72.2016.235
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
28 febbraio 2017Italiano16 min
Source ti.ch
Incarto n.
72.2016.235
Lugano,
28 febbraio 2017/sg
Sentenza
In nome
della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte
delle assise criminali
composta da:
giudice Amos Pagnamenta, Presidente
GI 1, giudice a latere
GI 2, giudice a latere
Cristina Laghi, vicecancelliera
sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale Ministero
Pubblico
e in qualità di accusatore
privato:
ACPR 1
patrocinato dall’avv. RAAP 1
contro
IM 1
rappresentato dall’avv. DUF 1
in carcerazione preventiva
dall'11 ottobre 2016 al 14 dicembre 2016 (65 giorni),
in anticipata esecuzione della
pena dal 15 dicembre 2016
imputato, a norma dell'atto d'accusa
199/2016 del 29.12.2016, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di
1. tentata
coazione
per avere, il 3 settembre 2015 a __________, usando
violenza o minaccia di un grave danno contro una persona o intralciando in
altro modo la libertà di agire di lei, costretto a fare, omettere o tollerare
un atto, e meglio per essersi recato, unitamente ai correi __________, __________
e __________ (nominativi stabiliti in sentenza del 28.06.2016 a carico del __________
ma a suo dire accompagnato solo dal __________ e da tale “__________”), presso
l’abitazione di ACPR 1 a __________ a bordo di un Audi A6 targata TI __________,
rimanendo __________ all’interno del veicolo, rimanendo __________ di guardia
alla porta-finestra e penetrando __________ e IM 1 all’interno dell’abitazione,
dopo aver mostrato a ACPR 1 la copia di un contratto relativo ad un ingente
investimento immobiliare effettivamente da lui stipulato, in particolare lui
stesso e il __________ proferito all’indirizzo di ACPR 1 gravi minacce per la sua
vita ed incolumità fisica onde indurlo a “…tirar fuori i soldi…”,
costringendo poi ACPR 1 a recarsi in banca a __________ con il suo veicolo
privato per recuperare del denaro, accompagnato dal __________ in veste di
passeggero, mentre gli altri seguivano con l’autoveicolo Audi A6, venendo poi
il __________ fermato dalla Polizia mentre si trovava sull’auto di ACPR 1,
mentre gli altri si dileguavano a bordo dell’Audi summenzionata;
fatti avvenuti: a __________
Fatti
il 3 settembre 2015;
reato previsto: dall’art.
22 cpv. 1 e 181 CPS;
2. sequestro
di persona e rapimento
per avere, il 3 settembre 2015 a __________, agendo
sempre in correità con __________, __________ e __________
(ma a suo dire accompagnato solo dal __________ e da tale “__________”),
indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua libertà ACPR 1, dapprima
presso il suo domicilio privato di __________, indi durante il tragitto in
automobile verso la banca di __________, al fine di portare a compimento l’atto
estorsivo di cui al punto 1;
fatti avvenuti: a __________
il 3 settembre 2015;
reato previsto:
dall’art. 183 cifra 1 CPS;
Presenti: - il
Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
- in qualità di interprete
per la lingua __________, __________.
Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:40 alle ore 15:31
Sentiti: - il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: la
questione legata al contratto avrebbe potuto essere risolta in maniera legale e
invece è stata scelta la via più breve e anche quella più violenta. Il
mandante, ancora ignoto, ma che possiamo intravedere dalle carte processuali, è
una persona spregiudicata, che assolda la gente per risolvere in maniera
extragiudiziaria le sue questioni, volendo imporre con la violenza e la
minaccia solo le proprie ragioni.
