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Decisione

72.2015.38

Complicità in tentato assassinio (subordinatamente favoreggiamento); favoreggiamento; appropriazione indebita (subordinatamente appropriazione semplice);

17 giugno 2015Italiano194 min

Source ti.ch

Fatti

"

La sera tra l’8 ed il 9 marzo 2012, lei dove si trovava?

Io ero a casa. Quel giorno non mi ricordo cosa ho fatto, sono

passati quasi 4 anni. So che io ho accompagnato mio fratello per incontrarsi

con __________ all’Osteria. Avrebbero dovuto andare all’incontro con ACPR 1.

C’era anche __________.

ADR che non so dire perché erano in tre, dovevano andare

loro. Mio fratello accompagnava __________, __________ non so perché sia

andato. Io non sono andato con loro semplicemente perché non doveva succedere

niente. Si trattava solo di andare a prendere dei soldi, andavano loro, io non

mi immischiavo nelle loro cose. __________ era amico di __________ e di mio

fratello, li ha accompagnati.

ADR che dopo aver accompagnato __________ io sono andato a

casa. Mi pare di ricordare che __________ aveva una Fiat, __________ invece

aveva una macchina con le targhe inglesi.

Chi guidava la Citroen che poi è stata ritrovata a __________?

Era di __________, era la macchina che aveva noleggiato. Dunque

non aveva una Fiat come ho appena detto sopra, ma una Citroen.

ADR che non mi pare fossero andati via con due macchine, io

comunque me ne sono andato prima, non so dire.

Lei aveva a sua disposizione una Nissan Micra, è corretto?

Sì, preciso a domanda che avevo prima una BMW, poi l’ho portata

dal garage e ho preso una vettura di cortesia, una Golf, con cui ho fatto

l’incidente a febbraio 2012. In seguito, ho preso la Nissan a noleggio.

Confermo che la Nissan non è stata noleggiata a mio nome.

Difatti risulta noleggiata a tale sig. __________, dalla

carrozzeria __________. Come pagava le auto a noleggio?

Erano auto che costavano poco, mi costava meno questa che cambiare

auto.

Una volta tornato a casa quella sera, cosa faceva? Era in

compagnia?

Io non ho mai avuto nessuna ragazza in Svizzera. Sono andato a

casa invece che stare al bar perché venivo via dal lavoro, con me c’erano anche

altri ragazzi rumeni che erano appena tornati dal lavoro.

ADR che ad un certo punto ho preso la macchina per andare a

prendere la __________. Se ricordo bene, __________ mi aveva chiesto di andarla

a prendere qualora lui fosse tornato tardi.

__________ dichiara di aver cercato, prima ancora dei fatti, di

contattare __________ per mandare qualcuno a prenderla essendo che lui non

poteva. Afferma di aver dunque chiamato lei per andarla a prendere.

Sì, però mi pare che già mi aveva avvisato prima che, se avesse

fatto tardi, io avrei dovuto andarla a prendere.

__________ nel frattempo aveva finito di lavorare in un locale

e si era spostata in un altro. È corretto?

Sì è vero. Io sono andato a __________ e quando sono arrivato non

riuscivo a trovare il locale, essendo che non conoscevo la zona. Sapevo solo

dove si trovavano alcuni night club nel __________, al __________ di __________

non ero mai stato.

ADR che dunque non ho incontrato __________, lei era già

tornata indietro in taxi.

ADR che poi mi sono sentito con __________ al telefono

qualche volta per trovare il posto, finché lui mi ha informato che __________

era andata al __________, per poi lasciare anche questo locale e tornare a casa

in taxi.

Nel frattempo, mentre lei era a __________, riceveva altre

telefonate?

No, solo __________. A domanda dico che poteva essere circa

mezzanotte.

ADR che in seguito sono rientrato a __________. Non ho

ricevuto altre telefonate. Confermo che a __________ mi sono recato con la

Nissan Micra. Mentre stavo andando verso casa ricevevo una chiamata da __________

il quale mi diceva di andare subito da __________, prendere la sua macchina e

andarli a prendere che “era successo un casino”. Il cambio di macchina era

necessario perché la Nissan aveva problemi con il cambio.

ADR che avrei dovuto andare con l’auto di __________ a __________.

Non ci sono andato con la Nissan perché come ho già detto vi erano problemi al

cambio con quell’auto e avevamo bisogno di una macchina affidabile.

Il Presidente descrive i fatti avvenuti nel frattempo a __________,

dove ACPR 1, in compagnia di una donna in automobile, veniva speronato da

un’altra auto sulla quale viaggiavano __________, ACPR 1 e __________. ACPR 1

veniva poi accoltellato per mano di __________, scampando alla morte per pura

fortuna essendo che l’azione veniva interrotta dalla presenza di passanti.

Per quale ragione lei si è fatto prestare l’auto da __________?

Era un’auto grande, __________ mi aveva detto di andare a

prenderla perché era successo un casino.

ADR che quando mi ha detto che era successo un casino ho

pensato che qualcosa fosse andato storto. Ho pensato che si fossero picchiati

di nuovo. Sono corso da __________ e gli ho detto che c’erano stati dei

problemi e che mi serviva la sua auto.

__________ come reagiva alla sua richiesta?

Non era contento. Confermo che anche lui aveva capito che era

successo qualcosa di grave visto il mio tono.

Una volta presa l’auto di __________, lei si recava a __________.

Sì, mi indirizzava __________ al telefono essendo che io non

conoscevo i posti. Sono passato da __________. Una volta giunto sul posto

aspettavo la chiamata di __________. Quando sono arrivati e sono saliti in

macchina, ho notato __________ che aveva del sangue sulla fronte, ho

intravvisto una ferita. Gli altri due stavano bene.

