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Decisione

72.2016.18

Condannato per avere posseduto, detenuto, trasportato e alienato complessivi 481.80 gr di eroina, di cui 381.80 destinati alla vendita e 100 gr alienati a consumatori locali, e per avere detenuto 1.18

29 aprile 2016Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

I soldi li ricevevo da ragazzi come me, a volte anche con qualche

anno più di me. Tutti di origine albanese. Io non ho mai chiesto a questi

ragazzi da dove provenisse il denaro che mi veniva consegnato.

Non voglio dire chi mi ha incaricato di ritirare il denaro per poi

portarlo in Italia e farlo arrivare in Albania sia spedendolo che consegnandolo

ad un autista di autobus, perché temo per incolumità fisica.”

(VI PP 03.11.2015, p. 5, AI 1257).

15. In occasione

dell’interrogatorio dibattimentale, invitato a spiegare chi gli avesse chiesto

di trasportare il denaro, l’imputato ha risposto di non voler fare nomi,

siccome avrebbe paura per la sua incolumità, asserendo questa volta, mentre in

precedenza aveva sempre sostenuto il contrario, che __________ non c’entrava

nulla (VI DIB 29.04.2016, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).

Alla domanda a sapere se gli andasse bene trasportare il denaro,

indipendentemente dalla sua origine, purché venisse pagato, IM 1 ha dapprima

risposto negativamente, affermando che se avesse saputo che i soldi provenivano

dal traffico di eroina non li avrebbe trasportati (VI DIB 29.04.2016, p. 4,

allegato 1 al verbale dibattimentale: “Se l’avessi saputo non l’avrei

fatto.”), salvo poi subito affermare, alla contestazione che ha comunque

ammesso di avere trasportato eroina:

"

Ripensandoci forse l’avrei fatto, ma non con l’intensità con cui

ciò è avvenuto.”

(VI DIB 29.04.2016, p. 4, allegato 1 al verbale dibattimentale).

16. In diritto si ha che ai sensi

dell’art. 305bis CP chi compie un atto suscettibile di vanificare

l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori

patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine. Il reato

di riciclaggio di denaro, punibile con la detenzione sino a tre anni o con una

pena pecuniaria, ha per fine la sottrazione all’autorità penale del provento di

un crimine. Si tratta di un’infrazione di esposizione a pericolo astratto, il

comportamento è dunque punibile a questo titolo anche laddove l’atto

vanificatorio non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV

59 consid. 2e; STF 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010 consid. 4.2;6B_334/2007

dell’11 ottobre 2007, consid. 7.1.).

Secondo la giurisprudenza e la dottrina dominante, ogni

trasferimento di denaro all'estero costituisce un atto suscettibile di

vanificare l’accertamento dell’origine di valori patrimoniali. Ciò vale anche

per ogni operazione di trasferimento di valori patrimoniali all’estero da un

conto ad un altro conto, ed anche in presenza della tracciabilità delle

operazioni (DTF 127 IV 20 consid. 3b; STF 6B_643/2012 dell’11 marzo 2013

consid. 5.2; STF 6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.3; Trechsel / Pieth,

Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed., Zurigo 2013, n. 18 ad

art. 305 bis; Pieth in Basler Kommentar II, 3a ed., Basilea 2013, n. 49 e rif.

ad art. 305bis; Schmid/Ackermann/Arzt/Bernasconi/de Capitani, Kommentar

Einziehung, Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band I, Zurigo 1998, p.

523).

È atto suscettibile di vanificare l’accertamento dell’origine, il

ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali ai sensi dell’art. 305bis CP

anche il cambio di denaro sia che si tratti di conversione di banconote in

valuta estera, sia che si tratti di sostituzione di banconote in altre di

differente taglio della stessa valuta (DTF 136 IV 188 consid. 6.1; STF

6B_879/2013 del 18.11.2013 consid. 1.1.; Pieth in Basler Kommentar, Strafrecht

II, 3. ed., Basilea 2013, n. 44 ad art. 305bis, p. 270).

Il reato di riciclaggio di denaro, di contro, non si realizza nei

casi di distruzione o consumo del provento di un crimine. L’art. 305bis CP è,

infatti, volto a perseguire l’agire di chi provvede a ripulire il denaro

derivante da un’attività criminale per poi poterlo riutilizzare, ciò che non si

verifica nei suddetti casi (Sentenza CARP 72.2014.98 dell’11 settembre 2014;

Pieth in Basler Kommentar, Strafrecht II, 3 ed., Basilea 2013, n. 45 ad art.

