Dall'incontro con i genitori emergevano

elementi che potevano indicare un quadro di disturbo iperattivo: movimenti

continui, incapacità di fermarsi, di star seduto più di qualche secondo,

frequenti scatti di impazienza, caduta immediata dell'interesse per l'attività

dal momento in cui l'esito delle stesse non fosse raggiunto. Dal bilancio

psicomotorio tale aspetto fu confermato. A ciò si aggiungeva una notevole incapacità

di controllo dei propri movimenti. Dimostrava notevoli carenze nella

coordinazione dei movimenti globali e un'impossibilità ad affrontare attività

in cui il livello di attenzione era solamente un po' più elevato. Da una parte

mostrava una difficoltà di contenere la sua aggressività, dall'altra presentava

forti paure tra cui quella di separazione dalla mamma acutizzata dall'arrivo

della sorellina. Le sue conoscenze corporee erano molto sommarie per l'età. I

parametri spazio-temporali assolutamente mancanti. Tali elementi componevano un

quadro globale di immaturità psicomotoria a cui si aggiungeva una sindrome di

ipercinesi. Proponeva una terapia psicomotoria individuale o in piccolo gruppo

una volta a settimana da settembre/ottobre 1995.

Il pediatra lo rivisitò il 13.07.1995 riscontrando dei chiari

segni di sindrome psico-organica con disturbi della coordinazione, attenzione e

concentrazione.

Iniziò il trattamento psicomotorio. Fu ritardato l'inizio della

scolarizzazione.

Nel rapporto medico per l'AI conseguente alla richiesta di

assunzione dei costi per il trattamento psicomotorio del 26.09.1995 il dr. med.

__________ pose diagnosi di sindrome psico-organica. Segnalava che nella

susseguente evoluzione aveva presentato sempre più dei grossi problemi di

comportamento e un'importante difficoltà nello stabilire dei contatti;

all'asilo si erano notati delle importanti difficoltà di attenzione e di

concentrazione.

Il 22.01.1997 fu rivalutato dal pediatra: era stato seguito in un

gruppetto a __________ per la stimolazione globale ed era ancora seguito dalla

logopedista per ancora dei modici problemi di linguaggio. Viste le ottime

condizioni generali ed i risultati ottenuti ritenne indicato sospendere il

trattamento psico-motorio.

Il periziando nega di aver subito maltrattamenti, molestie ed

abusi sessuali nell'infanzia. Nel maggio e nel novembre 2002, quando aveva 13

anni, il dr. med. __________ e il dr. __________, del reparto di pediatria

dell'Ospedale __________, ponevano diagnosi di lieve ritardo di crescita e di

sviluppo (immaturità globale), lieve disturbo verbale recettivo, particolarità

comportamentali di natura reattiva.

Nell'infanzia e nell'adolescenza il periziando descrive come

sofferti i rapporti con i pari per sentimento d'inferiorità.

Anamnesi scolastica, lavorativa e sociale

Frequentò il pre-asilo e l'asilo (con un anno supplementare) a __________

dove abitò con i genitori adottivi fino al 2008.

La scolarizzazione fu ritardata per decisione del dr. med. __________

per sindrome psicoorganica.

Frequentò le scuole elementari a __________ senza ripetizione di

classe.

Frequentò la 1.a e la 2.a media presso l'Istituto __________:

secondo la madre la scelta di tale istituto era legata "al carattere

debole di F.: credevamo che la scuola privata supportasse di più i ragazzi con

maggiori controlli. Inoltre aveva anche i corsi del dopo scuola che F.

frequentava". (Cfr. verb. del 12.05.2015 della madre).

Frequentò la 3.a media a __________ con pessimi risultati e

manifestazione di disturbi comportamentali. La scelta di cambiare sede

scolastica era legata secondo la madre a motivi organizzativi. Ripetè su

desiderio del padre la 3.a media presso l'Istituto __________ dove frequentò

anche la quarta media conseguendo la licenza media con grosse difficoltà nel

2006.