ADR che non li ho portati all’ospedale perché era solo un

taglio piccolo, poi __________ voleva andare a __________.

Cosa le hanno detto una volta in macchina?

Parlavano tra di loro, mio fratello rimproverava __________ per

quanto aveva fatto e questi si difendeva dicendo che aveva iniziato ACPR 1. A

domanda ammetto che ho capito che ACPR 1 era stato accoltellato da __________.

A domanda il PP precisa di aver ricevuto un contatto da parte

di __________ il quale era intenzionato a costituirsi, per poi cambiare idea

una volta informato della possibile pena detentiva da scontare. __________

invece è stato ritracciato ma non ancora arrestato.

__________ ha modificato più volte la sua versione, prima ha

dichiarato di aver raggiunto __________ in taxi, in seguito ha affermato di

aver viaggiato sul Peugeot come da lei descritto, per infine tornare sulla sua

prima versione del taxi nel corso dell’interrogatorio di confronto.

__________ è stato il primo a lasciare la Svizzera dopo i fatti

di __________. Con quale auto __________ partiva per l’estero?

Con la Nissan che era in mio uso. L’ha presa senza chiedere, non

potevo dire niente visto quello che era successo. Anche se avessi cercato di

dire qualcosa non sarebbe servito a niente.

__________ aiutava poi suo fratello __________ a scappare. __________

invece come lasciava la Svizzera?

Non lo so.

Per finire, lei lasciava il Ticino portando con sé la compagna

di suo fratello. Come nasceva l’idea di andare via?

Erano andati via tutti, anche se non avevo preso parte

all’aggressione avevo paura che i __________ scoprissero dove risiedevo e si

vendicassero, essendo io il fratello di __________. Inoltre ero con la compagna

di mio fratello. La Nissan l’aveva presa __________, dunque chiedevo un’auto a __________.

__________ afferma di essersi accordato con lei per far

“sparire” il suo veicolo Peugeot, per poi denunciarne il furto

all’assicurazione. Lei avrebbe dovuto prendere l’auto e scappare in Romania,

per poi spedire indietro la chiave cosicché __________ avrebbe potuto

denunciarne il furto. Lei nega questa circostanza?

Io non so niente di questa storia, se lui si è accordato così

magari è stato con __________. Io mi trovavo alla guida della macchina di __________

e non sapevo assolutamente che lui aveva intenzione di farla sparire in questo

modo. Ci eravamo messi d’accordo che poi __________ sarebbe tornato in Romania

a riprendersela. Una volta giunto in Romania ho ricevuto una telefonata da __________

che mi diceva di dargli la vettura di __________, e così ho fatto, la consegna

è avvenuta a __________.

ADR che la macchina avrebbe dovuto essere restituita al

proprietario. Io avevo avvisato __________ che l’avrei data a __________, lui

stesso mi aveva detto di darla a __________ che poi se la sarebbero vista tra

di loro. Anche perché, prima di partire per la Romania, __________ non voleva

darmi proprio la sua auto, tant’è che aveva cercato altre vetture senza

trovarne alcuna. Ha dunque deciso di darmi la sua all’ultima ora, su pressione

anche di mio fratello che voleva che io me ne andassi da lì.

Il Presidente rileva che __________ non ha mai dichiarato di

aver acconsentito alla consegna della vettura a __________.

ADR che io in ogni caso non avrei potuto dire di no a __________.

Quando l’ho sentito in Romania mi trovavo con mia figlia, e mi ha pure lasciato

a piedi.

A domanda del Presidente, il PP precisa che la vettura Peugeot

3008 è finita in Francia e ha attualmente un legittimo proprietario, un terzo

in buona fede.

Tra la sua partenza dalla Svizzera ed il giorno del suo arresto

in Inghilterra, cosa ha fatto?

Giunto in Romania sono stato un paio di mesi a casa di mia madre,

per poi partire per il Portogallo dove ho lavorato in nero in un cantiere.

Guadagnavo abbastanza bene, di sicuro meglio che in Romania. In Portogallo sono

stato penso più di un anno. In seguito sono stato in Irlanda, un paio di

settimane. Parlo poco l’inglese, lo capisco ma lo parlo poco, stesso discorso

per lo spagnolo, nel senso che quando ero in Portogallo, sapendo un po’ di spagnolo,

mi arrangiavo anche con il portoghese. In Irlanda sono andato per motivi

personali, non ho comunque lavorato. Avevo qualche risparmio in tasca, sono

rimasto circa 3 settimane. Poi sono andato in Inghilterra.(…)

Tornando all’atto d’accusa, lei ha compreso di cosa è imputato?

Sì, sono imputato in complicità in tentato assassinio. Sarei

complice perché ho preso mio fratello e l’ho fatto scappare.

Il Presidente precisa che questa è l’accusa di favoreggiamento.

Lei è accusato di complicità in assassinio poiché, a mente del Procuratore

pubblico, lei sarebbe stato a disposizione di __________, __________ e __________,

prima e dopo l’assassinio, per intervenire in caso di necessità a loro

richiesta.

Io posso giurare che non ho saputo nemmeno per un secondo che loro

avrebbero fatto una cosa del genere.

ADR che inizialmente ho mentito al procuratore perché non

volevo incolpare mio fratello. Inoltre, avevo paura per la macchina essendo che

vi è di mezzo sempre __________, che reputo una persona pericolosa.”

