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Decisione

72.2016.166

Sequestro di persona e rapimento (agito in correità). Coazione (correità): per avere costretto le vittime a tollerare che venissero loro sottratti pezzi di argenteria dalla propria abitazione. Rapina

8 novembre 2016Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

1 CP;

2. coazione

per avere,

a __________, in data 10.10.2014,

agendo in correità con altri due uomini (rimasti ignoti),

usando violenza ed intralciando la sua libertà di agire,

costretto ACPR 1 a fare e a tollerare atti contrari alla sua

volontà;

e meglio, per avere, unitamente ai citati due correi, indotto con

un espediente ACPR 1 ad uscire dalla propria abitazione (simulazione di

consegna pacco postale), al fine di potersi introdurre illecitamente nella

stessa, afferrandola con forza per i vestiti e per le braccia, facendola cadere

a terra, trascinandola, contro la sua volontà, all’interno della casa, dapprima

nel vestibolo e poi in una saletta/studio, impedendole, lungo il tragitto, di

prendere il telefono per chiamare aiuto, costringendola a sedersi su una sedia

senza muoversi e a subire impotente la rapina di cui al punto 1., per poi

imbavagliarla con del nastro adesivo e legarla ad un radiatore del corridoio

con delle fascette di plastica, al fine di allontanarsi indisturbati con la

refurtiva;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di luogo e di

tempo;

reato previsto: dall’art. 181 CP;

3. sequestro di persona e

rapimento

per avere,

a __________, in data 10.10.2014,

agendo in correità con altri due uomini (rimasti ignoti),

rapito con inganno e violenza ACPR 1, tenendola indebitamente

sequestrata all’interno della sua casa di abitazione, privandola quindi della

sua libertà personale, al fine poter compiere la rapina di cui al punto 1.,

segnatamente,

per avere, unitamente ai citati due correi, indotto con inganno (e

meglio simulando la consegna di un pacco, tramite corriere), ACPR 1 ad uscire

dalla propria casa d’abitazione, immobilizzandola e costringendola, con la

forza, a rientrarvi, unitamente a loro, tenendola quindi sequestrata, nel

locale sala/studio (su una sedia), durante tutto il corso della rapina,

impedendole di accedere al telefono e chiamare soccorso, per poi imbavagliarla

con del nastro adesivo e legarla ad un radiatore del corridoio, prima di

allontanarsi dal luogo dei fatti, ritenuto che la vittima è poi riuscita a

liberarsi, riportando ferite varie ai polsi e alle braccia, e meglio come al

rapporto del medico-legale agli atti;

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di luogo e di

tempo;

reato previsto: dall’art. 183 cifra 1 CP;

Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1

in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato IM 1, assistito

dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1;

- l’avv. __________, su

delega dell’avv. RAAP 1, patrocinatore di fiducia degli accusatori privati ACPR

1 e ACPR 2, a sua volta assistita dalla dott. iur. __________;

- in qualità di interprete

per la lingua tedesca, __________.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:44 alle ore 17:03.

Evase le seguenti

questioni: Verbale del dibattimento

Il Presidente propone alle parti

di aggiungere, per i fatti di cui al punto 1 dell’atto d’accusa, l’alternativa

della coazione ai sensi dell’art. 181 CP.

Le parti si dichiarano d’accordo

e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il

quale formula e motiva le seguenti conclusioni: la fattispecie, a mente della

pubblica accusa, è tutt’altro che complessa: si tratta di un caso scolastico di

rapina. L’imputato cade in disgrazia verso il __________ quando la sua casa

d’aste va in fallimento e ancora attualmente ha __________ di euro di debiti. È

messo così male che è a carico dell’assistenza sociale. È così che nasce l’idea

delinquenziale, per far fronte a questi debiti, di venire dall’__________ in

Ticino per appropriarsi di questi oggetti che lui sa essere presenti in casa

dei coniugi ACPR 1-ACPR 2. Per mettere in atto il suo piano egli arriva perfino

a reclutare due personaggi da lui stesso descritti come dei criminali, i quali

devono fare il lavoro sporco e, come da lui dichiarato, “mostrare i muscoli”,

muscoli che non sono poi stati solo mostrati, ma anche usati. L’imputato

organizza la spedizione in Ticino con la consapevolezza che sarebbero stati

usati anche dei modi violenti e metodi spicci. Si tratta di un’azione criminale

vera e propria, pianificata fin nei minimi particolari già in __________,

noleggiando i due furgoni per assicurarsi una fuga in tempi separati,

preparando le scatole di cartone per asportare l’argenteria, nonché i lacci di

plastica e il nastro adesivo. Prima di farsi largo nell’abitazione,

addirittura, i correi si sono appostati dal giorno prima nelle vicinanze della

villa per sorvegliare i movimenti delle vittime e decidere il momento più

propizio per intervenire, ovvero quando il marito esce di casa e la donna

rimane sola. Già tutta questa attività di pianificazione la dice molto lunga

sulle intenzioni dell’imputato, che non è credibile quando dice che la signora ACPR

