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Decisione

72.2016.16

Infrazione alla LStup: padre colpevole di avere in molteplici occasioni alienato e offerto alla figlia minorenne complessivi 6 g di marijuana. Colpevole inoltre di aver violato il dovere di assistenza

9 ottobre 2017Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i figli arrivano a casa con cose che non sono loro, sapendo di furtarelli

pregressi alla __________ e al __________.

In conclusione chiede dunque la conferma del DAC, ad eccezione dei

punti 1.2. e 4 poiché prescritti.

Per quanto attiene alla commisurazione della pena si rimette al

prudente giudizio della Corte e, infine, chiede la confisca di tutto quanto in

sequestro, ad eccezione degli oggetti di cui al punto 5 e 6 DAC.

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni:

rileva che IM 1 aveva una famiglia, che si era costruito dopo un

passato difficile di dipendenza. Poi il matrimonio è naufragato, vi è stato

l’allontanamento dei figli dal padre e i genitori non sono riusciti a gestire

la situazione. __________, in particolare, ne ha sofferto e su di lei i

genitori non sono più riusciti ad avere un controllo: la ragazza ha iniziato ad

abbandonare la scuola e a delinquere. Osserva che il successivo intervento

delle autorità penali ha però consentito di fissare un nuovo punto di partenza

per un futuro migliore e la dimostrazione è che __________, ora, frequenta un

apprendistato e lavora. Rileva che l’imputato sa di aver commesso degli sbagli,

di non aver saputo gestire il rapporto con la figlia e sa che poteva e doveva

fare meglio e di più. Ma oggi ci troviamo in un’aula penale e quindi egli va

giudicato solo per i reati penali che ha commesso. Sottolinea che i punti 1.2.

e 4 del DAC sono prescritti, mentre per i restanti punti gli stessi vengono,

almeno in parte, contestati.

In merito al punto 1.1. DAC rileva che l’imputato non ha

intenzionalmente occultato nulla e che egli non sapeva né dei furti della

figlia né che la figlia ne nascondesse la refurtiva in camera sua. Le sue

dichiarazioni in inchiesta su questo punto sono sempre state lineari: egli

partiva al mattino e tronava alla sera e non sapeva ciò che __________ faceva.

Anche __________ ha sempre detto che il padre non sapeva nulla dei suoi furti.

Osserva che la ricettazione prevede, in ogni caso, un comportamento attivo e

quindi il solo tollerare che vi fosse della refurtiva nell’appartamento non

sarebbe in ogni caso sufficiente a configurare il reato. L’imputato va, dunque,

prosciolto da questa imputazione.

Sul punto 2.1. DAC rileva che è stato ammesso dall’imputato. Egli

sa di aver sbagliato e ne è molto dispiaciuto, anche se non lo da a vedere.

Sottolinea che egli ha agito in questo modo anche per evitare che __________ si

procurasse lo stupefacente altrove, anche se evidentemente non è una scusante.

Per quanto attiene al punto 2.2. DAC, osserva che non si può dire

che l’imputato sia stato perfettamente a conoscenza della presenza delle

piantine di canapa. IM 1 l’ha sempre negato, mentre ha sempre ammesso di aver

dato marijuana alla figlia, azione ben più grave. Si chiede quindi che motivo aveva

di negare di sapere dell’esistenza delle piantine. In ogni caso, anche se

l’avesse saputo, ciò non basta per realizzare il reato di cui all’art. 19bis

Lstup. Egli non rendeva, infatti, accessibili le piantine di canapa a __________,

perché quest’ultima se le rendeva accessibili da sola. Questa imputazione deve,

pertanto, cadere.

Sul punto 3 del DAC osserva che è innegabile come IM 1 avesse un

dovere di assistenza ed educazione nei confronti della figlia e la sua

posizione di garante non è in discussione. Ma, in merito al punto 3.3 DAC

rileva che agli atti non vi sono elementi per dire che l’imputato fosse a

conoscenza dei furti. Non vi sono elementi per dire che egli sapeva della

presenza della refurtiva e che si è fatto consegnare dalla figlia fr. 200.-

sapendo che era refurtiva. In applicazione del principio in dubio pro reo egli

va dunque prosciolto da questa imputazione.

In merito al punto 3.2. DAC osserva che l’imputato sapeva che __________

non frequentava la scuola, ma non è stato lui a chiederle di non farlo. Egli

voleva che la frequentasse e ha sempre discusso con le autorità per raggiungere

questo fine. L’art. 219 CP non può, dunque, trovare applicazione. Tanto più che

non vi è stata una rinuncia perpetua alla scuola, si trattava di una questione

temporanea, di pochi mesi.