(verbale d’interrogatorio dibattimentale 16.06.2015).

5. IN

DIRITTO

5.1. Complicità in assassinio

sub. favoreggiamento

Giusta l’art. 111 CP, chiunque intenzionalmente uccide una persona

è punito con una pena detentiva non inferiore a 5 anni. E’, invece, applicabile

l’art. 112 CP - che prevede una pena detentiva non inferiore a dieci anni

-quando il colpevole ha agito con particolare mancanza di scrupoli,

segnatamente con movente, scopo o modalità particolarmente perversi.

Dunque, quanto distingue l’assassinio (art. 112 CP)

dall’omicidio (art. 111 CP) è la particolare mancanza di scrupoli correlata

alla speciale odiosità del movente, del fine, del modo di agire o di altre

circostanze specifiche (fanatismo, terrorismo).

L'assassinio è, in sintesi, un caso aggravato di omicidio

intenzionale che si contraddistingue per il carattere particolarmente

reprensibile dell’atto (FF 1985 II 912 seg.; DTF 127 IV 10 consid. 1a pag. 13;

Corboz, Les infractions en droit suisse, Basilea 2002, vol.I, n. 3-23 ad art.

112 CP). Come sottolineato dallo stesso legislatore, con il conforto della

dottrina e della giurisprudenza, l’autore cui si riferisce la norma penale è

una persona senza scrupoli, che agisce a sangue freddo, di un egoismo primitivo

e crasso, priva di sentimenti sociali, che non tiene dunque in nessun conto la

vita altrui pur di realizzare il proprio interesse (FF 1985 II 913 con

riferimento a Der juristische und der psychiatrische Massstab bei der

Beurteilung der Tötungsdelikte, RPS 67/1952 pag. 322 e segg.). Queste

caratteristiche - accertate secondo criteri morali oggettivi - devono apparire

come un carattere costante della personalità (DTF 127 IV 10 consid. 1a, 115 IV

8 consid. 1b).

Per caratterizzare “la particolare mancanza di scrupoli” -

che è una circostanza personale speciale a norma dell'art. 27 CP (art. 26 vCP;

DTF 120 IV 275 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 6S.9/2007 del 17

maggio 2007, consid. 4.5) - l’art. 112 CP evoca (a titolo di esempio) il

movente, lo scopo o le modalità particolarmente perversi (Stratenwerth/Jenny, Schweizerisches Strafrecht,

Besonderer Teil I, Straftaten gegen Individualinteressen, 6ª edizione, Berna

2003, pag. 27 n. 19).

Il movente è particolarmente odioso, tra l'altro, quando l'autore

uccide contro remunerazione o per derubare la vittima (DTF 118 IV 122 consid.

1b, 115 IV 187 consid. 2 e 3), per vendetta senza un motivo serio (DTF 106 IV

347) oppure quando l’autore uccide senza ragione o per una sciocchezza (Corboz,

op. cit., n. 8, ad art. 112 CP; DTF non pubblicata del 3.12.2009 [6B.943/2009],

consid. 3.3.; DTF non pubblicata del 2.6.2006 [6S.145/2006], consid. 2.2.; DTF

non pubblicata del 15.2.2006 [6P.152/2005], consid. 7.2). Lo scopo è

particolarmente odioso, tra l'altro, quando l'agente vuole eliminare un

testimone sgradito o una persona che cerca di impedire la commissione del

reato, insomma quando l’autore agisce per commettere, coprire o facilitare un

altro reato (Schubarth,Kommentar, ad art. 112, n. 23, 25, 27 e 28). Parimenti,

lo scopo è particolarmente odioso quando l’autore agisce per evitarsi disagi o

inconvenienti, ad esempio uccidendo la donna resa incinta o la moglie perché le

preferisce un’altra donna (DTF 101 IV 278; 77 IV 64; 70 IV 8).

Il modo di agire è specialmente odioso, tra l'altro, quando

l'agente dimostri crudeltà o sadismo (v. anche Corboz, op. cit., n. 13-17 ad

art. 112 CP; Disch, L'homicide intentionnel, tesi, Losanna 1999, pag. 313 a

322; sentenza del Tribunale federale 6S.400/2001 del 10 gennaio 2002, consid.

8b). Va, qui annotato che per Stratenwerth, quanto più vi è sproporzione tra lo

scopo perseguito e la distruzione della vita umana, tanto più ci si avvicina

alla fattispecie dell’assassinio (Strafrecht, BT I., § 1 n. 20 pag. 28).

Gli antecedenti e il comportamento dell’autore dopo l’atto sono

ugualmente da prendere in considerazione se direttamente connessi all’atto,

nella misura in cui forniscono un quadro della personalità dell'autore (DTF 127

IV 10 consid. 1a; 117 IV 369 consid. 17 sentenza del Tribunale federale

6P.252/2006 del 1. febbraio 2007, consid. 9.1).

La premeditazione non è un presupposto necessario del reato di cui

all'art. 112 CP (Disch, op. cit., pag. 292 e rinvii) che non esige nemmeno che

l'agente abbia provato piacere nel fare soffrire la sua vittima o

nell'ucciderla così come non richiede un'assenza di legami tra di loro o che

l'agente abbia agito a sangue freddo.

Come detto, quanto distingue l'assassinio (art. 112 CP)

dall'omicidio (art. 111 CP) è la particolare mancanza di scrupoli

rivelata dalla speciale odiosità del movente, del fine, del modo d'agire o di

altre circostanze specifiche (fanatismo, terrorismo). La legge non prevede una

casistica enumerativa: si potrà anche affermare che una morte per

strangolamento indizia un assassinio e che la mancanza di premeditazione indizia

un omicidio, ma si tratta pur sempre di indizi (cfr. STF 15.1.2001 6P.96/2001 e

6S.413/2001 e STF 16.2.2006 6S.435/2005 - entrambi casi di strangolamento -

ritenuto il primo omicidio e il secondo assassinio).