305bis, p. 2701; Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume II, 3 ed.,

Berna 2010, ad art. 305 bis CP, n. 6, pag. 636).

Dal profilo soggettivo, l’autore deve avere agito intenzionalmente

o per dolo eventuale. Egli deve volere o accettare che il comportamento che

decide di adottare sia proprio a cagionare l’atto previsto dall’art. 305bis CP.

Deve, inoltre, sapere o presumere che il valore patrimoniale di cui dispone

proviene da un crimine. A questo proposito, è sufficiente che abbia conoscenza

delle circostanze di fatto che destano in lui il sospetto sulla provenienza

criminale del denaro e che abbia accettato tale eventualità (DTF 122 IV 211

consid. 2e; DTF 119 IV 242 consid. 2b; STF 6B_879/2013 del 18.11.2013 consid.

2.)

17. Nel caso concreto, la Corte

ha ritenuto che l’imputato sapeva che il denaro era strettamente legato al

traffico di stupefacenti, segnatamente di eroina.

In particolare, nei primi verbali IM 1 ha fatto esplicito

riferimento a “__________” e a __________, il primo addirittura committente del

trasporto degli oltre 380 grammi provenienti da __________. Le successive

dichiarazioni dell’imputato non appaiono su questo punto convincenti. In

particolare, non si comprende quale timore egli possa nutrire nei confronti

degli ipotetici mandanti dei trasporti di denaro, posto come egli è l’unico

imputato e gli atti non sono accessibili a terzi, sicché mal si comprende come

gli interessati potrebbero sapere di esser stati menzionati da IM 1,

considerazione cui si aggiunge il fatto che attraverso il solo nome o nomignolo

(vedasi “__________”) ben difficilmente tali persone risulterebbero

concretamente identificabili.

A ciò si aggiunga il fatto che l’imputato ha affermato di avere

capito che il denaro proveniva da attività illecite, fatto, questo, implicito

già nelle modalità di trasporto del denaro, dove il 10% della somma complessiva

veniva corrisposta al corriere e ciò a significare che le somme non potevano

seguire canali leciti.

Ne consegue che l’imputazione di riciclaggio di denaro di cui al

punto 2 dell’atto d’accusa, peraltro neppure contestata, è stata confermata. Si

dirà al proposito che in virtù del principio in dubio pro reo, la Corte ha

ritenuto la somma minima indicata dall’imputato, ovvero CHF 73’000.

VI) Imputazione di

contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

18. Il PP ha in fine imputato a IM

1 reato di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, per avere, nel periodo

compreso tra dicembre 2014 e il 1. aprile 2015, in località non meglio

precisate, senza essere autorizzato, consumato un indeterminato quantitativo di

hashish, nonché per avere, il 1. aprile 2015, detenuto sulla sua persona 1.18

grammi di hashish destinati al suo consumo personale.

L’imputato ha ammesso che gli 1.18 grammi di hashish rinvenuti

sulla sua persona il giorno dell’arresto erano di sua proprietà ed erano

destinati al suo consumo personale (VI PG 01.04.2015, allegato 1 al rapporto di

arresto provvisorio, AI 879; VI PP 03.11.2015, p. 6, AI 1257: “Io avevo con

me 1,18 grammi netti di hascisc che avrei consumato al momento del mio rientro

in Italia”), ciò che ha ribadito pure in sede di interrogatorio

dibattimentale (VI DIB 29.04.2016, p. 5, allegato 1 al verbale dibattimentale).

IM 1 ha per contro sempre e costantemente negato di avere

consumato hashish in Svizzera, affermando che ciò sarebbe avvenuto unicamente

in Italia.

Nel verbale di Polizia del 21 aprile 2015, confrontato con i

risultati della prova tossicologica delle urine, che ha dato esito positivo per

la cannabis, l’imputato ha dichiarato:

"

(…) confermo che prima di essere arrestato ho fumato della

cannabis. Ho iniziato a fare uso di cannabis all’età di 20 anni durante il

servizio militare. Quindi ho smesso e ho ripreso a fumare cannabis circa due /

quattro settimane prima del mio arresto a __________.

Preciso che ho solo fumato della cannabis in Italia e mai in

Svizzera.”

(VI PG 21.04.2015, p. 6, AI 983).

Nel verbale d’interrogatorio finale ha confermato:

"

Io ho consumato hascisc, ma in Italia.”

(VI PP 03.11.2015, p. 6, AI 1257).

In aula ha in fine ribadito di avere consumato hashish unicamente

in Italia (VI DIB 29.04.2016, p. 5, allegato 1 al verbale dibattimentale).