A sua detta avrebbe voluto iniziare un apprendistato di giardiniere ma il

padre si sarebbe opposto. Seguendo la volontà paterna iniziò la scuola di

commercio presso l'Istituto __________ ma dopo 2 settimane fu espulso per

problemi di consumo e spaccio di cannabis.

Realizzò uno stage di una settimana a __________ (non sa riferire

in quale anno) ed uno in qualità di imbianchino nel mese di marzo/aprile 2007

presso l'impresa __________.

Non ha seguito alcuna formazione professionale, non ha più

lavorato.

Dall'01.10.2007 beneficia di una rendita Al intera per problemi

psichiatrici.

Ha praticato nell'infanzia fino all'inizio dell'adolescenza

diversi sport, in particolare il calcio e ha partecipato alle attività dei

lupetti.

Non ha alcun amico, riferisce solo conoscenti legati all'ambiente

psichiatrico e al mondo della droga.

Dal luglio 2007 ad oggi ha vissuto per la più parte del tempo in

strutture terapeutiche salvo un breve periodo dai genitori e alla pensione __________.”.

Dal profilo psichiatrico la storia dell’imputato è ricca di

episodi di abuso di sostanze psicoattive, di alcool e di droghe. Egli è pure

stato ripetutamente preso a carico, sia in forma volontaria sia in forma coatta

da numerosi istituti tra cui __________, la __________ di __________, la

Clinica __________, ecc.. Ha pure trascorso un periodo presso una comunità in

Tunisia. A volte veniva dimesso volontariamente, a volte fuggiva, altre ancora

chiedeva addirittura di essere arrestato dalla Polizia. Quello descritto nella

perizia è un quadro assai triste di un giovane poliproblematico, che finora non

ha risposto in maniera soddisfacente alle numerose prese a carico. Onde non

tediare il lettore con interminabili citazioni, si rinvia alla perizia

psichiatrica AI 60 da pag. 7 a pag. 24.

A casellario giudiziale figura unicamente un precedente per rapina

(tentata) avvenuto il 05.04.2014, a seguito del quale è stato condannato ad una

pena pecuniaria di 90 AG da fr. 40.- l’una sospese condizionalmente per due

anni. In quell’occasione, dopo aver chiesto, di essere piantonato presso la __________,

il 26.03.2014, scappò dalla Clinica e il 5 aprile seguente, entrò nella stazione

di servizio __________, brandendo un coltello, minacciando il gerente di

consegnargli tutti i soldi. Questi rifiutò e riuscì a chiamare la Polizia.

2.

Quanto ai fatti

all’origine del presente procedimento, in estrema sintesi si ha che il

27.05.2014

IM 1 ha infranto un vetro lato strada della ACPR 3 lanciando un

sasso, con lo scopo di poi commettere una rapina, pochi mesi dopo il precedente

di cui sopra e prima ancora che l’autorità penale prendesse la decisione di sua

competenza (pto. 1 dell’AA).

Venne in seguto dimesso negli appartamenti nella Fondazione __________.

Alla sua dimissione venne diagnosticato un lieve ritardo mentale con

significativa compromissione comportamentale, sindrome da dipendenza da

sostanze psicoattive multiple nonché sindrome psicotica non specificata. Il 5

luglio successivo venne di nuovo ricoverato presso la __________ a causa di un

episodio di agitazione psicomotoria e di aggressività verso oggetti. Venne

dimesso il giorno dopo. Al rientro nella struttura minacciò un’operatrice con

un coltello, tanto che gli agenti della Polizia dovettero riaccompagnarlo in __________

dove fu degente fino al 09.07.2014 quando fu riaccompagato nei suddetti

appartamenti. Solo due giorni dopo dovette essere ricondotto presso la __________

poiché trovato in possesso di un coltello nascosto sotto la maglia, con il

quale aveva minacciato un’operatrice. Ne seguirono ulteriori ricorveri coatti,

il 25.07.2014 per violenza contro un poliziotto che lo aveva trovato sul bus

senza biglietto e il 12.08.2014 dopo aver scagliato un sasso contro la vetrata

dell’ingresso dei citati appartamenti a __________. Neanche durante detti

ricoveri la situazione è andata migliorando, il 20.08.2014 avendo colpito un’infermiere

