72.2015.131
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
3 novembre 2015Italiano25 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2015.131
Lugano,
3 novembre 2015 /md
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Mauro
Ermani, Presidente
GI 1 8
GI 2 9
Veronica
Lipari, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati:
ACPR 1
ACPR 2
ACPR 3
ACPR 4
contro
IM 1
rappresentato dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva dal 24.04.2015
al 03.06.2015 (41 giorni)
in esecuzione anticipata della
pena dal 04.06.2015
imputat, a norma
dell’atto d’accusa nr. 111/2015 del 28 agosto 2015 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di
1. ripetuta
rapina (in parte tentata)
1.1. per avere, in data 23.04.2015, verso le ore 21.00, a __________,
presso la stazione di benzina ACPR 3, per procacciarsi un
indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando la commessa a mano
di un’arma da taglio, rendendola così incapace di opporre resistenza, sottratto
il contenuto della cassa, segnatamente,
entrando nel locale coperto con un cappellino da
baseball e il cappuccio di una felpa, impugnando con la mano destra un coltello
da pasto, in modo tale da essere ben visibile dalla commessa, avvicinandosi
alla cassa registratrice e intimando alla donna di consegnargli “tutti i
soldi”, sottratto denaro per un valore complessivo di CHF 2'292.90, dandosi
poi alla fuga, ma venendo poco dopo fermato dalla Polizia;
1.2. per avere, in
data 27.05.2014, a __________, presso la stazione di benzina ACPR 4, per
procacciarsi un indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando la
commessa a mano di un sasso con il quale ha rotto la vetrata del negozio,
tentato di sottrarre del vino dal negozio, non riuscendoci in quanto si era
attivato l’allarme e quindi poi dato alla fuga;
2. tentate lesioni gravi
per avere, in data 23.09.2014, a __________, presso
il Foyer di via __________, colpendo con un coltello da pasto il fianco
dell’infermiere ACPR 1, senza con ciò cagionargli alcuna lesione in quanto il
coltello si ruppe e la lame rimase incastrata tra la camicia e il pullover,
tentato intenzionalmente di ferirlo mettendone in pericolo la vita;
3. lesioni
semplici (con veleno/un'arma o oggetto pericoloso)
per avere, in data 26.09.2014 a __________, presso
la Clinica __________, colpendo sulla testa la dottoressa del reparto __________,
a mano di un bastone dalle dimensioni di circa 80 cm di lunghezza e 3 cm di
circonferenza, cagionatole intenzionalmente le lesioni attestate dal
certificato medico agli atti di medesima data, segnatamente “un trauma
cranico contusivo non commotivo”;
4. lesioni
semplici
per avere, in data 18.11.2014, a __________, presso
la Clinica __________, colpendo l’operatrice sanitaria ACPR 2 con pugni alla
parte superiore del corpo (capo, spalla e volto), intenzionalmente cagionato le
lesioni attestate dal certificato medico agli atti del 15.12.2014 e meglio dei
“lividi multipli”;
5. ripetuta
violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari
per avere, nel periodo 23.09.2014 - 18.11.2014, a __________
e __________, nelle circostanze di cui ai punti 2, 3 e 4, usando violenza nei
confronti degli operatori sanitari che l’avevano in cura, dipendenti
dell’Amministrazione cantonale, impedito gli stessi a compiere gli atti che
rientravano nella loro attribuzione, rispettivamente mentre adempivano i loro
compiti, commesso contro di loro le azioni di violenza meglio citate ai punti
precedenti;
6. infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, nel periodo 2009-2015, a __________, __________
ed in altre imprecisate località del Ticino, senza essere autorizzato,
alienato, a persone incontrate causalmente per strada, un totale di almeno 300
grammi di marijuana, 4.5 grammi di eroina ed un imprecisato quantitativo di
cocaina;
7. contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, nel corso degli ultimi 3 anni e fino al
23.04.2015 (giorno dell’arresto), a __________ ed in altre imprecisate località
del Canton Ticino, senza essere autorizzato, consumato un imprecisato
quantitativo di stupefacenti, ma almeno 4 grammi di marijuana al giorno, 2
grammi di hascisc al giorno, 400 grammi di eroina e 2 grammi di cocaina;
fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dagli
artt. 140 cpv. 1 CP, 122 CP (richiamato l’art. 22 cpv. 2 CP), 123 cifra 2 cpv.