Ai fini del giudizio, occorre valutare il comportamento

dell'autore nel suo insieme. Un omicidio intenzionale è già di per sé un

reato gravissimo: la colpa dell'assassino deve distinguersi dunque in modo

netto da quella dell'omicida (Corboz, op. cit., n. 3 segg. ad art. 112 CP con

numerosi riferimenti; Schwarzenegger in: Basler Kommentar, StGB I, edizione

2007, n. 7 segg. ad art. 112 con rinvii). Nella valutazione di questa

questione, considerazioni di sdegno emotivo poco sussidiano: chi uccide un

padre di famiglia senza pensare alle conseguenze indirette del crimine, ad

esempio, non commette per ciò solo un assassinio (DTF 118 IV 122 consid. 3b

127).

Secondo costante giurisprudenza, il movente non presenta

particolare perversità quando non denota, di per sé, un egoismo assoluto, nella

misura in cui l’autore abbia agito sotto l’influsso di un’emozione che le

circostanze concrete rendono, in applicazione di quei valori morali

generalmente riconosciuti dalla società civile chiamata a giudicare del gesto,

umanamente comprensibile secondo una valutazione oggettiva. E’,segnatamente, il

caso quando l’autore agisce in una oggettivamente grave situazione di conflitto

oppure sulla spinta di una sofferenza fondata seriamente su motivi

oggettivamente imputabili alla vittima stessa (DTF 104 IV 150, consid. 2; 106

IV 342, consid, 4; 118 IV 122; 127 IV 10; ; DTF non pubblicata del 9.12.2008

[6B_740/2008], consid. 3 e 3.1.; DTF non pubblicata del 10.11.2006

[6P.140/2006, consid. 11.2.], consid. 3 e 3.1.; DTF non pubblicata del 2.5.2006

[6P.41/2006], consid. 7.2.3.; DTF non pubblicata del 6.4.2006 [6P.49/2006],

consid. 5.2.; DTF non pubblicata del 16.2.2005 [6S.424/2004], consid. 1.3.1.;

DTF non pubblicata del 22.11.2004 [6S.359/2004], consid. 2.1. e 2.2.; DTF non

pubblicata del 1.4.2004 [6S.10/2004], consid. 5.2.; Corboz, op. cit., n. 4, 8 e

23, ad art. 112 CP; C. Schwarzenegger, BKII, 2° Auflage, n. 7 e 15a, ad art.

112; S. Disch, L’homicide intentionnel, 1999, pag. 316, capitolo 6.3.1.2.1.;

Graven, Meurtre par passion, RPS 1960, pag. 134; Donatsch, III, 9°ed, pag. 11).

La valutazione del carattere più o meno perverso del movente non

può, per contro, poggiare su considerazioni di natura soggettiva. In effetti,

se è ben vero che, in conformità ai principi generali del diritto penale, il

dolo deve portare su tutti gli elementi oggettivi costitutivi del reato, è

anche vero che quando la normativa legale prevede delle circostanze personali

particolari, l’autore può realizzarle senza esserne consapevole. La particolare

mancanza di scrupoli è un criterio soggettivo di qualifica del reato di

assassinio, ma alcuni degli indizi scelti dal legislatore per evidenziare

questa circostanza personale sono di natura oggettiva (Disch, op. cit. pag.

323, capitolo 6.3.1.3).

In questo senso, è ammissibile l’errore sui fatti, con conseguente

valutazione a favore dell’imputato, quando l’errore porti su circostanze

oggettive idonee a configurare una particolare mancanza di scrupoli, ad esempio

la sofferenza imposta alla vittima o il pericolo creato per altre persone.

Non è, per contro, ammissibile un errore sui fatti sulla

realizzazione di una condizione soggettiva idonea a configurare una particolare

mancanza di scrupoli. In altri termini, e per quanto qui di interesse, poco

importa, che l’autore, in presenza di un movente particolarmente odioso o

futile, giudichi onorevole o giustificato il suo agire, senza percepirne la

perversità ai sensi dell’art. 112 CP (Disch, op. cit. pag. 323, capitolo

6.3.1.3). Questa - come detto - va valutata dal giudice secondo criteri

oggettivi, moralmente e comunemente riconosciuti (cfr. anche STF non pubblicata

del 3.12.2009 [6B.719/2009], consid. 2.3.; STF non pubblicata del 20.10.2004

[6S.357/2004], consid. 2.2.).

Per giudicare della particolare mancanza di scrupoli non vanno,

neppure, considerati il carattere dell’autore, le sue particolari emozioni, la

sua capacità di valutare il carattere illecito del suo agire e di agire secondo

tale valutazione tanto che la sussistenza di una particolare mancanza di

scrupoli non è incompatibile né con una scemata imputabilità né con una

deficienza caratteriale né con una non scusabile violenta commozione

(Schwarzenegger, BKII, 2. ed., n. 24, ad art. 112; Corboz, op. cit., n. 22, ad

art. 112 CP e riferimenti; Trechsel, Kurzkommentar, ad art. 112, n. 25). Questi

aspetti non hanno alcuna influenza sulla qualifica del reato ma vanno

considerati nella determinazione della pena (Schwarzenegger, BKII, 2. ed., n.

25, ad art. 112).