19. Secondo l’art. 19a LStup

chiunque, senza essere autorizzato, consuma intenzionalmente stupefacenti

oppure chiunque commette un’infrazione giusta l’articolo 19 per assicurarsi il

proprio consumo, è punito con la multa.

Giusta l’art. 19b LStup chiunque prepara un’esigua quantità di

stupefacenti soltanto per il proprio consumo o ne fornisce gratuitamente

un’esigua quantità a una persona di età superiore ai 18 anni per renderne

possibile il simultaneo consumo in comune non è punibile (cpv. 1).

Per esigua quantità si intendono 10 grammi di uno stupefacente che

produce effetti del tipo della canapa (cpv. 2).

Per quel che concerne la nozione di “esigua quantità”, il

Giudice dispone di un ampio potere di apprezzamento (Albrecht Peter, Die

Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes (Art. 19-28 BetmG), 2. ed. Berna

2007, art. 19b, n. 13).

Quali valori limite valgono ad esempio 5 grammi di eroina, 2

grammi di cocaina e 30 grammi di prodotti della Cannabis nel Canton Basilea,

così come 0.1 grammi di eroina, 0.2 grammi di cocaina e 10 grammi di

hashish/marijuana nel Canton Grigioni (Albrecht Peter, Die Strafbestimmungen

des Betäubungsmittelgesetzes (Art. 19-28 BetmG), 2. ed. Berna 2007, art. 19b,

n. 15).

Pacifico, del resto, che la norma non ritorna applicabile

unicamente in caso di consumo di marijuana: la precisazione di cui al cpv. 2

dell’art. 19b LStup è infatti stata introdotta unicamente al fine di agevolare

il lavoro della Polizia, chiamata a sanzionare con multa disciplinare il

consumo personale di esigua entità di canapa (art. 28b LStup), senza mutare con

ciò la portata del cpv. 1 della medesima norma (vedasi Messaggio CF, p. 7281).

Non trattandosi di un reato continuato, bensì ripetuto, occorre

valutare ogni singolo consumo, mentre è irrilevante il quantitativo complessivo

(Albrecht Peter, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes (Art. 19-28

BetmG), 2. ed. Berna 2007, art. 19b, n. 18; Jenny, Vorentwurf, aprile 1999, 28;

Weissenberger, AJP 1999, 355 s.;

Fingerhuth/Tschurr, Art. 19b, n. 11; Delachaux, 181).

20. Posto che l’imputato ha

sempre affermato di avere consumato hashish unicamente in Italia e agli atti

non vi sono prove del contrario, egli è stato prosciolto da questa imputazione.

Per contro, egli è stato ritenuto colpevole di contravvenzione

alla LF sugli stupefacenti per il possesso di 1.18 grammi di hashish, da lui

ammesso.

Trattandosi di un esiguo quantitativo, ritorna tuttavia

applicabile l’art. 19b LStup, circostanza che rende il suo agire non punibile.

VII) Commisurazione della pena

21. Giusta l’art. 47 cpv. 2 CP la

colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso

(Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il

grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la

reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la

giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le

espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129

IV 6 consid. 6.1).

Vanno, poi, considerati, dal profilo soggettivo (Tatverschulden),

i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere

del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di

evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di

decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità (cfr. DTF 127 IV 101

consid. 2a p. 103). In relazione a quest'ultimo criterio, occorre tener conto

delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in

relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non

siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi

dell’art. 48 CP (FF 1999 1745; STF del 12 marzo 2008 6B_370/2007 consid. 2.2).

In quest’ambito, si inserisce l’eventuale responsabilità limitata

dell’autore. In una sentenza dell’8 marzo 2010 (DTF 136 IV 55, poi confermata

in STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010), distanziandosi dalla

giurisprudenza precedente (cfr. DTF 134 IV 132), il Tribunale federale ha,

infatti, stabilito che - contrariamente ad un’interpretazione puramente

letterale del testo dell’art. 19 cpv. 2 CP (“il giudice attenua la pena”) - la

scemata imputabilità è un elemento che ha un influsso diretto sulla colpa, la

riduzione della pena menzionata dalla norma non essendo altro che la

conseguenza di tale colpa attenuata. La scemata imputabilità va, quindi,

considerata già nella determinazione della colpa dell’autore e non - come prima

si indicava - semplicemente applicata sulla pena (DTF 136 IV 55 consid. 5.5;

STF 6B_1092/2009,6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato

(Gesamtverschulden), il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una

scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica

adeguata.

Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in

particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una

ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati

all’autore (Täterkomponente), ovvero della sua vita anteriore (antecedenti

giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di

salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva,

ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale

così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid.

5.7; STF del 22 giugno 2010 6B_1092/2009 e 6B_67/2010 consid. 2.2.2; cfr. anche

STF del 19 giugno 2009 6B_585/2008 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato

che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere sfruttata

necessariamente per intero se una pena più tenue potrà presumibilmente

trattenere l'autore dal compiere altri reati (messaggio del 21 settembre 1998

concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice penale militare

nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999 1744; STF del 14

ottobre 2008, inc.6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008; STF del 12 marzo 2008,

inc.6B_370/2007 consid. 2.2; DTF 128 IV 73 consid. 4 p. 79). La legge ha,

così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di pronunciare

sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV 73 consid.

4c p. 79; 127 IV 97 consid. 3 p. 101). Questo criterio di prevenzione speciale

permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in

ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF del 14 ottobre 2008 inc.

6B_78/2008,6B_81/2008,6B_90/2008 consid. 3.2.; STF del 12 marzo 2008, inc.

6B_370/2007 consid. 2.2; STF del 17 aprile 2007, inc.6B_14/2007 consid. 5.2 e

riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,

Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6 n. 72).

22. Secondo l’art. 49 cpv. 1 CP,

quando per uno o più reati risultano adempiute le condizioni per l’inflizione

di più pene dello stesso genere, il giudice condanna l’autore alla pena

prevista per il reato più grave aumentandola in misura adeguata. Non può

tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena comminata ed è, in

ogni modo, vincolato al massimo legale del genere di pena (Ackermann, Basler

Kommentar, Strafrecht I, 2. ed., Basilea 2007, ad art. 49, n. 8 e seg., p. 908

seg.; Trechsel/Affolter-Eijsten, Schweizerisches Strafgesetzbuch,

Praxiskommentar, Zurigo 2008, ad art. 49, n. 7 e seg., p. 282 seg.;

Stratenwerth/Wohlers, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Handkommentar, 2. ed.,

Berna 2009, ad art. 49, n. 1, p. 114; Stoll, Commentaire romand, Code pénal I,

Basilea 2009, art. 49, n. 78, p. 506).

Giusta l’art. 42 cpv. 1 CP, il giudice sospende di regola

l’esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità o di una

pena detentiva da sei mesi a due anni se una pena senza condizionale non sembra

necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti. Così

come la giurisprudenza ha già avuto modo di precisare, la concessione della

sospensione condizionale rappresenta ormai la regola da cui ci si può dipartire

unicamente in presenza di una prognosi negativa, ritenuto che, in caso di

dubbio, deve prevalere il differimento dell’esecuzione della sanzione (STF

6B_103/2007 del 12 novembre 2007, consid. 4.2.2.).

Se, per contro, nei 5 anni precedenti il reato, l’autore è stato

condannato a una pena detentiva di almeno sei mesi, con o senza la

condizionale, o a una pena pecuniaria di almeno 180 aliquote giornaliere, la

sospensione è possibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente

favorevoli (art. 42 cpv. 2 CP). L’art. 42 cpv. 2 CP esclude così la concessione

della sospensione (integrale o parziale) della pena salvo nel caso in cui siano

date condizioni tali da ribaltare la presunzione di pronostico negativo legata

all’esistenza del precedente penale (DTF 134 IV 1, consid. 4.2.3; STF 4 giugno

2010, inc.6B_244/2010, consid. 1; 19 maggio 2009, inc.6B_492/2008, consid.

3.1.2).

Contrariamente a quanto è la regola in materia di sospensione

condizionale della pena, nel caso dell’art. 42 cpv. 2 CP non è più supposta

l’assenza di una prognosi negativa (DTF 134 IV 1, consid. 4.2.3; STF 19 maggio

2009, inc.6B_492/2008, consid. 3.1.2).