IM 1 è il personaggio chiave di tutta la vicenda. È lui che ha
avuto rapporti e che ha conosciuto i mandanti, perlomeno quelli da lui
descritti, i presunti __________. È lui che riceve il mandato dietro pagamento
di EUR 5'000.00. È lui che dirige l’azione e l’operazione ed è lui che detiene
in mano il contratto. È sempre lui che dirige l’intervento in loco, facendo
andare in avanscoperta __________, siccome i capi sono quelli che stanno nelle
retrovie e mandano avanti gli “sgherri”. IM 1 è pure quello che usa, guida e
poi fa sparire l’Audi A6, intercettata nella frontiera lituana, a nome di una
società francese inesistente, a dimostrazione che conosceva i canali della
criminalità internazionale.
La versione fornita dall’imputato è una versione dei fatti
edulcorata, epurata di tutti gli aspetti coattivi che hanno caratterizzato la
vicenda. A suo dire si sarebbe trattato di una semplice visita di cortesia, una
cosa pacifica, tranquilla, ma basta leggere i verbali della vittima per
rendersi conto che le cose sono andate in maniera totalmente diversa. Di strade
per verificare l’intenzione di pagare o meno ce n’erano a iosa, ma non sono
state utilizzate.
In diritto, l’accusa rinvia agli accertamenti giurisprudenziali
indicati nella sentenza della precedente inchiesta.
Quanto alla commisurazione della pena, rinvia all’AI 19,
osservando che i precedenti francesi di IM 1 parlano da soli per quanto attiene
al pedigree del personaggio. L’imputato è recidivo ai sensi dell’art. 42 cpv. 2
CP, avendo racimolato negli anni ben più dei 6 mesi richiesti dalla norma.
Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 3
(tre) anni e 6 (mesi), da espiare, in misura almeno della metà, nonché la
confisca di tutto quanto sotto sequestro come provento di reato;
- l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: è vero che sembra che ci si debba trovare qua per la prima volta
davanti a un esattore criminale, come è stato descritto dal PP, ma così non è.
La difesa premette che chiederà il proscioglimento dal reato di
tentata coazione, ammettendo una condanna a una pena pecuniaria per il reato di
sequestro di persona.
Per quanto concerne l’imputazione di tentata coazione, i fatti
imputati nell’atto d’accusa, a mente del difensore, non costituiscono reato.
Manca la spiegazione di quali minacce siano state proferite da IM 1, ma si
parla solo genericamente di minacce. Già questo indica che questa condanna non
può stare. Va anche detto che secondo dottrina e giurisprudenza la tentata
coazione resta assorbita dal reato di sequestro, se non vi sono particolari
momenti a sé stanti che possano tenere vivo il reato di coazione. Lo dice per
esempio Wiprächtiger nel commentario, art. 183 CP, n. 154. I fatti commessi da IM
1 non costituiscono comunque il reato di coazione. La difesa riassume gli
elementi costitutivi del reato, osservando che per l’art. 350 CPP il giudice è
vincolato ai fatti indicati nell’atto d’accusa. Questo significa che, non
essendo specificate nell’atto d’accusa le gravi minacce che IM 1 avrebbe
pronunciato nei confronti di ACPR 1, mancano i fatti contestati dall’imputato.
Per la qualifica del reato di coazione occorreva quindi precisare quali fossero
le minacce di grave danno proferite da IM 1 contro ACPR 1, come previsto
all’art. 325 cpv. 1 lett. f CPP, cosa che manca e impedisce quindi la condanna
per il capo d’accusa di tentata coazione.