di reparto, minacciandolo con un coltello. Dopo la dimissione avvenuta il

23.08

, ancora il 26 agosto successivo chiese un nuovo ricovero alla __________

per causa abuso di canapa, dove fu dimesso due giorni dopo con rientro

nell’appartamento della Fondazione __________. Solo il 9 settembre fu

nuovamente ricoverato in __________ a causa di un episodio di angoscia acuta,

con ideazioni auto ed etero aggressive. Vi rimase due giorni e poi fece ritorno

a __________ ma soltanto il 20.09.2014 dovette essere riammesso in __________ a

causa di abuso di alcol e di droghe. Dimesso il giorno dopo, il 23 settembre fu

nuovamente ricoverato in quanto minacciò l’operatrice di turno con un coltello

(si tratta dell’episodio di cui al punto 2. dell’atto d’accusa).

Solo tre giorni dopo, il 26.09.2014, aggredì, colpendola con un

bastone, alla testa, la dott.ssa __________ (punto 3 dell’atto d’accusa).

Il 12.11.2014 si rese protagonista, nuovamente di minacce con

coltello ed in quell’occasione lui stesso riferì di “sentirsi pericoloso per

sé e per gli altri, di avere ruminazioni circa l’omicidio, l’accoltellamento”

chiedendo di essere nuovamente piantonato dalla Polizia, ciò che non gli impedì

di scagliare una sedia in camera e di rovesciare un tavolo del gazebo.

Il 18.11.2014 fu riaccompagnato in clinica dalla Polizia dove si

era recato per denunciare gli operatori della __________. Assunta la terapia,

in farmacia, aspettò che un altro ospite ricevesse la somministrazione del

medicamento e, improvvisamente prese a pugni l’infermiera tanto che dovettero

intervenire terze persone e gli fu poi somministrata la relativa terapia

sedativa (si tratta dell’episodio di cui al punto 4. dell’atto d’accusa).

Nel gennaio 2015 si è reso protagonista di una tentata aggressione

nei confronti di un utente del __________, di minacce suicidali e di minacce

nei confronti di un’infermiera di reparto, sempre a mezzo di un coltello da

cucina, mentre nel marzo 2015 per episodi di consumo di THC e di cocaina, chiese

lui stesso l’intervento della Polizia minacciando di poi uccidere qualcuno. Il 24.03.2015

venne trasferito presso l’istituto __________, con la diagnosi di sindrome da

dipendenza di sostanze psicoattive multiple. Rientrato alla __________ il 30

marzo seguente, il 9 aprile 2015 divenne nuovamente aggressivo e minaccioso,

lanciando una sedia contro la cappa della cucina, nonché contro un tavolino

esterno del giardino.

Si è giunti così all’episodio del 23.04.2015 (punto 1.1. dell’atto

d’accusa). Così l’imputato ha spiegato:

"