1 CP, art. 123 cpv. 1 CP, 285 cpv. 1 CP, 19 cpv. 1 let. a e c LStup e 19a
LStup.
Presenti: - il Procuratore pubblico PP
1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1 accompagnato dal praticante MLaw __________.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 14:35 alle ore 15:45.
Discussione
Le parti convengono che è
necessario infliggere una pena detentiva sospesa, per permettere l’esecuzione
di un trattamento stazionario. Rinunciano dunque alla discussione, e propongono
una pena detentiva di tre anni, interamente sospesa per permettere l’esecuzione
di un trattamento stazionario. La Corte giudicherà.
Considerato, in fatto ed in diritto
1. Curriculum vitae
Dalla perizia psichiatrica si apprende quanto segue:
"
Nato a __________, in __________, importante centro regionale
della coltivazione del caffè, fu trovato dalla Polizia all'età di 6 mesi tra le
braccia di un senza tetto (non era il padre) e quindi collocato all'Istituto __________
(data di entrata all'Istituto 12.03.1990).
Non si hanno pertanto notizie riguardanti i genitori biologici.
All'età di 17 mesi fu adottato dai signori __________.
Il suo nome __________ fu cambiato e gli fu dato il nome di IM 1.
Il padre adottivo, Sergio, 68enne, ticinese, pensionato, fu attivo
nel settore alberghiero, dove assume incarichi di rilievo poi fu imprenditore
in proprio.
Viene descritto dal periziando come persona "chiusa, severa,
autoritaria ma buona". La relazione con il padre (a detta del periziando)
spesso assente per lavoro durante la sua infanzia sarebbe divenuta conflittuale
nel corso dell'adolescenza perché, a detta del periziando, troppo severo ed
esigente nei suoi confronti; in tale periodo si verificarono a detta del
periziando anche episodi di violenza fisica tra loro.
Fatti
I genitori del padre adottivo sono entrambi deceduti.
La nonna paterna, __________, è deceduta 2 anni fa (non sa
riferire ne a quale età ne per quali cause); è definita dal periziando come
"la persona a cui ero più legato". Da 3/4 anni prima del decesso non
avrebbe più avuto frequenti contatti.
Del nonno paterno non sa riferire alcuna informazione (dagli atti
si apprende che gestì diversi locali pubblici).
Considerandi
II padre adottivo aveva una sorella, __________, deceduta per
patologia tumorale (non sa riferire a quale età).
La madre adottiva, __________, 60 enne, è di origine svizzero
romanda. Lavorò come traduttrice, hostess di terra dopo aver concluso la
formazione di segretaria di direzione. Viene definita dal periziando come
persona "buona e brava".
Dei nonni materni adottivi non sa riferire alcuna notizia avendo
avuto con loro scarsi contatti.
La madre adottiva ha una sorella minore __________, senza figli ed
un fratello maggiore __________, padre di 3 figli (__________, __________, __________).
Degli zii non sa riferire l'età e con gli stessi non ha contatti da anni.
I genitori adottivi del periziando si conobbero nel 1981 e si
sposarono nel 1986 (il padre era al II matrimonio, dal precedente non ebbe
figli).
Adottarono anche una figlia, __________, originaria della __________,
descritta dal periziando come persona poco loquace, discreta e gentile. La
relazione con la sorella sarebbe sempre stata positiva e solidale.
Nel 2007 la coppia genitoriale adottiva si separò per alcuni mesi
in seguito a forti tensioni nel nucleo familiare a causa dei disagi prodotti
dal comportamento del periziando, con ripresa successiva della convivenza.
Anamnesi fisiologica
Non vi è alcuna notizia in riferimento al parto ed al suo sviluppo
fino al marzo del 1990 momento in cui fu collocato presso l'Istituto __________.