A titolo abbondanziale la difesa osserva che IM 1 ha contestato di
avere proferito minacce nei confronti di ACPR 1, siccome le stesse non erano
necessarie. Si trattava unicamente di presentarsi da ACPR 1, che non rispondeva
al telefono e alle lettere, per capire le sue intenzioni relativamente al
contratto. A proposito dell’attività di ACPR 1 di recupero di crediti va detto
che questa specie di attività è perfettamente lecita e regolamentata in
Francia, e meglio come appare dall’estratto prodotto quale doc. dib. 1. Queste
norme richiedono che il credito sia certo, liquido ed esigibile, nonché una
notifica al debitore, presupposti tutti dati nel nostro caso. Questa è la
situazione di partenza per IM 1, che parte da __________ con l’incarico
dell’indiano e del parigino. A quel momento i parigini hanno anche consegnato a
IM 1 il contratto per dimostrare l’esistenza del credito, l’esigibilità e la
sua scadenza. Al punto 12 del contratto viene detto che ogni questione legata
al contratto doveva essere risolta con una discussione diretta, quindi
bisognava discutere direttamente prima di tutto e se poi le cose dovevano
fallire bisognava finire ai tribunali __________. Quindi si sono comportati
nient’altro che secondo quanto ACPR 1 aveva sottoscritto e firmato.
La difesa sottolinea poi che ACPR 1 non è uno sprovveduto, egli
era implicato in un affare di milioni già solo di commissione, era oltretutto
riuscito a trovare i possibili acquirenti per l’isola alle __________ per
svariati milioni e poteva disporre di ingenti somme di denaro, avendo pagato
CHF 1 mio. la prima volta e poi ancora CHF 500'000.00. Non si tratta quindi di
un pulcino che deve spaventarsi alla vista di un uomo alto 1.98 m. Peraltro ACPR
1 era rimasto passivo per oltre un anno di fronte ai propri debiti e quindi
doveva aspettarsi che qualcuno l’avrebbe cercato, secondo quanto firmato nel
contratto.
La versione di IM 1 è lineare, ci sono solo delle piccole cosette
che nulla cambiano alla sostanza. Sono partiti da __________ e arrivati a __________
in mattinata. Anche nella versione di __________ si sono recati presso
l’appartamento solo in 3, mentre uno sarebbe rimasto nell’automobile. ACPR 1
nel suo verbale dell’8 ottobre 2015, p. 5, aveva sostenuto che vi fossero 2
individui a casa sua e poi in un secondo tempo si è corretto in 3 persone.
Comunque 3 persone collima anche con quanto detto da IM 1. __________ è entrato
in casa, mentre IM 1 e __________ sono rimasti in terrazza. Lo stesso ACPR 1
riconosce IM 1 nell’allegato 1 del suo verbale, riconosce __________
nell’allegato 2, ma non riconosce la persona che figura nell’allegato 3, ovvero
__________ citato da __________. ACPR 1 non era forzato in nessuna maniera, ma
aveva già capito, avendo preso contatto con il fratello e con il socio, che
qualcuno sarebbe arrivato in quel frangente. Di fatti, a quel momento aveva
tutto l’interesse di portare il gruppo in banca per farli cadere in mano alla
Polizia.
Quanto alle intenzioni di quel giorno, il racconto di __________ e
IM 1 corrispondono: lo scopo era quello di capire quali fossero le intenzioni
di ACPR 1 su come onorare il debito derivante dal contratto. Nessuno ha mai
detto di essere venuto in Ticino per ottenere denaro da ACPR 1, tant’è che
nessuno gli ha detto di andare a prelevare i soldi che aveva sul conto oppure
di dare loro quelli che aveva in casa, non hanno né chiesto, né preteso, né
voluto, né ricevuto soldi da ACPR 1, ma volevano solo sapere come volesse
regolare, siccome era rimasto passivo nei confronti del mandante di __________.
Ecco perché hanno ammesso senza problemi che ACPR 1 utilizzasse il suo computer
liberamente e si mettesse in contatto con il socio e con il fratello in modo
indisturbato. Non si può quindi sostenere che ci fosse una forza data dalla
presenza degli energumeni. Se ACPR 1 ha potuto colloquiare liberamente in
inglese al PC, lingua capita solo da __________, è perché loro gli hanno detto
di pure cercare di dimostrare dove erano i giustificativi dei versamenti.