1 gli aveva dato il permesso di portare via l’argenteria e che per portarla via

non vi è stata alcuna violenza. Il racconto della vittima, la quale ha

raccontato che la violenza invece c’è stata e che era chiaramente IM 1 a

dirigere il gioco e dare le istruzioni ai due correi su cosa fare, per contro,

è chiaro, lineare e disinteressato. Per finire, osserva il PP, anche l’imputato

ha ammesso di avere dato istruzioni ai due correi di fare in modo che ACPR 1

non chiamasse la Polizia. Questo dimostra che come minimo quello che è avvenuto

in casa dei coniugi ACPR 1-ACPR 2 non è stato un discorso tranquillo. L’accusa

rileva che le dichiarazioni della vittima – da lei confermate anche a confronto

con l’imputato - trovano pieno riscontro nelle emergenze istruttorie, ovvero i

lacci da elettricista e il nastro adesivo trovato sul luogo del delitto con i

riscontri del DNA, nonché le lesioni subìte dalla donna. IM 1, dal canto suo,

ha mentito spudoratamente, cambiando versione man mano che l’inchiesta

avanzava.

Per quanto attiene alla questione della proprietà degli oggetti,

il PP rileva che la stessa non è tema del dibattimento penale. Non vi è

comunque nessun documento che attesti la vendita di questa collezione di

argenteria di proprietà della signora __________. Il dato di fatto è che questi

oggetti erano in possesso dei coniugi ACPR 1-ACPR 2 e quindi vi è la

presunzione civilistica che ne fossero anche proprietari. In ogni caso, poi,

l’imputato stesso ha dovuto ammettere di avere asportato anche degli oggetti

che erano di proprietà dei coniugi.

In diritto, a mente dell’accusa non è necessario spendere molte

parole per dire che sono realizzati gli elementi oggettivi e soggettivi del

Considerandi

reato di rapina nella forma aggravata, siccome commessa da tre persone che

formano una banda. A questo proposito il PP ritiene che quando IM 1 accetta di

associarsi a due personaggi di questo spessore, entra anche lui a far parte di una

banda di delinquenti.

Pacifica, a mente dell’accusa, anche la realizzazione dei reati di

coazione e sequestro di persona, laddove la coazione non è assorbita dal

sequestro di persona, siccome si tratta di due fasi temporali diverse.

Per quel che ne è della commisurazione della pena, rileva che

l’imputato, incensurato, non ha collaborato con gli inquirenti, contestando

anche l’evidenza e rifiutandosi di fare il nome dei correi, che conosceva

benissimo, facendo al proposito delle timide ammissioni solo dopo le

contestazioni della Polizia. Le modalità della rapina denotano mancanza di

scrupoli, pur di sottrarre l’argenteria IM 1 non ha esitato a reclutare due

criminali, che si sono accaniti contro la vittima. La pianificazione della

rapina va pure tenuta in considerazione, così come pure l’importo della merce

rubata, che in parte aveva anche un valore affettivo.

Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 2

(due) anni e 6 (sei) mesi, non opponendosi alla sospensione condizionale

parziale della stessa, con 6 (sei) mesi da espiare, e il restante sospeso con

un periodo di prova di almeno 3 (tre) anni;

§ l’avv.

__________, rappresentante degli accusatori privati ACPR 1 e ACPR 2, il

quale formula e motiva le seguenti conclusioni: i coniugi ACPR 1-ACPR 2 postulano

l’integrale conferma dell’atto d’accusa. Gli AP tengono a sottolineare come, al

di là dei rapporti di dare e avere tra le parti, comunque non oggetto dell’atto

d’accusa, una condotta come quella tenuta da IM 1 vada scoraggiata e punita. Il

comportamento deprecabile tenuto dall’imputato non può in alcun modo trovare

giustificazione. A mente della patrocinatrice degli AP, i fatti emersi in

seguito d’istruttoria e confermati anche in aula sono chiari e sono quelli

indicati nell’atto d’accusa.

