Lexipedia

Decisione

72.2016.220

Tentata rapina: autore colpevole di aver tentato di commettere un furto ai danni di una gioielleria, usando violenza nei confronti delle venditrici e minacciandole di un pericolo imminente alla vita o

13 marzo 2017Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

140 cifra 1 cpv. 1 CP in combinazione con l’art. 22 CP;

Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in

rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato IM 1, assistito

dal suo difensore d’ufficio avv. DUF 1;

- in qualità di interprete

per la lingua __________, __________.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30

alle ore 12:10.

Sentiti: - il Procuratore

pubblico, il quale sottolinea che l’imputato non è credibile quando afferma

che pensava di venire in Svizzera a fare un lavoro onesto, non avendo reso

dichiarazioni lineari in merito ed essendo le stesse comunque smentite da __________

L’imputato non può essere creduto nemmeno quando afferma che aveva deciso di

non commettere la rapina, dal momento che lui e __________ sono entrati nella

gioielleria muniti di spray al pepe e pistola giocattolo e conformemente al

piano avevano iniziato a distrarre le commesse, le quali però si sono accorte

di quanto stava accadendo e sono riuscite a sventare la rapina. Chiede quindi

la conferma dell’atto d’accusa sia in fatto che in diritto. Per quanto concerne

la colpa dell’imputato, evidenzia che ha percorso migliaia di chilometri per

venire in terra straniera a delinquere, che ha agito per scopo di lucro e in

modo professionale, secondo un piano ben studiato e con una ripartizione dei

ruoli coordinata. Sottolinea poi che si tratta di un delinquente recidivo che

ha precedenti specifici, quasi un delinquente abituale. Ha fornito qualche

elemento utile all’inchiesta ma non si è assunto fino in fondo le proprie

responsabilità. In carcere non ha tenuto un comportamento esemplare. Tenuto

infine conto del fatto che dovrà scontare la pena lontano da casa, propone la

condanna dell’imputato alla pena detentiva di 2 anni, che sono interamente da

espiare, essendo la prognosi nefasta. Chiede inoltre il sequestro conservativo

degli oggetti sequestrati;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputato, il quale sottolinea che in prima battuta al suo

assistito - che era appena uscito di carcere, non aveva né un lavoro né un

posto dove andare - era stato prospettato un lavoro onesto, come confermato anche

da __________ Solo in Italia i capi gli hanno svelato il reale scopo del

viaggio, ma a questo punto era impossibile per il suo patrocinato tirarsi

indietro, per il timore di subire ritorsioni. Mette poi in evidenza che il suo

patrocinato e gli altri autori materiali della rapina erano delle semplici

pedine nelle mani dei capi. Sottolinea che anche __________ conferma che il suo

assistito voleva tirarsi indietro e che sicuramente aveva ricevuto delle

minacce. Il suo patrocinato e __________ si erano quindi messi d’accordo di non

fare la rapina, ma di giocare il loro ruolo, sapendo di essere sorvegliati dai

capi, ai quali avrebbero riferito che le commesse erano troppo vicine al

pulsante dell’allarme, per cui non era stato possibile eseguire la rapina. Infatti,

una volta entrati nella gioielleria, IM 1 e __________ non mettono a terra le

commesse, come era previsto, a dimostrazione del fatto che non volevano fare la

rapina. Dal momento che nulla impediva loro di entrare in azione, il suo

patrocinato e __________ hanno spontaneamente desistito dal portare a termine

il colpo. In conclusione, chiede che il suo assistito venga esonerato da ogni

pena ex art. 23 CP. Sottolinea inoltre che IM 1 ha collaborato in maniera

fattiva all’inchiesta (anche se riconosce che la collaborazione non è stata

immediata), ciò che non è stato facile per lui, avendo a che fare con una

organizzazione criminale ben organizzata, per cui certamente rischia delle

conseguenze. Subordinatamente chiede una massiccia riduzione della pena proposta,

tenuto conto della collaborazione prestata e della situazione personale del suo

assistito.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art. 12, 22, 40, 47,

51, 69, 140 cifra 1 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

1. è autore colpevole di:

tentata rapina

per avere,

il 10 settembre 2016, ad __________,

in correità con i cittadini __________ __________ e __________ nonché con altre

tre persone non identificate (denominate “il __________”, “il __________”

e “__________”),

tentato di commettere un furto ai danni della gioielleria __________, usando

violenza nei confronti delle venditrici __________ e __________ e minacciandole

di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale con una replica di

un’arma da fuoco e con una bomboletta di spray al pepe,

non portando a termine il colpo a causa della pronta reazione delle due

venditrici, del mancato ingresso di __________ nella gioielleria e dell’arresto

da parte della Polizia,

e meglio come descritto nell’atto

d’accusa.

Considerandi

2.

Di conseguenza,

IM 1 è condannato alla pena detentiva di 24 (ventiquattro) mesi, da

dedursi il carcere preventivo sofferto.

3.

È ordinata la confisca dei

seguenti oggetti in sequestro:

- cellulare Nokia nero (__________,

rep. n. 50583);

- carta Sim (__________,

rep. n. 50584).

4.

È mantenuto il sequestro

conservativo in quanto mezzi di prova sui seguenti oggetti in sequestro:

- camicia da uomo azzurra

(rep. n. 50585);

- paio di pantaloni

grigio/neri (rep. n. 50586;

- bicicletta marca Mondia,

colore bianca e grigia (n. telaio 000057, rep. n. 50587).

5.

La tassa di giustizia di

fr. 500.-- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

6.

Le

spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

6.1

La nota professionale 8 marzo

2017.

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario (fr. 250.--/h) fr. 4'000.00

onorario (fr. 180.--/h) fr. 9'983.00

spese fr. 940.00

IVA (8%) fr. 1'193.85

totale fr. 16'116.85

6.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 16’116.85 non appena

le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a:

Comunicazione a: - Comando

della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500

Bellinzona

- Ministero

Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

- Ufficio

dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione

della Popolazione, ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501

Bellinzona

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise

correzionali

La Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 500.--

Inchiesta preliminare fr. 20'277.--

Traduzioni fr. 8715.35

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 66.75

fr. 29'559.10

===========