Oltretutto questi pagamenti avvengono quando, secondo ACPR 1, il contratto di
acquisto dell’isola era ormai fallito e quindi se ha pagato vuol dire che
qualcosa stava ancora in piedi e quindi era lecito venire a verificare da ACPR
1 quale fosse la sua intenzione. Inoltre, vista la posizione della casa di ACPR
1, una minaccia come quella di “buttarlo nel lago” non sarebbe certo stata
facilmente attuabile.
Non è nemmeno vero che IM 1 e __________ si fossero accordati
perché __________ andasse con ACPR 1 in banca. A una persona sequestrata non si
dice di prendere semplicemente la sua auto e di andare dove voleva con
qualcuno, oltretutto, come __________, che non è del luogo. La convinzione
della difesa è che ACPR 1 fosse perfettamente libero, anzi, era lui che voleva
tenersi qualcuno o tutti quelli della squadra per toglierseli dai piedi. Quindi
la situazione per IM 1 era talmente lecita che nessuno si è mai sognato di
prendere qualsivoglia precauzione o di fuggire. Si tratta di signori abituati in
Francia a fare il recouvrément secondo le regole, che per loro era
perfettamente lecito anche da noi, tant’è che IM 1 ha verificato che i mandanti
avessero scritto, ciò che loro gli hanno confermato. In ogni momento ACPR 1
avrebbe potuto chiamare aiuto, ma non l’ha fatto, è passato in mezzo al
cantiere e sarebbe stato sufficiente dire agli operai di chiamare la Polizia,
chiamare la gente sulla strada cantonale, fermarsi, allontanarsi, scappare, ciò
che non è avvenuto. I signori non avevano armi per minacciare, stavano soltanto
verificando quali fossero le intenzioni.
Venendo al reato di sequestro di persona e rapimento, la difesa
non è d’accordo che il reato venga definito sequestro di persona e rapimento,
se di rapimento non si parla. Questo lo dicono i commentatori, ad esempio
Wiprächtiger, art. 813 CP, il quale dice che non può esserci concorso reale fra
il reato di sequestro di persona e quello di rapimento, men che meno è
possibile denominarli tutti e due assieme nella medesima fattispecie. I fatti sono
costitutivi del reato sequestro di persona o di rapimento. In questo caso,
parlando di “indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua libertà”, ci
si riferisce unicamente di sequestro. Nulla cambia perché la comminatoria è
sempre la stessa, ma è chiaro che se deve comparire sul casellario giudiziale
un reato di sequestro e rapimento o solo di sequestro sarebbe molto più
corretto fare così.
La difesa ritiene che il reato del sequestro di persona possa
essere realizzato, ma nei limiti minimi del reato, limitatamente alla visita a
casa di ACPR 1. Questi è sempre stato libero nei suoi movimenti, libero di
usare il PC, di chiedere aiuto, di non seguire il gruppo che si allontanava da
casa sua. Questo reato è ammesso nella forma più lieve dell’aver tenuto
sequestrata una persona senza particolare violenza o minaccia. ACPR 1 è troppo
furbo lui stesso per cadere nelle minacce indicate nell’atto d’accusa
concernente __________, comunque non riprese nell’atto d’accusa nei confronti
di IM 1. Non erano lì per estorcere un bel nulla o fare delle violenze, ma solo
per capire le intenzioni di ACPR 1.
Sulla commisurazione della pena, la difesa rileva che non si può
infierire, nemmeno per prevenzione speciale, nei confronti di IM 1, come era
stato per __________. Bisogna prendere quello che IM 1 ha voluto e combinato,
quello che non va secondo la nostra legislazione. IM 1 era solo quello che
aveva ricevuto il mandato a __________ per verificare le intenzioni di ACPR 1
e, non sapendo il francese, ha preso __________ per fare il traduttore. __________
gli era stato imposto dai parigini per vedere se sarebbero poi venuti. Ci si
trova in un mondo commerciale e non in un mondo di furbi, tant’è che IM 1 non
aveva nemmeno ricevuto un acconto sul compenso promesso.