__________ è stato riconosciuto colpevole di tentato assassinio ai

danni di ACPR 1 con sentenza 14 giugno 2013 della Corte delle assise criminali.

In sunto, ACPR 1 era intento a viaggiare in auto in compagnia di una donna, __________,

in direzione __________. I due furono inseguiti e, giunti in territorio di __________,

intenzionalmente buttati fuori strada dalla Citroen guidata da __________, a

bordo della quale vi erano pure __________ e __________. La vettura guidata dal

ACPR 1 finiva la sua corsa contro una pianta. Immediatamente sceso dalla

vettura, __________ lo affrontava infrangendo, con la mazza da golf, il vetro

dell’auto. Della donna i tre si disinteressavano, l’obiettivo essendo infatti

il ACPR 1, che andava punito per quello che era stato fatto al __________

alcuni giorni prima al __________. L’azione fu interrotta dal fatto che

verosimilmente __________ si accorse dell’arrivo della polizia e invitò i due

amici a scappare, mentre __________ stava infliggendo alcune coltellate a ACPR

1 nella zona delle gambe.

L’ipotesi a carico di IM 1 è quella di essere stato complice di __________

in detta fattispecie. In merito al grado di partecipazione, in regola generale,

colui che aiuta l’autore principale nella commissione di un reato, viene

condannato per complicità nel reato di cui l’autore principale è

riconosciuto autore colpevole. Ai sensi dell’art. 25 CP, è complice colui che

aiuta intenzionalmente altri a commettere un crimine o un delitto.

Dal profilo oggettivo, la complicità è una forma di partecipazione accessoria

al reato e presuppone che il complice apporti all’autore principale un

contributo causale alla realizzazione dell’infrazione, in modo tale che gli

eventi non si sarebbero realizzati nello stesso modo senza l’atto di

favoreggiamento, ritenuto che non è necessario che l’assistenza del complice

sia una conditio sine qua non della realizzazione del reato, ma che è

sufficiente che essa l’abbia favorita. L’assistenza prestata può essere

materiale, intellettuale o consistere in una semplice astensione o omissione in

presenza di una posizione di garante (DTF 132 IV 49 consid. 1.1, 121 IV 109

consid. 3a, 120 IV 265 consid. 2c/aa, 119 IV 289 consid. 2c/aa; 118 IV 309

consid. 1a; STF 6S.307/2003 del 9 ottobre 2003 consid. 3.1).

Soggettivamente, il complice deve avere agito intenzionalmente o per dolo

eventuale (su questa nozione cfr. DTF 133 IV 19 consid. 4.1). È necessario che

il complice sappia o si renda conto di contribuire ad un determinato atto

delittuoso e che egli lo voglia e lo accetti. A questo proposito, è sufficiente

che egli conosca i tratti principali dell’attività delittuosa dell’autore (DTF

132 IV 49 consid. 1.1; DTF 121 IV 109 consid. 3a). La volontà del complice non

è direttamente proiettata verso la commissione del reato, ma si esaurisce

nell'assecondare la volontà dell'autore principale (Sentenza CARP 17.2013.71

del 29 ottobre 2013 consid. 4; Rep. 1986, 322, consid. 3.1).

Per quanto concerne la subordinata per titolo di favoreggiamento,

giusta l’art. 305 cpv. 1 CP - che protegge l’amministrazione della giustizia

penale - chiunque sottrae una persona ad atti di procedimento penale o all’esecuzione

di una pena o di una delle misure previste negli art. 59-61, 63 e 64 CP, è

punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria. La

nozione di “sottrazione ad atti di procedimento penale” presuppone che

l’autore abbia impedito almeno per un certo periodo di tempo un’azione

dell’autorità nel corso di un procedimento penale: l’art. 305 CP è, infatti, un

reato di evento e non di sola messa in pericolo (DTF 117 IV 467 consid. 3; STF

6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; Delnon/Rüdy, Basler Kommentar, StGB

II, Basilea 2007, ad art. 305, n. 22, pag. 2181; Cassani, Commentaire du droit

pénal suisse, Code pénal suisse, Partie spéciale, Vol. 9: Crimes ou délits

contre l'administration de la justice, Berna 1996, ad art. 305, n. 10, pag.

39-40; Corboz, Les infractions en droit suisse, Vol.II, Berna 2010, ad art.

305, n. 26, pag. 606).

Tale impedimento si realizza, ad esempio, quando una misura

coercitiva del diritto processuale quale l’arresto è ritardata per colpa

dell’azione dell’autore (DTF 106 IV 189 consid. 2c; 104 IV 186 consid. 1b; 103

IV 98 consid. 1; STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1). Entrano, poi,

in considerazione, fra gli altri, la dissimulazione di mezzi di prova, la

modifica della situazione di fatto o una descrizione inveritiera di tale

situazione, il nascondere o il trasportare in altro luogo o il sostenere

finanziariamente la persona ricercata e latitante (DTF 129 IV 138 consid. 2.1;

STF 6B_621/2010 del 20 maggio 2011 consid. 5.1;6B_471/2009 del 24 luglio 2009

consid. 2.1;6B_334/2007 dell’11 ottobre 2007 consid. 8.1; Cassani, op. cit.,

ad art. 305, n. 15, pag. 42; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch,

Praxiskommentar, Zurigo/S.Gallo 2008, ad art. 305, n. 7-9, pag. 1246-1247;

Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 28, pag. 607).