Secondo quanto agli atti presentava buone condizioni di salute; viene descritto
come un bambino sano, precoce, allegro, affettuoso, con un talento per
conquistare chi gli stava attorno, che amava attirare l'attenzione e che si
interessava soprattutto delle canzoni, dei colori e di tutto ciò che si
muoveva. Dal 03.04.1991 il periziando fu in cura dal pediatra dr. med. __________
che riscontrò un primo sviluppo psicomotorio già ritardato, al momento della sua
entrata in Svizzera, di 4-6 mesi.
II 18.04.1994 lo segnalò al Servizio di Sostegno pedagogico di __________
per un trattamento logopedico per balbuzie semplice.
Nel giugno 1995, all'età di quasi 6 anni, fu sottoposto ad un
bilancio psicomotorio da parte della psicomotricista __________, dell'SMP di __________,
su richiesta del pediatra curante. Dall'incontro con i genitori emergevano
elementi che potevano indicare un quadro di disturbo iperattivo: movimenti
continui, incapacità di fermarsi, di star seduto più di qualche secondo,
frequenti scatti di impazienza, caduta immediata dell'interesse per l'attività
dal momento in cui l'esito delle stesse non fosse raggiunto. Dal bilancio
psicomotorio tale aspetto fu confermato. A ciò si aggiungeva una notevole incapacità
di controllo dei propri movimenti. Dimostrava notevoli carenze nella
coordinazione dei movimenti globali e un'impossibilità ad affrontare attività
in cui il livello di attenzione era solamente un po' più elevato. Da una parte
mostrava una difficoltà di contenere la sua aggressività, dall'altra presentava
forti paure tra cui quella di separazione dalla mamma acutizzata dall'arrivo
della sorellina. Le sue conoscenze corporee erano molto sommarie per l'età. I
parametri spazio-temporali assolutamente mancanti. Tali elementi componevano un
quadro globale di immaturità psicomotoria a cui si aggiungeva una sindrome di
ipercinesi. Proponeva una terapia psicomotoria individuale o in piccolo gruppo
una volta a settimana da settembre/ottobre 1995.
Il pediatra lo rivisitò il 13.07.1995 riscontrando dei chiari
segni di sindrome psico-organica con disturbi della coordinazione, attenzione e
concentrazione.
Iniziò il trattamento psicomotorio. Fu ritardato l'inizio della
scolarizzazione.
Nel rapporto medico per l'AI conseguente alla richiesta di
assunzione dei costi per il trattamento psicomotorio del 26.09.1995 il dr. med.
__________ pose diagnosi di sindrome psico-organica. Segnalava che nella
susseguente evoluzione aveva presentato sempre più dei grossi problemi di
comportamento e un'importante difficoltà nello stabilire dei contatti;
all'asilo si erano notati delle importanti difficoltà di attenzione e di
concentrazione.
Il 22.01.1997 fu rivalutato dal pediatra: era stato seguito in un
gruppetto a __________ per la stimolazione globale ed era ancora seguito dalla
logopedista per ancora dei modici problemi di linguaggio. Viste le ottime
condizioni generali ed i risultati ottenuti ritenne indicato sospendere il
trattamento psico-motorio.
Il periziando nega di aver subito maltrattamenti, molestie ed
abusi sessuali nell'infanzia. Nel maggio e nel novembre 2002, quando aveva 13
anni, il dr. med. __________ e il dr. __________, del reparto di pediatria
dell'Ospedale __________, ponevano diagnosi di lieve ritardo di crescita e di
sviluppo (immaturità globale), lieve disturbo verbale recettivo, particolarità
comportamentali di natura reattiva.
Nell'infanzia e nell'adolescenza il periziando descrive come
sofferti i rapporti con i pari per sentimento d'inferiorità.
Anamnesi scolastica, lavorativa e sociale
Frequentò il pre-asilo e l'asilo (con un anno supplementare) a __________
dove abitò con i genitori adottivi fino al 2008.
La scolarizzazione fu ritardata per decisione del dr. med. __________
per sindrome psicoorganica.
Frequentò le scuole elementari a __________ senza ripetizione di
classe.
Frequentò la 1.a e la 2.a media presso l'Istituto __________:
secondo la madre la scelta di tale istituto era legata "al carattere
debole di F.: credevamo che la scuola privata supportasse di più i ragazzi con
maggiori controlli. Inoltre aveva anche i corsi del dopo scuola che F.
frequentava". (Cfr. verb. del 12.05.2015 della madre).