Per “circostanze particolarmente favorevoli” si intendono quelle

che escludono o annullano il valore peggiorativo della prognosi insito nella

condanna precedente (STF 19 maggio 2009, inc.6B_492/2008, consid. 3.1.2 [non

pubblicato in DTF 135 IV 152]) così che, in questi casi, la concessione della

sospensione può entrare in considerazione soltanto se vi sono elementi esterni

determinanti che, valutati nel loro complesso, fanno ragionevolmente supporre

che il condannato si emenderà (STF 18 febbraio 2010, inc.6B_812/2009, consid. 2.1.;

STF 19 maggio 2009, inc.6B_492/2008, consid. 3.1.2). Il giudice deve,

pertanto, esaminare se vi sono circostanze particolarmente favorevoli che

relativizzano la valenza negativa del precedente che è, di principio,

indiziante della possibilità della commissione di nuovi reati. In questa

valutazione può diventare determinante, ad esempio, il fatto che l’infrazione

da giudicare non ha alcun rapporto con l’infrazione anteriore o un importante e

positivo mutamento delle condizioni di vita del condannato (DTF 134 IV 1,

consid. 4.2.3; STF 19 maggio 2009, inc.6B_492/2008, consid. 3.1.2; cfr. anche

Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, 2. ed., Berna 2006, §5 n. 42).

In sintesi, il condannato deve presentare, malgrado il precedente, solide

garanzie di non reiterazione del reato nel caso in cui gli fosse concessa la

sospensione condizionale (STF 4 giugno 2010, inc.6B_244/2010, consid. 1).

Ciò vale anche quando la precedente condanna è stata inflitta

all’estero, a condizione che essa sia conforme ai principi del diritto svizzero

per quanto riguarda la punibilità di un determinato comportamento, la misura

della pena irrogata e la conformità procedurale (DTF 134 IV 1 consid. 4.2.3;

STF 6B_244/2010 del 4 giugno 2010 consid. 1;6B_492/2008 del 19 maggio 2009

consid. 3.1.2; cfr. anche Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, 2.

ed., Berna 2006, §5, n. 42; Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la

modifica del Codice penale svizzero, FF 1999 pag. 1735).

23. Giusta l'art. 43 cpv. 1 CP,

il giudice può sospendere parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di

un lavoro di pubblica utilità o di una pena detentiva di un anno a tre anni se

necessario per tenere sufficientemente conto della colpa dell'autore. Anche se

la norma non lo prevede esplicitamente, la concessione della sospensione

condizionale parziale presuppone, come nell'ambito dell'art. 42 CP per la

condizionale totale, una prognosi non sfavorevole (DTF 134 IV 60 consid. 7.4

pag. 77).

Quando la durata della pena detentiva si situa, come nella

fattispecie, tra uno e due anni, il giudice ha la possibilità di scegliere tra

la sospensione completa e quella parziale, ritenuto che la sospensione ai sensi

dell'art. 42 CP è la regola, mentre quella parziale è l'eccezione (STF

6B_996/2014 dell'8 settembre 2015, consid. 2). Quest'ultima può essere

pronunciata solo se la concessione della sospensione di una parte della pena è

concepibile, dal punto di vista della prevenzione speciale, unicamente se

abbinata ad una pena detentiva ferma. Ove esistono dei fondati dubbi sulle

prospettive di recupero dell'autore, che tuttavia non giustificano ancora,

tenuto conto dell'insieme delle circostanze, una prognosi chiaramente

sfavorevole, il tribunale può decidere per una sospensione parziale invece che

per una completa. In questo modo, di fronte a situazioni incerte, è possibile

trovare una soluzione adatta alla persona specifica, evitando di trovarsi

invischiati in un ragionamento troppo restrittivo che impone di dover scegliere

tra "tutto o niente" (STF 6B_996/2014 dell'8 settembre 2015, consid.

2). Una prognosi negativa, per contro, esclude sia la sospensione totale che

quella parziale (DTF 134 IV 1 consid. 5.3.1.).

Trattandosi di una previsione, la questione a sapere se una

sospensione della pena consente di scoraggiare il condannato dal commettere

nuove infrazioni deve essere decisa sulla scorta di un apprezzamento globale,

che tiene conto delle circostanze del reato, dei precedenti dell'autore, della

sua reputazione, della sua situazione personale al momento del giudizio e del

suo stato d'animo. La valutazione deve fondarsi su tutti gli elementi atti a

chiarire gli aspetti della personalità della persona in disamina e delle sue

chances di riscatto. Il Tribunale federale ha, a tal proposito, chiarito che non

è possibile accordare un peso particolare a determinati criteri e tralasciarne

altri, se parimenti pertinenti.

24. Nel caso concreto, la Corte

ha ritenuto la colpa dell’imputato grave sia dal profilo oggettivo che

soggettivo.

In particolare, dal profilo oggettivo è significativo l’importante

quantitativo trasportato in una sola volta, nonché la vendita a consumatori

della regione di 100 grammi in pochi mesi.

Dal profilo soggettivo, la colpa dell’imputato è grave perché egli

è ripetutamente venuto in Svizzera ed in Ticino con il deliberato intento di

commettere reati.

