72.2015.172
Rapina aggravata sub. semplice; presa d'osteggio aggravata sub. semplice; esposizione a pericolo della vita altrui
22 dicembre 2015Italiano10 min
Source ti.ch
Incarto
n.
72.2015.172
Lugano,
22 dicembre 2015/lc
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Rosa
Item, Presidente
GI 1 6
GI 2 7
Anna Grümann,
vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati
ACPR 1,
rappresentata da __________
ACPR 2
patrocinata dall’ RAAP 1
contro
IM 1
rappresentato dall’ DUF 1
in carcerazione preventiva dal 17.08.2015
al 27.10.2015 (72 giorni)
in carcerazione di sicurezza dal 28.10.2015
al 21.12.2015 (55 giorni)
in esecuzione anticipata di pena
dal 22.12.2015
imputato, a
norma dell’atto d’accusa nr. 141/2015 del 27.10.2015 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di
1. rapina aggravata sub.
semplice
per avere il 17 agosto 2015 a __________, presso l’__________,
commesso un furto usando violenza contro una persona, minacciandola di un
pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale o rendendola incapace di
opporre resistenza, nonché munito di un’arma pericolosa e meglio
per essere entrato nell’__________ indossando un casco da
motociclista e avere bloccato una cliente presente, nonché dopo avere estratto
un coltello che ha puntato contro la cliente, chiesto e ottenuto che gli
venissero consegnati dei soldi, che in parte è poi riuscito a portare
all’esterno dell’__________, dove li ha poi riconsegnati integralmente al
buralista, minacciando i buralisti già solo con la sua presenza a capo coperto
e con il coltello, e rendendoli comunque incapaci di opporre resistenza, visto
il pericolo che incorreva la cliente;
2. presa d'ostaggio
aggravata sub. semplice
per avere, nelle circostanze di cui al punto 1., sequestrato o
rapito una persona o comunque per essersene impadronito per costringere un
terzo a fare, omettere o tollerare un atto, minacciando di uccidere la vittima,
e meglio,
per avere sequestrato o comunque per essersi impadronito della
cliente/vittima ACPR 2 che in quel momento si trovava all’Ufficio postale,
afferrandola da tergo e puntandole un coltello al fianco e poi al collo,
minacciando che l’avrebbe uccisa se i buralisti non gli avessero consegnato i
soldi (da lui quantificati in CHF 5'000.00), costringendo in tal modo i
buralisti a consegnarli effettivamente i soldi;
3. esposizione a pericolo
della vita altrui
per avere nelle circostanze di cui ai punti 1. e 2. messo senza
scrupoli in pericolo imminente la vita altrui, e meglio
per avere appoggiato al collo della vittima un coltello dalla
parte della lama, minacciandola, con l’intento di farsi consegnare dei soldi
dai buralisti;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;
reati previsti: dagli 140 cifra 2 sub. cifra 1, 185 cifra
2, sub. cifra 1 e 129 CPS;
Presenti: - il Procuratore pubblico PP
1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1;
- l’avv. RAAP 1, in
rappresentanza dell’accusatore privato ACPR 2;
- il signor __________, in
rappresentanza dell’accusatore privato ACPR 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 15:45.
Sentiti: - il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre i fatti alla base
dell’atto d’accusa, accertati sulla scorta delle dichiarazioni sostanzialmente
convergenti della vittima e dei due dipendenti della ACPR 1, fatti che non sono
contestati dall’imputato. In merito alla qualifica giuridica, sostiene che i
fatti in oggetto configurano sia il reato di rapina che quello di presa
d’ostaggio, tra i quali in base alla giurisprudenza del TF sussiste concorso.
Anche il reato di esposizione a pericolo della vita altrui è in concreto realizzato,
avendo l’imputato appoggiato il coltello al collo della vittima, zona molto
delicata, e avendo agito senza scrupoli e cioè per farsi consegnare i soldi.
Sottolineando la gravità oggettiva dei reati, il numero di vittime e i motivi
egoistici del suo agire, ritiene che in caso di colpa piena dell’imputato, la
pena adeguata sarebbe stata di 4 anni. Tenuto però conto dell’atteggiamento
processuale, delle scuse e del pentimento espressi (che non appaiono
strumentali), della sua vita non facile, dell’ingente ammontare dei debiti
accumulati dall’imputato sull’arco di molti anni e soprattutto della scemata
imputabilità di grado medio attestata dal perito psichiatrico, chiede la
conferma integrale dell’atto d’accusa e propone la condanna dell’imputato alla
pena detentiva di 28 mesi. Ritenuto che in carcere l’imputato ha iniziato un
percorso terapeutico e che a suo favore è stata istituita una curatela, per cui
la prognosi non può dirsi negativa, non si oppone alla concessione della
sospensione condizionale della pena, rimettendosi al giudizio della Corte in
merito alla quantificazione della parte di pena da espiare. In merito ai
sequestri si rimette a quanto già detto durante l’istruttoria dibattimentale;
- l’avv. RAAP 1,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 2, il quale espone una breve
riflessione di carattere filosofico sul concetto di scemata imputabilità.
Rilevando che il percorso terapeutico ha contribuito a riparare solo in parte
quanto sofferto dalla sua patrocinata, si riconferma integralmente nell’istanza
Fatti
di risarcimento già versata agli atti;
- l’avv. DUF 1, difensore
dell’imputato, il quale rileva che dopo aver lasciato il lavoro ed essere
rimasto senza sostegno per anni, il suo patrocinato ha accumulato moltissimi
debiti nonostante non ami il lusso e non giochi d’azzardo né abbia altri vizi.
