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72.2016.235

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28 febbraio 2017Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

il 3 settembre 2015;

reato previsto: dall’art.

22 cpv. 1 e 181 CPS;

2. sequestro

di persona e rapimento

per avere, il 3 settembre 2015 a __________, agendo

sempre in correità con __________, __________ e __________

(ma a suo dire accompagnato solo dal __________ e da tale “__________”),

indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua libertà ACPR 1, dapprima

presso il suo domicilio privato di __________, indi durante il tragitto in

automobile verso la banca di __________, al fine di portare a compimento l’atto

estorsivo di cui al punto 1;

fatti avvenuti: a __________

il 3 settembre 2015;

reato previsto:

dall’art. 183 cifra 1 CPS;

Presenti: - il

Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

- l’imputato IM 1, assistito

dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

- in qualità di interprete

per la lingua __________, __________.

Espletato il

pubblico dibattimento dalle ore 09:40 alle ore 15:31

Sentiti: - il Procuratore pubblico,

per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: la

questione legata al contratto avrebbe potuto essere risolta in maniera legale e

invece è stata scelta la via più breve e anche quella più violenta. Il

mandante, ancora ignoto, ma che possiamo intravedere dalle carte processuali, è

una persona spregiudicata, che assolda la gente per risolvere in maniera

extragiudiziaria le sue questioni, volendo imporre con la violenza e la

minaccia solo le proprie ragioni.

IM 1 è il personaggio chiave di tutta la vicenda. È lui che ha

avuto rapporti e che ha conosciuto i mandanti, perlomeno quelli da lui

descritti, i presunti __________. È lui che riceve il mandato dietro pagamento

di EUR 5'000.00. È lui che dirige l’azione e l’operazione ed è lui che detiene

in mano il contratto. È sempre lui che dirige l’intervento in loco, facendo

andare in avanscoperta __________, siccome i capi sono quelli che stanno nelle

retrovie e mandano avanti gli “sgherri”. IM 1 è pure quello che usa, guida e

poi fa sparire l’Audi A6, intercettata nella frontiera lituana, a nome di una

società francese inesistente, a dimostrazione che conosceva i canali della

criminalità internazionale.

La versione fornita dall’imputato è una versione dei fatti

edulcorata, epurata di tutti gli aspetti coattivi che hanno caratterizzato la

vicenda. A suo dire si sarebbe trattato di una semplice visita di cortesia, una

cosa pacifica, tranquilla, ma basta leggere i verbali della vittima per

rendersi conto che le cose sono andate in maniera totalmente diversa. Di strade

per verificare l’intenzione di pagare o meno ce n’erano a iosa, ma non sono

state utilizzate.

In diritto, l’accusa rinvia agli accertamenti giurisprudenziali

indicati nella sentenza della precedente inchiesta.

Quanto alla commisurazione della pena, rinvia all’AI 19,

osservando che i precedenti francesi di IM 1 parlano da soli per quanto attiene

al pedigree del personaggio. L’imputato è recidivo ai sensi dell’art. 42 cpv. 2

CP, avendo racimolato negli anni ben più dei 6 mesi richiesti dalla norma.

Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 3

(tre) anni e 6 (mesi), da espiare, in misura almeno della metà, nonché la

confisca di tutto quanto sotto sequestro come provento di reato;

- l’avv. DUF 1,

difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti

conclusioni: è vero che sembra che ci si debba trovare qua per la prima volta

davanti a un esattore criminale, come è stato descritto dal PP, ma così non è.

La difesa premette che chiederà il proscioglimento dal reato di

tentata coazione, ammettendo una condanna a una pena pecuniaria per il reato di

sequestro di persona.

Per quanto concerne l’imputazione di tentata coazione, i fatti

imputati nell’atto d’accusa, a mente del difensore, non costituiscono reato.

Manca la spiegazione di quali minacce siano state proferite da IM 1, ma si

parla solo genericamente di minacce. Già questo indica che questa condanna non

può stare. Va anche detto che secondo dottrina e giurisprudenza la tentata

coazione resta assorbita dal reato di sequestro, se non vi sono particolari

momenti a sé stanti che possano tenere vivo il reato di coazione. Lo dice per

esempio Wiprächtiger nel commentario, art. 183 CP, n. 154. I fatti commessi da IM

1 non costituiscono comunque il reato di coazione. La difesa riassume gli

elementi costitutivi del reato, osservando che per l’art. 350 CPP il giudice è

vincolato ai fatti indicati nell’atto d’accusa. Questo significa che, non

essendo specificate nell’atto d’accusa le gravi minacce che IM 1 avrebbe

pronunciato nei confronti di ACPR 1, mancano i fatti contestati dall’imputato.