Perché l’art. 305 CP possa trovare applicazione deve essere

dimostrato che l’autore del reato (o il sospetto autore) è stato sottratto per

un certo lasso di tempo all’azione della polizia a seguito del comportamento

del favoreggiatore (DTF 129 IV 138 consid. 2.1; 117 IV 467 consid. 3; STF

6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1; Corboz, op. cit., ad art. 305, n.

26, pag. 606; Cassani, op. cit., ad art. 305, n. 13-14, pag. 41-42).

E’,infatti, necessario che il favoreggiatore con il suo comportamento causi - anche

solo temporaneamente - un aggravio delle indagini o del perseguimento della

persona sospettata (Donatsch/Wohlers, Strafrecht IV, Delikte gegen die

Allgemeinheit, Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, § 98, pag. 382). Un semplice atto

di assistenza che turba il procedimento solo in modo passeggero o in maniera insignificante

non è, dunque, sufficiente (STF 6B_471/2009 del 24 luglio 2009 consid. 2.1).

Non importa, infine, se al momento del favoreggiamento non era

ancora stata avviata una procedura penale o che nessun procedimento venga mai

aperto (Corboz, op. cit., ad art. 305, n. 16, pag. 604 e rinvii; Cassani, op.

cit., ad art. 305, n. 10, pag. 39-40; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre

2005 consid. 5a; sentenza CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010 consid. 2.3).

Generalmente il favoreggiamento presuppone un’azione (DTF 117 IV

471 consid. 3; 40; CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a). Il reato

può essere commesso anche per omissione, tuttavia è necessario che l’autore abbia

un obbligo di agire in virtù della sua posizione di garante. Ciò è il caso

quando la persona ha un dovere di protezione o di sorveglianza (DTF 123 IV 72

consid. 2; 40; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a).

L’infrazione richiede l’intenzione; il dolo eventuale è però

sufficiente (DTF 103 IV 98 consid. 2; 99 IV 278 consid. II.4; Corboz, op. cit.,

ad art. 305, n. 40, pag. 610; Stratenwerth/Bommer, Schweizerisches Strafrecht,

Besonderer Teil II, Straftaten gegen Gemeininteressen, Berna 2008, § 55, n. 15,

pag. 396; sentenza CCRP 17.2003.49 del 15 dicembre 2005 consid. 5a).

5.2. Appropriazione semplice

Il PP avendo abbandonato l’ipotesi di reato per titolo di

appropriazione indebita, non resta che esaminare i presupposti della subordinata

appropriazione semplice. Giusta l’art. 137 CP, chiunque, per procacciare a sé o

ad altri un indebito profitto, si appropria una cosa mobile altrui, è punito

con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria, in quanto non

ricorrano le condizioni degli articoli 138 -140. Se il colpevole ha trovato la

cosa o ne è entrato in possesso in modo indipendente dalla sua volontà, se egli

ha agito senza fine di lucro o se il reato è stato commesso a danno di un

congiunto o di un membro della comunione domestica, è punito soltanto a querela

di parte. Si tratta di un reato sussidiario rispetto agli altri delitti contro

il patrimonio.

6. CONVINCIMENTO DELLA

CORTE

La vicenda, va detto innanzitutto, si inserisce in

un contesto assai preoccupante, di lotta per la gestione del mercato del

meretricio e della sorveglianza dei locali notturni, il tutto sfociato nei

fatti di __________ da cui sono poi opportunamente partite le inchieste domino.

Si tratta di una lotta tra bande di veri criminali, che girano con mazze da

baseball, armi e coltelli nelle auto.

In questo contesto si inseriscono i fatti del __________:

per quale motivo le due fazioni si siano date appuntamento, non è dato

precisamente di sapere; certo è che, per quanto qui di rilievo, entrambe si sono

presentate armate di coltelli e bastoni e la peggio l’ha avuta il fratello di IM

1, __________. IM 1 a quegli scontri non ha partecipato.

Chi le ha prese – tra queste bande rivali non si va

in Polizia come farebbero le persone civili e i cittadini normali – deve lavare

l’onta allo stesso modo, perché così si fa in quegli ambienti criminogeni.

La Corte è bene in chiaro che per stabilire se vi

sia stata complicità oppure favoreggiamento, occorre stabilire se l’imputato ha

avuto un ruolo prima della commissione del reato – in tal caso è complice – o

solo dopo, con il che sarebbe autore di favoreggiamento. Nei giorni successivi,

certo è che tra le parti rivali vi sono stati dei contatti. In particolare tra __________

e ACPR 1, che peraltro già si conoscevano proprio nell’ambito della gestione

del meretricio, e non è dato nemmeno di sapere se, per finire, __________

avesse del tutto accettato che la ragazza __________ fosse passata dalla sua

orbita a quella del ACPR 1. Ma tant’è.

La sera dei fatti, certo è che __________, __________

e __________ uscirono per la resa dei conti. Quale fosse questa resa dei conti,

se semplicemente con il pagamento di una somma di denaro, oppure per

organizzare sin da subito l’imboscata nei confronti di ACPR 1, non è dato

certamente di sapere. Resta che nell’auto ci salirono con bastoni e coltelli.

Che l’imputato fosse perfettamente al corrente di tutto questo, è

incontestabile, poiché, come riferito da __________, egli ha preso parte a

varie riunioni dove si discuteva dei fatti del __________, delle spese mediche

per guarire il fratello __________, e di come, per finire, pareggiare i conti.