In un momento di follia e senza alcuna premeditazione ha quindi commesso i
fatti imputatigli. Facendo riferimento alla dottrina più autorevole, ritiene
che in diritto la fattispecie imputata debba essere qualificata di rapina e che
il reato di presa d’ostaggio sia invece assorbito, trattandosi di un cosiddetto
“Dreieksraub”, nel quale la minaccia nei confronti della terza persona è
tesa unicamente a rendere inoffensivo chi protegge il bottino; infatti, nel caso
concreto non sarebbe stato possibile minacciare in altro modo i buralisti,
protetti da un vetro antiproiettile. Venendo alla colpa del suo assistito,
chiede che venga tenuto conto della scemata imputabilità di grado medio, del
fatto che non ha sicuramente agito per ottenere il lusso, della circostanza che
dopo aver commesso i fatti in oggetto IM 1 è tornato indietro restituendo i
soldi, per cui non vi è stato nemmeno un danno patrimoniale, come pure
dell’attenuante specifica del sincero pentimento, stante la collaborazione
prestata e visto che il suo assistito si è spogliato del poco che gli restava
(la comunione ereditaria). In merito alla prognosi, dopo aver richiamato le
conclusioni del perito psichiatrico rileva che la curatela è già stata istituita
e che il trattamento - che viene auspicato anche dalla Difesa - è già stato
avviato in carcere ed è immediatamente attuabile anche al di fuori del carcere.
In conclusione, non contesta i reati di rapina semplice - mentre che
l’aggravante è contestata - e di esposizione a pericolo della vita altrui,
mentre che postula il proscioglimento del suo assistito dall’imputazione di cui
al punto 2 dell’atto d’accusa, chiedendo che venga condannato alla pena
detentiva di 2 anni, sospesa condizionalmente per 4 anni. In relazione alle
pretese dell’accusatore privato ACPR 2, osserva che beneficiando la stessa del
gratuito patrocinio, le spese legali vengono corrisposte dallo Stato, per cui
le stesse non possono essere chieste anche all’imputato. In merito al torto
morale, rileva che la sofferenza della vittima non è stata sufficientemente
suffragata, per cui non possono essere riconosciuti più di fr. 3'000.--.
Preso atto che le parti non hanno
richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui
sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.: 12, 19, 40, 42,
44, 47, 48a, 49, 51, 63, 69, 93, 129, 185 cifra 2 CP;
82, 135, 138, 422 e segg. CPP e 22
TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
1.1. presa d’ostaggio aggravata
siccome commessa minacciando di uccidere la vittima,
per essersi,
il 17 agosto 2015, a __________, presso l’__________,
impadronito di ACPR 2, minacciando di ucciderla puntandole un coltello al
fianco e poi al collo, costringendo i buralisti a consegnargli i soldi;
1.2. esposizione a pericolo
della vita altrui
per avere,
il 17 agosto 2015, a __________, presso l’__________,
appoggiandole al collo un coltello, messo senza scrupoli in pericolo imminente
la vita di ACPR 2,
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
Considerandi
2.
IM 1 è prosciolto
dall’imputazione di rapina aggravata sub. semplice di cui al punto 1 dell’atto
d’accusa.
3.
Di conseguenza,
avendo agito in stato di scemata imputabilità di grado medio,
IM 1 è condannato alla pena detentiva di 24 (ventiquattro) mesi, da
dedursi il carcere preventivo sofferto.
4.
L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 4
(quattro).
5.
IM 1 è inoltre condannato a
versare all’accusatore privato ACPR 2, rappr. dall’avv. RAAP 1, fr. 3'320.85 a
titolo di risarcimento delle spese legali e fr. 3'000.-- a titolo di
indennità per torto morale; l’importo di fr. 3'320.85 è devoluto allo
Stato del Cantone Ticino fino a concorrenza delle spese per il gratuito
patrocinio (art. 138 cpv. 2 CPP).
6.
Nei confronti del
condannato è ordinata l’assistenza riabilitativa ex artt. 44 cpv. 2 e 93 CP.
7.
Nei confronti del
condannato è ordinato il trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP.
8.
È ordinato il dissequestro
degli oggetti in sequestro, ad eccezione del coltello (n. rep. 42187), che
viene confiscato.
9.
La tassa di giustizia di
fr. 1'000.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.
10.
Le spese per la difesa
d’ufficio di IM 1 sono sostenute dallo Stato.
10.1
La nota professionale 22
dicembre 2015 dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 5'745.00
spese fr. 417.40
IVA (8%) fr. 493.00
totale fr. 6'655.40
10.2
Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 6'655.40 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
11.
Le spese per il gratuito
patrocinio dell’accusatore privato ACPR 2 sono sostenute dallo Stato.
11.1
La nota professionale 21 dicembre
2015.
dell’avv. RAAP 1 è approvata per:
onorario fr. 1'965.00
spese fr. 302.00
IVA (8%) fr. 181.35
totale fr. 2'448.35
di cui fr. 777.60 già corrisposti all’avv. RAAP 1 dallo Stato
giusta la LAVI.
11.2
Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 2'448.35 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 138 cpv. 1 e 135 cpv. 4
CPP).
12.
Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello
va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per iscritto
oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della
sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di
revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Ufficio assistenza
riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano
Per la Corte delle assise
criminali
La Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 880.--
Perizia fr. 7'200.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 150.40
fr. 9'230.40
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