Frequentò la 3.a media a __________ con pessimi risultati e
manifestazione di disturbi comportamentali. La scelta di cambiare sede
scolastica era legata secondo la madre a motivi organizzativi. Ripetè su
desiderio del padre la 3.a media presso l'Istituto __________ dove frequentò
anche la quarta media conseguendo la licenza media con grosse difficoltà nel
2006.
A sua detta avrebbe voluto iniziare un apprendistato di giardiniere ma il
padre si sarebbe opposto. Seguendo la volontà paterna iniziò la scuola di
commercio presso l'Istituto __________ ma dopo 2 settimane fu espulso per
problemi di consumo e spaccio di cannabis.
Realizzò uno stage di una settimana a __________ (non sa riferire
in quale anno) ed uno in qualità di imbianchino nel mese di marzo/aprile 2007
presso l'impresa __________.
Non ha seguito alcuna formazione professionale, non ha più
lavorato.
Dall'01.10.2007 beneficia di una rendita Al intera per problemi
psichiatrici.
Ha praticato nell'infanzia fino all'inizio dell'adolescenza
diversi sport, in particolare il calcio e ha partecipato alle attività dei
lupetti.
Non ha alcun amico, riferisce solo conoscenti legati all'ambiente
psichiatrico e al mondo della droga.
Dal luglio 2007 ad oggi ha vissuto per la più parte del tempo in
strutture terapeutiche salvo un breve periodo dai genitori e alla pensione __________.”.
Dal profilo psichiatrico la storia dell’imputato è ricca di
episodi di abuso di sostanze psicoattive, di alcool e di droghe. Egli è pure
stato ripetutamente preso a carico, sia in forma volontaria sia in forma coatta
da numerosi istituti tra cui __________, la __________ di __________, la
Clinica __________, ecc.. Ha pure trascorso un periodo presso una comunità in
Tunisia. A volte veniva dimesso volontariamente, a volte fuggiva, altre ancora
chiedeva addirittura di essere arrestato dalla Polizia. Quello descritto nella
perizia è un quadro assai triste di un giovane poliproblematico, che finora non
ha risposto in maniera soddisfacente alle numerose prese a carico. Onde non
tediare il lettore con interminabili citazioni, si rinvia alla perizia
psichiatrica AI 60 da pag. 7 a pag. 24.
A casellario giudiziale figura unicamente un precedente per rapina
(tentata) avvenuto il 05.04.2014, a seguito del quale è stato condannato ad una
pena pecuniaria di 90 AG da fr. 40.- l’una sospese condizionalmente per due
anni. In quell’occasione, dopo aver chiesto, di essere piantonato presso la __________,
il 26.03.2014, scappò dalla Clinica e il 5 aprile seguente, entrò nella stazione
di servizio __________, brandendo un coltello, minacciando il gerente di
consegnargli tutti i soldi. Questi rifiutò e riuscì a chiamare la Polizia.
2.
Quanto ai fatti
all’origine del presente procedimento, in estrema sintesi si ha che il
27.05.2014
IM 1 ha infranto un vetro lato strada della ACPR 3 lanciando un
sasso, con lo scopo di poi commettere una rapina, pochi mesi dopo il precedente
di cui sopra e prima ancora che l’autorità penale prendesse la decisione di sua
competenza (pto. 1 dell’AA).
Venne in seguto dimesso negli appartamenti nella Fondazione __________.