I riscontri oggettivi ci dicono che tra IM 1 e __________

quella sera vi sono stati diversi contatti telefonici. IM 1 e __________ hanno

spiegato che questi contatti telefonici erano dovuti al fatto che, prima ancora

dell’aggressione a ACPR 1, doveva essere fatta rincasare la __________,

prostituta nell’orbita di __________, da __________ alla sua abitazione, e che,

avendo cambiato locale, l’imputato non riusciva a trovarla. A mente dell’accusa

invece, questi spostamenti nella zona del __________ sarebbero dovuti alla

necessità di fungere da sentinella per avvertire __________ dei movimenti del ACPR

1, i cui famigliari abitano a __________. Tale ipotesi, senz’altro suggestiva,

che pone peraltro dei problemi dal punto di vista del principio accusatorio,

poiché non contemplata nell’atto d’accusa, non può comunque essere affermata

con certezza. L’unico dato certo in questa fase è che la ragazza era a __________,

e che per finire è rientrata in taxi. È vero che quando è stata interrogata

dalla Polizia non ha fatto cenno alla circostanza che __________ avrebbe dovuto

andare a prenderla, rispettivamente che stesse organizzando il suo rientro

tramite IM 1, ma è altrettanto vero che questa circostanza non le è stata

sottoposta durante l’interrogatorio, essendosi ella limitata a riferire dove

era stata e come è rientrata.

Altro dato certo è che i contatti telefonici tra IM

1 e il fratello __________ avvennero, quella sera, dopo l’aggressione a ACPR 1.

È altrettanto vero che da questo momento l’imputato sapeva, almeno per grandi

linee, cosa era successo.

Da tutto questo si evince che non vi sono prove

sufficienti per affermare con certezza che IM 1 abbia commesso degli atti di

complicità in riferimento al tentato assassinio perpetrato dai tre ai danni di ACPR

1. A dire il vero non è emerso nemmeno che vi fosse un piano ben determinato

già al momento in cui i tre sono usciti di casa. D’altra parte, se IM 1 doveva avere

il ruolo di colui che doveva essere pronto ad intervenire in caso di bisogno,

fornendo un sostegno psicologico in tal senso agli autori materiali ancor prima

che iniziassero la commissione del reato, mal si comprende perché non lo fosse

già con la vettura appropriata e dovesse ancora andare ad insistere, in maniera

robusta, nei confronti di __________, per farsi dare la vettura, con il rischio

che questi non gliela desse, se non addirittura di non trovarlo in casa.

D’altra parte nemmeno si sa se soggettivamente l’imputato fosse al corrente sin

da subito che i tre avrebbero fatto quello che hanno poi fatto realmente. Si

ripete: che i tre avessero un piano ben organizzato già dal momento in cui sono

partiti, non è un dato certo.

Visto tutto quanto sopra, la Corte ha quindi

ritenuto il reato di favoreggiamento, ripetuto, nella misura in cui IM 1 ha, in

seguito, sottratto alla giustizia il __________, lasciandogli prendere la

vettura che era nella sua disponibilità e permettendogli la fuga verso l’estero.

Per quel che concerne l’appropriazione, la Corte ha

ammesso il ragionamento del Procuratore pubblico: in due parole, IM 1 doveva

restituire la vettura a __________, e invece l’ha data a __________, senza

accertarsi se __________ avesse l’autorizzazione di __________ a prenderla in

consegna. __________, risultato sostanzialmente credibile, ha del resto

riferito che la sua intenzione era quella di poi farla risultare rubata in

Svizzera, affermazioni che sono credibili già solo perché, chi le ha fatte, si

è esposto ad un procedimento penale.

7. COMMISURAZIONE

DELLA PENA

Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa

dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali

dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2

dello stesso disposto precisa che la colpa è determinata secondo il grado di

lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la

reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto

conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore

aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP

stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della

colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica

la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da

considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate

all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal

profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene

giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),

elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto

designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di

esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive

Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai

motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che

l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la

libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità

nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.

2a; STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione

alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e

meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio

situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da

giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del

21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del

codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile,

FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve

indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei

limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato

dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV

55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena

ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua

vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della

situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione

professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto

e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà

sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF

6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF

6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere

sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà

presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21

settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice

penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,

pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 del

14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).

La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di

pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV

73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale

permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in

ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008,6B_81/2008,

6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo

2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2

e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,

Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto nella

fattispecie dei reati di favoreggiamento, una colpa grave. Grave perché il

reato a monte è oggettivamente estremamente grave, l’assassinio essendo uno dei

reati più gravemente puniti dal nostro codice. Di gravità altrettanto rilevante

vi è l’intervento come tale di IM 1: muscoloso, già quando si è fatto dare

l’auto da __________, cosciente che era successo qualcosa di grave e

altrettanto cosciente del fatto che questo “qualcosa di grave” era legato alla

disputa con i __________ per quello che era successo al __________, quindi, una

vendetta. La colpa di IM 1 è parimenti grave se si considerano i numerosi

precedenti, recenti, che ne fanno una persona che non si lascia certamente

impressionare dalla privazione della libertà. Né pare particolarmente sensibile

all’espiazione della pena per il fatto della lontananza dalla figlia, poiché

della stessa, al di là delle parole, nei fatti mai si è occupato. A mitigare

leggermente la colpa, vi è il fatto che il favoreggiamento è stato operato in

parte a favore del fratello. Per contro, nessuno sconto può essere riconosciuto

per l’atteggiamento processuale, da cui emerge poca assunzione di

responsabilità, tant’è che solo all’ultimo, e con enorme fatica, ha per finire

ammesso di aver saputo che, con il suo comportamento, sottraeva alla giustizia

persone che avevano da poco perpetrato un mancato assassinio.