Per la qualifica del reato di coazione occorreva quindi precisare quali fossero

le minacce di grave danno proferite da IM 1 contro ACPR 1, come previsto

all’art. 325 cpv. 1 lett. f CPP, cosa che manca e impedisce quindi la condanna

per il capo d’accusa di tentata coazione.

A titolo abbondanziale la difesa osserva che IM 1 ha contestato di

avere proferito minacce nei confronti di ACPR 1, siccome le stesse non erano

necessarie. Si trattava unicamente di presentarsi da ACPR 1, che non rispondeva

al telefono e alle lettere, per capire le sue intenzioni relativamente al

contratto. A proposito dell’attività di ACPR 1 di recupero di crediti va detto

che questa specie di attività è perfettamente lecita e regolamentata in

Francia, e meglio come appare dall’estratto prodotto quale doc. dib. 1. Queste

norme richiedono che il credito sia certo, liquido ed esigibile, nonché una

notifica al debitore, presupposti tutti dati nel nostro caso. Questa è la

situazione di partenza per IM 1, che parte da __________ con l’incarico

dell’indiano e del parigino. A quel momento i parigini hanno anche consegnato a

IM 1 il contratto per dimostrare l’esistenza del credito, l’esigibilità e la

sua scadenza. Al punto 12 del contratto viene detto che ogni questione legata

al contratto doveva essere risolta con una discussione diretta, quindi

bisognava discutere direttamente prima di tutto e se poi le cose dovevano

fallire bisognava finire ai tribunali __________. Quindi si sono comportati

nient’altro che secondo quanto ACPR 1 aveva sottoscritto e firmato.

La difesa sottolinea poi che ACPR 1 non è uno sprovveduto, egli

era implicato in un affare di milioni già solo di commissione, era oltretutto

riuscito a trovare i possibili acquirenti per l’isola alle __________ per

svariati milioni e poteva disporre di ingenti somme di denaro, avendo pagato

CHF 1 mio. la prima volta e poi ancora CHF 500'000.00. Non si tratta quindi di

un pulcino che deve spaventarsi alla vista di un uomo alto 1.98 m. Peraltro ACPR

1 era rimasto passivo per oltre un anno di fronte ai propri debiti e quindi

doveva aspettarsi che qualcuno l’avrebbe cercato, secondo quanto firmato nel

contratto.

La versione di IM 1 è lineare, ci sono solo delle piccole cosette

che nulla cambiano alla sostanza. Sono partiti da __________ e arrivati a __________

in mattinata. Anche nella versione di __________ si sono recati presso

l’appartamento solo in 3, mentre uno sarebbe rimasto nell’automobile. ACPR 1

nel suo verbale dell’8 ottobre 2015, p. 5, aveva sostenuto che vi fossero 2

individui a casa sua e poi in un secondo tempo si è corretto in 3 persone.

Comunque 3 persone collima anche con quanto detto da IM 1. __________ è entrato

in casa, mentre IM 1 e __________ sono rimasti in terrazza. Lo stesso ACPR 1

riconosce IM 1 nell’allegato 1 del suo verbale, riconosce __________

nell’allegato 2, ma non riconosce la persona che figura nell’allegato 3, ovvero

__________ citato da __________. ACPR 1 non era forzato in nessuna maniera, ma

aveva già capito, avendo preso contatto con il fratello e con il socio, che

qualcuno sarebbe arrivato in quel frangente. Di fatti, a quel momento aveva

tutto l’interesse di portare il gruppo in banca per farli cadere in mano alla

Polizia.

Quanto alle intenzioni di quel giorno, il racconto di __________ e

IM 1 corrispondono: lo scopo era quello di capire quali fossero le intenzioni

di ACPR 1 su come onorare il debito derivante dal contratto. Nessuno ha mai

detto di essere venuto in Ticino per ottenere denaro da ACPR 1, tant’è che

nessuno gli ha detto di andare a prelevare i soldi che aveva sul conto oppure

di dare loro quelli che aveva in casa, non hanno né chiesto, né preteso, né

voluto, né ricevuto soldi da ACPR 1, ma volevano solo sapere come volesse

regolare, siccome era rimasto passivo nei confronti del mandante di __________.