Alla sua dimissione venne diagnosticato un lieve ritardo mentale con
significativa compromissione comportamentale, sindrome da dipendenza da
sostanze psicoattive multiple nonché sindrome psicotica non specificata. Il 5
luglio successivo venne di nuovo ricoverato presso la __________ a causa di un
episodio di agitazione psicomotoria e di aggressività verso oggetti. Venne
dimesso il giorno dopo. Al rientro nella struttura minacciò un’operatrice con
un coltello, tanto che gli agenti della Polizia dovettero riaccompagnarlo in __________
dove fu degente fino al 09.07.2014 quando fu riaccompagato nei suddetti
appartamenti. Solo due giorni dopo dovette essere ricondotto presso la __________
poiché trovato in possesso di un coltello nascosto sotto la maglia, con il
quale aveva minacciato un’operatrice. Ne seguirono ulteriori ricorveri coatti,
il 25.07.2014 per violenza contro un poliziotto che lo aveva trovato sul bus
senza biglietto e il 12.08.2014 dopo aver scagliato un sasso contro la vetrata
dell’ingresso dei citati appartamenti a __________. Neanche durante detti
ricoveri la situazione è andata migliorando, il 20.08.2014 avendo colpito un’infermiere
di reparto, minacciandolo con un coltello. Dopo la dimissione avvenuta il
23.08
, ancora il 26 agosto successivo chiese un nuovo ricovero alla __________
per causa abuso di canapa, dove fu dimesso due giorni dopo con rientro
nell’appartamento della Fondazione __________. Solo il 9 settembre fu
nuovamente ricoverato in __________ a causa di un episodio di angoscia acuta,
con ideazioni auto ed etero aggressive. Vi rimase due giorni e poi fece ritorno
a __________ ma soltanto il 20.09.2014 dovette essere riammesso in __________ a
causa di abuso di alcol e di droghe. Dimesso il giorno dopo, il 23 settembre fu
nuovamente ricoverato in quanto minacciò l’operatrice di turno con un coltello
(si tratta dell’episodio di cui al punto 2. dell’atto d’accusa).
Solo tre giorni dopo, il 26.09.2014, aggredì, colpendola con un
bastone, alla testa, la dott.ssa __________ (punto 3 dell’atto d’accusa).
Il 12.11.2014 si rese protagonista, nuovamente di minacce con
coltello ed in quell’occasione lui stesso riferì di “sentirsi pericoloso per
sé e per gli altri, di avere ruminazioni circa l’omicidio, l’accoltellamento”
chiedendo di essere nuovamente piantonato dalla Polizia, ciò che non gli impedì
di scagliare una sedia in camera e di rovesciare un tavolo del gazebo.
Il 18.11.2014 fu riaccompagnato in clinica dalla Polizia dove si
era recato per denunciare gli operatori della __________. Assunta la terapia,
in farmacia, aspettò che un altro ospite ricevesse la somministrazione del
medicamento e, improvvisamente prese a pugni l’infermiera tanto che dovettero
intervenire terze persone e gli fu poi somministrata la relativa terapia
sedativa (si tratta dell’episodio di cui al punto 4. dell’atto d’accusa).
Nel gennaio 2015 si è reso protagonista di una tentata aggressione
nei confronti di un utente del __________, di minacce suicidali e di minacce
nei confronti di un’infermiera di reparto, sempre a mezzo di un coltello da
cucina, mentre nel marzo 2015 per episodi di consumo di THC e di cocaina, chiese
lui stesso l’intervento della Polizia minacciando di poi uccidere qualcuno. Il 24.03.2015
venne trasferito presso l’istituto __________, con la diagnosi di sindrome da
dipendenza di sostanze psicoattive multiple. Rientrato alla __________ il 30
marzo seguente, il 9 aprile 2015 divenne nuovamente aggressivo e minaccioso,
lanciando una sedia contro la cappa della cucina, nonché contro un tavolino
esterno del giardino.