Il suo movente è stato evidentemente la ricerca del guadagno

facile e veloce. Per raggiungere il suo fine, IM 1 non ha esitato a trattare

una delle sostanze stupefacenti più deleterie per la salute pubblica. Ciò

dimostra oltremodo il suo egoismo.

La Corte non ha creduto che l’imputato abbia agito perché

minacciato, ciò che ha dichiarato per la prima volta in occasione

dell’interrogatorio dibattimentale. Del resto, egli stesso in corso del

medesimo interrogatorio ha ammesso di aver agito a fine di lucro (VI DIB

29.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).

Allarma poi la sua predisposizione a delinquere e ciò in ragione

della facilità con cui si è reso disponibile sia a trasportare droga che soldi

legati a tale traffico, nonché la reiterazione dei reati in un breve lasso di

tempo.

A favore di IM 1 la Corte ha ritenuto la sensibilità alla pena,

posto che egli é chiamato ad espiarla lontano dai suoi famigliari, e la durata

del carcere preventivo sofferto.

Irrilevanti, invece, le motivazioni da lui addotte circa

l’incidente di cui è stato vittima e la mancanza di entrate (VI DIB 29.04.2016,

p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale). Nessuna di queste circostanze,

infatti, giustifica in alcun modo l’essersi prestato a trasportare eroina e

denaro proveniente dal suo traffico.

La Corte non ha peraltro potuto seguire la pubblica accusa,

laddove attribuisce al reato di riciclaggio un peso specifico particolare,

traslando la somma in sostanza venduta. Il reato di riciclaggio di denaro,

infatti, è stato previsto proprio per punire lo specifico comportamento di

rendere irreperibile il denaro proveniente da un crimine – e non ad esempio un

semplice delitto – sicché è ininfluente quale reato si trovi a monte del

riciclaggio. In caso contrario, si tornerebbe ad imputare indirettamente una

complicità o correità nel reato principale.

25. In tale contesto, richiamato

il concorso di reati, la Corte ha ritenuto adeguata alla colpa di IM 1 una pena

detentiva di 30 (trenta) mesi.

26. Per quanto attiene alla

sospensione condizionale, l’imputato essendo incensurato, torna applicabile

l’art. 42 cpv. 1, rispettivamente 43 CP e la pena deve essere posta al

beneficio della sospensione condizionale parziale.

Per tenere debitamente conto della colpa, la Corte ha fissato in

15 (quindici) mesi la parte da espiare, rimanendo i restanti 15 (quindici) mesi

sospesi per un periodo di prova di 3 (tre) anni.

VIII) Sequestri

27. Per quel che ne è dei

sequestri, in accoglimento della richiesta dell’accusa, a cui la difesa non si

è opposta, la Corte ha ordinato la confisca di tutto quanto sotto sequestro,

con distruzione dello stupefacente sequestrato, che non è stato indicato

nell’atto d’accusa.

IX) Nota professionale del

difensore d’ufficio

28. Giusta l’art. 135 cpv. 1 CPP

il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa d’avvocatura della

Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento penale a carico

del patrocinato.

Al caso concreto è pertanto applicabile il regolamento sulla

tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la

fissazione delle ripetibili (Rtar), in vigore dal 1. gennaio 2008.

Il predetto regolamento stabilisce la tariffa per le prestazioni

dell’avvocato nel caso della sua nomina a patrocinatore d’ufficio, nel caso di

concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar).

All’avvocato è riconosciuto l’onorario per le prestazioni

necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi e le

disposizioni del regolamento (art. 2 cpv. 1 Rtar). La retribuzione della difesa

d’ufficio copre dunque il dispendio di tempo essenziale ad un’efficace difesa

nel procedimento penale (Ruckstuhl, BSK StPO, art. 135 CPP n. 3; Lieber, ZK

StPO, art. 135 CPP n. 3/6; Schmid, StPO Praxiskommentar, art. 135 CPP n. 3;

Galliani/Marcellini, Commentario CPP, art. 135 CPP n. 4): deve essere

indennizzato l’onorario proporzionale e necessario, che è in nesso causale con

la tutela dei diritti del difeso (Ruckstuhl, BSK StPO, art. 135 CPP n. 3;

Lieber, ZK StPO, art. 135 CPP n. 6).

L’onorario dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro

sulla base della tariffa di CHF 180.00/ora (art. 4 cpv. 1 Rtar; tariffa

confermata anche dall’Alta Corte, STF 6B_502/2013 del 3 ottobre 2013 consid.