Infine, sul punto 3.1. DAC rinvia a quanto detto in precedenza e

l’applicazione dell’art. 219 CP in relazione alla coltivazione delle piantine

è dunque esclusa. Invece per l’uso di sostanze stupefacenti e per il fatto di avergliene

forniti, osserva che il reato è consumato dalla condanna per l’art. 19bis LStup

di cui al punto 2.1.

Sulla commisurazione della pena elenca le attenuanti generiche che

vanno considerate in favore di IM 1, segnatamente la personalità del reo e la

difficile situazione famigliare in cui egli si trovava per la separazione dalla

moglie. Rileva che IM 1 non è rimasto con le mani in mano, ma si è rivolto ai

servizi preposti. Dopo i fatti è sempre rimasto vicino alla figlia, un percorso

difficile ma che sembra aver dato i suoi frutti. Non da ultimo egli ha sempre

fatto fronte agli obblighi di mantenimento nei confronti dei figli. Per finire

rileva che è vero che egli non è incensurato, ma l’ultima condanna risale a 23

anni or sono e da lì non ha più commesso reati. Inoltre la cura metadonica

permetterà certamente di scongiurare delle ricadute.

In conclusione chiede che l’imputato sia prosciolto da tutte le

imputazioni del DA, ad eccezione di quella di cui al punto 2.1 e che la pena

pecuniaria e la multa a suo carico siano, dunque, massicciamente ridotte.

Postula, infine, l’accoglimento dell’istanza di indennizzo per ingiusta

carcerazione.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art.: 34, 42, 44, 47,

49, 51, 69, 160 e 219 CP;

19a cpv. 1 e 19bis LStup;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. infrazione alla Legge

federale sugli stupefacenti

per avere, nel periodo maggio 2013 / 27 marzo 2014, a __________ e

in altre imprecisate località del Canton Ticino, in molteplici occasioni, senza

essere autorizzato e senza indicazione medica, alienato e offerto alla figlia

minorenne __________ complessivi 6 grammi di marijuana;

1.2. violazione del dovere di

assistenza o educazione

per avere, nel periodo maggio 2013 /

27 marzo 2014, a __________, a __________ e in altre imprecisate località del

Canton Ticino, permesso che la figlia minorenne __________ fumasse e facesse

uso di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, fornendole lui stesso

piccoli quantitativi per il suo consumo personale.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolto dalle

imputazioni di:

2.1

ripetuta ricettazione di cui

al punto 1.1 del decreto d’accusa;

2.2

ripetuta infrazione alla

LStup di cui al punto 2.2 del decreto d’accusa;

2.3

ripetuta violazione del

dovere di assistenza o educazione di cui ai punti 3.1. in relazione all’aver

tollerato la coltivazione di almeno 10 piante di canapa, 3.2. e 3.3. del

decreto d’accusa;

3.

E’ abbandonato il procedimento penale a carico di IM 1 per ricettazione di cui al punto

1.2

del decreto d’accusa e di ripetuta contravvenzione alla LStup di cui al

punto 4 del decreto d’accusa.

4.

Di conseguenza, IM 1 è

condannato alla pena pecuniaria di fr. 2'700.-- (duemilasettecento),

corrispondenti a 90 aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna.

5.

L’esecuzione della pena

pecuniaria è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2

(due).

6.

A crescita in giudicato

integrale della presente decisione è ordinata la confisca di tutto quanto in

sequestro, ad eccezione dei seguenti oggetti per i quali è ordinato il

dissequestro a favore di IM 1:

6.1

due bottiglie di vino rosso

(1 L’Ariete e 1 Nuvola Vecchia Toscana, nr. Re.p 34096);

6.2

un cappello nero, marca

C&A (nr. Rep. 34096).

7.

L’istanza di indennità per

ingiusta carcerazione è integralmente accolta.

8.

La tassa di giustizia di

fr. 500.-- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato in ragione

di 1/4; il rimanente è a carico dello Stato.

9.

Le spese per la difesa

dufficio sono sostenute dallo Stato.

9.1

Le note professionali

dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

onorario fr. 3'928.25

spese fr. 149.--

IVA (8%) fr. 326.20

totale fr. 4'403.45

9.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino 1/4 della retribuzione del difensore

d’ufficio non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno (art.

135.

cpv. 4 CPP).

Distinta spese: Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta

preliminare fr. 200.--

Spese postali, tel., affr. in

blocco fr. 71.60

fr. 771.60

============

Distinta spese a

carico di IM 1 (1/4)

Tassa di giustizia fr. 125.--

Inchiesta preliminare fr. 50.--

Spese postali, tel., affr. in

blocco fr. 17.90

fr. 192.90

============

Il rimanente è a carico dello Stato

Intimazione a:

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Dipartimento sanità e

socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

- Ufficio centrale svizzero

di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

Per la Corte delle assise

correzionali

La Presidente La

vicecancelliera