Si è giunti così all’episodio del 23.04.2015 (punto 1.1. dell’atto
d’accusa). Così l’imputato ha spiegato:
"
Ero al neuro da quasi un anno tra dentro e fuori (…) prendo
tutto: eroina fumata (…) cocaina in vena (…) soprattutto cannabis fumata; acidi
e metadone (…) nessuno riesce a curarmi. Io sono aggressivo. Ho già picchiato
persone. Io andavo a __________ in treno e compravo metadone e erba (…) ho
un’amica che ha la cocaina buona, più pura, e io la comperavo poi la tagliavo
al 50% con il lattosio (…) la marijuana ho iniziato a venderla a 13 anni. Negli
ultimi due o tre anni mi facevo una media di 4 o 5 grammi di marijuana al
giorno (…) rubavo anche per comperare erba e altre droghe (…) non posso più
entrare alla __________ alla __________ e all’__________ perché ho la diffida
(…) alla mattina mi ero alzato, ho fumato un po’ di erba (…) ho mangiato in
mensa a mezzogiorno, poi sono ancora stato nel parco, ho preso le pastiglie in
reparto, ho mangiato alla sera in mensa e poi sono uscito dal __________ sono
andato e ho fatto la rapina. Nella cucina del __________ al __________ dopo la
mensa, prima di uscire avevo preso il coltello per talgiare il burro che avevo
messo nei boxer. Sono entrato nel ACPR 3 sono andato verso le bibite e poi sono
andato alla cassa (…) sono andato dalla cassiera e il coletello gliel’ho
puntato a distanza, con la mano dritta e le ho detto: fuori tutti i soldi. La
cassiera mi ha dato i soldi: si era spaventata! Io ero cattivo, ero aggressivo,
ero in manco di alcol e metadone di droga. La cassiera mi ha dato i soldi e li
ho messi nei boxer e poi ho (recte: sono) corso fino alla strada che va verso
l’autosilo (…) ho buttato via il coltello (…) sono entrato al bar __________:
ho ordinato una pinta di birra (…) e un pacchetto di sigarette (…) vedevo già
tutti i sacchetti di erba e le bottiglie che potevo farmi poi sono uscito e
sono andato verso il __________ (…) e poi mi hanno arrestato i poliziotti e mi
hanno portato a __________. Ho detto che avevo fatto una rapina (…) chiedo il
metadone per il manco (…) le voci di demoni le ho avute nel passato, fino a
sette / otto mesi fa (…) mi mettevano a disagio con minacce, mi dicevano anche
ti uccidiamo (…) le allucinazioni ci sono quando mi drogo con la coca (…)
sapevo che facevo una rapina, ero lucido, non ero bevuto o fatto sapevo dove
ero e cosa facevo ma era più forte di me, non potevo fermarmi dovevo farla per
forza per avere i soldi, per farmi, per fare e mi eccitavo a farla, non potevo
più fermarmi dopo che mi è venuta l’idea, dovevo fare (…) andava su
l’adrenalina quando la facevo, avevo l’adrenalina a mille, ero cattivo, avevo
la perfidia che usciva, la rabbia, ero violento. Non potevo più fermarmi e mi
eccitavo, diventavo sempre più forte, mi vedevo già con la droga in mano, con i
sacchetti dell’erba, le palle di coca che mi passavano davanti.”
A fronte di tali spiegazioni e affermazioni, non si può che
rimanere sgomenti nel constatare come l’imputato racconti di episodi
estremamente violenti, come se avesse da riferire normali episodi della vita
quotidiana.
3.
L’imputato ha
ammesso tutti i reati ascrittigli e nemmeno la difesa ha avanzato contestazioni
al riguardo, con il che si può concludere con la conferma dell’atto d’accusa
sia in fatto sia in diritto. D’altro canto, lo stesso imputato, nel suo verbale
del 10.08.2015, ha dichiarato espressamente:
"
Non contesto nessuna delle suddette circostanze che dipendono da
mie precise ammissioni”.
4.
Tornando
all’imputato, la perizia psichiatrica stabilisce che egli evidenzia un ritardo
mentale lieve con disturbi comportamentali (ICD 10 cod. 70.1), un disturbo di
personalità misto (F 61.0, emotivamente instabile, immaturo), una dipendenza da
sostanze psicoattive multiple (F 19.21) e un uso dannoso di sostanze alcoliche
(F 10.1).
Le caratteristiche essenziali del disturbo di personalità che emergono
dal rapporto dell’esperto, sono l’immaturità, un disturbo dell’identità,
l’aggressività con incapacità di controllare le esplosioni comportamentali, un
sentimento cronico di vuoto, un’instabilità emotiva, un’indifferenza / insensibilità
per i sentimenti altrui e l’incapacità di provare sentimenti di colpa. Per
maggiori dettagli si rinvia al referto peritale AI 60 pag. 38 – 47. La perita
ravvisa un rischio di recidiva “tanto maggiore quanto più si trova sotto
effetto di sostanze psicoattive”.