Gli AP postulano quale risarcimento del danno l’ammontare delle

spese legali sostenute fino ad oggi per CHF 12'587.40 più il tempo del

dibattimento;

§ l’avv.

DF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: esprime un pensiero di simpatia nei confronti della signora ACPR 1,

la quale sicuramente era effettivamente spaventata e a disagio a seguito dei

fatti e la quale ha certamente detto a IM 1 di portarsi via l’argenteria così

poi non avrebbe più dovuto pulirla, ma si trattava di una frase detta in una

situazione di isteria e va contestualizzata. Nessun sentimento di simpatia,

invece, la difesa esprime per il signor ACPR 2, definito un “pufatt”, il

quale si è guadagnato la simpatia di IM 1 quando era banditore d’asta in __________,

ACPR 2 fa affari con IM 1 per anni, pagando sempre, anche se di tanto in tanto

un po’ in ritardo, nel settore degli oggetti d’arte, dove la fiducia è totale e

dove capita anche di accordarsi verbalmente. Senonché la parabola di IM 1

scende ed egli si ritrova in una procedura fallimentare e qui si inserisce la

vendita su commissione dei beni della signora __________, con contratto

verbale, che già altre volte aveva funzionato, e poi il tentativo di metterlo

per iscritto almeno a posteriori, e poi la lunga, snervante corsa per ottenere

il pagamento, costituita da anni per ottenere il pagamento. IM 1, snervato, si

fa giustizia da sé, giustizia, non vendetta. Per farsi giustizia non prende una

squadra di picchiatori, ma viene in Svizzera da solo, la prima volta, per

parlare con ACPR 2, il quale però, pur essendo presente in casa, non gli apre.

Ancora più snervato incontra la persona sbagliata, la quale fiuta lo

snervamento e si offre di accompagnarlo. La persona sbagliata diventano le

persone sbagliate. Una volta arrivati in Ticino, non entrano in casa come Rambo

incappucciati con coltelli o armi, ma entrano in casa dalla porta aperta. IM 1

non ha nulla da nascondere, entra a volto scoperto in casa e chiede di ACPR 2.

La difesa sottolinea che il suo assistito si è ripreso unicamente gli oggetti

di sua proprietà, che avevano un valore sicuramente inferiore ad esempio ai

quadri appesi in casa. IM 1 poi se ne va, dicendo ai correi di tenere d’occhio

la vittima, ma non pensando certo che l’avrebbero legata, tanto che non appena

lo scopre, lo dicono i tabulati, chiama subito ACPR 2 dicendogli di avergli

preso l’argenteria.

Quanto alla commisurazione della pena, rileva che è vero che vi è

stato un minimo di pianificazione, ma IM 1 non è mosso da intenti egoistici e

nemmeno dal desiderio di mettere a posto la sua situazione finanziaria, ma solo

da un malsano sentimento di giustizia. Egli si è ripreso solo le sue cose e non

ha usato violenza in particolare. Per la pena siamo al limite dei due anni e

bisogna considerare che il TF ha stabilito di comprimere la stessa quando si è

vicini alla soglia della sospensione condizionale. IM 1 non ha una prognosi

negativa, egli ha fatto un errore che non ripeterà più. IM 1 ha un amico che

gli paga, in __________, la causa civile. E poi, in fin dei conti, arriviamo a

processo con un atto d’accusa che in sostanza è ammesso. IM 1 ha fornito, a

mente della difesa, una collaborazione più che accettabile. Se i due correi non

avessero avuto l’idea e l’iniziativa, che è solo loro, di legare la moglie di ACPR

2, non vi sarebbero stati nessuna denuncia e nessun reato e la questione si

sarebbe chiusa tra un “pufatt” e un pasticcione.

Nessun elemento agli atti ci dice che IM 1 sapeva che ACPR 2 non

era in casa. È poi vero che IM 1 ha chiesto ai suoi due accompagnatori di

vegliare che la donna non chiamasse la Polizia, ma questo non vuole

assolutamente dire che sapeva che gli altri avrebbero legato la vittima, ciò

che loro hanno fatto unicamente per potersi garantire la propria fuga.