Ero al neuro da quasi un anno tra dentro e fuori (…) prendo

tutto: eroina fumata (…) cocaina in vena (…) soprattutto cannabis fumata; acidi

e metadone (…) nessuno riesce a curarmi. Io sono aggressivo. Ho già picchiato

persone. Io andavo a __________ in treno e compravo metadone e erba (…) ho

un’amica che ha la cocaina buona, più pura, e io la comperavo poi la tagliavo

al 50% con il lattosio (…) la marijuana ho iniziato a venderla a 13 anni. Negli

ultimi due o tre anni mi facevo una media di 4 o 5 grammi di marijuana al

giorno (…) rubavo anche per comperare erba e altre droghe (…) non posso più

entrare alla __________ alla __________ e all’__________ perché ho la diffida

(…) alla mattina mi ero alzato, ho fumato un po’ di erba (…) ho mangiato in

mensa a mezzogiorno, poi sono ancora stato nel parco, ho preso le pastiglie in

reparto, ho mangiato alla sera in mensa e poi sono uscito dal __________ sono

andato e ho fatto la rapina. Nella cucina del __________ al __________ dopo la

mensa, prima di uscire avevo preso il coltello per talgiare il burro che avevo

messo nei boxer. Sono entrato nel ACPR 3 sono andato verso le bibite e poi sono

andato alla cassa (…) sono andato dalla cassiera e il coletello gliel’ho

puntato a distanza, con la mano dritta e le ho detto: fuori tutti i soldi. La

cassiera mi ha dato i soldi: si era spaventata! Io ero cattivo, ero aggressivo,

ero in manco di alcol e metadone di droga. La cassiera mi ha dato i soldi e li

ho messi nei boxer e poi ho (recte: sono) corso fino alla strada che va verso

l’autosilo (…) ho buttato via il coltello (…) sono entrato al bar __________:

ho ordinato una pinta di birra (…) e un pacchetto di sigarette (…) vedevo già

tutti i sacchetti di erba e le bottiglie che potevo farmi poi sono uscito e

sono andato verso il __________ (…) e poi mi hanno arrestato i poliziotti e mi

hanno portato a __________. Ho detto che avevo fatto una rapina (…) chiedo il

metadone per il manco (…) le voci di demoni le ho avute nel passato, fino a

sette / otto mesi fa (…) mi mettevano a disagio con minacce, mi dicevano anche

ti uccidiamo (…) le allucinazioni ci sono quando mi drogo con la coca (…)

sapevo che facevo una rapina, ero lucido, non ero bevuto o fatto sapevo dove

ero e cosa facevo ma era più forte di me, non potevo fermarmi dovevo farla per

forza per avere i soldi, per farmi, per fare e mi eccitavo a farla, non potevo

più fermarmi dopo che mi è venuta l’idea, dovevo fare (…) andava su

l’adrenalina quando la facevo, avevo l’adrenalina a mille, ero cattivo, avevo

la perfidia che usciva, la rabbia, ero violento. Non potevo più fermarmi e mi

eccitavo, diventavo sempre più forte, mi vedevo già con la droga in mano, con i

sacchetti dell’erba, le palle di coca che mi passavano davanti.”

A fronte di tali spiegazioni e affermazioni, non si può che

rimanere sgomenti nel constatare come l’imputato racconti di episodi

estremamente violenti, come se avesse da riferire normali episodi della vita

quotidiana.

3.

L’imputato ha

ammesso tutti i reati ascrittigli e nemmeno la difesa ha avanzato contestazioni

al riguardo, con il che si può concludere con la conferma dell’atto d’accusa

sia in fatto sia in diritto. D’altro canto, lo stesso imputato, nel suo verbale

del 10.08.2015, ha dichiarato espressamente:

"

Non contesto nessuna delle suddette circostanze che dipendono da

mie precise ammissioni”.

4.

Tornando

all’imputato, la perizia psichiatrica stabilisce che egli evidenzia un ritardo

mentale lieve con disturbi comportamentali (ICD 10 cod. 70.1), un disturbo di

personalità misto (F 61.0, emotivamente instabile, immaturo), una dipendenza da

sostanze psicoattive multiple (F 19.21) e un uso dannoso di sostanze alcoliche

(F 10.1).

Le caratteristiche essenziali del disturbo di personalità che emergono

dal rapporto dell’esperto, sono l’immaturità, un disturbo dell’identità,

l’aggressività con incapacità di controllare le esplosioni comportamentali, un

sentimento cronico di vuoto, un’instabilità emotiva, un’indifferenza / insensibilità

per i sentimenti altrui e l’incapacità di provare sentimenti di colpa. Per

maggiori dettagli si rinvia al referto peritale AI 60 pag. 38 – 47. La perita

ravvisa un rischio di recidiva “tanto maggiore quanto più si trova sotto

effetto di sostanze psicoattive”.