Quanto alle risposte ai quesiti peritali l’esperta ha riferito che
il disturbo di cui è affetto l’imputato è grave e ne compromette il suo
funzionamento relazionale, sociale e lavorativo. Pur dando atto che l’imputato
non era totalmente incapace, la perita ha stabilito un grado di scemata
imputabilità, a livello volitivo, di grado medio. Ella propone un trattamento
stazionario con il quale “si potrà evitare il rischio che il periziando
commetta nuovi reati in connessione con la patologia psichiatrica di cui è affetto.
Al momento è solo il trattamento stazionario idoneo a contenere il rischio di
nuovi reati. Un trattamento ambulatoriale non risulterebbe adeguato”.
Quanto al luogo di esecuzione del trattamento, sempre la perita ha
individuato, alternativamente il __________ “con adeguato trattamento
psichiatrico” o il __________ nel canton __________. Sempre secondo la
perita l’imputato non sarebbe pronto a sottoporsi a tale trattamento non avendo
coscienza di malattia, ma una tale misura, ordinata anche contro la sua
volontà, avrebbe comunque delle possibilità di successo.
Come stabilito in sede dibattimentale, la pena detentiva da
infliggere all’imputato - che è stata ritenuta adeguata nella misura di tre
anni - non è il tema principale di questo procedimento, nel senso che maggiore
rilievo ha la misura cui deve essere sottoposto, la pena detentiva rimanendo
sospesa per dar luogo al trattamento. Dalla descrizione di cui sopra, non vi è
chi non veda come IM 1, se non adeguatamente preso a carico in un istituto che
ne garantisca, oltre il trattamento, pure la sicurezza, tornerà presto a
delinquere.
Al riguardo, lo stesso imputato, in aula ha riferito di trovarsi
bene in carcere dove
"
Mi trovo bene, sono nella sezione D della Stampa, ora mi trovo
meglio di quando ero arrivato. Attualmente lavoro in laboratorio, tutto il
giorno, tranne le pause. Non seguo dei corsi. Vedo il dr. __________ o il dr. __________
regolarmente, una o due volte a settimana. Vedo anche la psicologa. Con i
medici mi trovo bene, riesco a parlare delle mie problematiche, delle visioni e
delle allucinazioni che mi martellano. Le voci mi dicono cose toste, brutte.
Vedo immagini terrificanti. Quando ho le allucinazioni non sto bene, mi devo
allontanare dalle persone perché esplodo, in quei momenti mi chiudo in cella,
preferisco non avere persone vicino.”
(verbale di interrogatorio, 03.11.2015)
Questa Corte è perfettamente cosciente di non disporre di alcuna
competenza in merito al luogo di esecuzione del trattamento stazionario.
Tuttavia, considerate le particolari condizioni dell’imputato, emerse anche in
occasione del dibattimento, nel quale IM 1 ha fornito risposte tanto sincere
quanto inquietanti, si ritiene che il __________, dove, pur essendo garantita
la sicurezza, l’intensità e la frequenza del trattamento, così come descritte
dall’imputato in aula, non appaiono sicuramente sufficienti non sia la
struttura adeguata. In questo senso assai preferibile è il collocamento in una
struttura appositamente creata, come il __________ di __________, luogo nel
quale lo stesso imputato ha dichiarato di essere d’accordo di essere
trasferito.
Visti gli art. 12, 22, 40, 42,
47, 49, 51, 57, 59, 122, 123, 140, 285 CP;
19.
LStup, 19a LStup;
135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1.