3.2.). Se la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo

richiesto studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove

e complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF

250.00/ora (art. 4 cpv. 2 Rtar). L’onorario dell’avvocato per la partecipazione

a interrogatori fuori dall’orario di lavoro usuale (tra le ore 20:00 e le ore

08:00 dei giorni feriali, nei giorni festivi ufficiali e di sabato) è fissato a

CHF 250.00/ora (art. 5a Rtar).

Per la determinazione dell’onorario a favore del difensore

d’ufficio, tenute presenti le citate tariffe orarie, fanno stato i principi

dell’art. 21 cpv. 2 della legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar), secondo i

quali l’avvocato ha riguardo alla complessità ed all’importanza del caso, al

valore ed all’estensione della pratica, alla sua competenza professionale ed

alla sua responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati, alla situazione

personale e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed alla sua

prevedibilità (STF 6B_810/2010 del 25 maggio 2011 consid. 2.).

Ha inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo

svolgimento del patrocinio, riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar).

Quest’ultima norma prevede che possa essere riconosciuto un importo forfetario

in per cento dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, di

spedizione, di comunicazione, di fotocopie e di apertura e archiviazione

dell’incarto (art. 6 cpv. 1 Rtar).

L’assunzione di un mandato di patrocinatore d’ufficio da parte di

un avvocato dipendente di uno studio legale è considerata un’attività

indipendente che non può essere attribuita al datore di lavoro. Le prestazioni

di servizio fornite sul territorio svizzero da un avvocato nel quadro di una

difesa d’ufficio sono sottoposte all’IVA se l’avvocato medesimo vi è

assoggettato (STF 6B_486/2013 del 16 luglio 2013 consid. 4.3.;6B_638/2012 del

10 dicembre 2012 consid. 3.7.; sentenza CRP 60.2013.455 del 6 maggio 2014

consid. 3.6.2.). Di conseguenza non si giustifica l’attribuzione dell’IVA al

patrocinatore indipendente quand’esso non sia personalmente assoggettato alla

stessa.

Ciò premesso, va detto che la Corte ha ridotto la nota d’onorario

dell’avv. DUF 1.

29. In particolare, per quanto

attiene ai contatti con la moglie dell’imputato, sono stati riconosciuti solo

quelli ritenuti essenziali, nella misura quindi di 30 minuti in luogo delle 3

ore e 10 minuti esposte nella nota d’onorario.

Quanto ai contatti – telefonici e personali – con l’imputato, gli

stessi sono stati ridotti, in quanto ritenuti eccessivi per rapporto alla

complessità del caso.

Sono quindi state decurtate le seguenti posizioni della nota d’onorario:

Onorari

- 08.04.2015: Trasferta c/o

Farera (20 min), colloquio con cliente (1h.35), trasferta (20 min)

- 13.04.2015: Colloquio

telefonico con cliente (10 min)

- 21.04.2015: colloquio con

cliente (10 min)

- 28.04.2015: trasferta c/o

Farera (30 min), colloquio con cliente (1.50 h), trasferta (30 min)

- 12.05.2015: colloquio con

cliente (30 min)

- 03.06.2015: colloquio

telefonico con cliente (15 min)

- 04.06.2015: Trasferta c/o

Farera (30 min), colloquio con cliente c/o Farera (1h30), trasferta (15 min)

- 08.06.2015: Colloquio

telefonico con cliente (15 min)

- 12.06.2015: trasferta c/o

Farera (15 min), colloquio con cliente (1h), trasferta (30 min)

- 17.06.2015: Colloquio

telefonico con cliente (10 min)

- 25.06.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 30.06.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 08.07.2015: Trasferta c/o

Farera (25 min), colloquio con cliente (1 ora e 15 min), trasferta (30 min)

- 10.07.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 15.07.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 21.07.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 22.07.2015: Trasferta c/o

Farera (30 min), colloquio con cliente (45 min), trasferta (30 min)

- 03.08.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 05.08.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 13.08.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 19.08.2015: Colloquio

telefonico con cliente (15 min)

- 10.09.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 11.09.2015: Trasferta c/o

Stampa (30 min); colloquio telefonico con cliente (1h); trasferta (45 min)

- 30.09.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 21.10.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 02.11.2015: Trasferta c/o

Farera (30 min); colloquio con cliente (2h e 15 min); trasferta (45 min)

- 10.11.2015: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 24.11.2015: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 11.01.2016: Colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 29.01.2016: trasferta c/o

