72.2015.80
Ripetuta tentata rapina aggravata (art. 140 cfr 1 e 2 CP, in rel con l'art. 22 cpv. 1 CP)
23 luglio 2015Italiano9 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2015.80
Lugano,
23 luglio 2015/lc
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise correzionali di Mendrisio
composta da:
giudice Mauro Ermani, Presidente
Veronica Lipari, vicecancelliera
sedente nell’aula
penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatore
privato:
ACPR 1
contro
IM 1
rappresentato dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva dal
26 febbraio al 23 aprile 2015 (57 giorni)
in anticipata esecuzione della pena dal 24 aprile 2015
imputato, a norma dell'atto
d'accusa 62/2015 del 26.05.2015 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di:
ripetuta tentata rapina
aggravata
per avere, al fine di commettere un furto, agendo in correità con __________
(ora latitante all’estero) ripetutamente tentato di sottrarre denaro ai danni
di distributori di benzina della zona di confine di __________, con uso della
violenza e della minaccia di un pericolo imminente alla vita o all’integrità
corporale delle addette alla cassa, facendo uso in particolare di un piede di
porco e di una pistola giocattolo molto simile ad una vera arma,
e meglio per avere,
- concordato preventivamente
con il __________ un compenso di
€ 1'000.00 per il trasporto con il veicolo Ford targato __________ in suo uso,
dal comasco ai luoghi degli obiettivi prescelti e relativo rientro;
- attendendo poi il __________
nei dintorni dopo i colpi da quest’ultimo materialmente perpetrati, per
prenderlo a bordo e ricondurlo oltre frontiera;
operando in tale veste nelle seguenti occasioni e circostanze:
1.1 il 23.02.2015 a __________,
ai danni del distributore __________, presentandosi il __________ armato di
piede di porco e col volto coperto da sciarpa e cuffia di lana sul capo, non
riuscendo tuttavia nell’intento per via delle entrate chiuse e della
contemporanea fuga della commessa;
1.2 il 25.02.2015 a __________,
ai danni del distributore di benzina __________, presentandosi il __________
armato della summenzionata pistola e con volto coperto da sciarpa e cappellino
da baseball sul capo, non riuscendo tuttavia nell’intento pur avendo rovistato
nella zona cassa da cui era pocanzi fuggita la commessa chiedendo aiuto
all’esterno, inducendolo pertanto a desistere dal portare a termine l’obiettivo
criminoso;
fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;
reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 e 2 CPS, in rel. con
l’art. 22 cpv. 1 CPS.
Presenti: - il Procuratore
pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato
Fatti
IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 12:10.
Sentiti: - il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
__________ e IM 1 si sono conosciuti in carcere, dove
probabilmente hanno fatto progetti per il futuro. La versione dell’imputato non
corrisponde a quello che normalmente capita alle persone comuni. Quando si
porta qualcuno a fare dei prelievi di denaro, non lo si fa portandolo davanti a
stazioni di benzina con tanto di piede di porco e volto coperto. L’agire di IM
1 e __________ ha dimostrato una perfetta programmazione e determinazione nel
raggiungere l’obiettivo. A IM 1 sono imputati due episodi, chiari, evidenti e
videoregistrati. L’intento non era quello di fare furti, ma di fare rapine. Gli
strumenti erano atti ad incutere timore e spavento. In diritto, per il primo
episodio il piede di porco è certamente un oggetto pericoloso, il che configura
una rapina aggravata. Nel secondo episodio l’arma era giocattolo, ma pareva
autentica, dal profilo soggettivo della vittima si trattava di un’arma vera.