è autore colpevole di:
1.1
ripetuta rapina (in parte
tentata)
per avere,
1.1.1
in data
23.04
, verso le ore 21.00, a __________, presso la stazione di benzina ACPR
3, per procacciarsi un indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando
la commessa a mano di un’arma da taglio, rendendola così incapace di opporre
resistenza,
sottratto denaro per un valore complessivo di CHF
2'292.90, dandosi poi alla fuga;
1.1.2
per avere, in
data 27.05.2014, a, presso la stazione di benzina ACPR 4, per procacciarsi un
indebito profitto ed alfine di appropriarsene, minacciando la commessa a mano
di un sasso con il quale ha rotto la vetrata del negozio, tentato di sottrarre
del vino dal negozio, non riuscendoci in quanto si era attivato l’allarme e
quindi poi dato alla fuga;
1.2
tentate lesioni gravi
per avere,
in data 23.09.2014, a __________, presso il Foyer di
via __________, colpendo con un coltello da pasto il fianco dell’infermiere ACPR
1, senza con ciò cagionargli alcuna lesione in quanto il coltello si ruppe e la
lame rimase incastrata tra la camicia e il pullover, tentato intenzionalmente
di ferirlo mettendone in pericolo la vita;
1.3
lesioni semplici aggravate
per avere,
in data 26.09.2014 a __________ presso la Clinica __________,
colpendo sulla testa la dottoressa del reparto __________, a mano di un bastone
dalle dimensioni di circa 80 cm di lunghezza e 3 cm di diametro, cagionatole
intenzionalmente le lesioni attestate dal certificato medico agli atti di
medesima data, segnatamente “un trauma cranico contusivo non commotivo”;
1.4
lesioni semplici
per avere,
in data 18.11.2014, a __________, presso la Clinica __________,
colpendo l’operatrice sanitaria ACPR 2 con pugni alla parte superiore del corpo
(capo, spalla e volto), intenzionalmente cagionato le lesioni attestate dal
certificato medico agli atti del 15.12.2014 e meglio dei “lividi multipli”;
1.5
ripetuta
violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari
per avere,
nel periodo 23.09.2014 - 18.11.2014, a __________ e __________,
nelle circostanze di cui ai punti 1.2, 1.3 e 1.4, usando violenza nei confronti
degli operatori sanitari che l’avevano in cura, dipendenti dell’Amministrazione
cantonale, impedito gli stessi a compiere gli atti che rientravano nelle loro
attribuzioni, rispettivamente mentre adempivano i loro compiti, commesso contro
di loro le azioni di violenza meglio citate ai punti precedenti;
1.6
infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel periodo 2009-2015, a __________, __________ ed
in altre imprecisate località del Ticino, senza essere autorizzato, alienato, a
persone incontrate causalmente per strada, un totale di almeno 300 grammi di
marijuana, 4.5 grammi di eroina ed un imprecisato quantitativo di cocaina;
1.7
contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere,
nel corso degli ultimi 3 anni e fino al 23.04.2015 (giorno
dell’arresto), a __________ ed in altre imprecisate località del Canton Ticino,
senza essere autorizzato, consumato un imprecisato quantitativo di stupefacenti,
ma almeno 4 grammi di marijuana al giorno, 2 grammi di hascisc al giorno, 400
grammi di eroina e 2 grammi di cocaina;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
2.
Di conseguenza,
avendo agito in stato di scemata imputabilità,
trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella di cui al
decreto di accusa no. 2014.4134 del 02.06.2014 del Ministero pubblico del
Canton Ticino,
IM 1 è condannato
alla pena detentiva di 3 (tre) anni, da dedursi il carcere preventivo
sofferto.
3.
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa giusta l’art. 57 CP per dar luogo all’esecuzione di un
trattamento stazionario (art. 59 cpv. 3 CP).
4.
Non si fa luogo alla revoca
della sospensione condizionale della pena di 90 aliquote giornaliere da 40 fr.
l’una di cui al DAC 2014.4134 del 02.06.2014.
5.
La tassa di giustizia di
fr. 1’000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato.
6.
Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
6.1
La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 4'575.00
spese fr. 130.00
IVA (8%) fr. 376.40
totale fr. 5’081.40
§ La quantificazione della
retribuzione è impugnabile dal difensore d’ufficio alla Corte dei reclami
penali nel termine di 10 giorni
(art. 135 cpv. 3 e 396 cpv. 1 CPP).
6.2
Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 5’081.40 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della
circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino
- Dipartimento sanità e
socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona
- Ufficio centrale svizzero
di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna
- Ufficio assistenza
riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano
- Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano
Per la Corte delle assise
criminali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 300.--
Perizia fr. 5'761.05
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 168.70
fr. 7'229.75
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