Quanto alle risposte ai quesiti peritali l’esperta ha riferito che

il disturbo di cui è affetto l’imputato è grave e ne compromette il suo

funzionamento relazionale, sociale e lavorativo. Pur dando atto che l’imputato

non era totalmente incapace, la perita ha stabilito un grado di scemata

imputabilità, a livello volitivo, di grado medio. Ella propone un trattamento

stazionario con il quale “si potrà evitare il rischio che il periziando

commetta nuovi reati in connessione con la patologia psichiatrica di cui è affetto.

Al momento è solo il trattamento stazionario idoneo a contenere il rischio di

nuovi reati. Un trattamento ambulatoriale non risulterebbe adeguato”.

Quanto al luogo di esecuzione del trattamento, sempre la perita ha

individuato, alternativamente il __________ “con adeguato trattamento

psichiatrico” o il __________ nel canton __________. Sempre secondo la

perita l’imputato non sarebbe pronto a sottoporsi a tale trattamento non avendo

coscienza di malattia, ma una tale misura, ordinata anche contro la sua

volontà, avrebbe comunque delle possibilità di successo.

Come stabilito in sede dibattimentale, la pena detentiva da

infliggere all’imputato - che è stata ritenuta adeguata nella misura di tre

anni - non è il tema principale di questo procedimento, nel senso che maggiore

rilievo ha la misura cui deve essere sottoposto, la pena detentiva rimanendo

sospesa per dar luogo al trattamento. Dalla descrizione di cui sopra, non vi è

chi non veda come IM 1, se non adeguatamente preso a carico in un istituto che

ne garantisca, oltre il trattamento, pure la sicurezza, tornerà presto a

delinquere.

Al riguardo, lo stesso imputato, in aula ha riferito di trovarsi

bene in carcere dove

"

Mi trovo bene, sono nella sezione D della Stampa, ora mi trovo

meglio di quando ero arrivato. Attualmente lavoro in laboratorio, tutto il

giorno, tranne le pause. Non seguo dei corsi. Vedo il dr. __________ o il dr. __________

regolarmente, una o due volte a settimana. Vedo anche la psicologa. Con i

medici mi trovo bene, riesco a parlare delle mie problematiche, delle visioni e

delle allucinazioni che mi martellano. Le voci mi dicono cose toste, brutte.

Vedo immagini terrificanti. Quando ho le allucinazioni non sto bene, mi devo

allontanare dalle persone perché esplodo, in quei momenti mi chiudo in cella,

preferisco non avere persone vicino.”

(verbale di interrogatorio, 03.11.2015)

Questa Corte è perfettamente cosciente di non disporre di alcuna

competenza in merito al luogo di esecuzione del trattamento stazionario.

Tuttavia, considerate le particolari condizioni dell’imputato, emerse anche in

occasione del dibattimento, nel quale IM 1 ha fornito risposte tanto sincere

quanto inquietanti, si ritiene che il __________, dove, pur essendo garantita

la sicurezza, l’intensità e la frequenza del trattamento, così come descritte

dall’imputato in aula, non appaiono sicuramente sufficienti non sia la

struttura adeguata. In questo senso assai preferibile è il collocamento in una

struttura appositamente creata, come il __________ di __________, luogo nel

quale lo stesso imputato ha dichiarato di essere d’accordo di essere

trasferito.

Visti gli art. 12, 22, 40, 42,

47, 49, 51, 57, 59, 122, 123, 140, 285 CP;

19.

LStup, 19a LStup;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

ripetuta rapina (in parte

tentata)

per avere,

1.1.1

in data

23.04

, verso le ore 21.00, a __________, presso la stazione di benzina ACPR

3, per procacciarsi un indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando

la commessa a mano di un’arma da taglio, rendendola così incapace di opporre

resistenza,

sottratto denaro per un valore complessivo di CHF

2'292.90, dandosi poi alla fuga;

1.1.2

per avere, in

data 27.05.2014, a, presso la stazione di benzina ACPR 4, per procacciarsi un

indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando la commessa a mano

di un sasso con il quale ha rotto la vetrata del negozio, tentato di sottrarre

del vino dal negozio, non riuscendoci in quanto si era attivato l’allarme e

quindi poi dato alla fuga;