Stampa (30 min); colloquio con cliente (1h); trasferta (30 min)

- 16.02.2016: colloquio

telefonico con cliente (5 min)

- 03.03.2016: Trasferta c/o

Stampa (15 min), incontro con cliente (1h), trasferta (15 min)

- 29.03.2016: trasferta c/o

Stampa (30 min); colloquio con cliente (1h); trasferta (30 min)

Esborsi

- 08.04.2015: Trasferta 9.6

Km – colloquio con cliente c/o Farera per CHF 6.70

- 04.06.2015: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Farera per CHF 6.70

- 12.06.2015: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Farera per CHF 6.70

- 08.07.2015: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Farera per CHF 6.70

- 11.09.2015: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Stampa per CHF 6.70

- 02.11.2015: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Stampa per CHF 6.70

- 03.03.2016: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Stampa per CHF 6.70

- 29.03.2016: Trasferta KM

9.6 – colloquio con cliente c/o Stampa per CHF 6.70

Ritenuta la tipologia del reato e la condotta delle parti,

rapportandoli alla preparazione media di un patrocinatore diligente, il tempo

di preparazione del dibattimento esposto nella nota professionale del

patrocinatore è stato altresì ritenuto elevato e quindi ridotto. All’avv. DUF 1

sono state quindi riconosciute per la preparazione del dibattimento

complessivamente 8 ore.

Quanto invece a tutte le ulteriori poste esposte nella nota

professionale, le stesse sono state integralmente riconosciute.

La nota dell’avv. DUF 1, adattata all’effettiva durata del

dibattimento, è stata approvata per CHF 25'470.95 comprensiva di onorario,

spese, IVA e disborsi.

30. IM 1 è tenuto a rimborsare

allo Stato del Canton Ticino l’importo di CHF 25'470.95 non appena le sue

condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Visti gli art. 12, 40, 42, 43,

44, 47, 49, 51, 69, 305bis cifra 1 CP;

19 cpv. 2, 19a, 19b LStup;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

1.1. infrazione aggravata alla

LF sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di eroina che sapeva o doveva

presumere essere tale da mettere direttamente o indirettamente in pericolo la

salute di molte persone,

per avere, nel periodo compreso tra dicembre 2014 e il 1. aprile

2015, a __________, __________, __________, __________, __________ e in altre

imprecisate località, agendo in parziale correità con i cittadini albanesi __________

e __________,

senza essere autorizzato, posseduto, detenuto, trasportato e

alienato complessivi 481.80 grammi di eroina, di cui 381.80 grammi, destinati

alla vendita, trasportati dal Canton Berna a __________ e 100 grammi da lui

alienati a consumatori locali;

1.2. riciclaggio di denaro

ripetuto

per avere,

nel periodo compreso tra dicembre 2014 e il 1. aprile 2015, a __________,

__________, __________, __________, __________, __________, __________ e in

altre imprecisate località, ripetutamente trasportato in Italia e inviato in

Albania tramite __________ e __________ o consegnato a tale __________ affinché

li portasse in Albania, complessivi CHF 73'000.00, sapendo o dovendo presumere

che gli stessi provenivano da un crimine e meglio dalla vendita di eroina,

ricevendo quale compenso Euro 6'500.00;

1.3. contravvenzione alla LF

sugli stupefacenti

per avere,

il 1. aprile 2015, a __________, senza essere autorizzato,

detenuto sulla sua persona 1.18 grammi di hashish destinati al suo consumo

personale;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

IM 1 è prosciolto

dall’imputazione di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti di cui al punto

3.

dell’atto d’accusa limitatamente al consumo di un indeterminato quantitativo

di hashish.

3.

Di conseguenza,

IM 1 è condannato

3.1

alla pena detentiva di

2.

(due) anni e 6 (sei) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.2

L’esecuzione della

pena detentiva è sospesa in ragione di 15 (quindici) mesi, con un periodo di

prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

4.

È ordinata la confisca di

tutto quanto sotto sequestro, con distruzione dello stupefacente.

5.

La tassa di giustizia di

CHF 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.

6.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario CHF 21'447.50

spese CHF 278.00

IVA CHF 1'738.05

esborsi CHF 2'007.40

totale CHF 25'470.95

6.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di CHF 25'470.95 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della

circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

- Dipartimento sanità e

socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

- Ufficio centrale svizzero

di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

- Ufficio di comunicazione

in materia di riciclaggio di denaro (MROS), Nussbaumstrasse 29, 3003 Berna

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 15'238.50

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 128.20

fr. 16'366.70

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