Ripercorre i precedenti penali. La prognosi è infausta, l’imputato ha diversi
precedenti in Italia, il suo comportamento e atteggiamento processuale, la
determinazione a mentire, la dicono lunga. Egli inoltre viola ripetutamente le
norme di condotta impostegli in Italia. Non c’è un minimo ravvedimento o
sostanziale cambiamento per il futuro. Appena uscito dal carcere, ha
ricominciato a delinquere. Vista la gravità degli episodi, il movente perverso
e la determinazione al delinquere sempre più gravemente, chiede 22 mesi di pena
detentiva da espiare. Chiede infine la confisca di tutto quanto in sequestro;
- l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:
l’imputato non contesta di aver accompagnato __________ a __________
e a __________. Contesta la sua consapevolezza in merito all’effettivo disegno
del __________. Ha usato la vettura intestata a suo figlio, facilmente a lui
riconducibile. A poche ore dai fatti con la medesima auto portava la figlia dal
dentista. Solo il più ingenuo dei criminali sarebbe passato a poche ore di
distanza con la medesima auto con cui ha compiuto degli atti criminosi. IM 1,
lasciato il __________ la seconda volta, faceva addirittura la spesa alla Coop
con un’auto della Polizia fuori parcheggiata. Se avesse effettivamente saputo
cosa stava facendo __________, non sarebbe restato un minuto in un negozio con
all’interno la Polizia. Il piede di porco verosimilmente non l’aveva visto. Era
sera e IM 1 era interessato alla strada. Il pagamento offerto dal __________
non desta particolari sospetti, 200/300 euro, gli stessi soldi che sarebbero
stati spesi pure per un taxi. Secondo la difesa, l’aspetto soggettivo del reato
è assente, chiede dunque il proscioglimento. In via subordinata, chiede una
derubricazione a tentata rapina semplice, essendo che __________ non era in
possesso di un’arma, la pistola era giocattolo e il piede di porco non è
un’arma ai sensi della LAV. Chiede che sia considerata la complicità e non la
correità, egli non aveva il dominio sull’operazione, il suo ruolo si esauriva
col trasporto. In merito alla commisurazione della pena: si tratta di tentativi
goffi che non hanno causato alcun danno. Egli ha tenuto un comportamento
collaborativo fin da subito, ha fornito connotati, numeri di telefono e
indirizzo di __________. Ha indicato spontaneamente un ulteriore episodio in
cui si sono recati in Svizzera. In carcere si comporta bene. A mente del
difensore, il pronostico è da considerarsi particolarmente favorevole: in
Svizzera è incensurato, in Italia ha solo vecchie condanne legate alla sua
attività. La sua ditta di pulizie gli permetterà un reddito per mantenere la
propria figlia. Chiede dunque l’assoluzione in via principale, e
subordinatamente la condanna per tentata rapina semplice ad una pena detentiva
massima di 1 anno sospesa condizionalmente. Chiede il dissequestro di tutti gli
oggetti in sequestro, tranne il piede di porco e la cuffia arancione del __________,
per cui non si oppone alla confisca.
Preso atto che le parti non hanno
richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui
sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art.: 12, 40, 42, 43, 44, 47, 51, 69, 140 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;
dichiara
e pronuncia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
1.1. tentata rapina aggravata
per avere,
al fine di commettere un furto, agendo in correità con __________
(ora latitante all’estero) ripetutamente tentato di sottrarre denaro ai danni
di distributori di benzina della zona di confine di __________, con uso della
violenza e della minaccia di un pericolo imminente alla vita o all’integrità
corporale delle addette alla cassa, facendo uso in particolare di un piede di
porco e di una pistola giocattolo molto simile ad una vera arma,
e meglio per avere,
- concordato preventivamente
con il __________ un compenso di
€ 1'000.00 per il trasporto con il veicolo Ford targato __________ in suo uso,
dal comasco ai luoghi degli obiettivi prescelti e relativo rientro;
- attendendo poi il __________
nei dintorni dopo i colpi da quest’ultimo materialmente perpetrati, per
prenderlo a bordo e ricondurlo oltre frontiera;
operando in tale veste nelle seguenti occasioni e circostanze:
1.1.1. il 23.02.2015 a __________, ai
danni del distributore __________, presentandosi il __________ armato di piede
di porco e col volto coperto da sciarpa e cuffia di lana sul capo, non
riuscendo tuttavia nell’intento per via delle entrate chiuse e della
contemporanea fuga della commessa;
1.1.2. il 25.02.2015 a __________, ai
danni del distributore di benzina __________, presentandosi il __________
armato della summenzionata pistola e con volto coperto da sciarpa e cappellino
da baseball sul capo, non riuscendo tuttavia nell’intento pur avendo rovistato
nella zona cassa da cui era poc’anzi fuggita la commessa chiedendo aiuto
all’esterno, inducendolo pertanto a desistere dal portare a termine l’obiettivo
criminoso;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
Considerandi
2.
Di conseguenza,
IM 1 è condannato
alla pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, da dedursi il carcere preventivo
sofferto.
3.
L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa in ragione di 9 (nove) mesi, con un periodo di prova
di anni 4 (quattro). Per il resto è da espiare.
4.
È ordinata la confisca del
piede di porco e della cuffia in lana di colore arancione. È ordinato il
dissequestro di tutti i restanti oggetti sequestrati, a crescita in giudicato
integrale della presente.
5.
La tassa di giustizia di
fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.
6.
Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
6.1
La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 7’540.00
spese fr. 376.40
totale fr. 7’916.40
6.2
Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 7’916.40 non appena
le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona
- Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano
Per la Corte delle assise
correzionali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 1'359.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 81.75
fr. 1'940.75
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