1.2

tentate lesioni gravi

per avere,

in data 23.09.2014, a __________, presso il Foyer di

via __________, colpendo con un coltello da pasto il fianco dell’infermiere ACPR

1, senza con ciò cagionargli alcuna lesione in quanto il coltello si ruppe e la

lame rimase incastrata tra la camicia e il pullover, tentato intenzionalmente

di ferirlo mettendone in pericolo la vita;

1.3

lesioni semplici aggravate

per avere,

in data 26.09.2014 a __________ presso la Clinica __________,

colpendo sulla testa la dottoressa del reparto __________, a mano di un bastone

dalle dimensioni di circa 80 cm di lunghezza e 3 cm di diametro, cagionatole

intenzionalmente le lesioni attestate dal certificato medico agli atti di

medesima data, segnatamente “un trauma cranico contusivo non commotivo”;

1.4

lesioni semplici

per avere,

in data 18.11.2014, a __________, presso la Clinica __________,

colpendo l’operatrice sanitaria ACPR 2 con pugni alla parte superiore del corpo

(capo, spalla e volto), intenzionalmente cagionato le lesioni attestate dal

certificato medico agli atti del 15.12.2014 e meglio dei “lividi multipli”;

1.5

ripetuta

violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari

per avere,

nel periodo 23.09.2014 - 18.11.2014, a __________ e __________,

nelle circostanze di cui ai punti 1.2, 1.3 e 1.4, usando violenza nei confronti

degli operatori sanitari che l’avevano in cura, dipendenti dell’Amministrazione

cantonale, impedito gli stessi a compiere gli atti che rientravano nelle loro

attribuzioni, rispettivamente mentre adempivano i loro compiti, commesso contro

di loro le azioni di violenza meglio citate ai punti precedenti;

1.6

infrazione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere,

nel periodo 2009-2015, a __________, __________ ed

in altre imprecisate località del Ticino, senza essere autorizzato, alienato, a

persone incontrate causalmente per strada, un totale di almeno 300 grammi di

marijuana, 4.5 grammi di eroina ed un imprecisato quantitativo di cocaina;

1.7

contravvenzione

alla Legge federale sugli stupefacenti

per avere,

nel corso degli ultimi 3 anni e fino al 23.04.2015 (giorno

dell’arresto), a __________ ed in altre imprecisate località del Canton Ticino,

senza essere autorizzato, consumato un imprecisato quantitativo di stupefacenti,

ma almeno 4 grammi di marijuana al giorno, 2 grammi di hascisc al giorno, 400

grammi di eroina e 2 grammi di cocaina;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2.

Di conseguenza,

avendo agito in stato di scemata imputabilità,

trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al

decreto di accusa no. 2014.4134 del 02.06.2014 del Ministero pubblico del

Canton Ticino,

IM 1 è condannato

alla pena detentiva di 3 (tre) anni, da dedursi il carcere preventivo

sofferto.

3.

L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa giusta l’art. 57 CP per dar luogo all’esecuzione di un

trattamento stazionario (art. 59 cpv. 3 CP).

4.

Non si fa luogo alla revoca

della sospensione condizionale della pena di 90 aliquote giornaliere da 40 fr.

l’una di cui al DAC 2014.4134 del 02.06.2014.

5.

La tassa di giustizia di

fr. 1’000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

6.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario fr. 4'575.00

spese fr. 130.00

IVA (8%) fr. 376.40

totale fr. 5’081.40

§ La quantificazione della

retribuzione è impugnabile dal difensore d’ufficio alla Corte dei reclami

penali nel termine di 10 giorni

(art. 135 cpv. 3 e 396 cpv. 1 CPP).

6.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 5’081.40 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Dipartimento sanità e

socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

- Ufficio centrale svizzero

di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

- Ufficio assistenza

riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Perizia fr. 5'761.05

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 168.70

fr. 7'229.75

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