Quanto al diritto, la difesa rileva che o si tratta rapina o di

coazione, ma i due insieme no, atteso che l’atto d’accusa elenca esattamente

gli stessi fatti per le due imputazioni. Secondo la difesa, è più corretta

l’imputazione di coazione, siccome nell’ambito dell’ipotesi della rapina,

bisogna considerare la presenza di un furto e bisogna quindi entrare in ambito

di diritto civile __________. La qualifica deve quindi essere quella della lex

mitior e quindi quella della coazione. La difesa rileva inoltre che, qualora la

Corte dovesse ritenere il reato di rapina, questa non sarebbe comunque da

ritenere nella sua forma aggravata, non trattandosi certo di una banda intesa a

commettere furti, ma i correi si sono uniti per un’unica, determinata, azione.

Conclude chiedendo la conferma dell’atto d’accusa solo per quanto

riguarda il reato di coazione o subordinatamente di rapina, che la pena

detentiva inflitta all’imputato sia contenuta nei 2 (due) anni e che venga

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

Chiede il rinvio al foro civile delle pretese degli AP.

Preso atto che le parti non hanno

richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui

sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 140, 181, 183 cifra 1CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1.

è autore colpevole di:

1.1

sequestro di persona e

rapimento

per avere,

il 10 ottobre 2014, a __________,

agendo in correità con altri due uomini,

indebitamente tenuto sequestrata, con violenza e inganno, ACPR 1

all’interno della sua casa d’abitazione,

e meglio per essersi introdotto nell’abitazione dei coniugi ACPR

1-ACPR 2 simulando la consegna, da parte del primo correo, di un pacco tramite

finto corriere, inducendo quindi ACPR 1 ad aprire la porta d’ingresso ed

uscire, mentre un secondo correo la immobilizzava, afferrandola per i vestiti e

per le braccia, facendola cadere a terra e costringendola a rientrare in casa,

dove era già presente IM 1, conducendo quindi con la forza la vittima ACPR 1 in

una saletta, dove veniva fatta sedere e sorvegliata dai due correi

dell’imputato, affinché non fuggisse o chiamasse aiuto, impedendole anche di

prendere il telefono, mentre IM 1 procedeva a raccogliere e sottrarre 206 pezzi

di argenteria per un valore di circa EUR 90'000.00 presenti nell’abitazione,

abbandonando quindi l’imputato l’abitazione dei coniugi ACPR 1-ACPR 2 con tali

oggetti, mentre i correi rimanevano nell’abitazione per impedire che la vittima

ACPR 1 fuggisse dando l’allarme, quindi imbavagliandola con del nastro adesivo

e legandola al radiatore del corridoio con delle fascette in plastica;

1.2

coazione

per avere,

nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1.1 del

presente dispositivo, agendo in correità con i medesimi due uomini,

usando violenza ed intralciando in altro modo la libertà di agire,

e meglio agendo con le modalità descritte al punto 1.1 del presente

Dispositivo

dispositivo, costretto ACPR 1 e ACPR 2 a tollerare un atto,

e meglio che IM 1 sottraesse 187 pezzi di argenteria per un valore

di circa EUR 90'000.00 dalla loro abitazione;

1.3. rapina

per avere,

nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1.1 del

presente dispositivo, agendo in correità con i medesimi due uomini,

al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

commesso un furto usando violenza e rendendo una persona incapace di opporre

resistenza, e meglio per avere,

agendo con le modalità descritte al punto 1.1 del presente

dispositivo, sottratto dall’abitazione dei coniugi __________ 19 pezzi di

argenteria;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

2. IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di rapina aggravata, siccome commessa in banda, in subordine

rapina semplice di cui al punto 1 dell’atto d’accusa per quanto attiene alla

sottrazione di 187 pezzi di argenteria la cui proprietà non ha potuto essere

accertata e per i quali non risulta pertanto realizzato l’elemento

dell’indebito profitto, della porcellana e del denaro. È altresì prosciolto

dall’aggravante della banda per quanto attiene alla sottrazione di 19 pezzi di

argenteria, in quanto è stata ritenuta l’infrazione semplice.

3. Di

conseguenza,

IM 1 è condannato

3.1. alla pena detentiva di 2

(due) anni,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.2. L’esecuzione della pena

detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2

(due).

4. Gli accusatori privati ACPR

1 e ACPR 2 sono rinviati al competente foro civile.

5. È ordinato il dissequestro

di tutto quanto sotto sequestro.

6. La tassa di giustizia di

CHF 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501 Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 25'223.--

Traduzioni fr. 2'718.80

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 153.--

fr. 29'094.80

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