Ecco perché hanno ammesso senza problemi che ACPR 1 utilizzasse il suo computer

liberamente e si mettesse in contatto con il socio e con il fratello in modo

indisturbato. Non si può quindi sostenere che ci fosse una forza data dalla

presenza degli energumeni. Se ACPR 1 ha potuto colloquiare liberamente in

inglese al PC, lingua capita solo da __________, è perché loro gli hanno detto

di pure cercare di dimostrare dove erano i giustificativi dei versamenti.

Oltretutto questi pagamenti avvengono quando, secondo ACPR 1, il contratto di

acquisto dell’isola era ormai fallito e quindi se ha pagato vuol dire che

qualcosa stava ancora in piedi e quindi era lecito venire a verificare da ACPR

1 quale fosse la sua intenzione. Inoltre, vista la posizione della casa di ACPR

1, una minaccia come quella di “buttarlo nel lago” non sarebbe certo stata

facilmente attuabile.

Non è nemmeno vero che IM 1 e __________ si fossero accordati

perché __________ andasse con ACPR 1 in banca. A una persona sequestrata non si

dice di prendere semplicemente la sua auto e di andare dove voleva con

qualcuno, oltretutto, come __________, che non è del luogo. La convinzione

della difesa è che ACPR 1 fosse perfettamente libero, anzi, era lui che voleva

tenersi qualcuno o tutti quelli della squadra per toglierseli dai piedi. Quindi

la situazione per IM 1 era talmente lecita che nessuno si è mai sognato di

prendere qualsivoglia precauzione o di fuggire. Si tratta di signori abituati in

Francia a fare il recouvrément secondo le regole, che per loro era

perfettamente lecito anche da noi, tant’è che IM 1 ha verificato che i mandanti

avessero scritto, ciò che loro gli hanno confermato. In ogni momento ACPR 1

avrebbe potuto chiamare aiuto, ma non l’ha fatto, è passato in mezzo al

cantiere e sarebbe stato sufficiente dire agli operai di chiamare la Polizia,

chiamare la gente sulla strada cantonale, fermarsi, allontanarsi, scappare, ciò

che non è avvenuto. I signori non avevano armi per minacciare, stavano soltanto

verificando quali fossero le intenzioni.

Venendo al reato di sequestro di persona e rapimento, la difesa

non è d’accordo che il reato venga definito sequestro di persona e rapimento,

se di rapimento non si parla. Questo lo dicono i commentatori, ad esempio

Wiprächtiger, art. 813 CP, il quale dice che non può esserci concorso reale fra

il reato di sequestro di persona e quello di rapimento, men che meno è

possibile denominarli tutti e due assieme nella medesima fattispecie. I fatti sono

costitutivi del reato sequestro di persona o di rapimento. In questo caso,

parlando di “indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua libertà”, ci

si riferisce unicamente di sequestro. Nulla cambia perché la comminatoria è

sempre la stessa, ma è chiaro che se deve comparire sul casellario giudiziale

un reato di sequestro e rapimento o solo di sequestro sarebbe molto più

corretto fare così.

La difesa ritiene che il reato del sequestro di persona possa

essere realizzato, ma nei limiti minimi del reato, limitatamente alla visita a

casa di ACPR 1. Questi è sempre stato libero nei suoi movimenti, libero di

usare il PC, di chiedere aiuto, di non seguire il gruppo che si allontanava da

casa sua. Questo reato è ammesso nella forma più lieve dell’aver tenuto

sequestrata una persona senza particolare violenza o minaccia. ACPR 1 è troppo

furbo lui stesso per cadere nelle minacce indicate nell’atto d’accusa

concernente __________, comunque non riprese nell’atto d’accusa nei confronti

di IM 1. Non erano lì per estorcere un bel nulla o fare delle violenze, ma solo

per capire le intenzioni di ACPR 1.

Sulla commisurazione della pena, la difesa rileva che non si può

infierire, nemmeno per prevenzione speciale, nei confronti di IM 1, come era

stato per __________. Bisogna prendere quello che IM 1 ha voluto e combinato,

quello che non va secondo la nostra legislazione. IM 1 era solo quello che

aveva ricevuto il mandato a __________ per verificare le intenzioni di ACPR 1

e, non sapendo il francese, ha preso __________ per fare il traduttore. __________

gli era stato imposto dai parigini per vedere se sarebbero poi venuti. Ci si

trova in un mondo commerciale e non in un mondo di furbi, tant’è che IM 1 non

aveva nemmeno ricevuto un acconto sul compenso promesso.