Con il che la Corte ha ritenuto, tenuto conto che si

tratta di una pena aggiuntiva a quella pronunciata dalla Corte inglese e a

quella di cui al DAC per il noto incidente della circolazione del 2012,

ritenuto equa una pena detentiva di due anni e otto mesi. La prognosi, del

tutto infausta, non consente alcuna sospensione, e quindi la sanzione è da

espiare.

8. PRETESE

ACCUSATORI PRIVATI E ACCESSORI

Con scritto 28 febbraio 2015, giorno seguente la chiusura dell’istruzione

da parte del PP, l’avv. __________ comunicava di rappresentare ACPR 1, il quale

si costituiva accusatore privato nel procedimento contro IM 1 (AI 67),

presentando allo stesso tempo una nota d’onorario per visione incarto,

preavvisata favorevolmente dal PP (AI 68). Il 13 maggio 2015 giungeva al TPC l’istanza

di risarcimento dell’avv. RAAP 1 che sostituiva l’avv. __________, chiedente la

condanna di IM 1 al pagamento del risarcimento per spese legali e di fr. 1.--

per titolo di torto morale simbolico.

A questo proposito, la Corte ha condiviso il ragionamento

della difesa, ne consegue che, nella misura in cui l’imputato ha commesso un

favoreggiamento, la pretesa che è stata avanzata da ACPR 1 deriva da un danno

indiretto e quindi non è ammissibile. Resta comunque che le spese di patrocinio

sono coperte dallo Stato, essendo stato designato un patrocinatore d’ufficio.

Per quel che è delle confische, la Corte ha

proceduto al dissequestro di quanto richiesto dalla difesa, ovvero la

licenza di circolazione originale per il veicolo BMW 330D targato __________ (rep.

no. 37906). Infine, la tassa di giustizia è stata stabilita

tenuto conto del parziale proscioglimento dell’imputato.

Visti gli art.: 12, 40, 42, 47, 49, 51, 69, 137, 305 CP;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle

spese;

dichiara

e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. favoreggiamento

per avere,

1.1.1. la notte tra l’8 ed il 9 marzo

2012, a __________, __________ e in altre imprecisate località, sottratto suo

fratello __________, __________ e __________ ad atti di procedimento penale e,

in particolare, all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento

della circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da loro commessi

il 9 marzo 2012 a __________, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1,

raggiungendoli con l’autovettura Peugeot 3008 targata __________ fornitagli da __________

e accompagnandoli fino a __________, dove si rifugiavano prima di fuggire per

l’estero;

1.1.2. il 9 marzo 2012 dopo le ore

04:00 circa, a __________ e in altre imprecisate località,

sottratto __________ ad atti di procedimento penale, in

particolare all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento della

circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da lui commessi poco

prima a __________, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1, mettendo a

sua disposizione per la fuga dapprima a __________ e poi in Italia,

l’autovettura Nissan Micra targata __________, da lui noleggiata presso il

garage __________ di __________, poi abbandonata a __________;

1.2. appropriazione semplice

per essersi,

nel periodo 12 marzo 2012 / 4 giugno 2012, a __________ ed in altre imprecisate località, per procacciare a sé un indebito profitto,

appropriato di una cosa mobile altrui,

e meglio, per essersi indebitamente

appropriato dell’autovettura Peugeot 3008 Platinum 2.0 HDi, no. di telaio __________,

targata __________, utilizzandola il 12 marzo 2012 per raggiungere la Romania,

ritenuto che l’autovettura è stata venduta da persona non identificata e

immatricolata in Francia il 4 giugno 2012;

e meglio come descritto nell’atto

d’accusa e precisato nei considerandi.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolto dalle imputazioni

di complicità in tentato assassinio e di appropriazione indebita.

3.

Di conseguenza,

trattandosi di pena totalmente aggiuntiva a quella di cui alla

sentenza del 10 giugno 2014 del North London Magistrates,

e a quella di cui al DAC 2012.2068

del 2 aprile 2012 del Ministero pubblico del Canton Ticino,

IM 1 è condannato

alla pena detentiva di 2 (due) anni e 8 (otto) mesi, da dedursi il

carcere preventivo sofferto.

4.

È ordinata la confisca di

tutto quanto in sequestro, salvo la licenza di circolazione originale per il

veicolo BMW 330D targato __________ (rep. no. 37906), per la quale è ordinato

il dissequestro a favore dell’imputato a crescita in giudicato integrale della

presente.

5.

La tassa di giustizia di

fr. 3'000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato in ragione di

2/3, il rimanente è a carico dello Stato.

6.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale

dell’avv. __________ è approvata per:

onorario fr. 7’005.00

spese fr. 234.20

totale fr. 7’239.20

6.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 7'239.20 (art. 135

cpv. 4 CPP).

7.

Le spese per il gratuito

patrocinio dell’accusatore privato sono sostenute dallo Stato.

7.1

La nota professionale

dell’avv. __________ è approvata per:

onorario fr. 1’009.00

spese fr. 98.00

IVA (8%) fr. 83.40

totale fr. 1’190.40

7.2

La nota professionale

dell’avv. RAAP 1 è approvata per:

onorario fr. 300.00

IVA (8%) fr. 24.00

totale fr. 324.00

7.3

L’accusatore privato ACPR 1 è

tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 1'514.40

(art. 138 CPP).

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese (2/3):

Tassa di giustizia fr. 2’000.--

Inchiesta preliminare fr. 200.--

Traduzioni fr. 504.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 149.53

fr. 2'853.53

============

Il rimanente è a carico

dello Stato.