IM 1 ha già scontato più di 4 mesi di carcere preventivo. La
difesa osserva di poter immaginare la condanna del suo assistito a una pena
detentiva di 6 (sei) mesi, con la quale potrebbe uscire dal carcere in data
odierna, oppure a una pena pecuniaria, dalla quale si dovrebbe dedurre il
carcere preventivo sofferto. IM 1 ha tenuto un buon comportamento processuale e
si è integrato, per quanto possibile, iniziando a frequentare anche corsi di
italiano. Egli non è quel personaggio terribile che viene dall’estero in Svizzera
solo per delinquere e non merita di scontare una pena più lunga di quanto abbia
già fatto.
Per quanto concerne la confisca, osserva che è vero che i telefoni
sono stati utilizzati per commettere il reato, per tenersi in contatto quel
giorno, ma non hanno servito direttamente per il reato contro ACPR 1 e non sono
quindi mezzi di reato, motivo per cui non avrebbe senso mantenere il sequestro.
Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP.
Visti gli art.: 12, 22, 40, 42, 43, 44, 47, 49, 51, 69, 181, 183 cifra 1 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;
dichiara
e pronuncia:
IM 1
1. è
autore colpevole di:
1.1. tentata coazione
per avere,
il 3 settembre 2015, a __________,
usando violenza o minaccia di un
grave danno contro una persona o intralciando in altro modo la libertà di agire
di lei, tentato di costringere a fare, omettere o tollerare un atto,
e meglio per essersi recato, agendo
in correità con __________ e terzi non identificati, presso l’abitazione di ACPR
1 a __________ a bordo dell’Audi A6 targata TI __________, dopo aver mostrato a
ACPR 1 la copia di un contratto relativo a un ingente investimento immobiliare
effettivamente da lui stipulato, in particolare lui stesso e __________
proferito all’indirizzo di ACPR 1 gravi minacce per la sua vita e incolumità
fisica, onde indurlo a recarsi in banca a __________ con il suo veicolo privato
per recuperare del denaro, accompagnato da __________ in veste di passeggero,
mentre gli altri seguivano con l’autoveicolo Audi A6, venendo poi __________
fermato dalla Polizia mentre si trovava sull’auto di ACPR 1, mentre gli altri
si dileguavano a bordo dell’Audi summenzionata;
1.2. sequestro di persona e
rapimento
per avere,
il 3 settembre 2015, a __________,
agendo in correità con __________ e
terzi non identificati, indebitamente tenuto sequestrato e privato della sua
libertà ACPR 1, dapprima presso il suo domicilio privato di __________, indi
durante il tragitto in automobile verso la banca di __________;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.
Considerandi
2.
Di conseguenza,
IM 1 è condannato
2.1
alla pena detentiva di 24
(ventiquattro) mesi,
da dedursi il carcere preventivo sofferto.
2.2
L’esecuzione
della pena detentiva è sospesa in ragione di 18 (diciotto) mesi, con un periodo
di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.
3.
È ordinato il dissequestro
del telefono e della carta SIM sotto sequestro, previa cancellazione delle
memorie, i cui costi sono da anticipare dal condannato.
4.
La tassa di giustizia di
CHF 1'000.00 e le spese procedurali sono a carico del condannato.
4.1
In caso di motivazione
scritta la tassa di giustizia sarebbe di CHF 1'500.00.
5.
Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
5.1
La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario CHF 12’900.00
spese CHF 1’191.30
IVA (8%) CHF 1’127.30
totale CHF 15’218.60
5.2
Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo riconosciuto al suo
difensore d’ufficio non appena le sue condizioni economiche glielo permettano
(art. 135 cpv. 4 CPP).
Intimazione a: -
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO,
6501.
Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona
- Direzione del carcere
penale La Stampa, CP, 6904 Lugano
Per la Corte delle assise criminali
Il Presidente La
vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 300.--
Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.) fr. 163.60
fr. 1'463.60
===========