IM 1 ha già scontato più di 4 mesi di carcere preventivo. La

difesa osserva di poter immaginare la condanna del suo assistito a una pena

detentiva di 6 (sei) mesi, con la quale potrebbe uscire dal carcere in data

odierna, oppure a una pena pecuniaria, dalla quale si dovrebbe dedurre il

carcere preventivo sofferto. IM 1 ha tenuto un buon comportamento processuale e

si è integrato, per quanto possibile, iniziando a frequentare anche corsi di

italiano. Egli non è quel personaggio terribile che viene dall’estero in Svizzera

solo per delinquere e non merita di scontare una pena più lunga di quanto abbia

già fatto.

Per quanto concerne la confisca, osserva che è vero che i telefoni

sono stati utilizzati per commettere il reato, per tenersi in contatto quel

giorno, ma non hanno servito direttamente per il reato contro ACPR 1 e non sono

quindi mezzi di reato, motivo per cui non avrebbe senso mantenere il sequestro.

Preso atto che le

parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della

sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP.

Visti gli art.: 12, 22, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 181, 183 cifra 1 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG

sulle spese;

dichiara

e pronuncia:

IM 1

1. è

autore colpevole di:

1.1. tentata coazione

per avere,

il 3 settembre 2015, a __________,

usando violenza o minaccia di un

grave danno contro una persona o intralciando in altro modo la libertà di agire

di lei, tentato di costringere a fare, omettere o tollerare un atto,

e meglio per essersi recato, agendo

in correità con __________ e terzi non identificati, presso l’abitazione di ACPR

1 a __________ a bordo dell’Audi A6 targata TI __________, dopo aver mostrato a

ACPR 1 la copia di un contratto relativo a un ingente investimento immobiliare

effettivamente da lui stipulato, in particolare lui stesso e __________

proferito all’indirizzo di ACPR 1 gravi minacce per la sua vita e incolumità

fisica, onde indurlo a recarsi in banca a __________ con il suo veicolo privato

per recuperare del denaro, accompagnato da __________ in veste di passeggero,

mentre gli altri seguivano con l’autoveicolo Audi A6, venendo poi __________

fermato dalla Polizia mentre si trovava sull’auto di ACPR 1, mentre gli altri

si dileguavano a bordo dell’Audi summenzionata;

1.2. sequestro di persona e

rapimento

per avere,

il 3 settembre 2015, a __________,

agendo in correità con __________ e

terzi non identificati, indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua

libertà ACPR 1, dapprima presso il suo domicilio privato di __________, indi

durante il tragitto in automobile verso la banca di __________;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei

considerandi.

Considerandi

2.

Di conseguenza,

IM 1 è condannato

2.1

alla pena detentiva di 24

(ventiquattro) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

2.2

L’esecuzione

della pena detentiva è sospesa in ragione di 18 (diciotto) mesi, con un periodo

di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

3.

È ordinato il dissequestro

del telefono e della carta SIM sotto sequestro, previa cancellazione delle

memorie, i cui costi sono da anticipare dal condannato.

4.

La tassa di giustizia di

CHF 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.

4.1

In caso di motivazione

scritta la tassa di giustizia sarebbe di CHF 1'500.00.

5.

Le spese per la difesa

d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

5.1

La nota professionale

dell’avv. DUF 1 è approvata per:

onorario CHF 12’900.00

spese CHF 1’191.30

IVA (8%) CHF 1’127.30

totale CHF 15’218.60

5.2

Il condannato è tenuto a

rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo riconosciuto al suo

difensore d’ufficio non appena le sue condizioni economiche glielo permettano

(art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a: -

Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC

(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

- Ministero Pubblico, SERCO,

6501.

Bellinzona

- Ufficio dei Giudice dei

provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

- Sezione della Popolazione,

ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

- Direzione del carcere

penale La Stampa, CP, 6904 Lugano

Per la Corte delle assise criminali

Il Presidente La

vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'000.--

Inchiesta preliminare fr. 300.--

Altri disborsi (postali, tel.,

ecc.) fr. 163.60

fr. 1'463.60

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